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Riassunti e Schemi di Diritto Privato Capitolo 1

Possiamo definire il diritto privato come la regolazione dei rapporti intersoggettivi fra i singoli consociati. La sua essenza la ritroviamo nel giusto bilanciamento fra il dovere e la libert del singolo dove per quest'ultima intendiamo la facolt di agire e di pensare in piena autonomia. Per dovere invece intendiamo il rispetto di tutte quelle regole che si impongono al consociato: le regole possono essere di diverso tipo( prescrittive-descrittive-permissive ad esempio le seconde ricordiamo l'art 1321: il contratto l'accordo fra due o piu parti volto a costituire-regolare-estinguere un rapporto giuridico patrimoniale; l'art. 1176 il debitore nell'adempiere la sua obbligazione al creditore deve avere la diligenza del buon padre di famiglia. L'art 1337 Le trattative che portano alla stesura di un contratto e la stessa devono avvenire secondo buona fede: sono tutti esempi di clausole generali nonch della caratteristica di elasticit della norma: vi sono regole morali, religiosi,ecc.. ma sicuramente quelle di rilievo che riguardano lo studio del diritto privato sono le regole giuridiche le quali si differenziano dalle altre per una qualit in particolare: esse sono cogenti; la cogenza una situazione imposta alla regola pertanto il mancato rispetto di quest'ultima provoca una sanzione negativa ai danni del trasgressore. Le regole giuridiche sono dunque presenti all'interno dell'ordinamento giuridico e regolano attraverso l'azione del diritto la vita dei consociati, risolvono le controversie con lo scopo di prevenirle. Bisogna a questo punto dare un'attenta definizione di ordinamento: Vi sono due teorie in proposito: la teorizia istituzionalista di Santi Romano che descrive l'ordinamento come la plurisoggettivit di persone volta ad uno scopo comun e la teoria Giuspotivista di Kelsen che lo definisce come l'insieme delle regole che regolano la comunit pertanto la dottrina ha individuato quelle che devono essere e caratteristiche principali di un ordinamento: Plurisoggetivit, autoregolazione e struttura. Esistono cos diversi tipi di ordinamento... ma quello pi importante per la comunit sicuramente quello giuridico senza il quale non potrebbe esistere una societ moderna ed evoluta. Le regole riconducono alle disposizioni e l'interpretazione delle disposizion genera la norma che poi deve essere applicata al caso concreto dopo aver studiato la fattispecie astratta ( tale processo prende il nome di sussunzione ). La norma deve essere disponibile ( ovvero colui che ha interesse a far valere il suo diritto a chiedere l'intervento dello stato ) e pu essere dispositiva o appunto cogente. Per dispositiva (non cogente) s'intende quando si svolge grazie all'autonomia privata dei consociati e quindi presenta la caratteristica di norma derogabile. Quando invece cogente presenta caratteristica di norma inderogabile. Le norme fanno parte di una sistema di civil law al quale fa parte la maggior parte degli ordinamenti giuridici occidentali e al quale si contrappone il sistema di common law. Per quanto riguarda il primo esso, di matrice civilista, si ispira al corpus iuris civilis di Giustiniano.. ovvero al diritto privato romano. Il secondo invece risale al 1066 con la conquista della gran bretagna da parte di Guglielmo il conquistatore. La differenza fra le due famiglie sta nelle fonti. Civil Law ha fonte Legislativa mentre Common Law ha fonte giurisprudenziale. Inoltre mentre nel sistema di common Law il giudice estrae la sentenza dal tessuto sociale in quanto le regole sono di natura orale nel sistema di civil law abbiamo detto c' una serie di norme raccolte all'interno del codice al quale segue il processo di sussunzione pertanto non si estrapola

la sentenza dal tessuto sociale. Il codice ha origini antiche se si pensa alle Istitutiones romane alle quali si ispira il primo codice civile moderno risalente al 1800 ovvero il Code Napoleon redatto sullo spirito di uguaglianza e fratellanza fra i cittadini esso si suddivideva in 3 libri comprendenti persone propriet e responsabilit ed proprio sul code napoleon che si rif il primo codice civile italiano del 1865: anch'esso si suddivide in 3 libri comprendenti persone propriet e modi d'acquisto della propriet. Veniva affiancato dal codice di commercio redatto da Pasquale Stanislao Mancini nel 1883. Successivamente questi due testi furono messi da parte per far spazio al nuovo codice civile del 16 marzo 1942 attualmente in vigore e che si suddivide in 6 libri : 1) Della famiglia e delle persone, 2) delle successioni 3) della propriet 4) delle obbligazioni 5) del lavoro 6) della tutela dei diritti . La differenza sostanziale con quello precedente stava nel fatto che mentre per quello del 1865 la centralit era rivolta nei confronti della propriet in quello del 1942 il protagonista senza dubb io il contratto a seguito di quella che era stata la crisi americana del 1929 della borsa di wall strett. Tale scelta evidenzia ancora di pi come sia essenziale il rapporto fra diritto e mercato di cui tanto si discute ( si basti pensare alla recente crisi american di wall strett ). Il codice civile soggetto cos come la societ all'interno del quale dispone di continui cambiamenti. Pertanto alle riforme ( ricordiamo le pi importanti la riforma del diritt di famiglia del 1975 che estendeva i diritti alle mogli e la riforma per le societ di capitali del 2003 )si affiancano leggi create ad hoc per particolari discipline dal legislatore le cos dette leggi speciali. A Queste inoltre si affiancano i testi unici: veri e propri testi a s stanti quali ricordiamo il testo unico bancario il testo unico finanziario il codice del consumo il codice della privacy il codice delle assicurazioni ecc... Ma come si mettono in pratica le norme raccolte all'interno del codice? Attraverso il processo che rappresenta il luogo astratto al'interno del quale il singolo tutela i propri diritti. Al processo partecipano un attore principale e la sua controparte ( convenuto ) e si svolge dinanzi agli occhi di un giudice imparziale che rappresenta lo stato ( in questo caso parliamo di processo civile e tali valori sono espressi all'interno della costituzione agli articoli 111 nonch all'art 24 che sancisce che ogni singolo ha diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e che inoltre la difesa un diritto inviolabile. Come detto al processo civile si affianca il processo penale dove lo stato si promuove e prende la parte dell'accusa contro il reo commesso del fatto illecito penale. Vi sono 3 tipi diversi di processo civile: processo costitutivo-dichiarativo: per la tutela dei diritti soggettivi; processo esecutivo: per la tutela dei diritti di credito; processo cautelare: per preservare i diritti soggettivi oggetto di alterazioni nel tempo. Inoltre un processo si svolge attraverso 3 gradi di giudizio: al 1 vi il Tribunale o il giudice di pace e qualora la sentenza non sia soddisfacente la si pu impugnare al secndo grado dinanzi la corte d'appello e altrimenti al 3 grado ( quando sussistono validi motivi ) dinanzi la corte di cassazione. I Primi hanno distribuzione circoscrizionale, i secondi distrettuale la corte invece unica e ha sede in Roma. Per diritto internazionale privato s'intende quella branca del diritto privato che opera in ambito internazionale qualora vi siano controversie che richiamino all'utilizzo di norme di diversi paesi. Inoltre altro scopo del diritto internazionale quello dell'unifrmit del diritto: in italia la legge che opera in tal senso la 218 del 95 che comunque tiene grande considerazione anche della legge statale qualora la legge del paese straniero sia contraria in quella disciplina all'ordine pubblico. In materia di uniformit di diritto vi sono le cosidette convenzioni internazionali e (si pu

