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UNIVERSIT DEGLI STUDI CORSO DI LAUREA

LETTERATURA TEDESCA

ANALISI E COMMENTO DELLA POESIA LANDSCHAFT DI RAINER MARIA RILKE

Studente: Cenzino Moscazzi

Anno Accademico

LANDSCHAFT

PAESAGGIO

Wie zuletzt, in einem Augenblick aufgehuft aus Hngen, Husern, Stcken alter Himmel und zerbrochnen Brcken Und von drben her, wie vom Geschick 5 von dem Sonnenuntergang getroffen, angeschuldigt, aufgerissen, offen ginge dort die Ortschaft tragisch aus:

Come allultimo istante improvvisato con un mucchio di case, pendii, pezzi di vecchi cieli e ponti distrutti e, come una fatalit, dallalto percosso dal calar del sole, aperto, lacerato, accusato avrebbe esito tragico il paese:

fiele nicht auf einmal in das Wunde, drin zerflieend, aus der nchsten Stunde 10 jener Tropfen khlen Blaus, der die Nacht schon in den Abend mischt, so dass das von ferne Angefachte sachte, wie erlst, erlischt.

Se dallora successiva, sciogliendosi, non cadesse ad un tratto in quella piaga quella gocciola di frescura azzurra che la notte mescola gi alla sera cosicch il fuoco attizzato da lontano, liberato, lentamente si smorza.

Ruhig sind die Tore und die Bogen, 15 durchsichtige Wolken wogen ber blassen Huserreihen die schon Dunkel in sich eingesogen; aber pltzlich ist vom Mond ein Schein durchgeglitten , licht, als htte ein 20 Erzengel irgendwo sein Schwert gezogen.

Tranquilli sono gli archi ed i portoni, nubi trasparenti fluttuano sopra le file di pallide case che hanno gi preso in s il buio; ma improvvisamente un lampo della luna guizzato, leggero come avesse un arcangelo estratta la sua spada chiss da [dove.

Il componimento intitolato Landschaft venne composto da Rainer Maria Rilke inizialmente nel marzo del 1907 a Capri, ma ebbe la sua stesura completa e definitiva nellagosto dello stesso anno a Parigi. La lirica appartiene al secondo ciclo della raccolta poetica Neue Gedichte, che fu pubblicato nel novembre del 1908 con il titolo Der Neuen Gedichte anderen Teil e con la dedica A mon grand ami Auguste Rodin1. Questo ciclo consta di un centinaio di componimenti scritti tra lestate del 1907 e quella del 1908 e rappresenta il punto di svolta rispetto alla precedente produzione rilkiana: il frutto della scelta, da parte del poeta, di lasciare la provincia praghese e di trasferirsi a Parigi, dove entr in contatto con la realt degradata ed alienante della moderna metropoli e con le idee artistiche del noto scultore francese Auguste Rodin, che ne influenz notevolmente il modo di comporre e determin in Rilke una profonda crisi esistenziale e produttiva2. Landschaft lo specchio di questa crisi interiore, compositiva ed artistica del poeta, che viene espressa, a livello lirico, attraverso la rappresentazione simbolica di un paesaggio indefinito, collocato in uno spazio senza dimensione e senza tempo, a cui fa da sfondo levolversi di un tramonto, dal suo momento iniziale fino alla sua conclusione a notte inoltrata. Il titolo introduce e riassume lo scenario paesaggistico, che viene riprodotto allinterno della poesia e che assolve limportante compito di presentare ed anticipare la metafora della crisi: infatti, lo stato danimo del poeta come il paesaggio che egli delinea. In effetti, il componimento descrive la tragica condizione di un piccolo paese che, agli occhi di Rilke, si ritroverebbe in un solo istante distrutto, dilaniato e ridotto ad un ammasso indistinto di rovine di pendii, di case, di pezzi di vecchi cieli e di ponti crollati ed a cui non rimarrebbe nientaltro che la tetra oscurit del calar della sera se una gocciola di frescura azzurra non fosse caduta provvidenzialmente e, sciogliendosi, non avesse ricomposto quellequilibrio quasi precario. In questo modo, la notte potuta scendere sul paese, risparmiato dalla distruzione, e ha potuto riportare tranquillit e serenit tra le fila di pallide case. Improvvisamente per, la quiete ed il buio della notte sono stati tagliati e squarciati da un fulmineo bagliore proveniente dalla luna: uno sfavillante lampo guizzato repentino e sembra suggerire al paese che la sua salvezza stata possibile grazie allintervento divino, che ha sconfitto le forze del male per mano dellArcangelo e della sua spada scintillante, estratta prontamente da chiss dove.

