Sei sulla pagina 1di 17

1

CAPITOLO VIII
LA COGENERAZIONE

VIII.1 Generalit

Per cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica ed energia termica,
realizzata attraverso un unico impianto. Nella maggior parte dei processi industriali sono richieste
entrambe queste energie che possono essere fornite con una produzione separata di energia, cio nel
modo pi banale acquistando dai grandi produttori (per esempio dall'ENEL S.p.A.) energia elettrica
e producendo in proprio, mediante una caldaia, energia termica, o costruendo un impianto che
faccia cogenerazione, che sia cio capace di produrre contemporaneamente energia elettrica ed
energia termica con l'utilizzo di una sola risorsa primaria. L'idea di base quella di riutilizzare il
calore allo scarico di un impianto cos com', utilizzandolo in particolari processi produttivi
(industria conserviera ad esempio) o semplicemente per riscaldare gli ambienti. Quindi, invece di
bruciare combustibile per produrre energia elettrica e bruciarne altro per produrre energia termica,
penso di ottenere entrambe le energie con un risparmio del combustibile utilizzato; ovvio, per,
che l'effettivo vantaggio dovr essere valutato attentamente in fase progettuale.

VIII.2 Bilancio termico e Indici

Consideriamo un impianto motore termico e cerchiamo di capire quale tipo di percorso segue il
flusso energetico. Partiamo da una certa energia termica m
c
H
i,
ottenibile bruciando il combustibile,
con un processo di combustione esterna (caso degli impianti a vapore) o interna (caso delle T.G. o
motori a combustione interna). A combustione avvenuta ritroviamo unenergia pari a
b
m
c
H
i
ed una
quantit pari a (1-
b
)m
c
H
i
(in cui
b
il rendimento di combustione) che rappresenta le perdite per
incombusti o fumi al camino. Volendo riportare i flussi energetici in un diagramma di Sankey, si ha:

La quantit
b
m
c
H
i
= Q
1
rappresenta laliquota di calore che arriva effettivamente al fluido ed
esegue un ciclo termodinamico costituito da una serie di trasformazioni diverse, a seconda
dellimpianto che stiamo considerando. Avremo quindi un ciclo caratterizzato da un certo
2
rendimento reale
r
. A questo punto
r

b
m
c
H
i
diventa energia meccanica, mentre (1-
r
)
b
m
c
H
i
che
non si convertita, rappresenta lenergia termica allo scarico. Questa energia che deve essere
scaricata ad una sorgente a temperatura pi bassa, la ritroviamo nei gas di scarico di una T.G. o in
quelli di un M.C.I. oppure nellacqua di raffreddamento del condensatore di un impianto a vapore.
Lenergia meccanica
r

b
m
c
H
i
non ancora quella disponibile allasse della macchina; infatti, a
causa delle perdite meccaniche, subir unulteriore decurtamento pari ad (1-
m
)
r

b
m
c
H
i
e solo la
quantit L
ua
=
m

c
m
c
H
i
sar lavoro utile allasse (si noti che il rapporto L
ua
/ m
c
H
i
proprio il
rendimento globale
g
=
m

b
.

Abbiamo in precedenza accennato che c una grossa quantit di energia termica
(Q
2
= (1-
r
)
b
m
c
H
i
) che viene scaricata dallimpianto motore. Avendo lesigenza di produrre
energia meccanica e calore si pu pensare di non convertire questa aliquota, ma di utilizzarla cos
com' in un impianto termico che si accoppia allI.M.T., dunque Q
2
rappresenta lenergia in
ingresso per l'I.T. (che quindi non converte energia termica in energia meccanica, ma cerca di
recuperare calore allo scarico dellI.M.T.) che altro non che uno scambiatore di calore che, avendo
un proprio rendimento
s
, dar luogo a delle perdite: (1-
s
)(1-
r
)
b
m
c
H
i
, fornendo una quantit di
calore recuperato pari a: Q
r
=
s
(1-
r
)
b
m
c
H
i
. Per il calore per non esiste una rete di distribuzione,
tantomeno vi la possibilit di immagazzinarlo per cui se il fabbisogno di calore minore della
quantit di calore recuperato il calore in eccesso verr buttato altrimenti se il fabbisogno maggiore
si dovr produrre altro calore con una caldaia. Si definisce allora un fattore di utilizzo del calore
dato dal rapporto tra il calore utile ed il calore recuperato su base annua:

