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SABATO 27 SETTEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 39

DIARIO
di

UN VIAGGIO COMPIUTO NEGLI ANNI VENTI

DOS P e ritrovato ASSOS LIraq perduto


(segue dalla prima pagina) ncora adesso la visione apocalittica di quelle ruote roventi che collegano l'India con Costantinopoli, Vienna, Zurigo, Berlino e Ostenda aleggia sulle nostre teste come un angelo avido di vendetta, mentre noi sediamo al buio sulla riva del Tigri, bevendo birra giapponese e mangiando patate Saratoga fritte da un arabo su un fal di rami di palma. Sulle nostre teste, nell'oscuro cielo, gli antichi dei di Caldea osservano impassibili, senza battere ciglio, il fiume e il ponte di barche e le auto militari e le baracche e i binari pieni di immondizia e le recinzioni di filo spinato e le trincee e le fabbriche di bibite gassate e i bazar distrutti e i cinematografi e i vasti caotici maleodoranti campi dei rifugiati. Bene - dice l'uomo grasso dell'Illinois, che qui per acquistare budella per le fabbriche di salsicce di Chicago - forse sar la Chicago del Vicino Oriente, un giorno... tuttavia mi ci vorr qualche buon affare, prima che io possa investire in qualche propriet... Non so, se avessi l'occasione di qualche lotto di terra nei pressi della stazione.., risponde l'armeno di St. Louis... Le chips Saratoga sono finite. Siamo stufi di bere birra giapponese. Dentro al bar stanno iniziando a servire gli aperitivi. Sono solo, nell'oscurit, sotto

JOHN DOS PASSOS

IL REPORTAGE
John Dos Passos (a destra) raccont il suo viaggio a Bagdad nel 1922

IL MEDIO-ORIENTE
Nella foto grande, il terzo da sinistra lemiro Faysal, nella sua tenda nel 1917

La ferrovia di Bagdad. Le locomotive a carbone fischiano in tono derisorio al di l dellorizzonte

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NEW YORK - Il reportage di viaggio su Bagdad venne scritto da John Dos Passos nel 1922, ma fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1927 nella raccolta Orient Express. Il testo, che apparve anche sul New York Tribune a pochi mesi di distanza da Manhattan Transfer, scomparve rapidamente dalle librerie, per riapparire nel 1938 in una versione leggermente modificata intitolata Journey between wars, e poi scomparire definitivamente fino alla riscoperta di questi giorni. Dopo un avventuroso viaggio sui Pirenei in compagnia di E.E.Cummings, Dos Passos si trasfer in Turchia e quindi a Teheran, dove entr in contatto con un agente dello spionaggio in-

glese di nome Gertrud Bell, che lo aiut a curarsi dalla malaria, lo convinse a farsi crescere la barba e a travestirsi da arabo, ed organizz la prosecuzione del viaggio verso Bagdad e quindi Damasco, che raggiunse a dorso di un cammello. L'impatto con la cultura medio-orientale, ed in particolare con la citt della mille e una notte, dove volle rimanere per tre settimane, colpirono lo scrittore al punto da ispirargli anche delle composizioni in versi (la pi famosa fu pubblicata nel 1926 con il titolo Crimson Tent), ed una serie di quadri, che sono stati esibiti in occasione della pubblicazione dell'opera omnia da parte della "Library of America".

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Sulle nostre teste gli antichi di Caldea osservano impassibili, il fiume, il ponte di barche e le auto militari

Acque di Babilonia L'ingegnere scozzese molto gentilmente per farmi scende-

una macilenta palma. Da lontano mi arriva lo strano fischio beffardo delle locomotive. Anche Ezechiele accanto al fiume Khebar, seduto su un isolotto emerso per la poca acqua, vide apparire angeli su ruote: Apparvero come carboni ardenti, a guisa di fiaccole... il fuoco splendeva e dalla fiamma si sprigionavano folgori... apparvero le ruote: la loro struttura riluceva, erano color del berillio. Avevano tutte la stessa identica forma e parevano congegnate in modo tale che sembrava fossero una dentro l'altra. La loro circonferenza era di dimensioni tali che incutevano paura e i cerchioni di tutte e quattro erano tempestati di occhi. Quando le creature viventi camminavano, quelle pure giravano con essi....

BERNARDO VALLI La parola Bagdad evoca un passato glorioso, studiato nelle scuole ed esaltato da tante leggende. La capitale sulle rive del Tigri il teatro di una serie di racconti delle Mille e una Notte: la citt del IX secolo, quella del califfo Harun al-Rashid e dei visir Barmakides e Abu Nuwas. Nella Bagdad di quell'epoca, dove regnava al-Rashid, figlio di al-Mahdi, non mancavano le ricchezze materiali e culturali del mondo conosciuto. La metropoli orientale era aperta a tutti gli scambi e il suo dinamismo si estendeva soprattutto verso il Mediterraneo: dove gli arabi occupavano la Sicilia e dove fioriva da tempo il califfato di Cordoba. L'assedio e poi la conquista di Bagdad da parte degli americani, nell'aprile scorso, per molti arabi ebbe un inevitabile significato: un esercito occidentale violava uno dei principali luoghi della loro memoria storica. Alcuni auspicavano forse la caduta di Saddam Hussein. Il fatto che ci fosse un tiranno di meno era una buona notizia. Ma anche in quei pochi doveva prevalere l'aspetto simbolico: il teatro di uno dei momenti pi luminosi della civilt araba era invaso da una potenza straniera.