Landschaft fu inviata, insieme alla poesia Delphine, come omaggio alla contessa Manon zu Solms-Laubach, con la quale Rilke condivise linverno nella splendida costa napoletana. Per maggiori informazioni si rimanda a R. M. Rilke, Poesie I (1895-1908) - II (1908-1926), Torino, Einaudi-Gallimard, 1994-1995, pp. 960 e 989 ed a A. Chiarloni, U. Isselstein, Poesia tedesca del Novecento, Torino, Einuadi, 1990, p. 52. 2 Per maggiori informazioni si rimanda a R. M. Rilke, Op. Cit., Introduzione e commento, pp. 850-957.
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La poesia presenta una particolare struttura formale, che prevede una duplice suddivisione a seconda del differente livello di analisi che viene preso in considerazione. Infatti, valutando la lirica da un punto di vista costitutivo e prettamente temporale, si pu notare una partizione in tre strofe che corrisponde allo sviluppo dei tre momenti fondamentali, in cui si articola lintero racconto poetico. Questi momenti vengono descritti secondo un preciso ordine logico, che non ricalca il classico modello di riferimento, determinato dal susseguirsi di ipotesi-causa-effetto, ma lo rovescia parzialmente; in effetti, la prima strofa individua lesito tragico che avrebbe potuto colpire il paese e si manifesta come ipotesi. La successione logica delle restanti strofe, invece, invertita in quanto leffetto precede la causa: la seconda strofa concretizza leffetto, ovvero svela anticipatamente lelemento di salvezza che evita la distruzione presentatasi sottoforma di fuoco incombente; la terza ed ultima strofa, causa, descrive la tranquillit che avvolge le case ignare e lintervento divino si rivela come il motivo effettivo dellavvenuta salvezza. Se si considera il componimento, invece, in modo tematico e stilistico, risulta diviso in due parti simmetriche e specchianti, la cui chiave di volta e di rottura rappresentata dalla locuzione jener Tropfen khlen Blaus, che occupa interamente il decimo verso e che segna landamento dei registri compositivi. Nella prima parte, formata dalla strofa iniziale e da met della strofa centrale, lelemento predominante viene reso dallidea di distruzione, rovina e morte che la condizione del paese lacerato rimanda, unitamente alla descrizione del calar della sera e dellappropinquarsi della notte buia. La parte restante, invece, si inserisce nel finale della seconda strofa e nellultima e si caratterizza da un profondo sentimento di quiete e speranza, che viene delineato dallinatteso arrivo della pioggia fresca e dal bagliore confortante della luna. Da un punto di vista metrico, la poesia si costituisce di tre strofe a schema libero e di diversa lunghezza: la prima e la terza strofa sono formate da sette versi ciascuna e possono essere considerate come delle sestine ampliate3; mentre la strofa centrale una sestina a tutti gli effetti, in quanto costituita precisamente da sei versi. Le singole strofe sono strutturate da versi liberi, variamente composti e rimati, che non ubbidiscono ad alcuna regola predefinita n a livello metrico n a livello rimico. Infatti, ogni verso presenta un numero indistinto e variabile di sillabe e di ictus; la rima libera, senza schema fisso, anche se il componimento non completamente sciolto: in effetti, va notata la presenza della rima incrociata nei primi e negli ultimi versi (ABBA, LMML). In ciascuna strofa, inoltre, sono presenti allitterazioni ed assonanze, che riecheggiano nel contrasto vocalico per evidenziare lopposizione di fondo distruzione-ressurezione; linserimento di rilevanti enjambements, invece, serve per modulare il ritmo della poesia e per regolare lautonomia strofica in relazione al campo semantico di riferimento.

Ampliata si riferisce al fatto che la strofa formata da sette versi a schema libero e di diversa lunghezza.

Anche a livello fonico la poesia risulta specchiata in due parti, tra loro per contrapposte: nella prima strofa e fino a met della seconda, la prevalenza di suoni cupi, gravi ed acuti (espressi grazie allimpiego delle vocali chiuse e, i ed u) si armonizza con limmagine simbolica della distruzione imminente. Dalla seconda met della strofa centrale fino allultimo verso, la prevalenza di suoni aperti e calmi (resi attraverso il ricorso a vocali aperte a, e ed o) si lega, invece, allidea di tranquillit, di malinconica quiete e di speranza, che smorza il dolore e la distruzione. In ambiente consonantico si evidenzia luso costante delle laterali, nasali e dentali assieme alle vibranti ed alle labiali. Sul piano sintagmatico, questa specularit risulta meno evidente, in quanto il ritmo viene scandito quasi prevalentemente da una sintassi subordinativa, caratterizzata da un impianto predominante di tipo ipotattico. La ricchezza di participi passati, utilizzati spesso da soli a causa della frequente ellissi del verbo ausiliare, rappresenta uno degli elementi pi rilevanti sintatticamente dato che si dispongono in ordine crescente per quanto riguarda il piano del significato: i participi passati della prima parte rimandano allinizio della crisi interiore del poeta e quindi allidea di lacerazione e rovina, mentre nella seconda parte il significato participiale si attenua per evidenziare la serenit del poeta e traslatamente anche del paesaggio. A partire dal verso-chiave del componimento, jener Tropfen khlen Blaus, la struttura sintattico-lessicale muta: i periodi si fanno pi brevi e meno complessi; le parole in fine di verso sono meno aspre e drammatiche rispetto a quelle iniziali. La punteggiatura viene largamente adoperata nella prima parte della poesia in modo tale da rallentare il ritmo dei versi; nella seconda, invece, quasi assente e si accorda con le pause del verso, mentre i periodi si snodano in modo pi fluido e disteso. Se si osserva lambito linguistico, inoltre, si pu notare che il tessuto della lingua costituito da termini che appartengono sia allambito lessicale comune e colloquiale sia ad un ambiente pi aulico. Va inoltre evidenziato che il senso a cui il poeta si riferisce maggiormente la vista: gli elementi paesaggistici inducono il lettore ad associare, agli oggetti citati nel testo poetico, precisi colori, profumi e sensazioni che ognuno riconduce alla propria esperienza di vita vissuta e di paesaggi visti. Di fatto, lunico colore che Rilke esplicita nel testo poetico lazzurro, anche se cromaticamente il testo rimanda, nella prima parte, al colore grigio per la descrizione di rovine e, nella seconda, ai colori blu ed argento, che delineano il buio della notte illuminata dallimprovviso bagliore della luna. La prima strofa si apre con la descrizione dellipotetica condizione in cui si verrebbe a trovare un indistinto paesaggio collinare se, allimprovviso, venisse distrutto e dilaniato in un solo, fulmineo istante: il paese che lo contraddistingue apparirebbe come un cumulo indefinito ed omogeneo di macerie provenienti da pendii, case, pezzi di vecchi cieli e ponti crollati. A questimmagine di dolorosa

