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Anteprima Estratta dall' Appunto di Letteratura italiana moderna e contemporanea

Universit : Universit degli studi di Trento


Facolt : LingueStraniere

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L' Appunto Le Domande d'esame

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LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA mod. C


GIOVANNI PASCOLI
N. il 31 dicembre 1855 a S.Mauro di Romagna Forl, il padre Ruggero lavorava come amministratore della tenuta La Torre dei principi Torlonia. Qui dal 1862 visse con agiatezza la numerosa famiglia (10 figli, 5 dei quali destinati ad una morte prematura). A interrompere uninfanzia serena giunse lassassinio del padre il 10 agosto del 1867. A lui il poeta dedicher la sua prima opera Myricae. Levento trasform radicalmente la vita dellintera famiglia che si trasfer nella casa della madre mesi dopo, poco dopo la scomparsa della figlia maggiore Margherita. Nel 1871 muore il fratello Caterina Alloccatelli Vincenzi, alla quale P. dedic i Canti di Castelvecchio. La donna mor pochi Luigi, nel 1876 il fratello Giacomo. In precedenza erano morte altre due sorelle. Sempre nel 1871 P. deve lasciare il collegio Raffaello dei Padri Scolopi di Urbino. Si trasfer a Rimini dove prosegu gli studi liceali che termin poi a Firenze. Nel 1873 ottenne una borsa di studio che gli permise di iscriversi alla facolt di Lettere dellUniversit di Bologna, dove divenne allievo del Carducci. Nel 1876 lasci luniversit dopo aver perso la borsa di studio, sembra per aver partecipato ad una manifestazione di protesta contro il ministero della Pubblica Istruzione. Ader alla prima Internazionale dei lavoratori guidata dallanarchico Andrea Costa. Il 1879 fu segnato da una breve esperienza carceraria, arrestato durante le agitazioni seguite alla condanna di un gruppo di militanti sostenitore dellanarchico Passanante, ce aveva attentato alla vita di Umberto I. Venne poi assolto grazia anche allinteressamento del maestro Carducci. Sollecitato da questultimo riprese gli studi e si laure nel 1882 con una tesi sul poeta greco Alceo. Inizi quindi per interessamento di Carducci il lavoro di insegnante. Nel 1895 conobbe a Roma DAnnunzio. Nello stesso anno inizi la sua carriera universitaria fino ad ottenere nel 1905 la cattedra di letteratura italiana a Bologna. Nel frattempo erano andate a vivere con lui a Massa le sorelle Ida e Maria (Mari) da poco uscite dal convento. Nel 1895 Ida si spos. Con la sola Mari si trasfer a Castelvecchio di Barga, in Garfagnana (Lu) e con lei visse fino alla morte, dedicandole i Poemetti. Lamico Manara Valgimigli ci offre uno spaccato di vita familiare del poeta. Nella casa di Castelvecchio sono ancora oggi i tre leggendari tavolini, simbolica dimostrazione della molteplicit di interessi del P. Accanto al tavolo su cui andava componendo lopera poetica in lingua italiana cera quello dedicato agli studi danteschi raccolti in tre volumi nei quali P. analizza
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lopera dell Alighieri con gli strumenti della critica esoterica. Il terzo tavolo quello destinato alla produzione poetica il latino: nel 1892 P. vinse il Certamen Hoeufftianum, un concorso al quale parteciper con regolarit ottenendo ben 13 vittorie. Nel 1911 durante la campagna di Libia pronuncia al teatro di Barga un appassionato discorso di impronta nazionalista, imperialista e populista: nella guerra africana il poeta leggeva la dimostrazione di forza delItalia. Il 6 aprile del 1912 mor a Bologna per laggravarsi della sua malattia tumore al fegato e cirrosi. La semplicit solo apparente della poesia di P.

