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Padre Magin Ferrer y Pons

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Magn Ferrer (1792-1853) (1)


Magn Ferrer y Pons nasce il 18 ottobre 1792 a Barcellona e fin dal 1807 veste l'abito dei mercedari, l'ordine religioso dedicato a Santa Maria della Mercede, fondato sei secoli prima dal francese San Pietro Nolasco per la liberazione degli schiavi cristiani dai musulmani. Seminarista, frequenta in modo irregolare gli studi a causa della guerra contro l'Impero francese (1808-1814), al termine della quale, grazie a un naturale talento per gli studi e alla notevole intelligenza, partecipa a dei concorsi e pu insegnare col grado di presentado de ctedra, ossia assistente. Intorno al 1820 nominato rettore e reggente agli studi del collegio mercedario di Tarragona, e nel corso della sua carriera diverr esaminatore del Consiglio Reale degli Ordini Religiosi e di vari vescovadi, nonch amministratore delle diocesi di Solsona e Brgos. Per nulla traumatizzato dalle vicende belliche, P. Magn compie fin dalla giovinezza le scelte culturali e politiche cui rester fedele fino alla morte: tra le sue prime (2) pubblicazioni va registrata La morte del giusto condanna la vita dell'indolente (3), un'orazione funebre del 1824 occasionata dalle esequie di alcuni ecclesiastici fedeli alla monarchia spagnola e perci perseguitati dai francesi. Tuttavia, per assistere alla prima presa di posizione politica pubblica, occorre attendere il 1827, quando al religioso mercedario viene affidata la direzione del periodico "El Diario de Tarragona", del quale monta personalmente la tipografia nel suo convento e nella quale egli stesso lavora (4). La vittoria sui francesi di Re Fernando VII (1784-1833) aveva portato la restaurazione di un rigido assolutismo fatto di offese alla Chiesa, di leggi simoniache e sacrileghe, di proibizioni della pubblicazione delle Bolle pontificie, di favore verso gli afrancesados, cio i simpatizzanti della Rivoluzione francese del 1789, e di noti massoni. Nel 1827, all'inevitabile reazione del mondo Ispanico tradizionale - detta degli apostolicos perch caratterizzati dalla fedelt alla Cattedra Apostolica - il Re risponde marciando, il 23 settembre di quell'anno, sulla principale delle regioni ribelli, appunto la Catalogna. E' la Seconda Guerra Civile spagnola (1827) e Padre Magn, dalle colonne del suo giornale, d consapevolezza e consistenza dottrinale agli slogan degli insorti, quali "Religione, Re e Inquisizione", contro "massoni, carbonari e comunardi" (5). L'insurrezione viene presto soffocata ma lascia un'impronta profonda, che si manifester sei anni dopo con la sollevazione militare politica tradizionalista della Prima Guerra

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Carlista (1833-1839). Padre Ferrer non partecipa attivamente a questa guerra - lavora infatti alla redazione di un dizionario spagnolo-catalano (6) -, ma nel 1839 pubblica La Questin dinastica (7), in cui prende decisa posizione a favore del pretendente al trono Don Carlos Mara Isidro di Borbone (1788-1855), noto anche come Don Carlos V, da cui prende il nome il movimento politico - culturale noto come carlismo. Nell'opera egli definisce la pragmtica sancin - con cui Fernando VII aveva abolito, nel 1830, la secolare legge salica, che consentiva soltanto ai maschi di salire sul trono - null'altro che "un foglio insignificante e ridicolo" (8). Lo scritto sar ristampato trent'anni dopo e costituir una delle principali fonti dottrinali di tutte le successive rivendicazioni legittimistiche (9), influenzando le prese di posizione degli stessi pretendenti al trono (10) e il pensiero politico del carlismo, al punto che uno dei suoi massimi esponenti, Antonio Aparisi y Guijarro (1815-1872), pubblicher un libro con lo stesso titolo (11). Dopo la sconfitta