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Muli, pecore et armentini

Uno dei cardini delleconomia di quel tempo era la pastorizia che si perfezionava nel tempo e nello spazio con spostamenti da mare a monte e viceversa di pecore, capre ed anche maiali. A primavera i pastori dellentroterra prendevano a friccio dai proprietari di riviera gli animali e garantivano il loro mantenimento fino a fine estate quando le fiere permettevano scambi e compravendite convenienti di formaggi ed animali. I verdi pascoli, gli ampi spazi, le antiche strade, lacqua abbondante, facilitavano loperazione. Questo contratto non scritto permetteva ai proprietari di conservare il proprio capitale in buona salute ed ai pastori di fruire dei prodotti che il gregge produceva in quel periodo. Filze criminali: 1616 - Gio Ang.Guarnero de Villa Garaventa confessa aver ricevuto al Rev.Cesare Taramasco capre 10 e pecore 36 da mantenere fino a S.Michele e poi consegnarle a lui a Camogli, consegnando come frutto 13 Rubos Casei Bon. 9/9/1625 - Benedetto Savio Nunzio Curie Turrilie ad istantiam di Leonardi Avancini Pedegeriy, cepisse Oves 192 quas conducebat Simon Vassallus app.to il Rosso Ville Parixioni et quod contro forma ordini faciebat Via noncupata del Bagordo que est inibita non solvit pedagius 5/2/1625 - Jacobus Figarius Ville Sori fluminis Rechi d bestie a friccio ad Andrea Fraguglia di Propata

1626 - Gio Antonio Biggio dice stato a questo maggio che mi ritrovai a Nervi a pigliare delle bestie a fricchio 3/8/1671 - Una pastoria di 80 pecore e capre fu sequestrata sulla,strada di Lavagnola per non essere entrata a Torriglia per pagare dazio 12/1665 - Dominicus de Piperis q.Gulielmi Jur.Placentie et Cristoforo Bazinus q.Jo Bapta: qualmente hier sera nel mentre conducevo alla volta di questo Borgo delli animali porcini, quali sono dun huomo soppran.to il Boffo del luogo di Santo Stefano, gionti che sono stati sopra la Costa del Bagordo sono stati assaliti da tre armati che li hanno preso tre rubbi circa di formaggio che havevano in un sacco con un paro di calzette e poi se ne sono andati 9/10/1747 - Veniva un convoglio di 100 in circa muli carichi di farine et altro da truppa del Regimento Real Italia scortato per questo Castello(Memorie del Prevosto Bianchi di Torriglia).1

Pellegrini nostrani
Non era solo il pellegrinaggio verso mete lontane, ma anche, soprattutto nella bella stagione, esigenze di devozione portavano le genti a muoversi traversando i monti, da noi il Santuario di N.S. di Montebruno era di grande devotione e dalla fine del 400 divenne meta di gran quantit di fedeli dalla Trebbia, Scrivia, Borbera grandi funzioni religiose, balli, incontri, risse ci scappava spesso il morto Il Principe provvedeva. 1616 - La vigilia della Festa di N.Signora cio dellAssunta a Montebruno cera una compagnia di soldati di Cabella cominci un ballo sotto la frascata e per una donna scoppi
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G.O. Crosiglia Torriglia, Cenni storici, 1900

una violenta rissa con scambio di archibusate fra i soldati (dovevano garantire lordine!) e i paesani 1639 - Jacobo Franzora q.Bapta Villa Viegni, Jur.Carreghe arrestato per porto darmi abusivo dice: la Vigilia di N.S.di Montebruno fui preso mentre ero calato gi il ponte per andarmene a pigliare le Perdonanze. Le feste dei Perdoni erano feste in cui si concedevano indulgenze, naturalmente si raccoglievano elemosine ed oblazioni che venivano devolute allassistenza di poveri ed infermi. Il Perdono Maggiore era fissato il Luned Santo, mentre il Perdonetto alla terza domenica davvento.

Furto Sacrilego
1633 - A Canneva di Recco si sono rubbati una pisside con li communichini, cappe da battuti, tovaglie et una crocetta dargento che fecero fondere di dove venuto largento Mi credo che labbia pigliato mio figlio Tomaso a Canneva e lo port alla Moglia e mi disse che accendessimo il fuoco e cos accesi nezzo rubbo di carbone e poi di l a un pezzo mi disse che cavassi fuori quello che era disfatto che credevamo fosse stagno!!

Ancora furto sul Monte


Aprile 1633 - Denuncia di Scipione Guano: mi ricordo benissimo che mesi sono li miei famegli, cio Andrea Bo et Gio Angelo Mangino, mentre andavano a Garbagna o sia a Santo Sebastiano con le mie mule a caricare vino o sia altra roba furono rubbati nelli Costiglioli, ossia nelli Crosi di Fassia et erano due di Val dAveto, cio uno delli Gazolo et laltro delli Repetti

Partimmo da Torriglia con 5 mulle e li denari per comprar il vino e il Gio Andrea misse li denari in uno borsetto di corio et se lo misse alla corezza alla sera quando giunsimo alla Gabella trovassimo delli mulattieri et andassimo a Garbagna

La Croce del Gran Diavolo


La strada per breve discesa si abbassa in una stretta gola che segna il confine del Comune di Torriglia questo il punto detto Crocetta di Chiappa, qui appena incominciato una non lunga salita, ti viene mostrata, in uno scoglio a destra, una piccola croce incisa nel vivo sasso e gli abitanti di questi monti dicono che vi fu scolpita, colla punta dello stilo dal famigerato brigante Il Gran Diavolo, terrore del Genovesato nella prima meta di questo secolo.2

Inizia il declino
La costruzione della strada dei Giovi decretata da Napoleone nel 1811 arrec un grave danno alla strada Genova Torriglia, Carrega, Legnaro di Bogli, Capanne di Pey, Casal Staffora, Varzi, Voghera. I nostri mulattieri che prima gestivano i trasporti da Genova alla Lombardia ( 5 gg.da Genova a Milano), traendone buoni guadagni, pian piano si ridussero a gestire solo il traffico locale. Torriglia prima della costruzione delle strade era il granaio dei Genovesi, che due volte la settimana acquistavano grano, meliga, e riso, derrate portate dal Piacentino dalla strada di Bobbio e da quella che percorrendo lAntola ed il Montelungo mette a Stradella.

E.Carraro - Torriglia 1900 - tratto Donetta Antola