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espress

il senso
della vita
edizione italiana a cura di Maurizio Mori traduzione di Enrico Rini

Steve Stewart-Williams

senza dio

Prendere Darwin sul serio

Leditore a disposizione di tutti gli eventuali proprietari dei diritti sulle immagini riprodotte, laddove non sia stato possibile rintracciarli per chiedere la debita autorizzazione. 2011 ESPRESS EDIZIONI srl via Po 14 10123 Torino tel. 011 19501623 www.espressedizioni.it info@espressedizioni.it Prima edizione: ottobre 2011 ISBN 978-88-97412-113 I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i paesi.

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Accedendo al sito <www.espressedizioni.it> possibile visualizzare gratuitamente la versione online del testo, inserendo il codice apposito nella sezione DIgItalE.

Indice

Prefazione dellautore alledizione italiana 7 Introduzione del curatore 11

1. Darwin e le grandi domande 19


Parte I

Darwin si prende gioco della religione


2. Lotta tra titani 41 3. Lidea di progetto dopo Darwin 69 4. Il dio di Darwin 79 5. Dio come tappabuchi 101 6. Darwin e il problema del male 135 7. Farla finita con la religione 163

Parte II

La vita dopo Darwin


8. gli esseri umani e il loro posto nelluniverso 177 9. La posizione delluomo nel regno animale 201 10. Dire addio al senso della vita? 229
Parte III

La morale spogliata dalla superstizione


11. Il bene si evolve 243 12. ricostruire la morale 269 13. estirpare la dottrina della dignit umana 311 14. Levoluzione e limpossibilit di distinguere ci che giusto 337
suggerImentI Per La Lettura rIFerImentI bIbLIograFIcI InDIce DeI nomI

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Prefazione dellautore alledizione italiana


La notizia della traduzione italiana di Il senso della vita senza dio1 mi ha reso particolarmente felice. Allo stesso tempo la cosa mi ha anche un po sorpreso: a un primo sguardo, la scelta di questo libro non sembrerebbe adeguata al mercato italiano. Quando si pensa allItalia, infatti, per molte persone la prima associazione mentale con il cattolicesimo romano, e gran parte delle argomentazioni contenute in questo libro si scontra frontalmente con le dottrine cattoliche tradizionali. La Chiesa sostiene che dio e scienza possano coesistere senza problemi: in questo testo sostengo invece che Darwin abbia ucciso dio. La Chiesa rivendica il pieno accoglimento della teoria dellevoluzione: secondo le mie argomentazioni, molte personalit religiose di spicco (Benedetto XVI e Giovanni Paolo II compresi) hanno, senza mezzi termini, diffuso unimmagine fuorviante della scienza evoluzionista. La Chiesa ritiene che la nozione tomista di diritto naturale possa fornire un fondamento per la morale: a mio modo di vedere, letica del diritto naturale deceduta il 24 novembre 1859, data di pubblicazione dellOrigine delle specie di Charles Darwin. Che cosa potrebbe farsene un paese cattolico di un libro stando al quale la vita, in ultima analisi, non ha significato, lomosessualit e leutanasia volontaria sono moralmente accettabili e la morale non ha alcun fondamento assoluto? Ovviamente, non tutti i membri di un cosiddetto paese cattolico sono di fatto cattolici e, se si tratta di un paese libero, praticamente ogni posizione su qualsivoglia questione pu trovare ascolto. Ci nonostante, a fronte delloggetto del libro e della tradizione religiosa
1 | Il termine dio compare nel testo in caratteri minuscoli dal momento che il riferimento di Stewart-Williams al concetto generale di divinit, eventualmente declinato in forme diverse corrispondenti a differenti religioni o credenze teistiche. Nelle citazioni di altri autori il termine conserva invece liniziale maiuscola [N.d.T.].

