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Stefano Traini LE DUE VIE DELLA SEMIOTICA Teorie strutturali e interpretative

Nascita convenzionale della semiotica: 1964 con luscita di Elementi di semiologia di Barthes. Gli iniziatori sono per De Saussure e Pierce. Semiotica strutturale: da Ferdinand de Saussurre e Louis Hjelmslev, passando per i formalisti russi, Claude Lvi-Strauss, Roland Barthes, arriva a Algirdas Julien Greimas, il quale elabora una semiotica che viene definita generativa. Semiotica interpretativa: Charles Peirce e Umberto Eco. FERDINAND DE SAUSSURE De Saussure getta le basi della cosiddetta linguistica strutturale, ma occupandosi della lingua naturale capisce che occorre fondare una disciplina che vada oltre la linguistica stessa: questa disciplina sar la semiologia, cio una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale. Una prima importante dicotomia teorica quella langue/parole. La parole latto linguistico inteso nella sua esecuzione, quindi prettamente individuale, la langue la dimensione sociale del linguaggio, il sistema di segni condiviso da una comunit. Il segno linguistico unentit psichica a due facce: da un lato c un concetto, dalaltro unimmagine acustica. O meglio: da un lato c un significato, dallaltro un significante. Il legame puramente psichico, nel senso che non investe la manifestazione concreta (cio la parole). [SEGNO= SIGNIFICANTE + SIGNIFICATO] Il segno linguistico arbitrario, nel senso che il legame tra i significati e i significanti non motivato (lidea di sorella non legata in alcun modo alla sequenza di suoni s o r che le serve in francese da significante), ed lineare, nel senso che pensabile solo in una dimensione: quella della linea. Esistono due tipi di arbitrariet: arbitrariet verticale: non c nessuna ragione per cui il significato tavolo debba essere veicolato dal significante tavolo piuttosto che da table arbitrariet orizzontale: la distinzione in italiano tra i lunga e i breve non c ( diversamente dallinglese). quindi arbitraria la scelta di utilizzare la i breve o lunga. La lingua immutabile (o meglio intangibile dalla massa, ma alterabile): Carattere arbitrario del segno Moltitudine dei segni necessari a costruire qualsiasi lingua Carattere troppo complesso del sistema Resistenza dellinerzia collettiva a ogni innovazione linguistica Il segno mutabile a causa del tempo.

Un sistema di segni pu essere pensato come organizzato in due assi: lasse della simultaneit (sincronia) che considera il sistema in un determinato momento, senza lintervento del tempo, e lasse delle successioni (diacronia), nel quale si dispongono gli elementi del primo asse in ordine sequenziale. La diacronia pone lattenzione sugli aspetti evolutivi dei linguaggi. Altri due concetti importanti sono quelli di identit e valore. Due segni possono essere identici nonostante il loro aspetto materiale differisca: ci che conta il loro valore, cio le relazioni che intrattengono con gli altri segni nei loro aspetti oppositivi e differenziali. Infine lultima dicotomia, quella che oppone i rapporti sintagmatici ai rapporti associativi. I segni linguistici possono avere rapporti sintagmatici (es: bel tempo, ritentare) se si dispongono luno dopo laltro (in praesentia), ma possono avere anche rapporti associatici se si collegano virtualmente (in absentia) sulla base di determinati criteri (analogie acustiche, semantiche, ecc. es: insegnareda quiinsegnante, insegnamento, didattica.). LOUIS HJELMSLEV Secondo Hjelmslev la lingua deve essere pensata e analizzata come una struttura, cio come unentit autonoma di dipendenze interne. Lanalisi linguistica deve basarsi sul principio empirico, cio deve essere coerente, esauriente e semplice, e deve basarsi sulla deduzione, cio deve partire dai testi per concentrarsi sui componenti di grado minore. Nel tentativo di trovare delle costanti nei fatti linguistici, Hjelmslev individua 5 tratti che caratterizzano la struttura fondamentale del linguaggio: Un linguaggio costituito da un piano dellespressione e da un piano del contenuto: i due piani sono stratificati in modo che una forma, articolando una materia, produca delle sostanze, e dal punto di vista analitico presentano la stessa organizzazione, cosicch possibile rinvenire le figure dellespressione e le figure del contenuto; [FUNZIONE SEGNICA= ESPRESSIONE + CONTENUTO E (Relazione) C= denotazione] La