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Torino, novembre 2011

BERLUSCONEIDE
Considerazioni storiche e politiche dopo la caduta di Berlusconi.
di Costanzo Preve

1. Una premessa. Scrivo queste considerazioni su esplicito invito di amici, francesi e greci, interessati ad avere una mia analisi strutturale, e non solo pettegola o episodica, sulla caduta di Berlusconi. Caduta certo non ancora formalizzata, ma io credo irreversibile. Ed irreversibile non certamente perch causata da tre fattori a mio avviso poco rilevanti (ceto politico professionale ex-comunista ed ex-cattolico democristiano, circo mediatico asservito alle strategie oligarchiche del grande capitalismo finanziario g1obalizzato, magistratura politicizzata anti-berlusconiana). Poco rilevanti sono stati anche gli scandali, le prostitute, i sorrisini di Merkel e Sarkozy, e tutto il ciarpame sollevato da quellautentico scandalo culturale e giornalistico chiamato La Repubblica, incrocio fra la componente borghese laica ex-azionista e la componente picista, che con tutta la mia buona volont non intendo connotare con il glorioso anche se discusso nome di comunista. Partir quindi da un fattore tutto sommato secondario come il berlusconismo, ma arriver presto al vero ed unico problema storico che ci sta dietro, l'adeguamento e poi la sparizione del modello europeo di capitalismo verso un unico modello anglosassone di capitalismo totale. Prego il lettore di prestare attenzione a questa tesi finale, perche tutto quanto c prima solo gli antipasti, le tapas per dirla in spagnolo. 2. Il giorno 5 novembre 2011 il Canale La Sette ha trasmesso in prima serata, modificando la programmazione prevista, un film su Berlusconi intitolato BERLUSCONI FOR EVER. Si tratta di una sintesi del come per circa vent'anni lintera classe dirigente italiana ed i suoi intellettuali, dallitalianista Asor Rosa al comico Benigni hanno visto Berlusconi. Ecco perch conviene partire da l. In sintesi, evidenzierei quattro temi in ordine di importanza:

(1) Berlusconi appare come un megalomane in preda ad un compulsivo delirio di onnipotenza patologica, una sorta di
piazzista e di venditore di tappeti levantino autoreferenziale , che crede che la propria verit sia anche lunica verit. Il riferimento al vecchio giornalista vate della borghesia italiana, Indro Montanelli, esempio di passaggio e di riciclaggio in tempo reale dal fascismo al regime dopo il 1945. Non a caso il suo successore, il sionista fanatico Travaglio, diventato per un ventennio l'idolo della sinistra anti-berlusconiana. (2) Berlusconi appare come il portatore dei difetti atavici degli italia ni, primo dei quali sarebbe la sostituzione della furbizia allintelligenza. Il suo successo (qui si ripete linterpretazione di Piero Gobetti sulle ragioni del successo di Mussolini) appare dovuto proprio al fatto che ha incarnato la parte peggiore della tradizione antropologico-sociale italiana. (3) Viene continuamente suggerito un fatto non provato, ma dato assolutamente per scontato dall'italiano medio di sinistra, il fatto che Berlusconi abbia fondato il suo impero economico, prima da costruttore e poi da magnate dei media, riciclando alla grande denaro di provenienza mafiosa. Ma il piazzista ora diventato inaffidabile. Il piazzista non pu per venti anni dare bidoni. (4) Berlusconi appare portatore della vecchia ipocrisia cattolica italia na. Da lato puttaniere impenitente, adultero manifesto, laido organizza tore di festini con adolescenti ambiziose, e dall'altro cattolico fervente che faceva la comunione tutte le domeniche. Potremo continuare ma chiaro che un simile personaggio da commedia dell'arte troppo ghiotto per non attirare l'attenzione di quella che stata battezzata opinione pubblica, la cui completa sparizione era stata peraltro diagnosticata da Habermas quando era ancora sotto il controllo di Adorno. Tutto questo, ovviamente, vero, non mi sogno assolutamente di negarlo. Ritengo per che sia solo la superficie, e si detto che la scienza sarebbe inutile se la superficie e la profondit coincidessero. E allora indaghiamo prima la superficie e poi la profondit.