Q
Q
r
u
=
Abbiamo cos costruito, almeno concettualmente, un impianto che, a partire da unenergia primaria
E=m
c
H
i
, ci fornisce contemporaneamente un lavoro utile sullasse (L
u
) e un calore utile (Q
u
).
Proprio ponendo l'attenzione sul termine Q
u
, possiamo definire degli indici di prestazione
dellintero impianto. Si definisce indice di utilizzazione e si indica con I
u
, il rapporto fra quello che
fornisce limpianto (L
u
+ Q
u
) e quello che si spende (m
c
H
i
):
|
.
|

\
|
+
= 1 . . VIII eq
H m
Q L
I
i c
u u
u

Si badi che un indice e non un rendimento perch al numeratore compare la somma di due forme
di energie diverse. Tale indice non d informazioni relative al tipo di impianto o alla sua efficienza
di conversione (
g
), ma fornisce informazioni relative allinfluenza delle perdite stimate per mezzo
di
b
,
s
ed
m
. Perdite trascurabili implicano un I
u
molto elevato, al limite pari all'unit; infatti, non
c nessun principio fisico termodinamico che vieti allindice di utilizzazione di essere pari ad 1,
cosa non raggiungibile dal
g
a causa del II

P.d.T. (
g
<
Carnot
). Dunque I
u
limitato solo da aspetti
tecnologici legati alla non perfetta combustione e alla presenza di attriti. Ad una espressione pi
significativa della VIII.1 si arriva sostituendo le espressioni gi ricavate per il lavoro utile e per il
calore utile:
|
.
|

\
|
+ = 2 . VIII . eq ) 1 ( I
b r s m r b u

Un altro indice di notevole importanza lindice di risparmio energetico percentuale indicato con
R%. Se non si volesse fare cogenerazione, si dovrebbe prelevare L
u
dallENEL, e ci
comporterebbe una spesa E
1
per lente, e poi si dovrebbe produrre una certa Q
u
, con una spesa pari
ad E
2
. Se indico con
g0
, il rendimento globale medio con il quale lENEL produce L
ua
(il cui valore
si attesta intorno allo 0,38) e
c0
il rendimento di una tipica caldaia industriale (il cui valore
all'incirca di 0,85), possiamo esprimere le due energie prodotte come:

|
.
|

\
|
= a VIII eq
L
E
g
a u
3 . .
0
,
1


3
|
.
|

\
|
= b VIII eq
Q
E
c
u
3 . .
0
2


Quindi si pu definire lindice di risparmio energetico percentuale come:

|
.
|

\
|

+
+
= 3 . . 100
) (
) (
%
2 1
2 1
VIII eq
E E
E E E
R
dove E la spesa energetica che si deve sostenere per la cogenerazione.
Mentre l'indice di utilizzazione non ci indicava chiaramente se conveniva o meno fare
cogenerazione, perch si potevano ottenere elevati valori di tale indice con diversi "pesi" dei singoli
termini, adesso invece si capisce che, se il risparmio energetico minore di zero, conviene prelevare
energia elettrica dalla rete e produrre quella termica con una caldaia, se invece maggiore di zero,
conviene fare cogenerazione.
Un altro parametro importante il rapporto tra le energie, indicato con r*, e definito come:
|
.
|

\
|


=


= = a 4 . VIII . eq
) 1 ( ) 1 ( Q
L
* r
r s
m r
b r s
m r b
r
a , u

Tale indice indicativo delle potenzialit dellimpianto; accanto ad esso si considera poi un altro
indice, r, che invece legato al fabbisogno e pertanto un valore di progetto; esso definito come:
|
.
|

\
|


=


= = b 4 . VIII . eq
) 1 ( ) 1 ( Q
L
r
r s
m r
b r s
m r b
u
a , u

Lo Stato promuove incentivi per favorire luso di questi impianti, assimilabili a quelli ad energia
rinnovabile. In particolare, la norma, per stabilire se un impianto rientra o meno nelle condizioni di
beneficio, definisce un indice energetico I
en
pari a:
|
.
|

