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Giuseppe Ludovico Cimiotti (1810-1892) e le problematiche origini della storiografia fiumana

WILLIAM KLINGER

Sommario: 1. Una storia dimenticata: lopera inedita di Giuseppe Ludovico Cimiotti. 2. Per una biografia di G.L. Cimiotti. 3. Gli studi di storia fiumana. 4. Il rebus delle carte Cimiotti.

1. Una storia dimenticata: lopera inedita di Giuseppe Ludovico Cimiotti Nel marzo 1848 limperatore Ferdinando I aveva nominato Josip Jelac bano (vicer) della Croazia. Sostenuto dallala radicale emersa ic in seno alla la Dieta croata di Zagabria, Jelac mirava ad unire la Croaic zia, la Slavonia e la Dalmazia con le province serbe del Banato [] per creare, in caso di sconfitta degli insorti ungheresi, un vasto Stato illirico1, di cui avrebbe dovuto far parte anche Fiume, considerata parte integrante della Croazia. E infatti la Dieta croata di Zagabria il 3 giugno aveva dichiarato di ritenere i distretti di Fiume, Buccari il marittimo o di Vinodol parti integranti del triregno di Croazia, Slavonia e Dalmazia2. Vista la situazione, il 3 luglio del 1848 la Congregazione municipale fiumana deliber di
provocare quegli Signori facenti parte della Congregazione, i quali altre volte si occupavano collindagare la storia di Fiume, e lantico suo stato, lorigine e la legalit dei suoi diritti, di provocarli alla compilazione di un frammento istorico dallepoca dellincorporazione di Fiume alla Corona dUngheria, corredato dai necessari dati, e documenti, e di presentarlo entro un breve tempo a questa Congregazione, onde ognuno dei suoi istruito nei propri diritti li porti al grado di sostenerli, gli estranei poi meglio informati arrivino a formare un giusto giudizio

Marino Micich, Storia di Fiume, cap. V, http://www.arcipelagoadriatico.it/framestorfiu.htm Rodolfo Horvat, Politicka povjest grada Rijeke - Storia politica della citt di Fiume, Rijeka 1907, Tisak Riec Dionic Tiskare (edizione bilingue croato-italiano), p. 90. ke ke
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sulla vera situazione e relazione di questo Distretto colla Corona dUngheria3.

Giuseppe Ludovico Cimiotti, in quanto gi deputato alla dieta di Presburgo, fu il membro pi autorevole di detta Commissione e gi qualche anno prima, nel 1844, aveva rivolto un appello ai fiumani affinch fornissero tutte le informazioni utili alla storia della citt. Giuseppe Politei, Girolamo Fabris, Giovanni Kobler e Pietro Rinaldi furono anchessi chiamati a farne parte4. Compito della Commissione era, in sostanza, raccogliere tutti i documenti utili alla difesa dellautonomia di Fiume, che rifiutava di essere incorporata direttamente alla Croazia, per sostenere invece la sua dipendenza diretta, in quanto corpo separato, dallUngheria5. Meno di tre mesi dopo, il 30 agosto 1848, la citt cadeva in mano alle truppe confinarie e aveva cos inizio il cosiddetto periodo croato di Fiume, destinato a durare circa ventanni. Anche se loccupazione croata imped alla commissione di continuare lattivit, alcuni membri proseguirono i loro studi e le loro ricerche, che tuttora costituiscono la base della storiografia fiumana. Giuseppe Politei, nellintrodurre lAlmanacco fiumano per lanno 1855, poi edito con cadenza annuale fino al 1859-606, annunci che il suo fine sarebbe stato quello di colmare la totale mancanza di una storia patria. I croati infatti avevano gi dato vita nel 1850 ad una Societ degli studi storici jugoslavi fondata a Zagabria da Ivan Kukuljevic Sakcinski. Nellanno successivo iniziarono a pubblicare la loro prima rivista storica, Archivio per la storia jugoslava (Arkiv za povjestnicu jugoslavensku). Un passo avanti decisivo si ebbe nel 1866 con la fondazione, voluta fortemente da Strossmayer, a Zagabria dellAccademia jugoslava di scienze ed arti, il cui primo presidente fu lo storico Franjo Rac che nel 1867 ki,

3 Il testo protocollo municipale del 3 luglio 1848 riportato da Egisto Rossi, Per una storia di Fiume, in Bullettino della Deputazione fiumana della Societ di Storia Patria, vol. I, 1910, pp. 5-6, n. 1. 4 Cfr. nelle carte Cimiotti (RO-21) nellArchivio di Stato di Fiume (Drz avni arhiv Rijeka, dora in avanti DAR) lestratto del verbale della seduta del Municipio del 17 luglio 1848 (DAR RO-21, b. 7). 5 Giovanni Stelli, La storiografia fiumana e la tradizione dellautonomia cittadina, in Fiume crocevia di popoli e culture - Atti del Convegno internazionale, Roma 27 ottobre 2005, Roma 2006, p. 103. 6 LAlmanacco fiumano del 1855 fu pubblicato a Venezia (porta lindicazione Venezia 1854, Tipografia di Sebastiano Tondelli) e quello del 1856 a Trieste (Trieste 1856, Tipografia del Lloyd austriaco); a partire dal 1857 lAlmanacco venne edito a Fiume da Ercole Rezza.

