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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
venerd 21 ottobre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 243 (45.888)
.

Citt del Vaticano

Secondo alcune fonti il rais sarebbe stato ucciso nelle ultime ore della battaglia di Sirte

Le ultime lire per unalleanza fra solidariet e cultura

Fine di Gheddafi
Morti anche un figlio dellex leader libico e altri importanti esponenti del passato regime
TRIPOLI, 20. Le forze militari del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico hanno annunciato nel primo pomeriggio di oggi di aver conquistato le ultime posizioni tenute a Sirte dai sostenitori di Muammar Gheddafi. Questultimo sarebbe stato ucciso in uno scontro armato ingaggiato con le brigate al Burkan di Misurata. In precedenza, fonti citate dallemittente al Jazeera, avevano invece sostenuto che Gheddafi era stato ferito in un raid degli elicotteri della Nato nel tentativo di fuggire da Sirte e che sarebbe morto mentre veniva condotto a Misurata. Insieme con Gheddafi sarebbero stati uccisi suo figlio Muttasim, suo cugino Ahmed Ibrahim, ministro dellIstruzione del passato regime, e lex capo dei servizi segreti Abdallah Senoussi. Fonti mediche locali hanno riferito anche delluccisione di Abubakr Yunes Jaber, ex ministro della Difesa. Sirte stata liberata. Non ci sono pi forze di Gheddafi, aveva annunciato il colonnello Yunus Al Abdali, capo delle operazioni del Cnt nel settore est della citt, prima che fossero diffuse le notizie su Gheddafi stesso. Sirte, da cui nei giorni scorsi le forze del Cnt erano state pi volte costrette a ritirarsi dalle controffensive di quelle di Gheddafi, era lultima citt della Libia ancora teatro di combattimenti, dopo che luned scorso le truppe del Cnt avevano annunciato la conquista totale di Bani Walid, loasi a 170 chilometri a sud est di Tripoli. La conquista di Sirte potrebbe quindi significare la fine della guerra, oltre che dellintervento della Nato. Gli sviluppi della situazione sul piano militare rendono pi pressante la soluzione del confronto politico allinterno del Cnt, segnato da persistenti divergenze. Il premier del Governo del Cnt, Mahmud Jibril, non ha nascosto di temere che la situazione nel Paese possa evolvere verso una battaglia politica, le cui regole non sono ben definite e che potrebbe portare a breve la Libia nel caos. Per il momento, infatti, non si delinea un accordo che inquadri il sistema politico libico in una cornice disegnata da una nuova Costituzione chiara. Siamo passati da una battaglia nazionale a una politica che non dovrebbe aver luogo prima di fondare un nuovo Stato, ha spiegato il premier alla stampa. Passare dalla guerra civile al caos ci metterebbe di fronte a uno scenario terrificante, ha avvertito Jibril, non nascondendo i timori di una lotta tra le varie trib, le regioni, gli islamici e lo stesso Governo della liberazione. Jibril rilevano le agenzie di stampa internazionali ha poi ribadito il desiderio di lasciare il suo lavoro e impegnarsi nello sviluppo di basi solide della societ civile. La battaglia politica richiede soldi, potere, organizzazione e armi, io non ho niente di tutto questo, ha detto il primo ministro.

Quella buona azione che non ci costa un euro


di CESARE PASINI

Muammar Gheddafi in unimmagine di repertorio (Reuters)

Vertice straordinario per trovare un accordo sul fondo salva-Stati

Lasse Parigi-Berlino alla ricerca di un difficile equilibrio


BRUXELLES, 20. Prove tecniche di G20: lEuropa cerca la quadratura del cerchio in vista del vertice del 23 ottobre, quando le soluzioni dovranno essere sul tavolo. A Francoforte, ieri, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, il presidente francese, Nicolas Sarkozy, il numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, il presidente uscente della Bce, Jean-Claude Trichet, e Mario Draghi, nominato alla successione di Trichet, si sono incontrati per fare il punto sulla crisi del debito e sulle divergenze concernenti il rafforzamento del fondo salva-Stati. La situazione peggiora: questo lavvertimento recapitato ai leader europei dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Occorre convincere gli investitori prima dellappuntamento di Bruxelles: o arriva una svolta o c il rischio di un ennesimo tracollo dei mercati. Sono tre i fronti aperti: la ricapitalizzazione delle banche, le perdite da imporre alle banche sui titoli greci e, soprattutto, il potenziamento del fondo salva-Stati. Per questultimo, le indiscrezioni parlano di un potenziamento a duemila miliardi. Tuttavia, ad appena quattro giorni dal vertice Ue, il negoziato bloccato e a confermarlo stata la presenza di Sarkozy al vertice di ieri, in occasione della cerimonia per la fine del mandato di Trichet. Parigi e Berlino restano distanti sulle modalit del rafforzamento: i francesi come ha confermato ieri il ministro delle Finanze Franois Baroin insistono per trasformare il fondo salva-Stati in una banca in grado di finanziarsi con i prestiti della Bce; i tedeschi invece scartano questipotesi, cercando soluzioni alternative. Il presidente Sarkozy secondo fonti di stampa avrebbe detto ad alcuni parlamentari a Parigi che in Germania, la coalizione divisa su questo tema; non dobbiamo convincere solo Angela Merkel. Nessun commento ufficiale arrivato al termine del vertice di Francoforte. Ma secondo gli analisti una misura della posizione tedesca la danno alcune dichiarazioni di Merkel. Se fallisce leuro, fallisce lEuropa, ma noi non lo permetteremo ha detto il cancelliere prima di ribadire che il vertice di domenica non sar risolutivo. Berlino, piuttosto che sullemergenza contingente e sulle necessit di tagli, sintonizzata sulle riforme. La crisi ha spiegato il cancelliere devessere loccasione per rafforzare lEuropa: Un cambio dei trattati non da escludere, non un tab. Un nuovo appello allunit in un momento cos delicato giunto oggi dal presidente della Commissione europea, Jos Manuel Duro Barroso, che ha esortato i Governi europei a trovare un compromesso per definire una soluzione alla crisi delleuro. Solo cos, sottolinea Barroso, potr uscire una soluzione positiva dal vertice europeo di domenica. Sale intanto la pressione sui titoli di Stato francesi a dieci anni. Lo spread col Bund tedesco volato oggi al record storico di 119 punti base. In difficolt anche i titoli italiani: il rendimento del Btp decennale ha raggiunto il 5,96 per cento; lo spread salito a quota 394.

uona certo accattivante lo slogan Lultima lira. Una buona azione non costa nulla. stato coniato per promuovere una vasta campagna di raccolta delle lire italiane, prima che perdano definitivamente il loro valore a fine febbraio 2012. Ma vorrei soprattutto sottolineare la positiva connessione che si creata fra i diversi tipi di solidariet, a favore dei quali stata promossa questa campagna, che coinvolge Prosolidar (il Fondo nazionale del settore del credito costituito dalle organizzazioni sindacali e dallAssociazione bancaria italiana per sostenere progetti di solidariet) insieme ad altre quattro istituzioni: Unhcr (lagenzia dellOnu per i rifugiati), Terre des hommes, Emergency e la Biblioteca Apostolica Vaticana. La solidariet alla quale sto accennando accomuna, infatti, in unalleanza forse inedita ma certamente vincente e quanto mai opportuna, iniziative di carattere sia sociale che culturale; e la vasta gamma dei bisogni dellumanit, a cui la solidariet cerca di recare aiuto, viene a comprendere anche il sostegno a unistituzione culturale. Se parteciperai alla campagna di raccolta, viene annunciato, sosterrai il progetto della Biblioteca Vaticana di destinare lantico Salone Sistino a nuova sala di lettura: migliaia di studiosi di tutto il mondo, che ogni anno frequentano liberamente questo scrigno di tesori appartenenti allumanit intera, potranno contribuire alla vera integrazione fra popoli e culture. Insieme saranno sostenuti il Centro pediatrico di Emergency a Bangui (Repubblica Centrafricana), il progetto di Unhcr a favore delle migliaia di persone in fuga dalla terribile carestia che sta colpendo la Somalia, le Case del Sole di Terre des Hommes per oltre tremila bambini in sette Paesi del mondo, e limpegno di Prosolidar per lutilizzazione a fini sociali dei beni sequestrati dalla magistratura alla malavita organizzata. Potrei rimandare al sito (www.lultimalira.it) dove sono accessibili tutte le informazioni sullargomento, o semplicemente ricordare che, per partecipare a questa raccolta, basta raccogliere in una busta e portare in banca, entro il 31 gennaio 2012, le vecchie lire (banconote o monete) che si ritro-

vano in casa. E posso anche trascrivere qualcuna delle espressioni che nelle locandine di informazione sono messe in bocca ai personaggi raffigurati sulle banconote per invitare argutamente a coinvolgersi in questa buona azione che non costa nulla: Prima di andare in pensione, dammi unultima possibilit, chiede Maria Montessori affacciandosi dalle 1.000 lire; La prima campagna di raccolta fondi che non ti chiede un euro, promette con evidente sincerit Vincenzo Bellini dalla banconota da 5.000 lire; e Una banconota senza valore ha un valore immenso, sentenzia con saggezza Alessandro Volta dalle 10.000 lire. Mi preme tuttavia soffermarmi sul taglio singolare di questa iniziativa che, nella sua novit, percepisco inserita nella pi genuina tradizione della Biblioteca Vaticana. infatti una tradizione che affonda le radici nellUmanesimo pi autentico, e da esso trae la convinzione a concepire la ricerca e lo studio con tutto il rigore che loro necessario ancorati al punto di riferimento imprescindibile che luomo, la sua razionalit, la sua realt spirituale, la sua dignit. Lo spirito umanistico, che permea la ricerca culturale, rende la Vaticana attenta alluomo e capace di universalit e di incontri con lumanit. Ritengo che lesperienza concreta di trovarsi fianco a fianco con istituzioni di solidariet internazionale abbia potuto far leva su questo aspetto profondo di connessione, e chi aderir alla campagna di raccolta potr avvertirne il valore molto alto e significativo. Le istituzioni coinvolte, penso di poterlo affermare anche a nome loro, lhanno percepito e vissuto nellarmonia di collaborazione che si instaurata fra tutti. Non resta che frugare nei cassetti alla ricerca delle ultime lire e passare allopera con una buona azione che una provvidenziale alleanza per luomo.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Barry James Hickey, Arcivescovo di Perth (Australia), con lAusiliare, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Donald George Sproxton, Vescovo titolare di Timici, in visita ad limina Apostolorum; Gerard Joseph Holohan, Vescovo di Bunbury (Australia), in visita ad limina Apostolorum; Justin Joseph Bianchini, Vescovo di Geraldton (Australia), in visita ad limina Apostolorum; Luc Julian Matthys, Vescovo di Armidale (Australia), in visita ad limina Apostolorum; Michael Joseph McKenna, Vescovo di Bathurst (Australia), in visita ad limina Apostolorum; David Louis Walker, Vescovo di Broken Bay (Australia), in visita ad limina Apostolorum; Geoffrey Hilton Jarrett, Vescovo di Lismore (Australia), in visita ad limina Apostolorum.

Benedetto XVI e lAustralia

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Dopo diciotto secoli nella necropoli vaticana tornano a splendere le pitture policrome del Mausoleo Phi

Storie di uomini e dei nellultima dimora di Marcia Thraso


Christine Lagarde e Angela Merkel (Ansa) PIETRO ZANDER
A PAGINA

Gli errori commessi in passato non devono condizionare il presente, anzi necessario continuare a porvi rimedio con onest e apertura, al fine di costruire un futuro migliore per tutte le persone coinvolte. Lo ha detto il Papa ai vescovi dellAustralia ricevuti in udienza gioved mattina, 20 ottobre, in occasione della visita ad limina Apostolorum. Dopo aver sottolineato la

bont del grande lavoro pastorale compiuto quotidianamente dai presuli australiani Benedetto XVI si riferito alle difficolt che lo hanno reso pi gravoso. Nel pomeriggio di mercoled 19 il Papa aveva inaugurato a Roma la Domus Australia, un centro di accoglienza per i pellegrini australiani.
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Messaggio per la festa di Deepavali

Cristiani e ind insieme per promuovere la libert religiosa


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LOSSERVATORE ROMANO
La Cina ha ridotto la propria esposizione sul debito americano

venerd 21 ottobre 2011

Uno studio dellOcse misura comparativamente le realt dei diversi Paesi

Se Pechino abbandona il dollaro


Per la Fed la ripresa a stelle e strisce resta moderata
WASHINGTON, 20. La Cina ha ridotto la propria esposizione sul debito americano dopo la decisione di Standard & Poors di agosto di declassare il rating sovrano degli Stati Uniti. Secondo quanto riporta il sito dellemittente Bbc, il colosso asiatico ha ridimensionato la propria esposizione ai livelli pi bassi di tutto lanno. Nel dettaglio, secondo quanto emerge dagli ultimi dati forniti dal dipartimento americano del Tesoro, Pechino ha venduto 36,5 miliardi di dollari di Treasury. Stessa mossa anche da parte di Hong Kong, Taiwan e Singapore, sempre sulla scia delle incertezze innescate dal taglio del rating sovrano. In ogni caso, secondo quanto riporta il Financial Times, la Cina resta il primo detentore di titoli statunitensi con oltre mille miliardi di titoli, a seguire il Giappone con 936,6 miliardi. Intanto, Washington ha annunciato di aver chiesto a Pechino, conformemente alle regole dellO rganizzazione mondiale del commercio (Wto), dei chiarimenti su presunte restrizioni al traffico in internet per le quali si potrebbe parlare di barriere commerciali. Il segretario al Commercio estero americano, Ron Kirk, ha chiesto alle autorit cinesi di fornire le informazioni che permetteranno una comprensione completa delle leggi e dei regolamenti relativi allaccessibilit dei siti interzo in settembre, con i distretti maggiori che hanno riportato consistenti aumenti nelle vendite di auto. Lattivit turistica in aumento; a New York, nonostante limpatto negativo delluragano Irene, il fatturato di Broadway e degli alberghi continua ad aumentare si legge nel Beige Book, basato sulle informazioni raccolte fino al 7 ottobre e che sar usato nella prossima riunione del Fomc l1-2 novembre. Debole lattivit finanziaria, in stallo in molte aree. La fotografia della Fed arriva nella giornata in cui la Banca centrale stata bacchettata dalle autorit, che lhanno invitata a una maggiore trasparenza. La Fed afferma il Government of Accountability Office (Gao) deve rafforzare le proprie politiche per la gestione del conflitto di interessi. E raccomanda alle dodici sedi delle Fed regionali di documentare chiaramente il ruolo e le responsabilit dei direttori, incluse le restrizioni sul loro coinvolgimento nelle attivit di supervisione e regolamentazione. Pu essere fatto di pi per rafforzare la trasparenza della banca centrale aggiunge il Gao, che ha redatto il rapporto sulla Fed in seguito alla riforma finanziaria promossa dal presidente Obama. La Fed ha detto il presidente Ben Bernanke ritiene che le raccomandazioni del Gao abbiano merito e lavorer per attuarle.