devastazione fa da sfondo il tramonto del sole, che cala tragicamente sul piccolo paese e lo copre, come un velo, con il buio delle tenebre. Il tramonto, il momento preciso in cui il sole muore per dare inizio alla notte lunga ed oscura, per antonomasia la rappresentazione pi allusiva della morte, che viene qui suggerita dallidea di distruzione e rovina che permea interamente la prima parte del componimento. Rilke lega volutamente il calar del sole al piccolo paese collinare, il quale enuncia una tragica verit di cui si fa inconsapevole portatore: la realt ben diversa dalle apparenze e, per questo, segnali di morte possono giungere in ogni momento e da ogni elemento, anche quello apparentemente pi rassicurante. Gli elementi architettonici e paesaggistici qui descritti si caricano cos di un significato simbolico che sottende alla malinconia ed alla solitudine, riallacciandosi, nel contempo, al motivo portante della lacerazione e del tormento interiore. In questo senso vanno intesi ed analizzati concretamente i sostantivi Hngen, Husern e Brcken, che Rilke personifica ed antropomorfizza in modo da rendere allegoricamente le sensazioni ed i sentimenti che egli prova in prima persona: questi elementi naturali diventano, pertanto, il tramite grazie al quale esplicita la propria insoddisfazione personale ed artistica4. Il termine Hngen si riferisce ai pendii collinari che circondano il paese lacerato e ricorda quindi unorografia non piatta e non lineare, ma delicatamente mossa ed ondeggiante. Lirregolare sinuosit dellorizzonte collinare sembra richiamare e rispecchiare allegoricamente uno stato danimo di profonda inquietudine: il poeta confuso ed ansioso che la realt che lo circonda gli appare esterna ed alienante, quasi deformata. Il sostantivo Husern, case, assume qui unaccezione negativa, che rovescia il significato consueto che il termine stesso rimanda al lettore. Nellimmaginario collettivo, infatti, il concetto di casa richiama sentimenti positivi, legati allidea di famiglia e di calore, di serenit e di sicurezza; in questa prima strofa, invece, le case vengono descritte come fragili pezzi che si sono frantumati e questa scelta sottolinea lidea di precariet della vita cos come del passare del tempo. Analogamente, la parola Brcken viene presentata con un significato quasi antitetico rispetto al suo valore ed utilizzo comune: i ponti, generalmente, rappresentano lelemento architettonico che funge da tramite diretto tra due o pi paesi, citt, stati e che, pi semplicemente, permette e garantisce

4 In quegli anni, Rilke si lament, rivolgendosi allamica Lou Salom, di aver esaurito la propria vena compositiva e di non riuscire pi a trarre alcuna ispirazione dalla realt parigina in cui viveva, nonostante i molteplici stimoli che questa gli offriva. Egli sosteneva: []Devo imparare a lavorare, a lavorare, Lou, questo che mi manca tanto! Il faut toujours travailler - toujours [] Anche sotto questarte ci deve essere un mestiere, anche qui deve essere possibile un lavoro quotidiano che utilizzi ogni cosa! [] Mi propongo sempre di guardare, di osservare meglio, con pi pazienza, di stare pi assorto, come dinnanzi alle cose piccole che ho sempre ignorato (Lettera a Lou Salom, 10 settembre 1903). Questa maggiore consapevolezza fu determinata dallincontro e la frequentazione con lo scultore Rodin e con la sua arte, basata sullosservazione delle cose quotidiane: Larte non deve parlare, ma fare. Rilke infatti lott per tradurre in realizzazione poetica concreta limperativo rodiniano del lavoro senza sosta, dellesercizio del guardare per porre attenzione alla sfera dei fenomeni reali e trasportarli successivamente in materiale linguistico attraverso il Dinggedicht, la poesia delle cose. Per maggiori informazioni si rimanda a R. M. Rilke, Op. Cit., Introduzione e commento, pp. 850-957.

legami sociali tra gli uomini. In questi versi, al contrario, Rilke descrive i ponti come crollati (zerbrochnen) e li trasforma in un limite invalicabile, che non gli permette di entrare in contatto con altri uomini, condannandolo cos allisolamento ed alla solitudine. Lidea di distruzione e di angoscia si ritrova, inoltre, nella descrizione inconsueta ed originale del cielo rilkiano: vecchio ed a pezzi (Stcken [] der alter Himmel). Questa definizione viene determinata dallaccostamento di due termini semanticamente lontani tra loro e scardina la tradizionale rappresentazione della volta celeste che rimanda allidea di infinito e di maestosa immensit. Di fatto limmagine rilkiana del cielo vecchio ed a pezzi rafforza laurea di agonia, catastroficit e caos che caratterizza la poesia e il paese stesso: questultimo, in questo modo, non appare compatto, ordinato ed armonioso bens lacerato e profondamente tormentato, come un cuore straziato dalla solitudine e dallabbandono, perch privato di rapporti umani veri e sinceri. Questo accostamento si contrappone allidea di omogeneit che, quasi paradossalmente, pu scaturire da un momento tragico e distruttivo: le singole unit che compongono i diversi edifici ed elementi paesaggistici si sono disintegrate e riformate tra loro, creando un tuttuno omogeneo e difficilmente distinguibile. Traslatamente, quindi, limmagine di un cumulo indistinto di macerie pu richiamare alla mente lidea di Massengesellschaft, che caratterizza la Parigi di inizio Novecento, in cui il giovane poeta si trasferisce nel 1902. La capitale francese dei tempi di Rilke era infatti, assieme a Londra, la pi importante e moderna metropoli europea, in cui vivevano milioni di abitanti in condizioni disumane ed alienanti; per questo, Parigi fu per il poeta contemporaneamente fonte di ispirazione ma anche esperienza devastante. Egli rimase notevolmente impressionato da tutti quegli aspetti negativi che la contraddistinguevano: degrado umano, emarginazione, anonimato delle masse e povert5. Per certi aspetti, dunque, si pu scorgere nellaffiancamento dei termini alter Himmel una vena nostalgica di velata malinconia per il vecchio cielo praghese, meno mondano e metropolitano ma pi rassicurante. I due sostantivi astratti Augenblick e Geschick, infine, espressi dalla figura retorica della similitudine (che li pone in un rapporto esplicito di somiglianza), si possono accostare semanticamente perch richiamano, in qualche modo, lidea di inevitabilit. Il termine Geschick significa fatalit e, in effetti, sottende lintervento inarrestabile e necessario del fato che, semplicemente agendo, modifica il corso stesso degli eventi e delle situazioni. Augenblick invece esprime listante e listantaneit richiama appunto lidea di celerit e di immediatezza, che si lega alla fugacit del tempo che passa rapido ed inesorabile in un batter docchio. Ci evidenzia un certo contrasto con lintera strofa, il cui ritmo lento ed affaticato tende invece a dilatare il tempo allinterno del paese lacerato per metterne in evidenza la dolorosa sofferenza.

