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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE FACOLT DI SCIENZE POLITICHE Cesare Alfieri

Corso di laurea in Scienze politiche indirizzo politico internazionale

Tesi di laurea in Economia dello sviluppo

MICROFINANZA CAMPESINA: IL PROGETTO ECUADOR E LA B.C.C. DELLA MAREMMA

Relatrice: Prof.ssa Laura Sabani Candidato: Michele Leonardi


Anno accademico 2006 - 2007

Indice
Indice ..................................................................................................... 2 Introduzione ........................................................................................... 4 Capitolo I I MERCATI DEL CREDITO RURALE................................ 7 1.1 1.2 1.3 Caratteristiche dei mercati di credito rurale .................................. 9 Settore informale ........................................................................ 14 Il ruolo dello Stato nella finanza rurale....................................... 21 1.1.1 Il ruolo dellintermediario finaziario........................................... 12 1.2.1 Linformazione imperfetta nei mercati di credito rurale ............. 16 1.3.1. Gli approcci tradizionali e innovativi nella finanza rurale........... 27 Capitolo II IL MICROCREDITO......................................................... 32 2.1 Cosa il microcredito................................................................. 33 2.1.1 Metodologie di microcredito. ..................................................... 36 2.1.2 Principi chiave della microfinanza.............................................. 38 2.1.3 Le microimprese e il microcredito nella lotta alla povert .......... 43 2.2 Approcci e programmi di microcredito....................................... 48 2.2.1 Group Lending. .......................................................................... 51 2.2.2 Self Help Groups........................................................................ 54 2.3 La Grameen Bank....................................................................... 59 2.3.1 Breve storia sulla Grameen Bank ............................................... 60 2.3.2 I dieci indicatori della povert .................................................... 61 2.3.3 Grameencredit e le tre C del Credito ....................................... 62 2.3.4 Metodologia della Grameen Bank .............................................. 65 2.3.5 Grameen Family......................................................................... 66 Capitolo III CREDITO COOPERATIVO, FINANZA POPOLARE E SOLIDARIET: PROGETTO EQUADOR ........................... 69 3.1 3.2 3.3 L Ecuador ................................................................................. 69 Il FEPP....................................................................................... 75 Codesarrollo............................................................................... 80
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3.4

Progetto Ecuador e la BCC della Maremma............................ 82

3.4.1 Le tappe del Progetto Ecuador ................................................ 85 3.4.2 La Dichiarazione di Quito .......................................................... 88 3.4.3 La BCC della Maremma nel Progetto Ecuador ....................... 90 3.5 3.6 Stato attuale del Progetto Ecuador .......................................... 97 Esportabilit dellesperienza in Ecuador: Progetto Argentina ... 100

Conclusioni ........................................................................................ 107 APPENDICI....................................................................................... 109 Appendice 1; Appendice 2; Appendice 3; Appendice 4; Appendice 5; Cartina geografica e delle regioni dellEcuador ....... 109 Scheda dellEcuador con i principali indicatori statistici ................................................................................ 110 Riassunto esecutivo del rating di Codesarrollo ........ 112 Dichiarazione di Quito............................................. 116 Accordo di cooperazione tra Federcasse e Codesarrollo ................................................................................ 120 Bibliografia ........................................................................................ 123 Sitografia............................................................................................ 125

Introduzione
Le motivazioni, che mi hanno spinto a sviluppare una tesi sul microcredito e in senso pi generale sulla finanza sostenibile, sono di varia natura. Innanzitutto, mi sono appassionato molto allargomento consultando alcuni documenti (cartacei e video), che erano stati redatti come materiale divulgativo dellesperienza maturata in seno al Progetto Ecuador. Comprendere a fondo i meccanismi operativi, le motivazioni economiche e le scelte dintervento che si sono attuate nel corso del Progetto Ecuador mi ha portato ad affrontare in modo pi mirato la questione del microcredito. Lobiettivo era comprendere meglio le varie strategie che possono essere messe in atto, per combattere con mezzi realizzabili concretamente, la lotta alla povert. Il Progetto Microfinanza Campesina, nelle sue fasi iniziali, era stato tacciato di eccessivo entusiasmo e di improponibilit. Come si visto in seguito, con dati alla mano, le difficolt operative e la varie resistenze erano motivate unicamente da visioni poco elastiche e scarsamente lungimiranti. Oggi, il Progetto Ecuador un dato di fatto, una realt tangibile, che ha dato e sta continuando a dare degli ottimi risultati. Nella stesura della tesi ho iniziato dallo studio del settore informale del credito, per poi entrare nel dettaglio dellesperienza del microcredito. Ho analizzato quindi progetti e iniziative, che di fatto hanno permesso a molte aree disastrate nel mondo di risollevarsi a livello sociale ed economico. Nel Progetto Ecuador e nel recentissimo Progetto Argentina partendo dalla consapevolezza delle difficolt ambientali, con studi di fattibilit e con indagini economico-sociali, si arrivati alla definizione di veri e propri programmi dintervento, che si possono benissimo collocare agli antipodi di qualunque forma di progetto assistenzialistico.
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Fornire il know how, fare formazione del personale (futuri dirigenti) delle casse di credito e dedicare molte risorse ad attivit di tutoraggio e sostegno, stata la combinazione vincente che ha permesso di ottenere ottimi risultati. Analizzando in dettaglio la struttura della tesi, nel primo capitolo ho analizzato il mercato del credito rurale, mettendone innanzitutto in luce, le caratteristiche e il funzionamento. Ho ritenuto appropriato soffermarmi sulla figura dellintermediario finanziario, quale elemento determinante per le dinamiche dei mercati rurali. Ho descritto poi, il settore informale concentrando lattenzione sul problema dellinformazione imperfetta, per poi concludere con il ruolo dello Stato svolto nella finanza rurale. Il secondo capitolo affronta nel dettaglio il microcredito. Iniziando con la definizione e con le metodologie, sono passato ad analizzare due programmi di microcredito che ho ritenuto interessanti: il Group Lending e il Self Help Group. Infine ho descritto il progetto di microcredito per eccellenza, che ha permesso, tra laltro, di portare alla ribalta questo settore a livello mondiale: la Grameen Bank. Nellultimo e terzo capitolo ho esaminato dettagliatamente lesperienza maturata nel Progetto Ecuador. Ho descritto la situazione storica e politica del paese, per poi analizzare la composizione e il funzionamento degli attori principali del progetto: il FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio) e il Codesarrollo. La parte centrale del capitolo stata dedicata allattivit svolta dalle BCC italiane in Ecuador con particolare riferimento, alle esperienze fatte dalla BCC della Maremma. Infine, la parte conclusiva del capitolo stata riservata allo stato attuale delliniziativa, ai risultati raggiunti e ad una descrizione sommaria del Progetto Argentina. Questultimo una recentissima iniziativa, che si articolata su varie missioni, allultima delle quali ho potuto partecipare
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come osservatore, entrando a contatto con una metodologia operativa concreta, che trova comunque delle assonanze con le azioni svolte in Ecuador.

Capitolo I
I MERCATI DEL CREDITO RURALE Lorganizzazione dellattivit economica rurale nella sua accezione pi generale e, in particolare, la produzione agricola, sono fortemente condizionate dal fatto che gli inputs sono trasformati in outputs in un considerevole lasso temporale. La produzione e le vendite esterne possono essere incerte per diverse cause di origine naturale o no, come laltalenante volatilit dei prodotti di mercato. Perci, labilit dellimprese agricole e delle famiglie rurali di effettuare investimenti a lungo termine quella di tener conto del calcolo dei rischi, e quindi dovranno creare delle produzioni al consumo che si modelleranno sulla variet degli strumenti finanziari disponibili. In questo modo possibile trasformare un prestabilito modello di afflusso e deflusso di fondi (diversi e incerti), in un altro tipo di scambio di risorse pi vantaggioso. Quando linsieme dei servizi finanziari disponibili molto limitata, le famiglie possono rinunciare a valutare le possibilit dinvestimento, generando di conseguenza, una volatilit del consumo. Le transazioni finanziarie sono implicitamente interne a molte forme contrattuali e di organizzazione esistenti nelleconomia rurale. Quindi, linnovazione finanziaria pu implicare delle rilevanti conseguenze sui proprietari, sulle strutture organizzative delle aziende agricole e sulle istituzioni della comunit. Infatti, maggiori opzioni di finanziamento possono avere effetti decisionali sul collocamento fisico e sulla misura delle operazioni agricole, sulle scelte di raccolto agricolo, e sulle decisioni dinvestire in migliori infrastrutture o in nuove tecnologie rischiose ma maggiormente redditizie. Inoltre possono influenzare anche le scelte riguardo allentit dei consumi delle famiglie rurali, la
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possibilit di emigrare, quanto e come investire nelleducazione, e sulluso della manodopera minorile. Fornire nuovi servizi finanziari e rendere disponibili varie forme di contratti pu rappresentare una forma di apertura al commercio. Fintantoch i rischi di una economia locale rurale sono semplicemente legati ai comuni effetti esogeni, i mercati locali non saranno mai in grado di offrire delle buone opportunit di diversificazione e, di riflesso, buone possibilit di sviluppo. In questo senso, diventa importante capire il funzionamento delle dinamiche dellinnovazione finanziaria. Ovviamente vi sono perdenti e vincitori con lintroduzione di nuovi servizi finanziari e di altre opportunit di commercio. Tra i perdenti si potrebbero includere i fornitori di servizi finanziari locali i quali, perderebbero il monopolio acquisito1, oppure coloro che temono per il collasso dei meccanismi informali assicurativi locali2. In questo capitolo, inizialmente si passer in rassegna le caratteristiche principali dei mercati di credito rurale, delineandone tipologie e limiti. Inoltre, cercheremo di puntualizzare il ruolo e gli aspetti connessi alla figura dellintermediario finanziario entro i mercati rurali. Successivamente, verr affrontata una trattazione pi dettagliata sui modelli presenti nel settore informale in ambito creditizio e si sottolineeranno i mutamenti nellapproccio a tale settore. Saranno poi esaminate pi da vicino le problematiche connesse con linformazione imperfetta entro i mercati di credito rurale, evidenziandone le possibili soluzioni ed i metodi per attenuarne gli effetti. Concluderemo con una breve trattazione sul ruolo dello Stato e delle strutture organizzative entro i mercati di credito.

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Rajan e Zingales 2003; Platteau 1997 Scott 1976

1.1 Caratteristiche dei mercati di credito rurale3


I mercati di credito rurale non hanno dinamiche di funzionamento tali da poter identificare con semplicit una curva di domanda di credito e la corrispondente curva di offerta, dove, lintersezione delle due, determina il volume del credito e il suo prezzo di equilibrio. La motivazione di un tale scostamento dalle teorie economiche la possiamo ritrovare insita nel credito rurale stesso. Per prima cosa, spesso molto difficile monitorare esattamente come viene impiegato un prestito; lo stesso pu servire apparentemente per delle ragioni produttive, ma poi pu essere usato anche per altre necessit, come il consumo, che difficilmente generer denaro per la restituzione. Tale aspetto crea il problema dell inadempienza involontaria (involuntary default). Il secondo problema che si pu generare in mercati rurali quello dell inadempienza volontaria o strategica (voluntary or strategic default) dove, colui che ha preso il prestito, sebbene possa provvedere alla restituzione, non ha interesse a farlo. Quindi diventa importante capire quali strutture possono e riescono a dare credito rurale. In primo luogo vi sono tutti i cosiddetti prestatori formali come banche governative, banche commerciali e uffici di credito in senso pi generale. Per questi istituti, il problema principale risiede nellincapacit di avere una conoscenza dettagliata dellattivit svolta dalla propria clientela. Esse infatti spesso non riescono a monitorare come vengono utilizzati i prestiti. Daltro canto se coloro che accedono al credito fossero in grado di rispettare i tempi e modi della restituzione, indipendentemente dallesito dei propri progetti, si ricadrebbe in una situazione simile a quella della certezza perfetta. Per questo motivo, le agenzie di credito istituzionali o formali, prima di
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Ray (1998)

concedere prestiti, insistono molto sulle garanzie che i destinatari possono offrire. Frequentemente le uniche garanzie che i contadini poveri possono offrire la loro stessa manodopera e questa non viene accettata da nessun istituto formale di credito. Considerato ci, non deve sorprendere la nascita dei cosiddetti prestatori informali che possono, sotto determinate condizioni, accettare garanzie che qualunque istituto formale rifiuterebbe. Inoltre, i prestatori informali riescono a disporre di ottime informazioni in merito alle caratteristiche delle attivit svolte dalla propria clientela. Siamo quindi in grado di poter delineare quelle che sono le principali caratteristiche dei mercati di credito rurale. Una prima caratteristica fondamentale che crea imperfezioni nei mercati di credito la costrizione informativa. Il divario informativo si struttura essenzialmente su due livelli: vi un primo livello di mancanza dinformazione dovuta alluso che verr fatto del prestito e un secondo livello, che si caratterizza per la mancanza di notizie riguardo alla decisione se restituire o meno la somma ricevuta. Solamente dando una risposta a questi due aspetti, possiamo essere in grado di comprendere a fondo tutte le caratteristiche pi rilevanti dei mercati di credito. La seconda caratteristica dei mercati del credito rurale la tendenza alla frammentazione dettata dal fatto che, molte relazioni di credito sono personalizzate. Si tende ad avere una clientela fissa che usufruisce di prestiti ripetitivi. Infatti, nella maggior parte dei casi, debitori e prestatori vivono nello stesso villaggio e questultimi sono molto bene informati sul tipo di attivit svolta dai loro clienti. Unaltra caratteristica, che possiamo considerare come corollario logico della frammentazione dei mercati di credito, linterconnessione tra transazioni di credito (interlinked credit transactions). La frammentazione, per sua caratteristica, si sviluppa e prende corpo attraverso le linee occupazionali interne alla comunit locale, facilitando
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la complementariet tra le relazioni produttive e quelle creditizie. Basti pensare che i prestatori locali vivono quasi sempre di sostentamenti provenienti da altre fonti occupazionali, quali proprietari terrieri, negozianti o commercianti nei mercati rurali. Quindi, non deve stupirci, che i destinatari dei prestiti siano per lo pi persone o famiglie legate da vincoli lavorativi con i loro prestatori. Un ulteriore corollario della frammentazione la variazione dei tassi dinteresse applicati (interest rate variation) in base alla collocazione geografica, alle fonti di finanziamento e alle caratteristiche dei destinatari del prestito. Altra caratteristica che troviamo diffusamente nei mercati di credito informale il razionamento (rationing), inteso come tetto massimo di quanto il destinatario del prestito pu ricevere dai prestatori; questo elemento si ricollega direttamente alla variazione dei tassi dinteresse. Infatti, supponendo che, un destinatario di credito riceva un prestito ad un determinato tasso, una sua ulteriore domanda di credito evidenza un certo surplus, che il prestatore cercher di aggiudicarsi aumentando sensibilmente il tasso dinteresse applicato. Questo processo si esaurir quando il debitore sar costretto ad accettare il prestito al tasso dinteresse imposto dal creditore. Limportanza e la persistenza del razionamento nei mercati informali risiede nella sua estremizzazione che porta allesclusione di certi soggetti dalla possibilit di ricevere prestiti. Cos, anche questa caratteristica trova una diretta connessione con il concetto di frammentazione. Infine, molte transazioni informali di credito sono caratterizzate dall esclusivit (exclusivity) delle relazioni che si hanno tra destinatari e prestatori del credito. I prestatori evitano volentieri situazioni in cui il destinatario del credito possa riceve prestiti da pi fonti. In questo senso, lesclusivit insieme alla frammentazione ci offrono un quadro
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generale dove forviante parlare di competizione entro i mercati informali, semplicemente contando il numero dei destinatari e dei prestatori del credito. Diversamente, possiamo avere unimmagine pi veritiera tenendo conto della particolarit delle relazioni in essere, che sono quasi sempre bilaterali, informali, localizzate e con precedenti storici in grado di conferire una sorta di monopolio locale ai prestatori.

1.1.1 Il ruolo dellintermediario finaziario4


Gli esperti di economia dei paesi in via di sviluppo hanno speso molte risorse per comprendere come le famiglie rurali possano difendersi da shock economici interni ed esterni. Molte teorie sono state elaborate per analizzare meglio la struttura dei contratti finanziari che legano le famiglie di agricoltori ad usurai, parenti o amici, gruppi di credito ecc In questa vasta letteratura, lo studio dellintermediazione finanziaria rimasto spesso in disparte. Un mediatore finanziario pu essere definito come un soggetto (individuale o non) in grado di espandere e trasformare linsieme dei commerci presenti entro ed attraverso le comunit. Egli svolge attivit di monitoraggio e controllo, ed in grado di fornire un assetto dei servizi finanziari ad un costo minore rispetto a quanto offerto dai contratti bilaterali o dagli accordi di mutua assicurazione5. Nel precedente paragrafo abbiamo visto come i mercati finanziari rurali siano essenzialmente caratterizzati da una frammentazione, quale origine di un vasto corollario di altri rilevanti elementi. Coloro che operano in questi mercati si servono di vari strumenti finanziari districandosi tra scelte obbligate e la limitata variet delle proposte disponibili. Infatti, le
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Conning J. e Udry C. (2005) Diamond 1996

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possibilit offerte differiscono sostanzialmente tra loro per il tasso dinteresse applicato, il tipo di garanzie richieste per il prestito, e il fatto che il credito sia legato o meno a transazioni di altri mercati. Inoltre, non raro poter trovare soggetti che vengano esclusi o dissuasi dallaccedere a determinati strumenti di credito o finanziari. In questi casi implicita la ricerca di soluzioni alternative per ottenere credito, anche se pi onerose. Nelleconomia rurale, si annoverano tra i prestatori e gli intermediari finanziari le banche locali e molti dei pi grossi commercianti dei prodotti agricoli. Essi investono molte risorse nella selezione e nel monitoraggio dei loro clienti, intervenendo poi anche in modo significativo sulla scelta delle tecnologie da applicare o su altre decisioni produttive dei clienti stessi. I commercianti e le aziende agricole normalmente utilizzano il mercato come luogo di contrattazione trattando il prodotto agricolo in cambio di credito o di altri servizi come lassistenza tecnica. Unimportante caratteristica di questi tipi di credito che pretendono minori garanzie rispetto al corrispondente prestito concesso da una banca. Infatti, in molti casi il prestatore pretende come garanzia dal debitore, solamente limpegno materiale di portare a termine le coltivazioni agricole. Lo scopo perseguito dagli intermediari finanziari quello di puntare alla limitazione delle possibilit, che i coltivatori hanno, di diversificare le proprie risorse. In questo modo si cerca di evitare che i debitori si allontanino dal progetto finanziato verso altre attivit, dove il prestatore non in grado di avere un netto controllo. I commercianti sono facilmente candidati a divenire intermediari finanziari grazie alla tipologia di lavoro svolto che li vede come compratori di prodotti agricoli. Il lavoro di commerciante gli consente di conoscere nel dettaglio le caratteristiche di ciascun coltivatore e le tecnologie usate in agricoltura. Infatti, un commerciante-prestatore riesce
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molto meglio ad ottimizzare i costi e le risorse che sarebbero richiesti a due figure separate. Infine, usando tutte le informazioni in suo possesso, egli in grado di valutare meglio il tipo di garanzie che un coltivare pu offrire. Unaltra rilevante caratteristica, tipica di queste relazioni di credito, la finanza intermediata (intermediated finance)6. Il commercianteintermediario utilizza, nella sua attivit di mediatore finanziario, lammontare dei fondi che egli stesso pu ottenere da intermediari esterni meno informati (banche di altri villaggi, altri suoi creditori ai quali vende prodotti agricoli ecc). Questo tipo di relazioni si rafforza per mezzo dei conti di scambio; al momento della contrattazione il commerciante fa firmare allagricoltore una ricevuta che attesti lintero ammontare del credito ricevuto in prestito. Lintermediario, successivamente, usa i vari conti di scambio ottenuti da pi agricoltori come prova e garanzia, in sede di contrattazione per ottenere nuovi finanziamenti da banche o prestatori esterni. Questi ultimi concederanno al commerciante-intermediario solo una frazione di quanto da lui richiesto, obbligandolo ad un costante controllo sullattivit svolta dallagricoltore. Solamente in questo modo, i creditori finanziari esterni possono assicurarsi la salvaguardia degli investimenti fatti. Ecco cos, che si configura la caratteristica di finanza intermediata grazie alla figura del commerciante che funge anche da intermediario finanziario.

1.2 Settore informale


La capacit e la possibilit di offrire servizi finanziari alla popolazione rurale, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ha sempre rappresentato una sfida, a causa delle tipiche caratteristiche della popolazione agricola
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Conning J. E Udry C. (2005)

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stessa. Tale popolazione, nella maggioranza dei casi, ha bassa densit di popolazione, legata prevalentemente a transazioni entro mercati isolati, ed quasi interamente impegnata in attivit agricole, dove stagionalit ed alte probabilit di fallimento (a causa di raccolti infruttuosi o delle continue fluttuazioni dei prezzi dei prodotti) la fanno da padrone. Cercare quindi di fornire servizi finanziari ad una simile clientela comporta transazioni con alti costi gestionali e limitate possibilit di diversificazione del rischio, proprio per via dellomogeneit delle attivit svolte. In gran parte dei paesi in via di sviluppo, la mancanza di infrastrutture agricole (strade, elettricit ecc), insieme ad una informazione asimmetrica, scoraggiano spesso le strutture finanziarie formali dallentrare in simili mercati. Non resta quindi, che affidare leventuali possibilit di sviluppo e di diffusione del credito, ai cosidetti sistemi informali quali i prestatori locali, le ROSCAs, i gruppi di credito e gli eventuali soggetti in grado di svolgere la funzione dintermediario finanziario. Ma prima ancora di poter parlare di sistemi di diffusione del credito nei mercati rurali, occorre analizzare con attenzione i problemi legati allinformazione imperfetta. Infatti, anche le pi elementari analisi, su quali e quanti strumenti creditizi siano pi appropriati, sarebbero vane se non si fosse considerato in che modo, e con quali mezzi, si possa accedere a tutte le informazioni necessarie per operare. Capire bene le esigenze, le peculiarit, le caratteristiche della popolazione agricola, fondamentale per evitare che la stessa resti esclusivamente confinata nella morsa dei prestatori locali, che praticano concessioni creditizie a tassi dusura. Acquisire corrette e numerose informazioni sui tratti essenziali di queste economie rurali, e favorirne la condivisione e la libera circolazione, permette la nascita di sani rapporti finanziari tra i soggetti coinvolti, senza che si debbano richiamare programmi di sostentamento, che nel
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corso della storia, hanno dimostrato la loro inefficienza. Una mancanza di efficacia che si principalmente riscontrata, nellassenza di risultati validi per combattere la povert, e quindi, per aumentare il livello delle condizioni di vita nelle campagne.

1.2.1 Linformazione imperfetta nei mercati di credito rurale7


Si passer adesso ad una puntualizzazione sullaspetto centrale che caratterizza i mercati informali di credito: linformazione imperfetta e i meccanismi che ne possono determinare la parziale riduzione. Abbiamo constatato, come le tipologie di contratti e le istituzioni che appaiono essere pi efficienti nel concedere prestiti siano quelle informali: i prestiti concessi da usurai, i sistemi creditizi basati sulle parentele o su vincoli sociali entro i piccoli villaggi e il legame esistente tra commerciante e prestatore. Tutti questi sistemi aiutano, senza ombra di dubbio, a risolvere i problemi connessi ai meccanismi di costrizione e al reperimento di informazioni certe e dimostrabili. Il fatto che possano accedere a questi contratti o istituti, solamente alcuni dei potenziali prestatori e destinatari del credito, ci spiega il perch della frammentazione dei mercati di credito rurale. Inoltre, ci aiuta a comprendere meglio perch possono coesistere bassi tassi dinteresse formali, con alti tassi creditizi informali. Tra i modelli pi idonei per comprendere il settore informale nei mercati rurali, c ne uno che punta alluso di meccanismi diretti, per risolvere il problema dellinformazione e della competitivit8. Infatti, per mezzo delluso di sistemi di selezione diretta possibile monitorare in
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Kimuyu 1995 Hoff e Stiglitz 1993

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modo efficace il comportamento di coloro che hanno ottenuto dei prestiti. Non a caso, i potenziali prestatori si distinguono in base ai costi che devono essere sostenuti per la selezione diretta, il monitoraggio e i mezzi di costrizione alla restituzione. Per alcune tipologie di creditori questi costi sono molto bassi. Per esempio, questo il caso di prestatori per i quali, laccesso alle informazioni rientra nella routine della vita quotidiana dato che vivono nello stesso villaggio del debitore o sono addirittura legati tra loro, da vincoli di parentela. Diversamente, per i creditori esterni allambito in cui dovranno operare, la possibilit di accesso alle informazioni pu divenire un ostacolo impossibile. Cos, le differenze dei costi che i prestatori devono sostenere per operare in un dato mercato, si ripercuote nella tipologia di servizi che sono in grado di offrire ai potenziali debitori. Uno studio effettuato nellarea nord della Nigeria9, ha dimostrato come i mercati di credito siano interamente frammentati sia lungo i confini geografici sia tra i vincoli di parentela. Infatti, nonostante il fatto che a livello locale un mercato di credito riesca comunque a consolidarsi, stato riscontrato che il 97% dellintero ammontare delle transazioni creditizie rappresentato dai prestiti individuali entro il medesimo villaggio e da quelli contratti tra gruppi con stretti legami di parentela. Inoltre in questa area si appurato, come siano raramente utilizzate le garanzie e come i termini di credito prevedano implicitamente e direttamente lassunzione del cumulo dei rischi tra debitore e creditore. I confini geografici entro i quali opera il mercato descritto sopra, non si espandevano mai oltre gli spazi assegnati al villaggio. In questi tipi di ambiente, caratterizzati da alti rischi connessi tra loro e da una domanda di credito stagionale, i meccanismi di costrizione alla restituzione sono rappresentati dalla fiducia nella parentela e dalleventuali sanzioni del
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Udry Christopher, Credit markets in Northern Nigeria: credit as insurance in a rural economy.