italiana, la pubblicazione di questa traduzione un segno del coraggio dellEditore. anche un segno di come le cose, in Italia, stiano cambiando: lo stereotipo diffuso dellItalia legato a un paese che sta rapidamente scomparendo. La maggior parte delle persone di cultura anglosassone sarebbe sorpresa nello scoprire che il cattolicesimo romano non in Italia religione di Stato e che la separazione tra Chiesa e Stato parte integrante della Costituzione. Sarebbero anche sorprese nello scoprire che, sebbene nominalmente la maggioranza degli italiani si professi cattolica, soltanto un credente su tre praticante. Certo, il cattolicesimo ha ancora una presa politica significativa sul paese, ma in Italia c anche un forte movimento laico, in rapida crescita. Mi auguro quindi che la traduzione italiana di questo libro sia sintomo di una dinamica pi profonda: linizio della fine del teismo in Italia. Ma il teismo non morir senza combattere. In risposta alla crescita, nellultima decina danni, del nuovo movimento ateista, si assistito a un contrattacco vigoroso da parte dei rappresentanti di ogni confessione cristiana e, pi in generale, di ogni religione monoteista. interessante notare come raramente ci abbia comportato la proposta di vere e proprie prove dellesistenza di dio; al contrario, la tattica pi frequente che adottano i difensori della fede consiste nel mettere in evidenza alcune orribili conseguenze che discenderebbero dallabbandono della fede e dallaccoglimento di una visione del mondo improntata allateismo. Benedetto XVI, per esempio, ritornato pi volte su questo punto: senza dio la vita non avrebbe significato e la morale sarebbe impossibile. Quale potrebbe essere la risposta di un ateo o di un umanista laico? La mia risposta consiste nellammettere che, in un senso molto rilevante, il papa abbia ragione: la vita non ha alcun significato ultimo e la morale non ha un fondamento assoluto. Il punto di disaccordo riguarda le supposte terribili conseguenze che, secondo il papa, ne discenderebbero: da molti punti di vista si potrebbe trattare, in realt,

di buone notizie. Non appena ci si abitui allidea che i nostri scopi, nella vita, non siano ordinati da un soggetto terzo disincarnato e che non esistano verit morali assolute, si pu scoprire una nuova, esaltante, sensazione di libert: la libert di ricostruire la morale dalle radici. E uno dei principi fondativi della nostra nuova morale sarebbe il seguente: un universo che contenga meno sofferenze preferibile a uno che ne contenga di pi. Io ritengo che questo principio, pur cos semplice, possa costituire la pietra di fondazione della morale. Ma se mi si chiede quali giustificazioni io possa addurre per questa mia idea, la risposta , molto semplicemente: nessuna. La morale non ha alcuna giustificazione ultima: alla fin fine, siamo noi a costruirla. Ma questo fatto riguarda tutti, non solo gli atei: i credenti si persuadono che la propria morale venga da dio, sebbene, anche in questo caso, si tratti di un costrutto umano. La morale dei credenti lopera di popoli antichi che, secondo gli standard moderni, erano estremamente ignoranti e avevano a che fare con questioni etiche molto differenti rispetto a quelle che oggi affrontiamo. Abbiamo ora la possibilit di costruire una morale molto pi gentile e delicata: una morale che, per esempio, non lasci spazio allomofobia e che estenda le considerazioni etiche al di l della nostra specie, fino a comprendere anche le altre forme di vita senzienti. Abbiamo inoltre la possibilit di adottare tale morale non per un ordine divino o perch essa sia in qualche modo inscritta nella trama delluniverso, ma per il semplice fatto che si tratta di una morale pi simpatica. Questa posizione ha una conseguenza naturale: non possiamo pi attribuire la responsabilit del nostro comportamento a divinit inesistenti o a profeti. tutto nelle nostre mani. Pu darsi che questa concezione della morale che io chiamo morale spogliata dalla superstizione paia ad alcuni insoddisfacente. Ma qual lalternativa? Potremmo anche dire devi comportarti cos perch lo dice dio; ma la maggior parte delle persone, comunque, crede solo in parte a dio, dunque improbabile che questa strate-