lingua costituita da due assi, un processo e un sistema: sullasse del processo si dispongono i sintagmi (relazione sintagmatica: ee), sullasse del sistema si dispiegano gli elementi che potrebbero stare al posto di un elemento linguistico (relazione paradigmatica: oo) I piani dellespressione e del contenuto sono legati tramite la commutazione sul piano del sistema (es: il giocatore d un calcio al pallone il dirigente d un calcio al pallone INVARIANTE: dirigente perch produce una mutazione sul sistema; VARIANTE: pronunciare la c di calcio aspirata come fanno i toscani. Non modifica il contenuto della frase, si verifica solo una sostituzione) e tramite la permutazione sul piano del processo (es: il giocatore d un calcio al dirigente il dirigente d un calcio al giocatore il contenuto viene modificato) : c commutazione quando a una modifica sul piano dellespressione fa seguito una modifica sul piano del contenuto

Una lingua caratterizzata da relazioni definite, le reggenze e le combinazioni: la reggenza una relazione di implicazione ( es: la q in italiano deve essere sempre seguita dalla u; in latino: sine + abl), la combinazione determinata solo dalla compatibilit tra elementi linguistici (es: il grafema t e n sono combinabili in vari modi: la t pu seguire la n e viceversa tanto, etnia.. in latino: ab + ablpossono coesistere oppure pu essercene solo uno) Non esiste tra espressione e contenuto una corrispondenza biunivoca: questo il tratto della non conformit. I linguaggi linguistici sono non conformi e sono definiti sistemi di segni (sistema biplanare); i linguaggi non linguistici (es: linguaggi matematici) sono conformi e sono definiti sistemi simbolici (sistema monoplanare e non semiotico). [ci sono anche i sistemi semisimbolici: piani conformi ma elementi commutabili sistemi che stabiliscono una relazione tra categorie, cio almeno tra unopposizione (es: movimento verticale che rimanda al s e movimento orizzontale che rimanda al no)]

La relazione tra un piano dellespressione e un piano del contenuto detta denotazione. Hjelmslev sostiene comunque che allinterno di un sistema linguistico vi sono sempre delle particelle addizionali, i connotatori (es: c toscana), che vanno a costituire un contenuto supplementare: si tratta delle semiotiche connotative, che racchiudono tutti i sensi indiretti che sono in eccedenza rispetto alla semiotica denotativa (semiotica denotativa: es: lespressione casa denota il significato di edificio privato). ALGIDRAS JULIEN GREIMAS: Negli anni Sessanta lidea di Greimas che, sulla scorta di Hjelmslev, si possa descrivere il piano del contenuto dei linguaggi trovando delle unit minimali. Le figure del contenuto di Hjelmslev diventano, nella terminologia di Greimas, i semi. Lo stadio successivo della sua riflessione porta allelaborazione di un progetto semiotico pi ampio, che prevede 1) il passaggio dalla considerazione dei segni alla considerazione dei segni alla considerazione dei sistemi semiotici (testi), 2) la considerazione del livello immanente dei testi, cio le strutture soggiacenti che caratterizzano i sistemi e i processi della significazione. Il piano del contenuto dei linguaggi diventa cos un sistema pensato a strati, in cui dal livello pi profondo e astratto, tramite meccanismi di conversione, si arriva a un livello pi superficiale e concreto in virt di un continuo incremento di senso. Questo sistema si strati viene definito Percorso Generativo (PG). Esso non il percorso generativo del testo da parte dellautore, ma un quadro generale allinterno del quale si tenta di posizionare gli strumenti di cui dispone la teoria. Il livello pi profondo costituito dal quadrato semiotico, che rappresenta la base per lo sviluppo di una grammatica narrativa, del livello di superficie (attanti, enunciati narrativi, modalit.). Il quadrato semiotico costituisce la struttura elementare della significazione. Esso una struttura differenziale ed lo schema generale delle articolazioni possibili di una categoria semantica. Sul quadrato esistono relazioni di