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villaggio in caso di comportamenti inadempienti. Infine, in questo studio stato possibile riscontrare come non siano necessari i vari meccanismi contrattuali per sopperire alle varie difficolt derivanti dalle asimmetrie dinformazione, in quanto, i flussi di credito generati dalla comunit rurale vengono sensibilmente avvantaggiati dai liberi flussi dinformazione che si pongono in essere. Il fatto che in questi mercati si operi sostituendo i classici meccanismi di garanzia, rappresenta unottima opportunit per il cambiamento istituzionale, che poi potrebbe essere condivido anche con i prestatori del settore formale. Torniamo per un istante ad analizzare le caratteristiche dei prestatori e dei debitori. Per un dato prestatore gli eventuali candidati al prestito che garantiscano uguali capacit produttive, si distinguono per il livello di affidabilit creditizia che possono assicurare. Dallaltro lato, per i potenziali debitori si pu presentare lopzione di scegliere tra varie offerte creditizie proposte. In questo caso, la discriminante fondamentale sar rappresentata dal peso dei costi che il prestatore deve sostenere e che ricadranno ovviamente sullintero valore della transazione. Si pu cosi ipotizzare la partecipazione individuale di un creditore, in pi mercati anche se esterni al proprio ambito di riferimento (gruppo, villaggio, comunit ecc). Questo fatto conduce alla cosiddetta interconnessione tra i prestiti e le transazioni dei mercati, che rappresenta una mezzo efficace per attenuare i problemi di selezione, monitoraggio e costrizione alla restituzione. Il fatto che si concretizzino transazioni legate a pi mercati, implica anche una maggiore diversificazione dei rischi connessi alle forme di attivit svolte, portando anche allaumento dellentit complessiva dei possibili ricavi. Il mezzo pi efficace per porre in essere un maggior numero di interconnessioni tra i mercati, individuato nella figura del commerciante-prestatore10.
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Vedi paragrafo 1.1.1

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Infatti la relazione esistente tra commercio e credito permette un buon beneficiare tutti gli operatori creditizi. Quindi, siamo in grado di affermare che, se un lato queste interconnessioni risolvono alcuni problemi legati allasimmetria dinformazione tra prestatore e debitore, dallaltro generano nuovi tipi di asimmetrie informative tra i vari potenziali prestatori. Passiamo ora ad analizzare quali mezzi possono essere usati per limitare le conseguenze derivanti dallinformazione asimmetrica e dai problemi legati allosservanza dei contratti di credito. Comunemente per tale scopo, vengono usati tre mezzi11: requisiti di garanzia, prestiti usufruttuari e le ROSCA (rotating saving and credit associations). Questi tre mezzi, non sono accessibili in tutti i mercati creditizi rurali, evidenziando ancora una volta come vi sia una ampia frammentazione dellintero settore e generando la coesistenza di pi metodologie finanziarie del credito. Esaminiamo alcune caratteristiche principali dei tre mezzi elencati sopra. Le garanzie: sappiamo che nei paesi in via di sviluppo le banche hanno molte difficolt nellattivit di monitoraggio e selezione dei possibili destinatari del credito cosicch le banche, diversamente dai prestatori informali, richiedono pesanti garanzie, spesso sottoforma di terra. Per queste ragioni, in alcune aree geografiche come la Thailandia, la sfera delle operazioni economiche gestite da banche e cooperative si sono registrate maggiormente dove venivano rilasciati i titoli di propriet terrieri. I prestiti usufruttuari: in contratti simili, un prestatore occupa la terra del debitore, fino a che, non stato restituito interamente il prestito ricevuto. Tali modi di operare nei mercati di credito rurali sono visti come operazioni a basso rischio.
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Hoff e Stiglitz 1993

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Le ROSCAs: le rotating saving and credit associations hanno una lunga storia nei paesi in via di sviluppo e continuano a rappresentare la maggiore forma di credito nellarea africana. Il funzionamento prevede la formazione di un piccolo gruppo entro un villaggio o una famiglia dove i costi di costrizione alla restituzione sono molto bassi perch rappresentato dal potere sociale delle sanzioni. Ciascun membro del gruppo accetta di pagare periodicamente, in una sorta di cassa comune, una piccola somma, cosi che, ognuno a rotazione pu ricevere in prestito una somma molto pi consistente. Le ROSCAs sono solitamente preferite, rispetto alla partecipazione nel mercato di credito, nei casi in cui esista unampia forbice tra lentit dei possibili risparmi e i tassi dinteresse applicati ai debitori. Inoltre, le ROSCAs rappresentano un ottimo mezzo di scambio del credito, che pu aumentare le opportunit di definire nuove relazioni nella la rete sociale gi esistente. Possiamo a questo punto concludere, enfatizzando la differenza che intercorre tra il processo di selezione nel mercato di credito informale e lutilizzo del tasso dinteresse come meccanismo indiretto di selezione. Il primo lo possiamo definire attivo e comporta dei costi in risorse mentre il secondo lo possiamo definire passivo e opera attraverso il processo di auto-selezione. Entrambi i processi comportano effetti diversi sui tassi dinteresse e sulla struttura stessa del mercato di credito. La selezione passiva diventa rilevante dove vi la presenza di competizione perfetta e pu portare ad una riduzione del tasso dinteresse al di sotto del livello che esisterebbe in regime dinformazione perfetta. Alcuni casi e studi ci suggeriscono che la selezione attiva, attraverso investimenti sulla possibilit di ottenere informazioni, determina un aumento del tasso dinteresse sopra il livello che esisterebbe in regime di informazione perfetta per via dellaumento dei costi che il prestatore deve sostenere.
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1.3 Il ruolo dello Stato nella finanza rurale12


Vediamo ora sinteticamente, come le istituzioni governative sono intervenute nei mercati di credito rurale. Esamineremo qual stato il comportamento delle strutture governative nel corso della storia, per poi analizzare come, e su quali settori, si maggiormente riscontrata lingerenza delle stesse. I governi sono da sempre intervenuti nei mercati finanziari rurali. Si riscontrano addirittura uninsieme di quasi 300 leggi nel codice di Hammurabi, che regolavano le operazioni di credito tra agricoltori e commercianti. In effetti, gran parte degli interventi governativi sono stati necessari per regolamentare e per promuovere, tra parti private, il commercio nei mercati finanziari. Inoltre, si possono anche registrare forme pi dirette dintervento statale, inclusi prestiti diretti, e garanzie di credito statali, che hanno agevolato lincontro dellintermediazione finanziaria nel settore privato. Anche nelleconomie avanzate, i governi hanno direttamente sponsorizzato o attuato sistemi di concessioni creditizie per le aziende agricole. Ad esempio, negli Stati Uniti dAmerica, nel 1916 si dette vita, con il Farm Loan Act, alla prima azienda para-statale, la quale organizz un sistema regionale di Banche Rurali per concedere prestiti rivolti direttamente e senza intermediari, alle cooperative agricole. Nel 2001, il Sistema di Credito Agricolo statunitense ha erogato prestiti pari al 30 % dellintero settore creditizio agricolo, e continua a sostenere le cooperative di servizi finanziari nellaccumulare fondi, anche grazie a regimi fiscali agevolati e garanzie governative pi o meno esplicite.
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Conning J. E Udry C. (2005)

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In altri occasioni, il coinvolgimento statale stato molto pi opprimente e tirannico. Sono questi i casi in cui sono state attuate rigide normative anti-usura, oppure quando, sono stati estromessi alcune figure dintermediari dai mercati stessi. Alcuni programmi di credito diretto, sempre finanziati e appoggiati dal governo, hanno obbligato banche nazionali ad aprire veri e propri settori di credito rurale, in modo da riservare a questi una fetta prestabilita dellintero ammontare dei crediti erogati. Per vari decenni, la finanza statale ha rappresentato la forma dominante dei prestiti istituzionali in molti paesi in via di sviluppo anche se laccesso a questi sistemi finanziari variava sensibilmente da regione a regione. Da un rapporto della Banca Mondiale redatto nel 1975, sullaccessibilit al credito rurale, si evince chiaramente come in alcune aree dellAfrica, solamente l1% degli agricoltori aveva la possibilit di ottenere prestiti sovvenzionati dallo Stato, mentre in paesi come Taiwan, quasi tutti gli agricoltori beneficiavano di simili crediti13. Vi sono molti studi e ricerche14, nei quali si mette chiaramente in luce, come la repressione finanziaria governativa sia stata la principale colpevole della perdita di efficaci intermediazioni finanziarie nei paesi in via di sviluppo, dellinterest-rate cap15, delleccessiva regolamentazione e del coinvolgimento del governo nelle operazioni bancarie. La maggior parte delle iniziative governative, anche se animate dalle migliori intenzioni, hanno di rado incentivato un consolidamento dellintermediazione finanziaria privata, nel il settore rurale. Dallaltro
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World Bank 1975 Adams, Graham e Von Pischke 1984 15 Interest-rate cap: un contratto in virt del quale un operatore, in considerazione del pagamento immediato di un premio, simpegna a versare ad un altro operatore, sua controparte nel contratto, al termine di un periodo di riferimento, una somma ricavata moltiplicando un capitale convenzionale per la differenza tra il tasso di riferimento variabile e il tasso fisso concordati ala stipula del contratto. Poich il periodo di riferimento copre un determinato arco di tempo, la somma ricavata dovr essere sempre rapportata ai giorni di vita del contratto. Linterest-rate cap viene utilizzato da operatori esposti a debiti a tasso variabile allo scopo di coprirsi contro eccessive fluttuazioni e di reperire fondi a un costo inferiore a quello del mercato interbancario comunque a un costo massimo fissato in precedenza.

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lato, i programmi finanziari statali si sono pi volte caratterizzati per la loro arretratezza allesigenze attuali e sono divenuti facili prede delle contrattazioni politiche. Alcuni studi statistici16, hanno sottolineato come in India, nel periodo che va dal 1988 al 1999, il settore creditizio agricolo sostenuto da enti pubblici sia cresciuto di circa il 10% negli anni in cui si tenevano le elezioni, rispetto agli altri anni. Inoltre, allinterno delle stesse aree geografiche, si sono registrate maggiori elargizioni di credito nelle zone in cui le contestazioni elettorali erano pi sentite. Ci ha determinato elevati tassi di inadempienza per la restituzione del credito concesso, in quanto alla base dellattivit creditizia non vi erano state serie valutazioni economiche, in merito al possibile positivo ritorno delle concessioni stesse. Vediamo quindi, nel dettaglio, le due principali aree dintervento governativo nei mercati di credito rurale. Un elemento particolarmente comune, che ha caratterizzato gli interventi delle strutture statali nei mercati agricoli, il massimale dinteresse, (interest rate ceiling) che rappresenta il limite massimo dinteresse che una banca o altra istituzione finanziaria, autorizzata a riconoscere o a far pagare ai propri clienti, per effetto di regolamentazioni imposte dalle autorit monetarie (in questo caso lo Stato). Lanalisi tradizionalmente accettata sul massimale dinteresse, ci dice che, limitando lofferta e aumentando la domanda (anche con luso dellinterest-rate cap) si genera un fittizio eccesso di domanda di credito, e una razionalizzazione dellofferta da parte dei prestatori principali. Infatti, mentre il massimale dinteresse danneggia i risparmiatori, comportando una riduzione dei risparmi rurali, limpatto sui creditori agricoli a priori ambiguo, dal momento che, un agricoltore individuale sar svantaggiato dallottenere prestiti pi piccoli anche se a tassi dinteresse minori. In ogni modo,
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Cole (2006)

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risulta chiaro come, nella maggior parte dei casi, la razionalizzazione dellofferta di credito sia pi vantaggiosa per i grandi agricoltori rispetto ai piccoli coltivatori. Sulle ragioni di un simile meccanismo, sono state avanzate molte spiegazioni. Una di queste, sottolinea come, i crescenti tassi dinteresse, entro determinate condizioni di mercato, devono ricadere sui piccoli coltivatori per coprire i costi fissi del processo creditizio, gli interest-rate caps condurranno inizialmente i prestatori, ad una razionalizzazione del credito nei confronti degli agricoltori minori. Considerato ci, non dobbiamo dimenticare che il processo di allocazione del credito anche influenzato da ingerenze politiche e quindi, i grandi agricoltori hanno sicuramente un peso maggiore in simili contrattazioni. Un altro settore, dove lintervento governativo stato rilevante, quello della sponsorizzazione dei programmi di credito diretti (directed credit programs). Anche in questo caso, varie critiche sono state avanzate da pi parti, soprattutto evidenziandone linefficienza e la connessione con altre misure di repressione finanziaria, che hanno definitivamente azzerato le possibilit di sviluppo di molti mercati rurali. Queste critiche, indubbiamente, hanno colto nel segno, nel descrivere l'effetto delle politiche statali in molti paesi, anche se altri ricercatori indicano che lintervento diretto ha prodotto, in alcuni contesti, molti degli effetti desiderati. Per esempio, la Banca della Tailandia (Bank of Thailand BOT) dette disposizioni in merito allallocazione delle risorse disponibili, in modo che le banche commerciali effettuassero presti al settore agricolo. Tra queste disposizioni vi erano, il contenimento dei tassi dinteresse entro certi limiti (non dovevano comunque superare quelli dei prestiti di altri settori), e una serie di misure che portarono gli sforzi statali allespansione della capitalizzazione della Banca per lAgricoltura e delle Cooperative Agricole (Bank for Agricolture and
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Agricoltural Cooperatives BAAC) in modo da agevolarne le attivit delle stesse17. Effettivamente, si poterono verificare gli impatti positivi di simili azioni finanziarie, registrando notevoli aumenti degli outputs agricoli e sensibili miglioramenti delle condizioni di vita dei coltivatori. In ogni modo, il dibattito sulle politiche agricole governative resta aperto, come per quello sulle politiche di commercio. Oramai, non vi sono pi molti dubbi sul fatto, che il protezionismo e le politiche industriali conducano ad effetti negativi, quali la distorsione dei prezzi, la soppressione del commercio e labbassamento del livello di benessere. Anche se, in alcune aree geografiche, stato riscontrato come simili politiche possano essere usate per indirizzare il fallimento di alcuni mercati o per contrastare il potere acquisito da alcuni di essi. Il fallimento di molti programmi dintervento statale, nei mercati finanziari rurali, e la conseguente ondata di programmi strutturali di correzione degli stessi cominciata negli anni 80. Il cambiamento di rotta di molte politiche governative fu in alcuni casi drammatico. I prestiti agricoli concessi e sostenuti dalla Banca mondiale si ridussero nellarco di un ventennio (dagli anni 80 alla fine degli anni 90) di oltre il 75%18. Si assistette ad una vasta opera di ristrutturazione e privatizzazione che port alla chiusura di molte banche. Inoltre, in molti paesi, si pass a crescenti liberalizzazioni dei mercati finanziari rurali. Alla riduzione delle politiche finanziarie repressive si affiancarono anche altre riforme, quali la liberalizzazione del commercio e la privatizzazione di molte aziende para-statali. Complessivamente, linsieme di tutte le riforme che seguirono al fallimento dei programmi governativi permisero lentrata in scena di nuovi intermediari finanziari.
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Riferimento alla studio di Fitchett 1999 Bank for Agriculture and Agricultural Cooperatives (BAAC),Thailand (Case Study), in, Washington D.C.: Consultative Group to Assist the Poorest (CGAP) Working Group on Savings Mobilization 18 Zeller 2003

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A questo punto, possiamo evidenziare, come un sistema finanziario rurale necessiti contemporaneamente, sia dellattenzione delle istituzioni fondamentali che monitorino i contratti finanziari, sia della libert di contrattazione senza una regolamentazione diretta dello Stato19. Il compito di promuovere, migliorare e anche costruire le opportune istituzioni rurali, che possano sostenere le transazioni finanziarie dei mercati, una delle sfide fondamentali che devono affrontare i governi dei paesi in via di sviluppo. La variet di contratti finanziari flessibili pu essere aumentata se vi la presenza di istituzioni che si adoperino nella diffusione delle informazioni o che siano in grado di agevolare la veridicit e losservanza dei contratti che vengono stipulati. Nel merito, i governi svolgono un ruolo cruciale nel creare e sostenere un sistema giuridico che garantisca valutazioni imparziali nelle dispute tra privati, la rigida osservanza degli impegni assunti con i contratti, la corretta registrazione e archiviazione degli atti di propriet e vendita terriera, e tutta una serie di uffici di credito, che possano essere di aiuto per risolvere tutti i tipi di problemi connessi allattivit finanziaria. Questi istituti possono essere sia direttamente gestiti dallo Stato, sia sostenuti da aziende private, oppure interamente gestiti da strutture private che operino per sotto la supervisione governativa. Il mutamento delle istituzioni nei mercati di credito, chiaramente influenzato dai eventi storici e da come le strutture politiche locali si sono evolute nel corso degli anni. Alcuni trattati, in merito al funzionamento delle moderne istituzioni dei mercati di credito africani20, ne hanno sottolineato il fallimento dellinnovazione delle stesse (non esistono ulteriori forme da inventare), il fallimento dellautorit (la coercizione del governo centrale debole e mal indirizzata) e il fallimento del coordinamento (luso di beni pubblici richiede la soluzione di problemi collettivi che
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Stiglitz 1994

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diversamente resterebbero irrisolti). Mutamenti a livello istituzionale, che condurrebbero ad una diversa distribuzione del benessere e del potere politico, possono incontrare la resistenza di coloro che perderebbero i propri monopoli, acquisiti tacitamente nel corso del tempo, con la conseguente esclusione dalle future contrattazioni finanziarie. Una delle ipotesi sulle ragioni dei fallimenti istituzionali esamina la mancanza di soggetti idonei o di apposite organizzazioni che coordino le azioni mirate a stimolare un cambiamento.Questo ha portato a sperare, nel fatto che, siano le banche governative e i sistemi di garanzia statale a dar vita a nuove forme di intermediazione finanziaria privata. Diversamente, nei paesi in via di sviluppo, lassenza di soggetti idonei a svolgere la funzione dintermediazione finanziaria si tradurrebbe inevitabilmente in bassi livelli di reddito e benessere. Alcuni autori sottolineano21 come lo sviluppo e la finanza dipendano da una ciclo di passaggi che vanno di mano in mano: se vi uno sviluppo economico ci sono pi opportunit di diversificazione, questo spinger gli agenti economici ad investire in progetti rischiosi ma pi redditizi e il tutto comporter un progresso economico molto pi rapido.

1.3.1.Gli approcci tradizionali e innovativi nella finanza rurale22


Vediamo ora, come i metodi dintervento tradizionali e quelli pi innovativi si sono concretizzati nellintero settore della finanza rurale, delineandone i caratteri essenziali e cercando di mettere in risalto le principali differenze.
20 21

Fafchamps 2004 Acemoglu e Zilibotti 1997 22 Yaron 2004

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Lintero ambito governativo intervenuto in modo estensivo nei mercati finanziari, in particolare in quelli rurali. I vari interventi spaziano da misure indirette mirate ad un miglioramento delle politiche ambientali, fino ad azioni dirette ad aumentare o affiancare i crediti forniti dai prestatori privati. Molti paesi, desiderosi di convogliare fondi alle aziende, hanno spinto le banche private a concedere prestiti agricoli, appoggiando le istituzioni creditizie agricole gestite dallo Stato. Tradizionalmente, tutti i tipi di programmi agricoli di credito sono stati basati sulle seguenti argomentazioni: i governi dovrebbero rivolgere la propria attenzione verso lagricoltura per promuovere lo sviluppo rurale; lagricoltura sotto-capitalizzata; i coltivatori necessitano di crediti vantaggiosi per incoraggiarli ad utilizzare le moderne tecnologie e, a titolo di compensazione, per le politiche governative che troppo spesso sono state unicamente rivolte al popolo urbano; i contadini non hanno risorse necessarie per sostenersi; le banche private offrono piccoli o nessun credito, spingendo i piccoli destinatari di prestiti a rivolgersi a prestatori, che applicano tassi dinteresse dusura. Comunque sia, questi programmi hanno avuto generalmente diffusioni limitate, perch comportano alti costi di gestione e garantiscono impatti limitati per le aziende agricole. Inoltre, in molte aree geografiche (Peru, Malawi e Indonesia), i programmi di credito rurali sponsorizzati da enti governativi sono collassati sotto il peso delle forti perdite generate dalle strategie creditizie tradizionali. Infatti, non raro riscontrare che in molti paesi in via di sviluppo, la maggior parte delle famiglie agricole non pu ancora avere accesso ai servizi di finanziamento formali, nonostante le grosse quantit di risorse impiegate per interventi creditizi agevolati.
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Questi fallimenti si possono spiegare per lo pi, dal fatto che sono sempre stati inseguiti obiettivi a breve termine strutturati verso i guadagni delle produzioni agricole, invece che obiettivi a lungo termine mirati a sostenere lo sviluppo dei redditi rurali. Le frequenti operazioni finanziarie, attuate per mezzo di crediti agricoli a basso costo, hanno generato programmi con scarsa cultura creditizia. Si creato con ci una dipendenza al sostentamento, bassi tassi di restituzione, portafogli inadeguatamente diversificati e obiettivi di credito insufficienti23. Le istituzioni finanziarie private sono state estromesse dal mercato da quelle rurali governative e, in alcune zone, la popolazione agricola stata anche privata dallaccesso ai servizi di risparmio, spingendoli a risparmiare in liquidit o in natura, realizzando transazioni con costi e rischi elevati. Sebbene il finanziamento diretto stato fortemente criticato promovendo volentieri altri tipi di approcci, in molti paesi, dove operano istituzioni finanziarie governative si sono registrate forti resistenze al cambiamento. I nuovi approcci alla finanza rurale prendono comunque in considerazione sia gli scopi dellespansione interna sia la riduzione della povert ma, con metodologie rivolte agli investimenti nelle infrastrutture rurali e allo sviluppo delle risorse umane. I sostenitori di questa nuova linea di condotta, propongono che i governi mantengano un ruolo molto pi limitato e mirato alla fornitura di servizi finanziari efficienti. Cos facendo, si auspica la nascita delle condizioni necessarie per lo sviluppo di politiche ambientali, in grado di fornire i dovuti appoggi al funzionamento dei mercati finanziari rurali. Tra i fattori che impediscono il regolare funzionamento dei mercati rurali possiamo includere le politiche macroeconomiche, i settori finanziari mal-regolati e le specifiche costrizioni connesse allintermediazione finanziaria presente nelle aree rurali. Generalmente, ci sono diversi punti deboli nelle
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Khan 1977

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politiche ambientali, come ad esempio gli impedimenti ad un normale sviluppo dei mercati finanziari rurali ed i limitati sforzi nella riduzione della povert. Quindi una particolare attenzione deve essere rivolta ai seguenti aspetti: insane politiche macroeconomiche che, comportando una notevole volatilit e un reale aumento dei tassi dinteresse, influiscono negativamente su tutti i mediatori finanziari, mentre tassi di scambio fuori mercato comportano elevate distorsioni nei prezzi; le politiche di sviluppo incentrate verso le aree urbane riducono la redditivit dellagricoltura e delle aziende rurali e distruggono i mercati finanziari rurali. Infatti, vi sono molti esempi di come, nei paesi dove c una forte discriminazione verso lagricoltura, si registrano bassissimi tassi di crescita economica24; interventi finanziari. Considerati questi aspetti ci si attende che i governi promuovano lo sviluppo dei mercati finanziari, per mezzo del consolidamento della supervisione e con lattenta regolamentazione dellistituzioni finanziarie. Sarebbero auspicate operazioni che permettano la deregolamentazione dei tassi dinteresse, la riduzione delleccessivo volume di risorse richiesto e controlli pi snelli delle operazioni creditizie. Inoltre, i governi dovrebbero anche apportare le dovute correzioni allassetto normativo, in modo da facilitare le operazioni nelle aree rurali e da combinare basse richieste di capitali con crescenti proporzioni di capitale collocato. Purtroppo molto spesso, si riscontra la totale assenza di istituzioni fondamentali nei mercati finanziari delle aree rurali. I prestatori necessitano di un sistema che, sia in grado di fornire procedure
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finanziari

inappropriati

repressioni

economiche

aumentano il rischio e, riducono le possibilit di sviluppo dei mercati

Schiff e Valds 1992

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formali certe per rivendicarsi sulle propriet e di contratti finanziari che prevedano lobbligo alla restituzione. In molti paesi, a causa delle diffuse carenze di norme, regolamenti e istituzioni, viene incentivato lallontanamento dal settore formale di credito. Sono quindi necessari i dovuti cambiamenti per ampliare laccesso al credito nella aree rurali. Tra questi, i pi urgenti includono la possibilit di registrare i contratti di propriet o di affitto delle terre, una riforma normativa efficace che garantisca transazioni sicure connesse con tutte le forme di garanzie legalmente valide, labbassamento dei costi gestionali, una progettazione chiara e limitata delle singole aree attribuite alle varie aziende agricole ed infine la rimozione dei limiti imposti ai tassi dinteresse. In seguito, possibile intervenire per gradi in modo da assicurare che la scarsit di capitale venga valutata equamente e che, gli investimenti finanziari di credito portino ad alti ritorni di capitale. Infine, sarebbe fortemente auspicata la scomparsa dal mercato di strutture creditizie improvvisate e banche con reti di collegamento prive di valore, che con i loro comportamenti opportunistici, mirano esclusivamente a finanziare investimenti spropositati con alti tassi di rischio.

