Sei sulla pagina 1di 9

1

La forma e la funzione della punta di freccia preistorica: Un caso specifico di studio


Le punte di freccia hanno una particolare importanza in archeologia, soprattutto quando la loro forma pu aiutare ad identificare differenze stilistico culturali in quegli assemblaggi preistorici in cui non vi presenza di ceramica. Durante lanalisi molto spesso gli assemblaggi di punte di freccia vengono trattate come entit culturali indipendenti , recanti solo informazioni stilistiche. Ma unoperazione molto difficile raccogliere informazioni esaurienti e giungere ad elaborazioni deduttive definitive. Per riferirsi concretamente ed effettuare unanalisi comparata ad un campionamento archeologico il pi possibile completo, Christenson (1997:131,142) sottopose ad analisi una discreta collezione (Collezione John Wesley Powell) delle trib del Grande Bacino conservata in buone condizioni. Dai dati da lui raccolti si pu identificare una cornice di riferimento interessante.

Fig.1 Gli stili delle punte in esame

Tecnologia delle punte di freccia: scassi laterali Vs senza scassi, triangolari Nel nord America le piccole punte triangolari senza scassi (U, Unnotched) compaiono 1000 A.D. (Kehoe, 1966:839) e rappresentano un punto di riferimento nei confronti di una larga variet di orizzonti culturali ed ecologici. Ma se il pattern spazio temporale di questa specifica morfologia, in questa trattazione, rimane un dato acquisito, ci soffermeremo in particolare invece sul fatto che contemporaneamente alla diffusione di questo tipo di punta appare la punta side notched con scassi (N, Notched) che si diffonde in ugual misura e a volte si sovrappone e coesiste alla tipologia pi semplice in svariati contesti nordamericani. Il campionamento dei siti che hanno fatto rilevare sia punte triangolari che side con scassi uguale a venti. Non si tratta di un dato formale, ma lanalisi si limita a questi venti assemblaggi in quanto coprono un orizzonte spazio temporale molto vasto, il maggiore che si sia potuto riscontrare. Entrambe le morfologie si riscontrano dai siti dalla California dellest fino allIllinois. Curiosamente le punte triangolari side con scassi difficilmente si rinvengono dal New England allIndiana, e dal New England al sud degli Stati Uniti. Non stato possibile ricostruire un pattern specifico della distribuzione esclusiva delle di punte senza scassi (U) con precisione. Dai campioni presi in considerazione (riferendosi ai dati metrici) non si rileva una particolare differenza nella lunghezza o larghezza tra punte U e punte N. In bibliografia, sorprendentemente, ci sono pochi studi che tentano di interpretare e dare una spiegazione alla presenza contemporanea delle due diverse tipologie. Frison (1971:270) la spiega come punte a due stadi diversi di ultimazione (le U devono comunque diventare N) e questa tesi supportata dal fatto che alcune di queste punte non finite presentano rotture proprio nel punto in cui sarebbe dovuta nascere la N. Questa spiegazione, convincente per il sito preso in esame da Frison (Shoshonean Campsite, Eden Farsons) dove il cantiere di costruzione pu essere facilmente identificato, non rassicura sufficientemente per altre situazioni in cui grandi numeri di punte U sono state trovate in assenza di un luogo specifico di lavorazione o, addirittura, quando le medesime sono state trovate armate su supporti di frecciai. Unaltra ipotesi di tipo avvicendativo. La punta N scomparirebbe a favoreii della U e in generale in tutto il Nord America. Infatti una comune interpretazione archeologica suggerisce che la differenza tra gruppi culturali influisce su U e N. Negli Stati Uniti dellEst le piccole punte triangolari side notched con scassi (N) normalmente sono classificate come Cahokia e caratterizzerebbero la presenza culturale mississippian mentre le punte triangolari (U) la successiva cultura Oneota. Negli Stati Uniti dellovest, la tipologia Desert (N) vista come testimone della presenza di gruppi Shoshonean, Hakatayan, Numic (Bettinger Baumholf 1982:493) Holmer Weder (1980: 60) e Warren (1984: 426).

