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NUMERO 11

OTTOBRE 2011

t skeptron
Larte dellartefizio

E. Ve rt ov

Editoriale:
UNARTE DIVERSA
Si pu dire che lartificio oggi sia un cancro. I motivi sono intuibili: grazie alla tecnocrazia delle macchine e allalienazione tecnologica, ci stiamo trasformando in immagini duomini, omologandoci sempre di pi ed il problema vero che non ci poniamo delle domande prima di farlo, perch siamo la societ dellautomatico e lautomatismo non fa respirare lArte: infatti oggi il nemico dellarte proprio lartificio. Eppure fare arte la traduzione alla lettera di artificio. Perch il composto artem-ficio negativo? Perch uno dei tanti nostri prestiti colti si differenzia dalla traduzione in una sfumatura cos fitta, che quasi non se ne vede il legame? Oggi tenteremo di dare una risposta a tutto questo, perch pi che mai bisogna mettere in discussione la societ contemporanea attraverso il filtro della cultura, in tutte le sue manifestazioni. Soprattutto quando non c pi una strada da percorrere, quando, appunto, lartificio diventa negativit, mentre ha in s una bont che il tempo non avrebbe dovuto erodere. Questo significativo se pensiamo al ruolo dellArte oggi, che perlopi incomprensibile: considerata pura masturbazione intellettuale, accessibile solo ad un ceto colto. Larte non parla alle masse, assente dalla comunicazione di pubblico dominio. Deve continuare ad essere cos? Dobbiamo ancora relegare larte ad una singola grande lite, o possiamo provare a cambiare le cose? Chiederselo un primo passo. Noi tenteremo di dare una risposta, andando anche nella quotidianit, soprattutto nella quotidianit. Perch art (is not) for arts sake. C di pi, molto di pi.

Victor Attilio Campagna

Il caso Scafroglia
rabile parodia di tutto c i c h e la TV i t a liana stava diventando in quel tempo; e il prodotto di quella trasformazione, ahinoi, lo vediamo nel deserto radioattivo che diventato oggi, dopo un decennio di monopolio RaiSet, il tubo catodico nostrano. Riconosciamo in questo Guzzanti una sintesi dei conduttori arrivisti e raccomandati, interessati solo a non creare fastidio a nessuno e contemporaneamente fare audience, cio carriera; nei suoi ospiti, gli ospiti abituali delle varie Perego e DUrso, recipienti di un niente trasmesso a reti unificate (per non parlare delle leggendarie telefonate dello spettatore, quelle provenienti dalla fantomatica casa in Abruzzo). La trasmissione si avvita progressivamente, nel corso delle sue circa 20 puntate, in una spirale di nonsense che sconfina nel vero e proprio delirio (frutto di una sorta di David Lynch

uno studio televisivo, un po Chi lha visto e un po stanza rossa di Twin Peaks; c un conduttore senza nome, cinico come solo i conduttori italiani della TV generalista sanno essere; ci sono i suoi ospiti, tra cui un prete nevrotico e conformista di nome Federico (ma tanto il conduttore se lo dimentica sempre). Apparentemente, un programma come tanti, nella TV di questo inizio millennio. Invece no: un falso. Il conduttore in realt Corrado Guzzanti, e lo show, col pretesto della ricerca di un uomo scomparso, mette nel mirino di una satira surreale e puntutissima, la societ italiana e in particolare la sua TV. Programma semiclandestino an-

dato in onda in orari assurdi tra il novembre e il dicembre 2002 su Rai3, Il caso Scafroglia una mi-

in versione autore satirico), in cui compaiono, oltre a personaggi dellattualit, come Tremonti, anche figure via via sempre pi incongrue: reparti speciali dellesercito giunti l per stanare il CdA, interruzioni clandestine da parte di un massone scocciato (Qui noi facciamo il golpe, e nessuno che dica nemmeno U, ma che succede?.. Ma una reazione!?), cherubini vendicatori che sbagliano studio (Socci sta nello studio di fianco...). La narrazione di Guzzanti diventa un Blob che deforma e piega al suo volere tutto ci che incontra, sovvertendo ordini e gerarchie e lanciando implicite accuse anche alla politica (esemplare il mafioso sotto processo che vuole scegliersi il Giudice). Ma c di pi: Scafroglia diventa, man mano, metafora della coscienza di questo Paese, irrintracciabile nel momento in cui lo scempio dei valori era gi rumorosamente in moto nel totale disinteresse di tutti coloro che avrebbero dovuto vigilare, ed la sua assenza, infine, a determinare la perdita

