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IL VIAGGIO ITALIANO: DANTE E LEOPARDI VIAGGIATORI A CONFRONTO La sorpresa di poter accostare poeti cos lontani, per contesto storico

e per ideologia;come Dante e Leopardi al tema del viaggio stata davvero grande! sorprendente come entrambi utilizzino, seppur con diverse concezioni, la metafora del viaggio come cammino della vita. Leopardi usa il viaggio per vincere la noia insostenibile dellesistenza, per capire i segreti della della natura; Dante lo utilizza come mezzo di ricerca e contemplazione della verit per rivelarla a tutti gli uomini; esso ha dunque una funzione didascalica, pedagogica e un intento morale. Per analizzare i due autori e meglio capire il significato del viaggio credo sia opportuno prendere in considerazione, alcune delle figure pi significative a riguardo: l Islandese ,il Vecchierello, Ulisse e Dante stesso. L Islandese tratto da una delle Operette Morali leopardiane (Dialogo della natura e dellIslandese). Le Operette Morali, composte intorno al 1824, sono prose di argomento filosofico, Leopardi vi espone il sistemafilosofico da lui elaborato, attraverso una serie di invenzioni fantastiche, miti, allegorie, paradossi Molte delle operette sono dialoghi, i cui interlocutori sono personaggi storici, esseri fantastici. In alcune operette linterlocutore principale proiezione dellautore stesso; altre invece hanno forma narrativa. Questa invenzione per non ha nulla di bonario, di distesamente umoristico. I temi sono quelli del pessimismo:infelicit dell uomo, noia, dolore. Nonostante questo per non si ha unimpressione di cupezza, di tetraggine ossessiva:ci grazie allo sguardo fermo e lucido,allassoluto dominio intellettuale e al discorso ironico con cui Leopardi contempla il vero. Il Vecchierello tratto da uno dei canti pisano-recanatesi ( Canto notturno di un pastore errante dellAsia ). Composti intorno al 28, sono conosciuti anche come grandi idillipoich dopo una un lungo periodo di silenzio poetico, Leopardi riprende i temi giovanili (illusioni, speranze) tipici dei piccoli idilli. Nei canti pisano-recanatesi tuttavia vi un passo avanti rispetto alle composizioni giovanili: nel mezzo si collocano esperienze decisive (la fine delle illusioni,lacquisita consapevolezza del vero). Perci, se il moto della memoria recupera dal passato la stagione delle illusioni e della speranza a questo riaffiorare si accompagna la consapevolezza del vero. Per questo i grandi idilli sono s percorsi da immagini liete, ma queste immagini sono come rarefatte, assottigliate. La caratteristica che individua i grandi idilli quindi un miracoloso equilibrio che si instaura tra due spinte che dovrebbero essere contrastanti: il caro immaginare il vero. In queste composizioni non compaiono pi gli slanci, i fremiti, gli impeti. Leopardi ha assorbito nella poesia lesperienze delle Operette. Coerente il linguaggio pi misurato; il poeta usa una strofa di endecasillabi e settenari che si succedono liberamente. Questa libert metrica asseconda perfettamente la vaghezza e indefinitezza delle immagini. Ulisse, protagonista del XXVI canto dellInferno l eroe greco per antonomasia,relegato da Dante allinferno perch ha sfidato le leggi e i limiti divini cimentandosi in unimpresa senza alcuna possibilit di successo. Dante, infine, di fondamentale importanza per approfondire il tema del viaggio che assume un significato polivalente: il viaggio che costretto a fare nella sua vita: l esilio e il viaggio simbolico, immaginario di purificazione poich lui, in prima persona, il protagonista della Commedia. Dante inizia il suo viaggio nell Aldil in tempo di Giubileo: nella primavera 1300. il viaggio dal peccato alla beatitudine ma anche il viaggio del personaggio Dante Alighieri, fiorentino geniale ma politicamente sfortunato, che subir dal 1302 l infamante costrizione dellesilio. Perci accanto alle invettive contro la Chiesa corrotta, ai numerosi riferimenti alla storia contemporanea, Dante ne aggiunge alcuni sulla propria storia personale, immeritatamente difficile e travagliata. NellInferno,la prima e pi dura tappa del viaggio, Dante comincia a collezionare alcune tessere di un vasto mosaico profetico sul suo infelice futuro, lontano da Firenze. Si tratta comunque di profezie post eventum. I dannati (il goloso Ciacco, leretico Farinata degli Uberti ) spesso usano la loro facolt profetica per annunciare al pellegrino la condanna e soprattutto l esilio. Toccher al trisavolo Cacciaguida, chiarire in modo definitivo la direzione che prenderanno gli eventi futuri e la missione profetica di Dante. Infatti se vero che Dante incontra nel suo cammino tanti profeti anche vero che sente di dover ricoprire lui stesso un ruolo molto simile a quello di un profeta che vuole indirizzare i suoi

