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c by Paolo Caressa.

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Cenni di Analisi Complessa


Paolo Caressa

Raccolgo qui alcuni richiami sulle nozioni essenziali di Analisi Complessa in una variabile, stabilendo solo i teoremi fondamentali e non nella loro massima generalit`, e senza usare nozioni topologiche in modo essenziale. a

1 Funzioni e integrali complessi


Denizione 1.1 Una funzione f : U C denita in un aperto U del piano complesso si dice olomorfa nel punto z0 U se esiste nito il limite f (z0 ) := lim Scriviamo f (z) = u(z) + iv(z) (u = Re (f ) e v = Im (f )), osservando le che funzioni u e v dipendono dalle variabili reale x e y tali che z = x + iy. Allora possiamo dare la seguente caratterizzazione: Teorema (CauchyRiemann) 1.2 Una funzione f : U C ` olomorfa in z0 e se e solo se v u v u = e = x y y x Dimostrazione: Consideriamo il limite che denisce lolomora di f e, scrivendo z = x + iy, poniamo z = x (il limite dipende solo dal fatto che il modulo di z tende a zero, indipendentemente dallargomento): f (z0 ) = lim v(x0 + x, y0 ) v(x0 , y0 ) u(x0 + x, y0 ) u(x0 , y0 ) + i lim x0 x0 x x f (z0 + z) f (z0 ) |z|0 z

Paolo Caressa

Quindi se f ` olomorfa in z0 le derivate parziali di u e v rispetto a x esistono e e f = ux +iuy (indichiamo le derivate parziali con un indice che denota la variabile rispetto alla quale si deriva). Analogamente, per z = iy: f (z0 ) = iuy (x0 , y0 ) + vy (x0 , y0 ) Confrontando le due espressioni di f (z0 ) cos` ottenute, abbiamo el equazioni di CauchyRiemann nel punto z0 . Viceversa, supponiamo che le u e v ammettano derivate parziali rispetto alle x e y e che valgano le relazioni di CauchyRiemann: allora, u(x0 + x0 , y0 + y0 )u(x0 , y0 ) = = ux (x0 , y0 )x + uy ((x0 , y0 )y + o((x)2 + (y)2 ) v(x0 + x0 , y0 + y0 )v(x0 , y0 ) = = vx (x0 , y0 )x + vy ((x0 , y0 )y + o((x)2 + (y)2 ) Quindi, per z = x + iy e le relazioni di CauchyRiemann: f (z0 + z) f (z0 ) x + iy ix y = ux (x0 , y0 ) + vx (x0 , y0 ) + z x + iy x + iy o((x)2 + (y)2 ) + x + iy o((x)2 + (y)2 ) = ux (x0 , y0 ) + ivx (x0 , y0 ) + z e quindi la funzione f ` olomorfa in z0 . e qed Esempio 1.3 Sono olomorfe: le funzioni lineari (complesse), le funzioni razionali complesse e la funzione f (z) = exp z, mentre non ` olomorfa la funzione g(z) = e |z|2 . Ci limiteremo qui a considerare come insiemi di denizione delle funzioni olomorfe i domini regolari U cio` gli aperti connessi del piano complesso la cui e frontiera sia una curva regolare (non necessariamente connessa, cio` i nostri doe mini potranno avere dei buchi). Il numero di componenti connesse della curva U si dice ordine di connessione del dominio 1 : se la curva che delimita il dominio ` connessa (e quindi il dominio non ha buchi), ` semplicemente connesso. e e
1

Si tratta del primo numero di Betti di U incrementato di uno.

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Evidentemente se ` una curva regolare nel piano complesso ` chiaro cosa e e debba intendersi con f (z)dz

per una funzione f : C: lintegrale si calcola infatti per mezzo di una qualsiasi rappresentazione parametrica c = c(t) (con c : [a, b] C continua e regolare) della curva : b f (c(t))c (t)dt f (z)dz =
a

Esempio 1.4 Vogliamo calcolare lintegrale dz z z0 ove ` il cerchio di centro z0 e raggio . Rappresentando la curva in coordinate e polari per mezzo della funzione c(t) = z0 + eit , troviamo: 2 2 dz ieit dt = =i dt = 2i eit z z0 0 0 Una ipotesi che faremo spesso ` che f : U C sia una funzione olomorfa in e U e continua in U : esprimeremo questa ipotesi con la notazione f O(U ). Teorema di Cauchy 1.5 Se f O(U ) nel dominio semplicemente connesso U e se derivata f : U C continua, allora per ogni curva chiusa contenuta in U: f (z)dz = 0