di senso compiuto nella continuity del programma. La rivelazione finale, cio che Scafroglia e il conduttore sono la medesima persona, fornisce la chiave di volta per comprendere il messaggio di questo show: il conduttore cinico diventa lItaliano Medio, dimentico di qualsiasi valore e privo di qualsiasi consapevolezza, inclusa quella di s, persuaso che tutto sia artificio televisivo e che nulla potr mai arrivare a toccarlo davvero: lo studio la Lynch si svela come simbolo di questa folle realt artificiale che impedisce allItaliano di reagire a questa barbarie. La metatelevisione di Guzzanti spezza lincantesimo, ribadendo in maniera scioccante due fatti che la maggioranza, in questo Paese, pare aver dimenticato: primo, che la TV finzione; secondo, che la responsabilit di ci che ci sta attorno anche nostra.

Enrico Marelli

Qualche settimana fa, passeggiando in libreria, mi accorgo dellimprovviso proliferare di riedizioni delle opere di Freud; incuriosito da ci, compro lIntroduzione alla psicoanalisi. Inizio a leggere il libro: ben poche pagine bastano per godere della limpidezza della scrittura freudiana, della coerenza dei pensieri e delle teorizzazioni e notare lambiziosa curiosit della quale mi accorgo doveva essere pervaso lautore, che finisce per contagiare anche me. Freud, il medico, il neurofisiologo, lo scienziato positivista, si rivela uno scrittore eccezionale (che infatti scrisse e pubblic moltissimo) e i numerosi riconoscimenti letterari ricevuti (in vita), tra cui il prestigioso premio Goethe, trovano nelle pagine che scorrono sotto i miei occhi, fra le dita, una completa legittimazio-

Il detective dellinconscio.

ne. A tratti, mi pare di deliziarmi con lopera di un superbo giallista, un detective alle prese con le pieghe pi recondite dellanimo umano, tutto intento a mettere insieme le prove, a costruire e smontare ipotesi, ad analizzare singoli casi,

interpretando con impareggiabile acutezza comportamenti, fenomeni, sogni. Detective s, ma solo nel metodo, dato che Freud, soprattutto nella fase matura della sua ricerca, non era interessato ad indagare la realt in s, bens la realt psichica, cio il vissuto personale. Sul piano del contenuto, il libro

si compone di due serie di lezioni scritte in periodi differenti (19151917 e 1932), destinate, secondo lautore, ad un pubblico di persone colte. Raccoglie infatti due serie di lezioni tenute da Freud alla facolt di medicina di Vienna. I temi affrontati danno una prospettiva totale della dottrina freudiana e una sintesi della disciplina nel suo insieme. Nella prima serie di lezioni si d una chiara spiegazione ( lecito usare qui il termine interpretazione?) degli atti mancati o lapsus, del sogno, delle nevrosi e della loro relazione con il sogno e linconscio. Non mancano i capitoli dedicati alla sessualit umana, ritenuta una delle principali fonti nellinsorgenza delle nevrosi. La seconda serie comprende rielaborazioni, aggiunte, ampliamenti e revisioni critiche delle precedenti lezioni. Leggendo lopera, ci si rende conto tra le altre cose dellabuso che oggi si fa dei termini usati da Freud, in primis del concetto di inconscio (lentit sfuggente sulle cui tracce si mette il nostro detective) che, proprio perch tale, non potrebbe essere usato in espressioni comuni del tipo incosciamente ho fatto..., ho detto... etc. Dellinconscio, infatti, non si ha consapevolezza e, proprio perch inconscio, non ce ne si pu accorgere, a meno di non portarlo alla coscienza con il lavoro analitico (per esempio attraverso linterpretazione dei sogni).

