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Introduzione

Lo sai che hanno fatto un libro con quello che ci dicevamo su Google? Ma dai, non ci posso credere. E come avranno fatto a farlo, scusa? Eccolo: magari qualcuno si era messo dietro di noi ad ascoltare e ci veniva appresso tra un aperitivo e laltro. Sembra che stia per uscire la seconda edizione, con un sacco di cose nuove. Dai qui, fammi vedere come iniziava la vecchia In un mondo in cui cos difficile avere successo, che esista unazienda come Google sembra quasi impossibile. Il management di Mountain View, infatti, sembra indovinare ogni mossa: dalle raffinate strategie di marketing alla costante ricerca di risposte migliori ai bisogni di informazione degli utenti. Oggi, Google il Worlds largest search engine, d lavoro a pi di 16 mila persone impiegate in circa 40 sedi: da New York a Boston, da Londra a Tokyo, da Amburgo a Parigi fino a Milano. La sua interfaccia esiste in oltre 100 lingue, in pi di 110 domini web. Alla fine del 1998, lanno di fondazione, gli utenti erano 77 mila: oggi sono stimati in oltre un miliardo e sono in continua crescita. Solo negli Stati Uniti, le ricerche effettuate utilizzando Google nel mese di giugno 2009 sono state il 65 per cento del totale ed previsto che entro il 2010 la sua quota di mercato arriver all85 per cento (Hitwise, 2009). In Italia, gli utenti di Google a fine 2008 erano quasi 18 milioni e la quota di mercato prossima al 90 per cento (European Interactive Advertising Association). Google ha costruito la propria immagine a somiglianza del look & feel di una homepage che difficile immaginare pi essenziale e luminosa. Ha evitato evidenti contraddizioni con un claim (Dont be evil) talmente rischioso da apparire quasi pre-

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suntuoso in un ambiente a cos elevata competitivit. Lazienda riesce a far parlare di s investendo praticamente nulla in pubblicit: tanto, non passa giorno che un suo dirigente non sia chiamato a tenere una conferenza nelle convention pi prestigiose e le riviste di tutto il mondo descrivono il modello Google, quello che ispira i rapporti con i dipendenti dellazienda o le decisioni di contribuire finanziariamente a progetti umanitari e, soprattutto, di conservazione ambientale; quello che sconsiglia caldamente alle googler pi intraprendenti di portarsi la pelliccia alla settimana bianca aziendale o che mette a disposizione dei programmatori la lavanderia, i pasti gratuiti e i bus da San Francisco con connessione wireless. Mah in realt lanno scorso qualcosa ha iniziato a cambiare: sono stati eliminati dai benefit dei dipendenti i contributi per la scuola materna e, come se non bastasse, le tariffe per i nuovi asili nei paraggi del Googleplex sono aumentate del 70 per cento. La vita costa cara da quelle parti, no? Pensa che se lasci tuo figlio al nido finisce che spendi pi di 2000 dollari al mese. Cosa? Chi te lha detto? Vai sul sito http://www.gawker.com/

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e cerca google kinderplex. Scoprirai un sacco di cose, tipo che gli asili di Mountain View si rifanno al modello educativo di quelli di Reggio Emilia. S, solo che a Reggio sono gratis Grande credito ai giovani smanettoni e immediatezza dei rapporti tra loro e il management: una delle condizioni che favorisce linnovativit e la condivisione di progetti e di idee, impossibile in un contesto basato sulla competizione interna. Questo spirito di gruppo che in molti considerano uno degli elementi chiave del successo dellazienda si sostanzia in originali strumenti partecipativi, come il Product Snippets: una email settimanale che ogni luned sollecita i dipendenti dellazienda a dar conto del lavoro portato avanti nel corso della settimana precedente e delle attivit in programma per i successivi cinque giorni; tutti i Product Snippets finiscono in un database interrogabile dagli altri googler, cos che ognuno sappia cosa bolle in pentola. Allo stesso tempo, il motore di ricerca disponibile sulla intranet aziendale (chiamato Moma inside Google) mette a disposizione le applicazioni standard del search engine mirate ai prevedibili bisogni dei dipendenti: molti degli strumenti in studio al Googleplex e nelle altre sedi sono messi alla prova nella intranet che garantisce anche un sostegno quotidiano nelle scelte gastronomiche, nei servizi di biglietteria, nella gestione dei rimborsi spese, nella richiesta di permessi e di ferie e cos via. unazienda giovane che in pochi anni ha raggiunto un valore elevatissimo proprio a partire dallesaurirsi della moda della new economy. La sua forza anche nel fatto che il suo nome si identifica con il prodotto e che il bene che Google produce noi non lo dobbiamo acquistare, perch ci viene regalato nella quantit che noi desideriamo, fin tanto che ci sentiamo soddisfatti. Tutto ci che produce, sottolinea Chris Anderson su Wired, Google lo d gratis ai consumatori, da Gmail a Picasa a GOOG-411. la freeconomy, in cui il costo dei componenti hardware si dimezza ogni diciotto mesi e quello della banda si riduce a ritmi ancora maggio-

