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Comunicare la cosa giusta


I temi riguardanti lambiente sono ormai da diversi anni oggetto di dibattito per diverse scuole di pensiero: sociale, economico, politico e filosofico. Cosa fare di ci di cui ci liberiamo, depositandolo con un semplice gesto della mano nel sacchetto dellimmondizia una domanda che nel suo minimalismo tocca argomenti di incredibile complessit, in quanto si inserisce in meccanismi onnicomprensivi, fatti di materia, profitto e persone. Le persone, cuore pulsante di ogni sistema sociale ed economico: senza lattivit umana non esisterebbe il mercato, la moda, la gastronomia, il treno, la benzina, il palazzo di vetro e alluminio che emana luci sfavillanti nel centro di Tokyo. Lelemento umano onnipresente, decifrabile e prevedibile con

discreta certezza. Sta alla base del sistema mondo, delleconomia capitalista, del mercato della domanda indotta. Luomo vive la vita acquistando i beni prodotti dal sistema industriale, utilizzandoli per un arco di tempo che varia da oggi a per sempre. Luomo produce usa e butta nel cestino dei rifiuti qualsiasi tipo di materiale, permettendoci di asserire con assoluta certezza che luomo alla base del problema rifiuti. Se le collettivit non sono ancora riuscite a prendere piena coscienza del loro reale potenziale in merito ai temi riguardanti la produzione e lo smaltimento dei rifiuti, sar levoluzione degli elementi di base che compongono la vita sul nostro piccolo pianeta a dettare lagenda dei passi in avanti che luomo dovr compiere per rendere la sua vita migliore. Proprio grazie al motore dellevoluzione, luomo ha trovato metodi e pratiche per contrastare il sistema di produzione lineare che da troppo tempo logora il pianeta.

Il riciclaggio dei rifiuti, lingegneria ambientale e lecocomunicazione sono tre delle strade percorribili per attutire limpatto che i rifiuti hanno sulla nostra quotidianit. A seconda di come questi percorsi vengono tracciati possibile creare delle intersezioni, delle sinergie di azioni e idee cos potenti da modificare il nostro modo di vivere la quotidianit. Un percorso del genere deve per essere costruito con precisione e spirito di conseguenza. Catalizzare le forze in grado di mettere in moto un momento comunicativo cos grande da cambiare gesti e abitudini radicate nella vita di intere comunit non sicuramente unimpresa facile. Partendo da questi macro temi, negli ultimi anni della mia esperienza universitaria ho cercato attraverso diversi livelli di progettazione di poter trovare i punti di nevralgici in grado di legare il discorso ecologista a quello comunicativo. La possibilit pi grande che mi stata data per potermi cimentare in questa opera

stato senza dubbio il proficuo rapporto di scambio con lo studio leader nel settore dellingegneria ambientale in Sardegna, un team di lavoro nel quale partecipo in qualit di consulente per la gestione e lorganizzazione della parte comunicativa. Ho potuto cos studiare la composizione di parecchie campagne di sensibilizzazione ambientale, scoprendone pregi e difetti, ma soprattutto maturando lidea che fare ecologia un esercizio che richiede tempo, conoscenze e unincredibile apertura mentale.

Osservando il normale vivere quotidiano possibile individuare decine di elementi su cui poter lavorare in ottica ecologista. La scommessa pi grande per quella di adattare gli interventi ai meccanismi che in qualche modo possono modificare il corso del nostro vivere quotidiano, sostituendo ci che non funziona con qualcosa di nuovo. Nelle pagine di questa tesi mi pongo come obiettivo quello di analizzare le dinamiche che stanno dietro ad una campagna

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di eco-comunicazione articolata su pi livelli, partendo da una profonda fase analitica in grado di far comprendere quanto rilevante e prioritario sia diventato modificare radicalmente il nostro modo di rapportarci con il mondo del consumo. Il percorso intrapreso in queste pagine intende essere esaustivo e propedeutico, un contributo per la scoperta di metodi e azioni in grado di articolare una comunicazione utile, inserita allinterno di un sistema di azioni che vede la Pubblica Amministrazione e il mondo produttivo come partner ideali. La comunicazione ambientale come elemento di connessione tra istituzione e cittadino offre inoltre la possibilit di aprire una

riflessione sul ruolo del graphic designer nellet post-moderna, facendoci comprendere quanto si sia modificato il nostro lavoro e come i nuovi media abbiano rivoluzionato i concetti di contatto e relazione. Alla fine del percorso possibile visionare la parte pi concreta del progetto che si traduce in una panoramica sui possibili interventi di advertising che spazia dal materiale informativo di base alla realizzazione di eventi collettivi articolati su pi livelli di utenza. Comunicare lecologia utile ma sopratutto necessario. Io lho trovato anche divertente e questo elaborato il mio personale contributo alla causa.

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1.1 - Cosa significa fare eco-comunicazione


Ad una analisi delle diverse anime che compongono il tema dello smaltimento dei rifiuti, la comunicazione ambientale occupa un ruolo di primissimo piano. Questa infatti lo strumento in grado di mettere in atto complessi sistemi di gestione delle risorse umane e territoriali, preparando la popolazione ad un cambio di abitudini che sia propedeutico e non traumaticamente calato dallalto. La comunicazione ambientale una leva importante per la riuscita di ogni progetto che ha come obbiettivo quello di suggerire pratiche quotidiane diverse da quelle comunemente adoperate. Ha il ruolo di convincere il fruitore del messaggio della bont dellazione che si appresta a compiere, illustrandone i vantaggi

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in termini sociali ed economici. Un buon impianto di raccolta differenziata deve viaggiare di pari passo ad una corretta attivit informativa che suddivida il processo di transizione dallindifferenziato al differenziato in diverse fasi. C prima di tutto lesigenza di comunicare nella maniera pi semplice possibile la necessit del cambiamento che ci si appresta a realizzare con semplici gesti quotidiani, il tutto indirizzato su un target incredibilmente variegato. Leco-comunicazione si posiziona tra listituzione e il cittadino, testando quindi la sua efficacia tra le diverse persone che compongono la comunit. Uomini, donne e bambini, giovani e meno giovani con abitudini, formazione e livelli culturali diversi. Le persone sono lelemento centrale delluniverso che ci apprestiamo ad organizzare, come lo sono le istituzioni, le aziende e i movimenti che operano sul territorio. Occorre quindi creare la giusta alchimia tra le parti,

proporre attivit inclusive dai contenuti facilmente fruibili ma soprattutto declinate in contesti specifici. Esempi di successo ci dimostrano quanto sia utile analizzare il territorio per imparare a conoscerne la storia, tracciarne lidentit e riconoscerne le forze che lo vivono e lo animano. Avere ben chiaro il perimetro di lavoro una questione di principio e coerenza; un esercizio che ci rende pi credibili e soprattutto evita che il materiale informativo distribuito tra la cittadinanza venga etichettato come lennesima inutile pioggia di carta. Paolo Siligardi, presidente Achab Group, lagenzia leader nelleco-comunicazione in Italia, nel suo Green Book of Graphic Design dice: Potete sfogliare questo Green Book osservandolo da due punti di vista: grafico o sociale. La grafica parla con segni, colori, forme, parole. Comunica in un colpo docchio emozioni, principi, valori. Parlando dambiente deve rispettare un vincolo fondamentale,

