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PESARO URBINO

DOCUMENTO PER IL CONFRONTO CON GLI ENTI LOCALI SUI BILANCI PREVENTIVI 2012

Premessa La discussione sulle politiche di bilancio dagli Enti locali per lanno 2012 si colloca in un quadro molto problematico a tutti i livelli. Il tessuto produttivo locale fa ancora i conti con gli effetti di una crisi che mette in discussione centinaia di posti di lavoro e registra segni di ripresa ancora troppo deboli e sporadici, per poter essere apprezzati sul piano sistematico. Rimane serio il problema dellaccesso al credito per le nostre imprese. Alle criticit gi presenti da tempo a livello territoriale, inerenti le difficolt occupazionali per donne e giovani, si sta aggiungendo un fenomeno, socialmente dirompente, quello degli scoraggiati, persone di varia et che in forma pi o meno consapevole, si mettono ai margini del mercato del lavoro, ingrossando le file di unarea grigia non coinvolta nelle politiche attive del lavoro, a forte rischio di emarginazione. Nel contempo il disagio sociale si allarga a fasce nuove di lavoratori e pensionati che hanno visto calare sensibilmente le risorse a disposizione e non riescono, con mezzi propri, a fronteggiare le incombenze quotidiane. Le famiglie da tempo denunciano una contrazione della capacit di risparmio, i salari e le pensioni sono fermi, i recenti provvedimenti, a partire dallaumento dellIva e delle accise sui carburanti, gravano in gran parte sui redditi fissi e tutto ci mette a rischio non solo le tradizionali reti di solidariet parentale ma anche il livello di tenuta di quella coesione sociale che pur stata un elemento fondante dello sviluppo del nostro territorio provinciale. E sotto gli occhi di tutti lincremento notevole delle domande di sostegno e di assistenza sociale. In questo scenario si fa sempre pi evidente un preoccupante paradosso: a domanda sociale crescente si risponde con la diminuzione delle risorse volte a fronteggiarla. Il taglio indiscriminato, dal 2008 ad oggi, di oltre l80%, delle risorse trasferite agli Enti locali per questo tipo di politiche, 1

con lazzeramento pressoch totale dei Fondi ad esso dedicati, a partire dal Fondo Sociale Nazionale, a meno di uninversione di tendenza, rischia di pregiudicare seriamente la capacit del livello territoriale di dare soluzione a problemi resi ancora pi gravi da scelte cos squilibrate. LItalia, come e pi degli altri Paesi UE, chiamata ad una seria opera di risanamento dei conti. Il rientro del debito entro parametri condivisi nei prossimi 2 anni e il pareggio di bilancio sono impegni onerosi che coinvolgono tutti i soggetti economici, sociali ed istituzionali. Per obiettivi di tal genere servono, come ha sottolineato il Presidente Napolitano, rigore, responsabilit, equit e adeguate politiche di sviluppo e di sostegno al reddito. Le OO.SS. hanno piena consapevolezza della difficile situazione in cui versano gli Enti locali. Il contributo che stato loro richiesto negli ultimi 3 anni, in termini di tagli ai trasferimenti e di vincoli sul Patto di Stabilit, risulta visibilmente sproporzionato rispetto alle Amministrazioni centrali, come pi volte anche lAnci ha denunciato. Gli Enti locali sono chiamati, a pieno titolo, a contribuire allopera di risanamento del Paese, riducendo eventuali sprechi e spese improduttive e contenendo i costi della politica ma devono comunque essere messi nella condizione di assicurare le funzioni a loro assegnate, autonomie locali. I tagli lineari effettuati dal Governo, invece,sbagliati anche sul piano metodologico perch non distinguono tra amministrazioni sane e quelle disinvolte, rischiano di mettere in discussione la tenuta dei servizi pubblici a livello territoriale e sono il contrario di ci che un federalismo autentico dovrebbe prendere in considerazione. La formula dei tagli indiscriminati adottata nelle recenti manovre rischia di trasformare la L.42/09 sul federalismo e i successivi decreti attuativi in un mero contenitore normativo capace solo di indurre un ulteriore inasprimento della pressione fiscale a livello locale. anche attraverso una seria e compiuta riforma degli assetti e delle funzioni dellintero sistema delle