3. Partiamo prima dallideologia anti-berlusconiana, durata parossisticamente in Italia quasi un ventennio. Si tratta, per usare un termine del filosofo-economista althusseriano francese Charles Bettelheim, di una vera e propria formazione ideologica. Essa a mio avviso il prodotto della fusione di due elementi distinti ma intercorressi: (1) Lorigine risale ai primi anni Venti, e fu proposta per la prima volta dal saggista torinese Piero Gobetti. Il popolo italiano soffrirebbe di una grave carenza morale complessiva, dovuta in primo luogo alla mancata riforma protestante (non importa se luterana o calvinista, ma meglio calvinista in quanto individualistica, borghese-capitalistica e soprattutto inglese ed anglofila), ed in secondo luogo al carattere ristretto ed elitario del risorgimento (il risorgimento senza eroi). II secondo punto a mio avviso inesatto, e rimando ad un recente ottimo testo pubblicato in 1ingua francese (cfr. Yves Branca , Le risorgimento au coeur de lEurope), che corregge in buona parte questa visione unilaterale. Lidea degli italiani come popolo delle scimmie e del risorgimento senza eroi ha nutrito, in particolare dopo il 1945 , 1ala azionista della cultura borghese italiana, ansiosa di scaricare il fascismo sui difetti atavici degli italiani, per poter cos far dimenticare le dirette responsabilit del grande capitale italiano, che abbandon il fascismo soltanto nell'anno della sua sconfitta evidente (l943). Si trattava di una ala anglofila, empirista in filosofia e quindi nemica soprattutto dellidealismo e dunque di Hegel.Questa posizione, assolutamente minoritaria nel popolo ita liano, era per assolutamente maggioritaria nel mondo degli intellettuali. Ed a proposito degli intellettuali, categoria con la quale chi scrive non vuole avere assolutamente niente a che fare, ricordo la posizione anticipatrice espressa pi di un secolo fa da Georges Sorel, che a mio avviso Bourdieu ha saputo sistematizzare bene, quando definisce gli intel lettuali come gruppo sociale (e non come insieme eterogeneo di individua lit diverse), come una sezione dominala della classe dominante. Lo ripeto per chi se lo fosse lasciato scappare: una sezione dominata della classe dominante, non certo i portatori della visione del mondo dei dominati. (2) La seconda componente risulta geneticamente dalla riconversione ideolo gica del picismo italiano, che mi rifiuto di chiamare comunismo per le ragioni esposte in precedenza. Questo enorme rinoceronte sociologico ed antropologico aveva gi gestito fra il 1956 ed il 1962 il passaggio dal modello sovietico alla cosiddetta via italiana al socialismo, che copriva una integrazione strutturale nei meccanismi riproduttivi del sistema capitalistico italiano, e poi dal l976 al 1982, dopo la presa in giro mediatica del cosiddetto eurocomunismo, il passaggio dal partito della critica al capitalismo al partito degli onesti, contrappasso ovviamente ai disonesti (prima il socialista Bettino Craxi e poi ovviamente Berlusconi, in quanto suo presunto erede). Dopo il triennio 1989-1991 il bestione sociologico ed antropologico dovette riconvertirsi alle nuove condizioni storiche aperte dalla dissoluzione del comunismo storico novecentesco (19I7-1991) il solo ed unico comunismo pratico mai esistito, essendo restati tutti gli altri mere petizioni morali alternative oppure gruppi di testimonianza settaria, sia pure pieni di buone intenzioni. Si tratta di un'azienda che produce scarpe e che dopo un'alluvione obbligata, per non uscire dal mercato, a produrre pinne e stivali di gomma per alluvio nati. Il riciclaggio di questi cialtroni fu fatto talmente bene che essi riusci rono a portarsi dietro gran parte della loro precedente clientela fideliz zata identitaria, nella forma del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD. In proposito, lantiberlusconismo fu provvidenziale perch permise una rapida e performativa sostituzione alla identit precedente. Il serpentone metamorfico fu sempre in primo piano per appoggiare attivamente tutte le strategie di guerra USA-NATO, dal Kosovo nel l999 (D'Alema) alla Libia 2011 (Napolitano). L'unione di questi due elementi fecero s che lantiberlusconismo fosse veramente provvidenziale.

4. Non vorrei che sorgessero spiacevoli equivoci. Io considero Berlusconi, come figura umana, culturale, storica e politica un ripugnante cialtrone, ed in questo non mi distinguo affatto (purtroppo) dall'anti-berlusconiano medio. Ma insisto sul fatto che rifiuto la koin pittoresca ed estetica del riciclaggio delle classi dominanti italiane, per cui

Berlusconi, lungi dallesserne stato il rappresentante, stato piuttosto un incidente di percorso. Un incidente di percorso? Certamente. Vediamo come.