Per maggiori informazioni, si rimanda a A. Reininger Storia della letteratura tedesca fra lIlluminismo ed il Post-moderno 17002000, Torino, Rosenberg e Sellier, 2005, p. 397.
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Infine, si noti nel sesto verso la presenza dellenumerazione, sottoforma di asindeto, dei participi passati privi del verbo ausiliare: angeschuldigt, aufgerissen, offen sono posti in un ordine semantico di importanza crescente per quanto concerne il riferimento alla speranza di salvezza del paese. Il primo termine, angeschuldigt (incolpato), presenta un significato forte in quanto contiene la radice del sostantivo Schuld ed evidenzia unipotetica colpa del paese, il quale merita, pertanto, di essere punito; il secondo participio, aufgerissen (lacerato), si lega pi strettamente al terzo termine dato che entrambi rimandano allidea di apertura e di passaggio, ma in due modi distinti: mentre aufgerissen indica una feritoia piccola ma profonda, che permette comunque di far filtrare un barlume di speranza, offen (aperto), al contrario, individua un concetto di spazio decisamente pi ampio e vasto e pertanto anticipa la possibile e sicura salvezza. In questi versi, quindi, il poeta vuole sottolineare limportanza dellespiazione preventiva delle colpe, che permette di approdare alla salvezza finale e definitiva dopo esser passati attraverso una ferita stretta e dolorosa. Da un punto di vista formale, queste sensazioni dolorose e strazianti si percepiscono gi ad una prima lettura: infatti, il ritmo ne risulta affaticato e pesante, in sintonia con la presenza di parole prevalentemente bi- e polisillabe, di versi lunghi e monotoni che prevedono un largo utilizzo della punteggiatura e con la successione di suoni cupi, gravi ed acuti ed una trama di rime, allitterazioni e assonanze notevolmente marcata. Allinterno di questa sestina ampliata, solo i primi versi si trovano in un rapporto rimico diretto (rima incrociata: ABBA), mentre il resto della strofa sciolta, anche se sono presenti tre coppie di rime: Augenblick-Geschick, Stcken-Brcken e getroffen-offen. Le prime due coppie presentano una certa coincidenza sonora e di significato, mentre laltra coppia di rime, getroffenoffen, formata da rime grammaticali, che sono per cos dire contenute luna nellaltra e che appartengono alla stessa categoria di riferimento: entrambi i termini sono, di fatto, dei participi passati, che sottintendono rispettivamente i verbi ausiliari Haben e Werden. A livello fonico, il suono cupo della u ritorna per sette volte in tre versi, rafforzando anche semanticamente limpressione di oscurit ed angoscia: infatti, Rilke descrive il paese semidistrutto attraverso gli elementi architettonici che lo compongono e servendosi della figura retorica della sineddoche (la parte per il tutto). Nei restanti versi che compongono la prima strofa, il suono grave delle vocali e ed o sottolinea limmagine di paura e malinconia, che segue la distruzione stessa del piccolo paese. In ambiente consonantico, va notata la prevalenza di suoni aspri (s, r, p, st) e la frequenza nelluso di parole caratterizzate dai gruppi consonantici -ck, -ch, -ng, -ft, che creano un ulteriore effetto di rallentamento a livello di suoni. Sempre da un punto di vista fonetico, si notino lassonanza del secondo verso, in cui si assiste alla ripetizione dei fonemi au (anche nella loro variante con vocale raddolcente in u) nelle parole aufgehuft aus [] Husern; e nel terzo verso, lallitterazione consonantica dei fonemi br nelle parole zerbrochnen Brcken, che rimanda chiaramente a qualcosa di

forte, violento e distruttivo. Nel verso che conclude la prima strofa, infine, lallitterazione dort-