Il futuro oltre il declino


di MICHELE DAU Dove vanno le societ occidentali? La domanda non astratta perch la recrudescenza della crisi economica sta producendo nuovi problemi e disagi in tutti Paesi. Un recente studio dellOcse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha misurato comparativamente la diverse situazioni, utilizzando indicatori come il livello dei redditi individuali e familiari, la condizione di salute, il grado di inquinamento dellambiente, lintensit dello spirito comunitario e dellimpegno civico, la qualit della casa e il grado di sicurezza e di fiducia nel proprio ambito di vicinato. Elementi quantitativi semplici, dunque, ma anche fattori psicologici e di comportamento, che fanno emergere un quadro di notevole interesse. Lindice integrato dei diversi dati raccolti pone tutti i Paesi in una scala che vede ai vertici della qualit Nazioni come la Danimarca, il Canada, la Norvegia, lAustria, lOlanda, Israele, gli Stati Uniti. Al di sotto della media si collocano invece la Spagna, il Giappone, lItalia, la Polonia, la Grecia, lUngheria. Queste misurazioni, condotte con metodi rigorosi e sistematici, non servono a dare le pagelle, ma a comprendere meglio il contesto nel quale si vive, a confrontarsi con gli altri e a cogliere eventuali campanelli di allarme. Assai significativo , poi, un altro dato che lOcse, come istituzione internazionale che opera con un accordo fra gli Stati membri, offre alla riflessione dei Governi e degli esperti. Si tratta dellindice di valutazione delle prospettive, del senso del futuro presente nelle diverse popolazioni. Anche in questo caso ci sono Paesi che esprimono una forte carica di energia positiva (Giappone, Indonesia, Danimarca, Cina, Stati Uniti, Austria, Francia, Brasile, Germania) e altri che risultano, invece, pi incerti e travagliati (Turchia, Federazione Russa, Israele, Spagna, Italia, Portogallo, India). Da oltre 75 anni cio da quando, nel 1935, George Gallup fond lAmerican Institute of Public Opinion tutte le societ di massa sono scientificamente analizzate e misurate per consentire, a chi ha le responsabilit della vita collettiva, di poter valutare e operare con elementi certi, anche nelle pieghe pi chiuse e lontane della vita sociale. In effetti sono ben evidenti in molti Paesi fenomeni come la crisi dei ceti medi che puntavano a consolidarsi e a stabilizzare cos le strutture sociali. Ma anche le diffuse difficolt di inserimento dei giovani. La debolezza del quadro aggravata, poi, dal deficit di analisi e di spessore culturale, da un esagerato relativismo che non pervade solo lambito spirituale ma anche quelli della politica, del pensiero progettuale, della voglia di fare sacrifici per costruire un futuro migliore. In molti Paesi la crisi economica fa emergere crepe vistose nel tessuto democratico e istituzionale; tornano venti nazionalisti e movimenti localisti; si depotenzia la funzione dei partiti democratici e delle organizzazioni economiche e sociali; la violenza anarcoide si manifesta contro scenari che appaiono troppo chiusi e bloccati. Eppure, come lanalisi Ocse conferma, non diminuiscono le energie di impegno individuale, di volontariato. Rimangono consistenti ma si confinano, spesso, in dimensioni personali e private, fuori da una sfera di impegno di gruppo, di lavoro comune. Queste situazioni producono sovente una forte radicalizzazione della politica, ponendo sotto stress anche le regole della democrazia parlamentare. Gli spazi della vita pubblica cos si assottigliano e, in taluni casi, rischiano anche di divenire autoreferenziali, aprendo anche le porte a fenomeni di populismo e di antipolitica. Le vicende economiche e sociali di questi anni stanno mettendo a dura prova gli analisti pi ferrati perch la crisi che stiamo vivendo ha una portata enorme, superiore a ogni precedente comparabile. Sotto molti aspetti si trovano meglio quei Paesi atlantici, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, che hanno reagito con interventi immediati: per esempio comprando banche private con denaro pubblico gi nel 2008 per evitare il collasso del sistema. Meno preparata , ancora, tutta lEuropa continentale che, per lungo tempo, ha pensato che la crisi fosse legata principalmente ai mutui subprime americani, e non avesse, invece, radici anche sullaltra sponda. Il quadro europeo non certo omogeneo, anche se marcare le differenze non aiuta pi di tanto a costruire le soluzioni che devono invece avere un elevato grado di integrazione politica ed economica. Le prospettive di crescita sono tuttaltro che limitate. Sul piano interno basterebbe una ragionevole ristrutturazione delle spese pubbliche e di welfare, non tanto per diminuirle in assoluto, ma per renderle pi efficienti e produttive rispetto ai nuovi bisogni; cos come si dovrebbe puntare, con pi stabilit e decisione, sulle energie dei giovani. Sul versante esterno si dovrebbe invece guardare con occhi nuovi alle opportunit della primavera araba, ma anche al bacino medioorientale che cerca faticosamente la strada della pacificazione, o allarea del Mar Nero, a cominciare dalla Turchia. Non ci dovrebbe, dunque, essere spazio, per ripiegamenti o preoccupazioni di declino: il futuro ha prospettive chiare, e a portata di mano. Considerata la crescente interdipendenza delle economie e delle societ, la ripresa dellEuropa cos funzionale alla crescita degli Stati Uniti e allequilibrio con i Paesi emergenti. Le sollecitazioni e le proposte offerte dallOcse inducono a pensare che le lite politiche dovrebbero trarre forza di visione e pragmatica iniziativa dallesame delle opportunit che si offrono. lite che ritrovino un pi intenso legame con le realt concrete da rappresentare. A questi fini pu essere di grande aiuto anche limpegno dei cristiani, secondo il magistero del concilio Vaticano II, ponendo la fede e la religione non come aspetti astratti da proteggere e conservare, ma come ispirazione feconda e vitale di una nuova crescita anzitutto morale e civile, oltre che economica delle nostre comunit.

Banconote statunitensi e cinesi (Ansa)

net commerciali in Cina. In base alle regole della Wto, ha aggiunto Kirk, gli Stati Uniti cercano di ottenere informazioni sugli effetti commerciali delle misure cinesi, che potrebbero bloccare siti di aziende americane nel Paese asiatico. Intanto, nel suo Beige Book la Fed ha lanciato lallarme: la ripresa economica continua, ma modesta o debole e restano incertezze

sulle prospettive delleconomia. La Fed osserva un lieve aumento delle spese dei consumatori, con le vendite di auto e il turismo a tirare. In alcune aree degli Stati Uniti segnala la Banca segnali di miglioramento arrivano anche dal mercato immobiliare, anche se le compravendite restano deboli e i prezzi delle case stabili o in calo. I consumi sono risultati in lieve rial-

La crisi non colpisce gli investimenti delle societ


WASHINGTON, 20. La crisi globale non influenza gli investimenti. L89 per cento delle politiche delle societ internazionali non sono state colpite dalla perdita da parte degli Stati Uniti della sua tripla A di rating lo scorso agosto. Questo il risultato della sessione Treasury Verdict sponsorizzata da JPMorgan, stando a un sondaggio condotto tra i professionisti della finanza presenti alla ventesima conferenza internazionale della societ EuroFinance dal titolo Cash and Treasury Management, svoltasi a Roma. Il sondaggio condotto da EuroFinance ha dato alluditorio la possibilit di scegliere tra un s e un no alla domanda la politica di investimento della vostra azienda stata colpita dal fatto che gli Stati Uniti hanno perso la loro tripla A di rating?. L89 per cento dei manager ha risposto no, mentre il restante 11 per cento ha risposto s. Utilizzando un sistema di voto elettronico, gli intervistati hanno risposto a otto domande fondamentali sul futuro delleconomia globale. I risultati sono stati poi discussi da un gruppo di esperti. I dati hanno mostrato che il 43 per cento sta lavorando con le loro banche per fornire finanziamenti, il trenta per cento sta accorciando la catena dei fornitori, il sedici sta offrendo migliori condizioni di pagamento. Treasury Verdict valuta il punto di vista delle tesorerie aziendali sulle recenti questioni che toccano il settore. Tra le responsabilit dei tesorieri dicono gli analisti ci sono la gestione delle attivit di corporate cash and foreign exchange management. Andrew Sawers, direttore editoriale di EuroFinance, ha detto che il declassamento degli Stati Uniti ha avuto un impatto minimo fino ad ora ma questa situazione deve essere monitorata attentamente. Fino a quando due delle tre principali agenzie continuano a dare agli Stati Uniti un top rating, i manager delle tesorerie possono ritenere che il downgrade di Standard&Poors non influenzi le loro politiche di investimento, altrimenti potrebbero vedersi precludere una notevole quantit di investimenti negli asset sotto la tripla A.

Contro le misure di austerit decise dal Governo del premier Passos Coelho

Il Portogallo si prepara allo sciopero generale


LISBONA, 20. Il Portogallo si prepara al primo sciopero generale del 2011 contro il nuovo pacchetto di tagli annunciati dal Governo del premier socialdemocratico, Pedro Passos Coelho. La protesta scatter il 24 novembre ed stata indetta dalla principale centrale sindacale (Cgtp). I tagli hanno suscitato anche le critiche del presidente Anbal Cavaco Silva, che si chiesto se si sia superato un limite rispetto ai pensionati, infrangendo un principio fondamentale di giustizia fiscale. Fra le misure del Governo, che punta a a ridurre il deficit pubblico dall8,3 per cento del primo semestre 2011 al 4,5 per cento nel 2012, si trovano labolizione della tredicesima e della quattordicesima per gli impiegati pubblici e per i pensionati per il prossimo biennio, oltre al mancato pagamento delle ferie. Per il presidente portoghese, ci sono dubbi sul fatto che questi sacrifici valgano la pena di essere imposti alla popolazione, tanto pi che il loro esito non dipende in gran parte da noi, ma dalla congiuntura mondiale e dalla capacit dellUe di trovare una soluzione alla crisi finanziaria. Pi duri i toni del leader della Cgtp, Manuel Carvalho da Silva, che ha definito il nuovo pacchetto di sacrifici come una dichiarazione di guerra alla popolazione.

La nomina del governatore di Bankitalia


ROMA, 20. Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi, dovrebbe annunciare oggi il nome del successore di Mario Draghi alla guida della Banca dItalia. Al Consiglio superiore di Palazzo Koch, che si riunir luned prossimo in seduta ordinaria, spetta per legge di esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante. Sar poi il Consiglio dei Ministri a deliberare la nomina del nuovo governatore, che verr disposta con decreto dal presidente della Repubblica. I candidati pi accreditati sono Lorenzo Bini Smaghi, membro del Consiglio direttivo della Bce, Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, e Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca dItalia. Non escluso come riferisce il quotidiano Il Sole 24 Ore che il Consiglio della Banca centrale possa decidere di proporre una rosa di candidati e di presentare al Governo una lista di pi nominativi emersi negli ultimi mesi. Ma a pesare sulla nomina, secondo gli analisti, non saranno soltanto gli equilibri politici interni, ma anche la crisi globale che sta colpendo leurozona.

Il presidente portoghese (Ansa)

Kiev pronta allaccordo di libero scambio con lUe


KIEV, 20. LUcraina pronta a siglare un accordo dassociazione e a istituire una zona di libero scambio con lUnione europea, ma a patto che esso tenga conto delle prospettive di Kiev di essere ammessa nellUe. Lo ha detto il presidente ucraino, Viktor Ianukovich. Il via libera a una zona di libero commercio tra Kiev e lUnione europea, prevista entro la fine dellanno, in forse dopo la condanna a sette anni di reclusione per lex primo ministro ucraino, Iulia Timoshenko.

Falliti i colloqui sul Kosovo


PRISTINA, 20. Resta alta la tensione nel nord del Kosovo dopo il nulla di fatto scaturito dallincontro di ieri sera fra i responsabili della popolazione serba locale e i militari della Kfor, la forza della Nato nel Paese balcanico, che chiedono la rimozione di barricate e blocchi stradali che da oltre un mese impediscono i normali spostamenti e i rifornimenti ai soldati del contingente Nato. Nonostante il mancato accordo, stamane i militari della Kfor hanno comunque cominciato a rimuovere una delle barricate erette dai serbi nel nord del Kosovo nella localit di Jagnjenica, verso il posto di frontiera con la Serbia di Brnjak. Per disperdere un gruppo di manifestanti, i militari della Kfor hanno fatto uso di gas lacrimogeni, minacciando di intervenire con gli sfollagente. I soldati Nato hanno esteso la zona di sicurezza intorno alla postazione, oltre la linea segnata dalla barricata. Il posto di confine, stato precisato, ora aperto al traffico. Il presidente della Serbia, Boris Tadi, ha invitato la Kfor e la missione europea Eulex ad astenersi dalluso della forza, facendo appello alla popolazione serba a lasciare passare i militari della Nato e consentire i rifornimenti alle truppe.

