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Lago Maggiore Visita al Lago Maggiore e tour in barca alle incantevoli Isole Borromee.

Si ammirer lIsola Madre, si far tappa allIsola Bella per contemplare i giardini e il monumentale Palazzo Borromeo e allIsola dei Pescatori dallarcaica semplicit con il rustico candore delle sue case e delle strette viuzze che la attraversano. Tempo libero per il pranzo. Rientro a Stresa e tempo libero per visitare il borgo e per vivere latmosfera del lungolago, dove si affacciano splendidi giardini e le celebri ville ottocentesche. Castelli e Vini Escursione immersi nellunicit del paesaggio e dei colori delle Langhe, guidati dalla storia e dai personaggi che animarono i castelli in collina. Si visita il castello di Grinzane Cavour, dove lo statista Camillo Benso sognava e lunit dItalia e costruiva la storia del re dei vini, il vino dei re, il Barolo, che si deguster presso una cantina di produzione in Langa. Degustazione di vini e prodotti tipici. Visita ad una azienda produttrice di torroni e altre specialit dolciarie della zona.

Vini e Tartufi Escursione lungo le colline di Langa e Roero e visita al centro storico di Alba, lantica citt romana Alba Pompeia, la medioevale citt dalle 100 torri. Visita in Langa ad una cantina produttrice dei tipici vini piemontesi, tra cui il Barolo. Degustazione di vini con prodotti tipici. Nel pomeriggio il Trifolao e il suo insostituibile compagno, il cane tabui, ci aspettano per la ricerca del tartufo!

Il territorio della Comunit Montana Cusio Mottarone dal Lago Maggiore, nella localit di Baveno, fino al punto di arrivo, il Lago dOrta nella localit di San Maurizio dOpaglio, passando attraverso Stresa, Brovello, Carpugnino, Gignese, la riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, Omegna, Quarna, Nonio, Cesara e Arola e Madonna del Sasso.

Come muoversi Litinerario previsto si snoda su di un percorso diviso in quattro tappe. Con laiuto della carta topografica realizzata appositamente dalla Comunit Montana Cusio Mottarone, possibile vivere la scoperta dei luoghi e delle mete indicate attraverso un suggestivo pellegrinaggio lungo sentieri e mulattiere. Allo stesso modo, tuttavia possibile percorrere il medesimo itinerario in parte o anche interamente con lausilio di un mezzo di trasporto.

Natura e Spirito, un viaggio speciale PER GRUPPI E INDIVIDUALI 1 GIORNO Litinerario ha inizio dal paese di Baveno, circondato da una corona di montagne che ospitano le note cave di granito rosa. Il centro storico ospita il quartiere degli artisti e loriginale complesso monumentale romanico, dei SS. Gervaso e Protasio che si affaccia sulla piazza costruita alla fine

del '500 nell'antica area cimiteriale delimitata da una Via Crucis ottocentesca. Proseguimento per il borgo di Someraro con le sue caratteristiche case dal colore bruno della pietra locale. Arrivo a Stresa e pranzo in ristorante tipico. Proseguimento dell'itinerario verso Binda che ospita il grande Complesso del Colle Rosmini, in posizione panoramica sul Golfo Borromeo. Su un suo lato, Chiesa del SS. Crocifisso, meta obbligata per chi volesse rendere omaggio al filosofo-religioso. Proseguimento per Carpugnino attraverso un ampio territorio coperto da uno dei boschi pi incontaminati della zona, dove si alternano a macchie poderosi faggi, vecchi castagni, fittissime betulle e caratteristica peculiare grandi agrifogli. Possibilit di visita alla Chiesa di San Donato e alle diverse cappelle votive poste lungo la centenaria strada verso Brovello.

Proseguimento per il paese di Gignese con possibilit di visita, a Graglia, della Chiesa di San Pietro, la perla locale, parrocchiale fino al 1724; la tradizione popolare vuol ricollegare la sua origine allopera di San Giulio; laltare maggiore unico nel Vergante per la sua ricchezza di statue. Attraverso Nocco, frazione pi piccola del comune che deve il suo nome agli alberi di nocciole molto presenti nellarea, con la Chiesa di Santo Stefano, Sec. XI, caratterizzata dalla lunga scalinata in ciottoli e cordoni di granito che porta al sagrato tra siepi di bosso che restituisce unimmagine di altri tempi. Arrivo a Gignese, cena e pernottamento 2 GIORNO Partenza da Gignese che ospita loriginale Museo dellombrello e del parasole, in un caratteristico edificio a forma di tre ombrelli aperti affiancati. Arrivo ad Armeno, con il suo Museo degli Alberghieri, famosa in tutti i continenti per essere la patria degli alberghieri. Nel piccolo museo si trovano oggetti di lavoro, fotografie, testimonianze scritte quali i menu di celebri incontri, libri rari di cucina, tante foto e raccolte di giornali d'epoca. Possibilit di visitare la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, Sec. XII, presso il Cimitero. Fu costruita sui resti di un antico tempietto romano, pur se la tradizione popolare vuole che essa fosse stata costruita da San Giulio. Attraverso il borgo di Carcegna con la Chiesa Parrocchiale di San Pietro, dal campanile pendente si raggiunge Orta San Giulio. Pranzo in locale tipico Visita del Sacro Monte, nella lista del Patrimonio mondiale dellUnesco, edificato alla fine del Cinquecento su progetto del frate Cappuccino Cleto da Castelletto Ticino. L'insieme delle cappelle si affaccia sul Lago d'Orta con aspetti paesistici altamente scenografici e suggestivi. Possibilit di escursione in barca allisola di San Giulio,che ospita la basilica del IV secolo dedicata al santo con la visita al Museo Artistico della Basilica di San Giulio e al Museo dell'Uniforme del Regio Esercito Italiano. Trasferimento in battello verso Omegna Servizio navetta per visitare Crusinallo, con la Chiesa di San Gaudenzio, di origine romanica, che secondo la leggenda sarebbe stata costruita sul luogo dove San Giulio iss una croce nellalto della collinetta. Di notevole importanza, il Battistero in legno (1612) e la Cappella della Madonna del