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Capitolo II
IL MICROCREDITO Il microcredito uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povert ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. Secondo i dati dellUNDP United Nations Development Program (il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite), il 20% pi ricco della popolazione mondiale ottiene il 95% del credito complessivamente erogato nel mondo. Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di famiglie vivono con il reddito delle loro piccole attivit economiche rurali ed urbane, nellambito di quella che stata definita economia informale. La difficolt di accedere al prestito bancario, a causa dellinadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattivit, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali, non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dellusura. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microattivit economiche (agricoltura, allevamento, produzione e commercio/servizi), pianificando lerogazione di piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che hanno forte necessit di risorse finanziarie, per avviare o sviluppare progetti di autoimpiego. Lincremento di reddito che ne deriva porta a migliorare le condizioni di vita dei loro nuclei familiari, determinando contemporaneamente un impatto significativo a livello comunitario. Avendo come target di riferimento i poveri, i programmi di microcredito molto spesso prevedono, oltre a servizi di carattere finanziario, anche una combinazione di servizi di supporto alla microimpresa, come: formazione tecnica e gestionale e creazione di reti commerciali. Questa sorta di servizi complementari rappresenta un elemento fondamentale
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affinch si possano creare le condizioni favorevoli per la raccolta di risparmio. In modo pi appropriato questi programmi assumono la denominazione di progetti di microfinanza. In questo capitolo, inizieremo la nostra analisi, cercando di dare una definizione di microcredito e mettendo in evidenza le metodologie e i principi chiave della microfinanza. Proseguiremo entrando nel dettaglio degli approcci e dei programmi di microcredito soffermandoci su alcuni tipi pi importanti, mettendone in luce il funzionamento, i pregi ed eventuali limiti degli stessi. Concluderemo il capitolo, descrivendo i tratti essenziali dellorganizzazione di microcredito pi famosa e importante a livello mondiale: la Grameen Bank.

2.1 Cosa il microcredito


La parola microcredito non esisteva prima degli anni 70 mentre adesso diventata un termine comune tra i professionisti che si occupano di sviluppo. Nel corso del tempo, tale termine ha subito forti distorsioni assumendo il significato generico di tutto per tutti e non c da stupirsi se alcuni usano il termine microcredito come sinonimo di credito agricolo, credito rurale, credito cooperativo, credito al consumo o altre forme e istituzioni tipicamente presente nelleconomie informali. Quando qualcuno introduce il termine microcredito spesso non lo considera inizialmente come unimportante elemento dellinformazione storica. Facendo un piccolo escursus storico, lidea del microcredito si diffonde grazie al lavoro di Bank, la banca villaggio fondata nel 1976 da Muhammad Yunus in Bangladesh. Questa banca rurale nasce per concedere prestiti e supporto organizzativo ai pi poveri, riuniti in gruppi di beneficiari (Solidarity Group), tradizionalmente esclusi dal sistema di
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credito tradizionale. Sullesempio della Grameen Bank, che oggi la quinta banca del Bangladesh, diverse Organizzazioni Non Governative (ONG) internazionali hanno adottato nel corso degli ultimi venti anni programmi di microfinanza, al fine di integrare progetti dintervento a sostegno delleconomia locale dei Paesi in via di Sviluppo. E cos, che si sono attivate: Accion Internacional, Care Internacional, FINCA International, ACODEP (Asociacion de Consultores para el Desarrollo de la Pequena y Microempresa). Allo stesso tempo, si diffuso nel contesto Europeo un approccio al microcredito sostanzialmente differente, imperniato su quelli che sono gli aspetti socio-economici pi propriamente caratteristici del vecchio continente. Sono sorte poi, tanto in America Latina che in Africa e in Asia, Istituzioni di Microfinanza specializzate nella gestione di progetti di microcredito: Vita Microbank in Benin, Fundasol (Fundacion Uruguaya de Cooperacion y Desarrollo Solidario) in Uruguay, Financiera Calpia in El Salvador, Codesarrollo in Ecuador solo per citare alcuni esempi. In questi anni si sono sperimentati differenti programmi di microfinanza, a seconda delle caratteristiche del contesto locale, dove cultura, economia, dimensione, tipologia di societ influiscono nella vita del paese. Ritornando allindagine iniziale che mira a comprendere meglio cosa sia effettivamente il microcredito cerchiamo di fare chiarezza tramite alcune considerazioni. Possiamo ovviare a tutte le incomprensioni e confusioni create nel corso dei vari dibattiti, stilando un elenco delle varie tipologie di microcredito esistenti, in modo da identificare inequivocabilmente di quale tipo si stia parlando25. Questo metodo ci permetter di arrivare a conclusioni chiare, di formulare delle linee di condotta corrette e di delineare appropriatamente le istituzioni e le metodologie utilizzate.
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Muhammad Yunus, Settembre 2007 sito internet della Grameen Bank

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Passiamo quindi a elencare le varie tipologie di microcredito esistenti, dando cos una risposta esauriente su cosa sia il microcredito: microcredito tradizionale informale (i.e. il credito concesso dai prestatori informali, mercato dei pegni, prestiti ricevuti da parenti o amici, credito al consumatore nei mercati informali ecc); microcredito basato sui gruppi informali tradizionali (i.e. ROSCA ecc); attivit di microcredito esercitata attraverso banche convenzionali o specializzate (i.e. credito agricolo, credito per il bestiame, crediti per la pesca ecc); cooperative di microcredito (i.e. credito cooperativo, unione di credito, associazioni di gestione di risparmi e prestiti, casse di risparmio, ecc); microcredito per i consumatori; associazione tra banche e organizzazioni non governative (ONG) basate sul microcredito; microcredito del tipo Grameen detto anche Grameencredit; altri tipi di microcredito delle ONG ; altri tipi di microcredito di organizzazioni governative non collaterali. La classificazione appena citata vuole essere solo un rapido tentativo di dare una certa organizzazione agli argomenti che verranno trattati; sapere con certezza a quale tipo di microcredito o suo sottogruppo ci stiamo riferendo ci permette di evitare inutili incomprensioni. Ovviamente, la classificazione appena esposta pu essere benissimo ampliata, rivista e corretta, entro i vari e singoli contesti che saranno esaminati. Ogni organizzazione del settore pubblica periodicamente vari dati sul microcredito che sono molto utili per i vari studi sulla materia. Tali dati dovrebbero essere pubblicati in modo da identificare chiaramente la
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categoria o le categorie di microcredito ai quali fanno riferimento. In seguito si possono predisporre altre informazioni (numero dei debitori poveri, quantit di prestiti erogati, bilanci di risparmio ecc) suddivise secondo ciascuna categoria, territorio e regione.

2.1.1 Metodologie di microcredito.


Come abbiamo accennato in precedenza, si sono sviluppati in varie parti del mondo progetti che mirano alla realizzazione di programmi di sviluppo economico. Non si possono definire specifiche regole nellattuazione di tali progetti, in particolare utilizzando lo strumento del microcredito, e non vi una disciplina che dia indicazioni precise. Tuttavia, oggi possibile classificare alcune metodologie di microcredito26, che possono dare un orientamento di carattere generale. Queste metodologie possono essere inizialmente classificate in base allattivit di prestito, se sia condivisa tra pi soggetti (peer lending) o sia di carattere individuale (individual lending). Vediamo nel dettaglio la suddivisione delle metodologie del microcredito: Peer Lending: Solidarity Group. E una metodologia di concessione dei crediti, dove in un gruppo composto da 3 a 10 persone, ogni partecipante risponde del credito degli altri membri in proporzione alla quota del proprio prestito. In via generale, i membri del gruppo devono appartenere alla medesima comunit. In uno stesso gruppo non devono esserci stretti legami di parentela. I prestiti sono dimporto ridotto e la restituzione rateizzata nel breve periodo. Il credito pu essere concesso secondo differenti procedure: a) a rotazione, dove il membro successivo riceve il prestito soltanto quando il precedente ha completamente ripagato il proprio prestito; b)
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Materiale reperito nel sito dell Utopie ONLUS

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il credito concesso contemporaneamente ad ogni membro del gruppo; nessuno pu ricevere un secondo prestito se tutti i componenti del gruppo non hanno ripagato. In questo caso le attivit economiche dei membri del gruppo devono essere differenziate altrimenti la garanzia viene meno essendo le produzioni tutte soggette agli stessi rischi di fallimento. Peer Lending: Village Banking. Una Village Bank unassociazione di credito e prestito gestita a livello comunitario, che generalmente costituita da 20-25 membri, spesso donne. La banca finanziata attraverso la mobilizzazione di fondi allinterno del gruppo (internal account), cos come da prestiti provenienti da istituzioni finanziarie esterne (external account). Linternal account, che composto dal risparmio dei membri, e dal capitale accumulato per interessi, diviene gradatamente pi consistente, sganciandosi progressivamente dalla necessit di attingere allexternal account. Il prestito di gruppo costituito dalla somma dei prestiti individuali. I prestiti sono erogati in cicli successivi (10-12 mesi), dove il corretto metodo di restituzione prevede lincremento dei crediti futuri. Peer Lending:Revolving Loan Funds. Le Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF) sono gruppi finanziari informali tipicamente composti da 30-100 membri, spesso donne. Le CMRLF possono essere paragonate a piccole banche che mobilizzano e gestiscono i propri fondi e tendono a diventare nel tempo istituzioni indipendenti. Per questo ai membri richiesto di risparmiare, anche se i fondi iniziali provengono dallesterno, sia in forma di prestito che di grants. Peer Lending:Saving and Loan Associations. Le Associazioni di credito e risparmio sono generalmente istituzioni sostenibili, finanziate dagli stessi risparmi locali. Svolgono unattiva funzione
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dintermediazione finanziaria, in particolare attraverso la mediazione di flussi economici dalle aree urbane, e semi urbane, a quelle rurali, assicurando una permanenza delle risorse di prestito allinterno della comunit, dove i risparmi sono stati mobilitati. Individual Lending. Questa la forma pi antica di micro-lending e la pi vicina alla metodologia adottata dalle banche commerciali. Questa metodologia necessita di frequenti contatti con i clienti individuali. Lammontare dei prestiti maggiore rispetto alle altre metodologie e richiede quindi unanalisi pi attenta affinch si riduca il rischio. Per la concessione dei prestiti sono richieste garanzie reali, anche se a volte di carattere simbolico.

2.1.2 Principi chiave della microfinanza27


Passiamo adesso ad analizzare in modo sommario ma esauriente quelli che definiamo i principi chiave della microfinanza. Unanalisi attenta e puntuale ci viene fornita dal Gruppo Consultativo per lAssistenza ai Poveri (Consultative Group to Assist the Poor CGAP). Esso nasce dallunione di 33 organizzazioni di finanziamento pubbliche e private che lavorano per accrescere le possibilit di accesso ai servizi finanziari per le persone povere. Questo gruppo nato nel 1995, mira ad aiutare, con le proprie azioni e risorse, la costruzione di sistemi finanziari inclusivi rivolti ai poveri con una particolare attenzione alle realt locali. La strategia del gruppo punta ad assicurare che nei mercati finanziari locali sia garantita equit ed efficienza, e che la finanza rivolta alle popolazioni povere sia sempre pi integrata nei mercati tradizionali. Ecco quindi che dallesperienza diretta del CGAP abbiamo una completa definizione degli elementi essenziali che caratterizzano la microfinanza:
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Dal sito internet del Consultative Group to Assist the Poor (CGAP)

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Le persone povere non hanno bisogno solamente di prestiti ma necessitano di una variet di servizi finanziari. Anche le popolazioni pi povere hanno la necessit di accedere ai pi vari servizi finanziari (risparmio, assicurazione, trasferimento di denaro ecc) secondo le circostanze. Tali servizi devono essere convenienti e flessibili. La microfinanza un potente strumento per combattere la povert. Le popolazioni povere avendo la possibilit di accedere ai servizi finanziari aumenteranno i loro guadagni, beneficeranno di situazioni economiche pi stabili, e si tuteleranno maggiormente da eventuali crisi economiche esogene. Le famiglie povere utilizzano la microfinanza per migliorare il loro stile di vita basato sulla sopravvivenza quotidiana. Saranno in grado di organizzare ad una qualche forma di pianificazione del proprio futuro. Questo si ottiene concentrando gli investimenti delle risorse in nutrizione, salute, educazione e stile abitativo. Microfinanza significa costruire un sistema finanziario che sia rivolto ai poveri. In molti paesi in via di sviluppo la stragrande maggioranza della popolazione rappresentata da poveri a ad essi non sono tuttora rivolti i servizi finanziari offerti dalle banche. La microfinanza spesso vista come un settore marginale dellintero sistema finanziario e del quale non se ne prevede lintegrazione. Comunque sia la microfinanza pu raggiungere un numero sempre creste di poveri nel momento in cui si integra a dovere nel sistema finanziario. La microfinanza in grado di auto-sostenersi ma per farlo deve necessariamente raggiungere un elevato numero di persone povere. Limpossibilit per le persone povere di accedere ai servizi finanziari spesso dipende da un sistema finanziario creato e basato su rigide strutture inadeguate al tipo esigenze e possibilit offerte dai nuovi potenziali clienti. Queste strutture inoltre necessitano di un
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sistematico afflusso di risorse che ne garantisca la copertura dei costi gestionali. Unistituzione economicamente sostenibile pu continuamente espandere i propri servizi con obiettivi di lungo temine. Raggiungere la sostenibilit significa operare con bassi costi di transazione, offrire servizi che siano pi adeguati alla clientela e adoperarsi al fine d raggiungere il maggior numero possibile di persone che non siano serviti dagli istituti finanziari tradizionali. La microfinanza ci che attiene alla costruzione distituzioni finanziarie locali a carattere permanente. La finanza rivolta alla fascia di popolazione pi povera richiede delle istituzioni con un carattere locale in grado di offrire servizi su strutture permanenti. Queste istituzioni devono individuare i risparmi locali, convertire questi risparmi in prestiti, e fornire dei servizi finanziari accessori. In qualit di istituti locali e mercati di capitale consolidati, dovrebbero essere sempre meno dipendenti da fondi derivanti da donazioni e dai governi. Il microcredito non sempre la risposta adeguata e non rappresenta il miglior strumento per tutti e per tutte le situazioni. Coloro che sono privi di redditi o mezzi idonei per le restituzioni di debiti, hanno bisogno di adeguati supporti prima che riescano a fare un buon uso del prestito ricevuto. In molti casi vi sono strumenti pi adeguati per combattere la povert, come ad esempio, le piccole garanzie, programmi dimpiego e di formazione o il miglioramento nelle infrastrutture. Dove possibile tali strumenti sono utilizzati in sinergia con adeguate politiche di accantonamento dei risparmi. I limiti sui tassi dinteresse penalizzano le persone povere rendendo difficoltoso il loro accesso al credito. I costi dei tassi dinteresse rendono svantaggiosa la sottoscrizione di tanti piccoli prestiti rispetto alla richiesta di un unico grande credito. I micro-prestatori non
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riescono in questo modo, a coprire i costi delle transazioni, cos che, il loro sviluppo diventa limitato per via dellincerto afflusso di fondi da donazioni o governi. Il ruolo dei governi quello di rendere possibili i servizi finanziari e non quello di fornirli direttamente. I governi nazionali dovrebbero istituire delle politiche volte alla nascita di nuovi servizi finanziari e contemporaneamente alla salvaguardia dei depositi. I governi hanno bisogno di mantenere una stabilit microeconomia, evitando tetti ai tassi dinteresse, astenendosi dal creare mercati distorti con le varie sovvenzioni ed impedendo la proliferazione di programmi con alti tassi di rendita che poi non possono essere sostenuti. Inoltre dovrebbero anche fronteggiare in modo energico la corruzione e agevolare la nascita di micro-imprese includendo anche un miglior accesso ai mercati e alle infrastrutture. I fondi delle donazioni non dovrebbero competere con il capitale privato bens integrarlo. Le donazioni permettono di fornire garanzie, prestiti, ed equit per la microfinanza. Tale supporto dovrebbe avere un carattere temporaneo e dovrebbe essere utilizzato per dare unorganizzazione articolata alle strutture di coloro che operano come fornitori di microfinanza (i.e. sviluppo di infrastrutture come agenzie di classamento creditizio, uffici dinformazioni commerciali, ecc), e per supportare progetti di sperimentazione. Purtroppo, in alcuni casi, dove si presentano maggiori difficolt nel raggiungere la popolazione, il supporto delle donazioni rientra in programmi e pianificazioni di lungo termine. Le donazioni dovrebbero invece integrare la microfinanza con il resto del sistema finanziario. Ciascun progetto ideato e finanziato dovrebbe avere un realistico piano per raggiungere il punto in cui il supporto delle donazioni stesse non sia pi necessario.
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Il punto chiave, risiede nella mancanza distituzioni e quadri dirigenziali forti. La microfinanza un campo specializzato che unisce il mondo bancario con il raggiungimento di obiettivi sociali per i quali occorrono attitudini e sistemi efficaci ad ogni livello (i.e. dirigenti e sistemi dinformazione dellistituzioni microfinanziarie, banche centrali che regolino la microfinanza, agenzie governative e finanziatori). Gli investimenti pubblici e privati nella microfinanza dovrebbero mirare alla creazione e alla diffusione di tutte queste capacit e non rappresentare solamente dei flussi di denaro. La microfinanza riesce ad operare meglio quando si possono misurare e diffondere i vari risultati raggiunti. Le informazioni accurate sugli obiettivi portati a termine con successo, rappresentano un imperativo fondamentale sia per lambito finanziario (i.e. tassi dinteresse applicati, restituzione dei prestiti, recupero dei costi ecc) sia per quello sociale (i.e. numero dei clienti che stato possibile raggiungere e il loro livello di povert). Coloro che fanno donazioni, i supervisori bancari e i clienti stessi necessitano di tutte le predette informazioni per poter giudicare i loro costi, rischi ed eventuali rendiconti. Come abbiamo potuto riscontrare da tutto ci, concorrono molti fattori a rendere la microfinanza non solo un semplice aiuto allo sviluppo delle popolazioni pi povere. Si presenta la necessit di una interazione ben organizzata di strutture di vario genere: donatori privati, istituzioni governative, istituti bancari tradizionali e una classe dirigenziale, ad ogni livello, ben preparata. Con laiuto di dati correttamente formulati e attendibili sui risultati raggiunti, possibile pianificare delle azioni sempre pi mirate e puntuali per combattere la povert. Sebbene la microfinanza abbia dato degli ottimi risultati in molte aree del mondo, in altri casi, essa non si dimostrata lo strumento pi idoneo per
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raggiungere i vari obiettivi sociali previsti. Certamente, dove la microfinanza funziona e riesce ad ottenere il raggiungimento degli scopi prefissati, occorrono dei continui supporti esterni per due motivi essenziali. Per prima cosa, occorre mantenere il livello di operativit raggiunto con tanti sforzi che diversamente verrebbero vanificati nel nulla e ci possibile anche grazie allaiuto sempre pi professionale di coloro che operano direttamente nel settore. Come secondo motivo, che comporta la giustificazione nelluso almeno iniziale delle continue risorse esterne , quello di poter arrivare nel tempo, ad avere un sistema di microfinanza che sia economicamente auto-sostenibile. Infatti, utilizzare nuovamente quello che si riesce a produrre per cercare dinserire nelle maglie della microfinanza un crescente numero di poveri, rappresenta una delle sfide pi difficili per questo settore. Parallelamente, oltre che una sfida, diventa anche una necessit vitale in quanto, solo un numero elevato di persone inserite nel settore della microfinanza possono garantirne la sopravvivenza perch si otterranno risultati maggiori solamente da un numero elevato di potenziali fruitori. La necessit di sopravvivenza appena descritta trova le sue ragioni anche un altro tipo di sopravvivenza che ipotizza e si augura un sistema microfinanziario sempre pi indipendente delle donazioni pubbliche e private.