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pubblic il suo fondamentale saggio Rieka prama Hrvatskoj (Fiume nei confronti della Croazia), tuttora il fondamento della produzione storiografica croata sulla questione di Fiume7. I fiumani risposero in tutta fretta con un saggio di Emidio Mohovich, editore del principale quotidiano fiumano La Bilancia, che ripercorreva i dibattiti sulla questione di Fiume negli anni cruciali che seguirono al compromesso austro-ungarico del 18678. Per ironia della sorte nessuno degli storici fiumani incaricati dalla commissione riusc nellintento di completare una monografia della storia fiumana: le Notizie storiche sulla citt di Fiume, un tomo di 620 pagine uscito nel 1886, furono opera di Vincenzo Tomsich, un maestro elementare9. La fondamentale opera Memorie per la storia della liburnica citt di Fiume fu pubblicata postuma a cura di Alfredo Fest nel 1896, tre anni dopo la morte dellautore Giovanni Kobler. Ben diverso fu il destino della storia di Fiume in pi volumi di Cimiotti. Sostanzialmente terminata nel 1882, la sua Publico-politica Terrae Fluminis S. Viti adumbratio historice ac diplomatice illustrata rimase inedita. Forse Cimiotti non era molto popolare tra i fiumani, in quanto, fin da quando era deputato alla dieta di Presburgo (1844), utilizzava i documenti e le fonti del passato per giustificare linclusione della citt e degli istituti municipali nel sistema politico e costituzionale ungherese, e non per ribadire lautonomia di Fiume. Ad ogni modo Egisto Rossi, il quale ancora nel 1910 esortava a dedicarsi alla stesura di una storia di Fiume, auspicava che i sette od otto pacchi voluminosi di manoscritto e le numerose e interessantissime lettere del Cimiotti custodite nella Biblioteca Civica, fossero destate dal sonno10. Venne data alle stampe solo la traduzione parziale dal latino di un notevole lavoro dello studioso fiumano, la Dissertatio historica de longis antiquorum muris11, e, per il resto, Cimiotti fin nel dimenticatoio.

7 Franjo Rac Rieka prama Hrvatskoj, Zagabria 1867, Breyer (il libro disponibile in ki, rete: Google ricerca libri); cfr. G. Stelli, Op. cit., pp. 118 sgg. 8 Emidio Mohovich, Fiume negli anni 1867 e 1868, Fiume 1869, Stabilimento Tipo-Litografico. 9 Vincenzo Tomsich, Notizie storiche sulla citt di Fiume, Fiume 1886, Stabilimento Tipo-Litografico di E. Mohovich. 10 E. Rossi, Op. cit., p. 9. 11 La dissertazione sul limes romano fu pubblicata a cura di Guido Depoli tra il 1910 e il 1913 nei volumi I, II e III del Bullettino della Deputazione Fiumana di Storia Patria. Come studi recenti hanno dimostrato, la Tarsatica romana si svilupp proprio in quanto avamposto militare, dal quale partivano i Claustra Alpium Iuliarum. Tale sistema di fortificazioni a protezione dei passi alpini orientali dellItalia romana fu costruito dopo il 284 d.C. sotto limperatore romano Diocleziano o Costantino I. Il Cimiotti, quindi, aveva visto giusto.

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2. Per una biografia di G.L. Cimiotti Giuseppe Ludovico nacque a Fiume nel 1810 figlio di Filippo Cimiotti e Teresa Steinberg12. La famiglia materna aveva origini austriache ed amministrava i possedimenti del collegio gesuitico fiumano di Klana nel Castuano. Il padre era giunto dal Veneto in epoca napoleonica. Nel 1823, anno di reincorporazione di Fiume al Regno dUngheria, il giovane fu nominato patrizio consigliere dal governatore Maylath13. Studi nel locale ginnasio, erede del Collegio gesuitico. Dopo la dissoluzione dellordine nel 1773 i Gesuiti di Fiume e Trieste aprirono scuole nautiche e questo permise loro di mantenere uninfluenza culturale nel litorale. A Cimiotti non erano sfuggite le implicazioni che la dissoluzione dellordine dei Gesuiti aveva avuto a Fiume. Nel 1773 la direzione scolastica era passata alla sede vescovile di Zagabria, il che spalanc le porte allinfluenza croata in citt e, attraverso i possedimenti nel Castuano, progressivamente anche in Istria. Dopo il 1823 il ginnasio fiumano fu nuovamente sottoposto alla tutela del governo ungherese e vi insegnarono diversi docenti di estrazione gesuitica provenienti dalla scuola nautica. Giovani ungheresi venivano spediti a studiare larte della navigazione a Fiume e in cambio giovani fiumani potevano completare i loro studi (in genere in diritto) in Ungheria: Cimiotti e Peretti furono tra i primi. Cimiotti tra il 1828 e il 1831 studi filosofia e diritto a Zagabria e a Buda e nel convitto nobiliare di Zagabria, dove entr in contatto con la futura classe dirigente croata14. Nel ventennio che va dal 1828 al 1848 Cimiotti fu assai attivo nella vita pubblica, continuando lopera intrapresa dal negoziante fiumano Andrea Ludovico de Adamich, morto nel 1828 quando Cimiotti aveva iniziato

12 Tatjana Blaz ekovic , Podaci za bibliografiju Ljudevita Josipa Cimiottia - Steinberga, in Vjesnik Povijesnog arhiva Rijeka, n. XXXIII-XXXIV, 1993, pp. 177-195. La storica zagabrese inizi le ricerche negli archivi della Croazia dopo che nel 1985 le era pervenuta da parte di Gnther Cimiotti, residente a Paderborn in Germania, una richiesta di notizie sulla famiglia. Fino alla pubblicazione di questo studio nel 1993 sapevamo molto poco sulla vita di Cimiotti. 13 V. Tomsich, Op. cit., p. 324. Inoltre, stando al Kobler, nel 1848 Cimiotti era lultimo patrizio ancora residente a Fiume: cfr. Giovanni Kobler, Memorie per la storia della liburnica citt di Fiume, vol. II, Trieste 1978, Unione degli italiani dellIstria e di Fiume-Universit Popolare di Trieste, pp. 179 sg. Giorgio conte Maylath de Szkely era in realt commissario organizzatore, incaricato di ripristinare il funzionamento dellamministrazione ungherese a Fiume: cfr. V. Tomsich, Op. cit., p. 354. 14 T. Blaz ekovic , Op. cit., p. 178