invece citare oltre che la dichiarazione dei diritti dell'uomo del 48 che richiama l'art2 della costituzione: ogni persona ( fisica o giuridica ) ha diritti inviolabili ove si svolge la sua personalit.,) anche la convenzione dell'Aja del 1 luglio 1985 ratificata in Italia con la legge 284 del 89 e entrata in vigore il 1 gennaio 1992 in materia di Trust. Inoltre alcuni regolamenti di notevole importanza sono i regolamenti 2201/ 2003 in materia di divorzio il e quello in materia di fallimento il 1346/2000.

Capitolo II- Fonti e Formanti


Per fonte del diritto s'intende qualunque atto o fatto volto a creare modificare o estinguere una regola giuridica. Esistono due diversi tipi di fonte: quelle di produzione che promuovovo il diritto e quelle di cognizione che permettono la conoscenza delle regole giuridiche ai consociati. All'interno di un ordinamento giuridico le fonti sono di fondamentale importanza pertanto si parla di Sistema delle fonti: caratteristica principale di una norma originata da una fonte del diritto sicuramente l'abrogabilit difatti questa pu essere tacita espressa o per antinomia ( in tal caso vige il principio dell'irretroattivit ) ma x capire meglio questi concetti bisogna analizzare il principio gerarchico delle fonti messo in atto da Kelsen il quale suddivise le diverse fonti del diritto all'interno di una schema piramidale. Pertanto prendendo tale schema e applicalandolo all'ordinamento giuridico italiano possiamo vedere come al vertice di questa piramide vi siano i principi fondamentali della costituzione: bisogna pero fare un excursus della stessa ovvero all'art.117 dove si sancisce che La potest legilastiva riconosciuto allo Stato e alle regioni nel rispetto della costituzione, dei vincoli comunitari e degli obblighi internazionali; pertanto subito dopo i principi fondamentali della costituzione vi sono i vincoli comunitari risalenti all'Unione Europea e ai vari trattati a cui anche l'italia ha partecipato ed la stessa costituzione all'art 11 che sancisce la limitazione della sovranit dello stato italiano per favorire la pace fra le nazioni e lo sviluppo nonch l'uguaglianza sociale. Le tappe fondamentali sono quelle del 1957 istituzione della CEE Comunit economica europea, il 1992 trattato di Maastricht o dell'unione e il 2007 Trattato di Lisbona che ha recentemente modificato il trattato dell'unione ma di questo se ne parler nella disciplina di competenza. Pertanto bisogna fare riferimento solo a due concetti importanti : i regolament e le direttive difatti se i privi entrano a far parte dell'ordinamento giuridico immediatamente dopo la loro formulazione, per le direttive c' il bisogno di essere ratificate dal legislatore in un tempo massimo di 90 gg. Al di sotto di quelli che sono i vincoli comunitari vi sono poi gli altri principi della costituzione. La costituzione del 1948 infatti sostituiva per cos dire lo statuto albertino con il quale il legislatore italiano poteva intraprendere situazioni di conflitto. Con l'entrata in vigore della costituzione invece il legislatore non pu piu emanare principi che siano contrari alla stessa. La costituzione comprende 139 articoli e 18 disposizioni ed proprio l'ultima disposizione a sancire che La costituzione la pi alta fonte di diritto all'interno dell'ordinamento italiano pertanto tutti devono rispettarla. Si suddivide in una parte introduttiva, una parte dedicata alla relazione etico-sociale e ai rapporti economici fra i cittadini ed una parte in cui enuncia i principi repubblicani sui quali si basa il nostro ordinamento. In modo particolare importante l'art. 41 e 42 dove si sancisce che l'iniziativa economia privata e libera salvo da non creare danno all'ordine pubblico, alla libert e all'utilit sociale. Nell'ambito della costituzione vi anche una Corte Costituzionale che ha il compito di risolvere quelle questioni di conflitto di una norma con la stessa pertanto tale processo viene detto di rimessione e solo il giudice in grado di interpellare la corte che formata da 15 memrbi eletti per un quinto dal presidente della repubblica per un quinto dal parlamento e per un quinto dalla CSM talvolta la corte anzich risolvere il problema con l'invalidit della norma optano per una sentenza di rigetto di interpratazione: ovvero si consigliano i parametri pi giusti da applicare per il caso concreto. Continuando a scendere lungo la nostra piramide vi sono poi i vincoli internazionali di cui abbiamo gi discusso ovvero quei vincoli frutto del diritto internazionale privato. Dopodich vi sono le fonti primarie secondarie e terziare. Fra le primarie troviamo le leggi ordinarie ( ratificate dal legislatore dopo la richiesta tramite legge ordinaria avanzata dal parlamento ) decreto legge ( casi di urgenza emanati direttamente dal governo ) e regolamenti. Poi vi sono le leggi di revisione costituzionale dove per vi devono essere nonch principi incostituzionali anche