Dimostrazione: Per denizione: f (z)dz = (udx vdy) + i (udy + vdx)


(diamo per nota la teoria elementare delle forme dierenziali nel piano ed il teorema di GaussGreen) ove, per ipotesi e per il teorema precedente, le u e v sono parzialmente derivabili dunque, per il teorema di GaussGreen (la curva regolare connessa ` la frontiera di un dominio semplicemente connesso G del e piano) f (z)dz =
G

(vx uy )dxdy + i
G

(ux vy )dxdy qed

Ma questi integrali sono zero per le relazioni di CauchyRiemann.

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Il caso realmente interessante ` quando = U . e Osserviamo che, dalla denizione e dalla sua caratterizzazione, non discende immediatamente la continuit` della derivata di una funzione olomorfa: abbiamo a dunque dovuto supporla nelle ipotesi del teorema di Cauchy2 . Il teorema di Cauchy pu` estendersi ad un dominio non semplicemente cono nesso, osservando che un tale dominio pu` sempre rendersi semplicemente cono 3 nesso a meno di eettuarne dei tagli : Supponiamo cio` che U sia delimitato da una curva con n + 1 componenti e connesse 0 , ..., n (quattro nella gura) e consideriamo dei segmenti che uniscano le componenti interne al dominio con la componente esterna4 . Se 1 , ..., n sono questi segmenti, il dominio che si ottiene dopo il taglio ` semplicemente e connesso e ha come frontiera 1 ... n .

Allora il teorema di Cauchy applicato a questo nuovo dominio implica che (tenendo conto delle diverse orientazioni fra le componenti interne e quelle esterne della curva , e del fatto che i segmenti 1 , ..., n sono presenti due volte e con segni opposti nellintegrazione):
n+1 i=1 i

f (z)dz =
0

f (z)dz

2 In realt`, questa supposizione ` superua, come dimostrato da Goursat nel 1904; si rimana e da, per questa versione pi` generale del teorema di Cauchy (che infatti ne rivela la natura u topologica) ai testi specialistici. 3 Precisamente il numero di tagli che bisogna eettuare per renderlo semplicemente connesso ` pari al primo numero di Betti del dominio stesso. e 4 Dovrebbe essere chiaro al lettore come rendere rigoroso questo ragionamento intuitivo.

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il che si esprime (tenendo conto che lorientazione su 0 ` opposta a quella delle e restanti componenti connesse) ancora come f (z)dz = 0

Teorema (Formula di Cauchy) 1.6 Se f O(U ) nel dominio regolare semplicemente connesso U allora, per ogni z0 U : 1 f (z) f (z0 ) = dz 2i U z z0

Dimostrazione: Consideriamo un disco Dr = {z | |z z0 | < } di centro z0 e completamente contenuto in U (ci` ` possibile perch U ` aperto. Allora la o e e e funzione f (z) (z) = z z0 ` olomorfa in U \ {z0 } (che non ` un dominio regolare, dato che una componente e e connessa della sua frontiera si riduce al solo punto {z0 }), e quindi ` pure olomorfa e e in U \ Dr che ` un dominio regolare (non semplicemente connesso, ma tale che il suo bordo sia U Dr ): allora per il teorema di Cauchy in questo dominio: (z)dz = (z)dz
U Dr

Questo vale per ogni scelta di r tale che Dr U : quindi lintegrale a primo membro non dipende da r: in particolare la relazione precedente vale per r 0 e quindi, dato che un elemento sul bordo Dr = {z | |z z0 | = r} si scrive come z = z0 + reit al variare di t [0, 2), otteniamo (z)dz = lim
U r0

(z)dz = lim
Dr r0

f (z0 + reit ) it re dt = 2if (z0 ) reit qed

Il teorema precedente, del pari del teorema di Cauchy, vale per un dominio regolare qualsiasi, anche non semplicemente connesso. Se il dominio U ` un disco aperto di centro z0 e raggio r evidentemente la e formula di Cauchy diviene

6 Teorema (Formula del valor medio) 1.7 1 f (z0 ) = f (z0 + reit )dt 2r |zz0 |=r

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Dunque i valori di una funzione olomorfa allinterno di un disco sono determinati dai valori che assume sul bordo: esaminando ulteriormente questo fenomeno giungeremo al principio del massimo per funzioni olomorfe.

