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Donde existe una necesidad nace un derecho.

EVA PERN

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE

Danilo
Caruso

INTRODUZIONE

a pi recente novit in campo di


concetti politici nellultimo ventennio e a conclusione dello scorso
secolo stata linvenzione della morte delle ideologie. Antistene il cinico rimproverava a Platone di vedere il cavallo e non
la cavallinit. A tutti coloro che hanno
sostenuto la scomparsa delle idealit si
potrebbe chiedere come unidea quasi a
volerla intendere in senso platonico
possa morire: se cos fosse non dovrebbe
essere pi pensata, non far pi parte del
nostro patrimonio conoscitivo. Per contro accade che scompaiano le esperienze
storiche, mentre gli ideali entrano a far
parte del pensiero acquisito. Quando la
storia e la storiografia hanno bocciato
delle esperienze, o perch le loro idee erano inammissibili e intollerabili o perch
lattuazione stata fallimentare e negativa, ci non si tradotto nella radicale
cancellazione dellideologico. Tant vero
che se ne continua a parlare non solo per
fare archeologia storica ma anche con lo
scopo pedagogico di mettere in guardia
lumanit dal ripetere stessi errori. Le tre
grandi concezioni politiche del 900 sono
sempre rivisitabili dallanalisi nella storia
e nel sistema concettuale per trarre indicazioni tenendo i due piani divisi al fine
appunto di separare lo storico dallideale.
Il fascismo, il comunismo, il nazionalsocialismo in gradi e con responsabilit
diversi hanno connotato negativamente
il secolo breve. Addentrarsi nelle dinamiche storiche per guadagnare una visione

nitida dei meccanismi non n pu mai


divenire procedura giustificatoria: capire
il perch stato cos non pu n deve
trasformarsi in giustificazione. Le cause
e le radici della nascita del nazismo stanno negli esiti della Grande guerra: differenti sarebbero stati gli eventi se la comunit internazionale avesse accompagnato e assecondato un processo di sviluppo democratico della Germania postbellica, colpita dalla crisi economica
mondiale del 29 al punto tale di spianare
la via del potere a una ideologia razzista
irrazionale che si richiamava a tradizioni
interne neopagane e al pi ampio versante dellantiebraismo (il quale aveva molti
secoli di esistenza e fatti ugualmente ascrivibili ante litteram ai crimini contro
lumanit). Non da trascurare in tutta
Europa leffetto che esercit la paura del
comunismo (prima e dopo la Rivoluzione
dottobre del 17). Il clima europeo dinizio
secolo, che port alla prima guerra mondiale, era in fermento: laffermazione del
capitalismo aveva introdotto nuove e fortissime tensioni sociali che turbavano le
incipienti forme di moderna democrazia.
Nel panorama di questa instabilit era
sorto pure il fascismo a cui furono aperte
le stanze del governo per superare il pericolo rosso. Col tempo prima del secondo
conflitto mondiale e durante nacquero
nel continente regimi e governi anticomunisti, che sbagliato definire fascisti
anche se amici e alleati dellItalia mussoliniana. Il fascismo fu un complesso fe-

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nomeno trasformatosi poi in dittatura
che aveva al suo interno varie matrici di
pensiero: una di fondo socialista (con venature di massimalismo), cui si sovrapposero soprattutto quella nazionalista, e
quindi quella monarchica, e in tono minore quella liberale. I non correttamente
catalogati come fascismi europei non avevano questo humus, erano pi vicini al
nazismo. Anche parlare di nazifascismo
come ideologia inesatto: il fascismo assunse dal nazismo particolari dottrine sino a emanare per questioni di allineamento politico le leggi razziali nel 38
promulgate da Vittorio Emanuele III.
Dopo la seconda guerra dEtiopia Mussolini aveva intrapreso la strada sbagliata
dellalleanza con la Germania allontanandosi definitivamente dalle democrazie
occidentali che avevano mostrato nei suoi
confronti parole di apprezzamento. Nel
bene e nel male il fascismo del primo dopoguerra aveva prodotto una stabilit in
Italia che, in assenza di una compiuta
democrazia, era preferibile a una cruenta
rivoluzione comunista. In seguito sub
uninaccettabile involuzione razzista. La
tragedia della seconda guerra mondiale
mostr lintensit degli errori umani e
politici dei capi fascisti filonazisti: il peso
storico di ci che avvenne oscur la parte
di buono realizzata sotto il regime guidato da Mussolini (la quale gi da prima
conviveva con degli aspetti negativi): pur
ricordando dei lati positivi non si pu
dimenticare la catastrofe finale in cui il
fascismo e la monarchia portarono il paese. Come il comunismo il movimento fascista partiva in alcune situazioni da cor-

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Caruso

rette istanze di giustizia sociale (non per


niente sono entrambi nati dal socialismo)
cui seppe dare delle risposte: per fare un
esempio, la difesa della nazione dai risvolti della crisi del 29. La complicit
con il nazionalsocialismo nella persecuzione e nello sterminio degli Ebrei (fatti
salvi i casi deccezione) ha comportato
una precisa condanna della sua esperienza storica. La quale condanna colpisce,
con altre motivazioni e per altri eventi,
parimenti il comunismo, la cui teorizzazione da parte di Karl Marx era scaturita
da sincere basi di denuncia sociale: tuttavia in nessuna circostanza la violenza pu
essere considerata strumento deccellenza
o privilegiato per migliorare la societ. Il
fascismo, il comunismo, il nazionalsocialismo hanno provocato vittime. E anche
se quelle a carico del fascismo sono meno
di quelle del nazismo (sei milioni di Ebrei) e del comunismo (cento milioni di
perseguitati) non si pu minimamente
credere di mettere la questione su un inumano e parziale piano di contabilit.
Delle discusse tre ideologie se si pu salvare qualcosa solo dalle dottrine economico-sociali del fascismo e del comunismo, separandolo di netto dal violento
contesto storico di provenienza per attingerlo dal mondo delle idee. Unoperazione
del genere fu quella da cui nacque il giustizialismo peronista, che rappresenta
unottima ed eclettica costruzione ideologica, la migliore del 900. Questa ideologia non stata condizionata dalla passata
e travagliata storia argentina: essa
sempre stata democratica e di giustizia
sociale, potremmo dire di sinistra nazio-

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nale non marxista (qualcuno direbbe di
destra sociale, ma in termini di filosofia
politica classica parlare di destra sociale
contraddittorio). In Italia non c un partito simile, malgrado tutto il Partido justicialista poteva forse essere paragonato
ad Alleanza nazionale. Le idee non
muoiono, chi dice questo sostiene una
forma di nichilismo e promuove il disinteresse. Nessuna persona civile desidera
scontri ideologici come quelli che hanno
portato ad atti di terrorismo, ma ognuno

Danilo
Caruso

da responsabile vorrebbe unicamente pacifici confronti su idee. Una politica senza


ideologie che politica ? Lideologia
lanima di un sistema. Alla storia e alla
storiografia spetta il difficilissimo ufficio
di mostrare nelle loro pagine e nelle loro
immagini il bene e il male delle esperienze
passate, affinch questultimo non abbia
pi a ripetersi e dellaltro si faccia tesoro
a vantaggio di un futuro migliore per
lumanit.

1. LA MORALIT DELLA POLITICA

e riflessioni sul come devessere


una buona o efficiente arte di governo risalgono allantichit classica e si sono protratte nei secoli sin a oggi
in cui il tema dibattuto ancora dentro e
fuori dei partiti. Prima di valutare in che
maniera far correttamente una cosa
meglio definire questo da farsi. Che cos
la politica? Questa attivit un complesso di iniziative pratiche intraprese e rivolte al benessere di una comunit nella
sua interezza, che poggia questa prassi su
un sistema di pensiero (filosofia della politica). La politica oggigiorno sotto vari
aspetti tendenzialmente insana perch
frequentemente vi predomina la logica
clientelare, la quale ha il precipuo scopo
di procacciare voti in cambio di qualcosa.
Dunque questa attivit per tale verso
non ha niente a che vedere con il bene
collettivo che anzi danneggia pericolosa-

mente poich le sperequazioni sociali


conducono prima o poi a proteste di massa pi o meno violente: esempio eclatante
stato la Rivoluzione francese. Quando
si parla della fine delle ideologie non si
pu fare a meno di chiedersi su quali basi
dovrebbe posare la pratica di governo:
infatti rimasto solamente un sostanziale
nichilismo a insegnare lutilit di parte. I
meritevoli non vengono naturalmente
apprezzati se non inseriti in quello schema, che anzi predilige i mediocri in quanto figure pi innocue e controllabili. La
scienza amministrativa ha origine da
unattivit intellettuale per tradursi in
azione. Se i politici non sono allaltezza
non giovano alla politica n alla gestione
di un ente pubblico. Questo ruolo di conduzione dovrebbe essere compito di una
categoria disinteressata: le cose vanno
male perch la dialettica tra i vari gruppi

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per la conquista democratica del potere
porta al clientelismo escludendo sempre
una fetta di societ. paradossale dire
questo di una democrazia e sottolineare
invece che un regime diverso mirerebbe
allappoggio della totalit per mantenersi. Il modo in cui la politica affronta i
problemi da alcune parti malauguratamente insufficiente. Lo Stato nasce per
diritto naturale come tutore universale
della societ intera la quale gli delega delle precise mansioni di salvaguardia del
benessere di tutti (singole persone e famiglie). Una classe politica che agisce in
maniera partigiana rovina lo Stato, una
delle pi nobili costruzioni della natura
umana. La degenerazione causa dinstabilit sociale. Il migliore rimedio quello
indicato da Platone nella Repubblica laddove parla della formazione del governante della cosa pubblica: se lo spaziodella-politica diventato luogo di contrasto e di speculazione si deve sostituire il
contenuto. Questo spazio spetta alla migliore espressione del pensiero umano: la
prassi politica deve essere fondata su una
filosofia della materia e sulla conoscenza
della realt. Lincapacit di governo che
non comprende gli alti fini della politica,
che crea sperequazioni e ulteriori disagi,
devia verso la logica utilitaristica e produce il clientelismo. In una retta pratica
di amministrazione, che si traduce in servizio reale alla collettivit, il servizio

Danilo
Caruso

solo conseguenza della rettitudine, non


un fine esplicito se non in presenza di una
cattiva politica. Niccol Machiavelli teorizz la separazione tra morale e politica,
ma ciononostante riconosceva al principe
aspetti qualitativi che vanno ben oltre la
generale mediocrit doggi. Con tutti i
suoi aspetti moralmente negativi il principe doveva essere una persona di vaglia.
Nel malessere odierno della politica c
poco di principesco (anche machiavellicamente inteso): la dialettica tra politici
scade anche nel volgare e nellinsignificanza, che sono indici del personalismo
nichilista. Non viene pi proposto agli
elettori di seguire unideologia, bens un
leader o un capo-clientela. E qui lautentica arte del governo morta. E a capirlo
ci vuole poco, basta un piccolo approfondimento: un insieme di individui che elegge i propri rappresentanti pubblici vedr per lo pi gli elettori di un eletto favoriti nella possibilit di ricevere benefici
(che servono a curare la clientela), mentre tutti gli altri che non hanno un referente vincente rischiano di subire ingiustamente laumento della pressione tributaria che servirebbe a sovvenzionare i costi del clientelismo. Nei partiti sovente
c verbalmente un richiamo allinsegnamento sociale della Chiesa cattolica, ma
poco cristiano speculare sui bisogni della
gente per fini che non sono attinenti alle
radici su cui si fonda uno Stato.

