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ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DEL TERRORISMO E DELL EVERSIONE CONTRO L ORDINAMENTO COSTITUZIONALE DELLO STATO

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DI

TORINO

Torino, 6 dicembre 2011

RILIEVI DI AIVITER ALLA MOSTRA DI SGARBI CON LEX TERRORISTA FARANDA

Il punto critico della questione a nostro avviso si configura come segue. Larte contemporanea, o tardo moderna per qualcuno, post moderna per altri, non si fonda sul giudizio dellopera darte, ma sulla soggettivit dellartista che lha eseguita/prodotta/allestita. Il sacro nellarte risiede oggi nellindividualit, nellunicit di chi la produce e solo successivamente si traduce nellopera. Liter, detto in modo semplicistico, ma essenziale, il seguente: una volta che la critica ufficiale definisce una persona, artista, le sue opere, dal nulla che erano, diventano artistiche.

Capita cos allora che le fotografie della ex terrorista Adriana Faranda, militante delle Brigate rosse che partecip al sequestro di Aldo Moro, una volta che il critico Vittorio Sgarbi la promuove inserendola tra le opere di 600 artisti della mostra che si terr a Torino Esposizioni dal 19 dicembre al 31 gennaio, a ideale conclusione della Biennale di Venezia, si trasformano da fotografie di una ex terrorista a fotografie di una artista. Il miracolo si compie in una breve frase che troviamo nelle parole del noto critico: la includo perch una ex terrorista o la escludo perch una ex terrorista? Niente di tutto questo. La includo perch, come artista, al di sopra della soglia dell'esistenza. Il trucco semantico tutto in quel come artista.

Da rilevare per inciso - anche le altre parole: quelle relative alla dote artistica di ergersi al di sopra della soglia dell'esistenza attribuita da Sgarbi alla Faranda, dote che assume una sfumatura assai macabra, visto che il soggetto in questione ha contribuito a porre altri, diciamo, al di sotto della soglia di esistenza... loro malgrado!

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Come artista si eleva al di sopra di tutto. Un po come capitato a Cesare Battisti nella Ville lumire: se un romanziere, prima un artista: status che assolve tutte le precedenti responsabilit. Lo status "sacro" di artista determina insomma un risultato analogo a quello dellindulgenza di Santa Romana Chiesa.

E' quindi la vita di Adriana Faranda a farsi opera d'arte attraverso le sue fotografie/immagini digitali. Proprio questo aspetto, insito nell'arte contemporanea, determina che l'etica non possa essere estranea all'artista, come poteva esserlo invece nell'arte del passato (ad esempio Caravaggio). Tanto pi che in questa storia sono coinvolti sia personaggi pubblici (V. Sgarbi + gli assessori di Citt e Regione) che luoghi pubblici (Torino Esposizioni). Qui emerge la responsabilit del critico nel far assurgere la vita di un individuo a simbolo valoriale nella sfera dell'arte e quella delle amministrazioni pubbliche nel fornire il loro sostegno logistico ed organizzativo, anche se forse non finanziario, all'evento.

Anche per l'11 settembre 2001 qualche fine intellettuale francese si espresse in termini estetici di fronte al crollo delle Twin Tower a New York. Nel suo piccolo Vittorio Sgarbi sta facendo lo stesso, riconoscendo come opera d'arte la biografia di una terrorista.

Difficile non parlare di deriva culturale... E difficile non ricordare che la Citt di Torino socio istituzionale dellAiviter, e la Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni Culturali ha sostenuto nel recente passato progetti promossi da Aiviter (il docufilm e il Cdrom Vittime). Come difficile, infine, non evidenziare che le carriere allombra del sangue degli anni di piombo continuano e si moltiplicano scintillanti sotto le luci della ribalta di una societ che si ostina a rifiutare di fare i conti con la sua storia, umiliando per lennesima volta le vittime del terrorismo.

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