la maggioranza di entrambe le camere . Tra le fonti di tipo non legislativo vi sono: referendum, usi , equit e autonomia privata. Il referendum una forma di altissima democrazia in quanto lo stato deve sottostare alla volonta del popolo e pu essere consultivo propositivo abrogativo confermativo. Naturalmente non tutte le discipline possono essere soggette a referendum tra queste ad esempio quelle relative a situazione giudiziali o tasse tributarie. Il primo referendum in italia si ebbe nel 1974 relativo all'eventuale abrogazione della legge fortuna ( legge del divorzio ) e fu respinto dal popolo. Altra fonte sono gli usi o le consuetudini e queste sono le uniche fonti riconosciute dal nostro ordinamento come fonti non scritte di diritto. Per consuwetudine o uso intendiamo un comportamento da parte del popolo che deve avere tre caratteristiche: deve essere generale, ripetuto nel tempo ed inoltre le persone devono comportarsi in quel modo convinti di rispettare una norma vincolante ( se infatti non ci fosse tal ultima caratteristica si parlerebbe di prassi ). Le consuetudini sono molto importanti somprattutto in materia di contratti dove all'art. 1374 si stabilisce che sia il contratto stesso sia le sue conseguenze generano responsabilit nei confronti dei contraenti secondo la legge o in mancanza secondo gli usi o l'equit. E Dunque in questo caso si parler di uso normativo. Ma esistono anche altri tipi di consuetudini ad es. gli usi negoziali e interpretativi. L'equit invece un concetto molto particolare e si rif molto al concetto di equity sul quale fa perno il sistema giuridico di common law. Difatti per un ordinameno di matrice civilista sia impensabile che il giudice sia esso stesso fonte di diritto pertanto deve per forza rifarsi alle norme scritte. Vi sono per rarissimi casi in cui la legge consente al giudice di svestitre i panni dell'imparzialit per vestire quelli dell'essere umano mosso da emozioni e stati d'animo pertanto il potere del giudice di decidere secondo equit dato ad es. dall'art 2056 in materia di danni non quantificabili il giudice pu decidere l'ammontare del danno secondo equit. Altra differenza importante mentre nell'ordinamente di common law abbiamo detto il giudice stesso pu essere fonte di diritto pertanto pu enunciare una norma e tutti i futuri processi relativi a quella casistica debbano risolversi applicando quella norma nel sistema di civil law anche in ambito di stessi processi vi posso essere contrasti giurisprudenziali dovuti a sentenze contrastanti ed in tal senso che opera la corte di cassazione di cui abbiamo gi parlato che in tal caso svolge una funzione normofilattica. Altra fonte non legislativa ma di fondamentale importanza sicuramente l'autonomia privata ossia il potere dei consociati di autoregolare i propri interessi. L'autonomia privata un'altissima espressione di libert soprattutto in materia contrattuale dove si applica in modo particolare agi art.1322 dove viene data la possibilit ai consociati di applicare regole di autonomia privata anche laddove non sia prevista una particolare disciplina salvo per vi siano interessi meritevoli di tutela per l'ordinamento giuridico o all'art.1372 ( il contratto non produce effetto verso terzi ed ha valore di legge fra le parti ) Fondamentale oltre a tale caratteristica naturalmente che la norma presa ad oggetto debba essere derogabile ossia dispositiva e non cogente. Forme di autonomia in senso unilaterale sono ad esempio il testamento esiste poi una forma di autonomia privata collettiva in materia di lavoro e in particolare art 39 cost ovvero quando un datore di lavoro firma un contratto con un sindacato i propri dipendenti che partecipino a quel tipo di sindacato sono protetti da vincoli contrattuali. Le fonti extra ordinem sono quelle fonti che promuovono norme in base agli effetti che ne scaturiscono: il caso delle autorithies e in modo particolare di quelle relative al valore degli immobili regolati dalla CONSOB, a quele in materia di telecomunicazioni, privacy , ecc regolate tutte dall'autorit garante di quelle particolare disciplina.

CAPITOLO III- Concetti Fondamentali Il rapporto giuridico quel rapporto che si crea fa due o pi soggetti e che abbia ad oggetto un
interesse suscettibile di valutazione economia nonch meritevole di tutela per l'ordinamento giuridico. Sul concetto di meritevolezza i dubbi sono ancora molti in quanto l'ordinamento non stabilisce in pieno quali siano criteri necessari. Quando l'interesse oggetto di un rapporto egiuridico di tipo collettivo, non si parler pi di soggetto giuridico bens di parte. Al rapporto giuridico corrisponde una situazione giuridica soggettiva attiva ed una passiva. La parte attiva ad opera di coloro che hanno interesse di tutelare i propri interessi e i propri diritti dagli altri consociati che in tal caso occupano una posizione passiva. Alla situazione giuridica soggettiva attiva corrispondo:

diritto soggettivo, interesse legittimo,interesse diffuso e collettivo, onere, aspettativa e status. Alla situazione giuridica soggettiva passiva corrispondono invece: dovere obbligo e soggezione. Il diritto soggettivo sicuramente l'espressione pi alta che pu contenere un rapporto giuridico in tal senso esso si suddivide in ASSOLUTO,RELATIVO,POTESTATIVO.. nel diritto assoluto vi un'ulteriore suddivisione v sono infatti diritti della personalit e diritti reali che si divino in diritti di godimento e diritti di garanzia a loro volta i diritti reali di godimento possono suddividersi in diritti reali su cosa altrui e diritti personali di godimenti i quali per fanno parte dei diritti relativi assieme ai diritti di credito ed hai diritti potestativi. La differenza principale fra diritto assoluto e relativo consiste nel fatto che mentre nei primi per far si che venga rispettato l'interesse della parte attiva sia necessario un comportamento passivo di dovere di astensione nei diritti relativi invece bisogna esserci obbligo di collaborazione fra parte attiva e passiva. Una differenza inesistente che per per lungo tempo stata considerata riguarda il fatto che i diritti assoluti siano opponibili verso tutti ovvero erga omnes mentre i relativi solamente nei confronti di coloro che fanno parte del rapporto giuridico. Tale differenza per stata smentita dalla giurisprudenza e dalla dottrina. possibile che un diritto assoluto si trasformi in un diritto relativo di credito e ci avviene quando viene leso il diritto assoluto del soggetto. Altra differenza immediata consiste nell'esaminare il diritto reale di godimento e il diritto personale di godimento: nel primo si ha immediatezza del diritto in quanto il proprietario avente il diritto ha anche il possesso del bene nel secondo caso la situazione p diversa infatti colui che ha un diritto personale di godimento non ha immediatezza del diritto n possesso ma detenzione poich non ha piena autonomia nei confronti del bene, bensi ha bisogno della mediazione del proprietario. Il diritto potestativo invece lo si ha quando in corrispondenza ci si trova una situazione giuridica soggettiva passiva di Soggezione, ovvero quando non c' il timore da parte dell'avente diritto di non veder realizzato il proprio interesse. Poi vi la potest un esempio pu essere quello dei genitori che hanno potesta sui figli e quindi hanno il diritto-dovere di rappresentare l'interesse dei terzi di cui rappresentano il diritto. L'aspettativa un'altra situazione giuridica soggettiva attiva inerente a diritti futuri. Vi infatti il riconoscimento da parte dell'ordinamento di particolari casi in cui l'aspettativa di diritto venga tutelata e quindi qualora venga lesa l'interesse sia suscettibile di valutazione economica. Poi vi l'interesse legittimo che p quella particolare situazione giuridica soggettiva attiva che occupa un soggetto in relazione con una pubblica amministrazione. Si distingue in Interesse legittimo PRETENSIVO e interesse legittmo OPPOSITIVO: nel primo caso il potere che ha il privato di ampliare la sua sfera giuridico patrimoniale attraverso atti della pubblica amministrazione ( es. chiedere una concessione ), ne secondo invece il potere che ha il privato di mantenere la sua sfera giuridico patrimoniale ( evitare un esproprio ). Qualora infatti quest'ultima abusi del suo potere, l'interesse legittimo del soggetto leso pu essere anch'esso suscettibile di risarcimento del danno. Diverso il concetto di interesse collettivo laddove s'intende l'interesse organizzato di pi persone ( l'esempio delle class action americane entrate in vigore anche in italia dal 1 gennaio 2010 ) l'interesse diffuso invece si ha sempre in base ad un interesse collettivo ma non organizzato in una parte ( es. danno ambientale ) Lo status invece una posizione attribuita ad un soggetto e riconosciuta all'interno di una comunit da cui ne derivano diritti, doveri ed obblighi. Dottrina recente vede per lo status pi come un modo di essere che come una qualifica. Pertanto lo status si differenzia dalle qualit. L'onere invece un comportamento da rispettare e da avere da parte di un particolare soggetto che vuole realizzare il proprio interesse. Non obbligatorio qualora egli non lo voglia realizzare. Dovere e obbligo rappresentano, assieme a Soggezione, una situazione giuridica soggettiva passiva. Abbiamo gi parlato di dovere e obbligo in merito d diritto soggettivo assoluto e diritto soggettivo relativo, differenza importante che mentre il dovere un comportamento necessarrio per far rispettare l'interesse altrui, l'obbligo un comportamento attivo di una situazione giuridca soggettiva passiva. L'Obbligo non si confonde con l'obbligazione in qaunto il primo prende in considerazione situazioni personali es. nel diritto di famiglia; l'obbligazione invece si applica alle situazioni giuridico soggettive passive a contenuto patrimoniale. Vi sono poi alcuni fatti individuali che non vengono presi in considerazione dall'ordinamento giuridico come situazioni giuridiche soggettive: ad esempio il possesso e la detenzione. Il possesso descritto dall'ordinamento all'art 1140 come

potere che un soggetto ha su una cosa mediante la rappresentazione della propriet o di altro diritto reale. Abbiamo anche in questo caso gi visto la differenza tra possesso e detenzione in merito alla distinzione fra diritto reale di godimento e diritto personale di godimento. Una classificazione utile del possesso quella fra possesso titolato e possesso non titolato: il primo il possesso da parte di chi esercita un diritto reale di godimento sulla cosa. Il secondo invece un possesso senza diritto ( l'esempio del ladro ) Qualora il proprietario fosse derubato di un oggetto egli potr dimostrare di avere diritti e possesso di quella cosa attraverso il giudizio possessorio: basta infatti dimostrare di avere avuto il possesso del bene al momento del furto. anche per possibile che colui che ha un diritto reale di godimento su un bene non ne abbia il possesso il caso di quando il proprierario trasferisce i diritti reali sulla cosa ad un terzo mantenendo solo la nuda propriet. Inoltre vi sono casi in cui il possesso si perde se non si esercita un diritto per un tot di anni previsto dalla legge ( usucapione ). I fatti e gli atti giuridici sono di fondamentale importanza all'interno di un ordinamento giuridico: Per fatti giuridici si intendono tutti quei fatti naturalistici che vengono presi in considerazione dal nostro ordfinamento tramite le disposizioni normative ed essi si distinguono in meri fatti e in atti giuridici; a loro volta fondamentale distinzione quella fra i meri atti giuridici e gli atti negoziali: nei primi l'ordinamento prende in considerazine soltanto las volont del soggetto di compiere l'atto e non quella relativa agli effetti giuridici, nel secondo caso invece l'ordinamento prende in considerazione anche la volont di conseguire gli effetti giuridici di un determinato atto. Pertanto abbiamno visto l'importanza degli atti negoziali in materia di autonomia privata e quindi di contratti. Se x l'ordinamento per compiere un atto in senso stretto sufficiente la capacit di intendere e di volere, per compiere un atto negoziale fondamentale anche la capacit d'agire. Nel redigere un atto molto importante la forma che gli si d: l'ordinamento garantisce piena libert ai consociati nello scegliere la forma dell'atto per previsto x gli atti pi importanti una forma scritta. Inoltre gli atti possono essere recettizi e non recettizi: i primi sono quegli atti che prima di far valere gli effetti giuridici devono essere appressi dal soggetto \che lo stipula, gli atti non recettizi sono quegli atti i cui effetti giuridici si hanno gi dal momento della stipula. Ulteriore distinzione a fare per gli atti sono in base al numero esistono nfatti atti unilaterali, bilaterali e plurilaterali inoltre vi sono atti inter vivos ( i cui effetti giuridici sono validi durante la vita degli stipulanti dell'atto )o mortis causa ( che regolano le situazioni in materia di successione ) Gli atti inoltre possono essere a titolo gratuito quando non prevista una controprestazione e atti onerosi in tal caso un es. il contrattto di compravendita stabilito dall'art 1470 in cui la propriet o il trasferimento di diritti in cambio di un corrispettivo prezzo.L'autotela privata un caso raro dell'autoregolazione di conflitti concessi ai soggetti da parte dell'ordinamento giuridico: essa prevista nei casi pi importanti di legittima difesa e stato di necessit. All'art 2044 infatti si sancisce che non responsabile del danno chi lo abbia causato per legittima difesa di s o di altri oppure al'art.2055 in cui il risarcimento del danno , qualora venga causato da un terzo in caso di pericolo di danno grave alla persona e tale situazione non sia n ad esso imputabile n altrimenti evitabile, affidato all'equo aprezzamento del giudice, anche qui pertanto non si parl di responsabilit. In materia di societ x azioni invece importante l'art 2466 che sancisce che qualora un socio non abbia provveduto al versamento della sua quota di capitale, gli altri soci possono, dopp un un ulteriore proroga di 30 giorni, vendere in proporzione la sua quota agli altri soci. Esempi di autotela privata inoltre sono l'eccezione di inadempimento e la clausola compromissoria. Nel primo caso si applica qualora una delle due parti del contratto non abbia provveduto all'adempimento totale o parziale della sua obbligazione pertanto anche l'altra parte pu rifiutarsi di adempiere a sua volta; la clausola compromissoria invece prevede un accordo che in caso di controversia si rimette la questione ad un arbitro anziche ad un giudice ordinario. ( poi altri esempi sono vendita e compera x conto di chi spetta ).Il tempo ( assieme al luogo ) svolge una funzione fondamentle all'interno del diritto. L'istituto che regola i rapporti giuridi in merito al tempo quello della prescrizione. La prescrizione possiamo definirlo un istituto processuale in quanto assume importanza solamente in tal senso e trova luogo all'0interno del codice nel VI libro agli art. 2934-2963 in modo particolare l'art. 2934 descrive la prescrizione quale l'istituto in grado di estinguere un diritto qualora questo non venga esercitato nei termini previsti dalla legge , naturalmente non sono soggetti a prescrizione i diritti indisponibili e quelli