Ortschaft crea uno stato di tensione che anticipa il tema della strofa seguente.
Allinterno di questa prima strofa, inoltre, sono presenti due soli enjambements, che servono al poeta per porre laccento, anche a livello grafico, sul tema della devastazione e dellangoscia: il sostantivo Augenblick, posto alla fine del primo verso, si lega con il participio aufgehuft, che si trova ad inizio del secondo verso; cos come si assiste ad una nuova e rilevante pausa tra il sostantivo Stcken e le coppie aggettivo-sostantivo alter Himmel e zerbrochnen Brcken. Sintatticamente, la prima strofa si distacca dalla struttura dellintero componimento, in prevalenza di tipo ipotattico, perch caratterizzata da paratassi: la proposizione principale viene di fatto anticipata da una proposizione coordinata, presente nel quarto verso, che sottolinea una certa contemporaneit tra i periodi. La proposizione principale in fine di strofa, infine, si caratterizza dalluso del Konjunktiv II e dallinversione della coppia soggetto-verbo: Rilke utilizza il tempo verbale delleventualit per delineare lipoteticit della condizione del paese, mentre linversione serve a dare maggior enfasi allidea di tragicit che il verso stesso esprime. La seconda strofa ricalca esattamente la struttura bipartitica in cui si pu dividere, a livello tematico, lintero componimento: in effetti, i primi versi si legano alla strofa precedente continuandola e completandola; quelli finali, invece, si possono considerare come lanticipazione della quiete che descrive e caratterizza la terza ed ultima strofa. Elemento distintivo che separa queste due parti il decimo verso, jener Tropfen khlen Blaus, che si trova perfettamente a met della lirica e che svela finalmente lidentit dellelemento che ha salvato il paese dalla distruzione e dalla rovina. In effetti, questa sestina descrive lintervento provvidenziale e salvifico della gocciola di pioggia, che, caduta nella ferita ancora aperta del paese, lo ha liberato dalla minaccia incombente di un fuoco attizzato da lontano, proprio quando, nellora successiva al tramonto, le tenebre della notte si mescolano gradualmente alla sera. La prima parte della sestina si apre con un esplicito richiamo alla drammatica situazione del paesaggio collinare e, conseguentemente, riprende gli ultimi versi della strofa precedente: lidea di angoscia e di tragicit, che contraddistingue il paese, si rinnova qui nel ricorso al sostantivo Wunde, che si trova alla fine del verso introduttivo ed indica, di fatto, la piaga ancora lacerata ed aperta del paese semidistrutto. Una ferita, anche se si completamente rimarginata, lascia comunque un segno tangibile ed indelebile a monito ed in ricordo di ci che lha determinata; in questo caso, per, si verifica una particolare condizione: il paese non stato realmente toccato dal pericolo imminente di un fuoco propagatosi nelle vicinanze, ma ha ugualmente percepito leffetto tragico e doloroso che ne sarebbe scaturito e che lo avrebbe potuto eventualmente colpire.

Il participio passato zerfliessend, che si traduce in italiano con il gerundio sciogliendosi, richiama il preciso campo semantico dello scrosciare dellacqua ed anticipa pertanto la gocciola di frescura azzurra del verso successivo. Nello stesso tempo, per, limmagine dellacqua che si scioglie rimanda ad un concetto di trasformazione e di passaggio: lacqua, in effetti, liquefacendosi, passa da uno stato solido ad uno liquido. Questidea di passaggio implica quindi chiaramente un richiamo al cambiamento ed alleterna dicotomia vita-morte, che viene ripresa e definita anche dalla contrapposizione tra i due elementi naturali dellacqua e del fuoco: lacqua per antonomasia lelemento che si oppone alla forza distruttiva e devastante del fuoco. In questo caso, il poeta introduce entrambi gli elementi attraverso il ricorso alla figura retorica della sineddoche, riferendosi alla parte basilare ed elementare che li compone: lacqua di fatto descritta sottoforma di gocciola di frescura azzurra (jener Tropfen khlen Blaus), mentre il fuoco viene reso dal richiamo alla perifrasi ferne Angefachte sachte, che si dispone tra i versi dodicesimo e tredicesimo per creare una pausa, una spezzatura (enjambement) tra i livelli metrico e sintattico. La scelta di Rilke di posporre volutamente il soggetto della sestina e di staccarlo dal suo predicato di riferimento non casuale, ma viene dettata dalla necessit di creare maggiore tensione, sospensione ed attesa tra le parti: infatti, dopo aver introdotto lipotetica condizione del paese nella prima strofa, rivela qui leffetto che ha permesso la salvezza del paese e che, nello stesso tempo, ha annientato la causa della rovina del paese stesso e delle sue componenti. Il sostantivo Tropfen definisce la gocciola che cade sulla terra fecondandola, in quanto racchiude al suo interno le informazioni necessarie per garantirne lessenza vitale: questo elemento infinitamente piccolo pertanto fondamentale perch contiene linfinitamente grande, il mistero della vita. Contemporaneamente, per, questo termine d unidea di moltitudine aggregata ed omogenea: ogni goccia dacqua sembra apparentemente uguali ad unaltra, ma in realt contraddistinta da un piccolo elemento che la differenza. Questidea di omogeneit riprende limmagine del cumulo indistinto di macerie della prima strofa ed anticipa, contemporaneamente, le nubi trasparenti che fluttuano insieme tra le file di case della strofa successiva. La gocciola di pioggia definita, inoltre, dallaccostamento di due termini apparentemente lontani tra loro, ma che in realt rimandano allo stesso piano semantico di riferimento. Il poeta, infatti, attraverso il ricorso alla sinestesia, mette in relazione alcune precise sensazioni che richiamano le diverse sfere sensoriali ed in particolare il senso della vista. Laggettivo sostantivato Blaus indica il colore blu, il colore primario del freddo ma anche della calma e della serenit: in questo senso, presenta ed anticipa la provvidenzialit dellintervento divino che ha portato pace e tranquillit al paese minacciato. Ad esso, viene accostato laggettivo khlen che accentua ulteriormente lidea di frescura, che contraddistingue la pioggia stessa.