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ri. Leconomia del gratuito sta sovvertendo il valore dei beni che produciamo e consumiamo: volare da Roma a Parigi costa 1 euro ma imbarcare i bagagli 100; per scaricare la musica dei Radiohead basta unofferta libera ma per due biglietti al concerto e una felpa serve una settimana di stipendio. Leconomia del gratuito non significa che non ci sia qualcuno che fa un sacco di soldi e proprio Google lo dimostra; il colpo di genio, precisa Anderson, aver trasformato la gestione della pubblicit in unapplicazione software, passando da una gestione tipicamente basata su una sempre pi costosa relazione tra persone (gli account che instancabilmente tentano di convincere i clienti a prenotare inserzioni) ad automatismi informatizzati. Tutto ci che Google ci regala in realt offerto da chi paga per mettere la propria pubblicit tra i Collegamenti sponsorizzati, sopra e sulla destra dei link che il motore di ricerca propone naturalmente. Sulledizione americana di Wired di giugno cera un bellarticolo che spiegava la Googlenomics: vendere i piccoli spazi pubblicitari non solo un modo per fare i soldi. anche una maniera per generare un torrente di informazioni sui gusti degli utenti e sulle loro abitudini; da questi dati si parte per produrre nuove applicazioni e funzionalit che, a loro volta, generano maggior traffico e quindi pi pubblicit. Il tutto basato sulle regole delle aste: la posizione pubblicitaria in prima pagina va al migliore offerente che, per, paga solo un penny in pi di quanto aveva offerto il secondo arrivato. Ma non basta pagare di pi per assicurarsi il posto pi in alto: occorre che la pagina web pubblicizzata sia realmente collegata alla query dellutente, che si carichi rapidamente e che abbia avuto un tasso di clickthrough alto nelle precedenti occasioni Google produce risultati, soddisfa curiosit, risolve dubbi, chiarisce perplessit: ha mutato il nostro modo di vivere. Ancora di pi lo cambierebbe se sapessimo sfruttare tutte le sue poten-

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zialit. Gran parte degli utenti identifica Google con il blank box, la finestra bianca della homepage allinterno della quale digitare i termini da ricercare, ma Google molto, molto di pi. Lo studente delle medie cerca Giuseppe Garibaldi, il medico terapia ipertensione, il farmacista medicinali monitoraggio intensivo: usare Google in questo modo come tirare fuori la Ferrari dal garage per andare a comprare il quotidiano. Prendendola un po alla lontana e con un po di presunzione, potremmo dire che lobiettivo di questa guida migliorare il benessere dei cittadini e tutelare meglio la salute dei pazienti. Come arrivarci? Spiegando come diminuire il tempo delle ricerche effettuate sul web e migliorando la qualit dei risultati che il search engine ci propone. Disponendo di pi tempo, il medico, linfermiere o il farmacista possono dedicare maggiore attenzione alla cura, alla propria educazione continua, alla crescita professionale. Occorre migliorare la capacit di cercare, per liberare tempo ed energia per fare altro. Proprio cercare, infatti, sembra essere diventata la parola chiave dei nostri tempi, ancora di pi da quando il cosiddetto social web o web 2.0 ha iniziato a produrre una massa di informazioni talmente ampia da rivelarsi quasi ingovernabile: Una delle cose che devo affrontare, in questo 2008, linformation overload: 700 mail al giorno sul Blackberry e poi feed RSS, Facebook, Instant Messaging, LinkedIn, MySpace e Second Life: il proposito di John D. Halamka, responsabile della tecnologia della Harvard Medical School, condiviso da molti; c da dire che anche lui contribuisce allabbondanza di informazione: il suo blog (http://geekdoctor.blogspot.com/) una delle molte (troppe?) cose da non perdere in Rete. Consideriamo anche che, mentre siamo alle prese con lo schermo del computer, in molti hanno interesse a saperci davanti al video per una ricerca infinita: il business del futuro infatti la pubblicit online e pi si protrae la nostra ricerca pi numerosi sono gli annunci pubblicitari a cui siamo esposti. Allora: We need find engines, not search engines, ha scritto Dean Giustini sul numero del BMJ uscito a ridosso del Natale

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2007. Google potenzialmente il miglior motore per trovare: dice di credere nella gratificazione dellutente, di desiderare che chi cerca trovi davvero, abbandonando il sito al pi presto. Sar vero? Vero che i suoi computer sono in grado di macinare montagne di dati in tempi impensabili per qualsiasi altra macchina sulla terra (oltre 50 milioni di nuove pagine web vengono analizzate ogni giorno), che ha resistito alla tentazione di diventare un portale per trattenere chi naviga, che lalgoritmo del PageRank che costituisce la base per definire le gerarchie di formulazione dei risultati delle ricerche estremamente efficace anche perch si basa indirettamente sui dati forniti dagli utenti: chi fa il web determina la popolarit e limportanza dei siti ai quali decide di linkare i propri contenuti. Cos un algoritmo? A me vengono in mente quelle flow chart che si usano anche in medicina per prendere le decisioni. Il concetto lo stesso; in poche parole, un algoritmo una serie di regole software che informano una successione di scelte. Se vuoi una definizione pi breve, algoritmo oggi Google. Un altro motore di ricerca storico come Ask nel 2007 fece una campagna pubblicitaria televisiva annunciando Lalgoritmo che vi sbalordir e aggiungendo Siamo noi lalgoritmo: dopo tre mesi che gli spot non erano pi trasmessi unindagine di mercato rivel che buona parte del pubblico era convinta che la campagna fosse stata fatta da Google. Di Google si parla molto anche come fenomeno di costume dei nostri anni: perch la direzione di Google cos furba da non aver mai smentito la notizia (non vera) di aver ingaggiato per la mensa il cuoco dei Grateful Dead, sfruttando la popolarit che una decisione cos stravagante continua ad assicurargli; per i leggendari party del venerd sera a base di birra e stuzzichini, soprannominati TGIF, acronimo di Thanks God its Friday; oppure per invidia per i dipendenti della societ che dispongono del 20 per cento del