Una lunga tradizione critica ha fatto emergere nellinterpretazione pascoliana quasi esclusivamente la componente autobiografica e la sua proiezione in alcuni temi e simboli ricorrenti. Limmagine che P vuole dare di s, anche quella filtrata dalla testimonianza della sorella Mari sua biografa ufficiale risponde alla scelta di fare di s stesso lincarnazione dei suoi principi poetici, offrendo lo familiare. spettacolo ideale di una vita isolata, fatta di studio e creazione, allinterno del rassicurante nido Lindagine critica dellopera pascoliana dimostra come per uninterpretazione che sappia cogliere la ricchezza di significati della poesia del P sia necessaria innanzitutto la consapevolezza che ci si muove allinterno di un macrotesto, cio di un insieme unitario, dove il luogo occupato da una

strutturale, ma anche di una progettualit poetica complessiva che mira ad ottenere un solido intreccio di fili differenti. Sullinterpretazione di una poesia si riverbera inevitabilmente il suono e il significato di un altro testo. Lopera del P segnata da una sostanziale sincronia: impossibile infatti individuare lasse cronologico delle varie raccolte. Alcuni temi si affacciano pi tardi di altri (per esempio quello dei lutti familiari), ma assistiamo ad una sovrapposizione di motivi e soluzioni formali che costituiscono un continuo reciproco richiamo. Ogni opera cos presenta, accanto a tratti distintivi, degli echi comuni. Ne la prova il legame che P ha reso evidente tra le sei diverse raccolte accomunate da un epigrafe che proviene dalla medesima fonte. Lincipit della quarta bucolica di Virgilio offre infatti lo spunto per le epigrafi di Myricae e Canti di Castelvecchio, oltre ai Poemi Conviviali, ai Primi Poemetti , ai Nuovi Poemetti , a Odi e Inni. La prima raccolta, Myricae, accompagna il poeta lungo quasi tutta la sua vita, dal 1891, data dela prima pubblicazione, fino alledizione definitiva del 1900. Il titolo una dichiarazione di poetica e rivela la precisa scelta del basso, dellumile, della quotidianit della vita bucolica. Qui il simbolismo pascoliano assume tratti originali. I temi che incontriamo sono quelli pi cari al poeta: il tema della

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raccolta e da un singolo componimento il risultato non solo di un lungo lavoro di revisione

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morte, del nido distrutto, di una natura benevola e rappacificatrice, dellinfanzia come momento sereno e come rifugio. Vi una forte continuit tra questa opera e i Canti di Castelvecchio, testimonianza di un passaggio dalla campagna romagnola alla Garfagnana. La prima edizione usc nel 1903 e dopo pochi mesi ne usc una nuova edizione con lintroduzione di un glossario finale di forme regionali proprie della Garfagnana. Il cambiamento pi evidente rispetto a Myricae, cui lopera comunque si accosta, sta nella scelta di un respiro poetico pi ampio e in una narrativit pi distesa. Lintera raccolta si struttura come una sorta di romanzo lirico , organizzato intorno al ciclo delle stagioni. Anche questa opera attraversata dal motivo del lutto, la lingua segnata dal medesimo sperimentalismo di Myricae, che si traduce nella scelta di un lessico speciale, del dialetto, del fonosimbolismo. Sul piano metrico si registra un impiego sempre maggiore del novenario. Un ruolo a s rivestito dalla seconda parte della raccolta, Il ritorno a San Mauro, scritta nel 1987 in occasione delle nozze della figlia del sindaco. nel 1909 i Nuovi Poemetti. Le due raccolte sono dedicate la prima a Maria e la seconda ai propri studenti e rappresentano laltra strada che P sta percorrendo. Non abbiamo pi, infatti, la rappresentazione frammentaria del mondo contadino, bens quella epica e narrativa, con un passaggio ad una poesia pi alta, sia sul piano espressivo sia nei contenuti. La forma metrica Nel 1987 escono anche I Poemetti, riediti nel 1904 con il nome di Primi Poemetti, cui fanno seguito