Che questo abuso sia un segno della beata superficialit in cui ci piace gongolarci di questi tempi? Probabile; alla faccia di quel socratico Conosci te stesso che, dopo Freud e grazie a lui, non sarebbe pi una chimera. Ma si sa, di questi tempi siamo troppo presi, abbiamo un sacco di cose da fare e di conoscere noi stessi, in fondo, non ce ne importa un granch. Sta bene; per smettiamola una volta per tutte di continuare a citare il Genio (cos come faremmo con Marx e Ges) senza avere avuto il coraggio di leggere mezza pagina di ci che scrisse. Oppure, molto meglio, leggiamolo: le sue opere, da poco scaduta lesclusiva che la Bollati Boringhieri ottenne dal nipote di Freud per la loro pubblicazione nel nostro paese pi di cinquantanni fa, sono oggi disponibili per pochi euro in una pletora di riedizioni. Tra queste, ledizione BUR forse la pi valida perch curata dai membri della societ psicoanalitica italiana. Leggiamolo e soltanto dopo cominciamo a parlarne.

Luca Ricci

Luomo ad una dimensione


Scritto nel 1964 da Herbert Marcuse, un saggio di grande attualit, che contribu a dare voce alle istanze del 68. padroni, n gli schiavi, e ci che ancor pi sconvolge che la stessa liberazione dipende dalla coscienza della propria servit. Egli fa una fotografia delluomo moderno, definito ad una dimensione, in quanto scompare la dimensione in cui lindividuo riproduce per conto proprio i controlli esterni esercitati da una societ che manipola i bisogni, illudendo luomo alla libert stessa dal bisogno attraverso la tecnica e il progresso scientifico. Linduzione dei bisogni preclude lemergere di una opposizione efficace contro il sistema. Che capace di trasformare il mondo degli oggetti in una estensione della mente e del corpo delluomo. La realt tecnologica,la cultura di massa standardizzata, linglobamento allinterno dello stesso nucleo di troppe aporie determinano lo sminuzzamento della dimensio-

Al centro troviamo luomo moderno e le distorsioni delle societ industriali avanzate, che uscite dalle esperienze della guerra e del fascismo, massime espressioni della democrazia, si dimostrano forme di societ bloccate. In pi capitoli Marcuse ci spiega come la societ democratica sia riuscita a trasformarsi in una tirannide,senza che i consociati se ne siano accorti: la libera elezione dei padroni,non abolisce n i

ne interiore ed proprio in questa che si pu formare una vera e propria opposizione allo status quo. I valori culturali vengono protetti e sacralizzati dalla societ democratica, cos la stessa libert e luguaglianza diventano capisaldi, ma perdono il loro vero significato in quanto inseriti in massa nel sistema mediante una riproduzione su scala massiccia. Lalta cultura degenera in cultura di massa, e se questo da un lato un bene( vedi le edizioni economiche ), dallaltro scompaiono le speranze e le verit sublimate nellalta cultura. quello che conta il valore di scambio,non il valore di verit. I classici perdono la loro forza sovversiva, la loro capacit di essere dirompenti con il contesto, il loro carattere di realt differente. Nel regno della cultura il nuovo totalitarismo si manifesta precisamente in un pluralismo armonioso,dove le opere e le verit pi contraddittorie coesistono pacificamente in un mare di indifferenza. Interessante la chiusura delluniverso del discorso,di come i concetti perdono la loro autentica rappresentazione linguistica. La cosa si identifica con la sua funzione, lessenza con lesistenza. Quando al contrario la forza del concetto nella negazione dellidentificazione della cosa con la sua funzione. esso distingue ci che la cosa dalle funzioni contingenti della

