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auguri che i bambini di quinta elementare hanno voluto invia-

che ogni buon pastore ha per ogni singola pecorella. Quest’anno è sta- to segnato anche dalla morte di sua

ragazzi e alle loro famiglie alle Sante

che non abbiamo voluto riassumere perché avrebbero

segno evidente dell’attenzione

so delle letterine

dando

feste, all’udienza con il Santo

si-

gnificativa è stata la lettera di

ri-

Con grande sor-

va-

cordando che Ge-

neità e la bellez- za, le pubblichia-

sponta-

attraver-

senti-

ai

mo alcune qui di

bambini sono stati

Giovanni

menti espressi dai

risposta,

Anno VIII - Giugno 2005 - n. 6

Papa Giovanni Paolo II

appuntamento

veramente

estive,

in

va

i

la

II

la

seguito

sù non

Santità

raccolti

canza!

Messe

perso

Paolo

arrivata

una

per Natale.

Padre,ma

è

presa

al

re

quella

“A me piace quando le catechiste raccontano le cose di Gesù perché sono importanti e noi le dobbiamo sapere”, questo messaggio, di un bambino del catechismo, è ricco di saggezza. L’ imperativo “dobbiamo” rimanda ad una neces-

della conoscenza del suo Maestro, da cui poi deriva l’affezione e la sequela. Non si può ama-

ogni cristiano,

sità insopprimibile per

Come sempre però i più piccoli hanno la

catechismo, da quel- lo dei bambini fino a

è

alle

forse per questo che

spetto al catechismo per ragazzi. Diverse sono state le iniziative che hanno coinvolto le famiglie:

invisibile

vedere

è

anche

a-

stato fatto nella no- stra parrocchia per il

ri-

dulti sono state me-

agli occhi ma essen-

re se non si conosce,

adulti.

ed

molto

per

frequentate

incontri,

pro manuscripto

ziale al cuore,

perché

degli

per

catechesi

è

quest’anno

che

purezza

quello

dagli

ecco

ciò

no

le

come infermiera nell’ospedale. Ci ha scrit- una lettera: “In questo periodo mi capita avere dei flash di tutta la mia vita e allora

ta, una visita, ma anche il restare a casa

concreti fatti di amore: la doccia, aiutarlo a

perché le forze sono poche, il rinunciare ad

na è proprio questa croce. Madre Teresa

penso a quanto sono fortunata ad avere una

stro rapporto era come prima, anzi cresceva

fatto il dono di partecipare un po’ alla sua

non capisco, anche se ancora non riesco ad

le….”A volte mi viene in mente il passato e

vestirsi, guidare. Cerchiamo di ricominciare

di Dio e ti butti fuori ad amare nonostante

è stata 6 mesi a Fontem, una cittadella del

diceva “la vita è una sfida, affrontala”. Mi

giorno per giorno, momento per momento e

tutto e trovo la forza di ricominciare anche se

o quando ti commuovi o mi chiedi cento volte

vorrei dirti un po’ quello che vivo. Io ho fatto

biava nei suoi ritmi, Giulio aveva bisogno del

giorno per giorno, manifestandosi in gesti

passo (che vorrei tanto faceste anche voi) cioè ogni giorno ringrazio Dio di avermi

persone che hanno barche ed altro e fanno

Così scriveva Giulio

radicarmi nel presente. Qui al mare vedo

tutto quello che facevo, ma sento che devo

gere quando ti vedo camminare tutto storto

pre accetto che sei stato male…Poi ti guardo

piace tantissimo, perché è un po’ il mio ca-

vivere bene l’attimo presente e tutto ac-

ne….ma non ce l’ho con te….è che non sem-

rattere”. Nostra figlia Francesca recentemen-

famiglia così speciale…. La sai una cosa pa-

stessa cosa e allora ti rispondo non be-

forse non riusciamo a dimo-

mio, del nostro aiuto, ma la qualità del no-

la mia fortu-

Movimento dei Focolari in Camerun, lavoran-

l’ospeda-

quista valore: una passeggiata, una telefona-

pà….qualche volta ancora mi viene da pian-

Credo sia lo stesso anche per le mie sorel-

e ti vedo risolto e vedo come ti fidi dell’Amo-

strartelo ma siamo fiere di te”. Giulio rispon-

tardi la ripresa del lavoro. La nostra vita cam-

de: “ Francesca, in merito a quanto mi dici,

accettare pienamente questo dolore….

