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New Day films of
This Year
New Day films of
This Year
Il primo valore nella storia. Trentatr edizioni annuali, dagli anni Settanta ad oggi, vuol dire una
storia di continuit tra donne e cinema che dal secolo dei grandi movimenti arriva al primo
decennio del duemila.
Da qui una scelta di racconti che cercano e scoprono qualcosa nella storia. Un tedesco che
passa alla Resistenza, un eroe ricordato ancora oggi in Lunigiana e benissimo da Marina
Piperno e Luigi Faccini in Rudolf Jacobs. Oppure un esploratore come Adalberto De Agostini,
missionario nella Patagonia degli anni Dieci del Novecento, Per questi stretti morire di Isabella
Sandri e Giuseppe Gaudino. E certamente La buena nueva della spagnola Helena Taberna, che
mette in scena un episodio ancora sconosciuto della guerra civile spagnola e un prete molto
deciso a cercare la sua verit.
Ma anche nel bel ritratto fuori scena di Colomba Antonietti, una per tutte le donne del
Risorgimento italiano, in Colomba, di Simona Molino e Matteo Lucidi e nella rievocazione
appassionata del centenario dell8 marzo, girata in tram, a Roma, l8 marzo 2011, dal nuovo
collettivo Maude.
La storia raccontata dallordinariet delle persone normali anche la cifra stilistica di My
Perestroika, il premiatissimo doc di Robin Hessman, Usa, che racconta la transizione al post
comunismo, un passaggio essenziale della storia contemporanea. O quella, di nuovo
sorprendentemente attuale, che racconta la storia dei comunisti americani dagli anni Trenta ai
cinquanta: Seeing Red di Julia Reichert e Jim Klein, dalla linea classic della distribuzione
americana New day. Un modello di cooperativa anomalo e geniale, che annovera anche la prima
stagione femminista americana, con It Happens to us, di Amalie Rothschild, il primo film sulla
legalizzazione dellaborto e poi, di seguito la riflessione delle donne su potere Anything You
Want to Be, di Liane Brandon, umorismo e cartoon: Fanny Ladies di Pamela Briggs e infine sulla
inesauribile voglia di principe azzurro in Bachelorette 34 di Kara Herold. Talvolta, sono storie di
libert ritrovata ad una certa et, con percorsi complessi come un puzzle Rompecabezas
dellargentina Natalia Smirnoff, altre volte sono rielaborazioni su unimmagine femminile che
stata veicolata senza sosta dalla televisione per ventanni: Il corpo delle donne di Lorella
Zanardo.
Stili, paesi e autrici diverse ma tutte narrazioni che aggiungono un punto di vista che potremmo
chiamare, con Luisa Muraro, leredit del femminismo.
Il secondo valore nellinterrogare lattualit del sacro, quello che la tradizione, le religioni
spesso, rappresentano come tale. In Kenya, ad esempio, dove La battaglia dellalbero sacro di
Wanjiru Kinyanjui si svolge in un villaggio in cui si rifugia una donna in fuga dalla tradizionale
sottomissione propria del ruolo. O in Polonia, dove Barbara Sass, Nel nome del diavolo, mostra
che il microcosmo conventuale, non sempre il luogo della pace e dellabbandono dalle
tentazioni del mondo per le ragazze che lo scelgono.
Il terzo valore lenergia glocal della Toscana, in cui un gruppo di documentariste scandaglia con
energia il territorio per trasmetterne le nuove risonanze. Livia Giunti tra Parigi, H dO e Livorno,
Matilde Gagliardo tra la Sicilia dellInfanzia di Orlandino e ancora Livorno di Paolo Virz e Bobo
Rondelli,Maria Grech nel mondo dei non vedenti Contatto, Maria Luisa Carretto nel mistery Il
pipistrello e Silvia Lelli tra il Venezuela e la Toscana Jorge avuelo e larte della direzione
dorchestra di Johanna Knauf I gesti del suono.
Lultima valore nella musica, su cui si apre e si chiude il programma. Dalla musica dei gesti
muti di Diana Karenne, polacca, dallEst allOvest della Germania riunificata con Das alte lied, di
Ula Stckl, verso il Sud del Marocco, dove la giovane rivelazione marocchina Selma Bargach
indica nel leuto lo strumento principe di ogni Rinascimento. Al centro, tra Portogallo e Napoli, il
fado di Misia, nella Passione di Turturro per la canzone.
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Bahati c. \c,. '.yc,.
The Battle of the sacred Tree c. \c,. '.yc,.
La buena nueva c. |c|cc cccc
La cinquime corde c. Sc|c |ccc|
Colomba c. |c||cc |c.c. c S.cc |c|.c
Il corpo delle donne c. |cc||c cccc |ccc |c|. C|.cc. Ccscc Cc|
Il giardino di Anna c. |cc|c Cc.c.c||c|.
In the Name of the Devil c. |cccc Scss
Io sono. Storie di schiavit c. |cccc Cc.s|.
Miss Dorothy c. C.|.c /|ccc
Per questi stretti morire (cartografia di una passione) c. |sccc||c Scc. c C.sccc
Ccc.c
Passione. Unavventura musicale c. c| |c
Rompecabezas c. |c|c|.c S.c
Rudolf Jacobs, luomo che nacque morendo c. |.. |ccc.. c |c.c |.ccc
Tram - mob di Maude
Catalogo 2011 12
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Bachelorette 3= c. 'cc |cc|c
Funny Ladies: APortrait of Women Cartoonists c. |cc|c|ccc|.s
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Salsiccia Project c. S.|v.c |c||.
Paolo Virz e Bobo Rondelli dietro le quinte de Luomo che aveva picchiato la
testa c. |c|.|cc Cc|.cc
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Catalogo 2011
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La battaglia dell'albero sacro un classico del cinema africano e,
naturalmente, keniota. Esprime un'attitudine tollerante e piena di
humor nel mettere in scena argomenti molto seri che hanno a che
vedere con l'incontro tra le culture e gli equivoci che a questo incontro
facilmente si accompagnano. A volte da questi equivoci sono anche
scaturiti conflitti ed orrori ma non per forza le cose debbono assumere
un aspetto tragico. La protagonista Mumbi (Margaret Nyacheo) torna al
suo villaggio Kikuyu in seguito a grossi problemi coniugali, il divorzio
da un marito violento. Non facile far accettare la separazione alla
famiglia d'origine, anche perch occorre trovare mezzi di sussistenza
autonoma e quindi un lavoro. Cercando lavoro Mumbi ha modo di
osservare l'attivit di un gruppetto di donne appartenenti a una Chiesa
Evangelica, che mirano a estirpare ignoranza superstizione e
arretratezza dal paese che identificano nell'albero sacro del villaggio.
In realt, il problema principale per le donne della comunit
l'attrazione che l'Happy Bar esercita sui loro uomini. Al culmine di
questa "guerra di religione", la presidente dell'associazione cristiana
rimarr di stucco scoprendo che le sue giovani allieve vanno
regolarmente e fare offerte all'albero sacro. Senza alcun dubbio tutte le
simpatie di Wanjiru Kinyanjui sono per le credenze ancestrali della sua
terra, ma nel pieno rispetto del diritto per ciascuno di credere in ci che
vuole. Con molto tatto la regista non critica n irride le pie donne per la
religione in cui credono ma per la maniera troppo rigida e letterale con
cui ne interpretano i precetti. Il loro atteggiamento di falsa devozione
e formalismo, il complotto contro l'albero sacro ridicolizzato e
demolito tra i sorrisi della maggioranza degli abitanti del villaggio. La
favola diverte, anche se chiaramente pone la questione della libert di
coscienza e quella del diritto di ciascuno a vivere secondo i propri
principi. Di certo le immagini del paese testimoniano un grande amore
anche attraverso la bellezza della sua natura che l'abero sacro
immenso e maestoso ben rappresenta.
Catalogo 2011 34
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia e
sceneggiatura:
Wanjiru Kinyanjui
Montaggio: Eva Lopez
Echegoyen
Fotografia: Franois
Kotlarski
Musica: Mamadou
Mbay
Interpreti: Margaret
Nyacheo, Catherine
Kariuki, Roslynn
Kimani, Titi Wainaina
Produzione: BIRNE
FILMS
Kenya, 1994, 35mm
col., 84'
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Catalogo 2011 Catalogo 2011
Da ragazzina, usavo molto la mia immaginazione. Ad esempio, rendevo reali personaggi di storie facendoli vivere
intorno a me. Quando ho letto Emil and the Detectives di Erich Kstner, ho trasferito tutta la storia a Nairobi. I
personaggi, nella mia fantasia, erano i ragazzini di Nairobi, in pantaloncini e maglietta. Solo crescendo, negli anni
del liceo, ho capito che si trattava dell'opera di un autore tedesco con ambientazione e personaggi tedeschi.
Alle scuole medie, il sabato ci facevano vedere film "innocenti" come Mary Poppins o i film con James Bond.
Fuori da scuola, nelle sale, invece cera il cinema indiano, che capivamo anche senza conoscere la lingua:
teenagers curiose dellamore e del romanticismo. Alla scuola inglese, poi, guardavamo soprattutto produzioni
tratte da Shakespeare.
alla fine del mio master che ho capito che raccontare mi interessava pi che scrivere relazioni e tesine. Per
questo mi sono iscritta alla Deutsche Film und Fernsehakademie di Berlino (DFFB). Il problema principale l
stato avere a che fare con europei che trovavano difficile collaborare con una donna nera ignorante. Dovevamo
sprimentare tutti i ruoli della produzione cinematografica ma nessuno voleva farlo con me perch pensavano che
non ne fossi capace. Decisi quindi di fare, per quanto possibile, da sola: scrittura, regia, montaggio
Oggi mi guida il bisogno di dare agli africani immagini che loro possano riconoscere come autentiche e non
occidentalizzate. Vorrei sentir dire: proprio come siamo noi, come ci comportiamo noi.
Come regista mi sento una lavoratrice della cultura. Una visione distorta della storia ha reso gli africani poco
fiduciosi in s stessi, tendiamo a ignorare il nostro passato e a scappare in America e in Europa Occidentale. Un
bianco ci incute maggior rispetto di un'altra persona di colore come noi. Tutto nasce dai lavaggi del cervello che
abbiamo subito durante il colonialismo in Kenya, per esempio, la musica, le religioni e la vita culturale erano
proibite dai colonizzatori. I missionari cristiani ci avevano convinto che il male evidentemente era insito nel nostro
passato e nel nostro presente. La promessa di giungere in Paradiso riguardava solo quelli che erano disposti ad
abbandonare le loro divinit primitive e abbracciare il cristianesimo. Oggi, ovunque guardo vedo i sintomi terribili
della nostra indotta inferiorit,
New Day films of
This Year
nata in Kenya nel 1958. Si laureata in Canada, ha conseguito il Master of Arts e
frequentato la German Academy for Film & Television a Berlino. Nel 2006 e nel 2007 ha
organizzato la prima e seconda edizione del Kenya International Film Festival e il Kenyan
Women Films al Goethe Institute di Nairobi. Dal 2009 insegna alla Kenyatta University.
Regista, sceneggiatrice e produttrice, ha realizzato numerosi documentari e video. The Battle
of the Sacred Tree il suo primo lungometraggio a soggetto che ha ottenuto riconoscimenti e
premi nei festival di tutto il mondo.
Wanjiru Kinyanjui
Filmografia
... wenn ein Fremder dazu kommt... (video, 1987) The Reunion (documentario, 1988) A
Lover and Killer of Colour (cortometraggio, 1988) Der Vogel mit dem gebrochenen Flgel
(TV, 1990) African Time (cortometraggio, 1991) Clara hat zwei Lnder (TV, 1992) Black in
the Western World (cortometraggio, 1992) Vitico, eine lebende Legende (video, 1993) The
Battle of the Sacred Tree (1994) Telephone call from Africa (TV, 1996) Koi na Haki Zake (TV,
1996) KenyanGerman Women cooperation (1997) African Children (documentario, 1999)
And this is Progress (in Trading Images, 2000) Say No to Poverty (documentario, 2001)
Sandore (video, 2002) Friends (video, 2003) Bahati (video, 2007) Manga in America (video,
2007) Njoki Ndung'u (in Africa is a Woman's Name, 2009).
Dichiarazioni della regista
"S, conosco un po' tutto del cinema industriale perch ho voluto fare quest'esperienza"
dice Wanjiru Kinyanjui, naturalmente l'essersi formata alla scuola di cinema di Berlino le
ha facilitato l'approccio al cinema come lavoro perch l'insegnamento ricevuto aveva pi
aspetti pratici di quelli che normalmente si incontrano in una accademia di cinema.
Wanjiru Kinyanjui inizia l'attivit professionale gi dal secondo corso, lavorando in alcune
produzioni della ZDF TV, la seconda pi importante rete televisiva tedesca. Gira piccole
storie che le permettono una preziosa conoscenza tecnico professionale. "Scrivevo le
sceneggiature e poi dirigevo cos che stavo davvero a occhi aperti da tutt'e due le parti
della macchina da presa". La sua fama legata al primo lungometraggio del 1994 The
Battle of the Sacred Tree girato come saggio finale della scuola di cinema di Berlino. Il
film basato su una favola sociale scritta da Barbara Kimenye combinata con elementi di
cultura dei conflitti, indagine sociale e femminismo. Non tutti gli aspetti del film
appartengono alla storia originale, Wanjiru Kinyanjui si prende parecchie licenze
artistiche e amplia il ritratto di una porzione del suo Paese attraverso i suoi ricordi
d'infanzia ed esperienze sociali pi adulte. Il film nasce con il budget della tesi di laurea e
cresce grazie ad altri fondi recuperati in vari modi. La cifra raccolta bastava alle spese del
cast e delle location. Ricorda "Sapevo benissimo che mi occorreva un albero sacro per le
riprese, ma il problema era che non avevo idea di dove potessi trovarne uno, o almeno
uno che fosse imponente e centrale rispetto ad un villaggio come lo volevo io". Un amico
che vive in campagna la informa della presenza di un albero di questo genere a Githiga
nel distretto di Kiambu, casualmente proprio il distretto di provenienza della regista: "Mi
sembrava un segno del destino". In 25 giorni le riprese erano finite ed cominciato il giro
dei festival. Sono arrivati i primi premi come quello del Black Film Makers Hall of Fame in
California e un premio attribuito dalla rivista Variety. Girato nella zona rurale di Githiga, il
film ha molte scene nella natura, spesso una natura antropizzata, cio campagna, questo
un elemento che attira coloro che amano il paesaggio africano o forse anche
direttamente i film africani. Probabilmente il pubblico locale non apprezza particolarmente
questo tipo di cinema perch completamente assuefatto al modo di trattare le immagini
e la vita contemporanea di Hollywood. "Devo confessare che girando non pensavo affatto
alla produzione commerciale ma che in tutti i casi, dal punto di vista del marketing, il
prodotto era povero e poco confezionato per la distribuzione". Due anni dopo, per, TV
Africa ha mostrato il film per due volte, in tanti lo hanno visto e la distribuzione l'ha fatto
girare abbastanza nel Paese, mentre veniva venduto all'estero e premiato in molti
festival. "In Germania avevo imparato a costruire sceneggiature impeccabili e dialoghi
scritti che gli attori dovevano imparare a memoria e poi recitare, in Africa gli interpreti
volevano soltanto capire bene quello che accadeva e prevalentemente sceglievano da
soli le parole dei propri personaggi". Ricorda che in uno dei primi giorni di prove con la
troupe aveva proposto di prendersi un po' di tempo da sola per migliorare la qualit dei
dialoghi, "e perch mai?" le avevano risposto " sufficiente che tu ci spieghi bene la
storia poi noi facciamo il resto". Questo atteggiamento, allora in Africa prevalente, era
rifiutato da molti registi ma Wanjiru Kinyanjui prefer non imporre il suo punto di vista.
Questo le ha permesso anche di valorizzare i linguaggi locali, il loro suono e la loro
poesia. Tutti recitavano nella propria lingua aggiungendo battute e creando una
situazione di humor diffuso e inoltre un film che non fosse girato in inglese risultava di
particolare interesse per le persone che non conoscevano le lingue europee. Per quanto
riguarda Manga in America si tratta di una vera produzione televisiva, pensata per far
parte di una serie e qui davvero l'improvvisazione degli attori stata fondamentale. In
realt esiste una tradizione africana della "recita a soggetto", in cui solo i temi del dialogo
vengono suggeriti, il tono e in gran parte le parole sono decise sul momento dall'attore.
"Devo aggiungere che per me nel cinema tutta una questione di tempi e, se i tempi
sono quelli giusti, quelli delle riprese ma naturalmente anche i tempi del montaggio, si
pu rinunciare a molte cose. Ad esempio, per quanto riguarda questo episodio, in
America non stato girato proprio nulla, perch il budget non lo permetteva".