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gli studi superiori. A conferma del loro profondo legame Cimiotti dette alle stampe un epicedio dedicato al suo protettore e benefattore15. Nel 1833 Cimiotti spos Anna Jelcich (deceduta nel 1852) e dallunione nacquero otto figli, solo tre dei quali raggiunsero la maggiore et. Nel 1836 venne autorizzato ad esercitare la professione di avvocato e nel 1843 divent assessore del Tribunale del cambio mercantile e Consolato del mare di Fiume, unico foro che operava in autonomia dal sistema feudale ancora vigente in Ungheria. Come Adamich, Cimiotti si adoper attivamente per lo sviluppo del porto, delle comunicazioni stradali e ferroviarie e fu favorevole ad una riduzione dellautonomia della citt in favore del suo sviluppo economico, atteggiamento che gli procur ostilit da parte del patriziato fiumano. Fu presente come osservatore alla Dieta del regno dUngheria a Presburgo nel 1836, quando venne deliberata linclusione di Fiume nel sistema amministrativo ungherese. Nel 1836, infatti, la Dieta di Presburgo dispose la subordinazione amministrativa e giudiziaria di Fiume al regno dUngheria, ma lattuazione della legge si present alquanto difficile data la diversa natura delle istituzioni politiche e giudiziarie fiumane rispetto alle norme e alle consuetudini vigenti nel regno dUngheria. Fiume era una citt del Sacro Romano Impero, che mai aveva conosciuto il feudalesimo e la cui popolazione viveva di commerci marittimi. LUngheria invece era una nazione feudale senza nessuno sbocco al mare e praticante senza collegamenti con lOccidente. Il compito si rivel assai complesso e a Cimiotti servivano dati e documenti sulla storia fiumana, sulla sua amministrazione, sulla genesi dei suoi ordinamenti giudiziario, amministrativo, fiscale e tributario, sui privilegi dei patrizi, ecc. Studi cos la storia fiumana e lordinamento politico dellUngheria in modo da consentire linclusione delle istituzioni di Fiume nellUngheria costituisse per entrambe un vantaggio reciproco. Nellagosto 1842 Cimiotti membro della Commissione per la floridezza del commercio nazionale, la cui fondazione favorita dal governatore Kiss16, e nelle sue trattazioni passa in rassegna la storia dello sviluppo

Epicedion CINERIBUS nobilis, ac perillustris domini ANDREAE LUDOVICI AB ADAMICH, patricii consiliarii fluminensis, Flumine 1828; cfr. T. Blaz ekovic , Op. cit., p. 187 n. 59. 16 Vi parteciparono i patrizi consiglieri Carlo Pauer, Stefano Priwitizer, Tosoni, Iginio Scarpa, Medanich, Horhy, Luigi Acurti, Carlo Meynier, Giorgio Wranyzcany, L.G. Cimiotti, Gasparo Matcovich, Giovanni Francovich, I. Smart e i rappresentanti della Deputazione mercantile W. Craf. Smith, Luigi Cornet, Lorenzo Ciotta, Nathan Kohen, e Carlo Sporer (DAR RO-21, b. 4).

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emporiale di Fiume. Le conclusioni della Commissione riprendono integralmente quanto gi caldeggiato dallAdamich alla Dieta di Presburgo nel 1828: dal riscatto (reluizione) della Strada Ludovicea alla necessit di collegare Fiume allUngheria con una strada ferrata. Un atto della dieta di Presburgo conferma che fu proprio Cimiotti a contattare ling. Mario A. Sanfermo per unire Fiume alla ferrovia Sissek-Carlstadt17. Si trattava del primo progetto ferroviario della Croazia18. Lingegnere italiano propose altres alla Luogotenenza ungherese di prolungare il tratto ferroviario Sisak-Karlovac fino a Vukovar, onde collegarlo con le fertili pianure del Banato19. La necessit di collegare Fiume con una ferrovia era stata sancita fin dal 1836 da una legge dello Stato votata dalla dieta di Presburgo. Si istituirono tre compagnie per la costruzione della ferrovia: solo la prima, creata sotto gli auspici della Societ commerciale ungherese di Szchenyi, prevedeva il collegamento Pest-Fiume, mentre sia la Societ unita per la strada ferrata Vukovar-Fiume, che nacque a Fiume e che nel 1843 venne appoggiata da Kossuth, sia la terza compagnia, appoggiata dai magnati della contea del Sirmio, prevedevano il collegamento di Fiu-

Il padre di Mario Sanfermo era il conte Rocco Sanfermo, che consegn al Ministro degli Esteri Talleyrand il 18 termidoro del 1799 a nome del Governo Provvisorio di Venezia un memoriale dove notava che, se Trieste e Fiume, due piccoli punti, cui la natura ha negate le opportunit necessarie al commercio, recano gi massimi danni a quello dellItalia, cosa potrebbe attendersi, padrona che fosse lAustria di un Littorale [sic] di 175 leghe destensione, il commercio di Marsiglia sarebbe egli ugualmente che in oggi [sic] felice nel Mediterraneo, e nei mari Ottomani? (in Il riscontro con supplemento di documenti a quelli pubblicati dal conte Rocco Sanfermo Carioni Pezzi nella sua condotta ministeriale: dellautore della Relazione sommaria della perdita della veneta aristocratica repubblica, Switz 1799, pp. 18-19). In sostanza egli riproponeva le richieste espresse al Congresso di Bassano del luglio 1797 di unire alla appena costituita Repubblica Cisalpina il territorio della cessata Repubblica di Venezia comprensivo anche dellIstria austriaca con Pisino fino a Volosca e Fiume (Milan Marjanovic , Lon donski ugovor iz godine 1915, Zagabria 1960, JAZU, p. 3). I rappresentanti delle principali citt venete riunitisi a Bassano per coordinare una politica comune deliberarono ladesione alla Repubblica Cisalpina (Gian Domenico Belletti, Il Congresso di Bassano e le piu antiche manifestazioni del sentimento unitario in Italia, in Rassegna storica del Risorgimento, n. 4 (1917), pp. 545-692); Rocco Sanfermo vi partecip come rappresentante di Padova e in seguito divenne funzionario napoleonico del Dipartimento del Brenta. 18 Richard Georg Plaschka, Anna Maria Drabek, Birgitta Zaar, Eisenbahnbau und Kapitalinteressen in den Beziehungen der sterreichischen mit den sdslawischen Lndern, Vienna 1993, Verlag d. sterr. Akad. d. Wiss., pp. 108 sg. 19 Il progetto era allora caldeggiato dalle potenze occidentali per disporre di un asse di penetrazione verso la Serbia e la Valacchia al fine di contrastare lespansionismo russo rafforzatosi nei Balcani dopo la guerra russo-turca del 1829.