5. Per usare un lessico militare, Berlusconi fu un incidente di percorso, o pi esattamente un danno collaterale di Mani Pulite, che fu nella sua funzione storico-politica oggettiva (e non nella sua rappresentazione ideolo gica, che fu il teatrino della vittoria degli onesti sul cinghialone, porcone, corrottone Craxi, che la marmaglia plebea fanatizzata avrebbe voluto uccidere ed appendere per i piedi, come Mussolini) un colpo di stato giudi ziario extra-parlamentare, il

cui scopo fu quello di sostituire un modello di stato neo-liberale privatizzato al precedente modello di stato, certamente corrotto, ma anche e soprattutto assistenziale-keynesiano. In onesta sede del tutto irrilevante se gli agenti storici che propiziarono questo passaggio ne fossero pienamente consapevoli, o pensassero di agire spinti dalla morale kantiana e dal senso dello stato. Ci che conta furono i risultati politici oggettivi.
E' del tutto chiaro che la decapitazione dell'intera classe politica di provenienza DC, PSI, PSDI, PRI, PLI non eliminava anche automaticamente il loro bacino elettorale, che restava praticamente intatto, e che non intendeva accettare la facile presa del governo da parte del PCI riciclato. Ci voleva per qualcuno che avesse la forza economica e l'iniziativa politica per impedire tutto questo, e fu appunto Berlusconi, indipendentemente dalle sue caratteristiche antropologiche o dalla probabile origine mafiosa del suo denaro. Questa la genesi del fenomeno Berlusconi. Naturalmente la cultura detta di sinistra non poteva accettare questa semplice realt,ed allora chiaro che dovesse attivare il teatrino dei vizi atavici degli italiani, popolo delle scimmie manipolato dalla televisione del Grande Corruttore e della sua corte di puttane , attricette , intellettuali falliti oppure con il dente avvelenato verso il PCI (pensiamo al notevole filosofo ex-marxista Lucio Colletti). Si apriva cos il teatrino identitario del Partito B e del Partito Anti-B, che hanno soffocato per un ventennio il nostro povero paese privato di sovranit politica e geopolitica. Ma ora cominciano, caro lettore, le analisi serie, cui ti chiedo di prestare un'attenzione particolare.

6. Non dimentichiamoci dunque del punto da cui siamo partiti: Berlusconi ha dovuto andarsene, chiudendo un intero ciclo politico che essendo stato ventennale anche stato un ciclo storico, non certo perch cacciato dal buon gusto snobistico degli intellettuali alla Eco-Baricco, dal popolo urlante identitario PD, da Bersani e dai cooperatori emiliani, dai giornalisti di Repubblica e dalle loro dieci domande, dai magistrati milanesi, dal le puttanelle ricattatrici di Ancore, dai suoi vizi di vecchio satiro solo nella vecchiaia incombente, eccetera; Berlusconi stato cacciato dalla grande finanzia internazionale, e da nient'altro, perch non ha saputo, potuto o voluto sincronizzare l'intera Italia (anzi, 1azienda-Italia) al ritmo della nuova forma egemonica del capitalismo imperialistico neoliberale e globalizzato. Non facciamoci scappare questa dato storico, che implica un radicale riorientamento gestaltico rispetto alle fole ed alle panzane con cui ci ha rintronato per un ventennio il coro politico, mediatico ed intellettuale, prevalentemente di sinistra, ma non solo. Cerchiamo allora di arrivare a questo riorientamento gestaltico mediante alcuni passaggi, non troppo numerosi per non confondere le menti intorpidite dallo spettacolo di manipolazione dell'ultimo ventennio. Ecco i passeggi principali: (l) La fine del comunismo storico novecentesco veramente esistito (19I7-1991), che non aveva assolutamente nulla a che fare con le ipotesi filosofiche e scientifiche ottocentesche di Marx e con loriginario progetto novecentesco di Lenin, stata una catastrofe storica e geopolitica terribile, incondizionatamente negativa, una vera tragedia, accolta con gridolini di entusiasmo dalla emulsione culturale pi stupida dell'intera galassia, la cosiddetta sinistra. Questa fine ha propiziato, anche se non direttamente causato (1e cause profonde erano gi interne alla dinamica illimitata di riproduzione nel modo di produzione capitalistico) il successo evolutivo darwiniano del modello anglosassoneamericano di capitalismo sul precedente modello europeo. (2) Fino a qualche tempo fa si poteva dire grosso modo che c'erano tre di versi tipi di capitalismo; il capitalismo