Catalogo 2011 56
Dalla Germania molti modi di fare cinema
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Catalogo 2011 78
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia: Helena
Taberna
Sceneggiatura:
Helena Taberna e
Andrs Martorell
Fotografia: Gonzalo
Berridi
Montaggio: Nino
Martnez Sosa
Musica: ngel
Illarramendi
Interpreti: Unax
Ugalde, Brbara
Goenaga, Guillermo
Toledo, Gorka
Aginagalde, Joseba
Apaolaza, Mikel Tello,
Maribel Salas, Klara
Badiola, Erik
Probanza, Fernando
Ruiz, Rodrigo Sanz
de Heredia,
Magdalena Aizpurua,
Susana Gmez,
Cndido Uranga,
Jabier Muguruza,
Loquillo
Produzione: Lamia
Producciones.
Spagna, 2008, 35 mm
col., 103
c.
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Una storia damore, guerra e religione.
Miguel viene nominato parroco di un paese operaio e socialista proprio
allo scoppiare della rivoluzione. Da subito lesercito occupa il paese e d
inizio alle fucilazioni. Nella sua lotta per difendere la popolazione, Miguel,
si scontra con le gerarchie ecclesiastiche e militari mettendo a rischio la
sua vita. Il giovane prete trova rifugio nellamicizia con la maestra del
paese il cui marito stato ucciso allinizio della guerra. La relazione con
Margari, far da contrappunto al disincanto del giovane parroco e sar il
suo unico appoggio in Essi che si adattarono a un mondo sotto il mondoun
cammino che dovr percorrere da solo.
Basato su una storia vera, il film racconta con fedelt storica lappoggio
della chiesa cattolica al sollevamento militare contro la Repubblica,
denominato Santa Crociata. Nel corso di tre anni di guerra civile Miguel
sente come il clero, cui appartiene, si discosti dal vangelo e assecondi la
repressione contro la popolazione civile. Il protagonista incarna la forza
delle proprie convinzioni e la coerenza personale in un grido appassionato
e senza tempo contro lingiustizia.
Ha iniziato la sua carriera come Coordinatrice per le Nuove Tecnologie del
Governo della Navarra. Dal 1994 si dedicata solo al cinema. I suoi film,
tanto i lungometraggi quanto i corti, hanno ricevuto un ottimo riscontro di
critica e pubblico e ricevuto numerosi premi in festival nazionali e
internazionali. Il suo primo lungometraggio Yoyes, uscito nel 2000, ha
ottenuto un enorme successo al botteghino tanto che la Columbia Tristar
ha preso l'incarico della distribuzione in Spagna con 100 copie e l'italiana
Intrafilms si occupata della distribuzione internazionale. Il documentario
Extranjeras (2003) e La buena nueva (2008) che hanno ottenuto un
grande successo di pubblico sono entrambi prodotti dalla casa di
produzione di Helena Taberna, la Lamia Producciones. La buena nueva
ha confermato il successo di Taberna come regista "votata" alle tematiche
di interesse sociale. Del 2010 il suo ultimo documentario Nagore. Il film
racconta dell'omicidio di Nagore Laffage, giovane aspirante infermiera
morta per mano di uno psichiatra della Clinica Universitaria di Pamplona.
Helena Taberna
La mujer de Lot (cortometraggio, 1990) Busto de un poeta (cortometraggio, 1990) 87 cartas
de amor (cortometraggio, 1992) Recuerdos del 36 (documentario, 1993) Emiliana
(cortometraggio, 1994) Alsasua 1936 (cortometraggio, 1994) Nerabe (cortometraggio, 1995)
Yoyes (2000) Extranjeras (2003) La buena nueva (2008).
La buena nueva un film su guerra e religione, ma soprattutto una storia damore. La vita e
la morte sono protagoniste della narrazione e mostrano, amplificandoli gli orrori della guerra.
Il film affronta, attraverso le vicende e lo sguardo di un giovane prete, una tematica mai vista
al cinema sulla Guerra Civile: il ruolo che ha giocato la Chiesa in questo periodo della nostra
storia recente.
Miguel, il nostro protagonista, viene inviato come parroco in un paese di sinistra nel luglio del
1936. testimone della repressione attuata nella retroguardia e reagisce spontaneamente
mettendosi dalla parte dei deboli rispetto a chi detiene il potere. Il carattere forte e il coraggio
del giovane sacerdote ci spinge a identificarci con la sua lotta e le sue idee. La buena nueva
diventa cos una storia universale, come universale la lotta per rimanere fedeli ai propri
ideali anche se ci implica grandi sacrifici personali.
La buena nueva un film a soggetto, per basato sulla biografia di un mio parente, Marino
Ayerra, che prese in carico la parrocchia di Asasua il 16 luglio del 1936. una storia che
conosco fin da bambina e che mi ha sempre impressionato molto per il mistero che avvolgeva
le tematiche relative alla guerra. Le donne del mio paese mi hanno spesso avvicinata per
manifestare la gratitudine che ancora oggi provano nei confronti di Don Marino che io non ho
mai conosciuto personalmente.
Per La buena nueva abbiamo fortemente voluto rispettare i fatti storici. Abbiamo curato molto
lambientazione e cercato di rimanere fedeli al susseguirsi degli eventi. Al tempo stesso
abbiamo creato situazioni, azioni e personaggi immaginari in modo che la documentazione
storica e la finzione facessero crescere la narrazione in modo armonico.
Del mio film hanno detto che pur trattando argomenti delicati, riesce comunque a lasciare
negli spettatori un sentimento di speranza. Spero che La buena nueva contribuisca a far
conoscere meglio questo periodo della nostra storia e serva tenere viva la speranza e il mio
desiderio che fatti cos orribili non si verifichino pi. La mia filmografia sembra avere come filo
conduttore il tema della lotta tra la libert individuale e il compromesso sociale.
La mia intenzione era quella di fare un film ben costruito, solido e pieno demozione che desse
allo spettatore modo di riflettere sulla passione, la libert e il comportamento degli esseri
umani in situazioni avverse. La buena nueva mira al recupero della memoria storica da una
prospettiva individuale ed emozionale. La mia intenzione non indicare i colpevoli in questa
storia, ma rendere un ricordo riparatore e poetico a chi quella guerra lha persa.
Unax Ugalde ha rappresentato magnificamente il giovane protagonista, entrando anima e
corpo nel personaggio e creando una personalit davvero favolosa da tutti i punti di vista. A
Barbara (Goenaga) e a Unax (Ugalde), al momento di costruire i loro personaggi, non ho
anticipato troppo scegliendo di affidarmi alle loro intuizioni. Questa una cosa in cui credo
fermamente perch credo che il cinema vivo e il cinema veritiero racconti ci che racconti,
potr arrivare al pubblico se la storia, buona e sincera, verr raccontata con lanima e con la
passione di vivere. Quindi se si lavora con bravi attori come lo sono Unax Ugalde e Barbara
Goenaga, non c' molto bisogno di seguirli. Credo che sia sbagliato cercare di dirigere il
lavoro in una direzione definita ma che sia meglio lasciare che tutto venga da solo cos ci che
si otterr sar vero. Nella realt il prete un uomo molto giovane, ha 25 anni, Unax ne ha 27,
anche per questo gli stato facile creare e pensare a ci che doveva accadere ed entrare con
naturalezza nel personaggio.
Filmografia
Dichiarazioni della regista
Catalogo 2011 910
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
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Catalogo 2011
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia: Giulio
Antamoro
Sceneggiatura:
Riccardo Picozzi
Fotografia: Cesare
Cavagna e Eduardo
Piermattei
Interpreti: Diana
Karenne, Carmen
Boni, Romano Cal,
Lia Formia
Produzione: Nova Film
Italia, 1920, 35 mm
b/n, 60
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Miss Dorothy, unistitutrice, viene assunta dalla duchessa Di Sangro per
dar lezioni alla figlia Mara, promessa sposa di suo cugino Giorgio. In realt
Dorothy Thea Northingham, una musicista inglese che il fratello maggiore
di Giorgio, Ruggero, da tempo scomparso, ha sposato contro il parere della
duchessa. Giorgio che nutre per Thea una segreta attrazione, ma che nel
frattempo si unito a Mara in un matrimonio di convenienza scopre che
la donna tornata in Italia per far luce sulla sorte della figlia Alma, che la
duchessa riuscita anni prima a sottrarle in circostanze misteriose,
dandola per morta. Dopo aver aiutato Thea a ritrovare la figlia, rinchiusa in
un collegio, Giorgio avvia le pratiche di divorzio da Mara. Convinta che
Thea ambisca a sposare il genero, la duchessa minaccia di denunciarla.
Alla fine, per evitare calunniose insinuazioni che potrebbero nuocere alla
reputazione di Alma, Thea si uccide.
Miss Dorothy lunico film italiano sopravvissuto, nel quale appare Diana
Karenne. Nei pochi anni trascorsi in Italia, tra il 1916 e il 1920, lattrice
recita in ben ventisette film, alcuni dei quali da lei scritti, prodotti e diretti.
Regista italiano. Fra i pionieri del muto, figura di rilievo della storica casa di
produzione Cines dal 1909, il conte Antamoro si occupa per un paio danni
del settore comico lui che ingaggia Ferdinando Guillaume, il futuro
Polidor, destinato a grande successo e dirige non poche comiche da lui
interpretate col nome di Tontolini. Nel 1911 firma il primo Pinocchio dello
schermo (con la famiglia Guillaume al completo) e dopo qualche altro film
dirige uno dei suoi lavori pi importanti e conosciuti: Christus. Pur autore di
vari generi, rimasto nella storia del cinema soprattutto per film religiosi:
oltre al citato Christus, Frate Francesco, vero e proprio colossal, e Antonio
di Padova, biografia del Santo. Nella sua carriera muta ha diretto alcune
delle dive pi acclamate, dalla prima Francesca Bertini ad Hesperia, da
Leda Gys a Diana Karenne. Con larrivo del sonoro postsincronizzo, il suo
ultimo film muto di rilievo: Antonio da Padova, e dopo un lungo periodo di
silenzio firma due film sonori: Fanfulla da Lodi e Langelo bianco, codiretti
Giulio Antamoro
1112
Regia di molte comiche interpretate da Tontolini e da Coc (191011) Pinocchio (1911)
Suonatori ambulanti (1912) La donna come lombra (1913) Metempsicosi (1913) Fra
uomini e belve (1913) Un intrigo a corte (1913) La sfumatura (1913) Dopo la morte (1913)
La rivincita del passato (1915) Colei che doveva morire (1915) Fiammata patriottica (1915)
Linesorabile Christus (1916) Sotto il dominio di una tomba (1916) Lavvenire in agguato
(1916) Freccia doro (1916) Il canto dellagonia (1916) Novanta giorni (1916) Oltre il confine
dellanima (1917) Il buon ladrone (Memorie di un ladro) (1917) Le nove stelle (1917) Il lupo
(1917) Ursus (1917) Quaranta miliardi e una corona (1917) La storia dei tre (1917) Leda
senza cigno (1918) Il doppio volto (1918) Il rifugio (1918) Una peccatrice (1918) Sole
(1918) Io ti uccido! (1919) Il bacio di Dorina (1919) La fiamma e la cenere (1919) Zoya La
bambola infranta (1920) Dopo il suicidio (1920) Miss Dorothy (1920) La campana dello
scandalo (1920) Tre meno due (1920) Smarrita! (1921) Larte del suo mestiere (1921) Don
Carlos (1921) La fanciulla di Pompei (1925) Frate Francesco (1927) Antonio di Padova, il
santo dei miracoli (1930) Fanfulla da Lodi (1939) Langelo bianco (1943). davanti a una
dozzina di disegni schizzati di suo pugno, come se dovesse sceglierne uno fra i tanti. Infatti si
tratta delle locandine da lei disegnate per pubblicizzare il film Pierrot, da lei diretto e
interpretato e prodotto dalla David Karenne Film nel 1917. ottenuto combinando i diversi
modello
Filmografia
Le giovani donne lavoratrici dei secondi anni Dieci sono anzitutto spettatrici. Si identificano
con le dive che
sono moltissime: esageratamente lodate ed esageratamente pagate [...]. Conseguenza logica
quindi questa: che il cinematografo nato per le donne. Ma anche pi logica quest'altra
conseguenza: che le donne vanno continuamente al cinematografo come ad un'oasi. Le
donne quindi hanno trovato nel cinematografo tutto il loro utile e tutto il loro diletto15.
Fra i loro modelli di stile classe, eleganza, mimica e gestualit c' Diana Karenne, l'unica
divaautrice del cinema italiano. Anche quando la via dell'autarchia realizzativa si riveler
impraticabile, la Karenne continuer a forgiare la sua immagine in totale autonomia, portando
sullo schermo personaggi di donna emancipata che si scontra contro la morale borghese a
rischio della vita, propria e altrui. Purtroppo della diva venuta dall'est, morta sotto i
bombardamenti della Seconda guerra mondiale, restano pochissimi film e nessuno di quelli da
lei diretti. Solo il ritrovamento di pellicole oggi perdute e accurate ricerche d'archivio potranno
portare a nuove scoperte.
Svolge attivit di ricerca e didattica nell'ambito della storia del cinema. Studia in particolare il
contributo al film reso da attori, stili di recitazione e fenomeni divistici, con preciso riferimento
al cinema muto e al contesto italiano. Partecipa al progetto di ricerca internazionale dedicato
alle pioniere del cinema dal titolo Women Film Pioneers (18951931), che confluir nella
pubblicazione di due volumi presso la University of Illinois e al progetto di ricerca Permanent
Seminar on History of Film Theory promosso dallUniversit Cattolica del Sacro Cuore di
Milano, dalla Columbia University di New York, dallUniversit degli Studi di Torino e dal
Museo Nazionale del Cinema.
Ha collaborato con l'Istituto della Enciclopedia Italiana per l'Enciclopedia del Cinema Treccani
e con le riviste Bianco e nero, Drammaturgia, Cinecritica e Cinma et Cie. Collabora con la
rivista SegnoCinema, partecipa al progetto editoriale della Scuola Nazionale di Cinema (CSC)
Storia del cinema italiano e alla Enciclopedia Treccani Terzo Millennio. E' responsabile per il
Cristina Jandelli
Catalogo 2011 1314 Catalogo 2011
settore cinema della rivista Annali del Dipartimento di storia delle arti e dello spettacolo,
vicedirettore della rivista web Drammaturgia.it e responsabile per il settore cinema del
Progetto AMAtI Archivio multimediale dell'attore italiano diretto dal prof. Siro Ferrone.
delegato ai tirocini del corso di laurea triennale Pro.Ge.A.S. (Progettazione e Gestione di
Eventi dell'Arte e dello Spettacolo) e delegato all'orientamento per il settore cinema del corso
di laurea triennale DAMS, nonch, per la Facolt di Lettere e Filosofia, coordinatore del
gruppo di docenti che svolgono attivit di orientamento in ingresso.
I ruoli nel teatro italiano fra Otto e Novecento (Le Lettere, Firenze, 2002) La scena pensante.
Cesare Zavattini fra teatro e cinema (Bulzoni, Roma, 2002) Le dive italiane del cinema muto
(L'Epos, Palermo, 2006) Breve storia del divismo cinematografico (Marsilio, Venezia, 2007).
Monografia
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Viaggio al termine di un jukebox, il pi grande del mondo: Napoli,
scrigno di canzoni, anzi patria delle canzoni, leggenda che inizia con il
mito fondante delle muse. Canzoni e cantanti, musicisti e poeti,
personaggi reali e leggendari sono i protagonisti di un film che
attraversa una delle metropoli pi belle, famose e controverse del
mondo, una delle pochissime in grado di incarnare unidea della vita.
Locchio straniero, ma non troppo, dellitaloamericano John Turturro
attraversa la citt e le sue musiche, dal Canto delle lavandaie del
Vomero del 1200 a Napul di Pino Daniele, rievoca storie lontane e
miti vicini, alterna lamarcord alla ricostruzione, i caroselli canori alle
voci di strada, la sceneggiata al videoclip, la storia della canzone alle
storie che le canzoni narrano e nascondono. Immagini, spesso inedite,
delle grandi voci di un passato ormai remoto si sovrappongono con
quelle di interpreti moderni, capaci di proseguire una tradizione gloriosa,
ricreandola e rinnovandola. Cos la classe senza tempo di Mina apre la
strada alleleganza disarmante di Pietra Montecorvino, e le seduzioni
sperimentali di Raiz, Almamegretta e MBarka Ben Taleb incorniciano il
toccante incontro di Massimo Ranieri con Lina Sastri tra gli exploit
travolgenti di Fiorello e Gennaro Cosmo Parlato e le memorie in musica
di Avion Travel, Peppe Barra e James Senese. Unorchestra
deccezione per un repertorio che parla di amore, sesso, gelosia,
immigrazione, protesta: le perle dellOttocento e gli ultimi classici
moderni del Novecento, affidati al direttore Turturro serio fino al gioco
che con sguardo complice e curioso va in cerca del richiamo poetico
delle melodie, della loro capacit di rappresentare un mondo e di girare
il mondo, grazie alla loro sostanziale essenza glocal: napoletana ma
internazionale. Ogni canzone diventa una piccola sceneggiatura, una
cartolina sentimentale spedita da una citt e dalle forze che la
muovono: lenergia, i drammi, lorgoglio, le ironie. E su tutto una grande,
incalzante sensualit, e il riso dellintelligenza e del cuore. Dallinizio
della storia del disco a 78 giri alla morte del CD, quasi a dimostrare che
la canzone napoletana non muore, non sopravvive, ma ritrova e rinnova
il suo cantoincanto.