cosa nella realt stabilita. Ed proprio tale identit che sbarra la strada ad ogni tentativo di differenziare, di pensare in modo difforme. Persino la bellezza viene meno ,la stessa bellezza che Marcuse definisce come un trauma,a causa del suo forte carattere di contrasto, che spezza il circolo dellesperienza quotidiana ed apre unaltra realteh si perch unaltra realt ancora possibile, costruire un mondo vero, in cui le parole riacquistino il loro vero significato e ci sia una vera alternativa ad un pensiero standardizzato nelle nostre mani. Cos come il concetto di bellezza comprende tutta la bellezza non ancora realizzata,cos il concetto di libert contiene tutta la libert non ancora ottenuta, quello che dobbiamo ricordare che la nostra realt non termina dove hanno stabilito,la nostra realt continua nella nostra mente,cos come la nostra immaginazione infinita. Costruire un mondo tecnico,finito,comandato dalluomo non ci porter da nessuna parte, la nostra arroganza non pu e non deve superare la nostra bellezza.

Camilla Maranzano

Lartificio dellamare
MODELLI E CONTRO-MODELLI NEL POST-ROMANTICISMO
Alla fine, in un misto di vita vissuta, esperienze passate e, pi in generale, quotidianit, mi sono fatto prendere da uno degli argomenti che pi hanno popolato le nostre anime, le nostre pagine, i nostri sogni: lamore. Premetto che non voglio essere n accademico, n tantomeno pedante parlando di amore, soprattutto perch cercher di leggerlo nel quotidiano e non in una prospettiva generico-esistenziale. Per iniziare mi conviene precisare il motivo che mi ha spinto a parlare di questo tema, soprattutto in un numero con un tema cos controverso, cio larte dellartifizio: tutto nato da una considerazione amara riguardo alla condizione dei sentimenti oggi: sono rari, superficiali ed omologati in una melma indistinta di sciocchezze e banalit. Forse esagero un po, ma sempre pi mi sembra che viviamo in un contesto anti-sentimentale, dove in atto un contro-romanticismo, in cui il sentimento relegato al sentimentalismo, alleccesso, allo snaturamento dello stesso senso dellamare; una visione che noto allinterno della quotidianit e che vedo propugnata dalla maggior parte delle fonti di comunicazione. Soprattutto ho notato che spesso c la paura di frammezzo ai sentimenti, perch non c nulla che faccia pi paura del darsi ad una persona. Il motivo pu risalire ad una semplice constatazione: amare significa prima di ogni cosa intraprendere un percorso conoscitivo di s, e spesso si sceglie di allontanare lamore non perch non si pronti ad amare laltro, ma perch non si pronti a conoscere se stessi, affrontando dei demoni che lassenza di un confronto strettissimo con laltro e con te stesso non

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fa emergere. Questo ci insegna Carotenuto, che in un testo che consiglio vivamente, Eros e Pathos (ed. Bompiani) traccia lamore nelle sue fattezze pi irrisolte: lo fa usando la letteratura, in particolare la poesia, che ha espresso in vario modo e con estrema forza lamore in tutte le sue particolarit, in tutti i suoi processi, in tutte le sue tragedie. Lamore un percorso irto, che rende luomo uomo, la donna donna: permette la piena realizzazione del s. Oggi il nostro modello di amante un non-individuo, che non cresce, non mostra i problemi della sua esistenza, tuttal pi rimane coinvolto esclusivamente in un amore infantile e improduttivo, privo di fondamenta e spesso mette delle maschere, piuttosto che darsi allaltro, rendendo artificio larte damare. per questo che ho voluto parlare dellartificio dellamore. Un fenomeno molto grave, che pu essere conseguenza dellassenza di Arte allinterno della nostra quotidianit. Apparentemente sembra sconnesso il discorso. Ma, a ben guardare, chi pi dellArtista, riuscito a delineare il percorso dellamore, nelle sue intimit pi profonde? Pensiamo a quanto ci ritroviamo nei versi di Saffo, che si fa verde per amore, o ai versi di Catullo, che cerca di quantificare quanti baci potranno soddisfarlo, o ai versi dei pi recenti poeti Stilnovisti, che hanno preso la donna

e lamore per lei, come base, come principio di estrema ed ultima elevazione spirituale (e mi sono limitato alla poesia). Tutto questo ancora oggi tende a colpire, perch

