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Traduzioni del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco

Takcs Andrea Tnde, CMM I (IT) Umberto Eco lo scrittore italiano pi letto nel mondo ed sato Il nome della rosa del 1980 a rivelarlo al grande pubblico, un romanzo tradotto in una ventina di lingue. Siccome in romeno stato tradotto solo da Florin Chiriescu, ho scelto di paragonare la traduzione con le versioni di altre lingue, sottolineando comunque soprattutto le particolarit della traduzione romena. Burkhart Kroeber ha tradotto il testo in tedesco nel 1982, Ricardo Pochtar in spagnolo nello stesso anno, poi William Weaver in inglese nel 1983, Chiriescu nel 1984 in romeno e Barna Imre nel 1988 in ungherese e ovviamente ci sono discrepanze tra le traduzioni, perch in ogni lingua un testo si adatta alla cultura in una certa misura e poi c la scelta del traduttore che pu fare una traduzione fedele oppure una pi libera. Per quello che riguarda le lingue in cui ho analizzato io un frammento iniziale del romanzo si potrebbe dire che la traduzione pi fedele e senza nessun dubbio quella romena. Se guardiamo bene il primo paragrafo del frammento possiamo osservare che anche lordine delle parole identica e a parte lespansione di una frase grazie alla parola zpad, che nel testo italiano sottinteso tramite il fresco velo, il paragrafo romeno come la riflessione di quello italiano, lautore avendo scelto la via della traduzione letterale. Anche la versione spagnola abbastanza fedele, per se osserviamo lo stesso paragrafo, possiamo notare sia un cambiamento di distrbuzione dovuto alla sintagma de espesor per chiarire che la misura non pi alto di tre dita si riferisce allo spessore della neve, sia un cambiamento della struttura della frase, ci che accade nellintero testo spagnolo, e in questo caso il sintagma temporale allo spuntar de sole non pi alla fine della frase come in italiano perch non comune usarlo cos. Per ci che riguarda le altre lingue, le traduzioni sono molto pi libere, soprattutto perch non sono lingue romanze e allora si tratta di culture diverse, di strutture diverse allinterno delle frasi e di differenze semiotiche maggiori. La prima cosa che stupisce ladeguamento dei nomi alla cultura della lingua, che tra laltro

succede anche nel caso dello spagnolo. Di conseguenza Guglielmo diventa Guillermo in spagnolo, William in inglese e tedesco, e Vilmos in ungherese. Certi nomi si latinizzano in inglese e tedesco, come Brunello che diventa Brunellus, oppure Remigio diventa Remigius, altri invece perdono la risonanza italiana, come nel caso di Bascavilla che diventa Baskerville. E interessante notare anche il nome dellEdificio, che stranamente proprio nelle lingue non romanze ha mantenunto il nome latino Aedificium. Tornando per alla lingua romena, si deve precisare che sebbene la traduzione in questa lingua fosse piuttosto letterale, c una grande differenza di livello tra i due testi, in altre parole Umberto Eco ha scritto il suo romanzo utilizzando un linguaggio molto elevato, ci che si perde nel testo romeno in cui si ritrovano molti termini del colorito linguaggio del popolo. Crruie, a se erpui, temeinicie, miaznoapte, miazzi, zpcit, a ngdui, nzestrri, nelept sono tutte parole che in Romania vengono usate da persone semplici, il loro equivalenti nel testo originale invece sono parole raramente usate nel linguaggio familiare oppure non hanno la stessa connotazione colorita che hanno in romeno: sentiero, snodarsi, saldezza, meridionale, settentrionale, sbalordito, permettere, doti, sapiente. Questa risonanza colorita dei termini usati nella lingua romena dovuta anche alle varie influenze di altre lingue su questa lingua, come quella dellungherese nel caso del prestito assimilato a ngdui (magh. engedni) oppure la parola dorigine slava temeinicie. Nonostante il livello pi basso di registro usato nel romeno, certe frase idiomatiche sono molto pi espressive in romeno e creano limpressione di vicinanza, mentre nel caso di Eco come se volesse mantiene la distanza con il suo linguaggio di alto livello. Per esempio, nel caso dei fantasmi dellanimo mio immaturo, tradotto in romeno con nchipuiri ale minii mele necoapte. Unaltro aspetto particolare che risali durante lanalisi di un testo in pi lingue il modo in cui una semplice frase del testo originale si trasforma in unaltra maniera in ogni lingua tramite cambiamenti di distribuzione, ma anche di livello. In questo modo il Come sapete?del romanzo di Eco diventato Cum de tii? nella versione romena significherebbe piuttosto Come mai lo sapete? e cos il traduttore aggiunge eloquenza al testo iniziale ma senza cambiare il significato. Anche la versione spagnola Cmo sabis...? pi espressiva perch ha una diversa punteggiatura, tipica spagnola. La versione inglese How did you know? diversa perch usa un tempo passato per esprimere la stessa cosa che voleva trasmettere Eco.