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Danilo
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2. LA CRISI DEL CAPITALISMO

mercati, le attivit finanziarie e quelle produttive attraversano ciclicamente nel sistema capitalista dei
momenti critici di durata variabile: accade che i prezzi aumentino, le vendite diminuiscano e la disoccupazione aumenti.
Un economista inglese vissuto tra 700 e
800 riteneva che la causa del disagio in
cui versasse la schiera dei diseredati risiedesse in loro, nel perpetuare questa genia
di disgraziati, e che i loro mali sarebbero
terminati con loro stessi. La moderna
globalizzazione ha allargato pregi e difetti
del capitalismo a livello mondiale senza
operare una generalizzazione del benessere collettivo (che gi non era perfetto nei
paesi di provenienza). Sembra che la crisi
attuale voglia riproporre quel darwinismo
sociale di Thomas Malthus nel tentativo
di provocare la soppressione di tutte quelle categorie umane che non dispongono di
risorse stabili per sopravvivere. A partire
dal terzo mondo milioni di individui
soffrono a causa della sperequazione dei
beni prodotti. Lattivit umana produttiva alla base del sostentamento, il lavoro ha una funzione centrale. Questa
funzione dovrebbe essere quella di produrre non mirando alla ricerca di un guadagno anche attraverso le cose pi inutili
o dannose, ma mirando a ottenere i mezzi
per una quanto meno dignitosa esistenza
nellottica di contribuire, dallimprenditore al lavoratore, alla tutela della prosperit dellintero insieme civile. Le imprese
private tengono in piedi lapparato eco-

nomico-sociale per il fatto che da loro


proviene la contribuzione tributaria pi
autentica. Il servizio pubblico non sempre pienamente efficiente e a volte parassitario, produce in alcuni casi meno di
quello che dovrebbe o potrebbe: i dipendenti pubblici sono retribuiti con soldi
presi dalle imprese, e non c da stupirsi
che poi esista levasione fiscale di fronte a
sprechi e gestioni clientelari della ricchezza tributaria. Il cattivo servizio pubblico
lesempio di inutile e sterile produzione
con spreco di denaro, come inutile produzione quella di imprese che mettono sul
mercato prodotti di nessuna utilit, o addirittura nocivi alla salute umana, con
linduzione a comprarli per una questione
di adeguamento a status-symbol. La logica del profitto crea squilibrio sociale pure
poich la pressione fiscale sulle imprese si
ripercuote sui loro dipendenti: una maggiore tassazione equivale a una riduzione
dei lavoratori o dei loro stipendi. chiaro
che non tutti i principi del liberismo siano
condivisibili sino ai loro estremi: uno che
persegue il proprio interesse cerca solo il
suo bene e si serve degli altri con cui costretto a condividere il suo successo economico (in passato cerano gli schiavi cui
bastava dare il minimo necessario per sopravvivere); il mercato non un organismo autonomo che si regola da s,
anchesso un risultato delle attivit
delluomo. Il recupero di uneconomia sana avrebbe bisogno di riformare il capitalismo sostituendo nei suoi principi alla

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logica del profitto e degli interessi di parte la logica dellutilit collettiva: sanit,
trasporti, etc. pubblici e privati trovano
contributori ben disposti. Nessuno
spontaneamente disposto ad acquistare
servizi e prodotti scadenti a meno che
non sia raggirato. La legislazione sul lavoro sarebbe migliorata se accogliesse altri provvedimenti ispirati a canoni di giustizia sociale per difendere unequilibrata
partizione del benessere globale.
a) Il primo sarebbe una legge sul diritto
al lavoro che garantirebbe a ogni nucleo
familiare almeno una fonte di reddito, e
che stabilirebbe la distribuzione dei posti
nel pubblico impiego secondo merito e
secondo necessit (abolendo parzialmente
i concorsi).
b) Il secondo riguarderebbe la riforma
dellimpresa privata. A capo ne rimarrebbe sempre lideatore (che solitamente
anche colui che investe il capitale di rischio): una parte dello stipendio dei dipendenti dovrebbe essere ancorata in percentuale ai guadagni complessivi: i lavoratori contribuiscono alleventuale fortuna economica e pare ipotesi naturale la
loro partecipazione ai dividendi cos come
il caso del giusto licenziamento.
c) Un terzo provvedimento sarebbe di carattere generale e fiscale poich statuirebbe il principio di imponibilit nei confronti dei soli redditi: si concentrerebbe la
tassazione unicamente sui guadagni sopprimendo le imposte sulle cose che non
abbiano prodotto denaro.
Non conviene allo Stato restare estraneo
al gioco economico-finanziario, anzi per i
compiti di garanzia che assume lecito

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che ne prenda parte con discreta funzione


di arbitro e di moderatore delle parti qualora queste non siano in armonia. Privatizzare servizi importanti per migliorarli
cosa contraddittoria: lo Stato sussidiario, non il privato. I pessimi servizi pubblici andrebbero perfezionati rimuovendo
tutti i problemi. Non sembra buono
smantellare la macchina statale che funzioni male mutilandola a favore di interessi particolari. Uneconomia mista, in
un regime di libert e di controllo, pare la
pi auspicabile. Le partecipazioni statali
mirate hanno impedito nei frangenti di
profonda crisi che il sistema andasse in
rovina. Il capitalismo senza regole e senza
limiti non ha senso ed espressione di irrazionalit: giunge sempre un momento
in cui la produzione e la vendita assumono una tendenza al ribasso poich non si
pu produrre per vendere indefinitamente. La massima ambizione del capitalista
il profitto infinito a discapito di tutto e
di tutti. Uneconomia che al criterio del
profitto sostituisse quello della sussistenza del genere umano non produrrebbe
linutile superfluo non commerciabile che
genera le crisi. Il mondo del lavoro intellettuale e manuale consente la sopravvivenza della civilt: per ottenere meglio
questo fine possibile lavorare tutti (e
non far finta come capita in alcune circostanze), lavorare meno pro capite (con
acquisizione di maggiore tempo libero),
risolvere quindi il problema della disoccupazione e avere pi ricchezza da redistribuire (senza lasciare sacche di disagio).

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3. LEREDIT DEL MARXISMO

l pensiero filosofico di Karl Marx, sviluppato nella speculazione politica a


opera di Lenin (ne nato il marxismo-leninismo), dallOttocento ha influenzato sotto molteplici aspetti le vicende storiche e i modi dinterpretare la
societ e la realt intera. Va innanzitutto
rilevato che le istanze da cui Marx part
erano valide: il disumano maltrattamento capitalistico della classe proletaria fu
un fenomeno che non poteva rimanere
sottaciuto dalla filosofia. La sua denunzia e la sua analisi per vari tratti non
fanno una grinza nellevidenziare quelle
problematiche. Quello che la storia ha
condannato il sistema di rimedi teorici e
pratici del comunismo. Voler ribaltare il
sistema capitalista con il suo opposto significa sostituire un problema con un altro: da un eccesso in un verso si passa
allaltro di segno opposto. E tutto ci a
scapito della libert: niente propriet
privata (solo il possesso dellessenziale), niente imprese (lo Stato si occupa di
tutto). Se questo non accettabile dalla
ragione, lo soprattutto in quellottica in
cui Marx prevedeva che allo Stato socialista dovessero seguire la sua scomparsa e
linstaurazione di unanarchica comunanza universale (stadio evolutivo detto comunismo mai realizzatosi, in cui
la famiglia non sarebbe esistita e le donne
sarebbero state in comune). inoltre
contraddittorio che Lenin avesse riservato la guida del suddetto rovesciamento
sociale a unelite di borghesi illuminati,

ed per niente lecito che questo sia di natura dichiaratamente violenta. La dittatura del proletariato nelle mani di chi
proletario non non ha molto senso: il
proletariato sarebbe interpretato in rapporto a una dottrina, ma non sarebbe libero di esprimersi (del resto si troverebbe
sotto una dittatura). TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI / MA ALCUNI SONO PI UGUALI DI ALTRI,
cos nelle ultime pagine de La fattoria
degli animali (1945) di George Orwell
una norma esprime il punto di arrivo di
quellallegorica societ innovatrice, specchio del comunismo sovietico. Il diritto di
natura non gradisce un modello statale
del genere perch innaturale privare gli
uomini senza una giusta motivazione delle personali libert e perch questo Stato
nascerebbe su radici inadeguate (gli uomini si consorziano in modo incruento e
spontaneo in vista di un fine di equilibrato benessere collettivo). In ambito socialista, nonostante lateismo e lanticlericalismo, migliore il pensiero di Robert
Owen fautore nellOttocento di cambiamenti nelle condizioni dei lavoratori e
non di sanguinosi rivolgimenti (poi nel
1917 i comunisti in Russia andarono al
potere attraverso un colpo di Stato e non
per mezzo di una propria rivoluzione). Al
congresso dei laburisti inglesi del 1923
leconomista Sidney James Webb sottoline che il fondatore del socialismo inglese non stato Karl Marx, ma Robert
Owen e che Robert Owen non predicava

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la lotta di classe, ma la dottrina della fratellanza umana. Per quanto la parte
schiettamente politica del marxismoleninismo sia di tipo totalitaristico e prescrittivo (pensiamo al materialismo e
allateismo di Stato che sposa) daltro lato nel settore dellanalisi della condizione
lavorativa come nelle considerazioni
sociologiche sulla strumentalizzazione
della credulit religiosa popolare Karl
Marx stato pi condivisibile. La dottrina del plusvalore non ha perso efficacia,
bench questa sia stata elaborata in vista
dellunica circostanza di successo dellimpresa: Marx non ha tenuto conto del rischio dimpresa da parte dellimprenditore e del fatto che se costui fosse fallito i
suoi dipendenti avrebbero perso il posto
di lavoro. vero che un datore di lavoro
dei suoi tempi pagando a un prestatore
dopera la sua semplice stentata sopravvivenza grazie al resto del guadagno si
poteva arricchire: questa differenza il
plusvalore a cui il lavoratore concorreva
in maniera inconsapevole a causa di
unalienazione soggettiva del proprio operato la quale lo poneva al di fuori della
coscienza produttiva. La situazione ai
nostri giorni del tutto cambiata nei Paesi moderni: ci sono gli assegni familiari e
i versamenti dei contributi pensionistici
assieme a salari onesti equilibranti quel
plusvalore incamerato dallimprenditore.
Anche in relazione a questo tema, eccezion fatta davanti allo sfruttamento di
manodopera nei Paesi poveri, arretrati e
sottosviluppati, il marxismo perlopi
parziale perch i tempi sono mutati. Risulta pure poco facile comprendere coloro

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che, di sinistra marxista, sono contrari


alla globalizzazione e non attuano un approccio diverso a essa: per Marx questa
sarebbe stata il preludio della rivoluzione
universale dei lavoratori. Il problema non
la globalizzazione in s, rappresentato
invece da quei casi in cui il plusvalore di
cui parlava un abuso ancora reale (un
suo discutibile giudizio definisce immondizia dei popoli tutti quelli che non
hanno raggiunto uno stadio capitalistico,
ritenuti quindi da eliminare a vantaggio
degli altri). La Chiesa cattolica ha prestato attenzione con iniziale ritardo sui
tempi allincidenza dei cambiamenti
economici sulla societ, basti ricordare le
encicliche sociali, mantenendo una posizione di equilibrio tra le due formule del
capitalismo e del socialismo, equilibrio
che media le esigenze di libera iniziativa e
di solidariet comune (san Francesco
dAssisi ricord col caritatevole esempio
la funzione naturale della propriet privata come strumento di sostegno al benessere comune, fino al punto di rinunciarvi allorquando questa rinnega il progetto di cui Dio ha reso luomo artefice e
diviene fonte di smisurato arricchimento
di pochi). lontana ormai lepoca dello
scontro fra cattolici e comunisti, la
guerra fredda finita e lURSS caduta da sola per motivi endogeni fra molte
contraddizioni. Tra queste: i nazisti presero a modello attuando le loro persecuzioni, lallestimento di campi di concentramento e laddestramento di reparti
lUnione Sovietica di Stalin; il singolo
sterminio comunista degli Ucraini (holodomor, che vuol dire genocidio: 7 milio-

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ni di morti causati da inedia nella prima
met degli anni 30) supera nel numero la
barbarie della Shoah; i Sovietici instaurarono un rapporto di collaborazione coi
Tedeschi durato sino al giugno 1941 che
contempl coi futuri nemici la spartizione
della Polonia, loccupazione da parte di
Mosca di Lituania, Lettonia, Estonia e di
territori finlandesi e romeni, e per di pi
la riconsegna di Ebrei profughi ai nazisti
e la fornitura a questi di aiuti militari e
alimentari. Oggi sono sopravvissuti i partiti politici che si richiamano a Marx: una
parte di essi ha abbandonato il programma rivoluzionario e mantenuto
lideologia di giustizia sociale. Il comunismo nel 900 ha per provocato circa 100
milioni di morti a livello mondiale laddo-

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ve ha operato: il suo schema politico totalitario, fondato sul materialismo (storico in base a cui le vicende umane sarebbero lotta di classe e dialettico),
non storicamente riproponibile (Antonio Gramsci introdusse nel contesto della
riflessione marxista unalternativa dal
carattere spiritualista allidea di storia
come lotta di classe, secondo la quale sarebbe invece dialettica di ideologie). Si deve far tesoro di questesperienza (perch
non si ripeta, custodendo i positivi aspetti delle analisi marxiane) poich malgrado le soluzioni proposte fossero peggiori
dei problemi su cui intervenire questi
stessi non furono uninvenzione del marxismo.