qui il tema della violenza e dellineluttabile destino di morte. Alternati ai poemetti dargomento rurale incontriamo poemetti filosofici, dove la riflessione del P sembra centrata su un attento confronto con Leopardi e con Tetrarca. Anche nei Poemetti riveste un ruolo importante la sperimentazione linguistica, che in Italy, testo finale della raccolta, giunge allincontro fra il dialetto e linglese degli emigranti. Il 1904 vede luscita di unaltra opera del tutto diversa dalla precedente, segnata da un preziosismo erudito, da un livello aulico lontano dallo stile dei tre volumi sin qui esaminati: si tratta dei Poemi Conviviali. Il titolo un omaggio alla raffinata rivista romana su cui apparvero alcuni di questi testi, Il Convito di Adolfo De Bosis, cui il volume dedicato. Laggettivo per anche allusione al genere latino dei carmina convivialia, testi poetici recitati durante i banchetti. I testi, 19 e infine 20 nelledizione conclusiva, sono dedicati a miti e personaggi del mondo classico, soprattutto greco, ma anche romano, da Solone ad Achille, da Odisseo a Psiche ed Alessandro Magno, da Tiberio fino al mondo cristiano della buona novella conclusiva. Il P poeta vate, che riconosce alla poesia una missione civile, rappresentato dal volume Odi e inni, edito nel 1906. Il volume, con dedica alla Giovine Italia, raccoglie, tra gli altri, testi relativi a protagonisti delle vicende italiane, da Mazzini a Re Umberto: alla natura si sostituita la storia e nella poesia trova espressione il nazionalismo populista di P.

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diventa quella della terzina, raccolta in strofe. Frequenti sono le parti in forma di dialogo. Troviamo

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Nel 1911 escono i Poemi Italici, dedicati a Paolo Uccello, a Rossini e a Tolstoj. A questi volumi si affiancano le tre Canzoni di re Enzio, pubblicate tra il 1908 e il 1909, di ambientazione medievale, e i postumi Poemi del Risorgimento. Le poesie latine sono state raccolte e pubblicate postume (1917). La loro originalit risiede nella scelta del poeta di evitare argomenti moderni, la sua intenzione infatti quella di imitare i testi latini della classicit. Ma loriginalit risiede anche nelluso sapiente e scioltissimo del latino. Lamicizia con DAnnunzio dur poco e si trasform in aperta ostilit negli anni 1900-03, per poi ricomporsi in seguito. Lesteta e uomo di mondo DA si occup anche criticamente del solitario P, recensendo nel 1888 un gruppo di testi poi raccolti in Myricae. Nel 1912 dedic al collega un commosso omaggio con la prosa evocativa Contemplazione della morte. La critica si divisa tra chi lo ha considerato un innovatore involontario, non del tutto conscio della propria poetica, e chi ha invece letto nella misura pascoliana la scelta precisa di operare una inconsapevole. trasformazione pur rimanendo allinterno della tradizione. Si pertanto parlato di rivoluzione La formazione di P inizialmente segnata da suggestioni classiche e romantiche, in seguito gli anni bolognesi lo vedono alla cultura contemporanea europea. Egli fu traduttore di testi di Hugo e Baudelaire, di Poe, di Heine e di Tennyson.