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Il fuoco, invece, viene qui definito in modo implicito dal riferimento ad alcuni elementi attizzati da lontano (ferne Angefachte sachte) ed altrettanto implicitamente lascia intendere il suo compito effettivo, che avrebbe dovuto portare a termine se la gocciola di frescura azzurra non fosse prontamente intervenuta per salvare il paese. Il fuoco non si presenta in questi versi come una forza annientatrice e devastante, ma come quellelemento naturale dinamico che tende a purificare tutto ci che lo circonda. Le sue fiamme non sono sempre sinonimo di morte e distruzione, ma possono essere anche benefiche in quanto racchiudono al loro interno una funzione purificatrice, che libera luomo dal peccato avvicinandolo a Dio ed alleternit. Rilke mette in risalto proprio questultimo aspetto peculiare del fuoco per definire ed anticipare la situazione del paese dopo larrivo della gocciola: salvo, seppur ancora scosso. Paradossalmente il fuoco, che minacciava il paese collinare per purificarlo e renderlo libero, alla fine verr liberato dalla forza dirompente dellacqua, che ha rinsaldato ci che questi ha solo ipoteticamente minacciato. Questa liberazione viene resa, nel tredicesimo verso, dal ricorso alla similitudine wie erlst, che rimanda ad unimmagine positiva di salvezza e di ritorno allordine e si lega allultima strofa, anticipandola. A questa lotta infinita ed eterna tra acqua e fuoco, vita e morte, bene e male, fa da sfondo larrivo della notte, che mescolandosi instancabile alla sera appena conclusa, ricorda il graduale ma inevitabile passare delle ore. Limmagine del tempus fugit , che viene qui delineata dalla locuzione aus der nchsten Stunde al nono verso e ripresa successivamente dalla proposizione relativa dellundicesimo verso, richiama lidea di fugacit della vita e di ineluttabilit del tempo che si pone come fil rouge temporale allinterno dellintero componimento. La struttura bipartita che caratterizza questa strofa viene ripresa anche ad un livello pi prettamente formale: i primi versi, in effetti, si presentano come lelemento di congiunzione tra le due strofe iniziali. Se si considerano come parte integrante della prima strofa, va notato che essi seguono la struttura della rima incrociata, che lega lultimo verso della prima strofa con i primi tre di quella centrale (DEED). Da un punto di vista fonico, inoltre, viene ribadita la presenza dei suoni gravi delle vocali e ed o, affiancati dalla disseminazione delle consonanti n, l e d che creano un ulteriore attesa e sospensione. Nella seconda parte, invece, si assiste ad un radicale cambio di registro: il ritmo si fa pi veloce e meno sincopato, mentre la quasi completa assenza di punteggiatura ed il ricorso a versi pi corti e musicali, caratterizzati da suoni aperti e pieni, ne sottolineano il differente contesto tematico di riferimento. Si assiste inoltre ad una concreta accelerazione ritmica allinterno di questo verso centrale, grazie alla disseminazione sia di suoni vocalici, come la o, la u e la e, sia delle labiali p e b e delle dentali d e t che rendono il vivace ticchettio della pioggia fresca e leggera.

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In generale, va evidenziato che il gioco di allitterazioni ed assonanze, che ha caratterizzato la strofa iniziale, qui completamente assente, altres si trova una sola allitterazione consonantica nel verso conclusivo della strofa stessa: erlst-erlischt. Le coppie di rime, formate rispettivamente dai sostantivi Wunde-Stunde dei primi versi e dai predicati mischt-erlischt degli ultimi, si comportano in modo analogo alle rime della prima strofa: presentano una stessa coincidenza dal punto di vista del suono, ma il loro rispettivo significato non rientra nelle stessa sfera semantica. Infine, va evidenziata la presenza dellunica rima interna di tutto il componimento ai versi dodicesimo e tredicesimo: Angefachte-sachte. Da un punto di vista sintagmatico, inoltre, questa strofa si distacca dalla precedente e si lega alla strofa conclusiva perch mantiene la preferenza per la subordinazione sulla coordinazione, in quanto la proposizione principale seguita da due proposizioni secondarie, rispettivamente da una relativa e da una concessiva, con cui stabilisce un rapporto di contemporaneit. La proposizione principale presenta altres una particolarit che richiama la figura retorica dellanastrofe: il soggetto viene posto alla fine del periodo, in un verso a parte, mentre il predicato al Konjunktiv II occupa il posto iniziale della frase ed apre la strofa centrale. La terza ed ultima strofa si apre con un concreto riferimento allimmagine di quiete e di serenit, che segue la minaccia da parte di un tragico evento: infatti, i portoni e gli archi delle fila di pallide case sono ora tranquilli dopo lo scampato pericolo e possono finalmente godersi la pace notturna. Il paese semideserto ancora parzialmente avvolto da nubi trasparenti e fluttuanti, che si stanno pian piano mescolando al buio della notte. Improvvisamente, per, un bagliore, guizzato repentino dalla luna, ha illuminato il villaggio come se un Arcangelo, inaspettatamente, avesse estratto la propria spada lucente e scintillante. Il componimento, che si era aperto con segnali angosciosi di morte e di devastazione, si conclude con lannuncio del rifiorire della vita, del ritorno graduale ad unapparente e normale quotidianit dopo lo scampato pericolo. Anche in questo caso, gli elementi architettonici che descrivono il paese non hanno una mera funzione descrittiva e decorativa, ma racchiudono un forte significato allegorico, di cui Rilke si serve per spiegare le sue emozioni e le sue sensazioni interiori: come gli elementi compositivi della prima strofa, quindi, anchessi vengono personificati ed antropomorfizzati dal poeta. Die Tore e die Bogen, rispettivamente porte ed archi, rappresentano due particolari e differenti tipologie di accesso alla casa: una pi aperta ed imponente, laltra pi circoscritta ed intima. Entrambi i sostantivi si riferiscono e rimandano ad unidea di apertura, di speranza e di positiva fiducia nei confronti del futuro e del mondo esterno. Lidea di quotidianit scandita da piccoli gesti e rituali rassicuranti viene suggerita dal sedicesimo verso, in cui Rilke riprende il concetto di casa precedentemente sviluppato, ma lo delinea con