4. LA FABBRICA DEL MALE

l nazionalsocialismo stato nella storia dellumanit tra le peggiori ideologie che hanno ispirato e provocato
comportamenti la cui portata talmente
negativa le qualifica come ideologie del
male. Sarebbe bastato il solo programma
politico nazista, esposto da Adolf Hitler
nel suo libro Mein kampf (La mia battaglia), per esprimere un tale giudizio al
di l dellesperienza storica della Germania hitleriana dal 1933 al 1945. Le radici
del nazismo si trovavano in aspetti del
patrimonio culturale tedesco senza le
quali il suo attecchimento e il suo sviluppo sarebbero stati pi difficili. Lantise-

mitismo, il pangermanismo e lavversione alla democrazia, che lo connotarono in


maniera peculiare, avevano illustri precedenti da Lutero al Romanticismo tedesco fino a Friedrich Nietzsche. Questo,
miscuglio sovrappostosi alla sconfitta
della Germania nella Grande guerra, cre
la base su cui i nazisti avrebbero costruito la via per linstaurazione di uno Stato
totalitario. Nel cammino verso il governo
costoro specularono sulle disgrazie dei
Tedeschi nel dopoguerra: linstabilit socioeconomica garant il considerevole appoggio dei capitalisti, che durante la dittatura ebbero a disposizione lavoratori

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privati dei loro diritti di categoria e totalmente asserviti ai piani di rilancio economico e di riarmo (ci comport la
netta riduzione del tasso di disoccupazione e produsse un effetto di tolleranza da
parte del proletariato nei riguardi del regime; il nazionalsocialismo ripristin la
medievale ereditariet delle professioni, e
invent anche un servizio civile per i giovani di entrambi i sessi, un anno di lavoro obbligatorio che serv daltro canto a
livellare le differenze sociali e che gli attir unulteriore acquiescenza); prima della
dittatura la sinistra del partito che portava avanti punti programmatici socialisti intercett e convogli il malcontento
delle masse (nel 1934 i rivoluzionari nazisti furono eliminati fisicamente: Hitler
prefer lintesa interna col capitale e con
lesercito in cambio della presidenza della
repubblica, che cos si univa in lui al rango di capo del governo). Il socialismo del
nazionalsocialismo esistette come lettera
morta solo sulla carta. Nel 1933-45 i Tedeschi furono privati dei diritti pi elementari in una normale democrazia. Tutto (informazione, educazione, gestione
delleconomia, governo della cosa pubblica, etc.) era in mano ai nazisti: lamministrazione della giustizia e le forze dellordine divennero lo strumento del controllo
sociale e della soppressione degli oppositori. A questa azione repressiva si aggiungeva la produzione del consenso e
dellindottrinamento condotta attraverso
istituzioni di partito e pubbliche. Tutti, a
seconda dei casi, erano inquadrati nel sistema nazificato, non vi era spazio per il
dissenso. Le cosiddette leggi di Norimber-

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ga (1935) diedero primo corpo al programma antisemita: gli Ebrei tedeschi


furono emarginati dalla societ al pari
degli Iloti sotto gli Spartani, e lintera
Germania sembr somigliare moltissimo
allantica Sparta. Lirrazionale concetto
della superiorit razziale ariana (e in particolare dei nordici germanici) spinse
barbaramente i nazisti durante il secondo
conflitto mondiale alluccisione nei campi
di concentramento di sei milioni di Ebrei.
Nessuna forma di pensiero poteva e potr
mai giustificare una tale azione immotivata di odio e di morte che resta durevole
nella storia a severissimo monito con la
sua condanna irrevocabile verso i responsabili. Il nazionalsocialismo ebbe i suoi
cardini nellidea di una grande Germania
(che si espandesse nellest europeo) e in
questo sentimento di antisemitismo. La
sinistra del partito non ebbe mai vita facile e fin con lo scomparire negli anni di
governo. Per una serie di motivazioni,
sotto il profilo delle idee, non corretto
accostare il fascismo italiano al nazismo
nel cosiddetto nazifascismo, un ibrido che
non pu facilmente assurgere a categoria
politico-filosofica, mentre pi giusto
parlare di alleanza politico-militare tra
Italia e Germania. vero che in Italia
furono emanate con lapprovazione del
re Vittorio Emanuele III nel 1938 leggi
razziali, ma furono lo sciagurato e profondamente ingiustificato frutto di un
innaturale allineamento dellideologia
fascista. Il fascismo ebbe in s dannosi
diversi difetti, tuttavia lantisemitismo
come connotato ideologico lo prese dal
nazismo (compiendo uno dei pi tragici e

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LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


significativi suoi errori) e non da una sua
corrente interna preponderante. Il che
non lo solleva da colpe, per chiarisce la
dinamica della storia. Il fascismo coltivava il suo socialismo spiritualista, e si scontr col capitalismo italiano (le vicende
della Repubblica sociale italiana lo dimostrarono), le sue leggi razziali non avevano lintensit di quelle tedesche, e inoltre
nonostante gli altalenanti rapporti con la
Chiesa cattolica (che va detto soddisfece
in parecchio: dai Patti lateranensi alla
concessione di alcuni privilegi) mai progett invece come il nazismo di ritornare
al paganesimo (nel 1933 la Santa sede e il
governo di Hitler avevano stipulato un
concordato). Il legame tra Italia fascista
e Germania nazista nacque in un contesto
di politica estera. Dopo la conquista italiana dellAbissinia nella seconda guerra
dEtiopia (1935-36) Inghilterra e Francia,
precedenti alleate nella Grande guerra, si
erano schierate contro lItalia, la Germania no. Hitler era ammiratore di Mussolini (il contrario non era vero) e fece in
modo di avvicinarglisi: la strada della distruzione era spianata perch il fascismo
per non restare isolato allestero si leg
malauguratamente ai nazisti. In Germania i campi di concentramento per gli oppositori esistevano gi prima del secondo
conflitto mondiale, in Italia cera il confino che, seppur parimenti inaccettabile,
era molto diverso. Lamicizia tedesca
provoc linvoluzione del fascismo, la sua
entrata in guerra contro le potenze democratiche occidentali (da cui si era allontanato definitivamente) e la mancata possibile sua futura e incruenta evoluzione

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Caruso

verso la democrazia (similmente al franchismo). Lopera socio-politica fascista


del periodo prebellico sempre non dimenticando che era una dittatura antidemocratica non paragonabile nello
spirito alla difesa degli interessi del capitale praticata dai nazisti n alla completa
e radicale restrizione delle libert attuata
da questi ultimi e altrove da regimi dittatoriali comunisti o conservatori: in Italia
cerano la Chiesa e la monarchia sabauda
che mantenevano propri spazi dazione.
Sul fascismo pesano le vittime e le rovine
dellultima guerra e lo sviamento nazista
con lOlocausto in modo incancellabile,
unitamente alla sua originaria vocazione
antidemocratica e alluso della violenza
interna nel suo primo frangente: queste
sono le maggiori affinit con il nazionalsocialismo rispetto a cui ebbe genesi e vita diverse fino al connubio (Mussolini
guidava il governo italiano gi dalla fine
del 1922 e manifest lintenzione di allearsi con i Tedeschi solo dopo la svolta
della met degli anni 30). Lintellettuale
italiano genuinamente pi incline al razzismo, il filosofo Julius Evola, paradossalmente fu mal visto dai nazisti a causa
di divergenze dimpostazione teorica e
tenuto ai margini dai fascisti che gli preferivano il neohegeliano Giovanni Gentile. Nella seconda met del Novecento,
sebbene la memoria della Shoah fosse viva e presente come oggi ma pi vicina
agli eventi, gli Occidentali mantennero
mentalit discriminatorie verso i rappresentanti di altre etnie e specialmente nei
confronti dei neri. I casi degli USA e del
Sudafrica sono tra quelli emblematici: in

11

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


Sudafrica i bianchi instaurarono un governo segregazionista, durato dal 1948 al
1990, non dissimile da quello nazista, e

Danilo
Caruso

negli Stati Uniti il Ku Klux Klan e gli


assassini di leaders neri sono storia ancora recente.

DAI PUNTI DEL PROGRAMMA DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA


(1920)
1 - Noi chiediamo la costituzione di una
Grande Germania che riunisca tutti i Tedeschi, sulla base del diritto allautodeterminazione dei popoli.
3 - Noi chiediamo terra e colonie per nutrire il nostro popolo e per collocare leccesso
di popolazione.
4 - Cittadino pu essere soltanto chi connazionale.
Pu essere connazionale solo chi di sangue tedesco, senza riguardo alla confessione
religiosa. Nessun Ebreo pu quindi essere
connazionale.
5 - Chi non cittadino pu vivere in Germania solo come ospite e deve sottostare alla
legislazione per gli stranieri.
6 - Il diritto di determinare lorientamento
e le leggi dello Stato riservato ai soli cittadini. []
7 - Noi chiediamo che lo Stato si impegni
ad assicurare a tutti i cittadini i mezzi per
vivere. Se questo paese non pu garantire il
sostentamento a tutta la popolazione, chi
non cittadino dovr essere espulso dal
Reich.
8 - Bisogna impedire ogni nuova immigrazione di non Tedeschi. []
10 - Primo dovere di ogni cittadino il lavoro, fisico o intellettuale. Lattivit del
singolo non deve nuocere agli interessi della

collettivit, ma inserirsi nel quadro di questa e per il bene comune. Per questo noi
chiediamo:
11 - La soppressione del reddito di chi non
lavora e non fatica, la soppressione della
schiavit dellinteresse.
13 - Noi chiediamo la nazionalizzazione di
tutti i gruppi esistenti dimprese che esercitano un monopolio.
14 - Una partecipazione agli utili nelle
grandi imprese.
16 - Noi chiediamo la creazione e la protezione di un sano ceto medio, che i grandi
magazzini vengano immediatamente affidati alle amministrazioni comunali e che
siano affittati a poco prezzo ai piccoli
commercianti. La priorit deve essere accordata ai piccoli commercianti e industriali per tutte le forniture allo Stato, alle
regioni o ai comuni.
17 - Noi chiediamo una riforma agraria
adatta ai nostri bisogni nazionali, la promulgazione di una Legge che permetta
lesproprio, senza indennizzo, del suolo per
fini di utilit pubblica, la soppressione
dellinteresse fondiario e il blocco di ogni
speculazione fondiaria.
18 - Noi chiediamo una lotta senza tregua
contro coloro che con la loro attivit nocciono allinteresse pubblico. []

12

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


19 - Noi chiediamo che un diritto comune
tedesco sostituisca il diritto romano che al
servizio dellordinamento materialistico del
mondo.
20 - Lestensione del nostro sistema scolastico deve permettere a tutti i Tedeschi dotati e attivi di accedere a una educazione superiore e con questa a posti direttivi. []
Lo spirito nazionale deve essere inculcato
nella scuola fin dallet della ragione. []
21 - Lo Stato deve provvedere a migliorare
la salute pubblica, proteggendo la madre e
il fanciullo, proibendo il lavoro dei fanciulli, introducendo mezzi atti a sviluppare le
attitudini fisiche mediante lobbligo di praticare lo sport e la ginnastica e mediante un
forte sostegno a tutte le associazioni che si
occupano delleducazione fisica della giovent.
23 - Noi chiediamo la lotta legale contro la
menzogna politica cosciente e la sua diffusione a mezzo della stampa. []
I giornali che contrastano con linteresse
pubblico devono essere vietati. Noi chiediamo che la legge combatta linsegnamento
letterario e artistico che esercita uninfluen-

Danilo
Caruso

za disgregatrice sulla nostra vita nazionale,


e la soppressione delle organizzazioni che
contravvengono alle disposizioni sopra esposte.
24 - Noi chiediamo la libert nellambito
dello Stato per tutte le confessioni religiose,
nella misura in cui esse non mettano in
pericolo la sua esistenza o non offendano il
sentimento morale della razza germanica.
Il partito, come tale, difende la concezione
di un Cristianesimo positivo, ma non si
lega a una confessione specifica. Esso combatte lo spirito giudaico-materialista
allinterno e allesterno ed convinto che un
risanamento duraturo del nostro popolo
non pu avvenire che dallinterno, sulla
base del principio: linteresse generale prevale su quello particolare.
25 - Per realizzare tutto questo, noi chiediamo la creazione di un potere centrale
forte, lautorit assoluta del comitato politico su tutto il Reich e sui suoi organismi e
inoltre la creazione di camere professionali
e di uffici municipali incaricati di attuare
nei vari Laender le leggi generali promulgate dal Reich. []

5.1. LA DEMOCRAZIA CORPORATIVA

l criterio della rappresentanza parlamentare corporativa (cio per sezioni


della societ) fu uno dei cavalli di
battaglia del vecchio Movimento sociale
italiano, un modello che era stato ereditato dalla parte concettualmente salvabile
dellideologia fascista. Sebbene il corpo-

rativismo si porti appresso la tara del fascismo non fu questo a introdurlo nella
storia delle idee: il primo corporativista
stato Platone. Nella Repubblica la tripartizione del popolo in governanti difensori produttori risponde allesigenza
di porre ogni essere umano in virt delle

13

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


sue capacit, e non in seguito a privilegi
di nascita o di raccomandazione, nella
categoria migliore corrispondente alle sue
attitudini e agli interessi collettivi. A
Platone era ancora estraneo il concetto di
persona, ragione per la quale la sua concezione di Stato (etico) involontariamente molto simile a quella gentilianofascista (il cittadino in funzione dello
Stato). Il filosofo ateniese venne inserito
nella critica dei sistemi totalitari condotta da Karl Popper (da ricordare che Platone legittimava anche la schiavit difetto comune a tutta lantichit , i cui
rappresentanti erano in fin dei conti una
quarta categoria di servi). Questa idea di
dare a ognuno il ruolo giusto ricomparir
nella teoria attrattiva del lavoro di Charles
Fourier. I limiti della Repubblica platonica, che prospettava pure programmi
eugenetici di ascendenza spartana, ma
che a posteriori rievocano molto quelli
nazisti, sono da collocare e conoscere nella loro dimensione storica (sempre non
condividendoli). Non perch il corporativismo stato riproposto e riattualizzato
dal fascismo dovrebbe essere oggetto di
abominio: preso per s unipotesi di
rappresentanza con una sua dignit.
Lopportunit di unassemblea legislativa
corporativa pu essere giudicata diversamente se ripresentata correttamente.
Ai tempi del fascismo, prima dellistituzione della Camera dei fasci e delle corporazioni, lesistenza del partito unico e della lista bloccata di tutti i deputati (sottoposta a referendum) era stata accompagnata dal calo (di circa 1/5) dellelettorato.
Se il liberalismo inglese sosteneva no ta-