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me con il Banato e la Serbia20. Anche il conte Pejacsevich, uno dei magnati della Croazia, nel suo Promemoria sul commercio e industria scritto nel 1843, premeva con urgenza per lerezione di Fiume a emporio e centro industriale21. Nel 1842 Cimiotti riusc a convincere Ferenc Csszr22, assessore della Corte cambiaria a Pest ed ex giudice del Tribunale del cambio mercantile di Fiume, della necessit di ingrandire e modernizzare il porto della citt. Fatto sta che nel 1843 Josef Bainville, un ingegnere francese di origini fiumane, tracci un piano ambizioso di costruzione della citt nuova 23, che riprendeva un progetto precedente di origine francese, proposto a suo tempo dallAdamich al governo di Fiume e che Cimiotti conosceva. A proposito della modernizzazione del porto, Cimiotti istru anche linsigne giurista e deputato alla dieta ungarica Tivadar Botka, fornendogli le sue disquisizioni storiche e le sue raccolte documentarie24. La carriera del Cimiotti raggiunge il culmine nel biennio 1843-44 quando viene eletto deputato di Fiume alla Dieta di Presburgo del regno dUngheria assieme a Mihly Horhy25, funzionario presso il governo ungarico di Fiume. Quando Cimiotti giunge a Presburgo come deputato nel 1843, in Ungheria stanno prendendo piede i progetti di riforma di Istvn Szchenyi. Forse liniziativa che ebbe pi successo fu la costi-

20 Sul progetto cfr. Paul Jonas, Lajos Kossuths maritime policy, in Apostolos Euangelou Vakalopoulos, Konstantinos, D. Svolopoulos, Bla K. Kirly (a cura di), Southeast European Maritime Commerce and Naval Policies from the Mid-Eighteenth Century to 1914, Boulder, New York 1988, pp. 197-211. 21 Il testo, scritto in tedesco, citava le Questioni dello stabilimento, tabacco, fabbrica carta Meynier di Carlo dOttavio Fontana e lopera di Franz Pessi relativa allo sviluppo della Dalmazia, Litorale, Fiume, Buccari, Porto Re e Zengg. Ad ogni modo nella risposta del Consesso patriziale di Fiume dellagosto 1943 alla proposta del Pejacsevich si sottolineava come per contrastare la concorrenza dei porti di Venezia, Genova, Amburgo e Trieste servissero capitali (DAR RO-21, b. 4). 22 Ferenc Csszr (1807-1858), giurista, poeta e monaco benedettino, membro dellAccademia ungarica delle scienze, fu professore del ginnasio di Fiume dal 1832 al 1840 e poi giudice del Tribunale del cambio mercantile e Consolato del Mare di Fiume. 23 Danilo Klen, Gospodarske prilike u Rijeci od 1813 do 1848 od ponovne austrijske okupacije do Bunjevceva zauzec a, Zagreb 1986, JAZU, pp. 125 sg. 24 Archivio di Stato di Fiume DAR RO-21, b. 4. 25 Mihly Horhy (1780-1855) era stato giudice del comitato di Fejr nel biennio 1841-42. Horhy si distinse per lintroduzione di moderne tecniche di coltivazione nel possesso di Srosd, gi degli Eszterhzy, che nel 1761 aveva ottenuto da Maria Teresa lo status di mercato dove i prodotti erano destinati allesportazione.

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tuzione di una rete di luoghi di incontro, che permettevano la socializzazione di gruppi elitari, indipendentemente dal rango sociale di chi vi apparteneva. A Fiume luoghi simili (come i caff) non mancavano, ma il primo Casino a godere dei favori delle autorit politiche risale allepoca del governatorato di Ferenc rmnyi26. Con la dipartita di rmnyi nel 1837 il nuovo governatore di Fiume Kiss de Nemeskri27 tolse, a quanto sembra, lappoggio a questo consesso, tanto che i fiumani cercarono di convincerlo del contrario, contattando alcuni notabili viennesi favorevoli allutilit di un casino mercantile, che gi esisteva a Vienna28. La legge ungarica XVIII del 1840 permetteva di costituire societ anche ai borghesi e nel 1844 un gruppo di negozianti e patrizi fiumani decise di fondare come societ anonima un Casino marittimo mercantile. Ufficialmente costituito a Fiume nel 1846, e noto anche come Casino nuovo, esso fu il fulcro dellassociazionismo dlite nella citt29. A conferma del suo status nella societ fiumana Cimiotti ne fu il primo presidente, affiancato da Eugenio Ciotta, padre di Giovanni. Nel 1848 il vecchio Casino (di cui non conosciamo il nome) e il Casino marittimo mercantile si fusero dando vita al Casino patriottico, traduzione italiana di Nemzeti Kaszin, il che mostrava chiaramente la sua affiliazione alla rete dei Casino che Istvn Szchenyi stava diffondendo in Ungheria30. Cimiotti prese parte attiva nei dibattiti della Dieta di Presburgo e cerc di promuovere gli interessi di Fiume. Nelle diete del 1843-44 il distretto degli Aidoni (Hajd) richiese il ripristino dei privilegi31 e Cimiotti adatt questa proposta alle esigenze di Fiume, sapendo che Szchenyi si proponeva di infondere idee nuove in campo economico e sociale alla nobilt ungherese. Egli paragon per importanza lespansione commerciale che i fiumani avrebbero assicurato allUngheria al servizio militare che i liberi distretti assicuravano al regno come pre-