2 Sviluppi in serie di potenze


Le funzioni olomorfe sono talvolta chiamate analitiche: questo perch possiae mo confonderle con le funzioni sviluppabili in serie di potenze. Denizione 2.1 Una serie di potenze ` una serie della forma e
n=0

an (z z0 )n

con cn C costanti, z0 C e z variabile complessa. Ricordiamo5 che una serie di funzioni si dice uniformemente convergente in un dominio U se per ogni > 0 esiste un n tale che per ogni n n si abbia: f (z)
n k=1

fk (z) <

e che una condizione necessaria per la convergenza uniforme ` la possibilit` e a di maggiorare i termini della serie di funzioni con quelli di una serie numerica assolutamente convergente (criterio di Weierstrass). In generale sar` interessante stabilire il dominio di convergenza uniforme di a una serie di potenze: Denizione 2.2 Il raggio di convergenza di una serie di potenze ` il valore tale e che, per ogni disco di centro z0 e raggio r < la serie converga uniformamente in quel disco e per ogni r > la serie non converga in nessun punto esterno al disco chiuso di centro z0 e raggio r. Denizione 2.3 Se una serie di potenze converge in un aperto U , la funzione che a z U associa il valore della serie in z si dice analitica. Cio` le funzioni analitiche sono le funzioni denite da serie di potenze cone vergenti.
5

Assumiamo la conoscenza della teoria elementare delle serie di funzioni.

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Teorema (CauchyHadamard) 2.4 Il raggio di convergenza di una serie di potenze vale6 1 = limn |an |1/n (inverso del massimo limite della successione |an |1/n .) Dimostrazione: Se 0 < r < allora limn |an rn |1/n = r lim |an |1/n < 1
n

Dunque la serie numerica

n=0

|an rn |

converge (per il criterio della radice per serie numeriche), e per ogni z tale che |z z0 | < r: |an (z z0 )n | |an rn | Cos` il termine generico della serie di potenze ` maggiorato dal termine generico e di una serie assolutamente convergente. Rimane il caso < . Consideriamo in questo caso z tale che |z z0 | > e quindi 1 < |z z0 |limn |an |1/n = limn |an (z z0 )n |1/n Quindi il termine generico della serie di potenze non ` innitesimo e, come noto, e questo implica che la serie non pu` convergere. o qed Esempio 2.5 Consideriamo la serie
n=0

(z z0 )n

(i coecienti sono tutti 1). Per il criterio del rapporto per la convergenza delle serie numeriche, la serie converge nel cerchio di centro z0 e raggio 1 a qualche funzione analitica f : allora, per denizione di convergenza di una serie: f (z) = lim
n k=0

(z z0 )n = lim

1 1 (z z0 )n = n q (z z0 ) 1 (z z0 )

(per la formula di sommazione di una serie geometrica con un numero nito di addendi). Il teorema fondamentale sulla convergenza delle serie di potenze ` il e
6

Il valore di ` in [0, ] con la convenzione simbolica che 1/0 = e 1/ = 0. e

8 Teorema (Abel) 2.6 Se una serie di potenze


n=0

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an (z z0 )n

converge in un punto z1 = z0 allora converge assolutamente in ogni punto interno al disco di centro z0 e raggio |z1 z0 | ed in un disco chiuso di centro z0 e raggio r < |z1 z0 | la serie converge uniformemente. Dimostrazione: Se z ` tale che |z z0 | < |z1 z0 | deniamo q < 1 come e q= |z z0 | |z1 z0 |