Catalogo 2011
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This Year
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Catalogo 2011
Regia: John Turturro
Soggetto e
sceneggiatura: John
Turturro e Federico
Vacalebre
Montaggio: Simona
Paggi
Fotografia: Marco
Pontecorvo
Interpreti: Mina,
SpakkaNeapolis 55,
Avion Travel, Misia,
Pietra Montecorvino,
Massimo Ranieri, Lina
Sastri, MBarka Ben
Taleb, Gennaro
Cosmo Parlato, Peppe
Barra, Angela Luce,
Max Casella, Raiz,
James Senese,
Fausto Cigliano,
Fiorello, Fiorenza
Calogero, Daniela
Fiorentino, Lorena
Tamaggio, Enzo
Avitabile, Pino
Daniele, con la
partecipazione di John
Turturro
Produzione:
Skydancers e
Squeezed Heart
Production.
Italia/Usa, 2010, 35
mm col., 90
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Fresh Garden
John Turturro pu essere definito uno dei maggiori attori di questa epoca, una figura centrale
del panorama cinematografico indipendente americano. Dopo aver ricevuto il suo MFA (Master
of Fine Arts) alla Yale School of Drama, il versatile, nativo di Brooklyn Turturro, recita la parte
di protagonista in Danny and the deep blue sea del commediografo John Patrick Shanley a cui
segue il suo debutto cinematografico, nel capolavoro di Martin Scorsese, Toro Scatenato.
Turturro fa il suo ingresso a Broadway con la performance in Death of a Salesman (Morte di un
commesso viaggiatore) da cui inizia negli anni 80 un intenso impegno scenico e in cui si
inseriscono la nuova interpretazione con Scorsese ne Il colore dei soldi e in Hannah e le sue
sorelle di Woody Allen. Ma la svolta arriva con linterpretazione, nel 1989, dellirascibile
pizzaiolo razzista Pino, nel film di Spike Lee Fa la cosa giusta, che gli regala il suo primo
successo e un connubio con il regista afroamericano che lo diriger in altre importanti pellicole:
Mo Better Blues,
Jungle Fever, Clockers, Girl 6, He Got Game, Summer of Sam, e She Hate Me. Allo stesso
tempo Turturro d avvio a una collaborazione lunga e feconda con i registi Joel ed Ethan
Coen, che prende inizio con lindimenticabile performance di Bernie Bernbaum, il Gangster
doppiogiochista Ebreo in Millers Crossing (Crocevia della Morte). Da allora Turturro ha
recitato in altre opere dei Fratelli Cohen, tra cui: Barton Fink successo a Hollywood (che gli
vale la Palma doro a Cannes per la migliore interpretazione), Il Grande Lebowski, e Fratello
dove sei?. Altre interpretazioni cinematografiche e televisive di Turturro includono: Lombra del
Potere The Good Shepherd, con Matt Damon e Angelina Jolie, diretto da Robert De Niro
Mission nine eleven, con Juliette Binoche, Secret Window, con Johnny Depp, diretto da David
Koepp, Terapia durto, con Adam Sandler e Jack Nicholson Quiz Show, diretto da Robert
Redford, La tregua, in cui ha interpretato il ruolo di Primo Levi Il giocatore Rounders, con
Edward Norton e Matt Damon, La grazia nel cuore, regia di Allison Anders Monday Night
Mayhem, in cui ha collaborato con il leggendario commentatore sportivo Howard Cosell, e
unapparizione in "Monk", per il quale Turturro vince un Emmy Award.
Tra i pi recenti lavori troviamo il film campione di incassi Transformers di Michael Bay Il
Matrimonio di mia sorella, con Nicole Kidman The Bronx is Burning per il canale TNT, come
Manager degli Yankees, Billy Martin e Disastro a Hollywood con Bruce Willis e Robert De
Niro, diretto da Barry Levinson.
Turturro, oltre la carriera di attore, annovera anche tre film scritti e diretti da lui: Mac, per cui ha
ricevuto la Camra d'Or a Cannes nel 1992, Illuminata del 1998, e, pi recentemente,
l'acclamato Romance and Cigarettes, con James Gandolfini, Susan Sarandon, Christopher
Walken e Kate Winslet.
Del suo appassionato impegno teatrale vale la pena ricordare le recenti messinscene di Souls
of Naples (Questi fantasmi) di Eduardo De Filippo per la quale ha avuto una nomination al
Drama Desk Award e di A Spanish Play, della grande drammaturga francese Yasmina Reza.
Nella primavera del 2008 Turturro stato protagonista, alla Brooklyn Academy of Music, del
capolavoro di Samuel Beckett Finale di partita.
John Turturro
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Fresh Garden
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
Susana Maria Alfonso de Aguiar in arte Misia una pioniera, uno spirito libero. Si formata attraverso viaggi
musicali, poetici, geografici...
Era una necessit per un'artista cresciuta tra due culture: quella paterna chiusa e introversa della borghesia
portoghese e quella esuberante e artistica della nonna e della madre spagnole.
Ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza a Porto, la citt dove nata, e dove, per la prima volta, ha cantato nelle
Case del Fado dove si recava il pubblico pi popolare. Giovane donna, sceglie di andare a vivere a Barcellona e
inizia una carriera piena di strass, piume e nudit nei mitici cabaret del Paralelo (la Broadway catalana). Il vento
nuovo della liberazione postfranchista crea uno strano contrasto con il kitsch dei costumi, i trucchi eccessivi, i
codici fissi di questo genere teatrale. Ma tant'. Il piacere di sperimentare, interpretare ruoli e cambiare
personaggi una strada obbligata per imparare a stare su qualsiasi scena.
Pi tardi Misia si stabilisce a Madrid. il tempo della postmovida, spettacolo e vita notturna. Nasce un
personaggio nuovo, taglio alla garonne, frangetta geometrica. Tanto lavoro, una vera maratona. Per molti mesi
Misia interpreta cinque nuovi titoli scelti nell'immenso repertorio della canzone internazionale in un programma
televisivo.
Dopo molte esperienze che tutte rinforzano la sua vocazione d'artista ma non presentano certo un aspetto
unitario, Misia ritorna a quella che stata la rivelazione della sua adolescenza: il fado, l'ambiente delle Case del
Fado, oscure e piene di fumo, dove si mescolano i pubblici pi diversi l'affascina di nuovo. Decide di tornare in
Portogallo e sceglie Lisbona per realizzare il suo sogno/progetto: cantare il suo fado. A questo punto, e forse per
la prima volta nella sua vita, ha una visione molto chiara di quello che desidera fare. Al rientro in Portogallo non
sa per che il fado fortemente contestato per l'uso che ne stato fatto durante la dittatura di Salazar. Il fado
stato utilizzato come strumento di propaganda, di repressione e di controllo. Se si escludono alcuni grandi poemi,
le canzoni hanno veicolato l'estetica falsa e rassicurante di un Portogallo piccolo e povero, senza ambizione ma
felice.
una scommessa rischiosa, ma Misia si lancia in una vera e propria campagna di riscoperta del fado. Fa un
inventario del genere, ricerca i fado tradizionali, prende contatto con poeti contemporanei ai quali chiede di
comporre nuovi testi. Vuole in scena i violini e gli accordeon che ascoltava accompagnara il canto del fado nelle
strade della sua infanzia. Avvicina questi strumenti al pianoforte dei salotti aristocratici dell'Ottocento. Non si tratta
soltanto di un lifting estetico, ma di un lavoro in supericie e in profondit, nella forma e nel contenuto.
Naturalmente Misia si fa molti nemici. Il pubblico di sinistra l'accusa di interessarsi a una forma d'arte
conservatrice e reazionaria, la destra tradizionalista rifiuta la sua immagine e quello che lei dice. Inoltre non
apprezza il fatto che inviti poeti ben conosciuti per il loro impegno politico ad infrangere le convenzioni che
caratterizzano il genere.
L'artista per continua per la sua strada e resta fedele alla propria visione. Non pu fare altrimenti e cos apre
nuove possibilit espressive. Per questo una pioniera con tutti i rischi del caso, anche quello di essere poco
compresa. I primi successi li coglie all'estero, prima in Spagna e Giappone, poi in Francia e in Germania. Un po'
per volta diviene un'artista di fama internazionale. A partire dal 1993 viene considerata, dopo Amlia Rodriguez,
la pi importante cantante di fado sulla scena mondiale.
Tra i molti dischi, apprezzati premiati e molto venduti, ne ricordiamo qualcuno. Fado (1993), il secondo disco che
ne suggella il trionfo Tanto menos tanto mas (1995), premio Charles Cros Garras dos Sentidos (1998), dove
per la prima volta violino accordeon e piano partecipano nell'arrangiamento del fado contemporaneo (250.000
copie) Paixes Diagonais (1999), con l'accompagnamento al piano di Maria Joo Pires Ritual (2001), un
omaggio ai fadisti delle Case del Fado registrato con microfoni a valvola come negli anni Cinquanta Canto
(2003), che si allontana dal fado per avvicinarsi all'opera strumentale del chitarrista e compositore portoghese
Carlos Paredes (in questo disco, premio dalla critica discografica tedesca, l'accompagnamento affidato alla
chitarra, alla viola e a un quintetto d'archi) Drama Box (2005), alterna tango, bolero e fado. anche uno
spettacolo cui partecipano Fanny Ardant, Miranda Richardson, Ute Lemper, Carmen Maura e Maria de Medeiros.
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New Day films of
This Year
Mara conduce una vita allinsegna della normalit. una casalinga
di Buenos Aires in una famiglia come tante, in una routine come
tante. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, in una festa in cui
sembra la sempre servizievole donna di casa e non la festeggiata,
riceve in regalo un puzzle. Mara scopre di avere un dono particolare
nel risolvere il rompicapo e si appassiona a questa nuova attivit.
L'entrata in scena di Roberto, sessantenne ricco e gentile, e la sua
proposta di avere Maria come partner nei prossimi campionati del
puzzle in Germania, rende il nuovo hobby un'autentica ossessione.
Grazie alla splendida interpretazione ricca di sfumature di Brbara
lvarez, assistiamo allevoluzione interiore di questa donna delicata e
dimessa dietro il cui carattere schivo e gentile, si nasconde una
natura caparbia e determinata. Mara scoprir un'altra s stessa
riuscendo comunque a non perdersi. Presentato al Festival di Berlino
2010, Rompecabezas disegna una parabola divertente ed efficace
sulla consapevolezza dei propri mezzi e laffermazione di s, cosa
che pu avvenire anche attraverso il pi improbabile dei percorsi. Il
puzzle diventa cos una metafora del nostro atteggiamento nei
confronti della vita, dello sforzo costante di mettere insieme i pezzi
diversi della nostra esistenza ma, per Natalia Smirnoff, anche
metafora della creazione cinematografica: Fare un film unattivit
che richiede anchessa la raccolta e la sintesi di unenorme quantit
di elementi diversi in vista del tutto, dellopera conclusa.
Catalogo 2011
Regia e
sceneggiatura: Natalia
Smirnoff
Fotografia: Brbara
lvarez
Montaggio: Natacha
Valerga
Musica: Alejandro
Franov
Interpreti: Mara
Onetto, Gabriel Goity,
Arturo Goetz, Henny
Trailes, Felipe
Villanueva, Julin
Doregger, Nora Zinski,
Marcela Guerty, Mirta
Wons, Mercedes
Fraile, Denise
Groesman, Jimena
Ruiz Echaz, Pacho
Guerty, Nstor
Caniglia, Carolina
Adamovski, Leticia
Gaspari, Bernarda
Pags, Andrs Zurita
Produzione: Carrousel
Film, Las Nias
Pictures.
Argentina/Francia,
2009, 35 mm col., 87'
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1920
Si formata all'Universit del Cinema di Buenos Aires (FUC) dove ha studiato messa in
scena con Augusto Fernndez e sceneggiatra con Martn Salinas, laureandosi in regia
cinematografica. La sua brillante carriera professionale l'ha portata nel corso di 12 anni a
ricoprire vari ruoli nell'industria cinematografica e a collaborare con molti autori della
cinematografia argentina e internazionale. stata assistente alla regia di Alejandro
Agresti nei film Valentn e Un mundo menos peor, di Jorge Gaggero nel film Cama
adentro, di Pablo Trapero in Nacido y criado. Direttrice del casting in Las viudas de los
jueves di Marcelo Piero, in El corredor nocturno di Gerardo Herrero e nei tre film di
Lucrecia Martel La cinaga, La nia santa e La mujer sin cabeza. Aiuto regista di Marco
Bechis per Garage Olimpo e di Damin Szifrn per El fondo del mar.
Rompecabezas il suo primo lungometraggio.
Rompecabezas della esordiente argentina Natalia Smirnoff, sotto le vesti della commedia,
una divertita metafora sulla vita che attinge con libert ed autonomia espressiva, a certe
costanti del cinema sudamericano e argentino in particolare. Maria abile a ricomporre i
puzzle e questo gioco diventa lo strumento per sfidare, con un silenzioso, ma efficace
atteggiamento, le convenzioni familiari. Un tragitto che porta per vie traverse
allemancipazione e allaffermazione della propria personalit.
MILANO 21Natalia Smirnoff
Natalia Simirnoff
Rompecabezas di Natalia Smirnoff
Catalogo 2011 Catalogo 2011 2122
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Un convento. Un gruppo di suore sono guidate da una rigida madre
superiora che cerca di proteggerle dai pericoli esterni. Presto
troveranno una nuova guida nel carismatico Padre confessore, che
mostrer loro una nuova immagine di Dio. La Madre Superiora e il
Padre Confessore iniziano cos a predicare che non solo l'anima ma
anche il corpo deve esser donato al Signore. Ben presto il monastero
sar isolato dal mondo, verr circondato da filo spinato e nessuno
potr entrare n uscire. Ci che succede dietro quelle porte chiuse
un segreto che solo le suore e padre Franciszek conoscono. Anna, una
delle sorelle, non si lascia sedurre dalla nuova fede. Da sola combatte
la battaglia per mantenere pura la sua anima, ma anche il suo corpo.
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July 2008
Regia e
sceneggiatura:
Barbara Sass
Montaggio: Anna
Wagner
Fotografia: Wieslaw
Zdort
Musica: Michal Lorenc
Interpreti: Katarzyna
Zawadzka, Mariusz
Bonaszewski, Anna
Radwan, Roma
Gasiorowska, Marian
Dziedziel
Produzione: WFDiF
Wytwrnia Filmw
Dokumentalnych i
Fabularnych, Syrena
Films
Polonia, 2011, 35mm
col., 115'
c. |cccc Scss
nata nel 1936. Laureata alla Film School di Ld in Polonia. la pi
premiata regista e sceneggiatrice polacca, conosciuta soprattutto per i
suoi controversi e provocatori film Nowolipki Girls (1985), Spider
Woman (1993) e Temptation (1995). I suoi lavori sono stati proiettati in
molti festival internazionali tra cui quelli di Mannheim, San Sebastian,
Montreal, Tokyo.
Barbara Sass
Without Love (1980) Debutante (1982) The Sceam (1983)
Nowolipki Girls (1985) Caged (1988) An Immoral Story (1990)
Spider Woman (1993) Only Fear (1993) Temptation (1995) Like a
Drug (1999) In the Name of the Devil (2011).
Filmografia
|cv.|
2324
Ispirato a una storia vera, la regista e sceneggiatrice polacca Barbara Sass realizza un film
sul superamento del confine che divide la fede dalla follia tra le mura di un convento, In the
Name of the Devil. Il film viene presentato in anteprima alla 36 edizione del Festival del Film
Polacco di Gdynia e proiettato nelle sale di tutta la Polonia da settembre 2011.
La storia basata sull'ammutinamento del convento di Kazimiersz che rifiuta la decisione
vaticana di sostituzione del loro leader. Questo comportamento induce a indagare sul
convento e scoprire sconvolgenti cambiamenti nelle regole delle pratiche religiose. In the
Name of the Devil segue le vicende di Anna, una giovane che diventa suora per guarire le
sue ferite interiori. La severa madre superiora protegge le suore dai pericoli del mondo
esterno con l'aiuto di un carismatico prete che sostiene che l'avvicinamento a Dio pu essere
un'esperianza carnale. Le nuove pratiche di fede spaventano e confondono le giovani suore.
In the Name of the Devil stato selezionato per partecipare in concorso alla 33 edizione del
Film Festival di Mosca.
Katarzyna Grynienko, 21 giugno 2011
Lo scioccante film sul convento 'non contro la Chiesa', afferma la regista
La regista del film ispirato al noto scandalo del convento polacco, insiste nell'affermare che il
suo non un lavoro contro la Chiesa.
La trama ruota intorno ad uno spregiudicato prete, che entra in un convento polacco e
rapidamente converte le suore a una pratica della fede decisamente poco ortodossa,
chiedendo loro di cedere il proprio corpo al Signore.
Il film mostra molti parallelismi con lo scandalo che ha scioccato la Polonia nel 2007, quando
la polizia irruppe in un convento della pittoresca cittadina di Kazimierz Dolny.