perfezionamento della poetica del fanciullino, rivestito negli anni successivi dalla lettura dello psicologo James Sully, autore degli Studies of Childhood. I testi dellornitologo darwiniano Paolucci forniscono a P informazioni e linguaggio tecnico, da essi il poeta ricava una precisa convinzione ideologica: la tesi secondo cui il canto degli uccelli rappresenta lanello che precede lultima tappa evolutiva, quella della lingua umana. Per P il poeta colui che capace di cogliere, al di sotto delle apparenze, la misteriosa realt delle cose, colui che sa esprimere < la parola che tutti avevano sulle labbra e nessuno avrebbe detta >. Nel fanciullino P identifica la dimensione ingenua e autentica che sopravvive in ogni adulto, ne significativo esempio la poesia di Omero che, dice P, ha saputo dare voce a quella parte infantile presente in ogni uomo. Il fanciullino colui che sa scoprire nelle cosa le somiglianze e le relazioni pi ingegnose. Da una parte egli ritiene che il fanciullino sia presente in ogni uomo, dallaltra finisce per riconoscere al solo poeta la capacit di dargli la parola. Alla poesia P affida anche il ruolo di pacificatrice delle tensioni sociali e di tutela dellordine e della propriet privata. In particolare il linguaggio poetico, da Pascoli profondamente rinnovato, consente la regressione allo stadio infantile del fanciullino, o addirittura a quello prenatale, ma anche la comunicazione con i morti.

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Un momento chiave per la riflessione teorica sul ruolo della poesia, e dunque per il

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Egli ricorre ad una lingua inedita in cui le molteplici scelte rispondono alla precisa esigenza di captare linfinito. La sperimentazione di P si realizza soprattutto durante la grammatica, cio allinterno delle strutture linguistiche normali, ma poi si spinge, e qui risiede la novit pascoliana, ad altri due livelli: a quello pre-grammaticale (scelta del simbolismo e dellonomatopea) e a quello post-grammaticale (uso di linguaggi speciali, tecnici o gergali, che vanno oltre la norma linguistica). Allinterno di questa sperimentazione incontriamo il dialetto, le lingue speciali. Si detto che lo sguardo del poeta (o del fanciullino) si sofferma non sul tutto, ma sulla parte: la verit colta dal suo sguardo si traduce dunque, sul piano dellespressione, in una forma a sua volta frammentaria, impressionistica, ellittica. Grande lattenzione rivolta dal poeta alle soluzioni ritmiche, che trova singolare espressione in quello che stato definito il doppio ritmo pascoliano. Si tratta di un ritmo che vuole riprodurre il balbettio del fanciullo che solo capace di cogliere la verit nascosta delle cose. Laltro ambito in cui si esercita la sperimentazione pascoliana quello della scelta delle forme metriche: originale in P lutilizzo del novenario, che si infittisce nei Canti di Castelvecchio. Anche essere dentro e insieme fuori della tradizione. uno dei lasciti pascoliani pi significativi, luso della rima ipermetra, un chiaro esempio di questo Molti dei motivi che attraversano la produzione di P, quello della siepe, del nido, della famiglia, dellorfano, del lutto, della solitudine, dellerotismo negato sono immediatamente leggibili in chiave autobiografica. Se la poesia prende spunto dagli oggetti che incrociano lo sguardo del poeta,

I crepuscolari condividono con P la scelta del parlato e delle umili cose della quotidianit. Myricae.

Il titolo della prima raccolta carico non solo di valore simbolico, volendo rappresentare gli aspetti pi semplici, propri dellumile mondo bucolico, ma anche affettivo: le tamerici abbondano nella natia San Mauro, cos come nella prefazione ai Canti di Castelvecchio P parler delle proprie poesie come di tamerici che si augura fioriscano intorno alla tomba della madre. La prima edizione raccoglie 22 poesie, con la quinta arriviamo a 156 testi preceduti dal poemetto iniziale Il giorno dei morti. La raccolta attraversata da un vasto repertorio di immagini e situazioni che per lo pi appartengono alla biografia del poeta e al mondo della campagna. Fra i temi pi ricorrenti, quelli della memoria volontaria, in un trascorrere continuo tra passato e presente; del nido, simbolo di una sicurezza spesso minacciata, della siepe, dei morti. Lo stile decisamente nuovo di Myricae segnato dal ricorso in chiave simbolica al fonosimbolismo e allonomatopea, che rivelano la continua ricerca-illusione di una perfetta adesione della parola alle cose. Il valore simbolico dei testi inoltre rafforzato dalluso frequente di un lessico tecnico.