Spiegazioni funzionali (relazioni tra forma della punta & uso in combattimento) Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, una punta (U) si connette allasta in modo meno sicuro di una punta (N). Questo pu rappresentare un problema od un valore aggiunto nel caso specifico. Una cuspide che permane nel corpo del bersaglio (umano o animale) produce lesioni maggiori ed aumenta il flusso emorragico. Maggiormente efficace se luso destinato alle (U) prettamente legato al

3 combattimento tra umani, ove ogni tentativo di rimozione provoca inevitabilmente la permanenza della cuspide nel corpo. Una freccia da caccia viceversa recuperabile in modo integrale se la cuspide pi sicuramente connessa allasta (Catlin, 1973:1:33) (Belden 1870: 104) (James 1823:II, 11) (Latta 1949:53; Wyeth, 1851:212). Secondo questa generalizzazione, quindi, le punte da guerra comunque risultano con barbe (barbed), ma non hanno peduncoli o scassi particolari atti a assicurarne la connessione allasta. Purtroppo (!) in tempi storici non sono stati elaborati rapporti sulle ferite su umani tali da suffragare con una certa precisione questa tesi (Baker Campbell 1959:52; Hanson 1975: 29; Kidder 1932:22). Nellopera susseguente ai viaggi di Redding (1879:673) nella California del nord si legge come le punte fossero preferibilmente side notched (N) con gli scassi praticati appositamente per ridurre le legature di tendine, per diminuire lattrito nella penetrazione e rendere maggiorente solidale la punta allasta. Musil (1988:382) giudica questo sistema a scasso come il pi efficiente, per via del fatto che le legature sono immerse nella punta e perch permettono la riaffilatura della punta con la massima facilit. Questa ultima osservazione appropriata per le punte con scassi connesse alle zagaglie per il propulsore; per una freccia relativamente consistente. Che il legamento possa interferire con la penetrazione stato dimostrato con la sperimentazione con le lance da mano e con i proiettili di osso (Guthrie 1983:289). In questo ultimo caso la migliore soluzione disporre di una punta la cui massima larghezza sia nellarea mesiale in modo da praticare unapertura in grado di permettere il passaggio della massa del legante. Ovviamente il sistema a scassi laltra via per ridurre lattrito, ci che Howard (1995:293, 296) chiama la bonding mass. In unaltra serie di esperimenti Raup (1976: 284) scopr che il filamento legante in s che provoca lattrito. La differenza finale tra le N e U che le N sono molto pi propense alla rottura, per via del loro indebolimento basale. Musil (1988:382) considera questo un vantaggio (per le punte di una certa dimensione) perch la rottura avviene nel punto ove praticato il notching, e lascia una punta triangolare riutilizzabile. Per piccole punte di freccia questo discorso non possibile, certo che la rottura allinterno della cavit della ferita lascia un corpo estraneo difficilmente estraibile ed in grado di provocare lesioni ulteriori e infezioni, e che la freccia non sar comunque immediatamente riutilizzabile se estratta dal corpo. Esiste anche chi pensa ad una relazione tra la forma della punta e la specie cacciata, ma non vi sono prove su questa teoria (Musil 1988:383). Le informazioni relative alla fauna nel caso specifico del campione esaminato non fornisce nessuna prova a conforto di questa tesi. Di particolare interesse esistono due siti dove la caccia al bisonte risulta prioritaria. Nel sito di Vore (18sec.) nel Wyoming circa il 90% delle punte risultano N, ove nei due siti protostorici (Pawnee site, Calamus Reservoir, Nebraska) il 95% delle punte ritrovate erano U. In conclusione, la grande distribuzione statunitense di punte U ed N suggerisce un cospicuo numero di interpretazioni relativamente alla loro varianza, ma rivela anche molte contraddizioni se ci si ferma ad una semplice differenziazione morfologica.