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comunicare in modo sincero, trasparente e veritiero. Laspetto sociale trapela dai processi che le campagne di comunicazione ambientale attivano. Dinamiche, relazioni, interazioni che portano, attraverso il coinvolgimento e la condivisione di nuovi valori, a modificare abitudini consolidate per assumere comportamenti pi sostenibili. Da questo semplice quanto prezioso ragionamento scaturisce il fondamentale concetto che la dinamica sociale che deve essere orchestrata nella maniera giusta: la comunit che va guidata verso nuovi valori.

proprio movimento di persone. Le insidie da superare sono tante. Prima di tutto bisogna andare incontro alla naturale diffidenza riguardo ai metodi di raccolta differenziata presenti sul territorio. Le numerose emergenze rifiuti delle ultimi ventanni hanno contribuito a creare la percezione comune di un sistema di raccolta disorganizzato ed in molti casi corrotto. Gli esempi di Napoli e Palermo sono la prova pi lampante di un business costruito a discapito del cittadino ed il forte risalto mediatico dato alle vicende delle due citt decisamente non aiuta. Parlare di immondizia in Italia sempre problematico. I preconcetti che agiscono sulla mente del cittadino sono tanti e nel lungo periodo hanno ottenuto leffetto di scoraggiarlo a intraprendere qualsiasi azione per andare contro decisioni e metodi organizzativi che non condivide. Fare la raccolta differenziata diventa quindi una strada in salita, e ad essere sinceri non solo un fatto di

1.2 - Il progetto sociale


Nel caso specifico della raccolta differenziata, oltre alla fase informativa orientata su come suddividere le diverse frazioni, necessario mettere in moto le sinergie in grado di creare quel valore sociale che pu trasformare una campagna di sensibilizzazione in un vero e

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percezione, ma un ragionamento che trova ampio riscontro anche in termini pratici. Nonostante il nostro Paese sia uno dei fondatori dellUnione Europea, la situazione interna a livello legislativo risulta essere molto frazionata e disomogenea. Ma anche se la situazione di partenza pu sembrare fortemente inflazionata, una ricerca IPSOS condotta nel febbraio 2010, mostra una serie di dati in controtendenza rispetto al biennio precedente che ci regalano il primo grande elemento su cui poter lavorare al nostro progetto. Il 78% degli

italiani ha fiducia nel riciclo riconoscendo lutilit intrinseca dellatto di differenziare i rifiuti. La percezione diffusa quindi quella di una societ pronta ad accogliere un certo tipo di cambiamento, ma che non riesce a farlo perch conosce fin troppo bene i limiti di un sistema male organizzato. Oltre a questo, ci sono ancora numerosi elementi che possono fare da freno alla realizzazione di un progetto funzionale di raccolta differenziata. Ladvertising ci offre i mezzi per invalidare questo genere di insidie ma occorre prima di tutto individuarle.

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1.3 - Le vie della comunicazione sono infinite


Il saggio di Paolo Iabichino dal titolo Invertising ci pu aiutare a comprendere meglio i profondi cambiamenti che il mondo della comunicazione si trova a dover affrontare in coincidenza dei due grandi eventi che nellultimo decennio hanno modificato radicalmente il nostro modo di vivere: la rivoluzione digitale e la crisi del sistema economicofinanziario. Per quanto possa sembrare lontano dagli argomenti precedentemente trattati, il libro del direttore creativo di Ogilvy offre numerosi spunti di riflessione sullo stato della comunicazione nella societ post-moderna. Lassunto di partenza essenzialmente uno: ladvertising tradizionale ha perso di incisivit. Fare pubblicit in modo scientifico, riesumando la complessa terminologia che ha caratterizzato ladvertising e le azioni di marketing (convenzionale e non) sino a 10 anni fa divenuto ormai un

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esercizio inefficace dellattivit di comunicatore. nata la necessit di invertire il senso di marcia partendo da una profonda fase di autocritica per quel che concerne il mestiere del pubblicitario, dallincapacit di aziende e agenzie di saper produrre innovazione sino ad arrivare allerronea evangelizzazione del brand, ormai divenuto unentit metafisica incapace di creare sodalizi reali con il proprio pubblico. Nellimmensa casistica citata da Iabichino nel suo lavoro, importante il riferimento Naomi Klein e al libro No-Logo, considerato come la Bibbia dal movimento anti-globalizzazione. La giornalista canadese molto brava a spiegare i processi di branding che operano affinch i marchi assumano atteggiamenti e identit in grado di stimolare i pi diversi desideri tra le schiere dei loro sostenitori. E senza dubbio implicito il riferimento alle strategie di controllo, le stesse che Packard teorizza nel suo saggio I persuasori occulti, come ad indicare un paradigmatico stravolgimento del ruolo della

comunicazione, che anzich informare, plagia, corrompe e controlla. Difronte ad unaffermazione del genere le reazioni sono state le pi disparate. Il mondo delle agenzie pubblicitarie, viste sino a pochi anni fa come un esclusivo gotha, dove nel corso degli anni i brief si sono trasformati in vere e proprie azioni di guerriglia, si trova di punto in bianco a dover riformare il maniera decisa il proprio modo di lavorare. La prima cosa a decadere il concetto di brand come centro delluniverso aziendale. A supporto di questa tesi c la corposa statistica messa sul tavolo dal nuovo quanto innovativo rapporto con la tecnologia. La rivoluzione digitale si calata in maniera silenziosa quanto potente nelle nostre vite, modificando il modo di vedere delle persone. Non si stati in grado di trovare il giusto approccio con limmenso universo che si stava dispiegando difronte ai nostri occhi; il Web 2.0, le news in diretta, la disponibilit di feedback immediato hanno

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modificato per sempre il mondo delle relazioni umane, mi sia permesso di aggiungere, in meglio.

1.4 - Quanto mi sei utile?