lettori sulla via del bene. Con la visita allinferno, dunque, si apre la strada: la vista dei peccati e delle loro atroci conseguenze: il primo, indispensabile passo verso la salvezza! Il viaggiatore Dante Nonostante il suo scopo sia ben diverso da quello dei semplici protagonisti prima analizzati;il suo infatti molto pi alto: egli va alla ricerca e alla contemplazione della verit per rivelarla a tutti gli uomini. Il percorso del viaggio si svolge tutto nellaldil: Dante con Virgilio entra nell' inferno, varca la fatale porta, attraversa l'antinferno, dove stanno gli ignavi. Passa il fiume d'Acheronte e arriva al Limbo. Il Limbo il primo cerchio dell'inferno; nel secondo ci sono i lussuriosi. Vengono via via gli altri gironi fino al nono... L'inferno una voragine scavata sotto Gerusalemme che si fa sempre pi stretta assumendo la forma di un cono capovolto. Al vertice del cono c' una distesa plumbea di ghiaccio, dove sono relegati i traditori e in mezzo a loro Lucifero che trad Dio. --Il viaggio nell'inferno termina!-Dante e Virgilio passano attraverso un cunicolo molto stretto e tornano a "riveder le stelle". Ora sono sulla spiaggia di un'isola perduta nell'oceano... Quando s'alza il sole, appare una montagna che sale su verso il cielo: il mondo del purgatorio , regno del pentimento e della speranza. Il nuovo percorso del viaggio dantesco dunque un percorso di lenta e travagliata risalita. Dante scaler le nove cornici che cingono la montagna del purgatorio: dove si dispongono le anime. In vetta al monte fa spettacolo la foresta leggiadra del paradiso terrestre. Qui Dante incontra Beatrice, che d'ora innanzi gli far da guida per ascendere al Paradiso. Dante gli d figura di nove sfere concentriche , nelle quali sono incastonati i pianeti. La luce si fa tanto pi intensa, quanto pi ci si avvicina a Dio. Dante incontra anime che si dispongono in una scala gerarchica, anche se in realt le anime dei beati infatti dimorano al di l dei nove cieli, nell'Empireo. Le condizioni di questo viaggio sono ben diverse da quelle gi analizzate: Dante non mai solo e quando in pericolo chiede subito aiuto. Anche l esito diverso dagli altri analizzati; il suo esito positivo: la contemplazione della verit per Dante una motivazione per vivere una vita rinnovata, illuminata dalla fede. LATINO: SATYRICON Nulla sappiamo di certo a proposito di Petronio: conosciuto come Petronio Arbitro, in quanto Tacito , nel sedicesimo libro degli Annales, facendone un ritratto assai credibile lo definisce elegantiae arbiter. Non esistono elementi oggettivi per stabilire let in cui visse n con tutta sicurezza si pu identificare il Petronio di cui parla Tacito con lautore del Satyricon, opera che alcuni critici vorrebbero addirittura collocare nel II o III sec. d. C. , sulla base di alcune analisi linguistiche. Tacito parla di Petronio in termini molto chiari: di giorno riposava, di notte si dedicava alle occupazioni e ai piaceri; si vantava della propria indolenza, ma tutto il suo comportamento era considerato raffinato. La sua trascuratezza ostentata e distaccata gli procur non poche simpatie; eppure seppe governare la Bitinia con grande dignit, prima come proconsole e poi come console; quando lasci le cariche, fu accolto tra i pochi intimi di Nerone, che lo consider arbitro del buon gusto, e si attenne esclusivamente al suo giudizio. Tutto ci suscit linvidia del potente Tigellino: tanto che fu accusato di essere compartecipe della congiura di Pisone. Non riuscendo a tollerare l ansia per il giudizio del Principe , Petronio scelse la morte:. Intanto discuteva con gli amici di frivolezze, senza sfiorare argomenti profondi. Nel suo testamento compil un elenco delle depravazioni di Nerone. Dal ritratto di Tacito appare il profilo di un uomo facoltoso, raffinato, colto, di eleganza impeccabile pur nellapparente negligenza: la sua morte quella di un epicureo; mai uno stoico avrebbe scelto di morire cos! quasi impossibile giungere ad una sicura identificazione del Petronio di cui parla Tacito con quello che la tradizione vorrebbe autore del Satyricon. Tuttavia sono molti i tratti della descrizione tacitiana che coincidono con lo spirito di questo lungo romanzo. Lopera appare come una contraffazione , una parodia del romanzo greco. Esso era un genere letterario in prosa di argomento vario di cui il romanzo amoroso costituisce il tipo pi diffuso nel mondo ellenistico caratterizzato da alcune peculiarit: centralit del tema amoroso, fedelt amorosa, lieto fine, seriet dei personaggi, carattere prosastico, tono elevato e letterario. Petronio sostituisce alla coppia del romanzo greco una coppia omosessuale, formata da Encolpio, un giovinetto che racconta i fatti in prima persona, e Gitone, suo amante; i due sono accompagnati, durante un viaggio in cerca di avventure