BAGDAD

re a Babilonia ferm il treno per Kut. Nella distesa grigia l'unica cosa percepibile erano due lunghi raggi di sole. In ogni direzione c'erano collinette ghiaiose di polvere e frammenti di coccio, che si poteva supporre fossero resti di mura, blocchi da costruzione, zigurrat. Questa doveva essere la 125esima strada. Geremia sicuramente ebbe la giusta visione di Babilonia: Prosciugher il suo mare e prosciugher tutte le sue sorgenti. E Babilonia diverr rovine, un luogo in cui dimorano draghi, meraviglia e stupore, senza un solo abitante. E cos Isaia: E Babilonia, gloria e orgoglio dei Caldei, sar anch'essa distrutta dal Signore come Sodoma e Gomorra. Non sar pi popolata, n abitata generazione dopo generazione; l'arabo non vi alzer pi la sua tenda, n il pastore vi lascer riposare il suo gregge. Vi avranno invece riparo le fiere, le loro tane saranno piene di crea-

ture dolenti, e i gufi vi svolazzeranno e i satiri vi danzeranno. Le bestie feroci delle isole berceranno nelle loro tane desolate e i draghi strepiteranno nelle loro piacevoli dimore... Cos come finito il tiranno, cos muore la citt dorata.... ...ngiorno, disse il capo di un gruppo di monelli sudici e straccioni, che iniziarono a guidarmi verso il quartiere centrale. "Bonjour... Babilonia io conoscere... Sangue no buono. Gli altri improvvisarono un coro, e si misero a ballarmi intorno, con i palmi delle sudicie mani rivolte all'ins - senza dubbio i satiri di Isaia. Cos avanzammo, aprendoci per ore un varco tra i cumuli di immondizia, sotto il sole di mezzogiorno, finch arrivammo nella regione di Times Square, al Cancello del Leone, alle fondamenta di vasti saloni pavimentati, l dove si suppone che Balthazar abbia tenuto la sua celebre festa. Infine, grondante di sudore e con la bocca impastata di polvere, mi accasciai sotto una palma, di fronte ad una pozza di acqua stagnante che un tempo era l'affluente principale dell'Eufrate, e mi interrogai sulla straordinaria efficacia delle maledizioni che Geremia aveva ordinato al "principe tranquillo" Serajah di scrivere in un libro e di legare a una pietra e di gettare nell'Eufrate, affinch la fortuna di Babilonia potesse inabissarsi insieme alla pietra. SEGUE A PAGINA 40

40 LA REPUBBLICA

DIARIO

SABATO 27 SETTEMBRE 2003

1921-32
IL PERIODO INGLESE Caduto lImpero Ottomano, al termine della Prima guerra mondiale, lIraq diventa monarchia costituzionale sotto mandato britannico. Nel 1941 sinsedia un governo filonazista, ma la Gran Bretagna riprende il controllo del paese. Dopo la Seconda guerra mondiale lIraq aderisce allOnu e entra a far parte della Lega araba.

1958
LOMICIDIO DI RE FEYSAL A seguito di un colpo di Stato guidato dal generale Kassem in cui rimangono uccisi il primo ministro Nuri al Said e il re Feysal II, in Irak viene proclamata la Repubblica. Ma linstabilit non cessa e nel 1963 sar un nuovo colpo di Stato, capeggiato dal partito Baath, a instaurare un regime ispirato a ideali filonasseriani e panislamici.

1968
IL POTERE A SADDAM Il Sessantotto anche lanno dellascesa al potere di Saddam Hussein che undici anni dopo, nel 79, sar il ras assoluto. E invece del 1972 la nazionalizzazione dei pozzi petroliferi, mentre nel 75-76 il governo affronta duramente la questione dei confini con lIran sul golfo Persico (trattato dello Shatt al-Arab).

LIRAQ DEL 900

I FILM
LUDWIG BERGER Il ladro di Baghdad (1940), narra la storia di un califfo detronizzato da un perfido gran visir JOHN RAWLINS Le mille e una notte (1942), racconta la storia di un califfo che riconquista il trono e si guadagna lamore di una bella danzatrice ARTHUR LUBIN In Al Bab e i quaranta ladroni (1944). Il principe di Bagdad (Jon Hall) adottato dai quaranta ladroni RICHARD WALLACE Sinbad il marinaio (1947), con Maureen OHara e Anthony Quinn. Sinbad va alla ricerca del tesoro di Alessandro Magno: si accontenter della figlia di un emiro A. GINO DOMENIGHINI La rosa di Bagdad. Presentato a Venezia nel 1949. Il perfido califfo Jafar cerca con laiuto di un mago di sposare la dolce Zeila PIER PAOLO PASOLINI Il fiore delle Mille e Una notte (1974). Il giovane Nured-Din (Franco Merli) cerca lamata Zummurud, rapita dai briganti