anglosassone americano, interamen te privatizzato; il capitalismo europeo, frutto di un compromesso detto a volte impropriamente keynesiano-fordista , che veniva sia dall'alto (Bismarck, De Gaulle, eccetera), sia dal basso (laburismo, sindacalismo, movimento operaio organizzato); il capitalismo cinese, derivato da una storia particolare, che potremmo riassumere in due punti, eredit del modo di produzione asiatica (e quindi non occidentale, prima schiavistico antico e poi feudale-signorile) e di una accumulazione primitiva collettiva del capitale di tipo maoista, con precedenti nella storia cinese (Wang Mang, rivolte contadine, riformismo Ming, Taiping, eccetera). (3) Stiamo assistendo all'intera assimilazione del modello europeo, e cio alla sua fine, nell'unico modello anglosassone-USA, frutto di un tradimento storico delle classi dirigenti europee, americanizzate linguisticamente e culturalmente. Questo non avviene attraverso la vecchia ed obsoleta dicotomia Destra/ S inistra, difesa per interesse dal ceto politico professionale e per stupidit dal ceto intellettuale identitario e tifoso, ma attraverso la vittoria del partito degli economisti (PE) sul partito del politici (PP). (4) Di conseguenza, e per finire, Berlusconi non ha potuto, saputo e voluto effettuare questo passaggio, nonostante la sua natura di pescecane capitalista liberale lo spingesse soggettivamente a propiziarla, per il sempli ce fatto che era pur sempre legittimato elettoralmente ed una legittima zione elettorale non pu consentirlo, per il fatto che i tacchini non possono votare il loro assenso al cenone di Natale, che prevede la loro messa in pentola. Il CHE FARE? -e ci arriver brevemente alla fine- non pu quindi essere pen sato nelle forme della vecchia dicotomia Destra/ Sinistra, sempre pi protesi manipolatoria di adattamento di masse atomizzate e babbionizzate dal circo politico, dal circo mediatico e dal circo intellettuale tradizionale. Vediamo le cose con ordine.

7. La prima operazione teorica da fare un riorientamento gestaltico globale rispetto al bilancio storico-politico del socialismo reale, che preferisco chiamare comunismo storico novecentesco (CSN), per distinguerlo dal comuni smo utopico-scientifico (l ossimoro intenzionale) di Marx, assolutamente inapplicabile perch basato su previsioni storiche inevitabilmente non corrette (in sintesi: incapacit della borghesia capitalistica di sviluppare le forze produttive; capacit rivoluzionaria della classe operaia, salariata e proletaria; entrambe le ipotesi totalmente falsificate dalla storia reale). La sinistra, questa emulsione culturale intellettuale confusionaria, che Georges Sorel fu il primo a diagnosticare precocemente, ha in proposito sviluppato per quasi un secolo il teatrino della contrapposizione: in URSS c il socialismo oppure in URSS non c' il socialismo? Risparmio al lettore tutti gli argomenti pro e contro (staliniani, trotzkisti, neolinerali, bordighisti, eccetera), che richiederebbero mille pagine per la loro semplice elencazione, e di cui sono uno specialista. Ma il problema URSS (e paesi fantoccio divorati alla fine della seconda guerra mondiale) molto pi semplice, perch storico e geopolitico, e lo formuler sommariamente cos: indipendentemente dal suo essere un esperimento artificiale di eguaglia mento sociale livellatore sotto cupola geodesica protetta (protetta da un indispensabile dispotismo

partitico operaio , in quanto senza coercizione dispotica la classe operaia e proletaria non potrebbe neppure gestire una bocciofila, altroch una transizione al comunismo!), i1 sistema socialista degli stati comunisti (lunico comunismo storicamente esistito, non certo le elucubrazioni snobistiche del salotti romani o l'agitarsi scomposto degli operai fondisti con i loro fischietti ed i loro tamburi) ha influenzato direttamente la storia del capitalismo, limitandone in parte (in greco antico si dice katechon) la sua tendenza illimitata ad assumere una forma pura, che nella mia personale periodizzazione filosofica del capitali smo definisco speculativa, con una terminologia tratta liberamente dalla Scienza della Logica di Hegel. Dunque, indipendentemente dal suo dispotismo e dal carattere miserabile del suo personale politico (i comunisti nichilisti, opportunisti, autofagi e straccioni) viva viva viva il comunismo storico novecentesco e tragedia immane il fatto che non si sia voluto, saputo o potuto riformare in corso dopera, come avevano

auspicato i pi grandi intellettuali marxisti indipendenti del Novecento (Lukcs, Gramsci, Bloch, eccetera, alla cui scuola mi sono formato, mentre ho sempre avuto ripugnanza ed estraneit per il circo intellettuale snobistico italiano detto di sinistra). Dunque TRAGEDIA, TRAGEDIA, TRAGEDIA.