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questi ultimi subiscono poi un processo di mitizzazione che li rende simboli universali.

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A livello metrico, principale elemento organizzatore della raccolta, incontriamo una molteplicit di strutture, tutte appartenenti alla tradizione letteraria:sonetti, ballate, madrigali, ottonari, novenari o endecasillabi. Dunque grande variet di metri, con notevoli innovazioni e variazioni interne (perci si parla per P di sperimentalismo metrico). Lavandare. Da Myricae. Metro: madrigale con rime. Il poeta ascolta un gruppo di lavandaie cantare al lavoro. Un canto triste che sembra trovare corrispondenza nello spoglio paesaggio autunnale e soprattutto nellaratro dimenticato in mezzo alla campagna. La quartina finale ha una fonte precisa in due stornelli raccolti in Canti popolari marchigiani, a cura di Gianandrea. Il ritmo lento e monotono, riproduce il lavoro iterativo e faticoso del lavoro delle lavandaie, vi una cadenza lenta e ripetitiva di cantilena. Lassiuolo. Da Myricae.1897

Metro: tre strofe di sette novenari pi un monosillabo onomatopeico (chi ). La poesia si carica di valenze simboliche man mano pi forti: il grido dellassiuolo da voce dai campi diventa pianto di morte, cos come il frinire delle cavallette evoca il suono dei sistri, strumenti rituali del culto

allimpressionismo simbolico. Oggetti ben definiti cpme l mandorlo e il melo sono collocati su uno sfondo sfumato, lalba di perla, il nero di nubi. Digitale purpurea. Dai Primi Poemetti.1898 Metro: tre strofe formate ciascuna da otto terzine dantesche. Loccasione biografica da cui nacque questo poemetto rivelata da Mari. Lei e le sue compagne di collegio percorrono un sentiero con ai lati due giardini, uno cinto dal bussolo e laltro senza nessuna siepe. Qui scorsero una pianta mai vista, con fiori rossi punteggiati da macchioline color rosso cupo. La curiosit le spinse ad osservarla da vicino, con la Madre Maestra che le allontan in quanto la pianta emetteva profumi venefici. La paura le rimase a lungo. Qui il poeta immagina la sorella e Rachele che dialogano. Forse Rachele personifica Ida che, sposandosi, aveva spezzato il nido familiare, provando unesperienza che la morbosa sensibilit del fratello considerava proibita. Abbiamo citazioni dantesche e leopardiane. Il tema della lirica lambigua attrazione per un piacere proibito, simboleggiato dalla digitale, fiore dal profumo inebriante e dalla forma che ricorda dita umane macchiate di sangue: due

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misterico di Iside, che prometteva la resurrezione dopo la morte. Vi una ciara tendenza

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caratteristiche dietro le quali si scorge unallusione ad una sessualit che attrae e insieme respinge. Maria colei che si tenuta lontana dal fiore di morte, Rachele al contrario rappresenta chi a quel fiore si voluta accostare. Il fiore diviene dunque il simbolo della trasgressione, del desiderio erotico o della tossicomania. Di certo si tratta di una trasgressione portatrice di morte, come confessa nellultimo verso Rachele. La sintassi franta, spesso interrotta dai puntini di sospensione o dai frequenti discorsi diretti. Nebbia. Da Canti di Castelvecchio.1899

Metro: strofe di sei versi. La nebbia, motivo diffusamente presente anche in Myricae, pi che rappresentata viene invocata dal poeta perch assuma una funzione protettiva: infatti chiamata a tenere lontano da lui il passato carico di dolore e di pianto. Oggetti determinatissimi si situano sopra uno sfondo effuso, indeterminato, in unopposizione, che qui diventa centrale, tra La siepe che nell Infinito di Leopardi rappresenta un limite soffocante si trasforma in Pascoli in una barriera che lo difende dalla realt dei ricordi e della vita. Tutte le strofe hanno lo stesso incipit, nascondi. Particolare linsistenza sullelemento binario: due peschi, due meli, il doppio vocativo tu nebbiatu fumo, la doppia aggettivazione di nebbia impalpabile e scialba. determinato e indeterminato.