Proseguendo sul solco tracciato da Iabichino, utile passare a rassegna le cause che hanno portato le armi delladvertising a spuntarsi facendole diventare inefficaci. I passi falsi sono numerosi, ma i passaggi pi importanti sono riassumibili senza dubbio nelle tesi del geniale quanto profetico Cluetrain Manifesto, una raccolta di 95 input per dare unaltra chance alladvertising. Il manifesto non utilizza i toni aggressivi di un grido di battaglia, n tantomeno propone visioni apocalittiche che relegano il ruolo della pubblicit nel dimenticatoio. Dato per assunto il fatto che non c cosa pi genuina della creativit messa al servizio del nobile scopo di comunicare, quasi naturale dire che il rapporto tra comunicazione e mercato sia

diventato simbiotico. Il mercato ha per modificato il suo aspetto e questo cambiamento conseguenza diretta di uno stravolgimento pi grande che ha coinvolto lintero genere umano. La percezione di un pianeta sempre pi smart, la possibilit di entrare in contatto diretto con le aziende, tracciarne il profilo e scoprirne la reale trasparenza sono i principi alla base di questa grande rivoluzione. Il brand non ha pi un pubblico, se lo ha non stato il brand ad attirarlo verso di se. Il brand viene scelto in un rapporto paritario dove il gesto dellacquisto solo una delle manifestazioni di fiducia reciproca che si deve instaurare tra azienda e consumatore. Niente paura, potete ancora fare soldi. A patto che non sia lunica cosa che avete in mente. (tesi num. 80) Ogni soggetto una conversazione ma instaurare un dialogo solo il punto di partenza. Non pi necessario colpire il target, raggiungere obbiettivi o studiare nuove

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tattiche. Il lessico bellicoso del marketing convenzionale ormai decaduto, la prima e unica domanda a cui unazienda deve rispondere per poter creare un punto di contatto con il consumatore dellera digitale : quanto mi sei utile? Un prodotto diventa utile se risponde in maniera reale ad un bisogno reale; le dietrologie imposte da concetti come la domanda indotta o letica aziendale costruita a tavolino, sono costrette a cedere il passo ad iniziative in grado di creare veri e propri movimenti di persone. finita lera della comunicazione a senso unico. Lindividuo sceglie di usare un prodotto perch ne condivide luniverso di valori a prescindere dai sotterfugi pubblicitari creati dal branding. Torna dattualit il rapporto fiduciario, anche se per troppo tempo la parola fiducia abbia finito per essere assimilata alla fedelt. Fedelt che si tradotta in qualcosaltro quando molti gruppi imprenditoriali hanno cominciato a raccogliere

illegalmente informazioni sul nostro modo di vivere e di acquistare, giustificando questa intrusione nelle vite altrui come un sistema per poter proporre unofferta studiata in base alle nostre esigente. I questionari, le form da compilare per poter accedere ai vantaggi offerti dalle fidelity card sono solo una delle manifestazioni del cinico do-utdes messo in atto da prestigiosi gruppi imprenditoriali come banche e catene potenti gruppi della GDO. Pratica che anche specchio di uninterpretazione errata dei nuovi media e delle reali possibilit che questi possono offrire.

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Questa concatenazione di concetti e deduzioni non pu che culminare con un passaggio sul ruolo che le aziende devono avere allinterno della societ post-moderna. importante individuare lelemento di coesione che possa rendere un prodotto, uniniziativa o una campagna, socialmente valida.

Occorre mettere in modo dinamiche che alimentino una forte coesione sociale, ritornare a concetti semplici e prestare attenzione a quei problemi che se risolti possono migliorare la vita di molte di persone. Le aziende hanno i mezzi economici e il capitale umano per poter cambiare la societ in cui viviamo, devono solo decidere se sia il caso di sedersi al tavolo e dialogare con i loro interlocutori.

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2.1 - Il progetto sinergico


Affinch un programma di raccolta differenziata abbia successo, ladesione dei cittadini, e in generale di tutte le utenze produttrici di rifiuti alle quali il programma si rivolge, fondamentale: la raccolta differenziata un classico caso di servizio, alla cui realizzazione concorrono in maniera determinante coloro ai quali il servizio rivolto, ai quali viene erogato. Questo significa che i cittadini, e le diverse categorie coinvolte, devono essere corresponsabilizzati, sensibilizzati, mobilitati, e questo un problema di comunicazione. Non si tratta soltanto di far passare delle informazioni, di rispettare obblighi istituzionali o di legge, ma di ottenere che i cittadini, da semplici utenti di un servizio, ne divengano protagonisti attivi: allora chiaro che la comunicazione non riveste un carattere puramente

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tattico, strumentale, ma diviene una fondamentale componente della strategia dimpresa. Ecco perch si deve dedicare uno spazio di assoluta evidenza a questa voce, assegnandole il ruolo di strumento per la progettazione e gestione del sistema al pari degli altri. Tra la numerosa saggistica disponibile sul tema del saper comunicare la differenziata, le riflessioni messe in atto dal Greenreport, quotidiano italiano specializzato in economia e sviluppo sostenibile, sono quelle che realmente tracciano

lhabitat e le azioni da svolgere per realizzare un percorso di sensibilizzazione ai temi ambientali completo. Il punto maggiormente significativo della relazione titolata Il ruolo della comunicazione nelle raccolte differenziate sta nellaffermare senza mezzi termini che la comunicazione relativa alla raccolta differenziata non pu e non deve operare in maniera episodica. Con laggettivo episodica, si cerca non solo di suggerire un consecutio tra gli elementi

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comunicativi della campagna, ma la vera e propria esigenza di una comunicazione in grado di porsi come unimportante ed essenziale atto di gestione integrato nellintero apparato dellazienda (o ente) che ha preso in carico il servizio. La continuit del servizio deve andare di pari passo con una comunicazione permanente, ovvero la pianificazione nel medio-lungo periodo delle attivit e degli obiettivi che si desidera raggiungere con il coinvolgimento della cittadinanza. Nel caso specifico

delle raccolte differenziate la comunicazione svolge il ruolo ponte fra erogatore e fruitore del servizio, deve essere quindi orchestrata in maniera continuativa e coinvolgente. Scendendo nel particolare, la comunicazione dovr essere rivolta ad un target pi vasto possibile, ma con mezzi e linguaggi variabili in funzione del singolo destinatario, con lobiettivo di spiegare le motivazioni a monte dellattivazione dei servizi di raccolta differenziata, di informare con ordine le corrette