Ferenc rmnyi fu governatore di Fiume dal 1823 al 1837. Paolo (Pl) Kiss de Nemeskri fu governatore di Fiume dal 1837 al 1847. 28 Comunicazione spedita da Vienna a Presburgo al Governatore di Fiume Paolo Kiss, presentata ai lavori dietali nella Camera dei Magnati il 9 agosto 1839 (DAR RO-21, b. 5). 29 Della Societ anonima intitolata Casino marittimo mercantile in DAR RO-21, b. 5. 30 Istvn Szchenyi fond il Nemzeti Kaszin nel 1827 sul modello dei club inglesi, dove i signori si ritrovavano per discutere delle cose pubbliche e giocare a carte. Ben presto la rete dei Kaszin si diffuse in tutto il paese e tali consessi divennero un punto di ritrovo elitario, ma non pi riservato ai soli nobili. 31 Cfr. Proposta di legge per il distretto degli Aidoni (Torvenyjavaslat a Hajdkerletrol) del 1843-44 nelle carte Cimiotti (in DAR RO-21, b. 8).
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stazione in cambio della loro libert32 e si rifece altres ai privilegi concessi dalla Corona ungarica alla miniera e fonderia di ferro di Glnicbnya, una comunit composta da minatori e metallurgici bavaresi immigrati nel Medioevo, che godeva di speciali privilegi di autogoverno concessi dal sovrano33. Studi anche le modalit di richiesta di indigenato ungherese per la nobilt estera (austriaca e inglese) in modo di consentire linclusione e il riconoscimento del patriziato fiumano nella nobilt ungherese34. Merito di Cimiotti fu dunque quello di riuscire a procurare alla sua citt appoggi politici al massimo livello, come solo Adamich prima di lui era riuscito a fare. Ci nonostante, dopo la sua morte la citt si dimentic di lui. Probabilmente il fatto che egli fosse assai vicino ai circoli croati compromise la sua popolarit a Fiume dopo il 184835. Per addurre un esempio significativo, gi nel 1846 Cimiotti aveva invitato Ljudjevit Gaj, il fondatore dellIllirismo, ad impegnarsi nelleditoria a Fiume36. Non solo: nel 1849 Cimiotti ricopriva la carica di presidente della commissione di controllo per la costruzione del porto di Fiume e lanno successivo lincarico gli venne riconosciuto da Josip Bunjevac, lodiato commissario banale di Zagabria37. Tra il 1850 e il 1858 Cimiotti fu anche presidente della corte Suprema della Croazia, la tavola settemvirale di Zagabria. Conobbe Ivan Kukuljevic , redattore della prima rivista storica degli Sla vi del Sud, il gi menzionato Arkiv za povjestnicu jugoslavensku, al quale

Gli abitanti degli Oppida privilegiata Hajdonicalia, ovvero delle libere citt degli Aidoni, nonch quelli dei liberi distretti degli Jazigi e Cumani (Districtus Jazygum et Cumanum), popoli nomadi che si erano insediati in Ungheria nel XIII secolo, grazie ad un privilegio concesso dalla Corona, erano esenti dal pagamento delle tasse nei confronti dei feudatari e del clero ed erano tenuti al servizio militare solo entro i confini dei loro distretti. Anche Fiume costituiva un distretto privilegiato dove non vigeva il feudalesimo e i suoi cittadini erano esenti dagli obblighi di leva. 33 Glnicbnya (in tedesco Gllnitz, in slovacco Gelnica) una citt della Slovacchia, capoluogo del distretto omonimo, nella regione di Kosice (Cassovia). 34 DAR-RO 21, b. 8. Lindigenato ungherese ovvero laccettazione nel novero della nobilt ungherese era necessario per ricoprire qualsivoglia carica e questa qualit poteva essere concessa agli stranieri dalla sola Dieta. 35 Cimiotti ebbe contatti con tutti i campioni del risorgimento nazionale croato, come appunto Ivan Kukuljevic e il magnate Pejacsevich, e dedic alcuni componimenti in lati no al vescovo di Segna Oz egovic , ad Andrea Maria Sterk (Andreas Maria Strk) nativo di Volosca, futuro vescovo di Veglia e poi nominato vescovo di Trieste-Capodistria; cfr. Irvin Lukez , Liburnijski torzo, Rijeka 1999, Libellus, p. 56. ic 36 T. Blaz ekovic , Op. cit., p. 180. 37 Id., Op. cit., p. 185

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invi anche un esemplare dello Statuto fiumano del 153038 e ader alle principali istituzioni e societ culturali della Croazia. Divenne inoltre amico del futuro bano Ivan Mazuranich, del quale era stato professore al ginnasio di Fiume nel 183239. Nel 1859 Cimiotti si trasfer a Zara dove rimase fino al 1861, anno in cui spos Eugenia de Moni de Als Venitze, figlia di Carlo e Maria nata von Aaron de Bisztra. Dopo il matrimonio si stabil a Vienna, ma compiendo visite regolari a Fiume, anche per i suoi studi storici. Il figlio Gustav studi allAccademia di marina di Trieste e partecip alla battaglia di Lissa, raggiungendo alla fine il grado di contrammiraglio. Nel 1867 richiese il pensionamento e si stabil in pianta stabile a Vienna 40. Nel 1871 ricevette il titolo di dapifero (Truchsess) e lanno successivo ottenne il diritto di poter usare e trasmettere ai figli il cognome nobiliare materno Steinberg, famiglia di cui era lultimo discendente. Dal 1872 il suo nome ufficiale divent pertanto Ludovico Giuseppe Cimiotti Steinberg. Dei suoi ultimi anni sappiamo poco. Mor nel 1892 a Vienna, dove sepolto41.

3. Gli studi di storia fiumana Il Cimiotti inizi a raccogliere documenti storici in maniera sistematica a partire dal 1842; fu lui a pubblicare lannuncio del 1843 e del 1844 sullEco di Fiume con la richiesta di notizie e materiali per una storia fiumana. Nel 1845 la Cancelleria aulica di Vienna gli concesse il permesso di consultare gli archivi di corte e nello stesso anno anche il capitanato della citt di Fiume gli concesse la visione dellarchivio capitanale di Fiume42. Quella che diverr la sua opera storiografica nasce in realt come archivio corrente; ci ne determina anche la struttura ordinata per tematiche, quelle che Cimiotti nella sua carriera di deputato e funzionario del tribunale di cambio di Fiume dovette affrontare. Nel 1843 egli anche direttore delle Regia direzione letteraria43 ed grazie a que-

Id., Ivan Kukuljevic Sakcinski i Rijeka, in Vjesnik Historijskog arhiva u Rijeci, n. 35-36, 1994, pp. 205-220. 39 Id., Podaci za bibliografiju cit., p. 181. 40 Cimiotti risiedeva in pieno centro a Seilergasse 4. B. 183; aveva una pensione annua di 3675 fiorini. 41 T. Blaz ekovic , Podaci za bibliografiju ... cit., p. 183. 42 Ibid., p. 192. 43 Non sappiamo nulla sulle funzioni e le attivit di questo consesso.