Danilo
Caruso

xation without representation (nessuna imposizione di tasse a coloro che non godono del diritto di voto, per cui ci sia il suffragio popolare), il fascismo invert i termini, pur rimanendo sulla stessa linea
concettuale: no representation without taxation (nessuna facolt di voto a chi ha
redditi pi bassi e che non contribuisce al
bilancio pubblico significativamente).
Questa procedura fascista riflette in
qualche modo il pensiero di John Stuart
Mill di rendere lecita singolarmente la
formulazione di pi voti ai cittadini capaci di valutare le scelte politiche: il fascismo intervenne per difetto. Mantenne
il meccanismo di un voto pro capite, per
cos facendo lo tolse a coloro strumentalizzabili pi vicini disgraziatamente a carenze di acculturazione (il Senato rimaneva di nomina regia, mentre venne ridotto
il numero dei deputati allora non stipendiati). Ancor prima, alla fine del 25, unicamente per le elezioni amministrative,
era stato introdotto il suffragio femminile
che dur sino allabolizione dei consigli
elettivi (10 mesi per le comunali, 32 per le
provinciali). Tutto ci modernamente
inaccettabile e contraddittorio, qualunque siano le sue derivazioni prossime o
lontane: la sovranit risiede nel popolo indistintamente nei suoi cittadini
di ambo i sessi che abbiano compiuto
la maggiore et, lo Stato deve garantire a tutti linformazione e listruzione adatte a poter esprimere delle decisioni mature nelle libere e plurali
consultazioni elettorali. Una democrazia esclusivamente corporativa da respingere poich esclude il ruolo dei partiti

14

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


politici come mediatori ideologici e strumenti del pluralismo, e la dialettica si
sposta a un piano sconosciuto. Uno
schema misto bicamerale (la normale
camera dei partiti e la camera delle corporazioni, con specificazione delle rispettive attribuzioni) sarebbe per la proposta
corporativista soluzione migliore e pi
equilibrata. Oggigiorno, con compiti consultivi e progettuali, presso gli enti locali
esistono particolari consulte e consigli vari che non sono nientaltro che organi
corporativi. Dare a una camera delle corporazioni la possibilit di approvare in
prima lettura i suoi disegni di legge, che
necessiterebbero di un successivo passaggio alla camera dei deputati (per il dibattito, eventuali emendamenti, il giudizio
finale), non equivale a menomare o impedire la democrazia. Un problema stabilire i parlamentari corporativi: chi,
quanti, come e perch. Per questultimo
nodo che si lega allarbitrio di veduta appare preferibile che siano i partiti stessi,
nella democrazia classica, a dar spazio al
proprio interno e nelle candidature a
rappresentanti delle varie categorie sociali e sindacali in modo pi concreto e proficuo di quanto accada. Tuttavia i settori
pi generali della societ sembrano essere
questi: 1) casalinghe, 2) studenti, 3) disoccupati, 4) pensionati, 5) lavoratori e datori
di lavoro, 6) operatori di culto. Il numero
di seggi nella loro camera potrebbe essere
per ciascuno nel complesso proporzionale
a quello degli iscritti (ogni cittadino verrebbe inserito nella corporazione della
sua posizione attuale principale), il tutto
dovrebbe essere aggiornato in vista del

Danilo
Caruso

rinnovo. Tutte le organizzazioni che abbiano avuto riconoscimento pubblico in


relazione a una corporazione (o le loro
aggregazioni) potrebbero concorrere alla
sua rappresentanza. Ogni iscritto sarebbe
chiamato a votare. La cornice statale di
un simile esperimento non dovrebbe naturalmente essere a imitazione del modello hegeliano-fascista: ci vorrebbe comunque uno Stato etico, ma di una eticit diversa, in funzione del cittadino; dunque
uno Stato laico, garante di libert e di
giustizia sociale, al servizio della persona
e della collettivit a protezione dei quali
esiste (e non viceversa). Occorre dire per
correttezza storiografica che il governo
fascista accanto ai suoi gravissimi limiti
storici e ideologici da condannare una
gamma che va dalluso della violenza e
dai dichiarati propositi antidemocratici
alladesione allantiebraismo e alle imprese militari si sforz in campo nazionale
e coloniale di migliorare le condizioni di
vita materiale e di combattere le sperequazioni prodotte dal capitalismo (con
varie opere pubbliche; istituzioni per
lassistenza sociale e il sostegno alleconomia: IRI, IMI, INPS, INAIL, etc.; provvedimenti normativi: leggi sullorario di
lavoro ridotto a 8 ore quotidiane e a 40
settimanali con la domenica e un altro
giorno di pausa, esenzioni tributarie alle
famiglie numerose, assicurazione contro
la disoccupazione, etc.) raggiungendo dei
risultati i quali meritano studio formale
pi attento che iniziale riprovazione
dinsieme. Quale tipo di funzionamento e
di suddivisione possa avere nel suo seno
la Camera delle corporazioni difficile sta-

15

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


bilirlo per il fatto che questi parlamentari
non proverrebbero da partiti: i rischi sono quelli del radicalismo delle provenienze settoriali, che impedirebbe un produttivo svolgimento dei lavori, e di una
frammentazione dellazione propositiva e
costruttiva, con risultanti confusione e
improduttivit. Tutti i possibili inconve-

Danilo
Caruso

nienti sollecitano un ripensamento del


progetto di unassemblea legislativa di
natura corporativa, e suggeriscono di
mantenere lambito di semplici e specifici
organi rappresentativi al livello degli enti
locali e il loro ruolo a quello consultivopropositivo.

5.2. LUTOPIA DELLA RSI

egli affari di Stato il tentativo di


cogliere lopportunit al volo a
prescindere da considerazioni di
carattere ideologico e morale un tentativo che non sempre ha successo e non
sempre paga. Questo stato il fondamentale errore dellItalia fascista alla fine degli anni 30: lavvicinamento, pure sul piano della condotta, alla Germania nazista
equivalso a unalleanza con una ideologia del male. Con lemanazione delle leggi
razziali (1938) il fascismo si deteriorato,
e da movimento che aveva ottenuto la
simpatia e lappoggio delle masse, per
compiacenza verso i nazisti, introdusse in
Italia norme inaccettabili e si leg a un
alleato che lo avrebbe portato alla rovina.
La tardiva partecipazione allultimo conflitto mondiale, dieci mesi dopo il suo inizio, la riprova di voler stare dalla parte
dei potenziali vincitori (i Tedeschi) nel
timore inoltre che questi dopo aver sconfitto Francia e Inghilterra non avessero
difficolt a prendere di mira in un secondo momento anche lItalia che era stata a

guardare. Una strategia politica guidata


quasi esclusivamente da opportunismo
pu portare al disastro e alla sconfitta,
come effettivamente successo. Lalleanza tra Germania nazista e Italia fascista
era unalleanza di politica estera: il nazismo e il fascismo non avevano ideologie
molto simili, e anzi i fascisti che non erano stati antisemiti fino al 38, n tanto
meno paganeggianti non avevano visto
di buon occhio lemergente nazismo (il
cancelliere austriaco filofascista Dollfuss
era stato ucciso da terroristi nazisti, e
Mussolini in un discorso pubblico aveva
ricordato che le popolazioni germaniche
vivevano in uno stato barbarico quando a
Roma antica cerano Augusto e Virgilio).
Lavvicinamento tra i due movimenti
avvenne dopo la seconda guerra dEtiopia
(1935-36), durante la quale lInghilterra
fu tra coloro che votarono alla Societ delle nazioni le sanzioni contro lItalia per
limpresa di conquista, ma gli Inglesi dietro la cessione dei diritti sui pozzi petroliferi dellAGIP in Iraq fecero passare le

16

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


navi di rifornimento italiane dal Canale
di Suez: fu questatteggiamento di ambiguit a spingere nel contesto politico estero lItalia verso la Germania e ad allontanarla dai compagni della vittoria cosiddetta mutilata nella prima guerra mondiale. Unipotesi vorrebbe lingresso in
guerra degli Italiani sollecitata da Churchill, perch paventava in caso di sconfitta di trovarsi a disagio davanti alla sola
Germania vincitrice, mentre il governo
italiano, anchesso in prospettiva futura
tra i vincitori, avrebbe potuto moderare
le pretese dei nazisti e lurto della sconfitta: qui per si entra in un campo che riguarda il famoso carteggio ChurchillMussolini, e non possibile fondare un
giudizio storico inoppugnabile. In parole
povere quando il buon senso negli anni
della guerra consigliava di non schierarsi
con la Germania (come fu fatto per quasi
un anno) tutto fin per congiurare a favore di una partecipazione militare che con
lallargamento delle ostilit a livello
mondiale non sembr pi foriera di vittoria. Non fu per solo la Germania a scatenare lo scoppio della guerra in Europa:
bisogna ricordare che con il patto Ribbentrop-Molotov Tedeschi e Russi si erano divisi la Polonia, per la cui difesa Inghilterra e Francia dichiararono guerra alla
Germania; perch non anche allURSS
con cui anzi si allearono dopo che questa
fu attaccata nel 41? Anche lUnione sovietica ha delle responsabilit per la condivisione dei piani espansionistici tedeschi: perch lURSS non difese la Polonia? LItalia dal canto suo sbagli ad allinearsi con chi sembrava pi forte, a-

Danilo
Caruso

vrebbe dovuto invece difendersi allorch


fosse stata attaccata da chiunque. La
guerra, come tutte le guerre, fu tragica
sino alla caduta del fascismo, ma quello
che accadde dopo fu ancora pi tragico e
luttuoso. Dopo il 25 luglio 1943 quello
che accadde frutto delloperato del nuovo governo che firm larmistizio. Un governo diverso per il dopo Mussolini, come
era negli accordi tra monarchia e dissidenti fascisti guidati dal filoinglese Grandi, formato da fascisti, tecnici e politici di
altre forze, si sarebbe fatto trovare molto
probabilmente pi preparato. Lesistenza
storica della Repubblica sociale italiana
ignorata da molti, e tra quelli che ne sanno la considerazione quasi esclusivamente quella di uno Stato fantoccio al
servizio dei Tedeschi occupatori: questa
una parte della verit, la verit sostanziale, a volte mal inquadrata nella dinamica
degli eventi. Gli antefatti che vanno dal
25 luglio all8 settembre 1943 hanno in s
le radici che spiegano i due anni di storia
successiva fino al 25 aprile 1945, una storia che viene vista, come giusto dato acquisito, di liberazione dallinvasore nazista e di parziale guerra civile (dopo
larmistizio con gli Alleati uninvasione
tedesca in Italia ci sarebbe stata quasi
certamente comunque). Mussolini fu arrestato subito dopo essersi dimesso da capo del governo, la monarchia progettava
da prima una congiura e non comprese
che larresto di un Mussolini dimissionario avrebbe peggiorato la situazione: il
duce era uscito dalla scena politica spontaneamente, bastava organizzare solamente il previsto governo. Ma anche qui

17

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


la monarchia si comport inadeguatamente: provoc la caduta completa del
regime con cui aveva coabitato per un
ventennio, non rispett laccordo, e tutto
fin dun colpo allo sbando. Il nuovo governo Badoglio non seppe organizzare
tempestivamente nulla se non la fuga con
il re. Non esisteva alcun progetto di difesa da una prevedibile invasione tedesca.
Se il re fosse rimasto a Roma con un altro
governo pi premuroso e pi cauto, che
avesse mantenuto soprattutto lunit nazionale, possibile che i Tedeschi non andassero pi a sud della Pianura Padana e
che nel giro di pochi mesi, con il sostegno
degli Alleati, fossero ricacciati al di l delle Alpi. Non ci sarebbe stata la Repubblica
sociale italiana canto del cigno del fascismo , non ci sarebbe stata la legittima
guerra partigiana, molti di meno sarebbero stati gli Italiani catturati dai Tedeschi.
Di unaltra storia si sarebbe parlato oggi,
una storia che non avrebbe avuto n vincitori n vinti, n odi n rancori che sono
perdurati per decenni, per chi costretto a
scegliere si trov a stare da una parte o
dallaltra. Dopo l8 settembre i nazisti
invasori avevano in mente uno Stato fantoccio alla Vichy: era papabile per la
sua guida Roberto Farinacci, fascista filonazista, per dopo che i Tedeschi liberarono dalla prigionia Mussolini e lo ebbero
in pugno questultimo non si pot tirare
indietro. Non si guarda il lato ideale di
quella repubblica, obiettivamente con
tutti i suoi aspetti negativi, per unanalisi
storiografica pi articolata, perch sopraffatto da un insopprimibile peso. I lati
pi negativi della RSI consistono nella

Danilo
Caruso

prosecuzione della guerra accanto allalleato precedente (con tutte le sue conseguenze) e nel mantenimento delle leggi
razziali. Se il distacco dallalleanza germanica fosse stato meno ignobile (come
lo definisce linno della Xma MAS) il senso
dellonore e della coerenza, pur fuori luogo e mal giustificato, forse non avrebbe
spinto molti fascisti a ritornare a sbagliare: in aggiunta alla caduta del regime il
governo Badoglio dopo un mese e mezzo
di continuazione nel conflitto, tenendo
alloscuro i Tedeschi dei suoi propositi,
firm larmistizio. Esistevano modi pi
dignitosi e meno traumatici per uscire da
una guerra in cui assolutamente lItalia
non doveva entrare come promotrice accanto ai nazisti. Il percorso ideologico
dellultimo fascismo monarchico fu caratterizzato dallindelebile e gravissima responsabilit nelladozione di provvedimenti discriminatori verso gli Ebrei seguendo il pessimo e tragico esempio nazista. Bisogna ricordare che lantisemitismo
moderno ebbe una gestazione religiosa
che ne assecond la diffusione, tant che
nel caso fascista si accennava a richiami
di norme antisemite emanate in alcuni
concili (quello Lateranense del 1215,
quello di Bezieres del 1246 e quello di Orleans del 1553), e che tra le varie personalit di spicco a mostrare plauso per le leggi razziali italiane ci furono, per fare
qualche significativo esempio, Romolo
Murri, Luigi Gedda, Amintore Fanfani,
Pietro Badoglio e Giovanni Guareschi.
Addirittura lespressione oremus pro
perfidis Iudaeis (preghiamo per i perfidi
Ebrei) scomparir dalla liturgia cattoli-