8. Il capitalismo gi ai tempi Reagan-Thatcher stava cambiando forma, e quindi prima della caduta catastrofica del baraccone socialista. Le ragioni del mutamento erano interne alla dinamica del modo di produzione, ed erano dettate dalla cosiddetta globalizzazione e dalla privatizzazione di tutto ci che era privatizzabile. Sono gli animal spirits di cui hanno parlato gli economisti inglesi, e che Hegel in altro contesto defin il regno animale dello spirito, la definizione pi geniale di capitalismo che abbia mai letto in vita mia. Il teatro storico degli ultimi venti anni quindi stato nellessenziale quello di un assalto del modello americano di capitalismo contro il modello europeo, che non avrebbe avuto tanto successo senza il mantenimento dell'occupazione militare USA sull'Europa, iniziata nel l943-1945 e mai terminata, neppure dopo il 1991, anzi ampliata e rafforzata. Non c democrazia ad Atene con guarnigione spartana sull Acropoli. Non ci pu essere democrazia in Europa con basi militari atomiche USA in Europa. Si tratta di una semplice verit lapalissiana, che la sinistra ha contribuito ad occultare, con la retorica strumentale sulla Costituzione, con il proseguimento maniacale dell'antifascismo in completa, palese e totale assenza di fascismo, con l'agitare scomposto del termine democrazia in presenza di irrilevanti parate sindacali, femministe, ecologiste, pacifiste, ed in Ita1ia ossessivamente anti-berlusconiane. A proposito della Cina, sono un incondizionato sostenitore della sua forza geopolitica e militare, ma non mi raccontino (Losurdo, Diliberto, Sidoli, KKE greco, eccetera), che si tratta di socialismo, sia pure di mercato, ecce tera. Considero la Cina completamente capitalistica, in quanto considero storicamente fallito ed esaurito l'intero modello del comunismo storico novecentesco (salvo invece il comunismo -sia ben chiaro- come filosofia della storia e come tendenza metastorica dell'umanit, ed in questo senso sono sempre pi che mai comunista). Si tratta per di un capitalismo sorto da una combinazione originale del modo di produzione asiatico, caratterizzato da una forte e benefica dominanza del potere politico sulleconomia, e di una esperimento egualitario estremistico maoista, sia pure fallito. Spero che l'apparato confuciano denominato partito comunista cinese continui ad isolare e neutralizzare, se possibile con mezzi civili ed umanistici, gli orrendi intellettuali filo-occidentali e le tendenze americanizzanti. Se queste ul time si affermassero, magari sotto lo scudo dei diritti umani (la forma rovesciata della disumanit contemporanea), allora ci sarebbe uno ed un solo orribile modello di capitalismo. Sarebbe questa la vera globalizzazione politica, che per il momento non c ancora, al di l dei voleri della strega Clinton (ricordo il suo WOW (uau) televisivo oscenamente ostentato alla notizia del linciaggio di Gheddafi).

9. E quindi Berlusconi non ha potuto, saputo o voluto (a mio avviso lo avrebbe voluto, ma non ha potuto per il fatto che doveva pur sempre essere eletto, ed il popolo, al di l delle sue irrilevanti e confuse opinioni politiche, non pu votare per la propria macelleria sociale) effettuare questa americanizzazione. Essa presuppone il commissariamento integrale da parte non di una parte politica (destra contro sinistra o sinistra contro destra), ma di un partito degli economisti (Papadimos in Grecia, Monti in Italia, ma sono tutti uguali -inglese perfetto e monoteismo del mercato) contro il par tito dei politici. Se utilizzassi la dicotomia Destra/ Sinistra (ma me ne guardo bene!) direi che il partito degli economisti un partito di estrema destra, che si posiziona alla destra di Forza Nuova e di Attila, re degli Unni. Ma i mutamenti semantici propiziati dal ceto intellettuale dellultimo ventennio (ah, ombra di Sorel, dove sei?) ha associato la sinistra soltanto alle gesticolazioni irrilevanti della FIOM, alla retorica di Vendola, ai matrimoni gay, alla insistita polemica laico-radicale contro la chiesa cattolica e Ratzinger, alle sfilate femministe (ah, le donne, le donne!), al belare ostensivo pacifista (pacee, pacee, diritti umanii, diritti umanii, abbasso i dittatori, processate Gheddafi, Milosevic, Saddam Hussein, tutti meno la Clinton ed Obama, eccetera).