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sto incarico che pu ottenere il permesso del sovrano per iscriversi a varie accademie italiane44. Dalla documentazione storica in suo possesso e dalle pertrattazioni dietali Cimiotti apprende che una comunit pu difendere la sua specifica organizzazione politica facendo leva sulla sua funzione strategica per lespansione marittima e commerciale dellUngheria. I fiumani, in quanto cittadini, possono inoltre godere di speciali privilegi, perch in possesso di competenze tecniche e professionali ad alta specializzazione delle quali lUngheria ha estremamente bisogno. Tali argomentazioni costituiscono anche lessenza delle rivendicazioni autonomistiche del Maylender che, come Cimiotti, cerca di adattare gli interessi di una comunit composta da esperti in marineria, navigazione e commerci alle necessit della vita politica ungherese. Cimiotti, scrive Guido Depoli, intendeva, come si pu leggere nella prefazione, non solo stampare a proprie spese, ma distribuire gratuitamente i sei grossi volumi [della sua opera] ai suoi concittadini, perch alla voce della storia potessero ritemprar lanimo alle nuove lotte45. Scrivendo nel 1891, ormai anziano, al suo fedele amico Nicol Gelletich46, premeva affinch il frutto del suo lavoro, che ormai da quaranta e pi anni lo teneva occupato, venisse acquisito per intero senza subire danni o sparpagliamenti che ne avrebbero compromesso lintelligibilit. Cimiotti mor lanno successivo, 1892, e il Municipio incaric tal Giuseppe di Lorenz47 a tenersi in contatto con la vedova per assicurarsi la re-

T. Blaz ekovic , Podaci za bibliografiju cit., pp. 188-189. Cimiotti fu socio dellAcca demia Pistoiese di Scienze Lettere ed Arti, dellAccademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo e dellAccademia dei Concordi di Rovigo; interessante notare che furono tutte fondate da elementi filonapoleonici o mostrarono uno spiccato orientamento filofrancese in epoca napoleonica. 45 Guido Depoli, L.G. Cimiotti: il lungo muro presso la citt di Fiume e larco antichissimo in essa esistente in Bullettino della Deputazione fiumana di Storia patria, vol. I, Fiume 1910, p. 98. 46 DAR RO-21, busta del Magistrato civico di Fiume anno 1892 recante come oggetto Storia di Fiume. Manoscritti di L. G. Cav.re di Cimiotti-Steinberg. Nicol Gelletich, notaio e consigliere legale dellarciduca Giuseppe, fu nel 1883, con Giovanni de Ciotta, Eugenio de Terzi e Federico cav. Thierry membro della deputazione regnicolare sulla definizione dellappartenenza politica di Fiume. Sotto lo pseudonimo di vecchio fiumano nel 1901 scrisse un opuscolo intitolato LAutonomia di Fiume - appunti storici e considerazioni, in cui negava ogni fondamento storico alle tesi degli autonomisti. 47 Forse si tratta di Joseph Roman Lorenz, Ritter von Liburnau, professore allAccademia di marina di Fiume e autore dellopera Physikalische Verhaltnisse und Vertheilung der Organismen im Quarnerischen Golfe, Vienna 1863, K.k. Hof- und Staatsdruckerei.

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stituzione dei numerosi volumi a stampa che egli aveva portato a Vienna dalla biblioteca ginnasiale di Fiume, nonch delle sue opere, che, come aveva scritto a Gelletich nella lettera menzionata, stanno pressoch compiute [] la prima la Publico politica terrae Fluminis S Viti adumbratio historice e diplomatice illustrata conteneva la storia di Fiume e la seconda il trattato sullarco romano e il lungo muro (limes) di Fiume abbracciava una descrizione di cose antiche che soltanto in parte riguardavano la nostra patria.

4. Il rebus delle carte Cimiotti Alla notizia che la vedova stava per vendere tutto il prezioso materiale agli antiquari, il Municipio sped in una prima missione di ricognizione a Vienna il prof. Arturo Dalmartello, il quale procedette ad una precisa inventariazione del fondo che il Municipio alla fine acquis per 500 fiorini e che nella prima met del 1894 giunse a Fiume. solo a questo punto che la Commissione comunale incaricata di dare alle stampe le Memorie per la storia della liburnica citt di Fiume di Giovanni Kobler ottenne il parere favorevole del prof. Alfredo Fest, incaricato dalla Municipalit di curare la pubblicazione dei manoscritti kobleriani. Come sappiamo dai documenti, i membri della commissione conoscevano molto bene lopera del Cimiotti48. Nella redazione del Fest le Memorie di Kobler furono compilate in fretta per farle uscire nellanno delle celebrazioni del millennio ungherese. significativo che Kobler non sia riuscito a completare la sua opera e che comunque abbia pubblicato ben poco in vita; ed altrettanto significativo che tutto il progetto di una monografia documentata di storia fiumana abbia subito una drastica accelerazione solo dopo larrivo a Fiume dei materiali di Cimiotti. Nel 1933 le carte Cimiotti furono versate allArchivio di Stato di Fiume provenienti dalla Biblioteca Civica. Esse erano completamente frammiste agli scritti di Kobler e Aladar Fest assieme ad altri atti del municipio e del magistrato civico. Si trattava dei materiali che erano serviti alla redazione postuma delle Memorie kobleriane.

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Della commissione facevano parte Nicol Gelletich, Francesco Lettis, Francesco Polessi e i professori Alfredo Fest, Pietro Zembra e Arturo Dalmartello. 49 Il fondo costituito da nove buste contenenti documentazione originale o in copia relativa a tutto larco della storia fiumana dal Medioevo fino agli anni sessanta dellOttocento. Nella busta n. 4 si trovano i rapporti di Roschmann e Pray (1792-1794 e successivi) sulla diatriba tra lUngheria e la Carniola relativa allappartenenza di Trieste e Fiume al ducato di Carniola ovvero al Sacro Romano Impero. Si tratta della prima disputa tra sto-