Il gelsomino notturno. Da Canti di Castelvecchio.1901 Metro: sei quartine di novenari a rima alterna. La lirica fu dedicata a un bibliotecario amico del P , Gabriele Briganti, e inserita nellopuscolo nuziale dello stesso. Ma i primi abbozzi della poesia risalgono al 1897 e loccasione nuziale sugger solo la rielaborazione di un motivo poetico gi avviato. Un singolare precedente tematico della lirica stato individuato in una poesia di Guido Mazzoni, A mia moglie. La poesia costruita mediante il succedersi di immagini destinate a rappresentare il tema, cui P si accosta con turbamento, delleros. Dominante risulta la coppia oppositiva vita/morte. La poesia si apre su E, cio su una di quelle particelle che nella lingua ordinaria segnano una connessione, una giuntura, se non che la giuntura qui con qualcosa che precede la poesia. Da Il fanciullino in Pensieri e discorsi. 1897 Edito in versione definitiva nel 1907 in Pensieri e discorsi, il testo rappresenta la riflessione teorica pi significativa di P, che qui elabora una concezione di una poesia dal potere consolatorio e insieme infantile, romanticamente primigenia e chiaroveggente.

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Nelle pagine riportate dominano due importanti citazioni: in apertura in quella di un dialogo di Platone, che suggerisce al P limmagine del fanciullo presente in ogni uomo adulto. La seconda, invece, una citazione della Genesi. La pagina biblica offre limmagine di Adamo chiamato a dare nome a tutte le creature, riconoscendo la vera essenza delle cose che si rispecchia nel loro nome. Nel paragrafo XI chiarisce polemicamente il suo rapporto con Carducci, con il quale non condivide la concezione del poeta come raffinato cesellatore. Lefficacia del poeta sta tutta nella forza della verit che riesce a raggiungere, mostrando di saper riconoscere, come il fanciullino, relazioni nascoste tra le cose.

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GABRIELE DANNUNZIO
Nasce nel 1863 a Pescara da famiglia borghese e agiata. A sedici anni pubblica la prima raccoltina poetica, Primo vere. Dal 1881 si trasferisce a Roma iscrivendosi alla facolt di Lettere, ma la vita brillante della capitale distoglie lambizioso provinciale dagli studi regolari: fecondo poeta e prosatore (due volumi nel 1882, Canto novo e Terra vergine), frequentatore dellalta societ, D non prender mai la laurea. Nel 1883 sposa la principessa Maria Hardouin di Gallese, da cui avr tre figli. Tra il 1884 e il 1888 cronista mondano del giornale La Tribuna, utile esercizio stilistico su situazioni eleganti e frivole, poi sviluppate nel primo e fortunato romanzo, Il piacere. Dal 1887 intreccia una lunga relazione con Barbara Leoni. Tra il 1891 e il 1892 vive a Napoli collaborando con Il Mattino e traduce in francese il romanzo LInnocente: inizia a diventare un personaggio europeo. Il legame con la contessa Maria Gravina gli da altri due figli, tra cui la prediletta Renata. Nel 1895 compie un viaggio in Grecia con Scarfoglio, Herelle e altri amici. Si trasferisce a Roma, ma nel marzo 1900, dopo la repressione del governo Pelloux seguita ai tumulti popolari milanesi, Dal 1898 si stabilisce con la Duse in Toscana, nella villa La Capponcina, dove vivr nel lusso fino al 1910. dove nasce lamore intenso con Eleonora Duse. Nel 1987 eletto deputato per lestrema destra, passa clamorosamente a sinistra.