All'interno del convento venne trovato un bambino e il frate francescano venne portato via in
manette, cos si chiude una vicenda che si trascinata per due anni.
"Io stessa sono cattolica e non ho realizzato questo film contro la chiesa" afferma Barbara
Sass " pensato contro le persone che cercano di manipolare gli altri per conseguire i propri
scopi".
Al tempo stesso la regista si augura che il suo film non sia recepito solo nella sua dimensione
scandalistica "sebbene io sappia che non sar possibile evitarlo" ammette.
"Non mi sono documentata su cosa successo in quel convento, non ho voluto parlare con le
suore coinvolte".
La regista aggiunge che il suo principale intento era quello di riuscire a esplorare il mondo
interiore della sua eroina, Anna, che combatte contro le macchinazioni del prete.
"Abbiamo gi mostrato il film ad alcuni preti che lo hanno accettato" confessa "Qualcuno ha
detto che saremmo potuti andare oltre, ma io non ho voluto il mio buon gusto me lo ha
impedito".
Il film stato molto discusso. Si dice che il distributore polacco del film avrebbe detto che non
ricever nessun premio e circoler in una sola copia. Un portavoce della compagnia lo ha
comunque negato vigorosamente nella conferenza stampa.
Peter Gentle, 9 giugno 2011
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
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Fresh Garden
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Catalogo 2011
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Catalogo 2011
Regia, soggetto,
sceneggiatura e
fotografia: Luigi M.
Faccini
Montaggio: Sara
Bonatti
Musica: Oliviero
Lacagnina
Interpreti: Marina
Piperno, Carlo
Prussiani, Paolino
Ranieri, Zenech
Marani, Memo
Brucellaria, Birghit
Schicchi Tilse, Claudia
Bocciardi, Alessandro
Cecchinelli, Giulio
Marlia, Sara Papini,
Davide Faggiani,
Enrico Casale, Brenno
Becchi, Rubes Garuti
Produzione: Marina
Pireno per Ippogrifo
Liguria ass. culturale.
Italia, 2001, col., 97'
c. |.. |ccc..
Nato nel 1914, Rudolf Jacobs era figlio di un importante architetto di
Brema. Esperto in costruzioni difensive, venne destinato nel levante
ligure per rafforzarne le coste, sulle quali Rommel temeva uno sbarco
alleato. Visse in una splendida villa requisita, sulle alture di Lerici, e da l
diresse lorganizzazione TODT.
A La Spezia era giunto nellautunno del 1943. Passato alla Resistenza
italiana il 3 settembre del 1944, mor due mesi dopo, esattamente il 3
novembre, mentre comandava unazione contro le brigate nere
acquartierate in un albergo di Sarzana. Sepolto in questa citt, Rudolf
Jacobs insignito della medaglia dargento al valor militare, mentre per
lunghissimi anni, in Germania, fu considerato un disperso.
Chi lo conobbe dice che fosse alto, ossuto, gentile, con una buona
conoscenza della lingua italiana. Nei paesi circostanti presto si vocifer
di un tedesco, di nome Iaco, che sequestrava derrate alimentari agli
accaparratori e le distribuiva gratuitamente alla popolazione affamata. I
partigiani delle sap (squadre di azione patriottica) ne sorvegliarono i
comportamenti, infine gli fu fatta giungere notizia delle ruberie
commesse dai fascisti che dirigevano una cooperativa alla quale era
affidata ledificazione dei bunker costieri. Rudolf Jacobs allontan i
dirigenti fascisti, accettando di sostituirli con il fascista moderato che le
sap lericine gli avevano proposto. Da quel momento, e per alcuni mesi, i
cantieri della TODT ingaggiarono decine di disoccupati, salvandoli dalla
deportazione in Germania. Con gli utili di quella cooperativa venne
addirittura approntato un ospedaletto da campo partigiano. Poco tempo
dopo Rudolf Jacobs rivel la sua scelta di collaborare con la Resistenza
e di combattere contro i propri connazionali.
Rudolf Jacobs, invece di rassegnarsi alla prigionia in un campo alleato,
dove sarebbe certamente finito prima di tornare in patria, scelse di
battersi. Quando si present al comando della formazione partigiana
Muccini seppe dire: Darei la mia vita pur di abbreviare di un solo
minuto questa guerra insensata.
I partigiani sarzanesi scoraggiarono la sua volont di combattere. Rudolf
Jacobs poteva essere uno dei costruttori della Nuova Germania. Fu
inutile. Dopo piccole azioni nelle quali aveva mostrato capacit di
comando, con dieci dei suoi compagni, alcuni di nazionalit russa e
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russa e polacca, tra i quali lattendente austriaco che laveva seguito, e gli italiani che
potevano assomigliare a soldati tedeschi, prepar lattacc al presidio delle brigate nere di
Sarzana. L dentro i fascisti torturavano i prigionieri politici e abusavano delle donne.
Bisognava dare un segno di forza e giustizia alla citt. Allora di cena, in un buio 3 novembre
del 1944, in dieci contro settanta, marciarono attraverso la citt Rudolf Jacobs chiese, in
tedesco, di conferire con il comandante. Aveva detto ai suoi: Non appena la porta
dellalbergo si dischiude ci si fa strada con i mitra e le bombe a mano. Non fu cos che
avvenne. Jacobs spar a chi gli apr e si lanci dentro lalbergo, ma la sua machinenpistole si
incepp. Venne colpito ripetutamente e ucciso. Anche lattendente austriaco, che lo
spalleggiava, fu colpito. Gli altri, dopo la sparatoria, si ritirarono, mentre il corpo di Rudolf
Jacobs restava nelle mani dei fascisti. Un distaccamento della Muccini prese il suo nome e in
suo nome combatt fino al 25 aprile 1945. Che un capitano tedesco avesse voluto condividere
con loro la lotta di Liberazione dal nazifascismo ancora oggi motivo di orgoglio in Lunigiana.
Solo recentemente la sua citt natale, Brema, ha potuto celebrare la scelta esemplare del suo
concittadino. Non un disperso, n un traditore, ma un maestro di pace e di civilt, degno
di essere riconosciuto tra i protagonisti di una epopea che, oggi, nel percorso, seppur faticoso,
dellUnione Europea, cerca la strada della sua definitiva realizzazione.
Dopo una precoce ed intensa stagione da giornalista per Il Paese di Roma, diretto da
Tommaso Smith, partendo dagli sport invernali per arrivare alle cronache cinematografiche e
finire ai reportage sulla povert delle periferie urbane, sceglie il cinema, nel ruolo di produttore,
complice una lunga permanenza a New York e studi di regia televisiva. Esordisce con il
documentario 16 ottobre 1943 (1961) sulla razzia del ghetto di Roma, dal testo di Giacomo De
Benedetti e la regia di Ansano Giannarelli, quando sullo sterminio ebraico era scesa l'ombra
della rimozione. Il cortometraggio di forte impatto e ottiene un grande successo. Nel 1962
fonda la REIAC Film con Giannarelli e Piero Nelli, diventandone amministratore unico. Prima
donna italiana a misurarsi con una professione totalmente maschile, dopo i Nastri d'Argento
per il mediometraggio Diario di bordo (1967) e per il complesso della sua attivit
documentaristica (1968), inizia a produrre fiction, sia per il grande schermo che per la Rai, pur
mantenendo viva la sua attenzione nei confronti dei temi sociali e politici che fin dall'inizio
hanno caratterizzato le sue scelte. Tipico, in questo senso, il mediometraggio Labanta negro
di Piero Nelli che fu proiettato all'ONU quale prova contro le atrocit commesse del
colonialismo portoghese in Guinea Bissau, come il documentarismo dedicato ai movimenti di
rivolta e di liberazione che fiorirono nel mondo e che accelerarono la decolonizzazione,
quando non la provocarono. Negli anni '60 la produzione della REIAC Film completamente
autofinanziata, poich il settore documentaristico ha una sola possibilit di recupero dei costi
sostenuti attraverso i premi di qualit assegnati dal Ministero dello Spettacolo e nella misura
di dieci all'anno per i cortometraggi migliori. La REIAC Film li vince quasi sempre, ma ci non
basta a finanziare nuova produzione e a coprire i costi di gestione della struttura societaria.
per questa ragione che il gruppo promotore della REIAC Film decide di avviare una linea
produttiva di cinema industriale. Nascono rapporti con la FIAT, con le Ferrovie dello Stato, ENI.
Anche in questo settore la REIAC Film consegue riconoscimenti e diventa l'interlocutore
audiovisuale di molte aziende importanti. Viene fondata, all'uopo, la Publireiac, con sede a
Milano e soci milanesi, che operer prevalentemente nel settore pubblicitario, producendo
caroselli per Upim, Facis, Credito Italiano, Splgenbru, Balestra, Perugina. Alla fine degli
anni '60 viene presa la decisione di perfezionare l'attivit audiovisuale della REIAC Film.
Nascono la SAV (Societ Audiovisivi) e la IRTAV (Istituto di ricerche sulle tecnologie
audiovisive), provviste di un comitato scientifico di grande qualificazione. Maturano intanto i
rapporti con la Rai della quale la REIAC Film diventa, tra i primi e per molti anni, un partner
Marina Piperno
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Catalogo 2011 Catalogo 2011
progettuale ed esecutivo. Dall'intensa collaborazione con la Rai nacquero cicli, inchieste,
documentari (sociologici e scientifici), telefilm sperimentali, fiction. Nel dicembre del 1982
fonda la MP srl con la quale produce i film di Luigi Faccini. Tra gli oltre duecento pezzi che
ha firmato, Marina Piperno ama ricordare: Il bianco e il nero (1966), L'asfalto nella giungla
(1966), Noi siamo l'Africa (1966), Dakar una metropoli (1966), Diario di bordo (1967), Sierra
Maestra (1968), Non ho tempo (1971), Immagini vive di Ansano Giannarelli (1974) e la serie
Gli uomini della scienza che lo stesso Giannarelli aveva ideato e coordinato, riservandosi la
regia di Monge (1977) La traversata di Giuseppe Bellecca (1969) L'Alessandro nelle Indie di
Vittorio Sermonti (1970) I vent'anni di tre generazioni di Bellecca e Murgia (1977) Rocco
Scotellaro di Maurizio Scaparro (1977) Il Fratello di Massimo Mida (1974) I Cinegiornali della
Pace (1962) e La Veritaaa (1982) di Cesare Zavattini.
Il richiamo (1992) di Claudio Bond Sassalbo provincia di Sidney (1982), L'Amiata anche un
fiume (1983), Immaginando cinema (1984), Inganni (1985), C'era una volta gente
appassionata (1985), Donna d'ombra (1988), Notte di stelle (1991), Canto per il sangue
dimenticato (1997), Giamaica (1998) e Andrea, dicci chi sei (2003), Le mani raccontano
(2006), Il pane della memoria (2008) di Luigi Faccini. Produttore indipendente, che ha
praticato da sempre la strada dei prototipi, Marina Piperno sostiene che solo la specificit
nazionale del nostro cinema garanzia della sua vitalit. Nel 1999 ha pubblicato una raccolta
di poesie dal titolo Sono una ragazza che si arrangia, Ed. Cinque Terre. Nel 2002 il Club degli
amici del cinema (Genova) ha dedicato una retrospettiva alla sua produzione cinematografica,
dopo il corso che Giampaolo Bernagozzi e il DAMS dedicarono, nel 1978, all'esperienza
produttiva della REIAC Film. membro del Comitato Scientifico dell'associazione culturale
E.L.M. Europa Liguria Mediterraneo, fondata dalla parlamentare europea Marta Vincenzi, ora
diventata anche Sindaco di Genova. stata docente del Master in Management per lo
Spettacolo presso l'Accademia d'arti e mestieri dello Spettacolo, Teatro della Scala.
Attualmente ricopre la carica di Presidente dell'associazione culturale Ippogrifo Liguria, che
organizza convegni di vasta risonanza (La Storia come identit, La democrazia figlia della
Resistenza) ed eventi come Gente di Strada, un riconoscimento a chi si batte contro
l'esclusione, assegnato a don Andrea Gallo nel 2003, a Nev ShalomWahat as Salam nel
2004, oltre a produrre video ed esplicare una consistente attivit editoriale attraverso la
collana I libri dell'Ippogrifo.
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Catalogo 2011
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New Day films of
This Year
Malek, un giovane musicista appassionato, lascia la vecchia medina di
Casablanca per raggiungere lo zio maestro di liuto tradizionale. Per
trasmettergli le numerose straordinarie possibilit del liuto, Amir,
promette di rivelargli il segreto della quinta corda e gli racconta la storia
di Zyrab, musicista eccezionale che la invent nell'822. Durante il suo
lungo e severo periodo di apprendimento, Malek incontra Laura, giovane
musicista come lui, che gli d lenergia necessaria per perseguire il suo
sogno. Amir si rende presto conto dei progetti di suo nipote e della
sicurezza che il ragazzo ha acquisito nel crescere e non sopporta lidea
di lasciarlo partire. Ma il vento del nuovo soffia forte tra i giovani del
Magreb che per trovare la propria strada dispongono di audacia, amore
e determinazione. Sta a loro trovare la combinazione giusta tra passato
e presente.
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Catalogo 2011
Regia: Selma Bargach
Sceneggiatura: Selma
Bargach, David Kaim,
Rachida Saadi et
Hassan Benjelloun
Fotografia: Yohann
Charrin
Montaggio: Marie
Pierre Renaud
Musica: Trio Joubran,
Oussama Moda
Interpreti: Hichem
Rostom, Ali Esmili,
Claire Helene Cahen,
Khouloud Btioui,
Mohamed Elkhalfi
Produzione: Rachida
Saadi.
Marocco, 2011, 35 mm
col., 98'
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Nata a Casablanca in Marocco. Selma Bargach, ha studiato alla Sorbona
Arte e Cinema Sperimentale. Realizza i suoi primi cortometraggi in super
8 e partecipa alla creazione di un Centro di documentazione e ricerca
sulle arti nel Maghreb. Sempre a Parigi consegue il dottorato con una tesi
sulla condizione e il ruolo della donna nel cinema marocchino. Tornata in
Marocco, lavora subito come assistente regista con grandi cineasti
marocchini e non solo. Pi tardi realizza cortometraggi a soggetto tra cui
L'ascenseur. I suoi film sono presto notati in festival come il Fespaco, il
Festival del Cinema indipendente di Bruxelles e molti altri. Il suo primo
lungometraggio, Laa 5me corde, accolto con vero successo nelle
principali manifestazioni, due per tutte: Cannes e Berlino.
Selma Bargach
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Fresh
Garden
Com nata lidea? ... forse, soprattutto dalle mie origine andaluse... poi amo la musica da
quando ero bambina. In realt il film avrebbe potuto trattare di unarte qualsiasi, perch
comunque, al di l della musica, il tema su cui davvero mi sono interrogata quello
dellartista in quanto tale. Quanto libero un artista? Com visto dalla societ? Qual la sua
legittimit? Quale spazio occupano la giovent di ieri e quella di oggi? Lintegralismo culturale
pu lasciare il passo alla creazione? L'invidia, una vera piaga per la nostra cultura, pu
impedire a una persona di esprimersi e realizzarsi nella sua arte?
Il film non cerca di veicolare messaggi ma parla di tolleranza, di rispetto delle opinioni di
ciascuno e della determinazione di cui si capaci per raggiungere i propri obiettivi. Il film
intende trattare dello status e del mestiere dellartista e della situazione dei giovani
emarginati e lo fa attraverso altre tematiche correlate come la solitudine, langoscia e la
morte.
Se si intende difendere ci in cui si crede, ci che ci sembra essenziale, allora bisogna
agire Nel film, Malek non chiede solo: Lasciatemi esprimere come voglio, lasciatemi fare
la musica che amo ma anche e soprattutto: Rispettate la mia visione del mondo.
Questa storia avrebbe potuto svolgersi ovunque e in qualunque epoca, perch parla di
solitudine, di sacrifici e di sogni.di cose che ci definiscono in quanto individui.
Non ho voluto imporre niente. Non avevo intenzione di decretare cosa sia bene e cosa sia
male. Lo scopo era di raccontare la storia di un giovane musicista attraverso due epoche: nel
1999 e, alla fine del film, nel 2010.
In questo racconto musicale contemporaneo, la musica un vero e proprio personaggio. Si
sviluppa e subisce le stesse prove del protagonista. Si declina, prende strade diverse, fino a
trovare la propria, si rompe o si ripete, si rinnova o si amplifica lombra del protagonista e
diventa la sua luce per chiudersi poi come una nota di speranza.
Il cammino di conoscenza di Malek verso s stesso lungo e difficile. Lontano da idee
preconcette e falsi valori, capir che la quinta corda anche la ricerca di s e la sua
accettazione. Dovr accettare infatti il tempo del dubbio e della ricerca, i doni che la vita gli
offre, ma anche le avversit e gli ostacoli. Questa storia racconta loriginalit del cammino
artistico di Malek e della similitudine con il destino di Zyrab, un virtuoso del liuto, che invent
nell822 una quinta corda per il suo strumento per innovare la musica tradizionale.