durante le prime vacanze dopo

ma

tante cose. Sono fortunati…

programma fatto.

insomma

le…

do

un

un

re

te

to

la

di

di

e

Bollettino Mensile della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria - Silvi Marina

Immacolato di Maria - S i l v i M a r i n a croce,

croce, ed è forse per questo che ho nel cuore una grande pace ed una gioia, proprio quella pace che Gesù dice “non quella del mondo” e questo

da la forza di accettare e vivere

tutto. In fondo nonostante la mia ma-

lattia, cosa ci ha fatto mancare il Pa-

dre ? Niente, abbiamo tutto e più di

tutto. Voi vi ritrovate un padre un po’

brutto, più chiuso ma il problema è

che rispetto a prima sono più distratto

e disattento e mi sfuggono tante ac-

cortezze e delicatezze. E’ tutto vero,

cerchiamo di accettarci con i nostri

limiti che in me sono sopravvenuti.

e le tue sorelle a

dire “grazie a Dio”, insieme a me e a

vostra madre, per quello che ci è capi-

tato e sono sicuro che il Padre darà

anche a voi la stessa pace. Allora dicia-

un grazie, ma col cuore, e non solo

con la bocca. Dio ci ama immensa-

mente ed ha scelto noi, non perché

ma perché vuole farci

siamo bravi,

Suo Amore. E poi avanti,

vivere del

lontani dagli inganni del mondo. Ciao e

sii forte…Sento che mi vuoi bene e te

ne voglio anch’io. Un bacione, papà”.

 

S. Messa S. Messa Rosario Vespri Santa Messa Santa Messa (mesi di Luglio e Agosto)

 

Santa Messa (mesi di Luglio e Agosto Rosario Vespri Santa Messa

Quindi vi invito te

ore 8,00

ore 9,30

ore 18,00

ore 18,40

ore 19,00

ore 20,15

ore 8,00

ore 18,00

ore 18,40

ore 19,00

mi

più

ma

mo

   
ore 19,00 ore 20,15 ore 8,00 ore 18,00 ore 18,40 ore 19,00 mi più ma mo
(Sara- Matteo) È una persona grande come Gesù che ci vuole bene. (Michela D’I.) È
(Sara- Matteo) È una persona grande come Gesù che ci vuole bene. (Michela D’I.) È
(Sara- Matteo) È una persona grande come Gesù che ci vuole bene. (Michela D’I.) È
(Sara- Matteo) È una persona grande come Gesù che ci vuole bene. (Michela D’I.) È

(Sara- Matteo) È una persona grande come Gesù che ci vuole bene. (Michela D’I.) È un uomo grande e di cuore che vuole bene ai bambini e dà gioia a tutti. Solo il Papa può far pregare tanto tutto il mondo! (Luca P.) È un padre perché vuole bene a tutto il mondo. (Paolo) È un Padre più di papà perché è il Padre di tutti. (Luca R.) È una persona buona, generosa che ha amore e dà felicità…ci rende felici. (Martina) È un bene prezioso. Se siamo giù di morale ci dona il suo cuore e noi stiamo meglio. (Jessica Di B.) Quando era piccolo giocava come me. Questo mi piace tanto. Poi è diventato un uomo meraviglioso. Vedevo che diceva la Messa. (Jessica Di S.) Quando il Papa viaggiava per il

la Messa. (Jessica Di S.) Quando il Papa viaggiava per il di fratellanza che Gesù c’insegna.

di fratellanza che

Gesù c’insegna. Nel-

la

Messa celebrata

da

Don Juan Pablo

abbiamo ringraziato

Gesù per esserSi donato nell’Eucari-

stia

e per la natura

che

ci ha regalato!

