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Ragusa: a Lingue il 20% di iscritti in meno. Agraria e Giurisprudenza chiudono. Caos nel Consorzio Universitario.

Il 6 settembre scorso, a Ragusa, si sono tenuti i test d'ingresso all'unico corso di laurea triennale presente nella neonata Facolt di Lingue iblea. 260 candidati per 226 posti. Sono entrati tutti. 77 infatti hanno scelto di andare a studiare in altre facolt a Catania. Oppure di iscriversi in altri atenei. Cos, su 226 posti disponibili, solo 182 sono stati occupati ed entrato anche chi, al test, ha ottenuto solo 7 punti su 80. Potremmo scrivere molte pagine sulla truffa di questi test d'ingresso e numeri chiusi, sul fatto che l'Universit di Catania si impossessi di 40 euro a persona per ogni test anche se in realt essi sono del tutto inutili per l'accesso a molte delle Facolt dell'Ateneo. Rimandiamo, su questo all'articolo http://www.movimentostudentesco.org/universit%C3%A0-e-ricerca/numeri-chiusi-2011-meno-580di-posti-e-studenti-ammessi-anche-con-punteggio-080 . Concentrandoci su Ragusa stupisce davvero che una nuova Facolt, voluta da tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio, sostenuta tenacemente dal Rettore dell'Universit di Catania e creata nonostante le continue e forti proteste di studenti, docenti, forze politiche e dalla dirigenza della stessa Facolt di Lingue di Catania, non riesca nemmeno ad attirare 226 studenti. Paolo Pavia, rappresentante degli studenti della Facolt di Lingue, da sempre mobilitato per lo spostamento di Lingue a Ragusa, sostiene che le inadempienze e la cattiva gestione della Facolt di Lingue negli anni passati, soprattutto sotto la presidenza del Prof. Famoso, abbiano scoraggiato gli studenti ad iscriversi a Lingue. Peccato per che a Catania, per i corsi di laurea in lingue, ci sia stata una richiesta fortissima, tanto che con i test d'ingresso sono rimasti fuori in moltissimi. Per il corso di laurea in Lingue per la comunicazione internazionale sono stati coperti tutti i 296 posti e 57 studenti sono rimasti fuori. Per il corso di laurea in Lingue e culture europee euroamericane ed orientali sono stati coperti tutti i 226 posti e sono rimasti fuori addirittura 167 studenti. Dovrebbero fare un po' di conti sia il consigliere Pavia che il Magnifico Recca, dato che due corsi di laurea in Lingue, nonostante la precariet esistenziale nella quale sono stati gettati, attraggono un cos gran numero di studenti mentre la tanto pubblicizzata Ragusa non solo non copre i posti ma vede pi di 50 studenti che hanno fatto i test optare per una scelta da fuori sede in altri corsi a Catania. Ma i problemi per Ragusa non finiscono qui. Il Consorzio Universitario infatti nel caos. Fino all'anno scorso nella sede iblea erano di fatto presenti le sedi distaccate di tre facolt: quella di Lingue, quella di Agraria e quella di Giurisprudenza. Lingue stata trasferita integralmente a Ragusa. E le altre? Agraria e Giurisprudenza hanno deciso di andare via, senza neanche ringraziare, abbandonando centinaia di studenti che non avranno neanche la possibilit di completare i propri studi nella sede nella quale si erano iscritti. Deportati a Catania da un giorno all'altro. C' chi ha sempre combattuto perch la Facolt di Lingue restasse a Catania e con la sua lotta riuscito ad ottenere che tutti i corsi di laurea di Lingue restassero nella sede etnea, seppur momentaneamente annessi alla Facolt di Lettere. Non stato mai chiesto che si chiudesse la sede di Ragusa e si sono sempre comprese le esigenze di quegli studenti che, soprattutto per motivi economici, avevano una convenienza nella presenza di una sede universitaria nel proprio territorio. Ma le varie teste, politicamente trasversali, che compongono il consorzio non sono riuscite a tutelare i propri studenti. Altri sono i problemi che questi politicanti che si credono accademici si