Malek come Zyrab sfida la norma e il suo colpo di genio sar quella di aggiungere altri
strumenti al liuto per comporre cos una musica straordinaria. Come la maggior parte dei
giovani della sua generazione, disillusi dalla difficile quotidianit, Malek ha perduto la sua
umanit e la capacit di commuoversi e di creare. La traversata del deserto sar un viaggio
iniziatico per recuperare le sue emozioni e il suo spazio nel mondo.
Dichiarazioni della regista
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Catalogo 2011
New Day films of
This Year
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Catalogo 2011
Regia e soggetto: Ula
Stckl
Sceneggiatura: Detlev
Skowronek
Fotografia: Rali
Raltschev, Stefan
Ivanov, Alexander
Zlatev, Jens Kunkel
Montaggio: Monika
Schindler, Doris
Mhring
Musica: Alexander
Kraut
Interpreti: Lotte Meyer,
Alfred Lbke, Rolf
Dietrich, Dora
Traudisch, Olaf Hrbe,
Jeanne Richter,
Michael Bhme, Peter
Meining, Kristina
Busch, Gnter Kurze,
Matthias Pfitzner,
Andrej Krabbe, Daniel
Oswald, Frank Keon,
Sabine Hrbe, Simone
Peikert, Volkmar
Umlauft, Markus
Peikert, Grischa Huber
Produzione: Basis
Film Verleih GmbH.
Germania, 1992, 35
mm col., 82'
c. ||c S|cc'|
Chi Ilse? Le sue risate e la vecchia canzone che canta attraversano
il film. Sua sorella Katharina lha veramente denunciata? Alf ha
veramente sacrificato la sua carriera per amore di lei? Ilse ancora viva
o esiste solamente come un simbolo della gioia di vivere e della forza
dei sogni di queste persone, le cui storie sono raccontate nel film?
Finalmente, in occasione del suo settantesimo compleanno rivede il suo
amore di giovent Alf. Una storia di famiglia nella Germania riunificata?
I sogni di una volta sono sfumati. Alf, che ha fatto carriera come
dottore nella RDA, e che una volta era pieno di idealismo e di fede in un
socialismo giusto, vede ora, alla fine della sua vita, che tutto crollato.
Katharina, che non lo ha mai fatto prima, costretta a porsi delle
domande a cui non facile trovare risposte.
Nulla come sembra. N ci che si immaginava, n quello che
realmente successo. un film sulle aspirazioni. Sulle donne che hanno
lavorato duramente e hanno provato ad adattarsi. Sulle nostre madri,
che dobbiamo ringraziare per essere sopravvissute alla guerra e alla
ricostruzione postbellica e che amiamo e rispettiamo per il loro lavoro. Al
tempo stesso, ci dobbiamo chiedere perch non siamo riusciti ad
imparare come affrancarci da loro. La vita come la favola di Lucky
Hans che ha perso il suo pezzo doro quando ha scambiato la vita che
aveva con una che pensava fosse migliore? Questo film
sullimportanza di interrogare il passato, con tutti i suoi ricordi, bugie e
sogni, in modo che sia possibile porci le domande giuste sul presente.
Ula Stckl
Ula Stckl una delle pi importanti registe tedesche. Protagonista del
Nuovo Cinema Tedesco, si formata nella Hochschule fr Gestaltung di
Ulhm. La HfG pu essere considerata la culla del Nuovo Cinema
Tedesco, sia dal punto di vista della tecnica cinematografica insegnata
che per la stessa idea di film d'autore che ha sostenuta e incoraggiata.
Questo nuovo approccio al filmmaking ha influenzato decisamente Ula
Stckl che ha iniziato a lavorare nel cinema assumendo dallinizio il
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controllo completo del ciclo di produzione. Ha realizzato pi di 20 film, per la maggior parte
dei quali stata anche sceneggiatrice, produttrice o coproduttrice. I suoi film hanno
partecipato a pi di 70 festival. Ha tenuto conferenze e corsi in numerose universit. I suoi
film sono stati presentati, attraverso la rete dei Goethe Institut in molte nazioni di Europa,
Australia e America. Il suo linguaggio visivo stato da subito molto originale e ben
riconoscibile, caratterizzato da pi livelli narrativi. I film di Stckl superano i confini del
tradizionale linguaggio cinematografico. L'uso del montaggio, l'invenzione, la metafora, la
capacit di fondere documentario e finzione, la pratica di mescolare attori non professionisti e
professionisti, sono tutte cose che contribuiscono al fascino delle sue opere. Nella sua visione
della realt i sogni, le paure e i non detti giocano un ruolo importante. I film di Stckl regalano
allo spettatore la possibilit di interpretare con occhi nuovi la loro stessa realt. Accade
spesso che le frequenti retrospettive dei film di Ula Stckl diano luogo a interessanti
discussioni a dimostrazione dell'attualit del suo lavoro. Il suo film di maggior successo Der
Schlaf der Vernunf ha ricevuto il Deutschen Filmpreis (il pi importante premio
cinematografico tedesco) nel 1984 e il premio della Critica tedesca. Sin dagli anni '80, Ula
Stckl ha insegnato cinema ben convinta della necessit di condividere conoscenze e
esperienze con i pi giovani. Ha lavorato in molte e importanti istituzioni educative tra le quali
la DFFB (Accademia tedesca per il Cinema e la Televisione) di Berlino e la Hollins University
di Roanoke, Virginia, USA. Attualmente tiene corsi di Regia, Cinema e Donne al UCF
(Universit Centrale della Florida) ad Orlando USA. Come esperta di cinema ha partecipato a
giurie e comitati di selezione di numerosi festival. Il suo contributo stato molto significativo
per la nascita e crescita di un importantissimo appuntamento di cinema europeo: il Festival
Internazionale di Cinema e Donne di Crteil (Parigi) alla cui organizzazione ha lavorato per 15
anni. Dal 1982 lavora nel Comitato che sceglie i film per la sezione Concorso e per la sezione
Panorama del Festival di Berlino. Collabora, sempre per la selezione internazionale, al
Antigone (cortometraggio, 1964) Haben Sie Abitur? (cortometraggio, 1965) Sonnabend 17
Uhr (cortometraggio, 1966) Neun Leben hat die Katze (1968) Geschichten vom Kbelkind
(film a episodi, 1969/70) Das goldene Ding (1971) Sonntagsmalerei (mediometraggio, 1971)
Hirnhexen (mediometraggio, 1972) Der kleine Lwe und die Groen (mediometraggio, 1973)
Hase und Igel (mediometraggio, 1974) Ein ganz perfektes Ehepaar (1974) Popp und Mingel
(mediometraggio, 1975) Erikas Leidenschaften (mediometraggio, 1976) Eine Frau mit
Verantwortung (1978) Den Vtern vertrauen gegen alle Erfahrung (cortometraggio, 1982)
Der Schlaf der Vernunft (1983/84) Jakobs Tauben (mediometraggio, 1984) Hrt uns denn
niemand? Grundstzlich gleichberechtigt (1986) Rede nur niemand vom Schicksal
(cortometraggio, 1991) Das alte Lied (1992) Herzkurve (mediometraggio, 1993) Die wilde
Bhne (mediometraggio, 1993).
Filmografia
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Festeggiamo i quaranta anni della Basis Film, istituzione antiistituzionale del cinema berlinese, che ha
messo insieme, prodotto e distribuito gli autori del nuovo cinema tedesco, quelli dellonda rosa e verde
degli anni 80 e oggi i registi dellarcobaleno multilinguistico e multiculturale dellEuropa globale (in Basis
preferiscono ancora dire internazionale).
Festeggiamo una piccola grande utopia concreta che, navigando controcorrente, riuscita, con
successo, a realizzare film tedeschi e a distribuirli in Germania, porta a porta, meglio, cinema dopo
cinema, di citt in citt e di paese in paese mettendo in scena storie difficili di operai e immigrati,
ribellioni medievali ed eresie sociali. Film piccoli e grandi di ricerca e dinvenzione che hanno girato il
mondo e collezionato premi, che hanno fatto discutere e litigare, che hanno preso posizione e sostenuto
battaglie senza paura di assumere rischi o essere politicamente scorretti o poco alla moda.
Festeggiamo Clara Burckner, leader indiscussa, negli anni 70, dello storico collettivo di artisti e
maestranze del cinema che lavoravano a paghe uguali, su audaci progetti. Direttrice, poi, di una
produzione di base dedicata al cinema militante dove, per, i registi e soprattutto le registe pi
trasgressive potevano compiere in grande libert i loro esperimenti .
Festeggiamo la forza, la pazienza, il coraggio di Clara che stanno dietro a tutte le donne del cinema
tedesco, che nella casa accogliente e negli uffici/accampamenti di Basis hanno immaginato, discusso,
progettato i loro film, sempre coinvolgenti, importanti, spesso bellissimi.
Festeggiamo la Basis del 2011 che distribuisce lopera omnia di Fassbinder, che produce film di autrici
turche, cilene, greche, che ha due cuori, uno allEst e uno allOvest, che battono al ritmo giovane della
sfida ecologica e a quello antico della libert femminile.
Brindiamo alle nuove iniziatine Basis ed ai suoi preziosi archivi .
La Basis secondo Clara Brckner.
Non si tratta della storia di un miracolo, ma del lavoro pratico su unutopia molto concreta : la
produzione autonoma e lindispensabile creazione di nuove strutture di distribuzione per un cinema
dautore nazionale, in un epoca di commercializzazione totale dei mass media e di inflazione delle
immagini, tra le quali non siamo pi in grado di scegliere quelle appartenenti al nostro mondo.
La Basis nata, come suggerisce la sua denominazione programmatica, dallesigenza di fare dei film
per la base, per la grande maggioranza della popolazione salariata, la cui vita e i cui problemi non
costituiscono tradizionalmente oggetto darte.
Film utili, dunque, in grado di aiutare la maggioranza della popolazione ad individuare i rapporti sociali in
cui costretta a vivere per poterla cambiare. Ricollegandosi da un lato al movimento studentesco e
dallaltro alla tradizione del film proletario degli anni Venti, messa a tacere dal fascismo, formulava
lobiettivo di produrre film realistici sulla lotta di classe quotidiana.
Questo primo film operaio di tipo realistico Liebe Mutter, mir geht es gut (Cara mamma, io sto bene) di
Christian Ziewer 1971, costitu il punto di partenza di tutto il lavoro cinematografico successivo della
Basis fin dallinizio fu chiaro che non era sufficiente limitarsi alla produzione di un film, poich esso
doveva anche raggiungere le persone a cui era destinato, era necessario distribuirlo.
Christian Ziewer port Helke Sander alla Basis poich tutti i suoi tentativi di trovare dei finanziamenti
per il primo film a soggetto erano da tempo falliti, nonostante che Helke fosse gi famosa come una
delle pi importanti rappresentanti del movimento femminista, fondatrice e curatrice dellunica rivista
specializzata di livello europeo, Frauen und Film. O forse il mancato finanziamento era dovuto proprio a
questo? Con lei si cominci ad applicare il principio secondo cui anche i registi non facenti
giuridicamente parte della ditta venivano assunti con lo stesso stipendio mensile degli altri dipendenti
della Basis, cos da godere di unentrata mensile regolare, anche se modesta, che includeva la mutua e
la cassa di disoccupazione. Nella produzione di questo film di donne, realizzato quasi esclusivamente
da donne, ho sperimentato, tra laltro per la prima volta, di adottare una retribuzione uguale per tutte le
collaboratrici, introducendo cos una forma di lavoro collettivo nella produzione cinematografica,
generalmente strutturata in modo assai gerarchico.
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potenti. Cras ut mi sit
amet quam consequat
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia: Barbara Cupisti
Sceneggiatura:
Barbara Cupisti e
Patrizia Todaro
Fotografia: Bruno
Fundar
Montaggio: Erica
Manoni
Musica: Rudy Gnutti e
Vittorio Giannelli
Produzione: Faro Film,
Rai Cinema. Con il
patrocinio di Amnesty
International sez.
italiana.
Italia, 2011, DCP col.,
61'
c.
|cccc C.cs|.
Questo un viaggio nelle emozioni e nei ricordi delle persone che hanno
subito il pi spregevole dei traffici: quello degli esseri umani. Proprio per
questo ho cercato di ridare un s a coloro che ho incontrato. Guardare i
loro volti, ascoltare i loro racconti mi sembrato lunico modo per farli
uscire dallinvisibilit che rende impossibile la rivendicazione dei loro
diritti. Ho deciso quindi di soffermarmi sui primi piani, sugli sguardi, sui
silenzi che normalmente sfuggiamo per la nostra indifferenza. Laddove
per motivi di sicurezza ci non sia stato possibile, li ho raccontati
attraverso le loro mani, i dettagli, i loro corpi.
Un elemento che caratterizza il film lattenzione al fenomeno del traffico
di esseri umani al fine dello sfruttamento della prostituzione. Fenomeno
sociale molto diffuso, ma che spesso ignorato o tenuto nascosto. Nel
film infatti si affronta, senza moralismi, il dramma di ragazze straniere
giovanissime, spesso minorenni, portate in Italia con la speranza di un
lavoro regolare e costrette, invece, al lavoro su strada fin dal primo
giorno di arrivo: ragazze che molto spesso non hanno ancora avuto
rapporti sessuali. Ancora pi nascosta la realt delle persone
transessuali, vittime anche loro del traffico di esseri umani: un fenomeno
che nel nostro paese stato oggetto di attenzione solo per scandali
mediatici che non si sono minimamente soffermati sulla realt drammatica
vissuta da persone che hanno unidentit fragilissima, e che sono esposte
a violenze e discriminazioni mai raccontate prima.
Barbara Cupisti
Nasce a Viareggio nel 1962. Dopo lesperienza di danzatrice nella
compagnia di Louis Falco, intraprende la strada della recitazione e si
diploma allAccademia Nazionale dArte Drammatica Silvio DAmico con
la direzione di Aldo Trionfo. Inizia la sua carriera in teatro con Giuseppe
Patroni Griffi. Nel cinema debutta con La Chiave di Tinto Brass e vive da
protagonista la sua stagione del noir italiano periodo a cui resta
particolarmente legata recitando in film di Dario Argento, Michele Soavi,
Lucio Fulci, Lamberto Bava.
S|c.c c. sc|.cv.|
Festeggiamo i quaranta anni della Basis Film, istituzione antiistituzionale del cinema berlinese, che ha
messo insieme, prodotto e distribuito gli autori del nuovo cinema tedesco, quelli dellonda rosa e verde
degli anni 80 e oggi i registi dellarcobaleno multilinguistico e multiculturale dellEuropa globale (in Basis
preferiscono ancora dire internazionale).
Festeggiamo una piccola grande utopia concreta che, navigando controcorrente, riuscita, con
successo, a realizzare film tedeschi e a distribuirli in Germania, porta a porta, meglio, cinema dopo
cinema, di citt in citt e di paese in paese mettendo in scena storie difficili di operai e immigrati,
ribellioni medievali ed eresie sociali. Film piccoli e grandi di ricerca e dinvenzione che hanno girato il
mondo e collezionato premi, che hanno fatto discutere e litigare, che hanno preso posizione e sostenuto
battaglie senza paura di assumere rischi o essere politicamente scorretti o poco alla moda.
Festeggiamo Clara Burckner, leader indiscussa, negli anni 70, dello storico collettivo di artisti e
maestranze del cinema che lavoravano a paghe uguali, su audaci progetti. Direttrice, poi, di una
produzione di base dedicata al cinema militante dove, per, i registi e soprattutto le registe pi
trasgressive potevano compiere in grande libert i loro esperimenti .
Festeggiamo la forza, la pazienza, il coraggio di Clara che stanno dietro a tutte le donne del cinema
tedesco, che nella casa accogliente e negli uffici/accampamenti di Basis hanno immaginato, discusso,
progettato i loro film, sempre coinvolgenti, importanti, spesso bellissimi.
Festeggiamo la Basis del 2011 che distribuisce lopera omnia di Fassbinder, che produce film di autrici
turche, cilene, greche, che ha due cuori, uno allEst e uno allOvest, che battono al ritmo giovane della
sfida ecologica e a quello antico della libert femminile.
Brindiamo alle nuove iniziatine Basis ed ai suoi preziosi archivi .
La Basis secondo Clara Brckner.
Non si tratta della storia di un miracolo, ma del lavoro pratico su unutopia molto concreta : la
produzione autonoma e lindispensabile creazione di nuove strutture di distribuzione per un cinema
dautore nazionale, in un epoca di commercializzazione totale dei mass media e di inflazione delle
immagini, tra le quali non siamo pi in grado di scegliere quelle appartenenti al nostro mondo.
La Basis nata, come suggerisce la sua denominazione programmatica, dallesigenza di fare dei film
per la base, per la grande maggioranza della popolazione salariata, la cui vita e i cui problemi non
costituiscono tradizionalmente oggetto darte.
Film utili, dunque, in grado di aiutare la maggioranza della popolazione ad individuare i rapporti sociali in
cui costretta a vivere per poterla cambiare. Ricollegandosi da un lato al movimento studentesco e
dallaltro alla tradizione del film proletario degli anni Venti, messa a tacere dal fascismo, formulava
lobiettivo di produrre film realistici sulla lotta di classe quotidiana.