QUANDO MI PERSI DENTRO BAGDAD


JOHN DOS PASSOS
(segue dalla prima pagina del Diario) , gradirei proprio un bicchiere di birra, mormorai a bassa voce, rivolto a me stesso. I monelli, con le mani ancora protese verso di me, mi si erano seduti intorno. Bicchiere, birra, subito, strill il capo della gang. E corse via, in direzione di un villaggio di palme nascosto tra le palme. Poco dopo torn indietro con una bottiglia di Mnchner Exportbier, fredda e imperlata di goccioline e con dei datteri in una bandana rosa. Uno a zero a sfavore di Geremia. E non era un miraggio. Quando ebbi finito di scolarmi la bottiglia, il monello mi disse speranzoso: Noch einmal (Ancora unaltra, n.d.r.), e corse via a prendermene un'altra. Una volta che fui rinfrancato dalla Mnchner, i giardini pensili iniziarono a mostrarmisi, senza polvere. Bel e Madruk sedevano di nuovo nelle loro stellate stanze in cima ai loro templi a forma di grattacielo. La dolce e melodiosa voce delle fanciulle di Ishtar inizi a riecheggiare tra le palme. La canzone che cantavano era Deutschland Deutschland ber alles. Dopotutto se basta la speranza della Ferrovia Bagdad a far galleggiare le colline di Babilonia nella birra Mnchner... ma quello doveva essere sicuramente uno dei profeti ebrei. Dichiarazione di Indipendenza Come nell'antica Roma, l'alba l'ora in cui a Bagdad si convocati. Sbadigliando, la mia guida mi condusse lungo molti vicoli che ancora trattenevano il fresco della notte, attraverso angusti archi fatiscenti, lungo tortuosi passaggi tra pareti di fango crepate, finch arrivammo davanti ad un'erta scalinata scavata in un muro molto spesso. In cima ai gradini attesi in una stanzetta in penombra mentre la guida prosegu oltre un portone turco intarsiato. Dopo poco torn e mi introdusse in una stanza vuota, coperta di tappeti. E lo sceicco Comesichiama? Alz e agit nell'aria la mano. Schwaya... shwaya... Ci sedemmo nella strombatura di una piccola finestra. Sotto di noi il Tigri scorreva veloce e marrone, striato di vene blu. Oggi - prosegu - molto pericoloso per un patriota iracheno... siamo stati felici di aiutare gli inglesi a combattere i turchi. Ma ora diverso. Gli inglesi sono come il vecchio del mare: dapprima sono leggeri, poi diventano sempre pi pesanti. E se un uomo importante si oppone ad essi... shwi!... Cokus li invita a prendere il t... e il giorno seguente egli si risveglia sulla strada per Ceylon. Quest'uomo importante

LA VITA

La rinascita di un autore che amava i poveri e gli oppressi


LA PUBBLICAZIONE delle opere di John Dos Passos va ben oltre la semplice riscoperta di un autore che pass dalla fama all'oscurit letteraria, ed da inquadrare nell'odierna riflessione culturale di una societ che vede contrapporsi il liberalismo orgoglioso dei "neocons" a nostalgie di stampo rooseveltiano. Il suo successo attuale fa leva sulla sua perdurante attenzione ai diseredati, agli oppressi: il suo Medio Oriente riecheggia la sua America delle classi umili. Norman Mailer, che dichiar di Dos Passos arrivato molto pi vicino di tutti noi a scrivere il Grande Romanzo Americano stato il primo a celebrare l'importanza di questo narratore di origini portoghesi nato a Chicago nel 1896 da una famiglia benestante. Laureato in architettura nel 16 ad Harvard, fu sorpreso dalla guerra in Spagna a cui partecip nel corpo sanitario americano (unesperienza da cui nacque Tre soldati nel 21). Da allora limpegno politico accompagn ogni suo gesto letterario, come in Manhattan Transfer(1925) e nella trilogia U.S.A.(composta da 42 parallello del 30, 1919 del 1932 e Un mucchio di quattrini del 36) sempre attenta alle difficolt vissute dai poveri e agli abusi del capitalismo. Nel 69 raccont tre secoli del paese dei suoi avi in Storia del Portogallo. Lanno dopo, mor, ma gli ultimi anni della sua vita lo avevano visto avvicinarsi a posizioni conservatrici, culminate nell'appoggio a Barry Goldwater nel 1964.

Sopra, John Dos Passos. Laureato nel 1916 ad Harvard morto nel 1970

Siedo al buio sulla riva del Tigri, bevendo birra giapponese e mangiando patate Saratoga fritte da un arabo su un fal di rami

che andiamo a trovare stamattina teme assai di essere invitato a prendere il t con Cokus... Finalmente un ragazzo con un fazzoletto rosso in testa ci accompagn in un ampio salone con il pavimento coperto da tappeti e dei cuscini tutto intorno alle pareti. Dopo l'attesa di prassi ci accomodammo contro il muro, in fondo, vicino a un anziano signore in abiti grigio tortora, con una splendida barba oro-argento. Bevemmo del caff e quindi egli inizi a rivolgermi la parola tramite la mia guida. Parlava con un tono di voce caldo e basso, senza alzare gli occhi da terra, e di tanto in tanto portava le lunghe dita marroni verso la barba, senza mai toccarla. Quando si ferm, affinch la mia guida traducesse, ci fiss con uno sguardo penetrante e mi accorsi che i suoi occhi erano blu.