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Dopo il riordino archivistico del fondo del 2007 si riusc a dividere i manoscritti Kobler (segnatura RO-16) da quelli del Cimiotti (che ora sono classificati con segnatura RO-21)49. Sfogliando la documentazione, ci si accorge subito che gran parte dei documenti usati per ledizione del 1896 dellopera di Kobler provenivano in realt dalla collezione Cimiotti. da notare che il manoscritto dellopera, custodito nellarchivio di Fiume50, opera di un redattore successivo, assai probabilmente Fest, e nella struttura ricorda molto la monografia di Cimiotti. Il fondo Cimiotti giunse insomma a Fiume dopo la morte di Kobler, che non era riuscito a dare una forma compiuta alla sua grande quantit di appunti, e fu Fest (e non Kobler) che pot finalmente servirsi dei tesori di materiali per la storia di Fiume che Cimiotti aveva provveduto ad accumulare con una diligenza e scrupolosit [] quasi inconcepibile, per citare ancora le parole di Guido Depoli51. Dobbiamo quindi agli sforzi di Cimiotti e di Fest se Fiume dispone di un ragionato compendio storico, frutto di un progetto a cui si era dato avvio fin dal 1848. Le Memorie postume di Kobler sono quindi un costrutto atto a dare fondamento storico allidentit fiumana alla vigilia del 1896, anno delle celebrazioni del millennio ungherese. In questo modo si spiegano anche le voci che circolavano gi allepoca sul fatto che Kobler si fosse servito degli scritti di Cimiotti. Questa ipotesi, per, venne scartata in quanto i due studiosi morirono ad un anno di distanza: per Kobler sarebbe stato quindi impossibile visionare le carte di Cimiotti52. Tuttavia, esaminando il manoscritto delle Memorie kobleriane conservato presso lArchivio di Stato di Fiume, si nota che esso frutto del lavoro di un giovane autore (quasi certamente, come si detto, Fest), che si servito sia degli appunti di Kobler sia dei

rici in merito allappartenenza di Fiume. Molto interessante il rapporto del primo governatore ungherese di Fiume Majlth sul piano di attuazione della politica fiscale ungherese e a beneficio di tutta la monarchia spedito al Regio Consiglio luogotenenziale croato il 1 giugno 1778. Cimiotti studia lemancipazione di Fiume dalla Carniola in seguito alle guerre contro i turchi e gli uscocchi, che avevano di fatto cancellato il confine sullEneo a vantaggio degli imperiali prima e poi della Croazia e dellUngheria. conscio dellimpatto che ebbero i francesi sullo sviluppo economico della citt ben prima dellavanzata napoleonica: i documenti del Cimiotti mostrano come i collegamenti con la Francia risalissero (attraverso la Scozia) ancora al primo Cinquecento. Si tratta, come si vede, di temi molto interessanti e suggestivi, che non sono stati pi affrontati dalla successiva storiografia fiumana. Suscita una certa perplessit il fatto che le carte Cimiotti siano scritte tutte in latino, il che avrebbe reso la sua opera, se pubblicata, difficilmente intellegibile ai suoi concittadini. 50 DAR RO-21. 51 G. Depoli, Op. cit., p. 97. 52 T. Blaz ekovic , Podaci za bibliografiju cit. p. 193.

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manoscritti di Cimiotti. Il fondo Kobler consta di una moltitudine di appunti sparsi ai quali lautore non riusc a dare organicit, premessa per unopera di carattere monografico. Le Memorie per la storia della liburnica citt di Fiume del 1896 possono essere considerate come una reinterpretazione in senso autonomista filoungherese delloriginario progetto di Cimiotti. Alla monografia del Kobler segu nel 1928 quella di stampo irredentista di Silvino Gigante53. La storiografia jugoslava produsse una prima monografia di sintesi appena nel 1988 curata da Danilo Klen54. Il materiale di Cimiotti fu prezioso per unintera generazione di storici fiumani, che se ne servirono ampiamente. Sappiamo che nel 1933 Tullio Walluschnigg fece domanda al Municipio di Fiume per prendere visione degli atti e delle carte di Cimiotti. Nellattuale fondo (DAR RO-21) si trovano spesso anche note a mano di Silvino Gigante, ma a farne ampio uso, senza mai citare direttamente Cimiotti, fu lo storico fiumano Attilio Depoli. In un passo che aveva a suo tempo catturato la mia attenzione, e che oggi mi sembra rivelatore, il Depoli afferma che un giorno
mi diedi allesplorazione sistematica dellArchivio Civico: ebbi cos la fortuna di rintracciare numeroso materiale fra le carte di Giovanni Martini e dei due storici contemporanei, Kobler e Cimiotti, e di scoprire un Copialettere del Console Pontificio nonch un elenco di Politisch Kompromittierten del 1862 con aggiunte posteriori. [] Molto povero invece mi risultava il materiale pi propriamente politico-amministrativo. Infatti quasi tutti gli atti che si annunziavano interessanti sulla base delle registrazioni del Protocollo degli esibiti mancavano nelle filze ordinate per anno: pensavo gi ad una sistematica spoliazione dellarchivio, quando un giorno ebbi la curiosit di seguire dei muratori che si avviavano a compiere dei lavori nella soffitta del Palazzo Municipale ed ebbi la sorpresa di trovarmi di fronte ad una catasta di carte pi o meno antiche. Iniziatone febbrilmente

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Silvino Gigante, Storia del Comune di Fiume, Firenze 1928, Bemporad. Danilo Klen et al., Povijest Rijeke, Rijeka 1988, ICR. In realt la prima monografia su Fiume proprio croata ed quella del Rac del 1867, ma Rac si limit a presentare i ki ki documenti utili alla diatriba in corso tra croati e ungheresi sulla posizione politica di Fiume. Nel 1953 usc anche unopera collettiva intitolata Rijeka. Zbornik (miscellanea) a cura di Jaksa Ravlic , Zagreb 1953, Matica hrvatska. Da parte italiana uscirono numero si contributi di valore sulla rivista Fiume curata da Attilio Depoli dopo il 1952, mentre da quella jugoslava apparvero diversi contributi interessanti su periodici come il Jadranski Zbornik e il Bollettino dellArchivio di Stato di Fiume (con frequenti cambiamenti di denominazione: Vjesnik Drzavnog arhiva u Rijeci; Vjesnik Historijskog arhiva u Rijeci; Vjesnik Historijskih arhiva u Rijeci i Pazinu; Vjesnik Povijesnog arhiva Rijeka).