(il ciclo delle Laudi). Nel 1904 si chiude lamore con la Duse e, soverchiato dai debiti e assediato dai creditori, ripara in Francia, dove intreccia una relazione con la contessa russa Natalia de Goloubeff. Nel 1915 rientra in Italia ed tra i pi fervidi interventisti, con un celebre discorso a Quarto. Dopo lentrata in guerra dellItalia, sebbene cinquantenne, prende servizio al fronte, mosso dallambizione di svolgere in ogni circostanza il ruolo del superuomo e da una valutazione estetizzante della guerra . Nel gennaio 1916 un incidente di volo gli procura la semicecit, che lo costringe ad una convalescenza veneziana durante la quale le prose di memoria Notturno. Si impegna poi in molte azioni di guerra rischiose, lincursione area prima su Pola e poi su Vienna, lazione nella baia di Buccali. Soprattutto, clamorosa lazione promossa alla fine della guerra per la riconquista di Fiume e della Dalmazia: nel 1919 occupa Fiume alla testa di un gruppo di Arditi e tiene la reggenza della citt fino al Natale del 1920. Lascia Fiume e la Dalmazia nel 1921 con la sua nuova amante, la pianista Luisa Baccara, e si stabilisce in una villa a Gardone Riviera. Qui resta fino alla sua morte, nominato dal re, su proposta di Mussolini, principe di Montenevoso. La villa diventa il fastoso, pittoresco e funereo Vittoriale
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In questo periodo nascono alcune tra le opere maggiori, in prosa (il romanzo Il Fuoco) e in poesia

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degli Italiani, che D dona allo stato. Il D di Fiume aveva sperato di poter giocare un ruolo attivo nella politica italiana seguente, ma lavvento al potere del fascismo non consent la presenza di comprimari pericolosi. Muore di emorragia cerebrale il 1 marzo 1938. Ci troviamo al cospetto di uno scrittore dotato di grande talento naturale, che si cimentato in tutti i generi, dalla lirica al romanzo, al teatro, alle novelle, dalla prosa di memoria e di introspezione alla prosa politica. Il suo lavoro letterario guidato dalla straordinaria capacit di cogliere le tendenze dominanti del gusto. Istintivamente sociologo, D fin dallesordi conquista i favori del pubblico. Il riferimento culturale pi utile per capire D lestetismo, cio la tendenza a separare larte dallesistenza corrente dandole un valore superiore, e il desiderio che anche lo stile di vita dellartista sia di squisita qualit. D si conforma nelle opere e nella vita privata: labbigliamento elegantissimo, gli amori con donne belle, famose e perlopi stravaganti, le case lussuose, gli sport mondani e audaci. trasportarle in Italia, perlopi dalla Francia: in particolare nel passaggio cruciale dal naturalismo al simbolismo o nellaccogliere lesperienza dei narratori russi appena tradotti in Francia. La sua scrittura procede secondo le pi aggiornate esperienze europee, fino ad impossessarsi negli anni 90 del pensiero di Nietzsche, per lui fondamentale sia nella riflessione sul mito e sul tragico, sia Altro da sottolineare la prontezza di D nellassimilare le novit culturali e letterarie e nel

preesiste un dandy estetizzante, che linsegnamento di fornendogli unideologia.

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nella proposta dellideologia del superuomo, comunque gi una predisposizione del D. In lui infatti Nietzsche fa evolvere in superuomo,