Prefazione dellautore alledizione italiana

gia sia di grande aiuto: se veramente fosse una tecnica efficace, nelle nostre carceri troveremmo solo gli atei e, ovviamente, non cos. Emerge in tal modo un punto importante: le persone possono essere buone anche senza dio. Pu darsi che la religione in qualche caso aiuti a essere buoni, ma non c alcuna ragione per cui dovremmo credere che essa sia la sola istituzione culturale a poterlo fare non c alcuna ragione, in altri termini, per cui dovremmo pensare che la morale debba essere fondata su una bugia. Una concezione darwiniana delluniverso non ci condanna allimmoralit; al contrario, Darwin ci apre gli occhi sulla nostra condizione di solitudine in un mondo duro e crudele e, cos facendo, ci rivela quanto sia stupefacente che una scimmia predatrice, evolutasi in un posto sperduto senza alcuno scopo particolare, possa prendere consapevolmente la decisione di combattere contro la direzione generale della natura, cercando di costruire un piccolo angolo di universo in cui le cose non vadano poi cos male. Plaudo agli sforzi degli atei italiani in questa direzione e attendo il giorno in cui il mondo, risvegliandosi, riconoscer le loro conquiste. Steve Stewart-williamS

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Introduzione del curatore


Dopo aver accettato con entusiasmo il suggerimento di pubblicare in italiano il libro che avete tra le mani, leditore mi ha chiesto di scrivere una breve introduzione in modo da dare alcune coordinate per la lettura. Mi sono ritrovato di fronte alla difficolt di assolvere a un compito tanto oneroso in poco spazio e di mantenere il livello stilistico acuto e brioso di Stewart-Williams. Per iniziare, mi limito a rilevare che il volume importante per almeno tre ragioni: 1) si tratta di uno dei primi contributi filosofici che prende sul serio la scoperta di Darwin ponendola al centro dellattenzione per mostrare come attraverso un approccio scientifico si arrivi a scardinare lidea dellesistenza di dio; 2) sulla scorta dellevoluzionismo darwiniano, Stewart-Williams affronta poi in modo esplicito e sistematico il problema del senso della vita senza dio, dando un taglio originale a un argomento gi al centro del dibattito etico internazionale; 3) il libro uno dei primi studi che indaga sotto una nuova luce una delle questioni centrali della societ in generale. Come afferma il sociologo Peter Berger, infatti, il significato il fenomeno centrale della vita sociale [...] n la vita collettiva n quella individuale sono possibili senza unintelaiatura di significato [...] una societ non pu stare in piedi senza una serie di significati condivisi dai suoi membri; un individuo non pu dare un senso alla propria vita senza una simile serie di significati1.

1 | Berger P.L. 1981, Le piramidi del sacrificio. Etica politica e trasformazione sociale, Einaudi, Torino 1981: 202-3.

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Prendere Darwin sul serio


Il primo e fondamentale aspetto ben chiarito dal titolo originale del libro Darwin, God and the Meaning of Life. How Evolutionary Theory Undermines Everything You Thought You Knew che mette in primo piano il nome di Darwin. Per questa traduzione si pensato invece di evidenziare la tesi centrale del volume, ossia che, contrariamente a quanto spesso si afferma e si crede, lesistenza umana pu avere, ed effettivamente ha, un senso o un significato anche senza dio. Nella versione inglese questidea indicata dal sottotitolo, che nelledizione italiana ha invece il compito di richiamare la centralit di Darwin. Questo ribaltamento giustificato dal fatto che in Italia, purtroppo, il nome di Darwin dice ancora troppo poco in quanto levoluzionismo viene ancora ritenuto una mera ipotesi, ossia una tesi tra altre e in attesa di conferme. Al contrario Stewart-Williams parte dalla scoperta di Darwin per elaborare unintera visione filosofica che prescinde da dio e da una presunta esistenza di enti trascendenti. Questo approccio indica un nuovo modo di intendere il rapporto tra scienza e filosofia, sottolineando quanto sia diventato profondo e pervasivo limpatto della scienza nella vita sociale contemporanea: la scienza non si limita pi a influenzare gli aspetti esteriori della vita dellindividuo per via della fusione con la tecnica, ma penetra negli interstizi del pensiero stesso e plasma gli atteggiamenti orientativi dellesistenza.

