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Giuseppe Albanese

La storia di Pinu
Memorialistica popolare
Prefazione di Clay Casati Postfazione di Ida Rampolla del Tindaro

www.scribd.com/doc/73807615/La-storia-di-Pinu

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Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti da ritenersi puramente casuale. Se non altrimenti specificato, immagini e foto sono dellautore. Foto di copertina di Emilio Rescigno fotografo creativo; 1011 settembre 2010, ascensione al Grand Giuir 3.222 mslm www.emiliorescigno.it/

Prefazione Il Viaggio Larte Bianca La naja I favolosi anni 60 Lamour La Tragedia La vita continua Postfazione

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alle mie due patrie

Morgex AO, Valle dAosta

Polizzi Generosa PA, Sicilia

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PREFAZIONE
Clay Casati

Siate Affamati. Siate Folli, Steve Jobs


Mercoled 12 novembre 1958 il giovane Pinu lascia la natia Polizzi Generosa nel parco delle Madonie, in provincia di Palermo, Sicilia, per realizzare un sogno professionale in Valle dAosta: dal profondo sud al profondo nord. Emozioni e rimpianti accompagnano il migrante Pinu durante il viaggio di oltre 24 ore con la Freccia del Sud, uno dei primi collegamenti ferroviari che dal nord Italia arrivavano a sud di Napoli senza alcun trasbordo. Era il treno con la percorrenza interna pi lunga circolante in Italia: 600 km in circa 22 ore. Pino Albanese, Pinu, pasticcere, pittore, chitarrista e film maker, autodidatta, racconta se stesso senza pudori. La sua autobiografia diventa la sintesi della sua filosofia per il lavoro e per la vita.

Egli viveva soltanto per il lavoro e il sapere sempre di pi; in empre particolar modo le novit e le cose belle della vita. La sua materia grigia era assetata e affamata di ogni cosa nuova potesse sentire o vedere. Quando sale sullultimo treno, che da Torino lo porta in Valle dAosta, inizia a scoprire alcune differenze tra il profondo sud e il profondo nord italiano. La lingua parlata nella Valle lo patou francoprovenzale o il francese, che il siculo non capisce. Il cibo e soprattutto la pasticceria del nord, sono molto diversi da quelli siciliani. Pinu inizia la ricerca del mestiere giusto nellambito dei servizi di ristorazione. Sperimenta il lavoro del barman, che abbandona senza rimpianti. Quindi si appassiona e si concentra sui servizi di cucina con lobiettivo di diventare un bravo chef. Dopo varie esperienze come cuoco realizza che il cucinare potrebbe essere classificato tra i dirty work e sceglie definitivamente la pasticceria ovvero lArte Bianca. Per emergere nel mondo del lavoro, Pinu deve affrontare non solo la competizione dei colleghi, ma anche dispetti e scorrettezze lleghi, generate dal razzismo verso il terrone. Gli anni 60 in Piemonte e Valle dAosta sono ricordati come il periodo pi buio del razzismo contro i migranti dal sud dItalia ben rappresentato dai vergognosi cartelli non si affitta a meridionali. Il montanaro Pinu non ricerca lomologazione, rimane orgoglioso di essere uomo di montagna siculo, affamato di conoscenza, un po folle, con il coraggio di seguire il suo cuore e la sua intuizione. I primi successi professi professionali li raggiunge nel 1962 come militare di leva al 52 Rgt. Fanteria dArresto ALPI di Fossano: diventa chef della mensa attestati di stima come cuoco e

ufficiali collezionando pasticciere.

Al termine della Naja parte per una visita ai parenti in Sicilia. La permanenza di Pinu a Polizzi dura solo 15 giorni. I suoi amici non cerano pi, tutti emigrati. Si sentiva straniero nella sua terra natia. Pinu scrive: Il cruccio del meridione stata sempre la diversit economica e di produzione varia. Di certo nella Sicilia di Pinu, non sono mai venuti meno gli uomini intelligenti ed onesti: (anzi!) costoro, hanno dovuto espatriare e disseminarsi ovunque nel mondo. Per incompatibilit intellettive, senso di onest ed altruismo, queste persone, hanno consegnato ( a suo tempo! e, malgrado loro!) la Sicilia e i siciliani a personaggi che non hanno saputo amministrare onestamente e consapevoli del bene altrui. (Peccato!!!) Rientrato in Valle dAosta, dopo la vacanza in Sicilia, Pinu riprende a lavorare come pasticcere nella pi importante industria locale. Convinto che la pasticceria sia scienza e arte, che impegna il braccio e la mente, integra lesperienza lavorativa con autoformazione e lezioni private di esperti pasticceri. Gli anni di lavoro e di vita nel profondo nord italiano danno a Pinu conoscenze informate per un confronto con il Meridione. Il risultato impietoso e spinge Pinu a convincere genitori e fratelli a trasferirsi in Valle dAosta. Loperazione non ha successo: le condizioni di vita sono talmente differenti che, dopo pochi mesi, i parenti rientrano in Sicilia. I favolosi anni sessanta sono ricchi di soddisfazioni professionali ed economiche per Pinu che nel 1965 diventa capo pasticcere responsabile del laboratorio di una prestigiosa pasticceria di Courmayeur Monte Bianco, famosa stazione di turismo invernale ed estivo. Il successo professionale d a Pinu la possibilit di riprendere con pi impegno la pittura. Frequenta lo studio di Italo Mus (Chatillon, 4 aprile 1892 15 maggio 1967), artista simbolo della Valle dAosta. Conosce il Maestro Martino Martini, ne diventa allievo e amico fino alla scomparsa del pittore piacentino nel 1975.

Nel 1968, la selvaggia Val Ferret e la famosa canzone Maria Elena, (al vertice della classifica dei dischi pi venduti in Italia nellestate 1963), hanno creato il giusto contesto per far scoppiare lamore tra il siculo Pinu e la giovane diplomata valdostana Annamaria. Mostra di Italo Mus al Castello Gamba di Chtillon

dipinto_italo_mus.jpg, visitchampoluc.it

Il viaggio di nozze la traversata dellItalia dal Monte Bianco al gruppo montuoso Le Madonie della Sicilia occidentale per raggiungere i parenti di Pinu a Polizzi Generosa in provincia di Palermo. loccasione per i due montanari di visitare alcune delle localit marine del Sud dItalia e in particolare Napoli e, sulla costa nord della Sicilia, Santo Stefano di Camastra e Cefal. Nel dicembre 1969, alla ventenne novella sposa di Pinu viene diagnosticato un reticolosarcoma, linfoma non Hodgkin di derivazione istiocitaria, tumori pi frequenti negli individui che hanno tra i 20 e i 40 anni. La diagnosi infausta viene confermata dal Mauriziano di Aosta e dal Rizzoli di Bologna. La Morte da concetto astratto diventa per Pinu una realt con la quale convivere. Nessuno vuole morire, anche se la morte la destinazione ultima che accomuna tutte le persone. C un tempo per vivere e un tempo per morire.

La Morte la pi grande invenzione della vita, un potente agente di cambiamento, spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Non cos per Annamaria deprivata del tempo per vivere. Per circa un anno e mezzo il trattamento chemioradioterapico migliora le condizioni di vita della sposa di Pinu. In questo periodo viene realizzata e inaugurata la pasticceria di Pinu a Morgex. Nel marzo 1972 la malattia si aggrava, la medicina ufficiale si dichiara impotente, Pinu ricorre - senza successo - al siero caprino antitumore del dottor Liborio Bonifacio. Nel maggio 1972 la giovane sposa muore. Morgex (923 m.s.m.), cuore della Valdigne, diventa la patria di adozione di Pinu. Pittura e cinematografia a passo ridotto sono i passatempi creativi che permettono a Pinu di superare la tragedia vissuta. Conosce pittori e scultori, partecipa a mostre di pittura, riceve premi e riconoscimenti per lArte Bianca e per le Arti Visive (la II Pittura e la VII Cinema), tra i co-fondatori di Cine Club Valle dAosta. Ma non dimentica la sua patria dorigine Polizzi Generosa (917 m.s.m.) in provincia di Palermo, che fa parte dei paesi dellentroterra sicula dimenticati in quanto lontani dal mare e dai centri turistici importanti. Per le attivit realizzate a favore di Polizzi Generosa, Pinu riceve una Targa dArgento. Nel 2001 Pinu si ritira dal lavoro. Il 12 giugno 2005 stata una giornata speciale per i laureandi di Stanford, una delle pi famose universit al mondo, con sede nel cuore della Silicon Valley. Steve Jobs, CEO e co-fondatore di Apple, invitato a tenere il commencement speech, il discorso augurale per i neo-laureati, ha raccontato se stesso con inedita sincerit.

La testimonianza di Pinu in linea con il messaggio di Steve Jobs ai giovani: Il vostro tempo limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa pi importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto secondario. Stay Hungry. Stay Foolish. Siate Affamati, Siate folli. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.

Clay Casati si occupa di ricerca sui sistemi di gestione aziendale e di alta formazione professionale. Come dirigente industriale ha coperto posizioni manageriali nelle operations in societ multinazionali. Come consulente di direzione ha operato nelle aree supply chain, produzione e manutenzione. Nato a Savona, laureato in Scienze Matematiche a Torino, diplomato in Direzione Aziendale SDA Bocconi Milano.

Il viaggio
dal profondo sud al profondo nord

Freccia del Sud


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Polizzi Generosa 1958 Il ragazzo Pinu, allievo pasticcere Il corso di chitarra e la band La mente non inquinata di Pinu Arriva la Televisione in Sicilia Il primo concerto e la proposta La decisione e la valigia di cartone Il viaggio a Palermo e la partenza verso il nord Lultimo sguardo e la tentazione di non partire Palermo e lultimo regalo allapprendista pasticcere Partenza del treno da Palermo, addio Sicilia bedda Napoli e il golfo La vita bisogna affrontarla come si presenta I colli romani e Roma Firenze dellArte tutta La pianura piemontese e Torino Il cruccio del meridione Finalmenti arrivammu! Il treno per Saint Vincent Il fazzolettino ricamato Lo francoprovensal Il restaurant Halj Bab La scelta dal menu Il dessert e u pastizzuattu

Polizzi Generosa 1958 Polizzi Generosa provincia di Palermo. Mercoled 12 novembre 1958, era una giornata splendida e soleggiata, umida e con laria frizzante, come del resto ci si aspetta nella stagione autunnale. Pinu, si apprest a lasciare il paese nato dove ha trascorso i suoi diciotto anni: dalla tenera et , alla adolescenza e fino al raggiungimento dellet adulta Si lasci alle spalle ledificio delle Suore Carmelitane e le scuole elementari nel Palazzo Comunale fino alla classe quinta. Le maestre furono le Suore del Convento, la signorina Rosa Carini, il Maestro Giovanni Borgese e il Maestro Giuseppe Gasparri di Petraia Sottana. Linteressamento per la scuola e la simpatia per gli Insegnanti tutti molto bravi fu tale, che alla fine dei corsi annuali, rimaneva nellanima degli scolari, quel senso di amicizia e reciproca affettuosit. Trascorsi gli anni dellobbligo scolastico, i ragazzi venivano indirizzati dai genitori, secondo la casta? Nei vari laboratori di Artigianato locale o; i pi agiati, a continuare le altre scuole fino allUniversit. La maggioranza dei giovani per? Venivano quasi obbligatoriamente mandati allapprendimento dei mestieri artigianali come il falegname, calzolaio, sarto, barbiere e apprendista muratore. Il ragazzo Pinu, allievo pasticcere Al ragazzo Pinu, le consigliarono di imparare un mestiere dove avesse potuto lavorare allinterno di qualche laboratorio e non dovere lavorare allesterno a contatto con polvere vento e brutto tempo. Venne assunto nella pasticceria e bar del Signor Nunzio Lima come aiuto barista e pasticcere. Nella piccola azienda familiare impar tante cose. Nel luogo di lavoro trascorse circa due anni frequentando anche, alcuni corsi di Arte Bianca

Merceologa e alimentazione dolciaria, patrocinata dalla Regione Sicilia e dal Comune di Polizzi. Nella pasticceria del Signor Lima, si producevano dei dolci tradizionali e gelati. Mentre il pomeriggio e sera si dedicava a servire nel bar attiguo. A Pinu la curiosit e il sapere sempre di pi non lo spaventavano affatto: anzi!! Lo affascinavano e lo facevano sentire un po pi diverso dai suoi amici. Dolci Siciliani (dolci-siciliani.com)

Il corso di chitarra e la band Un bel giorno si iscrisse ad un corso di chitarra che; sfruttando le pause di lavoro pomeridiane, si recava alle lezioni di musica tenute dal Maestro Francesco Maria Rodolfi, in un salone da barbiere. Il Maestro per loccasione suonava il violino e il mandolino. Dopo alcuni mesi di studio e forza di volont, si impadron delle tecniche dello strumento e la conoscenza della musica leggera con le sue canzoni melodiche e belle sotto ogni punto di vista. Le stesse, allora; venivano divulgate solamente dai dischi a 68 giri e, per via Radio. Non occorreva molto tempo per farle rimanere impresse nella memoria canora di

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ognuno di noi e per lungo tempo. Successivamente, Pinu chiese ai suoi amici che gi suonavano nella banda musicale del paese, ed erano un poco pi esperti nella musica, di formare un complessino musicale cimentandosi a ricreare quei motivi tanto orecchiabili, e suonarle con tanta voglia e felicit sia per se stessi, che per le varie occasioni che si potevano presentare nelle festivit del paese che in quelle familiari. Lidea piaciuta a tutti che non tardarono ad iniziare le prove. I strumenti musicale erano: la fisarmonica, il sassofono soprano e contralto, la tromba , il violino e la chitarra di Pinu. Un bel giorno e tutti daccordo; fecero nascere un complesso di musica leggera, con il nome di: Quintetto Polizzi. Per Pinu e gli amici musicisti fu una grande soddisfazione nel avere creato il gruppo e potersi esibire successivamente nelle varie occasioni di feste paesane e di famiglie; (le pi agiate si intende?).

Andare a suonare nei matrimoni, battesimi, ricorrenze varie e serate di ballo, fu una soddisfazione impagabile. La neo attivit oltre ad essere un impegno abbastanza serio, fu anche il passatempo e il divertimento dei giovani di allora. Loro i giovani; per la prima volta si sentirono elementi che servivano a qualcosa, in particolar modo operare musicalmente e

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pubblicamente in quei paesi sconsolati delle Madonne. (Seconda catena di monti dopo il Monte Etna). E stata una cosa importante e soddisfacente. In particolar modo, la nuova attivit fu fonte di gioia e orgoglio nel sapere ricreare fedelmente i motivi delle celebri canzoni, che il festival di Sanremo, proponeva ogni Anno nel periodo del Carnevale, mettendo in gara, sia i cantanti; (veri cantanti) e, le vere canzoni, con parole e musica di un certo significato e forte senso alle cose belle della terra e della vita delluomo. La mente non inquinata di Pinu Nellet delladolescenza la mente di Pinu era limpida e non inquinata dalla modernit degli anni duemila. Egli viveva soltanto per il lavoro e il sapere sempre di pi; in particolar modo le novit e le cose belle della vita. La sua materia grigia era assetata e affamata di ogni cosa nuova potesse sentire o vedere. Egli, si sentiva coinvolto nelle curiosit e novit che la scienza e la tecnica scopriva nuove fonti di aiuti che potessero servire al bene delluomo e nella sua Terra. Il suo desiderio per; era quello di attingere nelle molteplici notizie di quel Mondo artistico e affascinante che sognava sovente e, che vedeva in lontananza, la incapacit di raggiungerlo. Consapevole per; che un giorno chiss quando! Poterlo avvicinare ed esplorarlo nella difficile sua qualit e vastit. (Forse ho chiesto troppo?) Speranzoso lui; che un giorno non molto lontano, i suoi occhi avrebbero potuto vedere dal vero, quelle immagini a lungo fantasticate nel suo cervello. A Pinu non era pi sufficienti; ammirare e vivere giorno dopo giorno, la solita visione del suo territorio: territorio per altro bello e variegato perennemente presente e da ogni prospettiva.

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Dal lato nord egli contemplava quasi sempre i suoi vicini monti Madoniti, innevati nel periodo invernale e soleggiati nel periodo estivo, con alle sue pendici, la verde valle coltivata a nocciole, frutteti e ortaggi vari. Ai margini inferiori di quei monti, sono nate e nascono ancora oggi, numerose sorgenti dacqua potabile che, convogliata in diversi ruscelli aliment i numerosi mulini per macinare il grano prodotto nel territorio di Polizzi. Lacqua serviv anche ai contadini che incanalata e intubata alimentava le svariate fontanelle della valle. Anche e soprattutto traevano vitalit le numerose piante floreali di origine mediterranea dai colori intensi e profumati. Monti Madoniti

Fonte: nicobastone.com Arriva la Televisione in Sicilia Fu il 1954 quando arriv la televisione in Sicilia ovvro, il momento in cui la scatola magica entr di casa in casa e nei locali pubblici del paese facendo vedere e sentire le immagini e le voci delle persone che apparivano virtualmente in essa. Pinu faceva sempre in modo di trovare il tempo e andare da qualche parte dove cera la scatola parlante della TV e guardare i

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programmi in corso. Qualunque essi fossero; pur che, sentisse parlare, e vedere le varie immagini trasmesse a lui sconosciuti. Egli, si immedesimava agli avvenimenti del programma in corso, i suoi occhi e le orecchie scrutavano ogni cosa. Voleva vedere cose nuove; (sempre). Immaginava di vedere il grande Mondo Terrestre, bello, somigliante al Paradiso e senza cattiveria. (Magari!!). Pinu sempre pi incuriosito e attratto dal nuovo; sognava ad occhi aperti; fantasticava e si diceva speranzoso di toccare un giorno con mano, quante pi cose nuove e vere che appartengono ad Esso. La Dolce Vita, 1960 - Fonte: claudiocaprara.it

A sua insaputa quel giorno inaspettato, cominci ad avvicinarsi al suo corpo in carne ed ossa veramente! Un bel giorno e grazie al neo complesso musicale i cinque ragazzi musicisti furono chiamati dai dirigenti scolastici, per suonare insieme ai canti dei bambini delle colonie al saggio ginnico ed al termine della colonia estiva in Polizzi.

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Il primo concerto e la proposta Accettato lincarico; ebbero inizio le prove settimanali assieme i bambini che cantavano. Un giorno ed al termine delle prove, la Direttrice scolastica mise una pulce allorecchio di Pinu, dicendole che forse, cera la possibilit di andare a lavorare per chi fosse interessato, nella lontana Valle dAosta. Fu in quel periodo di prove musicali e dialogo con le maestre, che Pinu si avvicin sia pure virtualmente, a quel poco di mondo nuovo da scoprire e da gustare. Le prove consistevano, nel dare colore musicale e melodia in pi ai canti dei ragazzi quando si sarebbero esibiti pubblicamente nella grande piazza (27 Maggio) dove sorge da molti anni il Monumento ai Caduti in guerra; piazza; ubicata ai margini di un promontorio che sovrasta la valle dei mulini e giardini sottostante. Il Concerto

Qualche settimana dopo, giunse il giorno dellesibizione e del saggio ginnico che si svolse nella grande piazza. Dal palco rialzato i musicisti ammiravano il numeroso pubblico di fronte, e mentre suonavano vedevano la lunga e larga valle con il fiume Grande o, Ymera Settentrionale al centro, che si snodava

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fino al mare di Termini Imerese. Quella Domenica di settembre e delle esibizioni con la piazza gremita di persone che assistevano alla manifestazione e mentre era in corso lo spettacolo canoro e musicale de: Il NABUCCO di Giuseppe Verdi e il famoso pezzo del Coro a Bocche Chiuse. Pinu vide arrivare la direttrice e sedersi vicino: e, a bruciapelo gli chiese. --- Senti ragazzo con la chitarra, vuoi andare a lavorare nellalbergo e ristorante di mio zio in alta Italia e precisamente a Saint Vincent (Valle dAosta?) Pinu in quellattimo fu assalito da una grande emozione e molta perplessit: non potendole dare una risposta subito le disse. --Signorina direttrice, le far sapere al pi presto la mia decisione. La giornata festaiola termin con un nulla di fatto! facile per Pinu prendere una immediata decisione. Non fu

Passarono alcuni giorni pensando al cambiamento drastico che poteva avvenire nella sua futura esistenza con lo sradicamento dalla sua terra che lo ha visto crescere fino al diciottesimo anno di et. La pausa di alcuni giorni fu lunga penosa e soprattutto, pensosa. Le notti passarono quasi insonni e con tante visioni virtuali; belle e brutte.

Saint Vincent - Fonte: italiapokerclub.com

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Comunque sia: la decisione venne presa e alcuni giorni dopo; Pinu dette la parola alla direttrice dicendole che era pronto a partire per la lontana Valle dAosta e affrontare un nuovo lavoro nel nuovo Mondo che stava per calpestare. La decisione e la valigia di cartone La settimana dopo e nella seconda parte dellesibizione pubblica le orecchie e le dita erano impegnati alla musica, ma la mente e la fantasia vedevano altre cose, altri avvenimenti; altrove e chiss quali future avventure. Negli anni cinquanta i cittadini di Polizzi (una buona parte spinti dalla necessit di trovare un lavoro pi remunerativo,) partivano per terre ancora pi lontane come le Americhe, la Germania, Svizzera, Lombardia e Piemonte ecc. ecc. Per diversi anni il neo chitarrista, lavor nel bar pasticceria del Signor Nunzio Lima, attivit ubicata in piazza Umberto Primo, capolinea di partenze e arrivi di autobus diretti a Palermo e Catania. Le corriere erano quelle della SITA. Gli automezzi a volte nuove, ma spesso seminuove con trenta o quaranta posti a sedere e un grande porta bagagli sul tetto. Poich le partenze avvnivano due volte al giorno, per Palermo e Catania Pinu aveva sempre pi occasioni di osservare le scene delle partenze che a volte si presentavano davvro commoventi e strazianti. I mezzi pubblici di quel tempo, avevano lautista e il bigliettaio, solo loro si occupavano alla sistemazione dei passeggeri e dei bagagli. Sul tetto della corriera venivano issate da diverse braccia, le valige di cartone color cachi, rigonfie di indumenti al limite della capienza, sempre legate con quella cordicella di canapa di colore chiaro e sfilacciata. Essa; la cordicella allora, rappresentava il simbolo dellemigrante del meridione dItalia (Fonte immagine: antoniotonelli.it). Durante il viaggio insidiose erano i tornanti con curve e contro curve che il mezzo da trasporto doveva affrontare.

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Il lungo percorso da Polizzi a Palermo era di quattro ore circa.La corriera si fermava ad ogni paese per fare salire o scendere alcuni passeggeri: il conducente,aveva il compito di salire la stretta scaletta di metallo, posta dietro al mezzo e, controllare che tutti i bagagli erano al suo posto. Solo cos si poteva riprendere il viaggio. Diverse volte Pinu sentiva le grida e raccomandazioni dei familiari dei passeggeri; di legare molto bene il telone che copriva tutti i bagagli allorch questi, non si perdessero o volare via a causa della strada dissestata e piena di buche. Il viaggio a Palermo e la partenza verso il nord Lesperienza che fece Pinu, un giorno prima della grande partenza stata quella di fare un viaggio per Palermo assieme i suoi concittadini emigranti. Quel maledetto giorno, non fu di certo un felice viaggio anzi fu una triste giornata. Una parte dei viaggiatori erano abituati a viaggiare e non dettero segni di sofferenza. Mentre alcuni che non avevano mai viaggiato soffrirono molto. Dopo qualche chilometro di percorso i loro visi cambiarono di aspetto. Erano scarni e pallidi, il moto cinetico e le curve della strada, sollecitarono il vomito. Quella poltiglia gastrica acida e nauseabonda, impregn laria allinterno della corriera. Giungere nella citt di Palermo, stata una esperienza terribile. Ritornato al suo paese, si prepar per la partenza che avvnne tre giorni dopo, cos una mattina del mese di novembre, con laria fresca e pungente: il Signor Lima e sua moglie Cristina, vennero a casa di Pinu per prenderlo e portarlo fino a Palermo. Ci fu un triste addio con tutti i suoi familiari davanti casa.

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Salito nel sedile posteriore e sistemata la grande valigia e due piccoli colli dentro la Bianchina Fiat (Fonte immagine: spotfiat.myblog.it): si allontanarono mestamente diretti a Palermo e nella Stazione Ferroviaria. Lultimo saluto di Pinu ai suoi lha mandato mentre la macchina si allontanava; con il braccio e la mano svolazzante nellaria del suo quartiere: Polizzano. Durante i primi chilometri di percorso stradale la mente era occupata e distratta dalla gioia di viaggiare su un mezzo meccanico con quattro ruote e un volante. Incuriosito dai pochi congegni dellutilitaria sul cruscotto; soprattutto era attento al paesaggio autunnale che vedeva sfuggire ai suoi lati. In quei momenti Pinu era anche attanagliato da un enorme dispiacere cio , quello di dover lasciare e allontanarsi e chiss per quanto tempo, dai suoi monti e campagne, dal sole e temperature gradevoli, dal cielo azzurro e i suoi amici musicisti e non: come la famiglia Lo Re Vincenzo con il figlio appena laureatosi in Giurisprudenza , e tante altre cose a lui vicini. Il prospetto le appariva veramente desolante. Pinu, non si vergogn affatto di dovere asciugare le silenziose lacrime che scendevano inesorabili sulle guance. Subito dopo lattraversamento del paese di Campofelice di Roccella, la Fiat Bianchina, si dovette arrestare proprio vicino le sbarre abbassate del passaggio a livello di Cerda paese famoso, per la manifestazione automobilistica Targa Florio. Intanto: si avvicin un lungo treno diretto a Napoli che pass velocemente lasciando un fragoroso tremore assieme allo stridente fischio di avviso. Pochi minuti dopo, si aprirono le sbarre consentendo il passaggio delle macchine e i camioncini carichi di carciofi prodotti proprio in quella zona pianeggiante detta marina. Pinu con il viso gia asciutto guard lo stupendo paesaggio con il mare a pochi metri di distanza, una ricca vegetazione

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mediterranea, e gli alberi di Oleandri in fiore dal profumo gradevole e dai diversi colori. Quelle visioni; per il momento cancellarono i ricordi e i pensieri che si presentarono per; alcuni minuti prima. Targa Florio - Fonte: ninovaccarella.com

Lultimo sguardo e la tentazione di non partire Chiese al conducente della Bianchina se: poteva fermarsi pi avanti in una piazzola e consentirle di dare lultimo sguardo a quello spettacolo naturale della : piana Ellenica con il famoso ponte che attraversava il fiume Ymera Settentrionale e, alcuni resti di case e muri appartenuti ad un agglomerato Greco. Poich si era nel mese di novembre con il clima molto gradevole, il viaggio fu calmo e sereno con pochissimo traffico stradale. Qualche ora dopo giunsero nei pressi della cittadina di Bagheria nella periferia della famosa Conca Doro dove le piante di agrumeti erano costellate di fiori di Zagara che riempiva laria di quel profumo unico e particolare. Qualche settimana dopo: gli alberelli dalle foglie sempre verdi, si arricchivano di quei punti dorati facendo maturare le arance i mandarini e i limoni, nei mesi successivi. Pinu, approfitt per lultima volta di riempire i

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polmoni di quella aria ossigenata di puro odore e profumo della sua Sicilia; esclamando. Come bella la natura, chiss se altrove bella cos? Monreale, la Conca dOro - Fonte: ioarte.org

Contemporaneamente nella mente di Pinu vi si inserirono cose nuove, visioni da tempo cercate, che non ha mai avuto la possibilit di verifi-carle ed esserle vicino quasi a toccarle. Per alcuni momenti Egli testimone di una delle tante aperture della vita; del Mondo in cui sta per entrarci, gradual-mente. Vi pare poco? Un lampo grigio si present ha Pinu davanti agli occhi: e cio, quello di chiedersi ancora una volta, far bene ad andar via, o ritorno indietro e rimanere vicino alle mie poche cose? --- Ma, no!! Oramai ho deciso, e le decisioni vanno rispettate! --- Ora bisogna arrivare in stazione e partire, nonostante la tentazione. Lutilitaria con i tre viaggiatori si misero in cammino verso Palermo e la sua periferia.

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Il traffico nella strada statale 113 Sicula, era sostenuto e caotico, cera una confusione unica, in mezzo alle macchine, camion e autocorriere, cerano i carretti siciliani, per altro. Assai caratteristici. Pinu, con gli occhi aperti a massimo, vede sfilare sia a destra che a sinistra, i primi nuovi palazzi della cittadina: capitale della Sicilia. La giornata aveva un clima estivo ed era molto bella. Al piano terra di ogni caseggiato operavano una miriade di attivit, commerciali e artigianali. Quasi tutti i prodotti alimentari, e non, erano esposti fuori, sopra bancarelle improvvisate ostruendo il marciapiede. Anche i meccanici riparavano le macchine, fuori e allaperto. Con i finestrini aperti, si sentivano tanti odori, gradevoli e sgradevoli. I pesci appena pescati venivano sistemati dentro le loro cassette con del ghiaccio e alghe marine dal colore verde intenso. Il profumo del pesce fresco si sentiva prepotentemente assieme alle grida dei venditori che invitavano i passanti ad acquistare i prodotti. Palermo e lultimo regalo al suo apprendista pasticcere A Pinu, le sembr di essere veramente in un altro mondo. Alcuni pesci si muovevano ancora, erano veramente vivi. I tentacoli dei polipi cercavano di uscire dalle cassette di legno ancora bagnate dallacqua del mare. Le antenne e le chele di alcuni grossi crostacei dal colore rosso, si muovevano disperatamente, in cerca di quel ambiente marino che ahim non troveranno pi!! Gli occhi del nuovo arrivato a Palermo erano in continuo movimento, e dal traffico cittadino, e da tutto quello che osservava. Alla sua destra vi era un caseggiato a diversi piani di colore rosso chiaro, con una scritta sul muro: SantErasmo. Era il punto in cui arrivavano i pescatori con le barche e barchette con il prezioso pescato proprio nelle vicinanze delle bancarelle di vendita. Chiese al Signor Nunzio, se si poteva stare ancora per qualche minuto, e osservare per lultima volta, quello scenario marino e pittoresco. Anche con i pescatori che tiravano a riva le barche mettendo ad asciugare le reti sulla scogliera.

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I pescatori pi anziani avevano la maglietta dal colore bianco e i calzoni tirati fino ai ginocchi, i giovani erano a dorso nudo e calzoncini corti. Lacqua del mare si avvicinava ai piedi dei pescatori con piccole onde, le barche erano dipinte con colori vivaci e tutte evidenziavano la scritta del proprietario da un lato; mentre dallaltro lato vi era stampata la Trinacria: (stemma della Sicilia.) A Pinu quelle scene assai pittoresche e a portata di mano! Le hanno dato lopportunit di fotografarle mentalmente.. Esclam a bassa voce. --- A!. Potessi avere ora qui colori e pennelli e immortalare su tela, questo magico momento di pittura con scenario vero e personaggi veri! Chiese ancora ai due accompagnatori di restare ancora pochi secondi e permettere a Pinu, di dare lultimo sguardo e riempirsi gli occhi di quella marina della non pi sua Sicilia. La zona era quella dellacqua dei corsari luogo in cui anticamente approdavano i barconi dei Corsari veri.

Garibaldi - Fonte: grifasi-sicilia.com Poi, lentrata dalla porta Garibaldi una grande porta ad arco con muri in pietra e marmo bianco, dedicata al famoso Patriota. Varcato il grande muro di cinta con alla sinistra la famosa Villa Giulia con il suo bellissimo giardino; la Bianchina inizia il percorso

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della (via Lincoln) che porta nella grande piazza e Stazione Centrale delle ferrovie italiane. Il palazzo grande e a forma di una U, lesterno rivestito di marmo bianco con al primo piano gli uffici amministratrici, mentre al piano terra vi erano le biglietterie con il grande atrio e sale di aspetto comunicanti con i numerosi binari da dove erano pronti i treni in partenza, e quelli appena arrivati. Il Signor Lima si apprest a fare il biglietto con destinazione: Torino Porta Nuova e un altro, Torino Aosta in partenza trenta minuti dopo. I biglietti furono offerti dallex datore di lavoro. Ultimo regalo al suo apprendista pasticcere. Pinu, e i due accompagnatori speciali, si avviarono verso il lungo treno in sosta al binario numero otto. Per lultima volta Pinu calpesta il suolo della sua Sicilia, intanto: una voce amplificata annunciava la partenza del treno freccia del sud per Torino, fra dieci minuti circa. Le numerose carrozze di prima e seconda classe dal colore terra di Siena con al centro due carrozze di colore azzurro chiaro destinate a vagone letto e a viaggiatori facoltosi. Mentre per Pinu, fu un posto a sedere in scompartimento di seconda classe e, assieme ad altri passeggeri che emigravano per altre destinazioni. Prima di salire in carrozza Pinu, riceve le ultime raccomandazioni e incoraggiamenti. Stretto tra i due Signori e con le lacrime che scendevano copiose sul viso, promette di fare tesoro dei consigli rispondendo: Coraggio,forza di volont e umilt sono gli ingredienti necessari per chi va, per il Mondo in cerca di fortuna e conoscenza. Si salutarono con rispetto e delicatezza, mentre i due Signori di Polizzi scendevano i due scalini della carrozza, Pinu si affacci dal finestrino alzando il braccio e con la mano saluta ripetutamente la Signora Cristina e suo marito Nunzio,tutti e tre commossi e con gli occhi bagnati;intanto lo stridente fischio del capostazione dava il via al lungo treno.

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Freccia del Sud Denominazione attribuita dalle Ferrovie dello Stato ai treni Direttissimi che collegavano Milano Centrale alla Sicilia. Il treno venne istituito negli anni 1950. Fu uno dei primi collegamenti ferroviari che dal nord arrivavano a sud di Napoli senza alcun trasbordo, era il treno con la percorrenza interna pi lunga circolante in Italia (1600 km in circa 22 ore). Negli anni 1960 raggiungeva composizioni dell'ordine delle 19 carrozze complessive al traino delle, allora nuovissime, locomotive E.646; stato definitivamente soppresso dal 1marzo 2010. (Fonte: it.wikipedia)

Partenza del treno da Palermo, addio Sicilia bedda Il convoglio prende velocit allontanandosi dalla stazione, lasciandosi alle spalle palazzi case e giardini di Palermo con esse: Pinu, lasciava tutto e tutti. Ancora una volta le apparve un lampo di nostalgia. Riapparvero nella mente, i familiari, gli amici, gli strumenti musicali e quantaltro. Chiuso il vetro del finestrino, si sedette guardando fuori ma; vedeva sfumare e sfuggire tutti i contorni delle cose. Nel tratto, da Palermo a Cefal , nello scompartimento e assieme ai suoi compaesani siculi, non fu pronunciata una sola parola. Regnava un silenzio assoluto: sconfortante. Due ore dopo il lungo treno arriv nella stazione ferroviaria di Messina. Il traghetto dello Stato, era gi pronto per imbarcare le carrozze per Villa San Giovanni Calabria. Dopo trenta minuti di navigazione nelle acque dello stretto, la nave attracc nel molo di Villa San Giovanni, dove venne ricomposto con la motrice in testa, e, pronta per il traino delle carrozze colme di viaggiatori vari, diretti a Roma e Torino. Pinu,assistette allultimo saluto della Sicilia, che si allontanava

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sempre di pi. Durante il percorso del treno e lasciandosi alle spalle la stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, costeggi il litorale calabro e lacqua azzurra del mare. I siculi a turno si affacciarono al finestrino e, ammirando i monti che sovrastano la citt di Messina: esclamarono (in dialetto siciliano): Addio terra mia! Addio Sicilia bedda (bella). Ciao campagna amara e faticusa! (faticosa.) Chiss quannu viiu a matruzza mia!! (quando vedo la mia mamma). Ti salutu figghiuzzu miiu, to patri ti penza sempri!! (Ti saluto figlio mio,tuo padre ti pensa sempre) ecc. ecc. Per Pinu, non stato di certo confortante sentire gli addi cos strugenti,cos passionali. Sui visi degli emigranti si notavano chiaramente i segni di affettuosit verso i familiari e, la loro terra . Gli occhi erano bagnati e con gli sguardi fissi e penetranti diretti verso quella sagoma, che sfuggiva sempre di pi e inesorabile. Pinu, con il morale a pezzi e commosso,si fece forza e coraggio, dicendo a se stesso: - Nelle circostanze attuali non ci sono parole: ovvro! Dirsi che la vita stessa artefice di tutto questo, e noi esseri umani, dobbiamo assecondarla e farcela partecipe, nel bene o nel male. Napoli e il golfo Intanto il lungo treno sfrecciava veloce verso Salerno e poi Napoli. Era gi notte fonda. Di tanto in tanto si vedevano le luci e i cartelli che indicavano le stazioni secondarie. A velocit sostenuta tutte le luci dei lampioni sembravano avere una scia, luminosa come le comete del mese di agosto e, della notte di San Lorenzo, che sfrecciano nel cielo veloci. Poich era impossibile riposare o dormire, Pinu, seduto accanto al finestrino ammirava sempre, e ogni cosa! La notte si allontanava e lasciava il posto al chiarore dellalba.

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Il Golfo di Napoli con il suo Vesuvio, erano gi visibili e vestiti di quella tinta blu scuro o carta da zucchero. Lo scenario di quellalba dettero a Pinu quella sensazione e visione che immaginava da sempre; e cio pittorica. Golfo di Napoli (Fonte: naples-napoli.org)

Da ragazzo viveva il suo mondo virtuale in cerca di quei luoghi che potevano essere trasferiti su tela e che avevano quel fascino unico, e che vedevano solo, gli occhi dei pittori. Quante volte ha copiato in piccoli bozzetti alcuni scorci della citt del pennacchio; quel mare sempre azzurro del Golfo, costellato di pescherecci e barche con le lampare accese e pescatori in continuo movimento.quando cera abbondanza di pesce! I disegni pi cari a Pinu, erano quelle delle cartoline di Napoli e gli immancabili alberi di pini marini a forma di ombrello; visti in primo piano. Erano scene marine in cui gli occhi di Pinu, li vedevano sempre;talmente erano memorizzate nel cervello, che li

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disegnava a memoria con la matita e subito dopo: con i pennelli e colori. Quando li poteva avere,i colori!! Ricorda Pinu: quando andava alla scuola, terza elementare ubicata nel palazzo comunale di Polizzi e con il maestro Borgese; durante le lezioni alla lavagna,quasi sempre al Maestro, ci si spezzavano i gessetti e cadevano a terra. Pinu, era sempre pronto a recuperare i spezzoni, chiedendo al Maestro se, poteva tenerseli. Perch alluscita della scuola sovente si fermava per disegnare su una pietra del muro del Comune, quelle visioni di Napoli. Un giorno, mentre si accingeva a disegnare la solita barca a vela rigonfia dal vento, vide arrivare un Signore che; le porse in mano una piccola scatoletta con dentro sei pastelli di vari colori dicendogli: Scegli il colore giusto per la barca e le vele che stai disegnando! Al neofita pittore, le sembr di sognare, non voleva credere, a quel regalo. Quel Signore si allontan, ma fu veloce Pinu, a raggiungerlo e tirandolo per la giacca di velluto; lo ringrazi immensamente tornandosene al suo muro e continuare il disegno della sua barca a vela. Qualche giorno dopo: vide che era un Maestro supplente che insegnava ad unaltra classe. Quei pastelli: li teneva come qualcosa di pregiato, da non perderli mai, non adoperarli per non consumarli. Quando il treno lasci la stazione di Napoli, era linizio di unaltra giornata. Dentro lo scompartimento regnava un certo silenzio; rotto soltanto dai sguardi che sincrociavano ripetutamente,come se ognuno cercasse di dire qualcosa. Ma,che cosa!! Era lora dello spuntino. E intanto che i siculi aprivano le valige e prendere il necessario per la colazione,si avvertivano forti vibrazioni con stridenti fischi di treno a forte velocit che facevano veramente paura! La colazione di Pinu, stata di un caff e due croissant. Briosce con canditi e sopra una ghiaccia di zucchero e mandorle. Che erano di gran moda in quel periodo.

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Croissant e caff

Immagine: thisnext.com /tag/chocolate-croissants/

Mentre i compagni di viaggio, si gustavano i loro prodotti portate da casa come: il pane casereccio dal profumo di grano,il formaggio pecorino dallodore forte e caratteristico, il vino dal colore e sapore siciliano che; misto a quello dei piedi appena tolti dalle scarpe; fu, veramente! Un soffrire,e partecipare.

Le narici di Pinu, erano abituati a ben diversi odori come, i dolci appena sfornati, la vaniglia, cannella, chiodi di garofano e, essenze di limone o arance. Per: nelloccasione di quel viaggio, Pinu, sent per lultima volta; quelli, della Sicilia e dei siciliani con i loro prodotti dai profumi e puzzedel tutto personali. La vita bisogna affrontarla come si presenta E, tra una galleria e laltra, pens, brevemente, alle parole dette e sentite prima della partenza; cio, che la vita bisogna affrontarla come si presenta, con i lati belli e brutti, fare fronte alle difficolt, comprendere limportanza della socializzazione tra esseri umani e,non. E, perch no! Sopportare le ingiustizie verbali di chi non sa, esprimersi con chiarezza e!! Ahim gli odori corporali di coloro che non hanno affinit con lacqua e sapone. I colli romani e Roma Il treno freccia del sud, lasciata la stazione partenopa, punta per quella di Salerno. I cartelli che indicavano: Margellina, Posillipo,Pozzuoli ecc. si leggevano a stento a causa della velocit del convoglio;e,

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lasciandosi alle spalle il Golfo e le due gobbe de Vesuvio, gli occhi e le orecchie di Pinu guardavano e sentivano tutto, nella mente apparivano i motivi e ritornelli delle celebri canzoni napoletane suonate assieme ai musicisti amici:del quintetto polizzi. Le melodie erano: o sole mio- maruzzella..- i te vurra vasecc. ecc. bei momenti di giovent.

Colli Romani Fonte: melmoday.blogspot.com Dopo qualche ora di viaggio, si vedevano le pianure del Lazio e in prossimit di Roma: i famosi Colli Romani. Vegetazione e colori autunnali facevano venire in mente a Pinu, i meravigliosi dipinti con scene romanesche: dei grandi pittori di un tempo dai nomi di, Rembrand, Velaschez, Boldini, ecc. Intanto il convoglio ferroviario fischiettando sovente per annunciare il suo passaggio nei svariati passaggi a livello e stazioni, si accinge a fermarsi nella stazione di Roma e sostare per circa unora. Da lontano vide il grande cupolone della Chiesa di San Pietro e una grande vegetazione interrotta da grandi palazzi con lintonaco color giallo di Napoli e tinta ocra; colori, assai significativi nei bozzetti di Pinu.

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A bassa voce esclam: Sono,a Roma? E nella capitale dItalia? Nella citt eterna? Che fu di Giulio Cesare, un tempo! E che oggi sede del Vaticano, e del Governo Italiano? Grandissima citt visitata perennemente da moltissimi turisti provenienti da tutto il Mondo terrestre. Pinu, faceva fatica a credere che lui, posava gi i suoi piedi sul suolo di Roma. Ci sembrava di sognare a occhi aperti. Chiese informazioni ad un ferroviere con il cappello in testa. Scusi Signor ferroviere, per quanto tempo si ferma il treno, e se, posso scendere dal vagone per visitare la grande stazione. Il ferroviere le rispose sorridendo: Fai con comodo, si riparte tra circa sessanta minuti. Bene grazie! Pinu si raccomand ai suoi compagni di scompartimento di tenere sottocchio la valigia perch voleva visitare almeno, una piazza di Roma e linizio di una sua via. Comprato un panino con salame si avvi nei dintorni della stazione e con il panino che entrava e usciva dalla bocca: visit una grande piazza con alti palazzi piena di macchine in sosta, tante carrozzelle trainate da cavalli e un brulicare di persone; anche di colore! I minuti disponibili al neo visitatore, terminarono velocemente. Dando uno sguardo allinfinito Pinu, esclam con gioia: Sono stato a Roma, finalmente! Vision il suo orologio al polso sinistro, e si avvi verso il binario dove era in sosta il treno. Sal i tre scalini della carrozza e si sedette vicino i suoi amici che lo attendevano impazienti e preoccupati. Uno di loro scocciato le disse: Minchia! Assai ci mittisti a turnari. (Cavolo! Troppo tempo ai messo a tornare). La risposta di Pinu, fu: Per quel poco che ho visto! La Capitale dItalia troppo bella! Ma, in quel preciso istante dallalto parlante una voce con timbro ferroviario annunciava la partenza del treno diretto a Torino; con le fermate a: Firenze, Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino. Ancora una volta, sente il fischio stridente del Capotreno con la paletta in mano, da il via libera al lungo convoglio. Dal finestrino

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vedeva allontanare i palazzi romani, in pochi minuti si era in piena campagna laziale: Gli alberi di pini a forma di ombrello, si vedevano sempre meno,in compenso: altri alberi come le betulle o le querce, quasi venissero incontro al treno. Lunghi campi coltivati,colline di varie grandezze,erano ovunque si guardasse; paesi costruiti anticamente, sopra le loro cime; la Chiesetta con il suo alto campanile: svettava verso il cielo azzurro e, quasi sempre ubicata nel centro abitativo. Pinu, era estasiato, nel potere ammirare tutto ci: per Lui; sarebbero state immagini da trasferire su tela. Immagini del tutto diverse, come diverso era tutto. Firenze dellArte tutta Anche laria che entrava dal finestrino semi aperto: era diversa, pi fresca e pungente, lodore delle campagne si mescolava a quello delle ciminiere di alcune fabbrichette della Toscana inferiore confinante con il Lazio. Il lungo treno fece sosta nella citt di Firenze. Firenze (Fonte: florenceartacademy.it)

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Quella Firenze, dei grandi personaggi dellArte tutta. Come, Dante Alighieri, Leonardo, Giotto e Bernini lasciando ai posteri di tutti i tempi: quella magnificenza di opere intramontabili. Lasciata la stazione di Firenze e Prato, il lungo treno corse sui binari entrando e uscendo dalle gallerie dei monti Appennini lasciandosi alle spalle il territorio toscano. Verso la citt di Bologna le fabbriche divennero pi numerose, alte ciminiere sbuffavano nuvole di vapore e fumo. Questo si differenziava dal vapore perch era pi nero e puzzolente. Ed ecco le fabbriche o luoghi di lavoro e produttivit del Nord di cui sentiva parlare sovente a Polizzi. Lunghi capannoni con il tetto ricurvo e rialzato da un lato chiuso a vetrate era per permettere alla luce del giorno di illuminare linterno dove operavano gli operai. Terminate le gallerie buie dei monti Appennini in un alternarsi di luce e buio, rotto solamente dal fragore assordante dallincrocio di un altro treno. Nei pochi secondi del passaggio incrociato: tutto tremava, le carrozze vibravano e i vetri dei finestrini davano limpressione di volare via trascinati dalla furiosa scia in allontanamento. Imperterrito e allinpiedi, Pinu pensava, farneticava e si chiedeva: Ecco! Come il Mondo! Fuori di casa. Ce la far ad assecondarlo? Sar in grado di sopportare ogni cosa nuova che si presenta? Egli continuava a dirsi! Ma si! ... La giovent vicina agli anni venti in grado di affrontare tutto. La natura stessa delluomo, ha impresso quella forza danimo che, unita al buon senso, da la carica giusta per ogni affronto e ostacoli che, la natura stessa a volte propone! Quel Mondo Nuovo; tanto immaginato da ragazzo, ora, lo sta toccando;vedendo e sentendo. Dopo le gallerie, ecco i monti e colline appenniniche ricoperte di una folta vegetazione vestita dai colori autunnali. Il cuore e lanima si aprivano di fronte allo spettacolo di, quella faccia della natura, che offriva.

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La pianura piemontese e Torino Erano le ore pomeridiane, il lungo viaggio stava per terminare, la pianura Piemontese si presentava a Pinu, immensa! Grandi campi coltivati a grano e riso. Questi erano bruciacchiati volontariamente dai coltivatori, rendendo in cenere i steli delle spighe che rimanevano attaccate alle radici. In prossimit della citt di Alessandria, lo sguardo di Pinu, vede in lontananza e allorizzonte, i monti innevati delle Alpi occidentali. Pens subito al Monviso, che il pi alto e si trova alle spalle della citt di Torino. Laveva studiato a scuola. Il treno in prevalenza degli emigranti meridionali! stava per entrare nel territorio torinese. La periferia era costellata da piccole e grandi fabbriche; recintate da un muro di cinta che delimitava il posto del lavoro interno. Alte ciminiere in mattoni rossi e torri in metallo preannunciavano una possibile occupazione alle braccia dei nuovi arrivati. Ancora una volta sent la voce dei compagni di viaggio che,esclamando in dialetto dissero. ---- Mich, Fr, Giu; mi pari di travagghiari gi dintra a fabbrica. (Michele,Franco, Giovanni mi pare di lavorare gi; dentro la fabbrica.) Espressione genuina ed umana che usc dalla bocca di un uomo in cerca di lavoro. E di un salario dignitoso che potesse fare fronte alle esigenze di famiglia; altrimenti,preclusa nel meridione. Per la prima volta Pinu, vede da vicino e non pi dalle pagine dei rotocalchi; le insegne luminose grandi sui tetti e sui muri dei palazzi torinesi dei marchi famosi dei prodotti di consumo. Gli occhi fissarono a lungo linsegna delle: (acciaierie torinesi) intanto che il convoglio rallentava la sua corsa per entrare nella stazione di Torino: ammira linsegna luminosa e di colore rosso della F.I.AT, la famosa fabbrica dove venivano costruite le macchine automobilistiche del dopo guerra. Il siciliano si trovava a contatto diretto; con quel mondo a lui tanto lontano e irrangiungibile. E, soprattutto: in alta Italia.