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unaccezione differente rispetto alla prima strofa. Le case non si presentano pi come dei fragili frammenti, ma sono tornate ad essere intere e solide seppur pallide ed in fila (blassen Huserreihen). Questa descrizione reintroduce progressivamente il concetto di familiarit e di serenit che, come detto, labitazione comunemente sottende; ma nello stesso tempo riprende ed evidenzia lelemento di precariet che segue la catastrofe. Dopo lo scampato pericolo, la casa dovrebbe tornare ad essere il rifugio tranquillo e sicuro per ogni uomo, simbolo della sua opera e del suo tentativo di imprimere nella natura un segno della sua effimera presenza. Al contrario, qui la casa continua ad apparire ancora fragile e precaria: pallida perch ancora spaventata, toccata da quanto accaduto ed immersa nella tenebrosa oscurit della notte. Ma anche in fila, accostata ad altre case strutturalmente simili che hanno vissuto la stessa esperienza devastante e hanno provato la medesima paura. Il pallore della casa, che si contrappone al grigio delle macerie ed al blu della notte, diventa un colore altrettanto funebre: segno di morte ed allude alla fragilit ed alla precariet delluomo, la cui permanenza sulla terra brevissima e pu essere stroncata in solo attimo. Lessere in fila, invece, diventa un richiamo esplicito alla realt in cui lo stesso Rilke vive ed in cui la Massengesellschaft domina indiscussa: in effetti, in una societ di massa, gli individui tendono ad uniformarsi tra loro ed a cancellare ogni individualit, ogni differenza; lelemento diverso spicca, ma viene isolato. Qui non c diversificazione: le case, tutte uguali tra loro, sono anonime e prive di quei caratteri che le contraddistinguono e le differenziano. Lomogeneizzazione degli elementi architettonici e paesaggistici viene ripresa anche nel quindicesimo verso, in cui nubi trasparenti fluttuano (durchsichtige Wolken wogen) ed avvolgono il paese, confondendosi con il buio della notte. Il termine Wolken assume qui un significato differente rispetto a quello tradizionale ed assimilato: nellimmaginario collettivo, infatti, le nuvole rimandano a sensazioni positive di calma, leggerezza e sofficit. In questo caso, invece, assolvono un compito ben preciso: ricordare al paese il possibile incombere di nuovi eventi funesti e sottolineare lidea di effimerit e precariet della vita e del tempo che passano. Analogamente, anche lintervento divino, presentato nei versi conclusivi attraverso limmagine di un lampo guizzato silente ed improvviso dalla luna, si pu considerare come un chiaro riferimento alla tranquillit ed allordine che sono stati riportati allinterno del villaggio. In questo caso, funge da monito ed avverte il paese delleventualit che ben presto nuovi affanni potrebbero tormentare lesistenza umana. Limmagine del paese illuminato dal lampo raffigura la deformazione della realt stravolta ed allucinata; il poeta quindi se ne serve simbolicamente per proiettare sul mondo esterno la sua visione disperata del mondo e delluomo, rappresentando il paese non come realmente ma come egli lo percepisce. La luce improvvisa del lampo ha infatti una forza rivelatrice: mette a nudo, anche solo per un istante, la vera essenza delluniverso umano solitamente celata dietro immagini falsamente rassicuranti.

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Infine, il lampo rappresenta la trasposizione in chiave biblico-cristiana del mito classico delle Esperidi. Nella mitologia antica, le Esperidi erano le tre ninfe figlie della Notte o di Atlante: Espera (la serale), Egle (la luce) ed Aretusa (la rossastra). Esse avevano il compito di vegliare lalbero dei pomi doro, dono che Gea fece ad Era in occasione delle sue nozze con Zeus. La dea aveva talmente tanto gradito questo dono da decidere di piantarlo nel proprio giardino, che si trovava nelle pendici del monte Atlante. Quando, un giorno, Era si accorse che le Esperidi stavano cogliendo le mele, ordin al sempre vigile Ladone, il drago con cento teste che faceva da guardiano al sacro frutto, di arrotolarsi attorno al tronco e di fare attenta guardia6. Questo mito, noto come lundicesima fatica di Ercole, conosciuto in due versioni: la prima versione di Apollodoro e racconta che Ercole riusc ad impossessarsi dei frutti, ingannando il povero Atlante. Essendo a conoscenza del desiderio del padre delle Esperidi di cogliere gli aurei pomi, Ercole gli gioc un inganno e si offr al suo posto come reggitore del cielo. Atlante rub i frutti, ma una volta compiuto il furto, Ercole, con la scusa di prendere un cuscino da porre sulle spalle, richiam Atlante a reggere il pesante fardello. Atlante acconsent ingenuamente, pos i pomi per terra e si addoss sulle spalle lingente peso della volta celeste, mentre il vigoroso ed astuto eroe afferr i pomi e scapp. La seconda versione, invece, sostiene che, per cogliere gli aurei pomi, Ercole uccise il guardiano Ladone, dopo aver scagliato cento frecce che si andarono a conficcare in ciascuna delle cento teste del drago. Per la disperazione, la dea Era decise di trasformare la creatura, a cui era tanto affezionata, in una costellazione: la costellazione del Serpente. I pomi furono cos restituiti alla moglie di Zeus e le Esperidi, afflitte per aver perduto i frutti di cui erano custodi, si trasformarono ciascuna in un albero, comunemente noti come emblema della tristezza: pioppo nero, salice ed olmo. In versione cristiana, il compito di uccidere il drago spetta allArcangelo Michele, rappresentato iconograficamente armato di spada scintillante. Nel dodicesimo libro dellApocalisse, infatti, San Giovanni descrive la grande battaglia che avvenuta in cielo tra gli angeli buoni, rimasti fedeli a Dio e guidati dallArcangelo Michele, e gli angeli ribelli, comandati da Satana, il dragone rosso con sette teste e dieci corna. Questultimo, perdente, venne precipitato sulla terra, dove mosse guerra contro la Donna e contro i cristiani e si alle con altre forze del male per cercare di sconfiggere Dio7.