Il nuovo ruolo dellateismo


Il secondo aspetto che urge sottolineare che grazie a questo libro lantico tema dellateismo assume una dimensione del tutto nuova e compie un vero e proprio salto qualitativo. Sino a pochi anni fa il problema del significato della vita era solamente accennato o inserito

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allinterno di discorsi pi ampi, ora invece viene tematizzato ed esplorato in tutti i dettagli. Ogni volta che si parla di ateismo la questione verte su come vada inteso, vista la mancanza di una definizione precisa e condivisa del termine, di fatto utilizzato nei significati pi variegati. Per evitare ambiguit (pur sapendo di scontentare qualcuno), preciso che qui per ateismo sintende la posizione che nega lesistenza di dio inteso come (I) ente trascendente il mondo, aspetto questo (II) che devessere colto nellinteriorit della coscienza sostanziale, capace di scoprire ci che sta al di l delle cose, e (III) che si manifesta in una serie di misteri naturali in cui si intravede il mistero divino. Come acutamente osservava tienne Borne, se trascendenza, interiorit e mistero non sono altro che illusioni, il problema stesso di Dio rischia di perdere qualsiasi significato2. Infatti, il nucleo centrale della religiosit sembra risiedere nella credenza che ci sia un senso recondito nascosto nella profondit delle cose, un senso che va al di l delle cose stesse e che non pu essere colto se non dalla religione. Ebbene, Stewart-Williams ci dice che ora, grazie alla prospettiva darwiniana, questaspetto pu essere affrontato anche in termini secolari. La conseguenza la definitiva conclusione dei tempi in cui lateo era persona da guardare con diffidenza e sospetto, non potendo essere un vero amico n un soggetto leale capace di relazioni di affetto, tanto da far sostenere anche a un pensatore aperto e innovatore come John Locke che un ateo non in grado di mantenere promesse, contratti e giuramenti, che sono i vincoli della societ umana, escludendo cos che agli atei si applicasse il principio di tolleranza (religiosa)3. Tesi di questo tipo si sono
2 | Borne . 1965, Vie e fonti dellateismo, in AA.VV., Lateismo contemporaneo, tentazione del mondo, risveglio dei cristiani?, SEI, Torino: 122. 3 | Per questa ragione, Locke pioniere della tolleranza religiosa , riteneva che il principio di tolleranza non fosse applicabile n agli atei n ai cattolici romani, i quali non avrebbero rispettato il patto sociale in quanto sudditi di uno stato straniero (oggi il Vaticano).

Introduzione del curatore

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conservate sino ai nostri giorni: si consideri che ancora negli anni Sessanta del secolo scorso si scriveva a chiare lettere che lateismo una peste, un peccato, un male e un errore mostruoso e in definitiva il pi terribile cancro della vita sociale4, che non solo porta alla rovina lindividuo singolo, ma anche disgrega lintera societ. A prescindere dalle scuse soggettive che possono indurre un singolo ad abbracciarlo, si ribadiva che lateismo non cessa di essere oggettivamente una colpa e la colpa pi grave [...] perch ci distacca da Colui che, donandoci lesistenza, la vita, i beni e la salvezza, tutta la nostra ragion dessere, di vivere, di bene agire e di sperare5. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, per, lateismo era anche stato identificato come il frutto di una decisione morale, una sorta di atto di ribellione a dio per consentire laffermazione delluomo. In questo denso esemplare la tesi di Jacques Maritain secondo cui coloro che credono di non credere in Dio in realt poi credono inconsciamente il Lui perch il Dio di cui negano lesistenza non Dio, ma qualcosa daltro, cosicch a ben vedere lateo autentico ed assoluto non , alla fine, se non un santo mancato e un rivoluzionario fallito6. In altre parole, lateo negherebbe non tanto il vero dio, ma una sua immagine caricaturale. Erano gli anni in cui in Unione Sovietica vigeva lateismo di Stato e si riconosceva la presenza di atei convinti e reali, giungendo comunque a dire che lateismo avrebbe anche potuto avere una capacit purificatrice della fede nel vero dio, agendo da vaccino in grado di contrastare le rappresentazioni divinizzanti della natura o da pungolo atto a migliorare il senso autentico di dio stesso. Si probabilmente anche pensato che lateismo fosse solo una malattia passeggera e che la miglior terapia fosse un opportuno aggiornamento della dottrina
4 | Henry A.M. 1965, Prefazione, in AA.VV., Lateismo contemporaneo, tentazione del mondo, risveglio dei cristiani?, SEI, Torino: 12-24. 5 | Ivi: 13. 6 | Maritain J. 1951, Il significato dellateismo moderno, Morcelliana, Brescia: 35.