2.1.3 Le microimprese e il microcredito nella lotta alla povert


I servizi offerti dal microcredito sono essenzialmente rivolti ai microimprenditori, ovvero persone che svolgono attivit produttive anche molto piccole e limitate, ma che hanno notevoli opportunit di svilupparsi se assistiti con servizi finanziari specifici. Queste attivit
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vanno dal commercio, ai servizi, alla produzione agricola e artigianale e sono sviluppate su piccola scala. Esse sono dislocate tanto nelle aree urbane come in quelle rurali, specialmente nei paesi in via di sviluppo. In molti casi vengono coinvolti i familiari e pochi altri dipendenti in piccole attivit orientate al sostentamento delleconomia familiare. La tecnologia utilizzata obsoleta e difficilmente sono previsti investimenti a causa della scarsit delle risorse. Le entrate sono per lo pi rivolte al miglioramento delle condizioni di vita della famiglia e solo nel caso di imprese pi avviate sono indirizzate al re-investimento nellattivit produttiva o nel miglioramento del luogo di lavoro. Leconomia di queste attivit strettamente legata alleconomia familiare dei proprietari: solo nelle situazioni pi consolidate e con maggior coinvolgimento di dipendenti c una tendenza a separare gli aspetti economici dellattivit da quelli della famiglia. Anche le strategie sono differenti a seconda della scala di attivit: si va dallobiettivo della diversificazione della produzione per incrementare il reddito familiare e per minimizzare il rischio; alla maggiore specializzazione in particolari attivit, prima per aumentare le entrate della famiglia e poi, comunque, per migliorare i profitti. In luoghi dove la sicurezza del lavoro spesso compromessa, i microimprenditori sono in molti casi non riconosciuti, anche legalmente, dal sistema economico e bancario. Tuttavia, sono il fulcro dello sviluppo economico locale ed il potenziale meccanismo attraverso cui puntare per migliorare il benessere delle comunit di riferimento. I beneficiari di molti programmi di microcredito sono nella maggioranza dei casi le donne: si cerca in questo modo, di migliorare la loro condizione e il loro coinvolgimento nelle attivit economiche, e quindi il ruolo che hanno allinterno delle comunit. Esse hanno dimostrato in diversi casi una migliore gestione delleconomia familiare e delleducazione dei figli e si sono rivelate molto pi affidabili degli
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uomini per quanto riguarda la gestione dei crediti e la restituzione delle quote. Entrando nel merito del ruolo svolto dal microcredito nella lotta alla povert, possiamo chiaramente affermare, che siamo in presenza di un cambiamento di prospettiva nei programmi di aiuto allo sviluppo: dalla donazione al credito. La metodologia del microcredito rivoluziona il modo di pensare laiuto allo sviluppo nei programmi di cooperazione produttiva e la dignit delle persone a cui viene data una possibilit di crescita che non viene regalata, ma prestata. Si abbandona in questo senso la logica del puro dono sia per quanto riguarda le conseguenze dei forzati programmi assistenziali, sia per la creazione di meccanismi di dipendenza. Quella che viene riconosciuta la fiducia nella possibilit della persona: il credito prima ancora che monetario fiducia al microimprenditore e al suo progetto. Lo sviluppo economico viene sostenuto in questo caso attraverso la responsabilizzazione dei microimprenditori, come protagonisti e fautori della propria crescita. Coloro che ricevono un prestito sono spinti a lavorare duramente per restituirlo: per loro un occasione che, se fallisce, non si ripeter facilmente. Il tentativo di ogni progetto di microfinanza quello di creare le condizioni di sostenibilit dei programmi e delle istituzioni che ne prendono parte, ovvero la loro piena indipendenza operativa da interventi finanziari esterni e la creazioni, quindi, delle condizioni per una continua e duratura operativit. Nei Paesi in via di sviluppo, risulta molto importante il contributo che leconomia informale d allo sviluppo economico nazionale. Le attivit sommerse, non riconosciute, di piccoli contadini, artigiani, commercianti tentano di sopravvivere alleconomia dellesclusione. Le microimprese si presentano come fulcro della crescita del benessere delle comunit locali, oltre che, la principale fonte di reddito per milioni di persone. Le attivit di queste diverse
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microimprese, con i loro progetti di riscatto economico-sociale, possono nel loro insieme arrivare a rappresentare fino al 50% di alcune economie nazionali. Secondo le Agenzie dellONU vi sono oggi nel mondo 500 milioni di microimprese, ma solo il 2% di esse ha accesso al credito. Puntando al potenziamento di queste attivit, si cerca pertanto di rinvigorire i settori economici pi vitali, che possono consentire un rilancio delloccupazione, la circolazione di risorse e opportunit di investimenti. Il credito si accompagna in molti casi al risparmio. In alcuni programmi il risparmio da parte dei pi poveri, deve precedere la richiesta di credito. In questo caso una piccola somma del credito ottenuto viene trattenuta e destinata ad un fondo di risparmio obbligatorio, che serve sia come garanzia addizionale, sia per favorire la cultura del risparmio anche tra le fasce pi povere della popolazione, al fine di programmare le risorse economiche in funzione delle esigenze della famiglia. Il risparmio significa poi maggiore sicurezza per far fronte a situazioni di crisi e di inaspettate calamit naturali: la prevenzione prende piede nella cultura di queste comunit. A livello di Istituzioni di Microfinanza il risparmio pi comunemente utilizzato come garanzia di prestito (cash collateral) per cui non viene restituito, anche se remunerato, fino a che il prestito non stato ripagato: solo le istituzioni abilitate alla raccolta del risparmio possono prendere tali misure. Lo strumento del risparmio di notevole importanza per le istituzioni che mirano al raggiungimento della propria sostenibilit e per i programmi che promuovono, perch possono fare affidamento su questa fonte come entrate da mobilitare. Lo strumento del microcredito nasce non solo come puro strumento finanziario ma anche con lintento di sostenere legami e vincoli pi forti allinterno delle comunit locali, in quanto la partecipazione allo sviluppo economico collettiva. La tipologia di credito ai gruppi
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evidenzia proprio questa necessit di coesione sociale perch crea forti vincoli di pressione allinterno degli stessi, relativamente alle quote da rimborsare, nonch una forte solidariet e aiuto comunitario di fronte alle difficolt di pagamento. Anche oggi, ed in diverse parti del sud del mondo, molti programmi di microcredito puntano allo sviluppo partecipativo attraverso metodologie bottom-up (che puntano cio dal basso verso lalto), privilegiando gli interessi della comunit nel suo insieme. Un elemento di fondamentale rilevanza per il corretto funzionamento del sistema della microfinanza quello della sostenibilit delle sue organizzazioni finanziarie. Si possono stabilire tre livelli di sostenibilit per le organizzazioni che offrono servizi di microfinanza, a seconda del grado di copertura dei costi derivanti dalla propria attivit. Al primo livello, abbiamo un programma che viene definito sussidio-dipendente poich le sue entrate, sostanzialmente interessi, non sono sufficienti neppure a coprire i costi di cassa per la gestione del portafoglio, n tantomeno il pagamento degli interessi passivi sui finanziamenti ottenuti. In questo caso, il programma necessita di immissioni di capitale fresco e, se ci non avviene, viene utilizzato e quindi eroso il capitale sociale, oppure vi una riduzione forzata delle spese amministrative. Le organizzazioni di questo livello non sono autosostenibili, e mostrerebbero probabilmente una perdita in bilancio se i sussidi venissero tenuti separati nella valutazione delle entrate e della costituzione di fondi perdite. Ad un secondo livello, troviamo programmi che hanno raggiunto lautosufficienza operativa, ottenendo il break-even sui flussi di cassa. In stadi avanzati di tale livello, potremmo trovare organizzazioni che riescono a coprire anche i costi relativi alla creazione di fondi di ammortamento e fondi di perdite. Si pu, per questo livello, parlare di autosostenibilit nel senso che, lorganizzazione pu
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continuare a operare nel medio-lungo periodo senza necessariamente ricorrere a sussidi e donazioni. Il tasso dinteresse attivo applicato sufficientemente elevato da permettere di far fronte al costo reale dei fondi ottenuti in prestito, anche se, tra questi vi spesso una buona proporzione di sussidi e prestiti a condizioni agevolate. In ogni caso, il tasso dinteresse applicato non sufficiente a coprire linflazione e il costo commerciale dei fondi (senza sussidi e condizioni vantaggiose). Ovviamente vi sono, a questo livello, limitate capacit di accesso al mercato finanziario. Un programma di secondo livello, mostra tipicamente un profitto operativo in bilancio se i sussidi venissero tenuti separati nella valutazione delle entrate e della costituzione di fondi perdite. Allultimo e terzo livello, il programma ha raggiunto unautosufficienza finanziaria piena, nel senso che, in grado di coprire, oltre a tutti i costi operativi, il costo reale dellinflazione e il costo effettivo di mercato dei fondi di terzi. Si tratta, di programmi assolutamente indipendenti da agenzie donatrici e da donazioni in generale e pu espandere la propria attivit nel territorio grazie alla possibilit di accedere al mercato finanziario e attuare un rilevante effetto leva sul proprio capitale sociale. A questo livello, un programma mostra rilevanti margini di profitto in bilancio pulito dai sussidi e dalle concessioni ricevute. Solamente se raggiungono questo livello le istituzioni di microfinanza (microfinance institution MFI) hanno la capacit di attrarre investimenti privati nella base azionaria

2.2 Approcci e programmi di microcredito.


Analizzeremo adesso, in modo pi da vicino, i pi diffusi programmi di microcredito attualmente operanti nei paesi in via di sviluppo. Inizieremo questa analisi con un approfondimento degli approcci
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possibili nel microcredito con un particolare riferimento ai servizi collegati con lattivit della microfinanza. Tali servizi, come abbiamo accennato in precedenza, diventano fondamentali per far raggiungere i progetti di microfinanza al maggior numero di persone garantendone lefficienza e lefficacia. Oltre allerogazione di servizi finanziari di credito e risparmio, listituzione di microfinanza pu sostenere lo sviluppo delle micro/piccole attivit economiche (micro/small economic activities) anche attraverso lerogazione di servizi di formazione e assistenza tecnica, in relazione alle necessit specifiche del target group. Se vero che il credito uno strumento in grado di aumentare gli investimenti produttivi, altrettanto vero che una buona gestione dellattivit pu migliorare lefficienza. Lintroduzione di nuove tecnologie pu incrementare la produttivit delle micro/piccole attivit economiche e un miglior accesso ai mercati pu aumentarne il volume di vendite.Possiamo individuare quattro tipi principali di servizi accessori al servizio di risparmio e credito: Business management services: questi servizi aiutano i beneficiari a migliorare il controllo e lefficienza della propria attivit economica. Questo tipo di servizio pu essere erogato attraverso corsi di formazione o servizi di assistenza individuali. Essi possono riguardare la formazione su: business planning, amministrazione, contabilit, gestione finanziaria, definizione dei prezzi, gestione del personale. Assistenza tecnica: volta ad assistere i clienti nel miglioramento della produttivit dellimpresa. Questo servizio pu essere offerto attraverso corsi collettivi o di assistenza tecnica individuale o fornendo informazioni sulle tecnologie produttive pi appropriate. Servizi di marketing: volti ad assistere i clienti nellincremento delle vendite. Questo servizio pu essere erogato attraverso corsi collettivi
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e individuali, studi di mercato, accesso alle informazioni sui mercati, assistenza nellorganizzazione di consorzi dei clienti, accesso a mezzi di trasporto pi economici. Servizi di orientamento: volto a fornire informazioni ai clienti sui servizi correlati alla loro attivit economica quali servizi di assistenza legale, fiscale o amministrativa. La distinzione effettuata sopra, ci permette dinquadrare i programmi di microfinanza in un contesto pi ampio. In questo ambito possibile organizzare i vari programmi secondo lapproccio utilizzato per lerogazione dei vari servizi finanziari che risulta essere un ottimo elemento di riferimento. Possiamo individuare due principali tipi di approccio: Approccio minimalista: riferibile a quei programmi che si concentrano esclusivamente sullerogazione di servizi finanziari. Approccio integrato: si utilizza in riferimento a programmi di microfinanza/microcredito che forniscono accanto a servizi finanziari, servizi di supporto tecnico allattivit svolta dai beneficiari. La ragione principale che spinge molte organizzazioni internazionali ad abbracciare il primo approccio, riguarda lautosufficienza del programma di microcredito. Lesperienza ha dimostrato che, i tradizionali servizi di management training costituiscono un costo ulteriore per listituzione erogatrice e inibiscono in modo considerevole la capacit dellorganizzazione di operare senza fonti finanziarie sussidiate (i.e. attraverso le donazioni). Inoltre, attraverso lassistenza tecnica si trasmette alla popolazione locale uninsieme di know how che nel tempo pu essere trasferito ad un numero sempre maggiore di persone. E in questo modo che si trasferisce, nel rispetto delle condizioni socio-culturali, un modello che abbia un impatto a livello comunitario nel lungo periodo. Diversamente, facile incappare nel
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rischio in cui quando il progetto termina vi sia stata solo un semplice impiego di denaro. Vedremo adesso nel dettaglio, alcuni dei meccanismi di microfinanza che hanno riscosso maggior successo nelle varie parti del mondo. Ne metteremo in evidenza le caratteristiche, i pregi e gli eventuali difetti, delineando un quadro pi completo di come realmente, ed oltre quanto espresso dalla letteratura di settore, tutti i principi fondamentali della microfinanza si concretizzino in progetti operativamente efficaci.

2.2.1 Group Lending.


Il group lending rappresenta, tra i meccanismi istituzionali proposti per ovviare a tutte le imperfezioni del mercato del credito individuale, la metodologia che ha riscontrato maggior successo. Il credito per gruppi (noto nella letteratura anche come solidarity lending group) trova la sua concretezza e si sviluppa dentro i gruppi solidali di persone. Il fatto che, linterlocutore delleventuale prestatore sia un gruppo di pi soggetti e non lindividuo singolo, permette di ovviare ad uninsieme di problematiche congiunte che risiedono nei mercati di credito informali28. Un primo aspetto, e forse il pi rilevante, che il gruppo come destinatario del prestito, permette al prestatore un notevole risparmio sui costi di transazione. Volendo finanziare pi progetti simili, in una data area geografica, la possibilit di raggruppare i beneficiari dei prestiti consente economie di scala sulla raccolta dinformazioni, sui viaggi in loco, e sul recupero dei crediti. Un altro aspetto rilevante, che entro il gruppo di soggetti vige il cosiddetto principio della responsabilit congiunta. Secondo questo principio, quando pi soggetti fanno parte del medesimo gruppo, ciascuno di essi responsabile della restituzione
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La Ferrara 2000

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sia del proprio prestito sia di quello altrui. Nel momento in cui, un membro del gruppo non pi in grado di ottemperare al proprio debito (il cosiddetto caso di default), gli altri devono pagare in sua vece, pena lesclusione per sempre dalla possibilit di accedere a futuri prestiti da parte del prestatore. Un terzo elemento, rappresentato dal fatto che, il gruppo diventa un vero e proprio intermediario bancario utilizzato principalmente per trasmettere il microcredito alle popolazioni pi povere. Sotto questo aspetto, il credito per gruppi oltre a permettere una migliore ottimizzazione delle risorse, riduce drasticamente la necessit di ottenere da parte dei prestatori delle garanzie. Dal momento in cui, ad ogni prestito erogato si associa un costo fiso di gestione, un qualunque prestatore, mettendo insieme pi prestiti individuali e permettendo al gruppo stesso di organizzare le singole relazioni individuali, riesce a risparmiare molto sui costi amministrativi e gestionali. In molti paesi in via di sviluppo, il sistema legale non in grado di offrire gli adeguati supporti per tutelare i diritti di propriet delle popolazioni pi povere e la regolamentazione associata alle transazioni sicure e certe del tutto assente. Diversamente, il group lending punta su vari tipi di capitale sociale, come la responsabilit condivisa tra i membri, il mutuo supporto entro il gruppo e una cultura disciplinata della restituzione. Il group lending non n il primo n lunico meccanismo di distribuzione del credito utilizzato in microfinanza, ma assume dei caratteri che lo rendo unico nel suo genere. I gruppi, solitamente sono costituiti da non pi di 5 persone e questo numero stato scelto per due motivi: 1) rappresenta un gruppo abbastanza piccolo per assicurare il massimo livello di responsabilit congiunta e tale da scoraggiare i cosiddetti free rider;

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2) rappresenta un gruppo abbastanza grande per ovviare ed evitare che leventuale fallimento o le incompetenze di un singolo individuo possano generale il collasso dellintero gruppo. Il credito per gruppi ha chiaramente avuto un impatto positivo su molte persone che hanno avuto accesso al credito. Senza un simile strumento, diverse fasce di popolazione sarebbero state escluse dal mercato creditizio, oppure nella migliore delle ipotesi, sarebbero ricadute obbligatoriamente nella morsa dellusura. Nonostante ci, alcune critiche sono state comunque avanzate a questo meccanismo di concessione del credito. Ricerche recenti hanno messo in luce alcuni problemi, tra i quali, la crescente frustrazione dei debitori nel dover partecipare ai continui incontri regolari, il rifiuto dimostrato dai prestatori nel premiare dei validi creditori che sono accidentalmente stati inclusi in gruppi morosi e limposizione di costrizioni entro il gruppo per arginare le ambizioni divergenti nate tra i membri dello stesso29. Gli sforzi fatti per assicurare che tutti i membri di un gruppo siano ugualmente poveri, non sempre si sono dimostrati utili per aumentare il livello di rendimento del gruppo. Le sempre pi crescenti diversit socio economiche, stanno a significare che, le rendite dei membri del gruppo difficilmente varieranno in ugual misura e in modo uniforme. Questo fatto, determina un crescente sviluppo delle capacit individuali che facilmente si svilupperanno con ritmi diversi30. Mentre lobiettivo della riduzione della povert ha avuto molti successi, la solidariet sociale, entro i gruppi di credito, non stata solamente uno strumento per gli istituti di credito, ma stata utilizzata anche per i destinatari del prestito. Uno sciopero dei prestiti, che possa riscuotere simpatia e consensi in
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Armendriz de Aghion & Morduch 2005 Ibidem

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larghe fette di popolazione e di debitori, pu generare un alto tasso di atti delinquenziali totalmente privi di ogni controllo31.

2.2.2 Self Help Groups32


Adesso analizzeremo un particolare tipo di programma di microfinanza che nasce da un progetto sperimentato in India con laiuto delle istituzioni governative. Come sappiamo, lobiettivo primario di ciascun programma di microfinanza, quello di creare le condizioni utili affinch coloro che vivono in povert possano accedere a determinati servizi finanziari dai quali in origine sono totalmente esclusi. Si potuto constatare, che le popolazioni povere spesso riescono ad accedere a programmi creditizi per mezzo dei mercati informali con elevati costi. In questi mercati, la disponibilit di servizi finanziari offerti, risulta essere molto limitata particolarmente per quelli che sono rivolti al risparmio. Esistono esempi di istituzioni tradizionali come le associazioni di credito e risparmio a rotazione (Rotatine Saving and Credit Associations ROSCAs), che possono fornire ai poveri un valido sistema di risparmio. Il problema sostanziale, risiede comunque, nella mancanza di un universale accesso a questo tipo distituzioni e che le stesse (come accade per le ROSCAs) non hanno una vasta diffusione, diversamente da quanto accade per i mercati di credito informali. Vi sono due tipi di metodologie, dove un intervento deciso e concreto pu apportare dei miglioramenti alle condizioni di vita delle popolazioni pi povere. Il primo, risiede nellabbassare notevolmente i costi che richiedono le operazione dintermediazione finanziaria, e il secondo poter permettere di ricavare
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Quanto accaduto nel 1998alla Grameen Bank che ha poi ridefinito il programma Grameen II Aniket 2005

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un

concreto

ritorno

dal

processo

dellintermediazione

stessa.

Sostanzialmente, si dovrebbe operare in modo da poter permette ai poveri di avere sufficienti possibilit di risparmiare con dei guadagni comparabili con il costo dei prestiti ricevuti. Le pubblicazioni disponibili in microfinanza hanno suggerito modelli istituzionali (come i prestiti concessi a gruppi con responsabilit congiunta) che hanno sicuramente aiutato le popolazioni dei paesi in via di sviluppo ad accedere al credito a condizioni favorevoli, permettendogli dinvestire in una gamma di progetti sociali redditizi e, conseguentemente, di estendere gli obiettivi dei loro consumi. Contestualmente a ci, stato spesso trascurato laspetto degli ovvi profitti dei risparmiatori nei gruppo di credito. Ciascuna persona povera un potenziale risparmiatore e pu trarre dei rilevanti vantaggi nel coinvolgerla nel proprio ruolo di risparmiatore. Tali benefici spaziano dalladozione di forme basilari di sostentamento sociale, fino ad un impiego degli individui stessi quale mezzo utile per risolvere la mancanza dinformazioni connessa con la concessione dei crediti. Sappiamo che, le popolazioni povere non hanno comunemente garanzie da offrire per il credito cos che la condivisione di responsabilit uno dei metodi pi funzionali, affinch si riducano al minimo i casi di fallimento per insolvenza. Nel programma microfinanziario, che tratteremo, vedremo il funzionamento di un semplice gruppo a responsabilit condivisa, dove i soggetti interessati saranno coinvolti nel duplice ruolo di creditori e risparmiatori. Il Self Help Group (SHG) Linkage Programme un progetto ideato per incoraggiare gli operatori microfinanziari (MfO)e le organizzazioni non governative (ONG) ad entrare e colmare il divario e le lacune che esistono nei mercati informali del credito. Tale progetto opera come una variante e una modifica dei ben pi noti programmi ROSCAs e se ne avuta una soddisfacente applicabilit in varie parti dellIndia e in
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particolare nello stato dell Haryana. Le ONG iniziano con la formazione del gruppo, rifacendosi ad una forma modificata della ROSCA inserendo individui precedentemente scelti. Tale gruppo solitamente ha un numero di componenti che varia dalle 15 alle 20 unit. Allinterno dello stesso, ciascun membro contribuisce versando ogni mese con una piccola somma concordata e, lintero ammontare dei singoli versamenti resta intoccabile per un periodo di circa 6 mesi. Trascorso questo periodo, i membri del gruppo possono richiedere in prestito porzioni dellammontare dei versamenti ad un tasso prestabilito dallONG, e ciascun prestito deve essere restituito in 10 rate su una durata di 10 mesi. Il guadagno, derivante dagli interessi del prestito di gruppo, viene equamente diviso tra tutti i membri del gruppo stesso. Nelle forme originarie delle ROSCAs, lindebitamento finanziario avveniva in una forma sequenziale, precedentemente stabilita dal gruppo. In questa versione modificata, la natura sequenziale della concessione del prestito connessa al limite dellammontare del risparmio accumulato, ed il gruppo stesso che decide quanto e a chi concedere in prestito. Quando necessario, si monitora e si fanno accurate indagini su colui che ha richiesto il prestito. Quindi, la sequenzialit nel prestito assume un ruolo importantissimo entro il gruppo, favorendo dei legami molto pi solidi tra tutti i suoi componenti. Infatti, nella forma originaria della ROSCA, che prevedeva la concessione del prestito a rotazione e secondo una precisa turnazione nel tempo, le possibilit di fallimento del progetto sarebbero state molto pi elevate. Inoltre, la natura sequenziale del prestito induce degli alti livelli di monitoraggio condiviso (peer monitoring) tra tutti i membri del gruppo dove, il meccanismo dellattesa fortifica i legami tra i singoli, e fa si che ci si attenda un buon ritorno dai propri risparmi. Si potuto generalmente confermare, che il ritorno

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economico dei risparmi poteva essere comparato con il costo di un credito richiesto entro il mercato informale. Nel caso in cui, il gruppo superi positivamente questo primo stadio del programma dimostrando ottime capacit di gestione interna dei prestiti di gruppo, la ONG o la MfO instaura un collegamento tra il gruppo stesso e alcune risorse di credito esterne. Queste ultime possono essere incentivi economici, sovvenzionati da programmi di prestito governativi, o crediti concessi da banche pubbliche. La remunerazione dellONG, che si accollata lonere di provvedere alla formazione del gruppo, legata alla restituzione del prestito esterno, dove una parte degli interessi dovuti finiscono nelle mani dellONG stessa. Altro elemento rilevante, che i prestiti esterni vengono fisicamente contrattati direttamente dallente concedente e non dallONG, eliminando cos, i problemi dellazzardo morale (moral hazard) connessi con lincarico di canalizzare le sovvenzioni finanziarie destinate alle popolazioni povere. LONG non ricava nessun onere dallintermediazione finanziaria e nemmeno dalla custodia dei risparmi prodotti dal gruppo, che vengono invece depositati nelle banche locali. Come si vede chiaramente, lorganizzazione che si fa carico della gestione del progetto, in un primo momento utilizza un modello di ROSCA modificato per creare a dare corpo ad un gruppo stabile e, in un secondo momento, utilizza il sistema appena istituito come strumento per canalizzare fondi esterni entro il gruppo stesso. Fintanto che resiste lafflusso di crediti esterni verso il gruppo, esso nella sua unitariet ritenuto lunico responsabile per le restituzioni dovute e per gli eventuali ritardi o fallimenti nellassolvere ai propri debiti. Il meccanismo del SHG riesce, in piena autonomia, a superare uno dei principali limiti che caratterizzava i progetti di ROSCA allo stato puro, vale a dire, il volume del credito disponibile per i suoi membri. Infatti, questo nuovo progetto vede la costituzione di una entit finanziaria
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pienamente funzionale, dove ciascun membro del gruppo in grado di ricevere in prestito una somma superiore rispetto a quanto i partecipanti al gruppo riescano a risparmiare. Complessivamente possiamo dire, che il modello dellSHG ha quattro vantaggi significativi rispetto ai metodi tradizionali di composizione di gruppi: 1. viene data allorganizzazione promotrice del progetto, la possibilit di monitorare costantemente, e con costi irrisori, il comportamento del gruppo, prima di estendere eventuali risorse esterne di credito, allinterno del gruppo stesso; 2. si permette allONG di imporre una piena ed immediata responsabilit congiunta tra i membri del gruppo; invece, nel SHG le restituzioni dovute sono detratte direttamente e automaticamente dallammontare dei risparmi del gruppo che sono depositati in una banca locale. Eventuali ritardi nei pagamenti possono compromettere quanto risparmiato da coloro che non stanno usufruendo del prestito. 3. un notevole vantaggio rappresentato dalla natura sequenziale del prestito indotta dai membri stessi del gruppo. Questo elemento abbiamo visto come permetta la sopravvivenza del programma di SHG, sia nella prima fase sia quando il gruppo venga collegato a fonti di sostentamento esterne. In particolare nella seconda fase, la rigida e inflessibile struttura delle restituzioni assicura che nel gruppo vi sia sempre una presenza dei cosiddetti risparmiatori passivi (i.e. coloro che non stanno accedendo al prestito). Tale rigidit influenza la domanda di prestiti entro il gruppo, restringendo il numero di progetti che possano essere considerati redditizi in base le predette condizioni. Altro aspetto non di poco conto, e che il gruppo verifica sempre prima, che coloro che prendono il prestito siano in grado di pagarne gli interessi senza dover attendere i futuri ricavavi dai progetti che si vuol finanziare. Cos, si ha un netto controllo sul numero di domande
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di prestito, in modo che la bassa frequenza delle stesse garantisca la netta prevalenza, entro il gruppo, di risparmiatori passivi. 4. conseguentemente a quanto espresso nel precedente punto, nel SHG la proporzione maggiore di coloro che non stanno usufruendo di prestiti funge anche da ottima soluzione per i problemi dinformazione che caratterizzano da sempre la concessione di credito alle popolazioni povere. Il SHG Linkage Programme rappresenta probabilmente lunica iniziativa di microfinanza in grado di districarsi meglio attorno agli obiettivi dellintermediazione finanziaria e della costruzione di validi meccanismi finanziari.

2.3 La Grameen Bank33


Non potevamo concludere questo capitolo senza una rapida descrizione al programma di microfinanza (ormai divenuto unistituzione vera e propria) preso a modello da tutti gli operatori del settore, e che ha riscosso notevoli primati in campo internazionale: la Grameen Bank. In questo capitolo cercheremo, se pur in maniera concisa, di tracciare le linee guida dei programmi di credito Grameen, cercando di metterne in risalto le principali caratteristiche. Con lausilio degli ultimi rapporti stilati, faremo un quadro pi preciso e puntuale, sui risultati che simili progetti hanno prodotto, valutando gli effetti complessivi in ambito territoriale e socio-economico. Inizieremo con un breve excursus storico, per poi passare ad analizzare quali sono i principi fondamentali che hanno animato da sempre le azioni e i progetti Grameen. Poi vedremo, nel dettaglio, come i principi
Le informazioni presenti in questo capitolo sono state reperite prevalentemente dal sito dell organizzazione Grameen
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fondamentali e ispiratori hanno trovato piena e concreta attuazione nella metodologia operativa del programmi finanziari posti in essere. Concluderemo, con una panoramica su quella che, comunemente viene definita la Grameen Family vale a dire, linsieme di compagnie satellite specializzate in determinati settori specifici e che sono nate sotto la guida attenta dei principi fondamentali che caratterizzano tutte le attivit targate Grameen.