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venerd 21 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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I difficili rapporti con Washington e Kabul

Dopo lassalto del Pkk rappresaglia dellesercito mentre il presidente e il premier rilanciano la sfida ai separatisti curdi

Il Pakistan balla da solo


di GABRIELE NICOL Nel complesso scenario dellAfpak, il Pakistan rischia di rimanere isolato. Da tempo considerato lago della bilancia nella lotta al terrorismo, il Paese ora si trova di fronte a un dilemma: rifiutare compromessi, e quindi fare parte per se stesso, o attestarsi su una linea comune, insieme allAfghanistan e allinterlocutore esterno principale, gli Stati Uniti. Recentemente, tuttavia, i rapporti con Kabul e Washington hanno conosciuto passaggi difficili. In queste ore il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, nella capitale pakistana (dopo essersi recato in quella afghana) con lobiettivo di rilanciare il negoziato nellambito della lotta al terrorismo. Qualche giorno fa era stato linviato statunitense in Pakistan e Afghanistan, Mark Grossman, ad andare a Islamabad per tentare di ricucire unintesa barcollante. Gli Stati Uniti, insomma, non fanno mistero dellimportanza annessa al Pakistan quale alleato per sconfiggere Al Qaeda e i talebani. Come pure non celano le proprie riserve riguardo alla posizione delle autorit pakistane nella lotta al terrorismo, ritenuta troppo tiepida. E mentre Washington esorta Islamabad a un impegno maggiore, sembra affermarsi la tendenza come riportato dal Washington Post in questi giorni da parte delle autorit pakistane di privilegiare la via diplomatica a quella militare nei riguardi dei talebani. Significativamente intervenuto sulla questione il comandante dellesercito di Islamabad, generale Ashfaq Pervez Kayani, il quale ha escluso la possibilit di unoffensiva militare unilaterale da parte degli Stati Uniti nella regione tribale del Nord Waziristan, affermando che i deputati del Parlamento statunitense devono pensarci dieci volte prima di compiere un simile atto. E in questi ultimi giorni il Pakistan sta rafforzando la sua presenza militare al confine con lAfghanistan, denunciando la mancanza di soldati afghani e della coalizione internazionale in aree del territorio afghano in cui si ritiene si trovino i covi dei militari accusati di sferrare attacchi in territorio pakistano. Gli analisti concordano nel ritenere che da quando, circa un mese fa, Washington ha rilanciato laccusa a Islamabad di avere legami con i terroristi (in particolare stato puntato il dito sulla presunta connivenza tra i servizi segreti pakistani e la rete terroristica Haqqani) i rapporti fra i due Paesi, gi sensibili a bruschi alti e bassi, hanno subito un forte deterioramento. La risposta di Islamabad non si fatta attendere: nel respingere ogni addebito, anzitutto il ministero degli Esteri ha avvertito gli Stati Uniti che, cos facendo, rischiano di perdere un prezioso alleato nella lotta al terrorismo. Il punto che tutti hanno da perdere dalla mancanza di un fronte unico. Gli Stati Uniti, senza il contributo del Pakistan, avrebbero serie difficolt a mettere fine alla violenza talebana. Il Pakistan, da solo, non riuscirebbe a estirpare dal proprio territorio lelemento terroristico: e al momento non sembra credibile la presunta strategia del dialogo che Islamabad avrebbe intenzione di intessere con i talebani. In questo aspro contesto, ora lAfghanistan che potrebbe configurarsi come lago della bilancia. Sebbene Kabul non possa dire di vantare rapporti idilliaci n con Washington, n con Islamabad. Anche gli Stati Uniti, infatti, rimproverano allAfghanistan una scarsa determinazione nel combattere i terroristi, e il Pakistan, in pi di unoccasione, ha puntato il dito contro latteggiamento ambiguo e ondivago di Kabul nelle relazioni internazionali. Mentre si dipanano queste dinamiche, si guarda con crescente attenzione alla conferenza internazionale sullAfghanistan, in programma a Bonn a dicembre. Sar occasione per fare il punto sulla situazione dellintera regione, i cui riflessi hanno certamente un peso significativo nellassetto mondiale. Prioritario, in agenda, sar il rapporto da instaurare con i talebani: dalla voglia di annientarli, quindi lopzione militare, alla volont di un dialogo, dunque lopzione diplomatica. Berlino, qualche settimana fa, ha lasciato intendere che non vedrebbe di buon occhio uneventuale presenza dei talebani allincontro di Bonn. Il ministero degli Esteri afghano ha replicato che la loro partecipazione costituirebbe, invece, un passo avanti nellambito del faticoso processo di riconciliazione dellAfghanistan. Del resto il rapporto con il talebani una carta a giocare con cura e circospezione. Recentemente il presidente afghano, Hamid Karzai, ha annunciato di voler rinunciare a ogni tipo di trattativa con i miliziani, dopo che si sono rivelati infruttuosi i ripetuti tentativi di farli sedere al tavolo negoziale. Successivamente Hillary Clinton ha, in qualche modo, corretto il tiro, suggerendo lopportunit di non chiudere definitivamente la porta a un dialogo che, per quanto arduo da avviare, potrebbe a lungo termine dare frutti importanti. Con tutte le riserve del caso, infatti da valutare in prospettiva il peso strategico di uneventuale integrazione dellelemento talebano nel processo di ricostruzione dellAfghanistan: unintegrazione dalla quale potrebbero scaturire riflessi significativi anche in funzione della stabilit del Pakistan e dellintera regione.

In Turchia stato di massima allerta


ANKARA, 20. Era dal 1993 che la Turchia non veniva segnata da una strage di queste dimensioni. Ieri il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan (che dal 1984 lotta per la creazione di uno Stato indipedente) ha compiuto un assalto contro un avamposto militare presso Cukurca, nella provincia di Hakkari, a pochi chilometri dalla frontiera con lIraq. Ventisei soldati turchi sono rimasti uccisi. Non si fatta attendere la controffensiva dellesercito, che ha portato alluccisione di pi di venti miliziani. Il presidente della Turchia, Abdullah Gul, ha promesso grande vendetta; il premier, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto appello allunit nazionale, affermando che vince chi non si fa piegare dalle violenze. E ha aggiunto che occorre rilanciare la via delle riforme democratiche come antidoto al terrorismo. Lassalto, riferiscono fonti di stampa internazionale, stato compiuto su larga scala e in tre punti da circa duecento uomini. Sembra fosse stato preparato da settimane. stato eseguito con un coordinamento che prevede un addestramento specifico. Lattacco avvenuto in unarea dove trovano riparo le cellule pi pericolose del Pkk, che fino a questo momento aveva utilizzato soprattutto mine esplose a distanza, a volte attentatori suicidi. In questa circostanza, dunque, dato di rilevare un cambio di strategia. E il numero delle vittime indica che la strada scelta dallorganizzazione quella della violenza estrema. La conferma arrivata con la rivendicazione dellattentato, dove il Pkk parla di un centinaio di morti e feriti: si annunciano poi altri attacchi, se il Governo di Ankara insister con le operazioni militari oltre il confine. Lattacco di ieri, infatti, rilevano gli analisti, sembra un atto di rappresaglia del Pkk per la campagna in cui impegnato da settimane il Governo turco contro lUnione delle comunit curde (Kck). Sono stati arrestati numerosi sindaci e dirigenti del Partito della pace e della democrazia (Bdp) lunica formazione politica curda presente in Parlamento e sono stati condotti numerosi raid contro basi del Pkk in Turchia e in Iraq. Dura le reazione della Turchia. Caccia hanno cominciato a bombardare la zona di Kandil, carri armati hanno setacciato le zone dove stato compiuto lattacco. Circa cinquecento uomini delle forze speciali sono entrati nel nord dellIraq via terra, uccidendo pi di venti miliziani. Unanime stata la condanna internazionale dellassalto compiuto dal Pkk. Il presidente statunitense, Barack Obama, ha ribadito la volont di essere a fianco di Ankara impegnata a sconfiggere la minaccia terroristica del Pkk e a portare pace e stabilit nel sud est della Turchia. LAlto rappresentante per la Politica estera dellUe, Catherine Ashton, ha parlato di vergognoso attacco terroristico, e il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, in un colloquio telefonico con Erdogan, ha espresso la propria solidariet per lattentato e ha evidenziato che questi attacchi del Pkk mirano a mettere in crisi le relazioni fraterne fra curdi e turchi.

Soldati turchi in una zona al confine con il nord dellIraq (Ansa)

Centottanta osservatori stranieri seguiranno il voto di domenica

Verso lelezione in Tunisia dellAssemblea costituente


TUNISI, 20. Ultimi preparativi in vista delle elezioni, domenica in Tunisia, per lAssemblea costituente. Saranno 180 gli osservatori che seguirano e veglieranno sulle procedure di voto. Gran parte di essi, informano le agenzie di stampa, hanno gi raggiunto le ventisette circoscrizioni del Paese. Altri, invece, controlleranno le operazioni nei seggi istituti in Europa (Francia, Germania, Italia e Belgio). La missione degli osservatori per il voto i cui primi risultati potrebbero arrivare gi nella serata di domenica si concluder due settimane dopo lo scrutinio, per seguire e gestire eventuali contenziosi. Si poi appreso che manifestazioni e sit-in, nei giorni di vigilia del voto, saranno vietati. La decisione, in merito, stata presa dal ministero dellInterno. In un comunicato, lo stesso dicastero ha anche smentito che possa essere dichiarato il coprifuoco. Come pure ha definito infondate voci su presunte altre misure eccezionali per tenere sotto controllo la situazione qualora dovesse degenerare. Quindi il ministero dellInterno conclude il comunicato invitando i cittadini che andranno alle urne a non farsi influenzare da voci tendenziose e da false informazioni. Da rilevare che lo spoglio dei voti espressi allestero comincer nella serata di sabato, ma i risultati saranno comunicati solo alla chiusura delle urne, ovvero domenica sera. Una fonte diplomatica tunisina a Roma, citata dalla Misna, ha affermato che lorganizzazione del voto sta andando molto bene e ha formulato lauspicio che la situazione possa essere serena anche durante e dopo lo svolgimento delle elezioni. Nel frattempo i militanti del partito del Rinascimento musulmano Ennahda), riferisce lagenzia Agi, ha lanciato lallarme brogli. Inoltre hanno minacciato uninsurrezione nel caso in cui il voto non dovesse svolgersi regolarmente. C il rischio che i risultati delle elezioni siano manipolati a dichiarato, durante una conferenza stampa, il leader di Ennahda, Rachd Ganouchi, Quindi ha aggiunto: Se vi saranno brogli, richiameremo le forze della rivoluzione che si sono opposte a Ben Ali. Siamo pronti a far dimettere anche dieci governi se ve ne sar il bisogno.

Colloqui sul nucleare nordcoreano


GINEVRA, 20. La Corea del Nord torna al tavolo dei negoziati sul nucleare. Con il dichiarato obiettivo di fare ripartire i colloqui multilaterali relativi al programma atomico nordcoreano, funzionari degli Stati Uniti si incontreranno luned e marted prossimi a Ginevra con alcuni alti responsabili di Pyongyang. Lo hanno confermato oggi fonti del Dipartimento di Stato americano riprese dalle agenzie di stampa internazionali. Le trattative per porre fine al controverso programma nucleare nordcoreano saranno guidate, per la parte statunitense, dal diplomatico Glyn Davies, attuale ambasciatore degli Stati Uniti presso lAgenzia internazionale per lenergia atomica (Aiea), che sostituisce linviato uscente per la Corea del Nord, Stephen Bosworth. La delegazione del regime di Pyongyang sar invece capeggiata dal vice ministro degli Esteri, Kim Kye Gwan. Allimportante summit parteciper anche Ford Hart, il rappresentante americano nei colloqui tra il Governo nordcoreano e il 5+1 (il meccanismo negoziale istituito nel 2003 per arginare i tentativi di proliferazione nucleare della Corea del Nord), che sono, per, tuttora in fase di stallo. Quello di luned e marted prossimi sar il secondo vertice bilaterale dopo lincontro del luglio scorso, quando rappresentanti di Washington e di Pyongyang si riunirono a New York. I colloqui a sei sul programma nucleare nordcoreano sono bloccati fin dal 2008. Al negoziato partecipano le due Coree, Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti.

Municipali rinviate in Giordania


AMMAN, 20. Il primo ministro designato, Awn Khasawne, ha annunciato oggi il rinvio delle elezioni municipali in Giordania previste il 27 dicembre. La data delle consultazioni era stata precedentemente indicata dal suo predecessore, Marouf Al Bakhit, che si dimesso luned scorso a causa delle pressioni della piazza. I manifestanti hanno criticato Al Bakhit per non aver portato a termine le riforme promesse. Il rinvio delle municipali dovuto anche alle proteste di alcuni movimenti che hanno contestato in particolare la legge elettorale. La scorsa settimana dicono fonti della stampa internazionale alcune trib beduine che si oppongono alla legge avevano bloccate le autostrade del Paese. Khasawne, nel corso di un incontro con alcuni deputati, ha annunciato che le municipali si terranno con una nuova legge elettorale e che il nuovo Governo giordano non user il pugno di ferro contro lopposizione, ma intende seguire la strada del dialogo. La reputazione dello Stato ha aggiunto il premier Khasawne non si costruisce con la repressione ma con il dialogo, il rispetto e la fermezza.

Seicento chilometri fino a La Paz per protestare contro la costruzione di unautostrada

La marcia degli indigeni boliviani


LA PAZ, 20. Circa duemila indigeni boliviani si sono messi in marcia, due mesi fa, partendo dalla citt di Trinidad in Amazzonia per protestare contro il piano del Governo di costruire unautostrada nella regione, a ridosso del Rio delle Amazzoni, dove essi vivono. Gli indigeni sono arrivati ieri a La Paz, dopo aver camminato per seicento chilometri. Fra loro vi sono donne, bambini e anziani, che hanno affrontato piogge tropicali, il freddo delle Ande e lopposizione della polizia. Arrivati nella capitale, sono stati accolti da passanti che sventolavano bandiere nazionali e applaudivano. Marted il presidente boliviano Evo Morales si era offerto di incontrare gli indigeni per parlare con loro. Recentemente Morales si detto daccordo a posticipare la costruzione dellautostrada, ma gli indigeni hanno chiesto rassicurazioni sul fatto che il progetto sia cancellato.

Ancora scontri in Cile tra studenti e forze dellordine


SANTIAGO, 20. Secondo giorno, ieri, delle mobilitazioni in Cile indette dal movimento studentesco, che da oltre cinque mesi rivendica una riforma del sistema educativo, in particolare la gratuit e la qualit dellinsegnamento. Ancora una volta, per, protagonista stata la violenza. Scontri tra studenti e forze di polizia sono infatti stati segnalati un po ovunque. Lepicentro delle proteste studentesche ma anche dei tafferugli stato a Santiago, e in particolare i sobborghi di La Pincoya e La Reina, dove secondo fonti delle forze di sicurezza otto poliziotti sono stati feriti, tra cui uno da colpi di arma da fuoco. In pi punti della capitale, soprattutto davanti allUniversit, sono state erette barricate, mentre molti pneumatici sono stati incendiati da persone incappucciate, che poi si sono scontrate con gli agenti. Per disperdere i facinorosi, gli agenti hanno dovuto ricorrere a gas lacrimogeni e idranti. A scendere in strada sono state 200.000 persone, secondo gli organizzatori, 25.000 secondo fonti di polizia. I dirigenti del movimento studentesco hanno criticato la risposta militarizzata delle forze dellordine, ma anche la violenza ingiustificata di alcuni elementi sovversivi. Le istituzioni si sono subito fatte sentire. Il governatore della capitale cilena, Cecilia Prez, ha presentato una denuncia penale per lincendio appiccato ieri ad un autobus, invocando la Legge di sicurezza dello Stato. Una misura speciale informa lagenzia Ansa che irrigidisce le pene a cui, ha annunciato il governatore Prez, si far ricorso tutte le volte che sar possibile. Il sottosegretario allInterno, Felipe Ubilla, ha invece messo in guardia sulla presenza di gruppi coordinati per provocare i disordini. Una quarantina di persone sono state arrestate.