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loro tempo retribuito per portare avanti ricerche personali (anche questa sembra una verit da ridimensionare: pare abbiano talmente tanto lavoro da dover fare le ore piccole ogni sera e quel 20 per cento del tempo sembra possano dedicarlo non tanto a progetti di personale interesse ma allo sviluppo di piani di lavoro di importanza non prioritaria per lazienda) o anche perch la politica di reclutamento dei nuovi talenti dellinformatica (i noogler) sta mettendo in ginocchio le aziende concorrenti. A proposito di pranzi, Federica, reggiti forte: Google aperta 251 giorni lanno, nel corso del quale serve ai propri dipendenti circa 600 pasti. Uno di questi siti un po dassalto, il Silicon Alley Insider, aveva fatto due conti chiedendo un parere a diverse societ di catering della zona: ebbene, sai che cifra sembra che spendano per i manicaretti giornalieri? Pi di 70 milioni di dollari lanno. Ci non impedisce che da qualche tempo parecchi dipendenti del Googleplex siano attratti da altre societ. Da Facebook, per esempio; stanno anche loro a Palo Alto e usano anche il sito per prendere per la gola i giovani informatici: vai nella sezione Careers, c pure il menu del giorno Fatto sta che i due fondatori, Larry Page e Sergey Brin, hanno fatto crescere unazienda diventata lemblema della postmodernit: la globalizzazione diventa la normalit quotidiana e viene sdrammatizzata nel poter disporre dellintero pianeta sullo schermo: topografie di citt, mappe di deserti, sterminate luci di biblioteche virtuali, negozi, ristoranti e servizi di trasporti; perfino la Luna e Marte: ci sono sempre meno segreti e poco resta da scoprire. Sembra vero ci che scrive Sloterdijk: come in un attualizzato giro del mondo alla Jules Verne, non vi sono pi avventure ma solo pericoli di ritardo, lattesa necessaria per giungere al risultato della ricerca (Sloterdijk, 2006). In realt, il mondo di Google rapportato alle nostre richieste non coincide con luniverso: per avvicinarci alla meta, il search

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engine riduce il campo allinterno del quale effettuare le ricerche che comandiamo. In che modo? Usando il profilo che ciascuno di noi va costruendo utilizzando il motore. Gli algoritmi che guidano verso il risultato della navigazione sono informati dalle nostre ricerche precedenti, da quelle di altri utenti simili a noi, dai cookies che, nel nostro computer, conservano la traccia delle nostre peregrinazioni. Il mondo non ha pi misteri se la nostra curiosit passa da Mountain View ma anche noi col mondo: se un giorno il management di Google decidesse di derogare al principio di bont eletto a proprio motto saremmo fritti. Fortunatamente, anche il dirigente meno in vista di Google sufficientemente ricco da poter smettere di lavorare a cinquantanni e, comunque, cos benestante da riuscire a resistere alla tentazione di mettere sul mercato un patrimonio di dati che farebbe la fortuna di qualsiasi azienda. La breve storia di Google gi ricca di episodi che sembrerebbero confermare che la stella polare, a Mountain View, quella di fare i bravi; per esempio, alcuni anni or sono Google inizi a permettere agli utenti di eseguire ricerche cos costruite: whois esempio.com. Dovevano servire per scoprire il vero proprietario di un sito web, chi aveva registrato il dominio. Un esperimento durato solo due giorni, interrotto per il timore di violare diritti di privacy. Nei server di Google c tutto di noi e speriamo che resti l dentro per sempre: le nostre passioni, le debolezze pi segrete, la disponibilit finanziaria, le abitudini quotidiane, i gusti alimentari, la squadra del cuore, le inclinazioni politiche. E le carte di credito. Tra qualche tempo, forse, anche i nostri dati sanitari. Da poco pi di un anno, infatti, stato presentato Google Health, un progetto di cui si parlava da tempo, ovvero la creazione di un sistema online che potr essere utilizzato per implementare, immagazzinare e utilizzare cartelle cliniche elettroniche. Diecimila pazienti della Cleveland Clinic partner dellazienda californiana in questa iniziativa hanno gi accettato volontariamente di vedere inclusi nel database i propri dati di salute, che saranno accessibili a chiunque

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sar dotato di password. Anche Microsoft, del resto, ha da tempo varato un progetto del genere a conferma del grande business rappresentato dalla sanit. Non c comunque da temer tanto per il rischio corso dai nostri risparmi, quanto piuttosto per il pericolo di spaesamento che questa compressione dello spazio e riduzione delle distanze comportano. La seduzione della rapidit, della percezione della lontananza solo come rapporto tra due computer e non pi come estensione di vissuti molto forte. difficile governare la tentazione di ritenere risolvibile ogni interrogativo, soddisfabile ogni curiosit, reperibile ogni risultato, come anche consigliabile resistere alla tentazione di credere a una presunta oggettivit del mondo che ci viene descritto da Google: considerato il criterio che informa la produzione dei risultati, non potremo considerarli indiscutibili. Occorre ricordare sempre che Google, dopotutto, una macchina che ci guida attraverso linformazione grazie a filtri ben congegnati ma non infallibili. La stessa volubilit e transitoriet dei risultati ne una conferma: la risposta a una ricerca pu variare nel giro di pochi minuti e a seconda della postazione dalla quale viene effettuata: influenzata dalla storia del ricercatore, in altre parole. una straordinaria invenzione, the bigG, ma non dobbiamo mai dimenticare che i risultati che ci propone sono informati dalla popolarit di cui godono le pagine web: non una garanzia di qualit, sebbene a Mountain View sostengano di mettercela tutta. Ecco i criteri che guidano gli algoritmi per classificare gli indirizzi web: vital, useful, relevant, not relevant, off-topic, didnt load, foreign language, unratable. Ancora: spam, maybe spam, malicious, pornography. Criteri che vanno a interagire con le nostre interrogazioni, a loro volta catalogate come navigational (quelle che intendono semplicemente localizzare lurl di una pagina web che gi ci nota nel contenuto), informational (che tendono a saperne di pi su uno specifico argomento) o transactional (che hanno lobiettivo di acquisire qualcosa o comprandolo o scaricandolo dalla Rete). Uno strumento eccellente, la cui