Infatti, il posto che

ci ha ospitato era

incantevole per via della sua semplice bellezza che non siamo né abituati a vedere data la mo- dernità delle nostre

città che poco lascia

alla natura, né siamo

esercitati a guardare

per la presenza di tutti gli affanni, le

tecnologie…

In quel bel paesag-

gio si sono svolte numerose attività come la grande bat- taglia tra cow-boys e

indiani, la costruzio-

ne di un fortino e di

diversi tipì; la cucina

alla trappeur ( cioè

direttamente sul fuoco infilzando e/o

attorcigliando cibarie come pasta del pane

e salsicce in rami

d’albero accurata- mente lavorati e sterilizzati sul fuoco stesso!). Questa splendida avventura ci ha raf- forzato e preparati ancora di più al grande evento con- clusivo dell’anno: il Campo Estivo.

al grande evento con- clusivo dell’anno: il Campo Estivo. Nel numero di Gioite di Marzo vi

Nel numero di Gioite di Marzo vi avevamo parlato del tema “BENESSERE E MALATTIA: LA SALUTE IN FAMIGLIA” . In sinte- si si diceva che il vero della famiglia è proprio quando la

Persona di Gesù viene a stare in mezzo ad essa e la fa “piccola chiesa domestica”, luogo della presenza di Dio sulla terra. E’ que- sta presenza a rendere

una famiglia “sana.” Non sempre, però, “salute” e “sanità” coincidono:la salu- te qualche volta cede il posto alla malattia. In que- sti momenti occorrerebbe continuare a credere con tutte le forze che anche questa prova Certo occorre fare tutto il possibile per riac-

quistare la salute, ma oc-

corre anche il distacco, un virtù cristiana, che aiuta a riconoscere

in un insuccesso della medicina la In questi mo- menti la famiglia può fare esperienza con l’Assoluto e allora salu- te e sanità appaiono valori inversamente proporzionali. La fami- glia può essere più sana che mai perché ognuno dei suoi mem- bri, per amore a Gesù Crocifisso, può trovare con la grazia la for- za di accogliere in sè il crudo del dolore e trasformarlo in amore. Ce lo ha testimoniato pienamente durante la sua vita e nel mo- mento estremo il Santo Padre ed è quanto è successo alla fami-

glia di cui raccontiamo l’esperienza.

successo alla fami- glia di cui raccontiamo l’esperienza. Sono Pina, sposata da 29 anni con Giulio

Sono Pina, sposata da 29 anni con Giulio e abbiamo 3 ragazze di 27,25,23 anni. Il 3 maggio di 10 anni fa Giulio è stato colpito da un ictus, rimanendo paralizzato su tutto il lato sinistro. E’ stato

cinque mesi in ospedale, di cui quattro in un centro di riabilitazio- ne. Ad un amico così scriveva “ Mai come in questa malattia ho sperimentato come sia importante il corpo per amare. Un abbrac- cio fatto con due braccia è diverso da uno fatto con un solo brac- cio; a volte mi manca la possibilità di manifestare il mio affetto prendendo il viso tra le mani o facendo qualcosa di utile per i figli, tagliare una fetta di pane, fare un caffè, un giro di walzer, mani- festare con un applauso la gioia per un bel voto, e così via. I me- dici mi hanno confermato che esistono ampie possibilità di recu- pero. Mi sono buttato con impegno nella riabilitazione, perché il mio corpo che funziona non è solo per me, è anche per la mia famiglia, per gli amici, per l’umanità.” Poi il ritorno a casa e più

con lui alla corte di Spagna; ma il fan- ciullo non amava la vita mondana.
con lui alla corte di Spagna; ma il fan- ciullo non amava la vita mondana.

con lui alla corte di Spagna; ma il fan-

ciullo non amava la vita mondana. Ai cannoni, al lusso, alla feste, egli preferi- va di gran lunga la contemplazione e la preghiera: così, dinanzi all’ immagine della Santissima Annunziata, Luigi donò tutto se stesso nella verginità perpetua. Aveva solo 10 anni; dovrà aspettarne ancora otto, prima di vedere realizzato il suo sogno di entrare nella Compagnia di Gesù. Il padre ostacolò in ogni modo questo progetto, ma alla fine dovette piegarsi alla volontà di Dio. Luigi visse da religioso appena cinque anni, nel silenzio, nell’ obbedienza e nella mortifi- cazione più estrema, tanto che, nono- stante la severità dell’ Ordine, gli venne impedito di fare penitenza. Nel 1590 un’ epidemia di peste colpì Roma: egli si prodigò nell’ assistenza ai malati con tutti i suoi fratelli e compagni. Un giorno trovò un appestato morente all’ angolo della strada; felice di aver incontrato Gesù sui suoi passi, se lo caricò sulle spalle e lo portò in ospedale. Contagia- to, morirà dopo quattro mesi di lenta agonia, il 21 giugno 1591, all’ età di 23 anni. Una volta scrisse: “non conviene che ci crediamo grandi, a causa della nostra nascita: anche i principi son ce- nere co-

po-

for-

cenere

puzzo-

lente”. Ma

egli profu-

a

un

E il

o

pu-

a

r e s t e r à

sem-

em-

di

questo principe che seppe rinunciare a qualsiasi altro stemma nobiliare.

che seppe rinunciare a qualsiasi altro stemma nobiliare. me veri; se, più m a v come

me

veri;

se,

più

m

a

v

come

giglio.