Dimostranti nel centro della capitale boliviana (Ansa)

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LOSSERVATORE ROMANO
Dopo diciotto secoli nella necropoli vaticana tornano a splendere le pitture policrome del Mausoleo Phi

venerd 21 ottobre 2011

Storie di uomini e dei nellultima dimora di Marcia Thraso


di PIETRO ZANDER

a presentazione della decima edizione del Festival internazionale di musica e arte sacra (che si svolger dal 26 ottobre al 6 novembre) rappresenta per la Fabbrica di San Pietro un giorno di allegrezza, per usare una parola cara agli uomini del Rinascimento e dellet barocca. Si festeggia infatti la conclusione del restauro del Mausoleo Phi, interamente sostenuto dalla medesima Fondazione pro Musica e Arte Sacra. Questo intervento costituisce un importante traguardo nellambito di un articolato programma di lavori avviato dalla Fabbrica di San Pietro nel 1998 per la conservazione e la valorizzazione della necropoli sotto la Basilica Vaticana. Il restauro stato infatti realizzato a seguito di impegnative ricerche, condotte negli ultimi dodici anni grazie alla collaborazione di figure professionali diverse e con lausilio di tecnologie allavanguardia. Indagini scientifiche rappresentano il punto di partenza per ogni restauro; lefficacia dei rimedi dipende per la maggior parte dei casi dalla conoscenza che si ha della malattia scriveva Leon Battista Alberti (De aedificatoria, 10, 1). Grazie allesame autoptico, alle indagini strumentali e alle analisi

scientifiche, stato quindi possibile formulare una diagnosi. La conseguente prescrizione della cura si articolata in una serie di provvedimenti tesi ad eliminare o ridurre le cause del degrado, in alcuni interventi di pronto soccorso e nel restauro in senso stretto, paragonabile a unoperazione chirurgica. Esami di laboratorio, monitoraggio microclimatico e ambientale, indagini microbiologiche, studi illuminotecnici, hanno consentito la definizione di una terapia prudente, con la somministrazione di farmaci attentamente valutati nei loro effetti indesiderati, affinch, dopo milleottocento anni, il sito potesse ritrovare naturalmente un proprio equilibrio senza interventi traumatici (opere di isolamento delle strutture dai terrapieni e climatiz-

Giubileo del 2000 sono state restaurate con il contributo della Societ Enel le tombe dellarea occidentale e della parte centrale degli scavi. Successivi interventi a carattere di urgenza sono stati eseguiti con il sostegno della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, che nellanno 2007 ha reso possibile anche il restauro del Mausoleo H o dei Valeri: la tomba pi lussuosa e importante rinvenuta nel secolo corso sotto il pavimento delle Grotte Vaticane, in corrispondenza della navata centrale della Basilica. Il restauro del Mausoleo Phi, diretto dalla medesima Fabbrica di San Pietro, ha impegnato per oltre sette mesi una squadra di esperti restauratori, che gi negli anni precedenti avevano lavorato in altri

Ges di Nazaret in lingua maltese


Venerd 21 ottobre, nella sala convegni della casa editrice Cak a BKara, verr presentata ledizione in maltese del Ges di Nazaret. Dallingresso in Gerusalemme alla Risurrezione. Interverranno Edward Fenech Adami, presidente emerito della Repubblica maltese, e don Hector Scerri, decano della Facolt Dogmatica delluniversit di Malta. Coordiner padre Edmondo Caruana, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana (Lev). Sempre venerd, in mattinata, al palazzo di SantAntonio il nunzio apostolico Tommaso Caputo, accompagnato dal direttore della Lev, don Giuseppe Costa, e dal suo omologo delleditrice maltese, consegner una copia autografata dal Papa al presidente della Repubblica di Malta, George Abela.

Mausoleo Phi, ritratto di Marcia Thraso

zazioni forzate), che ne avrebbero irrimediabilmente compromesso la conservazione. La chiusura delle singole tombe, la predisposizione di depuratori daria e di porte ad apertura automatica lungo il percorso di visita, le opere di coibentazione e la costante manutenzione, hanno permesso di sanare i mali della necropoli, riconducibili principalmente a instabili condizioni microclimatiche e a dannosi fenomeni di natura microbiologica. Cos alla vigilia del

mausolei della necropoli. Il loro qualificato intervento si reso indispensabile per il degradato stato di conservazione sia delle decorazioni pittoriche, che delle cortine in laterizio. Depositi superficiali di terra, bianche concrezioni di sali ed estese formazioni fungine coprivano infatti le murature e le decorazioni interne del sepolcro, che mostrava in pi parti preoccupanti sollevamenti della pellicola pittorica. Eseguite le preliminari indagini diagnostiche e i primi consolida-

menti, particolarmente laboriosa si rivelata la pulitura a bisturi delle decorazioni pittoriche, realizzate con stesure di colore a calce su un fondo rosso cinabro eseguito ad affresco. Le abili mani dei restauratori hanno reso nuovamente riconoscibili e pi facilmente comprensibili le splendide decorazioni di questa tomba, costruita, tra la fine del II e il principio del III secolo, sulle pendici meridionali del colle vaticano prospicienti il circo di Caligola e di Nerone. I loro proprietari, appartenenti allimportante e colta famiglia dei Marci, vollero ornare il proprio sepolcro con una serie di elaborate scene mitologiche, alternate a ghirlande di fiori, uccelli, teste di medusa, anatre, nereidi, mostri marini e sileni nimbati. Storie di uomini e divinit del mondo greco e romano narrate dai pi celebri poeti e scrittori dellantichit, che sono oggi tornate ad affascinarci in inedite immagini di diciotto secoli fa. I primi miti comparivano gi allesterno del monumentale edificio sepolcrale, in due quadri in mosaico policromo sotto le grandi finestre ai lati della porta dingresso. Di tali mosaici si conserva parzialmente solo quello di sinistra, che mostra luccisione di Penteo. Entrati nel sepolcro, miti classici e leggende della Roma antica sono raffigurati sul fondo dei grandi arcosoli che si susseguono sulla parte alta delle pareti interne. Questo straordinario compendio di mitologia classica, recuperato e riscoperto con i recenti restauri, si completa e si integra con le immagini scolpite sui sarcofagi ritrovati allinterno del mausoleo. Nel monumentale sarcofago collocato allinterno del sepolcro effigiato, al centro della cassa marmorea, Dioniso vicino ad un satiro con un cantaro in mano, mentre una pantera e un piccolo fauno sono scolpiti alla base di una pianta di vite che si inerpica rigogliosa alla sinistra del dio. Nel riquadro di destra rappresentato un satiro con in braccio il piccolo dio del vino, mentre su quello allestremit opposta scolpita una menade che suona il doppio flauto. Quintus Marcius Hermes e sua moglie Marcia Thraso sono raffigurati sul coperchio ai lati delliscrizione funeraria, con la mano destra semiaperta nel consueto gesto oratorio. Sulla destra luomo con capelli ricci e corta barba stringe in mano il rotolo (volumen), sulla sinistra la donna con vistosi orecchini reca un pomo da offrire alla regina delloltretomba Proserpina.

Lavori di restauro nel Mausoleo Phi

Gli scavi accanto alla tomba di Pietro

Un tesoro inestimabile riemerso grazie a Pio XII


di ANGELO COMASTRI l Festival internazionale di musica e arte sacra giunge felicemente alla decima edizione grazie alla tenacia di Hans Albert Courtial. Ed significativo che sia dedicato alla Madonna nel 158 anniversario del Concilio di Efeso, dove venne chiaramente definito limportante ruolo di Maria nella storia della salvezza. Paradossalmente un filosofo ateo come Jean Paul Sartre, nel 1941 durante la tragedia della seconda guerra mondiale, scrisse una delle pagine pi belle su Maria. Come accaduto? Quando si sgonfia lorgoglio, si vede meglio la verit. Sentite cosa scrive Sartre riguardo alla Madonna: Sul volto di Maria bisognerebbe dipingere uno stupore che apparso una sola volta nella storia dellumanit. Maria lunica persona al mondo che stringendo tra le braccia il suo figlio, gli pu dire Dio mio! Ed lunica persona al mondo che, pregando il suo Dio, pu dirgli Figlio mio! (Sartre, Bariona o il figlio del tuono). In questo momento difficile della storia del mondo e dellItalia, un festival dedicato alla Madonna una invocazione fiduciosa affinch ci aiuti cos come sa e pu fare una madre. Il Festival pro musica e arte sacra, secondo una felice tradizione, si accompagna sempre con una attenzione al recupero di un bene artistico di primaria impor-

Cinque anni di lavori in corso nei Musei Vaticani

Del restauro e della bellezza


Pubblichiamo stralci della relazione che il presidente emerito del Governatorato dello Stato della Citt del Vaticano ha tenuto il 19 ottobre a Roma nel corso della giornata di dibattito sui beni culturali Identit e crescita. di GIOVANNI LAJOLO I grandi restauri eseguiti in Vaticano in tempi recenti hanno attirato linteresse tanto degli specialisti, quanto dellopinione pubblica. Ha fatto scuola pur tra vivaci polemiche, ora pacificamente superate il grande restauro della Cappella Sistina negli anni Settanta. Pi recentemente, il 4 luglio 2009, si concluso, con linaugurazione da parte di Benedetto XVI, il completo restauro della Cappella Paolina. Se questo il restauro di maggior rilievo concluso durante la mia presidenza, numerosi sono gli altri, minori ma pure significativi, compiuti dai diversi laboratori dei Musei Vaticani in questi ultimi cinque anni. Tra le tante opere delle quali sono stato testimone e, per il mio compito di Presidente, incoraggiante accompagnatore, vorrei per menzionare almeno i seguenti. Non ha avuto una copertura mediatica paragonabile a quella della Cappella Paolina, ma di non minore rilievo e qualit il restauro di alcuni tra i pi importanti affreschi di Raffaello nellAppartamento di Giulio II. Sotto la guida del Maestro Paolo Violini: La liberazione di san Pietro, La cacciata di Eliodoro dal Tempio, Messa di Bolsena. Nelle medesime stanze sono in corso altri restauri, forse meglio definibili come ripuliture, di affreschi del Pinturicchio, di Pietro da Cortona, di Annibale Carracci. E ancora, la riapertura delle nuove sale della collezione dei vasi del Museo gregoriano etrusco, curata da Maurizio Sannibale, etruscologo, responsabile del Reparto antichit etrusco-italiche. Il completamento degli scavi e la musealizzazione della necropoli romana di Santa Rosa, sovvenzionata dai Patrons of the Arts in The Vatican Museums del Canada. Ne emerso, tra laltro, oltre ad un sepolcro per tombe a incinerazione del primo secolo prima dellera cristiana, un sepolcro monumentale per tombe a inumazione del terzo secolo dopo la nascita di Ges, con tracce del passaggio alla concezione cristiana della morte. Un primo settore stato aperto al pubblico nel 2009, il secondo, congiunto con il primo, l11 ottobre. Il restauro della Fontana della Galea, opera realizzata da Giovanni Fantini nel 1621, sovvenzionato dal Capitolo dei Patrons della Gran Bretagna; lesposizione dei grandi cartoni di Matisse per la Chapelle du Rosaire a Vence, in Provenza, in un grande ambiente del Vaticano, rendendo percepibile, in qualche modo, la particolare atmosfera di quella cappella. Recentemente anche il nostro Museo gregoriano egizio ha ricevuto un nuovo restyling e una nuova illuminazione, che consentono una migliore godibilit delle opere di rilevante importanza storica e artistica in esso contenute, quali la statua acefala del Naoforo Vaticano, o la splendida statua colossale, di stupenda fattura, della regina Tuia, madre di Ramesse II. Vorrei terminare con un accenno al nostro Dipartimento storico etnologico. Esso contiene oltre ottantamila oggetti e costituisce una delle pi rilevanti raccolte di testimonianze provenienti da culture di tutto il mondo. La sua importanza non pu essere sufficientemente enfatizzata: si tratta di una raccolta indissolubilmente legata alla missione evangelizzatrice universale della Chiesa, per la quale essa come insegna il Concilio Vaticano II mentre offre a tutti i popoli i valori trascendenti del Vangelo, si arricchisce a sua volta dei valori umani e culturali propri di ciascuno di essi. Per questo il Dipartimento storico etnologico importante per la Santa Sede, ma anche per i singoli popoli, i quali attribuiscono non poco valore allessere rappresentati da qualche significativa testimonianza della propria cultura nel cuore della Cristianit. I Musei come noto non sono solo luoghi di conservazione e di esposizione al pubblico di opere degne dessere conosciute; sono luoghi di ricerca scientifica, di esplorazione culturale, di partecipazione di valori spirituali. Queste prerogative vengono ben alla luce nelle varie mostre e nei convegni scientifici, ma anche nellattivit di restauro, che richiede unapplicazione attenta, minuziosa, lenta, paziente, nascosta. Essa non ricompensabile in termini economici, ma lo certamente dalla gioia del restauratore quando vede riemergere lopera, quasi dalloscurit e dalle ingiurie del tempo, a una nuova vita, certo non propriamente identica a quella che

Nessuna guerra santa


lontanissimo da ogni cattolico italiano il pensiero che limpresa tripolitana possa coprire una guerra a base religiosa. Con questa nota, pubblicata su LO sservatore Romano del 21 ottobre 1911, Pio x prendeva nettamente le distanze da quella parte del mondo cattolico italiano che vedeva nella guerra di Libia una nuova crociata contro lislam. Basti pensare che in quel medesimo giorno di un secolo fa il vescovo di Rimini, Vincenzo Scozzoli, auspicava una vittoria come via di civilt cristiana in mezzo alle popolazioni di Tripoli e Cirenaica tenute schiave dal fanatismo musulmano. Di questa complessa pagina di storia d conto Marco Roncalli su Avvenire del 20 ottobre, citando anche documenti contenuti in Libia 1911 (Milano, Jaca Book, 2011, pagine 142, euro 12) di Giovanni Sale. Nel volume, infatti, lo studioso smaschera luso strumentale della materia religiosa fatto in Libia dalle autorit militari e civili, e in Italia da gran parte del clero. Nonostante la nettissima condanna del Papa.