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obiettivit pu essere messa in discussione non solo per effetto della tecnologia. gi successo diverse volte, come in occasione della rivolta dei monaci in Tibet: nessuna traccia di questi avvenimenti sulledizione di Google News China. Ecco un elenco di alcuni dei termini non ricercabili, secondo il sito francese http://www.zorgloob.com/: china olympics, chinese olympics, 2008 olympics, protests, dalai lama, tibet, free tibet, freedom of press, democracy, censorship, radio free asia, human rights, china human rights, police, police brutality, tibetan protesters, tibetan protest, tibetan people, tibetan, tibet buddhism, buddhist monks, peace, free speech, violence, media censorship, monasteries, tibet 1959, tibet 1959 uprising, tibetan centre for human rights and democracy, lhasa china, lhasa protests, lhasa demonstration, riots. Google ammette lalterazione dei risultati delle ricerche, arrivando a pubblicare un disclaimer che non esclude la possibilit che casi del genere si ripetano: It is Googles policy not to censor search results. However, in response to local laws, regulations, or policies, we may do so. When we remove search results for these reasons, we display a notice on our search results pages. Nel caso della Cina, ha giustificato il proprio cedimento come il male minore tra vedere il sito oscurato e riuscire comunque a comunicare con un numero cos elevato di utenti. Ancora una volta, Page e Brin dicono di essere stati fedeli al motto che ispira lazienda. Il fascino di Google nella ricchezza di interrogativi che suscita: riguardano la tecnologia e linnovazione, i rapporti tra produzione del sapere nei laboratori delle universit e in quelli privati, la riservatezza dei dati, la libera condivisione della conoscenza, la domanda di informazione e il loro valore. Ognuno di questi argomenti basterebbe per desiderare di conoscere meglio questa realt straordinaria. E poi quellultimo interrogativo, al quale neanche una ricerca perfettamente impostata riuscirebbe ancora a dare risposta: nella societ di oggi, davvero possibile avere successo comportandosi con correttezza?

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Federica sta seguendo la Scuola di Specializzazione in Cardiologia in unUniversit del Nord Italia. In previsione di un meeting di reparto, ha pensato di documentarsi sulla infartuato. pi appropriata ed aggiornata modalit di gestione del paziente infartuato Ha dunque interrogato Google, il motore di ricerca che lei usa abitualmente. La prima interrogazione lha eseguita in maniera quasi automatica.

Ottiene 1.530 mila risultati: molto numerosi ed anche molto generici.

Federica decide di filtrare la propria ricerca..

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Non vuole che nei risultati siano compresi documenti destinati al pubblico non professionale. Decide di escludere, pertanto, la locuzione heart attack. l NOT. Google non prende in considerazione loperatore booleano NOT Per escludere determinate parole dalla ricerca dunque necessario digitare il segno meno ( - ) immediatamente prima del termine da rifiutare. Ecco, dunque, la nuova interrogazione di Federica.

Stabilisce di ricercare solo documenti in lingua inglese, ritenendoli forse a torto pi autorevoli. Pertanto, linterrogazione si baser sui termini myocardial infarction.

La ricerca si dimostra pi precisa, ma i risultati sono ancora troppo numerosi.

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Decide di concentrare la propria attenzione sulle linee guida prodotte da Agenzie governative. Per questo, aggiunge due nuovi elementi alla propria interrogazione.

Include in termine guidelines ma per evitare di escludere altri documenti di consenso decide di inserire una tilde ( ~ ) prima della parola. E un segno col quale possiamo chiedere a Google di contemplare nella ricerca anche i sinonimi del termini richiesto. Per, la tastiera del computer di Federica non riporta il segno della tilde. Allora, lei ALT+0126. chiede a Giorgio che le dice: tasto ALT+0126 Magicamente, appare il fuzzy operator Inoltre, richiede a Google che i risultati comprendano solo siti governativi, quindi con lestensione .gov Si tratta di una scelta un po arbitraria, dal momento che esclude siti di organizzazioni (.org) e molte pagine di buona qualit con lestensione .com

Google non aveva un termine ufficiale per definire la tilde. E stato proprio Sergey Brin, uno dei due fondatori, a inventare in unintervista il nome di questo nuovo operatore: fuzzy, in italiano sfocato, indistinto.

Federica sta iniziando ad orientarsi. Decide per di andare pi a fondo e, per farlo, sceglie di avvalersi di unaltra opportunit offerta dal motore di ricerca: la funzione results. Search within results Segue nella Scheda n. 2

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2007 Il Pensiero Scientifico Editore A cura di Carlo Fudei c.fudei@pensiero.it

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Lintervento di Federica al journal club del Reparto stato un successo. La ricerca da lei svolta sulle linee guida di pratica clinica riguardo la terapia dellinfarto miocardico stata giudicata molto utile e, nel seguire i diversi passaggi che Federica non ha mancato di riferire, diversi colleghi hanno imparato a conoscere meglio il motore di ricerca pi usato nel mondo. Alla fine del meeting, Giorgio uno degli amici pi esperti nelluso di internet le si avvicina e le dice: Chiss cosa sarebbe successo se ti fossi, ehm, sentita fortunata. Cosa vuoi dire? Federica, hai mai provato ad utilizzare il bottone Im Lucky? Feeling Lucky

Dalla sua fondazione sono cambiate moltissime cose in Google, ma il bottone di destra nella pagina di apertura ancora l: Mi sento fortunato suggerisce nella fortunato, homepage italiana. La videata di Google celebrata per il suo rigore; lassenza di elementi che possano distrarre lutente giudicata una caratteristica di grande importanza per migliorare quella che viene definita la usability di un sito web. A questo riguardo, uno dei maggiori esperti di usability, Jacob Nielsen, sostiene che il bottone Mi sento fortunato davvero unincongruenza: chi usa Google non ha dubbi su cosa deve fare aprendo la homepage, ma dato che la maggior parte della gente non sa neanche a che serve quel bottone di destra questo elemento pu rischiare di disorientare lutente.