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modalit di svolgimento della raccolta, di fornire ampie assicurazioni sulleffettivo riciclaggio dei materiali separati, di sottolineare i vantaggi, economici ed ecologici, che ne derivano. Tutto ci deve servire a stimolare il massimo di consenso partecipativo e collaborativo, non solo perch la raccolta abbia successo, ma anche per cambiare ci che viene suggerito e si considera meritevole di essere cambiato. La comunicazione deve dunque essere impostata secondo logiche che privilegiano la chiarezza, la continuit e lefficacia del servizio. Se la comunicazione si dovr rivolgere ad un pubblico vasto ed eterogeneo, occorrer segmentare questo target in una serie di pubblici, tutti interessati alla raccolta differenziata, ma ciascuno con un ruolo specifico allinterno del progetto. Il piano deve fare dellinclusione e del coinvolgimento la sua principale missione; oltre ai produttori di rifiuti, non vanno dimenticati gli altri pubblici che concorrono al buon esito del progetto. Si pensi ai giovani in et scolare,

ai teenagers (che si pi di una volta si sono rivelati essere degli ottimi stakeholder), agli amministratori di condominio, ai portieri e a chiunque possa assumere un ruolo determinante nellorganizzazione dei servizi. Anche le associazioni, in virt del loro potere aggregativo, possono essere coinvolte affinch a loro volta possano contribuire alla mobilitazione dei cittadini; si pensi anche in questo caso alle Istituzioni, al mondo produttivo ed a quello che queste categorie possono dare sotto forma di partecipazione o di semplice consenso alliniziativa. Un particolare da non trascurare il ruolo ricoperto dagli operatori, ovvero il personale dazienda incaricato del servizio di raccolta differenziata. I casi di Berlino e Zurigo che saranno in seguito analizzati ci insegnano come gli operatori siano la principale front line di interlocuzione con il cittadino, caricando questo ruolo di altissime aspettative perch di grande rilevanza strategica sia dal punto vista pratico che da quello comunicativo.

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Dopo questa serie di precisazioni molto chiaro quanto sia ampio e articolato il discorso comunicativo legato ai temi dellecologia, soprattutto quando questo deve tradursi in termini pratici creando il canale di collegamento tra istituzione e cittadino. Per ognuno dei pubblichi ricordati occorre parlare in relazione agli specifici obiettivi, con i mezzi pi adeguati ed un linguaggio comprensibile, in una logica di integrazione e di interlocuzione. Coloro che hanno il compito di
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progettare le attivit di raccolta, non potranno prescindere dal prevedere e verificare lincisivit delle iniziative nonch la coerenza dei progetti di cui sono responsabili. Il rapporto di Greenreport suggerisce alcuni essenziali elementi di conoscenza e gestione del tema, elencando le principali operazioni che possono costituire un piano di comunicazione efficace a sostegno della raccolta differenziata.

Con questo nome si intendono operazioni di comunicazione che agiscono direttamente sui destinatari, come ad esempio la distribuzione di pieghevoli o di altro materiale informativo, in forma diretta ai singoli target. In considerazione del supporto (di norma cartaceo, ma di carta rigorosamente riciclata) questa forma di comunicazione si presta bene anche alla diffusione di messaggi di tipo istituzionale, volti ad accrescere la visibilit aziendale.

La programmazione di tutte quelle iniziative e eventi attraverso i quali possibile iniziare e mantenere una relazione diretta fra chi organizza logisticamente la raccolta differenziata e chi chiamato a svolgere la separazione delle frazioni da raccogliere. da queste occasioni di incontro che si possono individuare figure come i tutor o i responsabili di area. In Germania diverse citt utilizzano da tempo le figure dei responsabili di zona o degli amici del riciclo che, dopo unopportuna fase di formazione, svolgono unazione di comunicazione ed educazione ambientale pi vicina allutilizzatore.

Ha il prevalente scopo di richiamare lattenzione. In considerazione dei brevissimi tempi di esposizione al messaggio, non si presta assolutamente a fornire istruzioni ma appunto a colpire locchio, ad attrarre lattenzione dei passanti su temi che devono essere necessariamente generali, evocativi, di suggestione.

Con questo termine si intende uno spazio a pagamento su periodici o quotidiani, attraverso il quale vengono veicolati i messaggi. Lannuncio tende a focalizzarsi sul testo, anche se la parte principale costituita dal titolo, che ha il compito di indurre il lettore a proseguire nella lettura del testo.

La comunicazione radiotelevisiva a livello locale non uno strumento di diffusione dei messaggi, in senso classico: questi mezzi vanno utilizzati per parlare in forma molto diretta ai cittadini, per esempio attraverso trasmissioni di servizio, che forniscano informazioni, chiarimenti, spiegazioni e che rispondano a domande o a segnalazioni in merito a eventuali disservizi.

La funzione informativa in questo caso va di pari passo con la creazione della credibilit dellente proponente. Esperti di fama vengono chiamati ad avvalorare, in contesti istituzionali, le scelte strategiche di chi deve gestire le attivit specifiche.

un classico strumento di contatto che crea quel flusso di comunicazione a due vie essenziale per stimolare la funzione dascolto dei bisogni degli utenti e le scelte strategiche di chi gestisce le attivit specifiche.

Come precedente anticipato, una campagna di successo deve saper sfruttare il ruolo di casse di risonanza che possono esercitare i giovani nel processo di trasformazione che si impone a fronte di un programma di salvaguardia ambientale, che contiene aspetti culturali innovativi.

Si gi detto del ruolo del personale come esecutore del servizio ma anche come front line aziendale nei confronti dei cittadini. I mezzi sono innumerevoli, e vanno dalla newsletter ai circoli di volontari, dalle presentazioni ai seminari interni, dai corsi di formazione alle attivit sociali.

Sotto questa voce si vuole ricordare la necessit di avere rapporti privilegiati con tutti gli opinion leaders. Questo coinvolgimento va attivato sin dalle prime battute, per mettere a punto un meccanismo partecipativo a vasto raggio e poter procedere senza troppi impedimenti allattivazione di azioni autonome.

Il sito web unottima base operativa per la raccolta e la divulgazione dei materiali. Pu svolgere la duplice funzione di inviare e ricevere input e si pone come elemento carismatico per la continuit del suo servizio e per la capacit di indicizzare e rendere accessibili i contenuti.

2.2 - Quando lecologia arriva sul pianerottolo

Allinterno dellUE lapplicazione delle norme in materia di riciclaggio e smaltimento viaggia su un doppio binario. Possiamo identificare due gruppi di Paesi che per convenzione e comodit divideremo tra virtuosi e meno virtuosi. Del primo fanno parte gli Stati che da sempre costituiscono la parte pi pragmatica dellUnione

Europea: Austria, Danimarca, Germania e Olanda. In coda, nonostante siano tra i governi pi industrializzati, troviamo Spagna, Francia, Italia e Portogallo. Gli otto paesi citati divergono tra loro per storia, cultura, territorio e politiche di sviluppo.Germania e Francia sono state da sempre

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i due assi principali su cui si potuta costruire lUnione, ma nonostante la lungimiranza politica e il rapporto quasi paritario tra le due nazioni, in Germania possibile riconoscere senza troppa fatica una maggiore incisivit nello studio di quella che si rivelata essere una vera e propria rivoluzione di pensiero in materia

di rifiuti. Tra gli esempi eccellenti obbligatorio citare quello della citt di Berlino, che nellarco di 6 anni (1998-2004) riuscita a diminuire il numero di chilogrammi pro-capite di ben cento unit. Se nel 1998 ogni berlinese produceva circa 398 Kg di spazzatura allanno, oggi, grazie a oculate politiche