Anche quella tedesca Woher wi t Ihr? particolare, siccome il traduttore ci tiene a sottolineare con il pronome con liniziale maiuscola che il personaggio si rivolge a pi persone degne del Lei di cortesia. La variante ungherese invece Ezt meg honnan tudja testvrem? quella che stupisce di pi, soprattutto col livello di espansione. Non si tratta solo di un modo di esprimere diversamente la stessa idea tramite locuzioni tipiche della lingua, ma si aggiunge anche informazione. La frase ungherese tradotta letteralmente in italiano sarebbe E questo come fa a saperlo, fratello mio?. Bench lungherese sia una lingua molto pi flessibile delle lingue romanze tramite il modo in cui permette la formazione di nuove parole e lunione dei morfemi, il traduttore ungherese preferisce sempre riscrivere i testi come se fossero stati scritti dallinizio in ungherese, anche se questo significa spesso la perdita di certi significati oppure si aggiungono informazioni che cambiano la perspettiva sullintero testo. Visto che il frammento scelto per lanalisi uno assai narrativo, non ci sono problemi seri di traduzione perch non si arrivato ancora a sezioni con diverse connotazioni, come il significato della rosa. Ci sono comunque parti intraducibili che si perdono a causa della traduzione in unaltra lingua. Un caso del genere e quello dei pronomi essi, esso, essa, egli che non si ritrovano nelle altre lingue e dunque il loro livello elevato di espressione si perde una volta che il testo viene tradotto. Un altro caso sarebbe quello delluso del passato remoto che tendenzialmente preferito nella lingua di registro controllato e soprattutto scritto e indica avvenimenti compiuti in un passato considerato psicologicamente lontano. Quindi la traduzione dei verbi con un altro tempo passato non trasmetterebbe la stessa atmosfera che riesce a creare il passato remoto. Una tale analisi della traduzione di Umberto Eco ovviamente non dovrebbe fermarsi qua, visto che le prime pagine del romanzo non svelano solo una parte minore della sua complessit, per comunque affascinante osservare anche solo un piccolo frammento di questa opera di grande bravura e il modo in cui viene trasformato nel momento in cui si passa a unaltra lingua.

Bibliografia

Eco, Umberto. A rzsa neve. Fordtotta s az utoszt rta Barna Imre. Gruppo Editoriale Fabbri - Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. rkdia Budapest, 1988.

Eco, Umberto. Der Name der Rose. bersetzung von Burkhart Kroeber. Gruppo Editoriale Fabbri - Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. Carl Hanser Verlag, Mnchen Wien, 1982.

Eco, Umberto. El nombre de la rosa. Traduccin: Ricardo Pochtar. Gruppo Editoriale Fabbri - Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. Esta edicin: Septiembre, 2005.

Eco, Umberto. Il nome della rosa. Gruppo Editoriale Fabbri Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. Eco, Umberto. Numele trandafirului. Traductor Florin Chiriescu. Gruppo Editoriale Fabbri - Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. Editura Dacia, Cluj, 1984.

Eco, Umberto. The Name of the Rose. Transaltion by William Weaver. Gruppo Editoriale Fabbri - Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano, 1980. Harcourt Brace Jovanovich, New York, 1983.