Poich la serie converge in z1 il suo termine generico ` innitesimo, i.e. esiste una e e costante M tale che |aN | |z1 z0 |n M e quindi
n=0 n=0 z z0 z1 z0 n=0 n

an (z z0 )n

|an | |z z0 |n M |q|n = M 1q

=M

n=0

(q < 1 e quindi la serie geometrica converge). Questo dimostra la convergenza della serie. Per vedere luniforme convergenza nel disco di centro z0 e raggio r < |z1 z0 | usiamo il criterio di Weierstrass: infatti la serie M
n=0

rn |z1 z0 |n

(che ovviamente converge perch ` una serie geometrica con r/|z1 z0 | < 1) e e maggiora la serie di potenze per costruzione. qed Nel suo dominio di convergenza, una funzione analitica pu` integrarsi e deo rivarsi un numero arbitrario di volte, ottenendo sempre funzioni analitiche nel medesimo dominio. Inoltre i termini generici di una serie di potenze soddisfano in modo ovvio le relazioni di CauchyRiemann: quindi Corollario 2.7 Una funzione analitica ` olomorfa. e Quello che ci proponiamo di dimostrare ` che vale anche il viceversa. e

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Teorema 2.8 Una funzione olomorfa ` analitica nel suo dominio di olomora. e Dimostrazione: Sia f : U C olomorfa nellaperto U ; se z0 U allroa esiste un disco Dr di centro z0 e raggio r interamente contenuto in U . Usando la formula integrale di Cauchy ed i teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale (usando la teoria di Lebesgue oppure la convergenza uniforme delle serie): 1 f (w) 1 f (w) f (z) = dw = dw 2i Dr w z 2i Dr w z0 (z z0 ) 1 f (w) ( ) dw = 2i Dr (w z ) 1 zz0 0 wz0 )n ( f (w) z z0 1 = dw 2i Dr w z0 n=0 w z0 1 f (w) dw (z z0 )n = 2i Dr (w z0 )n+1 n=0 Quindi, intorno a z0 la funzione f ` analitica. e qed Lo sviluppo in serie di una funzione analitica ` ovviamente unico: i coecienti e dello sviluppo sono f (w) 1 an = dw 2i Dr (w z0 )n+1 e devono quindi coincidere con i termini della serie di Taylor della funzione f intorno a z0 : dn f (z0 ) = n!an dz n Dunque Teorema 2.9 Una funzione olomorfa ` innitamente derivabile e e n! f (w) (n) f (z) = dw 2i Dr (w z0 )n+1 in un opportuno disco Dr di centro z0 e raggio r.

Esempio 2.10 La funzione f (z) = 1 1 + z2

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` analitica in tutto il piano complesso eccettuati i punti7 i. Considerando la e formula di sommazione di una serie geometrica che abbiamo stabilito in precedenza f (z) = (1)n z 2n
n=0

troviamo che f che deve quindi essere lespansione di Taylor in ogni disco del piano complesso che non contenga i punti i. Applichiamo ora le formule precedenti per calcolare lespansione di Taylor intorno al punto 1 in un disco di raggio r = 2. Scrivendo ( ) 1 1 1 1 f (z) = = 1 + z2 2i z i z + i ed utilizzando ancora la formula di sommazione della serie geometrica: f (z) =
n=0

(1)n

sin (n + 1) 4 (z 1)n 2(n+1)/2

(abbiamo usato le rappresentazioni polari 1 i = 2ei/4 ). Il raggio di conver genza di questa serie `, per la formula di CauchyHadamard, 2. e

3 Continuazione Analitica
Il seguente principio ` di fondamentale importanza: stabilisce infatti una e propriet` determinante delle funzioni olomorfe. a Teorema 3.1 Se f O(U ) nellaperto connesso U allora, se linsieme degli zeri di f contiene un punto di accumulazione, f = 0. Dimostrazione: Supponiamo per assurdo che esista una successione {zn }nN di zeri di f (i.e. f (zn ) = 0) convergente ad uno zero z di f . Intorno a z possiamo scrivere f (w) = an (w z)n
n=0

Consideriamo il pi` piccolo intero m tale che am = 0. Allora u 0 = lim f (zn ) = lim (am + a m + 1(zn z) + ...) = am n n (zn z)m

7 Osserviamo che non si tratta di un dominio regolare, ma basta prendere C a cui si tolgano due dischi chiusi intorno a questi punti per ottenere un dominio regolare.