R. Graves, I miti greci, Milano, Longanesi & C.-CDE Editore, 1983, pp. 466-474. Per maggiori informazioni, si rimanda ad Apocalisse, XII, 9: 1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava gi un terzo delle stelle e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partor un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. 6 La donna invece fugg nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perch vi fosse nutrita per
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Da un punto di vista formale, questa strofa (in cui non pi necessario comunicare unimpressione di angoscia e di catastroficit) presenta un ritmo lento ma solenne, che viene determinato sia dalluso di una punteggiatura che si accorda con le pause del verso, sia da versi vivaci, fluidi e musicali. Lo schema rimico si struttura qui in modo particolare: se infatti, nella strofa iniziale, le rime dei primi versi si pongono in un rapporto diretto, ricalcando lo schema della rima incrociata (ABBA), in questa strofa sono i versi conclusivi a comportarsi in modo analogo ma specchiante (LMML). Rispetto al resto del componimento poetico, inoltre, va sottolineata una marcata presenza di rime, allitterazioni ed assonanze, oltre che di enjambements, che conferiscono un senso di tranquillit e di pace. Di fatto, le coppie di rime Bogen-wogen e Schein-ein mostrano uninteressante coincidenza sonora e di significato, mentre laltra coppia, eingesogen-gezogen, formata da rime grammaticali simili per assonanza (eingesogen-gezogen) ed appartenenti alla stessa categoria: sono entrambi due participi passati. Inoltre, sono presenti due soli enjambements, che servono al poeta per porre laccento, anche a livello grafico, sul tema della salvezza: il sostantivo Schein, posto alla fine del diciottesimo verso, si lega con il participio durgeglitten, che si trova ad inizio del verso successivo; cos come si assiste ad una nuova e rilevante pausa tra larticolo ein ed il sostantivo Erzengel a cui si collega. Si notino anche le particolari assonanze dei versi quattordicesimo e quindicesimo, determinate dalle ripetizioni dei fonemi o ed e nelle parole Tore-Bogen e Wolken-wogen, e le allitterazioni dei versi sedicesimo e diciottesimo. Nel sedicesimo verso i fonemi ass (anche nella loro variante con vocale raddolcente in ) delle parole blassen Hussereihen rimandano chiaramente a qualcosa di calmo e sereno; mentre nel diciottesimo verso, lallitterazione ein-Schein crea uno stato di tensione che anticipa larrivo silente e tempestivo dellArcangelo con la sua spada lucente. Per quel che riguarda lorganizzazione dei suoni va messa in evidenza la rilevanza strategica del suono aperto e pieno della vocali e, o ed a che occupano numerose posizioni toniche (Tore, Bogen, Wolken, wogen, blassen, Hussereihen, eingesogen, pltzlich, Mond, Schein, htte, Schwert, gezogen) e si trovano in molte parole che evocano il senso di pace e di tranquilla serenit (Wolken, wogen, blassen, Hussereihen) che caratterizza la rinascita del paese collinare. In ambiente consonantico, vanno notate la presenza

milleduecentosessanta giorni. 7 Scoppi quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu pi posto per essi in cielo. 9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. 10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poich stato precipitato laccusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. 11 Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dellAgnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poich hanno disprezzato la vita fino a morire. 12 Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perch il diavolo precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo.

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preponderante della nasale n, la disseminazione di suoni sibilanti (ss), vibranti (rr) ed occlusivo-dentali (tt) raddoppianti e la frequenza di parole caratterizzate dai gruppi consonantici -nd, -lk, -nk, -ng , che creano un effetto di amplificazione del suono. Ad un livello sintattico, questa strofa caratterizzata dalla subordinazione, che mette in relazione diretta le proposizioni principali con le proposizioni relativa e concessiva, anche se il diciottesimo verso presenta una proposizione coordinata che sottolinea lidea di contemporaneit tra i diversi periodi. Nella prima frase, inoltre, si assiste allinversione delle strutture sintattiche per riprodurre anche formalmente limmagine di quiete e serenit. Il tempo verbale dominante il presente indicativo (anche nel modo del Konjunktiv II della proposizione subordinata) e questa scelta non casuale, ma serve per comprendere limportanza dellintervento divino che si pu ripetere instancabilmente in eterno e che il poeta avverte come protezione della vita in quanto perturbante ed incontrollabile. Nellintera lirica, la precaria fugacit della vita si presenta come il tema portante fondamentale che funge da collante tra le strofe. E, quindi, il memento mori, il vero fil rouge che si intuisce tra i continui rimandi alle immagini allusive di una morte incombente. Questo imperante ricordo suona, non solo per il paese minacciato ma anche per il lettore, come un monito preciso ed incessante: rammenta senza tregua la presenza costante dellinevitabilit, che si pu manifestare anche nella quotidianit pi rassicurante e, nello stesso tempo, fa percepire la reale importanza della vita e della sua breve durata. Questo senso di precariet e di ansia per il futuro incerto si avverte dalla mancanza, allinterno del componimento, di riferimenti, materiali e fisici, espliciti agli esseri viventi. Il paese collinare di fatto un paese fantasma: non ci sono abitanti n umani n animali, ma solo elementi architettonici inanimati, che fanno percepire al lettore la esistenza effettiva dei loro creatori, a cui si sostituiscono come surrogati in base alla legge del Dinggedicht, che regola lintera poesia. In questo senso, pertanto, la scelta di Rilke di rappresentare luomo attraverso la descrizione dei diversi elementi paesaggistici e compositivi evidenzia lidea di anonimit e la mancanza di unidentit personale e distintiva che contraddistingue la vita delluomo allinterno della nascente societ di massa. Per questo motivo, la descrizione del paese e dei diversi elementi che lo costituiscono, nelle loro diverse sfaccettature evolutive, sottolinea limportanza del senso dellesistenza in rapporto ai veri valori che la contraddistinguono e concretizza quello che era il grande problema del ventesimo secolo: la consapevolezza che il mondo non era pi in grado di offrire certezze alluomo, dolorosamente straziato nel suo incedere nel tempo e volto al nulla.

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BIBLIOGRAFIA

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b) Articoli Bridge Helen, Rilke and the modern portrait, The Modern Language Review, 2004

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