Rosario; il campanile presenta un concerto di 5 campane in sol bemolle, che vengono ancora suonate a mano. Arrivo a Omegna, cena e pernottamento 3 GIORNO Prima colazione e visita di Omegna, sede del distretto del casalingo, di importanti edifici di archeologia industriale e del Forum Museo Arti e Industria. Possibilit di visita alla Collegiata di S. Ambrogio, Sec. X, chiesa parrocchiale di Omegna; sotto il coro si conserva lurna di San Vito, le cui reliquie furono estratte nel 1600 dalle catacombe di Roma. Pausa pranzo Arrivo a Monte Zuoli, balcone panoramico sul Lago dOrta e sito di ritrovamento di numerose coppelle segno dellantica sacralit del luogo. Arrivo a Quarna Sotto, il paese della musica, con la produzione di strumenti musicali a fiato e ospita il Museo etnografico e dello Strumento Musicale a fiato, con il Mulino delle Batne. Possibilit di visita alla Chiesa parrocchiale di San Nicolao, che conserva al suo interno varie opere pregevoli. Sulle mura esterne si conserva una particolare meridiana, a ore italiche, realizzata nel XVIII sec in stile barocco. Visita allOratorio della Madonna del Saliente, 1627, che ospita la Statua della Madonna della Cintura acquistata nel 1648 ed abbellito dagli affreschi in stile neoclassico del pittore valsesiano Giovanni Avondo. Proseguimento per Quarna Sopra, dove dal 1989 nata una libreria antiquaria, che si occupa di libri relativi a viaggi, esplorazioni, montagna e cultura alpina. Visita della Chiesa parrocchiale di S. Stefano, in posizione dominante; conserva al suo interno un Organo storico, il secondo del Piemonte per dimensioni, raro esemplare costruito nel 1729 da Giuseppe Serassi da Bergamo. Arrivo in hotel, cena e pernottamento

4 GIORNO Prima colazione e partenza per Nonio con la Chiesa Parrocchiale di San Biagio, Sec. XIV, con antico portale realizzato in pietra del luogo tratta dalle cave di Oira, da cui proviene pure il bellissimo ambone della Basilica di S. Giulio; degno di nota il campanone, il pi grosso della Riviera, dopo quello dellIsola di San Giulio. Proseguimento e arrivo a Cesara con la Chiesa Parrocchiale di S. Clemente Papa, di foggia romanica, con le cappellette della Via Crucis che portano alla chiesa. Pranzo in locale tipico Oltrepassato il ponticello sul fiume Qualba, si giunge ad una cappella; poco oltre parte un sentiero che sale lungo la collina, lantica mulattiera che da Cesara sale ad Arola, il quale permette di raggiungere il settecentesco Oratorio della Ciovanda, con la fonte dacqua dalla quale bevve San Carlo Borromeo di passaggio diretto in Valsesia. Lungo il percorso si raggiunge Arola. Per le vie del paese, si notano numerosi affreschi che decorano le pareti delle abitazioni, tra cui Dormitio Virginis, opera del pittore valsesiano Giovanni

Avondo. Possibilit di visita allOratorio dellAnnunziata (detto della Madonnina), con straordinaria vista panoramica sul lago dOrta. Attraverso il percorso si raggiungeranno i paesi di Centonara, dove possibile visitare lAntica Macina, edificio costruito nel 1870 per la pesta della canapa, lOratorio di Santa Maria Maddalena, Sec. XVI, che presenta esternamente tre pregevoli affreschi; internamente, una tela raffigurante la Deposizione (1540), dove si riconosce la figura di San Carlo, solito a passare da Centonara per andare a Varallo. Si prosegue per il paese di Boleto caratterizzato da unarchitettura del luogo composta di case rurali, con loggiati a colonne di granito, portici, balconcini, dipinti devozionali, meridiane, antichi pozzi usati anche come ghiacciaie. Da visitare, il Museo dello Scalpellino che espone strumenti, manufatti, documenti, ma soprattutto racconta come gli scalpellini del Cusio Occidentale diventarono maestri famosi in tutto il mondo. Arrivo al Santuario della Madonna del Sasso, collocato a strapiombo su uno sperone roccioso granitico, definito per il suo eccezionale panorama Il balcone del Cusio. Linterno, in stile barocco, propone affreschi dellartista valsesiano Lorenzo Peracino, oltre al monumentale organo. Proseguimento per San Maurizio dOpaglio, attraversando la caratteristica localit di Briallo, noto centro industriale per la produzione di rubinetti. Visita di Sazza (dove si possono riscoprire antiche chiese, case e ville, come la settecentesca Villa Vandoni, o luoghi suggestivi come lantico Funtanin) e di Opagliolo (con lOratorio della Fontana di San Giulio, immerso nel verde dei boschi in una stretta valletta che conduce al lago e che suscita un sentimento misto di timore e fascinazione tipico dei luoghi sacri, meta di devozione per la sorgente che l scaturisce e che viene collegata allazione taumaturgica di San Giulio). Arrivo in hotel. Cena e pernottamento Prima colazione e rientro

OFFERTA GRUPPI:
PREZZO A PERSONA IN CAMERA DOPPIA base 20 persone: 360,00 tutto incluso (NB Guide e accompagnatori esperti - bus per trasferimenti)

OFFERTA INDIVIDUALI:
PREZZO A PERSONA IN CAMERA DOPPIA base 2 persone: 200,00 HB in Hotel 3 stelle + trasferimento sul lago