Dallarea archeologica di santa Rosa emerso anche un sepolcro monumentale che attesta il passaggio dal paganesimo alla concezione cristiana della morte
ebbe quando usc dalle mani dellartista, ma comunque pi genuinamente espressiva del suo genio di quanto non lo fosse prima che il restauratore vi ponesse mano. Lo spirito che anima il restauro delle opere antiche e moderne vuole offrire un attestato di valore per lopera in s e di considerazione per il suo autore; mira ad avvicinare gli uomini di oggi e di domani ai grandi spiriti che hanno arricchito lumanit di un nuovo sguardo sul mondo che ci circonda; e fa risplendere sulla nostra quotidianit che sovente ci appare opaca, pur non essendolo mai almeno un raggio dello splendore tonificante della verit: la bellezza!

tanza. E da alcuni anni la Fondazione sostiene il restauro degli esterni della Basilica Vaticana: lavoro che procede con buon esito grazie a questo sostegno. Nello stesso tempo, la Fondazione ha sponsorizzato il recupero di due importanti mausolei della necropoli vaticana: gi concluso nel 2007 il restauro del Mausoleo H o dei Valeri, appena terminato quello del Mausoleo Phi o dei Marci. Lavori questi ultimi che hanno impegnato per molti mesi una squadra di esperti restauratori Franco Adamo, Adele Cecchini, Corinna Ranzi, Chiara Scioscia Santoro ai quali rivolgo un vivissimo ringraziamento. La necropoli vaticana riemersa, dopo milleseicento anni, durante i coraggiosi scavi voluti dal Papa Pio XII negli anni 1939-1950. E proprio settanta anni fa, il 18 gennaio 1941, riemergeva dalla terra dopo tanti secoli il primo monumentale sepolcro: il Mausoleo F o dei Caetenni. Limperatore Costantino, per costruire la prima grande Basilica in onore dellapostolo Pietro, fece interrare una intera necropoli per creare il piano di calpestio del nuovo tempio. E fece fasciare con lastre di marmo, nascondendola, la venerata tomba di san Pietro. Fonti letterarie autorevolissime attestavano e tramandavano la notizia del martirio e della sepoltura di Pietro sul colle vaticano, ma nessuno aveva pi ispezionato la tomba. Tra le molte fonti letterarie che si potrebbero citare, desidero ricordare quanto afferma lo storico Eusebio, vescovo di Cesarea e contemporaneo di Costantino: Nerone fu pure il primo imperatore, che si dimostr ostile alla piet verso Dio. Circostanza questa che il latino Tertulliano rivel dicendo cos: Guardate le vostre storie e l troverete che Nerone per primo perseguit la nostra fede, allorch, soggiogato lOriente, specialmente a Roma incrudeliva con tutti. Per noi titolo di gloria una condanna che procede da un tal uomo. Chi lo conosce pu comprendere che da Nerone non poteva venir condannato se non un grande bene. Narrano che Paolo fu decapitato da lui e Pietro crocifisso a Roma, e ne riconferma il fatto che il nome di Pietro e di Paolo, tuttora si leggono sui loro sepolcri in quella citt. Del resto anche Gaio, uomo ecclesiastico, vissuto ai tempi del vescovo di Roma Zefirino (199-217) in uno scritto contro Proclo, capo della setta dei Catafrigi, parla dei luoghi ove furono deposte le sacre spoglie degli Apostoli: Io posso mostrarti trofei degli Apostoli. Se vorrai recarti sul Vaticano o sulla via Ostiense troverai i trofei dei fondatori di questa Chiesa (Eusebio di Cesarea, Storia Ecclesiastica, 25, 3-7) Oggi la recuperata necropoli la prova archeologica inconfutabile degli avvenimenti che conosciamo dalle fonti letterarie. La prima volta che visitai la Memoria Nord e la Memoria Sud, mi fermai, chiusi gli occhi e immaginai il momento in cui i cristiani di Roma seppellirono il corpo crocifisso del primo Papa nella terra del colle vaticano. Che cosa provarono? Certamente sentirono la voce rassicurante di Dio che diceva: E su questa pietra io edificher la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa (Matteo, 16, 18). Da duemila anni queste sono le parole che sostengono la Chiesa nella bufera della storia e la fanno camminare con serena fiducia.

venerd 21 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Messaggio per la festa di Deepavali

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Convegno internazionale degli ordinariati militari nel venticinquesimo anniversario della Spirituali militum curae

Un apostolato particolare tra i giovani delle forze armate


Singolare coincidenza questanno per il VI convegno internazionale degli ordinariati militari, promosso dalla Congregazione per i Vescovi e dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in corso nellAula vecchia del Sinodo in Vaticano. Si celebra infatti il venticinquesimo anniversario della costituzione apostolica Spirituali militum curae, con la quale Giovanni Paolo II dette agli ordinariati militari la dignit di Chiese particolari. Il convegno iniziatosi gioved 20, si concluder sabato 22 ottobre presieduto dai cardinali Marc Ouellet e Peter Kodwo Appiah Turkson, rispettivamente prefetto e presidente dei dicasteri organizzatori. Allinizio dei lavori hanno rivolto il loro saluto ai partecipanti larcivescovo Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato; i cardinali Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, e Stanisaw Ryko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; gli arcivescovi Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli, e Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, e il vescovo Giuseppe Sciacca, segretario generale del Governatorato. Lannuale appuntamento stato loccasione per riflettere sul cammino percorso e per dare un nuovo slancio alla pastorale militare, soprattutto alla luce della nuova evangelizzazione. In questi giorni sono anche affrontati argomenti di rilevante attualit. Monsignor Juan del Rio Martn, arcivescovo castrense di Spagna, durante la prima giornata ha sollevato la questione della libert religiosa. Lo Stato ha detto non solo deve tutelare la libert religiosa in tutti gli ambiti della vita, tanto personale quanto sociale, ma deve creare le condizioni per il suo effettivo e pieno esercizio da parte di tutti i cittadini. Tema del suo intervento: La missione pastorale degli ordinariati militari secondo la Spirituali militum curae. Il presule ha proseguito sottolineato come lessere religioso sia un aspetto costitutivo delluomo. un dato immediato della coscienza sensibile, un fattore della storia. La religione continua a essere indispensabile nellorganizzazione di una societ sana e genuinamente democratica. Riprendendo poi il pensiero di Benedetto XVI, il relatore ha riaffermato il principio per il quale la libert religiosa il cammino per la pace. Soffermandosi sulla costituzione apostolica ha detto che essa rappresenta unapplicazione veramente creativa del rinnovamento ecclesiale propugnato dal concilio. Lordinario castrense ha poi offerto una riflessione su come intraprendere la nuova evangelizzazione nel mondo militare, indicando alcuni orientamenti. Lassistenza religiosa delle forze armate ha detto un diritto del militare credente. Non frutto di nessun privilegio, n di concessioni di un determinato regime politico. Inoltre, la giurisdizione castrense non qualcosa di etereo, ma ha fedeli e territorio che la compongono. I vescovi, i cappellani e i fedeli degli ordinariati militari, ha fatto notare il presule, devono avere ben chiara la coscienza di appartenere a una Chiesa particolare che possiede un suo presbiterio, un seminario, un consiglio pastorale, una sua curia e istituzioni adeguati a ogni luogo e circostanza. Non si tratta, pertanto, di una diocesi di secondo ordine, n di unappendice della Conferenza episcopale. Infatti, il cappellano castrense non un aggiunto del clero diocesano o regolare, ma ha una sua specificit che la costituzione apostolica delinea nei dettagli. Il vescovo ha poi detto che accettare di esercitare il ministero episcopale come presenza istituzionalizzata nel seno delle forze armate ha un senso se il vescovo mantiene la fisionomia giurisdizionale propria del suo ufficio. Ci comporta lesclusione di onori che asfissino in qualche modo la caratteristica della sua missione episcopale. Anche la nuova evangelizzazione, ha concluso il presule, richiede di dialogare nel cortile dei gentili dove si trovano quei militari o fedeli della nostra giurisdizione che si sono allontanati dalla Chiesa o non conoscono Cristo, perch evangelizzare presentare la vita cristiana come una bella avventura. Sullo stesso tono anche don Eduardo Baura, professore di Diritto canonico della Pontificia Universit della Santa Croce, che nella sua relazione sul tema Il cammino giuridico e storico degli ordinariati militari dalla costituzione apostolica Spirituali militum curae, ha ripercorso le tappe principali della promulgazione del documento e ne ha delineato le caratteristiche. Con listituzione degli ordinariati militari ha detto la Chiesa non cerca solo la mera assistenza religiosa dei cattolici membri delle forze armate intesa in senso minimalista, ma mira a unazione evangelizzatrice volta a promuovere la pienezza della vita cristiana in un ambiente che riveste delle necessit peculiari e che ha una missione rilevante per lumanit. Il sacerdote ha poi spiegato la ragione dellesistenza degli ordinariati militari: per dare ai fedeli militari tutti i mezzi salvifici per facilitare loro, non solo lordinaria cura pastorale, ma lo specifico aiuto di cui essi hanno bisogno per trovare la santit nel loro ambiente e per svolgere pienamente la loro missione nel mondo e nella Chiesa. Dopo aver spiegato la natura giuridica degli ordinariati militari, don Baura ha osservato che la giurisdizione dellordinario cumulativa rispetto a quella dei vescovi diocesani, ma non concorrente, nel senso usuale dellespressione, proprio perch lordinario non sostituisce il vescovo diocesano, ma svolge una pastorale speciale che le diocesi non sono abitualmente in grado di compiere.

Cristiani e ind insieme per promuovere la libert religiosa

Donne non vedenti di Ahmedabad preparano le lampade per limminente festa di Deepavali

In occasione della festa ind di Deepavali, che si celebra questanno il 26 ottobre, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha voluto esprimere sentimenti augurali attraverso il messaggio che pubblichiamo di seguito nella versione in italiano. Cari amici ind, Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso lieto di presentarvi cordiali auguri per la festa di Deepavali che questanno celebrate il 26 ottobre. Possa Dio, fonte di ogni luce, illuminare i vostri cuori, le vostre case e comunit per una vita di pace e prosperit. In questa circostanza, mantenendo la nostra tradizione di condividere qualche riflessione, vi proponiamo questanno il tema della libert religiosa. Tale soggetto al centro della scena in vari luoghi, richiamando la nostra attenzione su quei membri della nostra famiglia umana che sono esposti al biasimo, al pregiudizio, a una propaganda di odio, alla discriminazione e alla persecuzione in base alla loro appartenenza religiosa. La libert religiosa la risposta a quei conflitti che in varie parti del mondo hanno una motivazione religiosa. In mezzo alla violenza scatenata da questi conflitti, molti aspirano ardentemente a una coesistenza pacifica e a uno sviluppo umano integrale. La libert religiosa annoverata tra i diritti umani fondamentali, che si radicano nella dignit della persona umana. Quando essa viene messa a repentaglio o negata, tutti gli altri diritti umani sono in pericolo. La libert religiosa comporta necessariamente lesclusione di ogni coercizione da parte di individui, gruppi, comunit o istituzioni. Sebbene lesercizio di questo diritto comprenda la libert di ogni persona di professare, praticare e diffondere la propria religione o fede, sia in pubblico che in privato, individualmente o comunitariamente, esso implica anche un serio obbligo, da parte delle autorit civili, degli individui e dei gruppi, di rispettare la libert degli altri. Esso comprende, inoltre, la libert di cambiare la propria religione. Quando rispettata e promossa, la libert religiosa consente ai credenti di collaborare con maggior entusiasmo, con i propri concittadini, nella costruzione di un ordine sociale giusto e umano. Ma laddove e quando essa viene negata, soppressa o conculcata, laffermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana repressa e vanificata (Papa Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2011). Vi sono molti campi nei quali si pu dare un contributo specifico al bene comune, come la difesa della vita e della dignit della famiglia, la solida educazione della giovent, lonest nel comportamento di ogni giorno, la preservazione delle risorse naturali, solo per citarne alcuni. Cerchiamo quindi di unire i nostri sforzi per promuovere la libert religiosa come una nostra comune responsabilit, chiedendo ai capi delle nazioni di non trascurare mai la dimensione religiosa della persona umana. Proprio il giorno seguente a quello in cui voi celebrate questanno il Deepavali, molti leader religiosi da ogni parte del mondo si uniranno al Papa Benedetto XVI in un pellegrinaggio ad Assisi per rinnovare limpegno preso 25 anni fa, sotto la guida del beato Giovanni Paolo II, a costruire canali religiosi di pace e armonia. Noi saremo spiritualmente uniti a loro, fiduciosi che i credenti saranno sempre una benedizione per il mondo intero. Vi auguriamo cordialmente una felice celebrazione di Deepavali. JEAN-LOUIS Cardinale TAURAN presidente Arcivescovo PIER LUIGI CELATA segretario