contrariet e di contraddittoriet. Da l si arriva alle strutture discorsive, attraverso la convocazione, con la messa in scena del senso. Le strutture discorsive che Greimas definisce sono il debrayage (letteralmente disinnesco) e lembrayage. Il debrayage il processo attraverso il quale il soggetto dellenunciazione proietta fuori di s attori, spazi, tempi. Il debrayage si divide in debrayage attanziale, temporale e spaziale. Il debrayage attanziale si divide a sua volta in due casi: 1) debrayage enunciazionale Il soggetto dellenunciazione pu proiettare un simulacro di se stesso ( il caso dei racconti in prima persona in cui compare io) 2) debrayage enunciativo Il soggetto dellenunciazione pu proiettare soggetti altri ( il caso dei racconti in terza persona in cui compare egli) Il debrayage temporale la procedura che consente la proiezione di un non-ora nellenunciato, istituendo un tempo di allora. La temporalit pu essere aspettualizzata: licoativit coglie lazione nel suo momento iniziale, la durativit coglie lazione nel suo dispiegarsi, la terminativit coglie lazionne nel suo momento finale. Il debrayage spaziale proietta fuori dallistanza dellenunciazione un non-qui e costruisce lo spazio dellenunciato (lo spazio di altrove). Il ritorno allistanza dellenunciazione detto embrayage. Esso comunque un ritorno a un simulacro e mai alla vera istanza dellenunciazione. Lembrayage il caso in cui un narratore, dopo essersi eclissato, alla fine di un racconto riemerge per rivolgersi ai lettori; oppure il caso in cui un personaggio alla fine di un film guarda nella camera riportando lo spettatore nel contesto dellenunciazione (finizione) filmica. Lembrayage la negazione dellistanza dellenunciato. Infine al livello della manifestazione, ci sono le strutture testuali. Il Percorso Generativo di Greimas si fonda sullipotesi per la quale il senso pu essere colto solo attraverso la sua narrativizzazione: in questo modo la narrativit diventa il principio ordinatore di tutti i linguaggi e di tutti i discorsi: linguaggi naturali, visivi, musicali, discorsi verbali, non verbali, testi narrativi, giuridici, scientifici, ecc. Nellultima fase della sua produzione teorica Greimas ha lavorato allintegrazione del suo modello gettando le basi di una semiotica delle passioni. Questa mossa rende evidente limportanza delle emozioni e degli stati psicologici nella costruzione delle significazioni e apre le porte alla ricerca sulla sensorialit, la percezione, lestesia. La semiotica inizia cos ad analizzare i sentimenti e le passioni rappresentate nei discorsi. Nel livello pi astratto e profondo delle strutture semio-narrative si situa il motore delle passioni, cio le disposizioni fisiche e somatiche che generano sentimenti positivi o negativi, attrazioni o repulsioni, simpatie o antipatie. In termini semiotici fondamentale lazione della cosiddetta categoria timica che si esprime nellopposizione euforia/disforia e che sovra determina altre categorie organizzate in forma di quadrato semiotico. La categoria timica alla base dei giudizi di valore e determina atteggiamenti positivi (euforici) o negativi (disforici) rispetto a qualcosa o qualcuno.

A livello discorsivo linvestimento timico del livello profondo prende corpo in configurazioni e ruoli patemici, per cui gli attori saranno felici, allegri, collerici, nostalgici.. Dal momento che la narrativit si organizza sulla base di uno schema narrativo canonico, Fontanille pensa a un percorso canonico delle passioni: Costituzione: la fase nella quale il soggetto emerge allinteno del discorso, nel senso che messo nella condizione di conoscere una passione. La passione quindi generica e non specifica. Lo stile tensivo caratterizza questa fase Disposizione: la fase in cui un soggetto acquisisce le determinazioni per provare una passione specifica Patemizzazione: la fase trasformatrice in cui il soggetto capisce il suo turbamento ed in grado di identificarlo come passione Emozione: ci riconduce ad un individuo e al suo corpo: sussulto, trasporto, tremore, convulsione, sobbalzo e cos via. Tutte queste passioni manifestano, grazie a una reazione somatica vissuta dal soggetto e osservabile dallesterno, la conseguenza timica della trasformazione passionale. Moralizzazione: conclude il percorso passionale. il momento in cui si valuta se si stati troppo irruenti, troppo gelosi, ecc. E essenziale che ci sia una regolamentazione sociale ed individuale degli stili tensivi, delle competenze e delle manifestazioni passionali. CHARLES SANDERS PEIRCE: La semiotica di Peirce una semiotica cognitiva, nel senso che si fonda su una teoria della conoscenza che a sua volta contribuisce a delineare. La teoria della conoscenza di Peirce