2.3.1 Breve storia sulla Grameen Bank


Lorigine della Grameen Bank, si pu far risalire al 1976 quando il Professor Muhammad Yunus, a capo del Programma sullEconomie Rurali dellUniversit di Chittagong, lanci lidea di un progetto per esaminare la possibilit di progettare un sistema di concessione del credito in grado di offrire servizi finanziari bancari, rivolti alle popolazioni povere rurali. Il Grameen Bank Project (dove appunto Grameen significa rurale o villaggio in lingua Bangla) divenuto pienamente operativo con i seguenti obiettivi: estendere i servizi bancari agli uomini e alle donne poveri; eliminare lo sfruttamento dei poveri per mezzo degli usurai; creare opportunit di auto-impiego per una vasta moltitudine di persone disoccupate che vivono nelle campagne del Bangladesh; inserire le persone socialmente disagiate e in particolare le donne provenienti gestione; invertire lantico circolo vizioso di bassi redditi, bassi risparmi e bassi investimenti, in un circolo virtuoso di bassi redditi, da famiglie povere, allinterno di un sistema organizzativo che potesse essere in grado di aiutarle nella auto-

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immissione di credito, investimenti, maggiori redditi, maggiori risparmi, maggiori investimenti e maggiori redditi. La ricerca ha riscontrato una relativa resistenza in Jobra (un villaggio adiacente all'universit de Chittagong) ed in alcuni dei villaggi vicini, nel periodo che va dal 1976 al 1979. Dopo questo periodo, nel 1979 con la garanzia della banca centrale del paese, e del supporto della banca commerciale nazionalizzata, il progetto stato esteso al distretto di Tangail (un zona a nord di Dhaka, la capitale del Bangladesh). Con il successo riscontrato a Tangail, il progetto stato riproposto in molti altri distretti del paese. Nell ottobre del 1983, il progetto Grameen Bank stato trasformato in una banca indipendente tutelata dalla legislazione statale. Oggi, la Banca di Grameen posseduta dalla popolazione povera rurale che ne usufruisce dei servizi forniti. I mutuatari della banca possiedono 90% dellintero capitale, mentre il 10% restante posseduto dal governo.

2.3.2 I dieci indicatori della povert


Ogni anno, il personale della Grameen Bank valuta il lavoro svolto da coloro che partecipano ai programmi finanziari, e controlla, se la situazione socio-economica dei membri della Grameen stessa, migliorata. La Grameen Bank valuta il livello di povert dei mutuatari, usando dieci indicatori. Un soggetto si pu considerare fuori dalla povert, se la sua famiglia soddisfa i seguenti indicatori: 1) La famiglia vive in una casa dignitosa di almeno 25.000 Tk34 o una casa con un tetto di lamiera e ciascun membro della famiglia dorme sul letto anzich sul pavimento.
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Tk labbreviazione di Taka che la moneta locale in Bangladesh. Attualmente 1$ US corrisponde a 68,62 Tk

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2) I membri della famiglia dispongono di acqua pura pescata dai pozzi, di acqua bollita o di acqua purificata usando l'allume, o larsenicolibero, o le tavolette di purificazione o i con filtri nelle anfore per contenere lacqua stessa. 3) Tutti i bambini della famiglia oltre i sei anni vanno a scuola o hanno gi terminato gli studi alla scuola elementare. 4) La rata settimanale minima del prestito ottenuto superiore o uguale a 200 Tk. 5) La famiglia pu disporre di adeguati servizi igienici. 6) I membri della famiglia hanno vestiti sufficienti per luso quotidiano, vestiti caldi per l'inverno, quali scialli, maglioni, coperte, e le zanzariere per proteggersi dalle zanzare. 7) La famiglia dispone di fonti di reddito supplementari, quali l'orto, gli alberi da frutta in modo che, possano confidare su queste fonti di reddito, quando necessitano di denaro in pi. 8) Il mutuatario ha un bilancio annuale medio di 5.000 Tk nel suo conto di risparmi. 9) La famiglia non incontra difficolt nell'avere tre pasti giornalieri nel corso dellintero anno, e quindi nessun membro della famiglia va in carenza di cibo durante lo stesso periodo di riferimento. 10) La famiglia dimostra attenzione per la propria salute. Se un qualunque membro della famiglia si ammala, questa pu permettersi di prendere tutte le misure necessarie per cercare di curarlo al meglio.

2.3.3 Grameencredit e le tre C del Credito


Nel paragrafo 2.1, dove abbiamo affrontato le varie tipologie del microcredito, ne stata volutamente tralasciata una che Muhammad Yunus ha definito, come Grameencredit. Analizzeremo quindi nel
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merito, quali sono le principali caratteristiche di questo ulteriore tipo di programma di microcredito. Prima per, dobbiamo precisare, che non sempre tutti i programmi di credito Grameen conterranno obbligatoriamente le caratteristiche che andremo a vedere. Infatti, alcuni programmi microfinanziari sono stati organizzati in modo che, determinati elementi prevalessero sugli altri. Vediamo quindi i tratti essenziali del Grameencredit: promuove il credito quale diritto umano; lo scopo principale quello di aiutare le famiglie povere a combattere la povert; il principale elemento di distinzione del Grameencredit che non si basa su alcun tipo di garanzie o contratti con valenza legale, ma esclusivamente sulla fiducia; si propone di garantire alloggi e di creare un sistema di auto-impiego tramite attivit che producano reddito; inizialmente nato come sfida al sistema bancario tradizionale che escludeva i poveri dai propri obiettivi in quanto considerati non meritevoli di credito; i servizi offerti sono del tipo porta a porta secondo il principio base che la banca che deve andare dalle persone e non viceversa; i prestiti sono concessi per gruppi; i prestiti hanno una consequenzialit senza limiti, nel senso che, viene concesso un nuovo credito non appena il precedente stato ripagato; tutti i prestiti devono essere restituiti con rate settimanali o quindicinali; un singolo debitore pu beneficiare di pi di un prestito contemporaneamente; si concretizza con programmi di risparmio obbligatori o volontari, per i mutuatari;
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generalmente i prestiti sono concessi per mezzo di ONG o con organizzazioni formate dai creditori stessi; il Grameencredit associa un alta priorit ai programmi di crescita del capitale sociale. Il Grameencredit basato sullassunto che i poveri hanno delle attitudini che restano inutilizzate o addirittura sotto-utilizzate. Non certo la mancanza di attitudini e abilit che rendono povere le persone. Grameen fermamente convinta che la povert fortemente agevolata, nella sua diffusione, dalle istituzioni e dalle politiche che le circondano. Si deve necessariamente fare un radicale cambiamento su questo fronte, per dar vita a nuove istituzioni e politiche migliori. Grameen non crede che la carit sia una valida risposta al problema della povert perch aiuta soltanto la persistenza della povert stessa, genera dipendenza e toglie l'iniziativa dei singoli per sconfiggerla. La risposta concreta alla lotta alla povert la otteniamo soltanto consentendo il libero sfogo della creativit che in ciascun essere umano. Nel concedere il credito, Grameen ha puntato al povero, alle donne, a coloro che non hanno saputo guadagnarsi e investire denaro. Grameen ha dato corpo ad una metodologia e ad un'istituzione intorno ai bisogni finanziari del povero. Essa ha consentito l'accesso al credito su termini ragionevoli, permettendo al povero di elaborare nuove strategie per ottenere un reddito migliore basato sulle proprie abilit. Tutti i tratti essenziali del Grameencredit che abbiamo appena esaminato si accomunano per tre fattori, che nel mondo Grameen, sono noti come le tre C del credito, e sulle quali si totalmente imperniata lattivit di Grameen: carattere: significa in che modo una persona si comportata con le passate obbligazioni; lonest e la solvibilit di un debitore sono

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determinate dal suo trascorso creditizio e dai propri precedenti personali; capacit: significa in che modo il debito di un creditore possa essere gestito tranquillamente; i flussi di credito sono analizzati e tutte le obbligazioni legali sono esaminate in modo adeguato alla restituzione. capitale: si riferisce ai beni dei quali il debito pu realmente disporre, come immobili, risparmi o investimenti che potrebbero essere usati per rimborsare il debito se i redditi non dovessero essere pi disponibili.

2.3.4 Metodologia della Grameen Bank


Passiamo adesso, dopo aver illustrato i principi che animano lattivit di Grameen, a vedere nel merito quale tipologia di azione viene utilizzata per perseguire i propri obiettivi. Come in un tutte le organizzazioni finanziarie, la Grameen Bank ha una sua precisa metodologia operativa che le consentono di condurre a termine ogni programma finanziario. Questa facilmente illustrabile secondo i seguenti principi: si parte dal problema, piuttosto che, dalla soluzione: un sistema di credito deve essere basato sulla sopravvivenza dei precedenti sociali anzich su precise e pre-stabilite tecniche bancarie; adottare un giudizio progressivo: lo sviluppo un processo a lungo termine che dipende dalle aspirazioni e dalle responsabilit degli operatori economici; essere convinti del fatto, che il sistema di credito al servizio dei poveri e non viceversa: gli operatori del credito visitando i villaggi possono conoscere bene i debitori; dare assoluta priorit alle azioni vis-a-vis con le popolazioni destinatarie del programma finanziario;
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inizialmente indirizzare il credito alle operazioni di produzione che siano in grado di produrre reddito e che siano state scelte liberamente dal debitore; cos facendo il debitore potr trovarsi in condizioni pi favorevoli per la restituzione del prestito ricevuto; prestare a gruppi di solidariet: i piccoli gruppi informali nascono dalla reciproca scelta fatta da singoli individui che hanno stesse radici sociali e che si fidano tra loro; associare i risparmi al credito senza che ci costituisca necessariamente un requisito operativo del programma finanziario; attuare operazioni di monitoraggio dei debitori in modo che siano semplici e il pi possibile standardizzate; adoperarsi in modo totale affinch si ottenga un bilancio positivo del sistema finanziario; investire nelle risorse umane: la formazione di futuri leaders dovr svolgersi in modo che siano i garanti di uno sviluppo etico basato sul rigore, la creativit, la comprensione e il rispetto dellambiente rurale.

2.3.5 Grameen Family


Concludiamo questa breve parentesi sullattivit della Grameen Bank, con una panoramica sulle attivit che la stessa ha posto in essere e che sono comunemente note con il nome di Grameen Family. Grameen Shakti/Energy: Grameen Shakti (GS) una copagnia rurale senza scopo di lucro, il cui scopo quello di fornire energia rinnovabile ai villaggi in Bangladesh che non dispongono di una rete elettrica. Lo scopo di GS anche quello di creare posti di lavoro e nuove opportunit di reddito nelle campagne del Bangladesh. Grameen Communications: una compagnia dinformazione tecnologica senza scopo di lucro. Fin dal 1997 opera sotto la
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regolamentazione del Companies Act del 1994, e provvede a soluzioni di sistema tramite lo sviluppo di applicativi informatici, servizi internet, servizi di rete e apparecchiature informatiche Grameen Trust: il grande successo riscontrato dai programmi Grameen ha portato le persone e molte organizzazioni a pensare secondo i principi Grameen. Ci ha portato gli stessi, al desiderio di conoscere meglio, e dimparare bene la metodologia operativa Grameen. A partire dal 1989, la Grameen Trust (GT) ha cercato di soddisfare queste richieste. Grameen Fund: operativa dal primo febbraio 1994, una compagnia senza scopo di lucro che simpegna nella ricerca di fondi per finanziare attivit che sono rischiose, rivolte al mondo della tecnologia e che comunque sarebbero tagliate fuori dai tradizionali canali di finanzamento. Grameen Shikkha/Education: nata nel 1997 ha come scopo principale di promuovere leducazione di massa nelle campagne, fornendo un adeguato sostentamento finanziario, usando mezzi tecnologici per combattere lanalfabetismo e promovendo luso delle nuove tecnologie e metodi innovativi per lo sviluppo delleducazione. Grameen Telecom: una compagnia nata con lo scopo di portare la rivoluzione delle comunicazioni tra la popolazione rurale in Bangladesh. Nel corso del tempo, ha pianificato unintera rete di telecomunicazioni, in grado di servire fino a 100 milioni di abitanti sparsi in oltre 68000 villaggi. Grameen Knitwear Limited: la compagnia orientata interamente allesportazione di indumenti e prodotti nelle aree circostanti a Dhaka, la capitale del Bangladesh. Lindustria in grado di produrre vestiario di altissima qualit per adulti o bambini e i capi sono

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prodotti con cotone, TC, CVC e polyester. Lesportazione di tali prodotti avviene per la maggior parte verso i paesi europei. Grameen Cybernet Ltd: stata la principale compagnia di servizi internet in Bangladesh fin da quando ha iniziato ad operare nel 1996. La dirigenza della compagnia stessa formata da persone che hanno conseguito studi di livello universitario negli Stati Uniti e che poi, per lo svolgimento del loro lavoro quotidiano, sono affiancati da giovani collaboratori del luogo.

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Capitolo III
CREDITO COOPERATIVO, FINANZA POPOLARE E SOLIDARIET: PROGETTO EQUADOR

3.1 L Ecuador35
Larea geografica che oggi nota con il nome di Ecuador36 rappresentava la parte nord dellImpero Inca prima della conquista spagnola del 1533. Nel 1563 Quito divenne sede del governo coloniale spagnolo e nel 1717 parte integrante del Vicereame della Nuova Granata. Assieme agli altri territori dellintero Vicereame, ottenne la propria indipendenza tra il 1819 e il 1822 formando la federazione chiamata Gran Colombia. Nel 1830 Quito lasci la federazione e il nome mut in Repubblica dellEcuador. Nel periodo compreso tra il 1904 e il 1942 lEcuador perse altri territori durante alcuni conflitti con i paesi confinanti. Nel corso della seconda guerra mondiale l'Ecuador si schier con gli Stati Uniti contro le potenze dell'Asse e nel 1944 il presidente liberale Carlos Alberto Arroyo del Ro, gi presidente della Camera dei deputati, venne rimosso dall'incarico e sostituito dall'ex presidente, il conservatore Jos Mara Velasco Ibarra. L'anno seguente, venne adottata una nuova Costituzione, che rimase in vigore fino al 1967. Nel 1948 Galo Plaza Lasso divenne presidente della Repubblica e, sotto la sua guida, il paese ader all'Organizzazione degli stati americani.Nel 1950 l'Ecuador denunci gli accordi del 1942 sulla disputa territoriale con il Per; il problema si sarebbe ripresentato in seguito nel 1981 e nel 1995. Nel 1952 Velasco Ibarra venne eletto presidente a capo di un governo di
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In Appendice 2 sono riportati i principali indicatori statistici dellEcuador tratte dai portali internet www.mondolatino.it , www.cia.gov e dell Instituto Nacional de Estadistica y Censos 36 Vedere le carte geografiche riportate in Appendice 1

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coalizione, mantenendo l'incarico sino al 1956, anno in cui prevalse alle elezioni presidenziali il candidato conservatore Camilo Ponce Enrquez. Nel giugno 1960 Velasco Ibarra, molto critico rispetto alle politiche economiche conservatrici del governo Ponce, fu rieletto con ampio margine, ma fu destituito l'anno dopo a causa del caos economico e politico in cui versava il paese. Il suo successore, Carlos Arosemena Monroy, non ebbe miglior fortuna e venne rimosso dall'incarico nel 1963 da una giunta militare. Un susseguirsi di agitazioni politiche, culminate nelle violente dimostrazioni antigovernative del maggio 1966, provocarono infine la caduta della giunta. Fu quindi istituito un governo ad interim e nel maggio 1967 fu promulgata una nuova Costituzione. Divenuto di nuovo presidente nel 1968, Velasco Ibarra assunse nel 1970 poteri dittatoriali, ma nel 1972 fu rimosso da un golpe militare guidato dal generale Guillermo Rodrguez Lara, capo dell'esercito, che si proclam presidente. Durante la dittatura di Lara vennero scoperti ricchi giacimenti petroliferi, che fecero in breve dell'Ecuador il secondo maggiore produttore di petrolio del Sud America dopo il Venezuela. Il paese ader quindi all'OPEC, ma la politica del governo provoc una crescita dell'inflazione e allarg il divario economico tra la popolazione ricca e quella povera. Nel 1976 Lara venne deposto da una giunta militare, che attu una politica particolarmente dura e repressiva fino a quando, nel 1978, il presidente Alfredo Poveda Burbano fu costretto dalle opposizioni a indire regolari elezioni. Il democristiano Jaime Rolds Aguilera, vincitore delle presidenziali del 1979, si insedi al potere due anni dopo, trovandosi ad affrontare una situazione politica assai delicata e aggravata dalla ripresa del conflitto con il Per. Morto Aguilera nel maggio del 1981 in un incidente aereo mai chiarito, il potere fu assunto dal vicepresidente Osvaldo Hurtado Larrea.

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Nel 1984 la presidenza and al social-cristiano Len Febres Cordero. Egli approfond ulteriormente i rapporti con gli Stati Uniti e adott un programma economico fortemente orientato in senso neoliberista; i provvedimenti governativi si rivelarono per fortemente impopolari e provocarono diffuse proteste, nonch diversi tentativi di colpo di stato. Nel 1988 venne eletto alla presidenza del paese Rodrigo Borja, un esponente socialdemocratico, il cui mandato fu caratterizzato da unacutissima crisi economica (attenuata solo a partire dal 1990 dallaumento del prezzo del petrolio) e dalla rivolta degli indios che rivendicavano una pi equa distribuzione della terra e il rispetto dei diritti umani. La rivolta iniziata il 28 maggio 1990 con loccupazione della chiesa di Santo Domingo a Quito, si estese in breve tempo a tutto il territorio nazionale. Le elezioni del 1992 decretarono la vittoria di Sixto Durn Balln, in rappresentanza dei conservatori dell'Unione repubblicana, il cui govern provoc un diffuso malcontento culminante nel giugno 1994 in uno sciopero generale. Nel gennaio 1995 il vecchio conflitto territoriale con il Per per una sezione di circa 340 km della Cordigliera del Condor, ricca di guano oltrech di oro, petrolio e uranio, sfoci in uno scontro tra gli eserciti dei due paesi. La reazione peruviana fu assai violenta e l'Ecuador sub numerosi attacchi aerei prima di accettare un cessate il fuoco a marzo. Il contenzioso venne infine appianato nel 1998 con la firma dellaccordo di Brasilia, che tuttavia provoc malcontento in entrambi i paesi. Nelle elezioni presidenziali del 1996 si afferm, con una vastissima maggioranza, il leader del Partito roldosista (di stampo populista) Abdal Bucarm Ortiz. Soprannominato El loco ("il pazzo"), Bucarm adott una severissima politica di tagli alla spesa pubblica, suscitando violente proteste in tutto il paese. La crisi si risolse nel febbraio 1997, quando Bucarm fu destituito dal Parlamento per
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"incapacit mentale" e sostituito con Fabin Alarcn, la cui nomina fu approvata in maggio tramite un referendum. Le elezioni presidenziali del 1998 videro la vittoria di Jamil Mahuad, gi sindaco di Quito. Mahuad eredit una situazione assai critica, che si aggrav in seguito alle inondazioni (che tra la fine del 1997 e gli inizi del 1998 sconvolsero il paese provocando migliaia di vittime e ingenti danni) e alla caduta del prezzo del petrolio, una delle principali voci della bilancia economica ecuadoriana. La politica neoliberista di Mahuad incontr una forte opposizione nel paese. Agli inizi del 1999 croll il sucre, la moneta nazionale, perdendo in poco tempo il 40% del suo valore. Lattuazione di un piano anticrisi che contemplava un drastico taglio delle spese sociali, un forte aumento del prezzo della benzina e il congelamento per un anno dei depositi bancari caus una nuova diffusa rivolta. Ai tre scioperi generali convocati dai sindacati ecuadoriani tra la fine del 1998 e gli inizi del 1999, e alle continue manifestazioni di piazza, Mahuad rispose con una violenta repressione e con lo stato di emergenza. Nel corso del 1999 circa 200.000 persone lasciarono il paese, in gran parte dirette verso lEuropa. Alla fine del 1999 Mahuad annunci ladozione del dollaro statunitense come moneta ufficiale del paese. Nel gennaio 2000 un appello del CONAIE (Confederazione delle nazionalit indigene dellEcuador) fu raccolto da decine di migliaia di persone che raggiunsero Quito chiedendo le dimissioni del presidente, del Parlamento e della Corte suprema di giustizia. Il 21 gennaio la crisi raggiunse il suo apice: mentre la folla assaliva il Parlamento, un gruppo di ufficiali dellesercito, unitosi ai rivoltosi, costrinse Mahuad alle dimissioni e insedi al potere una giunta di salvezza nazionale composta da tre persone: il colonnello Lucio Gutirrez Borba, il generale Carlos Mendoza e il presidente della Corte costituzionale Carlos Solrzano. La giunta fu costretta a farsi da parte
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solo tre giorni dopo, quando i vertici delle forze armate imposero alla guida del paese il vicepresidente Gustavo Noboa. Ottenuto lappoggio dei settori imprenditoriali, Noboa var severe riforme nel tentativo di risollevare leconomia il paese. Il 13 marzo 2000 Noboa introdusse la dollarizzazione; il 7 settembre la valuta nazionale cess ufficialmente di esistere. La dollarizzazione provoc un incontrollato aumento dei prezzi e in pochi mesi linflazione super il 90%. Noboa firm un accordo con il Fondo monetario internazionale per un prestito di 2000 milioni di dollari. La protesta della popolazione india, quella maggiormente colpita dai provvedimenti economici del governo, venne repressa nel sangue. Nel febbraio 2001, in risposta alloccupazione dellUniversit politecnica salesiana di Quito da parte di un migliaio di indios, il presidente Noboa decret lo stato demergenza. La crisi si attenu pochi giorni dopo, quando il governo accolse in parte le richieste degli indios, riducendo il prezzo del gas per uso domestico e sospendendo il progetto di privatizzazione dei trasporti. Grazie alla mediazione di personalit della Chiesa, il presidente revoc lo stato demergenza e concesse la libert a diverse centinaia di indios arrestati durante la protesta. Nelle elezioni presidenziali di ottobre-novembre 2002 si afferm Lucio Gutirrez Borba, che si aggiudic il primo turno e poi sconfisse al secondo turno Alvaro Noboa, proprietario di immense piantagioni che lo resero uno degli uomini pi ricchi del Sud America. Tra i protagonisti dellinsurrezione che il 21 gennaio 2000 costrinse il presidente Mahuad alle dimissioni, Lucio Gutirrez si present con un suo movimento (denominato 21 gennaio) alla guida di un ampio fronte di protesta contro la corruzione e il neoliberismo, che univa i sindacati, il CONAIE, il Partito socialista popolare e il movimento indigeno Pachakutik. Lucio Gutirrez riuscir a vincere le elezioni nel 2002 con il 56,14 per cento
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dei voti, battendo Alvaro Noboa, populista di destra e l'uomo pi ricco del paese. La Confederazione delle nazionalit indie dell'Ecuador ha espresso ottimismo e speranza non solo per gli indios ma per tutti i diseredati. Il paese, tuttavia, soffre di una pesantissima crisi economica e il Fondo Monetario Internazionale non conceder crediti se non verr messo freno alla spesa pubblica e alla corruzione. Il 23 marzo 2003, a Milano stato firmato un accordo che annulla parte del debito dell'Ecuador nei confronti dell'Italia per riavviare il suo percorso di crescita. Due anni dopo la nomina del presidente, i risultati delle elezioni nella recente tornata elettorale hanno messo in luce il calo di popolarit di Gutirrez. Il tentativo di impeachment da parte dell'opposizione e la perdita di consenso tra il movimento indigeno, un tempo sostenitore del presidente, posero seri dubbi sulla possibilit da parte di Gutirrez di portare a termine il mandato. Infatti, nel mese di aprile 2005 il presidente Lucio Gutirrez fu destituito e chiese asilo politico al Brasile. A capo del governo dal 20 aprile, Alfredo Palacio ha varato un pacchetto di riforme per ridistribuire i proventi del petrolio in favore della spesa sociale, invece di destinarli alla copertura del debito. Il provvedimento ha riscosso il consenso della piazza. Il 30 settembre 2007 si sono tenute le elezioni per un'Assemblea Costituente cos come chiesto dagli elettori con il referendum del 15 aprile dello stesso anno. Tali elezioni, le pi complesse nella storia del Paese, visto l'enorme numero di liste (nazionali, provinciali e di emigrati), hanno sancito una larghissima vittoria per il partito del Presidente Correa che si garantito 72 dei 130 seggi in palio. L'Assemblea, i cui lavori sono iniziati il 30 ottobre del 2007, ha sei mesi di tempo (estensibili di 2 ulteriori mesi) per elaborare una nuova Carta Costituzionale che dovr essere ratificata dall'approvazione popolare tramite referendum.
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Come possiamo vedere, le vicende storico-economiche dellEcuador non hanno mai potuto permettere un giusto e normale impiego delle capacit e delle potenzialit che sono rappresentate dal capitale naturale e umano di questo paese. Non per questo, la popolazione non ha mai smesso di lottare per il mantenimento della lingua e della cultura. Nei paragrafi seguenti metteremo in evidenza come strutture quali il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio (FEEP) e Codesarollo si adoperino da sempre per la promozione di uno sviluppo politico-economico sostenibile. Attraverso lo strumento del credito, sincentivano i microinvestimenti allinterno delle singole famiglie, che con molti sacrifici, riescono anche ad accumulare altrettanti piccoli risparmi. Scopriremo come, dalle semplici ma efficaci intuizioni di monsignor Rada (che fu il primo ad inventare il FEPP), le popolazioni ecuadoriane possano sperare in un proprio futuro dignitoso nella loro terra, attraverso il credito quale strumento di riscatto sociale37.