\
|
|
.
|

\
|
|
.
|

\
|
= + = 5 . VIII . eq
E
E
51 . 0 1
5 . 0
1
a con a
E
E
9 . 0
1
E
E
I
c
e
c
t
c
e
en

dove E
e
l'energia elettrica (e coincide con il lavoro utile), E
c
l'energia chimica (pari ad m
c
H
i
) e E
t
l'energia termica (e coincide con il calore utile). La normativa prevede che se I
en
> 0,51 si hanno
sgravi fiscali. Un modo pi diretto di vedere le cose riarrangiare la VIII.5 che pu essere riscritta
in questi termini:
9 . 0
Q
H m
L
I
u
i c
u
en

=
Allora la cogenerazione conviene se:

Un altro modo di vedere la VIII.3, sostituendo le VIII.3a e VIII.3b,
100
) 1 (
1
1
E
E
E
E
1
1 100
) E E (
E ) E E (
% R
0 c
b r s
0 g
g 2 1
2 1
2 1

|
|
|
|
|
.
|

\
|

=
+
=
+
+
=
dove
i c
H m E = ,
0 0
,
1
g
i c g
g
a u
H m L
E

= = ,
0 c
i c b r s
0 c
u
2
H m ) 1 ( Q
E

= .
51 . 0
9 . 0
51 . 0 9 . 0
>

+ <
u
i c
u u u
i c
Q
H m
L L Q
H m
4
Da tale relazione si osserva che se non si recupera calore il risparmio positivo solo quando si
realizza un impianto con
0 g g
> ; invece se si recupera calore possibile avere un risparmio
positivo anche con un impianto di rendimento inferiore ad
0 g
.
chiaro poi che bisogna valutare se a fronte di un risparmio energetico si realizza anche un
risparmio economico tenendo conto dei costi di installazione ed esercizio dellimpianto. Un peso
non secondario in tali valutazioni lo assumono gli incentivi statali per cui in fase di progettazione
bisogna fare in modo di rispettare la condizione di assimilabilit.

VIII.2.1 Esempio numerico

Supponiamo di aver bisogno di 30 KWh di energia elettrica e contemporaneamente di 55 KWh di
energia termica e di avere
g0
=0,38 e
c0
=0,85. Analizziamo i casi possibili:
Se facciamo produzione separata avremo: kWh 144 a complessiv spesa
kWh 71 . 64
85 . 0
55
E
kWh 95 . 78
38 . 0
30
E
2
1

= =
= =


Se facciamo la produzione combinata con un impianto di
g
=0,3 (
b
=0,95 ,
m
=0,95 ,
r
=0,33):
E
cog
=30/0.3=100 KWh, quindi si avr una potenza termica utile di 100-30=70 KWh. Siccome ho a
disposizione 70 KWh e me ne occorrevano solo 55, potr utilizzare una caldaia con un rendimento
con 785 . 0 70 / 55 =
s
. Si avr dunque un risparmio energetico pari a:
% 31 100
144
100 144
% R =

=
cio, cogenerando, si brucia il 31% in meno di combustibile.
Per gli altri indici otteniamo:
7 . 0 I
54 . 0
55
30
r
85 . 0
100
55 30
I
en
u

= =
=
+
=

Come si vede la condizione di assimilabilit rispettata; chiaro poi che, il progettista, dovr anche
tenere conto di unanalisi economica accurata.
Si noti che nel caso dell'esercizio precedente le cose vanno bene perch volevo 55 KWh di energia
termica e ne avevo a disposizione 70 KWh. Se invece ne avessi voluto 85 KWh, avrei potuto
produrre pi energia elettrica di quanta necessaria (per ottenere l'energia termica voluta), vendendo
il surplus all'ente erogatore. Se invece avessi un surplus di energia termica, non potendola
distribuire, potrei pensare a consorzi di aziende.
A questo punto, si pu pensare di diagrammare tutti questi parametri (I
u
, I
en
, r) in funzione di
g
in
modo da capire quale impianto bisogna scegliere per fare la cogenerazione.
Il grafico di figura 1 relativo ad una situazione in cui non si recupera nulla allo scarico (
s
=0,0).
Si pu pertanto notare che si avr un risparmio energetico positivo se e solo se il
g
dellimpianto
maggiore di quello dellENEL (
g0
= 0,38), I
en
sempre < di 0,51 (seconda linea tratteggiata) e
anche I
u
molto basso; questo significa che se non si fa cogenerazione non si pu mai praticamente
avere risparmi energetici e sgravi fiscali.
5

Figura 1
Se invece si ha un recupero del 50% (
s
= 0,50) di calore dallo scarico (figura 2) si avr R%
positivo per impianti con
g
intorno al 20%, fino a punte max del 30-40%.