I parchi naturali delle colline astigiane Di notevole interesse naturalistico i parchi del basso Piemonte in provincia di Asti, caratterizzati da un andamento collinare tipico del paesaggio astigiano. Questi i parchi in questione: il parco naturale di Rocchetta Tanaro, le riserve naturali di Valle Andona, Valle Botto, Valle Grande e Val Sarmassa. Rocchetta Tanaro (Parco naturale) Il valore naturalistico del parco rappresentato dal bosco: un querceto misto in cui le specie dominanti sono il rovere, la farnia e il cerro. La presenza di quattro specie di Quercus, favorisce la formazione di numerosi ibridi e di forme intermedie di difficile assegnazione sistematica. Di una certa importanza per le attivit antropiche il castagno e la robinia utilizzati come legna da ardere, ma un tempo soprattutto per le palature delle vigne. La presenza del faggio rappresenta un residuo delle faggete diffuse su tutta la zona al termine dell'ultimo periodo glaciale. Nel sottobosco si trovano il nocciolo, l'edera e il caprifoglio. Per quanto riguarda la fauna i mammiferi pi comuni sono lo scoiattolo, il moscardino, il riccio, il tasso e la volpe. Tra gli uccelli sono da segnalare il raro picchio rosso minore, il lu verde, il rampichno, le rumorose ghiandaie. Inoltre c' da rilevare la presenza del gambero di fiume, ottimo indicatore ecologico. - Informazioni: Parco Naturale Rocchetta Tanaro, reg. Valbenenta, 12 - Rocchetta Tanaro (Asti); Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande (Riserva naturale speciale) L'area protetta, costituita da due distinte valli, in remotissime epoche geologiche sommerse dal mare, oggi costituita da un territorio collinare in cui si inseguono, con ritmo discontinuo, vallate boschive e selvagge. L'istituzione della Riserva ha come scopo principale la salvaguardia del patrimonio paleontologico rappresentato dai reperti fossili (conchiglie e resti di animali marini e terrestri) presenti in alcuni strati sedimentari affioranti lungo le pareti delle vallate. Essi risalgono al periodo pliocenico (5-1,8 milioni di anni fa) quando il mare occupava tutta la Pianura Padana fino all'arco alpino. La Riserva della Valle Andona e Valle Botto, ora ampliata alla Valle Grande, offre anche spunto per interessanti osservazioni naturalistiche. I pendii delle colline un tempo coltivati prevalentemente a vigneto sono ora coperti di boschi di robinie, carpini, farnie. Nel sottobosco le specie dominanti sono il nocciolo, la fusaggine, i caprifogli e la vitalba. - Informazioni: Riserva Naturale Speciale Valle Andona / Valle Botto / Valle Grande, loc. Valleandona, 12 - Asti; tel. 0141 295288 Val Sarmassa (Riserva naturale speciale) Tra scorci paesaggistici di grande suggestione, colline coperte prevalentemente da boschi si susseguono lasciando di tanto in tanto spazio a prati, campi e vigneti. Un ambiente incontaminato dove possibile scoprire un ricco patrimonio di specie florofaunistiche. Dal punto di vista geologico l'area si inserisce nel Bacino Terziario Ligure Piemontese. Numerosi sono gli affioramenti di sabbie e argille ricche di ritrovamenti paleontologici: conchiglie, molluschi, resti di mammiferi marini. Agli aspetti naturalistici si affiancano le testimonianze storiche e culturali di un territorio che ha origini molto lontane nel tempo (gi abitata dall'uomo preistorico, popolata dalla trib dei Sarmati da cui deriva il nome della valle, in epoca medioevale feudo degli Scarampi, degli Incisa e dei Crova). La Val Sarmassa stata fonte di ispirazione di un grande giornalista e scrittore del dopoguerra, Davide Lajolo, nativo di Vinchio, che ha cantato queste terre in tanti suoi saggi e romanzi. Racconigi: visita al paese e al Centro Cicogne LIPU :: Centro Cicogne LIPU Racconigi Il Centro Cicogne LIPU Racconigi ospitato all'interno di un grande cascinale ristrutturato ed composto da alcune voliere e da una nursery per i piccoli appena nati, oltre che da una zona con laghetti dove sono ospitate moltissime specie di anatre. dotato di un Centro visite, sala per proiezione, Sentiero natura, capanni di osservazione del Gobbo rugginoso e degli uccelli migratori. Completano le strutture una palude didattica, il parcheggio e un'area attrezzata. Da visitare in zona Una breve visita la merita il Castello Reale, proprio a poche centinaia di metri dal Centro Cicogne. Torino a circa 30-40 minuti di macchina e oltre ai principali monumenti della citt si segnalano, proprio in periferia, alcune aree protette attrezzate per una piacevole escursione: il Parco Regionale della Mandria a Nord, il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana ad Ovest, l'area attrezzata Le Vallere a Sud e il Parco della Collina di Superga ad Est. Informazioni: Tel. 0172/83457 e-mail: cicogneracconigi@tiscalinet.it Sito internet www.cicogneracconigi.it L'orario di apertura tutto l'anno, tutti i giorni, dalle 10 al tramonto. La prenotazione obbligatoria solo per scolaresche e gruppi organizzati. Come arrivare: per giungere al Centro Cicogne LIPU Racconigi ,percorrere l'autostrada A6 (Torino-Savona), uscire a Carmagnola e prendere la strada statale n. 20 in direzione di Carmagnola. Dopo circa 10 chilometri si arriva a Racconigi da dove si seguono le indicazioni e le frecce stradali per il Centro Cicogne LIPU. :: Il paese di Racconigi Il nostro itinerario prosegue con la tappa del paese di Racconigi, residenza estiva della famiglia Savoia. Racconigi val bene una visita per.... Il castello, antica residenza sabauda. L'attuale facciata neoclassica di aspetto tipo palladiano datato 1755 dall'architetto Gian Battista Borra. Il giardino per la cui progettazione venne chiamato il celebre architetto francese Andr Le Notre del 1800, e si arricch cos come voleva la moda dell'epoca di grandiose costruzioni scenografiche delle Margherie dal progetto di Pelagio Palagi. L'interno del castello rielaborato dallo stesso Palagi riflette lo stile dell'epoca con alcune opere artistiche di grande originalit come le pareti dipinte dal Bellosio nel Gabinetto d'Apollo. La pasticceria Allocco, Piazza Muzzone, 1. Per la pralineria e la pasticceria mignon, la torta fiorentina (la torta preferita dai Savoia ), la crostata di nocciole morbide e gli asparagi dolci.