3.2 Il FEPP
Il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio (FEPP) una fondazione privata con finalit sociale, senza scopo di lucro, ecumenica e voluta dalla Conferenza Episcopale Ecuadoriana. La fondazione nacque dal comune impegno di vescovi e sacerdoti che, rispondendo a quanto auspicato da Papa Paolo VI nella sua enciclica Populorum Progressio, si adoperarono per la creazione di un fondo comune per lassistenza dei diseredati, nel tentativo di favorire uno sviluppo solidale, dellintera umanit. Tutto il lavoro svolto dal FEPP trae ispirazione dagli obiettivi della promozione integrale dei settori popolari ecuadoriani, dallo spirito evangelico e dalla dottrina sociale della chiesa. Tali fonti ispiratrici si
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Bobbio A. 2005 da AAVV Credito e nuvole

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possono riassumere nellassunto che ha mosso fin dallinizio i lavori del FEPP: lo sviluppo non un semplice accrescimento economico e per essere autentico deve essere integrale, cio rivolto a tutti gli uomini38. I primi statuti del FEPP furono approvati il 22 luglio del 1970 con un decreto governativo. Nel corso degli anni, tali atti hanno subito varie modifiche (1971, 1974, 1980 e 1998) adattandosi continuamente allevolversi del contesto sociale. Lultima riforma, in ordine cronologico, quella del 29 gennaio 1999 che ha permesso allistituzione del FEPP di acquisire la piena capacit giuridica per realizzare lecitamente tutte le azioni e i contratti previsti dalla legge ecuadoriana e dal diritto internazionale. Volendo definire, in modo sintetico, la missione che tuttora svolta dal FEPP, potremmo dire che lassociazione al totale servizio di uomini e donne campesinos, indigeni, afroecuadoriani, meticci e popolazioni urbane emarginate; di poveri che siano organizzati con credito, capacit lavorative e assistenza tecnica, promovendo lo sviluppo integrale, sostenibile e libero, e quindi, contribuendo alla trasformazione della societ e alla creazione di speranza, giustizia, pace e benessere. Non a caso, tra i principali valori ispiratrici della missione del FEPP39, si ritrovano la non violenza, lispirazione cristiana, lausterit, lonore, la trasparenza, la solidariet, il dialogo, il rispetto e la creativit. Dopo lapprovazione dellultima riforma statutaria dellorganizzazione sono state attuate e pianificate azioni mirate al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tra le strategie pi rilevanti possiamo indicare le seguenti40: potenziare il mercato finanziario rurale favorendo il risparmio,
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Dal sito internet del FEPP Ibidem 40 Strategie principali che hanno interessato le azioni del FEPP nel quinquennio 2000/2005. Dal sito internet del FEPP

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linvestimento e il re-investimento delle risorse delleconomia campesina con laiuto di strutture finanziarie rurali legate allagenzia del Codesarrollo41 in tutta le aree dove presente il FEPP; promozione di processi di formazione professionale e di educazione rivolti ai campesinos, in particolare per le giovani donne, in modo che, possano trovare un lavoro entro le dinamiche delleconomia locale per mezzo della creazione e la gestione di aziende competitive; riorganizzazione delle metodologie operative, permettendo un rafforzamento della partecipazione delle organizzazioni nei processi di decentralizzazione e sviluppo locale; promuovere il recupero, la conservazione e luso sostenibile delle risorse naturali; favorire i legami tra lo sviluppo dei processi produttivi e il mercato finanziario, partendo da nuove proposte tecnologiche volte al miglioramento dei prodotti e dei servizi finanziari disponibili; sviluppare i processi di trasformazione agro-industriale e della fornitura dei servizi connessi a tale attivit, con la costituzione di nuove imprese; potenziare una proposta nazionale di commercializzazione che orienti la produzione e la trasformazione dei prodotti agricoli; consolidare le imprese connesse al FEPP, che offrono servizi specializzati e crearne altre con partecipazioni miste tra Stato e privati, che garantiscano la redditivit e la sostenibilit dei programmi svolti; ideare e gestire in modo opportuno progetti importanti, alternativi, economicamente redditizi, socialmente validi ed ecologicamente sostenibili;
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Cooperativa de Ahorro y Crdito Desarrollo de los Pueblos; ne tratteremo pi specificatamente nel paragrafo 3.3

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stringere alleanze strategiche con istituzioni pubbliche e private per promuovere lo sviluppo locale attraverso lideazione di programmi e progetti condivisi; preservare lo spirito di austerit, efficienza, trasparenza e solidariet nellutilizzo delle risorse come testimoniato dal rispetto che il FEPP ha nei confronti dei poveri e come elemento di credibilit nei progetti e lavori che lorganizzazione porta avanti; definire ed attuare la nuova struttura istituzionale del Grupo Social FEPP che coinvolga le regioni, le imprese e le cooperative sia negli aspetti puramente concettuali che in quelli strettamente operativi; sviluppare un programma di induzione, dinsegnamento, di specializzazione, valutazione e miglioramento della qualit della vita delle persone coinvolte nei progetti del FEPP, per incrementare la produttivit ed elevare la qualit dei servizi offerti. Come si evince da queste strategie, emerge chiaramente la figura di una struttura consolidata e ben organizzata. A questo proposito, volendo analizzare pi da vicino la struttura del FEPP vediamo che articolata in un organigramma42 ben preciso, come riportato qui sotto:

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Dal sito internet del FEPP

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Possiamo vedere come lintera attivit del FEPP sia gestita attraverso un direttivo, una direzione esecutiva e un ufficio centrale. Questi ultimi due, oltre a sovrintendere il lavoro degli uffici regionali, delle aziende collegate e nazionali, e della struttura finanziaria (il Codesarrollo), svolgono anche la preziosa funzione di collegamento con le varie ONG, per mezzo di un consiglio di coordinazione. Possiamo dire che, una rilevanza particolare nellintera struttura organizzativa del FEPP viene affidata allUfficio centrale. Esso rappresenta il vero motore operativo dellorganizzazione e da esso transitano tutte le operazioni che vengono svolte in ciascun settore dellorganizzazione stessa. Proprio per questa sua particolare rilevanza, lUfficio centrale dotato di una propria ed autonoma struttura che ha un suo organigramma come mostrato qui sotto:

Lufficio centrale dispone di una propria direzione esecutiva e di un suo ufficio di coordinamento centrale. A questultimo fanno riferimento i tre dipartimenti che racchiudono tutti i principali settori dintervento del FEPP: 1. il dipartimento finanziario; 2. il dipartimento di formazione professionale; 3. il dipartimento di consulenza per le regioni e le imprese.

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Infine, possiamo vedere, come lufficio centrale sia dotato anche di un apposito organo di auditing interno ed esterno, che insieme alla segreteria e allufficio dei servizi generali, ne completano la struttura organizzativa.

3.3 Codesarrollo
Per comprendere bene lattivit di Codesarrollo dobbiamo innanzitutto spiegare quali sono le principali cause di povert in Ecuador. Le possiamo cos sinteticamente riassumere: forte concentrazione dei flussi delleconomia dalle campagne verso le citt e da queste verso lestero; debito estero; corruzione; scarsa produttivit; usura 10-20% mensile. Emerge chiaramente il quadro di un paese (anche riferendoci ai dati riportati nel paragrafo 3.1.) che pur disponendo di enormi ricchezze, non riesce a valorizzarle fino in fondo. In un contesto simile, sinserisce il lavoro e il ruolo svolto da Codesarrollo, che in senso generale punta a tre strategie: 1. invertire i flussi finanziari e creare economie circolari attraverso casse rurali autonome; 2. stimolare la promozione della cultura del risparmio, della progettazione, dellauto-aiuto; 3. creare le basi per la nascita di strutture cooperative e consortili. Vediamo quindi, che la Cooperativa de Ahorro y Crdito Desarrollo de los Pueblos (Codesarrollo) si adopera per costituire un sistema finanziario, etico e alternativo in Ecuador. L'eticit di erogazione del
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credito agli strati marginali della popolazione, ai campesinos, agli indios, il sostegno al sorgere di attivit produttive di trasformazione dei prodotti agricoli, l'impulso a creare imprese comunitarie ne rappresentano i punti cardine. E' un sistema nascente che poggia su circa 800 casse rurali (denominate anche Estructuras Financieras Locales EFL) formali e non, che nelle comunit erogano credito, di piccolissima e media entit, soprattutto in forma comunitaria. Si trattiene in loco la ricchezza creata, realizzando un'economia circolare che crea sviluppo nelle campagne e nelle aree marginali della citt. Il sistema poggia sull'esperienza derivante dall'attivit di microcredito svolta dal FEPP nelle zone rurali, che ha generato queste forme comunitarie di erogazione del credito. Le piccole casse rurali sono di diversi tipi. Alcune sono riconosciute, hanno una propria struttura organizzativa, una base sociale, clientela campesina ed artigiana; altre esercitano attivit di raccolta ed impiego nelle comunit rurali senza riconoscimento. La maggior parte sono ancora strutture di microcredito che traggono le risorse per gli impieghi da una dotazione iniziale di capitale e da finanziamenti provenienti da Codesarrollo. Codesarrollo nato per dare un assetto legislativo organizzativo, stabile ed efficiente a questo variegato mondo di microcredito locale. Attualmente ha aperto 8 agenzie regionali che, accanto alla funzione bancaria di primo livello, iniziano a svolgere un ruolo di secondo livello, in termini di supporto alla gestione di tesoreria e contabilit. L'obiettivo strategico di Codesarrollo di raggiungere una piena funzione di secondo livello. All'orizzonte c' una proposta di legge di nuova regolamentazione del mondo creditizio cooperativo formale e non, che potrebbe costringere ad accelerare fortemente il processo in corso. La strategia di rafforzare e
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coordinare le casse locali autonome, dove gi esistono, o di favorirne la maturazione di quelle che attualmente svolgono questa funzione in modo embrionale, richiede investimenti tecnologici e trasferimento di know how, per creare una struttura centrale di secondo livello forte che possa essere da supporto organizzativo, gestionale, consulenziale, di marketing e fornire i servizi che richiedono economie di scala.

3.4 Progetto Ecuador e la BCC della Maremma


Reciprocit, partecipazione, scambio di risorse, formazione. Questi sono gli elementi del progetto Microfinanza Campesina, gi riconosciuto a livello internazionale e pi volte premiato come nuovo modello di cooperazione internazionale, nuovo modo di affrontare la lotta alla povert dei paesi in via di sviluppo. Un modo di proporre in campo internazionale una visione pi ampia della cooperazione. Lesperienza in Ecuador, rappresentata dalla collaborazione tra le strutture locali di finanza popolare dellEcuador sostenute da Codesarrollo ed il Credito Cooperativo italiano, dimostra infatti che il modello ideato da Raiffeisen a fine 800, e gi radicato nel cuore dellEuropa, pu essere trasferito fino alle Ande. Un progetto principalmente uno scambio di esperienze, conoscenze e risorse. Infatti per il Credito Cooperativo italiano, mettere a disposizione dei loro partner ecuadoriani il patrimonio del loro sistema di finanza popolare rappresenta un momento di formazione, di ricerca e di ritorno ai valori originari delle antiche casse rurali. L'obiettivo strategico di Codesarrollo di raggiungere una piena funzione di secondo livello per rafforzare e coordinare le casse locali autonome, dove gi esistono, per favorire la maturazione di quelle che

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attualmente svolgono questa funzione in modo embrionale e per facilitare la nascita di nuove casse. Il progetto di sostegno a Codesarrollo, ed al sistema nascente di casse rurali, lo possiamo definire completo per via di una serie dimportanti caratteristiche insite nel progetto stesso: vi una dimensione bancaria di primo livello, che in Italia pu coinvolgere le singole banche di credito cooperativo, dal punto di vista finanziario, di consulenza e di trasferimento di Know how, gi attivati in fase iniziale; c' la valenza sistemica del secondo livello, che per complessit, capacit, esperienza che si deve mettere in campo, coinvolge la struttura di secondo livello del movimento nazionale del credito cooperativo; c' una parte produttiva-commerciale legata al sostegno dei produttori attraverso la rete del commercio equo e solidale ed i progetti collegati di sviluppo; c' l'approccio rigoroso, scientifico della Banca dItalia; c' una dimensione educativa alla finanza etica e di attivazione di nuove forme di solidariet. Il progetto, cos come delineato, si caratterizza per una sua originalit rispetto al panorama variegato dell'aiuto al sud del mondo fondamentalmente per tre ragioni: 1. si esce da una logica assistenzialistica. Il sostegno economico ed il trasferimento di know how mirano a potenziare una realt eticamente orientata che rispetta le regole del mercato ed in grado di mantenersi, crescere e contribuire al miglioramento delle condizioni di vita attraverso il sostegno alle attivit economiche produttive;

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2. il progetto completo in tutto il ciclo economico, ed aperto ai contributi pratici, al di l del sostegno finanziario, che altre realt possono dare; 3. sostenere Codesarrollo significa andare alla radice dei valori fondanti del credito cooperativo ed evidenziare, soprattutto in Italia, le peculiarit, la funzione positiva che le casse rurali hanno svolto e continuano a svolgere. In definitiva un modo concreto ed originale per riaffermare i tratti assolutamente originali del movimento del credito cooperativo, di un uso etico della finanza per una economia al servizio dell'uomo. Passiamo ora ad analizzare come si sono concretizzati gli intenti che hanno animato i vari attori coinvolti nel Progetto Ecuador (dal FEPP , alle BCC Italiane, alla Cassa Padana e al Codesarrollo). In molte zone dell'Ecuador la povert affonda le sue radici nella mancanza di liquidit. Poche decine di dollari permetterebbero alle famiglie di fare piccoli investimenti e di uscire dalla soglia della miseria. Migliaia di famiglie di campesinos e di artigiani riuscirebbero cos a rompere il circolo vizioso che condanna chi povero a non poter ricevere prestiti senza incorrere negli usurai. Grazie all'esperienza di Codesarrollo, queste famiglie possono ottenere piccoli prestiti e comprare la terra, avviare un piccolo allevamento, produrre alimenti e oggetti di artigianato da vendere per ripagare il prestito a tassi bassi, mantenendo un piccolo capitale da investire o spendere per migliorare la qualit della propria vita. Ma non basta: per evitare le intermediazioni locali, si sono costituite cooperative che vendono direttamente i prodotti alimentari e di artigianato sia sul mercato interno, a prezzi controllati, che su quello esterno. E qui sinserisce limportante ruolo svolto dal commercio equo e solidale; acquistare questi prodotti a prezzo equo permette a campesinos
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e artigiani di non essere sfruttati e di aumentare le proprie vendite, accedendo ad un mercato basato sulla trasparenza e sull'equit. Infine, nelle Botteghe del Mondo, dove sono in vendita i prodotti del commercio equo e solidale, passano migliaia di consumatori responsabili, che scelgono di sostenere questo modo di produrre e commercializzare attraverso l'acquisto consapevole. E' un circolo virtuoso, un'economia circolare di giustizia che da una parte porta al consumatore prodotti equi e spesso biologici, e dall'altra porta a Codesarrollo, questa nascente sistema di casse rurali, il risparmio degli stessi consumatori, attori di sviluppo sostenibile alla pari dei campesinos. Rafforzare Codesarrollo la strada per sostenere uno sviluppo vero per l'Ecuador; commercio equo e finanza etica sono strumenti per lo stesso fine.

3.4.1 Le tappe del Progetto Ecuador


Passiamo ad analizzare dettagliatamente quali sono le principali tappe che hanno segnato lormai ultratrentennale Progetto Ecuador se lo consideriamo effettivamente operativo fin dalla nascita del FEPP. Del resto se vogliamo parlare di un reale inizio di aiuto allo sviluppo dellarea rurale ecuadoriana, non possiamo far altro che ricondurla alla fondazione del FEPP quale primo motore di un lungo progetto che ha saputo portare ottimi risultati. Vediamo quindi di evidenziare i momenti salienti dellintero progetto: 1970 a Quito, sulla spinta dellenciclica sul progresso dei popoli di Papa Paolo VI, nasce il Fepp, il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio;

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1998 da una cooperativa di credito di cui pochi mesi prima il Fepp aveva preso il controllo, nasce Codesarrollo Cooperativa Desarrollo de los Pueblos, controllata dalla Superintendencia de Bancos dellEcuador; 18 maggio 2001 il dr. Giuseppe Tonello, in qualit di Presidente di Codesarrollo, arriva nella sede di Cassa Padana, la BCC di Leno, nella provincia di Brescia, che conosceva attraverso amici comuni (e perch figlio di un socio di una BCC veneta), per chiedere aiuto per il suo progetto di far crescere centinaia di Casse Rurali, piccole banche di villaggio sulle Ande; maggio 2001 il Consiglio di Amministrazione di Cassa Padana delibera lo stanziamento di 50 milioni di lire per la patrimonializzazione di Codesarrollo e 500 milioni a titolo di finanziamento; agosto 2001 una delegazione di Cassa Padana compie un primo viaggio in Ecuador; 15 marzo 2002 viene presentato a Roma il progetto Microfinanza Campesina e la campagna Azionisti di donazione; 19 marzo 2002 a Milano, presentazione del progetto ad un convegno internazionale sul microcredito, con la presenza di Mohammed Yunus, fondatore della Grameen Bank; maggio 2002 invio a Codesarrollo dei primi fondi (100.000 dollari) raccolti con la campagna Azionisti di donazione; giugno 2002 attivazione del primo pool di finanziamento (13 BCC bresciane e mantovane); ottobre 2002 prima missione del Credito Cooperativo in Ecuador, con esponenti di alto livello della CEI, del governo italiano, della Banca dItalia;

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25 ottobre 2002 Dichiarazione di Quito43, che fissa i principi del progetto e del modo di operare delle banche locali, sia nel nord che nel sud del mondo; 28 ottobre 2002 Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo) e Coodesarrollo firmano un Accordo di cooperazione culturale e finanziaria per il reciproco sviluppo di sistemi bancari alternativi in Ecuador e Italia44; 10 febbraio 2003 il progetto vince il prestigioso Sodalitas Social Award 2002 per la categoria Finanza Socialmente Responsabile; maggio 2003 la Fondazione Tertio Millennio (la Onlus del Credito Cooperativo) sottoscrive con il Fepp un accordo per il sostegno di un Piano di Formazione triennale per giovani da impiegare presso le Casse Rurali dellEcuador; 10 maggio 2003 al Credito Cooperativo viene assegnato il Premio Takunda. Vincere con la Solidariet, istituito dal Cesvi per premiare iniziative concrete di solidariet internazionale; ottobre 2003 Secondo Incontro Ecuador-Italia Costi pi bassi e tempi pi brevi per le Finanze Popolari dellEcuador; novembre 2003 viaggio in Italia di rappresentati della Superintendencia de Bancos; giugno 2004 il progetto riceve una menzione speciale tra i dieci migliori progetti di sviluppo del "World Business Awards " (ICC ONU), premio internazionale indetto per valorizzare il lavoro di aziende o istituzioni che si sono distinte in progetti di sostegno agli Obiettivi di sviluppo del Millennio promossi dalle Nazioni Unite; ottobre 2004 Terzo Incontro Ecuador-Italia Finanze Popolari per uneconomia campesina di benessere;
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Vedasi il testo integrale in Appendice 4 Vedasi il testo integrale in Appendice 5

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8 ottobre 2004 attraverso la firma del progetto pilota in campo agricolo, la collaborazione viene estesa anche al settore agro-alimentare ed alla commercializzazione dei prodotti; ottobre 2005 Quarto Incontro Ecuador-Italia Finanze Popolari e sviluppo locale; gennaio 2006 Federcasse ed Iccrea Holding, tramite il Convenio de Apoyo Financiero si impegnano a partecipare ad un programma di rafforzamento di Codesarrollo, in collaborazione con la Banca Interamericana di Sviluppo; settembre 2006 grazie anche al contributo e allassistenza di Iccrea Banca (listituto centrale del Credito Cooperativo), Codesarrollo accede al circuito telematico internazionale SWIFT, che consente loperativit bancaria tra tutti gli istituti finanziari del mondo; gennaio 2007 Quinto Incontro Ecuador-Italia Rimesse e commercio internazionale per stimolare lo sviluppo locale; gennaio 2007 Iccrea Banca sigla con Codesarrollo un accordo sulle rimesse degli ecuadoriani residenti in Italia

3.4.2 La Dichiarazione di Quito45


Passiamo adesso ad un commento sintetico sugli impegni contenuti nella Dichiarazione di Quito del 2002. Tale dichiarazione va ben oltre il semplice atto formale dimpegno e di assunzione di responsabilit sottoscritti dalle parti in gioco. In questo documento furono infatti ribaditi tutti i principi chiave della cooperazione che stava nascendo, sottolineando limportanza di alcuni valori basilari che stanno tuttoggi alla base di una cos fruttuosa collaborazione.
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Per il testo integrale della dichiarazione vedasi lAppendice 4

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Come si evince dalla lettura del documento, sono molti gli aspetti essenziali che si concatenano tra loro per delineare un quadro completo della tipologia e della grande personalit contenuta entro lintero progetto Microfinanza Campesina. Mi preme particolarmente focalizzare (anche in base a quanto poi sar esposto nei paragrafi successivi inerenti limpegno assunto dalle BCC italiane e dai loro partners) rimarcare quei valori che sono stati fulcro per la buona riuscita e per loriginalit della collaborazione: reciprocit: vedremo che rappresenter molto spesso la parola chiave per tracciare i caratteri essenziali del Progetto Ecuador; economia circolare; la vera e grande novit che sta alla base di tutte quelle possibilit (anche le pi piccole) che hanno permesso alla popolazione dellEcuador di sperare di nuovo in un futuro possibile; capitale sociale; il vero collante di tutti gli elementi socio-economici espressi da questa importante collaborazione. Dalla Dichiarazione di Quito del 2002 ecco nascere immediatamente e contestualmente ad essa, un vero e proprio accordo di cooperazione tra Federcasse e Codesarrollo (25 ottobre 2002)46. Un accordo che vuole comunicare anche sotto laspetto formale, una reciproca intesa delle due parti affinch si possa dar seguito agli impegni che fino ad allora avevano animato lintera collaborazione nel Progetto Ecuador. Adesso il momento di una partecipazione ancora pi incisiva, tramite la cooperazione culturale e finanziaria per il reciproco sviluppo di sistemi bancari alternativi.