carlista e i massacri di religiosi compiuti nel 1835 dal governo liberale, padre Ferrer diviene simbolo dell'intransigenza nelle rivendicazioni cattoliche e tradizionaliste pubblicando, nel 1841, un pamphlet (12) contro il Ministro di Grazia e Giustizia in difesa di Papa Gregorio XVI (1831-1846), che gli vale il titolo di Maestro in Teologia, mentre contemporaneamente traduce dal francese e pubblica anche un'opera del protonotario apostolico M. Menghi - d'Arville, Anuario de Mara o el verdadero siervo de Mara santsima (13), in onore della madre di Dio, cui fu sempre devotissimo. Due anni dopo, d alle stampe il Compendio de la historia del derecho de la Iglesia en Espaa en orden a su libertad e independencia del poder temporal (14) in cui - senza tralasciare il sostegno a Don Carlos, che egli continuer a considerare come l'unico modo per il ritorno alla piena libert religiosa (15) - critica i principi liberali che regolano i rapporti tra Chiesa e Stato. Nel 1843 vede la luce l'opera principale del pensatore catalano, Las Leyes Fundamentales de la Monarqua Espaola, segn fueron antiguamente, y segn conviene que sean en la poca actual (16), un trattato di storia e filosofia del diritto che occupa un ruolo chiave nella formazione della dottrina politica carlista (17). In esso, padre Ferrer segnala che le leggi "[...] inizialmente non sono opera del legislatore, perch provengono dai costumi, dalle consuetudini e dagli usi dei popoli; di modo che quando necessario scriverle come leggi fondamentali, perch sono gi previamente scritte nel cuore degli abitanti del paese" (18). Tali leggi fondamentali possono essere ridotte a cinque principi molto generali ma inalterabili, il primo dei quali riguarda la necessit della monarchia "assoluta": "Il Re riunisce in s, e deve essenzialmente riunire, i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, la cosa si spiega pi brevemente dicendo che il Re detiene in modo esclusivo tutto il potere per governare il regno" (19). L'aggettivo "assoluto" non , tuttavia, da intendersi nel senso dell'assolutismo o del regalismo, cio di un potere dispotico o arbitrario, ma viene utilizzato dal dotto mercedario in contrapposizione alle monarchie costituzionali dell'epoca (20), come si evince dalla successiva quarta legge e dal passo seguente: "Si tolga il potere assoluto al monarca: a chi lo si da nel sistema rappresentativo? Secondo la legge, che diventa illusoria col solo volerlo, si da alle Cortes, verso le quali responsabile il governo; ma in realt, chi sempre detiene il potere supremo il Capo di Gabinetto. E come opera costui per conservare il potere? Guadagnando la maggioranza delle Cortes" (21). La seconda legge fondamentale della monarchia, concerne l'ereditariet, personificata in una famiglia concreta e regolata da una

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specifica legge di successione: "La successione nel regno radicata nella famiglia reale ed ereditaria: essendo peculiare dell'autorit sovrana del monarca lo stabilire, d'accordo con i maggiorenti del paese, le regole che si dovranno tener presenti in ordine alla scelta di alcuni rispetto ad altri, tra quelli che hanno diritto alla successione". Basandosi sulla considerazione secondo cui l'unit religiosa di Spagna "[...] l'unica legge che pu dirsi fondamentale in tutta l'estensione del termine [] l'unica a non aver sofferto alcuna alterazione" (22), espone la legge relativa al cattolicesimo: "Gli spagnoli uniti sotto una sola testa, che il re, lo sono pure con i vincoli dell'unica vera religione, che quella cattolica, apostolica e romana: di modo che cos come considerato estraneo alla societ colui che non vuole essere soggetto al suo re, neppure considerato spagnolo quegli che non vuole confessare la religione professata esclusivamente nella societ spagnola" (23). Al quarto posto