Questo primo film operaio di tipo realistico Liebe Mutter, mir geht es gut (Cara mamma, io sto bene) di
Christian Ziewer 1971, costitu il punto di partenza di tutto il lavoro cinematografico successivo della
Basis fin dallinizio fu chiaro che non era sufficiente limitarsi alla produzione di un film, poich esso
doveva anche raggiungere le persone a cui era destinato, era necessario distribuirlo.
Christian Ziewer port Helke Sander alla Basis poich tutti i suoi tentativi di trovare dei finanziamenti
per il primo film a soggetto erano da tempo falliti, nonostante che Helke fosse gi famosa come una
delle pi importanti rappresentanti del movimento femminista, fondatrice e curatrice dellunica rivista
specializzata di livello europeo, Frauen und Film. O forse il mancato finanziamento era dovuto proprio a
questo? Con lei si cominci ad applicare il principio secondo cui anche i registi non facenti
giuridicamente parte della ditta venivano assunti con lo stesso stipendio mensile degli altri dipendenti
della Basis, cos da godere di unentrata mensile regolare, anche se modesta, che includeva la mutua e
la cassa di disoccupazione. Nella produzione di questo film di donne, realizzato quasi esclusivamente
da donne, ho sperimentato, tra laltro per la prima volta, di adottare una retribuzione uguale per tutte le
collaboratrici, introducendo cos una forma di lavoro collettivo nella produzione cinematografica,
generalmente strutturata in modo assai gerarchico.
3940
In seguito si divide tra Italia e Francia e Stati Uniti lavorando, tra gli altri, con Paul Planchon,
Antonio Pedro Vasconcelos, John Lofve, Norman Jewison, Gabriele Salvatores, Angelo
Orlando, Carlo Verdone, Franco Bernini e, nel 2002, in Total Koeps con Marie Trintignant e
Richard Boheringer. Le prime esperienze di regia risalgono al 1988, anno del
cortometraggio Fotoromanza, film in 16 mm di produzione francese. Provenendo da una
famiglia di artisti (il padre pittore), si dedica alla regia di documentari che ritraggono
personalit di spicco dellarte, della cultura, del teatro e della musica. A questi si
aggiungono la collana di DVD del Progetto Goldoni e il cortometraggio Il Signor G per Rai
Cinema con Ferruccio Soleri. Grazie allesperienza in programmi televisivi di ambito storico,
sociologico e culturale scopre linteresse nel raccontare storie di uomini e donne, trovando
nel documentario il modo ideale di scrivere per immagini. Simpone sulla scena
internazionale nel 2007 con il documentario Madri, con il quale vince il David di Donatello
nel 2008.
Fotoromanza (cortometraggio, 1988) La passione secondo Maria (documentario, 2002) Le
stanze della virt (documentario, 2002) Atelier sul mare (8 brevi documentari, 2003) Il
Signor G (in Progetto Goldoni, cortometraggio, 2006) Madri (documentario, 2007) Vietato
sognare (documentario, 2009) Io sono. Storie di schiavit (documentario, 2011).
Filmografia
Unora di storie di migranti, giunti in Italia dopo viaggi che non avevano nulla di umano,
credendo che sarebbe stata la loro personale El Dorado, e che invece, com tristemente
noto, si trovano a vivere come topi nei centri di accoglienza o a prostituirsi per ripagare gli
schiavisti che li hanno traghettati, a m di moderni Caronte, in questo loro Inferno.
Il documentario della Cupisti cerca di affrontare con sguardo nuovo un tema che qui alla
Mostra del Cinema ha trovato espressione in un discreto numero di film: limmigrazione in
Italia. Lo si ritrova, infatti, trattato con toni diversi, in pellicole come L bas, Terraferma o
Cose dellaltro mondo, a dimostrazione del profondo legame, immancabile, tra cinema e
contesto sociale. Lidea di partenza cercare di ridare un volto e un nome a tutte quelle
persone che i giornali o le televisioni riportano solo come immigrati, quasi non avessero
dignit umana. un processo di spersonalizzazione che porta anche a un annullamento
del senso di ci che disumano e immorale: se si parla di immigrati, e non si parla di
Mohammad, di Dadir, di Solomon o Elizabeth, pi facile ignorare le condizioni in cui
vivono, o le situazioni da cui sono scappati.
pi facile non pensare a chi vive su un rottame di nave da mesi, facendo a turno per
dormire con altre 5 persone e con uno stipendio in nero di 20 euro per 15 ore di lavoro, se
questo qualcuno non ha un nome e un volto. La Cupisti cerca di porre rimedio a questa
situazione, intervistando quante pi persone possibili e facendosi raccontare, in un inglese
stentato o nella lingua dorigine, le loro esperienze e i loro viaggi. Si viene quindi a sapere
che un viaggio dal Kashmir in Italia costa sugli 8.000 euro e prevede fermate in mezza
Europa prima di approdare a Crotone o che il permesso di soggiorno rilasciato a Crotone
va rinnovato l anche se si trovato lavoro in unaltra citt e la procedura pu durare mesi
o che il debito che una ragazza nigeriana deve ripagare lavorando come prostituta
ammonta a 60.000 euro.
Caterina Vettore, Non solo cinema, 10 settembre 2011
Essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
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New Day films of
This Year
Regia e
sceneggiatura:
Wanjiru Kinyanjui
Soggetto: Wanyoike
Mwaura
Interpreti: David
Lomunyak, Ama
Waithira, Tirus
Gathwe, Florence
Kirubi, Agnes Gathiri,
Lydia Gitachu, Vicky
Amanda, John Githui,
Dorcas Sangili, Melvin
Alusa, Sarah Njoroge,
James Gacheru, Isaac
Mathu, Micheni
Kinyua, Martin Thandi,
Bonnie Thandi,
Wanjiru Kinyanjui,
Rebecca Wanjiru,
Njeri Kinyanjui,
Steenie Njoroge
Produzione: Acacia
Film.
Kenya, 2007, 40'
In Kenya (ma non solo) entrare nel mondo del lavoro per i giovani
non affatto facile. Cos accade che Bahati, al termine dei suoi
studi in citt, torni al villaggio cercando un impiego. Gli amici lo
deridono, la sua ragazza, che vorrebbe sposarsi, lo lascia, i genitori
gli rinfacciano i tanti sacrifici fatti per lui. Fin qui il realismo con cui si
racconta questa situazione, che accomuna i giovani del mondo
globalizzato, ineccepibile. Su questi elementi, per, si innesta una
storia fantastica fra magia e desiderio. Bahati torna in citt e ottiene,
in cambio di denaro, tre profezie che, avverandosi una dopo l'altra,
lo renderanno ricco.
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Ha ricoperto importanti ruoli direttivi manageriali in organizzazioni multinazionali sia
in Italia che allestero, in particolare a Parigi dove ha coordinato progetti europei.
stata consulente e docente nei paesi dellEst per la Comunit Europea. Si
occupata lungamente di gestione dei Cambiamenti organizzativi ideando tra laltro il
corso LArte del Cambiamento.
Ha gestito progetti di Diversity Management apprendendone i modelli in Canada e
in USA e coordinato il primo Master in Etica del Business.
Regia: Lorella
Zanardo, Marco Malfi
Chindemi, Cesare
Cant
Sceneggiatura: Lorella
Zanardo, Marco Malfi
Chindemi
Montaggio: Cesare
Cant
Fotografia: Nicola
Buffoni
Musica:
Royaltyfreemusic.com
Testi e voce: Lorella
Zanardo
Autoprodotto.
Italia, 2009, Betacam
digitale col., 25'
Il corpo delle donne il titolo del nostro documentario di 25 sulluso
del corpo della donna in tv. Siamo partiti da unurgenza. La
constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla
tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca,
volgare e umiliante. La perdita ci parsa enorme: la cancellazione
dellidentit delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma
senza che vi sia unadeguata reazione, nemmeno da parte delle
donne medesime. Da qui si fatta strada lidea di selezionare le
immagini televisive che avessero in comune lutilizzo manipolatorio
del corpo delle donne per raccontare quanto sta avvenendo non solo
a chi non guarda mai la tv ma specialmente a chi la guarda ma non
vede. Lobbiettivo interrogarci e interrogare sulle ragioni di questa
cancellazione, un vero pogrom di cui siamo tutti spettatori silenziosi.
Il lavoro ha poi dato particolare risalto alla cancellazione dei volti
adulti in tv, al ricorso alla chirurgia estetica per cancellare qualsiasi
segno di passaggio del tempo e alle conseguenze sociali di questa
rimozione.
Lorella Zanardo
Lorella Zanardo
4344 Catalogo 2011
Catalogo 2011 38
Laureata in Letterature Straniere con una tesi sul teatro inglese contemporaneo, ha
successivamente conseguito un master in Business Administration.
Ha studiato recitazione, canto e ballo per molti anni, passioni che continua a coltivare.
Studiosa di Paesi mediorientali, ha scritto e diretto un documentario in Iraq durante
lembargo: LIraq prima della guerra. Autrice del documentario con Cesare Cant e
Marco Malfi Chindemi Il corpo delle donne e dellomonimo libro edito da Feltrinelli.
Quale sarebbe la giusta reazione delle donne di fronte a questa palese
mercificazione del loro corpo, che le svilisce e le dipinge per quello che non sono
(una soluzione che ovviamente eviti la censura)?
Sono mesi che vengo contattata dalla stampa internazionale che mi chiede: ma come
mai voi donne non reagite? Ci hanno chiamato Le Monde, il New York Times, la BBC
che ha fatto un servizio su di noi, e la domanda sempre quella. Io sono arrivata a
rispondere che s, le donne italiane sono pi zitte di quelle europee, per in molti casi le
donne italiane parlano e quindi pi che zitte sono zittite. I media danno poco riscontro a
quello che diciamo.
Il corpo delle donne: Pinkblog intervista la regista Lorella Zanardo
luned 08 febbraio 2010
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38 38
Fotografia e
montaggio: Paola
Camiciottoli
Musica: Arvo
Part/Bach
Poesie: Discorso
sull'amicizia di Kahlil
Gibran A tutte le
donne di Alda Merini.
Italia, 2011, video
col., 11'37''
Riuscire a risalire, lentamente, imparare a guardarsi ancora, desiderare di
esprimere la donna che sopravvive ad ogni mutilazione, ad ogni vuoto, al
desolante sentire della propria interiorit, cos segretamente vissuta nella
realt delle sensazioni. Un corpocarneanima che ha bisogno di nutrirsi
ancora rifugiandosi nel conforto degli echi immaginari del sogno e della
poesia. Unica forza che si fa luna nella notte, la cui luce riesce a generare
un nuovo essere s come presenza rinnovata. Un cammino di crescita alla
ricerca della fertilit generatrice che, con passo di danza, trae forza da ci
che sfugge alloscurit. Cercare di abbandonare con immensi sospiri la
sensazione di un peso che sembra voler spento un corpo vivo.
Abbandonarsi. Perdersi. Ritornare a s. Prendere coscienza dellesistenza
di una fragilit e di una vulnerabilit che cerca espressione, contatto,
circoscrizione.
Identificare un dolore, riuscire a farlo proprio per potersene poi liberare. S,
un percorso di libert. Di nuovo ordine. E la fotografia come necessit di
una testimonianza. Come landare oltre la superficie della sensibilit per
poterla penetrare nella sua tenerezza e nella sua sgraziata verit, nella sua
scarna sincerit e nella sua irriverente offesa.
Il Giardino di Anna diventa cos un percorso simbolo e in questa terra il
corpo corpo universale e metafora del profondo pi intimo, un viaggio
fotografico nellinvisibile attraverso il visibile dove lobiettivo si fa lente
aurea e trasparenza nellessere. Radiografie irrinunciabili nel telaio della
vita.
Per tutte le donne e per tutti gli uomini che riusciranno a non perdere la
luna nella notte, e per non lasciar cadere nel silenzio il profumo delle
continue rifioriture nel nostro giardino di donne ferite.
Cura da sempre, come insegnante e formatrice, laboratori di interesse artistico. Da oltre
quindici anni si occupa di fotografia spaziando tra generi diversi, scrivendo le biografie
fotografiche di alcuni autorifotoamatori, mirando successivamente il suo interesse nella
narrazione fotografica delluniverso femminile e approfondendo la ricerca su Lautoritratto
come espressione della poetica del S: spesso fotografa di se stessa nel tentativo di
raccontare la Donna attraverso il proprio Essere. E autrice di 28 Audiovisivi Fotografici
Artistici realizzati con lutilizzazione delle proprie immagini. Attualmente fotografa di scena
e spettacoli di teatro. Ha collaborato, con una ricca documentazione fotografica, alla
realizzazione dellultimo libro del Prof. Andrea Mannucci dal titolo Bastano due ali per
volare. Strategie didattiche nei centri diurni per diversabili, prossimamente edito da ECIG.
Dal mese di ottobre 2010 collaboratrice DAC (Dipartimento Attivit Culturali) della Fiaf.
Paola Camiciottoli
Catalogo 2011 4546
Catalogo 2011 38
New Day films of
This Year
Marzo 2011: il centenario, del tutto ignorato nel nostro paese,
dellincendio dellindustria tessile Triangle a New York, nel quale
hanno orrendamente perso la vita 146 donne, fra le quali 39
italiane. Il trammob nasce dallesigenza di restituire alla giornata
dell8 Marzo, e quindi a noi stesse, il suo significato originario. A
Roma, siamo salite sul tram 8 e abbiamo letto le testimonianze
delle donne sopravvissute a quellinferno, perch tutte e tutti
sapessero che lavoravano sei giorni a settimana con turni
pesantissimi, chiuse a chiave dentro la fabbrica e perquisite
alluscita. Abbiamo scelto di usare i dialetti perch quelle operaie
provenivano da tante regioni italiane e parlavano lingue
sconosciute ai loro concittadini americani. Siamo salite su quel
tram perch oggi, cento anni dopo, in Italia muoiono sul lavoro pi
di 1000 persone lanno, vengono rimessi in discussione diritti
fondamentali e vitali di lavoratrici e lavoratori e si costringono le
donne a firmare le dimissioni in bianco in caso di gravidanza.
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Catalogo 2011 Catalogo 2011 4748
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Anything You Want To
Be
1971, 8
Bachelorette 34
2009, col, 30
Funny Ladies: a
Portrait of Women
Cartoonists
1991, col., 46'
It Happens to Us
1972, col., 32'
My Perestroika
2010, 35 mm col., 87'
Seeing Red: Stories of
American Communists
1983, col., 100
Quaranta anni fa non cerano squadre sportive femminili, le donne in Usa
non potevano avere una carta di credito a loro nome e gli uomini si
aspettavano che le mogli rimanessero a casa ad aspettarli. Ma il vento del
cambiamento cominciava a soffiare prepotente e un piccolo gruppo di
filmmakers, tre donne e un uomo, iniziarono a creare film che sfidavano le
convenzioni ed esploravano i ruoli femminili codificati dalla societ
dellepoca.
I distributori sbattevano le porte in faccia ai nostri eroi ed ai loro film. Per
cause di forza maggiore i filmmakers, simbarcarono nellesperimento
coraggioso di mettere insieme i film e andare a cercarsi il loro pubblico.
Crearono cos una delle prime compagnie di distribuzione cooperativa di
filmmakers.
Non avevamo scelta. Per raggiungere il pubblico dovevamo impegnarci
nella distribuzione racconta Jim Klein, socio fondatore di New Day Ci
dicevano che eravamo pazzi, non sapevamo unacca degli affari. Cos
abbiamo detto: Al diavolo! Lo facciamo in ogni modo!
Allinizio i contenuti dei film provocavano vivaci reazioni contrarie. Durante
una proiezione in un college del New Hampshire, gli agenti della polizia del
campus fermarono i soci fondatori di New Day sostenendo che
corrompevano gli studenti. Per i filmmakers andavano avanti mostrando
i loro film, per tutto il paese e in tutti i luoghi dove li invitavano a proiettarli.
Nei primi anni 70 dare voce alle donne era percepito come un atto
radicale. Eravamo consapevoli di star provando a smantellare il patriarcato
spiega la socia fondatrice della cooperativa Julia Reichert Far vedere i
nostri film era divenuto un atto politico.
La New Day stata fondata da tre donne e un uomo dicevamo. Ora, nel
2011, siamo piu di 100 i filmmakers nella cooperativa ma il rapporto
maschifemmine rimasto invariato. Gli uomini non superano il 25 per
cento. Non distribuiamo pi solo film femministi. In tutti i casi i film devono
trattare argomenti di impegno sociale e chi lavora con New Day deve
avere delle caratteristiche non comuni: essere capace di agire in modo
collettivo, partecipare a tutti i ruoli di gestione e dellorganizzazione.
A Firenze, la XXXIII edizione del Festival Internazionale di Cinema e
Donne festegger i 40 anni di New Day presentando una selezione
cronologica della sua produzione, che ben rappresenta anche la variet
dei temi trattati.
New Day films of
This Yar
4950
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
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Regia e
sceneggiatura: Amalie
R. Rothschild
Montaggio: Amalie R.
Rothschild, Nancy W.
Bennett
Fotografia: Amalie R.