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Federica una di quelle persone che non sa assolutamente cosa si nasconde dietro questa ottimistica affermazione: Im Feeling Lucky o, sulla pagina italiana, Mi sento fortunato. fortunato Ripete dunque la sua ricerca scrivendo clinical guideline myocardial infarction ma clicca sul bottone di destra

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Mi sento fortunato indirizza Federica verso una risorsa senza dubbio interessante, la Digital Library della Rural Nurse Organization, unistituzione della University of Alabama. Un progetto molto interessante e, soprattutto, un sito web prezioso per la ricchezza di risorse indicizzate sotto differenti categorie: dalla clinica alla prevenzione, dai database sui medicinali agli e-journals

Con il famoso (o famigerato?) bottone di destra della homepage si accede direttamente alla prima risorsa che Google avrebbe proposto se lutente avesse cliccato su Cerca con Google (vedi la schermata soprastante). Meno dellun per cento delle ricerche effettuate con il nostro motore svolta utilizzando Im Feeling Lucky ammette Marisa Mayer, vice-president di Google e Lucky, responsabile di qualsiasi cosa riguardi lhomepage del sito. Ma allora, perch conservano questo bottone? chiede Federica a Giorgio. Sembra sia una fissazione di uno dei due fondatori di Google, Sergey Brin; o, se non proprio una fissazione, qualcosa di molto simile. A dire il vero, io qualche volta la uso, afferma Brin con convinzione. In realt, limmediatezza e la spontaneit di quel Mi sento fortunato conferiscono a Google un non so che di familiare o di amichevole rispetto alla freddezza tecnologica di gran parte del web. Senza contare che, molto spesso, unopportunit che pu far davvero risparmiare almeno un clic. Scommettiamo che inizieremo anche noi ad usarlo pi spesso? Proviamo.

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Giorgio e Federica decidono di fare una gara per vedere chi pi fortunato. Ciascuno sceglie cinque voci da ricercare attraverso Im Feeling Lucky scegliendole tra: h le principali riviste di medicina, h le pi autorevoli societ scientifiche, h le maggiori istituzioni sanitarie pubbliche internazionali e italiane, h le pi conosciute industrie farmaceutiche. Ecco i risultati

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The New England Journal of Medicine The Lancet n Societ Italiana di Farmacia Ospedaliera Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri
n

National Institutes of Health Centers for Disease Control n Ministero della Salute Istituto Mario Negri n Janssen-Cilag - Astrazeneca. Ebbene, digitando queste stringhe e cliccando su Mi sento fortunato arriviamo direttamente sul sito desiderato. Tra Giorgio e Federica dunque un pareggio.
n

In sostanza, quel bottone di destra tuttaltro che inutile e pu venirci in soccorso tutte le volte che non ricordiamo esattamente un indirizzo web

Segue nella Scheda n. 11

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La ricerca di documentazione sulla gestione del paziente infartuato da parte di Federica la sta conducendo verso un numero pi limitato di informazioni, ancora comunque poco mirate.

Dispone di 229 mila risultati che cercher di ridurre utilizzando la funzione Search risultati. within results che nella versione italiana di Google tradotta con Cerca tra i risultati

Federica chiede solo i documenti riconducibili allattivit dellAmerican College of Cardiology, societ di cui conosce lautorevolezza e il prestigio. A questo punto i documenti diventano poco pi di 600. Comunque molti, ma Federica decide di iniziare ad esaminare i risultati nel merito, iniziando dai primi dellelenco.

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Salta subito agli occhi di Federica come il primo risultato proposto da Google sia riferito ad un documento indicizzato in Medline e accessibile tramite PubMed; il secondo indirizza verso la rivista dellAssociazione, il JACC; il terzo verso un sito che non conosce: www.guideline.gov Un dubbio: cosa sarebbe accaduto se avessi cercato direttamente su PubMed, si chiede Federica? Dalla homepage sceglie di andare direttamente alla pagina della ricerca avanzata, cliccando sul bottone dei Limits Limits.

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Imposta questi limiti alla propria limiti limiti ricerca di myocardial infarction: solo documenti disponibili in fulltext gratuitamente; pubblicati negli ultimi due anni; in inglese; su core clinical journals; type of article: Practice Guideline Cinque documenti ottenuti, che Federica salva utilizzando il servizio MyNCBI, MyNCBI al quale si registrata recentemente, non solo per conservare una traccia da utilizzare per future necessit, ma anche per ricevere un avviso non appena altri documenti simili fossero implementati in Medline.

Federica, per, non ancora del tutto soddisfatta: digita lindirizzo www.guideline.gov per vedere cosa fino ad oggi a lei si nascosto dietro questo URL che promette molto bene Wow!

Segue nella Scheda n. 3

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Indirizzata da Google, Federica approda al sito www.guideline.gov scoprendo una risorsa che, a prima vista, sembra davvero molto preziosa. Curato dalla National Guideline Clearinghouse (NCG), un osservatorio sulle linee guida prodotte sotto gli auspici di societ scientifiche, organizzazioni private e pubbliche, agenzie governative sia locali sia nazionali. Per essere inclusi nel database della NGC, i documenti devono rispondere a requisiti di qualit ben definiti ed esplicitamente illustrati nel sito stesso, qualit alla pagina http://www.guideline.gov/about/inclusion.aspx

Per effettuare la propria interrogazione allinterno della banca dati, Federica usa linterfaccia proposto dal sito che consente una ricerca pi mirata pi mirata. E possibile, infatti, indicare la parola chiave (keyword) che deve guidare la ricerca chiedendo di ordinare i risultati secondo rilevanza o data di pubblicazione; inoltre, lutente pu specificare la patologia e il tipo di intervento oggetto di richiesta, il tipo di linea guida di cui si auspica avere notizia (dalla valutazione dellefficacia terapeutica alla raccomandazione diagnostica; dalla valutazione di rischio al rapporto di health technology assessment), il tipo di organizzazione che ha patrocinato o promosso la linea guida, la disciplina medica di riferimento (dalla Allergy and Immunology alla Vascular Surgery), fino ai metodi utilizzati per: 1.Valutare la qualit e la forza delle prove; 2. Analizzare le prove; 3.Formulare le raccomandazioni. Alla pagina seguente le maschere per specificare i criteri.