Fig.2 Alcune immagini del campione di frecce Numic. In alto. Punte desert side notched (N), in basso Triangular (U) (Collezione John Wesley Powell)

Tecnologia Numic applicata alle frecce, un caso di studio: La collezione in esame composta da 89 frecce armate con punte di selce, appartenenti a quattro sotto-gruppi Numic del Grande Bacino (12 frecce dei Kaibab Southern Paiute, 31 frecce dei Moapa Southern Paiute, 32 dei Southern Utah Paiute, e 14 frecce dei Deep Creek Gosiute). Non ci sono granch dati sul criterio di raccolta di questa collezione, n informazioni dirette sulla loro provenienza. Non esistono informazioni sulluso di queste frecce, e sono evidenti differenze tecnologiche nella manifattura ed uso tra questi quattro gruppi. Le principali differenze sono nella loro costituzione: foreshaft e non, materiali per lasta (canna o legno), lunghezza dellasta e diametro, tipo di punta, dimensione della punta (lunghezza, larghezza e spessore) presenza o assenza si tendine. La massa delle punte stata sottoposta allequazione di Thomas (1978:467). Escludendo una freccia armata con la punta di vetro, tutte le frecce sono armate con punta di selce. Nel campione, si evidenziano tre stili fondamentali: asta in legno senza foreshaft, asta in canna senza foreshaft, asta in canna con foreshaft. La distribuzione delle punte in funzione delle aste descritta in tabella:

5
tipo di freccia Asta principale legno canna canna foreshaft no no legno Tipo di punta Con scassi 26 0 22 Senza scassi 14 1 26

Fig.3 Ripartizione degli attributi dei proiettili nel campione

Le punte N predominano sulle aste di legno (77%) mentre le punte prive di scassi sono per appena pi frequenti nelle frecce composite (56%), ma la relazione non appare significativa. Ci che risulta interessante in questa analisi che entrambe le punte sono distribuite su tutti i tipi di asta. Ci significa che lassociazione punta/asta non motivata da aspetti funzionali. Esiste una piccola differenza metrica tra le punte U ed N. sulle frecce di legno, le punte senza scassi sono decisamente pi strette di quelle con scassi, ma non chiaro se questa differenza, 1,5 mm., possa essere funzionalmente significativa. Le frecce con la punta priva di scassi sono pi lunghe di quelle con scassi. Tra le frecce di legno, la differenza non sostanziale, ma per le frecce composite (con foreshaft) 10 cm. molto significativa. Esistono pochi riferimenti etnografici in Nord America sulluso di frecce con o senza foreshaft. Si sa che i Miwok utilizzavano frecce di solo legno per la caccia alla piccola e media selvaggina e frecce composite in guerra e caccia grossa (Barret & Glifford 1933:217). I foreshaft erano connessi alle aste con collanti resinosi che, alla permanenza nel corpo e con il suo calore, si scioglievano permettendo la caduta dellasta impennata, componente principale della freccia, consentendo il suo recupero e il riutilizzo. Nel Sud ovest le frecce ad un unico elemento erano usate da molti gruppi sia per la caccia che per la guerra, anche se in alcuni di essi ci sono evidenze chiare come fossero preferite queste frecce solo per la guerra. Un'altra relazione interessante il rapporto tra la dimensione della punta e quella della freccia. La massa della punta lelemento principale che influenza il bilanciamento della freccia, che di primaria importanza da un punto di vista statico e dinamico solo su frecce non impennate (Evans 1957:83, Hickman 1947:83, Mason 1893:663). Su una freccia dotata di impennaggio, tale importanza scema in quanto lequilibrio statico viene corretto dal freno aerodinamico delle penne poste nellestremit prossimale dellasta. Nel campione esaminato, composto tutto di frecce impennate, non sembra esserci alcuna relazione tra massa della cuspide e lunghezza della freccia. Solo la larghezza della cuspide correlata alla sua massa, per lasta in legno (r =-.40, p = .05) per le frecce composite (r =-.28, p = .05). anche se la correlazione non appare cos importante, si potrebbe desumere che le punte pi affusolate compaiano pi spesso in associazione con le frecce pi lunghe e pi pesanti. Punte e dimensioni della freccia possono essere correlate alle due principali variabili associate al killing Power: lunghezza di penetrazione e dimensione della ferita. Le dimensioni della ferita, correlate allemorragia, sono legate alla larghezza della punta (Browne 1940:209;) mentre la lunghezza della penetrazione una funzione combinata dalla velocit di impatto, sezione di impatto della punta, e affilatura dei bordi. Ponendo costanti questi parametri, la penetrazione funzione della massa del proiettile in quanto funzione della quantit di moto intrinseca. Klopsteg (1939:1) stima che raddoppiando la massa di una freccia la penetrazione risulta incrementata del 26%. Ovvio che laumento della massa della freccia provoca un suo rallentamento nel volo e conseguentemente porta ad una balistica esterna condizionata dalle caratteristiche dellambiente (vegetazione fitta = molti ostacoli = criticit della parabola) quindi traiettorie poco sicure (Evans 1959:162; Klopsteg 1939).