Una passeggiata tra i cinque laghi della Serra d'Ivrea. Specchi d'acqua fanno da cornice alla "Serra", la grande collina morenica che, con i suoi 25 chilometri di lunghezza, divide il Biellese dal Canavese. Litinerario si snoda per i laghi , dove scoprirete che le isole di quiete, i luoghi incantati esistono ancora.Il lago Sirio il pi affascinante in tutte le stagioni,in primavera orlato di gemme e di fiori di ogni colore.Il lago pi misterioso il lago Pistono. che nel 1800 restitu i resti di una piroga, un'ascia di bronzo e una spada datate 1400-800 a.C., segni di un villaggio su palafitte. Una curiosit: chiamato "bosco che balla" perch il terreno ha una propriet elastica dovuta al suo galleggiamento sull'acqua sottostante. Proseguendo si scende al lago Nero, di Montalto, attorno al quale circolano leggende di annegamenti e di sparizioni strane. Percorrendo un sentiero che offre ampie vedute dei monti si arriva al lago San Michele, si potr ammirare un tratto dell'acquedotto romano che attraversa in senso il territorio dei cinque laghi. E infine il lago di Cascinette, piccola oasi di bellezza.Tutto il percorso un susseguirsi di dolci declivi ricoperti da soffici tappeti erbosi disseminati di fiori e boschi ricchi di piante di ogni tipo specie di animali che testimoniano come l'habitat sia ancora incontaminato. Per concludere litinerario una tappa per gustare le specialit della cucina canavesana: nei pressi del lago Sirio l'agriturismo "La Perulina", la trattoria "Il vecchio cipresso" sita nei pressi del lago Pistono. Un itinerario romantico naturalistico da assaporare con dolce lentezza. Lago Nero Localit Montalto Dora Informazioni Comune di Montalto Dora - piazza IV novembre 2, tel. 0125 651059 E' il pi discosto dagli altri, in posizione pi settentrionale. Lago Pistono Localit Montalto Dora Informazioni Comune di Montalto Dora - piazza IV novembre 2, tel. 0125 651059 Si estende ai piedi della collina su cui sorge il Castello di Montalto che domina l'intera zona. Lago San Michele Localit Ivrea Lago Sirio Localit Chiaverano Informazioni Comune di Chiaverano, tel. 0125 54358 - 0125 54805

La Riserva Speciale Naturale Sorgenti del Belbo


L'area tutelata posta al confine della provincia di Cuneo con quella di Savona, in prossimit della valle Bormida. E un angolo di Langa ,dellAlta Langa ,diverso e unico. Colline arrotaondate,dislivello tra le creste e le vallate,boschi,corsi dacqua. La Regione Piemonte ha ritenuto di dover proteggere le caratteristiche di questo angolo incontaminato di Langa. I comuni coinvolti sono Camerana e Saliceto,in Valle Bormida e Montezemolo. Da Montezemolo dove ha sede un Centro dInformazione ,viene suggerito un itinerario escursionistico. Partendo dalla strada che unisce la provinciale a Camerana, dai boschi di querce .di ontani si passa agli ambienti montani dei versanti esposti a nord,fino a raggiungere lisolatoPilone del Foesto,incrocio di antichi percorsi di cresta,valico tra le valli Belbo e Bormida. E consigliabile litinerario nel periodo primaverile per ammirare la fioritura di orchidee spontanee ,oppure nel periodo autunnale per una rilassante passeggiata tra i caldi colori dellautunno e i profumi dei funghi e del sottobosco.Per una visita pi accurata si consiglia il volume Guida alle orchidee spontanee delle Langhe(edito dagli Amici del Museo di Eusebio di Alba) e Escursioni. Le Langhe(Cierre edizioni). Per gli amanti della mountain-bike si consiglia Fra Langhe e Roero-40 percorsi in mountain-bike Superficie - 422 ettari Anno di istituzione - 1993 Comuni - Saliceto, Montezemolo, Camerana Interessi - Flora e fauna del tratto iniziale del Belbo. A chi rivolgersi - Ente di Gestione dei Parchi e delle Riserve Cuneesi, via S.Anna 34, 12013 Chiusa Pesio (CN),

AVIGLIANA (To) PARCO NATURALE LAGHI AVIGLIANA


Il Parco del Laghi di Avigliana situato all'imbocco della Valle di Susa, in una zona morenica che fa parte dell'anfiteatro di Rivoli-Avigliana, nota area di depositi di origine glaciale. E proprio i ghiacciai, dei periodi del Riss e del Wrm, sono i responsabili della formazione dei nostri due laghi (in origine quattro, di cui uno trasformato in epoca remota nella torbiera di Trana, l'altro evoluto in quella che la Palude dei Mareschi). In epoche piuttosto recenti il Lago Grande aveva addirittura conquistato un'ottima posizione tra i laghi pi inquinati d'Italia, a causa del cattivo utilizzo delle sue acque da parte dell'uomo. L'istituzione del Parco giunta dunque a salvare una situazione che stava per divenire drammatica. Certamente, a vederli oggi, i due laghi presentano un aspetto talmente idilliaco da non lasciar credere che solo poco tempo fa flora e fauna circostanti e lacustri fossero in pericolo. Il Lago Piccolo, in special modo, non stato toccato dal turismo tradizionale, e ci offre oggi l'incanto di un ambiente magico, ricco com' di canneti nei quali si nascondono germani reali e svassi maggiori, alzavole e moriglioni. Le sue sponde, come quelle del Lago Grande, sono percorse da sentieri segnalati, che si possono seguire in serene passeggiate su terreno pianeggiante. Alle spalle dei laghi, colline coperte da boschi di castagni, frassini e querce nascondono numerose specie di piccoli mammiferi, oltre a caprioli e tassi. * Tratto da una pubblicazione infomativa (Altroch Verde) della Regione Piemonte - Ass. al Turismo Sport e Tempo Libero Avvistamenti e percorsi Birdwatching La concentrazione di uccelli migratori sulle acque e a riva dei due laghi offre per buona parte dell'anno uno spettacolo eccezionale, dovuto soprattutto all'abbondanza degli animali: germani reali, folaghe, morette e moriglioni, fischioni e alzavole