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Questo assurdo dimostra che f deve essere identicamente nulla intorno a z, e quindi linsieme dei punti di accumulazione dellinsieme degli zeri di f ` aperto e (osserviamo che questo insieme non ` vuoto, perch contiene z e non esaurisce e e tutto U perch f non ` identicamente nulla). Ma questo insieme ` anche chiue e e so, dato che contiene (per denizione) i suoi punti di accumulazione. Quindi U contiene un insieme chiuso e aperto e questo ` impossibile, dato che lo si era e supposto connesso. qed Corollario 3.2 Se f O(U ) in un aperto connesso del piano complesso C e se |f | ` una funzione costante in U allora anche f ` costante in U . e e Dimostrazione: Osserviamo che, se f = u + iv, per le relazioni di Cauchy Riemann: f f = (ux + ivx )(u iv) = (uux + vvx ) + i(uvx vux ) u2 + v 2 u2 + v 2 |f | |f | = i = i =0 x y x y (infatti (uvx vux = uuy vvy )). ma il implica che se un prodotto di funzioni olomorfe ` nullo, almeno una delle due funzioni deve essere identicamente zero, e e quindi f = 0 oppure f ` costante in U . e qed ` Corollario (Principio di identita delle funzioni olomorfe) 3.3 Se f, g O(U ) e se linsieme dove f = g ha un punto di accumulazione allora f = g su tutto U . In particolare, mentre una funzione olomorfa ` certamente innitamente diee renziabile, non ` detto che una funzione C sia olomorfa: pu` benissimo darsi e o che una funzione innitamente dierenziabile sia, ad esmpio, nulla in un intero intervallo, ma non identicamente nulla in tutto linsieme di denizione. Se un insieme A ` unione di due insiemi B e C e se sono date due funzioni e f : B X e g : C X tali che fBC = g|BC allora esiste una sola funzione f G : A X che ristretta a B e C coincide con f e g. Usando questa ovvia denizione possiamo dare un altro corollario del teorema: Corollario 3.4 Se f1 O(U1 ) e f2 O(U2 ) e se f1 |V = f2 |V ove V ` un aperto e connesso contenuto in U1 U2 allora la funzione f 1 f2 ` univocamente ben e denita e analitica.

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Lapplicazione di questo corollario per estendere il dominio di denizione di una funzione si dice continuazione analitica. Ad esempio, non appena una serie di potenze sia denita sullasse reale, possiamo estenderla in modo unico ad una funzione olomorfa in un aperto del piano complesso. Esempio 3.5 Le classiche funzioni sin x = cos x = exp x =
n=0 n=0 xn n=0

(1)n (1)n

x2n+1 (2n + 1)! x2n (2n)!

n!

danno luogo a funzioni olomorfe in opportuni aperti del piano complesso. Evidentemente, il dominio (connesso) di olomora di una funzione pu` reno dersi massimale in virt` del principio di continuazione analitica. u Denizione 3.6 Una funzione olomorfa si dice intera se il suo dominio di olomora ` lintero piano complesso C. e Torniamo ora a considerare funzioni olomorfe ed il loro comportamento al bordo dei dischi chiusi. Teorema (Principio del massimo) 3.7 Se f O(U ) nel dominio regolare U allora la funzione reale |f | (se non ` costante) assume il suo valore massimo e sul bordo U = U \ U di U . Dimostrazione: La funzione reale che stiamo considerando |f (z)| = u2 (x, y) + v 2 (x, y) ` continua in U . Dunque assume un massimo M in qualche punto z0 = (x0 , y0 ) e U . Supponiamo per assurdo che z0 U non sia un punto del bordo di U : esiste allora un disco Dr di centro z0 e raggio r interamente contenuto in U , per il quale la formula del valor medio, ed il fatto che per ogni z U |f (z)| M , implicano che 2 2 it |f (z0 + reit )|dt 2M f (z0 + re )dt 2M =
0 0

Cenni di Analisi Complessa cio` che e


0

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|f (z0 + reit )|dt = 2M da cui, per continuit` di f in U e per la denizione di massimo M : a z |z z0 | = r |f (z)| = M

Quindi f ` costante in modulo su in intorno di f e, per continuazione analitica, e ` costante in tutto U , il che ` assurdo. e e qed Possiamo ora dimostrarre il teorema che, in un certo senso, inverte il teorema di Cauchy: Teorema (Morera) 3.8 Una funzione continua f : U C denita in un dominio regolare semplicemente connesso tale che, per ogni curva regolare chiusa U si abbia f (z)dz = 0

` necessariamente olomorfa in U . e Dimostrazione: Consideriamo, per z0 , z U e per un cammino U che connetta z0 e z (i.e. se : [a, b] U allora (a) = z0 e (b) = z), la funzione F (z) := f (w)dw

