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Enrico Pieruccini

MOMIX

e MOSES PENDLETON

30 anni di danza

198 201

pubblicato sul programma di sala la grande avventura dei Momix dellEstate Teatrale Veronese 2010

Moses Pendleton

1971: preludio alla grande avventura dei Momix


Se la grande avventura dei Momix inizia nel 1980, quella del loro fondatore Moses Pendleton inizia nel 1971 quando, insieme a Jonathan Wolken, anche lui studente del Dartmouth College, crea una compagnia. La chiama col nome di un fungo, Pilobolus, che anche il titolo del primo spettacolo con cui si presenta al pubblico. Pilobolus un nome che viene da lontano. Wolken, affascinato dalle ricerche del padre biosico, aveva n da ragazzino assistito a esperimenti con questo fungo microscopico dellordine degli Zygomycetes che ama la luce e che per riprodursi proietta le spore a metri daltezza. Studente di scienze e sempre affascinato dalla vitalit di questo microorganismo, propone a Moses (che studia letteratura inglese) di dare alla compagnia il nome Pilobolus. A Pendleton quel nome piace: inizia cos la grande avventura che porter ai Momix. N Pendleton, n Wolken hanno studiato danza. Ma sono due grandi sportivi: il primo sciatore, il secondo ciclista. La cosa conta: nei loro primi spettacoli a essere esplorate sono proprio le possibilit dinamiche ed espressive del corpo umano sulla sola base dellesperienza sportiva. Alla coppia fondatrice si aggiungono intanto Robert Barnett e Lee Harris che nel 1974 moller il gruppo e si butter a capotto nella progettazione di computer. Per fare spettacolo non basta lesperienza sportiva. Tutti e quattro siscrivono allora, sempre alluniversit di Dartmouth, ai corsi di Alison Chase. Danzatrice classica con laurea in storia e losoa, la Chase non tiene corsi di tecnica accademica ma seminari dimprovvisazione e composizione coreograca. Tra lei e i quattro Pilobolus amore a prima vista. E di l a poco, nel 1973 entra nel gruppo. Entra a farne parte insieme a unaltra donna, Marta Clarke, danzatrice di contemporaneo allieva di Anna Sokolow (1912-2000), a sua volta allieva di Martha Graham (1894-1991). un ensemble praticamente perfetto: tutti e sei sono di buon livello intellettuale e hanno notevoli doti atletiche, due di loro sono sportivi quasi professionisti, una danzatrice di contemporaneo e una ballerina di formazione classica e molto incline alla sperimentazione. Da questo gruppo eterogeneo nascono, a pi mani, spettacoli di grande fascino visivo: tra questi, Pilobolus e Walklyndon nel 1971, Spyrogyra, Ocellus e Anaendrom nel 1972, Ciona (1973), Monkshoods Farewell (1974), Untitled (1975) che un autentico capolavoro, Lost in fauna (1976) e altri ancora.

Dartmouth College

il fungo Pilobolus

1976: i Pilobolus arrivano a Spoleto


Di questi fermenti nuovi che stanno vitalizzando la danza oltreoceano si accorge subito il critico Vittoria Ottolenghi che recensendo su Paese Sera del 12 luglio 1976 il loro spettacolo a Spoleto (dove li ha voluti a tutti i costi il direttore artistico Giancarlo Menotti) non ha che parole di elogio per il loro fantasioso approccio al teatro danza: c in loro scrive la Ottolenghi un innegabile pizzico di follia clownesca e la tendenza a trasformare ogni idea in gioco. Quattro anni dopo, nellambito di Maratona destate, ciclo di trasmissioni divulgative sulla danza andate in onda su RaiUno (altri tempi!) dal 1978 al 1983, viene proposto proprio quellUntitled. la consacrazione di Pendleton e dei suoi compagni davventura che entrano cos, ancora molto giovani, nella storia della danza internazionale con un balletto che ribalta i clich del Far West e con humour e poesia sostiene che le vere colonne di quel mondo non erano gli uomini ma le donne con la loro forza e la loro tenacia. Ormai famosi a livello mondiale, Pendleton e gli altri Pilobolus non sono pi gli enfant terrible che in una recensione entusiasta del