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Per il testo integrale dellaccordo vedasi lAppendice 5

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3.4.3 La BCC della Maremma nel Progetto Ecuador


Il ruolo delle BCC italiane assieme ai loro partner ha rappresentato, per il Progetto Ecuador, un grosso salto di qualit. Un avanzamento di livello che grazie allinnesto di nuovi capitali a potuto concretizzare gli impegni assunti con gli atti che abbiamo esaminato nei precedenti paragrafi. Proprio in unottica di supervisione e verifica con mano dei risultati raggiunti e resi possibili, si svolto il secondo viaggio in Ecuador della BCC della Maremma nel 2005. Infatti con questa nuova missione si voluto segnare ufficialmente il passaggio dallidea di sopravvivenza (che logicamente ha animato le prime fasi del progetto) a quella di una forma di benessere adeguata ai canoni del XXI secolo. I progetti portati avanti da FEPP e di riflesso da Codesarrollo hanno rappresentato una vera e propria inversione di marcia per la nazione dellEcuador, sia sotto il profilo economico, sia sotto quello sociale. Riappropriandosi delle proprie terre, la popolazione riprese ad abitare stabilmente nelle campagne dove lavorava nellagricoltura e nellallevamento con non pochi problemi. Le semplici attivit di coltivazione comportavano forti carenze alimentari, considerando il fatto che, una grossa fetta della produzione veniva riservata allautosostentamento ed al fabbisogno della comunit rurale. Carenze alimentari quindi che si manifestavano con una serie di malattie tipiche di alimentazioni basate esclusivamente su cereali e patate. Anche nellallevamento i problemi erano essenzialmente legati alla scarsit dei capi di bestiame che si riproducevano tra consanguinei, con le conseguenti degenerazioni di malattie genetiche e malformazioni nei nuovi nati. Tutto ci, assunse tratti anche preoccupanti nel momento in cui, si associavano tali problemi alla mancanza di acqua potabile e non, allerosione del suolo, alleccessivo sfruttamento dei fondi e alla bench
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minima forma di infrastruttura che potesse collegare agevolmente queste aree con altri mercati delle zone pi a valle. In un simile contesto, lopera di BCC Maremma e dei sui partner stata quella dinserirsi in schemi produttivi presenti da sempre riuscendo a mutarli ed eventualmente affiancandoli con dei nuovi. Tra i pi significativi si possono ricordare la coltivazione in modo ciclico, abbandonando le monoculture e la nascita di allevamenti di piccoli animali da cortile. Tutti passi che hanno consentito un netto miglioramento della variet alimentare delle popolazioni e il distacco da uneconomica dipendente da un solo tipo di coltura o di allevamento. Tutto questo risulta tanto pi vero, nel momento in cui si analizzano i risultati ottenuti in quelle che potremmo definire le due principali fasi dell intero progetto: la fase artigianale; la fase programmata. Senza il mutamento dintenti e di spirito, laiuto del capitale fornito dalle BCC italiane (che rappresenta circa un terzo dellintero capitale di Codesarrollo) ha reso possibile lapertura di nuove prospettive. Esaminando il cammino percorso attraverso le due fasi menzionate sopra, in un primo momento, tutto ci che poteva essere fatto era principalmente sorretto dalla semplice forza di volont degli attori e dei protagonisti coinvolti. Una forza di volont, che ha permesso di tracciare i connotati decisi e volenterosi di una popolazione che nella povert non cedeva alla rassegnazione, ma puntava instancabilmente a quella voglia di riscatto. Quindi una prima fase che ha gettato le basi (economiche e sociali) per una rinascita collettiva, sotto locchio attento dei promotori e fondatori del Fepp prima e poi del Codesarrollo. Da qui si poi passati allincontro di due spiriti che avevano ed hanno tuttora molte assonanze: quello delle casse del Codesarrollo e quello delle BCC italiane, che non sono altro che gli eredi delle Casse Rurali ed Artigiane
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italiane nate nel nostro paese pi di centoventi anni fa. Un incontro che, ha permesso levoluzione del Progetto Ecuador nella fase cosiddetta programmata, dove la forte spinta di capitale ha dato vita a nuovi livelli di progetti, che vanno ben oltre la semplice sussistenza della popolazione ecuadoriana. Si cos potuto aspirare, a nuovi orizzonti che includessero la crescita del benessere spaziando dagli sviluppi del settore agroindustriale, della trasformazione del prodotto, fino allo sviluppo dei servizi e del turismo. In questo progetto di crescita e di sviluppo, un ruolo da protagonista stato svolto anche dalla BCC della Maremma che ha saputo fin da subito cogliere limmensa opportunit rappresentata dalle richieste che a suo tempo avanz Giuseppe Tonello47 presso la Cassa Padana48. Come si evince dai documenti redatti a testimonianza di questo impegno, le opportunit si sono fin dallinizio concretizzate su pi fronti. Per prima cosa ci sono stati benefici di ordine morale, potendo riscoprire i pi solidi valori che hanno permesso la nascita del casse rurali in Italia. Applicare il metodo del credito italiano in cooperative in un contesto sociale ed economico nuovo e dallaltra parte del mondo, stato come riconfermare la validit, lefficacia e la solidit dei principi che hanno da sempre guidato lattivit delle BCC italiane. In secondo luogo, emersa in questa partecipazione una nuova forma di solidariet ai paesi in via di sviluppo che andata ben oltre il semplice assistenzialismo. Il finanziamento del Codesarrollo, che a sua volta ha permesso lafflusso di nuovo capitali ad un numero consistente di banche cooperative sparse nelle aree pi disagiate dellEcuador, ha concretizzato la possibilit di fare credito. Fare e dare credito, a persone che nessuno ha mai considerato nei propri piani economici-finanziari stata la chiave di
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Presidente di Codesarrollo Principale promotore delliniziativa delle BCC italiane in Ecuador

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svolta per restituire dignit ad una popolazione emarginata, confinata nelle aree pi disagiate (anche sotto il profilo geografico e climatologico) e che non aveva pi speranza nel proprio futuro. Citando alcuni dati, il capitale impiegato allinizio nel progetto delle BCC italiane, ha portato come primo effetto il drastico abbassamento dei tassi dinteresse al credito. Si passati, da un 18-20% mensile (nellordine di un 220% annuo) ad un 14-18% su base annua. Tale fatto non di poco conto se pensiamo che ha generato una serie di effetti economici e sociali importantissimi. Innanzitutto, ha permesso il distacco della popolazione rurale dagli usurai (detti chulqueiros in lingua quechua), che nel corso delle vicende storiche, assieme ai grandi latifondisti dinizio secolo, hanno rappresentato uno dei forti elementi di ostruzione allo sviluppo. Sapere che esiste la possibilit di ricevere credito, in modo da poter non solo restituire il debito, ma anche da poter confidare in piccole somme da destinare al risparmio un altro degli elementi essenziali che si sono registrati nella seconda fase evolutiva del progetto. Generare risparmio, anche di piccole entit, sicuramente lelemento caratterizzante di ogni economia che voglia uscire dalla povert. Un risparmio che se trattenuto in loco, potr permettere ulteriore credito e di fatto alimenter nella popolazione nuove possibilit di risparmiare. In sostanza, con il ruolo delle BCC italiane stato compiutamente raggiunto lobiettivo che era nel pensiero degli ideatori del FEPP, vale a dire, quello di arrivare ad una netta inversione dei flussi delleconomia del paese. Un netto cambio di direzione, in modo che, la piccola ricchezza prodotta nelle campagne resti e si consolidi nellarea rurale e non venga dirottata verso i grandi centri urbani, che nella maggior parte dei casi serve per partecipazioni internazionali e quindi finisce per uscire completamente dal paese senza un reale ritorno. Un altro dato molto importante che si affianca a quelli sui tassi dinteresse,
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che la morosit registrata, mediamente nei crediti che vengono concessi, si attesta su valori che vanno da 1% al 1,5 %. Questo evidenzia quanto sia forte e sentita la responsabilit congiunta entro le singole comunit, che come nella maggiore parte dei casi dove si opera il microcredito, rappresenta lunica forma di garanzia offerta da coloro che accedono ai prestiti. In molti casi, si registrano forme di credito di pochi dollari che entro la fine della giornata vengono restituiti con i dovuti interessi. In un simile contesto, ovvio che, nel momento in cui esiste la possibilit di contare su un risparmio spendibile e su un credito accessibile, tutte le porte allo sviluppo si aprono. Difatti, ci che stato per lEcuador, dove lapertura di numerose casse rurali ha fatto in modo che sintercettasse quella stragrande maggioranza della popolazione che mentre prima era esclusa dai servizi finanziari, si trovata in casa propria il referente per un sostegno economico sostenibile. In questo contesto hanno trovato applicazione ancora una volta lo spirito che ha guidato lingresso delle BCC italiane nel progetto Microfinanza Campesina: solidariet, sussidiariet e reciprocit. Infatti BCC maremma insieme al gruppo Federcasse e Iccrea e associazioni quali Terzo Millenniosi sono fatte carica di un programma di trasferimento di know how che ha aiutato la popolazione locale a diventare i gestori in prima persona dei risparmi fruttati nella propria terra. Quindi, vediamo che alla reale possibilit di offrire credito, si fatta strada la necessit di fare anche formazione, perseguendo sempre lo spirito iniziale che non vuole creare assistenzialismo ma offrire concrete opportunit di crescita. Ma la formazione non ha coinvolto le BCC italiane solamente sotto lovvio aspetto del lato bancario-finanziario. Si andati oltre, puntando ad una formazione di tipo agro-industriale che fornisse le giuste conoscenze e i mezzi per avviare la trasformazione dei prodotti agricoli in loco. Inizialmente, si puntato molto sulla scelta delle strategie pi adeguate,
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sia in campo agricolo, che per quanto riguarda lallevamento. La scelta di colture idonee da poter praticare in armonia con le caratteristiche climatiche della zona stato uno degli aspetti pi rilevanti in ambito al processo di formazione. Insieme alla scelta dei capi giusti di allevamento (alpaca e vigogna) che garantissero una buona resa nei terreni marginali che si trovano tra i 3500 e 4500 mt di quota. Tutte scelte ben ponderate che hanno permesso alla popolazione agricola e rurale, non solo di concentrare i propri sforzi su colture e allevamenti in piena sintonia con lambiente circostante e le rigide condizioni climatiche, ma anche di riappropriarsi di tutti i terreni di alta montagna, marginali e spesso abbandonati ai naturali processi di erosione. Quindi, con questo nuovo tipo di formazione a tutto campo, si potuto anche attuare valide politiche di salvaguardia dellambiente e del territorio, restando entro i naturali corsi della tradizione agricola locale. Conseguentemente (anche con la collaborazione di organizzazioni quali altroconsumo o botteghe nel mondo) si lavorato per la creazione di una rete commerciale e di distribuzione per quanto viene prodotto nelle comunit rurali. Tra le comunit che hanno dimostrato di aver raggiunto ottimi risultati vi quella di Salinas, dove sono stati impiantati un caseificio per la lavorazione dei latticini e un cioccolatificio per la produzione dei derivati del cacao in tutte le forme possibili. Complessivamente, possiamo quindi parlare di tre linee di formazione: 1. leducazione statale (docenti e responsabili dellinsegnamento); 2. formazione professionale dei giovani (a tutto campo in tutti i ruoli possibili ); 3. iniziative imprenditoriali sia per quanto concerne il settore agricolo e dellallevamento, sia per quanto concerne la fase di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti primari.

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Il concetto di formazione e quindi distruzione, oltre ad essere direttamente funzionale e collegato con la crescita economica della popolazione ed alla possibilit di benessere, permette lapertura di maggiori speranze di sviluppo puntando sulla diversificazione delle possibili fonti di sussistenza/guadagno. La diversificazione ha rappresentato un punto cruciale dellesperienza, introdotta con il lavoro e il supporto delle BCC italiane. Con laiuto di esperti nel settore agricolo, nel campo dellallevamento e nelle metodologie di lavorazione dei prodotti rurali, si riscontrato un incremento dellinvestimento nel settore agricolo senza bisogno di abbandonarlo. Una permanenza nelle terre rurali che viene sicuramente alimentata dalla possibilit di diversificazione dei rischi che implicitamente sono connessi con lattivit agricola stessa. Questo prevede che un raccolto andato male, o distrutto dalle intemperie non metta in ginocchio una comunit intera che potr contare sulla vendita e sulla trasformazione di quanto raccolto e lavorato in precedenza. Il tutto, e non da sottovalutare per queste aree dove limmediata risposta alla povert sempre stata lemigrazione verso le citt o altri paesi, continuando a vivere e a crescere nelle proprie terre. Possiamo concludere la descrizione del ruolo che la BCC della Maremma assieme agli altri partner italiani ha svolto in seno al progetto Microfinanza Campesina, segnalando che lintera vicenda ha rappresentato nel suo complesso una grande novit. Un nuovo modo di fare banca e credito che si legato ad una metodologia di reciprocit verso le popolazioni dellEcuador. Si tentato di far comprendere il ruolo delle finanze popolari nei processi di sviluppo, e di promuovere il risparmio per facilitare laccesso al credito di queste popolazioni deboli. Questo, ha significato aprire il loro cuore alla speranza. Una speranza che ha trovato il suo punto di forza nella voglia di riscatto di un popolo
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martoriato dalla povert. La parola riscatto, nella maggior parte degli interventi tenuti in occasione dei vari incontri tra Italia ed Ecuador49, stata quella ritenuta pi idonea per definire lintera esperienza del Progetto Ecuador. Un riscatto dalla povert, dalla sudditanza dei latifondisti, dalla propria condizione di peones che si evoluta in quella di campesinos cio contadini proprietari dei propri appezzamenti di terreno.

3.5 Stato attuale del Progetto Ecuador50


Vediamo adesso, alcuni dei principali progressi registrati in seno al Progetto Ecuador, a dimostrazione della continuit operativa delliniziativa stessa, e del suo ottimo livello di autosufficienza che stato raggiunto. Esamineremo sinteticamente uno stralcio della relazione annuale 2006 del FEPP e i dati pi recenti sui livelli di sviluppo raggiunti dal Codesarrollo. La Relazione Annuale 2006 del FEPP ha per oggetto i seguenti temi: produzione, forestazione, acqua potabile, formazione, abitazioni e le principali linee di lavoro. Da uno stralcio dellintroduzione possiamo leggere: Abbiamo la possibilit di accompagnare molta gente lungo un cammino di sviluppo integrale, giusto e sostenibile, grazie allaiuto finanziario e tecnico di persone e istituzioni ecuadoriane e straniere, che confidano nella nostra capacit e volont di stimolare la produzione di risultati positivi. Il documento rende conto del lavoro che ha impegnato 363 persone, e di ci che hanno circa 70.000 famiglie, grazie al loro sostegno. Attraverso le proprie Agenzie Regionali, il GSFEPP presente in 21 regioni, 91
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Vedere il paragrafo 3.4.1 per le tappe e le date degli incontri Dati contenuti nei rapporti periodici sul Progetto Ecuador e disponibili sul sito internet del progetto stesso

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province e 246 comuni lavorando con oltre 3000 organizzazioni di base e 200 organizzazioni di secondo livello. Sono tre, le principali linee di lavoro portate avanti dalle diverse societ del FEPP: lo sviluppo locale, la produzione, la commercializzazione e la finanza popolare. Di seguito possiamo leggere alcuni dati che testimoniamo i risultati conseguiti: circa 1500 famiglie hanno potuto acquistare 160 ettari di terra, 17.500 ettari sono stati legalizzati e 686 consegnati a comunit indigene; sono stati coltivati oltre un milione di alberi, e seminati altri 730.000; sono state costruite 625 infrastrutture produttive; oltre 1700 famiglie hanno intrapreso lutilizzo di sistemi di produzione integrali (fincas integrales); 906 famiglie sono state dotate di acqua potabile; sono state costituite 25 nuove imprese campesine, e si dato sostegno ad altre 125 create precedentemente. In totale, il valore della produzione di tali imprese sfiora i 10 milioni di dollari; attraverso Camari (la societ di commercializzazione del FEPP) e le organizzazioni campesine, sono stati commercializzati prodotti per oltre 4 milioni di dollari; sono state create 13 nuove Estructuras Financieras Locales (casse rurali) e supportate altre 213 gi esistenti; circa 2500 giovani (il 47% di queste sono donne) hanno partecipato a corsi di formazione organizzati dal FEPP; oltre 1000, dei giovani che hanno partecipato ai corsi di formazione, hanno trovato un impiego; a 120 giovani stato concesso un credito educativo per gli studi universitari; sono state costruite 256 nuove abitazioni e dati 1568 crediti per lacquisto e la ristrutturazione di case.

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Passando ai risultati del Codesarrollo possiamo affermare che il 2007 ha determinato un aumento della solidit aziendale, realizzato attraverso un incremento di circa 1,8 milioni di dollari fra patrimonio e accantonamenti generici. Il risultato economico vicino ai 350.000 dollari, che Codesarrollo intende destinare completamente alla capitalizzazione. Alta la liquidit grazie ad un trend molto favorevole della raccolta interna. I dati a dicembre scorso, evidenziano un totale di attivo di oltre 31 milioni di dollari e un passivo di circa 26.5 milioni, per un patrimonio che sfiora i 5 milioni. Un anno, quindi, di assestamento per la Cooperativa, che proprio nel 2007 festeggia i 10 anni della sua nascita, ma anche un anno di forte crescita per le reti provinciali che, ricoprendo ormai quasi tutte le province dellEcuador, costituiscono una solida base per la grande rete nazionale. Ad oggi, in totale, le reti sono sette: Refider, per le province di Imbabura e Carchi, Unicort, per la provincia di Tungurahua, Refla per le province di Azuay, Caar e Morona Santiago, Refse per le province di Loja, El Oro e Zamora Chinchipe, Red del Pacifico, per le province di Manab e Guayas, e infine Red de Sucumbos e Red de Orellana per le province omonime. Oltre 250 sono le cooperative di risparmio e credito, le casse rurali e le banche comunali riunite nelle sette reti. Lobiettivo per i prossimi mesi quello della costituzione legale della rete nazionale

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3.6 Esportabilit dellesperienza in Ecuador: Progetto Argentina


Concludiamo la descrizione dellattivit svolta dalla Banche di Credito Cooperativo italiane insieme ai loro partner istituzionali (ICCREA51, Federcasse52, Federazioni regionali delle BCC, Banca dItalia e Ministero degli esteri) e non, con la breve descrizione di una delle pi recenti attivit, che sono state intraprese dal nostro paese. Il progetto in questione riguarda la formazione di una rete di Casse di Credito Cooperativo in Argentina. Sebbene, il contesto operativo, sociale ed economico sia completamente diverso dal Progetto Microfinanza Campesina, si possono riscontrare in questa nuova iniziativa, molte assonanze (di metodologia operativa e per i possibili obiettivi prefissati) con lazione intrapresa in Ecuador. Prima di entrare nel merito del progetto, vorrei aprire una parentesi su come sono venuto a conoscenza del progetto in Argentina. Durante il periodo, che va dal 2 al 12 marzo 2008, si svolta la 1 missione del Credito Cooperativo Italiano in Argentina, alla quale ho avuto lonore di partecipare come osservatore affiliato alla delegazione della BCC della Maremma. Per quasi sette giorni ho potuto partecipare a tutti i lavori e gli incontri che la delegazione italiana (42 membri) ha svolto con istituzioni pubbliche, e private in Argentina (Buenos Aires, San Nicolas, Rosario e Mar del Plata). La delegazione italiana era formata da dirigenti e amministratori
LICCREA l'Istituto Centrale del Credito Cooperativo, il cui scopo statutario quello di "rendere pi completa, intensa ed efficace l'attivit delle Banche di Credito Cooperativo (BCC), sostenendone e potenziandone l'azione mediante lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione tecnica e di assistenza finanziaria in ogni forma...". 52 Federcasse la Federazione a cui fa capo il settore del credito cooperativo. Ad essa aderiscono circa 500 Banche di Credito Cooperativo, gi Casse Rurali, distribuite su tutto il territorio nazionale che rappresentano un punto di riferimento di notevole importanza per le comunit locali in cui operano. Esse infatti sono statutariamente impegnate ad investire prioritariamente proprio sullo sviluppo del territorio da cui nascono ed in cui operano.
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di Banca dItalia, Federasse, Federazione BCC dellEmilia e del Lazio, Cassa Padana, BCC della Maremma, Emilbanca, BCC Reggiana e Credito Trevigiano. La missione, sebbene sia indicata come prima, in realt il primo punto di arrivo, dopo circa sei precedenti trasferte che si sono svolte nel corso del 2007. Ovviamente, nelle sei missioni precedenti, i componenti delle delegazioni erano molto inferiori rispetto a questa del marzo 2008, per permettere un lavoro molto pi mirato ed arrivare poi ad una missione che comprendesse pi attori del Credito Cooperativo italiano. Il progetto, mira al rilancio delle Casse di Credito Cooperativo in Argentina. Si parla di rilancio in quanto, il Credito Cooperativo Argentino sempre esistito fin dal 1887 con le stesse finalit che avevamo visto nel progetto Ecuador: consentire laccesso al credito ai piccoli produttori e ai consumatori che erano esclusi dal sistema bancario tradizionale. Il loro successo port alla costituzione di enti di livello superiore quale la F.A.C.C. (Federazione Argentina delle Cooperative di Credito)53 e lI.M.F.C. (Istituto Mobilizzatore di Fondi Cooperativi)54 permettendo cos la nascita di una fitta rete radicata nel territorio, che nel 1966 vantava circa 975 casse di credito (circa il 50% degli istituti finanziari argentini). Purtroppo nel 1966 lArgentina dovette misurarsi con lascesa al potere della dittatura militare che, oltre alle restrittive misure governative, mise in atto una politica di forte ostruzionismo verso il mondo cooperativo in senso lato. Tale politica ebbe come risultato la riduzione degli istituti di credito cooperativo di
La F.A.C.C. stata fondata nel 1960 con lobiettivo di appoggiare lo sviluppo istituzionale e operativo delle Cooperative Socie, svolgendo un ruolo di compensazione, centralizzazione ed espansione dei servizi finanziari loro rivolti. Raggiunse il proprio apice negli anni sessanta e conseguentemente alle vicende politiche del paese sub una notevole riduzione del proprio carattere operativo. Attualmente costituita da 35 cooperative socie, che possono per offrire servizi finanziari al pubblico solamente attingendo al capitale proprio e quindi non potendo raccogliere depositi. 54 LI.M.F.C. unentit federativa di secondo livello fondata nel 1958 a Rosario (provincia di Santa F) con lobiettivo di diffondere i principi ed i valori della cooperazione, di rappresentare le cooperative associate, di promuovere la creazione di nuove cooperative. La sua funzione di gestione della liquidit stata abbandonata nel 1966 e attualmente riunisce 103 cooperative associate appartenenti a diversi settori economici.
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pi della met di quelli presenti negli anni sessanta (circa 400). Nel 1976, a causa di un nuovo colpo di stato non ci furono cambiamenti positivi per il mondo cooperativo argentino che opt per un sistema finanziario basato sul ruolo della Banca Centrale, quale gestore di tutto il settore. Il regime attu ulteriori riforme che di fatto, costrinsero le casse di credito cooperative sopravvissute a fondersi tra loro e a costituirsi come banche cooperative, perdendo cos quel forte e fondamentale radicamento sul territorio che ne aveva determinato il successo e la loro esistenza. Solo dopo la grande crisi del 2001, che ha di nuovo sconvolto leconomia e gli assetti dellArgentina, il dibattito sul cooperativismo ritornato alla ribalta nellagenda politica nazionale. La ricostituzione di una rete di casse di credito locali risponde quindi, allesigenza di riportare sotto il controllo della Banca Centrale, uninsieme di entit che operano nel mercato informale del credito, e che nellultimo ventennio, hanno accresciuto notevolmente il proprio ruolo dintermediatore finanziario. Tra le fattispecie pi importanti, possiamo segnalare le cooperative di credito e le mutue55. Il cambiamento arriva l11 dicembre 2006 quando il parlamento argentino approva allunanimit una nuova Legge sulle Entit Finanziarie, assicurando in tal modo, le condizioni minime necessarie alla rinascita effettiva delle casse di credito cooperativo nel paese. Questa riforma si ottenuta grazie alla spinta promotrice di uno dei direttori della Banca Centrale Argentina (Arnaldo Bocco) che ha collaborato con lI.N.A.E.S. (Istituto Nazionale per lAssociazionismo e lEconomia Sociale) la F.A.C.C. e lI.M.F.C.. Essa sispira apertamente al modello italiano ed ha permesso dinserire nel
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Le mutue (mutuales) sono attori presenti da molti decenni in Argentina, essendo state fondate dalle comunit di immigranti per fornire servizi di base agli associati (salute, educazione, servizi assistenziali ecc). Esse si sono sviluppate prevalentemente nelle province di Santa F, Crdoba, Buenos Aires e Entre Rios. Proprio sulla scia della graduale scomparsa delle Casse di Credito a partire dal 1966 le Mutue hanno potenziato sempre pi il servizio di aiuto economico diventando di fatto un attore rilevante a livello locale.