inderenti alla propriet salvo fatto x l'eccezione dell'usucapione. La prescrizione ordinaria prevista dalla legge in termini di 10 anni vi poi una form di prescrizione breve ad es nel caso di danno da fatto illecito l'art 2046 prevede una prescrizione quinquiennale da parte di colui il cui diritto viene leso oppure anche prescrizioni pi lunghe. L'art 2936 stabilisce che esso un istituto inderogabile pertanto sono nulle tutte le clausole fatte dai privati che tendano a modificare tali termini. Questa norma va un po in contrasto in base a quelle che sono le norme in materia di decadenza: vi infatti una sottile distinzione fra prescrizione e decadenza anche se il codice non da una definizione di quest'ultima pertanto si applicher la decadenza o la prescrizione a seconda di ci che troviamo all'interno delle norme. Esistono diversi tipi di decadenza e sono: giudiziale, legale e convenzionale: infatti proprio quest'ultima che entra in contrasto con l'inderogabiit sancita dall'art 2936 sulla prescrizione. Pertanto qualora la norma prevedesse l'istituto della decandenza in materia di una particolare disciplina i consociati possono applicare la decadenza convenzionale.

CAPITOLO IV - SOGGETTI DEL RAPPORTO GIURIDICO


Dopo aver esaminato il contenuto e i concetti fondamentali del rapporto giuridico bisogna fare riferimento a quelli che sono i soggetti del rapporto. L'art. 2 della Costituzione riconosce i diritti inviolabili dell'uomo inteso esso sia come persona fisica sia come formazione sociale ove si svolge la sua personalit. Pertanto questo vuol dire che l'ordinamento riconosce soggettivit e personalit giuridica tanto alla persona fisica quanto alla persona ficta ovvero i cosiddetti enti. L'equiparazione fra persona intesa come uomo e ente avvenuta solo di recente cpon il decreto legislativo n231 del 2003 in quanto prima alla persona giuridica non venivano riconosciuti particolari diritti ad es quelli di successione di beni. Bisogna pertanto analizzare il concetto prima di persona fisica poi di persona giuridica. L'art.1 cc stabilisce che la capacit giuridica si acquista con la nascita e l'art. 2 che i diritti in capo al concepito previsti dalla legge sono subordinati all'evento della nascita. Pertanto ci vuol dire che c' una differenza fra capacit e personalit giuridica. In quanto quest'ultima va intesa direttamente all'interno della stessa capacit giuridica e non altro che l'espressione effettiva dei diritti di cui il soggetto titolare . Inoltre altro problema riguarda la titolarit dei diritti nel caso del concepito e del defunto: abbiamo visto l'art. 2 che riconosce diritti al concepito ma questi verranno riconosciuti e saranno esercitabili ( tramite la potest genitoriale ) sono nel momento della nascita da intendersi come la separazione del bambino dal corpo materno. Se prendiamo in considerazione l'art. 462 in materia di successioni questo addirittura afferma diritti in capo al concepito o al non concepito salvo che questo nacqua entro e non oltre i 300 giorni dall'apertura della successione. Dunque viene riconosciuta titolarit sia al concepito che al defunto e in tal senso a esercitare tale diritto sono i parenti prossimi. Abbiamo visto dunque che la capacit giurdica si acquista con la nascita ma essa la si pu perdere in due modi: con la morte o con la dichiarazione di morte presunta ( ovvero quando siano passati almeno 10 anni dall'ultima notizia del soggetto ) e tale dichiarazione pu essere anticipata da una situazione di scomparsa o di assenza. Fondamentale abbiamo vistoi n ambito di differenza fra atti in senso stretto e atti negoziali risulta essere la capacit d'agire. La legge riconosce la capacit d'agire al soggetto al compimento della maggiore et che avviene al 18 anno di et ove possibile effettuare tutti quegli atti per cui la legge non prevede et diversa. Sia in materia dunque di capacit giuridica e quindi capacit d'agire possono sussistere dei casi di incapacit : nel primo caso si parla di incapacita assoluta e relativa e nel secondo di incapacit naturale o legale. L'incapacit naturale viene riconosciuta al soggetto incapace di intendere e di volere; quella legale si presenta nei casi in cui non vi siano i requisiti necessari richiesti dalla legge ed inoltre nei casi di interdizione legale e giudiziale nonch di inabilitazione. Se l'interdizione legale viene riconosciuta in ambito strettamente patrimoniale e non personale nei confronti di quei soggetti che hanno visto vicende personali condannate da norme penali nel secondo caso appunto quando c' infermit mentale. Nel caso dell'inabilitazione, meno grave dell'interdizione, il soggetto maggiore et che si trova in uno stale tale x cui non in grado di provvedere a tutti i compiti previsti dall'ordinamento per il soggetto pertanto si richiede un curatore a cui affidare la potest. Nell'ambito della persona fisica dunque l'uomo sicuramente sono

