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Bibliografia/sitografia: http://www2.regione.veneto.it/videoinf/giornale/newgiornale/72/1/goldoni.htm http://www.parodos.it/b%20goldoni.htm http://www.parodos.it/blog/goldoni.htm Storia del teatro di Cesare Molinari. Leuropa degli scrittori di Antonelli e Sapegno.

Breve storia del teatro di luigi lunari "Mondo" e "Teatro" nella poetica di Goldoni, in Tre studi sul teatro: Ruzante, Aretino, Goldoni, Vicenza 1964 Immagini http://www.drammaturgia.it/index.php http://www.itislevi.it/mappa/A_Scuola_in_Villa/Villa%20rete/riformagoldoni.html Carlo Goldoni. (1707-1793) famiglia borghese. Studia diritto e filosofia presso i padri domenicani di Rimini. 1721 fugge in barca con compagnia comici verso chioggia. Si laurea in legge a pavia con difficolt e crisi depressiva. 1729 compone 2 intermezzi:il buon padre, la cantatrice. 1733 dopo suoi studi, lascia Venezia e fugge a milano al servizio di un diplomatico veneto. Prima tragicommedia: Belisario. 1738 sulla scia del successo per la prima opera, scrive il Momolo Cortesan: comincia la riforma teatrale. 1743 elabora la prima commedia: La donna di garbo, rappresentata dopo 4 anni; intanto riprende professione di avvocato in varie citta. Torna a Venezia, e firma contratto con Medebach: diventa poeta comico del teatro santangelo dedicandosi successivamente solo al teatro. Questi sono gli anni (1748 in poi) in cui realizza la riforma e compone i maggiori successi teatrali: compone e pubblica Il teatro comico(1750). 1752 Locandiera. Nel 1760 scoppia a venezia la guerra dei teatri: il realismo di goldoni contro le favole di C. Gozzi. Altre rappresentazioni tra cui Comedie italienne prima commedia interamente scritta in francese (Parigi 1771). Dopo aver lasciato Versailles si ritira definitivamente a Parigi, nel 1787 scrive la sua autobiografia in francese (memoires)e poi muore nel 1793. Riforma: teatro comico guerra dei teatri canovaccio: improvvisazione di tematiche varie stile goldoniano:ambientazione delle vicende in un mondo borghese -lespressione commedia dellarte= goldoni lo usa al plurale per indicare un certo genere di commedie (quelle con le maschere) contrapposte a un altro genere (quelle di carattere del personaggio)che la sua riforma proponeva. volume 2a 467 memoires : osservazione degli attori-caratteri dei personaggi adattati agli attori. Si allontana dagli stereotipi della commedia dellarte. Studia il passaggio tra vita e teatro. Cerca di avvicinarsi di piu alla vita attuale con la creazione di nuovi caratteri e tipi. Il San Samuele vide la direzione - sia pure per pochi anni, dal 1737 al 1741 - di Carlo Goldoni

Si fecero nella quaresima alcune mutazioni in questa compagnia(compagnia teatrale di Giuseppe imer per la quale goldoni lavora al san Samuele(direzione del teatro tra il 173741)), che fu portata, per quanto era possibile, a perfezione. Fu presa in cambio della Bastona madre, la Bastona figlia, attrice eccellente, piena dintelligenza, nobile nel serio e graziosissima nel comico. A Vitalba, primo amoroso, era subentrato Simonetti, meno brillante ma pi decente, istruito e docile. Era stato fatto acquisto del Pantalone Golinetti, mediocre nelle parti in maschera, ma molto pi abile per rappresentare i caratteri di giovane veneziano a viso scoperto; e il dottor Lombardi, che per figura e ingegno era unico in questo impiego. Per mia fortuna la Passalacqua era stata licenziata; veramente non avevo verso lei rancore alcuno, ma stavo meglio quando non la vedevo. Il soggetto per che rese la compagnia completamente buona fu il famoso Arlecchino Sacchi, la cui moglie recitava passabilmente le seconde parti di amorosa e la sorella, eccettuato un poco di caricatura, molto bene quelle di servetta. Eccomi (andavo dicendo tra me), eccomi nella miglior condizione; adesso s che posso dar lo scatto alla mia immaginazione; abbastanza ho lavorato sopra temi rancidi, ora bisogna creare, conviene inventare. Ho tra mano attori che promettono molto; ma, per impiegarli utilmente, necessario rifarsi dallo studiarli: ciascuno ha il suo carattere naturale, e se lautore ne assegna al comico uno che sia appunto analogo al suo proprio, la riuscita