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quadro generale di riforma promosso dalle massime istituzioni argentine, la ricostituzione della rete di casse di credito cooperativo nel paese. Avendo analizzato alcuni cenni storici, possiamo trattare sommariamente il Progetto Argentina. Esso nasce nel 2003, da una proposta della Direzione per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, intenzionata a promuovere uno sviluppo partecipativo e stabile in Argentina attraverso una serie dinterventi, tra i quali, la promozione della cooperazione di credito. Su queste basi, nel maggio del 2005, la cooperazione italiana ha promosso la consulenza diretta del Direttore Generale di Cassa Padana (Luigi Pettinati), allo scopo di valutare la fattibilit di un processo di accompagnamento del movimento di credito cooperativo argentino. Tutto ci, ha permesso di alimentare un crescente interesse da parte dellautorit argentine verso le banche cooperative ed in particolare sul modello italiano, dando vita alla consapevolezza, che laccesso al credito era prioritario per le micro, piccole e medie imprese argentine. Lunico ostacolo rimaneva lassetto normativo vigente, ma che abbiamo visto risolversi grazie ad una nuova legge approvata alla fine del 2006. Con questo ultimo, ma importantissimo, passo del progetto si mirato ad appoggiare la rinascita del credito cooperativo argentino, mediante azioni di promozione e di assistenza tecnica basate sullesperienza cooperativa italiana, sia sotto il profilo normativo sia sotto quello puramente organizzativo. In sintesi lo sviluppo del progetto si pu articolare sui seguenti punti: analisi della normativa argentina per meglio comprendere gli ambiti di operativit delle casse di credito e il loro assetto societario e di governance; definizione degli aspetti organizzativi delle casse e delle strutture di supporto;

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individuazione di alcune aree territoriali e di comunit locali presso le quali avviare alcune esperienze pilota; coinvolgimento di alcune BCC italiane e Federazioni locali al fine di favorire forme di tutoraggio e di assistenza tecnica alle casse neo costituite; sviluppare e promuovere attivit formative a favore dei dirigenti e degli addetti alle future casse di credito; studio di fattibilit per una ipotesi di sviluppo di unorganizzazione a rete con strutture di secondo e terzo livello; coordinamento tra le iniziative della Banca Centrale e del Ministero degli Esteri argentini. Allo scopo, di coordinare meglio le attivit che sono state delineate nel progetto, stato istituito il Centro di Assistenza al Credito Cooperativo (C.I.A.C.C.), che a partire dal novembre 2007 ha anche una sua sede a Buenos Aires. Il C.I.A.C.C. si configura come unassociazione senza scopo di lucro, sostenuta dalle BCC italiane e da tutti gli attori legati al credito cooperativo. Esso ha come scopo sociale, quello di diffondere la cultura della finanza sostenibile, e portare lesperienza del credito cooperativo italiano a servizio di altri paesi dellAmerica Latina e non solo. La sede di Buenos Aires molto importante per il successo e lo sviluppo dellintero progetto. Infatti, essa si propone come ponte e snodo logistico per le collaborazioni tra lItalia e lAmerica Latina, in materia di credito cooperativo e di finanza locale. Come stato accennato allinizio, lesperienze dellEcuador e dellArgentina operano in contesti economici e sociali totalmente diversi. Da un lato abbiamo lEcuador dove lobiettivo fondamentale quello di far uscire la popolazione dalla povert, intesa nella sua pi estrema accezione. Dallaltro, abbiamo lArgentina, una nazione economicamente dissestata dove delle famiglie non possiede un conto
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corrente, e dove regna la totale diffidenza per le istituzioni da parte dei cittadini. La popolazione argentina sta lottando con ogni mezzo, per cercare di risollevarsi sia sotto il profilo economico, sia sotto quello della credibilit, intesa come ricostruzione dei rapporti Stato cittadino e Stato - mercato internazionale. Quindi possiamo affermare, come in due contesti oggettivamente diversi, la conquista della fiducia del credito, diventi lelemento di unione determinante per la soluzione dei rispettivi problemi interni e non. Da un lato, i campesinos che cercano di intraprendere una minima attivit imprenditoriale, dallaltro le piccole e medie imprese argentine (Pequea y Mediana Impresa - PyMES), che rappresentano il motore delleconomia nazionale, ma che necessitano di fiducia e di credito per lespletamento delle proprie attivit. In entrambi i casi, possiamo comprendere come la difficolt nellottenimento del credito finisca per bloccare qualunque forma di progresso economico. In questo contesto, sinserisce (seppur con priorit dintervento diverse) il ruolo delle BCC italiane e in generale del credito cooperativo italiano. Questo, comunque, non significa che la strada della cooperazione sia il metodo risolutivo per eccellenza. Certamente una delle possibili strade percorribili che ha dimostrato, con tanto di dati alla mano, la sua efficacia e la sua determinatezza. Del resto, nella storia argentina, il ruolo della cooperazione (da quella finanziaria a quella produttiva passando per quella sociale) si gi distinto, dimostrando una notevole valenza operativa che ha saputo rappresentare una discreta fetta della sfera economico-produttiva della nazione intera. Laspetto sicuramente pi interessante e rilevante consiste nel trasferimento dellesperienza maturata da un paese allaltro. Durante i vari incontri, che si sono tenuti nel corso della missione in Argentina, pi volte stato sottolineato che, probabilmente, senza il successo e lesperienza maturata nel Progetto Microfinanza Campesina, non ci sarebbe mai stato un Progetto
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Argentina. Per quanto riguarda il credito cooperativo italiano, essere presente oggi in Argentina ha una doppia valenza: si dimostrata ancora una volta la forza dellattivit creditizia radicata nel territorio, vicino e al servizio dei bisogni del singolo (inteso come soggetto o come piccola e media impresa) che nel mercato creditizio generale non trovano risposte adeguate alle proprie esigenze; sono presenti le stesse motivazioni e gli stessi valori che sono stati trasmessi durante lesperienza in Ecuador e che non stato difficile poter ri-adattare ad un contesto nuovo e diverso. Infine, mi preme sottolineare, che il Progetto Argentina punta ad operare anche ad un livello superiore, rispetto a quanto visto in Ecuador. In seno a questa nuova iniziativa si di fatto sviluppata, una forma di cooperazione tra Italia e Argentina che punta ad incentivare sia gli scambi commerciali sia il trasferimento di know how creando cos un canale preferenziale per lo sviluppo di nuove opportunit imprenditoriali in America Latina. In questa nuova dimensione cooperativa, le BCC italiane possono essere un valido intermediario, tra imprenditori italiani e istituzioni argentine . Infatti, attraverso il collegamento con la Camera di Commercio in Argentina, le BCC sono in grado di dar vita a nuovi progetti imprenditoriali. In altre parole, si sta concretizzando, quello che si potrebbe definire, il ruolo delle BCC italiane in politica estera sotto la supervisione delle istituzioni nazionali (Banca dItalia, ICCREA e Federcasse) e con la collaborazione delle autorit argentine (Banca Centrale, FACC, IMFC e sindaci delle singole comunit).

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Conclusioni
Lintero lavoro svolto mi ha fatto conoscere dettagliatamente la metodologia usata nel Progetto Ecuador. Le strategie utilizzate dagli enti promotori delliniziativa, hanno saputo svincolarsi da tutte le resistenze che qualunque progetto di politica estera promosso da enti cooperativi indipendenti avrebbe incontrato. Le BCC italiane, assieme ai loro partners, hanno saputo dimostrare che, dove le condizioni socioeconomiche lo permettono, concretamente percorribile la strada di una finanza sostenibile e giusta. Il Progetto Ecuador, cos come lo conosciamo oggi, si sviluppato nel corso di alcuni decenni, a testimonianza di quanto non sia realmente possibile ottenere risultati nel breve termine. La costanza e la perseveranza sono stati i punti di forza che hanno permesso a questa iniziativa di crescere e di maturare raccogliendo, strada facendo, consensi sempre maggiori. I progetti di microcredito in generale sono la dimostrazione concreta del fallimento di qualunque tipo di assistenzialismo ai paesi in via di sviluppo, spostando lattenzione sul riscatto sociale, quale obiettivo possibile. Attualmente, i progetti di microcredito e la finanza sostenibile rappresentano, anche se non lunica, una valida strategia percorribile. Questo confermato anche dal fatto, che possibile trasferire lesperienze maturate da un contesto ad un altro, come avvenuto per il Progetto Argentina. Questa recente iniziativa ha evidenziato, come in un contesto che cerchi di risollevarsi economicamente, lassenza di una rete di fornitori di credito locale, sia penalizzante per lintero sviluppo della nazione. Si constatato che laddove il settore creditizio tradizionale non in grado di dare adeguate risposte alle esigenze produttive e di consumo, e dove forte le sfiducia verso le istituzioni centrali, sia necessaria la figura di un intermediario finanziario radicato
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nel territorio. Questa figura sar rappresentata dalle future casse di credito cooperativo che contando sulla nuova legislazione favorevole, non tarderanno a nascere. In entrambe le esperienze si potuto constatare la necessit di dover ridefinire scopi ed obiettivi delle politiche di sostegno economico. Solo con strategie economicamente sostenibili si possono fare progressi nella lotta alla povert o gettare le fondamenta, per una nuova rinascita intesa in senso collettivo, di una nazione o un popolo.

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APPENDICI Appendice 1; Cartina geografica e delle regioni

dellEcuador

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Appendice 2;

Scheda

dellEcuador

con

principali

indicatori statistici
DEMOGRAFIA Popolazione: 13,755,680 abitanti (Luglio 2007 st.) Et popolazione: 0-14 anni: 32.6%; 15-64 anni: 62.3%; 65 anni in poi: 5.1% (2007 st.) Tasso di crescita della popolazione: 1,554% (2007 st.) Tasso di natalit: 21.91 nascite/1,000 abitanti (2007 st.) Tasso di mortalit: 4.21 morti/1,000 abitanti (2007 st.) Tasso di migrazione netta: -2.16 migranti/1,000 abitanti (2007 st.) Rapporto sessi: 1.05 uomini/donna (2007 st.) Mortalit infantile: 22.1 morti/1,000 nascite (2007 st.) Aspettativa di vita: 76.62 anni (2007 st.) Tasso di fertilit: 2.63 bambini/donna (2007 st.) Alfabetismo: 91% (> 15 anni) (censimento 2001) ECONOMIA PIB: potere d'acquisto equivalente - US$61.52 miliardi (2006 st.) PIB - tasso di crescita reale: 4,1% (2006 st.) PIB - pro capite: potere d'acquisto equivalente - US$4,500 (2006 st.) PIB - composizione per settore: agricoltura: 6,1%; industria: 35,3%; servizi: 58,6% (2006 st.) Popolazione sotto la soglia di povert: 38,5% (2005-6) Tasso di inflazione (prezzi ai consumatori): 3,3% (2006 st.) Forza lavorale: 4,38 milioni Forza lavorale - per settore: agricoltura 8%, industria 24%, servizi 68% (2001 st.) Tasso di disoccupazione: 10,6% ma sottocuppazione 47% (2006 st.) Industria: petrolio, alimenti processati, tessile, metalli lavorati, prodotti in legno, prodotti chimici, legname Elettricit - produzione: 12.94 miliardi kWh (2005) Elettricit - consumo: 8.86 miliardi kWh (2005) Elettricit - esportazioni: 16 milioni kWh (2005); - importazioni: 1,72 milliardi kWh (2005) Produzione petrolio: 493,200 bbl/giorno (2005 st.) Consumo petrolio: 148,000 bbl/giorno (2004 st.) Riserve accertate di petrolio: 5.114 miliardi bbl (1 Gennaio 2006) Agricoltura - prodotti: banane, caff, cacao, riso, patate, piantaggine, canna da zucchero, manioca (tapioca); bestiame, pecore, maiali, carne, prodotti freschi, legno di balsa, pesce, gamberetti Esportazioni: US$13.05 miliardi (2006 st.) Esportazioni - prodotti: petrolio, banane, gamberetti, fiori Esportazioni a: US 53,6%, Per 8,2%, Chile 4,4%, Colombia 5,6 (2006) Importazioni: US$11.33 miliardi (2006 st.) Importazioni - prodotti: elettricit, materie prime, combustibili, beni di consumo, veicoli, prodotti medicinali Importazioni da: US 23,1%, Colombia 13,3%, Panama 4%, Brazil 7,3% (2006) Debito estero: US$16,93 miliardi (2006 st.) 110

Aiuti economici - recipiente: US$209,5 milioni (2005) Valuta: 1 sucre (S/) = 100 centesimi Spesa militare sul PIB: 2.8% (2006) GOVERNO Tipo di governo: repubblicano Capitale: Quito Divisioni amministrative: 22 regioni; Azuay, Bolivar, Canar, Carchi, Chimborazo, Cotopaxi, El Oro, Esmeraldas, Galapagos, Guayas, Imbabura, Loja, Los Rios, Manabi, Morona-Santiago, Napo, Orellana, Pastaza, Pichincha, Sucumbios, Tungurahua, Zamora-Chinchipe Indipendenza: 24 Maggio 1822 (da Spagna) Giorno nazionale: Giorno dell'Indipendenza, 10 Agosto 1809 (indipendenza di Quito) Costituzione: 10 Agosto 1998 Sistema legale: basato sul sistema della legge civile; non ha accettato giurisdizione internazionale forzata Suffragio: ai 18 anni; universale, obbligatorio per gli alfabeti tra i 18 e i 65 anni, opzionale per altri votanti eleggibili Potere esecutivo: - capo di governo e dello stato: Presidente Rafael CORREA Delgado (dal 15 Gennaio 2007); Vice Presidente Lenin MORENO Garcs (dal 15 Gennaio 2007) - elezioni: presidente e vice presidente eletti da voto popolare per un periodo di quattro anni (no rielezione); ultime elezione il 15 Ottobre 2006 - risultati elezioni: Rafael CORREA Delgado 56.7%, Alvaro NOBOA 43.3% Potere legislativo: Unicamerale, il Congresso Nazionale (121 seggi; 79 membri sono eletti da voto popolare nazionale per un periodo di quattro anni; 42 membri sono eletti da voto popolare dalle regioni - due per regione - per un periodo di quattro ani) - elezioni: ultime il 15 Ottobre 2006 (prossime Ottobre 2010) - risultati elezioni: seggi per partito - PRIAN 28; PSP 24; PSC 13, PRE 6, MUPP-NP 6, RED 5, UDC 5, altri 6; nota - dimissioni da membri del Congresso Nazionale sono comuni risultando pertanto frequenti cambi dei numeri di seggi di ogni partito Potere giudiziario: Corte Suprema, nuovi giudici sono eletti dai giudici al completo della stessa Corte TRASPORTI Ferrovie: totale: 966 km (1 via); binario stretto (1.067-m) Strade: totale: 43,197 km; pavimentate: 6,4675 km non pavimentate: 36,730 km (2004 st.) Vie d'acqua: 1,500 km Condotti: petrolio crudo 578 km; gas 71 km; petrolio 1,386 km; prodotti petroliferi 1,185 km Porti: Esmeraldas, Guayaquil, La Libertad, Manta, Puerto Bolivar, Marina mercante: totale: 33 navi (+ di 1,000 GRT) totalizzando 190,931 GRT/306,280 DWT tipi di nave: sostanze chimiche 1, gas liquefatto 1, passeggeri 8, petroliera 22, altri 1 (2007 st.) Aeroporti: 406 (2007) - con piste pavimentate: totale: 104 - con piste non pavimentate: totale: 302

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Appendice 3;

Riassunto Codesarrollo

esecutivo

del

rating

di

Il comitato di classificazione di Microfinanza s.r.l. si occupa periodicamente anche di assegnare dei livelli di sviluppo che hanno dimostrato di raggiungere le pi importanti organizzazioni di microfinanza. I livelli raggiunti da Codesarrollo si attestano ormai dal marzo del 2007 alla classificazione BB+56. Questo significa, che listituzione gode di buon credito nel mercato, senza carenze serie, e che i dati finanziari dimostrano per lo meno unarea di preoccupazione che non le permette di raggiungere classificazioni superiori. Inoltre si sono evidenziati periodi recinti di difficolt, che per non sono destinati a persistere nel tempo. Nel rapporto di Microfinanza s.r.l. del marzo 2007 si legge: I fattori di rischio pi rilevanti risiedono sia nellarea quantitativa sia in quella qualitativa. Infatti la mancanza di una adeguata identificazione delle responsabilit del personale di un manuale operativo diffuso a tutti, comportano una difficile

coordinazione delle funzioni e una debole struttura di controllo interno. Inoltre lorganigramma strutturato in modo orizzontale e contribuisce a congestionare il flusso dinformazioni e lassunzione di decisioni a livello generale. Tale inefficienza organizzativa ha creato un clima di lavoro di tensione. Il CdA consapevole di queste carenze strutturali, ha avviato un processo di revisione della struttura organizzativa e di tutte le funzioni operative. Inoltre si potuto rilevare un alto rischio al livello delle succursali. Per questo motivo, si sta pianificando di rafforzare le unit di controllo interno con nuovo personale addetto. Si segnala anche una forte azione di adeguamento a livello informatico e infine va
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Dai siti internet di Codesarrollo e di Microfinanza s.r.l

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ricordato il forte appoggio che il FEPP assicura allintera organizzazione. Attraverso tale appoggio si pensa gi di migliorare i propri prodotti finanziari offerti. Come si pu vedere i problemi certamente non mancano. Nello steso rapporto si segnala anche la difficile convivenza con linstabilit politica nella quale versa lEcuador e che certamente non aiuta il lavoro dellorganizzazione. Riportiamo di seguito alcuni grafici dei risultati raggiunti dal Codesarrollo e riportati nel rapporto a fine marzo 2007 stilato da Microfinanza s.r.l.

Qui sotto possiamo vedere la dislocazioni delle succursali del Codesarrollo che principalmente interessa le arre pi montane con alcuni dati sulle prestazioni finanziarie:

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Infine riportiamo di seguito il bilancio generale, lo stato dei risultati raggiunti e gli indicatori finanziari raggiunti alle fine del 200757:

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Dal sito internet del Codesarrollo

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Appendice 4;

Dichiarazione di Quito

I partecipanti al Convegno internazionale "Far crescere le banche locali costruendo alleanze" tenutosi a Quito il 24 e il 25 ottobre 2002, al termine dei lavori propongono una dichiarazione conclusiva che si impegnano a diffondere ai propri associati, agli organismi ai quali partecipano, e alle opinioni pubbliche dei rispettivi paesi. Preso atto dei contenuti del progetto "Microfinanza campesina in Ecuador", dello spirito e dei valori che lo animano, condividono l'opportunit e l'utilit di stimolare concretamente il sorgere di nuove modalit di scambio e cooperazione che si fondino sui seguenti principi di base: il primato della persona e l'economia come strumento al servizio della persona; l'economia uno strumento al servizio dell'uomo, utilizzata per favorirne il progresso sociale, materiale e culturale, preservare e valorizzare l'identit delle comunit locali. E' storicamente dimostrato come sia possibile partire dai valori e applicare modelli imprenditoriali e finanziari basati su quei valori, coerentemente con l'insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa. Il denaro uno strumento che consente di costruire un futuro di maggiore dignit umana, di pi solidi legami comunitari, creando fiducia, coesione e inclusione sociale. E' uno strumento di sviluppo dell'economia reale, radicata nel territorio, attenta alla equa distribuzione della ricchezza generata, alla salvaguardia dell'ambiente, alla crescita del bene comune nel rispetto delle generazioni future. La cooperazione come metodo; la cooperazione uno stile d'impresa distintivo, caratterizzato dall'essere societ di persone e non di capitali, regolato sul principio del voto capitarlo, della "porta aperta" del non avere scopo di lucro. In essa contano le persone, i soci e i clienti in
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primo luogo. Ma la cooperazione anche un metodo organizzativo, che consente a tutte le aziende, al di l delle dimensioni di essere autonome, potendo beneficiare delle economie di scala connesse all'operare all'interno di una rete. Questo significa operare secondo un principio di sussidiariet, perch il centro del sistema costituito dalla singola banca cooperativa. La creazione di "capitale sociale" per stimolare lo sviluppo locale; il capitale umano (ovvero le conoscenze), il capitale fisico (le infrastrutture), il capitale finanziario (le risorse monetarie) possono essere valorizzati dalla presenza di "capitale sociale" - la miscela feconda di fiducia, coesione, sussidiariet - che stimola forme di cooperazione efficace tra i diversi soggetti attivi sul territorio e lo sviluppo delle reti di relazione. Le banche locali possono accrescere il "capitale sociale" delle comunit in virt della propria visione progettuale del territorio. La logica dello scambio e della reciprocit alla base dei progetti di cooperazione, in particolare in campo bancario e di sviluppo della microfinanza; nel Progetto Microfinanza Campesina in Ecuador si realizza uno scambio alla pari fra due sistemi di banche locali: da un lato il trasferimento e la messa a disposizione del consolidato bagaglio tecnico-economico delle Banche di Credito Cooperativo italiane pu risultare utile per lo sviluppo di Codesarrollo; dall'altro, la capacit di fare comunit, di creare in essa circuiti virtuosi esaltando la dimensione sociale del proprio impegno che caratterizza le cooperative pu risultare utile per il continuo e coerente aggiornamento della propria missione di banca locale per il Credito Cooperativo italiano. In questo modo, pur partendo da esperienze diverse, nelle banche locali gli obiettivi economici si fondono con quelli sociali, favorendo il mantenimento dell'identit e della coesione delle comunit locali in cui esse sono
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inserite. I progetti di cooperazione si fondano su tale logica di reciprocit. L'autonomia dei soggetti e delle comunit locali, l'auto-aiuto, la democrazia e la partecipazione dal basso; lo sviluppo in senso completo della persona, e quindi i progetti che lo sostengono, trovano il fondamento nelle comunit locali, nella loro identit e capacit di organizzarsi, nella ricchezza che non solo economica; queste energie fanno leva e vengono esaltate da esperienze di auto-aiuto e di partecipazione democratica. E' importante quindi organizzare e animare attivit di partecipazione dei soci delle banche cooperative nel territorio e di contribuire in tal modo a generare una forte soggettivit sociale. La diffusione semplice e chiara dei risultati economici e sociali (attraverso strumenti adeguati e di rendicontazione) delle attivit svolte aiuter a creare consapevolezza dell'importanza di disporre di strumenti di autoaiuto e auto-sviluppo. L'economia "circolare" che crea ricchezza e la distribuisce ai componenti della comunit che l'ha generata; in contesti nei quali la ricchezza generata viene trasferita dal povero al ricco, dalle campagne alla citt, dagli stati pi poveri a quelli pi ricchi; di fronte al fenomeno dell'immigrazione sia interna che esterna ai Paesi del sud del mondo appare centrale il sostegno a progetti che portino alla realizzazione di economie circolari che trattengano in loco la ricchezza creata. Stimolare il sorgere di attivit produttive, valorizzare la realt sociale, culturale presente in ciascuna comunit rappresenta l'obiettivo strategico di ogni banca locale. Il collegamento in rete delle comunit locali; le comunit locali si organizzano in rete per mantenere da un lato il radicamento, dall'altro valorizzare e far emergere la forza di un gruppo, intesa sia nella sua unit che nella diversit dei soggetti che lo compongono. Si tratta di un
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localismo forte, tuttavia pronto a mettersi in relazione, a dare e ricevere da diverse esperienze locali realizzate nel mondo. Il dialogo e lo scambio reciproco tra comunit all'interno del Paese e fra Paesi del Nord e del Sud del mondo; in modo analogo al collegamento in rete delle comunit locali, e' importante riattivare nuove forme di collaborazione fra Nord e Sud del mondo, in particolare fra Europa e America Latina, basate sul principio di reciprocit e di scambio, di dialogo e salvaguardia delle identit delle comunit locali. Tali relazioni portano a uno sviluppo integrale sia delle comunit locali che nazionali. Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali; il nuovo protagonismo e la nuova vivacit delle iniziative delle comunit locali in campo economico e finanziario devono essere opportunamente rappresentati alle istituzioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali. In particolare, risulter utile valutare l'inserimento dei progetti di sviluppo e consolidamento della microfinanza e delle banche locali nell'ambito di protocolli

intergovernativi per la remissione del debito pubblico; proporre con forza la valorizzazione delle banche locali cooperative mediante un'attenta produzione di norme e regolamenti e di procedure di controllo appositamente studiati da parte delle autorit pubbliche dei Paesi del Sud del mondo; segnalare alle organizzazioni sopranazionali e internazionali (Unione Europea, Banca Interamericana di sviluppo, Banca mondiale, agenzie specializzate delle Nazioni Unite, ecc.) questa nuova modalit di cooperazione allo sviluppo.

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Appendice 5;

Accordo di cooperazione tra Federcasse e Codesarrollo

La Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo di seguito denominata FEDERCASSE, rappresentata dal Presidente, avvocato Alessandro Azzi, e la Cooperativa de Ahorro y Credito Desarrollo de los Pueblos di seguito denominata CODESARROLLO rappresentata dal Presidente Giuseppe Tonello

sulla base dei comuni valori:

la centralit della persona umana l'identit, la coesione, la crescita sociale e economica delle comunit locali, come obiettivo centrale dell'azione delle Banche di Credito Cooperativo in Italia e delle Cooperative de Ahorro y Credito in Ecuador; il radicamento nel territorio e la salvaguardia delle autonomie locali, come forma di sviluppo duraturo e democratico generato dal basso; la cooperazione come cultura e formula imprenditoriale vincente per il progresso delle comunit locali e dei popoli; la messa in rete delle esperienze territoriali maturate da un movimento coordinato;

stipulano il presente accordo di collaborazione

Federcasse si impegna a: promuovere la raccolta e la messa a disposizione di Codesarrollo delle risorse a titolo di finanziamento e di donazione per sostenerne la capitalizzazione nonch promuovere la raccolta e la messa a
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disposizione di Codesarrollo delle risorse a titolo di finanziamento e di donazione per sostenerne la capitalizzazione nonch a coinvolgere gli organismi nazionali e internazionali di cui fa parte, al fine di allargare ad altri ambiti il modello di cooperazione e di scambio avviato tra Federcasse e Codesarrollo; a sostenere, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi che compongono il sistema del Credito Cooperativo, la nascente funzione di banca di secondo livello di Codesarrollo mediante adeguati interventi tecnici, organizzativi e professionali; a diffondere il presente accordo presso le Banche di Credito Cooperativo associate, le Federazioni Locali e gli enti e societ associati, al fine di promuovere la conoscenza del progetto Codesarrollo-Microfinanza Campesina in Ecuador e i principi che lo ispirano; Codesarrollo si impegna: a costruire una rete finanziaria alternativa fra le Cooperative di Ahorro y Credito gia costruire una rete finanziaria alternativa fra le Cooperative di Ahorro y Credito gi esistenti e/o quelle che verranno create nel futuro; ad erogare come cooperativa di secondo livello i necessari servizi di supporto alla crescita delle casse autonome radicate nelle comunit; a utilizzare i fondi ricevuti a titolo di finanziamento per erogare crediti a famiglie e comunit di campesinos e indigeni poveri a condizioni vantaggiose, finanziando attivit produttive e di commercializzazione dei prodotti contadini; a inserire nel proprio capitale sociale le risorse ricevute a titolo di donazione, in modo che possano contribuire a sostenere gli investimenti necessari per realizzare il sistema, articolato in primo e secondo livello, di Casse Rurali;
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a prestare, attraverso il Fondo Ecuatoriano Popolorum Progressio (FEPP), assistenza tecnica e formazione ai beneficiari dei crediti; a promuovere la propensione al risparmio fra i beneficiari, affinch generino Cooperativa de Ahorro y Credito nelle loro comunit; a restituire le somme ricevute a titolo di finanziamento, comprensive degli interessi maturati; a prestare idonea garanzia attraverso il FEPP; a presentare con cadenza periodica tutte le informazioni necessarie ad una corretta conoscenza della situazione patrimoniale, economica e finanziaria di Codesarrollo. Il presente accordo verr sottoposto a verifica con cadenza biennale a far data dal giorno della sottoscrizione.

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