fondamentali i diritti della personalit ai quali l'ordinamento concerne rilevanza assoluta in ambito di tutela. Questo perch essi sono diritti assoluti prossimi al soggetto facenti parte della stessa sfera personale pertanto i pi vulnerabili e allo stesso tempo fragili. Vengono riconosciuti diritti della personalit di matrice legislativa e giurisprudenziale: i primi sono diritto all'integrita fisica, diritto al nome e allo pseudonimo, diritto all'immagine, diritto all'onore e alla reputazione, diritto all'identit personale e diritto morale d'autore. I secondi sono diritto alla riservatezza e alla privacy e il diritto all'oblio. Per quanto riguarda i diritti della personalit vi sono due teorie a riguardo: una atomista che bada alla singolarit del diritto e una monista che al contrario intende in maniera organica i diritti della personalit come massima espressione della personalit umana. La dottrina moderna si orienta dunque su quest'ultima teoria. Altro dibattito nel tempo si avuto riguardo la tutela del diritto di personalit: infatti esso dapprima veniva tutelato esclusivamente da norme penali...oggi dato l'avvento di internet, dei media locali e nazionali e il cambiamento culturale in atto vi sono innumerevoli casi di violazione dei diritti della personalit pertanto l'interesse leso viene tutelato economicamente. Volendo fare una carrelata dei diritti della personalit all'art. 5 troviamo il diritto all'integrit fisica: sono vietati quegli atti di disposizione del proprio corpo che rendano danni permanenti all'integrit fisica, nonch quelli che vadano contro la morale, l'ordine pubblico e il buon costume. Tale norma nasce possiamo dire a seguito di una vicenda particolare che si svilupp intorno agli anni trenta a napoli dove un giovane ragazzo decise di farsi asportare un testicolo per venderlo ad un ricco signore americano in cambio di un corrispettivo prezzo che se lo sarebbe fatto impiantare tramite la tecnica Voronoff. A seguito dell'intervento sia i medici che il signore furono accusati di lesione dell'integrit fisica del giovane. La cassazione per vista la volonta concorde del ragazzo.. nonch la sua integrit fisica in salute nonostante l'asportazione del testicolo sottolineo il fatto di come tale gesto avesse anche migliorato le capacit genetiche di un'altra persona pertanto respinsero le accuse. Tale sentenza suscit scalpore e cosi un autorevole figura in ambito di diritto il prof. Angelo Arangio Ruiz propose la formulazione diversa secondo la quale era possibile disporre di quelle parti del proprio corpo soggette a riproduzione. Il legislatore accolse tale proposta pertanto oggi possibile donare ad es il sangue o il midollo osseo ma vietata assolutamente la disposizione di organi e parti del corpo salvo quelle norme speciali che permettono il trapianto di rene e di fegato ma solo su atto di donazione. Infatti, seguendo quanto stabilisce la carta dei diritti fondamentali dell'UE all'art.3 vietato disporre del proprio corpo per fini di lucro. Altro diritto della personalit il diritto al nome e allo pseudonimo descritti dagli art. 6-9 Il nome diritto inviolabile riconosciuto dalla legge che permette al soggetto di distinguersi all'interno di una comunit pertanto qualora qualcuno veda il proprio nome utilizzato in maniera inappropriata o qualora si contesti tale diritto il soggetto il cui diritto stato leso pu agire in due modi: azione di reclamo e usurpazione del nome. Entrambi vengono tutelati con l'inibizione e con l'eventuale risarcimento morale del danno. Invece all'art.10 l'ordinamento prende in considerazione il diritto all'immagine intesa come ritratto pertanto qualora l'immagine di un soggetto, o del suo coniuge,genitori,figli venga utilizzata in modo inappropriato tale da rendere un danno alla reputazione e all'onore il soggetto pu richiedere che cessi l'azione oltre che l'eventuale risarcimento. In dottrina vi sono due casi abbastanza noti riguardo tale diritto, due casi simili i quali per hanno dato, nel giro di pochi anni, vita a sentenze diverse crreando cosi i famosi contrasti giurisprudenziali tipici dell'ordinamento di civil law: il primo riguarda la cantante Nilla Pizzi la quale vide stampato il suo volto su alcune cartoline destinate alla vendita; la sua richiesta di risarcimento del danno fu respinta in quanto era considerata personaggio pubblico e famoso pertanto la sua immagine era possiamo dire cosi di dominio pubblico. Pochi anni dopo, invece, caso analogo capit al giocatore sandro mazzola il quale vide il suo volto stampato su alcuni bambolotti destinati alla vendita. In tal caso venne accolta la richiesta di risarcimento del danno con giustificazione del fatto che cos il calciatore non avrebbe potuto concludere un contratto analogo con qualche altra azienda.Il diritto all'immagine non deve essere per confuso con l'immagine sociale che un concetto legato al ---> il diritto all'onore e alla reputazione inteso il primo come la considerazione che ogni soggetto ha di se stesso e il secondo come la considerazione che hanno gli altri di uno stesso soggetto. Due sono le azioni da cui il titolare del diritto deve essere tutelato:

l'ingiuria quando viene rivolta direttamente alla persona e la diffamazione. In tal senso vi sono state numerose polemiche in quanto ci poteva essere un contrasto con il diritto di cronaca. In tal senso stato trovato un punto d'incontro pertanto esso concesso salvo che: la vericidit della notizia, l'interesse generale e la continenza da parte dell'eventuale giornalista nel descrivere il fatto di cronaca. Il diritto all'identit personale l'interesse del soggetto a mantenere la vericidit da parte degli altri della descrizione della persona nell'ambito della comunit. Lo si pu considerare quasi un diritto a parte in quanto pu essere sia positivo sia negativo ma naturalmente solo in quest'ultimo caso che viene richiesto l'intervento dell'ordinamento. Anche in tale ambito vi sono due vicende rilevanti. La prima riguarda il politico marco pannella al quale venne imputata la militanza all'interno del partito nuova repubblica. In tal senso non vi era una lesione di onore e reputazine perch con tale notizia non c'erano i presuppoosti n x la diffamazione n x l'ingiuria pertanto venne difesso il diritto all'identit personale in quanto con tale falsa notizia veniva compromessa la figura politica del soggetto. Altro caso ancora pi eclatante fu quello dell'oncologo Umberto Veronesi il quale a seguito di un'intervista dichiar che alcune tipologie di sigarette erano meno dannose rispetto ad altre. Di tale dichiarazione ne approffit l'azienda produttrice di tali sigarette per affermare che le loro sigarette si potevano fumare in quanto a dirlo era il dott. Veronesi. In tal senso ci fu un'enorme violazione del diritto d'identit personale in quanto se pur effettivamente quelle frasi furono dette, lo specialista era ad ogni modo promotore ideale della campagna contro il fumo pertanto fu alterata la sua storia professionale. Legate al concetto di identit personale vi poi il concetto di diritto all'identit informatica e virtuale. I diritti di matrice giurisprudenziale sono invece relativi a riservatezza e privacy nonch oblio. Da intendersi per la prima come quel diritto che ha il soggetto di non far sapere gli atti inerenti alla sfera personale ( se non in caso di essenzialit dell'informazione ) e nel secondo il diritto di essere tutelato e rispettato il trattamento dei dati personali senza che essi siano soggetti a scopi diversi per cui vengono consentiti. In tal senso opera il codice della privacy pertanto il trattamento dei dati personali deve avvenire in modo tale da rispettare la libert e i diritti del soggetto ed in modo particolare la riservatezza, l'identit personale e il trattamento. Il diritto all'oblio strettamente legato a questi ultimi due diritti in quanto il diritto ad essere dimenticato ovvero si riferisce a quei fatti per cui magari un soggetto stato in passato giudicato pertanto rivengono pubblicati nel non interesse generale. Abbiamo fin'ora analizzato la figura della persona fisica. Ma per quanto ci dice l'art. 2 della Costituzione dunque diritti inviolabili sono riconosciuti alle formazioni sociale ove si svolge la personalit dei consociati. Concetto che affiancato all'art 18 secondo il quale vi liberta di associazione fra i consociati nel rispetto della norme previste dalla legge viene data piena libert ai privati di organizzarsi in enti e quant'altro. In tal senso si parler, riguardo alla persona ficta di capacit giuridica che si ottiene all'istituzione dell'ente pertanto esso potra essere titolare di diritti e di personalit giuridica. La personalit giuridica, ovvero la separazione del patrimonio personale dei soci da quello dell'ente si acquista attraverso il riconoscimento dell'ente che dapprima ais sensi dell'ex art 12 si acquisiva tramite riconoscimento con decreto del presidente della repubblica, ora a segutio del decreto P.R. N 361 del 200 viene dato tale potere alle regioni e alle province autonome salvo che tali enti riconosciuti operino in ambito regionale. Pertanto in caso di riconoscimento si parler di autonomia patrimoniale perfetta, altrimenti di autonomia patrimoniale imperfetta. Il riconoscimento deve avvenire entro i 120+60 giorni dalla domanda ( altrimenti si intende negato ) dell'ente e deve avere quei requisiti nencessari tali x essere riconosciuto inoltre deve presentare denominazione, data dell'atto cotitutivo, scopo, patrimonio, durata, persona giuridica , nome cognome e cod fiscale degli amministratori. Per quanto riguarda gli enti elencati dal libro V del codice invece il riconoscimento si ottiene mediamente l'iscrizione nel registro delle imprese. Stabilire il tipo di autonomia patrimoniale fondamentale in quanto in caso essa sia imprefetta a seconda del tipo di ente costituito vigono diverse discipline pertanto magari x le obbligazioni risponderanno personalmente e solidamente i soci con che hanno agito in nome e x conto dell'associazione ( art. 38 ) o della societ per le obbligazioni assunte prima del riconoscimento ufficiale art.2331. Per quanto riguarda invece dei danni extracontrattuali il discorso della personalit

giuridica quasi irrilevante in quasi in tal caso della responsabilit da danno extracontrattuale rispondono sia la societ che il socio che ha procurato il danno. Gli enti si differenziano in enti giuridici pubblici o privati e la loro disciplina raccolta all'interno del titolo 2 del primo libro del codice civile. L'ART.11 Descrivi gli enti pubblici quali lo stato le regioni le citt e tutti quegli enti che si formano tramite provvedimento mentre gli enti privati sono quelli il cui atto costitutivo un atto di autonomia privata. E fra questi vi sono sia le societ di capitali: societ x azioni, societ responsabilit limitata, societ in accmandita x azioni sia le societ di persone le quali per, nonostante la legge preveda il riconoscimento non godono di personalit giuridica pertanto avranno autonomia patrimoniale imperfetta e sono socie semplice, in nome collettivo e in accomandita semplice.Gli enti a scopo ideale sono le associazioni, le fondazioni e i comitati e se per quanto riguarda le prime e gli ultimi necessaria plurisoggettivit nel caso delle fondazioni vi puo essere anche un solo fondatore. Bisogna fare dunque una differenza fra associazioni riconosciute e associazioni non riconosciute: la legge prevede x quelle riconosciute la presenza di un patrimonio che pu essere costituito anche da una prestazione lavorativa mentre per quelle non riconosciute non prevede alcun tipo di requisito. In materia di autonomia patrimoniale rilevante l'art.38 per il quale qualora l'associazione non sia riconosciuta i soci che hanno agito in nome e per conto di essa agiscono solidalmente e personalmente delle obbligazioni. Essendo le associazioni riconosciute soggette a numerosi controlli oggi in italia la stragrande maggioranza di associazioni sono non riconosciute ( es, partiti politici, sindacati, ecc.. ) per quanto concerne la forma dell'atto in quelle riconosciute previsto l'atto pubblico da redigere dinanzi a pubblico ufficiale a cui verr affianco lo statuto ovvero dove verranno registrati volta x volte i vari momenti salienti di vita dell'associazione. Statuto e atto costitutivo devono comprendere data di costituzione, denominazione,scopo, patrimonio, durata, persona giuridica, nome cognome e cod fiscale degli amministratori. Non prevista invece alcun tipo di forma x le associazioni non riconosciute. Per quanto riguarda le deliberazioni dell'assemblea essa rispetta lo schema di quorum deliberativo e costitutivo ( maggioranza di voto e presenza di almeno la met degli associati ) inoltre sono previsti l'esclusione e la recessione dei soci qualora essi non rispettino le regole dello statuto o non vogliano pi condividere l'ideale. Inoltre gli amministratori che hanno deliberato una norma contraria allo statuto o allla legge sono responsabiliti e qualora un ammnistratore non sia presente egli non responsabili salvo fosse a conoscenza di tale riunione e avesse manifestato il suo negativo dissenso. In materia di liquidazione dell'associazione essa avviene quando lo scopo stato pervenuto o non pi attuabili oppure quando vengono a mancare tutti i soci.. pertanto qualora lo statuto non lo preveda l'ente governativo puo devolvere il fondo patrimoniale ad altre associazioni aventi scopi ideali simili. Per le associazioni non riconosciute invece sappiamo che x l'art. 38 cc rispondono delle obbligazioni solidalmente e personalmente coloro che hanno agito in nome e x conto dell'associazione. Oltre all'associazione altro ente con scopo ideale la fondazione che a differenza di associazione e comitato non richiede per forza la pluralita di fondatori. Difatti vi pu anche essere un solo fondatore ed inoltre ha necessariamente scopo esterno. Per ci che concerne l'atto costitutivo esso pu essere quindi anche unilaterale es. un testamento. La dottrina ha pertano riconosciuto due tipi di atti costitutivi: negozio di fondazione e atto di dotazione. Anche x la fondazione vigono norme severe riguardo al controllo da parte dell'ente governativo pertanto qualora l'organo di amministrazione previsto x la fondazione non rispetti lo statuto nonch le norme giuridiche pu essere sollevato e sostituito dall'incarico dallo stesso ente governativo. Elemento fondamentale della fondazione la messa a disposizione di un patrimonio in grado di promuovere lo scopo ideale per cui stata fondata. In caso di liquidazione l'ente governativo, visto lo statuto e qualora esso non lo preveda, pu decidere di devolvere il patrimonio ad altre fondazioni avente scopo simile. L'art.15 prevede che l'atto di fondazione pu essere ritirato prima del suo riconoscimento. Pertanto in dottrina si a lungo discusso sulla possibilit della fondazione di esistere e di operare anche sennza riconoscimento. Si cosi giunti alla conclusione di considerare i comitati come esempi di fondazione non riconosciuta. Proprio infatti i comitati rappresentano l'ultimo esempio di ente a scopo ideale. Essi sono caratterizzati dalla pluralit di persone e elemento fondamentale del comitato l'oblazione attraverso la quale vive, per cos dire, il fondo del comitato.