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In questo caso, la ricerca viene effettuata specificando pochi elementi, cos che i risultati proposti sono ancora abbastanza numerosi: 38 documenti. Grazie allopzione Collection, Add to My Collection Federica seleziona quattro linee guida che le sembrano pi rilevanti rispetto al tema di suo interesse.

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Il sito www.guideline.gov garantisce unaltra utilissima opportunit: mettere a confronto linee guida differenti secondo i principali parametri, dalla data di pubblicazione al tipo di produttore del documento, dalle fonti di finanziamento alla composizione del gruppo che ha redatto la linea guida

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Federica vuole consultare il primo documento selezionato, promosso dallAmerican Association of Clinical Endocrinologists. Clicca sulla parola sensibile PubMed, in fondo alla citazione bibliografica e, sulla videata successiva, sceglie di consultare larticolo attraverso il sito dellagenzia EBSCO.

found. No results were found Purtroppo, seguendo il link non si accede al testo completo della linea guida.

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A questo punto, Federica decide di provare con Google. Per evitare errori di battitura del testo, evidenzia il titolo del documento e lo copia.

Apre la pagina di Google e incolla il testo nella finestra di ricerca.

In cima ai risultati proposti da Google c la linea guida che Federica cercava: sul sito dellAmerican Association of Clinical Endocrinologists. Gratuita, PDF, in full text text.

Segue nella Scheda n. 4

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La ricerca bibliografica in tema di linee guida sulla gestione della malattia ipertensiva alla quale si sta dedicando Federica, giovane specializzanda in Cardiologia, le ha consentito di accedere al testo completo in formato PDF di una clinical guideline elaborata sotto il patrocinio dellAmerican Association of Clinical Endocrinologists, disponibile allindirizzo http://www.aace.com/pub/pdf/guidelines/HypertensionGuidelines.pdf http://www.aace.com/pub/pdf/guidelines/ pdf

Come riuscire a capire se del contenuto di una linea guida possiamo fidarci del tutto, in parte o per niente? Federica pensa di ricorrere nuovamente a Google, interrogandolo in questo modo: come valutare una linea guida.

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Google consiglia di seguire le indicazioni presentate nel sito www.attentiallebufale.it una risorsa curata da Tom Jefferson, un medico ricercatore della Cochrane Collaboration. Il sito propone anche una serie di algoritmi elettronici utili per valutare il contenuto degli articoli scientifici e delle relazioni congressuali

Uno degli algoritmi, come indicato da Google, dedicato proprio alle linee guida. Il titolo della linea guida interessa senzaltro Federica, cos che lei decide di proseguire nelluso dellalgoritmo. C dunque la dichiarazione di conflitto di interessi? Per rispondere a questa seconda domanda, la giovane cardiologa deve necessariamente sfogliare il documento. Come duso, la Disclosure in fondo al testo, appena prima della bibliografia. Federica per decide di verificare personalmente se qualcuno degli esponenti della Task Force ha collaborato in passato con industrie. Per farlo, interroga Google associando uno per uno i cognomi e le iniziali degli autori a quelli delle aziende attive nel settore della Diabetologia.

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In effetti, come specificato nella Disclosure, solo Zachary T Bloomgarden, tra gli esponenti del board, dichiara di aver avuto relazioni con diverse delle aziende. La seconda domanda da verificare secondo lalgoritmo tratto da www.attentiallebufale.it riguarda la trasparenza del finanziamento necessario per compensare il lavoro di redazione delle linee guida. Dalla lettura del documento non sembra che questo aspetto sia chiaramente affrontato; forse, si dice Federica, lAACE considera self evident che il costo per il lavoro di preparazione della guideline sia stato sostenuto dalla Associazione stessa. Dunque procede oltre e il passo successivo riguarda il controllo della presenza di un capitolo di Metodi. In effetti, nel documento questa sezione presente e alcuni importanti criteri della metodologia seguita sono anche sintetizzati in una tabella. Le conoscenze di epidemiologia clinica e statistica medica di Federica non sono tali da diradare ogni dubbio riguardo lesatto significato di alcuni termini, legati soprattutto al disegno degli studi clinici sperimentali. Per questa ragione, decide di fare ricorso nuovamente a Google, seguendo il suggerimento di unamica che le svela luso delloperatore define define. Si tratta di unopportunit molto pratica: sufficiente digitare nella stringa di ricerca il termine define seguito da due punti e dal termine ricercato. ricercato Federica interroga il motore col termine randomized controlled trial, optando per la grafia americana (con la zeta al posto della esse nella parola randomized). Proceder comunque a una successiva interrogazione con la grafia inglese.

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Google propone otto definizioni, tratte da fonti di alterno prestigio, dai National Institutes of Health a Wikipedia. Usando loperatore define: si ottengono solo le define: semplici definizioni. Se, al contrario, desideriamo comprendere il significato di una parola o di una locuzione (per esempio, cohort study, perspective study, longitudinal study, ecc.) nel contesto di una pagina web, possiamo interrogare Google senza includere il segno dei due punti. Per esempio: define randomized controlled study study.

Segue nella Scheda n. 5

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Federica prova a replicare la ricerca utilizzando la lingua italiana, ma con il termine definizione al posto di define ottiene risultati disomogenei e poco utili.

