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Categoria

Quando si assegna un nome scientifico a un taxon (→) lo si colloca in un particolare livello della
gerarchia di classificazione che prevede i seguenti livelli principali:
- Dominio
- Regno
- Phylum (Animali) o Divisione (Piante)
- Classe
- Ordine
- Famiglia
- Genere
- Specie

Le categorie sono pertanto i livelli a cui un gruppo di organismi viene classificato.

Citoplasma
Si definisce citoplasma tutto il contenuto di una cellula escluso il nucleo. Esso comprende una
porzione semifluida (citosol) nella quale si trovano sospesi i complessi macromolecolari, i ribosomi
e, nella cellula eucariote, gli organuli. Il citoplasma è fatto prevalentemente da acqua, nella quale si
trovano sali minerali e piccole molecole organiche.
Nella sottostante Tabella 1 sono riportate i principali componenti reperibili nel citoplasma. Si noti
che l’elenco si riferisce a una cellula-tipo, il che significa che alcuni di questi componenti possono
mancare in certi tipi di cellule. Per esempio, le cellule animali e quelle fungine sono prive dei
tonoplasti e dei plastidi, che sono tipici delle Piante e dei Protisti fotosintetici. Le cellule vegetali,
d’altro canto, non contengono i centrioli.
ORGANULI
MOLECOLE MICROMOLECOLE MACROMOLECOLE COMPLESSI ORGANULI
INORGANICHE ORGANICHE ORGANICHE MACRO- DOTATI DI
MOLECOLARI MEMBRANA
Acqua, anidride Amminoacidi, basi Polisaccaridi, grassi, Ribosomi, corpi Vacuoli,
carbonica, azotate, nucleotidi, fosfolipidi, proteine, basali e centrioli, vescicole,
ossigeno, sali glicerolo, acidi grassi, RNA strutture del tonoplasti,
minerali monosaccaridi, citoscheletro, reticolo
disaccaridi, acidi complessi endoplasmatico
organici multienzimatici, liscio e
granuli di sostanze granulare,
di riserva (amido, apparato di
glicogeno, ecc.) Golgi, lisosomi,
perossisomi,
mitocondri,
plastidi

Tabella 1 – Le principali componenti del citoplasma di una cellula eucariote tipo

Classificazione (biologica)
Per classificazione biologica possiamo intendere la sistemazione di tutte le forme dei viventi in
gruppi ordinati gerarchicamente e coordinati tra loro. La classificazione biologica ideale si
dovrebbe basare sulle relazioni evolutive tra le diverse specie.

1
Legame idrogeno
Quando si consideri una molecola in cui si abbia un atomo di idrogeno legato covalentemente a un
atomo molto elettronegativo1, si definisce legame idrogeno l’interazione elettrostatica che tale atomo
di idrogeno, possedendo una parziale carica positiva (δ+), può stabilire con l’atomo molto
elettronegativo (e quindi δ-) di un’altra molecola.

Momento dipolare
Il momento dipolare, espresso dal simbolo µ, si definisce come il prodotto vettoriale tra il valore
assoluto della carica e la distanza. Cioè, se le due cariche δ- e δ+ si trovano ad una distanza r, il
momento dipolare è dato da:
m = d X r.
Il momento dipolare si esprime in metri per Coulomb (l’unità di misura della carica elettrica).

Selezione naturale
Per selezione naturale si intende il tasso di riproduzione differenziale con cui si
riproducono i diversi individui di una popolazione, in conseguenza delle
differenze esistenti tra di loro.
Il tasso di riproduzione differenziale indica la frequenza media con cui gli
individui che manifestano una data caratteristica si riproducono. Se alcuni
individui possiedono caratteristiche che risultano vantaggiose nello specifico
ambiente in cui si trova la popolazione, essi avranno un tasso di riproduzione
differenziale più alto degli altri.
Ciò significa che nelle generazioni successive i loro discendenti saranno
mediamente più numerosi dei discendenti degli individui che possiedono
caratteristiche differenti. In seguito alla selezione naturale, quindi, la
popolazione cambierà nel tempo di generazione in generazione. Essa, quindi,
andrà incontro a un’evoluzione.
Taxon
Si definisce taxon (pl. taxa), o unità tassonomica, un determinato gruppo di organismi,
individuato a un dato livello di categoria di classificazione (→). Esempi di taxa sono Homo sapiens
(una specie), la classe degli Insetti e il Dominio degli Eubacteria.

Tensione superficiale

Proprietà caratteristica dei liquidi, che si manifesta lungo le superfici di separazione, la tensione
superficiale viene definita come una forza specifica lineare (cioè una forza per unità di lunghezza)
che agisce sul bordo di ogni eventuale «taglio» compiuto sulla superficie e come tale si misura nel
SI in newton al metro (N/m).
La tensione superficiale dipende dalle forze i coesione molecolare: mentre le molecole all’interno
del liquido sono soggette a forze agenti in ogni direzione, quando vanno a costituire lo strato
superficiale di separazione subiscono solamente un’azione di richiamo verso l’interno e formano
uno strato che tende a contrarsi, racchiudendo il liquido e impedendo alle altre molecole più
interne di disperdersi. La tensione superficiale dipende dalla temperatura e in particolare
diminuisce con l’aumentare di questa per l’aumento dell’energia cinetica conseguente all’aumento
di temperatura.
1
Si dice elettronegatività la grandezza che misura la tendenza di un atomo ad attrarre gli
elettroni che esso ha messo in compartecipazione con un altro atomo.