loriginario gruppo Pilobolus

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Untitled

Alice al tea party

un balletto di Alwin Nikolais

New York Times erano stati deniti bambini degli anni 60 e 70 che si sono creati un loro Paese delle Meraviglie dove i loro spettacoli, a cui tutti si divertono moltissimo, sono come il tea party del Cappellaio Matto di Alice. Nel 1980 milioni di italiani vedono dunque per la prima volta, grazie alla televisione di stato, un certo tipo di danza. Fino ad allora solo gli addetti ai lavori avevano potuto gustarsi giocose fughe in avanti di coreogra sperimentatori che abbinando uso del corpo e oggetti scenici avevano tentato nuove vie: fra questi, in particolare, Alwin Nikolais (1912-1993) che negli anni 50 e 60 aveva giocato, col suo teatro totale, su oggettistica e su corpi che davano vita a strane forme plastiche (frammenti di suoni e visioni le deniva lui) in una commistione di realt e illusione. La consacrazione di Pendleton va oltre ogni aspettativa e le compagnie di danza tradizionali si danno da fare per avere in repertorio, tra uno Schiaccianoci, una Giselle e un Uccello di fuoco, qualche sua creazione. Anche il corpo di ballo dellArena di Verona mette in scena, nel dicembre del 1988 al Teatro Filarmonico, proprio Untitled. un grande evento. Con Pierre Lacotte direttore del ballo, Untitled viene rappresentato per quattro serate insieme a Sinfonia in re di Kylin, alla Preda di Lacotte e alla Sonnambula di Balanchine. Le consacrazioni, si sa, sono quasi sempre tardive. Nel 1988, quando a Verona viene messa in scena per la prima volta una coreogra a di Pendleton, il buon Moses ha intanto proseguito la sua ricerca, di strada ne ha fatta ancora tanta, e con successo. Da gran fondista qual , nello sci ma anche nel nuoto, ha continuato imperterrito il suo cammino di ricerca nellambito della danza. Con altre creazioni per il gruppo Pilobolus e in autonomia, per conto proprio come coreografo e interprete di importanti allestimenti: dallIntgrale Erik Satie per lOpra di Parigi al balletto dadaista di Francis Picabia Relche per il Joffrey Ballet, al balletto Tutuguri su testi di Antonin Artaud per la Deutsche Oper di Berlino.

1980: nascono i Momix


Poi, nel 1980 la svolta storica. Pendleton rma la coreograa della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Lake Placid. Nel corso di quella cerimonia interpreta un suo assolo intitolato Momix (contrazione di Moses-mix). Proprio Momix sar, di l a qualche mese, il nome della nuova compagnia di danza che Pendleton fonda quello stesso anno. Pur concentrandosi sul suo nuovo ensemble, Pendleton continua a rmare coreograe per il gruppo dei Pilobolus. Tra queste Day Two (1981) su musiche di Brian Eno e dei Talking Heads, Stabat Mater (1982), Carmina Burana side 2 (1985) e Debut C (1988). Continua intanto a fare il coreografo ospite. Firma, tra gli altri, Pulcinella di Stravinski per il Ballet de Nancy, Plate di Rameau per il Festival di Spoleto e uno storico allestimento di Les maris de la Tour Eiffel di Cocteau. La compagnia dei Momix simpone subito allattenzione di critica e pubblico per la sua capacit di evocare un universo di immagini surreali utilizzando corpo, costumi, attrezzi e giochi di luci e ombre. Con i Momix Pendleton pu nalmente dare libero sfogo alla sua fantasia: non ci sono le costrizioni della rma a pi mani che spesso contraddistingueva le coreograe dei Pilobolus, n quelle che inevitabilmente condizionano lapproccio ai balletti del repertorio. E nel 1992 arriva il primo grande successo mondiale. Passion sulla colonna sonora composta da Peter Gabriel per il lm Lultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ, USA 1988) di Martin Scorsese tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis del 1955. Il lm molto particolare. Riutando i modelli del colossal hol-