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i

g

l

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z

pre l’

blema

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I giorni 23-24-25 aprile noi, Reparto del Grup- po Scout di Silvi, abbiamo vissuto insieme l’esperienza del campo S. Giorgio, in onore del santo nostro protettore. L’evento si è svolto in un ex-maneggio nell’en- troterra di Silvi; posto che abbiamo raggiunto

nell’en- troterra di Silvi; posto che abbiamo raggiunto con le nostre mountain-bike. In questi giorni le

con le nostre mountain-bike. In questi giorni le squadriglie ( piccole “famiglie” maschili e femminili, che compon- gono il reparto, formate da ragazzi dagli 11 ai 16 anni ) si sono affrontate suddivise tra in- diani (sq. Tigri, Koala e Cobra) e cow-boys (sq. Falchi e Delfini). Molto gradita è stata la

presenza tra noi del futuro gruppo scout d’Atri che è venuto a vedere e soprattutto a provare la bellissima arte-scout! Anche Andrea, il se-

minarista che nei fine settimana viene nella nostra parrocchia, ha voluto vivere questa

splendida avventura facendoci compagnia! La presenza di tutte queste persone “estranee” alle attività che svolgiamo ogni sabato ( anche se Andrea spesso viene a farci una piccola catechesi) ci ha fatto ancora più piacere per- ché abbiamo avuto modo di trovare lo spirito

piacere per- ché abbiamo avuto modo di trovare lo spirito mondo io provavo gioia. (Federica) È
piacere per- ché abbiamo avuto modo di trovare lo spirito mondo io provavo gioia. (Federica) È

mondo io provavo

gioia. (Federica) È una persona importante che

ci dona allegria, felicità

del cuore, amore, bon-

tà. (Svetlana) È una persona dolce e gene- rosa. (Vittorio) È una persona felice che vuo-

le tanto bene e ci pro-

tegge con la preghiera. (Chiara I.) È come Ge- sù, è un Santo. Col suo cuore, dall’Alto, ci pro- tegge e anche dall’Alto

ci fa capire che ci vuole

bene. (Francesco) È una persona speciale, per me è il più buono. La prima volta che l’ho visto credevo che fosse cattivo poi ho capito che è una persona buo- na. (Chiara S.) È una persona straordinaria. Spero che preghi per noi. È stato il nostro primo Papa, l’unico, e prego che possa vivere in Cielo per sempre. (Azzurra) Il Papa prega sempre per noi e ci vuole tanto bene anche se sta in Cielo e dal Cielo continua a dirci di essere buoni. (Michela E.) Il Papa è come un Re, Come Gesù. Ama i bambini, i giovani, aiu- ta i malati, gli anziani, parte per annunciare che il Signore Gesù è con tutti noi, sempre, e perciò non dobbiamo avere paura! Grazie Giovanni Paolo II !

(Autodettato – II C)

Sei morto… ci dispiace e sentiamo, tanta tristezza… Ma ora non soffri più. Riposa in Cielo con Gesù e con Maria, come desideravi. Guardaci dall’Alto, proteggici, aiutaci.

Quando siamo in difficoltà, prega per noi. Seguici, così noi non sbagliamo e non facciamo cose brutte. Guidaci con Gesù sulla strada giusta dell’amore, della pace e della felicità. Facci essere amici e fratelli. Ora non piangiamo più per la tua morte. Gesù ci fa tornare il sorriso perché, tu, il nostro Papa, sei con Lui, in Cielo, per noi.

( Autodettato – Classe II C– Via Roma )

(Luca P.-Francesco-Azzurra-Michela D’I.-Sara-Michela E.-Chiara I.-Martina-Federica)

Caro Papa Giovanni Paolo, vorrei dirti un mare di cose…te le dico lo stesso anche se sei in Cielo: con il cuore mi potrai senti- re! Ti voglio un mondo di bene! In questo momento sono tri- ste: ti ho visto in TV,…stavi soffrendo…È brutto soffrire e tu sei stato davvero bravo!