un sistema di governo basato sulla legge naturale e nel rispetto della libert dei cittadini: "Bench il potere sovrano e assoluto risieda essenzialmente nel re, questi deve esercitarlo nella regola del rispetto della legge naturale, delle regole della giustizia e sana prudenza, rispettando e difendendo la propriet, la sicurezza e la libert dei suoi vassalli, e non operando contro i legittimi usi e costumi del paese, che formano in un qualche modo il carattere peculiare della societ spagnola, e costituiscono le sue leggi fondamentali consuetudinarie" (24). La quinta e ultima delle leggi fondamentali del regno prevede la consultazione del popolo da parte del Re attraverso due istituzioni principali, un consiglio reale e le Cortes (25), le quali - essendo consultive - non incorrono nei rischi del Parlamento che il mercedario ha sotto gli occhi: "L'aula delle Cortes la scuola nella quale tutto il mondo pu imparare l'insubordinazione, perch vi si sente parlare perfino in modo indecente e svergognato contro il governo; infatti, i deputati non si limitano a esaminare i grandi problemi da cui dipende la salute dello Stato ma, scendendo ai pi minuziosi e irrilevanti, chiedono al governo il perch della nomina a usciere d'un ufficio di chi non ha merito per esserlo. Questo funesto spirito di ribellione legale, passa con l'esempio dei deputati ai giornalisti, che si dicono direttori dell'opinione pubblica" (26). Nel 1844 (27) vede la luce la Impugnacin crtica (28), sulle relazioni tra Chiesa e Stato in Spagna, scritta in polemica col vescovo delle Canarie, mons. Judas Jos Romo (17791855), uno dei pochi che erano riusciti a conservare le proprie funzioni nella loro diocesi durante la reggenza di Mara Cristina di Borbone (1806-1878). Costui, nella sua prima opera, pubblicata nel 1842, argomentava che la malconcia Chiesa spagnola doveva accettare la propria situazione ed adattarvisi. Un passaggio divenuto famoso di tale scritto il seguente: "La ragione detta che, prescindendo dai diritti travolti per sempre e, per cos dire, sommersi in fondo al mare, ci si deve accontentare di salvare quelli che, galleggiando a riva, sono ancora suscettibili di essere recuperati" (29). La risposta di Ferrer tipica della posizione carlista: "[] i diritti della Chiesa non sprofondano mai in fondo al mare, e giammai decadono finch non decade la Chiesa stessa, che non verr meno fino alla consumazione dei secoli. La forza bruta pu impedire l'esercizio dei diritti; pu mancare la persona o la corporazione ecclesiastica che eserciti tali diritti in qualit di amministratore o depositario; ma i diritti, essendo spirituali o in relazione con lo spirituale, sono una propriet della Chiesa che nessuna forza esterna pu gettare in fondo al mare e che si potranno dire perduti solo se la Chiesa voglia volontariamente perderli, vale a dire voglia rinunciare ad essi" (30). Il successo dell'opera tale che, nel 1845, Padre Magn pubblica un secondo volume, di taglio prettamente dottrinale, la Historia del derecho de la Iglesia en Espaa en orden a su libertad e independencia del poder temporal (31). Al di l della polemica contingente, il pensatore tradizionalista cerca una nuova forma alla collaborazione tra trono e altare, che fonda sempre sul principio per cui "n la Chiesa pu prescindere dalla felicit temporale dello Stato, n lo Stato deve