A differenza dell'associazione nel comitato, in caso di autonomia patrimoniale imperfetta, rispondono tutti i soci solidalmente e personalmente con quella dell'ente e non solo di coloro che hanno agito in nome e per conto. Enti a scopi solidaristico, cosi detti enti NO PROFIT sono ad esempio le ONLUS le quali portano come scopo ideale dell'ente un alto valore sociale e pertanto godono di numerosi piaceri fiscali. Oggi soprattutto in italia le ONLUS sono ampiamente diffuse. Ad esse si affiancano le imprese sociali le quali si occupano di produzione e scambio di beni e servizi di utilit sociale e generale pertanto anche queste godranno dei suddetti vantaggi fiscali. Basti pensare che quelle con patrimonio superiore appena ai 20.000 si vedr riconosciuta una sorta di autonomia patrimoniale perfetta. Agli enti con scopo ideale e solidaristico si affianco quelli con scopo di lucro, gi abbiamo visto che sono escritti dal libro V del cc. Tra questi dunque vi la societ descritta dal 2247 come l'accordo fra due o pi imprenditori i quali si impegnano a disporre dei propri beni per l'inizio dell'attivit economica con scopo di dividerne gli utili. Per capire tale definizione bisogna capire cosa intende l'ordinamento per attivit economica o commerciale. L'art 2195 descrive tale attivita quali: la produzione di beni e servizi; la mediazione nella circolazione dei beni; il trasporto via mare, terra, aria dei beni ; attivit bancarie e assicurative. Pertanto si pu a questo punto descrivere l'art 2449 ai sensi del quale: Le societ che intendono avviare un'attivit commerciale debbono formarsi secondo gli schemi previsti dalle societ di capitali e cio SPA SRL Societa in accomandita per azione...o societ di persone e cio societ in nome collettivo o societ in accomandita semplice. L'ordinamento riconosce maggiore importanza alla societ di capitali in quanto la maggior parte di esse sono societ ad azionariato diffuso pertanto che operano all'interno di un mercato finanziario quale la borsa e per tale motivo vi sar differenza in quest'ultima tra organo di amministrazione e organo di controllo ed la stessa legge che lo prevede. Poi vi sono gli enti con scopo mutualistico: essi sono le cooperative e i consorzi. Le prime sono societ a capitale variabile con scopo mutualistico con lo scopo di migliorare ( rispetto a quanto offre il mercato )le condizioni di guadagno e di lavoro dei soci. Mentre i secondi sono un organizzazione comune di pi imprenditori per lo svolgimento delle fasi delle imprese. A tutti questi enti poi vi sono particolare imprese a cui l'ordinamento riconosce minore rilevanza: vi sono le ditte individuali, ditte familiari, ditte coniugali.Dove nel primo caso il proprietario risponde illimitatamente delle obbligazioni della sua impresa. Pertanto la ditta non pu essere considerata soggetto di diritto autonomo bens si rif alla situazione giuridica soggettiva del proprietario. In materia di soggettivit particolare riferimento pu farsi al trust. Infatti di norma il trust non presente fra gli istituti tipici di soggettivit ma allo stesso tempo tempo a seguito della Convenzione de l'AJA del 1 luglio 1985 ratificata con legge 364 nel 1989 e entrata in vigore nel 1992 e in modo particolare a seguito della modifica dell'art .2645ter che vede la possibilit di iscrizione dei contratti preliminari relativi a beni mobili registrati e immobili.. possibile trascrivere nelle conservatorie anche atti istitutivi di trust. Inoltre a seguito della finanziaria 2007 dove il trust stato inserito nella lista IRES dei soggetti passivi ( in termini di tassazione ) si differenzia in trust opaco e trasparente. Quest'ultimo dato quando il beneficiario riconosciuto pertanto il reddito viene imputato a quest'ultimo. IL TRUST OPACO SI HA INVECE Quando non viene svelata l'identit del beneficiario pertanto imputabili al trustee ( o fiduciario ). TRUST: Rapporto giuridico del settlor che mette a disposizione dei beni sotto il controllo di un fiduciario ( trustee ) nell'interesse di un beneficiario. Non peregrina l'idea di considerare soggettivit giuridica al Trust. Residenza = luogo dove si trova la dimora. Dimora= Luogo dove abitualmente soggiorna il soggetto. Domicilio= Sede principale degli interessi del soggetto ( es. x l'imprenditore sar la sede legale ).