da Ascilto, personaggio rozzo, avido, e poi Eumolpo, poeta amorale ma spiritoso, chiacchierone e truffaldino. La vicenda ambientata dapprima a Marsiglia, poi in una Graeca urbs e infine a Crotone. Rispetto al romanzo greco , non mancano gli elementi di novit, scelti per conferire un carattere parodico a tutta l opera. L elemento parodia va ricercato sia nella mancanza di moralit dei personaggi sia nellassenza della castit nelle vicende narrate: i personaggi infatti sembrano spesso ridere di se stessi e appaiono tutti protesi verso il soddisfacimento del piacere: le vicende ,nella maggior parte dei casi, presentano una forte connotazione erotica che serve a porre in rilievo il carattere corrotto e privo di scrupoli del mondo rappresentato. Il racconto ha inizio nella scuola di un retore, Agamennone: qui Encolpio, che in viaggio con Gitone ed Ascilto, discute sulla decadenza dellarte del dire. Appena pi tardi, Encolpio e Ascilto sono al mercato , dove riescono a sbarazzarsi di un mantello rubato. Rientrati in albergo i tre ricevono linvito per una cerimonia in cui bisogna placare lira del dio Priapo; ma dalla cerimonia i tre riescono a svignarsela grazie al servo di Agamennone, che annunzia linvito a cena da Trimalchione ,un liberto arricchito. Costui riuscito ad accumulare una vera fortuna, ha una casa piena d oro e d argento , vive cercando ogni giorno di sperimentare qualcosa di nuovo per vincere la noia.. Ma in nessun modo egli riesce a camuffare la rozzezza delle proprie origini. La cena procede tra il susseguirsi di alcune portate e il vino abbondante, che fa cadere il padrone di casa nellebbrezza: i discorsi vertono ora sulla morte e Trimalchione, legge il suo testamento e si fa compiangere dai suoi invitati. Segue una gran confusione, approfittando della quale il terzetto se la d a gambe. Nella parte successiva Encolpio rimane solo e in una pinacoteca incontra Eumolpo, il poeta chiacchierone e squattrinato. Dinanzi a un dipinto che raffigura la caduta di Troia , Eumolpo compone un commento conosciuto con il nome di la caduta di Troia. Poco dopo ricompaiono Gitone e Ascilto. La narrazione procede attraverso altre avventure fin quando il gruppo si imbarca sulla nave di Lica e di Trifena, due coniugi dissoluti In seguito ad una tempesta la nave viene spinta sulle coste di Crotone, dove la comitiva va incontro a nuove avventure. Lultima parte dellopera, per quanto noi possediamo, comprende poco meno di 300 esametri, recitati da Eumpolo , i quali trattano della guerra civile tra Cesare e Pompeo. Dellintera opera di Petronio noi possediamo ben poco, i libri XV e XVI ,non interi, e non si sa con certezza se il XVI libro fosse veramente lultimo. FILOSOFIA: IL SOGNO Sigmund Freud il medico,lo scienziato, il filosofo pi importante del 1900. Di formazione positivista egli si propose di studiare la mente e la psiche. Fu il materiale ( poco reale e certo) che lo fece allontanare dai positivisti per aderire allAntipositivismo, che gli consent, avvalendosi di materiale immateriale, di arrivare a certezze altrettanto scientifiche e reali. Freud nasce in un paesino vicino Vienna,nella seconda met dell 800, da una famiglia borghese, di estrazione ebraica. Egli si laureer in medicina e dedicher lintera vita alla cura dei suoi pazienti; interessandosi soprattutto alle malattie della mente,un campo di cui si conosceva poco e per tale motivo da scoprire: per ricavare soluzioni diverse da quelle offerte dalla medicina ufficiale. Egli vivr quasi interamente a Vienna; solo nel 30 ( a causa dellavvento del nazismo e delle persecuzioni) costretto, per la sue etnia e per le sue teorie scandalose, a trasferirsi in Inghilterra, dove poi nel 39 morir. Egli scriver una notevole mole di pagine dove commenta o semplicemente descrive la sua teoria. Parla di malattie mentali ossia di disturbi comportamentali, notevoli, che non si riescono a spiegare con inefficienze fisiche;alcuni suoi pazienti per esempio erano affetti da paralisi agli arti inferiori nonostante alcuna anomalia fisica, problemi quindi non risolvibili con l ausilio della tradizionale medicina o chirurgia. Freud dunque consapevole della necessit di inventare una cura che agisca sul campo neurologico. per tale motivo che, agli esordi della sua carriera, si trasferisce a Parigi, per seguire un corso sull ipnosi; tecnica, che tentava di risolvere i disturbi solo parzialmente, e per questo abbandonata dallo stesso Freud; per sperimentarne altre pi durature e sicure. In primo luogo cerca di capire i meccanismi che provocano certi disturbi mentali e si convince del fatto che la psiche ( = pensiero) prodotta dal cervello, si comporta stranamente producendo del pensiero autonomo dal cervello. Dunque Freud si propone di studiare questo pensiero distinto dalla materia cerebrale che lo produce. Egli si rende conto che la psiche come una spugna che assorbe le esperienze vitali dellindividuo. Freud si rende poi conto del fatto che la memoria limitata: ricorda fino a un determinato punto; come se le esperienze pi remote si cancellassero; in realt queste esperienze da noi dimenticate sono state solo rimosse e spostate in una sorta di magazzino, chiamato subconscio , al di sopra del quale troviamo la coscienza. Con questa suddivisione dello spazio psichico Freud crede sia possibile spiegare quelle psicopatologie della vita quotidiana come le fobie; Freud infatti