pongono. La sede universitaria di Ragusa (mal)gestita da una cricca politica trasversale che ultimamente non riesce a tenere toni bassi ed esce allo scoperto in tutto il suo squallore. Il problema, ovviamente, non la crescita del consorzio, ma l'assegnazione di posti al suo interno e la visibilit che ne deriva. Sapete, l'universit una cosa prestigiosa ed ognuno cerca di intestarsi la sua esistenza. Un po' come un Picasso a casa di qualche ignorante milionario, il senso del quadro non lo si comprende ma bello dire di averlo nella propria villa. Chi sono gli attori di questo teatrino che ha ridotto le facolt con sede a Ragusa da tre a una, tra l'altro molto precaria? In prima linea c' Enzo Di Raimondo, esponente del PDL, attuale Presidente del Consorzio Universitario. Il suo acerrimo nemico Giovanni Mauro, onorevole, esponente di Forza del Sud, ex presidente del Consorzio ed ex Presidente della Provincia di Ragusa. Di lui hanno parlato le cronache giudiziarie, condannato per diffamazione, si dice di una sua condanna per truffa, per essersi raddoppiato l'indennit da Presidente della Provincia ed infine stato arrestato e poi assolto con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Proprio Mauro, nelle scorse settimane, ha ingaggiato una polemica con Di Raimondo, accusandolo di aver svenduto a Catania le sedi di Giurisprudenza e Agraria. Poi c' il senatore Giovanni Battaglia, attuale vicepresidente del Consorzio e senatore del Partito Democratico. Uno che sa bene che bisogna tenere le mani in pasta per cambiare qualcosa. Un po' come fa il PD a livello regionale, alleato di Governo dell'MPA. Del CdA del Consorzio fanno anche parte Giovanni Giuffrida, un ingegnere molto vicino al centrodestra e l'onorevole Orazio Ragusa dell'UDC, l'uomo dell'attuale Presidente della Provincia Antoci, anche lui UDC, dentro il CDA. Un altro politicante che non si esime dal commentare la vita precaria dell'Universit ragusana Nino Minardo, parlamentare del PDL, fresco fresco di una condanna per abuso d'ufficio e rifiuto di atti d'ufficio. Minardo attacca tutti, sindaco di Ragusa e Rettore dell'Universit di Catania, a suo dire responsabile della chiusura di Agraria e Giurisprudenza, nonostante gli impegni assunti. Impegni che Recca ha promesso informalmente. Mi hanno insegnato che una stretta di mano ed un patto mantenuto valgono pi di mille contratti. E se il patto' stretto e mantenuto fra gentiluomini, la forza d'esso ancora pi marcata!. Questo quanto affermato dallo stesso Minardo, che ha tentato di intavolare una nuova trattativa con Recca ma il telefono del Rettore squilla invano. Ultimo personaggio della squallidissima fiction, peccato che sia reale, Gianni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del Ministero dell'Istruzione, dell'Universit e della Ricerca. Un uomo, sempre nell'ombra, che cura i rapporti della Gelmini con il territorio siciliano. Ha in prima persona gestito il trasferimento di Lingue da Catania a Ragusa, ha continui rapporti con il Magnifico Recca e non fa mancare la sua presenza alle iniziative sulla scuola sia a Ragusa che nella Bronte di Pino Firrarello. colui che mette il cappello ministeriale sulle scelte, spesso discutibili, fatte in Sicilia. Questi volti noti a Ragusa, come si visto tutti luminari ed accademici, hanno in mano le sorti dell'Universit iblea e la vita di centinaia di studenti. Ma non fanno altro che litigare, riappacificarsi, infamarsi sui giornali. Cos a Ragusa Lingue gi partita, con solo 8 docenti. 13 ricercatori arriveranno, ma il bando, per colpa del Consorzio, partito solo adesso. Agraria e Giurisprudenza non ci sono pi. Il progetto universitario allo sfascio. Pure Paolo Pavia, sostenitore accanito della presenza Universitaria a Ragusa, costretto ad ammetterlo: Sono preoccupato, i componenti del Consorzio sono inadeguati. E pensare che in questo dramma vanno pure trovati i soldi. Due milioni di euro l'anno per la gestione della sede di Ragusa e varie centinaia di migliaia di euro che vanno restituiti all'Ateneo di Catania. I soldi li forniscono i due enti locali che formano il Consorzio, Comune e Provincia di Ragusa. Il Governo sta tagliando e per comuni e province tempo di vacche magre. Ci riusciranno i nostri eroi a trovare il denaro che serve a mantenere in vita la superstite Facolt di Lingue?

Come sempre, da ormai alcuni anni, a Ragusa solo caos e scaricabarile. Ma vale davvero la pena mantenere una sede decentrata nel territorio ibleo? Non sarebbe meglio salvare gli studenti ragusani dalle grinfie degli interessi politici che attanagliano il Consorzio? Il nostro Rettore non farebbe meglio a dedicarsi esclusivamente all'Ateneo di Catania che gi soffre gravi problemi? Per ora si va avanti, si naviga a vista. Tanto garantisce Bocchieri. Matteo Iannitti