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ed a un coinvolgente modo di comunicarle, si potuto facilmente approdare ai 298 chilogrammi, con grande soddisfazione di istituzioni, operatori e utenti. Il percorso che porta Berlino ad essere uno degli esempi pi eccellenti in materia di organizzazione del ciclo dei rifiuti strettamente legato alle peculiarit del suo territorio. La citt ha una popolazione di 3,4 milioni di abitanti e di circa 1.823 milioni di famiglie. Come Londra e Tokio sta verificando un incremento della popolazione ma la sua pi significativa particolarit la distribuzione di questa sul territorio, con una densit che arriva a superare i 4000 abitanti per chilometro quadrato. Un dato cos alto dovuto alle tipologie di abitative in cui risiedono i cittadini nonch allintera organizzazione urbanistica della citt. L87% dei berlinesi risiede infatti in edifici plurifamiliari, condomini di 4-5 piani con allinterno decine di famiglie di etnia e abitudini diverse; delle micro-comunit allinterno della comunit stessa. Lamministrazione stata sin da

subito in grado di intercettare il valore di questo dato, focalizzando sui condomini e soprattutto sullo spirito comunitario gran parte della comunicazione. I rifiuti vengono raccolti prevalentemente in modo domiciliare, cio con contenitori affidati alle utenze che si occupano di suddividere il rifiuto in base alle indicazioni della pubblica amministrazione. I rifiuti raccolti porta a porta sono lorganico, lindifferenziato, la carta e gli imballaggi di plastica (gruner punkt), mentre i contenitori di rifiuti che rimangono in mezzo alla strada sono il vetro (suddiviso per colore, verde, marrone e bianco) e gli abiti usati. Il sistema di definizione delle volumetrie di contenitori scelto dalla citt molto interessante; si scelto infatti di far pagare lutente in base alle volumetrie dei contenitori di cui decide di dotarsi, pratica che diviene utile in due sensi: in primis si da la possibilit di scegliere come organizzare la propria differenziata pagando il servizio

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in base alle proprie esigenze, in secondo luogo con questo gesto lamministrazione coinvolge nellatto decisionale il cittadino, responsabilizzandolo al tema dei rifiuti e portandolo a monitorare la quantit di rifiuto che produce. Lazienda che si occupa del servizio la Berlin Recycling. La gestione del ciclo dei rifiuti totalmente interna allorganizzazione, che oltre a poter vantare risultati

eccellenti nella raccolta e nello smaltimento delle varie frazioni, pu farsi forte di una spiccata attitudine al marketing e alla comunicazione aziendale. Grazie ai risultati conseguiti nel corso degli anni, alle innumerevoli attivit parallele (tra cui una squadra di volley in grado di incamerare un discreto numero di sponsor) e ad un curatissimo branding aziendale, la Berlin Recycling uno dei principali esempi di come le istituzioni, lingegneria

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ambientale e luniverso grafico-comunicativo possano cooperare con successo. Scendendo pi in profondit nello studio di quello che lapparato comunicativo dellazienda, troviamo altri interessanti spunti di riflessione. Il primo elemento che salta allocchio lidentit dellazienda, forte e ben delineata e molto importante in un meccanismo collaborativo di questo genere. Se si vuole instaurare un rapporto solido tra cittadino, azienda e istituzione, laffidabilit dei partner un elemento di grande importanza. La Berlin Recycling facendo del dialogo con le persone e della professionalit dei suoi dipendenti un fenomenale punto di forza, riesce ad affrontare una tematica molto complicata in maniera semplice e trasparente. Il personale preparato, le campagne pubblicitarie volte a valorizzare il lavoro dei super-uomini tutori dellambiente e della pulizia, nonch la possibilit di reperire informazioni in maniera semplice attraverso una web presence

ottimamente organizzata, sono stati gli elementi in grado di eclissare quelle problematiche che in altri Paesi (vedi il sistema italiano, soprattutto nelle grandi citt) impediscono ai servizi di raccolta differenziata di decollare.

2.3 - Non avra altro sacchetto allinfuori di me


Un altro riuscitissimo esempio della gestione del ciclo dei rifiuti possibile trovarlo in Svizzera, pi precisamente nella capitale: Zurigo. Nel 1985 il Partito socialdemocratico cittadino avvi uniniziativa per la creazione di un sistema ecologico di gestione dei rifiuti, in associazione con The Zrich Waste Department (AWZ), il cui scopo generico era quello di smaltire rifiuti in maniera ecologica. La vera novit del servizio fu per nel progetto chiamato Zrich-Recycling con lintroduzione del sacchetto di spazzatura ufficiale Zri-Sacks e la campagna informativa a

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questo associata. Subito dopo limmissione dei sacchetti sul mercato (reperibili praticamente ovunque), il dipartimento dichiar obbligatorio per tutti gli abitanti di Zurigo lutilizzo dei Zri-Sacks per il conferimento della frazione indifferenziata. Questa mossa trova motivazione nella ricerca di una sensibilizzazione maggiore al tema della riduzione dei rifiuti; in base al numero di Zri-Sacks utilizzati lamministrazione determina la quantit di rifiuto indifferenziato prodotta

da ogni cittadino o nucleo famigliare, creando quindi le condizioni per poter applicare le dovute distinzioni in termini di tariffazione. Su questo punto si innesta direttamente unaltra piccola rivoluzione che il concetto di Pay-As-You-Throw ovvero il pagamento del servizio in base alla quantit di rifiuti prodotta. La citt di Zurigo premia quindi la virtuosit dellutente incentivandolo ad una corretta attivit di riciclo con degli sgravi economici direttamente

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proporzionali alla qualit della propria raccolta. Il programma PAYT pu vantare risultati incredibili su tutto il territorio europeo; nel caso della citt di Zurigo, che nel 1992 produceva oltre 175.000 tonnellate di rifiuti allanno, la sua introduzione ha portato nel giro di un decennio allabbattimento di oltre 25.000 tonnellate di materiale, con unaumento costante delle percentuali di carta e vetro riciclato ed una conseguente diminuzione del rifiuto indifferenziato. Sul sito ufficiale della citt di Zurigo possibile consultare le linee guida del progetto messo in atto dallamministrazione: Prevenire, ridurre e riciclare il concetto di base che la citt di Zurigo si impone con successo di implementare dal 1990. Il programma si basa sui decreti della Confederazione e del Cantone per rispondere ad una sola domanda: mantenere la citt pulita e proteggere persone, animali e piante dagli effetti nocivi che pu portare una non corretta gestione dei rifiuti. La ERZ (Entsorgung & Recycling Zrich) d ai rifiuti una seconda

vita, protegge lambiente e offre una vasta gamma di servizi a tutela dellambiente e del cittadino. I Zri-Sacks inizialmente erano piuttosto costosi e la gente era scoraggiata dal gettare rifiuti oltre le quantit pattuite con lamministrazione (pena, una multa salatissima). In parallelo a questo furono individuate allinterno della citt diverse aree per il conferimento delle frazioni riciclate portando ad un aumento costante della differenziata e ad una drastica diminuzione della quantit di rifiuti prodotta. Una campagna informativa stata avviata per creare tra i residenti lidea ecologica che sta dietro il programma di gestione dei rifiuti di AWZ. Il programma ha avuto un effetto positivo sulla citt e ha ridotto la percentuale di rifiuti da incenerire di circa il 24%. Tra le campagne di comunicazione di maggior successo utile citare Lontano dagli occhi ma non lontano dal cuore incentrata sulla convenienza del buon riciclo. Liberarsi in maniera scorretta dei rifiuti pu essere deleterio solo ed esclusivamente