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prescindere dalla felicit eterna, n porre ostacoli al suo conseguimento" (32), perch "[...] i mali che ne deriverebbero alla Chiesa e allo Stato sarebbero incalcolabili, se la prima non appoggiasse con la sua salutare influenza le leggi del secondo [] e se lo Stato non appoggiasse con la forza della sua autorit le decisioni della Chiesa []" (33). Tuttavia, al contrario di molti suoi colleghi, non rimpiange il Secolo XVII, il Siglo de Oro, ma giunge a formulare un regime di collaborazione che conserva grande attualit: "[...] lo Stato non pu penetrare nella Chiesa per controllare i provvedimenti che questa prende, se non quando esulano dalla sfera spirituale; e neppure la Chiesa pu penetrare nello Stato per proporgli leggi e misure che questo giudichi conveniente emanare per la prosperit temporale del paese" (34). Anche le opere successive riguardano il tema della libert religiosa dei cattolici: sempre del 1845 la traduzione dal francese di un opera di Pierre-Louis Parisis (1795-1866), vescovo di Langres, Exmen sobre si la Iglesia ha usurpado al Estado, si el Estado ha usurpado la Iglesia (35), mentre nel 1847 vede la luce la Carta en defensa del derecho de la libertad del Clero (36), scritta in difesa della libert di scelta delle proprie letture da parte del clero. Il momentaneo attenuarsi della persecuzione liberale, l'abdicazione di Don Carlos a favore del figlio, Carlos Luis de Borbn (1818-1861) che prender il nome di Carlos VI, e l'attesa per il matrimonio di quest'ultimo con la regina Isabel II (1830-1904), che avrebbe riconciliato la Spagna, probabilmente inducono il religioso ad attenuare l'impegno politico. Cos, P. Ferrer trascorre gli ultimi di vita (37) in qualit di segretario dell'Arcivescovo di Brgos, mons. Cirillo Alameda y Brea (1781-1872), e direttore della Librera religiosa di Barcellona. La morte, avvenuta a Madrid il 16 aprile 1853, lo raggiunge al completamento di una nuova traduzione de L'imitazione di Cristo (38), uno dei classici cristiani di ogni tempo, attribuito al sacerdote renano Tommaso da Kempis (1380 ca. - 1471). David Botti
29 aprile 2000 festa di Santa Caterina da Siena

Per approfondire: vedi Francisco Elas de Tejada y Spinola (1917-1978) (a cura di), "Il carlismo", trad. it. Edizioni Thule, Palermo 1972. Roberto Gavirati, "Il carlismo", in Idis, Istituto per la Dottrina e l'Informazione Sociale, "Voci per un "Dizionario del pensiero forte"", a cura di Giovanni Cantoni, con presentazione di Gennaro Malgieri, Cristianit, Piacenza 1997, pp. 89-94; ma, soprattutto, vedi Alexandra Wilhelmsen, La formacin del pensamiento poltico del Carlismo (1810-1875), Actas, Madrid 1995. Note:
1) Le scarsissime notizie bio-bibliografiche, sono tolte da M. R. P. FR. JOS ANTONIO GAR Y SIUMELL, historiador general de la orden mercedaria y socio correspondiente de la Real Academia de Buenas Letras de Barcelona, Biblioteca mercedaria, sea Escritores de la Celeste, real y militar rden de la merced, redencin de cautivos, con indicacin de sus obras, tanto impresas como manuscritas, su patria, ttulos, dignidades, hechos memorables, poca y provincia en que florecieron y murieron; Imprenta de los herederos de la viuda Pla., Calle de la Princesa, Barcelona, 1875. GUMERSINDO PLACER LOPEZ, mercedario, Bibliografa mercedaria, tomo primero, A-F, Segunda edicin, Edita Revista Estudios, Madrid 1968. Gli estratti di questi volumi sono stati gentilmente forniti da P. Stefano de Praia, della Curia Generalizia dei mercedari di Roma. Nessun riferimento ho trovato in LUIS SNCHEZ AGESTA, Historia del Constitucionalismo Espaol, Madrid 1984, 4.a ed. I due libri di MANUEL RODRGUEZ CARRAJO, Doctrina fuerista de Magn Ferrer (1963), La revolucin de las clases medias durante el siglo XIX (1967), dati come inerenti a P. Ferrer dalla Historia de la litertura hispanica, non sono presenti in alcuna biblioteca. Il testo di JOS MANUEL CUENCA TORIBIO, Apertura e integrismo en la Iglesia decimonnica, Sevilla, Diputacin Provincial de Sevilla, 1970, presente solo nella Biblioteca del Congresso U.S.A. 2) La prima opera a stampa di cui si ha notizia nella Bibliografa mercedaria il Discurso en la apertura del Aula pblica de la Constitucin, en cumplimiento del decreto de Su Magestad, da 12 de mayo de 1820 - Impr. en Barcelona, Manuel Tejero, 1820.