innanzitutto anti-intuizionista, nel senso che si fonda sullidea che non esistano intuizioni prime che permettono una conoscenza speculare della realt esterna , quanto piuttosto continue inferenze, ipotesi, interpretazioni attraverso le quali ci avviciniamo per approssimazione alla realt. Per questa ragione linferenza fondamentale labduzione, cio lunica che ammette un apprezzabile margine di rischio (prende il caso come risultato) consente maggiori potenzialit conoscitive della realt. Esistono tre tipi di abduzione con tre gradi ascendenti di originalit e creativit: Primo tipo di abduzione: la legge-mediazione cui ricorrere per inferire il risultato data in modo obbligante e automatico o semi-automatico (sensazione) Secondo tipo di abduzione: la legge-mediazione cui ricorrere per inferire il caso dal risultato viene reperita per selezione nellambito dellenciclopedia disponibile Terzo tipo di abduzione: la legge- mediazione cui ricorrere per inferire il caso dal risultato viene costituita ex-novo, inventata. Esistono anche altri tipi di inferenze: la deduzione (si applica una regola a un caso e in questo modo si arriva al risultato) e linduzione (caso e risultato sono le premesse,

mentre la regola la conclusione; questa regola ha un margine di rischio, per ridotto rispetto allabduzione). Es. pagg. 219-226 Se la conoscenza inferenziale, luomo deve servirsi di segni per attivare linterpretazione. Cos se da un lato loggetto il primo motore della semiosi (che loggetto di studio della semiotica interpretativa) (realismo di Pierce), dallaltro i significanti non sono causati passivamente dagli oggetti, ma si costituiscono grazie ai segni, che mediano tra gli oggetti e gli interpretanti. Linterpretante un segno che ci dice qualcosa in pi rispetto al segno di partenza. Loggetto, il segno e linterpretante sono i tre poli della semiosi, cio di quella struttura triadica che non pu in alcun modo risolversi in un rapporto tra coppie. Esplicativo della semiosi il triangolo semiotico (Bonfantini) che ha ai suoi tre vertici: segno, oggetto dinamico ( loggetto in s ed diverso dalloggetto immediatosignificato specificato da tanti grounds [profili: loggetto descritto da diverse prospettive] ed diverso dal rapresentamensignificante), interpretante (un altro segno, per esempio unidea, che serve a rappresentare loggetto immediato. Linterpretante diverso dallinterprete che invece una persona). Poich ogni interpretante pu attivare in linea di principio altri interpretanti in una catena infinita, la semiosi si definisce illimitata, anche se Peirce prevede stadi intermedi di sospensione in virt del ricorso allinterpretante logico-finale, che blocca temporaneamente il flusso della semiosi. Nella classificazione dei segni di Peirce la tricotomia fondamentale quella di simbolo, indice, icona. Il simbolo il segno (arbitrario) convenzionale, lindice il segno motivato per contiguit fisica rispetto alloggetto, licona il segno motivato per somiglianza rispetto alloggetto. Peirce sottolinea come il segno sia comunque unentit stratificata, e che dunque i segni convenzionali (ipoicone)possono avere margini di motivazione, cos come i segni motivati possono avere margini di convenzionalit. UMBERTO ECO: La teoria dei codici, sviluppata da Eco nel Trattato di semiotica generale (1975), risente molto del lavoro di Hjelmslev. Secondo Eco il codice un dispositivo che collega diversi sistemi: per esempio un sistema sintattico a uno semantico. Es. p.243244. In altri termini, i codici sono sistemi di corrispondenze tra ordini dellespressione e ordini del contenuto. Al contrario un S-CODICE un sistema che regola solo un ordine (per es. quello dellespressione o del contenuto). Per questa via Eco arriva a definire con pi precisione il concetto di segno (teoria della produzione segnica), o meglio della funzione segnica. La funzione segnica costituita da uno (o pi) elementi di un piano dellespressione convenzionalmente correlati a uno (o pi) elementi di un piano del contenuto. La funzione segnica, come diceva Hjelmslev, una relazione esclusivamente formale e si distingue dalle occorrenze concrete della comunicazione. Ai codici della denotazione (un codice che stabilisce un significato) possono aggiungersi i codici della connotazione (un secondo codice che veicola un secondo significato. Non pu essere veicolato prima che il contenuto primario sia denotato.