La sua attenzione, per, viene attratta da alcuni elementi posizionati in cima alla pagina dei risultati. Si tratta degli integrated results, vale a dire dei risultati di una ricerca trasversale fatta dal motore tra ogni tipo di contenuto, comprese immagini, libri, notizie, video, mappe.
Integrated results

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Il motore suggerisce alcuni libri interessanti e molto pertinenti. Federica, per, vorrebbe saperne di pi, di queste monografie: sempre il suo amico Giorgio a suggerirle di usare la funzione Google Ricerca libri che possiamo trovare cliccando su altro sulla toolbar

E unopportunit relativamente nuova; Ha sollevato un sacco di polemiche, spiega Giorgio a Federica, perch molti editori internazionali avevano ed hanno ancora molta paura che Google offra gratuitamente contenuti di libri ai propri utenti. In realt non cos e lo conferma il fatto che numerose case editrici hanno invece aderito al progetto, anche rendendo disponibili alla consultazione alcuni materiali originali: dagli indici dei volumi alle informazioni sugli autori, fino ad alcuni capitoli che possono incoraggiare gli utenti ad acquistare il libro. Federica interroga Google Ricerca libri associando lanno alla locuzione randomized anno trial. controlled trial

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Se Google trova un libro il cui contenuto presenta una corrispondenza con la stringa della ricerca immessa, viene visualizzata la copertina e il relativo link nei risultati. Cliccando sul titolo di un libro verranno visualizzate le informazioni di base sul volume, come in una voce di catalogo. Se l'editore o l'autore hanno concesso l'autorizzazione, possibile visualizzare alcune pagine del libro e, se il libro non soggetto a copyright, chiunque pu sfogliare lintera opera. In tutti i casi, saranno presenti i link diretti alle librerie online nelle quali possibile acquistare il libro.

La ricerca si rivela fruttuosa: sono visualizzati numerosi libri pubblicati nel corso del 2007, ad iniziare da un volumetto curato da due nomi importanti che Federica ha gi sentito nominare dai colleghi pi esperti

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I materiali offerti da Google a proposito del libro di Jadad e Enkin sono molto interessanti; oltre a permettere la consultazione di parti del testo, il servizio spiega anche dove reperire il volume, sia nel caso lo si voglia comprare, sia qualora lo si intenda prendere in prestito in biblioteca (anche se si tratta per lo pi di strutture un po fuori mano.
Descrizione del contenuto Frontespizio Indice Indice analitico

Librerie online dove acquistare il libro

Tre capitoli saggio: - Tyoes of randomized controlled trials - Bias in randomized controlled trials - Assessing the quality of RCTs

Lattenzione per linterattivit, presupposto essenziale del cosiddetto Web 2.0 si rispecchia nellinvito a scrivere una recensione

Parole chiave che caratterizzano il contenuto del libro

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Ecco come viene visualizzata una pagina di un capitolo proposto almeno in parte gratuitamente da Google Ricerca libri. Ogni parola inclusa nella stringa di ricerca viene evidenziata in colore giallo

Segue nella Scheda n. 6

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Anche Google Ricerca Libri d la possibilit di effettuare una ricerca avanzata: questa la maschera che Federica avrebbe potuto usare qualora avesse voluto trovare pi facilmente opere di un particolare autore o casa editrice.

E una funzione utile anche nel caso si disponga dellInternational Standard Book Number, il codice ISBN che contraddistingue tutti i volumi pubblicati nel mondo. Google Ricerca Libri un prodotto ancora in divenire, beta come si suol dire in gergo informatico; questo significa che vengono aggiunte nuove pagine ogni giorno, anche perch le nuove adesioni delle case editrici moltiplicano i libri disponibili alla consultazione. Per questa ragione, Federica si ripropone di eseguire nuovamente una ricerca a distanza di alcuni giorni. In una di queste occasioni, la ricerca viene interrotta da una richiesta di registrazione. Infatti, per agevolare gli utenti nell'applicazione dei limiti di visualizzazione, alcune pagine sono accessibili solo dopo aver effettuato l'accesso a un account Google esistente (come un account Gmail) o creandone uno nuovo (per poter tracciare il numero complessivo di pagine scaricate da ogni utente). Google Ricerca Libri aiuta solo a trovare e a conoscere meglio il contenuto dei libri, anche per diffonderli pi ampiamente e in modo pi capillare. Beta indica la versione ancora non definitiva di un programma, una fase caratterizzata da possibili imperfezioni nel funzionamento quasi sempre riscontrate dagli stessi utenti

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Con la maschera della ricerca avanzata, Federica effettua una ricerca per avere una panoramica sui nuovi libri sullinfarto miocardico pubblicati negli ultimi anni.

La stringa di ricerca appare in questo modo: intitle:myocardial intitle:infarction date:2006intitle:myocardial intitle:infarction date:2006-2007 Il primo libro della lista di autori famosi e aprire il link una tentazione troppo forte.

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Quante abbreviazioni nella scheda di presentazione del volume! Se in Medicina luso degli acronimi ormai diffusissimo, la Cardiologia probabilmente la specialit in cui le abbreviazioni sono talmente numerose da rendere talvolta indecifrabili alcuni testi per i non esperti. Lo sai che Google pu aiutarti anche in questo? E ancora il provvidenziale Giorgio a interrompere i ragionamenti di Federica, quasi leggendole nel pensiero. Prova a interrogare Google con una stringa del genere:

STEMI stands for

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STSTEMI stands for ST-segment elevation myocardial infarction, the most serious type attack. of heart attack. La prima risposta arriva da un servizio di informazione dellUniversit di Toledo, ma la definizione simile a quella proposta da decine di altri website internazionali Il fairplay di Google arriva ovviamente a guidare gli utenti anche verso servizi di altri motori d ricerca, o meglio di una directory conosciutissima come Yahoo!.

STEMI stands for ST Elevation Myocardial Infarction. It's a heart attack that produces a specific change on an EKG, specifically, like it says, the interval between the QRS complex and the T wave is elevated. Segue nella Scheda n. 7

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La ricerca allinterno della grande biblioteca di Google Ricerca libri pu essere molto utile soprattutto quando abbiamo bisogno di guide a carattere metodologico, come per esempio quelle sui clinical trials. I risultati sono meno incoraggianti quando si tratta di problematiche a carattere clinico. Federica decide cos di provare a Scholar. interrogare un altro servizio di Google, Google Scholar http://scholar.google.com http://scholar.google.com

Integrated results

Cos Google Scholar? Uno strumento di uso assai semplice per effettuare una ricerca gi sufficientemente vasta sulla cosiddetta letteratura accademica. Con una unica interrogazione possibile cercare documenti di buona qualit tra quelli gi pubblicati o in corso di stampa, tesi, libri, riassunti (abstract) e articoli editi da case editrici universitarie e professionali, letteratura grigia ( studi non ancora pubblicati) ed altro..
Anche Google Scholar un prodotto beta, vale a dire ancora suscettibile di modifiche e di adattamenti sulla base anche dei suggerimenti degli utenti.