sicura. Suvvia (continuavo sempre nella mie tacite riflessioni), ecco forse il momento di tentar quella riforma avuta di mira da s lungo tempo. S, bisogna trattare soggetti di carattere(commedia in cui la storia costruita intorno al carattere dei personaggi=il nucleo della riforma goldoniana.); sono essi la sorgente della buona commedia: da questi appunto incominci la sua professione il gran Molire; e felicemente giunse a quel grado di perfezione dagli antichi solamente indicatoci, e non eguagliato ancor dai moderni. Facevo male a incoraggiarmi cos? No; poich allarte comica tendeva la mia inclinazione, e la buona commedia doveva essere il mio scopo. Mi sarei fatto torto, se avessi avuto lambizione di stare a confronto coi maestri dellarte; ma io ad altro non aspiravo che a riformare gli abusi del teatro del mio paese, non essendo poi necessaria una somma scienza a ci conseguire. In conseguenza di tali ragionamenti che a me parevano giusti, cercai nella compagnia lattore pi a proposito per sostenere un carattere nuovo e nello stesso tempo piacevole. Mi determinai per il Pantalone Golinetti(esempio per la spiegazione della riforma), non per adoprarlo con una maschera, che nascondendo la faccia impedisce allattore sensibile di manifestar sul volto la passione che lo anima; facevo solo gran caso della sua maniera di stare nelle conversazioni, ove lo avevo veduto e studiato; onde credetti di poterne fare un personaggio eccellente, n mingannai. Misi dunque in ordine una commedia di carattere, il cui titolo era Momolo cortesan. Momolo, in lingua veneziana, il diminutivo di Girolamo, ma non possibile tradur bene con un altro aggettivo francese quello di cortesan. Questo termine non nasce da una corruzione della parola cortigiano; deriva bens piuttosto dalle voci courtoisie e courtois, cortesia, cortese. Gli Italiani medesimi non avevan cognizione, generalmente parlando, del cortesan veneto, onde sin da quando feci stampare questa composizione, la intitolai LUomo di mondo, e dovendo metterla in francese il suo conveniente titolo credo sarebbe Homme accompli(esempio per spiegare praticamente parte della sua riforma).

Vediamo se sono in errore. Il vero cortesan veneto un uomo di probit, capace di render servigi e cortese. generoso senza profusione, allegro senza esser leggero, amatore delle donne senza compromettere il suo decoro, amator dei piaceri senza rovinarsi; in tutto si mescola per il solo bene degli affari, preferisce la tranquillit, n sa soffrir la soperchieria; affabile con tutti, fervido amico, zelante protettore. Non dunque questi Luomo di mondo? E qui forse mi si dir: se ne trovano molti di codesti cortesan a Venezia? S, non se ne scarseggia; ve ne sono di quelli che pi o meno posseggono le qualit di questo carattere; trattandosi per di metterlo in atto agli occhi del pubblico, convien sempre manifestarlo in tutta la sua perfezione. Affinch un carattere qualunque faccia pi effetto sulla scena, fui sempre di sentimento che bisognasse porlo in contrasto con caratteri opposti: introdussi perci nella mia rappresentazione un maligno veneziano che imbroglia i forestieri. Il Cortesan, senza conoscere le persone ingannate, le difende dalle insidiose trame di costui e smaschera il briccone. Arlecchino poi non in questa commedia un servitore stordito, ma un uomo senza volont di far nulla, che pretende di esser mantenuto dalla sorella nei propri vizi. Il Cortesan procura un collocamento alla giovane e pone il pigro nella necessit di lavorare per vivere; infine luomo di mondo compie il suo bellissimo ufficio ammogliandosi lui stesso, e scegliendo tra le donne di sua conoscenza quella che ha meno pretese e pi merito. !!!!!