Rothschild, Nancy W.
Bennett, Juliana Wang
Presa diretta: Angela
Brown Parnicky
Distribuzione: New
Day.
USA, 1972, col., 32'
c.
Distribuito nel 1972, stato uno dei tre film risalenti alla fondazione di New
Day. un classico delle rivendicazioni femminili sulla legalizzazione
dellinterruzione di gravidanza. Ciascuno dei pi importanti quattro metodi
di interruzione di gravidanza chiaramente descritto da un medico e
contemporaneamente sono analizzate le statistiche scientifiche in
proposito. Vengono presentate le situazioni pi gravi, attraverso le storie
personali di molte donne di varie condizioni, ricche e povere, giovani e
meno giovani, bianche e nere, sposate e non, per le quali porre fine alla
gravidanza deve essere una scelta possibile. In particolare, il film ci
ricorda ci che accadeva quando linterruzione di gravidanza era illegale,
prima del caso Roe contro Wade che port alla decisione della Corte
Suprema degli Stati Uniti del 1973.
Amalie R. Rothschild
Amalie R. Rothschild ha studiato grafica, fotografia, cinema e produzione
video sino alla specializzazione conseguita presso Institute of Film and
Television della New York University nel 1969. Dal 68 al 74, come
fotografa freelance ha pubblicato le sue immagini sul New York Times,
Newsweek, TimeLife Books, Life Magazine, The Village Voice, Rolling
Stone, After Dark, Mojo e altri. Negli stessi anni partecipava allavventura
del Fillmore East Theatre di New York dove unintera epoca del rock
vedeva la luce sotto la guida del famoso impresario Bill Graham.
Aggregata al gruppo del Joshua Light Show, specializzato in elaborazioni
di immagini, proiezione di filmati durante le performance e magie visive di
vario genere, era considerata la fotografa del locale seppur non
ufficialmente. Di certo aveva libero accesso a tutti gli spazi e ritraeva i
musicisti in scena e nei momenti pi privati. Ha partecipato agli eventi pi
importanti della rock music sulla East Coast a partire dal Festival di
Newport del 69 al tour degli Who che presentavano la rockopera Tommy,
al concerto dei Rolling Stones al Madison Square Garden nel 69 al mitico
raduno di Woodstock. I suoi scatti hanno immortalato, fra gli altri: Grateful
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5152
Dead, Bob Dylan Jerry Garcia, Mick Jagger, Janis Joplin, Tina Turner, Ray Charles, Roger
Waters, David Gilmore, Joni Mitchell, Jimi Hendrix, Jefferson Airplane, Miles Davis, B.B, King.
Negli ultimi anni le sono state dedicate molte mostre di grande successo incentrate appunto
sulla documentazione fotografica della rock music americana. Le sue foto compaiono nelle
pi importanti pubblicazioni sulla storia del Rock e in particolare sono raccolte nel suo volume
Live at the Fillmore East: A Photographic Memoir (Acid Test Productions/Thunders Mouth
Press, 1999).
La sua attivit di filmmaker comincia con Woo Who? My Wilson (1969) ritratto di una
anticonformista quanto anziana donna americana dal passato casalingo e nel presente artista
di fama conosciuta come Grandma Moses of the Underground e It Happens to us (1972).
Nana, Mom and Me (1974) stato presentato in moltissimi festival con grande successo ed
tuttora oggetto di studio per la sua particolare struttura e perch uno dei primi film
autobiografici.
I suoi interessi fondamentali sono lanalisi del sociale e il profilo degli artisti. Conversations
with Willard Van Dyke (1981) incentrato sullesperienza e la personalit del grande fotografo
(cofondatore del gruppo f/64), filmmaker (The City Valley Town) e primo direttore della
sezione cinema del Museum of Modern Art (MoMA). Painting the Town: The Illusionistic
Murals of Richard Haas (1990) dedicato alluso del trompe lil come elemento
architettonico e sulla trasformazione del paesaggio urbano americano grazie a questa
tecnica. Questi ultimi due film, pluripremiati, sono stati acquistati e trasmessi dai canali
televisivi di molti paesi, compreso RAISAT, e costituiscono una documentazione di rilevante
importanza per la storia dellarte contemporanea. stata nel 1971 una delle fondatrici e
organizzatrici della Cooperativa New Day Films per la auto distribuzione delle opere dei
registi indipendenti, impresa avventurosa, pionieristica ma anche di buon successo.
Per la presentazione di personali cinematografiche a lei dedicate, Amalie Rothschild, ha
tenuto conferenze e diretto seminari in Nuova Zelanda, Turchia, India, Indonesia, Hong Kong
e Cina aumentando di conseguenza il suo patrimonio di immagini fotografiche. Dal 1985 vive
tra New York e lItalia. La sua prima residenza italiana stata Roma. Attualmente vive a
Firenze e sta lavorando a un progetto di lungometraggio sullesperienza rock americana degli
anni Settanta e alla digitalizzazione del suo smisurato archivio fotografico.
Questo documentario sullaborto mostra le difficolt psicologiche e fisiche delle donne di
fronte al dilemma di una gravidanza indesiderata. [...] Il film affronta in modo concreto le
problematiche relative alla necessit dell'informazione sulla contraccezione che possa
raggiungere donne di tutte le classi sociali, alleducazione allautocoscienza in giovane et, e
allaccesso legale allaborto (senza sottintesi morali) per tutte le donne.
Jack Neher e Pam Wilson, Mental Health Materials Center, New York City
Una messa sotto accusa dellillegalit dellaborto... Alcune testimonianze sono sconvolgenti.
Le persone che parlano sono piacevoli, intelligenti e chiare. Miss Rothschild ha strutturato il
film, senza un briciolo di sensazionalismo, come un appello forte e sicuro in favore
dellassistenza per laborto legalizzato.
Howard Thompson, The New York Times
Catalogo 2011 Catalogo 2011
Candidi e commoventi commenti di diverse donne che hanno abortito mettono radicalmente
in contrasto la brutalit e la segretezza degli aborti illegali con la sicurezza e la fiducia dei
primi aborti legali e forniscono una prospettiva molto personale alle tabelle informative
mediche che appaiono in tutto il film.
Gli effetti degli aborti male eseguiti, il tasso di insuccesso clinico dei contraccettivi e la
sicurezza dei pi importanti metodi di aborto, smettono di essere freddi dati statistici quando
diverse donne ricordano lorrore e il dolore degli aborti clandestini, quando le donne
raccontano cosa hanno provato quando hanno scoperto di essere incinte, o quando ognuna
delle quattro procedure daborto descritta in modo completo da un medico. Oltre ad
interrompere gravidanze non volute, gli aborti legali hanno spesso anche altri benefici: per
molte donne, la decisione di abortire unesperienza di maturazione, che permette loro di
venire a patti con se stesse e con le persone vicine, di riconoscere i loro propri bisogni, di
essere padrone del loro corpo e della loro vita. It Happens to Us un film unico e importante
che mette a fuoco in modo pacato e onesto delle situazioni personali che stanno alla base
della questione dellaborto.
Booklist Vol. 69, No.9
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New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia e fotografia:
Robin Hessman
Montaggio: Garret
Savage e Alla Kovgan
Musica: Lev Zhurbin
Interpreti: Olga
Durikova, Boris
Meyerson, Lyubov
Meyerson, Mark
Meyerson, Ruslan
Stupin, Andrei
Yevgrafov
Produzione: Red
Square Production
Distribuzione: New
Day
USA/Gb, 2010, 35 mm
col., 87'
c. |cc. |cssc
S|c.cs c /c.cc Cc.s|s
My Perestroika un documentario su come la generazione di russi che
aveva ventanni nel 1991 ha vissuto la fine dellUnione Sovietica. Robin
Hessman, la regista, ha vissuto per lungo tempo in Russia, arrivando a
conoscere e a voler far conoscere la storia russa degli ultimi decenni,
troppo spesso dimenticata dalla Storia ufficiale dei suoi autocelebrativi
capi di stato. Non a caso, infatti, la Hessman alterna, nel montaggio,
sequenze dei video propagandistici e sequenze di filmati amatoriali e
familiari realizzati nella Russia degli anni '70. Il film segue la vita di cinque
compagni di scuola, dall'infanzia sotto il regime, fino al crollo dell'Unione
Sovietica e ai rapidi e continui rivolgimenti sociali che sono seguiti alla
scomparsa del comunismo. My Perestroika un ritratto allo stesso tempo
intimo e collettivo in grado di restituire uno sguardo sfaccettato sulla vita
di coloro che sono stati giovani ai tempi della cortina di ferro. La coppia di
insegnanti Boris e Lyubov la venditrice Olga il manager Andrej e il
musicista punk rock Ruslan: per una volta protagonisti della Storia che,
volenti o nolenti, ha travolto le loro vite, prendono la parola riscrivendone
le pagine raccontando di come sia stato faticoso crescere isolati dal resto
del mondo occidentale. Emerge cos una percezione inestricabilmente
complessa della Russia contemporanea: alla nostalgia per infanzie tutto
sommato felici si unisce la condanna del regime sovietico.
Robin Hessman, laureata presso l'Isituto Statale di Cinematografia di
Mosca (VGIK), stata premiata dagli Academy Award nel 1994 per Portrait
of Boy With Dog, la sua 'tesi' di laurea. Ha vissuto in Russia per otto anni
nei quali ha lavorato a programmi televisivi per bambini. Rientrata negli
Stati Uniti ha fondato, nel 2004, la casa di produzione Red Square
Productions Trasferitasi a Boston, ha ottenuto finanziamenti per la
realizzazione del progetto My Perestroika, il suo primo lungometraggio
documentario. Nel 2010 il film stato presentato in molte manifestazioni in
tutti gli Stati Uniti e premiato al Sundance Festival e al Milwaukee Film
Festival tra gli altri. Dal febbraio 2011, My Perestroika stato invitato a pi
di 30 festival internazionali. Robin Hessman anche Professore associato
presso il Davis Center per gli Studi di Cultura e Storia della Russia della
Harvard University.
Robin Hessman
5556
Le parole della regista
I miei legami con la Russia
Sono stata da sempre curiosa della Russia e dellUnione sovietica, almeno da quando mi ricordo.
Essendo cresciuta negli Stati Uniti degli anni '70 e '80, era impossibile evitare il fatto che lURSS fosse
considerata come il nemico e, secondo cinema e televisione, tramava di distruggere il pianeta con le sue armi
nucleari. Ovunque ci si interessava all'Impero del Male'. Quando avevo sette anni, la mia classe ha organizzato
un gioco: USA contro URSS. Le ragazzine erano gli USA e avevano i quartier generale nei giochi di legno. I
ragazzini erano lURSS ed erano accovacciati sulla sabbia. Per qualche ragione, i maschi mi permisero di essere
lunica femmina nellURSS. Da qui il mio dilemma: le mie migliori amiche erano tra le femmine, ma ero una
bambina curiosa e volevo sapere cosa succedeva nellURSS. Incapace di scegliere tra i due, sono diventata un
doppio agente. Suppongo che sia a causa di questa mia insaziabile curiosit nei confronti del cosiddetto paese
diabolico che mi ha spinto a implorare i miei genitori di lasciarmi abbonare alla rivista Soviet Life allet di dieci
anni (non ho idea di come fossi venuta a conoscenza della sua esistenza). In quanto figlia dellera McCarthy, i
miei genitori erano preoccupati delle ripercussioni sul mio futuro, ma li ho supplicati e hanno ceduto. Arrivava
ogni mese, incartata nella carta da pacchi, la mia pornografia politica.
Non posso dire di averla letta molto attentamente. Dopo tutto era pubblicata dal Ministero Sovietico degli esteri e
piena di articoli aridi e mal tradotti sulle ultime realizzazioni tecnologiche sovietiche e le raccolte dei cereali, ma
erano le fotografie che mi affascinavano. [] In particolare mi intrigavano le fotografie dei bambini: erano come
me, ma diversi. Avevano quegli strani fazzolettoni rossi intorno al collo. [] Cercavo di immaginare come
sarebbe stato essere uno di loro. Certamente non sembravano cattivi.
Durante il mio ultimo anno delle superiori cadde il muro di Berlino. Non potevo nemmeno immaginare come
fosse vivere questi incredibili e rapidi cambiamenti. Ho sentito che dovevo andare nellURSS e farne esperienza
diretta. Stava succedendo troppo per rimanere seduta e aspettare fino al tradizionale anno allestero
delluniversit. Quindi allet di diciotto anni, nel secondo semestre del mio primo anno di universit, sono
andata a Leningrado. Era il gennaio 1991.
Anche se non cera cibo in citt (appena arrivati ci hanno distribuito dei coupons per le razioni), cera un
palpabile senso di speranza e ottimismo. LUnione Sovietica si stava aprendo, ci che era vietato era ormai
permesso. La pace mondiale era a portata di mano! [] Ero sorpresa che nulla di ci che avevo letto in tutti
questi anni e che mi aveva portato a questo viaggio non mi avesse preparato a ci che stava effettivamente
succedendo l.
Sono rimasta nellURSS durante lestate e ho trovato un lavoro alla LENFILM, gli studi cinematografici di
Leningrado. Il film su cui dovevo lavorare doveva girare delle scene nelledificio del KGB, ma non avevo
lautorizzazione quindi sono stata trasferita a lavorare su un film dorrore americano. Un giorno poi, sono arrivata
al lavoro e mi hanno rimandato a casa. La ragione? Colpo di stato militare. Era l'agosto 1991.
Folle di persone riempivano le strade, agitate e discutevano con estranei ad ogni angolo di strada su cosa stava
succedendo passeggiavo in giro, ascoltando opinioni appassionate e espressioni di speranza che si
scontravano con rassegnazione fatalistica. Ero ansiosa che tutto finisse cos presto. I confini sarebbero stati
chiusi, mi avrebbero mandata a casa, non avrei mai pi visto i miei amici russi e la guerra fredda sarebbe
continuata. Non dimenticher mai la sensazione di essere circondata da migliaia di persone in una piazza, che
piangevano e gridavano di gioia quando divenne evidente che il colpo di stato era fallito. Leuforia e lottimismo
per il futuro erano travolgenti.
Ho vissuto a Mosca negli otto anni che seguirono. Ho diretto il programma del VGIK (Istituto statale panrusso di
cinematografia) per cinque anni e ho realizzato i miei primi corti. Per diversi anni ho prodotto Ulitsa Sezam, la
versione russa di Sesame Street. Nella mia comunit di amici cerano persone che erano cresciute in tutta
lURSS e mi sono trovata completamente integrata in un mondo che una volta mi sembrava cos estraneo. []
Ho iniziato a pensare di fare questo film quando sono tornata a vivere negli Stati Uniti nellautunno del 1999,
dopo aver vissuto per otto anni in Russia. Nonostante la Guerra Fredda fosse finita, le informazioni sulla Russia
non erano penetrate nella cultura americana. La gente era o sorpresa che non fossi stata ammazzata dalla mafia
o sorpresa che non ci fossero pi problemi, che ormai la Russia fosse un paese democratico e non pi il nostro .
La realizzazione del film
Catalogo 2011 Catalogo 2011
acerrimo nemico. I miei amici volevano un facile riassunto di comera o di come i Russi resistessero ai
cambiamenti. Ma la complessit della Russia e del suo popolo era impossibile da riassumere in poche paroleHo
pensato molto ai Russi della mia generazione. Sono cresciuti totalmente in un mondo che nessuno immaginava
potesse cambiare. Poi, quando erano adolescenti e diventavano maggiorenni, le fondamenta stessa della societ
vennero scosse. Ogni cosa che presumevano vera era ormai in questione. E poi, quando si sono laureati, lURSS
crollata. Hanno dovuto navigare in questa gi difficile transizione allet adulta quando tutto intorno a loro era in
continuo cambiamento. Erano migranti nella loro stessa terra, stranieri in una societ senza istruzioni su come le
cose dovessero andare.
Nel settembre 2004, ho ottenuto la posizione di Filmmaker in Residence presso la WGBH, la filiale PBS di
Boston dove ho cominciato a lavorare a tempo pieno su My Perestroika. Sei mesi dopo ero di nuovo in Russia.
Ho passato ore nellarchivio cinematografico statale fuori Mosca, a guardare cinegiornali degli anni '70 e '80. Ho
iniziato a intervistare decine di trentenni di ogni estrazione sociale. Riflettevo su come rendere gli aspetti
personali, intimi e umani della vita in URSS vivaci per un pubblico occidentale. Ho cercato i filmati amatoriali di
quel periodo: diversamente dalla propaganda sovietica e occidentale, non avevano un agenda. Una parte della
loro bellezza proviene dalla purezza della loro intenzione, quella di preservare le memorie familiari per le
generazioni successive. Non c modo migliore per ottenere una visione intima del passato.
Dopo aver intervistato decine di persone, mi sono ritrovata a riflettere molto sulla riscrittura della storia in Russia.