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lo spoglio, constatai che si trattava di numerosi documenti del Cinquecento (in numero maggiore, per questo periodo, di quelli riordinati da Silvino Gigante nellArchivio Civico) e del Seicento, di molto materiale del Settecento e della prima met dellOttocento (sfruttato poi da Giuseppe Viezzoli55 nei suoi lavori sulla storia di Fiume in questepoca) e soprattutto del materiale degli anni 1848 e seguenti, ordinato per materia; si spiegava cos lo scarso valore degli atti indicati cronologicamente conservati nellArchivio, dai quali erano stati tolti coscienziosamente tutti quelli che si prestavano ad esser raggruppati secondo gli argomenti e quindi i pi importanti56.

Cimiotti fu effettivamente accusato di aver trafugato documenti dallArchivio municipale con la promessa non mantenuta di scrivere la storia di Fiume57. In realt lipotesi pi plausibile sembra essere la seguente: allorch lasci Fiume nel 1867 per andare a stabilirsi a Vienna, Cimiotti lasci, per qualche motivo a noi ignoto, le carte della documentazione relativa al secondo volume della sua opera nella soffitta del Palazzo municipale, dove rimasero a lungo dimenticate e dove poi, negli anni trenta del Novecento, furono casualmente ritrovate da Attilio Depoli. Il secondo volume delle carte Cimiotti risultava infatti mancante della documentazione gi nello spoglio effettuato da Dalmartello nel 1892 e di tale documentazione non pot quindi servirsi Fest nella sua redazione delle Memorie kobleriane. Solo negli anni trenta del secolo trascorso essa fu utilizzata, come ricorda Depoli, da Giuseppe Viezzoli e da Silvino Gigante. Ma anche oggi, dopo il riordino archivistico del 2007, il secondo volume delle carte Cimiotti risulta mancante della massima parte della documentazione che appare nellindice e nei regesti ossia, come abbastanza ovvio pensare, di quella catasta di carte pi o meno antiche che Depoli riferiva di aver trovato! Il confronto calligrafico tra i regesti compilati da Depoli (contenuti nelle buste 6-9) e i numerosi appunti dello stesso Depoli conservati a Roma nellArchivio Museo storico di Fiume58 avvalora la supposizione che lo storico fiumano abbia utilizzato le carte Cimiotti prima di abbandonare Fiume, portandole a casa sua e non sia pi riuscito a

Si tratta della serie di pregevoli contributi di Giuseppe Viezzoli sul Settecento fiumano pubblicati sulla rivista Fiume tra il 1931 e il 1936: La Compagnia di Ges a Fiume (1627-1773); Contributi alla storia di Fiume nel Settecento e Fiume durante la dominazione francese (1809-1813). 56 Attilio Depoli, Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, in Fiume. Rivista di studi fiumani, n. 3-4, luglio-dicembre 1952, pp. 171-172. 57 G. Depoli, Op. cit., p. 99. 58 Archivio-Museo storico di Fiume in Roma, Fondo Personalit Fiumane, Depoli Attilio, Sf. 8, b. 11.

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restituirle in seguito ai drammatici eventi dellesodo. Questa parte dellopera di Cimiotti e, quel che peggio, la documentazione originale che essa conteneva deve quindi considerarsi dispersa, il che conferisce agli appunti inediti di Attilio Depoli un valore documentario59. Cimiotti, come il suo mentore Adamich, fu dimenticato dai fiumani. Stanco e deluso, si rifece una nuova vita a Vienna, dedicandosi con molto profitto agli studi della citt che non avrebbe pi rivisto. Gli fu fatale nel mancato riconoscimento dei posteri forse la sua stessa bravura e abilit: sia nel campo degli studi che dei risultati conseguiti nella carriera egli era pi bravo di chi poi avrebbe dovuto riconoscergli il merito. Ma forse il motivo della sua mancata fortuna storiografica risiede nella posizione politica da lui incarnata lungo tutta la sua carriera: uomo dello Stato, seppe come guadagnarsi i favori del potere politico ungherese nel ventennio 1828-1848, ma anche di quello croato nel decennio che va dal 1848 al 1859, quando si trasfer, come per una scelta politica, nella capitale della Dalmazia inserita nella sfera costituzionale austriaca. Anche a Zara seppe accattivarsi i favori delle autorit politiche centrali, consapevole di non poter chiedere nulla ai suoi concittadini fiumani. Come Adamich, Cimiotti era la negazione del nazionalista ideale, ma anche dellautonomista ideale e, come Adamich, egli incarnava un modello diverso che si collocava al di l delle categorie nazionaliste o autonomiste e che potremmo definire postnazionale. Per questo motivo, crediamo, non ricevette quellappoggio e quella fiducia politica che avrebbe meritato almeno il suo lavoro, il cui riordino, completato finalmente nel 2007, sicuramente di grande importanza per tutto il campo degli studi fiumani.

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Sulle carte Depoli ho raccolto questa interessante testimonianza del prof. Nenad Labus: passato ormai pi di un quarto di secolo da quando il compianto dott. Danilo Klen mi rifer che nellinverno 1945-46, in data incerta, camminando egli a Fiume per via Roma, aveva notato come dal camino del palazzo ora chiamato Comando si diffondevano ceneri di carte bruciate. Incuriosito sal e trov alcuni militari che si stavano scaldando bruciando una cassa di vecchie carte; avrebbe successivamente appurato trattarsi dei manoscritti di Attilio Depoli. Riusc a recuperarne una piccola parte, che diede in custodia al Jadranski Institut (Istituto Adriatico), ove era a quel tempo impiegato (il suo lavoro prevedeva, tra laltro, proprio la conservazione del patrimonio documentario). Di questi documenti non ho saputo pi nulla. possibile che Klen, divenuto poi direttore dellArchivio di Fiume, li abbia ricollocati nella raccolta di manoscritti Cimiotti-Kobler da lui utilizzata per decenni nei suoi studi sulla storia economica di Fiume. parimenti possibile che essi si trovino ancora presso il Jadranski Institut. Ad ogni modo Labus osserva che Klen e il dott. Branko Fuc erano stati inviati a Fiume dal Ministero ic della cultura della Repubblica di Croazia dotati di ampi poteri discrezionali presso le autorit civili e militari col compito di raccogliere e conservare materiale darchivio e tale circostanza conferisce credibilit alla narrazione di Klen.

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