In America - cos gli era stato detto - avevamo avuto un grande Sceicco, Washiton, che aveva scritto un libro che dichiarava l'indipendenza dell'America dagli Inglizi, molti anni fa. Da allora in poi noi avevamo seguito i precetti del Profeta per ci che concerne credere in un unico Dio e proibire il vino. Tutto ci era molto buono. E ora nel grande scenario europeo avevamo mandato un altro grande Sceicco, Miister Vilson, che in Quattordici Punti aveva dichiarato a Baries che tutte le nazioni sono libere, uguali e indipendenti. Anche questo era molto buono. Se questo non fosse stato il volere di Dio, Egli avrebbe creato un'unica nazione, e non molte. La nazione araba, formata da credenti che abitavano a Bagdad e Damasco, aveva con gioia aiutato gli Inglizi e i Franzesi a scacciare gli Osmanli, che erano oppressori ed ora erano decisi a mantenere la pace e ad essere amici con tutti nel mondo, secondo quanto diceva Miister Vilson. Ma gli Alleati non avevano agito seguendo le parole di Miister Vilson e neppure

secondo i principi dello Sceicco Jurij Washiton. E questo non era buono. I patrioti arabi erano stati scacciati e imprigionati dai Franzesi a Damasco e ora gli Inglizi, rompendo la parola data, stavano cercando di ridurre in schiavit il popolo iracheno. Gli Inglizi speravano di poter minacciare gli arabi di Bagdad e di Bassora e di Damasco cos come avevano minacciato il popolo hindu. Ma avrebbero scoperto che gli arabi erano di un'altra stoffa. Avevano cercato di illuderli con regni fantasma, quando anche l'ultimo dei facchini del bazar sa che Feisul e Abdullah, persino lo stesso re di Hedjaz con tutto il suo potere sulle citt sante, non ha potere alcuno fuori dalla portata delle pistole degli Inglizi. L'americano deve dire ai suoi compatrioti che il popolo iracheno continuer a lottare per la sua libert e per i principi proclamati dallo Sceicco Washitone da Miister Vilson. L'ultima rivolta era fallita perch non era stata preparata bene. La prossima volta... e la sua voce sal leggermente di tonalit. Quando ci alzammo per andar-

Una immagine di Bagdad nel 1920

Scesi nei pressi di Babilonia cerano collinette e frammenti di coccio che si poteva supporre fossero resti di antichi zigurrat

cene, egli ci accompagn alla porta. Chiesi alla mia guida di domandargli del plebiscito. Il vecchio scoppi a ridere. Oh, s, avevano distribuito dei fogli nei bazar, ma erano prestampati con il voto del mandato, cos che gli ignoranti avrebbero votato per il governo senza neppure saperlo. Soltanto gli ebrei avevano votato, e qualche ignorante. E comunque, quale uomo colto, quale profondo conoscitore della legge, si sarebbe mai abbassato a votare? Oh, auto-determinazione, dove sei mai? Disavventure con un Console Tra un miraggio e la difficolt di seguire la strada tra le molte interruzioni dei corsi d'acqua, finalmente il rappresentante dell'Aquila che Grida ed io arrivammo a Samarra molto tardi, dopo aver guidato la Ford tutto il pomerig-

I VIAGGIATORI

GERTRUDE BELL

FREYA STARK

Dal suo diario di viaggio datato 1923

Da Baghdad Sketches Londra, 1937

Torno ora da un tea-party con Sua Maest. stata una delle pi belle scene orientali che abbia mai visto. Il re era seduto accanto alla fontana del suo giardino, nel costume bianco e oro dei principi della Mecca

La prima cosa che vedete nella citt dei Califfi laspetto pi sordido: una strada lunga, infossata e dritta, uno squallido ibrido tra Oriente e Occidente, con la mancanza di attrattiva di entrambe

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DIARIO

LA REPUBBLICA 41

1980-88
LA GUERRA ALLIRAN Per contrastare la diffusione dellislamismo sciita e le rivendicazioni iraniane sul Golfo, il governo iracheno guidato da Saddam Hussein porta il paese a una guerra lunga e molto sanguinosa. Il contrasto con i paesi arabi moderati si acuisce fino alloccupazione militare del Kuwait e alla successiva annessione.

1991
LA GUERRA DEL GOLFO Lannessione del Kuwait, condannata dalla comunit internazionale, porta dopo ripetute e inefficaci risoluzioni delle Nazioni Unite alla guerra del Golfo. Nel giro di poche settimane il ras costretto a restituire allIran i territori conquistati. Rimane irrisolta la questione curda. Gli osservatori dellOnu tentano una protezione.

2003
LATTACCO AMERICANO Il 20 marzo di questanno scatta lattacco americano sostenuto da Tony Blair. Lotto aprile gli inglesi entrano a Bassora, il giorno dopo le truppe Usa invadono Bagdad, la statua di Saddam viene abbattuta in piazza del Paradiso. Bush annuncia la fine dei combattimenti il primo maggio, a bordo della portaerei Lincoln.