unaltra creazione di Nikolais

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Passion

Passion

Baseball

gli Swingle Singers

lywoodiano quanto quelli del Vangelo secondo Matteo (1964) di Pasolini e del Messia (1975) di Rossellini, Scorsese recupera la cultura cattolico-popolare di Little Italy e soprattutto la cristologia rock degli anni 70, quella di Jesus Christ Superstar (1973) di Norman Jewison. Pendleton sinnamora del lm e delle musiche e decide di farne uno spettacolo di teatro visivo e di danza. Sostituisce alle idee di base del lm e del romanzo in primo luogo quella di un uomo che tenta di opporsi alla scoperta della propria natura divina i simboli dei quattro elementi della cosmologia ellenica (laria, lacqua, la terra e il fuoco) e immagini della tradizione cristiana e orientale: da Cristo a Maria Maddalena, da Buddha a Shiva. Ne nasce una ricerca sulle connessioni esistenti tra luniverso, gli esseri umani, le piante e gli animali, tra la spiritualit e la materia. Proprio la danza, con il trans ipnotico in cui sommerge i ballerini che eseguono coreograe atletiche e sinuose, sono parole di Pendleton relative a Passion uno dei modi di rivelare queste profonde connessioni. E il battesimo veronese dei Momix, con il Teatro Romano e con Verona, proprio con Passion, nel 1994. In quel periodo nella compagnia c anche la ginnasta olimpionica italiana Giulia Staccioli e quelledizione (a due anni di distanza dalla prima americana) manda letteralmente in visibilio il Teatro Romano che fa registrare ogni sera il tutto esaurito. linizio del grande amore tra i Momix di Moses Pendleton e Verona. Tutte le creazioni successive arriveranno puntualmente al Teatro Romano che diventer cos un appuntamento estivo irrinunciabile per i fan della compagnia ogni anno pi numerosi ed entusiasti. Nel 1994 la celebre squadra di baseball dei San Francisco Giants afda a Pendleton la realizzazione di una coreograa. Nasce cos Baseball (1994) su musiche di autori vari, da James Brown al solenne Stabat Mater di Arvo Prt. Con Baseball nel 1995 i Momix tornano al Teatro Romano. Nonostante largomento specialistico del balletto (con le sue terminologie proiettate in scena e con i suoi cerimoniali scaramantici poco noti al pubblico italiano tradizionalmente appassionato di calcio), viene bissato il successo precedente. I momenti salienti non richiedono infatti una conoscenza tecnica delle regole di questo sport: la scena dei sacerdoti Druidi che inventano il baseball tra i monoliti di Stonehenge, la Venere del Botticelli che appare non su una conchiglia ma su un guantone da baseball, il buon Dio che sofa la vita in Adamo con la tecnica di un lanciatore provetto, sono tutte scene di facile comprensione e di grande bellezza teatrale. Non a caso Clive Barnes, recensendo Baseball sul Washington Post, denisce Pendleton a major theatre artist, in assoluto uno dei maggiori artisti di teatro del Novecento. Cinque anni dopo, nel 2000, i Momix sono di nuovo al Teatro Romano: vi interpretano, per festeggiare il loro ventesimo compleanno Happy birthday! Accompagnati dal vivo dagli Swingle Singers, otto vocalist inglesi celebri al grande pubblico per la loro esecuzione dellAria sulla quarta corda di Bach per tanti anni sigla della trasmissione televisiva Quark. Grande festa in scena e dietro le quinte dove gli otto cantanti improvvisano, a ne spettacolo, uno speciale Happy birthday che pur non passando alla storia come quello eseguito dai Beatles o come quello di Marilyn Monroe for President d allevento una connotazione davvero speciale. Nel febbraio 2001 al Joyce Theatre di New York i Momix presentano in prima mondiale il loro nuovo spettacolo Opus Cactus incentrato sulla ora e sulla fauna del deserto. Sei mesi dopo, puntuali, sono al Teatro Romano. Per la quarta volta. uno spettacolo memorabile con erbe secche ondeggianti al vento, lucertole sulla