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3) La mort dels justs condemna la vida dels dolents. Oraci funebre que en las exequias que alguns Eclesiastcs, que el lo temps de la Revoluci tengueren que fugir a Fransa per la sua fidelitat a Deu e al Rey, reunits altres Ecclesiastcs y seculars que per la mateixa fidelitat sufriren la oppressi mes amarga y dolorosa, celebraren en lo da 6 de Matg de 1824 en la Iglesia de San Ramon Nonat del Ordre dels fiels realistas que en la poca de la tirana y despotisme constitucional foren vctimas de la impietat dels revoluzionaris; Digu lo R. P. Lector Fr. Magn Ferrer Religios del matex Orde y Convent. Cervera, En la Imprenta de la Ral y Pontificia Universitat per Bernard Pujol. Any de 1824. 4) "Col solo aver visitato una volta una tipografia, mont in convento una piccola stampa, ed egli stesso componeva e tirava come un tipografo", dice il P. Placer. E il P. Gar gli fa eco: "P. Magn aveva montato nel suo convento una tipografia, nella quale egli stesso lavorava". 5) GABRIEL ALFEREZ, Historia del Carlismo, Editorial Actas, Madrid 1995, p. 40. 6) Diccionario Castellano-Cataln, con una coleccin de 1670 refranes, un tomo en 8; por F.M.F.P. y M.M., Barcelona: imprenta y librera de Pablo Riera, 1839. II ed. 1847; nonch Diccionario Cataln-Castellano, con una coleccin de 1670 refranes, un tomo en 8; por F.M.F.P. y M.M., Barcelona: imprenta y librera de Pablo Riera, 1839. II ed. 1854. Precedentemente aveva prodotto un Elogio funebre que en las solemnes exequias tributadas por el M. Iltre. Ayuntamiento de la Ciudad de Tarragona a la gloriosa memoria de S. M. la Reina Catlica de Espaa Doa Mara Josefa Amalia de Sajonia, dijo el 2 di junio de 1829, el R. P. Magn Ferrer; Tarragona Antonio Verdaguer, 1829. Sempre nel 1839 pubblica sotto pseudonimo una Historia poltica y militar de Napolen Bonaparte, puesta en su verdadero punto de vista; con el nombre de Fortian Jos Pons. Un tomo en 8. Por D. Fortin Jos Pons, Barcelona: imprenta y librera de Pablo Riera, 1839. 7) Questo il titolo dell'edizione del 1869, mentre quello originale Examen de las leyes, dictmenes y otros documentos de los hechos historicos, cusas y razones que el Gobierno usurpador y las llamadas Cortes de 1834 alegaron para apoyar el pretendido derecho de la Infanta Doa Isabel al trono de Espaa, y excluir de la sucesin de la Corona al Sr. D. Carlos V. Parte primera, Perpian, J - B Alzine, 1839. (Esta obra se public primeramente en forma de artculos, en "La Espaa"). 8) Cit. in F. Surez, La pragmatica sancin, p. 235, cit. in Miguel Artola Gallego, La Espaa de Fernando VII, volume XXXII della Historia de Espaa, fundada por Ramn Menendez Pidal y dirigida por Jos Mara Jover Zamora, Espasa-Calpe, Madrid 1983, p. 928. 9) Cfr. MELCHOR FERRER, DOMINGO TEJERA Y JOS ACEDO, Historia del Tradicionalismo Espaol (Ediciones Trajano y Editorial Catlica Espaola, S.A., XXX tomos, 1941-1979), cit. in ALEXANDRA WILHELMSEN, La formacin del pensamiento poltico del Carlismo (1810-1875), Actas, Madrid 1995, p. 163 e p. 211. 10) Cfr. A. Wilhelmsen, op. cit., p. 390 per Carlos V e p. 472 per Carlos VI. 11) Ibid., p. 573. 