Figura 2
Come gi visto, di notevole importanza l'I
en
che diventa > 0,51 per
g
> 0,33 mentre I
u
assume
valore = 50% per
g
molto bassi.
Se invece viene fatto un recupero massiccio allo scarico (con
s
= 0,85 in figura 3) si segue che R%
positivo anche per
g
molto bassi, quindi conveniente la cogenerazione. Se si riesce a recuperare
molto calore allo scarico I
en
diventa molto presto superiore a 0,51 mentre I
u
> di 0,80 per qualsiasi
valore di
g
.
6

Figura 3
Fissato un impianto, vi sar, in fase progettuale, un valore di tipico di r=L
u
/Q
u
=0.5 che necessiter
di un impianto con
g
0,3 (ottenibile ad esempio da una T.G.). Se invece r

= 0,8 significa che
serve molta energia meccanica e poco calore, si pu pensare quindi di adoperare un impianto di
elevato
g
, come un motore a combustione interna di tipo Diesel, con
g
0,40. Viceversa se si ha
bisogno di molto calore e poca energia meccanica ci si dovr orientare verso impianti termici di
g

0,20 (I.V.). Gli I.V. usati in cogenerazione hanno infatti
g
molto pi bassi degli I.V. per la
produzione di sola energia elettrica; ci dovuto alla necessit di eliminare il condensatore per
avere a disposizione calore a pi alta temperatura allo scarico (impianti a contropressione).
I diagrammi presentati prevedono un fattore di utilizzo del calore pari ad uno; per vedere in che
modo il fattore di utilizzo del calore influisca sui vari indici si riportano di seguito due diagrammi
che forniscono R% ed I
u
in funzione del rendimento
g
per diversi valori di ; in essi si assunto

b
=
m
=0.85,
g0
=
c0
=0.85 ed
s
=0.85.
Vengono riportati inoltre altri tre diagrammi in cui sullasse delle ordinate c il fattore di utilizzo
del calore; in essi si possono notare le curve che presentano lo stesso indice (indicato per ogni
daigramma a lato)

7
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
Rendimento Globale
0
10
20
30
40
50
I
n
d
i
c
e

R
i
s
p
a
r
m
i
o

E
n
e
r
g
e
t
i
c
o

(
R
%
)
Fattore Utilizzo
Calore
0
0.5
0.8
1

0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
Rendimento Globale
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
I
n
d
i
c
e

d
i

U
t
i
l
i
z
z
a
z
i
o
n
e

(
I
u
)
Fattore Utilizzo
Calore
0
0.5
0.8
1


8

0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
Rendimento Globale
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
1.0
F
a
t
t
o
r
e

U
t
i
l
i
z
z
o

C
a
l
o
r
e





Rapporto
Calore Utile / Lavoro Utile
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
Rendimento Globale
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
1.0
F
a
t
t
o
r
e

U
t
i
l
i
z
z
o

C
a
l
o
r
e






Indice di Risparmio
Energetico (R%)
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
Rendimento Globale
0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
1.0
F
a
t
t
o
r
e

U
t
i
l
i
z
z
o

C
a
l
o
r
e






Indice di
Utilizzazione (I
u
)

9
VIII.3 Sistemi di cogenerazione

Gli impianti per la produzione combinata di energia elettrica e calore derivano dagli impianti motori
primi termici descritti nelle lezioni precedenti e solitamente sono classificati in base al tipo di
motore primo utilizzato per la produzione dellenergia elettrica.
La cogenerazione pu essere realizzata con:

- T.G.;
- T.V.;
- T.G. + T.V. (imp.combinati);
- Motori alternativi a combustione interna.