convinto che queste anomalie sono causate da un qualcosa accaduto nella prima et evolutiva a livello emotivo e sentimentale. Un esempio dato dalle paure dei bambini che cercando in tutti i modi di dimenticarle, le depositano in realt nel subconscio generando la futura fobia. Bisogna allora agire nellinconscio! Fin da quando si era dedicato alla cura dei casi di isteria Freud aveva maturato la convinzione che il trattamento terapeutico del disagio psichico richiedesse il coinvolgimento del soggetto in un processo di analisi e di ricerca sulla storia personale che doveva condurre a un posizionamento dellassetto psichico interno. Solo il ritorno al trauma psichico, che aveva costituito il nucleo centrale del malessere, la sua verbalizzazione e la chiarificazione delle sue ragioni potevano consentire al paziente di liberarsi del conflitto. Il percorso di analisi doveva per affrontare un ostacolo: spesso le cause del disagio sono inconsce e quindi come si pu fare unindagine su ci di cui non si ha consapevolezza e controllo? Come si pu coinvolgere un soggetto in unanalisi della cui meta egli non consapevole? Una parola, solo cinque lettere risolvevano il problema: il sogno, compito dellanalista viaggiare tra i sogni e le loro interpretazioni! Perch i sogni sono un viaggio, o meglio portano ad un viaggio: in realt sono una via, come una finestra che ci porta alla conoscenza dell'inconscio. E Freud il viandante che ripercorre a ritroso un processo di traslazione di una realt nascosta in un sogno visibile al fine di arrivare ad una meta: cogliere i messaggi segreti dell'Es. Solo adesso il viaggio di Freud ha un senso: un viaggio fatto da seduto, senza muovere un niente, un viaggio che per ha una grande importanza, un viaggio che fa bene a qualcuno! Il sogno essenzialmente l appagamento, in forme mascherate, di desideri rimossi. Proprio per questo ha un rapporto profondo con i desideri repressi, prevalentemente di natura sessuale, con il materiale rimosso immagazzinato nell inconscio e con gli eventi dimenticati che appartengono alla storia infantile di ciascuno di noi. Questo insieme di elementi allorigine del contenuto latente del sogno, cio di quel significato profondo che l analista deve scoprire. Il contenuto manifesto del sogno, la storia che l individuo ricorda quando si sveglia utilizza materiali tratti dal passato prossimo e dal presente come atti, parole, contesti... Lespressione dei contenuti latenti ha quindi lobiettivo di consentire la realizzazione di un desiderio o lespressione di paure, angosce, timori. Nel sogno non esiste controllo razionale del materiale emozionale. possibile quindi, viaggiando dentro il sogno, arrivare al profondo dellinconscio. STORIA: QUANDO IL VIAGGIO DIVENTA UNESIGENZA Purtroppo esistono anche questi casi in cui partire, viaggiare diventa una necessit inevitabile. Succede oggi: quando migliaia e migliaia di clandestini partono dai loro paesi natii in cerca di un futuro migliore, per risollevare le finanze della propria famiglia; succedeva allora, allindomani dell Unit dItalia, quando famiglie intere (Siciliane, Calabresi, Campane...) partivano verso paesi lontanissimi per riscattarsi da quella situazione un po scomoda in cui erano costretti a vivere nelle loro amate campagne. Se lunit dItalia da un lato aveva portato buoni propositi per introdurre il paese nei mercati europei; dallaltro aveva contribuito ad accrescere il divario tra Nord e Sud, che presente anche prima dellunit continuava a farsi sentire. Era un divario economico-sociale, perch al Sud sia lagricoltura sia lindustria pativano un ritardo storico. Era poi un divario politico, perch il Regno delle due Sicilie era stato governato ancora peggio degli Stati centro-settentrionali, in maniera pi arbitraria e corrotta. Era infine un divario culturale: il Sud aveva ancora percentuali di analfabetismo altissime e un sistema scolastico e universitario lacunoso. Negli ultimi decenni del secolo, alle difficolt strutturali del Sud si aggiunsero le conseguenze della crisi economica mondiale. Se la politica protezionistica adottata