18

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


ca anni dopo lOlocausto con il Concilio
Vaticano II (1962-65). Durante il periodo
della Repubblica sociale fascisti e nazisti
non andarono perfettamente daccordo: i
Tedeschi allargando i propri confini erano
arrivati fino allAdriatico e un canto fascista recitava: guai a chi dal Brennero il
cippo sposter; inoltre i nazisti non gradivano lo spostamento a sinistra della politica sociale di Sal (lo Stato stava per
chiamarsi REPUBBLICA SOCIALISTA
ITALIANA).
Il fascismo repubblicano si riallacci alle
proprie origini del primo dopoguerra
mondiale (il sansepolcrismo). Il filosofo
Giovanni Gentile che ader alla RSI (come, tra altri, Nicola Bombacci, uno dei
fondatori del PCI) aveva definito i comunisti corporativisti impetuosi. Lenin
anni addietro era stato un estimatore del
Mussolini socialista massimalista. Il corporativismo dellultimo fascismo proponeva larmonizzazione integrale del mondo del lavoro attraverso la soppressione
della dicotomia datori di lavoro / prestatori dopera e la creazione di un unitario
organismo sindacale (da ogni base corporativa era pure prevista lelezione di ogni
ministro del governo nazionale). La socializzazione delle imprese fu un esperimento
che spodestava radicalmente il capitale
dal suo tradizionale predominio per consegnare la direzione imprenditoriale privata a meccanismi di democrazia interna
che concedevano larghissimi spazi ai lavoratori.
Sotto questo profilo sociale danalisi risultano interessanti a) il punto 15 del
Manifesto del Partito fascista repubblicano

Danilo
Caruso

(diritto alla casa) e b) gli articoli 113-124


del progetto costituzionale della Repubblica
(diritto al lavoro).
a)
Quello della casa non soltanto un diritto di
propriet, un diritto alla propriet. Il
Partito inscrive nel suo programma la creazione di un Ente nazionale per la casa del
popolo, il quale, assorbendo lIstituto esistente e ampliandone al massimo lazione,
provvede a fornire in propriet la casa alle
famiglie di lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove abitazioni o graduale riscatto di quelle esistenti.
In proposito da affermare il principio generale che laffitto una volta rimborsato il
capitale pagato nel giusto frutto costituisce titolo di acquisto. Come primo compito
lEnte risolver i problemi derivanti dalle
distruzioni di guerra con la requisizione e la
distribuzione di locali inutilizzati e con costruzioni provvisorie.
b)
113 - Il lavoro il soggetto e il fondamento
delleconomia produttiva.
114 - Il lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche
e manuali un dovere nazionale. Soltanto
il cittadino che adempie il dovere del lavoro
ha la pienezza della capacit giuridica, politica e civile.
115 - Come ladempimento del dovere di
svolgere lattivit lavorativa secondo le capacit e attitudini di ognuno pari titolo di
onore e di dignit, cos la Repubblica assicura la piena uguaglianza giuridica di tutti
i lavoratori.
116 - La Repubblica garantisce a ogni cittadino il diritto al lavoro, mediante lorga-

19

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE

Danilo
Caruso

121 - Ogni lavoratore ha diritto a sciogliere


il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Se il licenziamento avviene senza sua colpa,
il lavoratore ha diritto, oltre a un congruo
preavviso, a unindennit proporzionata
agli anni di servizio.
122 - In caso di morte del lavoratore, quanto
a questo spetterebbe se fosse licenziato senza
sua colpa, spetta ai figli, al coniuge, ai parenti conviventi a carico o agli eredi, nei
modi stabiliti dalla legge.
123 - La previdenza unalta manifestazione del principio di collaborazione tra tutti gli elementi della produzione, che debbono
concorrere agli oneri di essa. La Repubblica
coordina e integra tale azione di previdenza,
a mezzo dellorganizzazione professionale, e
con la costituzione di speciali Istituti per
lincremento e la maggiore estensione delle
assicurazioni sociali. Lopera convergente
dello Stato e delle categorie interessate deve
garantire a tutti i lavoratori piena assistenza per la vecchiaia, linvalidit, gli infortuni sul lavoro, le malattie, la gravidanza e
puerperio, la disoccupazione involontaria,
il richiamo alle armi.
124 - Allo scopo di dare e accrescere la capacit tecnica e produttiva e il valore morale
dei lavoratori e di agevolare lazione selettiva tra questi, la Repubblica, anche a mezzo
dellassociazione professionale riconosciuta,
promuove e sviluppa listruzione professionale.
A distanza di tanti anni da quegli eventi
si parla del sangue dei vinti, il giornalista Giampaolo Pansa ha affrontato in alcuni suoi libri un rovescio della medaglia
poco noto. Se il fascismo fu protagonista
e promotore di violenza e guerre, ferma-

nizzazione e lincremento della produzione e


mediante il controllo e la disciplina della
domanda e dellofferta di lavoro. Il collocamento dei lavoratori funzione pubblica,
svolta gratuitamente da idonei uffici dellorganizzazione professionale riconosciuta.
117 - Poich la attuazione, rigorosa e inderogabile, delle condizioni fondamentali costituenti garanzia del lavoro di preminente
interesse pubblico, la disciplina del rapporto
di lavoro affidata alla legge o alle norme
da emanarsi dallorganizzazione professionale riconosciuta. Tali norme si inseriscono
automaticamente nei contratti individuali, i
quali possono contenere norme diverse ma
soltanto pi favorevoli al lavoratore.
118 - La retribuzione del prestatore di lavoro deve corrispondere alle esigenze normali
di vita, alle possibilit della produzione e al
rendimento del lavoro. Oltre alla retribuzione normale saranno corrisposti al lavoratore
anche nello spirito di solidariet tra i vari
elementi della produzione, assegni in relazione agli oneri familiari.
119 - Lorario ordinario di lavoro non pu
superare le 44 ore settimanali e le 8 ore
giornaliere, salvo esigenze di ordine pubblico per periodi determinati e per settori produttivi da stabilirsi per legge. La legge o le
norme emanate dalle associazioni professionali riconosciute stabiliscono i casi e i
limiti di ammissibilit del lavoro straordinario e notturno e la misura della maggiorazione di retribuzione rispetto a quella dovuta per il lavoro ordinario.
120 - Il lavoratore ha diritto a un giorno di
riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica e a un periodo annuale di ferie retribuito.

20

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


mente da condannare, in frangenti della
sua azione, in contesti vari in cui non efficace fu la mediazione per evitare il peggio e queste vie trovavano facile accesso,
anche vero che i fascisti di Sal, che
credevano in idee solamente in parte lecite, subirono violenze altrettanto ingiustificabili. Pansa ha trattato lunghe serie di
episodi riguardanti i cosiddetti repubblichini. Mai un male pu giustificarne un
altro: la violenza incompatibile con la
civilt umana e con la democrazia, entrambe vanno difese da qualsiasi attacco
e dal pericolo di disordini sociali, conflitti
bellici e discriminazioni di tutti i tipi. La
Repubblica sociale ebbe a carico un enorme numero di vittime a causa della guerra e delloccupazione militare straniera, il

Danilo
Caruso

suo patrimonio didee pu essere analizzato per vedere ci che non porta il segno
del male. Il corporativismo fascista non
coinvolge ideologicamente lantisemitismo, e il primo considerato per s pu essere studiato come dottrina socio-economica autonoma. Da una ideologia che
non sia integralmente votata al male,
come invece lo fu il nazionalsocialismo, la
parte concettualmente sana pu distinguersi, tenendo ben chiaro e inamovibile
che la netta e universale condanna maturata verso tutte le persecuzioni e lo sterminio degli Ebrei perseguiti dai nazisti e
dai loro alleati non pu in nessun tempo e
in nessun luogo essere rimossa o corrotta
da forme di negazionismo o menomata da
qualsiasi analisi.

6.1. IL GIUSTIZIALISMO PERONISTA

l justicialismo un sistema di pensiero politico formatosi in Argentina


negli anni 40 a opera del generale
Juan Domingo Pern (1895-1974):
quandera ancora colonnello era stato in
Italia ed era rimasto colpito dagli esperimenti e dalla dottrina sociale fascisti. Il
golpe militare del 1943 sostenuto da ufficiali progressisti, di cui lui faceva parte,
destitu un governo argentino che era
controllato dalloligarchia conservatrice
borghese che controllava il paese attraverso i grandi latifondi e le grandi imprese, e che lo aveva posto alla merc del
capitale inglese e americano. Pern (che

qualcuno pens fosse diventato comunista), avendo avuto nel nuovo regime la
responsabilit delle politiche del lavoro,
avvi una serie di significative misure, in
collaborazione con laltro colonnello
Mercante (figura considerevole del primo
peronismo), a difesa della classe lavoratrice: creazione dei tribunali del lavoro,
stipula di contratti collettivi di lavoro,
aumenti salariali, indennit di licenziamento, statuti del bracciante agricolo e
del giornalista, regolamentazioni delle
associazioni professionali, unificazione
del sistema di previdenza sociale, pensioni, creazione dellospedale per i ferrovia-

21

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


ri, scuole tecniche per operai, proibizione
di agenzie di collocamento private. Le
condizioni della classe operaia e bracciantile argentina cambiarono a tal punto che a causa della sua popolarit il governo allarmato lo fece arrestare nellottobre del 45 (allora era vicepresidente
della repubblica, ministro della difesa,
segretario al lavoro). La colossale mobilitazione di popolo promossa dai sindacati
peronisti costrinse la dittatura a rimettere in libert Pern e a garantire libere
elezioni. Una marea di Argentini davanti
alla Casa rosada in Plaza de mayo a Buenos Aires gridava a ripetizione: Queremos a Pern!!!. Il quale il 17 ottobre
(celebrato nel peronismo come el da de la
lealtad) parl dal balcone del palazzo presidenziale rassicurando tutti. Le elezioni
si tennero nel febbraio del 46 (il sistema
amministrativo argentino ricalca quello
statunitense): a suffragio maschile vinse
Pern, senza brogli e senza raccogliere
una maggioranza bulgara, per circa
1.500.000 voti contro 1.200.000. Aveva
avuto contro uno schieramento di partiti
che andava dalla sinistra alla destra, sostenuto dagli USA e dagli Inglesi che
perderanno il controllo economico e politico dellArgentina. Durante il governo
peronista, accanto al quale fu Evita
(1919-1952), moglie del presidente e infaticabile portabandiera degli umili e dei
diseredati (abanderada de los humildes), il
paese fu modernizzato sotto tutti i punti
di vista. Pern attu un programma che
diede tanti risultati: nazionalizzazioni di
servizi pubblici (ferrovia, telefonia, servizi del gas, etc.) e gestione statale del

Danilo
Caruso

commercio estero in modo da liberarsi da


condizionamenti stranieri; nazionalizzazione della banca nazionale e divieto di
esportare i capitali per difendere lo sviluppo economico interno; case, infrastrutture (reti idriche e fognarie, etc.);
politiche sanitarie (assistenza gratuita,
aumento dei posti letto, campagne mediche contro malattie); diminuzione della
mortalit infantile e innalzamento del
periodo medio di vita; comparsa della
televisione (Televisin Radio Belgrano,
oggi Canal 7); gratuit dellistruzione,
abolizione delle tasse universitarie, creazione dellUniversit operaia, aumento
del tasso di scolarizzazione; aumenti salariali, partecipazione agli utili dimpresa
da parte dei lavoratori, periodi di vacanza per le loro famiglie a carico dello Stato; riforma agraria; politiche contro la
disoccupazione; pensioni; etc.
Unitamente, la FUNDACIN EVA
PERN, da Evita stessa diretta, oper
meritevolmente su vasta scala per sollevare gli indigenti dal bisogno producendo
molto: costruzione di ospedali, asili,
scuole, colonie di vacanza, abitazioni,
strutture di accoglienza per bambini,
donne nubili, impiegate, anziani; promozione della donna, scuole per infermiere;
borse di studio, sport per i giovani; aiuti
alle famiglie pi povere; etc.
Alcuni ne parlano come una macchina
clientelare: perch aiutare il prossimo
deve diventare clientelismo? E poi quale
clientelismo nellaiutare pure popolazioni
estere sudamericane colpite da terremoti
o persino il neonato Stato dIsraele? Qui,
riguardo a Israele, opportuno soffer-