formano gruppi che a volte superano il migliaio di individui. I germani reali e gli svassi maggiori sono stanziali anche durante i mesi invernali. La presenza dell'airone cenerino certificata dalla presenza di un discreto numero di nidi e, tra canneti e cariceti, si aggirano gallinelle d'acqua, tarabusini e falchi di palude, oltre a numerosissime altre specie di uccelli. Percorsi botanici Le splendide rive dei laghi, sono interessantissime sotto il punto di vista botanico. Intorno ai bacini lacustri e di palude, in parte bonificati, troviamo dei canneti di notevole estensione e cariceti dagli enormi ciuffi. Nelle parti di acquitrino che hanno resistito alla bonifica, possiamo trovare delle tife e ninfee bianche, vicino ai comuni giunchi e agli iris gialli e numerose altre specie di piante e fiori acquatici. Come arrivare: Dalla cittadina di Avigliana per il corso dei Laghi. Da Trana lungo la ss n. 589 dei Laghi Parcheggi e accessi ai sentieri nelle aree di sosta presso il Lago Grande e il Lago Piccolo. Strutture e attivit: Il Parco collabora con associazioni e cooperative di accompagnatori naturalistici. Dispone di 7 itinerari guidati e di punto di ristoro all'interno dell'area di sosta del Lago Piccolo. Collabora inoltre con il Giardino Botanico Rea di San Bernardino di Trana. Ricettivit: Hotel e ristoranti presenti ad Avigliana. Informazioni: Uffici del Parco: Piazza Conte Rosso, 20 - 10051 Avigliana - tel. 011-931.30.00

BAGNOLO PIEMONTE (Cuneo) Visita al Parco del Castello Malingri di Bagnolo


Il parco di impianto seicentesco, fu rielaborato agli inizi dell' 800 secondo canoni romantici. Il parco si estende per circa due ettari ed ricco di esemplari di alberi particolarmente alti, intorno ai 40 metri, ci sono pinus nigra, pinus austriaca, cedri deodara, taxus bacata, metasequoie e poi faggi di varie qualit, quercie, libocedrus, criptomeria japonica, Il disegno dei sentieri percorre tutto il giardino chiuso da mura, i due grandi prati a cui fanno cornice altissimi alberi secolari, conifere e latifoglie di molte specie e collezioni di arbusti fioriti come rododendri, azalee, camelie, ortensie , camelie (tutte quelle variet che amano i terreni molto acidi). Al centro del prato verso valle, una vasca ellittica in pietra detta "fontana dell'uomo verde" con riferimento a qualche favola di cui s' persa memoria, offre rifugio a piccoli pesci e tritoni che brucano attorno ai gambi delle ninfee. Il lungo viale dei carpini a galleria che sbuca sulla Cappella gentilizia di Ognissanti e quasi due chilometri di siepi di bosso, di carpino e di tasso tracciano il disegno pi antico del parco fino al confine con la collina del Castello segnato dall'ombroso rio Mondarello su cui si piegano boschetti di bambous ( una collezione che i proprietari arricchiscono via, via con nuove specie e variet). Le cosidette "tampe dei cervi", (che vi venivano allevati nell'800 come animali da giardino) solcate da un ponte in pietra e la torretta chiamata "casa del bau" , caratteristica costruzione a pianta circolare un po' torre, un po' luogo di meditazione e di frescura movimentano l'impianto pianeggiante del giardino e lo rendono pi misterioso e suggestivo.

IL PARCO BURCINA
Il Parco Burcina un giardino storico sito sull'omonimo "Brik Burcina" una dolce collina a ridosso delle prealpi biellesi. Le origini del Parco Burcina risalgono alla met del 1800, quando, l'allora proprietario dell'area Giovanni Piacenza, decise di trasformare la collina in un parco informale, secondo il gusto dell'epoca Il parco situato nel territorio dei comuni di Biella e Pollone, ha una superficie complessiva di 57 ettari e l'escursione altimetrica va da 570 a 830 m s.l.m. L'accesso al parco pedonale. La principale attrattiva della Burcina la collezione di rododendri, sono inoltre presenti numerose conifere e latifoglie esotiche, perfettamente integrate con la vegetazione; si possono ammirare tra gli altri: l'albero dei fazzoletti, diverse cultivar di faggio, sorbo acero, prunus da fiore, pini, abeti, larici, sequoie, cipressi, oltre ad una collezione di rose antiche. L'ingresso del parco a Pollone, dove una fitta associazione di aceri, ontani e abeti rossi sottolinea il passaggio dall'ambiente esterno antropizzato al giardino. Salendo lungo la strada che risale il colle si incontrano, oltre al laghetto delle sequoie e la conca dei rododendri, boschetti frammisti ad ampi spazi erbosi, cascine, radure fiorite. Di notevole interesse paesaggistico, la vista sulle montagne del biellese e sulla pianura. La sede del parco ed il centro di educazione ambientale si trovano presso la Cascina Emilia a 200 m dall'ingresso. II parco organizza visite guidate della durata di circa 2 ore, assai utili per conoscere, attraverso diversi itinerari,le caratteristiche del parco. Vengono anche organizzate attivit di educazione ambientale che consentono di studiare l'ambiente attraverso momenti di lezione, di ricerca, di raccolta materiale, di gioco. Itinerari Dall' ingresso alla conca dei rododendri ore 0,30 circa (solo andata) E' il percorso "obbligatorio" nel periodo di fioritura dei rododendri, fine maggio inizio giugno, e si svolge interamente su strada sterrata. Dall'ingresso alla torre ore 1 circa (solo andata) Percorso che partendo dalla quota pi bassa del parco (570 m.), permette di raggiungere la pi elevata (835 m), dove si