tocca le radici del nostro sentire. Purtroppo oggi i modelli di amore sono pi visivi: lamore in poesia non ha pi il ruolo di protagonista. Nel modello che abbiamo, lamore sta nei gesti, non si anima nelle parole, nellauto-analisi, nellintrospezione, pur mantenendo certi Topoi letterari nei suoi sviluppi pi elementari. Non si porta ad una reazione dellindividuo verso una crescita che porti allautocoscienza. Quante volte abbiamo sentito, tra le pi grandi ed odiose banalit, che piace luomo tenebroso, un po stronzo, o che piace la donna un po stronza, un po irraggiungibile, un po questo, un po quello, un po tutto, un po niente, carnepesceunpodiwhisky&sodaeccecc.? Queste sono tutte idiozie. Essere stronzi/e

non un vanto, tantomeno un pregio: essere tali implica sofferenza, povert danimo e impotenza emotiva; di certo non implica alcun vantaggio, anzi. Eppure questo uno dei maggiori modelli che abbiamo. Non voglio trascendere in passatismi ed elogi di una ipotetica epoca doro, ma ben ricordo che licona delluomo nell800 era luomo romantico, vissuto, tormentato, profondo: era il poeta. Ora chi il modello? Barney Stinson. Barney uno dei protagonisti di

una popolare sit com americana: How I Met Your Mother. Ho preso ad esempio questo personaggio, perch ha dei tratti molto particolari e rilevanti: la presa in giro del modello di uomo che tuttora presente. Leterno single, che ogni notte fa sesso con una donna di-

versa e il cui sogno fare una cosa a tre (tra lui e Ted c una scommessa altro vizio di Barney per cui chi riuscir per primo a fare una cosa a tre, vincer una cintura di Wrestling). Eppure, dietro tutto questo, c un uomo, un individuo, con tutti i suoi demoni e che semplicemente ha paura di mettersi in gioco, quando ne ha la possibilit. un personaggio geniale, perch ha tutte le caratteristiche per decostruire un modello attraverso la sua ridicolizzazione. In sintesi, Barney non per nulla felice, nonostante faccia di tutto per sembrare un insensibile bastardo: ha una madre non esattamente ortodossa, un padre che compare dopo 30 anni e non il conduttore de il prezzo giusto e non riesce a gestire una relazione. Eppure riesce anche ad innamorarsi, riesce a cedere, a non essere pi single, per un lungo lasso di tempo. Poi torner ad esserlo, ma in realt solo perch la serie televisiva esige che lui sia cos: deve decostruire il modello sbagliato che si immesso allinterno della societ e per farlo deve

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partire dallinterno, dalla sua essenza pi intima. Lamante perfetto non esiste, ma esiste lAmante: colui che ama anche e soprattutto individuo e riesce a localizzarsi, a vedersi, si conosce. Chi ama, sa amarsi e sa amare, proprio perch c una biunivocit nellatteggiarsi verso lesterno. Ed proprio qui che arrivo a dire che oggi lamore spersonalizzato: si giunti ad una omologazione dellamare, per cui ci sono dei modelli ben prescritti e che non permettono spesso lindividuazione del S, che ti rendono sempre in tensione verso lAltro, verso una nuova visione di S che non S, ma altro da me. Questo lerrore di oggi: non avere la capacit di conoscersi e mirare a dei modelli per ovattare la realt emotiva e per non affrontare i propri demoni. La condizione che ne esce alquanto disagiante, pi che altro perch difficile venirne a capo, essendo molto stratificata. Voi direte che sempre giusto avere un modello, ma esso deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo: spesso si confondono le due cose. Non devo essere qualcun altro, devo essere me stesso. In questo larte aiuta molto, soprattutto perch aiuta a scavare non solo dentro di te che fai arte, ma permette anche al fruitore di scavare dentro di s guardando lopera darte: cos si impara la-

