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A Margherita Luigi Daniele


LOGICA ORDINARIA E ULTIMO TEOREMA DI FERMAT

Per coloro che vogliono capire il perch di un secolare insuccesso matematico dovuto soprattutto a una svista sicuramente eccezionale.
Come si racconta, Fermat, commentando lottavo problema contenuto nellAritmetica di Diofanto, afferm che impossibile, nellambito dei numeri naturali, dividere un cubo in altri due cubi, n qualsiasi altra potenza np, se p>2, in due potenze dello stesso grado. Cio, lasciando da parte le equazioni che qui non centrano per niente, con linguaggio pi schematico e semplice, non possibile nellinsieme dei numeri interi positivi, se p>2, avere la relazione cp = ap + bp . (I)

Ebbene, dopo oltre tre secoli di tentativi, nellambito dei numeri naturali, nessuno ha mai dimostrato in generale che tale relazione sia vera o falsa. Veramente da qualche anno parecchi matematici sostengono che il prof. Wiles sia riuscito a dimostrare, in centinaia di pagine di difficili elucubrazioni, che Fermat aveva ragione. Tutto questo, per, servito, soprattutto, a seppellire per sempre limportante argomento, come se si fosse trattato di unidea pi o meno balzana spuntata per caso chiss da dove. Ebbene, le persone interessate alla sostanza del problema, invece, a buona ragione, continuano a chiedersi ancora se fosse proprio necessario, uscendo dal seminato, ricorrere, a quanto sembra, alle curve ellittiche per un problema che richiedeva ben altra soluzione, quale potrebbe essere una soluzione elementare. Naturalmente i grandi meriti del prof. Wiles sono fuori discussione. Comunque sia, necessario chiarire subito che la ragione principale dellinsuccesso, secondo il mio parere, dovuta semplicemente al mancato approfondimento della questione riguardante la

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struttura delle terne pitagoriche nel contesto generale delle potenze di un binomio . Mi rendo perfettamente conto che oggi questa affermazione pu sembrare persino assurda, specialmente se si pensa a quanti, esperti e non esperti, conoscevano tali argomenti. In ogni caso, essendo inutile ogni preliminare commento, lasciamo che i fatti parlino da soli.

Premessa
Purtroppo quella che segue una specie di premessa estremamente lunga, anche se assolutamente necessaria, dato che sia le terne pitagoriche, sia quelle non pitagoriche obbediscono alla stessa logica. Del resto alla fine apparir chiaro che la dimostrazione del Teorema, in senso stretto, una volta capita lantifona, pu richiedere al massimo lo spazio di una pagina. - Logica delle terne pitagoriche-

Laspetto formale
Quando p=2, la (I) diventa c2 = a2 + b2, (II)

che rappresenta una terna pitagorica, primaria, o secondaria. Nel primo caso a pari e b dispari, o viceversa, ma sempre primi tra loro; nel secondo tutti tre gli elementi hanno sempre fattori in comune. Ad es. 52 = 42+32 ; 102 = 82 + 62. Ora, partendo da c2, appare evidente che lesistenza della (II) presuppone che sia c2 = (a+d)2 , con d=c-a, oppure c2 = (b+f)2, con f=c-b, in cui a e b sono numeri particolari, come vedremo. In ogni caso siamo davanti al noto quadrato di un binomio, che qui ci porta a individuare una propriet molto importante delle terne pitagoriche. Infatti: (a+d)2 a2 = 2ad+d2, che complemento quadratico di a2 e che deve essere il b2 della (II) e (b+f)2 b2 = 2bf+f2, che complemento q. di b2 e che deve essere a2. Cio nelle terne pitagoriche i due addendi della somma, a2 e b2, devono godere della seguente straordinaria propriet: essere simultaneamente quadrati e complementi quadratici uno dellaltro, sempre rispetto a c2.

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Ma quando 2ad+d2 sar quadrato intero? Cio quando sar il b2 della (II)? A questa domanda si pu rispondere anche in modi diversi. Ma il modo pi logico e generale, anche se un po astratto, consiste nel trasformare il complemento 2ad+d2 in quadrato intero. In breve: 2ad+d2 = d(2a+d) sar quadrato intero, se d = x2 e 2a = 2xy+y2, che , appunto, il complemento quadratico di x2 in (x+y)2. Sicch in definitiva a2 = [(2xy+y2)/2]2 e b2 = d(2a+d) = x2(x+y)2 . Allora, sostituendo tali valori ] anche in c2 = (a+d)2, avremo la (II) come relazione finale per le terne pitagoriche primitive, come ciascuno pu verificare. Cio, in conclusione [(2xy+y2)/2+x2]2 = [(2xy+y2)/2]2 + x2(x+y)2, (III) a condizione che sia x dispari ed y pari e che siano primi tra loro. Ad esempio per x = 7 e y = 6, avremo 1092 = 602 + 912; per x=1 e y=2, avremo 52 = 42 + 32. Analoga conclusione ci sarebbe se partissimo da : c2 = (b+f)2 b2 = 2bf+f2.