LINTERVISTA

E la Library of America cerc i testi scomparsi


New York i deve a Geoffrey O'Brien, direttore editoriale della Library of America, l'attuale celebrazione di John Dos Passos, e alla sua irrefrenabile passione per i temi e le ambientazioni dello scrittore di origini portoghesi se negli Stati Uniti sono state ripubblicate opere dimenticate dal tempo dell'uscita originaria. Qualche anno fa abbiamo deciso di pubblicare la Trilogia Americana, racconta nel suo ufficio di midtown, e siamo rimasti molto colpiti dall'enorme interesse suscitato da uno scrittore che noi stessi ritenevamo dimenticato. Abbiamo iniziato allora delle ricerche su libri scomparsi di cui si conoscevano soltanto i titoli. A cosa attribuisce il passaggio dalla popolarit all'oscurit? Ad uno stile modernista e per molti versi anticipatore, che era stato equivocato come realista e come tale era stato apprezzato all'inizio della sua carriera. Non si possono tuttavia dimenticare la posizioni politiche di Dos Passos, che cambiarono radicalmente dopo la guerra civile in Spagna e spiazzarono ammiratori e critici dell'epoca. Qual secondo lei l'importanza principale della sua opera?

I LIBRI
STEFANO FABEI Guerra santa nel Golfo, Parma 1990 ANDR CLOT Il califfo delle Mille e una notte, Rizzoli 1991 FREDERICK FORSYTH Il pugno di Dio, Mondadori 1994 BERNARD LEWIS Il linguaggio politico dellIslam, Laterza 1996 REINHARD SCHULZE Il mondo islamico nel XX secolo. Politica e societ civile, Feltrinelli 1998 GIOVANNI BERGAMINI I datteri di Babilonia, Scheiwiller 2003 TAWFIK YOUNIS LIraq di Saddam, Bompiani 2003 P. JEAN LUIZARD La questione irachena, Feltrinelli 2003 MAGDI ALLAM Saddam. Storia segreta di un dittatore, Mondadori 2003 BOB WOODWARD La guerra di Bush, Sperling & Kupfer 2003 ALBERT HOURANI Storia dei popoli arabi. Da Maometto ai nostri giorni, Mondadori 1998

La volont di comprendere e mettere perennemente in discussione le proprie idee. Dos Passos non mai stato schiavo di alcuna ideologia, e anche quando alcuni scritti hanno sconfinato nella retorica ha manifestato grande variet di interessi. Ne sono un esempio i diari di viaggio, forse l'aspetto pi interessante di questa riscoperta. Come li avete recuperati? Abbiamo lavorato fianco a fianco con il biografo Townsend Ludington, che conserva manoscritti e lettere originali dello scrittore. I diari di viaggio raccolti in Orient Express, cos come alcune poesie scritte in Medio Oriente, erano fuori stampa dalla fine degli anni trenta. All'epoca della prima uscita nel 1927 non ebbero un grande successo, e dieci anni dopo Dos Passos, con l'editore Harper, li ripropose ridotti con il titolo Viaggio tra le guerre. Ma il risultato non cambi di molto. Come mai? Cera allora una cultura caratterizzata da una forte insularit. E poi lapproccio letterario pi da viaggiatore che narratore. Oggi lambientazione irachena arricchisce il testo di altre implicazioni. Rimane sorprendente il fatto che siano stati scritti 80 anni fa. Antonio Monda

Sopra, un portatore dacqua in Iraq nel 1920; in alto, una veduta delle rovine di Ctesiphon, in Persia, 1930

gio sulle nude distese ghiaiose della terra che i fiumi hanno devastato, dove si superano di continuo macerie di citt e di torri sbriciolate. Era quasi buio quando passammo sull'altra sponda su uno degli strani traghetti e vedemmo in lontananza la silhouette della Grande Zigurrat, come la torre di Babele delle Bibbie illustrate di una volta. Alle nostre calcagna arriv immediatamente un Consigliere, con la sua macchina roboante, per scoprire che cosa diavolo cercassimo da quelle parti. Andammo tutti alla casa del Kaimakom, dove ci diedero delle stanze arredate di recente con mobili di Maple in stile europeo e tanto chintz. La cena fu assolutamente splendida. L'acme della serata fu quando il Kaimakom, brillo per gli ardenti spiriti (alcolici che il Corano proibisce) unse le nostre teste di brillantina. Il rappresentante dell'Aquila che Grida era un uomo molto alto, che non aveva n bevuto n fumato. Sedeva dritto come un fuso, con un bicchiere intonso di arrak in mano e la brillantina gli colava sul volto mentre il Kaimakom gli fa-