more, attraverso questi modelli e non attraverso delle adulterazioni proprie dei Media contemporanei. Lartificialit di oggi, attribuita anche a molta dellarte contemporanea (e non senza buone ragioni), testimonia come si sia abbandonata la via del sentimento, inteso come sentire, trovando solo maschere su maschere, pronte a coprire quello che si , solo perch si ha paura di poter essere qualcosa di troppo. E questo disagio abbastanza diffuso. Ho sentito di molti coetanei, anche tra i miei amici, che hanno o hanno avuto attacchi di panico, che si sentono in ansia per il loro aspetto e che hanno paura di mettersi in gioco. Questo un difetto che si sta stratificando sempre di pi e sta diventando sempre pi comune e rintracciabile. Solo una cosa pu fermare questa emorragia: la poesia. Ma non la poesia in senso stretto: parlo della poesia intesa come composizione, costruzione, Poiesis appunto. Solo questo, solo la costruzione del S potr salvarci. E solo amando possiamo davvero essere salvi. Per questo vi dico, non abbiate paura di amare, perch inutile cercare nel futuro qualcosa, quando si ha la possibilit di cogliere il frutto delloggi.

Victor Attilio Campagna

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Gli Amanti di Vanina Lappa

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esprimersi liberamente!
Sabato 11, Roma ore 15. Europride 2011, levento pi grande a cui io abbia assistito. Colori arcobaleno, colori mescolati, travestimenti, pelle, latex, nudit rivelate, corpi celati, un artificio che ci fa stare bene. Il camminare sotto il sole cocente a ritmo di musica, una sfilata di carri! Mi sono sentita parte di qualche cosa di enorme, tutti manifestavamo per gli stessi diritti! Per smettere per una volta di essere considerati cittadini di serie B! E come ci ricorda Gaga: We are Born this way!
Im beautiful in my way cause God makes no mistakes im on the right track baby i was born this way.

Quando Arte

Dont be a Drag, just be a Queen

N.J.W.

Necessaria una breve introduzione: avrei dovuto scrivere altro ma questo ci che mi naturalmente uscito. Quello che mi uscito un discorso sullartifizio ed assieme esprime il desiderio di fuggirlo.

Click, Clock, Stock.

Ripensandoci adesso mi sembra di ricordare di averlo sentito mille volte quel suono. Mille volte lho sentito non riuscendo ad isolarlo, lasciando che mi passasse oltre, tra le gambe e sfiorandomi una guancia. Ero troppo impegnata ad osservare i tuoi baffi inesistenti. Avrei voluto che avessi i baffi, cos occupavo giornate intere a cercare negozi di parrucche e un paio di baffi che si potessero intonare ai tuoi capelli e alle tue camicie di jeans. Benvenuto nel club. Chi porta i baffi entra in tutti i locali e deve bere dal bicchiere tentando di non inzaccherarsi troppo, di non sporcarsi. Avrei voluto che non ci sporcassimo. Sporcare come parola non mi piace. Contiene porco. come se ti mettessi un porco in bocca quando la dici e un porco addosso quanto hai finito di dirla. Mi chiami alle otto di un medio venerd di fine aprile e mi dici che mi porti fuori: devi essere pronta in dieci minuti. Fai mezzora. -Un quarto dora ok dammi venti-. Una donna che si prepara in dieci minuti superlativa: di questo devi rendermene atto, almeno! Tra le poche cose di cui posso dirlo. Mi porti fuori, non serve che mami. Mangio di fretta e saluto la famiglia riunita per il venerd santo. Corro per strade illuminate da lumini rossi che dovrebbero illuminare la via alla gente in processione ma confondono il mio cervello fotosensibile, invece. Non credo che a Dio serva che camminiamo tutti in fila il venerd sera. Lui morto e sta aspettando tre giorni per resuscitare.