Laspetto concreto
Ma la verit che tutti i quadrati interi, pari o dispari che siano, senza eccezioni, fanno parte di una o pi terne pitagoriche, primarie o secondarie. Ci significa che, come subito vedremo, tutti i quadrati interi, sono simultaneamente anche complementi quadratici. Sembra unaffermazione azzardata, ma non cos, come subito si vedr. Innanzitutto rammentiamo che tutti i quadrati interi sono costituiti dalla somma dei numeri dispari consecutivi, che in questi casi sono anche complementi q. unitari dei quadrati precedenti. Cos: 1+3+5+7+9+11+..+(2n+1) = 1; 4; 9; 16; 25; 36;.; n2. Da notare anche che la differenza tra due di essi consecutivi costante ed sempre uguale a 2. Ad es. 3-1=2; 5-3=2; 7-5=2;..Tutto ci significa che siamo davanti a una progressione aritmetica, con ragione uguale a 2. Premesso ci, vediamo ora in concreto la formazione delle terne pitagoriche, partendo questa volta dai quadrati interi a2 e b2, allo scopo di trasformarli in complementi quadratici, uno dellaltro. Allora, ad esempio, sia il numero pari (2n)2=a2=122 =144. Ora 144/2=72, che media anche di due complementi unitari consecutivi (71+73)/2. Questi due complementi unitari sono

evidentemente complementi del nucleo q. [(71-1)/2]2 = 352. Infatti 2*35+1=71. Sicch la terna

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pitagorica sar evidentemente 122+352 = (35+2)2. Ma c anche 144/4 = 36, che la media di (33+39)/2, o anche di (35+37)/2, oppure di (33+35+37+39)/4, il cui nucleo q. (33-1)/2=16. Infatti 2*16+1=33. Sicch la terna sar 122 + 162=(16+4)2. Cio, in generale, (2n)2 , per 2m < 2n, forma tante terne pitagoriche quanti sono i suoi divisori 2m. Se il quadrato dispari, cio, ad esempio, (2n+1)2 = b2 = 152 = 225, 225/3 = 75, che il complemento unitario centrale dei tre complementi 73+75+77, ovvero ne la media. Tali

complementi q. unitari formano insieme un complemento q. composto, il cui nucleo q. sar necessariamente (73-1)/2 = 36. Infatti 2*36+1=73. Allora la terna sar 152+362 = (36+3)2. Ma c anche 225/5=45, che il complemento unitario centrale dei cinque complementi 41+43+45+47+49 = 225, il cui nucleo q. sar (41-1)/2=20 e la conseguente terna pitagorica sar 152+202 = (20+5)2. Dunque, in generale, (2n+1)2 forma tante terne pitagoriche quanti sono i suoi divisori 2m+1, naturalmente per 2m+1<2n+1. Infine quando 2n+1 un numero primo, necessariamente 2m+1=1. Tuttavia, pu essere sempre (2n+1)2-1= 2a, doppio prodotto di (a+1)2. Sicch (2n+1)2 = 2a+1 che ne il complemento q. Quindi 2a+1 quadrato e complemento q. Ad esempio, se (2n+1)2 = b2 = 132, 132 1 = 168 e 168/2 = 84 = a. Sicch lunica terna pitagorica che ne deriva sar 132+842 = =(84+1)2. Tuttavia anche i numeri dispari composti possono formare terne pitagoriche in questo modo. Ad esempio, 212 -1=440, da cui 440/2=220=a. Dunque la terna sar 212+2202=2212. Tale modo di ricerca delle terne pitagoriche, solo per distinzione, potrebbe denominarsi metodo dei numeri primi. Vi da aggiungere infine, a titolo di curiosit, che tutte le terne con un addendo in comune, o uguale, sono da definirsi terne pitagoriche connesse o collegate, da cui hanno origine i triangoli rettangoli connessi o collegati, associati ai triangoli scaleni con i 3 lati espressi da numeri interi, come ciascuno pu verificare. Tuttavia laspetto geometrico si tralascia del tutto.

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- Logica delle terne non pitagoriche e dimostrazione generale del Teorema-

- Laspetto formale Sempre nellinsieme N, per quanto sopra visto riguardo le terne pitagoriche, la (I) implica necessariamente che sia c=a+d, con d=c-a. Sicch, per ottenere la (I) si avr cp = (a+d)p = ap + [ pap-1d +..+padp-1 + dp ] , (IV)

in cui, scelta ap come gi potenza p.ma intera, la parte chiusa in parentesi quadra, complemento p.mo di ap rispetto a cp, dovrebbe essere potenza p.ma intera, cio pap-1d + ..+padp-1 +dp = bp, (V)

Ma quando ci potrebbe accadere ? Guardando al primo membro della (V), in cui naturalmente ci sono anche i prodotti intermedi, cio pap-1d +..+ padp-1, (VI)

scopriamo che, contrariamente alle terne pitagoriche, tanto la a, quanto la d non possono in alcun modo essere messe in evidenza isolatamente una rispetto allaltra, essendo mescolate in una somma algebrica composta da monomi con esponenti e coefficienti diversi tra loro, come facile verificare. Infatti, al massimo, nel primo membro della (VI) si pu porre d in evidenza, cio d(pap-1 + .+ padp-2 + dp-1), cos come si pu mettere in evidenza la a nei prodotti intermedi, cio a(pap-2d+ .. + pdp-1). Ma tutto ci non affatto sufficiente per determinare il valore di a in rapporto a d e viceversa, ragion per cui: non possibile trasformare il complemento p.mo di ap rispetto a cp nella potenza p.ma bp, come previsto dalla (V). Il che significa anche che le terne non pitagoriche, espresse dalla (I), sotto laspetto formale, non possono sussistere. Ovviamente non cambia nulla se, invertendo i termini del secondo membro della (I), il discorso si sviluppa sul binomio (b+f)p.