Il cardinale decano per i ventanni delle relazioni diplomatiche

Responsabili religiosi a dibattito sulla legge del 1905

Contributo della Santa Sede alla rinascita dellAlbania


La Santa Sede ha svolto un ruolo importante per la rinascita dellAlbania, contribuendo a costruire negli ultimi ventanni unera nuova di libert per un popolo che tanto aveva sofferto. Le linee guida di questa azione le ha ripercorse il cardinale Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, durante la messa per la Nazione albanese, in occasione dei ventanni dei rapporti diplomatici con la Santa Sede. La messa stata celebrata nella basilica romana di SantAnselmo allAventino gioved 20 ottobre. Presenti, tra gli altri, il ministro albanese per la cultura e la giovent, Aldo Bumi, e lambasciatore presso la Santa Sede, Rrok Logu, con rappresentanti del corpo diplomatico e membri della comunit albanese residente a Roma. a cominciare dagli anni novanta che lAlbania ha conosciuto le grandi trasformazioni che hanno reso possibile lincontro tra la Sede Apostolica e la Nazione albanese e la ripresa delle relazioni. Il cardinale decano ha ricordato, nellomelia, che i cristiani di quella terra hanno subito una delle pi feroci persecuzioni della storia. E proprio in tale contesto venne a inserirsi la decisione della nuova Albania di stringere dei regolari rapporti diplomatici con la Santa Sede, in vista di una feconda collaborazione tra le parti. Era il 7 settembre 1991. Infatti, ha ricordato, ormai non era pi sostenibile lorgoglioso isolamento dellAlbania voluto dal regime comunista. Purtroppo fu un isolamento ideologico che dur per pi di quarantacinque anni. Quindi per merito di alcuni uomini coraggiosi il Paese si lasciato alle spalle un governo che aveva proclamato lAlbania come il primo Paese ateo del mondo, distruggendo le chiese dei cristiani e le moschee dei musulmani e tentando di sradicare la fede dal cuore dei credenti. Fu cos che ventanni fa lAlbania si apriva allEuropa e al mondo. Il primo passo nelle nuove relazioni diplomatiche stata, il 22 ottobre 1991, la nomina del primo nunzio apostolico a Tirana, nella persona dellarcivescovo Ivan Dias, oggi cardinale. Dopo quasi mezzo secolo di unimmane persecuzione ha detto il porporato i cattolici albanesi recuperavano cos i loro diritti e si apriva per lo Stato e per la Chiesa unera di feconda collaborazione, per il bene dellintera comunit nazionale. A suggellare questa svolta fu poi Giovanni Paolo II, recandosi in visita pastorale in Albania il 25 aprile 1993. Papa Wojtya volle cos onorare un popolo che tanto aveva sofferto durante una delle pi terribili prove della sua storia, incoraggiando poi tutti musulmani, ortodossi e cattolici a collaborare per un avvenire migliore del Paese, o meglio per una vera rifondazione della comunit nazionale. Il cardinale Sodano ricorda ancora oggi un popolo quasi incredulo di quanto finalmente vedeva: il Papa a Tirana e lordinazione di quattro nuovi vescovi con intorno allaltare i trenta sacerdoti albanesi sopravvissuti ai campi di concentramento. E ricorda, in particolare, larcivescovo di Scutari, monsignor Frano Illia, che proprio quel 25 aprile faceva memoria dellanniversario della sua condanna a morte, pronunciata venticinque anni prima, anche se poi commutata nella condanna ai lavori forzati. Nei suoi discorsi, Giovanni Paolo II lod il popolo albanese per il passaggio pacifico dalla dittatura alla democrazia spiegando come ci fosse una prova che non c da temere alcun disordine sociale dalla libert di un popolo, quando tale libert correttamente usata. In realt, la fede sincera non divide gli uomini, ma li unisce, di qualunque religione essi siano. Nel nuovo clima di libert instauratosi nel Paese, i cattolici poterono cos ricostruire le loro comunit nelle sei circoscrizioni ecclesiastiche del Paese. Il cardinale ha quindi ricordato di aver personalmente consacrato, come legato pontificio, il 26 gennaio 2002, la nuova cattedrale di San Paolo a Tirana. Infine, in questo nuovo clima di collaborazione, sempre nel 2002 si inserito lAccordo del 23 marzo, che ha fissato chiaramente le norme circa lo status giuridico della Chiesa cattolica nella Repubblica di Albania. Davanti a questa storia, ha concluso il decano del collegio cardinalizio, i cristiani sentono di dover presentare a Dio un inno di ringraziamento per ci che ha operato in questo ventennio nella cara Nazione albanese.

Il culto in Francia e la laicit intelligente


PARIGI, 20. Ben venga la laicit quando intelligente, quando consente di vivere la fede senza limitarla, al di fuori dei validi motivi di ordine pubblico. Pi che la legge del 1905 in s, sono dunque le false letture, le cattive interpretazioni dei suoi articoli a creare disturbo alla pratica religiosa delle diverse confessioni. Hanno ribadito il loro appoggio a unapplicazione serena della laicit i responsabili del culto in Francia riunitisi luned scorso al Palais du Luxembourg, sede del Senato, per un incontro dal titolo Vissuto e promesse della laicit nel quadro della legge del 1905, legge che, com noto, regola nel Paese la separazione tra le Chiese e lo Stato e dalla quale si fa risalire il concetto attuale di laicit alla francese. Il colloque, moderato dal filosofo Philippe Gaudin, membro dellIstituto europeo delle scienze religiose, stato aperto dallintroduzione dellarcivescovo di Parigi, Andr Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale, il quale ha sottolineato limportanza del contributo delle principali religioni al dibattito sulla laicit. Sarebbe sorprendente ignorare coloro che ne sono i partner, ha detto il porporato, mettendo in guardia dal rischio di trattare le religioni in maniera uniforme. seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, per la Conferenza episcopale, monsignor Hippolyte Simon, per la Federazione protestante, Jean-Daniel Roque, per lAssemblea dei vescovi ortodossi, Carol Saba, per il Gran rabbinato, Ham Korsia, per il Consiglio del culto musulmano, Anouar Kbibech, e per lUnione buddista, Olivier Wang-Genh. La sintesi dei lavori stata affidata al pastore Claude Baty, presidente della Federazione protestante di Francia. Anche se il vissuto della legge non stato sempre idilliaco ha ricordato Baty la laicit, accettata oggi senza reticenze, costituisce una buona cornice per promuovere al suo interno un vivere insieme pacifico. Ci che le religioni vogliono offrire allinsieme dei cittadini i frutti della loro riflessione e della loro esperienza; lobiettivo non certo di vivere in una campana di vetro. La separazione tra le Chiese e lo Stato, che mirava a distinguere i poteri, ha spesso prodotto una laicit de combat, di lotta, che ha sovente separato le religioni dalla vita sociale. Ma per il presidente della Federazione protestante, oggi le religioni possono rappresentare un importante argine di fronte a una secolarizzazione estrema che assoggetta lumanit alle sole regole del profitto materiale, con il rischio della mercificazione delluomo. Le religioni lavorano a una migliore conoscenza reciproca e auspicano linstaurazione di un rapporto di fiducia con i poteri pubblici e i cittadini. Una societ costruita sulla sfiducia una societ mortifera, ha concluso Claude Baty, invitando a cambiare mentalit, a favorire il dialogo, a stare attenti a qualsiasi stigmatizzazione e a uscire dalla logica del capro espiatorio, cos in voga oggi. Sia il rabbino Korsia sia il rappresentante musulmano, Kbibech, hanno sottolineato lo spirito liberale che, dopo un secolo, ha prevalso nellapplicazione della legge e che ha consentito unarmoniosa integrazione delle loro comunit nella societ. Entrambi si sono lamentati piuttosto della secolarizzazione sempre pi invadente, che rende difficile la comprensione dei riti, e della recrudescenza di razzismo, antisemitismo e islamofobia.

Nellaeroporto di Tirana il Papa Giovanni Paolo II salutato dal Presidente della Repubblica albanese, signor Sali Berisha (25 aprile 1993)

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LOSSERVATORE ROMANO
Il Papa in visita alla Domus realizzata dai vescovi del Paese

venerd 21 ottobre 2011

Un piccolo angolo di Australia nel cuore di Roma


Un piccolo angolo di Australia nellantica citt di Roma: cos Benedetto XVI ha definito il nuovo centro di accoglienza per i pellegrini australiani nellUrbe, inaugurato mercoled pomeriggio, 19 ottobre, nel corso di una breve visita alla struttura. Your Eminence, dear Brother Bishops, Your Excellencies, Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen, I am very pleased to be with you for these celebrations to mark the opening of the Domus Australia, the Australian Pilgrimage Centre in Rome. On this occasion, I recall with particular gratitude the warmth of the hospitality that was extended to me when I visited your country for World Youth Day in 2008, and now I have the opportunity to reciprocate by welcoming all of you to Rome. I thank Cardinal Pell for inviting me to join you this evening, and for his kind words. I also thank Saint Marys Cathedral Choir for their praise of God in song. In addition to greeting my brother Bishops, here for their Ad Limina visit, I would like to greet His Excellency Timothy Fischer, Australian Ambassador to the Holy See, and the other Ambassadors present. I am pleased to salute the Rector of the Domus, Father Anthony Denton, and Mr Gabriel Griffa and his staff. I am also happy to greet all the people of Australia and to acknowledge the support and assistance of so many of them for this project which, along with your new Embassy, has brought a little corner of Australia to the ancient city of Rome. May the Domus now be blessed by the passage of many pilgrims! Almost exactly one year ago, the first Australian saint, Mary MacKillop, was raised to the altars, and I join all of you in giving thanks to God for the many blessings he has already poured out upon the Church in your land through her example. I pray that Saint Mary will continue to inspire many Australians to follow in her footsteps by living lives of holiness, in the service of God and neighbour. The Lord sent his Apostles out into the whole world, to proclaim the Gospel to all creation (cf. Mk 16:15). This evenings event speaks eloquently of the fruits of the Churchs missionary endeavours, by which the Gospel has spread to the very furthest regions of the world, has taken root there and has given birth to a living and thriving Christian community. Like all Christian communities, the Church in Australia is conscious of being on a journey whose ultimate destination lies beyond this world: as Saint Paul expressed it, our commonwealth is in heaven (Phil 3:20). Our earthly lives are spent journeying towards that ultimate goal, where no eye has seen, nor ear heard, nor the heart of man conceived what God has prepared for those who love him (1 Cor 2:9). Here on earth, the Churchs long tradition of pilgrimage to holy places serves to remind us that we are heavenward bound, it refocuses our minds on the call to holiness, it draws us ever closer to the Lord and strengthens us with spiritual food for the journey. Many generations of pilgrims have made their way to Rome from all over the Christian world, in order to venerate the tombs of the holy Apostles Peter and Paul, and thereby to deepen their communion in the one Church of Christ, founded on the Apostles. In so doing, they strengthen the roots of their faith; and roots, as we know, are the source of life-giving sustenance. In that sense, pilgrims to Rome should always feel at home here, and the Domus Australia will play an important part in creating a home for Australian pilgrims in the city of the Apostles. Yet roots are only a part of the story. According to a saying attributed to a great poet from my own country, Johann Wolfgang von Goethe, there are two things that children should receive from their parents: roots and wings. From our holy Mother, the Church, we too receive both roots and wings: the faith of the Apostles, handed down from generation to generation, and the grace of the Holy Spirit, conveyed above all through the sacraments of the Church. Pilgrims to this city return to their homelands renewed and strengthened in their faith, and borne aloft by the Holy Spirit in the journey onward and upward to their heavenly home. My prayer today is that the pilgrims who pass through this house will indeed return to their homes with firmer faith, more joyful hope and more ardent love for the Lord, ready to commit themselves with fresh zeal to the task of bearing witness to Christ in the world in which they live and work. And I pray too that their visit to the See of Peter will deepen their love for the universal Church and unite them more closely with Peters Successor, charged with feeding and gathering into one the Lords flock from every corner of the world. Commending all of them, and all of you, to the intercession of Our Lady, Help of Christians and Saint Mary MacKillop, I gladly impart my Apostolic Blessing as a pledge of the joys that await us in our eternal home. Ecco una nostra traduzione italiana del discorso del Papa. Eminenza, cari Fratelli Vescovi, Eccellenze, distinti ospiti, signore e signori, sono molto lieto di essere con voi durante queste celebrazioni che segnano lapertura della Domus Australia, il Centro di accoglienza per i pellegrini australiani a Roma. In questa occasione, ricordo con gratitudine particolare laffettuosa ospitalit che mi fu riservata quando visitai il Paese per la Giornata Mondiale della Giovent del 2008 e che ora ho lopportunit di ricambiare, accogliendo voi tutti a Roma. Ringrazio il Cardinale Pell per avermi invitato a unirmi a voi questa sera e per le sue cortesi parole. Ringrazio anche il coro della cattedrale di Saint Mary per i canti di lode innalzati a Dio. Oltre a salutare i miei fratelli Vescovi, qui per la loro visita ad limina, desidero salutare Sua Eccellenza Timothy Fischer, Ambasciatore dellAustralia presso la Santa Sede. e gli altri ambasciatori presenti. Sono lieto di salutare il Rettore della Domus, Padre Anthony Denton, il signor Gabriel Griffa e tutto il suo staff. Sono anche lieto di salutare tutti gli abitanti dellAustralia e di apprendere del sostegno e dellassistenza di cos tanti di loro a questo progetto che, insieme con la vostra nuova Ambasciata, ha portato un piccolo angolo di Australia nellantica citt di Roma. Che la Domus sia ora benedetta dal passaggio di molti pellegrini! Circa un anno fa, la prima santa australiana, Mary MacKillop, stata elevata agli onori degli altari e io mi unisco a tutti voi nel rendere grazie a Dio per le numerose benedizioni che ha gi riversato sulla Chiesa nel vostro Paese grazie al suo esempio. Prego affinch ella continui a ispirare molti australiani a seguire le sue orme conducendo una vita di santit, al servizio di Dio e del prossimo. Il Signore ha inviato i suoi apostoli in tutto il mondo, per annunciare il Vangelo a tutte le creature (cfr. Mc 16, 15). Lavvenimento di questa sera parla in modo eloquente dei frutti degli sforzi missionari, per mezzo dei quali il Vangelo si diffuso perfino nelle regioni pi remote del mondo, vi si radicato e ha dato vita a una comunit cristiana viva e prospera. Come tutte le comunit cristiane, la Chiesa in Australia consapevole di percorrere un cammino la cui destinazione ultima al di l di questo mondo: come ha detto san Paolo, La nostra cittadinanza infatti nei cieli (Fil 3, 20). Trascorriamo la nostra esistenza terrena in viaggio verso quella meta ultima, in cui quelle cose che occhio non vide, n orecchio ud, n mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano (1 Cor 2, 9). Qui sulla terra, la lunga tradizione di pellegrinaggio della Chiesa nei luoghi santi serve a ricordarci che siamo diretti verso il cielo. Richiama la nostra attenzione sulla vocazione alla santit, ci porta sempre pi vicino al Signore e ci rafforza con nutrimento spirituale per il nostro viaggio. Molte generazioni di pellegrini hanno percorso questa via verso Roma da tutto il mondo cristiano, per venerare le tombe dei santi Pietro e Paolo e approfondire in tal modo la loro comunione con lunica Chiesa di Cristo, fondata sugli Apostoli. Cos facendo, rafforzano le radici della loro fede e le radici, come sappiamo, sono la fonte del nutrimento donatore di vita. In tal senso, i pellegrini a Roma dovrebbero sempre sentirsi a casa, e la Domus Australia svolger un ruolo importante nel creare una casa per i pellegrini australiani nella citt degli apostoli. Tuttavia, le radici sono solo una parte della storia. Secondo un detto attribuito a un grande poeta del mio Paese, Joahnn Wolfgang von Goethe, ci sono due cose che i bambini dovrebbero ricevere dai propri genitori: radici e ali. Anche dalla nostra santa madre Chiesa riceviamo sia radici sia ali: la fede degli apostoli, tramandata di generazione in generazione, e la grazia dello Spirito Santo, trasmessa soprattutto attraverso i Sacramenti della Chiesa. I pellegrini che sono stati in questa citt tornano nei loro Paesi rinnovati e rafforzati nella fede ed elevati dallo Spirito Santo nel viaggio in avanti e verso lalto fino alla loro casa celeste. Oggi prego affinch i pellegrini che passano in questa casa ritornino alle proprie dimore con fede pi salda, speranza pi gioiosa e amore pi ardente per il Signore, pronti a impegnarsi con nuovo zelo nel compito di rendere testimonianza a Cristo nel mondo in cui vivono e operano. Prego anche affinch la loro visita alla Sede di Pietro renda pi profondo il loro amore per la Chiesa universale e li unisca pi intimamente al Successore di Pietro, incaricato di nutrire e riunire lunico gregge del Signore da ogni angolo del mondo. Affidando tutti loro e tutti voi allintercessione di Nostra Signora, Aiuto dei Cristiani e a santa Mary MacKillop, imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica quale pegno delle gioie che ci attendono nella nostra dimora eterna.