6 Assumendo che la lunghezza della freccia di solo legno sia direttamente proporzionale alla massa totale della freccia, se le pi piccole frecce Numic del campione (50,9 cm.) penetrano 10 cm, mantenendo fissi gli altri parametri le frecce pi lunghe (83,9 cm, 64% pi pesanti) dovrebbero penetrare 1,7 cm. in pi. Proseguendo nelle induzioni, se le frecce pi lunghe e pesanti avessero una superficie dimpatto minore, penetrerebbero molto di pi e anche se con un canale della ferita lievemente pi piccolo creerebbero un canale di taglio globalmente di superficie superiore. Le informazioni etnografiche indicano che frequentemente i cacciatori portano con s frecce di diverse caratteristiche. Watanabe (1975:68), sulle frecce della Papuasia, afferma che i cacciatori conoscono benissimo i limiti balistici delle loro frecce, e discriminano sui tiri a breve distanza con frecce pesanti per un alto killing Power e tiri a traiettorie maggiori con frecce pi leggere, per ferire. Il range di tiro (e quindi laccuratezza) e il killing wounding power correlato sono elementi ben noti ai cacciatori, e quindi rappresentano i fattori chiave per queste ipotesi interpretative. Le variabili secondarie sono legate alla possibilit di recupero delle componenti della freccia dopo il tiro, variabili di tipo tecnologico e disponibilit di materiale. Come possiamo quindi interpretare, nel campione Numic esaminato, la combinazione tra tre tipi diversi di asta e due tipi di proiettile?

Fig.4 Attributi funzionali del proiettile a raffronto

La tabella chiara. Le frecce di canna (pi leggere) hanno il range di tiro maggiore e alle frecce in legno corrisponde il range minore. Contemporaneamente, le frecce in canna, nonostante siano le pi facili da fabbricare, sono quelle pi difficilmente riparabili e riutilizzabili mentre le frecce in legno pi facilmente possono essere riutilizzate con poco tempo da destinare alle riparazioni, se la punta non si rompe al primo impatto. Le frecce composite sono quelle pi complesse e lunghe da fabbricare, ma la disponibilit di un foreshaft di ricambio gi armato con una nuova cuspide il fattore che permette un rapidissimo recupero e riutilizzo, indipendentemente dai danni a cui la cuspide sia oggetto. La variabile primaria che influenza luso della cuspide il killing power, determinato dalla combinazione tra penetrazione, larghezza del canale di taglio e qualit di mantenimento nella ferita/danni prodotti dalla cuspide durante questa permanenza . Le punte con scassi (N) hanno alto valore sotto questo punto di vista perch producono un canale di ferita cospicuo e hanno una alta possibilit di rottura (nel punto debole in corrispondenza degli scassi). Daltra parte, le punte senza scassi (U) possono facilmente rimanere nel corpo della ferita quando lasta si disconnette (e quindi recuperabile). Le punte N, poich rimangono pi sicuramente attaccate al corpo dellasta (o del foreshaft) hanno maggiori probabilit di rottura allinterno della ferita.