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per se stessi; lamministrazione di Zurigo dei cittadini gli strumenti per dare valore (in termini anche economici) alla propria attivit di raccolta.

2.4 - Eco-comunicazione in Italia: il caso Trento


Nonostante la difficolt con cui le norme europee vengono ratificate dal Parlamento, possibile trovare esempi eccellenti di pianificazione e promozione della vita sostenibile anche sul territorio italiano. Con unimportante crescita stimata tra l11-12% nellarco di 6 mesi nel solo 2007, la citt di Trento si posiziona come la prima grande citt italiana (117.000 abitanti) ad aver sperimentato sul proprio modo di vivere lefficacia di unimportante campagna di sensibilizzazione ai temi ambientali. Per ricostruire il percorso nella maniera pi esatta per dobbligo un antefatto; nel 2002 la Regione Autonoma del

Trentino-Alto-Adige ha varato un progetto che, ponendosi come obiettivo il 46,5 % di raccolta differenziata, aveva sostanzialmente anticipato gli obiettivi previsti nel secondo aggiornamento del Piano Provinciale (il 50 % del totale dei rifiuti urbani). Trovandosi quindi in anticipo sulla tabella di marcia, il Comune ha pensato fosse giunto il momento di porsi traguardi pi ambiziosi. Con la delibera consiliare n. 106 datata 07/11/2006 ha cos approvato un piano di interventi per la riorganizzazione delle modalit di gestione dei rifiuti urbani (attivati a partire dalle Circoscrizioni di Gardolo e di Meano) mentre con la delibera successiva si prevista lestensione del piano a tutta la citt. Sul portale www.comune.trento. it possibile scoprire i dettagli e la gerarchia degli interventi che hanno portato Trento a posizionarsi tra i primi posti nella classifica dei comuni Ricicloni. bene cominciare la descrizione dellintervento dalla chiarezza di intenti e dallo spirito pragmatico che lamministrazione ha dimostrato

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di avere nellaffrontare un tema cos delicato. La suddivisione del lavoro in 3 punti stato il punto iniziale di un processo che nel corso degli ultimi 5 anni si tradotto in una mole impressionante di iniziative. Possiamo identificare 3 attivit di base che costituiscono il perimetro attorno a cui istituzione e cittadini hanno scelto di lavorare:

Realizzazione di un impianto per il trattamento termico dei rifiuti in modo da poter completare in loco lintero in ciclo di smaltimento.
Secondo il comune le politiche di riduzione devono necessariamente prevedere interventi di informazione e di educazione ambientale sui singoli cittadini e sulle categorie economiche, in quanto la produzione di rifiuti dipende in gran parte dalladozione di comportamenti corretti e virtuosi ad opera di tutte le parti interessate, dal sistema economico-produttivo allo stile di vita dei singoli cittadini. Questo ragionamento viene prontamente supportato dalle campagne di sensibilizzazione che si sono susseguite negli ultimi anni sul solo tema di Riduzione-Riuso-RicicloRecupero.

Introduzione sul territorio comunale il nuovo sistema di raccolta domiciliare porta a porta (con conseguente rimozione dei cassonetti dalle strade) incentrato sulla diminuzione della quantit di rifiuti prodotta. Coinvolgimento non solo dei cittadini, ma anche della grande distribuzione organizzata, delle differenti realt economiche del territorio e delle istituzioni scolastiche quali asili, scuole dellobbligo e universit.

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Il progetto prevede linserimento dei criteri di sostenibilit ambientale negli acquisti effettuati dal Comune. La Giunta si impegna nella promozione degli acquisti verdi allinterno della pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla limitazione e progressiva sostituzione di prodotti tossici, pericolosi e difficilmente smaltibili e prediligendo prodotti di lunga durata ad alta efficienza energetica ed alla promozione di tecnologie ecologicamente compatibili sfruttando i sistemi di etichettatura utilizzati dalla UE.

Nel 2008 lAmministrazione ha pubblicato un bando per il reclutamento di cittadini eco-volontari, con lobiettivo di creare un gruppo di persone particolarmente sensibili alle tematiche legate allambiente. Il gruppo si proponeva di affiancare gratuitamente il Comune nellazione di sensibilizzazione della cittadinanza. Al bando risposero ben 140 cittadini che vennero in seguito formati attraverso un corso professionale che partiva dalla conoscenza dei materiali, sino allo studio della normativa nazionale ed europea in materia di rifiuti. Il ruolo degli eco-volontari principalmente quello di sensibilizzare allinterno dei rispettivi luoghi di vita e di lavoro, amici, famigliari e conoscenti. Come giustamente intuito dallAmministrazione, la sensibilizzazione da cittadino a cittadino risultata molto pi efficace rispetto a quella istituzionale.

A partire dal 2003 lamministrazione comunale si posta come obiettivo la riduzione graduale dellutilizzo di stoviglie usa e getta adoperate in feste e sagre organizzate sul territorio comunale. Con la collaborazione dellAssociazione Rifiuti-no-grazie, ha cos potuto prendere vita liniziativa Ecofeste, che mette a disposizione stoviglie lavabili e lavastoviglie nel caso i comitati organizzatori ne facessero richiesta. La domanda di stoviglie lavabili attualmente in continua crescita. Nel 2003 furono solo 17 le manifestazioni che ne fecero richiesta, ma anche in questo caso, con una mirata campagna informativa le richieste sono andate moltiplicandosi fino a raggiungere gli oltre 90 interventi nel corso del 2010.

Uno dei campi dove limpatto ambientale davvero considerevole quello associato allutilizzo dei pannolini per bambini usa e getta. La loro grandissima diffusione costituisce un problema per diverse amministrazioni comunali, in quanto va a comporre una frazione elevata di rifiuto indifferenziabile difficile da smaltire. Il progetto Nella culla: pi salute, meno rifiuti ha inizio nel 2008 grazie ad una collaborazione con la societ Piazza Grande Professional che si occupata di organizzare 50 incontri formativi con lo scopo di illustrare i vantaggi in termini ambientali derivanti dallutilizzo di pannolini lavabili. Nel 2008 liniziativa si allarga grazie alla collaborazione con i gruppi della grande distribuzione organizzata; i punti vendita si impegnano nel mettere sullo scaffale pannolini lavabili, che fino a quel momento erano reperibili soltanto in pochi negozi specializzati.