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Google Scholar elenca gli articoli in base alla stessa classificazione adottata solitamente dalla comunit scientifica, ossia valutando il testo completo di un articolo, l'autore, la pubblicazione in cui appare e il numero di volte in cui viene citato in altri documenti dello stesso genere ed autorevolezza. I risultati pi pertinenti vengono sempre visualizzati nella prima pagina.

Interrogando con la stringa myocardial infarction guidelines Google Scholar guidelines, restituisce gi a partire dalle pagine iniziali numerosi interessanti documenti; il primo dellelenco una linea guida pubblicata nel 1996 sul Journal of the American College of Cardiology, il conosciutissimo JACC.

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I risultati proposti da Google Scholar per la stringa ricercata sono 108 mila. La guerra in atto con PubMed evidente al momento in cui si clicca sul titolo del primo documento trovato (per lappunto la clinical guideline del JACC): linterfaccia di Medline, banca dati della National Library of Medicine ci avverte immediatamente: interrogando PubMed avremmo avuto segnalate 2.389 voci bibliografiche.

Per limitare il numero dei risultati si pu utilizzare la funzione Articoli recenti (ultimi cinque anni) o specificare sul menu a tendina lanno preciso dal quale intendiamo far partire la ricerca.

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Anche Google Scholar ti invita a memorizzare delle Preferenze riguardanti la lingua nella quale Google dovr interagire con te, la lingua nella quale cercare i documenti, il numero di risultati visualizzati in una pagina.

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Informazioni per conoscere meglio le funzionalit di Google Scholar

Puoi chiedere risultati in italiano o in inglese o in altre lingue

Puoi decidere la lingua nella quale desideri che Google Scholar si rivolga a te

Questa una funzionalit molto interessante, soprattutto per gli anglosassoni. Segnala in quale biblioteca disponibile alla consultazione gratuita il documento che cerchiamo.

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Le opzioni presenti nella Ricerca avanzata sono varie e molto utili. Per esempio, possiamo chiedere documenti di un determinato autore (chiudendo tra virgolette le iniziali del nome e il cognome: per esempio e picano) oppure chiedere che la ricerca sia limitata ad una specifica pubblicazione (per esempio, Circulation). Google Scholar supporta anche la maggior parte degli operatori avanzati della funzione di ricerca web di Google: L'operatore "+" includere nei risultati parole, lettere o numeri comuni che di solito vengono ignorati dalla tecnologia di ricerca Google, ad esempio in [+de knuth]; L'operatore "-" esclude tutti i risultati che includono questo termine di ricerca, "come in [hypertension -pregnancy] si escludono i risultati che riguardano lipertensione in gravidanza; La ricerca a frase restituisce solo i risultati che includono la frase esatta come in [blood pressure measurement]; L' operatore "OR" restituisce i risultati che includono uno dei tuoi termini di ricerca, come in [hypertension guideline OR position statement]; L' operatore "intitle:" come in [intitle:consensus statement] restituisce solo i "intitle intitle:" risultati che includono il tuo termine di ricerca nel titolo del documento Segue nella Scheda n. 8

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La pagine dei risultati di Google Scholar ha alcune caratteristiche che la differenziano dalla normale pagina di Google.

Il motore propone i nomi di autori che occorrono ripetutamente nelle pagine centrate sullargomento oggetto dellinterrogazione. Cited by - Indica altri documenti che citano larticolo segnalato. La pagina delle segnalazioni appare cos.

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Luso della funzione Related articles permette di selezionare gli articoli di argomento collegato a un determinato documento.

Evidentemente, si tratta di una selezione operata automaticamente dal motore di ricerca, sulla base di confronti dei termini ricorrenti nel testo. Di solito il numero di risultati inferiore a quello che otteniamo attraverso luso del link cited by by.

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Cliccando su All versions ci vengono indicate tutti gli indirizzi web dove potremo trovare il documento. Il link Web search conduce ad altri documenti che, in Rete, citano larticolo segnalato. Seguendo il link, ritorniamo in ambiente Google normale Segue nella Scheda n. 9

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Siamo dunque, con la giovane cardiologa Federica, sulla homepage di Google Google, pronti a scoprire unaltra scorciatoia offerta dal motore.

Refine results avverte Google. In effetti, interrogazioni come myocardial infarction restituiscono un numero di risultati talmente elevato da rendere la ricerca quasi inutile. Ci vengono cos suggeriti alcuni ambiti tematici allinterno dei quali ripetere linterrogazione. Nel caso specifico (quasi generalmente applicabile a tutte le aree patologiche) sono sei macro-aree.

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La funzionalit Refine results pu essere usata di nuovo, anche allinterno della categoria For health professionals cos da segmentare ulteriormente i risultati professionals, ottenuti.

Si tratta, quasi, di una necessit, se pensiamo che i documenti su myocardial infarction per il personale sanitario sono oltre 730 mila. Seguendo il link Practice guidelines i risultati diventano 272 mila. Federica prosegue nellopera di snellimento dei risultati perch, per una non del tutto condivisibile abitudine personale, ha una passione per i documenti disponibili in formato PDF.

myocardial infarction filetype:pdf:

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I documenti disponibili in PDF riguardanti linee-guida di pratica clinica sullinfarto miocardico sono pur sempre oltre 90 mila. Continuando nella caccia sempre pi mirata, Federica vuole sapere quanti di questi documenti sono presentati allinterno di siti di istituzioni o agenzie a carattere governativo. Sempre utilizzando la funzione Search within results (posta in fondo alla pagina) aggiunge una stringa che riduce i risultati a meno di 5 mila.

myocardial infarction more:practice_guidelines filetype:pdf site:.gov

Segue nella Scheda n. 10

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