dal governo italiano favor l industrializzazione del Nord, per leconomia delle regioni meridionali il decennio di progressivo innalzamento delle barriere doganali fu disastroso. Per la seconda volta in ventanni l ex Regno delle due Sicilie subiva pesantemente una congiuntura sfavorevole. Le basse tariffe degli anni Settanta avevano messo in ginocchio una struttura industriale ancora agli albori e incapace di competere,ma avevano favorito il latifondo. Le alte tariffe degli anni Ottanta e la crisi agricola generale evidenziarono la scarsa competitivit internazionale anche delleconomia latifondista e infersero il colpo finale al dissestato tessuto produttivo meridionale. Per tutto il primo quindicennio unitario, dominato dalla destra, il Sud era stato escluso dal potere politico, giudicato infido dalla classe dirigente settentrionale sia per il suo retaggio borbonico sia per gli entusiasmi garibaldini mostrati. Con lavvento della Sinistra le cose sarebbero dovute cambiare, poich il governo aveva nei deputati meridionali il punto dappoggio pi importante. Eppure il Sud veniva rappresentato da una classe dirigente che, invece di esprimere una linea politica favorevole al suo sviluppo, utilizzava il potere per ricavarne vantaggi personali e per avere lappoggio del governo contro le rivolte dei contadini oppressi, mantenendo quindi immutate le strutture del sottosviluppo. Si arriva cos a parlare di una Questione Meridionale, tendente a sottolineare i divari tra Nord e Sud e analizzare le ipotetiche soluzioni. Di questo fenomeno se ne occupano studiosi oggi, se occuparono studiosi

allora, studiosi dai pi diversi orientamenti politici come: Salvemini e Colajanni (socialisti e radicali) Mosca, Turiello e Fortunato ( Moderati e conservatori). Nel contesto nazionale il Mezzogiorno viene dunque rappresentato come altro dal resto dellItalia: se il Nord europeo, il Sud greco e mediterraneo, se il Nord sabaudo il Sud borbonico, se il Nord urbanizzato e industriale il Sud contadino... Si sarebbe cos affermata l immagine del Sud inferno terrestre o paradiso abitato da diavoli. Un marchio di natura antropologica! Benedetto Croce,in una conferenza alla Societ napoletana di Storia patria, del giugno 1923, nel cercarne le motivazioni indicava l anarchia feudale del regno di Napoli , le carenze della vita civile e politica come connotazioni negative rispetto allItalia centrale e settentrionale. Pi che da unidea nata da unanalisi, si tratta di una rappresentazione e non per caso si parla oggi di decostruire la questione meridionale di svelarne cio la sua natura di struttura ideologica tendente a rappresentare il Sud come un coacervo di negativit. Il Mezzogiorno stato,di volta in volta, arretrato strutturalmente, semifeudale e privo di una borghesia moderna e di uno spirito dimpresa, moralmente familista, individualista, clientelare, mafioso e criminale. Da tutto questo si origina questa profonda spaccatura tra il Nord e Sud che allora si tentava di risolvere facendo trovare al Meridione la via del riscatto con le sue sole forze oppure convincendosi che la politica nazionale dovesse esautorare le vecchie classi dirigenti agrarie o, almeno, porre un argine al dilagare del clientelismo e della corruzione. Il Sud in realt in questa condizione di arretratezza economica e sociale, per molti decenni tutto ci che riusc ad esportare furono braccia per il lavoro, donne e uomini per i quali si apriva la prospettiva della emigrazione. A partire dagli anni Ottanta dellOttocento e nellarco di quasi un secolo, circa trenta milioni di italiani abbandonarono il paese, trasferendosi in America prima, nei paesi pi ricchi dEuropa poi. L'emigrazione siciliana, nella quasi totalit, si rivolgeva agli Stati Uniti, dove com' noto, i nuclei di siciliani hanno dato alla nuova patria anche personalit eminenti. Zone come la Corsica, che nella prima met dellOttocento erano interessate dal fenomeno immigratorio dallItalia centrale, si trasformarono nella seconda met del secolo in aree di partenza per migrazioni di lavoro, dirette prima verso la Francia sud orientale, poi, verso il bacino di Parigi. Chi si spostava?Coloro che si spostavano erano muratori, tagliapietre, artigiani, gelatai. I lavoratori del Nord Italia preferivano come meta la Francia, la Germania , la Svizzera e lAustria-Ungheria. Coloro che preferivano la Germania erano diretti verso loccupazione nelledilizia e nelle industrie delle pietre, a seguire verso lindustria carbosiderurgica e tessile. Sui cantieri di lavoro itineranti prevalevano immigrati dalla Pianura Padana, ex braccianti non qualificati per i lavori industriali, mentre erano qualificati i muratori e gli scalpellini provenienti dalle regioni montane.Fino agli anni 1870-1880 i migranti provenivano