trovano una torre relativamente recente (inizio '900) ed i resti di una tomba risalente al IV sec. a.c. . Molte diramazioni e scorciatoie permettono di seguire percorsi diversi per l'andata ed il ritorno. Informazioni Gestore: Ente di gestione della riserva naturale speciale del Parco Burcina "Felice Piacenza" Sede: Cascina Emilia - 13814 Pollone (BI) Tel: 015-2563007 Tel. e Fax: 015-2563914 E-mail: parcoburcina@libero.it Come si raggiunge: In autostrada: da Milano - autostrada per Torino A4 uscita casello di Carisio; da Torino - autostrada per Milano A4, uscita di Santhi; da Genova - autostrada A26, uscita Vercelli o Santhi. In treno: linea Santhi-Biella, stazione di Biella. In autobus: Pollone ed il parco Burcina sono raggiungibili da Biella utilizzando gli autobus di linea. Un ampio parcheggio situato all'ingresso del parco, a Pollone. Si pu giungere al parco anche passando per la frazione Vandorno di Biella attraverso una strada stretta, poco agevole e con difficolt di parcheggio. Da questo accesso si arriva alla conca dei rododendri in pochi minuti e con un percorso pianeggiante. Per informazioni: Venaria Reale (TO) Via Carlo Emanuele II, 256 (entrata Ponte Verde) - tel. 011 459 36 75 - 800 329 329 Visita agli Appartamenti Reali del Castello de La Mandria A cura dell'Ente Parco La Mandria, via Carlo Emanuele II, 256 (entrata Ponte Verde) - Venaria Reale (TO) Tel. 011 499 33 22 La visita e' solo su prenotazione Ingresso 5,16 E-mail: mandria@ipsnet.it Comuni appartenenti al parco Borgaro Torinese - Caselle Torinese - Ciri - Collegno - Druento - Fiano Givoletto - La Cassa - Pianezza - Robassomero - San Gillio - San Maurizio Canavese Varisella - Venaria - Villanova Canavese Ente gestore Nome: Emte gestione Parco Regionale La Mandria e Parchi e Riserve Naturali delle Valli di Lanzo Indirizzo: Viale Carlo Emanuele II 256 Localit: Venaria Telefono: 011 / 4993311 Fax: 011 / 4594352 E-mail: mandria@ipsnet.it Servizi Centri visita - Museo naturalistico - Biblioteca tematica - Erbario - Aree pic-nic - Visite guidate - Attivit didattiche - Percorsi per disabili - Percorsi ginnici - Percorsi a cavallo - Piste ciclabili - Noleggio biciclette - Guida - Carta topografica - Manifesti, opuscoli, etc.

IL CASTELLO E IL PARCO. La Mandria


L'area su cui sorge "La Mandria " ricca di storia ,tradizioni e di bellezze naturali. Le origini di questa immensa tenuta,alle porte di Torino, sono riconducibili al periodo Cinquecento-Seicento ed il gusto per la caccia della Corte Sabauda. Ampi spazi verdi e lussuose residenze extraurbane vennero costruite per rendere pi confortevole l'attivit venatoria. La Mandria da tenuta esclusiva passata ad una successiva gestione privata, si trasformata in struttura aperta al pubblico. Le attrezzature messe a disposizione del pubblico non sono solo di tipo ricreativo (percorsi ciclabili,punti di ristoro,visite guidate) ma offrono anche supporti di tipo didattico e la possibilit di effettuare ricerche zoologiche e botaniche. Tra gli edifici all'interno della tenuta,il Castello della Mandria il frutto di diverse fasi costruttive ,fu voluto da Vittorio Amedeo II e progettato dallo Juvarra nel 1713. Il Castello non ha mai avuto funzioni di rappresentanza, fu concepito come luogo di sosta durante le battute di caccia dei Reali e per l'allevamento di una mandria di cavalli . Si possono visitare i Cantieri e gli Appartamenti Reali del Castello fatti rinnovare alla met dell'Ottocento da Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. Dal 1976 l'intera tenuta di propriet della Regione Piemonte. All'interno della tenuta sono state ristrutturate altre strutture come la Cascina "Rampa", Cascina "Brero", "la Bizzarria". Il Parco naturale della Mandria ricco di una flora di notevole interesse e variabilit morfologica. Si trovano aree caratterizzate da presenze anche di rovere betulla e robinia. Il sottobosco caratterizzato da presenze di specie abbastanza rare come il giaggiolo soberiano o la genziana mettimborsa, o piante tipicamente montane come la campanula agglomerata, il narciso selvatico o il trifoglio montano. La fauna piuttosto ricca, tra le specie maggiormente rappresentate ricordiamo il cervo, il cinghiale, la volpe, la lepre, sono inoltre presenti numerosi roditori. Per quanto riguarda l'avifauna si segnala, tra gli altri, la presenza di: airone cenerino, cicogna bianca, germano reale, falco pescatore, mentre tra i rettili e gli anfibi si ricorda: la lucertola muraiola, il ramarro, la biscia dal collare e la vipera comune. Il parco aperto al pubblico nel 1978 di notevole interesse naturalistico-ambientale, infatti ha conservato buona parte della vegetazione originaria, e rappresenta uno degli ultimi esempi di bosco planiziale, cio di copertura forestale che molte migliaia di anni fa ricopriva tutta la Pianura Padana. Per informazioni: Venaria Reale (TO) Via Carlo Emanuele II, 256 (entrata Ponte Verde) - tel. 011 459 36 75 - 800 329 329 Visita agli Appartamenti Reali del Castello de La Mandria A cura dell'Ente Parco La Mandria, via Carlo Emanuele II, 256 (entrata Ponte Verde) - Venaria Reale (TO) Tel. 011 499 33 22