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Tre come i porcellini sbranati dal lupo (ancora i porci che mi tornano in mente e sarebbe il caso di indagare il perch) e non ricordo nemmeno se uno alla fine si salva. Tre come trepidante e tremore; tresor mi chiami: un po bohemienne un po farlocco. Tre come i segni che mi lasci sul collo mentre lo stringi perch sei nervoso. Oddio (odio?) quanto sei nervoso come se i pensieri che ti passano per la testa producessero energia e si scontrano e si scaldano come particelle impazzite per sovraffolamento. Mi piace baciarti sul collo ed il tuo profumo da donna. Avrei voluto durasse pi a lungo. Arriviamo nel posto in cui volevi portarmi e c aria fredda. Mi copro per non tremare e mi fai locchiolino mentre parli di letti e riformatori. I riformatori ci ricordano una canzone dei Baustelle e a me personalmente anche Edward Bunker. Quanto ho adorato i suoi libri e la loro atmosfera libera sotto la pressione della societ e del sole californiano. La sua intelligenza. Innamorata di Edward Bunker per la propriet transitiva adoro te che me lo rimetti in testa. Ordino un gin fizz e poi una birra e faccio rimanere male una ragazza perch le dico che ha i piedi lunghi senza volerlo mi cade di bocca cos giusto per intavolare una discussione che sbatte sul legno scuro del tavolo e mi rimbalza in faccia facendomi male. Lo sguardo cagnesco di lei ha questeffetto a dire il vero. Mi dispiace non volevo e ci fumiamo una sigaretta della pace cercando di accenderla contro vento. La gente impazzisce col troppo vento. Quello che c tra di noi, me e tu senza baffi che arriviamo al parossismo e ci scontriamo. Dovremmo forse prendere meglio le misure ma prima dovremmo capire contro cosa ci scontriamo. Se tra di noi, uno contro laltra. Quel rumore, quel suono: lo avverto: click, clock, stock. La tua maglia a righe troppo grande macchiata di birra genera discorsi sui nonni ed i loro cassetti e cosa ci puoi trovare dentro e telefoni come quelli che si usavano anni ed anni fa: grigi o rossi e pesanti che per comporre il numero dovevi far roteare le dita e se sbagliavi eri fottuto. Se sbagli non sei sempre fottuto?

Click, clock, stock. Siamo nati nudi. Chai mai pensato? Siamo nati nudi e la prima preoccupazione dopo averci fatto prendere il primo lungo respiro appena usciti dal grande utero materno coprirci. Vergogna per la nostra condizione naturale non pi edenica di nudi peccatori. Quindi cresciamo decidendo la sera prima cosa metteremo il giorno dopo. Decidendo prima con calma cosa ci coprir. Il giorno dopo. Il nostro amore. Click, clock, stock. I vestiti che diventano muri mentre i muri non diventano vestiti. Se non c interscambio non c equilibrio e si arriva al collasso. Le nostre case coi muri di cinta e le nostre macchine con i vetri oscurati. Mi spoglio per sfida davanti alla finestra aperta. Con lentezza. Strati su strati senza substrati, troppi strati stratificati di vestiti e di polvere e di cose che ci hanno rovesciato addosso come lamore materno diventano la nostra corazza sigillata artificialmente costruita. Siamo gli autori di noi stessi e siamo la nostra stessa opera darte. Ci esponiamo al pubblico gratuitamente senza che si faccia la coda come agli Uffizi e senza dover prenotare. Dovremmo attivare almeno un numero verde con qualche centralinista sarda simpatica e gioviale che venda bene il nostro miglior prodotto: noi stessi murati dentro i nostri vestiti. Alla faccia dellartifizio: faziosit a volte. Click, clock, stock. Adesso lho sentito. Adesso che mi risveglio dalle nubi alcoliche addensate dai Crystal Castle che stiamo ascoltando in sottofondo. Mi ritrovo che parliamo di televisione e corse in bicicletta da bambini e cerco di stabilire una connessione. Con te. Forse. In quel momento lho sentito chiaro e tondo quando involontariamente ho sfiorato un argomento che non ti andava. Hai chiuso le labbra piccole senza baffi e c stato quel suono. Click, clock, stock. Sei carino e gentile perfino con la donna truccata di mezzet che ti vende la pizza al trancio e mi racconta di aver insegnato per anni in una scuola superiore. Quindici anni mi pare dica. Prima che suo marito comprasse