12) La alocucin de papa Gregorio XVI vindicada de las declamaciones hipcritas y calumniosas en el Manifiesto publicado por D. Jos Alonso, ministro de Gracia y Justicia de Espaa; un tomo en 8 mayor. Primiero la escribi en lengua francesa y la public en Tolosa por Agustin Manavit, impresor, ao 1841. Esta alocucin fu hecha en Consistorio secreto de 1 de marzo 1841 - Un vol. en 8, XX - 98 pgs. Dello stesso anno la Historia de la ltima poca de la vida poltica y militar del Conde de Espaa y de su asesinato, escrita bajo el nombre de Flix Ramon Traserra y Fbrega. Un tomo. Va aadida al fn por apndice (n 1) la relacin de deposicin y asesinato del Conde, tal como se acaba de publicar en el peridico titulado Revue des deux mondes, por el D. Flix Ramon Traserra y Fbrega, Barcelona, imprenta y librera de Pablo Riera, calle del Hospital, nmero 14, 1841. 13) La tradujo del francs al espaol. Dos tomos en 8. Aprobado en Roma y presentado a la Santidad de Gregorio XVI, por M. Menghi - D'Arville, Protonotario Apostlico. Traducido al espaol por el P. Magn Ferrer M., Barcelona, imprenta y librera de Pablo Riera, calle del Hospital, nmero 14, 1841. 14) Compendio de la historia del derecho de la Iglesia en Espaa en rden su libertad independencia del poder temporal y de las relaciones de este con el de la Iglesia para el arreglo de las materias eclesisticas; seguido de varias anotaciones para aclarar algunos puntos de la misma, por el R. P. Magn Ferrer, de la Orden de Nuestra Seora de la Merced. Maestro en Sagrada Teologa, Regente de Estudios del Colegio de San Pedro Nolasco de Tarragona, Examinador Sinodal del Real Consejo de las Ordenes y de varios Obispados. Dos tomos en 8 mayor; Barcelona. Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, nmero 9. 1843. 15) Cfr. Manuel Revuelta y Gonzlez, Religin y formas de religiosidad, in Menendez Pidal, vol. XXXV/1, La poca del romanticismo (1808-1874), p. 242. 16) Por el R. P. Fr. Magn Ferrer, de la Orden de Nuestra Seora de la Merced, Maestro en Sagrada Teologia, Regente de Estudios del Colegio San Pedro Nolasco de Tarragona, Examinador Sinodal del Real Consejo de las Ordenes y de Varios Obispados. Dos tomos en 8 mayor. Barcelona. Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, n 9. 1843. 17) Wilhelmsen, op. cit. p. 328 18) Las leyes fundamentales..., I, pp. XV-XVI, cit. in Wilhelmsen., p. 338 (tutte le citazioni da Las leyes fundamentales..., sono prese da questo volume). Nell'introduzione al secondo volume afferma che "La Costituzione fondamentale del Regno fu piuttosto un risultato naturale del carattere e costumi spagnoli e degli accadimenti dei secoli, che opera di legislatori" (Ibid., II, pp. V-VI). 19) Ibid., II, pp. 79-80 20) "Il mercedario Magn Ferrer scrisse Las leyes fundamentales, in cui si mostra favorevole di quella che chiama monarchia assoluta, cosa per la quale fu tacciato di essere un estremista, ma in realt non fu mai partigiano di un potere dispotico o arbitrario ma, al

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contrario, affermava la sottomissione del re alle leggi ed usanze preedenti, cos come alle norme morali e religiose in quanto primordiali, perch il monarca sempre soggetto alla legge divina e alle sue conseguenze". (Alferez, op. cit., p. 117)
21) Las leyes fundamentales..., II, p. 59. 22) Impugnacin crtica, I, p. 154, in A. W., p. 340