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Opus Cactus

Sun Flower Moon Bothanica

Bothanica

sabbia, ori sbocciati improvvisamente dopo una pioggia, uccelli impegnati nei rituali damore e serpenti a sonagli col loro tipico suono corneo. Quello dello spettacolo non un deserto qualsiasi, quello spiega Pendleton dove domina il saguaro, il cactus gigante tipico del Sudovest, il deserto che dallArizona sconna in California. Ed quello (per Pendleton sono meravigliosi ricordi dinfanzia legati ai personaggi creati da Chuck Jones nel 1948 per la Warner Bros) dove scorazzano Wile Coyote e Beep Beep. Nel 2005 la compagnia compie venticinque anni e per festeggiare lavvenimento Moses Pendleton crea Sun Flower Moon, gioco di parole, il titolo, tra girasole, il ore preferito da Pendleton, e luna. In questo spettacolo, il primo dei Momix realizzato con le tecniche del teatro nero, Pendleton invade sono sue parole un universo misterioso dove gli astri sono ori, i ori sono stelle e una luna sexy accende la notte. Sun Flower Moon va in scena a Verona in due diversi momenti: prima, in maggio, per sette serate, al Teatro Filarmonico nellambito del Grande Teatro organizzato dal Comune di Verona. Poi, in agosto, di nuovo per sette serate, al Teatro Romano per una precisa volont del Comune che a maggio si visto costretto a lasciare a casa migliaia di persone. La prima parte dello spettacolo, Sea of tranquillity, quasi interamente giocata sul bianco-nero. Non c mai il sole, solo notte e crepuscolo, e la luna, enorme, si staglia su un cielo nero senza stelle che sovrasta montagne brulle e steppe. Nella seconda parte, Bay of seething, i costumi sono invece molto colorati e le luci quasi violente. In questo caleidoscopio di colori i danzatori uttuano nellaria assumendo la forma di animali (pesci, meduse, uccelli, ragni, granchi), di piante, e inne di creature misteriose. Come in tutti gli spettacoli dei Momix, anche in Sun Flower Moon hanno grandissima rilevanza le musiche dello spettacolo: brani per lo pi di Brian Eno, di Hans Zimmer e dei Buddha Experience. Due anni pi tardi, nel 2007, i Momix sono per la sesta volta al Teatro Romano. Vi riallestiscono, a grande richiesta, una nuova versione di Passion che, dopo Verona, compie una lunga tourne internazionale. A tredici anni di distanza dal debutto veronese del 1994, Passion sa ancora offrire grandi emozioni e fa ancora riettere sulla spiritualit umana in senso universale, al di l dei conni geograci e culturali. Nel febbraio del 2009 nasce Bothanica, affascinante e colorato inno alla vita e alla bellezza di piante e ori ideato e diretto da Moses Pendleton che autore anche dei video. Lo spettacolo diviso in due parti: Winter Spring (il nome delle due prime stagioni Inverno-Primavera, ma anche, in inglese, Io slancio, spring, dellinverno) e Summer Fall (Estate-Autunno, ma anche la caduta dellestate). Questo semplice gioco linguistico diventa sul programma di sala una costruzione geometrica (con parole una sotto laltra e in diagonale a mo di composizioni grache di David Carson o Tommaso Marinetti) che spiega i diversi quadri dello spettacolo. Le coreograe sono un insieme di elaborati giochi ottici e atletici su musiche che sono impressionanti per variet. Ben trentacinque autori tra cui Peter Gabriel, Anglique Kidjo, Lisa Gerrard, Suphala, i Transglobal Underground e gli afro-celtici Baka Beyond: una commistione di musica etnica, post new age, techno e world fusion, arricchita da brani classici come Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, che non potevano mancare. Alla base di Bothanica c anche il desiderio di trarre lezione dallosservazione della natura nel senso un po ingenuo e forse ancora hippy del termine. Questa dice Pendleton lessenza dei Momix: osservando la natura si possono vedere un ore in un uccello, un essere umano in una roccia, una donna in un uomo. Bisogna usare la fantasia, limmaginazione, la creativit. Nei nostri spet-

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tacoli cerchiamo di provocare quella che io chiamo optical confusion: un modo per eccitare il cervello e stimolare la creativit. Lintelligenza dei ori di Maurice Maeterlink tra le fonti che ispirano a Pendleton questo spettacolo. La pianta sosteneva Maeterlink concentra tutta la propria esistenza verso un unico scopo: spuntare dal terreno per sfuggire alla calamit sotterranea, eludere e trasgredire una legge misteriosa ed opprimente, liberarsi, strapparsi dalla morsa soffocante, immaginare o invocare ali per scappare il pi lontano possibile, affrancarsi da uno spazio in cui il destino lha relegata ed accostarsi ad unaltra realt, entrare a far parte di un mondo emozionante e vivido. Allargando gli orizzonti, Pendleton arricchisce lambito delle piante con altri miracoli della natura: dalle meraviglie del mondo animale a quelle scultoree delle pietre, dallacqua che sommerge e leviga la materia al vento che la spazza via e la fa volare. Alla luce dei dodici esauriti fatti registrare da Bothanica e dei grandi successi degli scorsi anni dichiara entusiasta Moses Pendleton l8 agosto 2009 allultima replica dello spettacolo nel 2010 vorrei festeggiare i trentanni di vita dei Momix proprio al Teatro Romano che nel 2000 ci ospit per celebrare i nostri ventanni di attivit. Fu una cosa meravigliosa. Nellattesa del prestigioso traguardo del 2010 conclude Pendleton continuer a passare molto tempo ad analizzare il mondo dei sogni, un mondo che da sempre si riette nellatmosfera dei Momix in generale. Da quellintenzione di un anno fa nasce Momix-Remix, sintesi di trentanni di successi, di sogni che non niscono mai. Enrico Pieruccini
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nel 2013 il nuovo attesissimo spettacolo dei Momix

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