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o delle modalit di presentazione delle verit religiose. Cos solida e scontata era la credenza in dio e la tesi secondo cui con Dio puoi tutto, senza Dio la tua vita non ha senso da rendere impensabile la possibilit stessa di una societ e di una cultura private del concetto di trascendenza, condannate alla superficialit della vita empirica e terrena. Il libro di Stewart-Williams ci mostra che le cose sono andate in modo molto diverso da quanto previsto e che anche lesistenza senza dio pu essere profonda e densa di significato. In ogni caso la tesi tradizionale ancora diffusa, e un residuo di essa rintracciabile nellaffermazione di Benedetto XVI secondo cui la dimensione religiosa non [...] una sovrastruttura; essa parte integrante della persona. [...] La dimensione religiosa rende luomo pi uomo7. Risulta innegabile che oggi queste parole appaiano estremamente controverse. Ribadendo che lesperienza religiosa costituirebbe il vertice della condizione umana, per contrapposizione esse implicano che lateo, escludendola, sarebbe meno uomo o un uomo dimidiato: una conclusione grave e inaccettabile per gli atei, i quali facile ribattano in maniera analoga.

La centralit del problema del significato dellesistenza


Gli umani sono animali strani perch non riescono a vivere senza significati. Possono sopportare i sacrifici pi grandi, ma non la condizione di anomia, ossia quel disorientamento circa i valori e gli ideali derivante dalla privazione di simboli di riferimento. Lanomia diventa allora una condizione terribile e insopportabile: dare un senso allesistenza uno dei bisogni fondamentali delluomo, necessario per imprimere un ordine e una direzione alla vita non solo dellindividuo singolo ma anche della societ.
7 | Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti allincontro degli insegnanti di religione cattolica, 25 aprile 2009.

Introduzione del curatore

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Sino a poco tempo fa il monopolio del discorso del significato della vita stato mantenuto dalle religioni, le quali lo hanno fornito sulla scorta di un grande disegno o progetto che ha a capo dio, inteso come essere trascendente che ente reale, anzi lens realissimum. La proposta funzionava bene fin tanto che dio abitava nellalto dei cieli, da cui poteva scrutare ogni cosa e far sentire in modo tangibile la propria influenza nella natura e nei misteri in essa racchiusi. Questo paradigma stato infranto dalla rivoluzione astronomica, che ha posto le basi della scienza moderna. Come noto a volte larte sa cogliere in un istante ci che richiederebbe trattati di prosa per essere spiegato, e il breve dialogo che Bertold Brecht pone nella sua Vita di Galileo da questo punto di vista illuminante:
Galileo: Certo. E noi ora lo vediamo. Non staccare locchio dal telescopio, Sagredo. Quello che stai vedendo che non esiste differenza tra il cielo e la Terra. Oggi, 10 gennaio 1610, lumanit scrive nel suo diario: abolito il cielo! SaGredo: spaventoso.