Le nostre priorit Proprio in virt degli aspetti di forte criticit richiamati CGIL - CISL - UIL si appresteranno al confronto con gi Enti locali, con senso di responsabilit, vagliando ogni possibile scelta, alla luce di unimprescindibile esigenza di equit, nel rispetto delle seguenti priorit: CONTROLLO E QUALIFICAZIONE DELLA SPESA Indispensabile unattenta ricognizione dei vari capitoli di spesa per individuare ogni forma di economia utile a salvaguardare la spesa sociale ed educativa e il sostegno alle persone in difficolt. Per la stessa va approfondito il livello delle risorse e lefficacia degli interventi in atto, nonch la stima di ci che potrebbe servire per fronteggiare nuove emergenze. Vanno rifinanziati i Fondi Anti-Crisi esistenti, attuando unattenta ricognizione delle modalit di accesso utilizzate negli anni precedenti e superando gli eventuali limiti, favorendo possibilmente una gestione intercomunale delle misure. Occorre valutare la possibilit che venga adottato o lIsee attualizzato o un abbattimento percentuale dellIsee per laccesso alle prestazioni sociali agevolate di lavoratori e lavoratrici in difficolt (disoccupazione, mobilit, cassa integrazione). Va inoltre fatto il punto sulle partite aperte inerenti lintegrazione socio-sanitaria, anche sollecitando la Regione a definire al pi presto un sistema omogeneo e chiaro di tariffe in tutto il sistema dei servizi residenziali e semiresidenziali sia per il sociale che per il sociosanitario. Tra le misure che concorrono ad una razionalizzazione delle spese particolare rilievo deve assumere la gestione associata di servizi e funzioni, nei termini previsti dalle norme in vigore, recuperando il terreno, colpevolmente perso, in tal senso dalla maggior parte dei Comuni. In questo senso diventa particolarmente rilevante lorientamento che dovrebbe assumere la Regione Marche, esercitando le prerogative assegnate dalle recenti normative in merito agli ambiti ottimali di gestione (limite demografico minimo per le funzioni fondamentali in forma associata fissato in 10.000 ab., salvo diverso limite individuato dalle Regioni).

E urgente e necessario, in questa prospettiva, che la Regione formuli un disegno istituzionale ed amministrativo organico riguardo le forme da privilegiare per la gestione associata delle funzioni, anche recuperando e valorizzando alcune esperienze delle Comunit Montane. Nei processi di riorganizzazione dei servizi, dando priorit alla valorizzazione del personale interno e puntando alla riduzione delle consulenze esterne, gli eventuali raccordi tra soggetti privati e Comuni, indotti dai processi di esternalizzazione, debbono rigorosamente basarsi sul rispetto delle norme di legge e di contratto vigenti in tema di lavoro e sicurezza e sullattenta regia del soggetto pubblico, volta a garantire la qualit dei servizi e delle condizioni di lavoro degli addetti. In caso di appalto rimane essenziale il riferimento a quanto previsto dal Protocollo provinciale del 13/3/2010 e dellAccordo del 24/07/2008. E altres importante per le Amministrazioni puntare a predisporre i Piani di razionalizzazione triennali di cui allart.16 c.4 della L. 111/11. POLITICHE TRIBUTARIE E TARIFFARIE PATTO ANTIEVASIONE Il ricorso a leve fiscali da questanno di nuovo a disposizione (addizionale IRPEF, tassa di soggiorno) ed altre misure contemplate dalla normativa (tassa di scopo) dalle OO.SS. ritenuta unopzione praticabile solo a patto che gli Enti locali abbiano mostrato di aver attivato tutte le misure necessarie per qualificare la spesa e abbiano adottato scelte concrete per combattere lelusione e levasione fiscale, sia per i tributi di loro pertinenza, sia per lazione possibile di raccordo con lAgenzia delle Entrate, sulla scorta di quanto gi tradotto da altre realt territoriali (es. Emilia Romagna). In questo senso proponiamo un Patto Antievasione, da sottoscrivere, possibilmente al livello della Conferenza Provinciale delle Autonomie locali. Ne indichiamo quelli che per noi sono i contenuti essenziali: E urgente che i Comuni scelgano la forma migliore per lesercizio dellattivit di accertamento tributario, anche associandosi sia per listituzione del Consiglio Tributario sia per la gestione di tale attivit. Vanno sviluppati e uniformati, anche implementando meglio i contenuti operativi previsto dal Protocollo Anci Marche Agenzia Entrate, i protocolli e le procedure 4

standard, i percorsi formativi dei dipendenti comunali, i gruppi di lavoro che favoriscano lo cambio di buone prassi, con particolare riferimento alla formulazione corretta delle cosiddette segnalazioni qualificate che i Comuni devono fare. Tra le funzioni amministrative da associare, va inserita anche la gestione dei tributi con particolare riferimento alle attivit di controllo sullevasione e sullelusione fiscale. Andrebbero accentrati in un unico archivio informatico presso gli uffici tributi dei Comuni, sia singoli che associati, i dati relativi a coloro che usufruiscono di prestazioni e/o servizi agevolati. Le comunit locali e gli attori sociali vanno resi partecipi degli obiettivi e dei risultati raggiunti in termini di lotta allevasione, anche pubblicizzando periodicamente gli esiti di tali azioni e rendendo pubblica la produttivit dellazione di controllo (es. rapporto costo dellazione/somme riscosse). Per i controlli Isee andrebbe diffusa la pratica delle convenzioni con la Guardia di Finanza e lAgenzia Entrate. Le leve fiscali Nel nostro territorio provinciale 16 Comuni su 60, nellanno 2011, avevano adottato, per effetto di provvedimenti antecedenti, laliquota massima possibile delladdizionale Irpef (0.8%). Nel caso si rendesse necessario il ricorso alla leva fiscale per ci che attiene alladdizionale IRPEF deve essere attentamente valutata lapplicabilit di una soglia di esenzione e rimarcato il criterio della progressivit, salvaguardando i redditi mediobassi; la tassa di soggiorno va considerata una delle leve fiscali possibili da utilizzare, al pari delladdizionale Irpef. E auspicabile che la scelta sulleventuale adozione della tassa di soggiorno sia fatta su scala territoriale, anche per favorire lo sviluppo a quel livello di politiche specifiche per turismo e cultura, e supportare specifici progetti di valorizzazione del sistema di accoglienza. Le politiche tariffarie partendo dalla conferma del consolidato orientamento delle OO.SS. di chiedere alle Amministrazioni di non procedere ad incrementi superiori allandamento dellinflazione, debbono mettere al centro lintroduzione e lestensione dello strumento ISEE (dove possibile nella sua forma pi avanzata che quella lineare) per dare 5