23) Las leyes fundamentales..., II, p. 93 24) Ibid., II, p. 94 25) Ibid, II, pp. 6-74, pp. 92-96 26) Ibid., II, p. 61 27) Sempre nel 1843 aveva pubblicato Sobre la conducta religiosa y poltica del Excmo. e Ilmo. Don Fr. Juan Jos Tejada, obispo de Solsona, durante el tiempo que permaneci bajo la dominacin del Gobierno usurpador (Este MS, en folio es una bellsima defensa de la buena reputacin de dicho seor, contra la maligna impostura de algunos calumniadores. Barcelona. Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, n 9. 1843) e Los santos Angeles (Este libro lo tradujo del francs al espaol, un tomo en 16 mayor; Barcelona, Imp. y Libr. de Pablo Riera, calle Nueva de San Francisco, 1844). 28) Impugnacin crtica de la obra titulada: "Independencia constante de la Iglesia hispana y necesidad de un nuevo Concordato, escrita por el ilustrsimo seor Obispo de Canarias"; un tomo 8 mayor; Barcelona, Imp. y Libr. de Pablo Riera, calle Nueva de San Francisco, 1844. Dos vols. En 8; esta primera parte consta de 164 pgs 29) Tratto da Independencia costante de la Iglesia hispana y necesidad de un nuevo concordato con Roma del vescovo Romo, citato da Ferrer in Impugnacin crtica, I, 25, in A.W. p. 342 30) Ibid., I, p. 26, in A.W. p. 342 31) Historia del Derecho de la Iglesia en Espaa en orden a su libertad independencia del poder temporal, y de las relaciones de este con el de la Iglesia para el arreglo de las materias eclesisticas; o sea Segunda Parte de la Impugnacin crtica de la otra titulada: "Independencia constante de la Iglesia hispana y necesidad de un nuevo Concordato". Por el R. P. Magn Ferrer, de la Orden de Nuestra Seora de la Merced, Maestro en Sagrada Teologia, Regente de Estudios del Colegio San Pedro Nolasco de Tarragona, Examinador Sinodal del Real Consejo de las Ordenes y de Varios Obispados. Barcelona, Un tomo en 8 mayor, Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, n 9. 1845.
32) Impugnacin crtica..., I, p. 161, in A.W., p. 341 33) Ibid., I, p. 162, in A.W., p. 341

34) Ibid., I, 161-162; in A.W. p. 341. 35) La libertad de la Iglesia. De las Usurpaciones. Examen sobre si la Iglesia ha usurpado al Estado, si el Estado ha usurpado a la Iglesia, por el Ilmo. Sr. Obispo de Langres. Traduccin del francs al espaol. Un tomo en 8 mayor; Barcelona: Imp. de H. os. de P. Riera, 1845. 36) Carta en defensa del derecho de la libertad del Clero para proveerse de libros del rezo divino de donde y como mejor le convenga, contra un artculo que se public en la "Censura" del mes de mayo del ao 1847, un cuaderno en 8 mayor. Barcelona. Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, n 9. 1847. 37) Nel 1847 aveva pubblicato una breve Carta dirigida al ilustrsimo seor Obispo de Canarias (por el Padre Fray Magn Ferrer, de la Orden de Nuestra Seora de la Merced;) en la cual se denuncia como altamente injuriosa S. I. un libro (que se ha dado al pblico con el ttulo) titulado: Cartas del Obispo de Canarias al Censor de su libro: Independencia de la Iglesia hispana", Barcelona. Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, nmero 9. Un foll. De 30 pgs. (12 x 18,5), en rstica. Firme este escrito el P. Ferrer, en Tolosa, 12 agosto 1847. Del 1852 un Tratado de las reglas de la Iglesia vigente sobre cargas de misas, condonacin y dispensas de localidad de las mismas. Impr. En Barcelona, Pablo Riera, 1852. 38) Kempis: Imitacin de Cristo, puso un Prlogo del traductor, lo tradujo nuevamente del latn con la traduccin del P. Nieremberg corregida, y aadi al fin un Breve ejercicio del cristiano. Un vol. de 384 pgs. (8 x 12,5). Barcelona: Imprenta y Librera de Pablo Riera, calle nueva de San Francisco, n 17. 1854.

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