Dimostriamo che si tratta di una funzione olomorfa: se scriviamo f = u + iv e F = U + iV , allora (per le relazioni di CauchyRiemann): Ux = ux d vx d = vy d + uy d = Vy Uy = uy d vy d = vx d + ux d = Vx

Quindi F soddisfa alle equazioni di CauchyRiemann e dunque ` olomorfa. e Ovviamente F (z) = Ux (x, y) + iVx (x, y) = ux d vx d + i vx d + ux d = f (z)dw = f (z)

qed Il teorema si generalizza in modo ovvio a domini non semplicemente connessi.

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Teorema (Liouville) 3.9 Una funzione intera e limitata (in modulo) ` coe stante. Dimostrazione: Usiamo la formula di Taylor per la derivata di f O(C): 1 f (w) dw f (z) = 2i Dr (w z)2 (ove Dr ` il solito disco di centro z e raggio r). Ora sfruttiamo la limitatezza di e |f |: 1 |f (w)| M |f (z)| dw 2 2i Dr r R Ma r pu` essere scelto arbitrariamente grande (perch f ` intera) e |f | ` ino e e e dipendente da R: quindi |f | = 0 su tutto il piano complesso, quindi |f | ` e costante. qed Ad esempio, la funzione sin z, continuazione analitica della funzione reale sin x non pu` essere limitata (come accade nel caso reale), perch ovviamente non ` o e e costante. Una notevole applicazione ` la seguente: e Teorema fondamentale dellAlgebra 3.10 Un polinomio a coecienti complessi e di grado positivo ammette sempre almeno uno zero. Dimostrazione: Un polinomio complesso ` una funzione della forma e p(z) = an z n + an1 z n1 + ... + a0 Si noti che, per |z| abbastanza grande, possiamo scrivere ( ) |an1 | n |p(z)| |z | |an | n1 ... |a0 | > |an | |z n | z Ora supponiamo che p non abbia zeri nel piano complesso: allora la funzione 1/p(z) ` intera e, per la disugaglianza precedente: e 1 1 lim =0 |z| |an | |z n | |z| |p(z)| lim Quindi |1/p(z)| ` limitata e, per il teorema di Liouville, deve essere costante, il e che ` assurdo. e qed

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4 Residui
Denizione 4.1 Una serie di potenze bilatera
n=

an (z z0 )n

si dice serie di Laurent. Per deteterminare il dominio di convergenza di una serie di Laurent, spezziamola come
n=

an (z z0 )n =

n=0

an (z z0 )n +

n=1

an

1 (z z0 )n

Il dominio di convergenza della serie di Laurent sar` lintersezione dei domini di a convergenza delle due serie che gurano a secondo membro; nel caso della prima di queste serie si tratta di un disco di centro z0 e raggio . Mostriamo che nel caso della seconda serie il dominio ` il complementare di un disco di centro z0 . e Poniamo 1 = z z0 in modo che 1 an = an n (z z0 )n n=1 n=1
1 Si tratta quindi di una serie di potenze di centro 0; sia R il suo raggio di conver genza: evidentemente la serie n=1 an (zz0 )n ha come dominio di convergenza il complementare del disco di centro z0 e raggi R. Dunque una serie di Laurent denisce una funzione olomorfa nella corona circolare CR, = {z C | R < |z z0 | < }. Ovviamente pu` benissimo accadere o che sia < R e quindi CR, = : in questo caso la serie di Laurent non denisce alcuna funzione olomorfa.

Teorema (Laurent) 4.2 Una funzione f O(CR, ) ` univocamente determie nata in CR, dal suo sviluppo in serie di Laurent. Dimostrazione: Se z CR, consideriamo due cerchi 1 e 2 di centro z0 e raggi tali che R < r2 < |z z0 | < r1 < Er. Per la formula di Cauchy (in un dominio non semplicemente connesso) si trova 1 1 f (w) f (w) dw dw f (z) = 2i 1 w z 2i 2 w z