I possibili utilizzi del calore recuperato sono:

- utilizzazioni tecnologiche nei processi industriali;
- industriacartiera o alimentare;
- industria petrolchimica, ecc.;
- teleriscaldamento d'edifici civili e industriali;
- dissalazione dellacqua.



VIII.3.1 Cogenerazione con T.G.

La T.G. una delle macchine pi versatili per effettuare la cogenerazione;
mg
C T

La T.G. rende disponibile allo scarico elevate portate di gas a temperatura 500-700 C (funzione
di T
3
e ) e fornisce potenze di 1-50 MW.
Il recupero di calore pu essere effettuato o utilizzando (quando possibile) i gas di scarico
direttamente come fluido caldo (soluzione pi vantaggiosa), oppure inviando questi in una caldaia a
recupero per produrre vapore o aria calda, secondo uno schema del tipo:
vapore
all'utenza

10
La presenza di una caldaia a recupero altera di poco la potenza erogata dalla T.G., infatti la
pressione in uscita dalla turbina non pi pari alla pressione atmosferica ma un po pi elevata
(contropressione allo scarico di 100mm H
2
O riduzione di potenza dell1%).
L'indice r pu assumere valori differenti a seconda dei diversi campi di applicazione, si necessita
dunque di un impianto capace di variare il pi possibile questo parametro, altrimenti occorre fare
continue integrazioni di energia meccanica e termica con conseguenti riduzioni di R%: la T.G.
consente di ottenere agevolmente tali risultati.
Valore tipico di r* per una T.G. 0.5 tuttavia vi la possibilit di avere un r variabile.
In caso di innalzamenti di richiesta di Q
u
(r<0.5) si pu effettuare una post-combustione (grazie
allalto contenuto di O
2
ancora presente nei gas), iniettando combustibile in una seconda camera di
combustione, il che comporta un innalzamento della temperatura T, con conseguente aumento della
quantit di calore recuperabile. Il tutto pu essere schematizzato come:
mc2
mc1

In caso di abbassamento di richiesta termica (r > 0.5) il calore recuperato pu essere ceduto
nuovamente alla T.G. e per bassi , cio alta T
4
, si pu ricorrere alla rigenerazione, secondo uno
schema tipo:

Unendo i due schemi precedenti si ottiene uno schema pi versatile in cui aprendo o chiudendo una
valvola possiamo mandare i gas combusti in uscita dalla turbina o al rigeneratore (abbassamento di
richiesta termica) o nella seconda camera di combustione (innalzamento di richiesta termica);
chiaramente variando la configurazione varia
g
e quindi bisogna ricalcolare volta per volta, per le
varie configurazioni possibili R% e vedere se effettivamente c un risparmio.
Nel caso in cui la T.G. ha elevati rapporti di compressione, per aumentare r, si pu pensare di
prelevare parte del vapore dallutenza e di re-iniettarlo in turbina (turbina STIG).
11

In definitiva possiamo fare un bilancio tra pregi e difetti dell'uso della turbina a gas per cogenerare:
Vantaggi:
- ridotto rapporto peso\potenza e modesto ingombro;
- ridotti costi di installazione;
- ridotti tempi di messa in marcia.

Svantaggi:
- bassi rendimenti a carichi parziali;
- prestazioni variabili con pressioni e temperature ambienti;
- impiego di combustibili pregiati.


Per avere unidea dellandamento delle prestazioni della turbina in cogenerazione si pu vedere
l'allegato 1. In particolare si nota una diminuzione di
v
m& ed
u
L al crescere della pressione a cui
prodotto il vapore.

Lallegato 2 invece, estratto da un catalogo di T.G., illustra sulle righe i diversi modelli di turbine e
sulle prime tre colonne rispettivamente potenza meccanica, termica e potenza termica introdotta dal
combustibile. Nelle successive colonne sono invece riportate le prestazioni in cogenerazione.
12

Allegato 1
13

Allegato 2
VIII.3.2 Cogenerazione con T.V.

Gli impianti per la produzione combinata di energia con T.V. possono ridursi ai seguenti tipi
fondamentali:
- impianti con T.V. a contropressione;
- impianti con T.V. a derivazione e contropressione;
- impianti con T.V. a derivazione e condensazione.