Centro di accoglienza per i pellegrini di tutta lOceania


Incoraggiare gli oltre sessantamila australiani che ogni anno si recano a Roma a diventare pellegrini sensibili alla dimensione religiosa dei loro viaggi, e rafforzare i legami tra la lontana Chiesa in Australia e il Papato. questo il duplice motivo che ha spinto lepiscopato del Paese a realizzare il nuovo centro di accoglienza, inaugurato da Benedetto XVI nel pomeriggio di mercoled 19 ottobre. stato il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, a esporre al Papa le motivazioni delliniziativa, accogliendolo nella cappella della Domus Australia situata in via Cernaia, presso delle terme di D iocleziano. Alla presenza del porporato e di tutto lepiscopato australiano, a Roma in questi giorni per la visita ad limina, il Pontefice ha fatto il suo ingresso tra gli applausi dei numerosi intervenuti, tra i quali i cardinali Ouellet e Stafford, il rettore della chiesa don Anthony Danton, lambasciatore dAustralia presso la Santa Sede Timothy Fischer, il responsabile dello staff Gabriel Griffa. Nel frattempo gli applausi hanno lasciato il posto al canto di benvenuto, eseguito dal coro della cattedrale Saint Mary di Sydney. Salito sul presbiterio dopo aver adorato il Santissimo Sacramento, il Papa stato salutato dal cardinale Pell, che tra laltro ha anche ricordato come ledificio in precedenza fosse un centro dei padri maristi, la cui congregazione stata fondata nel 1836 in Francia da Jean Claude Colin. Papa Gregorio XVI ha detto affid loro il compito di evangelizzare le terre del Pacifico sudoccidentale. I padri maristi hanno dato un notevole contributo allimplantatio della Chiesa in Nuova Zelanda e in molte isole, e oggi la loro chiesa di Saint Patrick, nel cuore di Sydney, un centro con una grande vitalit religiosa. Siamo lieti ha aggiunto di proseguire qui, nella Domus Australia, quellimpeto missionario, portandolo in una nuova direzione. Quindi il Papa ha pronunciato il suo discorso, seguito dal canto del Pater noster, e ha impartito la benedizione. Al termine stato salutato da alcuni benefattori dellopera. La struttura stata infatti realizzata con i contributi dei fedeli di tutto il Paese in particolare delle arcidiocesi di Sydney, Merlbourne e Perth e della diocesi di Lismore e dei cattolici vietnamiti emigrati in Australia. Per questo tra i bellissimi dipinti della cappella ce n anche uno raffigurante il cardinale Franois-Xavier Nguyn Van Thun (1928-2002) inginocchiato nellatto di consacrazione delle sacre specie, mentre celebra la messa allinterno del carcere in cui venne rinchiuso per tredici anni (dal 1975 al 1988), nove dei quali trascorsi in isolamento. Successivamente il Papa uscito nel giardino attiguo per benedire un mosaico mariano e la lapide commemorativa della visita. Sul marmo sono incisi i nomi delle personalit che hanno maggiormente contribuito allopera: il cardinale Pell, gli arcivescovi Hart, Hickey e il vescovo Jarret. Tra le motivazioni che li hanno spinti, il senso di gratitudine verso il Pontefice che si recato personalmente nella loro lontana terra tre anni fa, nel luglio 2008, in occasione della Giornata mondiale della giovent a Sydney, e che appena un anno fa, il 17 ottobre 2010, ha canonizzato la prima santa australiana, suor Mary MacKillop (1842-1909). A conclusione della breve cerimonia inaugurale Benedetto XVI si soffermato davanti a un tratto dellantica pavimentazione risalente a duemila anni fa, che stata protetta e sistemata dopo un accurato lavoro di restauro.

Terza edizione del Multicultural Policy 2011

Limpegno dellarcidiocesi di Sydney per i migranti


SYDNEY, 20. A parte i nostri fratelli indigeni, non dobbiamo dimenticare che siamo tutti migranti o figli di migranti. Lo ha detto larcivescovo di Sydney, cardinale George Pell, durante la presentazione della Multicultural Policy 2011 (politica multiculturale) promossa nei giorni scorsi dallarcidiocesi. Migliaia di persone hanno preso parte al lancio delliniziativa. I cattolici e i rifugiati ha sottolineato il cardinale Pell ci ricordano luniversalit della Chiesa a prescindere dal Paese di provenienza, dalla lingua parlata, dai riti e dalle tradizioni seguite. Tutti noi abbiamo una fede condivisa e una missione comune. Come cattolici facciamo parte di ununica fede e questo ci unisce tutti. Rivolgendosi a un folto gruppo di persone appartenenti agli enti cattolici della citt, alle comunit, ai sacerdoti, ai religiosi, ai cappellani dei migranti, insieme con i rappresentanti delle comunit di migranti e rifugiati, il porporato ha spiegato che accogliere lo straniero e dargli ospitalit parte integrante della natura della vita cristiana. Non dobbiamo dimenticare che questa accoglienza e questa ospitalit ha proseguito larcivescovo di Sydney sono un riflesso della natura della Chiesa. Il Multicultural Policy 2011 un testo preparato dallarcidiocesi con revisioni e aggiornamenti sulla base della versione originale del 1997. Elaborato in una citt in rapida evoluzione, dove i dati demografici mostrano che dei 372.051 cattolici a Sydney, pi della met (circa 221.745) sono nati allestero, il Multicultural Policy riconosce il ricco contributo dei migranti e dei rifugiati alla vita cattolica della Chiesa, a Sydney. Il documento affronta anche le sfide dei giovani migranti che, molto pi dei loro genitori, spesso si ritrovano divisi tra due culture e lottano per trovare la propria identit. Parrocchie, laici, agenzie e cappellani migranti dellarcidiocesi sono pertanto invitati a raggiungere questi giovani per dare loro un senso di appartenenza. Inoltre, il testo presta particolare attenzione alle comunit cattoliche nuove ed emergenti, che includono varie nazionalit: indiani, srilankesi, indonesiani, sudanesi del sud, malesi e sudcoreani. Senza unesperienza di pastorale etnica specifica per i nuovi arrivati, molti migranti cattolici di queste nuove comunit potrebbero allontanarsi dalla Chiesa. In tal senso, il documento promosso dallarcidiocesi di Sydney mette in guardia ed esorta il clero e i laici a offrire a queste persone comprensione, solidariet sostegno e assistenza. In aggiunta alle popolazioni migranti emergenti, si affrontato anche il processo di reinsediamento per i rifugiati e dei richiedenti asilo ed stato dato merito alle organizzazioni cattoliche che operano da molti anni in questo campo, tra le quali il Bakhita Centre per i sudanesi del sud, la San Vincenzo de Paoli, la House of Welcome, il Jesuit Refugee Service e altre agenzie di volontariato. Pur riconoscendo la necessit di un controllo efficace delle frontiere ha spiegato il cardinale Pell abbiamo lobbligo di trattare bene i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati. Dobbiamo rispettare la loro dignit umana. La politica multiculturale dellarcidiocesi cita anche il turpe traffico di esseri umani come una delle sfide da affrontare e arginare nel prossimo decennio. una questione molto complessa che riguarda potenzialmente migliaia di donne straniere, di uomini e di bambini vulnerabili si legge nel documento un tema che preoccupa larcidiocesi, gli enti statali e le organizzazioni non governative impegnate tutte insieme a prevenire la tratta e a sostenere e proteggere le vittime di questo turpe commercio illegale. Il Multicultural Policy 2011 soprattutto un documento che afferma la vivacit e la vitalit delle diverse comunit etniche di Sydney, la forza della loro fede e il ricco contributo alla vita cattolica. I cattolici dellarcidiocesi ha concluso il cardinale George Pell adorano Dio nelle diverse lingue ed estendendo lospitalit alla ricca variet delle nostre comunit etniche, la Chiesa cattolica in Australia rispecchia le caratteristiche della Chiesa universale. Intanto, soddisfazione stata espressa dalla Conferenza episcopale australiana per la decisione del Governo di prendere in esame le richieste dei richiedenti asilo, in particolare quelli pi vulnerabili. Il primo ministro federale, Julia Gillard, infatti, ha deciso di ritardare lapplicazione del Migration Bill, dopo che lAlta Corte aveva espresso giudizio negativo sullo scambio dei richiedenti asilo con la Malaysia, Paese che secondo le autorit ecclesiali australiane non garantisce una protezione adeguata. La Chiesa cattolica in Australia ha invitato ancora una volta tutti i partiti politici di adoperarsi al fine di attuare un rapido ed efficace sistema di elaborazione delle pratiche dei richiedenti asilo e di lavorare alacremente per ridare dignit a migliaia di persone e di bambini disperati.

Appresa la triste notizia, lEcc.mo Mons. Domenico Calcagno, Presidente, Mons. Luigi Mist, Segretario, Mons. Massimo Boarotto e il Dott. Paolo Mennini, Delegati, insieme a tutti i Collaboratori dellAmministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica partecipano al dolore dellArch. Annalisa Zilli per la scomparsa dellamato pap

BRUNO
Nel porgere sentite condoglianze invocano dal Signore, datore di ogni bene, la ricompensa della gioia e della pace eterna per il caro estinto e il conforto della fede per i familiari in lutto.

venerd 21 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Benedetto ai vescovi australiani in visita ad limina Apostolorum

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XVI

Gli errori del passato non devono condizionare il presente


Gli errori di alcuni in passato non devono condizionare il presente, anzi necessario continuare a porvi rimedio al fine di costruire un futuro migliore per tutte le persone coinvolte. Lo ha detto il Papa ai vescovi dellAustralia ricevuti in udienza gioved mattina, 20 ottobre, in occasione della visita ad limina. Dear Brother Bishops, I am pleased to offer you a warm welcome on the occasion of your visit ad limina Apostolorum. This pilgrimage to the tombs of Saints Peter and Paul provides you with an important occasion to strengthen the bonds of communion in the one Church of Christ. This moment is therefore a privileged opportunity to reaffirm our unity and the fraternal affection which must always characterize relations in the College of Bishops, with and under the Successor of Peter. I wish to thank Archbishop Wilson for his kind words on your behalf. My cordial greetings go to the priests, the men and women religious, and lay faithful of Australia, and I ask you to assure them of my prayers for their peace, prosperity and spiritual wellbeing. As His Grace pointed out in his address, the Church in Australia has been marked by two special moments of grace in recent years. Firstly, World Youth Day was blessed with great success and, together with you, I saw how the Holy Spirit moved the young people gathered on your home soil from all over the world. I have also learned from your reports of the continued impact of that celebration. Not just Sydney but Dioceses throughout the country welcomed the worlds young Catholics as they came to deepen their faith in Jesus Christ along with their Australian sisters and brothers. Your clergy and faithful saw and experienced the youthful vitality of the Church to which we all belong and the perennial relevance of the Good News which must be proclaimed afresh to every generation. I understand that one of the outstanding consequences of the event is still to be seen in the numbers of young people who are discerning vocations to the priesthood and the religious life. The Holy Spirit never ceases to awaken in young hearts the desire for holiness and apostolic zeal. You should therefore continue to foster that radical attachment to the person of Jesus Christ, whose attraction inspires them to give their lives completely to him and to the service of the Gospel in the Church. By assisting them, you will help other young people to reflect seriously upon the possibility of a life in the priesthood or the religious life. In so doing, you will strengthen a similar love and single-minded fidelity among those men and women who have already embraced the Lords call. The canonization last year of Saint Mary of the Cross MacKillop is another great event in the life of the Church in Australia. Indeed, she is an example of holiness and dedication to Australians and to the Church throughout the world, especially to women religious and to all involved in the education of young people. In circumstances that were often very trying, Saint Mary remained steadfast, a loving spiritual mother to the women and children in her care, an innovative teacher of the young and an energetic role model for all concerned with excellence in education. She is rightly considered by her fellow Australians to be an example of personal goodness worthy of imitation. Saint Mary is now held up within the Church for her openness to the promptings of the Holy Spirit and for her zeal for the good of souls which drew many others to follow in her footsteps. Her vigorous faith, translated into dedicated and patient action, was her gift to Australia; her life of holiness is a wonderful gift of your country to the Church and to the world. May her example and prayers inspire the actions of parents, religious, teachers and others concerned with the good of children, with their protection from harm and with their sound education for a happy and prosperous future. Saint Mary MacKillops courageous response to the difficulties she faced throughout her life can also inspire todays Catholics as they confront the new evangelization and serious challenges to the spread of the Gospel in society as a whole. All the members of the Church need to be formed in their faith, from a sound catechesis for children, and religious education imparted in your Catholic schools, to much-needed catechetical programmes for adults. Clergy and religious must also be assisted and encouraged by an ongoing formation of their own, with a deepened spiritual life in the rapidly secularizing world around them. It is urgent to ensure that all those entrusted to your care understand, embrace and propose their Catholic faith intelligently and willingly to others. In this way, you, your clergy and your people will give such an account of your faith by word and example that it will be convincing and attractive. People of good will, seeing your witness, will respond naturally to the truth, the goodness and the hope that you embody. It is true that yours is a pastoral burden which has been made heavier by the past sins and mistakes of others, most regrettably including some clergy and religious; but the task now falls to you to continue to repair the errors of the past with honesty and openness, in order to build, with humility and resolve, a better future for all concerned. I therefore encourage you to continue to be pastors of souls who, along with your clergy, are always prepared to go one step further in love and truth for the sake of the consciences of the flock entrusted to you (cf. Mt 5:41), seeking to preserve them in holiness, to teach them humbly and to lead them irreproachably in the ways of the Catholic faith. Finally, as Bishops, you are conscious of your special duty to care for the celebration of the liturgy. The new translation of the Roman Missal, which is the fruit of a remarkable cooperation of the Holy See, the Bishops and experts from all over the world, is intended to enrich and deepen the sacrifice of praise offered to God by his people. Help your clergy to welcome and to appreciate what has been achieved, so that they in turn may assist the faithful as everyone adjusts to the new translation. As we know, the sacred liturgy and its forms are written deeply in the heart of every Catholic. Make every effort to help catechists and musicians in their respective preparations to render the celebration of the Roman Rite in your Dioceses a moment of greater grace and beauty, worthy of the Lord and spiritually enriching for everyone. In this way, as in all your pastoral efforts, you will lead the Church in Australia towards her heavenly home under the sign of the Southern Cross. With these thoughts, dear Brother Bishops, I renew to you my sentiments of affection and esteem, and I commend all of you to the intercession of Saint Mary MacKillop. Assuring you of my prayers for you and for those entrusted to your care, I am pleased to impart my Apostolic Blessing as a pledge of grace and peace in the Lord. Thank you. Pubblichiamo qui di seguito una nostra traduzione in italiano del discorso. Cari Fratelli Vescovi, Sono lieto di porgervi un cordiale benvenuto in occasione della vostra visita ad limina Apostolorum. Il pellegrinaggio sulle tombe dei Santi Pietro e Paolo vi offre unimportante occasione per rafforzare i vincoli di comunione dellunica Chiesa di Cristo. Questo momento quindi unopportunit privilegiata per riaffermare la vostra unit e laffetto fraterno che deve sempre caratterizzare le relazioni nel Collegio episcopale, con e sotto il Successore di Pietro. Desidero ringraziare larcivescovo Wilson per le gentili parole pronunciate a nome vostro. I miei cordiali saluti vanno ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose e ai fedeli laici dellAustralia, e vi chiedo di assicurarli delle mie preghiere per la loro pace, la loro prosperit e il loro benessere spirituale. Come Sua Eccellenza ha evidenziato nel suo discorso, la Chiesa in Australia stata segnata da due momenti di grazia speciali negli ultimi anni. Prima di tutto, la Giornata Mondiale della Giovent stata benedetta da un grande successo e, insieme a voi, ho visto come lo Spirito Santo ha mosso i giovani riuniti da tutto il mondo sul vostro suolo natale. Ho anche appreso dai vostri resoconti dellimpatto persistente di quella celebrazione. Non solo Sydney, ma anche le diocesi di tutto il Paese hanno accolto i giovani cattolici del mondo, venuti ad approfondire la loro fede in Ges Cristo insieme alle loro sorelle e ai loro fratelli australiani. Il vostro clero e i vostri fedeli hanno visto e sperimentato la vitalit giovanile della Chiesa, della quale tutti facciamo parte, e limportanza perenne della Buona Novella, che deve essere proclamata di nuovo a ogni generazione. Mi pare di capire che una delle straordinarie conseguenze di tale evento possa essere ancora constatata nel numero dei giovani che stanno maturando la loro vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa. Lo Spirito Santo non cessa mai di risvegliare nei giovani cuori il desiderio di santit e lo zelo apostolico. Dovrete pertanto continuare a promuovere questo attaccamento radicale alla persona di Ges Cristo, la cui attrazione li ispira a dedicare la loro vita totalmente a lui e al servizio del Vangelo nella Chiesa. Assistendoli, aiuterete altri giovani a riflettere seriamente sulla possibilit di una vita religiosa o nel sacerdozio. Cos facendo, rafforzerete un amore analogo e una fedelt decisa tra gli uomini e le donne che hanno gi accolto la chiamata del Signore. La canonizzazione, lo scorso anno, di santa Maria della Croce MacKillop, un altro grande evento nella vita della Chiesa in Australia. Di fatto, lei un esempio di santit e di dedizione per gli australiani e per la Chiesa in tutto il mondo, specialmente per le religiose e per tutti coloro che si occupano delleducazione dei giovani. In circostanze spesso difficili, santa Maria rimase salda, madre spirituale amorevole per le donne e i bambini affidati alle sue cure, insegnante innovativa per i giovani ed esempio energico per tutti quanti si preoccupavano delleccellenza nelleducazione. Dai suoi connazionali australiani viene giustamente considerata un esempio di bont personale, degno dimitazione. Santa Maria viene ora proposta come esempio nella Chiesa per la sua apertura ai suggerimenti dello Spirito Santo e per il suo zelo a favore del bene delle anime, esempio che spinse molti altri a seguirne le orme. La sua fede forte, tradotta in azione devota e paziente, stata il dono che ha fatto allAustralia; la sua vita di santit un dono straordinario al vostro Paese, alla Chiesa e al mondo. Possano il suo esempio e le sue preghiere ispirare le azioni di genitori, religiosi, insegnanti e di quanti si preoccupano del bene dei bambini, di proteggerli dal male e di dare loro una solida educazione per un futuro felice e prospero. La risposta coraggiosa di santa Maria MacKillop alle difficolt presentatesi nel corso della sua vita pu ispirare anche per i cattolici oggi, mentre si confrontano con la nuova evangelizzazione e con le gravi sfide alla diffusione del Vangelo nella societ nel suo insieme. Tutti i membri della Chiesa devono essere formati nella fede, a partire da una solida catechesi per i bambini e dalleducazione religiosa impartita nelle vostre

scuole cattoliche, fino ai tanto necessari programmi catechetici per gli adulti. Anche il clero e i religiosi devono essere assistiti e incoraggiati attraverso una formazione costante, con una vita spirituale approfondita nel mondo che li circonda e che si sta rapidamente secolarizzando. urgente assicurare che tutti coloro che sono affidati alle vostre cure comprendano, abbraccino e propongano la loro fede cattolica agli altri con intelligenza e disponibilit. In tal modo, voi, il vostro clero e il vostro popolo racconterete la vostra fede attraverso le parole e lesempio in modo convincente e attraente. Le persone di buona volont, vedendo la vostra testimonianza, risponderanno in modo naturale alla verit, alla bont e alla speranza che incarnate. vero che il vostro impegno pastorale stato reso pi gravoso dai peccati e dagli errori del passato di altri, tra i quali purtroppo anche alcuni sacerdoti e religiosi; ma ora avete il compito di continuare a riparare agli errori del passato con onest e apertura, al fine di costruire, con umilt e decisione, un futuro migliore per tutte le persone coinvolte. Pertanto, vi incoraggio a continuare ad essere pastori di anime che, insieme al loro clero, siano sempre pronti a compiere un passo in pi nellamore e nella verit per il bene delle coscienze del gregge che vi stato affidato (cfr. Mt 5, 41), cercando di preservarlo nella santit, di istruirlo nellumilt e di guidarlo in modo irreprensibile sulle vie della fede cattolica. Infine, come Vescovi siete consapevoli del vostro particolare dovere di preoccuparvi della celebrazione della liturgia. La nuova traduzione del Messale Romano, frutto di unimportante cooperazione tra Santa Sede, Vescovi ed esperti di tutto il mondo, volta ad arricchire e ad approfondire il sacrificio di lode of-

ferto a Dio dal suo popolo. Aiutate il vostro clero ad accogliere e ad apprezzare ci che stato fatto, affinch possa a sua volta assistere i fedeli mentre tutti si adeguano alla nuova traduzione. Come sappiamo, la sacra liturgia e le sue forme sono iscritte profondamente nel cuore di ogni cattolico. Realizzate ogni sforzo necessario per aiutare i catechisti e i musicisti nella loro rispettiva preparazione, per rendere la celebrazione del Rito Romano nelle vostre diocesi un tempo di maggior grazia e bellezza, degno del Signore e spiritualmente edificante per ciascuno. In tal modo, come in tutti i vostri sforzi pastorali, guiderete la Chiesa in Australia verso la sua patria celeste sotto il segno della Croce del Sud. Con queste riflessioni, cari Fratelli Vescovi, vi rinnovo i miei sentimenti di affetto e di stima e vi affido tutti allintercessione di santa Maria MacKillop. Assicurandovi delle mie preghiere per voi e per quanti sono affidati alle vostre cure, sono lieto di impartire la mia benedizione apostolica come pegno di grazia e di pace nel Signore. Grazie.

Un Anno della Grazia


Un Anno della Grazia che la Chiesa australiana celebrer dalla Pentecoste del 2012 a quella del 2013. Ecco lannuncio che larcivescovo di Adelaide, monsignor Philip Edward Wilson, presidente della Conferenza episcopale nazionale, ha dato al Papa allinizio delludienza. Lidea ripartire da Cristo e in questo anno cercheremo proprio di contemplare il volto di Ges e di ascoltarne la voce a una nuova profondit, nella certezza che solo Lui pu guidarci verso il futuro e fare di noi una cosa sola nella fede, nella speranza e nella carit. Inoltre ha aggiunto durante questo Anno imploreremo una nuova discesa dello Spirito Santo, poich solo lui pu soffiare nuova vita nella Chiesa. Monsignor Wilson ha affidato lAnno della Grazia alla preghiera del Papa e ha chiesto la sua benedizione per la Chiesa in Australia, affinch possiamo essere capaci di costruire sulle grazie ricevute e di collaborare per edificare il futuro. Al Pontefice i vescovi hanno presentato gioie e speranze, tristezze e angosce dei cattolici australiani, secondo le parole della Gaudium et spes. Nellantica mappa della terza loggia del Palazzo apostolico ha detto lAustralia indicata semplicemente come Terra Incognita. Ma la nostra terra non pi sconosciuta al Papa che ha imparato a conoscere anche il nostro popolo in tutta la sua diversit. E se il Paese geograficamente distante, sappiamo che la nostra gente vicina al suo cuore. Motore della prima visita ad limina dei vescovi australiani con Benedetto XVI la precedente avvenne nel 2004 sono per monsignor Wilson le due grandi grazie concesse da Dio alla Chiesa in Australia. La prima stata la Giornata mondiale della giovent a Sydney nel 2008. La seconda stata, lo scorso anno, la canonizzazione della prima australiana, santa Maria della Croce MacKillop, una donna speciale, dono dellAustralia alla Chiesa universale. La questione ora come costruire su queste due grandi grazie per edificare il futuro della Chiesa in Australia, in un tempo tanto complesso e impegnativo.

A colloquio con il presidente della Conferenza episcopale

Vivacit di una comunit multiculturale


di NICOLA GORI Le comunit multiculturali sono quelle che pi contribuiscono alla vita della Chiesa in Australia. Il flusso di immigrati provenienti soprattutto dal sud-est asiatico, infatti, ha creato una situazione di reciproco arricchimento tra la primitiva comunit australiana e i nuovi arrivati che spesso hanno alle spalle una forte esperienza di fede. Questa affermazione fondamentale per comprendere la situazione attuale della Chiesa nellimmenso Paese dellOceania, come la spiega monsignor Philip Edward Wilson, arcivescovo di Adelaide e presidente della Conferenza episcopale australiana, in questa intervista. La Giornata mondiale della giovent del 2008 a Sydney ha aumentato le vocazioni. Quali sono le aree maggiormente interessate? Nelle diocesi delle aree regionali australiane si sta verificando un calo demografico che ha avuto un impatto anche sulle vocazioni. Per promuovere la pastorale vocazionale, i vescovi hanno coinvolto alcuni giovani per impegnarli nelle varie attivit della Chiesa e per creare un ambiente favorevole a quanti desiderano discernere la chiamata al sacerdozio e alla vita religiosa. Daltra parte, la Giornata mondiale della giovent ha svolto un ruolo importante nellincoraggiare le nuove generazioni a essere attivamente impegnati nelle rispettive diocesi. Qual il ruolo del laicato nella vita della Chiesa locale? Nelle aree rurali il ruolo del laicato molto importante perch i sacerdoti non riescono facilmente a coprire le enormi distanze che separano le differenti comunit che si trovano allinterno di una stessa parrocchia. Si deve considerare che ci sono delle parrocchie australiane molto pi estese di quelle esistenti nei Paesi europei. La storica sentenza della corte federale australiana ha riconosciuto i diritti aborigeni sullisola di Stradbroke. Pensa sia stato fatto abbastanza per promuovere la giustizia nei loro confronti? La giustizia nei confronti degli aborigeni seriamente carente di numerose strategie per raggiungere risultati migliori. A livello locale, la Chiesa cerca di aiutare le comunit indigene nel miglior modo possibile. A livello nazionale sostiene con determinazione una serie di questioni che riguardano i diritti e il benessere degli aborigeni. Lo fa anche attraverso il Consiglio cattolico australiano per la giustizia sociale, che stato estremamente attivo nellevidenziare i problemi degli aborigeni e nellincoraggiare una politica di governo che potenzi sia socialmente sia economicamente questo popolo.
Bambini aborigeni in una missione cattolica

pastorali di immigrati cattolici provenienti dal sud-est asiatico? Questi immigrati si integrano bene nelle parrocchie locali. Sono seguiti da alcuni sacerdoti del Vietnam e per meglio curarli pastoralmente, abbiamo un vescovo ausiliare a Melbourne di origini vietnamite. Le nostre comunit multiculturali sono quelle che contribuiscono di pi alla vita della Chiesa locale. Cosa pu dirci riguardo agli immigrati di tradizione musulmana? La Chiesa in Australia molto impegnata nella promozione e nello sviluppo di rapporti interreligiosi e in molti modi cerca di creare un legame armonioso fra le persone di diverse religioni e formazioni culturali. Nonostante i mass media riportino alcuni giudizi negativi sulle questioni che riguardano i musulmani, esistono esempi meravigliosi di collaborazione proprio fra musulmani, cristiani ed ebrei. Le scuole cattoliche sono fra le pi apprezzate nel Paese e molte di esse sono gestite da ordini religiosi. Quanto sono importanti per linculturazione del Vangelo? In Australia, circa il 20 per cento dei bambini frequenta scuole cattoliche. Essi sono un importante collegamento con le famiglie che non frequentano regolarmente la chiesa. Dal canto nostro, facciamo di tutto per garantire che questi alunni siano efficaci annunciatori del Vangelo. indiscutibile che le nostre scuole assicurino un ambiente favorevole affinch i giovani ricevano un insegnamento centrato sulla fede.

Come sono organizzate le comunit