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quel forno e che le manca il contatto con i ragazzi e tutto quello che le davano. E poi sei carino anche col figlio. Il figlio vorrebbe fare lingegnere perch lavora da un geometra da un anno quando non attende clienti a braccia conserte ed infarinate. Perfino lei ti ha gi visto e ti chiama per nome e ti offre lultimo pezzo di pizza che divori in fretta perch siamo partiti di corsa e non hai avuto il tempo di cenare. E parli con lei e stringi la mano al figlio e sorridi al mondo e perfino alle panchine con quella tua risata di gola trascinata. Il tutto artificialmente, di superficie. Click, clock, stock. Ecco quel rumore. Mentre parlavamo c stato. Passavano i The cure. Mi dici che non hai mai visto Boys dont cry con Chloe Sevigny che mi piace un sacco perch una gran figa. Ti ho detto di guardarlo. I would say Im sorry if I thought that it would change your mind covered it all with lies tutto ricoperto di qualcosa che non sono solo bugie. Tutti ricoperti. La tua corazza fa quel rumore quando si richiude e non si apre pi per troppo tempo. Click, clock, stock. Ci vorrebbero delle parole magiche per aprirla a comando e matematicamente e adesso vedr.

Michela Paoletti

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Tu giovine donna, non pi bimbetta, compiuta or sei novella primavera che con il piedin in lieve scarpetta precorri i tuoi giorni di gran carriera.

Allor che dei prati pieghi lerbetta, dove belt fiorita ognora si spera, vaga del sogno che let tua affetta cerchi in te cosa mai pi tanto vera.

Giovinetta

Cos in compagnia di unamichetta confidarle vuoi la voglia foriera, ma che quella non ti faccia disdetta, essendo per te unamica sincera: per ancor sei nel

tuo tempo ristretta e di tal condizion sii invece fiera!

Terenzio Mazza

Persa o non persa, in quei vicoli novembrini un gioved o un mercoled, un undici... Eravamo un sorriso scorto la sera sotto la pioggia... Arricciavi i capelli: le vesti erano lise come i nostri occhi, i nostri respriri. Ci siamo immersi nelle nostre mattine a fare lamore sui lidi di una vita passata a giocare con le nostre ombre; fingevamo di non amarci... Eravamo una pallida imitazione una stella bellissima morta. Eravamo... Nella nostra mattina, incontri tra le fila del cielo, quando ancora piover sulle nostre mani nel desiderio, nella violenza,

sui nostri occhi quando saremo consumati e... [vivi Nella sua verit non sar unimitazione, o una ripetizione: ricominciare a comporre il nostro amore -davvero questa volta. Sar. Le volte del cielo si faranno capovolte come il mare al cielo guardando; l baciavi la mia fronte, io la tua, l era il bracciante che piegava la schiena cantando un amore... Quando gli alberi danzano un verso capovolto, perch... Le nostre anime sono vicine

Victor Attilio Campagna

Questo giornale stampato con il contributo dellUniversit derivante dai fondi previsti per le attivit culturali e sociali.

Carissimi lettori, dopo una lunga, ma giustificata (si fa per dire) attesa...RIECCOCI! E con delle novit: -diventiamo bimensili. -avremo 32 pagine e a COLORI!!! -verranno integrati dei numeri speciali che lasceranno pi spazio alla fotografia e al disegno. -non ci troverete pi solo nella sede di F.d.P. (ingresso, sotto crociera e da ora anche a giurisprudenza) bens saremo anche in Citt Studi a chimica, biologia e veterinaria, a scienze politiche in via conservatorio e in Bicocca. -la redazione si sta ampliando con laggiunta anche di ragazzi non della Statale (Politecnico, IED, Bicocca, NABA, Bocconi). -verranno fatte delle riunioni e comunicheremo data e luogo sulla pagina Facebook di To Skeptron. -come sempre vi ricordiamo che se avete degli scritti (poesie, racconti, articoli, interviste, riflessioni), siete pi che benvenuti a inviarceli sulla nostra mail.

Nel prossimo numero: Lets Conquer our Rights.


Per qualsiasi cosa non esitate a contattarci!
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Art Director: Nicole

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J. Weber

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