- Laspetto concreto Viceversa, analogamente alle terne pitagoriche, qui partiamo dagli addendi della (I) ap e bp per poter scoprire se si possono trasformare in complementi p.mi, uno rispetto allaltro. Allora sia ap =

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=(2n)p. E chiaro che (2n)p, essendo numero pari, si dovrebbe trasformare almeno in due complementi p.mi unitari consecutivi. Cio, (2n)p/2= q, (VII))

in cui q dovrebbe essere anche la media della somma di due complementi p.mi unitari consecutivi. Ma tali complementi, come noto, formano una successione di numeri dispari: 2p 1, 3p 2p, 4p - 3p, .., np (n-1)p, non una progressione aritmetica , come avviene per i complementi quadratici. Sicch essi non differiscono tra loro per una quantit costante, ma per una quantit che aumenta sempre pi con laumentare di n, come ciascuno pu verificare. Per conseguenza, se il complemento maggiore dei due kp -(k-1)p e il minore (k-1)p (k-2)p, allora kp - (k-1)p q = s2, mentre (k-1)p (k-2)p q= = - s1. Perci il complemento maggiore dovrebbe essere q+s2 e il minore q - s1 (1). In ogni caso, in valore assoluto rispetto a q, sarebbe sempre s2 > s1. Per tale ragione (2n)p = 2q (q-s1)+(q+s2). (VIII)

Cio quanto sopra ci dimostra che, quando p>2, (2n)p non pu trasformarsi in due complementi p.mi unitari consecutivi. Questo discorso ovviamente vale anche per qualsiasi 2m, fattore di (2n)p, in quanto q, per le ragioni anzidette, non pu essere mai la media di 2m complementi p.mi unitari consecutivi. Il che significa, dunque, che ap non pu essere mai complemento p.mo. Ne deriva che dal pi piccolo degli impossibili complementi p.mi non si pu ricavare la bp , per cui non si pu avere n la cp e naturalmente neanche tutta la (I). Quanto sopra espresso sarebbe pi che sufficiente per la dimostrazione concreta e generale che le terne non pitagoriche non sono possibili. Tuttavia, per completezza, possiamo constatare che anche se si parte da bp la conclusione analoga. Cio se bp =(2n+1)p e se 2m+1 divisore di (2n+1), sempre per 2m+1<2n+1, (2n+1)p/(2m+1) = qc , (IX)

in cui qc dovrebbe essere la media della somma di 2m+1 complementi p.mi unitari consecutivi. Ma, qc, per le ragioni anzidette,non pu esserne la media. Per conseguenza (2n+1)p non pu essere un

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complemento p.mo multiplo di unaltra potenza p.ma intera, con tutte le conseguenze gi espresse. Infine, come per i quadrati, quando 2n+1 un numero primo, (2m+1) = 1. Tuttavia (2n+1)p 1, pur essendo certamente un numero pari, non consente di trovare la a. Infatti,

diversamente dai quadrati in cui i prodotti intermedi sono: (2n+1)2 a2 - 1 = 2a, i prodotti intermedi di (a+1)p sono: (a+1)p ap - 1 = pap-1+..+pa = a(pap-2+..+p),. Quindi dovremmo avere a = [(2n+1)p - 1]/(hap-2+..+p), (X)

che, per, un operazione, che nellinsieme N, come noto, non pu dare alcun risultato. Sicch, se non pu esistere la (X), non pu esistere neppure (2n+1)p = (a+1)p ap = pap-1+..+pa+1. (XI)

Il che significa che la trasformazione di (2n+1)p, ovvero bp, in complemento p.mo non possibile. Allora, in conclusione, non potendosi trasformare n i complementi p.mi in potenze p.me, n trasformare le potenze p.me in complementi p.mi, si dimostrato che nellinsieme dei numeri naturali, per qualsiasi valore di a e di b, quando p>2, le terne non pitagoriche non possono sussistere. Ovvero, come disse Fermat, non possibile scindere una potenza intera, cp, nella somma di due altre potenze dello stesso grado, come indica la (I). Per il resto, sinceramente, devo confessare di non aver capito e di non capire ancora come Fermat potesse immaginare di infilare lindispensabile premessa e la dimostrazione del Teorema negli esigui margini delle pagine del libro di Diofanto. ------(1) E evidente che nell(VIII) n s2, n + s1 possono mai dare 2q.