22

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


marsi poich lArgentina ospit nellultimo dopoguerra criminali nazisti in fuga:
il peronismo non era razzista n tanto
meno antisemita; lospitalit garantita ai
criminali di guerra (cosa che costituisce
una macchia non ideologica) era un fenomeno precedente lelezione di Pern
alla presidenza. Costoro furono protetti
in un contesto che pi ampio, un contesto in cui lOccidente li riciclava in funzione anticomunista (uno di loro in Usa
fu addirittura dirigente della CIA) e in
cui gli storici parlano anche di responsabilit del Vaticano come centrale di smistamento. In Argentina (che gi godeva
di proprie grandi risorse) i Tedeschi portarono capitali imprenditoriali e non: averli protetti dalla giustizia internazionale dato che i militari argentini erano
ammiratori di quelli tedeschi (non in
quanto nazisti) stato un errore di Pern
e di tutto lOccidente. I nazisti non condizionarono il peronismo: senn perch
nel 1951 Golda Meir, allora ministro del
lavoro israeliano, si sarebbe recata in Sud
America per ringraziare personalmente
Eva Pern dei summenzionati aiuti della
fondazione? Questa storia dei nazisti, di
cui si seppe meglio quando il presidente
giustizialista Menem fece aprire gli archivi nel 92 a met strada tra opportunismo e ammirazione formale. Non ritorna a onore di Pern, ma non gli interamente addebitabile poich il regime del
1943-46 non era guidato da lui (lui era
emerso nettamente nel 44). La situazione che successivamente si trov (e contro
cui non intervenne) era condizionata pure dal sostegno che ricercava presso la

Danilo
Caruso

Chiesa, coinvolta a detta degli storici nella faccenda. Il giustizialismo persegue la


tercera posicin tra il socialismo e il capitalismo, si propone di conciliare tutte le
classi sociali senza antagonismi e senza
presentarsi come ideologia antagonista di
altre: sia la dottrina sociale della Chiesa
che il fascismo hanno espresso questo
concetto di terza via. Nel justicialismo
leconomia strumento del benessere collettivo e perci deve sottostare al controllo e alla regolamentazione pubblici
pur rimanendo in una condizione di libero mercato. Unassemblea costituente,
presieduta da Domingo Mercante, nel
1949 elabor una nuova costituzione che
incorporava i principi del giustizialismo.
In particolare larticolo 37 costituzionalizzava i diritti dei lavoratori (diritto al
lavoro, a una giusta retribuzione, alla
formazione, a condizioni di lavoro degne,
alla preservazione della salute, al benessere, alla sicurezza sociale, alla protezione della propria famiglia, al miglioramento economico, alla difesa degli interessi professionali), i diritti della famiglia
e i diritti degli anziani (elenco provenuto
dal Declogo de la ancianidad proclamato
precedentemente da Evita: diritto allassistenza, alla casa, allalimentazione, al
vestito, alla cura della salute fisica e morale, allo svago, al lavoro, alla tranquillit, al rispetto). Questo che segue il manifesto del Partido justicialista con i suoi
venti punti cos come furono enunziati
nel 1950 da Pern.
1 - La vera democrazia quella in cui il
governo compie la volont del popolo e difende un solo interesse: quello del popolo.

23

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


2 - Il peronismo essenzialmente popolare.
Ogni fazione politica antipopolare e pertanto non peronista.
3 - Il peronista lavora per il movimento.
Colui che in nome del partito serve una fazione o un caudillo peronista soltanto di
nome.
4 - Per il peronismo c soltanto una classe
di uomini: quella degli uomini che lavorano.
5 - Nella nuova Argentina il lavoro un
diritto che d dignit alluomo, ed un dovere perch giusto che produca almeno
quanto consuma.
6 - Per un peronista non vi pu essere
niente di meglio di un altro peronista.
7 - Nessun peronista deve sentirsi di pi di
quello che , n meno di quello che pu essere.
Quando un peronista comincia a sentirsi
superiore a quello che , sta gi trasformandosi in un oligarca.
8 - Nellazione politica, la scala dei valori
di ciascun peronista la seguente: prima la
patria, poi il movimento e infine gli uomini.
9 - Per noi la politica non un fine ma soltanto un mezzo per il bene della patria che
costituito dalla prosperit dei suoi figli e
dalla sua grandezza nazionale.
10 - Le due braccia del peronismo sono la
giustizia sociale e lassistenza sociale. Con
esse diamo al popolo un abbraccio di giustizia e di amore.
11 - Il peronismo aspira allunit nazionale e non alla lotta. Desidera eroi ma non
martiri.
12 - Nella nuova Argentina gli unici privilegiati sono i bambini.

Danilo
Caruso

13 - Un governo senza dottrina come un


corpo senzanima. Perci il peronismo ha
una sua propria dottrina politica, economica e sociale: il giustizialismo.
14 - Il giustizialismo una nuova concezione della vita, semplice, pratica, popolare, profondamente cristiana e profondamente umanista.
15 - Il giustizialismo, come dottrina politica, realizza lequilibrio dellindividuo con
quello della comunit.
16 - Il giustizialismo, come dottrina economica realizza leconomia sociale, mettendo il capitale al servizio delleconomia e
questultima al servizio del benessere sociale.
17 - Il giustizialismo, come dottrina sociale, realizza la giustizia sociale che d a ciascuno il suo diritto in funzione sociale.
18 - Vogliamo unArgentina socialmente
giusta, economicamente libera e politicamente sovrana.
19 - Costruiamo un governo centralizzato,
uno Stato organizzato e un popolo libero.
20 - In questo paese ci che abbiamo di meglio il popolo.
Levitismo fu nel justicialismo una componente integrante determinante che
spinse ancor di pi verso il raggiungimento dei frutti raccolti. La figura di
Mercante cadde nelloblio dopo il suo fallito tentativo di succedere a Pern nel
novembre del 51. Il generale sar rieletto a suffragio universale con circa
4.600.000 voti contro 2.300.000. Nel frattempo le donne, grazie allinstancabile
impegno di Evita, avevano ottenuto il
riconoscimento dei propri diritti: con una
legge del 47 lelettorato attivo e passivo

24

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


(ci furono infatti peroniste: 23 deputate,
6 senatrici, 109 parlamentari nelle province), con lart. 37 della nuova costituzione (nella parte riguardante la famiglia) luguaglianza giuridica tra i coniugi,
lassistenza alle madri e ai bambini.
Luguaglianza di diritti politici tra uomini e donne aveva comportato la nascita del Partido peronista femenino, cui
spettava un terzo delle candidature giustizialiste. La prematura scomparsa di
Eva Pern segn un durissimo colpo per
il popolo argentino che da allora non lha
mai dimenticata. Il secondo mandato
presidenziale di Pern termin anticipatamente per via del golpe del 55: egli se
ne and spontaneamente in esilio per allontanare il pericolo di una guerra civile.
In quel periodo 1952-55 erano venuti a
galla i contrasti tra Chiesa e peronismo:
la prima cercava un proprio braccio di
manovra politica in un partito democristiano a danno del Partito giustizialista,
il secondo non tollerava lingerenza ecclesiastica negli affari pubblici. Lepiscopato argentino era contrario allannullamento della discriminazione tra i figli illegittimi e quelli legittimi. Il Parlamento
approv una legge di equiparazione,
laltra sul divorzi, la legalizzazione delle
case di tolleranza e puntualizz la separazione tra Stato e Chiesa (linsegnamento religioso nelle scuole fu abolito). Le
alte gerarchie ecclesiali argentine erano
alleate delloligarchia: nonostante tutto
ci la Costituzione del 1949 trattava con
moltissimo riguardo il Cattolicesimo (lo
sosteneva, e prevedeva che il Presidente
dovesse essere di religione cattolica: era

Danilo
Caruso

stato costituzionalizzato il diritto di patronato nella presentazione dei vescovi, beneficio di cui lo Stato godeva da tempo
addietro), e le encicliche sociali erano
considerate dal giustizialismo spunto ideologico e movente dazione pratica (attualmente il Partido justicialista affiliato allInternazionale democristiana). In
politica estera lArgentina peronista mir
infruttuosamente alla creazione di un
terzo schieramento mondiale che sincuneasse tra quelli di USA e URSS, un
blocco dei Paesi latini dEuropa e
dAmerica di cui divenir leader (nel 46
aveva ristabilito relazione con lUnione
sovietica e durante la guerra di Corea aveva ignorato la richiesta dinvio di
truppe rivoltale dagli Stati Uniti). Pern
rientr in Argentina nel 1973, quando i
militari si arresero alla volont popolare.
Le dittature post-peroniste avevano dichiarato fuorilegge il Partito giustizialista, revocata la Costituzione del 49 e
riaperto il carcere di Ushuaia (chiuso nel
1947 a causa delle sue pessime condizioni) per detenervi nemici politici, inoltre
(cose non fatte nel 1946-55) messo al
bando il Partito comunista e reintrodotta la pena capitale. Gli Argentini vecchi e
giovani non avevano abbandonato il ricordo di quella societ pi giusta costruita con la passione di Evita e con la guida
di Pern (per un secolo fino al 1912 era
esistito il voto cantado ossia lelettore al
seggio rendeva pubblicamente noto per
chi votava, il governo peronista aveva
mantenuto il voto segreto; il dato nazionale sulla ripartizione dei guadagni
dimpresa aveva assegnato nel 1948 il

25

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


53% ai lavoratori, laddove questo si era
attestato al 44,4% nel 43). Negli anni
seguiti al movimento del 68 la terza presidenza di Pern (73-74, eletto con il
62% dei voti) fu condizionata dal suo
pessimo segretario personale Jos Lpez
Rega, divenuto ministro, un anticomunista che aliment tensioni sociali e persecuzioni politiche. Un anno dopo la morte
del generale fu costretto a scappare
mentrera presidentessa Mara Estela
Martnez (Isabelita, terza moglie di Pern, succedutagli nella carica in quanto
vicepresidentessa). Del 75 era un progetto di legge giustizialista mirante a dare ai
lavoratori una forma partecipativa nella
gestione delle imprese. Nel 76 un nuovo
golpe depose il governo democratico,
lultima dittatura cadr in seguito alla
guerra delle Malvine. Il justicialismo non
disprezza il comunismo. Nelle lezioni di
Evita alla Scuola superiore peronista si
sottolinea come Marx mettesse a fuoco

Danilo
Caruso

problemi reali, ma anche come la via della risoluzione traumatica non fosse la pi
adatta e la pi congeniale allinstaurazione di un regime di giustizia sociale.
Dopo Isabelita i gruppi estremi della sinistra (peronisti e marxisti) furono perseguitati dalla dittatura duramente fino
a essere annientati (il triste fenomeno dei
desaparecidos). I Montoneros erano seguaci del peronismo che ambivano al socialismo reale e che per cercare di esercitare
pressioni su Pern si spinsero fino ad atti
di violenza. Lobiettivit richiede che si
accenni alla storia dei presunti depositi
bancari svizzeri di Evita e Pern per dire
che questa si rivelata una fantastoria
dato che nessuno li ha mai trovati:
unipotesi, a questo punto, pi storica
suggerisce di vedere nella visita in Svizzera di Eva Pern, durante il suo viaggio
in Europa nel 47, lo scopo di effettuare
dei controlli medici personali.

6.2. LA FONDAZIONE EVA PERN

ellArgentina del passato la carica di presidentessa onoraria


della Sociedad de beneficencia
veniva riservata alla moglie del presidente della repubblica in carica. Quando Pern fu eletto tuttavia le dame delloligarchia borghese rifiutarono di concedere
questo ruolo a Evita con lipocrita giustificazione che fosse troppo giovane e inesperta. Quando le rifiutarono pure di

nominare al suo posto la madre, poich le


motivazioni reali di tutto ci stavano nel
disprezzo, la Societ fu chiusa con atto
governativo il 6 settembre 1946. Potrebbe sembrare che questa misura di scioglimento sia unicamente un atto di vendetta, sennonch la pessima gestione di
questa organizzazione, che controllava
molte strutture ospedaliere, era gi emersa nel 1939: tutti i dipendenti venivano

26

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


sfruttati con pesanti turni lavorativi e
sottopagati, nelle case-scuola (pi simili
a delle prigioni) anche i bambini erano
costretti a lavorare e persino a mendicare, solamente il 5% dei fondi raccolti andava a sostegno dellassistenza (tutto il
resto concerneva spese di gestione). La
sua opportuna soppressione diede spazio
al riordino, non fu il caso di Evita nella
sostanza a determinarne la fine. La Fundacin Mara Eva Duarte de Pern fu
istituita a met del 1948, sempre con atto governativo (a fine 1950 sar ridenominata Fundacin Eva Pern). Al termine del 1947 operava per gi la Cruzada de ayuda social Mara Eva Duarte
de Pern con azioni poi proprie della
Fundacin.
La precedente Societ di beneficenza non
andava al di l del finanziamento di istituti preesistenti. Evita invece si preoccup di intervenire con la creazione di
opere anche in tutti quei campi che il settore pubblico non riusciva con facilit a
tutelare. Dedicava periodicamente molte
e intense ore a incontrare personalmente
nella sede del Ministero del lavoro i bisognosi che si recavano a porle richieste
daiuto.
In un suo discorso chiar che la Fundacin fue creada para cubrir lagunas en
la organizacin nacional, porque en todo
el pas donde se realiza una obra, siempre
hay lagunas que cubrir y para ello se debe estar pronto para realizar una accin
rpida, directa y eficaz. Il denaro della
Fundacin, che non passava dalle sue
mani, proveniva da spontanee contribuzioni di privati o enti pubblici, o dal get-