10. Che fare? Non lo so. Non sono mica Lenin! In prima approssimazione, ed in via preliminare, che cosa non fare: (1) Smettere di fare partitini comunisti (Diliberto, Ferrero), attaccati alle mutande di Vendola e Bersani pur di poter rientrare in Parlamento, oppure di fare partitini a base settaria che ripropongono programmi sumeri, egizi ed assirobabilonesi (Ferrando). (2) Andare oltre la dicotomia obsoleta Destra/ Sinistra. Questo capitali smo distrugge i popoli e le comunit, non solo le classi svantaggiate (anche se ovviamente anche queste). Ritrovare il linguaggio adatto per salvare i popoli e le comunit impossibile sulla base della divisione settaria del popolo in popolo in destra e popolo di sinistra. Questa divisione c' storicamente stata, e non mi sogno affatto di negarlo. Ma oggi obsoleta, e viene reintrodotta dall'alto per via manipolatoria, utilizzando strati identitari sedimentati in basso nell'ultimo secolo. (3) Uscire da questa Europa. Se ci fossero possibilit reali di riformare lEuropa dall'interno in corso d'opera, non direi questo, ma mi unirei alla stragrande maggioranza dei sinistri riformatori che vogliono una Europa diversa. E tuttavia costoro non sono in grado di andare oltre le loro pie intenzioni soggettive. Le oligarchie reali che dirigono questa Europa (e non il sogno di Erasmo, Mazzini o Spinoli) vogliono fortemente la sua americanizzazione (modello anglosassone di capitalismo illimitato privatizzato), la sua sottomissione geopolitica agli USA (NATO, interventi in Kosovo 1999, in Afganistan 2001, in Irak 2003, in Libia 2011, domani chiss), 1uniformit culturale occidentalistica, insomma tutta la merda (non c' altro termine!) che ci offre quotidianamente il sistema mediatico editoriale ed universitario. 11. E qui provvisoriamente finisco. So perfettamente che queste tre precondi zioni sono assolutamente inattuabili a breve termine, e sospetto anche a medio termine. I sinistri vocianti continueranno a proporre inutili ed irrilevanti partitini comunisti o di tipo consociativo antiberlusconiano (Diliberto, Ferrero) o di tipo settario- paleolitico (Ferrando), o semplici appendici della cultura femministico-ecologista post-moderna (Sinistra Critica). Non c niente da fare. Continuer lillusione di potere alla fine, magari cambiando le maggioranze elettorati, modificare la natura neoliberale assoluta di questa Europa. Chi nutre questa illusione non capisce o non vuol capire per opportunismo, pigrizia, stupidit o boria intellettuale, che siamo di fronte ad un processo storico, e non solo politico congiunturale. Lo storicismo ed il mito del progresso lineare irreversibile sparso a piene mani nell'ultimo mezzo secolo dalle canaglie dei gruppi intellettuali comunisti degenerati hanno abituato la gente a pensare in termini ferroviari di Indietro/ A vanti. Ma come, abbiamo fatto lEuropa, non possiamo mica andare Indietro! Bisogna andare Avanti! In realt, nella storia non c un avanti ed un indietro. La storia un luogo di prassi umana integrale, non di

temporalit evoluzionistica in qualche modo prevedibile. La fine del berlusconismo semplicemente una
opportunit, che bisognerebbe saper cogliere per riorientare integralmente una intera cultura politica fallimentare. Questa opportunit verr colta? Sarei contento di poter lasciarmi andare ai soliti auspici generici ottimisti, del pensare positivo, ma purtroppo sono un allievo di Hegel e Marx, e non di Jovanotti o Celentano. Data la situazione attuale, ed il terribile potere di interdizione diretta o indiretta dei gruppi intellettuali italiani che conosciamo, non vedo nessuna possibilit di invertire la tendenza babbionizzante ed identitaria. I vele ni dellantiberlusconismo di Repubblica e del PD continueranno purtroppo a lungo, perch sono strutturali, in quanto coprono ideologicamente una gi gantesca tragedia storica. Vorrei poter promettere di pi, ma per il momento siamo ancora alla fase dei preliminari dei preliminari. Per chi ha gi la mia et triste. In quanto ai giovani, chi vivr vedr.