La visita e' solo su prenotazione Ingresso 5,16 E-mail: mandria@ipsnet.it Comuni appartenenti al parco Borgaro Torinese - Caselle Torinese - Ciri - Collegno - Druento - Fiano Givoletto - La Cassa - Pianezza - Robassomero - San Gillio - San Maurizio Canavese Varisella - Venaria - Villanova Canavese Ente gestore Nome: Emte gestione Parco Regionale La Mandria e Parchi e Riserve Naturali delle Valli di Lanzo Indirizzo: Viale Carlo Emanuele II 256 Localit: Venaria Telefono: 011 / 4993311 Fax: 011 / 4594352 E-mail: mandria@ipsnet.it Servizi Centri visita - Museo naturalistico - Biblioteca tematica - Erbario - Aree pic-nic Visite guidate - Attivit didattiche - Percorsi per disabili - Percorsi ginnici - Percorsi a cavallo Piste ciclabili - Noleggio biciclette - Guida - Carta topografica - Manifesti, opuscoli, etc. Centri visita - Museo naturalistico - Biblioteca tematica - Erbario - Aree pic-nic Visite guidate - Attivit didattiche - Percorsi per disabili - Percorsi ginnici - Percorsi a cavallo Piste ciclabili - Noleggio biciclette - Guida - Carta topografica - Manifesti, opuscoli, etc.

SESTRIERES
Il piccolo centro di Sestrieres era una borgata di Cesana Torinese in Val Chisone. Negli anni '30 nasceva un centro sciistico assumendo in breve tempo fama internazionale. Oggi Sestriere una notissima meta per gli appassionati di sport invernali, modernissimi impianti di risalita collegati a quelli di Saune d'Oulx, Cesana, Sansicario, Claviere, sono il vastissimo comprensorio della Via Lattea: 400 km di piste, molte delle quali con innevamento artificiale. Su queste piste nel 2006 si svolgeranno le Olimpiadi Invernali. La sua altitudine di mt. 2035 , su una superficie di Kmq.25,50. Le frazioni di Sestriere sono : Borgata, Champlas du Col, Colle Per maggiori informazioni: www.sestriere.it IN AUTO Utilizzando la rete autostradale: - Da Torino percorrere l'autostrada Torino-Pinerolo collegata alla tangenziale Sud con svincolo a Beinasco, quindi seguire le indicazioni Sestriere, oppure la strada statale SS 23 a Stupinigi, giunti a Pinerolo seguire per la circonvallazione e seguire sulla statale 23, le indicazioni per Sestriere. IN BUS -linea Sapav Linea Torino-Pinerolo-Cesana - tel. 166.84.50.10; gli autobus delle Autolinee Cavourese Linea Torino-Pinerolo - tel. 011/397.00.00 IN TRENO Stazione delle FS "Porta Nuova" di Torino. La Val Chisone pu essere raggiunta tramite la linea ferroviaria Torino-Pinerolo-Torre Pellice con fermata a Pinerolo; proseguire per l'alta Valle con bus della linea Sapav.

SCIARE A SESTRIERE Pista di fondo Percorsi di difficolt variabile itinerari fino a 2800 mt. Scuola di sci Pista di pattinaggio Piste di discesa Comprensorio della Via Lattea Piste innevate anche artificialmente ,con itinerari fuori pista. Pista baby,seggiovia e impianti risalita. Maestri per lo sci da discesa e surf

Riserva Naturale Speciale - LOASI DI CRAVA E MOROZZO


Con una superficie di 300 ha. , loasi stata istituita nel 1979 come Riserva Naturale Speciale, all'interno dei Parco Regionale Alta Valle Pesio, in collaborazione con il Parco Regionale Alta Valle Pesio. I laghi di Morozzo e Crava, sono il nucleo originario dell'area protetta, il paesaggio caratterizzato dall'alternarsi di boschi, specchi d'acqua, luoghi adatti al rifugio degli animali, e zone coltivate, mentre un suggestivo sentiero naturale raggiunge il cuore della riserva dove ubicato il Centro Visite, tra il lago di Morozzo e lo stagno. Gli abituali frequentatori dell'Oasi, Mestoloni,Aironi cenerini Alzavole, Nitticore, Fischioni, Morette, sono attratti dall'abbondanza di pesci, anfibi, insetti, presenti nelloasi Come si raggiunge: Autostrada A6 Torino Savona, uscita di Carru, imboccare la Strada Statale 22 Mondov - Cuneo. fino al paese di Rocca de'

Baldi, poi seguire le indicazioni per l'Oasi LIPU. Visitabile : Tutto l'anno, tutti giorni (con orario 8-17,30). Visite guidate per gruppi o scolaresche devono essere prenotate al Centro visite Per informazioni: Oasi LIPU Crava Morozzo, Rocca de Baldi (CN) - tel.0174/587393