Danilo
Caruso

tito di misure ad hoc. Tra il 50 e il 53


furono scelte queste fonti:
1) aumento del 3% del biglietto dingresso allippodromo di Buenos Aires e tributo addizionale del 3% sulle scommesse;
2) trattenute degli stipendi del primo
maggio e del 12 ottobre, e del 2% delle
tredicesime;
3) lintero gettito delle multe sui giochi
dazzardo;
4) deduzioni da miglioramenti salariali ai
pubblici dipendenti; nelle vertenze di lavoro tra soggetti privati risolte da Evita
cera lusanza di offrire una percentuale
di qualche mensilit;
5) il 50% dellavanzo utile prodotto dalle
assicurazioni per le manifestazioni sportive.
Si rivela dunque falsa laccusa che vorrebbe le opere sostenute con modi estortivi. Le imprese private contribuivano
spontaneamente senza sollecitazioni o
per ringraziamento o per lottenimento
del credito bancario presso lIstituto argentino di promozione industriale che Evita poteva rendere pi facile. Eva Pern
non era Eva Kant: una commissione
dinchiesta della prima dittatura postperonista accert che i presunti fatti di
estorsione e corruzione erano totalmente
irreali e che tutto si era svolto nel rispetto della legalit. Il fatto che lo Stato
mettesse a disposizione della Fundacin
risorse economiche, materiali e umane
suscit a suo tempo la reazione dellopposizione parlamentare antiperonista, i
cui esponenti nulla avevano obiettato
negli anni antecedenti riguardo ai cospicui finanziamenti pubblici elargiti alla

27

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


Sociedad de beneficencia. Beneficiarono
della straordinaria attivit assistenziale
diretta da Evita pure decine di paesi
stranieri, cui furono forniti vestiti, alimenti e farmaci. In seguito al colpo di
Stato del 1955 che depose Pern il positivo complesso di ci che era stato prodotto dalla Fundacin o fu destinato a
improprio e pessimo utilizzo o peggio ancora radicalmente cancellato.
Questo un elenco non esaustivo di quanto attuato:
ogni anno venivano distribuite enormi
quantit di macchine per cucire, capi di
vestiario, alimenti, libri, biciclette e giocattoli;
181 punti per la vendita di prodotti di
prima necessit a prezzi ridotti furono
creati per sostenere le famiglie pi bisognose;
pi di 13.000 donne trovarono unoccupazione;
quasi 2.400 furono gli alloggiati nelle
case per anziani abbandonati (ne furono
aperte 6);
pi di 16.000 bambini furono ospitati
nelle case-scuola (20 comprese quelle in
costruzione, dislocate in 16 province con
una capacit di pi di 25.000 posti);
unopera di monitoraggio medicosanitario era rivolta a tutti i giovani che
partecipavano agli annuali concorsi nazionali sportivi (nel 1949 furono
120.000);
la Casa dellimpiegata a Buenos Aires,
un edificio di 11 piani di cui 9 dormitori,
forniva alloggio a tutte le lavoratrici bonaerensi senza dimora, con basso reddito
e senza riferimenti familiari in citt; ave-

Danilo
Caruso

va una capienza per 500 donne e offriva


un servizio di mensa quotidiana per
1.500 coperti accessibile a tutti e a costi
ridotti presso cui Evita aveva labitudine
di cenare con i suoi collaboratori;
poco pi di 16.000 persone furono ospitate nelle 3 case di alloggio temporaneo
in attesa di ricevere unabitazione; la
Fundacin fece costruire case assegnate a
decine di migliaia di famiglie (a poco pi
di 20.000 tra queste che emigrate si trovavano a Buenos Aires senza redditi era
stato consentito nel 1948-50 di ritornare
nella provincia dorigine ottenendo
unabitazione e unoccupazione);
21 ospedali, distribuiti in 11 province,
di cui 4 a Buenos Aires (avevano disponibilit di quasi 23.000 posti letto); altre
3 strutture specifiche erano riservate ai
bimbi e una agli ustionati; il completamento di due ospedali, tra cui quello dei
bambini a Buenos Aires, fu sospeso dopo
la caduta di Pern;
furono edificati un migliaio di scuole e
diverse colonie turistiche nel 1948-50;
un milione e mezzo di bottiglie di sidro
e di pan dolce venivano donati annualmente per Natale ai meno abbienti.
Larchitettura e larredo delle opere della
Fundacin erano di altissimo pregio e riflettevano il pi autentico spirito di fratellanza umana. I servizi offerti erano
gratuiti e di ottimo livello. Era costante
unefficace assistenza socio-sanitaria rivolta ai soggetti svantaggiati tutelati. I
bambini pi disagiati avevano la possibilit di raggiungere gli studi universitari
passando per gradi attraverso le accoglienti e confortevoli case-scuola, citt di

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LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


studio e citt universitarie. La Ciudad infantil Amanda Allen, intitolata a
uninfermiera argentina della Fundacin
scomparsa in una sciagura aerea durante
lintervento di soccorso alle vittime di un
terremoto in Ecuador, accoglieva a Buenos Aires soggetti emarginati tra i 2 e i 7
anni. Il progetto di recupero seguiva il
pensiero della pedagogista italiana Maria
Montessori. La Ciudad, che accudiva alcune centinaia di bimbi, fu chiusa dai militari golpisti nel 1955, e la sua connessa
citt per piccoli, divenuta quindi parco
per benestanti, fu demolita nel 64 per
lasciare spazio a un parcheggio. Nelle case-scuola un gruppo di assistenti sociali
curava i rapporti con le famiglie di provenienza dei bambini (che avevano
unet compresa tra 4 e 10 anni). Era desiderio di Evita che costoro non perdessero i loro rapporti con lesterno a seconda della propria forma di soggiorno
nellistituto (in alcuni casi venivano affidati a dei tutori). Labbigliamento, che
era di qualit, veniva rinnovato ogni sei
mesi e poi distrutto. Listruzione era curata attentamente anche con aggiuntivo
insegnamento di sostegno, e per le bambine cerano inoltre corsi integrativi che
potevano riguardare larte, la musica, il
ballo, la cucina e la cucitura. Anche alle
ragazze era prospettata la prosecuzione
degli studi alluniversit nella Ciudad universitaria di Cordova da inaugurarsi
secondo le previsioni nel 1956, ma il
completamento suo e di quella di Mendoza dopo Pern fu bloccato dalla dittatura: la prima avrebbe potuto ospitare 400
studenti argentini e 150 stranieri. Sulla

Danilo
Caruso

stessa falsariga non si giunse neanche a


ultimare la ciudad estudiantil femminile,
infatti le ragazze seguivano provvisoriamente listruzione secondaria permanendo nella casa-scuola. Furono costruite 3
ciudades estudiantiles a Buenos Aires,
Cordova e Mendoza per gli studenti provenienti da fuori. Alla Fundacin si doveva altres la mensa universitaria di La
Plata in provincia di Buenos Aires. Il
nuovo governo golpista del 55 sciolse la
Fundacin e chiuse le sue istituzioni. Il
suo capitale fu in parte rubato e le sue
sostanze materiali illecitamente sottratte. I servizi e lassistenza precedenti furono giudicati fuori luogo, eccessivi e
persino lussuosi. I mobili di tutte le
strutture, e i regali ricevuti da Evita nel
suo viaggio in Europa, che in queste si
trovavano, posti come abbellimento, furono rimossi. Si distrussero flaconi per la
raccolta del sangue, lenzuola e coperte
perch recavano letichetta Fundacin
Eva Pern, i polmoni dacciaio finirono
sotto sequestro per lo stesso motivo.
Qualche altro esempio del destino che i
militari e gli antiperonisti riservarono ai
frutti dellamorevole impegno di Evita
per la difesa delle categorie sociali disagiate: un ospedale per i bambini fu trasformato in un hotel-casin e la ciudad
estudiantil di Buenos Aires fu addirittura
adibita a luogo di reclusione di componenti del governo peronista. Dopo parecchi studenti ebbero lopportunit di proseguire a studiare fuori dellArgentina
con borse di studio estere grazie alla qualit del percorso formativo svolto che era
stato allavanguardia e supportato di

29

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


tutto ci che occorresse (vestiario, libri,
attrezzature scolastiche, e cos via).
Quanto accaduto in una casa-scuola convertita in centro di collocamento lavorativo emblematico. Le bambine, cui era
stata tolta la possibilit di apprendere
per andare a lavorare nelle abitazioni dei

Danilo
Caruso

borghesi, protestarono dal cortile gridando: Queremos que vuelva Pern!!!.


Evita era scomparsa nel 1952, ma sino
alla fine la sua fondazione aveva lavorato, pur avendo perso lo slancio dato dalla
propria animatrice, per rimuovere il disagio sociale.

7. IL GOLLISMO

l generale Charles de Gaulle (18901970) ha lasciato alla storia, non solo


della Francia, un pesante retaggio di
idee e di prassi assorto a ideologia che da
lui prende nome. Cominci a maturare il
proprio pensiero negli anni 30 nel contesto di ambienti di sinistra democristiana
e di tendenza filosofica personalista. Durante la seconda guerra mondiale fu sottosegretario al ministero della guerra
(giugno 40) e dal 18 giugno 1940 organizz la resistenza contro loccupazione e
il controllo nazisti del suo paese. Tra il 3
luglio 1944 e il 20 gennaio 1946 fu espressamente capo di governo. Mantenne un
orientamento interno di cosiddetta destra
sociale: oper il miglioramento del welfare, attu delle nazionalizzazioni e inoltre
introdusse il suffragio femminile. Il gollismo non accetta in pieno la dottrina economica liberista. Propone una terza via
che superi la contrapposizione tra socialismo e capitalismo, non si colloca n a destra n a sinistra e rifiuta lottica della
divisione sociale poich le parti non manifestano limpegno a curare il bene

dellintera nazione. Prevede un approccio


ai fatti a prescindere da un punto di vista
obiettivo, propone di risolvere pragmaticamente i problemi e privilegia la volont, determinante per agire a scapito
dellattesa di fronte allo svolgersi degli
eventi o peggio ancora di una sottomissione al cospetto di una forza ritenuta
superiore e a cui non sembra possibile
opporsi. De Gaulle dopo aver auspicato
negli ultimi anni di guerra un utopico e
circoscritto connubio tra Londra e Parigi
nei primi del dopoguerra avanz il progetto (bocciato dagli Inglesi) di una confederazione di Stati europei. Questa sarebbe stata favorita dallavvicinamento
tra la Francia, il suo fulcro, e la Germania libera: avvicinamento ricostruttivo
non solo in relazione allallora recente
passato ma anche in rapporto alla divisione nell843 del Sacro Romano Impero
in tre Stati dalla quale sorsero le due moderne nazioni. La confederazione sarebbe
stata da sostituirsi al poco incisivo Consiglio dEuropa, e da istituirsi attraverso
delle adesioni nazionali espresse da refe-

30

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


rendum e poi con lelaborazione di una
costituzione varata dal consesso delle
rappresentanze dei vari Paesi aderenti.
Gli Stati confederati uniti da un atto inter-e-sovra-nazionale avrebbero perso
della propria sovranit la sola parte delegata allunione confederale europea, cui
sarebbe spettata la gestione delle materie
pi importanti (commercio estero, difesa,
etc.). De Gaulle, che tra laltro stato
fautore della moneta unica, prospettava
come modello di amministrazione un consiglio dei capi di governo accanto a un
organo giudiziario e a due assemblee (un
classico parlamento e un altro di espressione regionale e corporativa). Tuttavia
una Comunit europea di difesa (CED,
creata nel 52), fall ben presto a causa
del problema della ricostituzione di un
esercito della Repubblica federale tedesca.
La cosa era gradita agli USA in funzione
anticomunista nel conflitto di allora tra
le due Coree, per temuta dai gollisti che
in patria simpegnarono a non far mantenere gli accordi di fondazione nel 54.
De Gaulle lamentava pure lingerenza
della NATO e la mancanza di un valido
sostrato unitario europeo, necessario a
suo avviso nella creazione e nel mantenimento di una comune e autonoma forza
militare. Nel 53 il generale si ritir una
prima volta dalla politica spinto dal rifiuto dellimpianto costituzionale della IV
Repubblica, posizione che aveva fatto
passare il proprio partito dagli iniziali
successi a forti perdite di consensi. Nel
57 nacque la CEE. Rientr sulla scena, a
conclusione dellincruenta evoluzione di
un golpe filogollista iniziato il 13 maggio

Danilo
Caruso

1958, il primo giugno dello stesso anno


quando, appoggiato dai sostenitori, assunse la guida del governo francese in seguito alla crisi della IV Repubblica, imperniata sul parlamentarismo, che aveva
avuto nel 46 una genesi travagliata e poi
espresso esecutivi deboli, per via del frazionamento partitico, e prodotto conseguenti insuccessi (motivo del colpo di
mano) nel tentativo di mantenere i domini coloniali: gli ultimi in Algeria (che
culmineranno nonostante tutto nel 62
con la concessione dellindipendenza).
Perci il governo gollista propose un diverso disegno costituzionale approvato
dall85,1% dei votanti al referendum del
28 settembre. Il gollismo predilige uno
schema politico bipolare e unarchitettura dello Stato in cui lorgano di governo,
legato alla figura del presidente della repubblica (eletto in maniera diretta dai
cittadini), abbia larghi poteri allo scopo
di privilegiare un legame verticale base/leader). In base a questa nuova costituzione il capo dello Stato, che non
chiamato politicamente a rispondere del
suo operato davanti al parlamento: nomina (e revoca) come luogotenente,
allorch vi abbia il sostegno della maggioranza, il capo dellesecutivo (le cui
riunioni presiede comunque e che entra in
carica subito senza voto di fiducia); ha la
possibilit di indire elezioni di rinnovo
dellAssemblea nazionale (la quale ha il
potere di sfiduciare il governo) sciogliendola anticipatamente; indica il presidente
della corte costituzionale e gode, mentre
in carica, della temporanea sospensione
di eventuali procedimenti giudiziari a suo