ceva lo shampoo. Il Consigliere, che si era portato da casa il suo whisky personale e che si era sottomesso allegramente all'operazione, si appoggi allo schienale della sedia, rosso in viso come un tacchino. Fu una cena piacevole. Fu sulla strada del ritorno verso Bagdad, il giorno dopo, che ci perdemmo una volta per tutte. Quando sopraggiunse la notte finimmo la benzina. Ci fermammo lungo una pista che forse era una strada, da qualche parte tra il Tigri e l'Eufrate. Dopo un bel po' di inconvenienti, poich si supponeva che non fosse cos sicuro farsi cogliere fuori citt dal calare della notte, lasciammo il rappresentante dell'Aquila che Grida a mangiare un cocomero e partimmo in cerca di un chimerico villaggio nel quale, forse, avremmo potuto trovare una tanica di benzina. Andate, oh voi messaggeri, nella nazione disgregata e saccheggiata dal popolo crudele sin dagli inizi, sin da allora biasimati e calpestati, la cui terra i fiumi hanno devastato. incredibile quanto questo paese sia saturo di Bibbia, quanto queste desolate distese di fango e

questi cumuli di macerie siano isteriliti e disseccati dalle maledicenti lingue dei profeti ebraici. Bene, il servo del Console, Abdullah, ed io partimmo in cerca di una tanica di benzina. Era un uomo dalla pelle scura e dall'espressione corrucciata. Aveva una falcata lunga e rigida. Camminammo verso est, allontanandoci dalla strada in direzione di alcune deboli luci che avrebbero potuto essere quelle di un villaggio. Era strano camminare sulla superficie bucherellata della pianura. C'erano le stelle, ma non parevano dare luce alcuna. Di tanto in tanto un vento gelido e polveroso ci soffiava in volto: era un vento che non odorava di nulla. Camminammo e camminammo attraverso il vuoto da cui si erano ritratte forme e colori e odori come una lumaca si ritrae nel suo guscio. Senza dire parola

La cena fu assolutamente splendida. E la serata tocc lacme quando il kamaikom brillo di alcolici unse le nostre teste di brillantina

camminammo e camminammo. Abdullah ad un tratto con una mano mi tocc il braccio. Ci fermammo immobili. Il terreno cedette sotto i nostri piedi. Ricordai di aver visto alcune cave e calcinaie il giorno prima... Attraverso le tenebre riuscimmo a intravedere un filo di luce. Sentimmo odore di legno bruciato. Scivolando e ruzzolando scendemmo gi dal pendio dentro al fondo fangoso di qualche cosa. Abdullah and avanti e io lo seguii come meglio mi riusc. Ci trovammo davanti a una fornace accesa. Il fumo vortic intorno a noi. Non avendo trovato nessuno, ci arrampicammo e tornammo di nuovo al livello della pianura. Iniziammo a sentire dei cani randagi abbaiare. Quando ci avvicinammo al villaggio, i cani sentirono il nostro odore e ci vennero incontro. L'intera muta ulul. Raggiungemmo alcune capanne di fango e camminammo tra di esse, con i cani che ci facevano le feste e ci leccavano i talloni. Un vecchio si affacci assonnato da un uscio e ci mostr la pista per Kazimain. Per molto tempo

PAUL MORAND

AGATHA CHRISTIE

Da Lettere di un viaggiatore 1936

Da Il mondo in pericolo, 1930

Bagdad una citt senza carattere, dove i turchi hanno fatto urbanistica a colpi di cannone, ma la sua situazione sul Tigri infiocchettato di palmeti e serrato dai palazzi di Nabuccodonosor veramente bella

Unarteria affollata, piena di auto che strombazzavano, gente che urlava, merci europee in vendita nei negozi, energiche sputate precedute da gracchianti raspamenti di gola

seguimmo la strada finch questa scomparve, lasciandoci ancora una volta sperduti sulla frastagliata superficie della pianura. La faccenda era deprimente. Pass forse un'altra ora prima che ci ritrovassimo a camminare lungo i binari della ferrovia. La buona vecchia ferrovia di Bagdad! Doveva trattarsi della Willimantic Air Line. Alla fine raggiungemmo una stazione. Era buio, ma da l partiva una strada verso est. La strada passava attraverso un bivacco Sepoy. Al suono smorzato di flauti e tamburi i soldati ballavano, saltando tra i fal accesi dalle alte fiamme. "Kazimain", mi disse Abdullah, mettendomi un braccio sulle spalle e protendendo l'altro verso l'orizzonte. A Kazimain demmo dei colpi da svegliare i morti alle porte del Consolato Persiano. Finalmente apparve sull'uscio il Console in persona, in babbucce e seguito dai servitori che portavano lampade accese. Dovette pensare che i perfidi Inglizi fossero arrivati per assassinarlo. Quando seppe del guaio capitato al suo collega dell'Aquila che Grida fece un gesto brusco con la mano e ordin che fosse preparata la sua limousine. Corremmo lungo la strada per portare soccorso al Console lasciato a piedi e ci fermammo soltanto quando la strada fin sul ciglio di una profonda voragine. L'autista del console persiano si prese la testa tra le mani. Non poteva andare oltre. E cos la missione di soccorso dovette procedere a piedi, di nuovo, procedendo a fatica tra burroni e crepacci, finch spossati e ciascuno con una tanica di benzina in mano non arrivammo di nuovo alla fornace accesa. Infine trovammo le tracce della Ford su una pista. Gridammo, lanciammo gorgheggi simili a quelli dello jodel. La muta di cani randagi ci rispose, in lontananza, dall'orizzonte. Abdullah raccolse una scorza di cocomero. La macchina era sparita. Sforzammo gli occhi, per guardarci introno alla luce delle stelle. S, aveva il marchio del cocomero che il Console Sahib stava mangiando mentre lo lasciavamo. La macchina era sparita, forse portata via da qualche predone. Abdullah si accovacci sul ciglio della strada. Avrebbe atteso fino al mattino. Lo lasciai accanto a due taniche di benzina e mi avviai a piedi verso Bagdad. Camminare lungo le piste polverose, concentrati a seguirne i solchi, come camminare attraverso un sogno che al mattino non si ricorda pi. La moltitudine di stelle sconosciute. La landa, cos buia e vuota rispetto al cielo. Una distesa affollata di vuoto. Sotto il silenzio vibra il rumore, pronto a deflagrare nel furioso abbaiar dei cani randagi. Terra che adombra con le sue ali... nazione disgregata e saccheggiata, la cui terra i fiumi hanno devastato. Copyright 1927, 1955 by John Dos Passos. Traduzione di Anna Bissanti