dalle aree settentrionali e centrali, mentre alla fine del secolo presero il sopravvento le aree del Sud Italia, i cui migranti erano diretti in massima parte verso lAmerica e meno verso i paesi europei. Le medie nazionali celano la specializzazione dei flussi migratori per paesi di destinazione: lItalia settentrionale prefer lemigrazione europea, mentre a Sud sal la quota dellemigrazione transoceanica. LItalia centrale rimase indifferente ai due mercati del lavoro, mentre il Mezzogiorno, soprattutto nel periodo 1876-1915, partecip con il 90% all emigrazione oltre oceano. Sulle scelte regionali incisero in maniera determinante la posizione geografica, il costo dei mezzi di trasporto e il calcolo dei costi e ricavi che faceva lemigrante, pensando a quanti soldi avrebbe potuto racimolare e portare via.Non fu solo una valutazione di tipo contabile a selezionare gli spostamenti; incisero su di esso le professionalit richieste dal mercato del lavoro e pure le sollecitazioni che pervenivano dai compaesani gi emigrati che spesso richiamavano parenti e amici, offrendo loro anche il biglietto di viaggio. Possiamo affermare che lemigrazione che si diresse verso lAmerica presenta un aspetto differente da quella rivolta verso altri paesi come Francia o Germania, Pertanto, si pu distinguere lemigrazione in temporanea e permanente. Lemigrazione temporanea fu alimentata da contadini e operai dellItalia centrale e settentrionale, i quali si diressero in Francia, Svizzera, Germania, con lintenzione di tornare al paese natale dopo aver messo da parte il denaro necessario per acquistare una casa e un pezzo di terra; la seconda fu costituita prevalentemente da contadini e operai del Mezzogiorno e delle Isole, che si avventurarono oltre oceano,assegnandosi cos a non vedere mai pi il paese natio; tanto da farsi raggiungere dai parenti rimasti in Italia oppure spezzare i legami con la famiglia d origine e crearne unaltra sul posto. Gran parte degli emigranti erano meridionali, lavoratori agricoli che partivano verso lAmerica con lintento di fermarsi nelle grandi citt e trovare lavoro. Essi si concentrarono in due grandi quartieri compresi tra Mott Street, Mulberry Street, Elisabeth Street; in questi quartieri molti si occupavano di piccole operazioni finanziarie e della trasmissione di denaro in Italia. Nacque la little Italy, un quartiere modellato sulle abitudini e caratteristiche degli abitanti dellItalia meridionale. Molti emigranti trovarono occupazione nelle grandi

fabbriche di cioccolato e dolci, nelle calzolerie e nelle fabbriche di scatole di latta, mentre altri esercitavano mestieri ambulanti. I nostri emigranti non disdegnarono neppure il Canada e lAlaska, attratti dalla costruzione della grande ferrovia transcontinentale della Canadian Pacific e del Grand Trunk Pacific System Ry. Lemigrazione verso il Sud America interess principalmente il Brasile, lArgentina, lUruguay, il Per e il Cile e aument di anno in anno. La maggioranza dei nostri emigranti in Brasile fu occupata nelle fazendas per la coltivazione del caff, nelle quali erano vittime di sfruttamenti e costretti al lavoro servile. Infatti alla fuga dei neri dalle piantagioni verso la citt, ottenuta con la libert, i latifondisti brasiliani pensarono che lunica soluzione per sopperire alla mancanza di manodopera era favorire limmigrazione di intere famiglie europee. Gli europei furono sottoposti alle usanze antiche ed egoistiche dei fazendeiros che vivevano ancora i rapporti sociali allinsegna dellobbedienza e della sottomissione dei pi deboli, neri o immigrati che fossero. Era una situazione intollerante a tal punto che il nostro governo fu costretto a vietare, con lordinanza del 1 dicembre 1905, il rilascio dei passaporti per il Brasile a coloro che non erano in grado di pagarsi il viaggio con il proprio denaro o che non erano forniti di biglietto di chiamata inviato da parenti o amici. Fuggiti dalla miseria,gli emigranti andavano incontro a un destino che spesso riservava umiliazioni e sfruttamento, ma che offriva anche la possibilit di inserirsi in societ che, a differenza di quella lasciata, non li condannava a un immobilismo senza prospettiva. L'influenza del movimento emigratorio in Sicilia stata indubbiamente rilevante. Parecchi Comuni ebbero una diminuzione di popolazione; in qualche luogo si present la scarsit di mano d'opera agricola, provocando il rialzo delle merci, e si ebbero anche momentanei diminuzioni delle colture in quanto la partenza di molti uomini giovani impoveriva ulteriormente le regioni gi colpite dalla miseria, privandole degli elementi pi dinamici e di quelli relativamente pi istruiti. D'altra parte si ebbero i vantaggi delle "rimesse" degli emigranti (che inviavano alle loro famiglie un apporto economico