16 Ora, sul cerchio 1 vale la

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|z z0 | <1 |w z0 |

quindi )n ( 1 1 z z0 1 1 1 = = zz = wz (w z0 ) (z z0 ) w z0 1 wz0 w z0 n=0 w z0 0 Integrando e scambiando il segno di integrale con quello della serie (per la teoria di Lebesgue o per uniforme convergenza)8 : 1 f (w) dw = an (z z0 )n 2i 1 w z n=0 con, per n 0: 1 an = 2i
1

f (w) dw (w z0 )n+1

In modo analogo, dalla

|w z0 | <1 |z z0 |
2

sul cerchio 2 si trova 1 2i con, per n 0: an f (w) 1 dw = an wz (z z0 )n n=1

1 = 2i

f (w) dw (w z0 )n+1

Le an e an cos` ottenute sono olomorfe in CR, e quindi, i corrispondenti inte grali non dipendono dai cammini di integrazione: dunque possiamo combinare le formule per an e an ottenendo 1 f (w) an = dw 2i (w z0 )n+1 con n Z e qualsiasi curva regolare chiusa contenuta nellanello CR, . Quindi f (z) =
n=
8 Il ragionamento ` il medesimo che abbiamo svolto nel dimostrare lanaliticit` delle funzioni e a olomorfe.

an (z z0 )n

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ove la serie converge nella corona circolare CR, ed uniformemente nella corona circolare chiusa {z C | r2 |z z0 | r1 }. Dimostriamo inne lunicit` dellespansione di Laurent della f ; supponiamo a che sia f (z) = bn (z z0 )n
n=

ove esista almeno un n Z tale che an = bn . Quindi in CR, abbiamo che f (z) =
n=

an (z z0 ) =
n

n=

bn (z z0 )n

Considerando il cerchio r di centro z0 e raggio R < r < , queste serie vi convergono uniformemente e, moltiplicandole per (z z0 )nm1 (per m Z ssato) ed integrando termine a termine otteniamo: (z z0 )
r nm1

dz = ir
nm 0

ei(nm)t dt = 2inm

Cos` dopo aver integrato le serie in an e bn , avremo solo un termine non nullo , per ciascuna serie, e precisamente am = b m Ma m pu` scegliersi arbitrariamente, e quindi le serie debbono coincidere. o qed Denizione 4.3 Se una funzione olomorfa f ` denita in un dominio U privato e di un punto z0 interno a U , si dice che z0 ` singolare per f . e Dato che U ` aperto esiste un disco D centrato in z0 e completamente cone tenuto in U tale che la funzione sia olomorfa in D \ {z0 } e quindi in una corona circolare di centro z0 e contenuta in D. Possiamo dunque limitarci a studiare i punti singolari come se fossero centri di corone circolari. Denizione 4.4 Un punto singolare z0 per una funzione olomorfa f si dice: (1) singolarit` eliminabile se la serie di Laurent di f intorno a z0 non contiene a termini di esponente negativo (i.e. se an = 0 per n < 0); (2) polo di ordine m se la serie di Laurent di f intorno a z0 non contiene termini di esponente minore di m (i.e. se an = 0 per n < m);

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(3) singolarit` essenziale se la serie di Laurent di f intorno a z0 contiene tera mini di esponente negativo arbitrariamente basso (i.e. se per ogni n < 0 esiste un m < n con am = 0); Se z0 ` una singolarit` eliminabile, la funzione f pu` estendersi ad una fune a o zione olomorfa in z0 : infatti facendo tendere z a z0 (da qualunque direzione) otteniamo come limite della serie di Laurent il valore a0 ; denendo allora f (z0 ) = a0 otteniamo lestensione voluta. Se z0 ` una singolarit` essenziale, il comportamento della funzione olomorfa in e a un suo intorno pu` essere estremamente bizzarro, in particolare, profondi teoremi o dovuti a Casorati, Weierstrass e Picard dimostrano che non ` possibile controllare e in alcun modo il comportamento di f intorno ad una singolarit` essenziale. a Inne, se z0 ` un polo di ordine m possiamo scrivere, in una corona circolare e centrata in z0 : f (z) = an (z z0 )n
n=m

In questo caso non possiamo eliminare la singolarit`, dato che per z che tende a a z0 il valore di |f (z)| cresce arbitrariamente: infatti am a1 f (z) = + ... + + an (z z0 )n (z z0 )m z z0 n=0

= (z z0 )m (am + ... + a1 (z z0 )m1 ) + = (z z0 )m (z) +


n=0

n=0

an (z z0 )n

an (z z0 )n

ove ` olomorfa in z0 . ` immediato ora che per z z0 |f (z)| cresce arbitrariae e mente. Denizione 4.5 Il residuo di una funzione olomorfa in una sua singolarit` z0 a ` il valore del coeciente a1 nel suo sviluppo di Laurent intorno a z0 . e Per unicit` della serie di Laurent il residuo ` ben denito ed ` pari a a e e 1 Res z0 f (z) := c1 = f (w)dw 2i per ogni curva regolare chiusa nel dominio di olomora di f che racchiuda il punto z0 (e nessun altro punto singolare di f ).