Es. p.246), che vivono parassitariamente sui primi. Lo sviluppo connotativo pu essere assai complesso, tanto che il testo pu diventare un reticolo di significazioni organizzate su diversi livelli. Nella comunicazione reale linterazione dei codici pu dare luogo a fenomeni di decodifica aberrante: Incomprensione (rifiuto) del messaggio per totale carenza di codice: quando linformazione arriva in quanto segnale fisico, ma non subisce alcuna decodifica, passando come rumore Incomprensione del messaggio per disparit dei codici: quando il codice dellemittente mal conosciuto dal ricevente oppure quando alle unit dei codici del ricevente vengono attribuiti significati che mutano completamente nel contesto in cui appaiono Incomprensione del messaggio per interferenze circostanti: quando il destinatario in possesso del codice dellemittente e capisce il messaggio; tuttavia essendo mosso da esigenze che sono in conflitto con il tipo di persuasione che lemittente vorrebbe indurre, lo interpreta come riferito ai propri orizzonti di aspettative. In un certo senso il destinatario usa il messaggio come conferma di ci che crede, anche quando di fatto ne costituisce la negazione Rifiuto del messaggio per delegittimazione dellemittente: c completa comprensione del messaggio, tuttavia, quando il sistema di credenze o le pressioni circostanziali del destinatario sono particolarmente forti e in contrasto con quelle attribuite allemittente, viene operato un volontario stravolgimento del senso. Tali fenomeni possono essere ricondotti o a scarti rilevanti nel possesso dei codici (ipotesi sociolinguistiche deficitaria esistono culture che hanno un codice ristretto e quindi non hanno un bagaglio adeguato per decodificare certi messaggi [1 caso], o differenziale differenze tra cultura colta e popolare. Differenze della specificit dei codici e delle culture [2caso]), o a quella che Eco ha definito guerriglia semiologica [3 e 4caso], dove linterpretazione aberrante guidata da obiettivi ideologici: la decodifica intenzionalmente divergente rispetto alle intenzioni dellemittente. Messi in evidenza i limiti delle semantiche a dizionario (semantiche a tratti) [quale e quanta informazione deve essere rappresentata e scomposta a tratti? Es. pag. 251], Eco propone un modello semantico a enciclopedia, che anzich prevedere una sola serie di tratti linguistici per la descrizione del significato, considera tutti i possibili interpretanti, cio linsieme potenziale di tutte le conoscenze del mondo. Intesa in questo modo, lenciclopedia non pu che essere un postulato semiotico, unipotesi regolativa: allatto pratico si possono descrivere solo enciclopedie locali, e anche quando si comunica si deve necessariamente circoscrivere una porzione di enciclopedia. Violi individua a propostito dellenciclopedia quattro livelli descrittivi:

Lenciclopedia globale: il livello pi generale e astratto; lenciclopedia intesa come repertorio di tutti i saperi, di tutte le interpretazioni, linsieme registrato di tutte le interpretazioni. (sapere globale non individuale) Lenciclopedia come sapere medio: questo concetto si differenzia dal concetto di enciclopedia locale perch individua le conoscenze e i saperi che caratterizzano una data cultura e la differenziano da tutte le altre (sapere di una cultura in rapporto alle altre culture, e non sapere individuale) La competenza enciclopedica: competenza media di un individuo. La competenza enciclopedica non si vede finch presente, ma si nota immediatamente quando assente (sapere individuale) La competenza semantica: competenza linguistica e riguarda le regole semantiche che organizzano i significati di una lingua (sapere individuale) Ora il segno non pi caratterizzato dal modello dellequivalenza E=C, ma dal modello dellinferenza se p allora q. Il sistema a istruzioni: dato un termine x, se occorre nel contesto y, allora il significato sar z. Con il modello enciclopedico si consolidano pertanto due presupposti teorici molto importanti: Lintegrazione di conoscenze linguistiche e di conoscenze del mondo La fusione della dimensione semantica con la dimensione pragmatica, i significati dipendono infatti dalluso contestuale (situazione) Se da un lato lenciclopedia serve a delineare una teoria semantica pi plausibile, dallaltro diventa lo sfondo dellattivit interpretativa intesa in primo luogo come attivit di cooperazione. Secondo Eco infatti ogni testo per essere interpretato deve essere in qualche modo completato, riempito, ricostruito e questo presuppone inevitabilmente uno sforzo da parte del destinatario. Il testo infatti pigro. Es: Giovanni entr nella stanza. Sei tornato allora! esclam Maria raggiante. Il testo non dice che sono