Da Mergozzo alla Val Formazza :: Paesaggi naturali mozzafiato, un incantevole lago e storiche cave di marmo e di granito. Meta turistica internazionale, Mergozzo situato alle porte dellOssola ed affacciato su un piccolo lago, uno dei pi puliti dItalia. Ricco di storia e tradizioni, il paese famoso soprattutto per le cave di Candoglia: il marmo rosa qui estratto fu infatti quello scelto per la costruzione del Duomo di Milano. Poco distante da Mergozzo, ai piedi del Monte Rosa, si trova invece Macugnaga, antico insediamento delle popolazioni walser e sede di una importante miniera aurifera oggi riattivata a fini museali. Proseguendo in direzione della Val Formazza, patria storica dei famosi formaggi ossolani e dei ghiotti salumi di capra, si arriva a Domodossola, situata sulla destra del fiume Toce molto vicino ai confini svizzeri. La cittadina conserva un interessante e suggestivo centro storico, con numerosi esempi della tradizionale architettura alpina e di edilizia medievale, la quattrocentesca piazza del mercato, il rinascimentale palazzo Silva (con museo), la parrocchiale ottocentesca con rilievi romanici. Grazie al Sacro Monte Calvario, Domodossola inoltre luogo di fede e meditazione: nella seconda met del Seicento due frati cappuccini del paese si fecero promotori della costruzione di un santuario e di alcune cappelle per la Via Crucis, trasformando cos il colle di Mattarella in un luogo sacro dedicato al ricordo della passione di Cristo. Il turista che si trova nei paraggi, non pu poi mancare di visitare Bognanco, grazioso paese che vanta la presenza di terme e di fonti di acque oligominerali. Sempre in zona si trova la Val Vigezzo, celebre per il pane nero e il prosciutto aromatico, ma anche valle di pittori e spazzacamini. Fin dal Seicento infatti, questultimo mestiere ha reso famosi gli abitanti della zona: qui ogni anno, in un comune a turno della valle, si tiene ancora il raduno internazionale dello spazzacamino. La valle rinomata inoltre per il Santuario di Re, chiamato anche della Madonna del Sangue in seguito a un antico aneddoto: pare infatti che alla fine del Quattrocento il dipinto della Beata Vergine presente nella chiesa si fosse messo a sanguinare a causa di una pietra tirata sulla tela. Litinerario si conclude in Val Formazza, dove gli appassionati di natura possono assistere al meraviglioso spettacolo della cascata del Toce. situata nel triangolo settentrionale della provincia ed un importante punto di interesse turistico grazie alla cascata del Toce (la Frua), conosciuta come il pi bel salto dacqua dEuropa. Alta 143 metri, fu visitata ed amata da illustri visitatori, come Richard Wagner, Gabriele dAnnunzio e la uRegina Margherita. La cascata aperta al pubblico nei mesi estivi, ma le sue acque vengono tilizzate tutto lanno per la produzione di energia idroelettrica. Oltre alla Frua, la Val Formazza offre innumerevoli attrattive: il paesaggio quello tipico dellalta montagna, caratterizzato da boschi, pascoli e laghetti alpini, mentre lambiente umano fortemente influenzato dalla cultura walser.

VAL VARAITA
SCI DI FONDO IN VAL VARAITA Tra i numerosi centri di fondo, il primo che si incontra, salendo verso il Monviso, quello di Valmala. Le piste si snodano in tre direzioni: verso il Pian Madama ,verso il colle della Ciabra e verso ovest, in direzione della localit Boisa. Proseguendo verso pian Madama, si percorre la parte pi bella dei tracciati di Valmala. Si attraversa uno splendido bosco di sole betulle, con percorso in discesa, interrotto di tanto in tanto da qualche breve risalita, la pista passa in costa al Bric Uccello, con ampio panorama sulla pianura cuneese, sulle Alpi Liguri e sulle Alpi Marittime. Nel procedere verso nord si raggiunge il colmo di Pian Madama. Lungo il versante ovest della montagna, si raggiunge il bivio per il colle della Cabra e si potr osservare le cime del monte S. Bernardo, con la caratteristica croce. Pista di fondo di Valmala: la pista da Pian Pietro fin oltre Pian Madama misura 7.5 chilometri ed ha una difficolt media. Splendide piste si sviluppano a sud dell'abitato di Chianale. Il panorama aperto verso sud-est, consentendo allo sguardo di posarsi sulla lunga sequenza di vette che costituisce la catena spartiacque tra valle Maira e valle Varaita. L'interesse per il luogo accresciuto dalla presenza del caratteristico borgo di Chianale, con case in pietra dai tetti in losa in sintonia con l'ambiente alpino; sono particolarmente interessanti l'antico ponte, posto nel cuore dell'abitato, le chiesette ed alcune case risalenti al sec. XVIII. La pista di fondo ha inizio presso il ponte posto immediatamente a valle del centro abitato .Le splendide piste di fondo della val Varaita i monti di Valmala e gli aperti campi di neve di Chianale, raccolgono altri centri di fondo, Sampeyre e Casteldelfino. Pontechianale e Sampeyre Valle Varaita La valle Varaita offre innumerevoli possibilit agli amanti delle piste di sci da discesa ,dello sci alpinismo ed a coloro che si cimentano con le cascate di ghiaccio, tra le migliori dellarco alpino. Sorgono impianti a Pontechianale, Sampeyre, Valmala, Casteldelfino, Bellino. Gli impianti a monte della seggiovia e quelli di pineta nord sono il simbolo sciistico di Pontechianale, Lo sci di fondo dispone di 100 km. di pista ripartite tra i vari comuni; la pista pi estesa quella di Valmala che opera fin dagli anni sessanta. Da non perdere la parrocchiale di Sampeyre e la festa del patrono S. Lorenzo a Chianale nel mese di agosto. DISTANZE CHILOMETRICHE Saluzzo 30/46- Cuneo 50/66 - Torino 90/116

IMPIANTI SCIISTICI tel. 0175/950183 CENTRO FONDO Centro Sci Nordico Valmala tel. 0175/978016 Tel. 0175/977152 0175/977238 e-mail: info@vallevaraita.cn.it

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