Una delle iniziative pi importanti e ben riuscite messe in campo dallAmministrazione senza ombra di dubbio quella svolta in sinergia con i gruppi della Grande Distribuzione Organizzata. Nel 2009 stato attivato un tavolo di lavoro per individuare azioni condivise per ridurre in modo sensibile la produzione dei rifiuti allinterno dei supermercati, in particolare per limitare gli imballaggi e proporre ai cittadini-consumatori prodotti con caratteristiche ambientalmente pi sostenibili. Al tavolo hanno partecipato tra i pi importanti gruppi industriali italiani ed europei, per un totale di 52 punti vendita distribuiti sul territorio cittadino. Nonostante le problematiche sorte allinizio del progetto - i gruppi industriali molto grandi alle volte tralasciano laspetto ecologico dei prodotti esposti nei propri scaffali dopo unattenta fase si studio si riusciti a individuare delle azioni adottabili in loco, suddivise in obbligatorie, facoltative e di miglioramento. Ladozione delle 7 azioni obbligatorie unita ad alcuni punti facoltativi hanno permesso ad oltre 18 punti vendita di poter firmare con lAmministrazione un protocollo dintesa e di poter dare ufficialmente inizio alla campagna Spesa Leggera. Sotto il logo Spesa Leggera si riassumono tutte le iniziative volte a migliorare la qualit dei propri acquisti allinterno del supermercato; con una massiccia comunicazione interna ed esterna al punto vendita (totem, cartellini, manifesti, slim da scaffale, separa-coda alle casse) stato possibile raggiungere e sensibilizzare gran parte della cittadinanza allacquisto responsabile di prodotti, con un occhio di riguardo agli imballaggi e alle buste di plastica rimpiazzate con oltre 1000 borse in tessuto. stata inoltre realizzata un mappa interattiva per dare maggiore visibilit ai punti vendita aderenti. Liniziativa del Comune di Trento stata successivamente estesa a tutti i comuni della provincia; i supermercati aderenti vengono dotati di un marchio Eco-acquisti Trentino.

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Lelemento che accomuna gran parte di queste iniziative la spiccata attenzione per il mondo del prodotto e quindi della produzione di rifiuti collegata ai consumi. Pubblica amministrazione, famiglie e singoli cittadini sono inseriti in un sistema consumistico dove il gesto dellacquisto un atto quotidiano e familiare. Bisogna per mettere questi soggetti nelle condizioni di poter migliorare il loro modo di essere protagonisti del mercato orientando le loro scelte su prodotti ecologicamente sostenibili e in grado di diminuire la quantit di rifiuti prodotta. I rapporti stretti con la grande distribuzione organizzata e lindividuazione attraverso studi di settore dei prodotti che rappresentano un freno alle attivit di riduzione dei rifiuti, sono grandi passi in avanti. Questo genere di politica oltre a creare consapevolezza attorno a ci che si consuma permette di ampliare la conoscenza collettiva dellargomento, permettendo ai singoli di individuare sugli scaffali dei supermercati quali

sono i prodotti meritevoli di un gesto importante come quello dellacquisto. Far diventare familiare un concetto come quello di avere cura dellambiente attraverso acquisti responsabili uno dei punti cardine del progetto sinergico, ovvero quella serie di iniziative che integrandosi a vicenda vanno a mettere in moto le forze in grado rendere una campagna di comunicazione fruibile e funzionale. Il ventaglio di interventi realizzabili rimane comunque ampissimo e pi passa il tempo e maggiori diventano gli sforzi per creare consapevolezza attorno alle pratiche di riciclo.

2.5 - Yes We DU!


Decoro Urbano un servizio gratuito per cittadini e istituzioni, la proposta per una cittadinanza attiva in filo diretto con le pubbliche amministrazioni. Liniziativa curata da Maiora Labs (lo studio di comunicazione famoso per la recente quanto illuminante release di Raeporter, lApp per la segnalazione

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dei rifiuti abbandonati), si basa su unapplicazione per la segnalazione di disagi via smartphone e PC, un servizio innovativo in grado contribuire alla risoluzione dei problemi del territorio. Il progetto ancora in fase embrionale, da qualche mese possibile visitare allindirizzo www.decorourbano.org la versione beta del social network che si propone di sfruttare gli strumenti del Web 2.0 e delleGovernment per monitorare costantemente il degrado delle citt. Allo stato attuale possibile inviare segnalazioni in merito alla gestione dei rifiuti, alla manutenzione della segnaletica e del manto stradale, al degrado delle zone verdi, al vandalismo e alle affissioni

abusive. Le segnalazioni sono liberamente consultabili in rete e le istituzioni che aderiscono al network possono utilizzare il portale per ricevere segnalazioni e comunicare con gli utenti in caso di avvenuta risoluzione dei problemi. Ma facciamo un passo indietro per comprendere meglio la mission del team di Maiora Labs, agenzia romana a cui va riconosciuta la paternit di questo interessante progetto. A fare chiarezza, ci aiuta il primo post apparso sul blog ufficiale di Decoro Urbano, un breve quanto conciso intervento che bene riproporre per meglio comprendere la filosofia e gli obiettivi che alimentano lattivit del network.

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Questa prima comunicazione agli utenti rappresenta a pieno lo spirito social che il progetto abbraccia e cerca di diffondere. Perch limitarsi a delegare le mansioni di tutela delle nostre citt se noi stessi abbiamo gli strumenti per poterlo fare? Decoro Urbano senza dubbio uno strumento rivoluzionario che fa della sinergia tra conoscenze e persone il suo unico grande punto di forza. Totalmente gratuito e autofinanziato, il social network sta conoscendo una veloce fase si espansione guadagnandosi menzioni importanti come quelle della Rubrica AppGreen di SkyTG24 e del mensile Wired. Per elencare qualche dato utile, nel solo mese di pre-lancio DU riuscito a collezionare oltre 1500 ingressi quotidiani al sito, raggiungendo il numero di 1300 utenti iscritti. Lapplicazione ha un numero di download che supera le 2000 unit e viene giudicata dagli utenti con il voto massimo di 5 stellette.

Ai download vanno ad aggiungersi le oltre 400 segnalazioni, le 7000 visite al portale web e i 700 like della pagina Facebook, risultati importantissimi per un progetto no-prof e autofinanziato. Aprire unapplicazione non mai stato cos bello, democratico e coinvolgente. Ancora una volta ci troviamo difronte al guizzo di genialit che pu scaturire quando la creativit si mette al servizio dei problemi reali delle persone. Ed il viaggio appena cominciato.