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro

9 770390 107009

ALVOHXEBbahaajA CHDEDXDQDL
30927

Anno 28 - Numero 228

1,20 in Italia
PREZZI DI VENDITA ALLESTERO: Austria 1,85; Belgio 1,85; Canada $ 1; Danimarca Kr. 15; Egitto Pt. 700; Finlandia 2,00; Francia 1,85; Germania 1,85; Grecia 1,60; Irlanda 2,00; Lussemburgo 1,85; Malta Cents 50; Monaco P. 1,85; Norvegia Kr. 16; Olanda 1,85; Portogallo 1,20 (Isole

sabato 27 settembre 2003


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 300; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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Lunga giornata di riunioni a Palazzo Chigi. Luned il varo della Finanziaria e lincontro con i sindacati. An e Udc: resta il problema politico di Bossi

DIARIO

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UNA MAGGIORANZA IN STATO DI CRISI
MASSIMO GIANNINI
ON un compromesso tardivo e pasticciato sulla Finanziaria e sulle pensioni, quello che doveva essere un esecutivo di legislatura dichiara virtualmente il suo stato di crisi. una crisi in senso politico: il centrodestra non pi una coalizione, ma un cartello di partiti che hanno culture inconciliabili e obiettivi incompatibili. Non ancora una crisi in senso tecnico: c una maggioranza parlamentare, c un primo ministro in carica. Ma da oggi in poi diventa evidente che ogni momento e ogni pretesto pu essere fatale, per trasformare la dissoluzione politica dellalleanza nella caduta effettiva del governo. SEGUE A PAGINA 17

ROMA Nove ore di faccia a faccia a Palazzo Chigi e la maggioranza trova un compromesso che permette di sbloccare Finanziaria e condono edilizio, e, contemporaneamente, di far partire il processo di riforma delle pensioni. Luned gli incontri con le parti sociali sulla delega previdenziale (il confronto si concluder prima del 3 ottobre), poi il Consiglio dei ministri che dovr varare la legge di bilancio: conterr probabilmente aumenti per sigarette e alcolici. Sulle pensioni il governo vuole intervenire imponendo linnalzamento dellet contributiva a partire dal 2008: ci si potr ritirare dal lavoro solo con 40 anni di contributi oppure con 65 anni di et per gli uomini e 60 per le donne. Si tratta ancora per chi invece gi in regime contributivo con la riforma Dini del 1996. DE GENNARO e PETRINI ALLE PAGINE 10 e 11

QuellIraq perduto e ritrovato

John Dos Passos

Dopo le rivelazioni di Repubblica il deputato forzista dice: Sono io il burattinaio, non voglio creare difficolt a Berlusconi

JOHN DOS PASSOS


I SI siede in giardino, fuori dall'American Bar sulla riva del Tigri, sotto alcune palme scheletriche. Oltre la fangosa riva grigia scorre il Tigri, quasi color buccia d'arancia nella luce della sera. Presso un fal di rami di palma un arabo con le sottane rimboccate sta friggendo delle patate Saratoga in una larga padella schiumante di grasso bollente. Non appena le ha fritte, le porge nei piatti agli anglosassoni in kaki dall'aria svagata, mollemente seduti a bere birra giapponese discorrendo di malaria, di febbre da flebotomi, di dissenteria. Intorno alle barche di vimini e cuoio (vedi Senofonte) scorre rapido il fiume, che crea vortici l dove esse passano. Di tanto in tanto un lungo wherry (piccola imbarcazione a remi per il trasporto di passeggeri, n.d.r.) con una lanterna a prua guizza da sotto il ponte di barche, modellato su quello grazie al quale Cesare attravers il Reno. Sorseggiando un bicchiere di birra giapponese il giorno divampa giallo come un lampione di strada per poi svanire, lasciando posto alla notte, alle lanterne dei wherry che paiono inseguirsi, alle luci arcuate sul ponte e al cupo cielo Caldeo intarsiato di stelle... Da lontano, di l dal fiume, giunge il fischio di una locomotiva e il rumore di vagoni sballottolati. La Ferrovia di Bagdad. Le locomotive a carbone fischiano in tono derisorio al di l dell'orizzonte limaccioso. Oh, la ferrovia di Bagdad, destinata a non essere mai portata a termine, e che doveva collegare il Sultano Sci Mulay Wilhelm Khan Pasha ai suoi domini orientali, spauracchio di colonnelli dal fegato delicato di stanza in India, Moloch ben pasciuto delle vite di giovani uomini, fantasma dalle luride ruote che ha fatto correre strambi treni espresso attraverso gli anni 1890 fino agli anni difficili del nuovo secolo, soltanto per schiantarsi una volta per tutte nel grande cruento deragliamento della guerra. SEGUE A PAGINA 39