Mi sono commosso.

Stavi molto male poi

ti sei aggravato e sei morto. Sono rimasto

ore a guardarti in TV

aggravato e sei morto. Sono rimasto ore a guardarti in TV e se avevo sete non

e se avevo sete non

andavo neanche a bere. Sono dispiaciu-

to,

ho pianto tanto

che

non riuscivo quasi

a smettere e ha pian-

to tutta la famiglia.

Ho detto una preghie- ra per te. Mi sembra

che tu sia ancora sulla

terra perché ti ho qui

nel mio cuore e ti penso sempre. Volevo venire a Roma per

salutarti, abbracciarti forte forte ma purtroppo non ho potuto. Non ti ho mai visto dal
salutarti, abbracciarti forte forte ma purtroppo non ho potuto. Non ti ho mai visto dal

salutarti, abbracciarti forte forte ma purtroppo non ho potuto. Non ti ho mai visto dal vivo e mi dispiace; rimani nel mio cuore. In Piazza San Pietro tutti cantano e pregano. Tutto il mondo prega per te. Io prego per te. Tu hai fatto in me la gioia e l’amore. Mi han- no raccontato molte cose belle di quando eri Papa ed io non ero ancora nato. Ma mi sono bastati sette anni per capire il bene che volevi a tutti e specialmente ai bambi- ni. Mi sono bastati sette anni anche per capire che cos’è l’amore che hai dato a tutti noi. Ho visto qualche immagine del tuo funerale a scuola, mi è scappata qual- che lacrima e mi sono venuti in mente tutti i ricordi… Tu hai compiuto un’azione meravigliosa, fondamentale: hai fatto mol- ti viaggi in paesi lontani, dove nessun Papa era mai andato ad annunciare che Gesù è morto sulla Croce, è Risorto ed è salito al Cielo. Tutti per te erano amici. Andavi in montagna, incontravi i giovani, i grandi, i malati e, quando eri in ospedale ma- lato anche tu, ti affacciavi alla finestra. Ti hanno sparato…hai perdonato i terroristi! Sei stato buono con tutti, anche con quelli di altre religioni. Giocavi con i bambini e facevi le facce buffe. Sei simpatico, una persona ecce- zionale, importante per me. Sei stato il mio primo Papa. Mi manchi molto. Tu hai bene- detto tutti e tutto il mondo intero fino alla morte. Voglio che vai in Cielo, Te lo meriti! Ho appeso un tuo ritratto nella mia cameretta. Ti ricorderò sempre. Non ti dimenticherò mai mai e rimarrai con me nel mio cuore.So che ora stai con Gesù e sono contento perché in Cielo non soffri più. Stai bene con Gesù in Paradiso? Continua a pregare per noi e noi per te, proteggimi, illumina il mio cammino e aiutami a diventare grande e buono come te. Tu devi mandare un Papa buono e bravo co- me te. Ti mando un bacione grande grande. Riposa in pace. Con amore…

(Autodettato II C – Via Roma - : Michela E.- ChiaraI.- Martina - Jessica Di S.- Jessica Di B.- Luca P. – Francesco – Michela D’I. – Luca R. – Matteo – Robert – Chiara S.- Svetlana – Az- zurra – Sara – Paolo – Federica – Vittorio)

– Az- zurra – Sara – Paolo – Federica – Vittorio) ti conoscia- mo ancora poco

ti conoscia- mo ancora poco e il tuo

è

viso

sembrato un

po’ severo…

però averti

ci

visto già alla

TV e sentire la tua voce

così dolce, ci ha fatto capi- re che sei buono e ci vuoi bene. Il

nostro cuore

si è riempito

di gioia

quando abbiamo visto e sentito le cam- pane suonare a festa. Non ci piaceva stare senza Papa e siamo contenti che hanno scelto te che sei stato al fianco

del caro Giovanni Paolo II e suo grande amico. Ora sei Papa… Pregheremo per te ogni giorno e siamo sicuri che ci illu- minerai la strada giusta per arrivare a Gesù. Annuncia al mondo che Gesù è morto, è Risorto ed è salito al Cielo. Unisci nella preghiera le religioni, aiuta