nella stessa stanza n che Maria si sta rivolgendo a Giovanni: tocca al lettore ricostruire ci che non detto. Eco parla anche di Lettore modello (destinatario). Il Lettore Modello non un lettore concreto, ma solo una strategia testuale. Lautore deve assumere che linsieme di competenze a cui si riferisce sia lo stesso a cui si riferisce il proprio lettore. Pertanto preveder un Lettore Modello capace di cooperare allattualizzazione testuale come egli, lautore, pensava, e di muoversi interpretativamente cos come egli si mosso generativamente. Il Lettore Modello tuttavia non solo un target, cio un obiettivo passivo; prevedere un Lettore Modello significa anche costruirlo. Lautore dovr educare il lettore a interpretare i propri testi in un certo modo. Sullo sfondo c comunque la competenza enciclopedica, che in ogni momento va contrattata per la ridefinizione delle porzioni allinterno delle quali fondare la comunicazione. Lattivit cooperativa prevede dunque una cooperazione ma presuppone certamente una strategia. Per rendere conto di queste attivit Eco delinea una serie di livelli che vanno dalla manifestazione lineare (superficie espressiva. Livello di manifestazione del testo: il lettore inizia ad applicare dei codici per correlare espressioni ai contenuti) alle circostanze di enunciazione (informazioni sullemittente sul contesto comunicativo e sulla natura dellatto linguistico, messe in

relazione con la manifestazione lineare), alluso di codici, sottocodici (codici + sottocodici= competenze enciclopediche) sceneggiature (frames) (inquadrature rimembrate che devono adattarsi alla realt, se necessario mutando dei dettagli. Sono strutture che servono a rappresentare una situazione stereotipa: 1) sceneggiature comuni (es: party) 2) sceneggiature intertestuali: i testi vengono interpretati grazie alla conoscenza che il lettore ha gi di alcuni testi (intertestuale); topic (scelta pragmatica [ un ipotesiabduzione] che consiste nello stabilire di che cosa si sta parlando. Orienta il destinatario nellindividuazione delle isotopie come propriet semantiche di un testo. un macro-tema. Ci sono diversi topics in un testo), isotopie (fenomeno semantico che si situa nei livelli di coerenza interpretativa. Si narcotizzano o si magnificano le propriet semantiche. Es: 1) lamico dei semplici=erborista isotopia a disgiunzione pragmatica: ci possono essere diversi significati di unespressione; bisogna capire qual quello giusto [esclusivit]. Semplici pu voler dire o puri di spirito o erbe 2) they are flying planes [essi sono aerei in volo vs essi fanno volare aerei] isotopia a disgiunzione sintagmatica: bodogna disambiguare they stabilendo una referenza allinteno della frase), fabula (ordine cronologico di eventi, concatenazione di eventi ordinati temporalmente), intreccio (storia come di fatto ci viene raccontata [flashback, anticipazioni, pause], previsioni (il lettore fa previsioni su quello che potr accadere. A volte si sbaglia), passeggiate inferenziali (il lettore esce metaforicamente dal testo e recupera quelle che sono le sue sceneggiature comuni e poi rientra nel testo), uso/interpretazione (ci sono 3 tipi di intenzioni: 1)intentio operis ci che il testo vuole dire 2)intentio lectoris ci che il destinatario fa dire al testo 3)intentio auctorisci che voleva dire lautore empirico. Luso corrisponde con lintentio lectoris, mentre linterpretazione con la valutazione dellintentio operis), tipi cognitivi (TC) (la percezione pu essere intesa come stadio primario dellattivit semiotica [o anche della cultura]: sulla base dei processi percettivi [o culturali] che ci formiamo degli schemi TC, e grazie ad essi riconosciamo le occorrenze concrete [Es. pag.277]. Sono privati, sono posseduti dal lettore), contenuto nucleare (CN) (interpretazioni dei TC: elementi condivisi intersoggettivamente possono essere considerati dagli interpretanti dominio pubblico), contenuto molare (CM) (conoscenza specialistica che va oltre il CN: conoscenza allargata, specifica). Recentemente, nel tentativo di tratteggiare una semantica cognitiva, Eco tornato sullipotesi secondo la quale il significato si pu delineare solo grazie a continue contrattazioni: i significati si modificano, si riorganizzano e si riarticolano sulla base di negoziazioni che dipendono dagli individui, dalle circostanze, dalle civilt, dalle culture. IL CAMPO INTERPRETATIVO: PATRIZIA VIOLI Per riassumere, la teoria di Violi parte dal presupposto secondo il quale il linguaggio affonda le sue radici nellesperienza. Le parole funzionano come dispositivi inferenziali, cio elementi che attivano inferenze possibili e in questo modo guidano linterpretazione testuale imponendo vincoli di diverso grado.