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Nella prima lettera che scrisse alla sua famiglia e, al Signor Lima, e con la sua misera cultura! Spieg con tanta gioia e soddisfazione, tutto quello che aveva visto nellattraversare lo stivale italiano; da SUD a NORD. Non certo tutto!! Con poche parole cerc di descrivere i luoghi, le cose, la diversit, la magnificenza e, la cosa pi importante:il lavoro: qualsiasi lavoro! Uno stipendio sicuro! E un avvnire migliore: come migliore si prospett e attu: lascesa economica e industriale del centro nord. FIAT Mirafiori (Fonte: zipnews.it)

Il cruccio del meridione Il cruccio del meridione stata sempre la diversit economica e di produzione varia. Di certo nella Sicilia di Pinu, non sono mai venuti meno gli uomini intelligenti ed onesti: (anzi!) costoro, hanno dovuto espatriare e disseminarsi ovunque nel mondo. Per incompatibilit intellettive, senso di onest ed altruismo, queste persone, hanno consegnato ( a suo tempo! e, malgrado loro!) la

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Sicilia e i siciliani a personaggi che non hanno saputo amministrare onestamente e consapevoli del bene altrui. (Peccato!!!) Un breve flesc apparso, quando il treno era alle porte della citt , pens a quando le disse il Signor Lima titolare delle pasticceria, qualche giorno prima di partire per la Valle dAosta: Ricordati che il posto di lavoro da me; ce sempre e in qualsiasi momento. Anzi: le disse che dopo il periodo di conoscenze dellarte dolciaria del nord avesse voluto ritornare nel suo laboratorio, glie lo avrebbe dato in gestione. Le parole di quel Signore sono state di un conforto in pi. Finalmenti arrivammu! Alle ore diciotto la Freccia del Sud, si ferm nel binario numero venti della stazione porta nuova di Torino. I freni della motrice si fecero sentire ancora una volta liberando nellaria quello stridente fruscio dando alle carrozze, uno scossone forte che fece traballare tutto. Lennesima espressione sicula, la sent dai suoi amici di viaggio che dissero: Finalmenti arrivammu! Minchia chi friddu!! E ora tucca a nuautri!! ... (Finalmente siamo arrivati, cavolo che freddo! E ora tocca a noialtri ) Nel marciapiede regnava una confusione unica, sui visi dei nuovi arrivati, si vedeva lo stupore e le decisioni da prendere. I parenti andavano incontro tra valigie, colli e pacchi legati con quella cordicella di canapa sfilacciata e di colore bianco. I carrelli erano carichi di tutti i bagagli immaginabili che spinti dai facchini li portavano verso luscita della stazione e prendere i Taxi. Pinu, invece: si avvo verso il binario ventiquattro dove lo attendeva il treno regionale per Aosta.

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Il treno per Saint Vincent Chiese ad un ferroviere con divisa, se, quel treno si fermava nel paese di Saint Vincent, con il si.. affermativo: si diresse con in bocca il biglietto, la valigia nella mano sinistra e altri due colli nella mano destra, si avvicin alla carrozza di seconda classe e sal per prendere posto. La valigia e la borsa posati sul marciapiede le and a prenderli subito dopo, intanto si avvicinarono alcuni studenti con libri e cartelle in mano che rientravano a casa dopo le lezioni alle varie universit di Torino. Dallalto parlante che gracchiava un p, una voce poco definita, annunciava: diretto per Chiasso Ivrea Aosta in partenza dal binario ventiquattro; i signori viaggiatori sono pregati di salire. Ancora novanta minuti di ferrovia per giungere nella cittadina del Casin, e dove era atteso dallo zio della direttrice della colonia di Polizzi. Lo sconosciuto venuto dal profondo SUD, si trov a contatto diretto con dei giovani studenti valdostani. Loro! Parlavano e scherzavano di continuo, altri leggevano o scrivevano. Nello stesso tempo Pinu, ascoltava le parole dei giovani in un corretto linguaggio italiano; mentre alcuni parlavano il dialetto valdostano simile alla lingua francese, ma che il siculo non capiva affatto; nulla. Non sapeva cosa fare, intanto salut uno di loro, le sembrato il pi adatto a scambiare poche parole. Le chiese- che scuola facesse a Torino. Le stato risposto chefrequentava il terzo anno al Politecnico. Parole a Pinu, tutte nuove: ben dette: parole che al suo paese non aveva mai sentito. Ma le piacevano quelle parole; le piacevano i comportamenti dei giovani; anche perch lui si sentiva vicino alla loro et, alla loro giovent: per: non si sentiva alla pari, non lo era culturalmente e socialmente. E mentre il treno lasciava la stazione di Ivrea, lo studente disse a Pinu che scendeva al primo paese della valle dAosta e cio a Pont Saint Martin. Era gi sera, il vetro del finestrino non si poteva abbassare per dare uno sguardo fuori perch entrava aria

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troppo fredda; era aria dei monti vicini e con le punte innevate. Si content di scrutare attraverso il vetro un po appannato, le campagne e gli alti monti. Il fazzolettino ricamato Assieme i contorni del paesaggio si incrociavano virtualmente, i visi dei suoi familiari: I genitori, gli zii, i fratelli pi giovani Salvatore e Mario, le famiglie Lima e Lore. Sua nonna Concetta e zia Maria, che prima di partire da casa gli mise nel taschino della giacca a quadretti, un fazzolettino nuovo e, con la punta rivolta in su. A Polizzi era di moda nelle Domeniche e festivit attuare questa usanza: lo portavano tutti coloro si sentissero pi civili!. E mentre pensava, dagli occhi scendevano copiose lacrime salate che solcavano le rosee guance di Pinu asciugandole con quel fazzolettino, assai provvidenziale. Lo stesso: passando sotto il naso le fece sentire e, ricordare; alcuni sapori e profumi di casa, come: la biancheria lavata a mano e con dei saponi particolari. Fazzoletto da taschino Era un quadrato di seta 15x15 con un ricamino fatto con filo di seta, e, la figura di un cardellino giallo sopra un ramoscello con un piccolo fiore di pesco. Fazzolettino ricamato dalla mamma Mom, Gandolfa realizzato quando andava a scuola di ricamo dalle suore Carmelitane.

Immagine: casamento. culturamix.com

Trascorso il momento pensieroso della sua casa e con gli occhi ancora bagnati, vide apparire dalla porta scorrevole della cabina il controllore chiedendole - biglietto prego!!

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Consegnato il talloncino dal colore grigio chiaro, venne perforato due volte dalla curiosa pinza a scatto in dotazione ai bigliettai e tranvieri di quel lontano periodo. Visto il volto di Pinu, ancora umido dalle lacrime:si ferm unistante tra la porta e il corridoio della carrozza, e gli chiese:giovanotto,si sente male?- Posso aiutarlo?- Ha bisogno di qualcosa? Educatamente le fu risposto:- no grazie,pensavo a casa mia e i miei familiari.. Il controllore con un gesto umano, poggi la mano sopra la spalla e toccandole la guancia ancora umida, le sussurr:- coraggio ragazzo, che, allontanandosi le fece un caldo sorriso e un amichevole occhiolino. Quel momento felice e incoraggiante, fu per il giovane passeggero,un vero tocca sana una medicina miracolosa e rincuorante. Un aiuto morale e stimolante per un corpo abbattuto e solo. Pinu, voleva abbracciarlo e dirle tante cose; chiss quale cose!!.. Ma, una cosa cap: che nel mondo esistono ancora persone piene di altruismo e comprensivi, che sanno leggere sui volti, le espressioni di sofferenza e solitudine. Quel ferroviere con divisa e pinzetta, ha fatto un nobile gesto; forse voleva dirle alcune cose: infatti: poco dopo riapparve il buonuomo e si sedette accanto a Pinu, dicendole: - ancho ho provato e vissuto questi momenti, - ancho sono originario dalla Sicilia; mi chiamo Francesco e sono da un paesino della provincia di Messina. Sono diplomato in ragioneria e ho fatto domanda per un posto in ferrovia mandandomi, qui a Torino, svolgo la mansione di controllore, nella linea Torino Pr Saint Didir. Ho due zii che lavorano alla FIAT e sto con loro. Sai Pino! Ho capito subito il tuo stato danimo, l letto nei tuoi occhi. Anche io ho pianto quando mi sono trovato solo e lontano dai miei cari; ritrovarti in un altro luogo,con altra gente altre abitudini, - ora devo andare, ciao Pino

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Lo francoprovensal Dopo la breve compagnia del ferroviere, un Signore salito alla stazione di Donnz, si sedette proprio di fronte e cominci a parlare guardando fisso il volto di Pinu, chiedendole subito e con modo strano: Dove vai giovanotto! Da dove vieni? Come ti chiami? Hai un lavoro che ti aspetta? La risposta di Pinu, stata immediata: Si! ... Lavorer in un ristorante e, albergo dal nome HALJ BABAa Saint Vincent. A! Bene bene! ... Sai che qui in valle dAosta si parla anche il francese? Me lavevano detto prima di partire, e poi lho capito leggendo un cartello di pubblicit, dove era scritto Restaurant che significa: ristorante. Lo sito di patou/ Le site du patois: www.patoisvda.org Lo francoprovensal l' la lenva que uni le comunot a l'ent di Mon Blan. Dicouvrade-la a tra lo portal de l'Assssor de l'ducachn de la queulteua de la Rjn otonomma Val d'Outa (patou). Le francoprovenal est la langue qui unit les communauts autour du Mont-Blanc. Dcouvrez-l travers le portail de l'Assessorat de l'ducation et de la culture de la Rgion autonome Valle d'Aoste. A! Senti! ... Ancora una cosa. Ti do un consiglio: quando entri in un locale pubblico e vedi che ha la maniglia della porta dentrata di metallo attento alle dita della mano perch,quando la apri, ti possono rimanere attaccate a causa del forte freddo invernale: attento e A Pinu, le sono entrate, le prime difficolt e incertezze. Finalmente, il treno si ferm nella piccola stazione di Saint Vincent erano, le ore venti e otto minuti, uno studente aiut a fare scendere la grande valigia di cartone color giallo scuro e pesante facendosene carico fino in piazzetta dove era pronto il

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pulmino a otto posti, che port gli occupanti fino alla sosta nel (viale Piemonte) proprio vicinissimo allalbergo Halj Bab. Il restaurant Halj Bab Laria era decisamente fredda e pungente, per uno che arriva dal Sud Italia ? Si pu immaginare!! Comunque! ... Salutando e ringraziando lo studente,si avvi verso lentrata del ristorante posando a terra i bagagli. Stazione di Chatillon-Saint Vincent

Fonte: stazionidelmondo.it

Guarda caso! La porta era met in legno e laltra met in vetro spesso, ma!! Con la maniglia di ottone luccicante e spessa. Improvvisamente le vennero in mente le parole dello strano Signore. Accidente! Esclam Pinu, prima di afferrare bene la maniglia e spingere la porta; la tocc due volte con un dito per verificare se il polpastrello rimaneva attaccato al metallo. Non successe nulla: il metallo si! Era freddo ma! Non da poter perdere la falange. Evidentemente quel Signore ha voluto divertirsi alle spalle del (povero e inesperto meridionale.) Intanto dallinterno tutti anno visto lindecisione nellaprire la porta e, vollero sapere subito il perch. Alla ingenua, spiega-zione e dopo la presentazione e i saluti: sfoci una forte risata

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collettiva: proprietari alberghiero.

personale

in

tenuta

di

servizio

Lo zio della direttrice disse che: alcuni scherzi fatti da buontemponi, avvengono quasi sempre a danno dellingenuit altrui, e, non bisogna prendersela mai! Accettarle come se fosse un obolo da pagare; a chi? E perch? Terminati i saluti, le chiesero se voleva mangiare qualcosa. Dopo due giorni di nutrimento a croissant e panini; ed a quella et; figurati se le avrebbe detto,no! Rispose: Si grazie,veramente avrei un po di appetito! Hotel Ali Bab, Saint-Vincent

montecervino.org/index.cfm/hotel/ali-baba.html Il tempo di portare i bagagli in camera e darsi una lavata, alla bello meglio! Pinu si trov in sala da pranzo alle ore ventuno circa. La sala era vuota, ma, piena di tavoli semi apparecchiati. Fu fatto accomodare in uno dei tavoli di ottone con quattro sedie anchesse di lucido metallo giallo, coperto da tovaglia di cotone color panna e il tovagliolo piegato a forma di ventaglio. Il cameriere in tenuta impeccabile con: calzoni neri camicia bianca cravattino nero e, giacca bianca, e: nellavambraccio un tovagliolo piegato che le pendeva verso il pavimento. Le spost la sedia facendolo accomodare,con delicatezza e, come Pinu, non aveva visto fare mai. Le venuto spontaneo, chiedersi nel suo inconscio; - mi prendono gi, in giro? No! la prassi del ristorante; anzi!! restaurant. Tutti lo guardavano, sia pur con

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discrezione, ma: lui, doveva far finta di sapere e di essere semi esperto, (magari!!) alla circostanza. Si sentiva come un pesce fuori dallacqua e un po emozionato. Di fronte aveva due piatti di porcellana con disegni orientali,e uno raffigurante il personaggio di Halj Bab con turbante in testa e scarpe a forma di mezza luna. Alla destra tre bicchieri di cristallo con forme diverse, una serie di posate di argento, sistemate ad Urovesciato,a destra due coltelli e un cucchiaio, a sinistra tre forchette, di fronte una forchettina un cucchiaino e un coltellino. Il ragazzo siciliano si trov veramente in difficolt; non sapeva con quale posate dare inizio alla cena. La scelta dal menu Intanto il cameriere, le porse il menu pregandolo di scegliere le pietanze che desiderava mangiare. Un altro colpo allo stomaco! Mise a KO Pinu.) Doveva anche fare in fretta! E soprattutto non far capire la totale estraneit del comportamento: a tavola. Al ritorno del cameriere, Gianni era il suo nome, dopo aver letto la lista dei primi piatti, ignorando gli antipasti, pur non sapendo cosa erano! Ordina: uno dei quattro primi e, cio, gli gnocchi alla romana, per secondo, una trota alla mugnaia e contorno. (Puoi capire!!) In quel foglio di carta pergamena del menu, cerano diversi nomi di pietanze italiane che francesi, e per non sbagliare: scelse quelle italiane. Erano state veramente buone, non aveva mai assaggiato e, saputo che esistessero quelle prelibatezze dellArte culinaria. Adogni modo: si fece coraggio e dette inizio alla cena. Una bottiglia di acqua di fonte (sorgente di Saint Vincent), vino rosato Grignolino del Piemonte, gnocchi alla romana, composto da farina di semola uova parmigiano e noce moscata, gratinate al forno. Trota alla mugnaia, portata dal cameriere Gianni, su un piatto di portata dargento, con ai lati, spinaci al burro e pomme de terre al forno: patate al forno. Nel centro la trota intera cotta in

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padella dopo averla infarinata, sbianchita con vino bianco e succo di limone, cosparsa di prezze-molo e mandorle tritate. Quando il cameriere la pos nel piatto; Pinu non sapeva proprio come fare. La guard come fosse un nemico; morto si! Ma tutto intero, cio; con coda e testa e i due occhi bianchi fuori dalle orbite. Trota alla mugnaia Chiese se poteva dirle come fare: ma, il cameriere avvzzo alla circostanza, si premur a tagliarla per la schiena longitudinalmente separando i due filetti e accomodarle nel piatto cospargendoli del sughetto e le mandorle. (Una vera bont.)

Immagine: donnamoderna.com

Dette inizio ad apprezzare cose nuove e trasferirle dentro la sua scatola cranica; assetata di notizie. Mentre si gustava la trota, pensava a quei nomi scritti sul menu. Lasagne alla bolognese, polenta pasticciata, voleuvant alla bagna cauda o, con fonduta alla valdostana,oppure: filetto alla voronof, paillard ai ferri, patate Duchessa ecc.ecc. Tutti nomi caduti dal Cielo! Cose dallaltro mondo! Mai pi avrebbe visto quelle cose al suo paese. Il dessert e u pastizzuattu Terminato il secondo: il cameriere propose due tipi di dolce (dessrt) era scritto nella carta, ma, per il nuovo arrivato! (pasticcere,) quei nomi erano del tutto sconosciuti. (Crme Caraml e Saint Honor) per non far vedere che nulla sapeva: ordin una porzione di torta Saint Honor; sperando che il

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cameriere ,non avvertisse limpaccio e lignoranza dei nomi; per di pi, in francese. La torta venne presentata nel carrello dei dolci e, nel centro; la sua forma predomin e, riemp gi! Gli occhi del commensale. Lui!! Se la gust con piacere e soddisfazione. Era composta da uno strato di pasta sfoglia uno di pan di spagna, crema alla vaniglia e panna montata; sormontata da un giro di bign ripieni di panna e caramellate sopra, nel centro dei cucchiai di panna al cioccolato. Lo stupore e la gioia di Pinu, fu immensa. E, mentre lentamente la torta andava nello stomaco: pensava e si diceva!! Quando far io, questo tipo di dolce cos gradevole e di stupenda presenza? Abituato ai dolci di Polizzi del tutto particolari e, conosciuti solamente dai cittadini residenti con una fattura assai medievale e, lontana dalla vera pasticceria cittadina e italiana. I loro nomi erano: u sfugliattinu ovvero la sfogliatella, U pastizzuattu il pasticci otto, U sfuagghiu torta con pasta mezza frolla con ripieno a base di formaggio grattugiato fresco con zucchero e vari ingredienti. A taralla biscotto a base di uova zucchero e farina, a forma di ciabatta piatta. Ecc.ecc. Pasticceria tradizionale torinese Pasticceria Siciliana

Fonte: parks.it

www.ricettedisicilia.net

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Rimase un poco disorientato quando le fu servita la torta e dovere scegliere con quale dei tre arnesi da dolci che aveva di fronte portare in bocca, la delicata porzione di torta. Scelse tra il cucchiaino e la forchettina con relativo coltellino di argento, il cucchiaino, sperando in Dio; di aver scelto bene: le rimasto il dubbio per un po di tempo. Dopo quella prima e, strana impresa di approccio allarte culinaria, Pinu, ha potuto dire di aver fatto il battesimo ed entrare veramente, nella porta della nobile e artistica Arte Bianca.

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Larte Bianca
Arte Bianca dal Salone MiArt 2007

Fonte: milanodabere.it

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La ricerca di un mestiere 1959 Fons Salutis e a puta du zzupeppi Tornare a Polizzi, o ricominciare 1959 Si sentiva inferiore Dolce vita a Saint Vincent La Brigata dellArte Bianca Men Gal FIAT La cena di gala FIAT Se non avessi visto con i miei occhi Perch terroni I Maestri virtuali di Pinu Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese 1960 Cucina: dirty work Arte dolciaria e auto licenziamento 1960 La lettera dellAvvocato Pasticciere da Gulus La gavetta I folletti Cleptomane La Nevicata Primo pasticcere 1961 Pasticcini al terrone Ladruncoli di uova Riviera delle Alpi - 1961 La pittura Caminito tango La fabbrica - 1962 Siciliano per giunta Enzimi saccaromiceti Chiamata al servizio militare

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La ricerca di un mestiere 1959 Lui era convinto di essere un bravo barman, ma messo alla prova non sapeva fare niente, appena il caff con la macchina caff espresso. Non parliamo poi dei Coktail e altro. Visto che non era per lui il mestiere del Barman abbandon lidea e disse allo zio della direttrice, che sapeva fare i dolci ma non i dolci che si facevano in Valle dAosta, ma solamente quelli di Polizzi a base di formaggio. Prov a realizzare qualche dolce siciliano, ma tutti storcevano il naso in segno di disapprovazione dando fine alla realizzazione dei suoi dolci siciliani ... Lavor in cucina per qualche settimana a sbucciare patate e fare il garzone tuttofare: si appassion al cuoco; chiamato chef di cucina. Alcuni giorni dopo, gli chiese se poteva fare da apprendista e che era disposto a imparare la professione come la sua e che la trovava molto interessante. Lo chef gli disse: Io non ti dico nulla, ruba con gli occhi tutto quello che io faccio. E cos fece. Nel tempo di qualche mese e trascorse le festivit Natalizie Pinu si impadron di tutte le tecniche e trucchi della cucina. Sandro era il suo nome ed era venuto anche lui dalla Toscana. Fons Salutis e a puta du zzupeppi I giovani non tardarono a fare amicizia, quasi sempre e dopo il servizio uscivano assieme, Sandro e Gianni il cameriere le fecero conoscere la cittadina delle Terme chiamata: Fons Salutis, (fonte della salute) e le dissero anche; che il nome gli fu attribuito grazie ad una sorgente di acqua naturale ricca di propriet organolettiche e curative che nasce proprio sopra labitato del paese e alle pendici del Monte Zerbion. Lacqua ha il potere disintossicante delle vie epatiche e biliari. Ancora una volta fu conoscitore di notizie e nomi nuovi che immagazzin volentieri nel suo cervello. Era in quel mondo nuovo assai diverso da quello conosciuto precedentemente. Tocc con le mani anzi con gli occhi; la diversit dei nomi: il negozio di alimentari si chiamava: <commestibile o boulangerie> i nomi degli Alberghi <Hotel> dei

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ristoranti < Restaurant > ecc ecc. Gli sembr di ritornare bambino e frequentare la prima classe elementare, con la differenza per, della lingua francese in pi. Fons Salutis Saint Vincent

Fonte: Foto Agnello terme-1.jpg, bijouhotel.it

Abituato al suo paese dove la definizione di un negozio era cos: a puta du zzupeppi <il negozio di Giuseppe > o: a puta di sarivaturi perdiliscarpi <il negozio di Salvatore perdi le scarpe> oppure: di moffu pedi <Gandolfo Piede Piatto.> Tutta la diversit caduta sopra le sue spalle, lo fece riflettere di continuo pensando sempre esclamando. < Ce la far ad abituarmi alle parole in Italiano e Francese?- Resister alla innovazione grammaticale? < Si! Mi far forte pensando solamente al vecchio detto che diceva cos: Volere Potere.> Dopo tutte le peripezie, pensieri, sconforti e indecisioni che si mescolarono nel suo cervello,continu a chiedersi < Che ne sar di me e di tutto quello che ho imparato a casa mia?>

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Tornare a Polizzi, o ricominciare Novembre 1959 Si trov a dovere scegliere una delle due vie, <quale?> O tornare a Polizzi, oppure ricominciare tutto dallinizio. Scelse la seconda, quella dellArte dolciaria; le era la pi vicina artisticamente e che apparteneva allalimentazione umana. Tutto questo le cost anni di sacrifici e umiliazioni, peregrinando da un laboratorio a laltro della valle dAosta. Nei giorni a seguire e per diversi mesi, lavor in cucina e, fare ogni cosa necessitasse al personale. La sera si metteva a letto, pensando a tante cose: scoraggiato affranto e con mille pensieri che le giravano in testa; faceva fatica ad addormentarsi. Si trovava in un paese nuovo; ma nuovo davvro! Tutto era diverso! Persino le insegne stradali poste allinizio del paese, che informavano i turisti o i viaggiatori in entrata: dove era scritto Saint Vincent - Altitudine 575 s.l.m. Riviera delle Alpi. Un pomeriggio invernale e con laria tersa, usc per una passeggiata e dare uno sguardo alle svariate vetrine commerciali.

Fonte: valledaosta_mappa.jpg, fnovi.it

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Si sentiva inferiore La prima che guard, fu quella della pasticceria ZUCCO che si trovava vicino al ristorante Alj Bab. Tutto quello che era esposto, come torte, strudel, biscotti e paste alla crema; erano palesemente diverse: del tutto diverse. Li guard e riguard a lungo, non moll lo sguardo per diversi minuti, le veniva la voglia di assaggiarli tutti. Non si osava ad entrare dentro per comprarne qualcuna perch non si sentiva allaltezza di un cliente settentrionale e perch quando apriva bocca per parlare, la pronuncia del siculo era troppo evidente. < Si sentiva inferiore alle altre persone.> Pass in rassegna le vetrine che incontrava finch giunse in una seconda pasticceria. Era nella strada principale e nel centro del paese. Nella insegna sopra la porta dentrata cera scritto: Pasticceria Maggi - ex fornitore della casa Reale dei Savoia. Specialit torcettini al burro. In vetrina erano esposte poche cose, nel centro un cesto di vimini pieno di torcettini, ai lati dei bei plum cake di varia grandezza. Guardando verso linterno, vide un arredamento tutto in legno di noce e vetri. Le vetrine erano piene di pasticcini assortiti. Pinu, guard attentamente e memorizz ogni cosa! Voleva essere allaltezza di quei pasticceri! Ahim non era proprio, allaltezza. Si promise che un giorno non tanto lontano: anche lui,poteva fare quelle specialit nuove. Dolce vita a Saint Vincent Passavano i giorni e le settimane, e Pinu, veniva a conoscenza di tante cose; seppe che a Saint Vincent soggiornarono: personaggi politici, nobili,di spettacolo e famosi industriali. Quasi tutti gli alberghi e ristoranti erano sempre completi; soprattutto nel periodo invernale per il suo clima sempre mite. Molti clienti venivano per le sale da gioco del Casin de la Valle, e lacqua della Fonte della Salute. Sempre secondo i suggerimenti dei compagni di lavoro; Pinu seppe che, nel sottostante locale del Casin, era attiva una tavernetta in cui i clienti pi audaci e facoltosi; potevano trascorrere le serate pasteggiando, succulenti

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e deliziose pietanze,al lume di candela e in dolce compagnia. Ad allietare la notte, nella pista centrale della tavernetta: si susseguivano dei numeri di spettacoli vari; anche con delle belle spogliarelliste. Un giorno di primavera inoltrata, chiese allo chef di cucina, se era possibile conoscere il capo brigata della cucina e, il capo pasticcere; e, nei limiti del possibile, trascorrere un giorno a contatto con i mostri sacri dellarte culinaria e dolciaria di Saint Vincent. Speranzoso che accettando un messaggio del genere e con lauspicio di un si. Loro i Grandi Chef del prestigioso locale, coronavano un desiderio e una certezza, che la nobile arte, sprigiona tutta la magia e la fantasia che sognava un ragazzo venuto dal profondo Sud in cerca di una professione a lui tanto amata! Gli anni cinquanta e sessanta, il turismo in valle dAosta e Saint Vincent era frequentato soltanto da personaggi facoltosi e di alto prestigio.

Immagine da: mastersofmagic.it Il Top dei locali pi famosi erano: La tavernetta del Casin e il ristorante dellHotel Billia. Tutti gli altri alberghi risentivano e

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lavoravano grazie alle presenze e afflussi di persone proveniente da tutta Italia. La scuola Alberghiera di Chatillon, diplomava un numero ristretto di allievi, che venivano inseriti immediatamente nei vari alberghi e ristoranti qualificati: grazie allinsegnamento dei bravi Docenti che la scuola aveva. Un pensierino lha fatto anche Pinu. --- E! Se potessi andare anche io a quella scuola?? Prov a chiedere al suo chef, come si poteva fare per essere ammesso alla prestigiosa scuola. Sandro le rispose. --- Intanto si deve essere residente in Valle; e poi: quasi riservata ai figli o parenti di certe persone mi hai capito? Pinu le rispose. --- Mica tanto?. Abbandonata lidea molto ambiziosa, si rassegn al suo destino; quello di imparare larte: chiedendo e rubando con gli occhi ai maestri dellarte culinaria e pasticcera. Rimaneva affascinato, quando vedeva i suoi colleghi in servizio e, servire i clienti con quel modo ospitale e cortese. Loro! Sempre con labbigliamento in perfetto ordine. I barman con giacca a doppio petto color panna, e limmancabile farfallina nera al collo, le ragazze addetti ai piani: indossavano tutte il grembiule nero e camicetta bianca con un piccolo sopra grembiule bianco che copriva il petto e la pancia e con in testa un ferma capelli a forma di mezza luna bianco. I ragazzi della sala da pranzo, indossavano sempre, giacca bianca e calzoni neri con una stretta fettuccia di seta ,lungo i lati: le scarpe rigorosamente nere e lucide. Insomma; tutto il personale era sempre con limpeccabile divisa da servizio, in perfetto ordine. Tutte queste cose che Pinu, notava, non faceva altro che incuriosirlo e stupirlo. In fondo!! Era anche questo che lui cercava, e immaginava. Alessandro si chiamava il cuoco dello Zio della Direttrice; quando un giorno non molto lontano; le diede la notizia, che; Pinu poteva assistere alla preparazione dei svariati piatti, per un Gal dedicato ai dirigenti della casa automobilistica, FIAT di Torino.

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La Brigata dellArte Bianca Era un gioved di fine marzo 1960, che si dovette presentare alle sette del mattino e in tenuta da apprendista cuoco, nella grande cucina del ristorante pi importante di Saint Vincent; dove ad aspettarlo cerano il capo brigata e il capo pasticcere. Anche loro erano incuriositi di conoscere lapprendista venuto dal Sud e fortemente interessato alla nobile Arte Bianca. Al povero allievo le tremarono le gambe, quando entr dalla porta della cucina e salutare quei grandi operatori in divisa bianca con grandi cappelli a forma tubolare e stirati a cento pieghe sopra la testa per coprire i capelli: dettero limpressione a Pinu di una immagine, quasi extraterrestre. Colleg in un baleno anche la figura assai caratteristica e somigliante agli Ufficiali dellesercito Ungherese o Prussiano, visti e studiati sui libri di storia, di alcuni anni fa. Laboratorio Arte Bianca

Immagine da: dallagiovanna.it

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Li guard molto bene; con le giacche bianche a doppio petto chiuse fino al collo con dei bottoni a forma di pallina, un fullar al collo anche esso rigorosamente bianco e annodato. Not anche: i calzoni di tela leggera ed a quadrettino con la striscia di seta nera ai lati esterni lungo le gambe; e per concludere; ai piedi, dei zoccoli da lavoro con legno e cuoio bianco. Insomma: ancora una volta, gli occhi di Pinu, videro cose dellaltro mondo. Se ce ne un secondo!! Le fecero conoscere gli altri componenti della cucina; spiegandole, che questa che vede , la brigata del primo turno di lavoro. Brigata? --- Si brigata!! Cos si chiamano le squadre che fanno i turni nelle grandi cucine o, laboratori alimentari. (Tutte cose nuove da imparare e immagazzinare nel cervello.) E si chiedeva. --- Ma solo linizio questo che sto vedendo vero Pinu? Un intero giorno lha trascorso ammirando tutto il lavoro delle Maestranze e degli aiutanti dei capi partita. Tutto il lavoro si svolse nel silenzio pi assoluto. Rotto soltanto dagli ordini impartiti dal capo cuoco e dai rumori delle pentole e mestoli che si toccavano ripetutamente. Era un lavoro ordinato e minuzioso, tutti svolsero il loro compito mestamente e con professionalit. Men Gal FIAT Dalle mani dei lavoranti, nascevano dei succulenti e fantasiose pietanze che facevano venire lacqualina in bocca su piatti di portata di acciaio e argentati vennero sistemate insalate russe o allItaliana, a forma di timballo e decorata con maionese; volauvent ripieni di salsa alla finanziera; crostini con fonduta alla valdostana con rondelle di pregiato Tartufo delle Langhe: ecc.ecc. Per i primi; Lasagne alla bolognese, e lasagne verdi con spinagi, gnocchi alla parigina e alla romana. Per i secondi; brasati al vino Barolo, arrosti di vitello e pesci in bella vista con gelatina acidulata. Contorni con: pomme alla parissien ( patate alla parigina); alla maitre dhotel; asparagi alla piemontese e spinaci al burro e parmigiano. Per i dolci: Pinu faceva la spola tra la cucina e il

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laboratorio di pasticceria. E poich, il laboratorio era isolato dalla cucina, per motivi igienici; ma Nello stesso ambiente! Le veniva comodo controllare ogni cosa veniva preparata. Vide nascere per la prima volta, la pasticceria dalbergo molto diversa dalla normale: pi piccola e fantasiosa. Anche i famosi croissanti brioscine arrotolati a forma di cornetto, servivano per la prima colazione e, per il bar del Casin. In oltre: la pasticceria mignon, secca e fresca con crema, in francese, chiamata; petit chou. (una vera prelibatezza.) Le creme: creme di svariate qualit e gusti, panne montate e aromatizzate alla frutta o al cioccolato che servivano per ripieni o per farcire delle torte. (Un mondo davvro nuovo!) Ha visto lavorare la pasta di mandorla, lo zucchero al caramello e la ghiaccia reale che servivano per decorazioni e costruzioni di soggetti vari. Insomma: un vero pasticcere doveva essere, un mezzo Artista. Doveva sapere disegnare. E quando a visto preparare le torte per il Gal al capo pasticcere e laiutante, Pinu ebbe una scossa al cuore. Era proprio; quello che desiderava fare ed affrontare; prima o poi. Pinu per la prima volta si sentiva il cervello stracolmo di tutto quello che aveva visto fare.

Vittorio Giuseppe Valletta "il Professore" Conosciuto come "il Professore", nasce nel 1883 a Sampierdarena GE. Nel 1890 si trasferisce con la famiglia a Torino. Nel 1901, ottiene il diploma di perito commerciale e ragioniere e inizia l'attivit professionale. Nel 1909 si laurea in Economia e Commercio. Partecipa alla prima guerra mondiale come Tenente del genio aeronautico. Riprende lattivit professionale diventando, nel 1919, amministratore della societ Chiribiri. Nel 1921 viene assunto come direttore contabile alla Fiat da Giovanni Agnelli.

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Ma non era finita la giornata di apprendimento nel Tempio dellArte Bianca. Verso sera vide preparare le torte per il dolce del Gal della FIAT. Sul lungo tavolo da lavoro i pasticceri farcivano i due strati di pan di Spagna dopo averli inumiditi di un sciroppo liquoroso al profumo di vaniglia. Con una crema Chantilly al gusto di nocciola, noisette in francese. Ricoperte di uno strato di pasta di mandorle, decorati con disegni di stile Barocco Piemontese con al centro: il profilo delle macchine della fiat; della Balilla, della Cinquecento, Seicento e Mille e quattro FIAT. Anche la mitica Seicento Multipla. Ogni disegno di macchina, aveva i colori in gelatina, come le vere automobili. Pazzo dalla gioia, stanco della giornata di apprendimento,ed in una confusione totale nella mente: Pinu, si domand e si promise. --- Un giorno forse far anche io queste torte cos belle e buone, e metter alla prova le mie future capacit!!! (Ce la far???) In fondo, era proprio quello che desiderava di pi. La cena di gala FIAT Alle ore Ventuno di quel gioved di fine marzo con la sala piena di commensali, ebbe inizio la Processione dei camerieri che si avviarono dalla cucina alla sala reggendo i piatti di portata degli antipasti, con lavambraccio sinistro retto e allaltezza della spalla tenendo in equilibrio con la mano, i piatti colmi di pietanze lasciando una scia di gradevoli profumi. Il dolce venne servito verso le ventitr. Le torte vennero portate in sala, sopra dei carrelli di ottone con tovaglia bianca e due torte al centro: un trenino di quattro carrelli con in prima linea, un piatto di portata argentato e, dentro una vettura raffigurante la Bianchina Giardinetta in zucchero caramello e ghiaccia reale; con ai lati, dei fiori di margherite e tulipani realizzate in zucchero caramello. Pinu, dal posto di osservazione consigliato dal capo chef, ammir tutto il servizio del Gal. Il primo carrello con la macchina spinta dal (com) e il capo pasticcere al lato, si present al centro

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del tavolo dove era seduto il Presidente Dott. Valletta: che non resistette ad alzarsi dalla sedia e applaudire gli artefici dellArte Bianca. Vittorio Giuseppe Valletta, Presidente FIAT Nel gennaio 1928 viene nominato direttore generale e nel 1939 diventa amministratore delegato. Al termine del difficile e confuso periodo bellico, il 18 luglio 1946 viene nominato presidente in sostituzione dello scomparso Giovanni Agnelli. Utilizzando gli aiuti economici del piano Marshall a partire dal 1948 ricostruisce gli stabilimenti e riassesta i bilanci aziendali. Gli anni 1950-1960 sono caratterizzati dal miracolo economico e della motorizzazione di massa, che si identifica con le due vetture, "600" del 1955, e "500" del 1957, progettate da Dante Giacosa. La FIAT passa dai 93 mila dipendenti del 1960 ai 160 mila del 1965. Nel 1965 dalle linee del Lingotto e di Mirafiori escono per la prima volta un milione di vetture. Negli anni Sessanta la FIAT costruisce impianti in Jugoslavia, Argentina e Spagna. La carriera di Valletta. si conclude con l'accordo Fiat - URSS per la realizzazione dello stabilimento di Togliattigrad. Nell'aprile 1966 passa il testimone al nipote ed omonimo del fondatore Giovanni Agnelli. Nell'ottobre dello stesso anno nominato senatore a vita. Muore a Pietrasanta LU in Versilia il 10 agosto 1967. [Foto: autoglobal.com]

Se non avessi visto con i miei occhi Alle 23 e 30, Pinu, dovette salutare tutti per fare rientro in albergo. Commosso, soddisfatto, incuriosito, estasiato e, con le lacrime agli occhi: chiese il permesso ai capi: se poteva

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abbracciarli e baciarli; in segno di grande rispetto e professionalit. Stringendo le mani a tutti; li ringrazi per lospitalit; insolita. E se ne torn in albergo, dove ad attenderlo, cera tutto lo staf e il proprietario, curiosi di sapere come era andata la visita al Tempio. Si limit a dire soltanto che. --- Se non avessi visto con i miei occhi; non avrei creduto davvro a tanto. --- Mi sembra di sognare!! - Grazie a voi che mi avete concesso un giorno di permesso, facendomi un regalo magnifico e indimenticabile. Dorm appena tocc il letto, stanco si; ma contento!! Sogn qualcuno che bussando alla porta entr dicendole. --- Guarda che tu condividi questa Arte. Aspetta e vedrai. Un giorno realizzerai anche tu quelle cose! E sempre sognando: Pinu, le rispose. ---- Far del mio meglio. In seguito Chiss!!! Perch terroni Passarono giorni settimane e mesi di intenso lavoro; pensava sempre: a volte si avviliva, le sembrava un muro alto da scalare e un punto lontano da raggiungere. Da solo doveva decidere, si trovava a lottare nel suo inconscio con un mondo diverso: dove tutto diverso! Dal vestire, al mangiare, al parlare e nel capire gli altri: anche nel farsi capire! --- Perch tutto questo?? E mentre lavorava si diceva: - Perch i meridionali, li chiamano terroni? La odiosa parola la sentiva dire sovente. E sovente rifletteva: - ma!! Forse, perch nella bassa Italia si produce e si mangia troppo torrone? Invece voleva dire, uomini della terra; paragonati a dei vermi che abitano nella terra sporca. Per, quando ha capito il significato e la sentiva dire anche sfacciatamente! Si sentiva molto umiliato e scoraggiato. In fondo anche i meridionali hanno una Anima, lavorano e vivono come i settentrionali. A volte, si vedeva sopra quel treno diretto a Sud e assieme i suoi amici. Un giorno terminato il servizio, Chiese al suo cuoco Sandro il perch di quel accanimento, anche dispregiativo, verso i

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meridionali tutti! Caro Sandro, cosa che abbiamo di diverso noi dai settentrionali? Per fortuna non tutti la pensavano cos. Sandro rispose. Intanto sono persone con poco cultura, gelosi perch secondo loro; le se porta via il lavoro, si sentono importanti e indispensabili, ma soprattutto si sentono molto intelligenti e superiori. Vedrai: quando ti conoscono bene, e non hai reagito alle loro provocazioni, dimostrando comprensione ed altruismo; non ti trattano pi in quel modo. Terrone un termine della lingua italiana, utilizzato dagli abitanti dell'Italia settentrionale e centrale come espressione dispregiativa per designare un abitante dell'Italia meridionale, talvolta anche in senso semplicemente scherzoso. Ha diverse varianti di origine dialettale e regionale piuttosto diffuse e riconoscibili come tern, ter, teron (Lombardia), tern (Liguria), ter, tern, tarn (Piemonte), tarn, taroch, tern (Veneto, Friuli-Venezia Giulia), terch, tarn (EmiliaRomagna), tern, terr (Marche) o terne, tarne in altri dialetti dell'Italia settentrionale, mentre rimane terrone in toscano. Nel XVII secolo con il termine "terrone" (da terne, derivazione di terra) si indicava un proprietario terriero, o meglio un latifondista. Solo nel corso degli anni 1960-70 la voce si diffuse dai grandi centri urbani dell'Italia settentrionale con connotazione spesso fortemente spregiativa e ingiuriosa e, come altri termini della lingua italiana e dei suoi dialetti (villano, contadino, burino e cafone) stava per indicare "servo della gleba" e "bracciante agricolo" ed era riferita agli immigrati del meridione. Gli immigrati venivano quindi considerati, sia pure a livello di folklore, quasi dei contadini sottosviluppati. [Fonte: it.wikipedia]

Sandro aggiunse ancora. Probabilmente, usano un peso o una misura per saggiare il tuo comportamento; se sei violento o ti

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ribelli ad ogni cosa! Gi!! Comprensione! Altruismo! Violenza e ribellione: che cosa sono? Pinu, non ne aveva mai sentito parlare di queste cose. Le parvero parole grosse cadute dal Cielo. Lui; sconosceva solamente: amicizia, rispetto, musica, pittura e, paesaggi belli della natura. Mai pi; nella sua mente transitassero parole come: violenza o ribellione. Le parole dette dal cuoco toscano, dettero aiuto e incoraggiamento; dettero anche quella spinta forte e combattiva. Quasi di sfida aperta, con tutti e tutto quello che lo circondava. Decise; decise veramente! I Maestri virtuali di Pinu Il giorno dopo, nella pausa pomeridiana usc e si diresse subito nella unica libreria e giornali della cittadina, chiedendo i volumi di: storia della Valle dAosta, Pasticceria Moderna di Giuseppe Ciocca edizione Hoepli Milano e, il cucchiaio dargento per la cucina italiana e regionale. Con i tre volumi sotto le braccia, se ne torn in camera e, subito vision i contenuti letterari , le fotografie e i disegni delle svariate decorazioni. I libri furono, i compagni pi fidati e inseparabili. Per tre mesi furono i Maestri di Pinu; veri suggeritori virtuali di quella teoria grammaticale: dellArte del buon gusto. Le letture furono intense: costruttive e affascinanti. Memorizz quante pi ricette poteva di pietanze e dolci. Capire il segreto del buon gusto; e desiderare che un giorno le mettesse in pratica, chiss in quale cucina o laboratorio. Leggendo, cap che la ristorazione, tutta! E fatta di presenza e buon gusto; due virt che camminano di pari passi. Durante le ore di lavoro e nei momenti opportuni, chiedeva al cuoco ogni cosa; cercava riscontro alle ricette che aveva letto la sera prima, oppure un consiglio, oppure quel segreto carpito durante gli errori che si fanno lavorando. In fondo: sono le regole di ogni vero professionista. A volte le sembrava di essere noioso o rompiscatole. Ma nel modo in cui Pinu chiedeva, difficilmente

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le veniva detto di no, anzi!! Alla fine il cuoco era contento di fare il Maestro. Nei mesi che lavor in cucina del ristorante qualificato come, L HALY BABA, si accorse che, era molto impegnativo e faticoso, particolarmente: durante le feste pi importanti o di ricorrenza. Al personale addetto, era richiesto puntualit, sicurezza e professionalit.

Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese 1960 Per arricchire ancora di pi il bagaglio della professione; un giorno del maggio 1960 si trov a conoscere un docente della scuola alberghiera di Chatillon, amico di Sandro e, originario della Sicilia. A brucia pelo le chiese se era disposto ad impartire lezioni di Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese, nei limiti del possibile. Una parte dello stipendio era riservato a Lui, e se accettava, colmava un grande desiderio ad un futuro professionista del settore che cercava di dedicarsi anima e corpo; allarte.

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Evidentemente al Docente, la proposta di un suo concittadino siculo, le parsa fattibile venirle incontro: e le disse di SI!! Lorario stabilito era dalle ventuno alle ventitr. Nella prima lezione, le prime parole furono: - Questa nobile arte va svolta con amore e passione. In assenza di questo meglio dedicarsi ad altro. Ma. Lallievo era propenso ad assecondare le parole del Docente, e tuffarsi: per amore e per passione; dal pi alto trampolino di una qualsiasi piscina. Il corso privato dur circa quattro mesi, Pinu, impar molte cose, tanti esempi, tantissimi argomenti interessanti, impar parte della lingua francese e, come bisogna stare in Societ; con rispetto e rispettando gli altri. TuTTi ( Bravo il Docente di Pinu. E lo ringrazia immensamente!!!). Cucina: dirty work Gli amici che lavoravano nelle altre cucine, le dicevano: guarda che esistono cucine al limite della legalit. Si trovano in ambienti angusti e con i pavimenti ancora in terra battuta e privi di piastrelle. La ventilazione al minimo necessario, il caldo nel periodo estivo insopportabile. Le stufe di cottura, per lo pi, sono alimentate a carbone o, a nafta. Pinu, costat e a sue spese, le scottature e i tagli alle dita e alle mani: i coltelli della carne e per i battuti, erano affilatissimi. Quante volte vide sanguinare le dita perch aveva sfiorato e inavvertitamente i coltelli. Tutti i cuochi avevano di loro propriet, tutti i coltelli che necessitavano nel lavoro di cucina. Quando finivano la stagione o il periodo determinato, se le portavano con loro.

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Una Domenica mattina e per la precisione. La Domenica delle Palme il cuoco e il secondo cuoco non vennero al lavoro per motivi gravi. Furono sostituiti da altri provenienti da altre cucine della valle. Un omone grande e grosso con baffi neri e folti, era il primo scef; il secondo meno grande, ma con uno sguardo autoritario; taciturni e per nulla confidenziali. Il lavapiatti che aveva il compito di fare rifornimento di nafta nel recipiente attaccato alla stufa ,la sera prima! Non la fatto. La capienza era di circa trenta litri di combustibile nero e che si doveva portare dal grande fusto di centosessanta litri, dal magazzino alla cucina. Il compito tocc a Pinu. Arrivato in cucina tutto vestito di bianco dovette andare a prendere il contenitore, riempirlo, togliendo il tappo a vite con una mano e con laltra reggere il contenitore. Mentre svitava lultimo giro del tappo la pressione ha spinto la mano e il tappo, con forte uscita della nafta. Non sapendo a quale Santo rivolgersi; tent di rimettere il tappo, ma uno spruzzo a ventaglio si diresse verso lignaro e inesperto lavorante, sporcandolo tutto dalla testa ai piedi. Riusc ad avvitare il tappo ma diversi litri di nafta allagarono il pavimento. (Un disastro penoso) Grid aiuto aiuto e non vedendo arrivare il combustibile in cucina accorsero tutti e vedere cosa era successo. Videro Pinu che piangeva a dirotto, sporco di nero e impantanato nella melma. Fu aiutato incoraggiato e sottoposto a doppio bagno; tutto il vestiario venne buttato via. E, alle ore dieci si ripresent in cucina a sopportare le umiliazioni e gli insulti dei due cuochi dallo sguardo freddo beffardo e odioso. Il resto; lo lascio alla immaginazione di chi legge queste righe. Nei giorni a seguire, meditando sullepisodio e senza esitazione, decide di lasciare larte culinaria: sia pure a malincuore, per quella dolciaria.

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Dirty Jobs / Lavori Sporchi sono attivit svolte in ambienti inospitali - in quanto pericolosi e/o rischiosi per la salute, o fetidi, o maleodoranti, o in condizioni di oscurit totale, o in acque luride, etc - da persone che superano paure ancestrali e hanno il coraggio per affrontare condizioni di lavoro impensabili e al limite. Metodi, strumenti, materiali e tecnologie moderne hanno reso pi gestibili questi lavori che una vecchia massima giustificava con " un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo". I lavori sporchi sono diventati famosi anche per la serie televisiva Dirty Jobs di Mike Rowe (Discovery Channel). Secondo Jane McGrath (10 High-paying Dirty Jobs) i dieci lavori sporchi pi pagati in USA, sono: 1: Addetto alla pulizia delle scene di un crimine (US$ 75K), 2: Idraulico (US$ 47K), 3: Imbalsamatore (US$ 41K), 4: Minatore in miniere di carbone (US$ 64K), 5: Ispettore fognario (US$ 60K), 6: Pescatore di granchi (US$ 60K), 7: Pulitore WC portatili (US$ 50K), 8: Addetto impianto estrazione petrolio su piattaforma marina (oltre US$ 40K), 9: Gastroenterologo (US$ 250-400K), 10: Addetto alla raccolta e trattamento dei rifiuti (US$ 43-60K). Fonte: austinchronicle.com

Arte dolciaria e auto licenziamento fine 1960 Ancora una volta, il siciliano in Valle dAosta, appesantito del nuovo bagaglio culturale, sulle spalle ! Si trov ad un bivio con due vie da percorrere e sceglierne una. O; larte culinaria, o; dolciaria. Scelse, quella dolciaria. Le era pi consona e meglio desiderata,artisticamente. Anche perch: da ragazzo partecip al suo paese,a dei corsi di Alimentazione e Merceologia organizzate dalla Regione Sicilia e dal Comune di Polizzi Generosa. Scelse quella dolciaria anche perch era meno pesante della culinaria.

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Educatamente chiese al titolare del ristorante, Signor Spinelli, se accettava lauto licenziamento, avendo deciso di continuare la pasticceria. Gentilmente le fu detto. Sei sicuro di fare questo cambio; sappi che i cuochi bravi sono molto richiesti e molto remunerati; pensa bene a quello che fai! La risposta di Pinu, fu: Ringrazio Lei per il consiglio ma oramai ho deciso e una decisione decisione. Terminati i dieci giorni di preavviso al licenziamento, salut tutto il personale e i proprietari dellalbergo che, presi i suoi bagagli usc e raggiunse la nuova destinazione e il nuovo datore di lavoro Signor Pennito. La lettera dellAvvocato Questo episodio devo proprio raccontarlo. Alcuni giorni prima del licenziamento, si present il postino per consegnare le consuete corrispondenze per lalbergo e una lettera era indirizzata a Pinu, scritta a macchina con il mittente: Avvocato Lore Giuseppe, piazza Umberto 1, Polizzi Generosa Palermo. Era il cognato del precedente datore di lavoro laureatosi qualche mese prima della partenza di Pinu. I due, hanno avuto molta stima e rispetto reciproco. Il neo Avvocato volle fargli: scrivendogli una lettera con parole incoraggianti e di stima; e come sa scrivere chi ha studiato molto la lingua italiana!! Un segno di benevolenza e ricordare le sue qualit di un bravo e buono ragazzo catapultatosi da un estremo punto a laltro della penisola italiana per impossessarsi di tutto quello che cera di straordinariamente bello in quella parte di Italia. (In questo caso la Valle dAosta!). Una missiva spedita da un Avvocato ad un siciliano emigrato! Mise lo scompiglio a tutti i presenti. Mentre Pinu leggeva la lettera regn un silenzio da tomba; e quando arriv a met lettura gli si riempirono gli occhi di grosse lacrime. Perch? Hanno pensato i presenti. Forse il nostro aiutante cucina stato un elemento che ha da fare i conti con la legge, o con la giustizia? Oppure! ... un poco di buono? Tranquilli! ... Nulla di tutto questo! Porse la lettera alla signora pregandola di continuare lei la lettura.

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Pinu, not gli sguardi dei presenti che si incrociavano; quasi a dirsi, virtualmente! Chiss chi costui? ... La Signora fece continuare la lettera a suo marito e successivamente al cuoco; che ripiegandola con rispetto, la diedero al suo lavorante che sfoci in un pianto liberatorio. Quella lettera lasci impressionati tutti. La vollero leggerla tutti! Si sono scusati e rammaricati dellingiusto sospetto, chiedendole molte scuse. Quella lettera saputa scrivere da un laureato in Giurisprudenza con tante parole toccante lanima buona di un ragazzo; doveva essere una giusta ricompensa di affetto e amicizia suggellando una immensa stima. E cos stato! Il prezioso documento dellAvvocato tanto gentile: non lasci mai le tasche degli indumenti di Pinu. Era come avesse vicinissimo un vero amico e un compagno inseparabile. Vi pare poco? ... Ancora oggi, quella lettera la custodisce gelosamente. Mamma Mom (Gandolfa.) Lui, non l letta pi per non continuare a piangere di gioia. Pasticciere da Gulus Era, la settimana Santa che precede la Pasqua di Resurrezione. Occasione migliore per essere assunto nel laboratorio di pasticceria. In essa, operavano quattro persone: un capo pasticcere, due di grado inferiore e uno tuttofare. Pinu non sapeva cosa le facessero fare. Lo misero alla prova dicendole di decorare delle torte con un disegno che si riferisse alla festivit in corso. Hanno pensato di mettere a disaggio il nuovo arrivato; e per giunta: siculo: come lo chiamarono subito. Non sapendo di avere toccato il tasto giusto della fisarmonica, cio, di aver dato un compito delicato e impossibile a chi non sa disegnare. Pinu, si prepar il cornetto di carta (un imbuto improvvisato) che riempito di cioccolato fuso: tracci con sicurezza dei ramoscelli di fiori primaverili e relative fogliette di ghiaccia reale color verde chiaro, ed un piccolo nido di uccellini in crema, e tre uovetti di zucchero dentro.

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I quattro assistenti con lo sguardo freddo e fisso convinti di cantare vittoria Si dileguarono nel grande laboratorio come fossero stati bastonati da qualcuno. Ma, senza dire niente al siculo, e niente soddisfazione. Peccato!!! Quando le torte incartate e portate lindomani mattina nei negozi di vendita: tutti i venditori fecero i complimenti al padrone della pasticceria. GULUS: cos si chiamava in dialetto piemontese, la pasticceria di Saint Vincnt. Insomma: tutto da ricominciare, lavoro nuovo, ambiente nuovo, persone nuove e cose nuove. Torte decorate da Pinu

Per dal giorno dopo, il nuovo arrivato in laboratorio con compagni di lavoro piemontesi e Valdostani, fu trattato un poco da cristiano; e non pi come un terrone venuto dal sud. In quegli anni: la odiosa parola era sulla bocca di una buona parte di settentrionali. Chiss perch! La gavetta Le era stato detto, tanto tempo fa, che per una buona professione, a volte bisognava scendere a compromessi: e fare la gavetta (apprendimento, su tutti i fronti.) Nei primi anni e agli inizi di nuove attivit si deve accettare quello che ti dicono e ti danno come salario mensile. E lo scotto che si deve pagare,

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forzatamente: stipendio ridotto, qualche ora in pi di lavoro non retribuito, accettare umiliazioni e dispetti. (Come quello successo a Pinu.) Trascorsa la settimana festiva, il titolare le disse. Pino! Intanto la sera dormi in quella stanzetta; poi vedr di sistemarti altrove. La stanzetta era un ripostiglio con una brandina da militare, un materasso vecchio riempito di crine un tipo di paglia di canapa che, annusandola aveva uno strano odore, quasi ammuffita; anche il cuscino era sgradevole. Per poggiare il viso lo fasciava con un suo asciugamano. Non cera finestra, solo una diecina di scatole di cartone vuote ed una sedia sgangherata (zoppa di un piede) con il fondo di paglia. Dal soffitto pendeva un filo elettrico a treccia con allestremit inferiore un misero porta lampada, e la stessa dava, una fievole luce al limite della visione. Su una parete un buco nel muro di circa,centimetri 20x20 tappato con una tela di juta e un setaccio a maglie larghe appeso con un chiodo facendo da grata. Pinu, si domand una sera! Che diavolo sta a fare quel setaccio li? Quando serviva per setacciare le nocciole tostate? Ma, chiss, a volte le vie del Signore sono tante! Pens. Comunque lavorando con farina zucchero e altri ingredienti, la sera sopra le scarpe rimaneva una crosta di farina umida. Stanco come era la sera non si preoccupava di pulirle. Da giovane certe cose non si pensano. E nemmeno si immaginano. I folletti Al terzo giorno; anzi, mattina presto! Vide che le croste sopra le scarpe non cerano pi, la mattina dopo lo stesso. Quando, tutte le sere erano sporche di poltiglia e al mattino erano pulite. Si disse: Ci saranno dei folletti che lavorano la notte? Come nelle favole? Da domani sera e al mattino controller con pi attenzione. La notte successiva i folletti vennero di nuovo. Per erano dei topi da fogna lunghi con la coda, circa 30 centimetri. Svegliato in piena notte da rumori e stridii strani; gli intrusi notturni erano, quattro topi che banchettavano con la crosta delle sue scarpe, accanto al giaciglio.

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Pinu, li guard ed esclam in silenzio dopo avere acceso la lucina guardando lo spettacolino inconsueto! Porca miseria che compagni strani e brutti che ho! E se mi mordono? Da dove diavolo sono entrati!! Folletti Intanto che pensava il da farsi con i folletti a quattro zampe una coda lunga e dal colore grigio scuro: si dileguarono veloci e tutti in fila indiana sfrecciarono come missili, arrampicandosi nel muro e passando da una fessura del setaccio. Si infilarono dentro quel buco tappato con la tela di juta, sparendo dalla loro sala da pranzo e, dal vicino giaciglio dello sventurato e spaventato pasticcere.

Immagine: wallpaperdojo.com

Nel lontano 1959-60, in Valle dAosta e a Saint Vincnt esistevano ancora in alcune case abitate; dei servizi igienici alla turca; uno di questi, era per il pasticcere. Una cella di un metro e cinquanta di lato con una porta di legno vecchia, con una misera finestrella senza vetro, e un mini lavello a forma di mezza luna murato nel muro con un misero rubinetto di rame dove un misero filo di acqua scendeva a stento. A malincuore, cerc di resistere per alcune settimane, con la promessa di una sistemazione migliore. E cos stato. Per finire lepisodio dei topi: la stessa mattina e dopo la notte trascorsa senza dormire, raccont al titolare e ai colleghi laccaduto. Scoppi, una grande risata e si scus dicendole che, anche loro sapevano dei topi e che non si sono ricordati di riferirlo. (Ma! ... Ce da crederlo? ... O, si sono voluti divertire?)

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Cleptomane Alcune settimane dopo Pasqua e prima del trasferimento in una stanza pi decente e umana, a Pinu, le stata preparata unaltra scena a dir poco spiacevole dai colleghi di lavoro per screditarlo e farlo passare come un ladruncolo da strapazzo. Giovanni e Paolo si chiamavano; sicuramente hanno agito o per gelosia o per dispetto. Provenivano dal vicino Canavese, (territorio tra la valle dAosta e il Piemonte.) Una sera misero due colombe pasquali sotto il giaciglio dove riposava il nuovo arrivato. Per poi dire al titolare che il terun si nascondeva i prodotti della pasticceria sotto il letto (rubacchiandoli). Il tentativo non le riusc, perch Pinu, raccolte le lenzuola e piegando il materassino di crine si accorse dello strano fagotto avvolgendo due colombe pasquali messo li sicuramente di proposito e far credere che il nuovo arrivato si nascondeva le paste sotto il letto. (Di certo non sono mai stato un cleptomane). Pinu avvis immediatamente il titolare del laboratorio che li invit ad ammettere il misfatto ai danni morali del ragazzo siciliano. Che chiamati a rapporto ammisero di avere attuato il gesto malsano. Si scusarono dicendo che volevano fare uno scherzo. (E che scherzo!!!) Da quel giorno Pinu incominci a dubitare e non fidarsi pi di nessuno. Le vennero in mente le famose parole dei vecchi che dicevano: fidarsi bene, non fidarsi meglio. Nellambiente di lavoro, non regnava affatto amicizia e socialit. Pinu, si sentiva come un pesce fuori dallacqua, doveva sempre stare molto attento perch era preso di mira dai colleghi che non aspettavano altro! Che facesse un minimo errore e rinfacciarglielo con modo poco ortodosso. Si sentiva come un soldato che girovagava in un campo minato. E si chiedeva: Perch, tutto questo? Non siamo forse tutti uomini della stessa materia! Era evidente! Che in quel periodo regnava la cattiveria, la diversit, e molta ma molta ignoranza. Non da tutti per!

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Migliorare le competenze dolciarie Limpegno di Pinu, si fece sempre pi accanito e forte nel migliorarsi professionalmente. La sera e anche alcune notti leggeva molto e memorizzava alcune ricette per lindomani metterle in prova daccordo con il titolare. Aveva il permesso di poter fare gli esperimenti dolciarie, che quasi sempre riusciva allintento. Lui, il titolare era contento di portare ai suoi rivenditori delle novit dolciarie con nuove paste o nuove torte. Pinu, leggeva studiava e metteva in prova: i volumi che aveva comperato le sono stati di grande aiuto; erano come due Angeli custodi! Port miglioramento e creativit, le creme erano la sua specialit, si divertiva un mondo: nel dare ad ogni crema il suo gusto saporito e marcato; e non sciablo cio (slavato) come quelli che facevano gli altri. Si impadron successivamente, del segreto della produzione delle svariate paste al lievito naturale. Esse sono state panettoni e colombe, pandoro di Verona, pan del nonno e le famose Veneziane ecc. Il lievito naturale, cio la fermentazione di farina e acqua con un minimo di pasta acida ricca di Saccaromiceti, ha la sua peculiarit. Eun processo fisico chimico e ambientale per la quale, bisogna conoscere il meccanismo della: vita crescita e morte dei Saccaromiceti enzimi naturali indispensabili per la moltiplicazione del lievito naturale. Pinu si divertiva tanto nel decorare le torte. Port innovazione nel creare un disegno e una decorazione alle torte; in base alla festa o ricorrenza familiare.

Torta alla crema con cigni

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Per circa due anni, lavor e si impegn con fermezza e passione cercando di percorrere le diverse vie della pasticceria e gastronomia. Le Domeniche pomeridiane che non si lavorava, prendeva il treno e si recava ad Aosta oppure a Torino in cerca delle vetrine di pasticceria; per vedere e memorizzare ogni prodotto esposto; in quei luoghi cittadini cera sempre da imparare cose nuove e belle! Successivamente metteva in prova. Alcune volte sbagliava anche! E che ci vuoi fare? Nella pasticceria GULUS di Saint Vincent, Pinu, fece passi da gigante. La nevicata Era il mese di gennaio del 1961 e Pinu alloggiava nella nuova stanza di una casa vicino la pasticceria. In pieno inverno valdostano laria era tersa e molto fredda: verso sera apparvero delle nuvole che coprirono tutto il territorio, alle 21 inizi a nevicare; lesse alcune pagine di storia e ricette di dolci addormentandosi subito dopo. Castello di Ussel La neve cadde per tutta la notte, alle 5 e30 si alz dal letto e vide attraverso i vetri appannati da un sottile strato di gelo che rendeva poco chiara limmagine notturna; un paesaggio stupendo. Il chiarore stesso della neve rese visibile quella pittoresca scena invernale. Le sembr di sognare: invece! Era tutto vero! Terribilmente vero!

da: Courmayeur-montblanc.com

Di fronte ai suoi occhi aveva: una catena di monti innevati e il pittoresco villaggio di Ussel semisommerso dalla neve. La parte bassa della cappella non si intravedeva, il suo campanile, era

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lunica costruzione che imperava. A poca distanza; svettava verso il cielo, soltanto il vecchio castello di Ussel ubicato sopra un roccione dai muri perimetrali in pietra, e di un grigio sconsolante. Tutto era coperto di candida neve. A Pinu, le ritornarono in mente i bozzetti che faceva da giovincello, copiate dalle cartoline illustrate o dai calendari. Risvegli e mise in fermento: la voglia di vedere i colori, i pennelli e il cavalletto con sopra una tela fermata dai ganci di legno e con un disegno appena abbozzato con la matita. Quella mattina ritard di 15 minuti lentrata in laboratorio. Al suo arrivo raccont ai suoi ragazzi limpressione avuta di quello scenario pittoresco e veritiero. Lincantato paesaggio invernale visto dal vero!

Immagine da: aostasera.com

Mai pi avrebbe visto nella sua Sicilia; un fenomeno naturale di quella portata. In laboratorio si sfog con i suoi lavoranti:

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descrivendo e spiegando: come un pittore o un artista del pennello; coglie! quei momenti di emozione artistica; trasferendo su tela la magica visione di un paesaggio alpino o marino che sia. I suoi colleghi lo guardarono in viso credendo ciecamente alle parole cos inebrianti e veritieri che rimasero imbambolati per alcuni minuti fermi davanti al loro predicatore artistico. (Magari, fosse stato un vero predicatore dellArte!) Primo pasticcere 1961 Era il mese di maggio 1961, quando un giorno il titolare e la moglie invitarono a pranzo il loro operaio. Durante il pasto; preparato come Dio comanda le proposero se voleva assumere lincarico della direzione del laboratorio: visto che lavorava con impegno serio e responsabile. Le rispose che durante la notte ci pensava e le faceva sapere: anche perch; un detto popolare recita: la notte portatrice di buoni consigli! Pinu con il titolare della pasticceria

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Veramente Pinu, non dorm affatto, pensando alla notizia di diventare primo pasticcere con una forte responsabilit. (Anche di gioia, perch no!!) Dette una condizione al titolare; quella di allontanare i due pasticceri piemontesi e cercarne altri. In quel periodo le maestranze non mancavano, ed erano tutti italiani. Anche meridionali perch no! Due settimane dopo, vennero licenziati e sostituiti da due giovani apprendisti del centro Italia. Assunto il delicato impegno, si dette corpo e anima al lavoro e alla collaborazione, per costruire un rapporto lavorativo: sereno e non di guerra fredda, come prima. Scrisse un cartello attaccandolo al muro del laboratorio: con le parole di: consapevolezza, intelligenza, umilt e professionalit. Strapp un bravo al datore di lavoro che condivise lidea. Pasticcini al terrone Un marted della prima settimana di giugno 1961 con cielo coperto e temperatura un poco rigida; alle cinque del mattino, Pinu era appena entrato nel laboratorio, quando sent aprire la porta con violenza e vide entrare i due pasticceri piemontesi: Giovanni e Paolo, che con aria minacciosa, lo assalirono verbalmente accusandolo di essere stato il responsabile del loro licenziamento. Parole offensive e vessatorie scagliate con violenza, contro il terun fu aggredito fisicamente spingendolo verso limpastatrice appena messa in marcia. Ricordati ... che in due ti mettiamo dentro limpastatrice e fare un pastone ricavando dei pasticcini al terrone! (detto in dialetto piemontese.) Fu assalito da uno spavento indescrivibile. Si sent vittima di una tragedia imminente. La fortuna volle che si trovasse vicino al tavolo di lavoro con sopra un matterello lungo e di legno di faggio, che in un baleno lo afferr stringendolo saldamente alle mani, affrontandoli, deciso a colpirli. Pinu, si sent, in quel momento una cintura nera del karat, dicendogli ad alta voce: Appena fate una mossa, una testa di voi

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due, sar in due pezzi! I muscoli erano tesi al massimo e il colore del viso era rosso come un peperone di Fossano. (Luogo agricolo piemontese dove coltivano tanti peperoni.) Vedendo le intenzioni del meridionale, i due si guardarono in faccia e, girandole il culo uscirono borbottando e sbattendo la porta dileguandosi a grandi passi. Subito dopo arrivarono gli aiutanti, e dopo ancora, il titolare. Not sul viso di Pinu, che qualche cosa era successo. Spiego a tutti i presenti quello che era successo e malgrado la giovane et, scoppi in un pianto liberatorio chiedendosi: Cosa ho fatto di tanto male? Perch se la prendono sempre con gli individui armati solamente di buona volont e in cerca di miglioramenti esistenziali? E lo scotto che bisogna pagare: diceva, qualcuno e perch? Gli aiutanti e il titolare promisero al suo amico che mai pi e nessuno avrebbero molestato lonesto e coraggioso lavoratore. Ladruncoli di uova Agli albori degli anni sessanta nella Italia tutta: il ceto a basso reddito e coloro che non avevano una pur minima professione, soffrivano veramente la fame e povert. Essi erano in perenne ricerca di qualcuno le potesse dare un lavoro anche a giornata, infatti: nei magri periodi tanta povera gente, era spinta malgrado loro! alla refurtiva pur di sfamarsi. Il topo gradisce luovo Anche Pinu, assistette alla refurtiva commessa non da poveri uomini ma da animaletti che aveva conosciuto precedentemente; ovvro, da grossi topi. Sempre nella pasticceria a Saint Vincent, la mattina mandava il ragazzo a prendere le uova nel magazzino o ripostiglio attiguo al laboratorio. (Fonte immagine: iloveeverythingmouse. blogspot.com)

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Il luogo era fresco e uova latte e burro erano sistemati li in attesa di essere adoperati. Le uova erano in plateau (contenitore da 30 uova). Pinu, not che nei contenitori a contatto con il pavimento, alcune mattine ne mancavano uno o due di uova, si chiese, e disse al garzone. Come mai mancano le uova dal plateau? Non le so dire nulla Signor Pino! Per vederci chiaro, Pinu, sistem lui il contenitore con trenta uova la sera. Trascorsa la notte, il mattino dopo alle ore 5e30 aprirono la porta del ripostiglio e con la luce della torcia a pile illuminarono le uova e che cosa videro? Videro un grosso topo disteso supino sul pavimento con un uovo sopra la pancia stretto con le quattro zampine; un altro topo lo trascinava tirandolo per la coda; ma, alla vista della luce si sono dileguati velocemente con luovo che rotolava per i fatti suoi. Guarda un p - disse Pinu al ragazzo - Ecco chi sono i ladruncoli. Non si credeva a quella scena. Quando alle sei arrivarono gli altri lavoranti e si raccont il fatto ci fu una lunga risata collettiva che durante la giornata venne ricordata diverse volte alleggerendo anche la fatica del lavoro. Riviera delle Alpi - 1961 Nella cittadina termale e del casin de la valle; il pasticcere si trov bene con tutti, dimentic gli spiacevoli episodi e continu il suo itinerario lavorativo e di ricerca. Ogni cosa per lui era sempre un motivo da riflettere e trarre un suo ragionamento. Intanto immagazzinava notizie nuove nel cervello o magazzino mentale. (Chiamalo come vuoi!). Nelle prime giornate che si pot permettere di fare qualche passo a piedi nel vicino Viale Piemonte vide, proprio allinizio, un cartello stradale con il nome del paese termale con sotto la scritta Riviera delle Alpi. Rimase incuriosito del perch era scritto riviera quando il mare della Liguria si trova a 350 chilometri di distanza. Non si os a chiedere ai conoscenti il perch di quelle parole, immaginava che le rispondessero con una risata beffarda. Lui, non si dette per vinto e and a cercare sul libro Storia della Valle dAosta il perch di quel nome attribuito.

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Leggendo, seppe che riviera delle Alpi si riferiva al clima sempre mite e in particolar modo nel periodo invernale. Questo dovuto anche grazie alla posizione soleggiata e riparata dal maestoso monte Zerbion e dai venti freddi del nord che passano sopra le varie cime dei monti vicini. La pittura Nei giorni avvenire e alleggeritosi dal peso del lavoro e, sicuro della totale sicurezza nel laboratorio assieme allarmonia che regnava tra i colleghi, non tard a comperarsi una modestissima attrezzatura da pittore con un cavalletto, delle tele 30 x 20 e una cassetta completa di tutto loccorrente per dipingere. Quando aveva la mezza giornata di riposo partiva a piedi per i dintorni di Saint Vincent alla ricerca di angoli pittoreschi. I bozzetti che riuscivano bene, li regalava volentieri, ai conoscenti e amici. Successivamente acquist anche i volumi di storia dellarte e tecnica di pittura e disegno. Questi le dettero le basi e le conoscenze necessarie per potere affrontare con maggiore affinit la desiderata e fantastica arte. In seguito il neo pittore, veniva a conoscenza di persone e amici che ne sapevano di tutto e di pi di lui. Egli, rimaneva attento ad ogni cosa dicessero e parlassero di quelle cose che le interessavano. La cittadina termale ospitava quasi tutti i mesi dellanno famosi personaggi del pennello, artisti conosciuti e dilettanti. Loro, soggiornavano negli alberghi e pensioni per due settimane circa; di giorno uscivano con la loro attrezzatura e verso sera rientravano con delle tele abbozzate; per poi completarle in seconda seduta. Tutto il territorio si prestava molto bene ad essere oggetto di pittura, ma la zona preferita era quella della collina che sovrasta Saint Vincnt fino al Colle di Joux.

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I villaggi adatti erano quelli di Moron, Valmignanaz, Salirod e Amay animati dai loro personaggi di campagna compresi alcuni animali tanto utili ai valligiani Valdostani. Questi erano i soggetti preferiti degli artisti. In seguito: anche Pinu, approd nella riserva privata dei pittori veri, provenienti da Torino, Ivrea, Milano e Genova. In una delle sue uscite con la sua striminzita attrezzatura da dilettante e mentre era intento a disegnare uno scorcio del villaggio di Moron e in compagnia di un suo vero amico proprietario della pensione Ferrr che vedendolo disegnare con sicurezza e immediatezza le disse: Sai Pino, io ritengo che opportuno farti conoscere il grande pittore valdostano che abitava proprio qui nella cittadina del Casin. Due giorni dopo lo port nel suo modesto studio e abitazione nel cuore del paese. Era un vicolo che collegava la strada centrale con la sovrastante piazza Zerbion.

Fonte: http://www.italomus.com/

A met vicolo e alla sua sinistra uno scalino e un pianerottolo con ringhiera in legno colorata di verde dove una portafinestra dava allinterno di una modestissima stanza adibita ad atelir con un cavalletto da studio vicino alla portafinestra.

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In genere i pittori si servono di quella postazione per sfruttare la luce naturale molto indicata per illuminare le tele da lavoro. In quella occasione il Maestro Italo Mus stava lavorando su una tela grande circa 60 x 50 dando le ultime pennellate al dipinto. Il soggetto era: un interno molto umile con un grande camino semi affumicato,un trave di larice annerito dal fumo posto trasversalmente sopra il focolare acceso. Sopra, un paiolo molto annerito dal fumo che penzolava sopra la tenue fiamma. La parte alta del trave fungeva da mensola, sopra: una vecchia ciotola di argilla smaltata di bianco paglierino e semirotta. Al lato destro, uno sgabello in legno con tre piedi e una alta spalliera che dava laspetto di una sedia monolitica. Una figura femminile di vecchietta con in testa una cocolla (berretto di lana contadinesco) intenta a sbucciare patate e posarle dentro unaltra ciotola pi grande sopra larghe tavole che formavano il pavimento. Davanti al camino un vecchietto che indossava in testa un cappello tipo borsalino con una fascia al centro di colore nero, una camicia chiara e un gil grigio. Al centro vita, si intravedeva una cinta di cuoio invecchiata, appesa ad essa, una roncoletta (coltello da contadini per le potature) a forma di mezzaluna. Italo Mus (1892-1967)
Fonte: www.italomus.com/

Indossava un pantalone di velluto color marrone. Il vecchietto aveva la gamba sinistra retta; mentre la destra era piegata in su con il piede poggiato sopra lo scalino del camino. E ... mentre dava le ultime pennellate al pezzo di muro accanto il camino; il Maestro Italo Mus, disse ai due visitatori: La scena che sto per finire; da tempo che staziona nel mio cervello, aspettavo il momento giusto, per trasferirla su tela.

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Il Maestro parlava volentieri, e intanto passava il pennello da un punto a laltro della tela. Pinu, era estasiato: e, nel sentire parlare lartista, e, dal sentire lodore dei colori ad olio con lessenza di trementina che evaporava da un bicchiere,quando puliva i pennelli. Pinu, immagin di essere il suo allievo: sognava, fantasticava; insomma era contento e non osava interrompere il Maestro. Lo guardava di profilo e le sembrava di avere di fronte un grande pittore del neorealismo o impressionismo francese come: Boldini o Renoir. Ad un certo punto, il Maestro guard il giovane dilettante e le disse: I soggetti che trovo nella mia Valle dAosta, non li trovo altrove. Sovente trascorro delle ore a contatto con i contadini, allevatori e nel loro ambiente pastorale. Poi mi immergo nei paesaggi con gli umili personaggi degli alpeggi e delle frazioni di montagna. Quella visita al grande Maestro lasci un forte segno nella mente e nellanimo di Pinu. Per alcune notti, pensava , gli occhi vedevano tante cose, tante tele abbozzate e si diceva. Come mi piacerebbe essere un giorno bravo come il Maestro che ho appena conosciuto! Non lo sar mai, come Lui! Mostra dellartista simbolo della Valle dAosta Italo Mus al Castello Gamba di Chtillon

dipinto_italo_mus.jpg, visitchampoluc.it

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Ancora una volta si trov di fronte alle due fatidiche vie ma ne doveva sceglierne una, e quale? O larte pittorica o quella dolciaria. Non stato facile! ... Nella prima si dovevano affrontare tante spese e incertezze. Nella seconda aveva gi uno stipendio mensile e sicuro. A malincuore decise per larte dolciaria; ma non dimentic mai la pittura. Caminito Tango Passavano i mesi lavorando nella pasticceria Gulus ubicata proprio allinizio della cittadina termale. Sopra il laboratorio cera il ristorante Hotel Ponte Romano che prendeva il nome dal vero ponte che costruirono i romani allepoca del loro impero e permanenza in Valle dAosta. Il ponte si trova a poche centinaia di metri dallalbergo. (Oggi si possono vedere, soltanto poche pietre e marmo bianco di unarcata che sovrastava il torrente alpino.) Ponte Romano a Saint-Vincent

Foto: 2005 Massimo Martini Lalbergo fu rilevato pochi mesi prima che Pinu andasse a lavorare nella sottostante pasticceria. I gestori provenivano da un paesino

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dellalta Valle dAosta. Avise era il suo nome. Una famiglia composta da padre,madre, e i due figli Emilio e Luciana. Unit familiare di spiccata origine valdostana, molto educata e gentile; persone veramente adatte al mondo turistico. Ricorda Pinu, i sorrisi sempre pronti del pap la mamma i figli che sprigionavano anche bont e democraticit da tutti i pori della pelle. Per il pasticcere stato facile trovare stima e veri amici che dur per diversi mesi. Un bel giorno e prima della stagione estiva nella pausa pomeridiana e serale, (dopo cena!) Pinu, sent suonare cos bene una fisarmonica, che riconoscendo i motivi delle musiche assai familiari alle sue orecchie come i brani del Carnevale di Venezia Valzer, La Miliavacca, Mazurca, e il famoso Tango, Caminito. Musiche e motivi a lui, assai conosciuti che suonava al suo paese con il quintetto Polizzi. Non sapendo che il figlio dei gestori si esercitava alla fisarmonica: le venne in mente il suo amico Tot Chinese che suonava la fisa nel complessino, e pens: Stai a vedere che il mio amico di Polizzi venuto a farmi una bella sorpresa? ... Era di sera quando sent risuonare gli stessi motivi, si tolse il grembiule da lavoro si mise la giacca a vento e si precipit al piano superiore e andare a vedere chi suonava cos bene la fisarmonica. Era, EZIO che seduto su una sedia di legno con davanti a se un leggio con sopra alcuni spartiti musicali che; abbracciando la fisarmonica a 120 bassi di color rosso bord, riemp la stanza di quelle note melodiche e ritmiche delle celebre musiche. Pinu, rimase cos sorpreso e allibito tanto che terminata lesercitazione musicale; si compliment per la sua bravura. Il giovane musicista Valdostano le fece ascoltare alcuni brani del suo repertorio dicendogli che aveva da poco terminato i corsi di musica leggera e preso il diploma ad Aosta e al CRAL COGNE. A sua volta Pinu, le disse che anche lui aveva fatto parte di un complessino musicale ed era a conoscenza e affezionato a quelle musiche appena sentite. --- Io per suonavo la chitarra classica;

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disse ed ero un discreto accompagnatore. Insomma; tra i due musicanti nacque una nuova e vera amicizia. La fabbrica - 1962 Alcuni mesi dopo il proprietario della pasticceria GULUS disse a Pinu che trasferiva il laboratorio da Saint Vincent e Hone Bard, perch aveva a disposizione un caseggiato di sua propriet. Pinu, era in attesa della chiamata alla leva militare e non si impegn a seguirlo in un altro luogo a lui sconosciuto. Intanto il pap del fisarmonicista conobbe il proprietario dellIndustria Dolciaria di Aosta fornitore di quasi tutti i negozi e rivendite di alimentari e panifici della Valle. Pinu fece chiedere se potevano assumere un bravo pasticcere fino alla data di partenza per la naia. 15 mesi di ferma militare dovevano trascorrere. Lindustriale accolse la proposta e Pinu qualche settimana dopo, si trasfer ad Aosta per iniziare a lavorare nella fabbrica di dolci e panettoni. Moderna Industria Dolciaria

Fonte: gtresearchnews.gatech.edu

La chiamata per il militare di leva ritard di un Anno favorendo il continuo lavoro nel grande laboratorio. Limpegno era al massimo livello, si fece conoscere per linteressamento alla produzione,

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alla puntualit, e alla capacit di vedere e sapere sempre di pi. Certo!! I primi mesi era attanagliato dal terrore di imbattersi con dei colleghi poco democratici e poco comprensivi. Infatti: nelle prime settimane di lavoro nulla accadde. Per egli notava un certo distacco, sguardi poco amichevoli, e scetticismo; da parte di tutti i colleghi. Solo uno si dimostr favorevole ad accettare un siciliano; comprenderlo e suscitarle amicizia. Il grande Amico era Gino Villn, figlio di genitori Veneti. Lui era appena rientrato in fabbrica dopo avere terminato il servizio militare. Le prime parole e consigli senza cattiveria, furono dal grande GINO. Successivamente dal capo pasticcere Signor Franco di Cuneo che dirigeva il laboratorio. Gino era sempre con un mezzo sorriso sulle labbra, pronto ad aiutarti e consigliarti. Per il nuovo arrivato, stato di grande aiuto, trovare un collega di lavoro bravo e gentile: un vero altruista un vero amico Sempre pronto alla battuta scherzosa. Siciliano per giunta Quasi tutti i lavoranti possedevano una bicicletta o un motorino: soltanto due persone avevano le macchine; il capo pasticcere che aveva una Seicento FIAT, e un altro lavorante con la Fiat Cinquecento. Pinu si faceva a piedi quasi un chilometro di strada, per andare e venire dal lavoro a casa. Diverse volte vedeva passare i suoi colleghi a bordo di motorini o bici ma ... Mai nessuno si fermava per dirgli di salire sul sellino posteriore e dargli un misero passaggio ... Il percorso era lungo: dal centro di Aosta e dallAlbergo Alpino, fino sopra lOspedale Mauriziano dove cera la industria dolciaria. Quando il tempo era bello e clemente il tragitto era piacevole: per a volte il tempo era brutto o pioveva o soffiava vento e allora le cose erano assai diverse. Ben due volte si scaten il temporale a met tragitto facendolo arrivare a casa o al lavoro

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bagnato come un pulcino e anche stanco!... Ma la giovent, (dicevano i vecchi!) Supera ogni cosa. A volte per, non superava lo scoraggiamento e lindifferenza degli altri. Natura morta con panettone

Pino Albanese Olio su tela Negli spogliatoi tutti avevano un armadietto di metallo per tenere dentro i grembiuli camiciotti e scarpe da lavoro. Pinu no! ... Le sue poche cose li metteva sopra il davanzale di marmo della finestra, quante volte al mattino presto non trovava le sue cose, doveva cercarsele o andarsele a prenderle fuori perch qualcuno si divertiva a buttarle fuori dalla finestra e farle degli ignobili dispetti al nuovo arrivato siciliano per giunta! Egli si domandava. -- Ma perch si divertono in quella maniera? Pi avanti cap che era solo frutto di grande ignoranza e meschinit. La terza volta chiese al suo amico Gino, come potere reagire ai dispetti. Le consigli di andare a parlarne con il titolare della industria dolciaria. Cos stato, chiamati tutti a rapporto facendo presente il caso poco piacevole, ben presto venne fuori lautore del meschino gesto. Che si scus promettendo che non si ripeteva pi il miserabile dispetto. Pochi giorni dopo, fu aggiunto un armadietto con grembiuli nuovi e poter mettere dentro le scarpe da lavoro. (Da quel giorno in poi, nessuno os fare dispetti a Pinu.)

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Il lavoro nella grande azienda continu armoniosamente, Pinu si impegn sempre di pi; anche perch il lavoro le piaceva molto. Veramente era del tutto diverso e impostato diversamente. Composizione Fantasia di Pinu

Il capo; dava il compito secondo la capacit. I pi bravi preparavano i dolci pi delicati con le creme e panna montata: mentre altri si dedicavano alla biscotteria varia. Altri ancora compreso il capo pasticcere; si dedicavano alle paste al lievito naturale, cio; panettoni, colombe, pan del nonno e brioche. Pinu, chiese se poteva fare da aiutante alle varie categorie di lavorazione. Perch voleva conoscere quasi tutti i meccanismi di produzione. Fu accontentato! Non ebbe difficolt a memorizzare ogni cosa: anche dei segreti. Un sabato mattina vollero metterlo alla prova. Loro non sapevano che Pinu, conoscesse il disegno, e le dissero se sapeva decorare delle torte alla crema con qualche soggetto estivo. Pinu rispose: Cercher di accontentarvi, spero. Dodici torte in fila indiana erano sopra il lungo tavolo da lavoro. Egli not che cera un certo fermento di tutti gli operai vicino le torte. Credevano di ridere alle spalle del nuovo arrivato non in

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grado di decorare le dodici torte, ovvro, di fare una striminzita decorazione da vero apprendista. Dopo un momento di riflessione artistica. Pinu riemp un cornetto di cioccolato fuso e tracci senza esitazione il profilo di una paniere di vimini con manico, (o cesta di vimini porta fiori) piena di steli con fiorellini da campo e relative foglie verdi. Disegnino, nel centro delle torte, con attorno un filo di decorazione rotondeggiante in crema al burro. Tutti gli occhi dei colleghi erano puntati sia pure discretamente nelle mani di chi dirigeva il cornetto di cioccolato (piccolo imbuto di carta per decorare) tracciando con disinvoltura il disegno. Tutta loperazione dur poco: grazie, alla destrezza del disegnatore siculo. Anche i Signori; Franco e Gino Villn ammirarono il lavoro finito ma, nessuno fiat! ... Increduli per la riuscita. (Non se la aspettavano!) I complimenti li fece soltanto il figlio del Titolare della Industria Dolciaria e alcuni giorni dopo le ragazze addetti allincarto. Da quel momento in poi Pinu era sempre tra il capo e il vice pasticcere. Si sono abbassati gli sguardi malefici e i pregiudizi negativi nei riguardi di Pinu. Egli tir un profondo sospiro di contentezza e gioia; perch, no! Gli si apr il cuore; quel povero cuore solo indifeso odiato e bistrattato da tutti i settentrionali, di quel periodo. Le venuto in mente, il famoso detto. Bisogna prima dare, e poi ricevere, non vero? Il primo pasticcere Signor Franco era un uomo della terza et e proveniva dalla Provincia di Cuneo. Professionalmente molto bravo ma tanto taciturno e diffidente particolarmente con i nuovi arrivati. Ricco di esperienza dolciaria; in particolar modo nella lavorazione delle paste al lievito naturale,come panettoni e colombe; sapeva di tutto, dalle sue mani uscivano dei veri capolavori. Incuteva timore ed era poco democratico; gli ordini di lavoro li dava al secondo pasticcere che era allopposto di lui.

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Pinu, voleva dialogare e chiederle dei consigli, avendo visto che era una persona molto preparata, ma! Non si osava tanto, aveva paura che lo trattasse male. Che fare? Aspettare ancora qualche giorno e sperare in bene. E cos fu. Enzimi saccaromiceti La settimana successiva e con un poco di timore Pinu chiese: Signor Franco, perch non tutti i pasticceri conoscono il processo della lievitazione naturale? Dopo uno sguardo ad occhi fissi e minacciosi; ma con un mezzo sorriso sulle labbra rispose: Sai, questa domanda non me la fatta mai qualcuno. Per ti posso dire, che molto difficile ma anche molto facile in quanto bisogna conoscere bene la vita degli enzimi saccaromiceti, cio quella grande famiglia di microscopici batteri buoni che nascono crescono e muoiono in pochi secondi trovando favorevole: temperatura, umidit e farina adatta alla loro vita (Processo Fisico Chimico). Saccharomyces cerevisiae Il lievito da cucina (Saccharomyces cerevisiae) deriva originariamente dal lievito di birra della lievitazione superiore. Attraverso un processo di selezione si ottengono diversi lieviti utilizzati in campo alimentare.
(http://www2.biomed.cas.cz)

Da quel giorno, lapparente burbero piemontese, inizi a fare domande al neo pasticcere siciliano e, probabilmente si sar chiesto: in fondo anche le persone del sud hanno una intelligenza, un interessamento, unanima e un cuore. Successivamente si form un sodalizio amichevole di reciproco rispetto. Pinu, fu invitato ai vari spuntini di fine settimana, nelle svariate trattorie

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del circondario di Aosta. Assieme allamico Gino si recavano, le Domeniche mattina, nei boschi valdostani, in cerca di funghi commestibili e anche porcini, quando si trovavano! Anni dopo il capo vendette a Pinu la sua macchina: una Fiat Seicento prima serie di colore celestino e bianco allinterno con numero di targa AO - 6430. Si interess a farle trovare in affitto, un piccolo alloggio vicino il posto di lavoro. Il secondo pasticcere Gino era molto simpatico ma sfott; divenne il migliore amico di Pinu. Impar molte cose da lui. Due o tre volte la settimana terminata la giornata lavorativa, si fermavano al Bar Pessin di fronte lOspedale Mauriziano per uno spuntino accompagnato da vino bianco secco del Trevigiano. Nelloccasione si trascorreva unora di simpatica amicizia dimenticando la fatica delle nove ore di duro lavoro. Nella industria dolciaria, il lavoro e le conoscenze proseguirono armoniosamente; anche, nel pieno delle novit dolciarie. La conoscenza della tecnica lavorativa e produzione delle paste al lievito fu per Pinu, come una manna caduta dal cielo. Egli, si impadron del difficile processo fisico chimico della pluri lievitazione e successione oraria degli impasti. Essere a conoscenza di tale tecnica, significa per un pasticcere giungere vicino al traguardo ed essere in grado di affrontare certi lavori in scala industriale. Ti pare poco? Il siculo ci teneva tanto ad impadronirsi di quella tecnica perch per avere la qualifica di 1 pasticcere stampato sul libretto di lavoro, si doveva conoscere quella indispensabile caratteristica lavorativa. Chiamata al servizio militare -1962 Finalmente: un giorno di inizio marzo 1962 un postino di Aosta, consegn in ufficio della ditta una cartolina di colore rosso intestata a Pino Albanese, con recapito (Industria Dolciaria Aosta) che le venne consegnata prima di uscire per la pausa pranzo. Leggendola immediatamente, vide la destinazione nella cittadina di Fossno in Piemonte vicino a Torino e non lontano dalla Valle

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dAosta. E disse. --- Meno male!.. Mi hanno destinato vicino alla valle pi bella dItalia Trascorsero ancora due giorni. Pinu si apprest a preparare i bagagli e al terzo giorno, terminata la giornata lavorativa, salut i suoi colleghi e i titolari della industria dolciaria che le promisero la certezza del lavoro il giorno dopo il congedo dal servizio militare qualora lo desiderasse. Contento di tutto ci, nel tardo pomeriggio, Pinu sale sul treno diretto a Torino e alle 21 e 30, parte per Palermo con il famoso convoglio Freccia del Sud. Proprio quel treno che lo port in alta Italia nel 1958.

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La naja

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La visita ai parenti in Sicilia La cravatta rosso brillante Nuovo men del cuoco siculo Bravo Soldato della mia Compagnia Delloperato gastronomico e dolciario La festa del Battaglione Le 6 torte militari Lo schiaffo del Generale Lispezione del Generale Comandante Il temporale estivo Infernale inverno piemontese La guardia La promessa della riassunzione La gita fuori presidio Il Congedo Il ritorno a casa Pinuzzu arrivavu, finivu u surdatu Straniero in patria La visita ai parenti in Sicilia

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Pinu, trascorse a casa sua i pochi giorni che lo separavano dallinizio della naja, non finendo mai di raccontare tutto quello che aveva visto durante la permanenza in Valle dAosta. Vicissitudini, avvenimenti belli e brutti, diversit di ogni cosa, i paesaggi dal vero! Quelli che da ragazzino lo inquietavano e si chiedeva sovente: Ma sono veri o fantasia di pittori? E loro, i familiari tutti! Lo ascoltavano come se fosse un Profeta che parla alla sua gente e credere solamente nel bene ... (Ma si! ... Che ce di male?). Dopo due giorni a casa, risalut i suoi familiari e part dalla stazione di Palermo con il lungo treno per Torino. 24 ore di viaggio lungo ed estenuante venne compensato dalla visione della grande stazione ferroviaria Porta Nuova con tanti binari dove arrivavano e partivano gli innumerevoli convogli diretti in tutta Italia e nella vicina Francia. Al binario 23 era pronto il treno diretto a Cuneo con fermata a Fossano e consentire la discesa dei ragazzi diretti nella CAR (Centro Addestramento Reclute) del 52 Reggimento Fanteria dArresto ALPI.

La storia del 52 Reggimento Fanteria ALPI inizia nel 1859 a Cuneo, dove Giuseppe Garibaldi lo fond unendo tre reggimenti di volontari, i famosi Cacciatori delle Alpi. Ricostituito pi volte venne sciolto nel 1943 alla fine della II Guerra Mondiale. Nel 1958 venne nuovamente reso operativo come C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) nella stessa citt di Cuneo, che lo aveva visto nascere, fino al 1964. Successivamente trasferito nel Nord Est venne trasformato in Battaglione di Fanteria dArresto dove stato definitivamente sciolto nel 1996. La Bandiera di Guerra esposta, a Roma, nel Museo delle Bandiere al Vittoriano. Nella carrozza ferroviaria Pinu conobbe altri giovani diretti ella stessa Caserma. Era il 27 marzo 1962. Il giorno dopo, fece

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conoscenza con laria militaresca e i comandi a voce alta dai graduati nel grande piazzale per la prima adunata.

Fossano

gpeano.org/~ipertesti/i-rifugi-antiarerei/rifugi/paesi/fossano.htm

Fossano con 25mila abitanti il quarto comune pi popoloso della provincia di Cuneo, dopo Cuneo, Alba e Bra. Fa parte delle cosiddette sette sorelle (le citt pi importanti della provincia di Cuneo), insieme a Cuneo, Alba, Bra, Mondov, Savigliano e Saluzzo. Lagricoltura costituisce ancora un settore importante. Si producono: ortofrutticoli e uva; si allevano bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli; sono praticate anche la pesca e la silvicoltura. Il settore economico secondario rappresentato da aziende dei settori alimentare, cartario,chimico, edile, elettronico, manifatturiero, meccanico, metallurgico e tessile.

La cravatta rosso brillante I nuovi arrivati furono avviati nel magazzino vestiario, le dettero la divisa di panno color verde oliva dove nei colletti dei giubili si cucirono le mostrine color verde bandiera; la cravatta color rosso brillante. Il neo soldato; cio Pinu, rimase stupito e incredulo; chiese subito al suo caporale di squadra: il perch di quei colori.

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Caporale Maggiore come mai portiamo la cravatta rossa? Le fu detto che: Il 52 Reggimento onorava il colore rosso della camicia di Garibaldi. A ho capito! Durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) il 52 Reggimento Fanteria ALPI si batte valorosamente alla Marmolada, al Passo Fedaia, al Sasso di Mezzod, al Col di Lana, al Ponte di Vidor, sul Grappa. Inviato in Francia nel 1918, combatte a Bligny, Bois de Courton, sul fiume Aisne, Sissonne, Vauxerre, Chemin des Dames , Rozoy sur Serre. Al reggimento vengono conferite la Croce di Cavaliere dellOrdine Militare di Savoia e due Medaglie dArgento al Valor Militare e ottiene come riconoscimento di portare la cravatta rossa.

A Pinu, non le dispiaciuto affatto tutto ci, e indoss la divisa molto volentieri. Solo i scarponcini le dettero due numeri pi grandi, cos il piede navig dentro malgrado avesse due paia di calzettoni. Era impossibile marciare e camminare con i scarponi due numeri pi grandi. La pelle dei piedi con lo strofinamento dettero segni di infiammazione e le vesciche stavano per apparire. Chiese al suo comandante di squadra se era possibile averne un paio di scarponi pi piccoli. Il Caporale gentiluomo lo port nel magazzino dove allinterno le pareti erano pieni di mensole di legno con migliaia di scarponi messi alla rinfusa (modo disordinato) e per fortuna; trov il numero 39 che Pinu calz molto volentieri. (Grazie a Dio) e al Caporale!!

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Quindici giorni li trascorse in truppa. Impar a marciare e capire molte cose durante le lezioni in aula e sul campo. Impar a sparare con il pesante fucile americano (Garant), con il mitra, e lanci per la prima volta la bomba, s.r.c.m. Sempre con il caporale o il sergente vicino, al poligono militare di BRA. Nella prima squadra del Plotone, i soldati pi piccoli erano nelle file davanti e il caporale capo squadra che li affiancava. Durante un rientro dal poligono, propose una domanda al caporale: Caporale maggiore, pu chiedere al Sergente o al Sotto Tenente del nostro plotone, se hanno bisogno di un cuoco e pasticcere alla mensa Ufficiale? La risposta fu: Si ci chieder.

Bomba a mano srcm

Fucile Garant

Due giorni dopo il soldato Pinu fu chiamato dal Tenente che le chiese: Dove hai lavorato prima? Oppure sei uno che vuole imboscarsi alla mensa pur non sapendo fare nulla e passarsela meglio rispetto ai tuoi commilitoni in truppa? Il soldato Pinu rispose: Signor Tenente! Nulla di tutto questo! Le do gli indirizzi dove ho lavorato per accertarsene. Trascorsero ancora due giorni e finalmente il caporale le dette ordine di trasferirsi alla mensa Ufficiale e prendere il posto del cuoco appena congedato. (Una vera fortuna non vi pare?) Successivamente il neo cuoco soldatino, fu atteso dal Tenente responsabile e amministratore dei servizi di ristorazione della Maggiorit; che fu presentato agli altri Ufficiali e sotto Ufficiali,

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insieme al gruppo di soldati addetti ai vari servizi; cucina, sala, e bar. Terminata la presentazione; il responsabile della mensa disse al soldato Pinu: Sappi soldato, che anche io sono originario della Sicilia e dal paese di Cinisi, Palermo. Pinu le rispose: Sono contento Signor Tenente! E, finiti di bere un crodino, (bibita analcolica) al bar, si avviarono in cucina per prendere le consegne e la responsabile attivit di cuciniere della mensa per Ufficiali. Pinu dette uno sguardo generale allambiente che le bast a sapere dove erano sistemate le attrezzature e gli alimenti negli appositi scaffali. Il Maresciallo addetto al rifornimento viveri della mensa disse al nuovo soldato cuoco; di sostituire il men in corso con quello nuovo nella speranza e certezza! Di avere dentro i piatti dei commensali nuove pietanze e farli contenti nel gustare cose diverse da prima. Anche perch erano alcuni giorni che non mangiavano bene anzi proprio male! Laiutante cuoco non aveva esperienza culinaria sufficiente per una mensa per Ufficiali. Lindomani mattina il soldatino non fece la adunata in cortile assieme alla sua Compagnia; ma, si avvi verso il grande caseggiato della Maggiorit e verso la cucina.

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Nuovo men del cuoco siculo Indossata la divisa da cuoco fece scrivere il men con le seguenti pietanze. -- Antipasto: affettati misti alla piemontese, peperoni alla bagna cauda e involtini di prosciutto ripieni di insalata allitaliana o (russa). Primi. -- Bucatini con salsa di rag di carne. Gnocchi alla romana con burro e parmigiano. Secondi. -- Brasato di manzo alla piemontese e scaloppe di vitello al marsala. Contorni. -- Patate alla parigina (noisette) fagiolini al burro e insalata mista. Essendo un gioved chiese al Maresciallo se poteva dare il dolce, poich in valle dAosta nei ristoranti veniva servito. Al si; aggiunse nel men. Crem caramel e crostata di ciliegie. Per il collaudo e la sicurezza; Pinu, fu assistito e guardato a vista, per vedere se era veramente capace ad espletare il delicato lavoro di cuoco e pasticcere. Dopo qualche ora di assistenza, i Superiori graduati costatarono che il siculo sapeva veramente fare quello che aveva detto precedentemente. Subito dopo gli osservatori si dileguarono come cavallette nellaria. Poche ore dopo i primi odori di una buona preparazione culinaria e dolciaria si sentirono nel corridoio e locali vari della Maggiorit. Il Comandante di Battaglione era un Maggiore che non tard a fare la comparsa in cucina seguendo la scia del profumo lungo il corridoio che portava alla mensa. Alla comparsa in cucina dellAlto Ufficiale: tutti scattarono sullattenti!! Era dobbligo dire: Comandi Signor Maggiore! Egli rispose: Riposo soldati!

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Sono venuto per conoscere il nuovo responsabile della mensa. Con laria militaresca ma con segni di bonaria volont e umanit disse al cuoco: Mi raccomando in cucina lordine e la pulizia e non lasciare nulla al caso! Signor si, Signor Maggiore! Rispose il cuciniere sempre sullattenti salutandolo con il classico saluto militare e il battere dei tacchi delle scarpe che si sent unito ed efficace nel locale quando lAlto Ufficiale gir le spalle per allontanarsi dalla mensa. Il lavoro prosegu indisturbato da parte di tutti. La contentezza di avere conosciuto lAlto Ufficiale in Capo della Caserma! Serv alla squadra ad alzare il morale ancora di pi. Due ore dopo si videro i primi risultati delle pietanze e dei dolci. Nella mattinata di quel gioved: tutti gli Ufficiali e i Sotto Ufficiali venivano a dare una occhiata in cucina per rendersene conto di come andavano le cose. Il Tenente e il Maresciallo responsabili della mensa veramente, erano un poco preoccupati, tanto da chiedere ripetutamente: Chef! Ce la facciamo ad andare a tavola, alle ore tredici? La risposta del nuovo cuoco era: Certamente! Sar tutto pronto come programmato. Signor Tenente!. Intanto i preparati venivano composti facevano venire lacqualina in bocca a tutti, curiosi di potere assaggiare al pi presto parte dei preparati. Anche Pinu, era desideroso di gustare i suoi piatti; e perch; no..! La fame della giovent era sempre presente ed a qualsiasi ora del giorno e della notte! Che ci vuoi fare! Bravo Soldato della mia Compagnia Alle ore 13 in punto la sala da pranzo era piena. Al centro sala un tavolo era riservato al Comandante di Battaglione e la sua famiglia. Ai lati, i tavoli dei Capitani comandanti di Compagnia. E ai lati ancora: i tavoli dei Tenenti e Sottotenenti mentre nella sala confinante erano i Marescialli e i Sergenti. Il Maresciallo impaziente dette il via agli antipasti, ai primi, ai secondi e in ultimo i dolci. I camerieri soldati fecero la spola, (andirivieni) tra le sale e la cucina dove trovavano tutto alla perfezione. Il

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sudore alla fronte si vide a tutti gli addetti al servizio. Laiuto cuoco confess a Pinu: Questo lavoro e profumi, ultimamente non esistevano pi da noi. Bravo chef, ci hai fatto vedere come si lavora veramente! I commensali intanto, avevano mangiato tutto e molto volentieri. Verso la fine del pranzo in sala si sentiva un certo brusio e mormorio. Pinu, si chiese: Chiss cosa avranno da dirsi e sentenziato riguardo al pranzo? Una cosa era certa: quando parte delle portate non ritorna in cucina: segno che tutto andato bene. (Meno male?)

Dopo il caff; entr il Tenente in cucina e disse al cuoco: Cambia la giacca bianca con una pulita, e vieni in sala che il Maggiore deve parlarti. Poich si era in un ambiente militare! Non sapevi mai quello che poteva accadere. Ordini, contro ordini, punizioni ecc. ecc. Comunque: con le gambe tremolanti e lincertezza come fosse una chiamata a rapporto per chiss quale cosa. Pinu entra in sala dietro al Tenente con il cappello bianco sotto il braccio sinistro; che si ferm ad un metro dal tavolo del Maggiore pronunciando la

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famosa frase: Comandi, Signor Maggiore! Lui, stava parlando con sua moglie e sua figlia. Per alcuni attimi, Pinu, pens: Chiss cosa vorr e perch mi ha chiamato? Forse vorr punirmi per qualche pietanza malfatta? Pu anche succedere! Ma no! ... Niente di tutto questo! Il Maggiore con i suoi commensali volle complimentarsi per aver gustato il pranzo preparato dal nuovo cuoco pasticcere. In particolar modo: per i dolci fatti a regola darte. Egli continu a dirle: Le crem caramel sono state deliziose; la crostata con le ciliegie dei campi di Fossano non lavevo ancora mangiata. Bravo soldato! Con un certo tremolio alle gambe il neo cuoco ringrazi il suo Comandante con i suoi familiari; e rispettosamente se ne torn in cucina; dove ad attenderlo incuriositi i suoi addetti alla mensa vollero sapere cosa le disse il Maggiore. Durante il breve tragitto della sala, lo chef scorse il suo Capitano che lo guard come se volesse dirle anche lui: bravo soldato della mia Compagnia. Il Tenente che amministrava la mensa, era contento e felice. Subito non ha detto nulla al cuoco siculo come lui. Si! ... Perch anche lui era di origine siciliana, e precisamente dal paese di Cinisi in provincia di Palermo. Delloperato gastronomico e dolciario Ma, alla sera e prima di cena and a trovare il suo paesano in cucina, per dirgli come stato contento delloperato gastronomico e dolciario fatto ai suoi superiori e a tutti i commensali. Lo abbracci e ringrazi immensamente dicendole: Ho immaginato che qualcosa sapevi fare, ma non mi sarei aspettato tanto da un ragazzo siciliano professionalmente preparato e responsabile sopratutto! Grazie Signor Tenente.

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Per diversi mesi limpegno in cucina prosegu armoniosamente. Il nuovo chef cerc di accontentare nei limiti del possibile; tutti e per tutto. Due giorni alla settimana, si sbizzarriva a preparare succulenti pietanze e fantasiose torte. Gli Ufficiali, tutti!, quando potevano andavano a trovare il cuoco, davano una sbirciatina a tutto e verificare quello che si veniva preparato. A volte lo chef porgeva un frammento di pietanze o di ritagli di dolci per un assaggio in estemporanea. Loro non dicevano mai grazie si limitavano soltanto di fare un sorriso, sia pure militaresco, al loro oramai collaudato chef. Tutto ci: rese sempre pi costruttivo il rapporto di stima reciproca. E, cosa c di meglio, negli uomini anche con la divisa? La festa del Battaglione Arriv il giorno della festa annonaria del Battaglione. Nelloccasione si doveva preparare un importante banchetto servito verso mezzanotte e subito dopo i primi balli. Gli invitati erano tutti gli Ufficiali dei due battaglioni con le relative famiglie: esclusi i bambini. Il numero complessivo era di circa 150 persone. Il grande salone delle feste venne riempito di fiori e stelle filante dai diversi colori. Per gli occhi di Pinu che non avevano mai visto feste del genere; stato come aver sognato. Per alcuni momenti fantastic, si immedesim membro partecipe alla festa. E mentre preparava le portate, si sentiva un Ufficiale vestito in grande uniforme con la fascia di seta azzurra che diagonalmente fasciava il torace trascinando delicatamente nel centro della sala da ballo, una delle belle ballerine presenti. Vestita con abito lungo a forma di campana e iniziare i passi di danza di una qualsiasi musica ballabile come possa essere stata: la melodia di un tango argentino o un delicato valzer viennese. (Eanche bello; sognare, no? Che male c!) Per lannuale ricorrenza, fu il Capitano ad impartire gli ordini di ogni cosa. Quella Domenica, la Caserma del 52 Reggimento fu vestita e abbellita in ogni parte. Bandiere Tricolore e Vessilli

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erano sistemati nei punti pi importanti del perimetro militare. Ufficiali, sottufficiali e soldati del quadro permanente,dovevano indossare divise pulitissime, I calzoni dovevano avere la famosa piega, e le scarpe lucide. Nulla doveva apparire fuori posto. Gli aiutanti e collaboratori vari erano ispezionati sovente dal Tenente. Lunico ad avere campo libero era lo chef siciliano. Per alcuni giorni e notti, nella mente frullarono una quantit di cose da poter fare, sempre nei limiti del possibile! Daccordo con i vertici della mensa Pinu scrisse la lunga lista del men, che fu approvata unanimemente. Il men fu stampato in una tipografia della cittadina di Fossano su carta pergamena e con i colori del Tricolore Italiano. Insomma: ancora una volta il siculo doveva dare, e fare il meglio di se. Le sue piccole spalle dovevano sopportare ancora una volta, un grande peso gastronomico e dolciario, per la Naia. Il Maresciallo addetto ai viveri, procur ogni ben di Dio. Era un uomo taciturno di media statura con un paio di baffi sotto al naso ben curati che davano una immagine severa s!! Ma paterna e affabile: caratteristiche umane che difficilmente si trovano tra gli elementi autoritari e militari. Tre giorni furono impiegati per le varie preparazioni; oltre al servizio di mensa giornaliera. Il Capitano responsabile della manifestazione disse allo chef e collaboratori: Mi raccomando ragazzi della mensa, non fatemi fare brutta figura. Abbiamo con noi il Generale di Torino e il Colonnello da Cuneo con le famiglie. Pinu vide i volti spauriti dei suoi aiutanti e rispose al suo Capitano: Non dubiti Signore; ho dei bravi collaboratori che se mi danno retta porteremo a buon fine la festa del Battaglione. Animati e incoraggiati dallo chef, si mise in moto la laboriosit di ognuno. Un cartello grande fu appeso al muro della cucina, dove ricordava i nomi delle pietanze e dolci della lunga lista

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Salatini assortiti, canaps al caviale e salmone, decorati con burro composto, tranci ai frutti di mare in gelatina acidulata al limone, involtini di prosciutto cotto ripieni di asparagi del Piemonte in gelatina con profumo di aceto e vino bianco. Triangoli di torta Pasqualina alle varie erbe, mozzarelle in carrozzella a quadrettini, suppl di riso alla milanese ripieni di rag alla bolognese, cannelloni ripieni al forno, lasagne verdi ai funghi porcini con besciamella e parmigiano, tranci di pollo ripieno e cima alla genovese con uovo sodo nel centro. Fagiolini al burro patate alla duchessa e insalata mista con pomodori, peperoni, cuore di lattuga e chicchi di mais sbollentati. I dolci: assortimento di biscotti frollini, farfalle di pasta sfoglia, paste di mandorle e di nocciole del Piemonte. Sei torte 60 x 60 con pan di Spagna crema pasticcera imbevute di sciroppo zuccherino al profumo di Strega di Benevento. Sopra, uno strato di pasta di mandorla decorate con motivi del corpo militare e dei suoi superiori.

Fonte: fanteriadarresto. splinder.com

Le 6 torte militari La prima, scritta con cioccolato fuso: Viva il Generale di Brigata. La seconda: Viva il Colonnello. La terza: Viva il nostro Maggiore. La quarta: Viva il Corpo del 52 F.A.C. (Fanteria Alpi CAR). La quinta torta dedicata al Comandante la prima Compagnia: Viva il nostro Capitano, mentre la sesta torta, Pinu l dedicata a tutti: Ufficiali di grado inferiore sottufficiali soldati e parenti invitati. Ogni torta recava una mini bandiera tricolore in pasta di mandorla e il pennone di cioccolato fondente; ai lati, dei soldatini anche

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essi di pasta di mandorle con la divisa color verde oliva e con mini mostrine e cravattina rossa. Un vero lavoro da certosino! Ma di grande effetto! Ricorda Pinu, che durante la produzione i collaboratori guardavano lartefice increduli e meravigliati. Non si aspettavano di vedere svolgere tutto quel lavoro nella calma pi completa e sicura. Tutti volevano offrire al loro chef; una bibita, un caff, un bicchiere di vino o: un grappino. Ma lo chef era troppo impegnato; si limitava soltanto a ringraziarli, ma, doveva portare avanti il delicato impegno. Allora e in quel lontano periodo, erano pochi i pasticceri e cuochi portati allArte alla fantasia alla creazione. A fare mangiare con gli occhi prima; e con la bocca dopo! Massima popolare imparata dal suo ex capo pasticcere. (Grazie!!!) La Domenica della festa, alle ore venti e trenta tutto era pronto. Gli Ufficiali e le loro donne si apprestavano a salire la scala che portava ai saloni e ai bar, dove bravi barman e camerieri servivano gli aperitivi con dei salatini fatte dallo chef siciliano. Nel tempo di unora circa: tutti erano presenti. Il grande salone pieno di tavoli a quattro posti era pronto ad accogliere gli invitati. Confinante al salone era una veranda con al centro un lungo tavolo che ospitava le sei torte, dietro stata sistemata la vera bandiera del Reggimento. Ai lati, due grandi vasi in vetro di Murano e dentro delle rose rosse con boccioli dai petali appena aperti. Ogni rosa e un bocciolo, erano legati con un nastrino tricolore che alla fine della serata, dei camerieri in guanti bianchi porgevano alle donne degli Ufficiali. Tutti hanno ammirato il lungo tavolo imbandito da pi di quaranta specialit gastronomiche, sei torte dedicate a loro: pi di cento bottiglie di vini del Piemonte con il famoso Moscato dAsti che facevano da cornice al lungo tavolo pieno di piatti di portata. Tutti ammiravano quel ben di DIO ma nessuno os dire qualche parola, si limitavano a guardarsi in faccia luno con laltro.

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Questo particolare fu riferito a Pinu, dai camerieri in sala. Il servizio ai tavoli, era riservato agli Ufficiali con le spalline dorate cio. Il Generale il Colonnello il Tenente Colonnello e il Maggiore: tutti gli altri, si servivano da se. Nel salone accanto: una orchestrina suonava in sordina (piano) mentre gli Ufficiali pi giovani si alternavano ai balli lenti. Poich lo chef aveva il compito di scaldare alcune pietanze, faceva lanti rivieni con la sala e cucina ; ma: vedeva tutto quello che succedeva. Rimase stupito e meravigliato nel vedere danzare gli Ufficiali con le donne in perfetta sintonia. Gli abiti femminili adatti alla serata le divise impeccabili degli Ufficiali con la banda trasversale di colore azzurro chiaro con il pom pom allestremit inferiore; per gli occhi di Pinu fu uno spettacolo indimenticabile ed unico. Una scenografia da scena da film. Veramente! Comunque: durante la serata tutto fu mangiato e gustato; alcuni giovani Ufficiali tolte i guanti, si leccarono le dita dopo aver mangiato qualcosa; o di salato o di dolce. La festa dur fino alle ore tre del mattino successivo. Alle ore 24 in punto, lo staf della cucina sente un fragoroso applauso. Tutti si chiesero: Che succede! Intanto il Capitano e il Tenente entrarono in cucina e ordinarono allo chef di seguirlo in sala. Sostituita la giacca bianca e il cappello con lorlo sudato dalla fronte e stretto tra i due Ufficiali, dette limpressione di essere portato il prigione. Ma No! ... Niente di tutto questo! Lo schiaffo del Generale Entrata la porta; un secondo applauso ancora pi forte venne dato al cuoco e pasticcere siciliano. Questa volta il cappello a cento pieghe rimase in testa. Lo lev soltanto per fare linchino e ringraziare tutti. Chiese soltanto al suo Capitano, se poteva avere un terzo applauso per i suoi collaboratori della mensa.

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Gli applausi continuarono accompagnati da complimenti; in particolar modo: dalle donne degli Ufficiali. Il Generale fece avvicinare lartefice delle prelibatezze vicino al suo tavolo e, rimanendo seduto, si compliment sinceramente. Si alz dando un schiaffo leggero, sulla guancia del suo soldato. Segno di gratitudine! Perch no? Salut lalto Ufficiale e insieme ai due responsabili della festa, si avvi verso la cucina scoppiando in un pianto liberatorio. E dalla stanchezza e dalla contentezza soddisfatto di avere svolto e avere dato al prossimo, il risultato delle sue qualit di libero e responsabile professionista. Oramai Pinu, lavor indisturbato e a tempo pieno come fosse stato un operatore assunto a tempo indeterminato in quella grande fabbrica Italiana, che si chiamava: Naja. Lo stipendio era del tutto immaginario!.. Una misera paghetta veniva data ogni dieci giorni; puntuali! Decade era il suo nome! ... Quel giorno e i successivi per i militari non tutti! Era festa grande; perch ci si poteva comperare qualcosa; un panino e salame, un gelato, una bottiglia di vino, andare a vedere un film al cinema della cittadina, dei pacchetti di sigarette dai nomi: alfa, nazionali, oppure, per i pi facoltosi: Minerva; allora queste erano le marche! [immagine da: forze armate.eu] Qualche sigaro chiamato: branca o toscano, considerati un lusso! ( Per quei tempi! ) Trascorsi i mesi chiamati quadrimestri di addestramento, le reclute venivano smistate nei vari Reggimenti sparsi in tutta Italia. Quel giorno: era dedicato ai saluti, i soldati amici non si vedevano pi. Facevano parte integrante nei vari corpi militari

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italiani. Pinu, rimase nel quadro permanente del suo 52 Reggimento a Fossano dove terminer la ferma, tra undici mesi. Lispezione del Generale Comandante Annualmente e prima del periodo estivo, avvniva una importante ispezione militare da parte del Generale Comandante la zona Nord Ovest Italiana. Le Regioni erano: Liguria, Piemonte e Lombarda. Le disse il Tenente che lispezione avvniva a sorpresa e senza preavviso in un giorno qualsiasi della settimana. In quel periodo tutti i giorni erano buoni, lordine era di essere pronti in cucina, per leventuale pranzo. Fu un venerd mattina quando in cucina arrivarono di corsa, il Tenente e il Maresciallo dicendo che era in arrivo il Generale con il suo seguito di alti Ufficiali e si fermavano a pranzo. Ad ogni modo: i frigoriferi erano quasi pieni e i viveri erano abbondanti: si trattava solo, di sapere cosa fare da mangiare e non far fare brutta figura al Battaglione. Present, Arms! (Fonte: army.mil)

Presentare le armi un comando usato da molti eserciti nel mondo come segno di rispetto.

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Alle nove e quaranta, le macchine di colore blu con le bandierine svolazzante sul lato destro del mezzo; varcarono la soglia del portone della Caserma, dirigendosi e fermandosi nel centro del piazzale e sotto il cippo dove sventolavano le bandiere del corpo. Tutti presenti erano gli Ufficiali, sotto Ufficiali, graduati vari e soldati, perfettamente schierati per dare il saluto Ufficiale con tanto di Presentazione delle armi a lalto personaggio militare. Dalla vetrata della cucina si vedeva ogni cosa succedeva nel piazzale. Anche le grida ad alta voce degli Ufficiali che impartivano gli ordini si sentivano, cos i lavoranti della mensa compreso il cuoco molto indaffarato; godette dello scenario militare. Il men del giorno fu sostituito con quello nuovo e la lista era cos! Antipasti: affettato misto, verdure miste allagro dolce, insalata russa e vitello tonnato. Primi: ravioli alla Piemontese con sugo di arrosto, tagliatelle alluovo con salsa di tartufi delle Langhe. Secondi: pollo alla diavola con peperoni rossi di Fossno al forno, scaloppe alla valdostana con sopra, prosciutto cotto e formaggio fontina. Contorni: spinaci al burro e parmigiano e patate fiammifero. Dessrt, torta di mele renette e fragole, budini al caramello. Vini: esclusivamente Piemontesi. Impartiti gli ordini ai collaboratori, lo chef si caric di un altro impegno culinario molto serio da espletare. Ogni aiutante collabor con anima e corpo. Tutti vollero i consigli essenziali dal loro chef. Oltre ai rumori dei suppellettili della cucina; si sentivano a bassa voce e con delicatezza, le parole ... Chef, cos va bene?. Chef, mi guardi questo!. Mi assaggi questa salsa!. E senza peccare di superiorit lo chef rispondeva: Si va bene, bravo, oppure: aggiungi un pizzico di questo o di quello. Insomma: tutto il lavoro e preparativi andava molto bene. Tutto funzionava come un orologio svizzero; i tempi venivano rispettati e le pietanze facevano la loro apparizione.

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Il Maresciallo e gli aiutanti cucinieri non si davano pacenel vedere dirigere con serenit e sicurezza i vari lavori. Mentre si davano da fare; non smisero mai di guardare con la coda dellocchio il loro cuoco e pasticcere, e come volessero dirle: ( chiss quale cosa!) Da chiss quale Pianeta della via latta esso proveniva e da dove tutto invidiabilmente, funziona nel giusto modo e corretto! E non dove si lavora tra le urla, baccani vari e prepotenza. Spesse volte inutili. Solo il Maresciallo, si avvicinava allo chef, e a bassa voce le chiedeva: Sei sicuro di farcela? Posso dire al Tenente che alle ore tredici possono sedersi a tavola?. Lui le rispondeva. Maresci Non si preoccupi, vedr che alle 13 e 30 pu avvisare il Tenente che tutto pronto . Parola di siculo! Ancora una volta fu chiamato in sala da pranzo dove una trentina di Alti Ufficiali e Ufficiali vari; gustarono i prodotti gastronomici preparati per loro. Pinu anche sta volta fu a tu per tu con uomini militari dalle spalline e stellette dorate, per ricevere dei complimenti. Certo; trovarsi di fronte ad Ufficiali di quella portata? ... Non mai facile e distensivo; anzi: le gambe tremano sempre e sei portato a dire. Signor Si. Qualunque cosa dicessero! Avvicinandosi al tavolo del Generale: lo saluta con un colpo di tacco, ben riuscito! ... Si; perch non sempre riesce il colpo di tacco! E con il cappello sotto il braccio sinistro con ai lati il Capitano e il Tenente ascolta le poche parole dellalto Ufficiale. Quando avviene il tuo congedo?. Lo chef: Ancora qualche mese, Signor Generale. A te, non ti mandiamo in congedo!. Logicamente era una battuta scherzosa. Le chiese ancora. Chi il tuo Comandante di Compagnia?. E prosegu: Complimenti soldato, tutto era buono.

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A una cosa soltanto! Non avevo ancora mangiato la bistecca alla valdostana; mi spieghi il procedimento?. Signorsi, Signor Generale. E una fetta di noce bovina alla milanese, passata in padella con burro e olio di oliva, prima da una sola parte, poi si mette una fetta di prosciutto cotto e una fetta di formaggio fontina della valle dAosta con due foglie di salvia a formare una V, si copre con un coperchio senza toccare il formaggio e si passa in forno caldo per il tempo di fusione della Fontina e servita sopra un letto di patate fritte al fiammifero. Il Generale: Veramente bravo, soldato. Grazie, Signor Generale. Che salutandolo militarmente parlando assieme i due suoi Ufficiali, se ne ritorna in cucina dove nellattesa spasmodica i suoi aiutanti vollero sapere come era andata. Lo chef le rispose: La nostra grande fatica stata ripagata. Per una volta sotto la NAIA ce qualcuno che paga moralmente e gentilmente. Vi pare, poco? Il temporale estivo Era il 1962 quando un pomeriggio del mese di agosto terminato il servizio di cucina, il gruppo della mensa esce dalla Caserma per una passeggiata nel centro della cittadina. Durante il percorso ammiravano le campagne assai coltivate a granoturco ortaggi frutteti e erbe varie usate come foraggio per alcuni animali da latte e da carne. La giornata era calda e afosa. Lumidit nella pianura era assai presente e al limite massimo per i sofferenti dellapparato respiratorio; per i giovani non era un problema!

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Giunti nel corso principale dove ai lati erano schierati palazzi e abitazioni civili con annessi attivit artigianali commerciali e uffici vari. A livello stradale e ai due lati erano dei passaggi pedonali in cui i cittadini potevano camminare liberamente e non bagnarsi quando pioveva a dirotto. Il Corso centrale era riservato per il traffico automobilistico e di posteggi. I temporali nella zona erano di frequenti; per alcune volte si assisteva a quelli pi tremendi e terribili. Uno di questi si preannunzi quel giorno con la comparsa di una nuvola nera e minacciosa che copr improvvisamente il cielo della cittadina. Per il gruppo di soldati risult provvidenziale trovarsi gi sotto i portici, perch: si scaten un temporale cos violento che Pinu non aveva mai visto in vita sua. Per pi di trenta minuti una pioggia assai copiosa seguita da una impressionante grandinata dai chicchi grandi come nocciole e grandi come noci che cadendo con violenza sui tetti delle macchine sui lampioni della illuminazione pubblica e sul lastricato del corso, esplodevano come piccole granate. Era veramente scoraggiante vedere e sentire tutto quel disastro meteorologico estivo! I luminosissimi lampi e fulmini che accompagnavano il temporale aggiunsero ancora di pi lo spauracchio di quel pomeriggio. Il rumore infernale e pauroso cre un fuggi fuggi, dove si nascondevano anche i pi coraggiosi e temerari. Tutto tremava; alcuni vetri di finestre andavano in frantumi. I tetti delle macchine posteggiate qua e la ebbero la loro parte; escoriazioni delle vernici e ammaccamenti vari furono i risultati del tremendo temporale. A fine evento i proprietari hanno dovuto fare risanare le ferite, portando i mezzi nelle carrozzerie. Da sotto i portici i soldati in libera uscita erano raggruppati come i pulcini attorno la chioccia. Tra di loro cera anche Pinu, impauriti si diressero verso un vicino bar per bere una bibita o un caff. Spostarono gli occhi verso il viale e videro la strada carrozzabile trasformata in un fiume in piena, (che bello diceva qualcuno!)

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Mica tanto dicevo io! Comunque; sin da piccolo sapeva, per sentito dire! Che le forze della natura quando si scatenano veramente, possono essere incontrollate e pericolose.

Temporale estivo

Fonte: wallpapers-diq.com

Alle ore 18 il gruppo della mensa doveva rientrare per il servizio. Due chilometri si dovevano fare a piedi passando per una strada secondaria e in mezzo la campagna: e che cosa videro? La grandine caduta con violenza, spogli quasi tutti gli alberi, cespugli, piantine di ortaggi e fiori, i loro steli erano ripiegati verso il terreno come se fossero falciati per dispetto. Vedere i rami quasi nudi in piena estate fu una cosa impressionante! Dette il senso di essere in un campo di battaglia subito dopo la lotta. Infernale inverno piemontese Terminata la stagione estiva e quella autunnale: arriv anche linverno. La strada che passava davanti la caserma era transitata da contadini, agricoltori e abitanti delle case in campagna. In quegli anni le automobili non erano molto diffuse, si vedevano tante biciclette e qualche motorino; i meno ambienti se la

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facevano forzatamente a piedi fino in citt. pianura Piemontese veramente un inferno.

Linverno della

Freddo, umido, nebbia e brina erano gli ingredienti giusti; (si fa per dire ) Per una mala stagione invernale dellalta Italia. Succedeva che: avendo le Jeep del Comando impegnate, si doveva andare a piedi a comperare qualche alimento nel negozio autorizzato e nel centro citt. Le capit diverse volte a Pinu di fare quel tragitto la mattina presto e incrociare dei ciclisti della zona avvolti da mantello nero con cappuccio pieni di brina che a distanza ravvicinata si scorgevano i volti con i ghiaccioli al naso lunghi anche dieci centimetri causati dal vapore che usciva dalle narici e dalla bocca. Sembravano quei personaggi mitici delle varie storielle e favole di un tempo che fu. ( Come strano il Mondo!) La guardia Al cuoco le capit una sola volta di montare di guardia allentrata principale della caserma. Il corpo di guardia era composto da un Ufficiale o SottUfficiale, un Caporale e sei soldati semplici, tra laltro tutti del quadro permanente cio; i soldati addetti ai servizi necessari al buon andamento della caserma. Vestito in fureria con scarponi, ghette, pastrano (cappotto militare) elmetto e fucile da combattimento mod. 91. Alle ore 18 cambi la guardia e il soldato chef, fece il primo turno di due ore in garitta (posto obbligato al lato del portone dentrata e, allesterno) e, con il fucile armato di

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proiettili veri. La sera con un freddo da cani smont alle ore 20. Daccordo con il Caporale e il Tenente di picchetto, sal il cucina e prendere una torta di frutta un bottiglione di vino Chianti e 20 panini farciti di burro prosciutto e formaggio preparati la mattina stessa. Sapendo le restrizioni e la disciplina della guardia, per 24 ore si come essere al fronte; pronti per ogni evenienza in qualsiasi momento. E stata, dura! Verso le 22, nella stanzetta come fosse stata una cella; sopra il tavolo di legno e allinpiedi, fu consumato quel graditissimo spuntino fuori ordinanza. E, che ce di meglio in quella circostanza; di una sorpresa cos? Con la fame che si ha a 20 anni, i ragazzi amici assaporarono e mangiarono i panini e la torta nel modo pi felice che si possa credere grazie alla iniziativa dello chef siciliano. Con quella occasione venne di pi rafforzata la stima e laltruismo, che regn fino al congedo. Giorno dopo giorno trascorsero 14 mesi di naia e lavoro, trenta giorni ancora e si aveva in mano il congedo. Quel foglio di carta pergamenata che ti attesta che hai servito la Patria con onore ed abnegazione militare. Viva lItalia. La promessa della riassunzione Una Domenica mattina degli ultimi 30 giorni di pre congedo; Pinu venne chiamato dallUfficiale di picchetto di scendere perch un Signore di Aosta voleva parlarmi. Erano le ore 10 e 30 circa, in cucina si stava preparando la salsa maionese che serviva per decorare linsalata russa che terminata loperazione; scende al corpo di guardia e vede che, il Signore che lo cercava era il suo precedente datore di lavoro. Si salutarono con reciproco rispetto invitandolo a salire fino al bar degli Ufficiali. ( Non le sembrava vero!) E mai pi, di rivedere il titolare dellIndustria dolciaria scomodarsi e andare a trovare un suo dipendente, ma! Sar vero? E poi, perch e venuto a trovarmi? ...

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Sorseggiarono due Campri Soda seduti ad un tavolo del bar riservato esclusivamente agli Ufficiali militari e non ai civili, parlarono del pi e del meno. Ma ad un tratto! Invit il suo pasticcere a tornare a lavorare nella sua Azienda aostana. Capirai? La contentezza e la soddisfazione lo attanagli di gioia. Quel siculo precedentemente vessato umiliato e bistrattato: era diventato e riconosciuto una persona ed un operaio affidabile e per bene. ( Grazie, Signor Direttore!)

Alfa Romeo 1750 (fonte: motorimania.net) Ottenuto il si e il ritorno in Azienda; ringrazi Pinu, stringendogli la mano destra, che in quel momento, sent qualcosa di strano nel palmo della mano. E per non essere sprovvduto e ingenuamente bambino Pinu fece finta di nulla. Si salutarono con un forte abbraccio e i due si divisero; uno sal nella macchina (Alfa Romeo 1750 color verdino) e parte. Laltro vestito da chef di cucina si avvi alla mensa e continuare il pranzo ai suoi Ufficiali. Pochi passi e vide che lintruso nella mano era un biglietto da 100 mila lire, piegato e ripiegato fino a diventare un piccolo dado. Quel giorno di Domenica, Pinu, virtualmente si sent veramente un bambino ingenuo, e credere nei miracoli (Che ce di male?) Cento mila lire a quei tempi, era una sommetta che faceva piacere averla in tasca o nel portafoglio. Quel giorno si sent ricco

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e fortunato. (Perch no! ...) In quel lontano periodo solo i figli di pap disponevano di quella sommetta. La gita fuori presidio Finito il servizio, Pinu pag una bibita a tutti i membri della Maggiorit; esclusi i graduati!.. La sera, and a cena come un vero cliente e con gli abiti civili insieme con lattendente del Maggiore soldato Miami di Venezia, e il soldato infermiere; Mario Cecchi. Il locale era il migliore e conosciuto ristorante della cittadina di Fossno, Le Due Spade in centro citt. (Finalmente!!!) Gli abiti civili erano date ad una famiglia per custodirle e per qualche sera andarsele a cambiare per recarsi in qualche sala da ballo o balera nei dintorni del presidio militare. Poche volte, gli sciagurati, (nel senso buono!) Erano andati fuori presidio per ballare. Pur sapendo di rischiare la massima punizione qualora venivano visti. E, una di quelle poche volte successo e gli rimasta impressa nella memoria a vita natural durante! Questo lepisodio. I quattro soldati amici per la pelle si recarono fuori presidio affittando una macchina con autista. Luomo con la patente e il mezzo era il marito di una giovane donna titolari di un bar e dove i soldati erano assidui clienti. Ad una festa patronale di un paese vicino, ma fuori presidio! I soldati si divertirono a ballare e consumare una misera bibita; i soldi erano pochi! Ma le ragazze erano tante. Lautista pens bene; anzi: male! Di bere diversi bicchierini di Cognac; ovvro! Brend, non abbiamo saputo quanti erano i bicchierini. Alla mezzanotte il gruppo di ballerini sale in macchina e aspetta che lautista sale dalla parte del volante. Invece; no!.. Voleva salire a tutti i costi dal lato opposto alla guida. In quel lato era seduto Pinu per fortuna fresco di Patente ma non di macchina sua.

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Pensammo che scherzasse lautista, niente affatto! Anzi: vedemmo i sintomi di una vera ciucca in dialetto Piemontese (ubriachezza) dietro insistenza sal al posto giusto e percorremmo pochi chilometri di percorso; per fortuna il traffico era nullo. Ferm la macchina e si accasci sopra il volante. Che fare?? Lunico ad avere la patente era Pinu, il cuoco che preso il posto di guida accomodarono il ciucco al sedile accanto, reggendolo con forza dalle braccia dei soldati seduti dietro. Erano da percorrere sei chilometri circa ed era una notte di autunno inoltrato, un freddo boia uno spauracchio tremendo e andatura piano.

Castello di Fossano (fonte: abitareblog.it)

Ad ogni curva che si doveva fare a destra; lui, il ciucco! La vedeva a sinistra, e viceversa. I fumi dellalcool e la puzza del fermento gastrico dentro labitacolo era da vomito. (Immaginate voi!) Ad un tratto: si sent il classico rumore del vomito vero!! Una boccata di liquido quasi infiammabile si rivers sui pantaloni di Pinu intento alla guida. Un coro di Ferma! Ferma la macchina! ... Fermata la macchina, scesero tutti per dare soccorso allirresponsabile autista. Era in uno stato pietoso e al limite del coma etilico. Tutti eravamo disperati, erano le una di notte quando arrivammo davanti il suo bar.

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La povera sposina sapeva che si sarebbe rientrati alla mezzanotte, e quando vide al volante un soldato e non suo marito fece un grido di disperazione temendo che suo marito fosse morto. Tocc a Pinu dire quello che era successo a suo marito e della maledetta bevuta del Brend a nostra insaputa anche! Noi eravamo a ballare e cercare di rimorchiare qualche ragazza, per una eventuale pomiciata. Vi sembra giusto? ... Ad ogni modo: consegnato alla donna il malconcio marito e la sua macchina; i bravi soldatini si presentarono in Caserma alle ore due. Pronti per andare a passare il resto della mattina in camera di rigore.

Pinu con la squadra della maggiorit e il cappellano

Ma, se punivano gli addetti alla mensa e bar, gli Ufficiali dovevano fare il digiuno o mangiare il pasto della truppa. Fortuna volle che lUfficiale di picchetto era quello del precedente spuntino con panini e torta accompagnati dal vino Chianti. Ha fatto un serio richiamo militare al gruppo tutti sullattenti e ascoltare il rimprovero recitato: con aria marziale. Ma poi ha chiuso un occhio: anzi, tutti e due. Merito anche dello chef siculo che era in buoni rapporti con tutti i superiori della Caserma. ( E questo mi pregio a dirlo.)

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Il Congedo Arriv il giorno del congedo. Era il 3 giugno 1963 e faceva gi caldo, la mattinata pass salutando tutti i suoi amici e il ricambio della mensa.( Cio; il cuoco il secondo laiutante e il lavapiatti). I nuovi prepararono a Pinu, due panini ben farciti per il viaggio. E, con il suo borsone degli indumenti, il congedo arrotolato e legato con il nastrino tricolore infilato nel taschino della camicia con il berretto in testa adornato dalle tre medaglie date dal comando. Esce dai locali della Maggiorit scende le scale che portano alluscita dove ad attenderlo era il corpo di guardia schierato e pronto a ricevere il saluto militare. Strinse la mano allUfficiale di picchetto, si avvicin alla bandiera Italiana e quella del Reggimento baciando i nastri penzolanti della fiamma dorata della cima del bastone; e con gli occhi lacrimanti usc dal portone dove quel portone lo vide entrare ed uscire per 15 mesi. Il ritorno a casa Assieme ad alcuni suoi congedanti, si avviarono verso la stazione ferroviaria e prendere il treno per Torino . Ancora un saluto e alle 21 e 30 sal nel convoglio diretto a Palermo. Dopo 24 ore di viaggio attraversando lItalia arriv nella stazione centrale della capitale della sua Sicilia. Trascorse la notte in sala di attesa fino al mattino che; fatto colazione al bar usc per andare nella piazzetta dove tra qualche ora era pronta la corriera e portarlo fino al suo paese di Polizzi Generosa.

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Ma, mentre era in attesa nella piazza dove si fermavano le corriere per i vari paesi, pass un camion militare della Compagnia Duca di Aosta in stanza a Palermo carico di militari armati con destinazione un paese delle Madonne e a pochi chilometri da Polizzi. Dovevano andare a sostituire una squadra di soldati accampati nelle campagne di Petralia. Il Sergente responsabile del carico fece fermare il mezzo e chiese al soldato ancora in divisa: Dove devi andare soldato con la cravatta rossa? Vuoi un passaggio? Il congedante rispose: Buongiorno Sergente veramente dovrei prendere la corriera per Polizzi; il mio paese sono appena congedato e dovrei raggiungere i miei familiari. Il Sergente: Su! ... Salta sul camion dietro assieme ai soldati; perch passeremo proprio dal tuo paese come ai detto che si chiama? Polizzi Generosa, Sergente! Accettato il passaggio sal sul cassone dove salut una squadra di soldati seduti sulle panchine e con il telone verde rialzato a met. Ogni soldato aveva uno zaino e un fucile; il congedante aveva un sacco da campeggio e il congedo arrotolato sul taschino della camicia, il berretto era piegato a met e infilato nella fessura tra la spallina e la camicia sopra la manica sinistra. Se lo ha potuto permettere non facendo pi parte dellEsercito e sottoposto a disciplina. Non cera lautostrada Palermo-Catania

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Il viaggio da Palermo fino al paese di Campofelice Roccella, and diciamo bene; perch la strada era tutta in pianura asfaltata e che costeggiava il mare. Quel mare tanto desiderato. Ma ... da Campofelice in poi la strada era in terra battuta che si inerpicava su per i monti Madoniti passando per altri paesi. Lautista del camion doveva recuperare il tempo perso con il congedante e aveva fretta di arrivare al campo militare. Il caldo si faceva sentire, la polvere gialla della strada a causa del turbino entrava dietro al cassone e in parte veniva respirata dai soldati. La velocit, la polvere, le numerose curve e contro curve con tornanti improvvisi; quei 30 chilometri di percorso maledetto dellentro terra sicula sono stati fatti odiosamente al limite della sofferenza umana. Scillato

Foto: sicilia.indettaglio.it Dette uno sguardo ai volti cerulei e quasi al vomito dei soldati, ma nessuno ebbe voglia di dire una parola: ( vorrei vedere in quelle condizioni?)

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Superato il paese di Collesano e il borgo medievale di Scillato dove iniziano i monti delle Madonie: seconda catena montuosa della Sicilia.

Flomaria dei Mulini, nella vallata dei noccioleti All'incrocio del Vallone Santa Croce col torrente Rio Secco si snodano 13 mulini ad acqua risalenti al XII, XIV, XV secolo, come attestano gli atti notarili. Alcuni ormai sono allo stato di ruderi, altri sono stati manomessi e si riconoscono soprattutto per le botti, qualche altro, ristrutturato, diventato centro agrituristico. Il mulino posto pi in alto Nuavu di Susu, da questa posizione possibile scorgere, tra i noccioleti e la roverella, che ricoprono il pendo, i mulini posti in basso: Nuavu di Jusu, Supranu, Turre, Granni, Du Spitale, S. Giuseppe, Da Via, Pitta, Purcara, Sciumazzu, Canzira, Sciumi Granni le cui denominazioni derivano dalla posizione occupata, dalla propriet o dalla forma. A guardia della Flomaria sorge a valle la Torre di Donna Lavia, probabilmente del XV secolo, rimaneggiata pi volte, conserva una deliziosa fontana con mascherone. L'attivit molitoria, favorita dall'abbondanza delle sorgenti, stata per lunghi secoli il perno dell'economia locale ed ha influito sulla crescita culturale e sociale di questo importante centro demaniale. [da: www.polizzigenerosa.it]

A Pinu, restavano 14 chilometri ancora di tortura stradale perch era si, tutta immersa nel verde della valle dei mulini polizzani (mulini ad acqua che macinavano il grano) ma, con tantissime curve e tornanti. Il che!! ... Era un traballamento continuo che se avesse saputo prima un viaggio cos disgraziato!! ...

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Non lavrebbe fatto neanche per un chilo di Oro zecchino: (allora si usava chiamarlo cos,loro!) Finalmente!! Il mezzo militare si ferm nella periferia di Polizzi al Carmine e vicino a brivatura (fontana con acqua corrente permanente e dove si dissetavano i muli quando lasciavano o rientravano i contadini e boscaioli dal lavoro nei campi.) Pinu, salut il Sergente con il suo seguito, avviandosi a piedi verso casa sua. Pinuzzu arrivavu, finivu u surdatu Erano le ore 13 e 30 e una fame da lupo attanagliava lo stomaco vuoto. Giunto a casa, con il portone aperto entr nella stanzetta dove rivide sua nonna Concetta intenta a filare la lana con il fusello di legno e il gomitolo tra le mani scarne dalla vecchiaia serena. Essa, not una ombra avvicinasi, alz lo sguardo e vide suo nipote tornato dalla vita militare. Non potendosi alzare dalla sedia, si avvicin Pinu per stringerla al petto salutandola affettuosa-mente: Ciao nonna come stai? Hai visto che sono tornato? Tutti e quattro gli occhi, si inumidirono improvvisamente e la nonna Concetta ad alta voce chiam le sue figlie: Mom, Mar Mom, Mar!...(Gandolfa e zia Maria). Essi stavano infornando il pane casereccio; allora quasi tutte le famiglie faceva il pane in casa ogni 15 giorni. Sentite le urla, le due figlie si avvicinarono e la nonna disse: Pinuzzu arrivavu, finivu u surdatu. (Pino arriv, ha finito di fare il militare).

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Con i fullr (fazzoletti di seta) annodati ai capelli si precipitarono sul loro ragazzo ancora in divisa salutandolo affettuosamente. Vollero che le raccontasse tutto; anche il viaggio. Pinu le rispose: Prima di tutto vorri mangiare qualcosa, poi vi racconter (la via Crucis) che ho fatto nellultimo tratto di strada siciliana. Una parte di pane era gi nel forno mentre altri pani lievitavano ancora le due massaie si premurarono a prenderne uno crudo e manipolarlo con acqua e olio di oliva. Lo resero pi molle e fecero delle schiacciate (focacce) salate e condite con olio di oliva formaggio grattugiato stagionato e origano. Con laltra met fecero le focaccine fritte e zuccherate: una vera bont. Pinu sent di nuovo il profumo e il sapore di casa sua e di quelle cose semplici e piacevoli. Non stato un pranzo normale, bens uno spuntino tappa fame: la cena venne fatta la sera perch tornavano dai lavori gli uomini di casa: pap zii e fratelli. Polizzi Generosa, la grande piazza con il monumento ai Caduti e i monti Madoniti

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Intanto che assaporava le schiacciatine qualcosa le raccont alle donne; mentre il resto delle vicissitudini le lasci per la sera. Per arriv anche la sera!! ... E, con nove persone a tavola, mentre si mangiava la pasta con la salsa di pomodoro, lo spezzatino di carne di maiale e insalata verde accompagnato dal vino rosato prodotto dagli zii in particolar modo zio Rosario, si perch lui era il tecnocrate raffinato di casa. Pinu, raccont parte delle sue avventure e disavventure degli anni passati. Tutti lo guardavano e lo sentivano parlare un poco in italiano e un poco in dialetto con momenti di gioia e momenti di commozione. Lo fecero sentire come uno che venuto da tanto lontano e con tanta esperienza di vita vissuta tra le insidie, i tranelli e anche cose belle: perch no! ...

Porte del Parco delle Madonie Unione dei Comuni di Polizzi Generosa e Castellana Sicula con lobiettivo di razionalizzare i costi e migliorare la qualit dei servizi ai cittadini attraverso una gestione congiunta.

Straniero in patria La serata dur a lungo, parl solo lui; per una volta si sent una persona importante, sicuro, sincero e con tante cose da dire: quelle tante cose che le sarebbero piaciute sentirle dire quando era pi giovane e inesperto da altre persone!! Invece no!.. A quei tempi tutto era diverso, tutti tacevano, non cera un dialogo istruttivo, ma cera soltanto tanta povert, miseria, cattiveria, sfott e cretinate varie, tutti ingredienti per una pietanza disgustosa e cattiva. (Allora era cos: che ci vuoi fare?)

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La permanenza a Polizzi dur solo 15 giorni. I suoi amici non cerano pi, tutti emigrati; chi, per lalta Italia, chi per altri Stati Europei o America del nord. Si trov come un pesce fuori dallacqua, tutto vedeva diverso, anche perch lui oramai aveva assimilato gran parte delle cose dellAlta Italia. Cosa vedono? What do they see?

Foto di Joe Cirina on a visit to Polizzi, emigratifotosicilia.com

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I favolosi anni 60

Guerra fredda e corsa allo spazio Fonte: space-image.co.cc

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Principali eventi dei favolosi anni sessanta 1960: JFK e la Guerra Fredda Fine dell'era Eisenhower, Francis Gary Powers e l'U-2, Summit USA/ Unione Sovietica, esecuzione di Carl Chessman e nascita del movimento contro la pena capitale, il razzismo in America, nuove nazioni africane, la principessa Margaret e Lord Snowdon, stelle del cinema, la Pop Art, le proteste anti-nucleare, inizi del movimento per la pace, elezione di JFK. 1961: La corsa allo spazio Brigitte Bardot, la corsa allo spazio, Yuri Gagarin e Alan Shepard, viaggio di JFK in Europa e in Canada, Richard Burton e Elizabeth Taylor in Cleopatra, vertice JFK e Krusciov, il Muro di Berlino, Eichmann viene impiccato, i diritti civili Freedom Riders, Castro visita il Stati Uniti, Che Guevara, la Baia dei Porci, muore Dag Hammerskjold segretario generale delle Nazioni Unite. 1962: La Pillola Strippers, Winston Churchill compie 88 anni, JFK contro United States Steel Corporation, Jackie Kennedy in Asia, indipendenza della Giamaica, razzismo in Inghilterra, Malcolm X, le chiese drive-in, la Pillola, bambini Talidomide, rifugi antiatomici, la Crisi dei missili a Cuba, Esposizione Mondiale di Seattle, John Glenn il primo americano in orbita, muore Marilyn Monroe. 1963: la Pop Art La prima campagna anti-fumo, i club della salute, surf, Hugh Hefner, swinging London, lo scandalo Profumo, la Pop Art e Andy Warhol, Birmingham e il movimento dei diritti civili, l'Inghilterra della grande rapina al treno, Papa Paolo VI, disordini in America Latina, il Corpo di Pace, inizia la guerra del Vietnam per America, l'assassinio di Diem, fallout radioattivo, assassinio di JFK.

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1964: Da Liverpool con Amore


The Beatles, Ciao Dolly! a Broadway, Marshall McLuhan: "il medium il messaggio", comici, escalation in Vietnam, il presidente Mao, Kruscev rovesciato, Nehru muore, Martin Luther King vince il Premio Nobel, gli studenti universitari bianchi addestrati come combattenti dei diritti civili, Carol Doda: ballerina in topless, Cassius Clay, strage del calcio in Per, Canale di Panama, il terremoto dell'Alaska, il 29 dicembre Giuseppe Saragat diventa Presidente della Repubblica Italiana.

1965: Passeggiata nello spazio


Droga, la marcia Selma-Montgomery e il movimento per i diritti civili, camminata nello spazio degli astronauti, il Papa Paolo VI visita lAmerica, muoiono Albert Schweitzer e Winston Churchill, la minigonna, "happening" di Salvador Dal, crisi della Repubblica Dominicana, Ed Murrow, Malcolm X, e Nat King Cole muoiono, disordini razziali in estate, si intensifica la guerra in Vietnam.

1966: La Grande Rivoluzione Culturale di Mao


Violenza armata, lo strangolatore di Boston, la Commissione Warren, Twiggy, Ralph Nader, carte di credito, la pornografia dilaga, Billy Graham, The Beatles affermano che sono pi popolare di Dio, appare l'Et del Acquario, i raccoglitori di uva della California scioperano, Ronald Reagan come governatore della California, la segregazione razziale, la violenza in Indonesia, la Grande Rivoluzione Culturale di Mao, esplode il Vietnam, Joan Baez respinge la violenza nelle manifestazioni per la pace.

1967: Gli hippies


Haight-Ashbury e gli hippies, Jackie Kennedy in Cambogia, l'indipendenza greca, Montreal Expo, 50 compleanno del partito Comunista Sovietico, le morti nella corsa allo spazio, sport estremi, World Series of Poker (WSOP), i giochi Pan Am, Coppa

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America, contro-manifestazioni per il Vietnam, Bobby Kennedy difende il coinvolgimento degli Stati Uniti in Vietnam, scontri e violenza nera, muore Che Guevara, Camp (kitsch) Art, la Guerra dei sei giorni.

1968: Proteste alla Columbia University, Maggio francese Trapianti di cuore, sciopero spazzatura di New York City, jogging, Tiny Tim (musica demenziale), il dottor Spock, Jackie Kennedy diventa Jackie O, incidente USS Pueblo, sommosse alla Columbia University, disordini a Parigi, la repressione ceca, Formula 1, assassinio di Martin Luther King, l'offensiva del Tet in Vietnam, uccisione di RFK. 1969: Allunaggio Woodstock, moratoria sulla guerra in Vietnam, John e Yoko, il principe Carlo, squatters, la figlia Diane di Art Linkletter muore suicida a causa LSD, Ted Kennedy e lo scandalo Chappaquiddick, Hollywood, esplosione demografica, sommosse in Giappone, Apollo 11 e Neil Armstrong.

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Ritorno in Valle dAosta - 1963 La prima automobile Confronto con il Meridione Ricongiungimento familiare Il Gran San Bernardo e la Vespa potenziata Viaggio in auto da Aosta a Polizzi settembre 1964 Trattoria con alloggio Aspromonte Sul traghetto per la Sicilia Il rientro in Valle La citt di Torino Mario ritorna a Polizzi 1965 Pinu a Courmayeur La nuova auto Otto marzo 1966 I favolosi anni sessanta I tempi della pittura Il Maestro Martino Martini Passare al setaccio virtuale le persone Il pittore e lartista Il viaggio a Piacenza La Delfina La morte del Maestro Martini

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Ritorno in Valle dAosta - 1963 Trascorsi i 15 giorni a casa, a Polizzi Generosa, si prepar per il ritorno in Valle dAosta, doveva a malincuore lasciare il suo paese al pi presto anche perch, la parola data allindustriale dolciario di Aosta si doveva mantenere. Al 16 giorno, 21 giugno 1963, prese la via ferrata che attraversando lo stivale italiano con il solito lungo treno diretto al Nord; giunse nella citt di Aosta capoluogo della valle pi bella dItalia. Pernott nellalbergo Alpino proprio nel centro citt tra la stazione delle ferrovie italiane e piazza Chanoux. mile Chanoux (Valsavarenche AO, 1906 Aosta, 1944) notaio, politico italiano, martire della Resistenza in Valle d'Aosta. Laureatosi con una tesi sulle minoranze etniche a soli 21 anni, dopo brevi esperienze come segretario comunale a Valsavarenche e a Cogne apre uno studio di notaio ad Aosta; diventa direttore di Le Duch d'Aoste, periodico della diocesi di Aosta. Nel 1941 Chanoux fonda il clandestino Comit de libration, arrestato dalla polizia fascista, torturato dalle SS, muore in carcere il 18 maggio 1944. Il giorno dopo si present negli uffici della Industria Dolciaria per essere assunto. Loro: sapevano gi dellarrivo di Pinu. Lo fecero accomodare in attesa dellarrivo del direttore che non tard a essere presente. Dopo qualche scambio di parole e ringraziamento riguardando le 100 mila lire (circa 52 Euro) precedentemente regalate! Firm il contratto di lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio da operaio specializzato. Con i soldini in pi; si affitt un mini appartamento vicino allazienda e and avanti con pi soddisfazione e vitalit. (Questo ci voleva proprio!). Intanto trascorsero alcuni mesi lavorando felicemente nella azienda dolciaria di Aosta. Gli orizzonti tanto lontani, piano piano si avvicinarono sempre di pi nella mente e visione di Pinu.

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Federalismo e Autonomie di Chanoux Pubblicato postumo - resta uno dei testi fondamentali del movimento autonomista valdostano. Chanoux prospetta l'inserimento della Valle in una federazione italiana repubblicana, che rappresenta la soluzione del problema delle piccole nazionalit e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l'avvento di una pace stabile e duratura.

La prima automobile La patente di guida era in tasca da circa due anni e desiderava tanto di potere comperare una automobile, anche di seconda mano. Un giorno Pinu si trov a lavorare fianco a fianco con lamico e collega Gino e mentre si arrotolavano con le mani dei dolci a base di mandorle dal nome, Baci di Dama, chiese consiglio per comperare una macchina a rate, e come procedere nel caso in cui se ne trovasse una anche di seconda mano. Gino seppe dal capo pasticcere che voleva comperare una FIAT 1100-103. Fiat 1100-103 Special 1960/61 Lui era gi in possesso di una utilitaria ( FIAT 600 prima serie) tenuta molto bene dal colore celestino e allinterno rivestita di finta pelle dal colore bianco con macchie celeste. Gino fece presente al capo pasticcere che Pinu voleva comperare unauto in buono stato.

Fonte: it.wikipedia

Il capo pasticcere accett la proposta e in comune accordo chiesero al titolare della ditta se dallo stipendio si poteva trattenere una quota per il capo pasticcere a saldo della rata mensile. Le rate furono diverse e trattenute puntualmente; soprattutto per la fiducia data al giovane pasticcere da parte del titolare.

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E grazie ai due uomini fiduciosi e di animo buono Pinu divent proprietario della prima automobile entrando a fare parte di quel numeroso pubblico circolante per le strade della Valle dAosta. Una grande soddisfazione: quella di possedere un bene mobile e un mini appartamento in affitto, essere libero di andare e venire quando e come si desidera. Toccare con mano; si fa per dire! Una porzione di quel lontanissimo orizzonte che intravedeva precedentemente e che gli sembrava impossibile realizzarlo. Confronto con il Meridione Terminato il periodo triste del dopo guerra il meridione era veramente ridotto male. Debolissimi segni di ripresa si notarono nelle citt piccole o grandi che erano. Nei paesi dellentro terra regnava una paralisi permanente. I laboratori artigianali pullulavano di giovani apprendisti. Il campo edilizio dava lavoro soltanto ai muratori con laiuto dei familiari improvvisati manuali degli immobili da ristrutturare. (Tutto era svolto nella assoluta precariet.) Il settentrione era pi avanzato infatti; giungevano giornalmente emigranti da ogni parte del Sud. Tanti giovani della cittadina di Polizzi si apprestarono a lasciare tutto per spostarsi al Nord e trovare subito lavoro e una discreta sistemazione. In codesto calderone, vi fu anche chi sta scrivendo: ma chi sta scrivendo, emigr per volont e necessit di arricchire il suo povero e misero bagaglio culturale. Gi era tutto un tab, almeno per le fasce meno ambienti.

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Italia Nord e Sud, economie a confronto Sono passati 150 anni dall'Unit nazionale, ma l'Italia rimane ancora un Paese a due velocit, secondo lanalisi 150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011, Il Mulino. Fino al 1860 sviluppo industriale alla pari fra Nord e Sud, poi il sorpasso Dopo il grande sviluppo degli anni compresi fra il 1952 e il 1973, grazie alla grande industria e alla Cassa del Mezzogiorno, quando il PIL pro capite crebbe del 4,6% all'anno nel Sud, rispetto al 4,8 del Centro-Nord. In seguito alla brusca battuta d'arresto avvenuta dopo gli anni '70, quando i grandi impianti delle aziende pi importanti del Paese cominciano a chiudere i battenti dopo aver alimentato la speranza di un nuovo futuro, il Sud comincia a perdere terreno. Nel 1860 - afferma il vicedirettore di Svimez, Luca Bianchi - in realt c'era una quantit di insediamenti industriali simile tra Nord e Sud. Poi alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento inizia lo sviluppo del grande triangolo industriale (Milano-Torino-Genova) e da quel momento il Mezzogiorno non riesce pi a tenere il passo. L'unica fase di recupero tra gli anni '50 e il '73. Poi comincia a perdere di nuovo e comunque il tasso di industrializzazione del Mezzogiorno rester la met di quello del Centro-Nord. Dal 1973 si sviluppa soprattutto l'industria del Nord e i posti di lavoro che si perdono nell'agricoltura non si riescono a recuperare negli altri settori. La situazione non esplosa solo grazie allo sfogo dell'emigrazione che ha visto in quegli anni andare via oltre 2 milioni e mezzo di persone e che oggi portano nuovamente i talenti lontano. Da Nord e Sud, 150 anni di economie a confronto: nel 1861 Pil e industrie alla pari, poi il crollo, Il Sole-24 Ore, 30 maggio 2011

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Per le famiglie culturalmente avanzate cerano le prospettive di miglioramento sociale. Loro per vivevano nel loro regno incontrastato e gelosamente difeso. Nulla trapelava dai loro visi sempre rigidi e imperturbabili; a stento ma molto stentata era la confidenza e benevolenza verso i pi deboli e poveri. Questo proprio non lo mai accettato; e fin da piccolo! Strategie sul Mediterraneo, politica fiscale e industriale per rilanciare il Sud Secondo il presidente dello Svimez, Giannola, oggi il Mezzogiorno si propone come opportunit strategica del Sistema Italia se si puntare su tre direttrici: centralit del Mediterraneo, fiscalit differenziata, politica industriale centrata su logistica e fonti energetiche alternative e tradizionali. Senza un progetto Sud forte e condiviso, infatti, il rischio che, se non contrastato, il silenzioso tsunami demografico ci consegner nel giro di poco pi di trent'anni un Sud spopolato, anziano, cronicamente e ben pi "patologicamente dipendente" di oggi per l' effetto congiunto di un declino nella fertilit, del progredire della speranza di vita e di una ben peculiare ripresa dell'emigrazione. Da Nord e Sud, 150 anni di economie a confronto: nel 1861 Pil e industrie alla pari, poi il crollo, Il Sole-24 Ore, 30 maggio 2011

Ricongiungimento familiare A proposito anche Pinu fece arrivare ad Aosta i suoi fratelli Mario e Salvatore con mamma e pap. Mario trov subito lavoro come decoratore edilizio, Salvatore era carpentiere in ferro e il pap muratore, per questi due il clima rigido e freddo invernale con la diversit di lavoro rispetto a quello siculo non stato a loro favorevole; per cui se ne tornarono in Sicilia e a Polizzi.

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Mario si fece spedire la sua Vespa 175 di cilindrata che le serv per recarsi al lavoro nei vari condomini appena finiti nella citt di Aosta. La ditta in cui lavor per pochi anni stata una impresa di decorazione edile nel quale Mario stato apprezzato e benvoluto sia dai colleghi che dal titolare. La mitica Vespa Scooter della Piaggio, progettata dall'ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio fu brevettata il 23 aprile del 1946. (Foto Flickr)

Il Gran San Bernardo e la Vespa potenziata Pinu ricorda un piccolo episodio. Una Domenica mattina decisero di fare una passeggiata con la Vespa verso il passo del Gran San Bernardo, era una giornata estiva e soleggiata.

Pinu sulla Vespa di Mario

Saliti in sella alla due ruote, intrapresero la Statale N27 con inizio dal crocevia dellospe-dale Mauriziano fino al famoso valico alpino. La strada di montagna fu attraversata tutta in salita con brevi tratti di rettilinei e tante curve, duemila metri di dislivello per giungere al valico ed una quota di 2500 metri.

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Mio fratello Mario, non si ricord di togliere dal tubo della marmitta un salsicciotto lungo 10 centimetri di paglietta di ferro simile a quella che si usa in cucina per togliere delle pentole la crosta indurita e bruciata di una pietanza. Dopo alcuni chilometri dalla partenza e vicino al paesino di Gignod le impurit della miscela che dovevano uscire dal tubo di scappamento rimasero imprigionati nella paglietta dando al motore della Vespa, uno strano rumore simile al soffocamento. (Povera Vespa!) Costretti a fermarsi in una piazzola; Pinu vide suo fratello Mario darsi un colpo di mano sulla fronte ed esclamare. Chi minghia sugnu!. Un luvaiu a paghietta di dintra a marmitta. (Che scemo che sono! Non ho tolto la paglietta di ferro da dentro la marmitta!) Pinu rispose: Pirch ci mittisti? (Perch lai messa?). Gare anni 1960 (da: bikernews.it)

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Mario spieg in un misto di parole in dialetto e italiano che quando era in Sicilia partecipava alle gare di regolarit su strade e circuiti motociclistici riscuotendo meritati premiazioni portando a casa coppe e trofei. E questo Pinu non lo sapeva davvro! Bravo Mario. Il Colle del Gran San Bernardo - Col du Grand Saint-Bernard un valico alpino a 2'473 metri s.l.m. che collega la valle italiana del Gran San Bernardo con la valle d'Entremont del cantone svizzero del Vallese. Il valico costituisce un importante via di comunicazione attraverso le Alpi fin dai tempi dell'Impero Romano. Il nome del passo deriva da San Bernardo, che vi fond un ospizio come rifugio per i viaggiatori nell'XI secolo. Nel 1964 fu inaugurato il traforo del Gran San Bernardo - Tunnel du Grand-Saint-Bernard lungo 5798 m a 2.469 m di quota con ingresso/uscita nei comuni di Saint-Rhmy-en-Bosses (1.875 m) in Italia e di Bourg-Saint-Pierre (1.918 m) in Svizzera.

38-lago-del-gran-san-bernardo_28045.JPG, aostasera.it

Il fratello spieg che per rendere lo scter quasi professionale e pi rumoroso, si toglieva il filtro regolare interno alla marmitta per avere pi rumore e aggressivit del motore. In verit era

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soltanto un espediente inutile. Soltanto illusione! E quando Mario non partecipava alle gare, usava questo tappo riduttore di rumore per non disturbare la quiete pubblica e incorrere a multe o sanzione dagli organi di vigilanza. Viaggio in auto da Aosta a Polizzi settembre 1964 I due siculi in Val dAosta coabitarono nel mini appartamento mansardato. LAnno successivo venne il periodo di ferie di venti giorni, era il mese di settembre del 1964 e come tutti gli emigranti tornavano a casa per godersi il meritato riposo. I due fratelli, decisero di partire con la FIAT 600 per la lontana Sicilia. Il viaggio fu lungo ed estenuante, attraversare lo stivale italiano da NORD a SUD stato faticoso anche perch lautostrada iniziava a Santhi e terminava a Salerno. Per circa 1000 chilometri si viaggi bene, mentre i restanti 700 chilometri, erano tutti su strada statale. Un vero calvario! Pinu e Mario animati dalla gioia di possedere una automobile e disporre di qualche soldino, affrontarono il lungo viaggio non pensando per a tutte le incognite e pericoli che si potevano presentare e quando meno uno se li aspetta. (E proprio vero!) Che la forza della giovent e la auto responsabilit aiuta quasi sempre a superare ogni cosa. Sempre nei limiti personali! Comunque: da Aosta, Milano, Roma, Napoli e Salerno impiegarono 14 ore di lieto viaggiare. Le soste furono soltanto per il rifornimento di benzina per la macchina e qualche panino ripieno di prosciutto e formaggio. Pinu, faceva anche il pieno mentale e visivo di tutto quello che vedeva e sentiva perch attraversare lItalia con il proprio mezzo e fermarsi quando e dove si vuole, una cosa fantastica e affascinante. Lo scoprire le varie diversit che la natura ti offre; e, che si sanno guardare, diventa una lezione di vita che ri mane impressa nellanimo e, inesorabilmente incancellabile per tutta la vita. (Vi pare poco?)

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Dopo le prime 14 ore di viaggio, alle 20 lequipaggio della FIAT 600 si ferm in un paesino della Campania subito dopo la cittadina di Salerno. Nel gruppetto di casolari che avvistarono da lontano decisero di fermarsi. In una casetta dallaspetto campagnolo, sero videro una insegna luminosa di colore azzurro con la scritta: Trattoria con alloggio. Era proprio quello che desideravano fare.

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Trattoria con alloggio Fermatesi davanti la porta dingresso, chiesero se era possibile cenare e pernottare ad un Signore di mezza et con un grembiule bianco e seduto su una sedia intento a fumarsi una sigaretta. Allinterno cera il banco bar con una macchina da caff espresso. Tre tavoli vuoti e uno con quattro persone che giocavano a carte; e precisamente a briscola, si cap per le grida che facevano citando la parola briscola! ... Il cameriere o il titolare che fosse, accett i viaggiatori dando loro; da mangiare e dormire. (Meno male?) I due stanchi e affamati consumarono dei spaghetti al pomodoro e un fritto misto accompagnati da una bottiglia di vino rosato della zona. Castelcivita SA,

Fonte: agriturismo.it

Terminata la cena, si apprestarono a salire una scala fino alla camera, in essa vi era un letto matrimoniale un armadio di legno vecchio un tavolo a tre piedi e una bacinella di alluminio con una caraffa di metallo leggero smaltata allinterno che allesterno e piena di acqua, al lato una saponetta dentro una ciotola di argilla. Non ci voluto molto a capire che lempirico apparato serviva per lavarsi. Gli asciugamani erano piegati e posti sopra la spalliera di una sedia.

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In quanto ai servizi igienici; ovvro; il gabinetto! Era in uno stanzino vicino alla camera, con una porta di legno vecchio larga appena sufficiente per entrare una persona di statura media piccola. Nel muro, una piccola e misera finestrella che una testa da bambino non passava assolutamente. Comunque: ai due interessava di pi il letto per riposare. E cos fu. Lindomani mattina ripresero il lungo viaggio verso SUD . La prodigiosa automobile di piccola cilindrata intraprese il viaggio verso il Sud Italia. La vettura andava spedita e sicura anche perch, era condotta da un modesto autista. Ella, divorava i chilometri come fosse nuova di fabbrica, affront un sali scendi con pendenze e salite davvro impegnative dando da fare sia al motore che allautista! Curve, contro curve e tornanti erano quasi di continuo. Alcuni tratti di strada erano percorribili soltanto a bassa velocit a causa di qualche mezzo pesante che procedeva lentamente. Gli incidenti erano sempre nelle vicinanze dei paesi. (Chiss perch.) Aspromonte Prima di partire alcuni amici ci avevano detto di non attraversare la Calabria e le pendci del monte Aspromonte di sera o di notte perch si potevano fare degli incontri strani. Quali incontri strani si potevano fare? Si chiese Pinu? Comunque: per attraversare quasi tutta la Calabria, ci volle una giornata e fino a sera. Giunti a pochi chilometri da Villa San Giovanni e nei pressi di Scala e Scilla, in una doppia curva subito dopo avere attraversato una lunga e buia galleria satura di fumi e odori strani: gli occhi di Pinu, videro al lato della strada e seminascosti tra un cespuglio e un serbatoio cubico di cemento con una porticina in ferro, presumibilmente, appartenente allacquedotto comunale; tre sagome di persone avvolti da mantelli neri e cappelli. Negli attimi del passaggio ed una distanza di pochi metri, si videro solamente il chiarore del viso e delle mani. Sono rimasti immobili

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come statue. Pinu si chiese. --- Chiss cosa facessero e cosa aspettassero quei tre fantasmi dal colore nero e nelloscurit? ... E, in quel luogo? ... Pens solamente alle parole e consigli datele dai suoi amici e prima della partenza. Suo fratello Mario era distratto e intento a guardare il mare dalla parte destra non accorgendosi affatto di quello che cera a sinistra. Pinu, per non farlo spaventare non disse nulla. Mario si accorse soltanto dallandatura pi veloce della macchina e disse a suo fratello. Come mai acceleri cos? ... Hai paura di arrivare tardi a Villa San Giovanni? ... In quel momento da una scarpata a sinistra dellautista, un branco di cani lupi si avventarono contro la macchina abbaiando come forsennati e correndo per alcune decine di metri dietro lutilitaria. Il viso dei due fratelli cambi di colore e accelerando ancora di pi, si allontanarono, seminando gli affamati inseguitori con addosso molta paura; esclamarono insieme. Porcaccia miseria, che spavento stasera! Intanto sopraggiunsero altre automobili e i due si tranquillizzarono un poco giungendo pi tardi, in prossimit di Villa San Giovanni diretti allimbar-cadero. Acquistato il biglietto, salirono sul traghetto per la Sicilia. Fonte immagine: peppeca ridi2. wordpress.com

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Sul traghetto per la Sicilia Le luci della citt di Messina che si riflettevano chiarissime nel mare dello Stretto, diedero coraggio ai due siciliani che in quel momento, nella mente dei due giovani frullavano sicuramente le parole. Terra nostra ti stiamo venendo a trovare! Alle ore 21, salirono la scala per accedere al ponte superiore del traghetto dove le macchine di ogni tipo trovavano il posto. Dal pontile parcheggio i due fratelli Albanese scesi dalla vettura e incuriositi, andarono verso poppa per vedere entrare le carrozze del treno verso il ventre vuoto della Nave. Un rumore assordante delle ruote e binari di ferro miste allo vociare degli addetti alle manovre, rompevano latmosfera della serata che, per loccasione era veramente bella con laria e temperatura mite. Lodore del mare riempiva le narici e i polmoni dei tanti passeggeri che radunati sul pontile, guardavano con molta attenzione, lentrata del lungo treno dal portellone abbassato della poppa del traghetto San Francesco di Paola. Villa San Giovanni 1960 Traghetto in approdo

Fonte: ferroviesiciliane.it

Tolti gli ormeggi dalle corde di canapa, la nave traghetto si avvi nelle acque del canale di Sicilia o, stretto di Messina dove un altro imbarcadero era pronto ad accogliere il prezioso carico di

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passeggeri, automobili e convoglio ferroviario. Intanto, Pinu e Mario incuriositi e stupiti di quanto hanno visto, guardavano le altre navi in transito; i palazzi che lambivano la lunga riva della citt sempre pi vicini e con i riflessi tuffati in acqua in un alternarsi di luci e colori siciliani. E stata una esperienza bellissima. A sbarco avvnuto e una breve sosta in un bar del lungo mare di Messina per bere un caff e una coca cola, si avviarono per la tortuosa strada statale 113 Messina Palermo. Dopo cinque ore di viaggio notturno e, da un paese allaltro contenti di viaggiare su una macchina FIAT senza problemi di meccanica o incidenti vari; alle ore zero tre dellalba successiva, la celestina 600 targata Aosta, si ferm davanti il portone dellabitazione dei familiari in, Piazza Medici a Polizzi Generosa , Palermo. Il rientro in Valle Dopo due settimane di permanenza a casa, giunse il giorno per il rientro in Valle dAosta che, salutati i familiari e tutti gli amici; caricati i bagagli lequipaggio riprende la via del ritorno. Partiti in una mattina con temperatura molto fresca e presto; si ritrovarono verso sera e prima delloscurit nei pressi del paese di Castrovillari quasi al termine della Calabria. Ricordandosi degli episodi poco simpatici; al primo posto di ristoro con alloggio, decisero di fermarsi per la notte. Mai pi la Calabria venne attraversata in macchina nelloscurita, o di notte. (Allora era cos!! ...) Lindomani mattina e con molto comodo, intrapresero il viaggio e prendere lAutostrada nei pressi di Salerno e per il Nord. Nel primo pomeriggio giunsero al casello di Napoli e il cielo si copr di nuvole, poco pi avanti divennero scuri e minacciosi; allimprovviso si scaten un violento temporale tanto che lacqua negli avvallamenti del piano autostradale si formavano dei piccoli laghi con lacqua alta fino a tre quarti delle ruote.

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Diverse auto come le cinquecento e giardinette rimanevano ferme a causa del carico che portavano. Hanno visto famiglie di 5 o 6 persone con bambini stipati dentro labitacolo, i contadini trasportavano carichi di broccoli e verdura varia con labitacolo e il tetto carichi; anzi: in sopracarico e fuori regolamento. Allora in quel periodo e in quel territorio tutto era alla norma ...(si fa per dire!..) Agli occhi di Pinu nulla sfuggiva delle cose a lui fuori posto o che non si dovevano fare in nessun modo! Era linizio della ripresa economica e del consumismo, le persone sfruttavano al massimo ogni cosa potesse migliorare la loro posizione e tenore di vita. Nei primi anni 60 i contadini, artigiani e piccoli imprenditori erano alleggerite dal carico che regolamentava ogni cosa, ogni mossa e ogni onere fiscale. Lutilitaria con i due fratelli a bordo e il peso non eccessivo, andava avanti bene, solo in alcuni tratti si sentiva battere con forza lacqua sotto la carrozzeria, ma con una marcia bassa e andatura lenta a, zichi zachi (sinistra destra) decisero di non fermarsi sperando che pi avanti, il temporale volgesse al termine. ( E cos stato.) Superata la Campania, il Lazio, la Toscana , la Lombardia e il Piemonte, misero piede in territorio Valdostano e finalmente a tarda notte, giunsero a casa. Stanchi si ma contenti. La citt di Torino La citt di Torino prima della massiccia invasione degli operai meridionali era una citt vivibile sotto tutti i punti di vista. Dopo Milano, era il luogo che assicurava lavoro e benessere a chiunque, dal paese di Pinu numerosi furono i giovani e le famiglie trasferitesi nella citt dellautomobile. Ricorda negli anni precedenti alla sua partenza, che sentiva dire sovente al bar o in piazza queste parole. Allura pronti siti pa partenza?.. Unni iti a Turino na fabbrica da fit?... (Allora siete pronti per la partenza? Dove andate nella fabbrica della FIAT ?)

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Torino, era la citt prediletta per giovani apprendisti pasticceri. Perch in essa esistevano numerose pasticcerie di qualit. Con la macchina a disposizione Pinu e i suoi colleghi e amici pi stretti, si recavano sovente nel capoluogo piemontese mettendosi alla ricerca delle varie vetrine del dolce e del cioccolato. In esse, nei periodi pr festivi erano esposti delle vere e proprie opere darte dolciaria. La fantasia dei pasticceri piemontesi era assai varia e fantasiosa. I disegni e le decorazioni sopra le torte facevano ricordare ai clienti, il senso della festa imminente. Torino Porta Palazzo

Fonte:urbanfile.it
Il giorno di riposo tutti daccordo si partiva il mattino presto e giungere in un posteggio nella grande piazza del mercato generale di Porta Palazzo dopo una frettolosa colazione a base di croissantis ( brioscine ricurve a forma di cornetti con un poco di marmellata nel centro) un caff o un cappuccino completava la colazione e subito dopo, andare alla ricerca delle pasticcerie.

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Pinu registrava ogni cosa e in particolar modo, i disegni sopra le torte; al rientro a casa, li disegnava con i pastelli colorati e prima di andare a dormire. Egli; aspettava solo il momento giusto per disegnarle quando il capo pasticcere o lamico Gino le davano il compito della decorazione sopra le torte in laboratorio. A volte, i colleghi rimanevano a bocca aperta nel rivedere la somiglianza a quelle torte che avevano visto tempo addietro e in qualche vetrina di Torino. Con quel stratagemma e memoria, il siciliano era tenuto un poco in considerazione, (Vi pare poco? ...) E Si, lui era convinto che la sua formula di apprendimento, servisse anche a migliorare la sua professione. Prima del ritorno in valle, era consuetudine fare una sosta in corso Giulio Cesare, e in uno dei svariati ristoranti piemontesi per gustare alcune delle pietanze con limmancabile bollito misto e salsina verde.

La Pasticceria Tamborini dal 1812 a due passi da piazza Castello, nel cuore storico di Torino.

Fonte: pasticceriatamborini.it

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Cosa assai gradevole era quello dellomaggio di un piccolo sacchetto, con 4 gianduiotti allinterno (cioccolatino con pasta nocciola a forma trapezoidale, vera specialit esclusiva di Torino) da parte del gestore ai clienti che pranzavano o cenavano in quel locale. Ringraziandosi a vicenda; i pasticceri aostani si avviavano lungo il corso Giulio Cesare dove al termine di esso, iniziava lAutostrada Torino Quincinetto alle porte della Valle dAosta e, a casa. La citt di Torino degli anni 60, era veramente tranquilla, sicura e molto interessante. I loro grandi palazzi rinascimentali e di stili vari con molte decorazioni in Barocco; e con i ponti rivestiti in marmo e pietre bianche che permettevano il collegamento da un corso a laltro: erano veramente da ammirare. (E quello che hanno fatto gli occhi di Pinu quando si recava nel capoluogo piemontese.) La visita in piazza San Carlo, il parco del Valentino con il suo borgo medievale e le acque tranquille del fiume Po, sono state le mete preferite del pasticcere siciliano. (Un ricordo indimenticabile!!) Il lavoro nella industria dolciaria aostana prosegu per alcuni anni. Mario ritorna a Polizzi 1965 Suo fratello Mario decise di ritornarsene a Polizzi ed aprire una sua attivit di decoratore edile. Intanto la sua fidanzata Pina, (ragazza molto bella e gentile) da anni residente in Germania, lo assecond sposandosi poco dopo il loro ritorno. Pinu a Courmayeur Pinu conobbe diverse persone e amici; finch un giorno fu avvicinato da uno dei titolari di una pasticceria a Courmayeur (paese turistico proprio sotto il Monte Bianco) promettendo un lavoro sicuro a tempo indeterminato nel loro laboratorio.

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Veduta di Courmayeur (itsportmontagna.it)

Poich, essendosi impadronito del lavoro industriale nella fabbrica dolciaria in Aosta; le piaciuta lidea di lavorare in un laboratorio piccolo e dove poteva mettere in pratica, quasi tutta lesperienza acquisita e affinarsi nella pasticceria mignon con le svariate torte da proporre.

Giuseppe Saragat, quinto Presidente della Repubblica Italiana (dal 29 dicembre 1964 al 29 dicembre 1971) in Valle dAosta con i tre nipotini. Fonte: fondazionesaragat.it

Le disse Renzo, uno dei titolari. --- Che a Courmayeur nel periodo estivo e quello invernale, era frequentato da personaggi di ogni

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genere anche politici, come il Presidente della Repubblica Saragat ecc. Personaggi del cinema e spettacolo nonch Signori dellindustria, commerci e spedizioni. Dopo una settimana di meditazione, Pinu decise di licenziarsi dal grande laboratorio e trasferirsi nella nuova pasticceria di Courmayeur. Il nome di Pinu era gia conosciuto sia nellambiente dolciario che in quello artistico. Dopo diversi mesi a Courmayeur conobbe il titolare della pasticceria Caprice poco distante da quella in cui lavorava. Essa era pi qualificata e con un bar dove la sera con la musica di un Jukebox (fonte immagine: donebete.splinder.com) era il ritrovo dei ragazzi e ragazze, e dove si potevano fare dei balli dando occasione di innamorarsi e successivamente anche di sposarsi. I clienti di quel esercizio erano davvro tanti e variegati.La produzione dei pasticcini e torte erano allavanguardia poich, i pasticceri provenivano per le stagioni, dalle citt di Torino e Milano. Essi portarono novit e qualit eccellente; tanto che Pinu si innamor fortemente decidendo immediatamente: di esaudire la proposta del titolare Signor Leonardo. Il trasferimento nella nuova pasticceria avvnne pochi giorni dopo il licenziamento dalla prima. Il laboratorio era confinante con il negozio. Una finestra rettangolare con vetri, separava la strada centrale del paese. Nei periodi festivi e stagionali la via pullulava di presenze, tanto: che alcuni passanti si fermavano e guardavano i pasticceri intenti alla produzione. Il Signor Leonardo cap subito il valore professionale del nuovo arrivato.

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Dopo 15 giorni di dimostrazione Pinu venne assunto a tempo indeterminato con vitto alloggio stipendio maggiorato e, la responsabilit del laboratorio . Una bella soddisfazione, non vi pare? La nuova auto Alcuni mesi dopo, cambi la Fiat 600 con una Renault R8 di colore blu cobalto. Per quasi un anno lavor come un forsennato simile al lavoro forzato, non sottomesso da nessuno ma solamente per puro piacere di mettere in opera tutto quello che sapeva fare e appreso con molto interesse.

Perfezion il procedimento del gelato artigianale che faceva il Signor Leonardo. Un gelato a freddo e un poco sciablo cio senza corpo e dai gusti delle polveri liofilizzate. Pinu sugger una nuova linea, quel-la di fare bollire il latte con aggiunta di un pizzico di vaniglia una foglia di cannella Silon Pregiatissima e proveniente dallisola di Sumatra con dei tuorli di uova per i gelati alle creme.

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Invece per i gelati alla frutta sciroppo di zucchero cotto a 45 gradi e passate di vari frutti di stagione con un pizzico di addenzante naturale e vegetale in polvere. La diversit del prodotto fu notata da tutti i clienti abitu; invece per i passanti e turisti tutto andava bene. Il titolare not lincremento degli incassi giornalieri e festivi pi alti di quelli dellAnno precedente; era un uomo contento e soddisfatto. Durante la giornata trascorreva diverse ore assai volentieri accanto al nuovo pasticcere, lo guardava incuriosito durante i svariati procedimenti lavorativi. Nei suoi occhi si notavano segni di gioia e contentezza. Tra i due si consolid una reciproca stima e rispetto con sincera amicizia. Unaltra bella soddisfazione. Episodio positivo, che si aggiunse a quelli avvnuti precedentemente, arricchendo il paniere delle belle azioni in campo lavorativo e, umano. Ricorda Pinu! Che i giorni di maggiore lavoro furono i sabati e le Domeniche; ancora di pi, nelle festivit importanti. Tutti i sabati venivano preparati diverse torte alla crema, crostate alla frutta, pasticcini alla crema e chantilly alla panna montata. Le torte venivano decorate e disegnate a seconda della ricorrenza o festivit. Otto marzo 1966 Lotto marzo del 1966 Pinu volle dedicare la decorazione sopra le torte, alla donna: alla donna di casa e cio, a torte farcite pos sopra un quadrato di pasta di mandorle frangettato ai lati come fosse un tappeto in miniatura e, con al centro un tavolino da cucina a 4 piedi e un copri tavolo color rosa ricavato da pasta di mandorle e cioccolato fondente; ai 4 lati quattro sedioline anchesse della stessa pasta alte 10 centimetri e in proporzione adeguata al tavolo. Sopra, un piccolo piatto con dentro una piccola anforetta o, Boccle e sopra i tavoli dei fiorellini di mimosa realizzati in crema . Un soggetto indicato alla donna. La commessa addetta alla vendita ma, di poca cultura dolciaria stent a esporre in vetrina le torte perch secondo lei; erano delicate per essere incartate, qualora si vendessero.

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Con ordine perentorio del titolare le torte furono esposte alle ore nove di Domenica e ammirate da ogni passante che si fermava davanti la vetrina. I commercianti della via centrale di Courmayeur; in particolar modo: le donne! Fecero la spola per vedere le torte, ed entrare dentro la pasticceria e fere i complimenti al pasticcere. Alle ore 12 e, alluscita della Messa; le torte che la commessa non voleva esporle e non incartarle. Furono vendute tutte. Mentre i clienti che abitavano vicino la pasticceria; se le portarono a casa senza incarto, fieri di avere comperato un dolce dedicato alle donne e, con una decorazione appropriata. Nel laboratorio per diversi mesi regn una completa armonia. I collaboratori e il personale tutto, erano estasiati e orgogliosi di lavorare nella bar pasticceria dove i clienti! Approvavano la nuova qualit e bont dei prodotti dolciari. I quattro ragazzi aiutanti si prodigavano e accettavano i sani consigli dati dal pasticcere Pinu. Perch erano certi e sicuri nel realizzare i pasticcini senza margini di errori. Soprattutto, non hanno mai sentito alzare la voce o, offendere volgarmente gli aiutanti. Pinu, era per loro un esempio da rispettare perch lui a sua volta rispettava loro! In tutti i posti di lavoro quasi sempre regnava invidia, gelosia, cattiveria e gerarcha. Tutto questo nel laboratorio caprice di Courmayeur era sconosciuto; grazie alla comprensione ed esperienza del loro capo. Qualit acquisita negli anni di contatto lavorativo con i suoi bravi Maestri e nei vari laboratori della Valle dAosta. Le disse un giorno prima della partenza per unaltra pasticceria un suo aiutante. --- Ecco, vado via a lavorare altrove con la speranza di trovare un collega bravo , umile ed educato come te; e di lavorare in un clima umano come il tuo. -- Grazie Pino. Si strinsero la mano e con gli occhi umidi, i due si salutarono da veri amici. Quello in partenza aveva i segni in viso,di un operaio che lascia mal volentieri il posto di lavoro dove trov stima affetto e professionalit.

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I favolosi anni sessanta Gli anni sessanta furono per la Valle dAosta, un periodo in continua ascesa turistica ed economica. Grazie alla lungimiranza dei bravi politici che amministrarono quel periodo con onore amore per il territorio e interesse per il turismo. Landamento economico miglior di anno in anno. I posti di lavoro diminuivano nelle fabbriche ma, aumentava nel turismo. Quasi ogni paese aveva a disposizione numerosi posti letto negli alberghi e pensioni. I luoghi di maggiore interesse turistico come Courmayeur, Cogne, Aosta e Saint Vincent pullulavano di alberghi e ristoranti. La clientela di Elit e non, assicurava le presenze in ogni luogo della Valle e durante i periodi estivi e invernali. Molto conosciuto Pinu nel paese dellAlta Valle, ebbe loccasione di incontrare e conoscere diversi personaggi del Mondo della medicina, della politica, del cinema e dellimprenditoria italiana. Conobbe anche, alcuni dei maggiori Chef dellarte culinaria operanti nei pi importanti HOTEL e Ristoranti della Valle dAosta con alcuni dei Docenti della scuola alberghiera di: Chatillon Saint Vincent: Insomma!.. Il pasticcere siculo,non fu un operaio qualunque; ma un operaio alla ricerca della innovazione e socializzazione con il difficile mondo che lo circond. Avendo per, arguzia senso di adattamento e rispetto verso tutto e tutti. Lavor, lavor tanto: volle leggere per conoscere la storia, gli usi e costumi della terra dai grandi monti innevati che scelse per tutta la vita, affezionandosi sempre di pi, ammirandola e visitandola in ogni luogo e in ogni valle laterale e centrale. I tempi della pittura Era costantemente, alla ricerca del piccolo paese, del borgo, delle case e casolari di campagna eretti in pietra a vista ad intonaco bianco o colorato , e con delle mezze facciate in legno di larice ricavato dai tronchi omonimi.

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Questi luoghi lo facevano riflettere, pensare, commuovere e registrarli nella mente per un domani, andarli a ritrovare e immortalarli sulle tele. Oppu-re, usare il metodo dei pittori di un tempo e cio; immedesimarsi fotografi senza la macchina fotografica, e, ricreare visionando la memoria; quel villaggio o scorcio pittorico, trasferendolo e disegnandolo su tela, nelle serate invernali o mentre nevica allesterno e vicino alla stufa a legna o cherosene. Pinu, nella sua macchina teneva sempre il cavalletto e la cassetta dei pennelli e colori. Quando aveva tempo, partiva in cerca di paesaggi o scorci pittorici. Sceglieva una zona e il posto adatto secondo il suo punto di vista e di prospettiva. In genere impiegava tre sedute, una per il disegno a matita o carboncino, la seconda il giorno dopo per stendere i colori a macchia, e la terza per il completamento. Le ore ottimali erano quelle del tardo pomeriggio e quando cerano le ombre pi accentuate e lunghe. Le sedute dovevano iniziare e finire alle stesse ore, il tempo necessario era di circa due ore; ore intense e meditate, guardando il soggetto una infinit di volte ed a occhi socchiusi. Metodo insegnato dal suo Maestro Martino Martini. Il Maestro Martino Martini Un giorno e in una seduta congiunta in localit Planaval di La Salle, Pinu chiese al Maestro: Maestro perch socchiude sempre le palpebre quando guarda il soggetto?

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Il Maestro rispose: Perch si attenua la luce che irraggia lo spazio, dando alle tinte quel colore non troppo caldo e marcato. Grazie Maestro, questo non lo sapevo. Il Maestro Martino Martini lo conobbe, parlando con il Signor Carlo Plassi di Pr Saint Didier, grande conoscitore e critico dArte, ricco di gentilezze e altruismo. Martino Martini, nato a Piacenza nel 1891, giovanissimo al Gazzola fu allievo (1902-1906) di Stefano Bruzzi, per la figura, e dell'Arch. Camillo Guidotti per l'ornato. Da giovane si trasfer in Francia per lavorare come decoratore e intagliatore mobiliere. Si avvicin nella famosa zona degli Artisti di Mont Martre conoscendo diversi artisti post impressionismo. Lavor e frequent gli atelier di famosi pittori.

In particolar modo, un uomo valdostano molto democratico, che sapeva comprendere e trovare le parole giuste in ogni circostanza una persona si venisse a trovare. Educato e rispettoso, da ragazzo frequent gli studi nei collegi svizzeri tra Losanna e Ginevra. Conoscitore di molti Artisti del pennello e della scultura. Professori e Dottori della medicina e chirurgia italiani e stranieri. Collezionista di molte opere dArte, anche due quadri ad olio, donati dal sottoscritto come riconoscenza e aiuto datole, nel momento di aiuto e sconforto, annoverano il suo collezionismo. (Grazie Signor Carlo Plassi.) Egli era assiduo cliente della pasticceria Caprice in Courmayeur; e grazie al Signor Leonardo Pinu venne a conoscere il Nobile uomo dandogli, buoni e utili consigli riguardo allArte pittorica.

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Un pomeriggio del mese di giugno 1967 giorno di riposo, venne il Signor Carlo in pasticceria a comperare dei pasticcini alla crema e panna montata. Con il pacchetto in mano si present assieme al titolare nello studiolo in mansarda dove Pinu, stava terminando un bozzetto pittorico con natura morta. Sapendo dal titolare, che il suo pasticcere era innamorato dellArte pittorica, e che disegnava molto bene. Dopo aver visionato alcuni bozzetti e la tela sopra il cavalletto le proposero se, voleva conoscere un pittore bravo, che in quel periodo trascorreva le ferie in un villaggio della Valdigne, (territorio dellalta Valle dAosta) e, precisamente al Roiars borgo di Fosseret nel Comune di Morgex. Dopo trenta minuti di strade varie di montagna, in parte attraversate nel bosco con grandi alberi di pini e larici e con un torrente tumultuoso, valicato da un ponte in tronchi e tavolato. Poco dopo; un pittoresco villaggio si present agli occhi di Pinu. In un casolare di questi, abita il Maestro che ti far conoscere le disse il Signor Carlo - e se vuoi chiederle se ti da delle lezioni di pittura utile, al tuo perfezionamento. Certo! Le rispose Pinu. Una proposta e una conoscenza cos interessante non la lascio sfuggire. (E stato come una stella lucente caduta dal Cielo) proprio davanti i piedi intenti nel cammino in un sentiero artistico tanto desiderato; ma tanto lontano nel potersi realizzare. Invece!! Il Maestro si promise di insegnare e impartire lezioni ad un allievo vero, e presentato dal suo amico Plassi. Successivamente e durante le lezioni avvnute in un pomeriggio settimanalmente; il Maestro Martini spieg e raccont molte cose, di vita e di arte. Quelle parole cos sapienti e interessanti, le avrebbe voluto sentire quando era pi giovane e iper curioso di sapere. Ma, la provvidenza ricca di intelletto, prima o poi,si fa viva. Disponibile ad essere inserita nella memoria di quella grigia materia misteriosissima, racchiusa nel cranio umano.

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La tecnica dellImpressionismo stata quella a cui il Maestro Martini, lo accattiv convincendolo a proseguirla durante il suo cammino artistico, fino alla fine.

Impressionismo L'Impressionismo un movimento artistico nato in Francia nella seconda met dell'Ottocento e durato fino ai primi anni del Novecento. La prima manifestazione ufficiale si tenne il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar, alla quale parteciparono Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Paul Czanne, Camille Pissarro, Felix Bracquemond, Jean-Baptiste Guillaumin e l'unica donna Berthe Morisot. Caratteristiche della pittura impressionista sono i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che fissano sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore viene usato in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu pi scuro o del marrone (Da: it.wikipedia.org) Impressionisti Gli impressionisti dipingevano all'aperto con il cavalletto portatile, con una tecnica rapida che permetteva di completare l'opera in poche ore. Volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce. Lo studio dal vero del cielo, dell'atmosfera, delle acque, riduce il lavoro al chiuso dellatelier. Lo sfondo, il paesaggio, non qualcosa di aggiunto, ma avvolge le figure. Oggetti e persone sono trattati con la stessa pennellata ampia e decisa. Da: it.wikipedia.org

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In una stanza che fungeva da magazzino nella casa paterna di Piacenza, una modesta quantit di opere da lui realizzate, aspettavano il giorno dellinaugurazione della mostra antologica che la Scuola dArte e il Comune di Piacenza le avevano promesso. Cosa a cui mantennero. Le pareti di due grandi sale, ospitarono le opere, esposte al pubblico per un mese consecutivo, furono ammirate da numerose persone e artisti della citt; nonch, dalla vicina Milano. Dominarono assieme i paesaggi della Valle dAosta con le sue praterie animate da mucche al pascolo, le nature morte con soggetti vari e umili angoli di case vecchie di un tempo che fu. Non mancarono i ritratti di personaggi a lui cari come suo pap, sua mamma e gli immancabili visi di pastori e montanari della sua bella Valle dAosta. Molto colto, intelligente e umano; era un grande osservatore di questo Mondo pieno di Santi e diavoli, buoni e cattivi, intelligenti e non. Passare al setaccio virtuale le persone Durante una ennesima lezione, consigli al suo allievo di come poter stare nella societ in modo corretto e fiero, senza pregiudizi e cattiveria. Consigli di fare come i contadini di un tempo; e cio: passare al setaccio a maglie larghe, le persone che incontri. Come i contadini quando separavano i semi dalle impurit del terreno, facendoli passare per il setaccio; mentre noi; diceva: Dobbiamo passare al setaccio virtuale le persone. Quelle buone e meritevoli, restano sopra le maglie del setaccio e quelli non buoni passano dai buchi di esso. Pinu le disse incuriosito: Ma, veramente vero? Il Maestro: Si che vero; verissimo! ... e aggiunse: frutto della mia esperienza di vita! Pinu: Grazie Maestro, cercher di stare attento nei limiti del possibile, si intende!

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Nel periodo delle sue ferie nel Comune di Morgex, il Maestro Martino dipingeva angoli pittoreschi nei dintorni e nature morte in studio. Essendo molto anziano e sprovvisto di patente e auto, non poteva spostarsi altrove, allora il suo allievo e tempo permettendo, lo portava in giro per la Valdigne e, immancabilmente; lui, trovava il posto adatto e la visione del paesaggio da dipingere. Vedi? Questo pu essere un soggetto da immortalare su tela. Basta saperlo vedere non ti pare? Pinu: E gi. Saperlo vedere! Non facile. Il pittore e lartista Un pomeriggio di una lezione con natura morta preparata sul davanzale di una vecchia finestra con due brocche di argilla, un piatto vecchio di legno con una mela dal colore giallo chiaro macchiata di rosso carminio posata al lato delle brocche e, con la luce e lombra naturale che entrava dai vetri; ebbe inizio il disegno rigorosamente fatto in carboncino. Pinu domand al Maestro: Maestro dove la differenza tra un comune pittore e un artista? Risposta: Il pittore dipinge per passione e denaro convinto di sapere tutto. Mentre lartista dipinge quando si sente pronto e convinto di realizzare quella determinata opera. Egli vede finita lopera secondo la sua veduta, sensibilit e amore per il bello. Solo allora disegna, ridisegna, abbozza, cancella, raschia il colore gi messo insomma; deve avvenire la digestione del soggetto e quello che lui vuole esprimere con i colori e fantasia. Convinto di tutto ci, trova la tinta giusta per il cielo, le montagne, i prati , gli alberi, i casolari e i personaggi da mettere al posto giusto; e, se si trova nel periodo autunnale con una infinit di tinte cangianti ora caldi ora freddi e con alcune sfumature.

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Allora si , che carica il pennello di colori mescolandoli finch trova la gradazione giusta. Solo allora trasferisce su tela la sua magica porzione di colore. A volte si dispera perch qualcosa non cammina secondo le sue visioni. Altre volte, cerca invano la perfezione; quella perfezione che nelluomo lontanamente vicina. Continu a dire: Il vero artista, per non si arrende facilmente; ci riprova, ed ecco che allimprovviso scarica vibrosi colpi di pennelli carichi di colori creando quelle luci e ombre con dei luminosi lumi dando allopera, veridicit e bellezza in un turbinio di pennellate disordinate e spezzettate come richiesta dalla pittura impressionistica portata alla gloria, dai grandi Maestri francesi come Renoir, Mont, Sezan ecc. ecc. Il viaggio a Piacenza Dopo circa due anni di vera amicizia artistica e umana. Il Maestro chiese al suo allievo se; lo portava nella sua citt rimanendo li, a casa dei fratelli per tre giorni e due notti per visitare alcuni posti dove trascorse la sua giovent e fare vedere alcune delle opere darte esistenti a Piacenza; compreso il suo portone in legno di rovere finemente scolpito. Infatti la prima visita fu, nel corso principale dove numerose banche avevano la dimora. Una di questa, aveva il suo portone a due ante aperto, lo riconobbe subito e guardandolo intensamente disse al suo allievo: Ecco, dopo 50 anni rivedo volentieri, il mio lavoro di intagliatore e scultore. Allora avevo 27 anni e aiutavo mio padre valente artigiano ed ebanista, specializzato in citt per le sue costruzioni in legno; mentre io mi dedicavo ai lavori di intaglio e scultura, avendo frequentato la scuola dArte. Salut il Direttore dicendo che quel portone lo aveva scolpito lui. Dopo poche parole si recarono in un bar vicino gustando un ottimo caff offerto dal gentile Direttore. Visitarono alcune opere dentro le Chiese pi importanti e la famosa Piazza Cavalli.

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Piacenza, piazza Cavalli

www.comune.piacenza.it/benvenuti/galleria/index.asp

Dalla stessa, partiva una via non molto larga, che pullulava di negozi e trattorie. Si ferm di colpo davanti la porta dentrata con al lato, una botte da vino vuota con un cartello sopra scritto, Osteria degli Artisti. Esclam e disse: Per la miseria, oggi 1968, dopo mezzo secolo, mi siedo allinterno dove da giovane venivo sovente e mangiare languilla in carpione. Lallievo rispose: Per dindirindina Maestro, chieda se i gestori sono dei familiari di quelli che ha conosciuto lei tantissimo tempo fa. Erano dei nipoti. Intanto: si avvicin lora del pranzo e i due pittori si sedettero e consumarono un antipasto di salumi piacentini, cappelletti in brodo di gallina, anguilla alla griglia accompagnata da spinaci al burro e purea di patate. Da bere una bottiglia di vino rosso consigliata dal gestore ricavato dai vigneti piacentini. Usciti dalla trattoria alle 15 e 30 e incamminandosi per la lunga via, il Maestro si ferm in uno dei tanti negozi di attrezzatura per pittori e scultori, e comper alcuni pennelli e tubetti di colori olandesi marcati Rembrandt (famoso pittore olandese) dicendo al suo allievo: Io, i colori li prendo sempre in questo negozio perch ha questa marca e sono i migliori in commercio.

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E, in quella occasione anche Pinu comper diversi colori pennelli e tele. Rivolgendosi al Maestro le disse: Veramente Maestro Martini, nei negozi di Aosta si trovano soltanto le marche di Maimeri e di Thales e, in formato medio piccolo. Il Maestro: Ma questi che ho preso io, sono apposta per i professionisti e la resa dei colori per comporre le tinte migliore. Ti consiglio di prenderli sempre con la marca Rembrandt. Trascorsi i tre giorni nella sua citt, il viso del Maestro era pi sereno, pi gioioso, si leggeva nei suoi occhi, la felicit e la contentezza, soddisfatto, fino al settimo cielo di avere salutato i suoi parenti e, di avere fatto conoscere alcune delle opere dArte della citt di Piacenza e i suoi quadri in magazzino, pronti per la mostra. Tornati in Valle dAosta si riprese la solita vita. Il Sessantotto Nel 1968 quasi tutti i paesi del mondo occidentale furono attraversati da grandi movimenti di massa socialmente disomogenei (studenti, operai, gruppi etnici minoritari), che con la loro carica contestativa sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della societ. Il Sessantotto si sviluppa con le proteste alla Columbia University NYC, USA, passa attraverso lillusione della Primavera di Praga e raggiunge la sua massima espansione col Maggio Francese. Periodo instabile ed esplosivo Secondo lo storico Jeffrey Meyers, le proteste "hanno avuto luogo durante un periodo instabile e spesso esplosivo nella storia americana: tra il Free Speech Movement di Berkeley (settembre 1964) e la rivolta studentesca a Parigi (maggio 1968), tra l'assassinio di Martin Luther King in Memphis (4 aprile 1968) e di Robert Kennedy a Los Angeles (5 giugno 1968), tra la Marcia sul Pentagono (ottobre 1967) e le proteste sanguinose alla Convention Democratica di Chicago (agosto 1968), tra l'Offensiva del Tet (febbraio 1968) e il massacro di My Lai (marzo 1968), e la crescente protesta contro la guerra in Vietnam".

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Proteste alla Columbia Il 23 aprile 1968, gli studenti di sinistra occupano sedi della Columbia University in NYC, USA, e iniziano uno sciopero di protesta contro le politiche e la gestione universitaria. Dopo otto giorni lintervento della polizia alloccupazione (Fonte immagine: modkraft.dk). Primavera di Praga Periodo di liberalizzazione in Cecoslovacchia dal gennaio allagosto 1968. Terminato con la repressione militare da parte delle forze della Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. (Fonte immagine): mente critica.net mette fine

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Maggio Francese Insieme dei movimenti di rivolta del maggio-giugno 1968 in Francia contro il potere gollista allora dominante. Scatenati dalla rivolta della giovent studentesca di Parigi si estesero al mondo operaio e alla intera nazione (Immagine da:undo.net). Proteste in Italia Contestazione generale contro il principio della autorit. Gli studenti contestavano i pregiudizi dei professori, della cultura ufficiale e del sistema scolastico classista e obsoleto. Gli operai rifiutavano l'organizzazione fordista del lavoro in fabbrica (Fonte immagine: milano.corriere.it)

Delfina Oramai; il maestro Martini si era stabilito nel villaggio di Fosseret e sposatosi a quasi 80 anni con la sua compagna Delfina, una donna altrettanto carina e gentile; conosciuta a Parigi dove lavorava in un bar bistrout nel centro citt frequentato da numerosi artisti e turisti. Raccont al suo allievo come conobbe tanti anni fa, la Delfina in Francia. Un pomeriggio di domenica lui era seduto con altri pittori ad un tavolo sorseggiando una bibita e parlando tra di loro. Lei stava

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servendo ai tavoli quando un ragazzo francese assalito dai fumi dellalcool, importun la cameriera mettendoci le mani addosso; perch era italiana; secondo lui, poteva permettersi di toccarla infierendo parole sconce. Di tutti i clienti che erano nel locale, non si alz nessuno per difendere la cameriera: si alz soltanto, Martino Martini, italiano come lei; che con forza e decisione, allontan di brutto il molestatore. Da quel giorno in poi, i due divennero amici frequentandosi assiduamente fino alla convivenza e fino al giorno della loro morte avvnuta dopo circa 50 anni di serena unione. La morte del Maestro Martini Nel 1975 alla bella et di 83 anni, una infezione renale lo colp seriamente. Volle essere ricoverato nellospedale della sua citt. Trenta giorni di permanenza nel nosocomio di Piacenza tra un accertamento e laltro; una notte del mese di novembre con un manto leggero di nebbia che avvolgeva le campagne vicino lospedale. Nella stanza riservata ed, al capezzale la sua Delfina che non lo lasci solo neanche un istante per tutto il tempo del ricovero. Ella,stringendo le mani dellArtista alle sue, vide gli occhi di lui che la guardava per lultima volta, con le palpebre socchiuse; come quando guardava il paesaggio da dipingere. In quel preciso istante; la sua Anima volava verso quel cielo sempre azzurro chiaro, dove ; sicuramente, prese il cammino in quella via Argentata che conduce in Paradiso. Finalmente: lAnima del Maestro si trover a tu per tu, con gli Angeli e Cherubini dai visi belli e paffutelli che lui amava tanto e che ammirava molto, quando si recava nelle Chiese per studiare le sculture marmoree. La notizia arriv al suo allievo Pinu, il giorno dopo il decesso. Fu presente al funerale che si celebr nella Chiesa vicino casa sua. Quella Chiesa importante dove si recava per ammirare le svariate statue di Santi e opere dArte di un certo valore artistico. Il Parroco celebrante era anziano e conoscitore del Maestro Martini. La Chiesa era gremita di persone, parenti, amici, e

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artisti vari ; il Parroco nella sua Omelia, disse parole molto sentite e affettuose. Valorizz lAnima buona della persona e dellArtista. Diversi fazzoletti asciugarono le lacrime che inevitabilmente uscirono dagli occhi dei partecipanti. Anche il suo allievo non resistette alle lacrime. Alla fine della messa un lungo applauso si lev dal pubblico in segno di estremo saluto e rispetto verso il defunto. Accompagnato nel grande Cimitero, il feretro fu deposto piano, accanto i suoi familiari in quella tomba dal fondo buio schiarito per ... dalla presenza gloriosa del corpo senza vita di un uomo Eccelso. Addio Maestro, il tuo allievo ti penser sempre!

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MARTINO MARTINI Nel 1983 nelle sale degli Amici dell'Arte di Piacenza fu organizzata un'imponente antologica che document le fasi salienti della attivit di Martino Martini. Uomo cortese, amabilissimo, fu un solitario, sincero fino all'insolenza, leale fino allo scrupolo; fu un classico, un petit matre per il quale l'arte fu sincerit e sacrificio, non girandola di polemiche. Da: F. Arisi, Martino Martini, Piacenza, Associazione Amici dell'arte, 1983.

Martino Martini, Paesaggio,Olio su compensato cm. 47x32 Fonte: www2.provincia.pc.it/lipi/pag_art/maetini.htm

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Lamour

33189882.jpg, camping.de

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La selvaggia Val Ferrt come Cupido Caff alla Valdostana nella Coppa dellAmicizia Annamaria era il suo nome. Il Matrimonio - Settembre 1969 Hotel per voyeur Bella Napoli Imbarco sul traghetto Santo Stefano di Camastra Cefal Arrivo a Polizzi Generosa Ritorno in Valle dAosta

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La selvaggia Val Ferrt come Cupido Trascorsero alcuni mesi di lavoro presso la pasticceria e bar Caprice di Courmayeur, e nel mese di giugno 1968 i vari negozi e attivit varie, assumevano del personale per la stagione estiva che era di tre mesi Un numero considerevole di presenze erano di ragazzi e ragazze dei paese valdostani, mentre altri provenivano da fuori Valle. Nel luogo dove lavorava Pinu, ne sono state assunte quattro, tre neo diplomate e un barista di Torino. Probabilmente anche lui con un titolo di studio in tasca. Le tre ragazze erano del paese di Morgx; Annamaria, Gabriella e Monica, brave , volenterose e belle ... In possesso delle lingue Francese, Inglese, francoprovenal valdtain (Patois), e Italiano molto corretto. Qualit linguistica richiesta, perch nellAlta Valle soggiornavano diversi turisti Francesi, Inglesi e personaggi Italiani di elevata cultura. Il pasticcere lavorando assieme al personale ebbe modo di conoscere e apprezzare le qualit di ognuna delle collaboratrici. Rifugio ElenaVal Ferret

Rifugio Elena 2011 Massimo Martini, inalto.org Avendo conosciuto diverse ragazze negli anni passati e nei luoghi lavorativi, Pinu non si era mai pronunciato o, dichiarato la parola: amore con nessuna delle conoscenti e amiche. (Anche perch

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ancora! Non si sentiva maturo per una unione sentimentale.) Ma! ... In quei tre mesi gli sguardi e le attenzioni del pasticcere sono state in prevalenza: per la commessa di Morgx Annamaria ... In Lei aveva notato e costatato, quelle peculiarit consone alla sua educazione e personalit, molto equilibrata. Terminato il periodo lavorativo del 30 di Agosto, il Signor Leonardo invit tutto il personale della sua azienda ad una cena. Scopo del ritrovo stato quello del ringraziamento; evidenziando anche: la proficua e onesta collaborazione lavorativa (E,questo mi pare giusto, no?) La Val Ferret vista dal Rifugio Elena

Fonte: vdaoutdoor.it Un tardo pomeriggio di luned della prima settimana di Settembre ci recammo nella selvaggia Val Ferrt ( cos era chiamata allora dai valligiani e turisti) per il suo aspetto di bellezza selvaggia. Essa: per nove mesi allAnno rimaneva sola e non abitata dai valligiani. Pericolosa dinverno a causa delle numerose valanghe

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che scendevano da altezze elevate causando danni ai boschi e alla vegetazione alpina. La Val Ferrt incastonata tra i monti della catena del Monte Bianco. Il fondo valle, verso Nord, sbarrato da una montagna nuda e senza alberi, dove un valico alpino e un rifugio chiamato Elena permetteva e permette ancora oggi di entrare nel territorio Svizzero. Lentrata nella piccola valle avviene subito dopo il villaggio di Entrves incontrando i borghi di La Palud Planpincieux e , in un grande pianoro le case e casolari di La Vachey. Ai lati i magnifici monti sempre innevati del Grandes Jorasses e Mont Dolent. Grandes Jorasses, Mont Dolent dal Mont Brl

Autore mariaM, sito: panoramio.com Il ristorante era ubicato e costruito di recente con pochi muri in pietra e tanto legno di Larice tagliato nei boschi vicini. Su un pianoro chiamato Pr Sec e diviso in due dal torrente Ferrt, scorreva la tranquilla acqua proveniente dai ghiacciai sovrastanti la catena del Monte Bianco.

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Era gi, nellimbrunire quando ci sedemmo in un lungo tavolo di larice con attorno della panche con spalliera di tipo montanaro. Nel centro una stufa a legna riscaldava la sala da pranzo. La comitiva del Signor Leonardo, dopo avere preso un delicato aperitivo aromatizzato da erbe alpine e pezzetti di focaccia calda al formaggio, si accomod nel tavolo in attesa di gustare le pietanze. Val Ferret, Valle dAosta

Fonte: montagneinvalledaosta.com Caff alla Valdostana nella Coppa dellAmicizia Intanto un profumino di cucina casereccia usciva dalla porta confinante alla sala. Tutti eravamo ad assaporare virtualmente

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con le narici aperti al massimo quello che potevano essere i bocconi prelibati. Sul tavolo erano gi pronte quattro bottiglie di vino delle Langhe; barbera vivace. Lacqua era in due caraffe di vetro riempite al momento dal rubinetto di legno improvvisato alla bocca di una sorgente vicino casa. Lacqua era fredda e una limpidezza come il puro diamante; prerogativa attribuita solamente alle acque di sorgenti che scorrono nei meandri bui delle montagne e, incontaminati dalle polveri e impurit esistenti nellaria. Il menu era scritto con gessetto bianco su una piccola lavagna appesa ad un trave, Pinu and a curiosare e lesse: Polenta e Camoscio, Cervo in Civit con patate al forno e Funghi porcini trifolati; assortimento di formaggi di alpeggi e torta Monte Bianco a base di pan di Spagna, panna montata e Marron Glacs, Moscato dAsti. E per finire: il famoso caff alla Valdostana bevuto, nella Coppa dellAmicizia. Usanza rigorosamente rispettata dai Valdostani veri!

Coppa dellamicizia valdostana Fonte: coppaA8.jpg, prodottitipici-ifd.it

Quando, al termine di un pranzo importante o di ricorrenza, viene servito il caff corretto con grappa e zucchero molto caldo, con il fiammifero si accende lAlcool che evapora dal buco centrale della grolla piena di liquido bevuto da ognuno dai piccoli beccucci prospicenti attorno alla grolla e fiamma appena spenta. Questa usanza Pinu non laveva ancora vista. E proprio vero che c sempre da imparare!

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Annamaria era il suo nome. Intanto i ragazzi della pasticceria giunsero alle ore 24, soddisfatti della gustosa e abbondante cena valdostana, inserirono dei gettoni nella fessura di un Jukebox e scelsero i dischi con le musiche di Rita Pavone, Gianni Moranti, I Santna, Los Indios Tabajaras. Il titolo musicale pi gettonato fu Maria Elena di Los Indios Tabajaras, ballato da tutti con molta passione stretti stretti: e core a core (Parole della famosa canzone napoletana Simmo 'e Napule pais di Fiorelli-Valente, 1944: Basta ca ce sta 'o sole,/ ca c' rimasto 'o mare,/ na nnna a core a core,/ na canzone pe' cant./ Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto,/ chi ha dato, ha dato, ha dato,/scurdmmoce 'o ppassato,/ simmo 'e Napule pais!..)

Il 20 luglio 1963 arriva al vertice della classifica dei dischi pi venduti in Italia la canzone Maria Elena. Ci rester per sei settimane diventando uno dei primi fenomeni del mercato discografico del nostro paese. I componenti del duo che la interpreta si chiamano Musaperi ed Herundy e sono davvero due indios della trib Tabajaras, stanziata nel nord-est del Brasile. Estratto da: rockemartello.com/2007/07/20-luglio-1963-conmaria-elena-litalia.html

Il pasticcere Pinu ball molto volentieri e per diverse volte con la commessa di Morgx. Annamaria era il suo nome. Una ragazza dal corpo alto e longilineo con un sorriso sempre pronto e sincero. Mentre ballavano, lei le disse che aveva conseguito il Diploma di Segretaria Aziendale nellIstituto

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Regionale I:P:R: di Aosta. Si suggellarono una tenera amicizia.

intesero

reciprocamente

Maria Elena Testo della versione originale di Maria Elena scritta da Lorenzo Barcelata nel 1940 in onore della First Lady, dellallora presidente del Messico, Signora Pontes Gil: Quiero cantarte mujer, mi ms bonita cancin Porque t eres mi Querer, reina de mi corazn No me abandones mi bien, Porque t eres mi Querer Tuyo es mi Corazn, oh sol, de mi Querer Mujer de mi Ilusin, mi amor de consagrer Mi vida es entera Una esperanza azul Mi vida Tiene ONU cielo que le diste t Tuyo es mi Corazn, oh sol, de mi Querer Tuyo es todo mi ser, lo es mujer Ya todo el corazn te lo entregu Eres mi f, eres mi Dios, eres mi amor Testo in Inglese: Like minutes are to an hour Darling, so you are to me... Maria Elena, you're the answer to a prayer Maria Elena, can't you see how much I care? To me your voice is like the echo of a sigh And when you're near my heart can't speak above a sigh Maria Elena, say that we will never part Maria Elena, take me to your heart A love like mine is great enough for two To share this love is really all I ask of you (Orchestral Interlude)

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La musica romantica e accattivante di Maria Elena, fu per i due giovani; il propulsore di una nuova macchina dellamore, che inizi il cammino di una via piena di felicit. Lavorarono assieme nella rinomata pasticceria Caprice per quasi un Anno ancora. Lei rinunci ad un posto in Albergo a Courmayeur come Segretaria. Decise di stare vicino al suo fidanzato, accett di continuare a lavorare come commessa in pasticceria sfruttando anche!.. Il tempo per una approfondita conoscenza, reciproca!.. del suo ragazzo siculo. Quella strada piena di felicit, di programmi vari, speranze per un avvnire florido e gioioso fu percorsa per un buon tratto. Quando una sera destate decisero di andare a vedere un film con Marlonbrando al Cinema Giocosa di Aosta, lui le chiese se voleva sposare un Siciliano. In quella occasione Pinu le disse che oltre alla pittura era affezionato alla cinematografia a passo ridotto. Ma non era sicuro se: faceva bene o no; e comperarsi una cinepresa amatoriale e muovere i primi passi con le immagini in movimento. Poich Lei, era pi istruita e fresca di scuole superiori, le disse il suo parere: Caro, a scuola abbiamo avuto lezioni di Arte varia e la cinematografia tutta! E entrata a parere unanime come (settima Arte) nellelenco delle professioni pi importanti e belli di questo magnifico Mondo. Pinu rispose: Mamma mia! Che.. Paroloni!Lei, accenn un mezzo sorriso senza dire pi nulla. Il discorso quella sera fin cos. Durante i mesi e giorni avvnire, i due fidanzatini visitarono quasi tutte le valli laterali con i suoi paesi, borghi, agglomerati urbani e minuscoli nuclei abitativi molto caratteristici e belli; sotto il profilo pittorico. Gli occhi di Lei, brillavano di gioia quando domandava a Pinu se sapeva questa o quella cosa attinente alla Valle dAosta o di carattere generale della stessa.

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Lui, pi delle volte sapeva rispondere con esattezza: certo non a tutto, o come una vera figlia della Valle dAosta ..! Lei le rispose cos: Per. Non mi sarei mai aspettata che un giovane del ata Sud, sapesse rispondermi bene, bravo! Lui: Non ti ho detto ancora che fin dal primo giorno che ho messo piede in terra Valdostana, nel mio interesse mi sono documentato nei limiti del possibile su, storia, geografia, usi e costumi del Tuo territorio; trovandolo affascinante. Ti pare poco? ... Lei: Veramente non poco e non sarete sicuramente in tanti ad interessarvi del territorio dove lavorate. Mi ha fatto molto piacere e ne sono commossa.

Il Matrimonio - Settembre 1969 Trascorsero ancora diversi mesi di lieta unione pre matrimoniale finche un giorno di tarda primavera decisero di sposarsi nel periodo delle ferie annuali e di un sabato del mese di settembre 1969.

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Terminata la festa, salutati i parenti, caricati i bagagli nella R 8 della Renault partirono per il lungo viaggio destinazione Sicilia. Con i visi raggianti di felicit, i novelli sposi viaggiarono indisturbati e senza problemi lungo lAutostrada del Sole fino a met Calabria. Lei affront il viaggio con molta allegria e curiosit; ammirava con molta attenzione il magnifico paesaggio Italiano. Alternava gli sguardi al suo sposino impegnato nella guida. Chiedeva se fosse stanco attaccato al volante e, se era il caso di fermarsi in uno degli Autogril Pavesie prendere qualche cosa da bere o mangiare. Lui, affascinato di tutto quello che la vita le aveva dato e, con la bella sposina accanto seduta nel sedile della sua macchina; rispondeva: Tra alcuni chilometri dovremmo incontrare uno degli Autogril e ci fermeremo, anche perch dovr fare il pieno di benzina. Intanto si lasciarono alle spalle lentro terra della Toscana e del Lazio giungendo in prossimit della Capitale: Roma. La cupola di San Pietro

Fonte: web.quipo.it/JULJAN/Roma%2013.JPG

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Era nel tardo pomeriggio e il cielo era limpido, in lontananza Lei avvista il cupolone della Basilica di San Pietro e rivolgendosi al suo sposino esclam: Vedo la cupola della casa di San Pietro del Papa e del Signore ... veramente grande. Chiss quanto immensa larea del Vaticano? Intanto, superato il tratto romano giunsero vicino la citt di Napoli. Lei riconosce i Monti del Vesuvio con ai suoi piedi la grande citt e il suo mare. Di comune accordo, decisero di pernottare a Napoli dirigendosi seguendo i cartelli: centro citt. In una piazza si procedeva piano a causa del caotico traffico. Furono avvicinati da un Signore proponendo un Albergo per dormire, lo fecero salire e gentilmente il napoletano li port davanti lingresso dellalbergo. Hotel per voyeur Sicuramente costui era un accalappiatore di clienti daccordo con il titolare. Comunque sia stato, per i sposini servito giungere al pi presto allinterno di un ristorante e albergo. Dopo laccettazione salirono al quarto piano assieme il ragazzo con i bagagli fermandosi davanti la porta della camera N 416. Fatto il bagno dentro una vasca di ferro smaltata di bianco e, con quattro piedini a forma di testa di leone color giallo oro, scesero di corsa al piano terra dove cera un cameriere che li accompagn nella sala da pranzo e in un tavolo apparecchiato per due con al centro un vaso di cristallo pieno di fiori bianchi e un bigliettino in carta pergamena dove era scritto: la direzione augura buon appetito. Consumarono una frugale cenetta a base di pesce con alla fine, il dolce caratteristico di Napoli e cio il bab al rum ripieno di crema. Una vera bont. Erano le ore 22 quando salirono con un vecchio ascensore al 4 piano e nel mettere la chiave nella serratura, Pinu si accorse che

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al di sopra del pannello di legno del centro porta; vi erano tre buchi. Insospettitosi, guarda da uno di essi e vede che era in linea con il letto e la camera. Cap subito quale fosse il motivo! ... Dopo tutto chiunque allet di quasi 30 anni un poco smaliziato. Non vi pare? ... Ne parl alla sposina dove si fece una grande risata e ingenua come era Lei! ... Disse: Questa per non me la sarei aspettata Lui rispose: A Napoli ce da aspettarsi di tutto; cara Anna! And in bagno prese della carta igienica fece dei tappini e copr i buchi. Passarono pochi minuti e guardando la porta vede cadere per terra i tappi di carta. Evidentemente parte del personale si divertiva morbosamente e allinsaputa degli ignari clienti che occupavano la camera spiata. Sposini e non. Il vergognoso gesto si ripet ben due volte. Per finire, vi fu messa una sedia davanti carica di indumenti togliendo la visione ai guardoni di quellAlbergo. Il resto della scena , ad immaginazione di chi legger questo scritto. (Fonte immagine: fbde0_2009 0320112851_sex_voyeur.jpg; nieuwslog.nl)

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Bella Napoli Ma, la citt di Napoli non solo caos, malizia, pressappochismo e furberie di una buona parte di cittadini. Napoli con il suo grande Golfo dove transitano giornalmente Navi provenienti dai maggiori Porti internazionali rappresenta per lItalia marita, un punto internazionalmente molto importante e conosciutissimo in tutto il Mondo. In oltre; le famosissime gobbe del Vesuvio che si specchiano perennemente nellazzurra acqua del mare danno da migliaia di anni una immagine davvro unica e sublime. Ancora attuale la caratteristica vita Napoletana con le sue vie piene di panni e lenzuola stese al caldo sole partenopeo. Il vociare canterino delle donne occupate nei vari lavori e in mezzo le strade con gli uomini improvvisati venditori ambulanti che propongono frutti e verdure coltivate nella terra ricchissima di sostanze minerali del suo circondario vulcanico; sono: lemblema e la caratteristica affascinante visione di napoletaneit immortalata da eminenti Artisti e Scrittori di tutto il Globo. Golfo di Napoli

Fonte: vacancesuditalie.com/upload/up/colori2.jpg

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I due temporanei visitatori decisero di trascorrere due giorni visitando alcuni dei pi importanti luoghi partenopei grazie alla guida turistica consigliata dal direttore dellAlbergo. Lasciate alle spalle la Citt, Piazza Plebiscito, via Caracciolo e il lungo mare di Posillipo dove un gran numero di barcaioli e pescatori animavano la spiaggia; intrapresero la Strada Statale con destinazione Villa San Giovanni a Sud della Calabria. Imbarco sul traghetto Dopo dieci ore di viaggio giunsero finalmente nel piazzale dellimbarco dove il treno Roma Palermo stava per essere sistemato nei binari morti della Nave Traghetto dal nome San Francesco di Paola. Al termine, salivano su una rampa ricurva le macchine per la Sicilia. Assieme a loro sal la R 8 di Pinu. I mezzi vennero sistemate dal personale di bordo nel ponte superiore e in fila indiana. Dieci minuti di attesa per ritirare le corde di canapa che tenevano ancorata la Nave nellinvaso marittimo, ed ecco il lento movimento in uscita del Traghetto e navigare nelle acque dello Stretto di Messina con le luci della citt che si avvicinavano sempre di pi. Quelle manovre la sposina settentrionale non le aveva mai viste; e ne rimase incantata, curiosa di ogni minima cosa vedessero i suoi occhi. La serata era bellissima, al lato destro e allorizzonte si ammiravano le nuvole colorate ed il Sole che tramontava dietro quelle lingue infuocate dalle tinte gialle, rosse e turchese. I sposini erano estasiati, si guardavano a vicenda ma non parlavano; loro; ammiravano quello scenario naturale sopra una Nave che solca lacqua azzurra di un mare Italiano. La navigazione dur 30 minuti, in prossimit dellinvaso nel molo di Messina le venne incontro limmagine della Statua della Madonna con una aureola illuminata da piccole lampadine elettriche sopra il capo. La bellezza Sacra del viso di Lei si rifletteva nellacqua poco ondeggiante dando limpressione che si

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muovesse e camminasse a piedi nudi sullacqua; proprio come fece il Santo Francesco di Paola quando attravers lo stretto posando i suoi piedi sul suo mantello come fosse stata una zattera e, sbarcando nella spiaggia del paese di Paola. Messina Il porto e la Madonnina

Autore: Luigi Nifos, sito: siciliano.it Miracolo ottenuto da DIO per avere dedicato la vita predicando il Vangelo e la vita di Cristo in terra siciliana. Cosa ce di pi bello e misterioso di questo esempio? Nulla! Sbarcati e messo i piedi in terra sicula, fecero una breve pausa in un bar del lungo mare di Messina, consumando dei Buond Motta, e aranciate San Pellegrino. Subito dopo; intrapresero la strada Statale 113 fermandosi a Milazzo e pernottare nel primo albergo avvistato lungo la strada per un meritato riposo. Lindomani mattina, partenza per Polizzi Generosa in Provincia di Palermo. Lautomobile era nuova e non dette alcun problema meccanico. Il percorso fu in una carreggiata a doppio senso di marcia, ai corti

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rettilinei si alternavano numerose curve e contro curve,salite e discese ce nerano sempre. Attraversarono una infinit di paesi e cittadelle conoscendo i loro centri con le immancabili Chiese e piazze assai diverse dal settentrione. Erano in unaltra terra distante 1800 chilometri e le diversit erano evidenti. Santo Stefano di Camastra I numerosi chilometri erano resi pi morbidi dalle colline e monti sempre verdi. Alla destra della strada apparivano e sparivano paesaggi pittoreschi e marine veramente affascinanti. Il litorale marino era costellato di piccole insenature e da numerose barche da diporto con le vele bianche gonfiate dal vento che soffia quasi sempre nel mare di Sicilia. Fecero ancora una tappa, nel paese di Santo Stefano di Camastra. Paese specializzato nella produzione di ceramiche artistiche. Santu Stifanu Camastra

Fonte: bed-breakfast-sicilia.net La strada Statale 113 passava proprio alle pendici del monte che sovrasta labitato. Al suo lato destro le onde del mare si infrangevano nella sabbia della spiaggia. Alcuni ombrelloni e

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bagnanti popolavano il soleggiato e caldo luogo. Dopo un breve rettilineo, un doppio tornante un po in salita, si inerpicava per raggiungere in centro, proprio li; cerano i laboratori e negozietti alla buona! per vendere a chi si fermava: i manufatti di argilla riccamente e artisticamente decorati da esperti artigiani. Fermatesi in una piazzola sterrata, curiosarono i tanti piatti, anfore e giarre,( grande anfora per contenere 100 chili di olio, o altro.) E, per avere un ricordo del caratteristico luogo di Camastra, comperarono un piatto porta frutta e una anfora per lacqua. Dal vicino distributore di benzina fecero il pieno e si avviarono per giungere nel paese dei pescatori. Cefal. La unica strada statale passava al margine del paese con i monti dellentro terra alla sua sinistra, mentre dal lato destro si ammiravano il mare azzurro del Tirreno. Era gi lora di pranzo e decisero di fermarsi in una trattoria appena fuori il paese. Cefal Piccole case e casette dallaspetto campagnolo erano disposte ai due lati della strada, diverse piante di frutta e di fiori mediterranei erano tra una casa e laltra dando ombra alle abitazioni. In una di queste, videro una insegna con la scritta Trattoria del pescatore; si fermarono e chiesero al titolare seduto davanti la porta che si fumava una sigaretta, se era possibile mangiare qualcosa. Rispose: Come no! E abbiamo anche del pesce freschissimo. Volete sedervi fuori o dentro? Preferiamo fuori oggi una giornata bella e laria piacevole. Lui. E si il famoso scirocco che soffia dallAfrica. Mentre apparecchiava il tavolo allombra di una pianta di fico con le sue foglie larghe davanti casa. Pinu disse alla sua sposina: Guarda quei fichi maturi dal colore paglierino e nota le gocce a forma di lacrime che stanno per

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cadere proprio sul nostro tavolo, chieder se a fine pranzo ci fa assaggiare i suoi fichi. Lei le rispose: Bravo, hai avuto una buona idea, stavo per dirtelo io. Di questi frutti non ne avevo mai mangiati. Intanto: ad un altro tavolo fuori! Si sedette un giovane grande e grosso in canottiera e calzoni corti alla marinara. Il collo era largo quanto la sua testa, sembrava un corpo unico! Ordin in dialetto siculo il solito pesce e le disse: Ma Tot ... Vulissi canciari pisci oi ... Pigghiu chiddu chi ti purtai stamatina. Mu fai fari frittu? ... Il cameriere: Comi mi dici tu tu fazzu fari! .. (Ma..Tot.. vorrei cambiare pesce. Oggi prendo quello che ti portai stamattina. Me lo fai fare fritto? ...). Cefal (Fonte: settemuse.it)

Intanto che i sposini guardavano con lacqualina in bocca i fichi maturi sopra le loro teste; arriv il cameriere con una frittura mista per due e successivamente: due porzioni di pesce spada cotto alla griglia cosparso di profumatissimo origano e olio di olive

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extra vergine del luogo. Contorno di una insalata di tenera lattuga e pomodori semi maturi dellorto del titolare. Da bere, un mezzo litro di vino bianco dentro il boccale di argilla e una caraffa di acqua fresca presa da una piccola sorgente proprio vicinissimo casa trattoria proveniente dai monti Madoniti addossati al paese dei pescatori. Cos disse il cameriere. Terminata la frittura mista, videro passare una donna della cucina con un grembiule semi unto e un fazzoletto colorato in testa come una bandana. Reggeva in mano un grande piatto di argilla smaltato con dentro due grandi filetti di pesce fritto. Sicuramente, saranno pesati un chilo e mezzo. Una abbondante insalata di pomodori, una pagnotta di pane anche essa abbondante e un litro di vino bianco. Tutto quello era per il giovane tristemente obeso seduto vicino ai sposini. I loro occhi, videro per la prima volta cose esagerate. Lei, molto incuriosita chiese a Pinu: Ma non ti sembra una esagerazione? Le rispose Lui: Certo che esagerazione; ma nel meridione esistono queste forme di bulimia. Che ci vuoi fare: la vita anche questa! Cefal, Porto Vecchio

Fonte: ybphoto.free.fr Terminati di gustare il pesce spada alla griglia, il Titolare raccolse una decina di fichi dal suo albero li pos su un piatto con delle foglie verdi della stessa pianta, e li serv ai due clienti. Lei ne mangi 5 o 6 gli altri se li gust lo sposino. (Veramente quella sosta a Cefal, le sembr di essere stati in un piccolo angolo del Paradiso Terrestre.) Intanto le ore passarono e lorologio segnava le ore 16. Guardandosi in viso si dissero in contemporanea,

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guarda che dobbiamo giungere a casa. Fecero un piccolo calcolo di tempo e di ore decidendo di fermarsi per andare a vedere il mare da vicino. Lacqua e la lunga spiaggia di Cefal si trovava a poche decine di metri, si fermarono con la macchina nella strada che sovrasta la spiaggia e ammirarono uno stupendo paesaggio marino. Da quel punto si vedeva il vecchio borgo dei pescatori con il suo porticciolo dove erano in secca diverse barche con le lampre (lampade di alta luminosit alimenta-te a gas) innestate a prua o a poppa e pronte a riprendere il mare subito dopo il tramonto. Nel piccolo porto erano seduti i barcaioli intenti a riparare le reti, mentre alcuni gattini erano fermi e accovacciati sopra i muretti o sopra le barche stesse in perenne attesa di qualche pesce che i pescatori a volte trovano in qualche angolo della barca e lo buttano via facendo felici i gattini che si trovano li pronti per dividerselo e mangiarselo. Pescatori a Cefal

Fonte: pescatori.jpg , terrasiniblog.wordpress.com

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Pinu, il mare cos vicino non lo aveva mai visto, Lei, lo aveva visto soltanto quando si recava al mare nel paese di Lavagna in Liguria assieme ai ragazzini dei dipendenti della grande Acciaieria COGNE di Aosta. I due turisti sposini; estasiati da quello spettacolo marino, guardarono a lungo verso il lato Ovest dove una lunga spiaggia con sabbia fine e dorata confinante con le calme onde marine che la accarezzava. Lei non esit a togliersi le scarpe e bagnarsi le gambe fino al ginocchio camminando per alcuni metri. Mentre guardava il suo sposino; lui lesse nel suo viso la vera gioia o; limmensa gioia che una persona potesse esprimere in quei momenti immersi in uno spicchio di vera Natura. (Certo, per chi sa anche cogliere quegli attimi cos fuggenti ed estremamente sublimi. Non vi pare?) Circa unora trascorsero nellincantato paesaggio di Cefal e bench era verso la fine di settembre, lacqua tiepida permetteva ai pochi bagnanti ti nuotare o rimanere a galla. Alcuni ombrelloni aperti piantati nella sabbia a macchia di leopardo, davano limpressione di essere ancora in piena estate. Una bella passeggiata nel lungo mare aiut a digerire il gustoso e abbondante pasto a base di pesce. Inoltre, il colore dellacqua azzurro verde a destra e dei campi coltivati a ortaggi e frutteti alla loro sinistra con alcune piante di banana di palme e quei bellissimi fiori a forma di campana rovesciata dai colori intensi come il rosso carminio, rosso arancio e bianco; continu a dare limpressione di essere in chiss quale Isola tropicale delloceano Pacifico. Arrivo a Polizzi Generosa Dopo quella bellissima visione salirono in macchina e si avviarono per la strada Statale che conduce a Palermo. Con il finestrino semi aperto nei pressi di Marina di Grattri sentirono laria, ricca di odori emanata da quelle erbe selvatiche

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che crescono solamente in quel luogo qua e la; da un profumo intenso e caratteristico di spiccata mediterraneit. Panorama di Gratteri

Foto da giorgio gambino, panoramio.com La macchina R8 dal colore azzurro Cobalto come il mare, inizi a percorrere i 55 chilometri di strada sicula, lasciandosi alle spalle il lungo rettilineo della zona agricola di Buon fornello fino al bivio di Campofelice di Roccella. Chiesa Madre di Polizzi Generosa

2493633693_cf0116326a.jpg, flickr.com

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Passarono per il paese di Collesano e giunsero a Polizzi Generosa unora e mezzo dopo. Arrivarono a casa in Piazza Medici N3 alle ore 19 e 30 dove erano attesi dai familiari e parenti ... Scesi dalla macchina finalmente! ... Salutarono per prima, Nonna Concetta, una figura di donna con let avanzata alta e magra dalle guance scarne ma dal sorriso ingenuo e affettuoso, poi vi furono i saluti per tutti: Mamma Mom, Pap Giovanni, i fratelli Mario e Salvatore, i zii Maria, Michele, Croce e Rosario. Per Lei fu come quelle persone le avesse conosciute da tanto tempo. Laffabilit della sposina sorprese tutti .. E tutti, le vollero un bene immisurabile. Dimostr di essere una settentrionale bene educata, comprensiva, altruista e senza malizia. Per Lei, non esistevano diversit di popoli, di regioni e religioni; tutto era amore e gioia. Tutti eravamo ingredienti di un buon minestrone Italiano. E che ce di pi bello e costruttivo al mondo di oggi? Nella loro permanenza in terra Sicula si apprestarono a visitare alcuni posti turistici e storici della Sicilia, luoghi belli e meno belli, importanti e storici; si, storici perch la Sicilia possiede un bene artistico e storico molto interessante. Mangiarono volentieri quasi tutte le pietanze siciliane che le venivano proposte. A Lei piaceva molto il vino ros e il bianco paglierino. Un giorno visitarono un grande territorio di produzione di uva. Nelloccasione Lei, prese in mano due grappoli di uva esclamando cos: Questa la vera uva, non quei grappolini che crescono a fatica nel mio campo (Fonte immagine: uva.jpg, regioni-italiane.com).

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Da sopra una collina nei pressi di Valledolmo ammir un grandissimo vigneto di moltissimi Ettari nella zona di Fontana Murata e Regaleale, restandone stupita, meravigliata e contenta di avere visto con i suoi occhi; tutta quella immensa zona di vigneti. Ritorno in Valle dAosta Verso il 15 di ottobre 1969, vi furono i preparativi per il rientro in Valle. Di buon mattino inizi lattraversamento stradale e autostradale, verso il Nord Italia e verso casa. Lasciatosi alle spalle lIsola Siciliana, giunsero a Villa San Giovanni pronti ad affrontare le tortuose strade della Calabria e Campania e dopo diversi chilometri. Panorama di Polizzi Generosa

Fonte: panoram.JPG, polizzigenerosa.it

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Lei disse a Pinu: Sai ... sento una fitta nel lato destro della pancia appena sotto il fegato. Sar lappndice infiammata?. Lui le rispose: Si ... pu essere. Con il cambiamento del mangiare pu darsi che qualche pietanza ha infiammato lintestino e la sua appndice. Per tutto il tempo della giornata di viaggio, non ebbe alcun dolorino. Verso sera si fermarono nel Motel vicino luscita dellAutostrada di Pontecorvo, tra la Campania e il Lazio dove hanno pernottato. Lindomani mattina ripresero il lungo viaggio arrivando a casa alle ore 22e30.

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La Tragedia

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Fonte: wallpaperstock.net

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Ritorno al lavoro fine 1969 Diagnosi infausta: reticolo-sarcoma Gestione della ferale notizia Dimissioni dal lavoro per assistere la famiglia Lintervento per la biopsia Il Mauriziano conferma la diagnosi senza speranza Viaggio della speranza al Rizzoli, sfidando la nebbia Il Rizzoli conferma la diagnosi senza speranza Viene informata la sposina Radioterapia Idea di iniziare lattivit di pasticciere in proprio Rischio di collasso cardiocircolatorio Progettazione della pasticceria di Pinu in Morgex Lidea della pasticceria condivisa con il Professore Pinu inaugura la propria pasticceria a Morgex La morte di pap Pippo Il cagnolino Lilli Complicanze gravi marzo 1972 Il siero caprino antitumore Rientro a Morgex con il siero anticancro Ricovero a Milano maggio 1972 I Funerali

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Ritorno al lavoro fine 1969 Due giorni dopo il ritorno in Valle dal viaggio di nozze, Pinu e la giovane moglie ripresero il lavoro nella pasticceria Caprice in Courmayeur. Per i restanti giorni di Ottobre e Novembre i dolori andavano e venivano. A scanso di errori o indifferenza, chiese visita medica al suo Dottore di fiducia nellAmbulatorio di Morgx che, dopo averla guardata in viso le disse: Alla tua giovane et e sposata di recente non devi preoccuparti pi di tanto!! Pu darsi che sei rimasta incinta. Felice e contenta riprese il lavoro fino al giorno dopo la festivit dellImmacolata. Courmayeur Monte Bianco

courmayeur3.jpg, Fonte:regioni-italiane.com Trascorse ancora una settimana e dopo la Festivit di Santa Lucia (13 dicembre 1969) accus forti dolori al bacino, sempre dal lato destro. Incuriosito Pinu tocc con le dita la parte dolorante e si accorse che toccava duro e le faceva male. In quel periodo era un assiduo cliente del bar e pasticceria il medico titolare degli Ambulatori di Courmayeur e di La Thuile nel

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Vallone del Piccolo San Bernardo. Una mattina mentre faceva colazione con un croissant e un cappuccino; vide che la commessa faceva fatica ad alzare la gamba destra per salire lo scalino della pedana del retro bar. Lui le chiese: Come mai fai fatica a salire lo scalino? Ti fa male la gamba? Lei rispose: Si Dottore, veramente da un po di tempo che sento male vicino linguine. Il Dottore: Senti, qui non posso visitarti. Se vuoi! Domani mattina vieni nel mio Ambulatorio a La Thuile anche perch li, ho la macchina per la radiografia. Se ce ne sar bisogno. Il giorno dopo chiesero al datore di lavoro se potevano assentarsi per qualche ora per una visita medica. Il permesso fu concesso; e alle ore 9 e 30 furono da Lui. A visita fatta, il Dottore rimase un po, anzi tanto perplesso. Pinu se ne accorse dallo sguardo strano. Il Medico le disse: Dovr fare una R.X. al bacino. Chiam il suo Infermiere per preparare il grembiule anti raggi x e fecero la fotografia alle ossa del bacino. Diagnosi infausta: reticolo-sarcoma LInfermiere era di Morgx un bravissimo operatore sanitario e di tutta lAlta Valle dAosta. Dopo trenta minuti di attesa uscirono dalla saletta di sviluppo con la lastra radiografica ancora bagnata dal liquido di fissaggio; la guard in controluce della finestra e chiamo da parte lo sposo e le disse allorecchio. A me, sembra qualcosa di serio. Non mi pronunzio pi di tanto. Parti subito per lOspedale di Aosta e chiedi del Dottore lui un traumatologo e con le ossa del corpo umano ne sa qualcosa. Io mi premuro ad avvisarlo per telefono. Il traumatologo stava assistendo ad una ingessatura ad una gamba di un giovane ricoverato per un incidente stradale. Intanto Pinu era gi arrivato allOspedale ed al reparto di Traumatologa, attese qualche minuto con la lastra in mano nellufficio ed ecco presentarsi in camice bianco dicendo: So tutto mi ha telefonato il Dottore che ha fatto la R.X dammi la radiografia.

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Ecco Dottore! Poggia la lastra nellapposito visore illuminato; e dopo qualche secondo si mette le mani sulla testa esclamando cos: Quanti anni ha la Signora? Pinu rispose: 20 anni Dottore e ci siamo sposati tre mesi fa. Il Dottore: Come mai non ve ne siete accorti prima? Prima non ha mai avuto male al bacino? Risposta di Pinu: Ma che io sappia, non mi pare che accusasse dolore prima! ... Avvrt il male soltanto al ritorno dal viaggio in Sicilia. Il Dottore: Questo Lo vedi grande come un arancio ed un reticolo-sarcoma osseo che in genere colpisce i giovani. Pinu le rispose: Dottore, una malattia che si pu guarire? Il Dottore: No, una malattia che porta alla morte nel giro di due anni circa ... A quelle chiare e concise parole, si sent crollare il soffitto in testa e il pallore ceruleo al viso dette i segni di un collasso imminente. Il Dottore pratico di quei momenti terribili, lo prese da sotto le braccia lo accomod nel lettino le apr la bocca e le mise alcune gocce amare sotto la lingua. Pochi secondi dopo Pinu, inizi a tremare tanto che il Dottore chiam un infermiere per assisterlo finch tornasse nelle condizioni normali per riprendere la via del ritorno e a casa. Gestione della ferale notizia Salutato il gentile e paziente Dottore, usc dallOspedale con quel pesante fardello di morte sulle spalle. Piano piano e con le lacrime che uscivano copiose si mise al volante della R 8, e tornare a casa come un cane bastonato a morte. Il percorso da Aosta a Morgx lo obblig ad una andatura lenta e piena di pensieri; terribilmente brutti e pesanti.. Andare a casa ? ... A casa? ... Quale casa! ... Erano tutti in attesa di una buona notizia. E si! ... Una buona notizia? ... Magari? ...

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Arriv fino a Morgx, ma continu fino a Pr Saint Didier tre chilometri pi avanti, dove si present al suo amico ristoratore, Carlo Plassi in condizioni veramente penose. Si accasci sopra la spalla di Carlo e croll in un pianto veramente sconsolante da non potere parlare. Tent di spiegarle il responso consolante medico della sua sposina quando, si sent afflosciare le gambe e cadde sul pavimento ai piedi del suo amico.

Valdigne Par le terme Valdigne on indique la haute Valle d'Aoste. Ce territoire commence La Salle et se termine Courmayeur, en incluant les trois valles latrales, le val Veny, le val Ferret et le vallon de La Thuile. Les communes de cette rgion sont : Courmayeur, La Salle, La Thuile, Morgex, Pr-Saint-Didier.

Prontamente assistito; le prepar una tisana calda e zuccherata sistemandolo nella poltrona con una coperta di lana addosso

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dicendole parole in sottovoce di incoraggiamento e di forza. Perch da quel momento in poi; ne dovr avere molto bisogno! Erano passate le 13 quando Carlo Plassi si precipit a Morgx dai genitori di Anna Maria, dicendole che Pinu ha dovuto andare da un altro Dottore a Courmayeur per un ulteriore consulto riguardo al problema. Allora i telefoni non erano alla portata di ogni casa e si comunicava a tempo ritardato. Tranquillizzati i genitori; Carlo fece ritorno a casa e prepar dei cappelletti in brodo e una fettina di arrosto insistendo di mangiare tutto altrimenti non poteva sorreggersi in piedi e tornare a casa. Rifocillato e incoraggiato dal gentilissimo amico Carlo, Pinu dovette affrontare a malincuore i familiari e la sua sposina Anna dicendo per la verit, solamente alla sua Mamma. La disperazione era ancora presente e i segni in viso erano evidenti. Spieg quanto accaduto aggiungendo la severa sentenza di morte. Lei, da persona cosciente e forte di animo non disse nulla subito a Pinu, lo guard e qualche secondo dopo le disse in sotto voce Ho perso mia figlia! Di comune accordo decisero di non dire nulla a Lei e tenere il segreto fino a quando era possibile. Per il pasticcere ebbe inizio una tremenda e difficile prova di vita. Il giorno dopo ne parl al suo datore di lavoro che, dispiaciuto lo abbracci scoppiando tutti e due in un pianto liberatorio che nelloccasione le confid che anche lui perse un fratello gemello in giovane et per un tumore osseo. Dimissioni dal lavoro per assistere la famiglia Pinu le disse con molto rammarico; che si doveva licenziare per dare aiuto alla famiglia. Il pap di Lei, era stato colpito da una emi paresi con una invalidit al 50 x 100. La mamma Luisa, non era in condizioni di andare e venire o parlare con i Dottori. Per fortuna Pinu era in possesso della macchina che le permise di

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affrontare immediatamente tutti i bisogni e circostanze del caso. Con laiuto dei suoi amici e conoscenti si prodig con Anima e Corpo alla ricerca di qualche Luminare Medico o di qualche medicina che potesse contrastare il tremendo male. Mai pi avrebbe immaginato a 28 anni di dover lottare col il volto invisibile della morte. Lottare notte e giorno, ora dopo ora. Si viene a essere assaliti da quei pensieri neri, lugubri, ti si sente mancare il terreno sotto i piedi, immagini: e tocchi con mano; come la vera sofferenza, il vero dolore e come poterlo tamponare; a volte ti rivolgi al Signore, o, a Dio Onnipotente e, virtualmente parli con Loro: Signore Dio; perch tutto questo? ... Forse non vi accorgete della tremenda sofferenza dei giovani malati gravemente? E continui a implorare il Loro aiuto in tutte le forme possibili, e impossibili. Si riprende a pregare con il cuore; come i bambini in attesa della prima Comunione e della Cresima. In quei periodi di preghiere, ci si sente veramente vicino al Signore, ai Santi e alla Chiesa. Quella casa di Dio dove si stati Battezzati, preso la prima Comunione e fatta la Cresima. Speri che il grave episodio sia un brutto sogno e che al risveglio, ti accorgi che sei nel tuo letto e dici: Meno male! ... Estato un sogno. Ad una settimana dopo la sentenza i Dottori decisero di fare la Biopsa analizzando al Microscopio un frammento di tessuto osseo, per essere certi della Diagnosi fatta precedentemente. Grazie allinteressamento dei Medici, e il Professore Primario del reparto di Traumatologa dellOspedale di Aosta, fecero ricoverare la sposina e due giorni dopo venne effettuato lintervento. Lintervento per la biopsia Era il 23 Dicembre 1969 e due giorni prima del Santo Natale fu eseguito lintervento. La mamma e Pinu si trovarono nel corridoio e davanti la porta che separava il reparto operatorio. Dopo un paio di ore la porta fu aperta e videro la ragazza in piena

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anestesia, immobile nel lettino con il viso di un colore bianco paglierino occhi chiusi e guance scarne. La sua mamma la guard esclamando: Povera figlia mia! ... Cosa ti avranno fatto! ... Perch ... Non parli a tua mamma. C anche Pinu. Intanto che le infermiere portavano il lettino in camera con il prezioso carico umano. Cera il seguito della sua mamma e dello sposo che piangevano con dignit e consapevolezza. Che brutti momenti! ... Il 24 25 e 26 festivit di Santo Stefano, furono trascorsi allinterno dellOspedale e al capezzale della giovane ammalata. Lunica nota gradevole e semi dolce fu quando, il giorno di Natale fu offerta una fetta di panettone a tutti quelli che si trovavano allinterno delle camere, che assistevano gli ammalati. I degenti che non avevano problemi allapparato digerente, potevano mangiare il panettone e bere un bicchiere di aranciata. Lo scambio degli auguri tra i presenti, fu unaltra nota positiva dove per; nelle labbra di ognuno, si vedeva uno stentato sorriso. Allesterno e attraverso i vetri di quelle finestre alte e larghe verniciate di colore bianco si vedevano cadere larghe falde di neve, che dur per tutto il pomeriggio e la notte. Lindomani mattina il personale ospedaliero diceva che nelle strade si misurava 60 centimetri di candida neve: e, finch non passavano gli spartineve era impossibile camminare. La mattina del giorno 27 dicembre dopo il passaggio del Professore e i suoi assistenti, comunicarono ai parenti dellammalata che nel pomeriggio poteva essere trasportata con lAmbulanza della Croce Rossa, a casa e che il responso Istiologico eseguito a Torino si poteva ritirare il giorno dopo. Altri due giorni di attesa sperando che il risultato fosse negativo e che i Medici di prima si fossero sbagliati. No Non si sono sbagliati purtroppo! ...

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Il Mauriziano conferma la diagnosi senza speranza Quando fu ritirato il responso, il Professore disse a Pinu: Caro giovane Vero che siete sposi da poco? Pinu rispose con lAnima in cuore sperando che le desse la notizia buona: Si Professore, da circa tre mesi. Risposta del Professore: Mi dispiace tanto E un tumore osseo il pi brutto della categoria. un ReticoloSarcoma e colpisce prevalente-mente i giovani dai 10 ai 25 anni, localizzato sopra losso della Branca Eliacale destra del Bacino. Unaltra forte mazzata ricevuta sulle spalle gia indebolite del povero e disgraziato sposo. Comunque se avete bisogno di me: non esitate a chiamarmi. Pinu, ringrazi fortemente il gentile Professore e il Dottore avviandosi come un cane bastonato, con le radiografie e il responso dove era scritto quel terribile male. Giunto nella sua macchina posteggiata sotto gli alberi grandi e sempreverdi dellOspedale Mauriziano. Prima di entrare in macchina volge gli occhi verso lalto, e vide i rami di quegli alberi piegati dal peso della neve pronti a farla cadere per terra. Pochi attimi; e la sua mente confusa, vede virtualmente: la caduta di quella sua sposa giovane e bella, nelle eterne tenebre di chiss quale altro Mondo, buio o luminoso che sia. La neve a Morgx aveva raggiunto i 60 centimetri di spessore, il paesaggio era sotto una coltre spessa di neve; solo il lungo Campanile romanico della Chiesa svettava imperioso e carico di neve verso il cielo. Le campane dellorologio battevano le ore 12 quando entr a casa con il risultato di morte chiuso dentro quella grande busta della R.X. dal colore giallo e la scritta Ospedale Mauriziano di Aosta. Oramai tutti i cittadini di Morgx sapevano della disgrazia e destino di una loro compaesana.

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Morgex sotto la neve

Viaggio della speranza al Rizzoli, sfidando la nebbia La Signora Tina che gestiva una trattoria in periferia del paese dove si fermavano i camionisti e gli automobilisti di passaggio a mangiare qualcosa, si premur a chiamare Pinu per dirle che aveva telefonato allOspedale Traumatologico Rizzli di Bologna ed aveva un appuntamento con il traumatologo dei calciatori di pallone delle maggiori squadre italiane il giorno primo gennaio 1970 alle ore 10 del mattino. Erano giorni di pieno inverno di giorno temperature mite ma di notte un freddo cane. Consultandosi a casa decisero di andare a parlare con il Professore e sentire il suo parere, pu darsi che togliendo dallosso del bacino il tumore ci fosse una vaga speranza di guarigione. Il 31 Dicembre 1969 di quel pomeriggio inizi il viaggio per la citt di Bologna. A sera inoltrata la macchina R.8 con a bordo il solo

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autista e accanto la grande busta gialla si trov alle porte di Milano con una fitta nebbia e visibilit di circa 50 metri. Il traffico era abbastanza sostenuto i cartelli si vedevano a stento. Lautista soccorritore non era pratico a sfidare la nebbia della Lombarda perch lui, era abituato in una Regione dove la fitta nebbia non esisteva. Esistevano solo: freddo, pioggia, neve e cielo azzurro. Si trov verso mezzanotte quasi allentrata dellAutostrada A 1 o, del Sole. Si fermo stanco e con gli occhi che vedevano soltanto nebbia spessa con visibilit a 5 metri e il veloce fruscio dei mezzi che lo superavano. La paura era se qualcuno dei mezzi pesanti non faceva a tempo ad accorgersene della macchina che procedeva a 20 chilometri allora; tamponandola facendola andare fuori strada producendo suo malgrado, tamponamento a catena. Nebbia in Val Padana

P1010422.JPG, Fonte: paolomaccioni.it La paura della morte, Pinu la vedeva in ogni cosa. Le vennero in mente le parole che sentiva dire ad altra gente della Lombarda,

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Piemonte e Veneto, la difficolt e la paura che avevano quando dovevano affrontare un viaggio con la fittissima nebbia notturna in Autostrada. Loro maledivano sempre il maledetto muro nebbioso di Milano. Bisognava perforarlo con il muso della macchina e non sapendo cosa si poteva trovare di fronte o allimprovviso. Roba da non credere! ... Si ferm in un distributore di benzina dove cera anche un bar. Era vuoto di clienti, il barman stava guardando la televisione dove si vedevano in bianco e nero le immagini dello stappo dello spumante alle 0-24. Chiese se poteva mangiare un panino e bere una aranciata con un caff doppio dopo. Ecco, pens il pasticcere sposato di recente. --- A questa ora dovevo essere anche io in famiglia o, con gli amici a festeggiare lAnno nuovo. Invece Eccomi qua, stanco, impaurito digiuno sconsolato e solo. Ovvro: in compagnia di un gentile Barman nel quale raccont il suo dramma con le lacrime agli occhi. Autogrill Nel 1947 nasce lautogrill: un nuovo luogo di consumo specificatamente destinato agli automobilisti. Ad inventarlo Mario Pavesi, ma in quei punti di ristoro si specchia tutta lItalia del boom economico: la rete autostradale, la motorizzazione di massa e i nuovi consumi. Stralcio da: metaforum.it Il gentile uomo con la giacchetta rossa e la farfallina al collo le fece pagare solamente il caff dicendole: Se io potessi aiutarlo lo aiuterei volentieri sa Comunque faccia molta attenzione quando si mette al volante, perch la nebbia fino a Piacenza. Pinu viaggi tutta la notte con molta attenzione e tanta paura. Il tratto autostradale Milano Bologna, era sostenuto soprattutto dai mezzi di trasporto.

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Autogrill di Francesco Guccini La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up, e il sorriso da fossette e denti era da pubblicit, come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill, mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR... E in un attimo, ma come accade spesso, cambi il volto d' ogni cosa, cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa, mi chiam la strada bianca, "Quant'?" chiesi, e la pagai, le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai...
"Francesco Guccini - Autogrill" tratto dall'album "Guccini" del 1983 Fonte: youtube.com/watch?v=N9941SVtFC0&noredirect=1

Alle ore 8 giunse alle porte della citt un poco stralunato ma vivo e vegeto, scampato ai pericoli autostradali. Seguendo i cartelli segnaletici di: Ospedale Rizzli arriv davanti lingresso e sal una breve scalinata a semi cerchio dove un lungo corridoio lo port al reparto Traumatologico. Il Rizzoli conferma la diagnosi senza speranza Chiese alla segretaria del primario seduta nellufficio dove, sopra la scrivania cerano una ventina di buste gialle contenente sicuramente radiografie come quella che aveva nella mano sinistra Pinu. Le disse di attendere ancora unora in sala di attesa che terminato il giro di visite era disponibile per il consulto. La Segretaria gentilmente disse: So tutto Signor Pino e anche il Professore. Se vuole andare a bersi un caff o un cappuccino, pi avanti gira a destra e trova il bar. Grazie Signorina. Alle ore 10 e 30 la Segretaria accompagn nello studio e saletta per la lettura delle radiografie dove alla luce di un Neon lungo circa un metro e mezzo con sovrapposto un vetro smerigliato; erano appese alcune R.X. con ossa di gambe e di braccia rotte che

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facevano sfoggio come le fotografie in una camera oscura di fotografi professionisti. Arrivarono sei o sette assistenti e il Professore in mezzo, rigorosamente in camice bianco le disse: Mi ha telefonato la Signora Tina spiegandomi il triste caso. Vediamo un p le R.X.. Li appese al lettore luminoso e primo a guardarli fu il Professore e a turno tutti i suoi assistenti. Ognuno riferiva il suo giudizio e tutti facevano lievi smorfie in negativo. Oramai Pinu sapeva interpretare ogni minimo segno del viso dei Dottori. Cap subito che qualcosa non andava veramente! Il Professore mette una mano sopra la spalla destra e dice: La diagnosi mia, conferma quella dei medici di Aosta e non operabile assolutamente! Pinu intasca ancora una volta la sentenza di morte della sua sposina e si prepara al rientro. Autogrill, area di sosta Novara-Ponte, Novara, Autostrada Torino - Milano A4, progetto architetto Angelo Bianchetti

foto di Daniele Garnerone, sito metaforum.it

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Salutato lo staff traumatologico del Rizzoli, si avvi a ripercorrere il lungo corridoio con la busta gialla sotto il braccio e il fardello sempre pi pesante fino alla sua cara automobile posteggiata nel parcheggio alberato e spolverato di neve. Un profondo respiro fece entrare aria nei polmoni come fosse stato un qualcosa di supporto alla mente e allAnima. Si affid alla clemenza e aiuto, oramai solo da Lui; ovvro, del Signore. Salito in macchina ripart per il ritorno in Valle. Viene informata la sposina Durante il percorso con gli occhi fissi alla strada e al traffico, la sua mente cercava di conversare virtualmente con Lei cio; la ormai non pi sposina di Pinu ma prossima Anima amica di Dio. Seduta nel sedile accanto Ripass velocemente i bei momenti di serena gioia e i progetti che si potevano fare insieme negli anni a venire. Sarebbe stato troppo bello; non vi pare? Invece inizi quel lungo calvario di sofferenze, rinunzie e progetti oramai messi da parte per sempre, affidandosi e pensando solamente; ad un aiuto Supremo che dia quella forza necessaria alla lotta ( gi persa ) con il terribile male del Secolo. Era il Primo dellAnno 1970 quando tutte le persone del Mondo, a parte quelli colpite da eventi strani e mortali festeggiavano con parenti o amici i diversi svaghi e linizio del nuovo Anno. Pinu, si lasci alle spalle Bologna, Piacenza, Milano, Santhi e Chatilln dove allora finiva lAutostrada per la Valle dAosta. Raggiunse casa alle ore 23 circa digiuno stanco e avvilito e con la conferma del male sempre davanti gli occhi. Rifocillatosi; mangi un piatto di minestrone e del coniglio al forno, dopo dovette dare il resoconto dellincontro con il Professore e della possibilit di un intervento chirurgico con lasportazione dellosso canceroso. Pinu si apprest a dire: Dopo accurata visione radiografica ed esperienze di casi simili con la natura del Sarcoma. Nulla poteva

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essere di aiuto. Lei punt gli occhi sul viso del suo sposo e not qualche segno di incertezza. Fu allora che cap la vera gravit del suo male. Volle leggere il responso, visionare la radiografia scoppiando in un lungo pianto coinvolgendo tutti. Pi di unora dur lo scorrere del torrente di lacrime. Intelligente come era; e per il rispetto del suo pap sofferente che piangeva come un bambino. Lei, da ammalata; cerc di consolare i suoi; dicendogli: Non preoccupatevi per me. Se la volont del Signore ha voluto prendermi con Se quando vorr! ... Io cambier solo di casa, la mia Anima andr a vivere in unaltra casa, nel grande Regno di Dio, e da lass vedr sempre quello che combinate Voi in questa terra. Io, virtualmente sar sempre vicina a tutti . Che coraggiosa e intelligente risposta. Ma! Radioterapia Due giorni dopo il primo Gennaio, si present a casa dellammalata il Signor Carlo Plassi con la rivista editoriale Epoca dove allinterno e in doppia pagina vi era un articolo che riguardava la cura di alcune forme di Neoplasie (tumori vari) che colpivano le persone. Letto lArticolo attentamente, spiegava che a Milano in prossimit dellentrata porta Carlo Magno della Fiera Campionaria di Milano, una clinica eseguiva le terapie ai Raggi X (cio, la Radioterapia). Particolarit e Novit di allora: inizio anni 70. Era che, un nuovo sistema di radiazione non tanto invasiva veniva da poco tempo eseguita nei tumori diagnosticate precocemente. E che spesse volte si portava il paziente alla guarigione completa. Una fievole fiammella di speranza si present agli interessati decidendo di provare. Anche perch un domani non si potesse dire: A ... Se avessimo fatto quella terapia magari!.

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Radioterapia Il ruolo che la radioterapia svolge nella cura dei tumori o in alcune manifestazioni della malattia tumorale, come il dolore, coinvolge approssimativamente il 60% di tutti i pazienti ammalati di cancro. La radioterapia pu essere usata in alcune forme tumorali o in alcuni stadi di esse come terapia esclusiva, cui pu conseguire la guarigione, oppure pu integrarsi con chirurgia e chemioterapia per conseguire lo stesso risultato. In caso di dolore , soprattutto se dovuto alla presenza del tumore diffuso allo scheletro, la radioterapia pu essere ritenuta l' analgesico pi efficace e dare un notevole contributo al miglioramento della qualit di vita del paziente. (Tratto da AIRO - Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica) Sempre dietro conoscenze del Signor Carlo si venne a conoscenza del Dottore Franco Chiazza proveniente da Monza e che aveva appena aperto un suo studio medico a Courmayeur. Fu chiamato immediatamente per una visita a domicilio, e per chiederle anche! Come si poteva arrivare ad un consulto con il Professore Pierluigi Cova a Milano. Fortuna volle, che conosceva bene il Professore e che le avrebbe telefonato spiegandole il tragico caso della ragazza sposata. Il Professore disse al Dottore che, stava per partire per Courmayeur e trascorrere le vacanze dellEpifania nel suo alloggio nella vicina frazione di Entrves che passando per il paese di Morgx, si sarebbe fermato a vedere il caso. Nel pomeriggio del giorno dopo, il Dottor Chiazza e il Professore visitarono la paziente e spiegarono a Pinu che il nuovo sistema al Betatrone in quel caso avanzato non dava certezza di guarigione; ma, poteva servire a ridurre la massa tumorale e non crescere pi; diminuendo i futuri dolori in arrivo purtroppo! Consentendo anche di potere camminare e alzare la gamba per i

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restanti mesi. Spieg in linee molto semplici a Pinu, il funzionamento del Betatrone. Pierluigi Cova Villoresi (Milano 4 maggio 1911-15 settembre 2008), medico radioterapista e anatomopatologo inizi la carriera come assistente radiologo all'istituto dei tumori dell'Universit di Milano. Il professor Cova fece parte dell'equipe di anatomopatologi diretta da Caio Mario Cattabeni che il 30 aprile 1945 esegu l'autopsia sul cadavere di Mussolini. Cova compil con scrupolo, ad uso personale, un verbale sull'esame della salma del dittatore fascista: accanto a una serie di particolari sulle ferite e sullo stato di salute di Mussolini, il verbale rivelava la presenza nella tasca posteriore dei pantaloni del Duce di una busta gialla contenente un foglio intestato al Consolato spagnolo di Milano, che ipotizzava un espatrio in Spagna di Mussolini. Il verbale venne consegnato nel 1994 all'Archivio del Civico Museo del Risorgimento e di Storia contemporanea di Milano.

Cio una ciambella elettromagnetica genera Elettroni che misti ai Raggi X e Beta; accelera le particelle producendo dei micro raggi che diretti esclusivamente dove servono; uccidono le cellule cancerose anche in profondit regolata non danneggiando i tessuti e organi vitali vicino al punto bombardato. Rientrato in Clinica il gentile e premuroso Professore fece trovare posto in una cameretta con altre due donne, ed allo stesso giorno nel pomeriggio, partirono assieme alla sua mamma con destinazione Milano. Il tempo era nuvoloso e cadeva pioggia mista a neve fino ad Ivrea, in pianura era solo pioggia. Alle ore 18 entrarono in Clinica lasciando la paziente nelle mani di Suor Maria Caposala del reparto, la stessa; promise che pensava a tutto Lei in collaborazione con la Segretaria del Professore.

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La mamma e lo sposo fecero ritorno a Morgx quasi tutta la notte.

viaggiando per

Durante il viaggio in macchina cal un silenzio da tomba, si sentiva soltanto il rumore del motore e il fruscio dellaria che toccava la carrozzeria. In quel silenzio si ebbe la prima impressione di avere una presenza solo, virtuale e non pi materiale, della Annamaria. Quella non presenza; dette langosciante visione e certezza, nelle menti dei due di aver perso anzi tempo, la persona cara. Che brutti pensieri! Pinu il giorno dopo ripart per Milano e parl con il Radiologor e lInternista che decisero linizio della terapia radiante e chemioterapia. Dopo due settimane si ebbero i primi e illusori miglioramenti. Per il volume del tumore si ridusse della met, il dolore al bacino scomparve e i scalini della scale del reparto vennero saliti agevolmente, potendo alzare anche la gamba. Bastarono quelle migliorie a darle fiducia e alzandole su il morale ... Lei vedendo linteressamento dei Professori e il personale infermieristico tranquillizzandola e spiegandole che con quelle terapie si allungava la vita di alcuni anni. Non bisognava perdere tutte le speranze. Anche perch; le ricerche mediche per contrastare le neoplasie, potevano trovare delle nuove tecniche e medicine pi idonee avvicinandosi sempre di pi ad una probabile guarigione.. Ascoltando molto attentamente le parole dette e la buona prospettiva, riprese coraggio, finch un giorno le dissero che poteva andare a casa ritornando in Clinica una volta al mese per i normali controlli. I capelli tornarono a crescere, laspetto fisico miglior; e soltanto la gioia di tornare vicino al suo sposo; il suo viso ritorn ad assumere il colore roseo e un sorriso fiducioso.

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Idea di iniziare lattivit di pasticciere in proprio Rientrata a casa, e vedendosi di nuovo attiva senza dolori al bacino e camminando liberamente; un giorno passeggiando dentro la pineta di La Ruine (luogo alberato vicino a Morgx) disse a Pinu: Sai ho pensato ad uno dei nostri progetti rimasti nel cassetto. Che n pensi se apriamo una piccola pasticceria a Morgx? Io per alcuni anni posso darti una mano. Parco Pineta La Ruine

Fonte: comune.morgex.ao.it/ E se un domani me n vado via, andr via contenta di sapere che tu continui a lavorare per il tuo conto. Cos rimarr in ricordo; la mia idea per lnizio di una tua vita professionale nel paese che hai scelto della Valle dAosta; incontrando gioie e dolori, persone buone e non buone, soddisfazioni e delusioni, ecc. Che n pensi? Io sar sempre pronta a difenderti; infilzando la lancia appuntita a tutti i mali, come fece San Michele Arcangelo in groppa al suo cavallo, con lindemoniato drago dalla bocca fiammante. Pinu Le rispose commosso: A queste tue nobilissime parole imparate a scuola e dette con franchezza, umilt e altruismo ... come posso dirti di no? ... Un domani, sarai lAnima buona e

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sublime degna di stare in quel Paradiso ovattato di candide nuvole bianche e dove Tu regnerai vicino al Grande DIO Ai Santi Anime volate in Cielo e precocemente separatesi da quei corpi ammalati e sofferenti, nonch Martoriati nella loro breve; vita Terrna. Si ... Far onore alla tua idea. Per prima, ne parleremo ai tuoi genitori ed al Professore Ti va? Ne parlarono subito ai genitori e, per renderle felici i restanti mesi di vita alla loro figlia, acconsentirono allidea. Tanto pi. Perch lei! Desiderava farle vedere cosa avrebbero saputo fare i suoi! Rischio di collasso cardiocircolatorio Un luned dovettero andare in Clinica per il solito controllo, in particolar modo: vigilare che i valori ematici risultassero quasi alla norma, sapendo che la Chemioterapia distruggeva alcuni componenti estremamente importanti del sangue; come le Piastrine, i globuli bianchi e rossi, nonch poteva ledere, il buon funzionamento della cellula epatica (il fegato!) Infatti: si somministravano alcuni farmaci epatoprotettivi confetti per bocca e iniezioni intramuscolari. Pinu dovette rientrare nella stessa sera, mentre Lei doveva rimanere un giorno per il controllo. Dal risultato ematico era evidente che le Piastrine erano a livello molto basso e rischiava emorragie inarrestabili, i globuli Rossi erano avanzati, e diminuiti i Bianchi, rischiando un imminente e violento collasso Cardiocircolatorio. Praticamente stata presa per i capelli mentre stava per cadere in un profondo burrone. La degenza in Clinica dur 12 giorni, finch si ripristinarono i valori vitali. Lidea della pasticceria condivisa con il Professore Pinu intanto lavorava ad Aosta nel grande laboratorio dolciario di Deorsola, e il sabato pomeriggio doveva andare a prendere la paziente e il resoconto medico. Il Professore dovendo venire con

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la sua consorte ad Entrves nel loro nuovo alloggio; disse ad Anna Maria che lavrebbe portata su lui, risparmiando il viaggio a Pinu. Partiti da Milano con la macchina una Volvo familiare color bianco crema; Lei accenn al suo gentilissimo Professore, lidea di volere aprire una pasticceria al suo paese; sicura della professionalit e competenza del suo sposo e di Lei, avendo ottenuto il diploma di Segretaria di Azienda Commerciale. Che n pensa Lei Professore? ... E Lei, Signora? La Signora si pronunzi per prima dicendole: Gentile sposina, se Lei se la sente non esiti e si metta in attivit, infondo: ha studiato per questo. Non Le pare? .... Risposta del Professore: Certo che deve mettersi al lavoro, e a quanto ci ha detto, sono sicuro della riuscita della nuova pasticceria in Alta Valle. Il colloquio avvenuto in macchina durante il rientro a Morgx, lo disse a Pinu e ai suoi genitori la sera stessa giunta a casa, e mentre cenavano. Era la donna pi felice del Mondo. Sua mamma rimasta zitta, ma contenta. Il suo pap malgrado la paralisi e, non potendo parlare pi di tanto. Saltellava sopra la sedia dalla contentezza; Lei si alz lo abbracci e successivamente, asciug le lacrime che uscivano copiose dagli occhi di tutti e due. Sua mamma and a piangere fuori davanti la porta di casa. E Pinu, commosso; dalla scena familiare, non tard ad asciugarsi gli occhi anche lui. Parl virtualmente al Crocifisso appeso in una parete della sala dicendogli: Signore: perch hai voluto fare piangere cos tanto questa famiglia? Era gi il mese di marzo ed il luned dellultima settimana si recarono in Clinica per il consueto controllo. I valori ematici erano alla norma, lultima radiografia al bacino e toracica non davano segni di metastasi grazie alle continue terapie e al morale della paziente in positivo, unita anche alla forza della giovent; la speranza era come il carburante per il motore di un aereo. In mancanza di esso laereo non decolla dalla pista e non continua a volare nellaria.

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Progettazione della pasticceria di Pinu in Morgex Dentro la saletta dove il Professore visita i pazienti - ricorda Pinu - dando lo sguardo alle radiografie disse: Voglio aiutarvi, cari giovani. Pinu le rispose: Come Professore Lei sta facendo molto per noi, cosaltro vorrebbe fare? Il Professore: La sua sposina mi ha parlato dellidea di volere realizzare uno dei suoi sogni e cio; lapertura di una pasticceria a Morgx. Io e la mia famiglia abbiamo mangiato gi, i suoi dolci, perch mia moglie le comperava nella pasticceria Caprice a Courmayeur e le trovavamo squisiti e freschi. Ancora il Professore: Per cui! ... Conoscendo gi loperato la bravura e la persona del suo sposo, vi do dei biglietti di entrata alla vicina Fiera Campionaria - che si svolgeva in quel periodo e che Lui; era uno dei promotori e socio della fiera Milanese - vi recate nei reparti che vi interessano vi fate fare dei preventivi delle macchine da laboratorio, e io vedr cosa posso fare Li fece uscire dallo studio posando le braccia sulle spalle dei due ai lati del suo grande corpo. Grande veramente! Di fisico, animo e di Radiologia Milanese ... Camminarono per il corridoio del reparto uno stretto a laltra sussurrando: Non ci posso credere, sar vero quello che ci ha detto? Si era proprio vero con la lista in mano delle macchine da laboratorio compreso il forno marca Artofex costruiti a Milano su licenza Svizzera, erano le macchine pi affidabili e perfetti, sotto ogni aspetto. Pinu li conosceva gi, avendole utilizzate nella industria dolciaria. Li, lattrezzatura era rigorosamente Artofex. La garanzia era assicurata. Alcuni giorni dopo, andarono a trovare il Grande Uomo. Avevano il preventivo delle spese, ma soltanto per il laboratorio, perch la parte delle altre spese del negozio ecc. li aiutarono i genitori di Lei e i risparmi del pasticcere.

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Pinu inaugura la propria pasticceria a Morgex Il Comune di Morgex rilasci la licenza di vendita al pubblico, che con le autorizzazione Sanitarie e dei Vigili del Fuoco; dettero il via alla nuova attivit dolciaria nel Capoluogo della Valdigne. Il Gentile Professore diede ancora due biglietti per lentrata gratuita alla Fiera; e tre assegni di C. C. Bancario pr compilati; dicendole soltanto: Andate giovani, quando potete mi restituite la stessa cifra e senza nessuno obbligo. Fecero il contratto di acquisto con lagente della ditta Artofex, e comperarono altre cose indispensabili per il lavoro. A sera inoltrata si apprestarono al rientro, felici e contenti, grazie; sopratutto allaiuto finanziario del Nobilissimo Uomo Milanese. Intanto avevano preso in affitto un locale nella strada principale a Morgex dove iniziarono la sistemazione dei locali e il cammino dolce e amaro della nuova attivit personale. La Pasticceria negli anni 80

Lapertura al pubblico doveva essere la prima settimana del mese di Maggio. La settimana prima dette inizio alla produzione di biscotti vari e tutte le altre cose , lasciando alla domenica mattina la produzione della paste alla crema e panna montata.

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Alle sei erano gi in opera. Lei a sistemare alcune cose in negozio e Lui si apprestava a fare nascere i gusci delle bignole e dei chantilly. Lei pass lo strofinaccio bagnato nellacqua saponata sul pavimento e si assent un momento. In quel preciso istante Pinu con in mano due torte si apprestava a posarle in vetrina, non fece caso al pavimento bagnato, scivol di brutto con le torte per terra e lui disteso sul pavimento con un male terribile al polso sinistro e il colore del viso che stava per diventare ceruleo. Pinu e il forno

Intanto arriv Lei e vide le condizioni del suo sposo per terra dolorante e incapace di muovere la mano sinistra. Lo fece accomodare su una sedia dandole da bere acqua calda con zucchero, lo tranquillizz e le fasci il polso al petto. Attese che il male diminuisse (ma il male non diminuiva per niente, anzi: il polso iniziava a gonfiarsi) and a chiamare aiuto ad un suo parente e lo portarono al Pronto Soccorso di La Thuile; dove lInfermiere si premur a chiamare il Dottore che arriv immediatamente facendo subito una radiografia al polso, riscontrando, lussazione e incrinatura alle ossa dellarticolazione.

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Messo a posto losso, fece una ingessatura allavambraccio e per 20 giorni lo tenne legato al collo incapace di poterlo usare, rimandando lapertura del negozio a pi avanti. Ma.. Ci voleva anche quello?.. Dopo i 20 giorni di riposo forzato, finalmente avvnne lapertura del negozio. La famiglia affittuaria e tutti i cittadini di Morgx, le vennero incontro in tutti i sensi e modi possibili; anche perch erano a conoscenza delle condizioni di salute della loro concittadina. Loro! Sono stati tutti, buoni e assidui clienti, quasi tutte le famiglie mangiarono le paste e torte prodotte nel loro paese. E stato un successo. Malgrado la Disgrazia! Il Professore le fece una pubblicit ammirevole, molti suoi amici diventarono clienti affezionati, il passa parola fu un Tam Tam molto utile. Attir clienti da tutta lAlta Valle. I suoi Chantilly con la panna montata erano conosciuti e gustati da tutti. La stagione estiva trascorse lavorando bene e incassando i soldini sufficienti da restituirle alle persone che le lhanno anticipati. Sono serviti pure, per pagare le materie prime e parte dellattrezzatura varia ecc. ecc. La morte di pap Pippo Il pap di Lei, nel mese di Settembre ebbe una ricaduta della trombosi cerebrale, che ricoverato allOspedale di Aosta i Medici dettero pochissime speranze; e accettare il grave problema. Lei non ha voluto arrendersi e telefon al suo Grande Professore di Milano, chiedendole se poteva visitare suo pap ricolpito dalla malattia. La risposta fu: Si portatelo che trover un posto letto per il ricovero di urgenza. Lindomani mattina con lAmbulanza della Croce Rossa Aostana partirono. Lei suo maritino ed un Infermiere professionista per la Clinica milanese. Lei volle rimanere vicinissimo a suo pap con loperatore paramedico che vigilava il suo stato. Lei poverina malconcia come era! Volle giocare lultima carta del mazzo, cercando di affidare il corpo grave alle possibile cure dei Medici che conosceva molto bene, fidandosi ciecamente.

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Il tragitto fino a Novara e nel piazzale dellAutogril si svolse normalmente. Il tempo di comperare una bottiglia di acqua minerale e, pronti per ripartire verso la Citt delle speranze! Le condizioni del paziente si aggravarono vistosamente, il battito cardiaco era quasi nullo. LInfermiere con la figlia al capezzale decisero di non proseguire pi e giunti al casello di Galliate ripresero lautostrada per fare ritorno a casa a velocit sostenuta. Vicino il casello di Santhi delle nuvole scure preannunziarono un imminente temporale; lautista dellAmbulanza disse a Pinu seduto a fianco: Ho paura che il temporale che sta per scatenarsi non ci permette di andare veloci. Intanto e in quel preciso istante: un fulmine luminoso e argentato tracci una linea ascendente a zichi zachi nel grigiore del paesaggio di fronte. Il fortissimo boato del tuono fece tremare il mezzo e una forte pioggia si rovesci nellAutostrada. Lautista voleva fermarsi sotto uno dei cavalcavia fino a che si calmasse la furia temporalesca. Ma; prima chiese allInfermiere come erano le condizioni del malato. Le rispose: Riduci la velocit, ma vai pure avanti perch lo stiamo perdendo. La pioggia mista a grandine, i lampi e le saette si alternavano con i tremendi e paurosi tuoni. Dal vetro che divideva il posto guida a quello della lettiga, Pinu vide il volto del moribondo accarezzato dalle mani di sua figlia AnnaMaria che, con coraggio e estremo senso di amore paterno le sussurrava delle parole allorecchio. (Quale parole le diceva non era possibile capirle). Pinu, per: vide il malinconico viso scarno e bagnato dalle lacrime di Lei; fissi a quelli del pap che le stava chiudendo per sempre. Il temporale li accompagn fino al paese di Pont Saint Martin. La pioggia, da violenta si attenu e il tergi cristallo del parabrezza riprese il normale ritmo. Usciti dal casello autostradale di Quincinetto, affrontarono le numerose curve della Statale 26 arrivando a casa alle ore 19 e 30. Si fece appena in tempo a posare il moribondo nel suo letto che; la famosa lacrima spessa e ferma al margine inferiore dellocchio, segn la fine della vita terrna di Pap ...

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Dopo la morte di pap Pippo, lautunno e linverno 1971 trascorsero lavorando. Lei non accusava dolori o altre sofferenze. Tutti i mesi si andava in Clinica dove il Professore si interessava ai controlli. Il cagnolino Lilli Un giorno le venne regalato un cagnolino di razza volpina, piccolino e bello con il musetto simpatico e lo sguardo furbetto. Un vero gioiello vivente. Durante il giorno faceva compagnia alla mamma, ma nella pausa di pranzo e dopo cena con il negozio chiuso, Lilli (Questo era il suo nome) era sempre tra le braccia o i piedi dei due giovani sposi. Al rientro; la sera aspettava davanti la porta seduto nello scalino pronto a correre verso la macchina riconoscendola immediatamente. Scesi,, per entrare in casa, si alzava in piedi abbaiando freneticamente e felicemente aspettando che lo prendessero in braccio. Era veramente affettuoso. Come si fa, a non volere bene ad una creatura di Dio? Le si parlava come se fosse un bambino cresciuto. Lui ascoltava, ti guardava fisso negli occhi e piegava il suo musetto da un lato; come volesse risponderti e dirti: Si, ho capito! Ma la loro natura e il linguaggio di quegli animaletti , era soltanto: bau bau bau Quando si usciva con la macchina, allora non esistevano i poggia testa nei sedili anteriori. Lui appena entrato, si sistemava tra la spalla sinistra con una zampina e laltra tra il vetro e la portiera anteriore del suo autista. Come prima cosa, e durante lavviamento della macchina, leccava delicatamente lorecchio e la guancia sinistra, - secondo lui! come segno di gratitudine. (Era veramente, un piccolo amico delluomo!!) Un luned pomeriggio durante una passeggiata a piedi, sul bordo della super strada Morgex Courmayeur aperta di recente ancora da asfaltare. Tenuto al guinzaglio per con il cordino un poco lungo, videro sopraggiungere dalla parte loro; una macchina dallo stesso colore della R. 8 Renault e, non si sa come!. l cagnolino si spost abbaiando verso la strada e la macchina che sopraggiungeva andando a toccare con la testolina langolo destro

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rimanendo a terra stordito. La macchina continu il cammino e tra lo sgomento Pinu soccorse la bestiola ferita ancora con gli occhi aperti; lo poggi sopra le mani, affrettandosi a portarlo dal vicino Veterinario che abitava a pochi metri dal luogo dellincidente. Lui era seduto davanti casa su una panca di legno, stava leggendo. I tre sfortunati entrarono dal cancello chiedendo se poteva fare qualcosa per il loro amichetto ferito. Il Dottore visto subito la gravit, disse che il colpo preso in testa caus un trauma cranico ed emorragia interna, infatti dallorecchio e dal naso uscivano gocce di sangue e che non cera pi nulla da fare. Gli occhietti rimasero aperti, e i due padroncini credettero che fosse ancora vivo e che le chiedesse aiuto; invece: era morto allistante, il Gentile Dottore le chiuse le palpebre delicatamente dicendole: Mi dispiace cari giovani non ho potuto fare nulla per il vostro cagnolino. Fu portato a casa disteso nelle mani di Pinu, che percorsero i 200 metri di sentiero piangendo come due bambini con quel corpicino inanimato stretto al petto macchiandole anche la maglia di lana di quel sangue caro e amico. Uomo. Che brutta esperienza ! ... Dopo averlo guardato per alcuni minuti fu avvolto in un drappo di cotone e sepolto nel terreno vicino casa con una piantina di fiori perenni dal colore lilla, sopra la piccola tomba fiorendo per alcuni anni di seguito. Complicanze gravi marzo 1972 Dopo circa un anno e mezzo di tregua sanitaria. Iniziarono i primi mesi della primavera e verso la fine di marzo 1972; dalla ennesima visita ed esame radiografico del torace di Annamaria, il Professore fece vedere a Pinu la R.X. e alla luce del visore punt il dito dove vi erano due macchioline opache in corrispondenza del polmone destro. Pinu disse al Medico: Si tratta delle famose metastasi Professore? La risposta fu: Purtroppo si! ... E, quando appaiono nel tessuto molle sicuramente sono nel fegato e nel cervello.

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Pinu: Professore , cosa si pu fare ancora? ... Niente Affidarsi alla clemenza del Signore; se siete credenti in Dio! E che non soffra pi di tanto. Mi capisce? ... Lei ha dimostrato di essere una donna intelligente e matura e sapr comprendere La porti a casa e le sorrida sempre se pu. Grazie Professore A ... Aspetti! Io verr a trovarla quando vado a Courmayeur, per mi telefoni se ha bisogno. Si faccia prescrivere degli antidolorifici dal suo Medico. Tornati a casa la sua mamma fu la prima persona a sapere delle complicanze gravi. Poi, i clienti non vedendola pi dietro il banco vendita, chiedevano notizie. E Pinu rispondeva a volte, con il magone in gola, che le cose andavano male sperando solo in un miracolo Divino. Il peso sopra le piccole spalle del pasticcere diventava sempre pi pesante. La notte intravedeva scene dellaldil, nel suo immaginario apparivano e sparivano immagini virtuali di Paradiso, Purgatorio e Inferno dove le Anime dannate avvolte dalle fiamme imploravano aiuto ai Santi del Paradiso. Quante notti trascorse insonne e nella paura di non toccare pi le mani calde della compagna. I dolori si fecero sentire sempre di pi. Lei sapendo che suo marito il giorno doveva lavorare la notte forse! ... aveva il diritto di riposare e fingeva di non avere male: quando prima di addormentarsi le chiedeva: Come ti senti stasera? Hai bisogno di qualcosa, una camomilla? Una carezza? Lei: No. Sto bene, anzi una carezza mi farebbe bene Che ne dici? ... Pinu scendeva dal letto e con la scusa di andare in bagno, si metteva il viso contro il muro e gi lacrime; vere lacrime bagnate da quella infame e inesorabile disgrazia. Ritornava da Lei sorridendo, perch Lui, era il suo specchio dove lei si rifletteva e notava i vari movimenti e umori. Che brutta cosa fare la doppia faccia alla persona amata! Eppure ? Con il corpo assai indebolito trascorreva le giornate pi a letto che in piedi. Volevano vederla tutti, parenti e amici. I suoi coscritti; e gli amici dinfanzia non le fecero mancare la loro presenza non passava un giorno, che non cera la visita di un suo coetaneo.

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Ricorda Pinu, laffetto particolare espresso dai coscritti e compagni di studi, Piero e Cassiano che: quando uscivano dal negozio avevano sempre gli occhi lucidi dal dispiacere interiore. Loro!.. salutavano amorevolmente il marito della loro coscritta, incoraggiandolo ed esprimendole ogni qualsiasi aiuto, morale e non. Diverse volte Pinu, non riusciva a trattenere le lacrime vedendo linteressamento e condivisione al forte dolore dei due sposi. Grazie Giovani; siete stati veramente particolari. Per alcuni Dottori e ricercatori nel campo Oncologico, i primi anni settanta furono propiziatori nelle ricerche per preparati vari a combattere alcune forme di Neoplasie. Il siero caprino antitumore Le riviste settimanali e mensili riportavano sovente articoli che riguardavano guarigioni o miglioramenti nei pazienti affetti da tumori. Il grande Amico Carlo Plassi di Pr St. Didir accanito lettore, un giorno si present a casa dellammalata con la rivista Gente nel quale allinterno vi era un articolo che riguardava un Dottore Veterinario di Agropoli, un paese a Sud di Battipaglia e vicino a Pastum, dove stava mettendo in prova e, convinto che il suo siero ricavato dai succhi gastrici e ghiandole endocrine delle capre; iniettato per via intramuscolare una fiala al giorno per tre giorni; era sufficiente a migliorare le condizioni dei pazienti. Anche in questa occasione speranzosa e a scanso di dubbio. decise di provare il siero. Si

Ancora una volta Pinu doveva mettersi in viaggio per il Sud Italia fino ad Acropoli Campania. Un paese del Cilento. Le abitazioni sorsero a sua volta nella rigogliosa e produttiva pianura. Il lato Ovest bagnato dallacqua del mare Tirreno. Su un alto promontorio vi fu edificata dai Saraceni, la chiesa del paese. Una lunga scalinata in pietra portava laccesso al piccolo Tempio. Al Signor Plassi; venne in mente di parlare al Capo Ufficio che dirigeva le entrate o riscossioni tributarie a Morgex. Lui era nativo

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di quel paese dove risiedevano ancora, alcuni familiari. Se ... tramite loro si poteva facilitare un colloquio con il Dottore riguardo al suo siero. Il gentile Signore acconsent di aiutare i giovani di Morgex; che telefonando a casa sua le spieg il drammatico caso. I familiari e parenti risposero, che si mettevano a disposizione per cercare di ottenere il siero. Il luned mattina giorno di chiusura del negozio, molto presto inizi il lungo viaggio per Acropoli distante 1000 chilometri. Siero anti-cancro Bonifacio Nei primi anni Cinquanta, Liborio Bonifacio veterinario di Agropoli, Salerno, inizi a produrre e distribuire gratuitamente un preparato tratto dalle feci delle capre. Linventore chiam il siero Oncoclasina. Una sperimentazione condotta dal ministero della Sanit, nei primi anni Settanta, decret la sua inutilit del siero. Bonifacio continu a produrre e distribuire gratuitamente il siero fino al 1982. In quellanno, il ministero della Sanit dichiar insufficiente la prima sperimenta-zione e decise di eseguirne unaltra. La morte di Liborio Bonifacio, il 17 marzo 1983, pose per fine di fatto al riesame della sua ricerca. (tratto da Focus.it)

Liborio Bonifacio con lapparecchio per il siero

Arriv sul luogo prima di sera e dopo avere conosciuto le gentili Signore lo portarono in Albergo per pernottare, mangiare qualcosa dandole appuntamento davanti lAlbergo lindomani mattina.

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Puntualissime le Signore salirono nella macchina e si diressero nella casa del Dottore dove veniva distribuito Gratuitamente! la confezione di tre fialette da 5cc. Cadauna del famoso siero antitumore. Percorsi i pochi chilometri arrivarono in un piazzale sterrato e fuori paese dove una fila di almeno 300 persone erano incolonnate per ricevere il provvidenziale siero. Le Signore avevano gi, avvisato Pinu, che tutti i giorni era cos e che quelli che arrivavano tardi non potevano avere il siero perch era terminato. Evidentemente: leggendo larticolo che dava speranza di guarigioni, i parenti degli ammalati si precipitavano dal Dottore scopritore del siero caprino sperando nellefficacia o! ... Guarigione! Castello di Agropoli

CastellodiAgropolidalbasso.jpg, da: cilentonotizie.it

Grazie allintercessione delle Nobile donne; Pinu riusc ad ottenere le fiale in via molto particolare e fortunata entrando da una porta secondaria e potere parlare per pochi minuti con lanziano Dottore dal viso stanco,dicendole soltanto. Questo mio preparato ancora in fase di studio. Non miracoloso, ma non un preparato che fa male. Provatelo e sperate in Dio.

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Pinu le rispose: Dottore proveremo anche questo. Io, lo ringrazio immensamente e le auguro una buona riuscita del suo siero anticancro. Le gentili Signore lo portarono a casa che erano quasi le 12. Lo fecero accomodare le offrirono delle brioches e delle arance molto profumate del luogo; che congedatosi Pinu le ringrazi, le abbracci riconoscendo lopera svolta in aiuto ad un bisognoso calatosi in gi e in cerca del miracoloso preparato antitumorale. Rientro a Morgex con il siero anticancro Con il piccolo pacchetto sistemato in modo che le provvidenziali fiale non si potessero rompere durante il viaggio; inizi la via del ritorno in Valle. Nei lunghi chilometri percorsi in Autostrada; nella mente di Pinu, apparivano e sparivano una infinit di cose, belle e ahim brutte. Ricordi del passato, come potere affrontare lavvnire e soprattutto come gestire leventuale trapasso della sposa e se potr sopportare il suo fisico!.. quel brutto momento del funerale? Per fortuna, la mente ogni tanto pensava ad altro. Ad esempio!... Facendo il calcolo ( tempo chilometri) pensava di arrivare a casa nella notte. E il giorno dopo consegnarle al Dottore Chiazza per iniettarle in quel corpo oramai dimagrito e vulnerabile a tutto e a tutti. Intanto la macchina divor i 1000 chilometri giungendo a casa alluna di notte grazie a Dio senza problemi o incidenti. Erano tutti svegli ed attendere che il campanello della porta suonasse e fare entrare colui che portava quel filo di speranza o quella medicina che forse era utile a salvare una giovane vita prossima a morire. Il Dottore avvisato che le fiale erano arrivate si precipit subito a casa e iniett la prima fiala. Il giorno dopo la seconda e il terzo giorno la terza. Con tanto amore Medico salut la sposa dandole una carezza e auspicandole che il siero fosse di grande aiuto Veramente, il contributo dato dal marito nel cercare e andare in giro per lItalia senza sprechi di cose; stato encomiabile, non si

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risparmi per niente e per nulla che potesse servire ad allontanare lo spettro della morte che bussava gi alla porta. Ottemper seriamente ad una delle Leggi Divine del Signore; e cio, portare aiuto agli ammalati. Ricovero a Milano maggio 1972 Pass il mese di Aprile e nella prima settimana di Maggio fu ricoverata allOspedale San Carlo di Milano perch le continue sofferenze indebolivano sempre di pi il martoriato giovane corpo. Assieme a lei era la sua mamma. Il Professore le permise di assistere la figlia trovandole un posto letto nella stessa stanza. stata ammirevole lassistenza della madre e delle infermiere del San Carlo. Pinu andava la sera e tornava il mattino perch doveva lavorare. Era anche il periodo delle Comunioni e Cresime. Oramai si doveva dare e fare tutto quello che serviva. Leffetto Siero anticancro non funzion. La corsa verso la morte continu inesorabile. Era gioved 18 Maggio 1972 quando la Capo Sala del reparto telefon a Pinu, dicendole di venire con un Ambulanza e portare a casa lammalata molto grave. Ospedale San Carlo Borromeo, Milano

Fonte: milanosanita.it Contattato la Croce rossa di Aosta mise a disposizione un mezzo e partirono per Milano. Nella tarda serata, furono di ritorno a

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Morgx con il corpo quasi inanimato della sventurata donna. Lei dava limpressione di volere stare ancora con i suoi. Cercava di muovere le labbra, gli occhi e le dita delle mani nella quale erano stretti dalle mani del suo marito e della sua mamma. LInfermiere pratic lultima iniezione di calmante e se ne torn ad Aosta lasciando nella camera da letto la moribonda. Una scena veramente straziante di dolore commozione e pianto. Intanto arrivarono i parenti gli amici e i Coscritti che a turno vegliarono il corpo ormai senza vita delle loro coetanea. Pinu asciug per lultima volta con un suo fazzolettino di seta, lultima lacrima e cio; quella della morte: ferma la, dove nata divenendo spessa simile allolio benedetto. I Funerali dell'Abb Bougeat e di Annamaria Lindomani mattina si seppe in paese della improvvisa morte del Parroco di Morgex Don Bougeat. L'Abbe' Alexandre Bougeat (Ayas 1916, Morgex 20 maggio 1972): un grande parroco-vignaiolo valdostano. Parroco di Morgex dal 1946, era un uomo di cultura con interessi per la teologia, l'agricoltura, l'antiquariato e le tradizioni valdostane. Nel 1964 realizz il suo primo imbottigliamento, incominciando la commercializzazione del Blanc de Morgex al di fuori degli ambiti regionali. La perfetta maestria di don Bougeat ha creato il Blanc de Morgex, vino bianco dalla stoffa aristocratica, pietra miliare dell'enologia valdostana.

Fonte: alpinia.net

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Famoso anche, per la dichiarazione dellenologo, cuoco, gastronomo, anarchico e scrittore italiano Luigi Veronelli, che alla domanda: "Veronelli, se lei dovesse salvare un vino bianco, uno solo, da una catastrofe cosmica, quale sceglierebbe?" rispose senza esitazione "Il Blanc de Morgex di Alexandre Bougeat, abate".

Il vitigno "Pri Blanc" Il vitigno Pri Blanc la massima espressione della biodiversit alpina. Grazie alle sue caratteristiche si distingue dai vitigni comunemente noti e determina un vino sorprendente, espressione di un terroir unico. Gli acini sono piuttosto piccoli, ma succosi, con buccia estremamente delicata e fine, per cui anche una normale pioggia nel periodo di ultimata maturazione ne provoca la spaccatura. Il vitigno autoctono, franco di piede, resistente al freddo, non soggetto agli attacchi della filossera e da altri insetti, resi inoffensivi dall'altitudine. La sua riproduzione non necessita di innesto su ceppi americani, ma viene praticata con barbatelle prodotte sul posto, ed anche mediante interramento dei tralci; ci comporta un perfetto equilibrio e adattamento tra vite, suolo e microclima. Le particolari condizioni climatiche comportano germogliamento tardivo, fioritura tardiva e maturazione precoce. Fonte: http://aziendabrunet.blogspot.it/

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Le due morti in concomitanza, dettero limpressione di essere stati chiamati assieme, per la nuova dimora celestiale al cospetto dei Santi e del Signore. Eterni abitanti di quel luogo veramente unico e sublime dove gli Angeli e le Anime buone volteggiano indisturbati nel candido spazio del Paradiso. La Domenica 21 maggio 1972 era la festa della Pentecoste, le campane dellalto campanile romanico di Morgx suonarono soltanto per il funerale del Parroco. Il Funerale fu celebrato nellora della Messa solenne. La lunga processione percorse tutta la via principale passando dalla casa dove riposava la giovane ex parrocchiana. Nel pomeriggio si svolse il funerale della Annamaria. La partecipazione dei cittadini fu numerosa. Diversi clienti e amici di Pinu furono presenti. Diversi colleghi si strinsero vicino allo sfortunato pasticcere. Dopo la Santa Messa il corteo funebre si avvi per il vicino Cimitero dove la salma venne tumulata dandole ancora! ... Lultimo estremo saluto. Le Anime dei due morti sicuramente, si distaccarono dai corpi e iniziarono quel dolce cammino verso il Cielo azzurro, camminando sopra le bianche nuvolette dirette nellimmenso spazio di Dio Onnipotente. Per chi crede veramente! Pochi anni dopo la mamma di Anna lasci anche lei il Mondo terreno per raggiungere quello astratto e Santificato che appartiene solamente alle Anime buone.

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La vita continua

Life Goes On! Fonte: abigailb604.edublogs.org

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Morgex Valdigne: patria di adozione Incontri importanti Nuovi talenti Torta alla frutta da Guinness dei primati I paesi dellentroterra sicula dimenticati Polizzi Generosa: patria di origine Polizzi: storia e ricordi Cinema amatoriale Cine Club Valle dAosta Documentari realizzati Ritiro dal lavoro

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Morgex Valdigne: patria di adozione Pinu continu la gestione della propria pasticceria artigianale a Morgex nei locali dei due pi assidui clienti della pasticceria che ancora ringrazio moltissimo. Morgex Nell'epoca romana si chiamava Morgentium o Morgentia, nel Medioevo fu detto Morga e poi Moriacium Moniaix e infine Morgex. Situato a 920 m di altezza in una piana incantevole e pittoresca che si apre a ventaglio verso la lontana visione del Monte Bianco, a nord-est, e dalla Grivola a sud-ovest. [Foto archivio del Comune di Morgex ] Morgex - La parrocchiale Pinu rest affascinato quando lesse la storia del Beato Vuillerme in occasione della Festa Patronale che si svolse il 7 di Febbraio 1973. In seguito ha realizzato, in collaborazione con il Parroco Don Pierino Colmr che scrisse il testo, il cortometraggio in Super 8 Beato Vuillerme de Leaval dedicato al Santo Patrono di Morgex. Hanno partecipato come collaboratori e attori alcuni cittadini di Morgex per ricreare i miracoli avvenuti nel lontano 1260. A lavoro finito il filmetto fu proiettato diverse volte con larga approvazione e interessamento dei cittadini.

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Sia la pittura che la cinematografia a passo ridotto, furono i diversivi passatempi creativi che permisero a Pinu, di superare il triste avvenimento. Vuillerme Laval Vuillerme della nobile famiglia Laval visse probabilmente nel XII secolo o nel successivo, mentre la tradizione lo collocava nei secoli VIVII. La tomba fu rinvenuta nel 1687 durante lavori nella chiesa parrocchiale. Il culto del beato fu autorizzato nel 1877 da papa Pio IX. In occasione del riconoscimento ufficiale fu dedicato a Vuillerme de Laval laltare in fondo alla navata destra, in origine dedicato alla Ss. Trinit e agli apostoli Filippo e Giacomo. Laltare era stato rifatto nel 1771 dal valsesiano Giovanni Battista Gilardi. La festa viene celebrata il 7 febbraio.

Panorama di Morgex

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Alcuni quadri realizzati dopo il corso con il Maestro Martini, li espose nelle pareti del negozio dove numerosi clienti e amanti dellArte pittorica si fermavano a guardarli e farle i complimenti. Alcuni vollero sapere chi era lautore. Ricorda Pinu le parole che le disse il suo Maestro mentre dipingeva una tela con natura morta: Ricordati di abbracciare : lArte pittorica se dovresti affrontare problemi seri e sconsolanti. Infatti! ... ne ebbe bisogno. Morgex stava diventando la patria ntando definitiva per il siculo errante che nel frattempo si rifece unaltra famiglia. Morgex e la Valdigne Morgex da sempre viene definito "Cuore della Valdigne", la parte superiore della Valle d'Aosta. La Valdigne si estende dal comune di La Salle a quello di Courmayeur, comprende i comuni di La Thuile, Morgex e Pr PrSaint-Didier e le valli laterali: Val Ferret, Val Veny e il vallone di Didier La Thuile, percorsa dal fiume Dora Baltea del suo corso superiore.

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Incontri importanti Un giorno entr in negozio per comperare dei pasticcini, il Signor Piero Loggia, che: guardando i quadri con insistenza le venne spontaneo chiederle se anche lui dipingeva. Il Signor Piero rispose: Ma si ... Solo che per vivere dovr fare altro. E pensare che ho frequentato la scuola dArte del Brera a Milano. Comunque: i tuoi quadri mi piacciono. Continu a dirle: Vedendo il tuo stile pittorico i toni pacati la pennellata sicura e i paesaggi della mia Valle, prometto che riprender a dipingere. E cos fu A distanza di pochi anni Piero Loggia (1936-1990) divenne un nome, un Maestro molto conosciuto anche in Francia. Piero, un po per volta, scopr che aveva il dono della pittura anche la moglie Yolande, nata nel 1938 a Saint-Pol-sur-Mer (Francia del Nord) che laveva sposato nel 1978 diventandone la manager. Dal 1984 Yolande Loggia diventa ufficialmente una pittrice. Alla morte di Piero, Yolande decise di lottare contro l'oblio e continuare per ventanni a proseguire la strada che avevamo iniziato insieme organizzando conferenze-presentazioni e mostre in Europa sotto il nome di Yolande e Piero Loggia. Alcuni mesi dopo, si present un altro Signore che faceva il rappresentante di attrezzi da laboratorio dolciario per una Ditta di Torino. Parlando di lavoro e facendo un ordine di alcuni stampi per panettoni, si venne a parlare anche dei quadri esposti in negozio. Chiese a Pinu chi era quel pittore. La risposta fu: Sono io che mi diletto. Guidato dal Professore Martino Martini che risiede in questo paese. Sono veramente belli quello stile impressionistico mi ricorda il Grande Maestro Francese Renoir. Certo! ... lui unaltra cosa! Sai che anche io mi diletto! E pensare che ho frequentato la scuola dArte Albertinadi Torino diplomandomi. Per vivere dovr fare il rappresentante.

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Pinu le rispose: Peccato. Perch non riprende a dipingere con il suo bagaglio artistico non dovr fare fatica. E sappi che lArte ha bisogno di Maestri come Lei. Evidentemente, Gianluigi de Filippis di Ivrea ripens lincoraggiamento datogli dal pasticcere pittore e, alcuni mesi dopo, Pinu ricevette un invito allinaugurazione di una sua mostra personale. LAnno successivo il de Filippis stava preparando una seconda Mostra a Torino, quando un male incurabile lo fece allontanare dai suoi colori e dalle sue tele. Con una leucemia fulminante; due mesi dopo lamico rappresentante e pittore, and a dipingere in un altro Mondo, e Chiss quale! Sicuramente in quel Mondo pieno di colori dove tutti gli Artisti possono attingere i pennelli, creando quelle scie variopinte a forma di met cerchio degli Arcobaleni Celestiali. Morgex Tour de lArchet

La-Tour-de-Archet_Esterno.jpg, sapegno.it Durante il cammino professionale il pasticcere pittore siciliano, ebbe modo di conoscere persone e personaggi importanti, tra i quali il maestro Martino Martini, il poeta-maestro Claude

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Fouchcourt, il pittore valdostano di grande carisma Angelo Abrate (Torino 1900-Sallanches 1985). Nuovi talenti Nel 1982 Pinu fu partecipe alla manifestazione Artistica organizzata da una commissione di Critici dArte e Galleristi Milanesi che ogni Anno premiavano nuovi talenti italiani di tutte le Arti come: Cinema, Teatro, Letteratura, Scultura, Giornalismo e Pittura. La manifestazione si svolse in Francia a Chamonx in una serata al Casin con una cena prelibata. Alla fine, la consegna delle targhe, diplomi di partecipazione e una statuina in metallo realizzata dallo scultore Meloniski da Villacidro CA, Sardegna dove nato nel 1943 (meloniski.com/). La compagnia di 12 ragazze finaliste al concorso di Miss Italia, fecero da cornice alla serata con un famoso presentatore milanese.

Il nome di Pinu inizi a comparire su alcuni giornali e riviste. Sia nel campo dolciario che in quello artistico.

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Di Lui si interess anche lAccademia di Belle Arti della Citt di Taranto Discuri che lo invit a partecipare a mostre in collettiva in alcune Citt internazionali. Le mete furono: Toronto Canad, Caracas Venezuela, Atene Grecia, il Cairo Egitto e Taranto Italia. Ancora una volta il nome di Pinu rimbalz su alcuni prestigiosi quotidiani internazionali. Le fotocopie degli articoli con le targhe di argento e bronzo sono custoditi nei cassetti di casa Albanese. Una ennesima premiazione stata fatta in occasione della collettiva organizzata dallAssessorato al Turismo del Comune di Taranto nella prestigiosa sala della Protomotca del Campidoglio Roma. Madrina della manifestazione Artistica stata la Contessa Maria Fede Caproni di Taliedo Armani componente della Nobile Famiglia Caproni costruttori dei primi aeromobili italiani.

Fonte: wp.scn.ru Torta alla frutta da Guinness dei primati Nel 1986 tutti i pasticceri della Valle dAosta daccordo con il Comune del Capoluogo Valdostano dettero il via alla realizzazione di una torta alla frutta pi lunga del Mondo, battendo a sua volta il Guinnss dei primati mondiali con la lunghzza di 485 metri. La piazza Chanoux della Cittadina di Aosta il 6 di Marzo 1986 fu riempita con un lungo serpentone a zig zag della torta; che venne venduta a tranci e il ricavato fu devoluto allAssociazione

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Regionale per il Telefono Azzurro Ente Nazionale per la difesa e protezione dei bambini italiani. Lo sforzo lavorativo dei pasticceri e la donazione delle materie prime dalle ditte interessate e il benestare delle Autorit sono serviti per una causa assai importante. Un Grazie, ai pasticceri della Valle dAosta. Pinu fu anche collaboratore alla nobile idea e alla realizzazione. La RAI 3 Regionale si interess a realizzare un bel servizio Televisivo nel quale si dette assai rilievo alla giornata di beneficenza e al lavoro di tutti i partecipanti.

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Il servizio fu trasmesso in tutta la Valle portando a conoscenza di tutti i cittadini la lodevole manifestazione della piccola ma grande, Regione Valdostana. La settimana successiva, il Giornalista RAI volle conoscere chi era il pasticcere e pittore che operava a Morgex. Venne con la sua troupe e intervist linteressato con le immagini del negozio laboratorio e tutte le qualit di prodotti esposti in vetrina. Anche i quadri esposti nella parete del negozio furono allattenzione del bravo giornalista e conoscitore delle Arti. Prima di congedarsi con il Giornalista, Pinu espresse un desiderio dicendogli: Peccato che il servizio che ha fatto per la lunga torta e la conoscenza con il pasticcere pittore siciliano; non possono vederlo i miei concittadini di Polizzi Generosa a causa della lontananza. Ma fa niente!. Evidentemente, ne parlarono in Redazione di Aosta. E, i giorni 19 e 20 Marzo diverse telefonate giunsero a Pinu mentre lavorava dai parenti, amici e normali paesani, compreso il Sindaco Giuseppe Lo Verdi, dicendogli di essere stati contenti di avere visto in un programma Televisivo della Sede RAI di Palermo, un loro concittadino parlare bene della cittadina di Polizzi Generosa da dove emigr, ma che non ha mai dimenticando la sua origine operando nel campo dolciario con la passione della pittura riscuotendo unanimi consensi. I paesi dellentroterra sicula dimenticati Per quel paese dellentroterra sicula abbracciato dai monti Madoniti da un lato; e dai campi agricoli, dallaltro. Quella notizia televisiva fu una boccata di ossigeno per lintera comunit sicula. I paesi dellentro terra lontani dal mare e centri turistici importanti hanno sempre avuto la certezza di essere stati dimenticati e abbandonati a se stessi. I loro nomi venivano evidenziati dai giornali e Telegiornali; soltanto quando avvnivano episodi sgradevoli allopinione pubblica. Peccato! ... Perch in quei paese in parte dimenticati, esistevano ed esistono ancora oggi; persone brave, intelligenti,

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lavoratori con un fardello di umilt alle spalle degni di ogni altra persona perbene. Il Sindaco Lo Verdi invit Pinu quando chiudeva il negozio, di recarsi a Polizzi per ricevere i complimenti. Cos stato. Nel mese di Settembre varc la porta dentrata del palazzo Comunale e quella della sala consiliare al completo degli Assessori e Sindaco nel semi cerchio Pretoriale Pinu fu invitato a sedersi tra il Sindaco e il Presidente della Giunta che dopo i discorsi di prammatica; gli consegnarono una targa di Argento con dedica molto significativa.

Ringraziarono il concittadino, come un grande lavoratore dolciario e artigiano del pennello e colori. Sottolineando, il valore artistico e persona degna di rappresentare altrove; lonore dei cittadini di Polizzi, stando lontano 1800 chilometri. Inoltre; gli promisero che il suo nome verr scritto nel Registro degli Illustri personaggi della cittadina. Be!! ...

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Polizzi Generosa: patria di origine Mai pi avrebbe pensato Pinu, che i dirigenti del suo paese nato avessero avuto tanta sensibilit e riconoscenza verso un modesto e instancabile lavoratore. Nel 1992 Pinu, allest una mostra personale con 35 quadri nel Palazzo Comunale di Polizzi. Le tele di varia grandezza con la maggior parte paesaggi Valdostani furono donati tutti al Comune come ricordo di un suo cittadino che vive e lavora lontano dalle sue mura dorigine. Alcuni soggetti, furono realizzati in diversi scorci e angoli di Polizzi Generosa non ancora toccati dal cemento e dalla modernit. Il Sindaco e la sua Segretaria gli dissero: Noi non abbiamo mai fatto caso a quanto potessero essere pittoreschi questi angoli a noi conosciuti e nello stesso tempo; sconosciuti! ... Vie dove noi passiamo sovente; senza accorgercene che li Quellangolo vecchio potesse essere soggetto pittorico Grazie! ... Signor Pinu, di questa insolita passeggiata tra le case di Polizzi antica. Lomaggio artistico donato al Comune fu catalogato e sistemato negli uffici amministrativi dove chiunque entri guarda il lavoro fatto, da un loro concittadino. Polizzi: storia e ricordi Quando lasciai la mia cittadina di Polizzi, era il 1958 pochi anni dopo il termine dei vari conflitti politici e bellici in cui lItalia e in particolar modo in Sicilia dove fu protagonista di eventi spiacevoli nel quale n soffrirono i cittadini di ogni ceto sociale. In quel lontano periodo, ebbe inizio la lenta ma progressiva ascesa del mondo lavorativo e di emigrazione in massa dal meridione al settentrione. A malincuore detti laddo a tutto quello che mi apparteneva compreso linsegnamento e la storia del mio paese madonita. Ricordo alcune pagine lette con interesse, che Polizzi Generosa ha origini antichissime e che alcuni coloni ellenici e arabi abitarono in Sicilia ancor prima del terzo secolo a.c.

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Si susseguirono Romani, Fenici, gli Aragonesi ecc. ecc. e fu visitata da personaggi importanti e che; Polizzi ospit sia pure per pochi giorni, Sovrani, Principi e Condottieri vari, nonch Carlo V, capo del Sacro Romano Impero, tornato, nel 1535, da una guerra combattuta in Africa a difesa della cristianit. Secondo gli storici, Carlo V partiva dalla Tunisia il 17 agosto del 1535 e arrivava in vista di Trapani il 20 successivo. Dopo un prolungato soggiorno nel porto di approdo, l' imperatore part per Palermo dove giunse dopo una sosta a Monreale. Lasciata Palermo il 14 ottobre, attraverso strade di montagna, l'imperatore pernott a Polizzi Generosa, diretto a Messina dove giunse il 21 ottobre.

Polizzi Generosa (Pulizzi in siciliano) un comune italiano di 3.756 abitanti [ISTAT 2009] della provincia di Palermo in Sicilia. Fa parte del Parco delle Madonie. Il sito su cui sorge la cittadina di Polizzi Generosa stato frequentato sin dal VI secolo a.C. come documentano recenti rinvenimenti archeologici. Nel IV secolo a.C., l'abitato, grazie alla sua posizione strategica, lungo il confine tra i domini punici e quelli siracusani, dovette avere un presidio stabile ed una fortezza presidiata da milizie mercenarie originarie della Campania, come attesta il rinvenimento di un ripostiglio monetale negli anni 1950. Resti romani sono pure documentati da Contino (1986). Nel periodo normanno-svevo la cittadina ha il suo periodo di floridezza entrando nell'orbita regia e divenendo poi citt demaniale. La decadenza della cittadina inizia con la pestilenza del 1575-76 che decima la popolazione. Alla fine del XIX secolo si ebbe una ripresa della cittadina come testimonia la presenza di diverse attivit commerciali. (Fonte: it.wikipedia)

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Polizzi fu anche, centro di un primitivo crocevia sentieristico collegando Palermo, Licata, Caltanisetta e Messina; (in poche parole!) Una delle prime vie siciliane passava proprio nelle vicine abitazioni dei Polizzani. Successivamente la cittadina divenne luogo demaniale importante, arricchitosi di edifici pubblici e privati secondi dopo quelli di Palermo e Messina. Le costruzioni furono abitati da personaggi attivi nellambito intellettivo e spirituale; infatti: testimonianze sono ancora visibili tra le dimore civili e numerose Chiese Cristiane, nonch diversi monasteri e conventi disseminati qua e l nei quartieri di Polizzi. Oggi la cittadina che sorge su un altopiano roccioso circondato da alti dirupi gode di una visione paesaggistica da fare invidia a diversi paesi. Ai piedi dei suoi vicini monti, si estende una grande vallata fino a raggiungere il mare di Termini Imprese. Un tempo, parte della valle era coltivata a nuciddi (nocciole ) che dava lavoro a numerose famiglie, oggi per; non si coltivano pi le nocciole e al loro posto sorgono graziose villette sostituendo le vecchie casette dei contadini, assai alla buona e di un tempo che fu. Panorama di Polizzi Generosa

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Ricordo la mia Polizzi quando pullulava di attivit artigianali con tanto di maestro e numerosi allievi nelle svariate (botteghe laboratori ) e dove, da esse uscivano dei valenti nuovi artigiani poi disseminatesi qua o l per il Mondo. Nel vecchio agglomerato storico vi erano quasi tutti i servizi necessari ai cittadini. Due Musei con resti del periodo ellenico ritrovati di recente e animali imbalsamati del territorio Madonita fanno bella presenza ai numerosi visitatori siciliani e stranieri. Nella Chiesa Madre e al suo interno esposto al pubblico un famoso quadro di autore fiammingo ritenuto il pi bello della Sicilia. Lo stesso custodito gelosamente e a prova di malfattori.

Trittico Pittorico Fiammingo attribuito al Memling o al Van Eyche o al Van der Weyden

www.polizzigenerosa.it/italiano/arte/chiese/chiesamadre/ tritticofiamm.htm La vecchia e storica cittadina, dette la nativit al Cardinale Rampolla eletto Papa ma, per volere di chiss chi! Lo fu soltanto per un solo giorno, (peccato! ) Nella cittadina annualmente si

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svolgono numerose manifestazioni e feste religiose manifestazioni folcloristiche che meritano di essere viste.

con

Il turismo ha fatto la sua presenza e, negli anni trascorsi sorsero diversi Agriturismi che offrono al villeggiante aria pura, tranquillit e molta goduria nel campo gastronomico con pietanze rigorosamente da ricette tramandate da generazione in generazione. ( E ... Questo mi piaciuto assai! ...) Cinema amatoriale Diminuita la vena pittorica, altra se ne aggiunse e cio; quella cinematografica a passo ridotto. Sacrificando il tempo libero dal lavoro seppe che a Torino si potevano frequentare dei corsi serali di Cinema e Televisione, non ci pens due volte ad iscriversi per capire come era la settima Arte e come si realizzavano le fotografie in movimento e, lArte di fare parlare le immagini, cio il Cinema amatoriale e professionale. Acquist la collana completa di Tecnica Cinematografica ed. Il Castello dove trattava come realizzare un filmetto o corto-metraggio. Cap la composizione del film, la ripresa, il montaggio, la sonorizzazione e proiezione. La trov affascinante e nello stesso tempo, difficile sotto ogni aspetto. In pi, si chiese: Ecco, anzich trasportare la scena vista di un paesaggio su una tela con colori e pennelli, la stessa scena potr essere trasportata da una cinepresa su un fotogramma di pellicola invertibile super 8, per poi vederla in proiezione ingrandita dagli obbiettivi del proiettore. Certo c differenza; e assai! ... Ma - come le diceva il suo insegnante - per quegli occhi che sanno scrutare la natura, tutte le tecniche sono adoperabili per creare immagini, sia statiche che in movimento. Questi impegni

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di lavoro e di Arte, lo distrassero dal pensiero della tragedia accadutegli. Negli spazi di tempo libero, a volte sottratto alla sua nuova famiglia; assieme i suoi attrezzi o di pittura o di ripresa: si recava nei luoghi dove secondo lui, il posto fosse idoneo e bello da immortalare: non importava con che cosa! Le Valli Valdostane , i paesi, le frazioni, i borghi vecchi e tanti scorci, erano per lui , oggetto di attenzione. A volte lispezione era soltanto per trovare il posto dove mettere il cavalletto. Ritornava quando poteva ed ecco che. dopo aver tracciato i contorni a matita, per la pittura dava inizio e sfogo con i colori e pennelli. Oppure: dopo che si era documentato di quel posto; decideva di realizzare un cortometraggio su; storia, usi e costumi di quel luogo con la ripresa cinematografica Amatoriale! Nella Valle in cui si fatto adottare trovava la gioia di vivere. Lo scenario Alpino era veramente il pane per i suoi denti, si fa per dire? I suoi paesaggi sono, di una visione incantevole; rappresentano una piccola parte del nostro pianeta terra: bello, tranquillo, riposante e variopinto. Riprese a Punta Helbronner

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Con il suo Cielo azzurro, i suoi monti perennemente innevati, le foreste sempre verdi, i casolari semplici costruiti in pietra e legno del posto, i prati erbosi costellati di vita animale, i ruscelli gorgoglianti di acqua fresca che sgorga dalle numerose sorgenti e, le figure delle persone che camminano per i sentieri protetti da quelle staccionate ricavate dai tronchi dalbero in parte semi contorti; erano per Pinu, qualcosa di magico. Da guardare con attenzione, da riflettere e chiedersi: Questa , la vera natura! Dio lha creata e luomo sapiens pieno di intelletto, deve proteggerla anche a spada tratta; perch essa non venga mai molestata, deturpata, avvelenata e violentata in mille maniere. Forse; il mio pensiero chiede troppo? Non penso proprio? Voi cosa ne pensate? Cine Club Valle dAosta Negli Anni ottanta ed un giorno che non ricorda pi, Pinu lesse un trafiletto su una pagina di quotidiano, nel quale era scritto: La mia intenzione sarebbe quella di formare un Cine Club in Valle dAosta. Se alcuni cineamatori volessero aderire, contattino Gian Luigi Cicala della Scuola Guida Breouv Aosta. A rispondere ed aderire alla nascita del Cineclub Valle dAosta furono in sei amatori che dopo la prima riunione, stabilirono un regolamento e lo Statuto che presentarono allUfficio del Registro di Aosta. Tutto ci senza scopo di lucro. Successivamente iniziarono le attivit di ritrovo serali visionando i propri filmati realizzati alla bene meglio creando il motivo di autocritica; discutendo soprattutto: della necessit di apportare miglioramenti, su chi; e come!.. E, in particolar modo; dare inizio al futuro lavoro; partendo da una idea, dal soggetto, dalla tecnica di ripresa, dal montaggio ecc. ecc. Largomento affrontato si rivel assai complicato. Comunque, animati di buona volont e senso critico, serv al neo gruppo di iniziare a produrre lavoretti di un certo interesse e con pi professionalit. Ad ogni ritrovo, ci si trovava a tu per tu, con la tematica cinematografica; conoscere la Settima Arte da

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vicino palparla con gli occhi e con le mani, comprenderla ed attuarla stato per Pinu una sensazione bella, mai provata fino allora. Tutti i soci si apprestarono a migliorare lattrezzatura di ripresa e proiezione con cineprese semiprofessionale e proiettori di sicura affidabilit. Documentari realizzati Lattivit dur alcuni anni e furono realizzati diversi documentari, anche a soggetto e cartoni animati. I primi titoli furono: Il Pane dei Monti e la Millenaria Fiera di SantOrso che successivamente, furono proiettati nel Salone delle Manifestazioni al Palazzo Regionale della citt di Aosta e, con la presenza di numerosi simpatizzanti e personaggi vari. Per alcuni anni il Cineclub Aostano, rimase attivo. Per successivamente, e per cause di spostamenti di residenza, alcuni soci dovettero trasferirsi altrove e il gruppo si sciolse. Ma, Pinu continu in forma assai privata, a gironzolare per tutta la Valle dAosta e non solo! ... A realizzare cortometraggi e documentari per uso privato. Alcuni titoli: Insieme ai Pastori, Laghi Alpini, La valle dei Castelli, Il Beato Vuillrme, Il Monarca delle Alpi, Una Corsa in Montagna, Nel Luogo di Corrado Gex, Pianeta Verde, Torrenti e Cascate,

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Fiori di questo Mondo, Quella Vecchia Vaporiera, Carnevale in Valle, Abb Cerlogne a Morgex, Come Sinfonia. Luoghi innevati.

Successivamente, si cre una sua piccola Biblioteca e Cineteca. Oggi i suoi modestissimi lavori si trovano nellArchivio Regionale Valdostano. Ritiro dal lavoro Il lavoro prevalente della pasticceria continu discretamente malgrado i periodi di magra e congiunture nazionali. I clienti affezionati non abbandonarono mai gli acquisti di pasticcini e torte di vario genere. I pi anziani non potendo pi essere presenti in negozio a causa degli acciacchi di enilit; delegavano i figli o i nipoti per comperare i dolci della pasticceria Monte Bianco di Morgex. Nelle svariate occasioni; i reciproci scambi di saluti commerciali e di amicizia; avvnnero quasi sempre; ed al pasticcere non potevano che fare veramente piacere ... Linteressamento culturale, turistico e, di amicizia con tutte le persone della Valle e non, li tenne sempre presente, anche quando nellAnno 2001 termin la sua attivit artigianale e commerciale, ritirandosi dai palcoscenici pubblici e artistici. Contento di avere operato con seriet, onest, e lungimiranza: rest fedele al suo paese che lo adott vedendolo presente nella piazza Assunzione e nelle vie, per quasi 40 anni. A chi legger questo mio scritto: chiedo scusa e, per gli errori grammaticali di sintassi e di presunzione letteraria; in quando non stata, la sua professione.

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I cittadini pi comprensivi, potranno dire che quanto ha scritto il pasticcere siciliano, stato uno sforzo mentale e intellettivo non indifferente, cercando di avvicinarsi e capire il momento di esternare delle cose di vita vissuta sia nel bene che nel male. Ed accingersi cercando in qualche modo, di potere salire il primo scalino di una lunghissima e sapiente scalinata della letteratura italiana e Valdostana.

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POSTFAZIONE
Ida Rampolla del Tindaro

Memorialistica Popolare
Un libro come La Storia di Pinu pu avere diverse chiavi di lettura. Di solito, le presentazioni riguardano libri di poesia, romanzi, o, pi raramente, opere di storia o di saggistica. La Storia di Pinu non appartiene a nessuna di queste categorie, anche se vi sono spunti romanzeschi, storici e a tratti perfino poetici. Si tratta di un diario ispirato a episodi di vita vissuta e allemigrazione. Questo tema stato affrontato, com noto, da tanti illustri scrittori e poeti, da De Amicis a Capuana a una scrittrice scoperta dal nostro G. A. Borgese, Maria Messina e da tanti altri ancora. Ma si trattava, in questi casi, di opere letterarie scritte d persone da che non avevano fatto personalmente questesperienza e che descrivevano le emozioni e le sofferenze degli emigrati in pagine certamente di alto livello letterario, ma dettate dallimmaginazione e dalla fantasia. Pi autobiografica e certamente di interessante e piacevole lettura, lopera di un famoso oriundo polizzano, Vincent Schiavelli, Broccolino America: ma si trattava, anche in questo caso, dellemigrazione oltre Oceano, nelle Americhe, il tipo di emigrazione che ha ispirato il maggior n numero di opere sullargomento.

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Una delle pi recenti e delle pi note La spartenza di Tommaso Bordonaro, un contadino di Misilmeri semianalfabeta che ha scritto il diario tragico e doloroso della vita dei siciliani emigrati in America. Questopera (ma se ne potrebbero citare tante altre) ci offre lo spunto per parlare del genere letterario a cui appartiene anche La Storia di Pinu e cio la memorialistica popolare, che oggi desta un interesse particolare. Memorialistica Popolare E sorto addirittura un centro italiano di diari, autobiografie, memorie, epistolari, che sorge in quella che dal 1984 diventata famosa come la citt del diario, Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Larchivio dei diari, che diventato un vero e proprio Museo, attira gi visitatori e curiosi provenienti da tutto il mondo. E in effetti un luogo straordinario, ideato da un giornalista e scrittore oggi scomparso, Saverio Tutino, che in un primo tempo aveva pensato di chiamarlo Banca della memoria e che ospita ricordi scritti dogni genere, spesso assolutamente unici (come la storia della contadina Clelia Marchi che aveva scritto la storia della sua vita su un grande lenzuolo). Proprio a Pieve Santo Stefano, che ogni anno bandisce un concorso per memorie popolari, stata premiata La spartenza di Tommaso Bordonaro, che poi Einaudi ha voluto pubblicare, facendone un best seller. Le iniziative si sono poi moltiplicate: c ad esempio la Rete italiana di cultura popolare, che si propone di non disperdere lenorme patrimonio di saperi locali, realizzando il dialogo con le nuove generazioni.

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E ricordiamo anche il progetto Abbraccia lItalia, che ha coinvolto 25 localit con interviste legate alla cultura del territorio, fatte anche alle persone pi modeste.

Lenzuolo di Clelia (dettaglio)

Il materiale stato poi archiviato nella Bibliomediateca di Civitella dAgliano, un vero e proprio scrigno di memorie che rischiavano di andare perdute per sempre. Tutto questo rivela limportanza che oggi si d ai diari popolari, opere non di studiosi di storia o di scrittori di professione, come coloro che un tempo scrivevano le proprie memorie, ma opere utilissime per conoscere le microstorie, che sono poi il nucleo e il fondamento della grande storia. L' Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano un archivio pubblico che raccoglie documenti cartacei italiani in forma diaristica, epistolare e memorialistica autobiografica. L'Archivio viene fondato nel 1984 nella biblioteca comunale di Pieve Santo Stefano, quasi al confine fra Toscana, Umbria e Romagna, su iniziativa di Saverio Tutino e dietro autorizzazione dell'allora sindaco Pietro Minelli (www.archiviodiari.it/). A luglio 2012 l'Archivio conserva oltre seimilaquattrocento testi tra diari, memorie ed epistolari. Altri Riferimenti: reteitalianaculturapopolare.org patrimonioimmateriale.it

Inoltre, i ricordi e le memorie servono a dare la consapevolezza che ogni vita ha qualcosa di valido e di interessante da tramandare ai posteri e a dare la sensazione che, trasmettendo agli altri le proprie esperienze, qualcosa di noi rimane nel tempo.

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Indice Memorialistica Popolare Lemigrazione interna, dal Sud al Nord dItalia Il montanaro delle Madonie e quello del Monte Bianco Attenzione al contesto Rapporti umani basati sulla stima reciproca Voglia di apprendere Stile di scrittura espressivo ed efficace

Lemigrazione interna, dal Sud al Nord dItalia Questa lunga premessa serve a comprendere limportanza de La Storia di Pinu, che affronta un tema finora non molto trattato nei libri di memorie, quello dellemigrazione interna, dal Sud al Nord dItalia. I ricordi di Pino Albanese ci permettono quindi di conoscere la penosa epopea dei nostri emigranti che giungevano in Piemonte o in Lombardia dopo un viaggio di 24 ore in treno con le valigie di cartone legate con lo spago, arrivando in luoghi di cui non comprendevano il dialetto e in cui avvertivano subito unostilit preconcetta, a cominciare dal cartello esposto in tante case: Non si affitta ai meridionali. LAutore cita tanti episodi significativi, come la raccomandazione che gli viene fatta di stare attento, quando fa freddo, ad aprire le maniglie delle porte, perch le mani potevano restarvi attaccate Si accorge cos che c unaltra maniera di offendere i meridionali, quella di prenderli in giro, specialmente se giovani e ancora ingenui.

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E a ci si aggiungano altri scherzi, a volte anche pesanti per non dire crudeli, volti sempre a screditare il terrone, il quale per, come dimostrato dal protagonista di questo libro, si rivela sempre moralmente superiore, perch non reagisce mai con la violenza ma attraverso la persuasione e il buon senso, sfatando cos un altro luogo comune, quello che vuole i meridionali passionali e impulsivi. Gli scherzi offensivi destano inizialmente nel giovane emigrato complessi di inferiorit che a loro volta alimentano desideri di rivalsa mai astiosi, bens dettati sempre dal desiderio di apprendere e di dimostrare le proprie capacit: il libro infatti tutto pervaso dallansia di sapere e di conoscere, di accrescere non solo la propria abilit nel lavoro ma anche la propria cultura generale. Lo dimostrano le numerose notizie riportate nel libro in appositi riquadri, tratte da manuali, riviste o pubblicazioni varie, che rivelano la cura dellAutore nel documentarsi su tutto. Il montanaro delle Madonie e quello del Monte Bianco Anche nella maniera di reagire contro le provocazioni Pinu rivela, forse senza nemmeno rendersene conto, la propria natura di ragazzo sano e onesto, che in breve tempo riesce a riscuotere stima e rispetto. I continentali, che nel caso specifico sono i valdostani, finiscono anzi per rivelare anche loro una natura fondamentalmente buona, che dietro la scorza di rudi montanari nasconde tutto un tesoro di buoni sentimenti. Abbiamo dunque uno scontro-incontro tra due diversi tipi di abitanti delle montagne: tra il polizzano e i valdostani appaiono certo divergenze ma anche punti dincontro, tutti puntualmente rilevati attraverso annotazioni rapide e incisive, senza alcun compiacimento descrittivo. Una caratteristica del nostro Autore infatti lestrema semplicit e sinteticit, che non escludono mai lefficacia. Il tono sempre chiaro e discorsivo, come dimostrano i frequenti intercalari non vero? che ne pensate? non cos? volti a stabilire un diretto contatto con il lettore, con il quale lAutore crea un colloquio, coinvolgendolo nella vicenda raccontata.

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Polizzi Generosa (Fonte: coro-ouverture.it)

Attenzione al contesto Ma, per tornare a quanto detto nella premessa, il libro contiene uno spaccato di storia italiana, che rivive attraverso i continui riferimenti ai fenomeni di quegli anni, dal 60 in poi, che videro la trasformazione dellItalia da paese agricolo a paese industriale, con la prima motorizzazione, il boom economico ecc. : e tutto questo sullo sfondo degli avvenimenti politici nazionali e internazionali, dai moti del 68 ai problemi economici, come dimostra linserimento di due articoli tratti da Il Sole 24 ore sulleconomia italiana al Nord e al Sud e sulla politica industriale per rilanciare il Sud. E non mancano altri articoli, come quelli sullImpressionismo, che rivelano unaltra grande passione del nostro Autore, quella per la pittura. Egli inoltre si documenta anche sulla storia della Val dAosta e sulla sua cucina, leggendo diversi classici della letteratura culinaria. Tutto questo rivela unencomiabile voglia di conoscere e di apprendere, che si manifesta non solo attraverso la lettura , ma

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anche attraverso losservazione diretta e le domande specifiche agli esperti. Le sue richieste al taciturno e diffidente pasticciere Franco, della provincia di Cuneo, sui processi della lievitazione naturale, danno la sensazione al burbero piemontese che anche le persone del Sud hanno unintelligenza, unanima e un cuore. Cos anche una spiegazione sugli enzimi saccaromiceti serve a colmare il divario Nord-Sud o meglio a far cadere pregiudizi e preconcetti. Il libro tutto pieno di episodi del genere, che nella loro apparente semplicit contengono sempre grandi lezioni. Rapporti umani basati sulla stima reciproca Lo stesso avviene per quanto riguarda la narrazione del periodo di naja, in cui, dietro la rigidit della vita militare e delle regole severe della caserma, lautore riesce a far apparire elementi e momenti umani. Anche in questo caso la professionalit e il comportamenti serio e disciplinato del giovane soldato cuoco e pasticciere contribuiscono a sfatare dei preconcetti, come dimostra il complimento del tenente per di pi di origine siciliana: Non mi sarei aspettato tanto da un ragazzo siciliano professionalmente preparato e responsabile soprattutto! Con questo si dimostra che i pregiudizi non sono solo nordici, ma spesso caratterizzano anche i siciliani. Ma si dimostra anche che la bravura , la seriet nel lavoro e il senso di responsabilit rendono pi costruttivi i rapporti umani, quando sono basati sulla stima reciproca. E questa unaltra delle grandi lezioni che si ricavano dal libro. Sono proprio queste qualit a favorire lintesa tra il siciliano e i valdostani e a far scoprire, alluno e agli altri, le qualit positive che entrambi possiedono. Altre acute annotazioni riguardano le differenze di vita e di abitudini non solo tra Polizzi e la Val dAosta, ma anche tra altre localit italiane visitate durante i luoghi percorsi dal sud al nord e viceversa, come Napoli e la Calabria.

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Lago di Arpy, Valle dAosta LAutore ha un grande spirito di osservazione, sa cogliere i particolari pi significativi, mette a confronto realt diverse, contribuendo a far conoscere le varie sfaccettature della nostra variegata Italia. E anche questo uno dei meriti del libro. Voglia di apprendere Unaltra testimonianza della voglia di apprendere e delle molteplici capacit del nostro Autore riguarda la sua attivit pittorica. Anche nella pasticceria, del resto, egli realizzava piccoli capolavori decorativi, con la riproduzione di interni domestici fatti con pasta di mandorle, cioccolato fondente e creme varie. Ma la pittura diventa per lui ci che realmente devessere, cio un modo di ricreare la realt trasferendo nellimmagine un ricordo o un paesaggio. Anche per questarte egli fa tesoro degli insegnamenti di un maestro al quale dedica un commosso ricordo, il pittore Martino Martini, al quale grato anche per le lezioni di vita ricevute. Tra i due si stabilisce infatti una vera intesa artistica e umana. Allamore per la pittura bisogna aggiungere poi la passione per il cinema amatoriale che risponde, come gli dice anche il suo insegnante, alle stesse motivazioni per cui si dedicava alla

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pittura: losservazione della natura per ricreare delle immagini, questa volta non statiche ma in movimento. Anche per affrontare questa tecnica e larte di far parlare le immagini egli si documenta con cura, frequenta corsi serali, acquista volumi specifici.

La conoscenza non pi una cosa da acquisire ma una attivit che deve durare tutta la vita.
In fondo, larte della pasticceria con le sue decorazioni, sia la pittura e sia il cinema amatoriale non sono per lui che tre modi di osservare e amare la natura, riproducendola in ci che ha di bello o comunque in ci che ispira la sensibilit dellartista. E bisogna anche sottolineare che, nel riprodurre pittoricamente i paesaggi, si ispira spesso alla sua Polizzi, mai dimenticata. Particolarmente profonda e degna di essere citata una sua considerazione a proposito della natura: Dio lha creata e luomo sapiens pieno dintelletto deve proteggerla anche a spada tratta, perch essa non venga mai molestata, deturpata, avvelenata e violentata in mille maniere. Forse il mio pensiero chiede troppo? Non penso proprio. Voi cosa ne pensate? Quanto ai sentimenti umani del nostro Autore, impossibile non fare un cenno alla tragedia della sua vita, la morte della giovanissima sposa per un male incurabile. Tutto descritto con profonda commozione, sempre contenuta anche se non per questo meno intensa. Ancora una volta egli si documenta, spinto per questa volta dall'affetto pi che dall'ansia di sapere, su tutti gli aspetti del male, riporta articoli scientifici sull'argomento, cerca tutti i possibili rimedi, ma trova una riposta solo nella fede, confortato dallaccettazione della triste sorte da parte della sposa ventenne.

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E anche questa intesa cos bella e intensa tra una donna del nord e un uomo del sud unulteriore dimostrazione della possibilit di incontro che si pu realizzare attraverso una comunit di intenti. Sono forse le pagine pi commoventi del libro, ri ricche di pathos ma sempre controllate, piene di delicate sfumature e di grande calore umano.

Stile di scrittura espressivo ed efficace Unultima considerazione riguarda lo stile. LAutore chiede scusa, alla fine del libro, per gli errori grammaticali e di sintassi e per quella che egli chiama la sua presunzione letteraria: non questa, egli dice, la sua professione. Certo, un insegnante di lettere troverebbe in questo testo molto da ridire. Ma il continuo sforzo di migliorarsi, lautoapprendimento, lo studio personale e le buone letture portano lAutore a risultati degni di essere sottolineati anche dal punto di vista linguistico: possibile riscontrare spesso anche luso di termini appropriati e ssibile persino, a volte, ricercati.

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Ecco ad esempio come descrive, in un locale valdostano, lacqua contenuta nella caraffe: Lacqua era fredda e una limpidezza come il puro diamante; prerogativa attribuita solamente alle acque di sorgenti che scorrono nei meandri bui delle montagne e incontaminati dalle polveri e impurit esistenti nellaria. Ed ecco una descrizione della Val dAosta: Con il suo cielo azzurro, i suoi monti perennemente innevati, le foreste sempre verdi , i casolari semplici costruiti in pietra e legno del posto, i prati erbosi e costellati di vita animale, i ruscelli gorgoglianti dacqua fresca che sgorga dalle numerose sorgenti e le figure delle persone che camminano per i sentieri protetti da quelle staccionate ricavate dai tronchi dalbero in parte semicontorti, erano, per Pinu, qualcosa di magico. Anche attraverso la prosa egli rivela dunque quellarte descrittiva e quella capacit di rappresentare gli aspetti della natura gi espressi attraverso la pittura, il cinema e perfino le decorazioni della pasticceria. Siamo inoltre ben lontani dallo stile aspro, sgrammaticato e dialettale de La Spartenza di Bordonaro o di opere consimili come Terra matta di Vincenzo Rabito, che pure hanno vinto premi letterari: ma i criteri di valutazione di questo tipo di memoriali non si basano, come noto, sulla forma letteraria, bens sulla forza espressiva e sullefficacia e la spontaneit della rappresentazione. Come in quei libri, troviamo anche nella Storia di Pinu uno spaccato di vita vissuta e unabbondanza di particolari utili a conoscere meglio la storia dItalia di quel periodo: e vi troviamo, oltre allamore per la natura, quello per luomo e per tutte le qualit morali e spirituali che rendono grande la natura umana. Tutto questo evidente nelle pagine in cui parla dei profondi insegnamenti del maestro Martino Martini, che si rammarica di non aver conosciuto prima. Ma la provvidenza (e questa un'altra bella frase del libro degna di essere citata) prima o poi, egli dice, si fa viva, disponibile ad essere inserita nella memoria di quella "grigia materia misteriosissima racchiusa nel cranio umano.

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Oltre a tutto ci, troviamo in questo libro lanima di un cittadino polizzano che ha fatto onore al suo paese con le sue capacit, il suo attaccamento al lavoro e le sue qualit umane, morali e artistiche: un cittadino di cui Polizzi pu essere orgogliosa.

Prof.ssa IDA RAMPOLLA DEL TINDARO Presidente della Biblioteca Comunale di Polizzi Generosa PA, francesista e saggista, gi Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione. Presidente Sezione Italiana dellAMOPA (Associazione dei Membri dellOrdine delle Palme Accademiche/ Association des Membres de lOrdre des Palmes Acadmiques che riunisce coloro che hanno ricevuto le Palmes Acadmiques, cio la prestigiosa onorificenza creata nel 1808 da Napoleone per onorare i docenti di francese). Per l'opera svolta in favore del francese e degli scambi culturali franco-siciliani, Ida Rampolla del Tindaro stata insignita Commandeur de l'Ordre National du Mrite dal Presidente della Repubblica Francese.

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Giuseppe Pinu Albanese Giuseppe Albanese, Pinu, pasticcere, pittore, chitarrista e film maker, autodidatta, racconta se stesso senza pudori, in un italiano diretto, molto personale. Come nella scrittura tecnica il testo si caratterizza per chiarezza, concisione, organizzazione/ comprensivit, lasciando allultimo posto la grammatica e le convenzioni del cos detto italiano corretto. Lautobiografia copre gli ultimi quattro decenni del XX secolo: i favolosi anni 60 che si concludono con le rivolte del 1968 e il primo allunaggio; gli anni 70 del terrorismo; gli anni 80 dellautunno delle nazioni con la caduta del muro di Berlino; gli anni 90 - alba dell'era dell'Informazione - che si concludono con la nascita di Google e lintroduzione dellEuro. Pinu nel 2001 si ritira dal lavoro; diciannovenne, il 12 novembre 1958, aveva lasciato la natia Polizzi Generosa nel parco delle Madonie, in provincia di Palermo, Sicilia, per realizzare un sogno professionale e di vita nel profondo nord, in Valle dAosta alle pendici del Monte Bianco.

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