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3.1 - Cos ti miglioro la raccolta


Confrontandomi con il team di ingegneria ambientale con il quale nellultimo anno ho cominciato un particolare quanto interessante rapporto lavorativo, si concordi sul fatto che le tempeste di carta e le affissioni selvagge rappresentino una delle pi grandi contraddizioni presenti nelle campagne di sensibilizzazione ambientale. Per dirla in parole semplici, si producono tonnellate di carta con lo scopo di convincere i cittadini a diminuire la quantit di rifiuti prodotti, esercizio contraddittorio nonch dispendioso in termini economici. Un elemento che salta subito allocchio visionando il Green Book di Achab di quanto materiale sia stato prodotto su carta stampata. Senza sminuire il lavoro eseguito da Siligardi e dai suoi collaboratori, che nel giro di ventanni hanno imparato

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a fare scuola, bisogna purtroppo affermare che questo genere di pratica in unottica evolutiva va a situarsi su un binario morto. Produrre materiale informativo sulla carta stampata certamente indispensabile, basti pensare ai calendari di raccolta, ai vari abecedari della differenziata o alle locandine per la promozione degli eventi; non si propone quindi di debellare i messaggi che utilizzano come supporto la carta, bens di razionalizzare i processi che compongono questa azione. Prima di tutto importantissimo ridurre gli sprechi. La quantit di materiale stampato deve basarsi su un censimento reale della popolazione; labbondanza per quanto tollerabile pu essere controproducente per il semplice fatto che bisogna essere i primi a dare il buon esempio. La credibilit sta diventando sempre pi importante, e mostrare di esserlo la carta giusta da giocare. Un altro passo in avanti quello di intervenire in maniera semplice nei processi, assicurandosi che le tipografie

utilizzino solo carta riciclata e che il materiale prodotto sia a Impatto Zero, ovvero che le emissioni di CO2 conseguenti alla sua creazione siano integrate con programmi di inverdimento urbano. Le iniziative si devono integrare a vicenda, ognuna operando nel proprio campo di competenza ma tutte insieme per la buona riuscita del progetto. Nello schema alla fine di questo paragrafo possibile individuare i soggetti e le principali azioni che questi devono svolgere per dar vita ad unattivit di ecocomunicazione articolata su pi livelli e che veda il cittadino come punto di riferimento centrale. Come pi volte ripetuto durante la fase introduttiva, il buon esito di una campagna di sensibilizzazione ai temi ambientali passa obbligatoriamente dalla consapevolezza del ruolo che ogni cittadino deve svolgere per la riuscita della progetto. Il vero cambio di abitudini si ottiene solo attraverso la conoscenza di gesti ritenuti quotidiani che

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vanno contestualizzati per il loro valore antropologico, ovvero la reale incidenza che questi hanno sulla sfera economica e sociale della nostra vita. Il vero progetto sinergico quello che riesce a valorizzare gesti come latto dacquisto secondo i criteri dettati da una coscienza ecologica collettiva che si deve creare con lausilio di attivit coesive in grado di alimentare lo scambio di idee.

Logica organizzativa e confronto diretto sono gli assi portanti di qualsiasi attivit legislativa, ingegneristica e di comunicazione. Bisogna costruire il terreno ideale per fare in modo che le conoscenze sui temi della raccolta differenziata e della diminuzione dei rifiuti si sommino sino ad armonizzare le attivit e trainarle verso il

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conseguimento di risultati concreti. La diminuzione della quantit di rifiuti prodotta da ogni abitante il valore di riferimento su cui ogni amministrazione si trova attualmente a lavorare. Le variabili che vanno a incidere su questo indicatore sono molteplici e a seconda dellarea geografica di riferimento nel corso della tesi stato possibile individuare diversi esempi di gestione del sistema di raccolta. Valutando il peso medio di ogni singola frazione e le modalit su come reinserire il rifiuto allinterno del ciclo di vita, possibile organizzare una serie di interventi diversi per ogni tipologia di rifiuto. Uno degli input pi interessanti ci dato dalla frazione umida, che in termini di peso quella che va ad incidere maggiormente sul nostro indicatore di riferimento. Il discorso legato alla raccolta dellorganico molto ampio e interessante, pu essere motivo di diverse attivit per la valorizzazione degli scarti verdi e alimentari, che possono essere reinseriti nel ciclo di vita

attraverso semplici pratiche di compostaggio. Tra le diverse riflessioni sulle attivit coesive legate alla frazione umida, in collaborazione con lo studio di ingegneria ambientale abbiamo deciso fosse obbligatorio ipotizzare uno schema gestionale che veda collocate al suo interno le pratiche fondamentali per la riduzione e valorizzazione di questa tipologia di rifiuto. La possibilit di convertire il materiale organico in un terriccio ricco di sali minerali alimenta ipotesi per nuovi interessanti scenari legati alla sostenibilit ambientale a cui bene guardare con molta attenzione. In conclusione, nelle ultime pagine della tesi possibile consultare il materiale informativo prodotto per lultima campagna di sensibilizzazione rivolta agli abitanti dellUnione dei Comuni dellAlta Gallura in Sardegna. Questultima parte oltre ad essere la traduzione in termini pratici del mio lavoro di grafico e comunicatore, si pone anche come esempio per lorganizzazione dei

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contenuti secondo i criteri di semplicit e accessibilit. Il logo della campagna, la brochure informativa ed i layout per manifesti e sito web oltre a rappresentare la parte pi grafica del lavoro suggeriscono lidea di come le attivit e le informazioni debbano essere

declinate e rese compatibili con una comunicazione multicanale, in grado di coinvolgere i diversi bacini di utenza nel pi volte citato progetto sinergico.

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Logotipo + Slogan
1. Logo a colori definitivo 2. Logo BN per documenti 3. Logo BLK monocromatico

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Manifesto Spot
Comunicazione degli Obiettivi formato: 50x60cm

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Brochure Informativa #1
fronte: servizi, consegna della frazione formato: A3 (piegato)

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Brochure Informativa #2
retro: novit, consegna della frazione formato: A3 (piegato)

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Calendario Raccolta - Cover


Giorni e orari di raccolta - Info sul servizio formato: A3 verticale

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Calendario Raccolta - Gennaio


Giorni e orari di raccolta - Info sul servizio formato: A3 verticale

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Incontri con la Cittadinanza


Ciclo di incontri a scopo informativo formato: 50x60cm

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Scuola del Riciclo


Laboratorio decologia per le scuole formato: 50x60cm

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Portale Web
Info servizi, download materiali, segnalazioni risoluzione: 1280x720px

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19 Novembre 2011 Dedicata a Giampiero, lalligatore pi figo del mondo.