Dal punto di vista strutturale le unit lessicali presentano propriet essenziali, cio non cancellabili, e propriet tipiche, cio eliminabili. Dal punto di vista della delimitazione del significato lessicale, la competenza enciclopedica, intesa come insieme ideale di tutto il sapere, viene integrata dalla competenza semantica, intesa come il tipo di conoscenze che gli individui devono avere per poter condividere una data lingua e quindi partecipare a una certa cultura; e alla competenza inferenziale, basta su unampia serie di connessioni logico-ipotetiche, si affianca la competenza referenziale, basata sulla capacit di mappare i termini lessicali sul mondo, di stabilire quindi riferimenti appropriati tra lessico e entit esterne. Questa teoria si basa peraltro sullidea che i significati presentino delle regolarit, e che quindi siano sostanzialmente stabili. Infatti la prospettiva internalista ( vs prospettiva esternalista: il contesto modifica il significato dei termini 1) contestualismo debole: selezione semantica esercitata dal contesto 2) contestualismo radicale: se i significati possono essere modificati in relazione al contesto allora non vi nessuna stabilit nel significato) sostenuta da Violi vede il contesto non soltanto come qualcosa di esterno, ma soprattutto come qualcosa che creato e costruito dalluso di un termine, per cui le parole non possono darsi fuori contesto, ma sono sempre indicizzate a un contesto standard di riferimento. Lipotesi che le parole siano legati ai propri contesti ha come corollario lidea che il significato abbia una natura schematica e che le unit lessicali siano indicizzate a dei frames soggiacenti. Ci sono tre dimensioni: Prima dimensione: regolarit come componente positiva del significato scena = contesto tipico Seconda dimensione: componente contrastiva del senso i frames rimandano a unorganizzazione concettuale e colo di riflesso alle unit lessicali che la rappresentano Terza dimensione: componente narrativa del significato lessicale si pu cogliere la temporalit interna alla semantica di molti termini Nella ricostruzione di Violi emergono tre approcci fondamentali alla definizione di significato: 1) il significato di unespressione lidentit, la cosa o lo stato di cose a cui lespressione si riferisce 2) il significato il rapporto che ogni elemento linguistico, inteso quindi come unione di significante e significato, espressione e contenuto, intrattiene con gli altri 3)il significato il concetto, limmagine mentale a cui unespressione collegata nella nostra mente. La struttura stratificata ( la percezione che articola la differenza tra i vari livelli) del significato lessicale implica un lavoro inferenziale diversificato. Per esempio le inferenze che dipendono dalla competenza semantica sono convenzionali e quindi pi sicure, mentre le inferenze che dipendono da una pi ampia conoscenza enciclopedica sono pi rischiose. Analogamente i frames sono composti da propriet essenziale, non cancellabili, e da propriet tipiche, cancellabili. Se ne pu dedurre che non pu esistere un modello unificato per la descrizione del sistema lessicale, perch le unit lessicali sono strutture diversamente a seconda delle salienze esperenziali. Tutto ci che conferma la centralit delle forme e delle modalit dellesperienza. Secondo la Violi la semantica dovrebbe essere globale e cio dovrebbe integrare:

La dimensione intralinguistica, cio le relazioni dei termini allinterno del sistema linguistico La dimensione cognitiva, cio i rapporti tra la struttura lessicale e quella concettuale La dimensione extr-linguistica, cio il rapporto tra lingua e mondo.