Laggettivo di Sagredo, spaventoso, coglie il nucleo del grande processo di secolarizzazione come disincanto del mondo che tuttora in corso e che non ancora stato ben digerito. Infatti, nel nostro senso comune ancora parliamo come tolemaici, tanto che frequente il ricorso a espressioni del tipo: Parcheggia lauto qui, perch poi il sole gira e arriva lombra. Ci mostra che il nostro modo comune di categorizzare ancora tolemaico. Nonostante le lentezze e i ritardi applicativi, il salto gestaltico che ha portato alla nuova prospettiva gi avvenuto. Infatti, nel mondo pre-moderno erano allordine del giorno parole come quelle di Bonaventura da Bagnoregio tese a osservare che il mondo creato come un libro nel quale si pu leggere la Trinit creatrice, uno specchio luminoso che riflette la divina Sapienza. Oggi, invece, tanta sicurezza e confidenza sono scomparse, con due importanti conseguenze. La prima sta sul piano teorico ed che nella modernit come ha osservato Kant dio e le altre proposizioni base della metafisica non

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sono pi dimostrabili, ma sono al massimo solo pensabili. La seconda sta invece sul piano pratico ed che nel mondo pre-moderno i significati sono presentati allindividuo come fatti scontati, generalmente sacri, sui quali egli pu esercitare tanta poca scelta quanto sui fatti naturali: i valori che governano la vita familiare, per esempio, esistono pi o meno come esiste una roccia, un albero e il colore dei propri capelli8. Al contrario, nel mondo moderno, come osserva sempre Berger, un numero sempre maggiore di significati importanti offerto allindividuo in una sorta di supermercato dei significati, in cui egli si aggira come un consumatore con ampie possibilit di scelta: per esempio fra diversi valori familiari, stili di vita, e anche preferenze sessuali. Di conseguenza, il diritto al significato implica nei due tipi di societ cose quasi opposte: in una societ moderna implica il diritto dellindividuo di scegliere i propri significati; nelle societ premoderne implica il suo diritto di attenersi alla tradizione9. Ancora una volta il libro di Stewart-Williams amplia ulteriormente la linea della modernit e la difende da vari attacchi, il principale dei quali il seguante: partendo dallosservazione che il richiamo ai valori morali limitato, perch il discorso ultimo quello che rimanda al senso della vita, si pu affermare che in passato il tema veniva affrontato in base ad astruserie metafisiche, mentre oggi ha assunto centralit il livello antropologico, che coinvolge il tipo di uomo da proporre. Si osserva che su questo punto la scienza non avrebbe nulla da dire in quanto essa si limiterebbe a descrivere i fenomeni illustrando come essi avvengono, senza pretendere di chiarire o di spiegarne il perch. Ci comporta che la scienza esclude dal proprio ambito il problema del significato o dello scopo ultimo dei fatti, compito lasciato appunto alla religione. proprio questo il nodo che Stewart-Williams affronta e scioglie, gettando cos le basi per una riflessione che potrebbe portare a un
8 | Berger P.L., op. cit.: 204. 9 | Ivi: 204-5.

Introduzione del curatore

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cambiamento della struttura stessa della nostra civilt, che sinora sempre stata orientata in senso religioso con il centro riposto nella trascendenza, in un dio, mentre oggi pare sempre pi indirizzata in senso secolare, con il centro rivolto allautorealizzazione di tutti. facile che la sola menzione di questa possibilit susciti svariate reazioni: da quelle normative delle cassandre che ripetono la solita storia dellormai prossima catastrofe dellumanit, a quelle descrittive di chi nega il possibile cambiamento sulla scorta dellosservazione che oggi il mondo furiosamente religioso, come sempre stato, e in qualche posto lo anche pi che mai10, per cui non c nessuna ragione di credere che il mondo del XXI secolo sar meno religioso del mondo doggi11. Non posso qui discutere se e quanto sia vera la teoria della secolarizzazione, ossia la tesi che le conoscenze scientifiche e la modernizzazione condurrebbero a un declino della religione sia sul piano sociale che individuale. Va per detto che il libro che avete tra le mani un potente contributo filosofico e intellettuale a sostegno di tale teoria, e che dando una risposta a un problema cruciale apre una nuova strada per una societ senza religione fondata sulle tesi di Darwin. maurizio mori

10 | Berger P.L. 1999, The Desecularization of the World: A Global Overview, in Berger P.L. (a cura di), The Desecularization of the World. Resurgent Religion and World Politics, Eerdmans, Grand Rapids, Michigan: 2. 11 | Ivi: 12.

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