essenziale per le comunit dorigine e per lItalia contribuendo a riequilibrare una bilancia commerciale deficitaria) e dal ritorno dei cosi detti "americani", i quali divennero proprietari terrieri, introducendo un miglioramento se pur lieve nel tenore di vita delle classi rurali. ARTE: GAUGUIN Paul Gauguin nacque a Parigi il 7 giugno 1848, figlio di un giornalista , allindomani del fallito colpo di stato contro la monarchia, il padre decise di lasciare la Francia. Si imbarc cos con la famiglia alla volta del Per . Paul vi rest fino allet di sette anni, ma il ricordo dellinfanzia trascorsa in questo paese sarebbe rimasta in lui per tutta la vita diventando fonte dispirazione per i suoi viaggi futuri. Nel 1855 i Gauguin tornarono in Francia stabilendosi ad Orlans (dove il giovane Paul intraprese gli studi) ma stancatosi presto di una vita noiosa e provinciale cominci a sognare di tornare nei paesi del sole. Negli anni che seguirono si rivel un buon marinaio ma nel 1871 Gauguin lasci la marina con lintenzione di cercarsi un lavoro pi sicuro in terraferma; iniziando inoltre a dedicarsi alla pittura. Gauguin conobbe vari esponenti del movimento impressionista in un periodo in cui le loro opere erano ancora considerate espressioni davanguardia; Gauguin abbracci le loro teorie con entusiasmo e si mise a dipingere in quello stile prendendo lezioni da Camille Pisarro. Piano piano cominci a farsi apprezzare nei circoli artistici, partecipando a cinque mostre degli impressionisti e inizi ad accarezzare lidea di dedicarsi alla pittura. La fortuna non fu per dalla sua: il mercato artistico venne colpito dalla crisi economica tanto che le sue opere non avevano mercato; lartista costretto a trasferirsi a Rouen per contenere le spese necessarie della famiglia. Ma neppure questo fu sufficiente cos i Gauguin partirono per Copenaghen dove Paul trov un lavoro come rappresentante di tessuti impermeabili. Il 1885 fu un anno decisivo: Gauguin in ambito artistico cominci a staccarsi dall Impressionismo e a sviluppare lo stile che lo avrebbe contraddistinto. Artefice di questo cambiamento fu la regione francese della Bretagna ( zona pittoresca, ancora incontaminata con lingua, costumi e tradizioni propri. Tutto questo risvegli il fascino di Gauguin per lesotico e il primitivo, elementi che lo indussero a riprendere a viaggiare. Il primo viaggio fu un vero fallimento. Lartista part per Panama nel 1887 e costretto a lavorare come operaio alla costruzione del canale di Panama decise di partire alla volta della Martinica, ma colpito dalla malaria fu costretto a rientrare in Francia. Un altro momento poco felice si rivel l incontro di Van Gogh ,il quale invit Gauguin a trascorrere linverno nella sua casa ad Arles per dare inizio ad un sodalizio artistico. La situazione si deterior subito a causa dei modi arroganti di Gauguin il che port alla rottura di questa convivenza. Negli anni che seguirono trascorse il suo tempo in Bretagna dipingendo immagini che appartenevano a orizzonti ben pi distanti. Nel 1889 la sua voglia di viaggiare si risvegli prepotentemente. Egli scelse come meta la colonia francese di Tahiti dove desiderava immergersi nella purezza della Natura, non incontrare

altro che selvaggi e condividerne lesistenza. Nel 1891 Gauguin giunse a Tahiti, ma il primo impatto gli procur solo una grande delusione: la capitale si era fortemente occidentalizzata. Per nulla scoraggiato, Gauguin prese in affitto una capanna e si mise al lavoro ispirato dallo stile di vita del luogo dove la pesca forniva ai nativi lavoro. Molti dei suoi quadri pi belli risalgono a questo periodo e ritraggono la fanciulla tredicenne che divent la sua compagna. Ma dietro lapparenza idillica di queste scene, si celavano i problemi di sempre... In seguito fu colpito dalla sifilide e a malincuore chiese di essere temporaneamente rimpatriato, successivamente infatti lasci definitamente la Francia per stabilirsi a Tahiti; ma perseguitato dalla miseria e dalla malattia si trasfer nelle Isole Marchesi, dove mor nel 1093. LO STILE Anche per Gauguin gli inizi furono impressionisti, ma gi dal 1888 il suo modo di dipingere era completamente mutato. I colori erano dati per ampie campiture piatte e, pi che dei colori complementari, Gauguin faceva uso di quelli primari: rosso, giallo, blu. Fra le forme artistiche alle quali il pittore fu sensibile certamente da ricordare la pittura giapponese, allora di moda per le numerose stampe a colori che circolavano in Europa. Ne un esempio LOnda , un dipinto del 1888 che risente delle stampe del grande Utagawa Hiroshige. Come nella stampa lincresparsi delle onde e i piccoli gorghi sono trattati al pari di gioghi lineari. La bianca schiuma sfrangiata che lambisce gli scogli, infatti, bordata da una