(sintesi riforma) Questa rappresentazione ebbe un successo mirabile, e ne ero veramente contento. Vedevo i miei compatrioti abbandonare lantico gusto della farsa, e avevo avanti gli occhi lannunciata riforma, senza per poter ancora vantarmene. Questa composizione non era in dialogo, n altro vi era di scritto che la parte dellattore principale. (((Tutto il resto era a braccio; bench gli attori fossero ben combinati, non erano per tutti in stato di adempiere la loro parte con abilit. Non vi si poteva pertanto scorgere quelluguaglianza di stile che qualifica gli autori. Era per me impossibile riformar tutto in una volta senza irritare gli amatori della commedia nazionale; aspettavo dunque il momento favorevole per assalirli di fronte con pi vigore e sicurezza.))) Riforma. Nel 1738 Goldoni si dedica alla commedia e scrive il "Momolo Cortesan" in cui la parte del protagonista scritta quasi per intero, dando inizio alla riforma tecnica che lo condurr in seguito ad abbandonare limprovvisazione della Commedia dellArte. Fino ad allora la tradizione della Commedia dell'Arte, con la quale Goldoni si porr in rapporto di continuit pur riformandola, prevedeva l'uso del "canovaccio" sulla cui base gli attori recitavano a soggetto improvvisando liberamente mentre il commediografo veneziano imporr progressivamente nelle sue opere il testo scritto, definitivo, che non lascia all'attore nessuna possibilit di modifica. Lespressione commedia dellarte= goldoni lo usa al plurale per indicare un certo genere di commedie (quelle con le maschere) contrapposte a un altro genere (quelle di carattere del personaggio)che la sua riforma proponeva. Alle maschere fisse nate per una comicit di situazione (basata sugli scambi di persona e su vicende complesse) Goldoni sostituir il "carattere" cio figure umane definite nella loro individualit, nella loro particolare fisionomia.

Egli si dimostrer anche un rivoluzionario sul piano letterario perch, rifiutando le suggestioni libresche e classiciste, sceglier di rappresentare la societ contemporanea e i valori borghesi che ne costituivano la novit. Con la sua opera Goldoni volle educare gli spettatori alla rappresentazione del reale portando sulle scene i personaggi e le situazioni della vita di tutti i giorni. I personaggi e le trame delle sue opere diventano sempre pi realistici. Inoltre, il ceto sociale borghese viene pi rappresentato di quello aristocratico anche per sottolineare la sua operosit. Sul piano delluso del linguaggio, Goldoni ebbe inoltre il merito di superare l'artificiosit della lingua letteraria tradizionale creando dialoghi pi spontanei eredi dellimprovvisazione della Commedia dellArte e di dare una dignit artistica anche all'uso del dialetto. Interessante da segnalare anche il ritorno Goldoniano alla classicit : egli infatti fa si che le sue opere si svolgano nello stesso luogo e nello spazio temporale di un giorno senza che lintreccio principale venga affiancato da altre narrazioni parallele. Intorno al 1757 entr in scena il Gozzi che accus il Goldoni di essere troppo innovativo rispetto ai costumi della Repubblica Veneta e di voler distruggere la commedia a soggetto e le maschere pi popolari del teatro italiano. mondo e teatro Goldoni. Il Mondo davvero, per il Goldoni, il primo "maestro", necessario in ogni tempo alla vitalit della commedia [...]. Il Mondo definito [...] nella sua variet di caratteri, di passioni, di "avvenimenti curiosi", di "correnti costumi": dei "vizi e dei difetti", aggiunge, "che sono pi comuni del nostro secolo e della nostra Nazione"; e anche dei "mezzi con cui qualche persona virtuosa resiste a questa corruttela." Il suo teatro vuol essere, dunque, trascrizione del contemporaneo e di un contemporaneo nazionale [...]. Il secondo termine, il Teatro, un modo specifico di comporre gli elementi offerti dal Mondo. Esso gli insegna i "colori" per "rappresentarli", il modo di "ombreggiarli" per dar loro "rilievo", le tinte che pi li rendono grati agli spettatori." Il Teatro una realt fittizia, provvisoria, che rinvia a "ci che si vede tutto il giorno nel Mondo": se il risultato di un'osservazione del Mondo, in esso trova anche la sua funzione. Il Teatro non quindi una forma autonoma. Da una parte, infatti, la "Commedia Poesia da rappresentarsi, [...]; dall'altra ha fuor di s il suo compimento, e ci non pu essere dimenticato da "uno da "uno scrittore... che scrive per il Teatro, ch' quanto a dire principalmente pel Popolo." La commedia dunque un'illusione di realt, ottenuta con la rappresentazione, che tende a far riconoscere al popolo i veri aspetti di essa. Tratto da M.Baratto, "Mondo" e "Teatro" nella poetica di Goldoni, in Tre studi sul teatro: Ruzante, Aretino, Goldoni, Vicenza 1964