14
Tutti hanno in comune la possibilit di bruciare qualsiasi tipo di combustibile, in quanto trattasi di
impianti a combustione esterna per cui i prodotti della combustione, non costituendo il fluido
motore, non attraversano la turbina e non possono comunque danneggiarla.

VIII.3.2.1 Impianti a contropressione

La cogenerazione viene realizzata mediante un impianto il cui schema stato riportato in figura.
Nel caso esaminato in precedenza avevamo il calore disponibile tutto allo scarico, mentre ora lo
troviamo nellacqua di raffredamento del condensatore a T 30 C, temperatura troppo bassa per
lutilizzo industriale. Una tecnica per ovviare a tale inconveniente e sostituire al condensatore
lutenza termica.
La pressione normale di scarico dellimpianto a vapore 0.05-0.2 bar quando c il condensatore,
ma quando lo eliminiamo tale pressione aumenta e si pu pertanto parlare di impianto a
contropressione. Ci comporta anche una notevole diminuzione di rendimento dellimpianto. Dalla
figura si evince che allo scarico della turbina il vapore va allutenza termica e torna condensato,
processo che avviene a pressione atmosferica. Dal momento che in questi impianti la potenza
prodotta dalla turbina direttamente proporzionale alla quantit di vapore richiesta, istante per
istante, dallutenza ne consegue che P
u
e
u
Q
&
sono espresse da: ) ( ), (
1 4 4 3
h h m Q h h m P
v u v u
= = & & .
Da queste relazioni appare chiaro che si tratta di un sistema molto rigido, perch presente in
entrambe la stessa
v
m& , dunque al diminuire di
u
Q
&
consegue la stessa diminuzione di P
u
. Un sistema
del genere si utilizza quando r* resta costante (intorno a 0.2).
Dati usuali per questo tipo di impianto sono:

g
0.15 L
u
15 , Q
2
85 Q
u
= 75 r* = 15/75 = 0.2

VIII.3.2.2 Impianti a derivazione e contropressione

Si basano essenzialmente su uno schema del tipo:

15
Nei casi in cui si richiede la variazione del rapporto tra quantit di energia elettrica prodotta e
quantit di calore utilizzato grandezze, come gi detto rigidamente collegate in un impianto a
contropressione, pu rivelarsi vantaggioso limpiego dei cosiddetti impianti a derivazione (una o
pi) e contropressione, nei quali esiste la possibilit di variare quel rapporto caratteristico prima
definito utilizzando una o pi derivazioni regolate di vapore.
Campi di applicazione:

grandi industrie;
impianti di teleriscaldamento civile.

VIII.3.2.3 Impianti a derivazione e condensazione


Tali tipi di impianti, caratterizzati dalla presenza di un condensatore allo scarico della turbina, si
dimostrano convenienti allorch la quantit di energia meccanica da produrre elevata rispetto alla
Q
u
. In questo caso si hanno valori di r* abbastanza elevati ( 0.6), perch 33% - 34% grazie
allinserimento del condensatore. Avremo invece I
u
modesti a causa della grande quantit di calore
che si scarica nellacqua di raffreddamento del condensatore. Tutto ci estendibile anche agli
impianti combinati, schematizzabili come:



Uno schema di impianto di cogenerazione per il teleriscaldamento urbano mostrato di seguito
nellallegato 3:
16

Allegato 3

17
VIII.3.3 Cogenerazione con motori a combustione interna

I motori alternativi utilizzati per la cogenerazione sono in genere diesel sovralimentati, visto
l'ordine delle potenze in gioco (circa 1-2 MW), e quindi lavorano con rapporti aria combustibile
molto elevati; c dunque un eccesso daria che provoca una diminuzione della temperatura dei gas
allo scarico. Il recupero di calore avviene sia a spese dei gas di scarico, che consente di produrre
vapore saturo (fino a 10 bar), sia a spese dellacqua di raffreddamento (T 80C), utilizzata per il
riscaldamento di edifici. Spesso si utilizza la cogenerazione negli impianti di propulsione navale, in
cui c' necessit di energia elettrica (per i sistemi di bordo) e calore (recuperato dallacqua di
raffreddamento) utilizzato negli impianti di dissalazione dellacqua di mare. Uno schema di
impianto pu essere del tipo: