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Fragmentos de: Historia de la musica de George Dyson (ingls) Nelle storia del dramma, e in modo particolare del dramma

musicale, la Chiesa occidentale ebbe una parte preponderante. Sembra che questa tradizione risalga al quarto o al quinto secolo dopo di Cristo.

LEvangelista cantava in latino il tipo di canto adoperato era il gregoriano. In seguito si preffer far cantare le parole di Ges da unaltra voce , in modo di sottolineare lorigine e il significato particolare. Pi tardi fu introdotto un terzo diacono che cantava le parole de Pilato, di Pietro dei soldati e dei giudei. I tre diaconi della Passione secondo la tradizione erano un tenore, un basso, e un contralto. Un nuovo e decisivo passo si ebbe con lintroduzzione del coro, che doveva rappresentare le turbe vociferanti. Dalla chiesa al sagrato del villaggio, dalla piazza ai rozzi baracconi da fiera: queste furono le tappe che portarono dal dramma sacro al dramma profano.

Generalmente si fa risalire all anno

l600 linizio dellopera e delloratorio in

Italia; ma, come sempre, quando si tratta di evoluzione artistica, le date hanno una funzione prattica e non corrispondono perfettamente a la realt. Le forme nuove non sbocciano alimprovviso. Verso la fine del Cinquecento, un gruppo di musicisti e letterati italiani si accinse allo studio della tragedia greca. Ci che pi li colp fu lintimo rapporto che sembrava esistere fra la parola e la musica. Nella tragedia greca non solo il coro cantava gli stasimi, ma era evidente che tutto il dramma era stato concepito nello stesso tempo in forma musicale e in forma poetica. Le inflessioni vocali e le cadenze ritmiche erano inseparabilmente connesse con larte scenica e gli studiosi italiani giudicarono che il favellar cantando fosse la base essenziale della musica drammatica.

Nella vita reale, nessuna creatura parl mai come parla Amletto, La tragedia in versi altrettanto convenzionale quanto il drama musicale. Le caratteristiche dellopera propiamente detta, cos come lintesero i reformatori italiani , si trovano riassunti e potenziate nellopera di Claudio Monteverdi, il cui Orfeo fu rappresentato a Mantova nel l607. Fatto significativo, il soggetto dellopera attinto alla mitologia greca, ed un soggetto che pi di qualsiasi altro si presta al teatro musicale, poiche simpernia su una vicenda in cui la musica in primo piano. Il mito d Orfeo esalta la potenza de la musica . Molti altri elementi intervengono nello stesso tempo a captare e influenziare l atenzione del pubblico: le danze, i costumi, le scene e i sempre pi perfezionati trucchi e meccanismi scenici. In realt, pi o meno coscientemente, gli apostoli delle nuova musica drammatica si rivolsero a un pubblico nuovo: a un pubblico di cui non si potevano ancora conoscere esattamente i gusti, ma che pure aveva lavvenire nelle sue mani. Il primo teatro dopera pubblico fu inaugurato a Venezia, nel l637. Ma gli incassi degli spettacoli non bastavano a pagar le spesse. Doveva intervenire la munificenza privata. Ma questo non l imped d essere un forma darte fondamentalmente popolare: e anche se il pubblico copriva soltanto in parte le spese, dava per il tono allo spettacolo. In Italia i trionfi dei cantanti raggiungevano vette impensabili. Il teatro italiano era considerato come la miglior scuola per gli artisti e la fama conquistata in Italia serviva di lasciapassare per qualsiasi teatro europeo. In Italia si seguiva un metodo d impostazione e di educazione della voce che dava ottimi risultati , per quanto fosse sotto certi aspetti pi drammatico e meno scrupuloso di altri pi antichi sistemi. Il conservatorio musicale nacque in Italia fra i secoli XVII e XVIII ( e lo stesso termine

conservatorio di origine italiana) Le scuole musicali furono, inizialmente istituti di carit per leducazione dei bambini poveri.

I teatri italiani conoscevano inoltre un mezzo eficace ed allettante per conservare ad ogni costo le belle voci. Si tratta di un usanza cos nota e cos diffusa che non

possiamo passarla sotto silenzio, se vogliamo dare una descrizione obiettiva dei gusti e dellambiente musicale dellepoca. Levirazione, che concedeva al cantante di andare contro le leggi naturali e di conservare anche da adulto una voce infantile , entr facilmente nelluso e fu tacitamente consentita. I sopranisti che alla bellezza di una voce bianca univano la capacit pulmonare di un torace da adulto, parteciparono ai cori pi famosi delle chiese e delle cappelle italiane. Mozart conobbe e tratt magistralmente tutti i segreti dellopera italiana, alla quale rec il contributo delle sue innovazioni.In quanto ai capolavori dellet matura superfluo parlarne. Le nozze di Figaro, Il flauto magico, Don Giopanni, sono sempi insuperabili di una somma maestria musicale unita a un genuino talento drammatico. Verdi nacque nel l8l3, di origine contadina, eredit dalla sua razza il carattere schietto e rude, la diffidenza per le teorie,e un sano disprezzo per qualsiasi forma di ostentazione artistica. Era il prototipo del popolo itliano, era oggetivo, semplice e schietto. Il fascino insuperabile di tutte le sue opere pi popolari sta in quelle sue melodie cos semplici eppur cos irresistibilmente italiane, che fluivano copiose e spontanee dalla sua penna. E che ogni epettatore era in grado di canticchiare appena uscito di teatro. Non c`e pubblico che non le conosca a memoria a Viena a Dresda, a Parigi come a Londra, a Buenos Aires come a New York.