Nella prefazione al romanzo breve Giovanni Episcopo (1891) D scrive o rinnovarsi o morire, parole che sono manifesto della sua intera carriera, distinta da un continuo rinnovamento di forme, temi, modi, presente contemporaneamente in prosa e in poesia, gestite sempre in parallelo. Il lavoro di D si pu definire manierista, cio fondato sulla ripresa di esperienze culturali altrui, pur raggiungendo egli una propria originalit, sia strutturale che stilistica. Il suo stile elevato e nobile, dominato anche in prosa da volont di ritmo e musicalit; il lessico aulico e arcaico, alimentato regolarmente dalla perlustrazione dei vocabolari, strumenti apprezzatissimi da D. I suoi testi di riferimento sono molteplici, dai testi letterari classici (lantichit romana e greca e la nostra tradizione illustre) a quelli contemporanei, specialmente stranieri. Da questi modelli D ricava molto spesso veri e propri calchi: tale aspetto fu colto dai contemporanei, che lo accusarono di plagio. La sua scrittura risulta spesso stucchevole per leccesso di magniloquenza, di enfasi e di autocompiacimento, sovraccarica di temi fastidiosi (il superuomo, la retorica patriottica ecc.), ma altre volte raggiunge risultati di penetrante intensit, specie in Alcione e nelle prose memoriali del periodo notturno.

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Tecnicamente, non va dimenticata la sapienza metrica e ritmica, che consent a D, partendo dalla lezione carducciana delle Odi barbare, di arrivare a soluzioni brillanti, come linvenzione della < strofa lunga > di Maia, utilizzata liberamente anche in Alcione. Gi con la raccoltine di poesie Primo vere si intravede una delle costanti della sua ispirazione: il sensuale abbandono alla natura e allistinto. Nel 1882 leditore romano Sommaruga pubblica sia le poesie di Canto novo, sia i racconti abruzzesi di Terra vergine, omaggio al verista Verga. Nel 1883 un nuovo volume, non pi in metri barbari ma solo moderni, Intermezzo di rime, che suscita scandalo per lerotismo dei testi e il cui dibattito relativo viene raccolto nel libretto Alla ricerca della verecondia. Nel 1886 esce una raccolta poetica di gusto arcaizzante, Isotta Gottadauro, vicina al preraffaellitismo inglese e pi in generale al decadentismo inglese e francese. In questi stessi anni D avvia la sua esperienza di romanziere, indirizzandosi verso un genere moderno destinato ai favori del pubblico. Lo colpisce la lettura di A rebours controcorrente , di Husymans, per il suo Nel 1889 esce Il piacere, il suo primo romanzo, stampato dalleditore milanese Treves. Attentissimo alle novit europee, Il piacere un romanzo di gusto simbolista-decadente. Ambientato in una Roma elegante e frivola, propone un eroe contemporaneo, un esteta aristocratico, letterato e uomo di mondo, Andrea Sperelli, primo di una galleria di dandy e estetismo sfrenato, tra raffinatezze e perversioni macabre.

stile prezioso, con abbondanza di forme arcaiche e con continui effetti lirici. Nel decennio 1880-90 si diffonde in Francia la conoscenza del romanzo russo ottocentesco. D leggeva con molto interesse le traduzioni francesi cercandovi unaltra strada da percorrere, dopo la liquidazione naturalista e lesperienza estetizzante del Piacere. Lavvicinamento ai narratori russi significa per lui lappropriazione di nuove tematiche intime: da un lato la bont e la piet sorrette da una potente spinta religiosa e cristiana (secondo il modello di Tolstoj), dallaltro lossessivo conflitto psicologico, con lo scavo tra patologie e alterazioni mentali (Dostoevskij). Il racconto lungo Giovanni Episcopo (1892) una delirante confessione in prima persona di un delitto damore ambientato in una squallida Roma piccolo borghese. Qui D si accosta abilmente al modello formale e tematico di Dostoevskij. Nel pi complesso romanzo Linnocente (1892) tende invece a congiungere lesperienza di Tolstoj con limpulso patologico alla Dostoevskij, che nella fattispecie provoca un tremendo infanticidio. Il dandy di turno, Tullio Hermil, scopre che la moglie incinta di un altro uomo. Accetta la gravidanza per evitare scandali ma poi espone il bimbo al gelo per provocarne la morte. Il romanzo raccontato in prima persona secondo lo schema dostoevskijano della confessione .

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superuomini, nonch primo ritratto dellautore. Lintreccio erotico scandaloso e drammatico, lo

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