7 Conclusioni La ricerca sullinterpretazione funzionale della cuspide litica un classico della ricerca archeologica. Dagli anni 60, con lavvio delle ricerche sperimentali e funzionali, si aperto un vero e proprio vaso di Pandora pieno di elementi con una buona dose di criticit. In altre parole, da un semplice indicatore crono - temporale, utile ma non essenziale per tutti quei siti in cui presente la ceramica, la cuspide diventata prima protagonista di tutta una serie di inferenze legate al comportamento in caccia primitivo, con le conseguenze induttive derivate e necessarie ad un indicatore potenzialmente utile allo studio di tipo ecologico ambientale. Questa ricerca ha un grande merito, prima di tutto perch punta ad unanalisi comparata tra diverse tipologie di proiettili equamente distribuite, sia da un punto di vista spaziale che temporale, su tutto il territorio degli Stati Uniti. Poi perch a tutti gli effetti (e al di l dei pareri dei vari studiosi coinvolti) evidenzia una lacuna di grosse dimensioni. Quello che risalta da un punto di vista etnografico come non esistano ad oggi prove concrete per determinare una legge semplice, che permetta unattribuzione differenziata duso tra punte con scassi e punte triangolari. Non esistono quindi prove che esse vengano dedicate a due rispettive forme nei soggetti di caccia, inclusi gli umani, o che sussista una differenziazione temporale o culturale ben definita (una forma tende a sostituire laltra). anche vero che la scarsa quantit di documentazione e prove archeologiche conservate nei musei non sufficiente per poter dire che la differenziazione che appare sia insignificante, ed impensabile che gli antichi costruttori di punte agissero random, che facessero punte con scassi oppure no in funzione di momentanei umori creativi. Realizzare una cuspide con scassi rappresenta un operazione complessa e delicata, richiede esperienza e conoscenza delle tecnologie di ritocco fine che devono essere compiute deliberatamente, e che possono produrre rotture non volute alla fine del processo produttivoiii. La cuspide triangolare non ha questa condanna incipiente, ma quello che chiaro che la topologia della cuspide con scasso evidenzia degli strappi che non possono altro che servire per il fissaggio con tendine o altro legamento, mentre quella triangolare pu essere fissata allasta con mastice, e questo fa derivare diversi comportamenti meccanici allimpatto. E non poco: manca oggi infatti un corpus sperimentale consistente a cui riferirsi, per poter interpretare con sicurezza questo importante fattore in linea con la documentazione etnografica; ovviare a questo iato riteniamo sia lunico modo per poter affrontare seriamente lo studio archeologico. Vittorio Brizzi
i

Hopi, Mohave, Tule (Mason 1893), Chumash (Hudson 1974) Numic (great Basin) sequenze Mississippian midwest (Fugle, 1962:22; Perino, 1971:130) iii Anche se non certamente paragonabile alla fabbricazione di una punta Folsom, che con il suo fluting chiude con estremo pericolo di rottura la catena operativa, anche nel caso della cuspide corner notched un azione non accurata pu inficiare tutto il lavoro precedente. Essa pu diventare tale solo dopo almeno trenta minuti di lavoro (considerando la realizzazione del preform e della modellazione a triangolo del supporto) e loperazione degli scassi pu durare 7 10 minuti. Lazione di ritocco necessaria alla creazione di questi scassi delicata, dovendo agire con forza ortogonalmente allasse della punta, rimuovendo materiale nella porzione immediatamente sotto la parte mesiale. Il problema si acuisce dopo aver creato il primo notch. Se la sezione lenticolare della preforma in questo punto spessa, la forza necessaria per creare latro notch simmetrico deve essere grande ma controllata, per prevenire la perverse fracture classicamente conseguente, riscontrabile spesso nei record archeologici dei cantieri litici.
ii

Bibliografia
Barrett, S. A., Gifford, E. W., 1933, Miwok Material Culture. Bulletin of th Milwaukee Public Musum 2(4).