a

credere chi non crede, insegnaci. Apri

il

cuore a tutto il mondo: visita i paesi,

porta la gioia e indica la strada dell’a- more. Questi anni, passali in buona

salute; vogliamo che vivi a lungo, che resti con noi, nel nostro cuore, per tutto

il tempo donandoci la tua dolcezza, la

tua bontà, la tua generosità, tanta gioia

e

allegria. E non morire subito! Ricorda-

ci

sempre nelle tue preghiere. Possiamo

venire a trovarti? Tanti auguri per il tuo Pontificato. Ti abbracciamo forte forte e

ti mandiamo un bacione grande. Ti vo-

gliamo bene. Rispondici presto, appena

puoi. Ciao!

(Classe II C– Via Roma)

presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del
presto, appena puoi. Ciao! ( Classe II C – Via Roma) cesane e le indicazioni del

cesane e le indicazioni del Pontefice sono uno strumento prezioso che ci guida e ci sostiene, perché ogni nostra decisione sia innanzitutto conforme all’ insegnamento della Chiesa. Tutto questo non è sempli- ce: a volte ci si scontra, non ci si com- prende, ci si ferisce. Ogni uomo, infatti, porta con sé la propria storia, la propria esperienza, il proprio modo di amare e

Lo scorso numero di “Gioite!” è stato intera-

mente dedicato alla presentazione del sino- do parrocchiale, per offrire a tutti la possibi- lità di conoscere questa importante iniziati- va, che impegnerà la nostra comunità fino ad ottobre con la stesura del documento finale da consegnare al Vescovo. Dopo l’ assemblea generale dell’ 8 maggio, già da qualche settimana hanno preso avvio gli incontri dei singoli gruppi (catechismo, Azio-

ne Cattolica, AGESCI

ai quali ciascuno di noi è chiamato a partecipare. Quella che il Signore ci offre in questo tempo è un’ occasione speciale per mettere da parte le incer- tezze, l’ indifferenza, il timore, e condividere con

gli altri membri della co-

munità i dubbi, le incom- prensioni, le proposte, affinché la parrocchia cresca unita e impari a “fare la verità nella cari- tà”. Non vogliamo infatti, che questo sinodo diventi ancora una volta l’ e- spressione di un ristretto gruppo di persone: è nostro desiderio dar voce

a tutti, perché ognuno di

noi è chiamato a speri-

mentare personalmente

servire Dio. Ma il bello della comunità cristiana è racchiuso qui, in una diversità che unisce anziché dividere. Luigi Gonza- ga, il santo di cui vorrei parlarvi, descrisse così la sua compagnia

religiosa: “

una

nave,

),

nella quale non meno fanno progresso nel viaggio quelli che per ubbidienza stanno oziosi, che altri che s’ affaticano a remare”. Questa era l’ affasci- nante nuova immagi- ne che egli aveva della sua fede: l’ apparte- nenza ad una compa- gnia salvifica. Adesso era la stessa compa- gnia a portarlo e a salvarlo, non più la sua personale bravu- ra: su una nave viag- giano tutti, anche quelli che sono mo- mentaneamente sfac- cendati. Non c’ è simi- litudine più bella per comprendere cos’ è il miracolo della comuni- tà parrocchiale. Luigi era da poco diven- tato gesuita, dopo aver rinunciato, per amore di Gesù, al suo titolo nobiliare, ai privilegi della primogenitura e alle tante ricchezze che la sua famiglia possedeva. Il padre, Ferrante Gonzaga, voleva fare di lui un soldato e un uomo di stato, l’ uni- co, che con la sua tenace mitezza, avreb- be potuto restituire gloria e onore ad una dinastia in decadenza. Lo portò persino

la

gioia di sentirsi famiglia

e

di essere membra dell’

unico corpo di Cristo, che è la Chiesa. Negli incontri che abbiamo già affrontato, e in quelli che ci apprestiamo a vivere, ci stiamo interrogando con molta semplicità sulla no- stra esperienza di cristiani (“cosa siamo”, “da dove veniamo”, “cosa vogliamo”), cri- stiani che operano nell’ ambito della liturgia, della catechesi, della carità e dell’ evangeliz- zazione. In questo cammino, quando qual- cosa non ci è chiaro, le Linee Pastorali Dio-