maggiore equit, alla compartecipazione alla spesa degli utenti nei servizi a domanda individuale. Va inoltre perseguito con determinazione lobiettivo, da valutare in raccordo con la discussione sul tema aperto a livello regionale, di un ISEE distinto per ogni servizio e armonizzato a livello di ambito sociale territoriale. POLITICHE DEL PERSONALE I continui e ripetuti tagli alla spesa per il personale, compresa quella per la formazione, il blocco del turn-over e delle retribuzioni, ha ormai messo in discussione, in molti comuni, la possibilit di continuare ad erogare servizi primari per le comunit locali. Alla luce degli ulteriori vincoli posti dal Governo sulla gestione del personale riteniamo comunque necessario sviluppare con ogni Amministrazione un confronto teso ad individuare le forme attraverso le quali, a fronte di specifici progetti di efficientamento della P.A., si possano salvaguardare i percorsi professionali dei dipendenti e continuare a riconoscere loro laccesso a Fondi di produttivit . Va perseguito un collegamento sempre pi stretto tra gli obiettivi di produttivit collettiva e quelli di bilancio, con particolare riferimento alla gestione associata dei servizi e alla lotta allevasione e allelusione fiscale, anche attraverso indicatori che premino il lavoro di gruppo effettuato dai servizi al loro interno e tra servizi diversi ma orientati al perseguimento di un medesimo obiettivo. Va inoltre colta lopportunit dimplementazione del Fondo per la contrattazione integrativa con le modalit previste dai CCNL vigenti razionalizzazione triennali. GLI ENTI LOCALI PER UN NUOVO SVILUPPO TERRITORIALE Sul piano metodologico auspicabile che ogni intervento sul tema delle politiche di e dalle recenti norme sui Piani di

bilancio venga adottato dopo un adeguato confronto tra Regioni, Provincia e Comuni per coordinare tra loro le azioni e ribadire lorientamento espresso anche nel 2011, di fare della coesione sociale e dello sviluppo i cardini delle politiche territoriali. Come pi volte ribadito, da ultimo in sede di Commissione Provinciale per il Lavoro, riteniamo urgente e necessario attivare una sede di confronto provinciale tra 6

amministrazioni locali, istituzioni e parti sociali, nella quale possano essere portate ad una sintesi pi efficace e coerente le risorse e le scelte per lo sviluppo locale, in una dimensione strategica provinciale. Questo perch la spesa pubblica, pur nella ristrettezza dei vincoli posti dal Patto di Stabilit e dai tagli ai trasferimenti, pu costituire, senza ulteriori oneri, un vettore trainante in direzione di uno sviluppo qualificato del territorio, sostenuto anche da un migliore e pi efficace utilizzo delle risorse dellUE. A titolo esemplificativo potremmo indicare tra i temi da approfondire le politiche urbanistiche e del territorio, le politiche energetiche, ledilizia popolare e lhousing sociale, le politiche per la salute e per il welfare locale, TPL, dismissioni del patrimonio pubblico. Per ci che attiene i servizi a rete, si esorta la definizione di Linee Guida per favorire un processo di riorganizzazione che abbia a riferimento esigenze degli utenti e dei lavoratori attualmente occupati. Per un approfondimento delle politiche per lo sviluppo territoriale richiamiamo il documento unitario che le OO.SS. hanno consegnato nei mesi scorsi alla Provincia per il Piano Strategico Provincia 2020. Riteniamo inoltre che, valutata leccezionalit della situazione determinatesi anche in seguito ai tagli derivanti dalle manovre finanziarie e la necessit assoluta di mettere in sicurezza i servizi e gli interventi dedicati ai soggetti pi deboli in una condizione di crisi economica ancora di dimensioni rilevanti e preoccupanti, occorra, per i Bilanci Preventivi 2012 dei Comuni del nostro territorio provinciale, un livello di confronto, impegnativo per le parti coinvolte, il pi largo e condiviso possibile (per esempio la Conferenza Provinciale delle Autonomie Locali).

Pesaro, Novembre 2011