Baker, W. E., Campbell, T. N., 1959, Mtal Projectile Points from the Oklahoma Panhandle and Vicinity. Bulletin of the Oklahoma Anthropological Society 7:51-54. Belden, G. P., 1870, Belden, th White Chief, or Twelve Years Among the Wild Indians of th Plains. C. F. Vent, Cincinnati and New York. Bettinger, R. L., Baumhoff, M. A., 1982, The Numic Spread: Great Basin Cultures in Competition. American Antiquity 47:485-503. Browne, J., 1940, Projectile Points. American Antiquity 5:209-213. Catlin, G., 1973, Letters and Notes on the Manners, Customs, and Conditions of the North American Indians. Dover, New York (originally published in 1844). Christenson, A.L., 1997, Side Notched and Unnotched Arrowpoints Assessing Functional Differences, in: Projectile Technology, Interdisciplinary Contributions to Archaeology, Edited by Heidi Knecht, Plenum Press NY,: 131-142 Evans, O. E, 1957, Probable Use of Stone Projectile Points. American Antiquity 23:83-84. Hickman, C. N., 1947, The Center of Gravity of an Arrow and Its Flight. In Archery: The Technical Side, ed. C. N. Hickman, F Nagler and P. E. Klopsteg, pp. 77-83. National Field Archery Association, Redlands. Klopsteg, P E., 1939, The Penetration of Arrows. American Bowman-Review 8(12):1 Klopsteg, P. E., 1943, Physics of Bows and Arrows. American Journal of Physics (4):175-92. James, E., 1823, Account of an Expedition from Pittsburgh to the Rocky Mountains, Performed in the Years 1819, 1820. Longman, Hurst, Rees, Orme, and Brown, London. Mason, O. T., 1893, North American Bows, Arrows and Quivers. Smithsonian Institution Annuall Report 1893:631-680. Frison, G., 1971, Shoshonean Antelope Procurement in the Upper Green River Basin, Wyoming. Plains Anthropologist 16:258-284. Hanson, J. A., 1975, Metal Weapons, Tools, and Ornaments of the Teton Dakota Indians. University of Nebraska Press, Lincoln.

Holmer, R. N., Weder, D. G., 1980, Common Post-Archaic Projectile Points of th Fremont Area. In Fremont Perspectives, edited by D. B. Madsen, pp. 5568. Utah Division of State History, Antiquities Section Selected Papers Volume 7(16). Howard, C. D., 1995, Projectile Point and Hafting Design Review. North American Archaeologist 16:291-301. Musil, R. R., 1988, Functional Efficiency and Technological Change: A Hafting Tradition Model for Prehistoric North America. In Early Humain Occupation in Far Western North America:The Clovis-Archaic Interface, edited by J. A. Willis. C. M. Aikens, and J. L. Fagan. pp. 373-387. Nevada State Museum Anthropological Papers 21. Redding, B. B., 1879, How Our Ancestors in the Stone Age Made Their Implements. American Naturalist 13:667-674. Thomas, D. H., 1978, Arrowheads and Atlatl Dart: How the Stones Got the Shaft. American Antiquity 43:461-472. Warren, C. N., 1984, The Desert Region. In California Archaeology, ed. M. J. Moratto, pp. 339-430. Academic Press, Orlando. Watanabe, H., 1975, Bow and Arrow Census in a West Papuan Lowland Community. A New Field for FunctionalEcological Study. Anthropology Museum, University of Queensland, Occasional Papers in Anthropology 5. Kehoe, Thomas F., 1966 The Small Side-Notched Point System of the Northern Plains. American Antiquity 31(6):827841.

Kidder, A. V, 1932, The Artifacts of Pecos. Phillips Academy Southwestern Expedition Papers No. 6. Latta, E E, 1949, Handbook of Yokuts Indians. Kern County Musum, Bakersfield. Wyeth, N. J., 1851, Indian Tribes of th South Pass of the Rocky Mountains; the Salt Lake Basin; the Valley of the Great Saaptin, or Lewis' River, and the Pacific Coasts of Oregon. In Historical and Statistical Information Respecting the History, by H. R. Schoolcraft, 204-228.