sottile linea scura, mentre delle linee curve disegnano i movimenti dellacqua. Tuttavia la spiaggia rossa e lacqua gialla e verde : colori non naturali. proprio questa visione antinaturalistica una delle caratteristiche peculiari di Gauguin, che riproduceva la realt non come la vedeva ma come la sentiva. La forte linea di contorno assume un valore espressivo contribuendo a mettere in risalto ci che viene dipinto e, anzi, sostitutiva dei valori spaziali di cui le tele di Paul Gauguin sono quasi del tutto prive. Infatti il colore uniforme, senza sfumature o variazioni di tono, rende piatto il dipinto. C quindi con Gauguin il recupero della bidimensionalit della pittura che pu anche fare a meno di ogni illusionismo prospettico, sia geometrico sia cromatico. INGLESE: J. KEROUAC Jack Kerouac was considered the father of the Beat movement Kerouac did not start to learn English and at home, he spoke Quebec French dialect. When he was four he was profoundly affected by the death of his brother, Gerard. He was educated at local schools, and then at Columbia University. At the end of the war he began traveling back and forth across the States, and in New York he initiated friendship with Lucien Carr, Allen Ginsberg, Neal Cassidy. With Cassidy Kerouac started his first hitch- hiking crossing of America, witch was to inspire his best-know novel: On the Road. This book became a huge best-seller and it signed the Kerouacs success. This popularity however, frightened the writer who started to lead a solitary life and who became more and more addicted to alcohol and drugs. The 1960s were Jack Kerouacs decade. His books were read on college campuses; young people imitated him, hitchhiking around the country. Jacks fame dwindled toward the end of his life , and alcoholism deteriorated his health considerably. In 1969 Jack died from an internal bleeding, caused by cirrhosis of the liver. He was only 47! STYLE Kerouac's method was influenced by the explosion of Jazz. Later, Kerouac would include ideas he developed in his Buddhist studies, beginning with Gary Snyder. He called this style Spontaneous Prose, a literary technique akin to stream of consciousness. The central features of this writing method were the ideas of breath, improvising words over the inherent structures of mind and language. Connected with his idea of breath was the elimination of the period, preferring to use a long, connecting dash. The Subterraneans and Visions of Cody are the best examples of Kerouac's spontaneous prose method. Kerouac's manner of writing prose have inspired neo-beat writers and artists, such as George Condo, The roll on which On the Road was Roger Craton , and John McNaughton. written exists; it was bought in 2001, by Jim Irsay ( On the Road is a novel by American writer Jack Kerouac, written in 1951, and published by Viking Press in Indianapolis Colts football team 1957. It is a largely autobiographical work that was written as a stream of consciousness creationbased owner), for $2.4 million. In on the spontaneous road trips of Kerouac and his friends across America. It is inspired by jazz, poetry, and January 2004, book was seen as "the most beautifully executed" of Kerouac's generation. The novel drug experiences. The the roll started a thirteen-stop, four-year as one was chosen by TIME Magazinenationalof the 100 best English-language novels from. On the Road was tour three weeks. Kerouac typed written in of museums and libraries. the manuscript on what he called "the roll, without margins or

paragraph breaks. Recently, it was discovered that Kerouac first started writing On the Road in French. The legend of how Kerouac wrote On the Road excludes the tedious organization and preparation preceding the creative explosion. Kerouac carried small notebooks, in which much of the text was written. He revised the scroll's text several times before Viking Press agreed to publish it. The original scroll manuscript contained real names and was longer than the published novel. Kerouac deleted sections and added smaller literary passages. Viking Press released a original edited version of the manuscript in 2007 titled On the Road: The Original Scroll. The novel is the story of a friendships and a diary across North America with Neal Cassidy. It lacks a central plot, since its structure is episodic. However, some structural elements give it cohesion: The theme of journey, symbol of the escape from the city and from ones own past; The narrator Sal Paradise, who stands for Kerouac himself; The character of Dean Moriarty, who stands for Neal Cassidy. Sal idolized him for his style, his exuberant joy for living. The group of friends do not always have a destination in mind and find nothing at the and of their journey.