BuferasullatrappolaTelekom
Taormina: Mi dimetto. LUlivo a Pisanu: chi sono i mandanti?
LA POLEMICA

CHI SONO I REGISTI DELLA CALUNNIA


GIUSEPPE DAVANZO
erch la Casa delle Libert, ovvero una maggioranza ampia, un governo forte sostenuto da un importante consenso popolare, decide di giocare la partita di Telekom Serbia con i figuri pi torbidi del pi recente passato: spioni, falsi spioni, neofascisti, mafiosi, truffatori, tutto il peggiore bestiario del sottobosco italiano? La domanda pi essenziale, oggi, appare questa. I fatti sono alquanto chiari. C lacquisizione del 29 per cento della telefonia serba da parte di Stet/Telecom Italia. Laffare, avviato durante il governo del centro-destra (1994), viene condotto dal governo del centro-sinistra in modo obliquo, e concluso peggio. Secretato il Closing memorandum. Le Mediazioni miliardarie non trovano una ragione accettabile. Confonde ancora di pi la trattativa lapparente, assoluta indifferenza del governo (azionista di riferimento del monopolista della telefonia italiana) dinanzi a un affare che di fatto salva Slobodan Milosevic dalla spallata dellopposizione. Una coalizione di governo, consapevole della sua forza e anche dei suoi doveri istituzionali, avrebbe dovuto e voluto fare luce sullaffare con equilibrio e misura senza smarrire la determinazione. Accade invece che la Commissione, fin dai suoi primi passi, sia presa in ostaggio da un pugno di avvocati, parlamentari, magistrati, ufficiali di polizia giudiziaria che non sembrano punto interessati ad accertare la verit. Appaiono soprattutto desiderosi di mettere in moto una macchina diffamatoria capace di stritolare la credibilit e il buon nome degli avversari politici, il presidente della Commissione europea Romano Prodi, il leader del maggior partito di opposizione Piero Fassino, lex-presidente del Consiglio Lamberto Dini che deve pagarla per aver tradito il Polo nel 1995. SEGUE A PAGINA 17

Il pluralismo immaginario della legge Gasparri


ANDREA MANZELLA
NA legge sullassetto del sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale non mai una legge ordinaria. dappertutto intesa come legge di rilievo costituzionale. Primo, perch riguarda la libert di ogni individuo di ricevere e di comunicare informazioni o idee ( la formula dellart. 11 della Carta europea dei diritti fondamentali). E anche il diritto ad uninformazione trasparente (lart. 21 della nostra Costituzione aggiunge: La legge pu stabilire che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica). Secondo, perch organizza lo spazio pubblico della comunicazione politica (e quindi dalla sua correttezza dipendono la stessa verit delle campagne elettorali e la tutela della libera concorrenza tra partiti, di cui ancora parla la Costituzione allart. 49). Terzo, perch come continua la Carta di Nizza, deve rispettare il pluralismo dei media (cio: non solo il pluralismo politico dei messaggi, ma anche il pluralismo dei mezzi con cui i messaggi sono diffusi. E per evitare il lugubre assorbimento tra mezzo e messaggio, si devono far convivere i cento fiori della comunicazione: dal ciclostile ad Internet alla televisione satellitare). SEGUE A PAGINA 17

La sede di Telekom Serbia a Belgrado

SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7

LINTERVISTA

I sospetti del presidente della commissione parlamentare: non posso escludere nulla

Trantino: Hanno usato la mia faccia


CARLO BONINI A PAGINA 3

DOSSIER

Tra i monasteri blindati del Tibet. Il Dalai Lama: devono darci pi libert

Il Budda proibito dalla Cina


Il brasiliano andr allestero
NellInferno di Dante, trascinati da un crudele assassino. Una trama ad alta tensione, un imprevedibile thriller storico.

Rizzoli romanzo

DUE EDIZIONI IN UNA SETTIMANA

Non sopporto la panchina Rivaldo lascia il Milan


CURR E SORRENTINO A PAGINA 51

In Tibet la battaglia sul Panchen Lama, la seconda autorit spirituale buddista, diventata sinonimo di resistenza. I monaci non vogliono accettare quello che Pechino ha prescelto e continuano ad adorare il loro, che il governo cinese ha invece incarcerato e non si sa neppure dove sia. Cos i luoghi di culto buddisti sono sempre pi sotto controllo. E continua la protesta del Dalai Lama che manda un messaggio a Pechino: Non vogliamo lindipendenza, ma dateci la libert. ALLE PAGINE 14 e 15

CON REPUBBLICA

LEnciclopedia luned il 5 volume


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Il nuovo romanzo di Benni vi commuover.

ACHILLE PI VELOCE.