31

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


carico. Lesecutivo pu pure proporre
delle leggi ai deputati per mezzo di una
procedura particolare in funzione della
quale queste si intendono approvate se
non sono respinte da sfiducia al governo.
Quindi alla fine del 58 de Gaulle fu eletto
col 78,5 % dei voti primo presidente della
V Repubblica, ma indirettamente da
80.000 grandi elettori (parlamentari e
consiglieri di vari livelli amministrativi):
verr rieletto a suffragio universale diretto, al ballottaggio, nel 65 dopo la contrasta innovazione da lui voluta nel 62.
Nelluso delle notevolissime prerogative
presidenziali, previste dalla costituzione,
oltre a usare in questo citato caso la facolt di presentare referendum legislativi
(art. 11) in modo inappropriato e far introdurre lavversata norma non ordinaria
(il cui varo avrebbe necessitato dellapprovazione parlamentare stando a quanto dettato dallart. 89), in precedenza nel
61 aveva esercitato per alcuni mesi leciti
poteri dittatoriali, in virt dellart. 16, al
fine di sventare lattuazione di un colpo
di Stato. Questo autoritarismo democratico fu agevolato da un lato dallimpossibilit costituzionale dei cittadini a promuovere referendum (attenuata nel 2008)
e dallaltro dal sistema elettivo dei deputati basato su un maggioritario a doppio
turno con soglia di sbarramento al primo
(in luogo del proporzionale della IV Repubblica) che contribu a ridurre la rappresentanza parlamentare delle sinistre e
a far scomparire molti partiti dallo scenario. Negli affari esteri de Gaulle manifest in principio la volont di seguire il
cammino comunitario europeo a dispetto

Danilo
Caruso

della contrariet di una parte dei gollisti


che paventavano la cancellazione
dellidentit e della sovranit francesi. Fu
dellinizio degli anni 60 una proposta di
ulteriore associazione politica, denominata piano Fouchet, non andata in porto.
Motivi ostacolanti furono i rifiuti transalpini della NATO, dellingresso inglese
nella CEE e del verticismo antinazionale
degli organi della Comunit: in particolare Londra, che rifiutava lidea confederativa di de Gaulle, era giudicata rappresentante delle convenienze proprie e americane. Tale piano contemplava in pi
alla guida un collegio presidenziale (composto da capi di Stato e primi ministri)
supportato da tre commissioni ministeriali (formate dagli incaricati di difesa,
esteri e istruzione per una gestione unificata delle materie), da un consiglio di burocrati dei vari ministeri degli esteri e da
un parlamento dotato di poteri consultivi. Malgrado il fallimento un accordo tra
Parigi e Bonn nel 63 ne mise in atto
laspirazione verso alcuni aspetti. De
Gaulle nel 65 si oppose ad alcuni adeguamenti degli organi della CEE gi previsti che, secondo lui, avrebbero ridimensionato il ruolo della Francia e la tutela
di qualsiasi parte a beneficio di unartificiosa sfera di potere sovranazionale e di
un meccanismo integrativo che avrebbe
appiattito le specificit popolari di natura culturale e spirituale. Il confronto si
ricompose allinizio dellanno seguente
grazie alladozione di misure che mitigavano la precedente programmazione comunitaria: lauspicio gollista era una confederazione di Stati, in linea formale col

32

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


pensiero esposto nel tempo di unEuropa
unita a due livelli (la singola componente
statale-nazionale legata agli altri da
unegida). Lambizione di unEuropa che
diventasse coesa (dallAtlantico agli Urali, con la Germania riunificata) e ago della bilancia nella politica mondiale (auspicato terzo polo a vocazione anticomunista, autonomo rispetto agli Stati Uniti)
port le forze militari francesi, a gradi tra
il 59 e il 66, fuori dellinquadramento
nelle strutture della NATO (ci sono ritornate nel 2009) e lEliseo a dotarsi di sue
armi nucleari. Un piano segreto francoitalo-tedesco, stipulato nel 56, volto a
produrre armi atomiche a difesa di questi
Paesi, non era andato pi avanti a causa
della diffidenza e della defezione del ritornato de Gaulle. Il settore industriale
nazionale per non era cos sviluppato al
punto di accompagnare le mire del generale conquistando significativi e ampi
spazi economici allestero che ne avrebbero meglio sostenuto la strategia interna-

Danilo
Caruso

zionale. I progetti di innovazione interna


della seconda met degli anni 60 che
contemplavano una scuola pi professionalizzata e tagli per i lavoratori animarono un grande moto di contestazione che
tocc lapice nel maggio del 68. Super
abilmente quel momento di difficolt e
sciolta lAssemblea nazionale ottenne un
successo elettorale a giugno. La personale
parabola neocesariana del generale, accusato di antisemitismo doccasione allepoca della guerra dei sei giorni (fu ostile a
Israele, alleato degli USA, cui aveva applicato lembargo nel 67) si concluse con
le dimissioni il 28 aprile 1969 che aveva
prospettato in caso di esito negativo a
seguito della sconfitta in un referendum
legislativo che avrebbe trasformato il senato francese (eletto da un corpo di grandi elettori costituito da deputati e pubblici amministratori) in una camera corporativa delle regioni e decentrato delle
funzioni agli enti amministrativi regionali.

8. KENNEDY E IL MURO DI BERLINO

el secondo dopoguerra Berlino


Ovest, posta nel cuore della frazione di Germania comunista,
aveva rappresentato una costante preoccupazione per i Sovietici, che ambivano
al riconoscimento della Repubblica democratica tedesca sorta nellottobre del 49.
Dopo lelezione presidenziale di John Fitzgerald Kennedy (insediatosi il 20 gen-

naio 1961) fu reso noto da Nikita Chruscev che lURSS avrebbe lasciato alla
RDT la sua formale sovranit di Stato, di
conseguenza trasferendo apparentemente
il problema della gestione berlinese ai Tedeschi orientali. Il cancelliere della Repubblica federale tedesca (nata nel maggio
del 49), il democristiano Konrad Adenauer, si oppose alla formalizzazione del-

33

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


la divisione della Germania, ma il presidente statunitense Kennedy accett, e
per evitare limpressione internazionale
che gli USA subissero il corso degli eventi
era reduce dal fallito tentativo di aprile
del 61 di rovesciare il governo castrista
con lo sbarco armato promosso alla Baia
dei porci di 1.400 fuoriusciti cubani si
schier in difesa della sua accessibilit
territoriale: incontr infruttuosamente
Chruscev a Vienna (2-4 giugno 1961). La
situazione precipitava: dalla RDT, in stato di disagio economico (dal 55 faceva
parte del Patto di Varsavia e del COMECON), fuggivano verso la RFT sempre di
pi (nel 1960 la media quotidiana fu di
1.500 transfughi, nel 1949-61 furono
complessivamente circa 2.500.000). Cosicch il Cremlino accondiscese al progetto dei Tedeschi orientali di circoscrivere e
interdire la zona berlinese occidentale: fra
il 12 e il 13 agosto 1961 comparve un presidio militare con disposizione di uccidere
i fuggiaschi; nei giorni immediatamente
seguenti sar completata entro il 17
lopera di erezione del muro divisorio, alto sui 3 m, accompagnato da campi minati e barriere di filo spinato. I costruttori lo definirono muro della pace (la sua denominazione ufficiale era barriera di protezione antifascista), ma pass alla storia
come muro della vergogna. La Casa Bianca
rispose inviando un reggimento di fanteria a Berlino Ovest. Circa 50.000 Berlinesi orientali persero cos il lavoro che svolgevano nella libera Berlino, il cui borgomastro, il socialdemocratico Willy
Brandt, guid una giornata di protesta
che riun 300.000 cittadini. La citt as-

Danilo
Caruso

surse a simbolo di quella guerra fredda


combattuta tra lOccidente e il blocco
comunista. Saranno quasi un milione i
Tedeschi della RDT che riusciranno a
scappare nellepoca del muro sino alla sua
caduta (9 novembre 1989) oltre la cortina
di ferro. Gli uccisi nel tentativo di oltrepassare il muro a fronte di circa 5.000 fughe riuscite saranno pi o meno 200. Il
confronto fra il mondo comunista e quello liberale produsse nella RFT degli anni
60 la comune adesione allo schieramento
occidentale dei due principali e rivali partiti politici, quello democristiano e il socialdemocratico (questultimo prospettava la riunificazione territoriale tedesca).
In questo sfondo si pose la visita di Kennedy a Berlino nel 1963 durante il suo
giro europeo di giugno-luglio. Dopo la
conferenza del 54 tra i ministri degli affari esteri francese, inglese, statunitense e
sovietico, per trattare il futuro della
Germania, Berlino ritornava sulla scena
della politica internazionale. Kennedy
aveva acceso un moto di aspettative speranzose con il suo concetto di nuova frontiera esposto allatto del suo insediamento: Io vi dico che noi ci troviamo di
fronte alla nuova frontiera, lo vogliamo o
no. Al di l di essa si estendono i campi
inesplorati della scienza e dello spazio, i
problemi non risolti della pace e della
guerra, le sacche dellignoranza e del pregiudizio non ancora eliminate e le questioni ancora senza risposta della povert
e della sovrapproduzione. Mirava a una
concreta e pacifica coesistenza con Mosca. Tra il 16 e il 28 ottobre 1962 la tensione USA-URSS era salita al massimo:

34

LA MORTE DELLE IDEOLOGIE


linstallazione di una prima serie di missili atomici da parte del Cremlino a Cuba,
decisa nel luglio precedente, aveva provocato il blocco navale americano
dellisola. La guerra nucleare fu evitata
quando Chruscev ordin il rientro delle
navi che trasportavano altre testate missilistiche e fece smantellare le precedenti,
da basi non ancora operative, in cambio
dellimpegno di Washington a non intervenire in qualsiasi modo in armi contro il
regime di Fidel Castro. A questo si aggiungeva in quegli anni limpegno degli
USA per la lotta nel Vietnam del sud
contro i rivoltosi comunisti (Viet Cong)
ostili alla dittatura filostatunitense, lotta
che il presidente americano volle sostenere con una maggiore presenza militare.
Nel giugno del 63 Kennedy prima di
Berlino Ovest era passato da Bonn, Colonia e Francoforte parlando alle platee (era stato pi volte in Europa negli anni
30 e a Berlino gi nellestate del 1945).
Tenne il 26 giugno 1963 davanti al muro
un discorso, divenuto famoso, a una marea di gente radunatasi nella Rudolph
Wilde platz di fronte al Rathaus Schneberg. La folla lo aveva accolto con acclamazioni festose dopo che ebbe fatto un
sopralluogo a uno degli allora pi noti
punti di attraversamento del muro, il
Checkpoint Charlie. Oltre il muro anche
gruppi di Berlinesi orientali lo ascoltaro-

Danilo
Caruso

no sotto il controllo vigile della polizia


che impediva qualsiasi esternazione popolare. Pi volte gli applausi degli astanti
intercalarono il suo intervento. Pronunci la celebre frase: Ich bin ein Berliner. Nella Germania Ovest larrendevolezza americana nel periodo delledificazione del muro non era piaciuta, perci
questa sua dichiarazione di essere Berlinese mirante anche a riacquistare le simpatie dellopinione pubblica tedesca. Il
suo discorso al di fuori dellopportunismo
doccasione fu molto profondo e significativo: La libert ha molte difficolt e la
democrazia non perfetta, ma noi non
abbiamo mai dovuto mettere un muro
per tenere dentro la nostra gente, per impedire di lasciarci. [] Il muro la dimostrazione pi evidente e vivida dei fallimenti del sistema comunista. [] Tutti
gli uomini liberi, ovunque essi vivano,
sono cittadini di Berlino, e, quindi, come
uomo libero, sono orgoglioso delle parole
Ich bin ein Berliner. Suppergi l80%
dei Berlinesi occidentali era per le strade
ad ascoltarlo. I rintocchi della campana
della libert posta nel palazzo municipale
suggellarono quelle parole in quella storica giornata. Lanniversario del 2004
stato celebrato a Berlino con una mostra
fotografica, tenuta nel giugno-settembre
e allestita alla Cameraworks, dal titolo
The Kennedys.

35

INDICE

Introduzione

pag. 1

1. La moralit della politica

pag. 3

2. La crisi del capitalismo

pag. 5

3. Leredit del marxismo

pag. 7

4. La fabbrica del male

pag. 9

5.1. La democrazia corporativa

pag. 13

5.2. Lutopia della RSI

pag. 16

6.1. Il giustizialismo peronista

pag. 21

6.2. La Fondazione Eva Pern

pag. 26

7. Il gollismo

pag. 30

8. Kennedy e il muro di Berlino

pag. 33

Palermo
dicembre 2011