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Il 9, il 10 e l11 agosto nella splendida cornice degli scavi archeologici dellantica Elea-Velia, oggi Ascea, in provincia di Salerno, lattore

Gianluigi Tosto ha portato in scena lepica antica attraverso i tre poemi che stanno alla base di tutta la letteratura occidentale: Iliade, Odissea ed Eneide. Una trilogia affascinante resa ancora pi magica dallambientazione pittoresca della torre saracena e dellanfiteatro greco. Uno squarcio di antichit, poesia, musica, teatro e magia. Nella serata dellOdissea, circa duecento persone, portate sul sito dalle navette gratuite che partivano dagli scavi di Ascea, sono rimaste sedute per un paio dore nonostante il vento fortissimo e il clima per nulla estivo. Tutti quanti rapiti dalla sola voce dellattore che, a memoria, servendosi soltanto di qualche strumento rudimentale dalla sonorit antica, recitava e attualizzava i versi pi belli che mai siano stati scritti. Versi di migliaia di anni fa, rivissuti nel 2011 grazie alla voce e ai gesti di un cantore che ha riscoperto il potere evocativo della parola. Come un aedo antico, senza scenografia n costumi, Gianluigi Tosto ha raccontato le storie che tutti conosciamo perch sono parte della nostra memoria collettiva, perch studiate a scuola o perch riproposte da Hollywood. Il suo racconto, per, diverso da qualsiasi film, da qualsiasi spettacolo teatrale o fiction televisiva. Ho voluto recuperare il gusto del narrare le storie, lasciando che il pubblico segua la traccia visiva e immaginaria che la sua fantasia propone, stimolata solo da parole e suoni afferma lattore che ha alle spalle una formazione e una carriera difficilmente riassumibili in poche righe. Quello che sbalordisce il pubblico proprio la scoperta, o meglio la riscoperta, dellenorme potere della propria immaginazione. Bombardati dalle immagini, abbiamo ormai perso il gusto di immaginare, di lavorare di fantasia, di esplorare le infinite potenzialit della nostra mente. sbalorditivo riuscire a commuoversi o ridere di gusto mentre qualcuno, semplicemente, racconta una storia. Gianluigi riesce in questo intento, lui solo tutto lo spettacolo. Il pubblico piange sentendo della follia e della morte di Didone, sorride quando viene narrato linganno di Ulisse al ciclope, prova tenerezza per Penelope, astio per le meschinit dei Proci, dolore al momento della morte di Creusa o di Anchise, paura durante le narrazioni delle guerre atroci e sanguinose, affetto per il vecchio cane Argo, compassione per Enea che suo malgrado compie il destino del fato, gioia per il ritorno di Ulisse ad Itaca. Come in un viaggio dentro se stessi, ci si ritrova a provare sensazioni forse pi acute di quelle che in grado di suscitare limmagine televisiva o cinematografica. Laccompagnamento musicale, con strumenti arcaici a corde o a percussione, ricrea effetti sonori perfettamente in linea con la narrazione, rendendo lesperimento psicagogico ancora pi riuscito. I versi si fanno carne e tendini nel corpo e nella voce di un attore e il pubblico, che ha gi vissuto le esperienze narrate, rievoca nella propria mente sensazioni ed emozioni gi esperite, le ricorda e le rivive. Lo spettacolo fatto in gran parte dal pubblico, interiorizzato e viene vissuto in maniera diversa da ognuno: ogni scena immaginata dai singoli spettatori in modo diverso, non c pi un solo spettacolo ma uno spettacolo per ogni spettatore. Quando si chiede a Gianluigi come sia possibile imparare a memoria un numero tanto grande di versi poetici, risponde Ormai sono molti anni che metto in scena questi spettacoli, la memoria il meno: sono guidato dalla storia e dalla musicalit dei versi e aggiunge La struttura musicale stata ci che pi mi ha attratto di questi classici e delle loro tematiche, che sno quanto di pi ancestrale e radicato nelluomo si possa raccontare: lodio, lamore, il sentimento della patria, leroismo, lastuzia, la codardia, linganno, la falsit da parte degli uomini e degli di. La poesia di Gianluigi la poesia come la intendevano gli antichi, come atto, parola che prima di tutto suono ed esecuzione di un aedo.

La cultura oggi sopravvive grazie agli sparuti baluardi che, come Gianluigi, rifiutano il consumismo e la massificazione. Sono luci preziose che scommettono tutto sulla sensibilit e sullintelligenza creativa delle persone e che lottano per sottrarre i cervelli al piattume omologante della cultura dellimmagjne, restituendo a tutti noi il gusto delle tradizioni pi remote e felici che ci appartengono.