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Il calcolo dei residui ` estremamente utile, e, nel caso di poli, pu` eettuarsi e o in modo semplice. Sia infatti z0 un polo di ordine m: i.e. f (z) = (z z0 )
m

(am + ... + a1 (z z0 )

m1

)+

n=0

an (z z0 )n

Moltiplicando ambo i membri per (z z0 )m , derivando (m 1) volte e passando al limite per z z0 si ottiene Res z0 f (z) = 1 dm1 lim m1 ((z z0 )m f (z)) (m 1)! zz0 dz

Denizione 4.6 Una funzione olomorfa in un dominio U e che abbia in questo dominio al pi` singolarit` polari si dice meromorfa in U . u a Ad esempio una funzione razionale (un quoziente di polinomi) ` memomorfa e nel piano complesso. Teorema dei Residui 4.7 Se f ` meromorfa nel dominio regolare chiuso U e con un numero nito di singolarit` z1 , ..., zn U allora a 1 f (z)dz = Res z0 f (z) 2i U z U
0

(la somma ` nita perch le uniche singolarit` non eliminabili della f sono i poli e e a z1 , ..., zn ). Dimostrazione: Poich i punti z1 , ...zn sono isolati possiamo trovare dei dischi e D1 , ..., Dn centrati in essi e che non contengano altri punti singolari (di pi`: i u dischi Di sono a due a due disgiunti): lidea ` di applicare il teorema di Cauchy e al dominio U \ n Di , nel quale la funzione ` olomorfa, ottenendo e i=1 1 2i
n n 1 Res z0 f (z) f (z)dz = Res zk f (z) = f (z)dz = 2i Dk U z U k=1 k=1
0

qed Non ci soermiamo sulle applicazioni di questo teorema, in particolare al calcolo di integrali deniti per mezzo di una scelta opportuna dei domini di integrazione: per questo rimandiamo ai testi specialistici. Concludiamo con qualche semplice ma notevole conseguenza.

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Corollario 4.8 Se f ` una funzione meromorfa nel dominio regolare U e g e O(U ) allora, per z0 U : ) ( f (z) Res z0 g(z) = z0 (f )g(z0 ) f (z) ove z0 (f ) ` lordine di f in z0 (minimo intero per il quale il coeciente dello e sviluppo di Laurent non ` nullo). e Dimostrazione: Supponiamo che U sia un disco centrato in z0 (possiamo assumerlo senza ledere la generalit`). Sia a f (z) = (z z0 )n h(z) con h(z) olomorfa e mai nulla in U . Allora n = z0 (f ) e f (z) n(z z0 )n1 h(z) + (z z0 )n h (z)) g(z) g(z) = f (z) (z z0 )n h(z) g(z) h (z) =n + g(z) z z0 h(z) ma h g/h ` olomorfa, quindi il suo residuo ` zero in z0 e e e ) ( ng(z) 1 f (z) g(z) = dz = ng(z0 ) Res z0 f (z) 2i U z z0 qed Corollario (Teorema dellindicatore logaritmico) 4.9 Sia U un dominio regolare, una funzione f meromorfa in U e z1 , ..., zn gli zeri di f in U e p1 , ..., pm i poli di f in U : supponendo che f non abbia zeri su U e che g sia olomorfa in U allora n m 1 f (z) g(zk )zk (f ) g(pk )pk (f ) g(z)dz = 2i U f (z) k=1 k=1 In particolare, per g = z si ha m n 1 f (z) pk pk (f ) zdz = zk zk (f ) 2i U f (z) k=1 k=1 e per g = 1: m n 1 f (z) pk (f ) = #{zeri di f } #{poli di f } dz = zk (f ) 2i U f (z) k=1 k=1

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