C persino un modo di dire: In Russia il passato che imprevedibile. Ho deciso di parlare con gli insegnanti
di storia della mia generazione. Ora insegnavano ai loro studenti una storia molto diversa da quella che era stata
insegnata loro da bambini. cos che ho trovato Borya e Lyuba Meyerson. Erano incredibili. Mancavano
totalmente di coscienza di s, erano molto aperti e molto appassionati di storia. Nonostante fossero cresciuti da
una parte e dallaltra della stessa strada, hanno avuto delle infanzie completamente diverse. Avevano un modo
splendido di unire la loro visione pi ampia di ci che successo nel loro paese con i piccoli dettagli personali
sugli effetti che ha avuto su di loro. [] La ciliegina sulla torta stata quando ho chiesto, come sempre, se
conoscevano qualcuno che avesse filmati amatoriali degli anni '70 o '80. Borya ha aperto un armadio dove erano
ammucchiate scatole di film 8mm: suo padre aveva lossessione di fare filmati amatoriali. Con mio grande
stupore, aveva persino seguito Borya a scuola diverse volte e aveva filmato i suoi compagni di scuola! Da l mi
hanno poi presentato i loro vecchi compagni di scuola. Ho incontrato Olga, Ruslan e Andrei. Ho iniziato a filmarli
a casa, al lavoro e con le loro famiglie. Ho anche iniziato a passare sempre pi tempo con i Meyerson. Mi hanno
presentato lirriducibile Sergei Lvovich Mendeleevich, il direttore della scuola, che mi ha dato il suo assenso a
filmare.
In tutto, tra il 2005 e il 2008 ho filmato quasi 200 ore di materiale, passando da tre a sette mesi in Russia ogni
anno. Non avevo lintenzione di filmare quando ho iniziato, ma dopo due giorni passati con il cameraman ho
capito che le persone si comportavano in modo completamente diverso da quando eravamo soli. Da quel
momento in poi, ho fatto la maggior parte delle riprese da sola. Ho usato un monopiede cos ho potuto riprendere
per ore senza che limmagine fosse mossa come nelle riprese con la camera a mano, ma con molta pi mobilit
che con un treppiede. Ho usato due microfoni, uno montato sulla telecamera e laltro su uno dei soggetti.
Ho anche accumulato 200 bobine di filmati amatoriali 8mm, non solo dei Meyersons, ma anche di altre persone
della stessa et in tutta lUnione Sovietica. Questi film sono arrivati tramite amici di amici, bloggers e community
online e attraverso i capotreni provenienti dalla Siberia. Ho anche guardato i metraggi ufficiali di quel periodo in
diversi archivi in Russia. Intrecciare questi diversi tipi di metraggi, le storie personali di cinque protagonisti e la
storia degli ultimi quarantanni della Russia stata una sfida abbastanza grande. Ho avuto la fortuna di lavorare
con due montatori di talento durante la postproduzione. Ci che era davvero importante per me era mantenere
lintimit delle storie personali in primo piano del film. La mia speranza era di portare il pubblico nelle loro case,
nelle loro cucine e nelle memorie di questi cinque amici dinfanzia, per condividere la complessit delle loro
esperienze, dei loro trionfi, dei loro sogni e delle loro disillusioni.
In un certo senso, questo film anche su come la politica e il governo i grandi eventi storici che succedono
durante particolari momenti della nostra vita hanno un profondo effetto su ognuno di noi. Sebbene gli eventi
politici siano sullo sfondo delle nostre vite private, ci influenzano senza dubbio in modi che non possiamo
prevedere e nemmeno immaginare. Solo a questo punto, da trentenne, posso capire che se non fossi cresciuta
alla fine della Guerra Fredda, la mia vita sarebbe stata totalmente diversa.
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Fresh Garden
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Catalogo 2011
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Catalogo 2011
Seeing Red: Stories of
American Communists
Regia e montaggio:
Jim Klein, Julia
Reichert
Fotografia: Martin
Duckworth, Stephen
Lighthill, Sandi Sissel
Musica: David
Dunaway
Distribuzione: New
Day
USA, 1983, col., 100
acerrimo nemico. I miei amici volevano un facile riassunto di comera o di come i Russi resistessero ai
cambiamenti. Ma la complessit della Russia e del suo popolo era impossibile da riassumere in poche paroleHo
pensato molto ai Russi della mia generazione. Sono cresciuti totalmente in un mondo che nessuno immaginava
potesse cambiare. Poi, quando erano adolescenti e diventavano maggiorenni, le fondamenta stessa della societ
vennero scosse. Ogni cosa che presumevano vera era ormai in questione. E poi, quando si sono laureati, lURSS
crollata. Hanno dovuto navigare in questa gi difficile transizione allet adulta quando tutto intorno a loro era in
continuo cambiamento. Erano migranti nella loro stessa terra, stranieri in una societ senza istruzioni su come le
cose dovessero andare.
Nel settembre 2004, ho ottenuto la posizione di Filmmaker in Residence presso la WGBH, la filiale PBS di
Boston dove ho cominciato a lavorare a tempo pieno su My Perestroika. Sei mesi dopo ero di nuovo in Russia.
Ho passato ore nellarchivio cinematografico statale fuori Mosca, a guardare cinegiornali degli anni '70 e '80. Ho
iniziato a intervistare decine di trentenni di ogni estrazione sociale. Riflettevo su come rendere gli aspetti
personali, intimi e umani della vita in URSS vivaci per un pubblico occidentale. Ho cercato i filmati amatoriali di
quel periodo: diversamente dalla propaganda sovietica e occidentale, non avevano un agenda. Una parte della
loro bellezza proviene dalla purezza della loro intenzione, quella di preservare le memorie familiari per le
generazioni successive. Non c modo migliore per ottenere una visione intima del passato.
Dopo aver intervistato decine di persone, mi sono ritrovata a riflettere molto sulla riscrittura della storia in Russia.
C persino un modo di dire: In Russia il passato che imprevedibile. Ho deciso di parlare con gli insegnanti
di storia della mia generazione. Ora insegnavano ai loro studenti una storia molto diversa da quella che era stata
insegnata loro da bambini. cos che ho trovato Borya e Lyuba Meyerson. Erano incredibili. Mancavano
totalmente di coscienza di s, erano molto aperti e molto appassionati di storia. Nonostante fossero cresciuti da
una parte e dallaltra della stessa strada, hanno avuto delle infanzie completamente diverse. Avevano un modo
splendido di unire la loro visione pi ampia di ci che successo nel loro paese con i piccoli dettagli personali
sugli effetti che ha avuto su di loro. [] La ciliegina sulla torta stata quando ho chiesto, come sempre, se
conoscevano qualcuno che avesse filmati amatoriali degli anni '70 o '80. Borya ha aperto un armadio dove erano
ammucchiate scatole di film 8mm: suo padre aveva lossessione di fare filmati amatoriali. Con mio grande
stupore, aveva persino seguito Borya a scuola diverse volte e aveva filmato i suoi compagni di scuola! Da l mi
hanno poi presentato i loro vecchi compagni di scuola. Ho incontrato Olga, Ruslan e Andrei. Ho iniziato a filmarli
a casa, al lavoro e con le loro famiglie. Ho anche iniziato a passare sempre pi tempo con i Meyerson. Mi hanno
presentato lirriducibile Sergei Lvovich Mendeleevich, il direttore della scuola, che mi ha dato il suo assenso a
filmare.
In tutto, tra il 2005 e il 2008 ho filmato quasi 200 ore di materiale, passando da tre a sette mesi in Russia ogni
anno. Non avevo lintenzione di filmare quando ho iniziato, ma dopo due giorni passati con il cameraman ho
capito che le persone si comportavano in modo completamente diverso da quando eravamo soli. Da quel
momento in poi, ho fatto la maggior parte delle riprese da sola. Ho usato un monopiede cos ho potuto riprendere
per ore senza che limmagine fosse mossa come nelle riprese con la camera a mano, ma con molta pi mobilit
che con un treppiede. Ho usato due microfoni, uno montato sulla telecamera e laltro su uno dei soggetti.
Ho anche accumulato 200 bobine di filmati amatoriali 8mm, non solo dei Meyersons, ma anche di altre persone
della stessa et in tutta lUnione Sovietica. Questi film sono arrivati tramite amici di amici, bloggers e community
online e attraverso i capotreni provenienti dalla Siberia. Ho anche guardato i metraggi ufficiali di quel periodo in
diversi archivi in Russia. Intrecciare questi diversi tipi di metraggi, le storie personali di cinque protagonisti e la
storia degli ultimi quarantanni della Russia stata una sfida abbastanza grande. Ho avuto la fortuna di lavorare
con due montatori di talento durante la postproduzione. Ci che era davvero importante per me era mantenere
lintimit delle storie personali in primo piano del film. La mia speranza era di portare il pubblico nelle loro case,
nelle loro cucine e nelle memorie di questi cinque amici dinfanzia, per condividere la complessit delle loro
esperienze, dei loro trionfi, dei loro sogni e delle loro disillusioni.
In un certo senso, questo film anche su come la politica e il governo i grandi eventi storici che succedono
durante particolari momenti della nostra vita hanno un profondo effetto su ognuno di noi. Sebbene gli eventi
politici siano sullo sfondo delle nostre vite private, ci influenzano senza dubbio in modi che non possiamo
prevedere e nemmeno immaginare. Solo a questo punto, da trentenne, posso capire che se non fossi cresciuta
alla fine della Guerra Fredda, la mia vita sarebbe stata totalmente diversa.
Uno sguardo ben informato sulle persone che hanno fatto vivere il Partito
Comunista Americano dagli anni '30 a gli anni '50. Combattendo per le
otto ore di lavoro, la sindacalizzazione, contro la disoccupazione e per la
diffusione della previdenza sociale, hanno profuso il loro impegno per
quella che ritenevano il giusto futuro dellAmerica. Non si tratta di
nostalgia retorica, perch Seeing Red guarda in modo assai critico ai
rapporti dei comunisti americani con lUnione Sovietica e sottolinea la
mancanza di democrazia interna nel partito. Il film costituisce una risorsa
impagabile per i corsi di scienze politiche, di sociologia politica e per i
movimenti sociali.
Julia Reichert stata candidata per tre volte allAcademy award per il suo
lavoro documentario ed ha vinto il Primetime Emmy Award. Ha realizzato
sia film documentari che a soggetto. I suoi film sono stati proiettati nei
maggiori festival mondiali, tra i quali Sundance, New York, Telluride,
Cannes e Rotterdam. I suoi primi cinque documentari Growing up female,
Methadone: an American way of dealing, Union Maids, Seeing Red e A lion
in the house sono tutti andati in onda su PBS nazionale. The last truck, il
suo film pi recente (con Steve Bognar), stato proiettato per la prima
volta al Telluride. I suoi film sono stati proiettati nei cinema statunitensi in
oltre un centinaio di citt e allestero in cinema e televisioni di decine di
paesi. Orgogliosa cofondatrice della della cooperativa di distribuzione New
Day Films, e anche una delle fondatrici dellIndependent Feature Project, e
docente alla Wright State University.
Julia Reichert
Jim Klein
Jim Klein un regista indipendente dal 1969. Con la sua compagna, Julia
Reichert, ha realizzato il primo documentario sulle donne da una
prospettiva femminista, Growing up female uno dei primi film che utilizza i
metodi della cinestoria e della storia orale, candidato allOscar Union
Maids il primo film che sfida le politiche governative sulla
tossicodipendenza Methadone: an american way of dealing e il primo film
5960
che sfida le politiche governative sulla tossicodipendenza Methadone: an american way of
dealing e il primo film documentario sui comunisti americani, Seeing Red che ha portato loro
la seconda nomina allAcademy Award. Il primo film a nome suo, Letter to the next
generation uscito nel maggio 1990. Nel 1996 Jim ha girato Taken for a ride, codiretto con
Martha Olson. Uno sguardo sul ruolo giocato da General Motors, in un arco temporale di
cinquantanni, nella distruzione dei trasporti pubblici e nello sviluppo di autostrade persino nel
centro delle citt. Lantiprima del film stata trasmessa dalla rete televisiva pubblica degli
Stati Uniti PBS.
un vivace, ottimista, in un certo senso romantico, ma non acritico tentativo di membri
della generazione degli anni sessanta di capire lo spirito radicale dellepoca in America.
[...] Seeing Red un coraggioso, sforzo per esorcizzare gli stereotipi che caratterizzano
il pensiero americano nei confronti dei comunisti, creati in parte da Ronald Reagan, Joe
McCarthy, Richard Nixon, J. Edgar Hoover e Hubert Humphrey. Appaiono tutti nelle
scene del film definendo i comunisti ratti, diabolici e maligni, cospiratori. La forza
che ha spinto molti idealisti e molte persone che volevano semplicemente una vita
migliore verso il partito comunista durante la grande depressione, mostrata attraverso
le interviste alternate a rari filmati darchivio. I registi fanno luce su 50 anni di tentativi di
organizzare sindacati per ottenere i benefici dello stato sociale e opporsi alle derive
fasciste.
Judy Stone, San Francisco Chronicle
Seeing Red racconta le vite dei radicali degli anni '30. Non piangere per un
combattente che sbaglia e perde, ma piangi per i babbei che non hanno mai provato a
organizzare una lotta, come cantava Pete Seeger. Questa frase riassume piuttosto
bene lo spirito di Seeing Red, un documentario sugli americani che aderirono al Partito
comunista negli anni trenta e hanno resistito a delle scosse come quelle del patto tra
Germania nazista e Unione Sovietica, difendendo ostinatamente la loro visione di
fronte allevidenza sempre maggiore che la Russia non stava proprio mettendo in
pratica gli insegnamenti di Marx. Il film non racconta la storia del partito, n esamina
quanto giuste o sbagliate siano state certe questioni politiche, analizza le convinzioni e
la fede. Ci presenta un gruppo di persone che hanno avuto il coraggio di sfidare la
maggioranza e di aderire a una causa impopolare, di tenere duro di fronte alle
persecuzioni nazionali e alle cattive notizie provenienti dallestero ha la curiosit di
chieder loro come stanno oggi le cose, dopo che hanno dovuto rivedere il grande
sogno della loro giovent. Condividevano una visione, ma hanno lottato anche tra di
loro, sono stati infiltrati da spie e voltagabbana, sono stati traditi dalle politiche di
repressione e dai compromessi di Stalin e sono stati perseguitati dalla caccia alle
streghe americana.
Roger Ebert, Chicago SunTimes
Straordinario! Seeing Red una vita di memorie politiche. Eccezionalmente
approfondito, corretto e imparziale, uno sguardo equilibrato e accurato sul partito
comunista americano.
EFLA Evaluations
Catalogo 2011
New Day films of
This Year
Catalogo 2011
Regia, sceneggiatura
e montaggio: Liane
Brandon
Interprete: Nathalie
Paven
Distribuzione: New
Day.
USA, 1971, 8
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stato uno dei primi e pi popolari film dell'inizio del movimento delle
donne. un classico che racconta con humor lo scontro tra gli adolescenti
in cerca della propria identit e gli stereotipi dei ruoli sessuali. Tra i primi
lavori ad esplorare i giovani che non loro processo di crescita sono
sottoposti alla pressione esterna delle convenzioni sociali ma anche, e
questo vale soprattutto per le ragazze, a una pressione "interna", pi
subdola e sottile, derivante dall'introiezione di tali convenzioni. Attraverso
una serie di sketch seguiamo una brillante studentessa di liceo che scopre
quanto l'affermazione dei suoi genitori: potrai essere precisamente ci
che vorrai, non sia poi del tutto reale. Anything You Want To Be uno dei
film risalenti alla fondazione di New Day.
Liane Brandon
Liane Brandon una regista indipendente vincitrice di numerosi premi,
fotografa e professoressa emerita allUniversit del
Massachusetts/Amherst. Nel 1971, ha fondato insieme con Julia Reichert,
Jim Klein e Amalie Rothschild la New Day Films. I suoi film classici,
Anything You Want To Be (1971) e Betty Tells Her Story (1972) sono stati i
primi "strumenti" cinematografici largamente utilizzati dal movimento delle
donne. I suoi film, tra cui Once Upon A Choice, How To Prevent A Nuclear
War e Fine Print hanno vinto numerosi premi nazionali e internazionali e
sono stati programmati da molte reti televisive. Ha ricevuto innumerevoli
premi e fatto parte della giuria di prestigiosi premi come gli Emmy
Awards, e gli Evvy Awards. Ha lavorato come consulente educativo per la
WGBH TV. Nel 2008, ha ricevuto un finanziamento dal Women's Film
Preservation Fund per "conservare" Anything You Want To Be e Betty Tells
Her Story. stata direttrice della UMass Educational Television che ha
prodotto originali e pluripremiati programmi educativi mandati in onda via
cavo o via satellite in tutto il New England.
Un classico senza tempo: affascinante per il presente e splendido in una
prospettiva storica. Un importante spunto di discussione su cosa
cambiato per le donne... e cosa ancora non lo .
Jean Kilbourne, creator, Killing Us Softly
6162
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia e
sceneggiatura: Kara
Herold
Montaggio: Monica
Nolan Fotografia:
Gibbs Chapman,
Christian Bruno, Kara
Herold
Animazioni: Monica
Nolan, Kara Herold
Illustrazioni: Andi
Zeisler
Distribuzione: New
Day
USA, 2009, col, 30
Una telefonata: Kara, volevo dirti, ho trovato luomo giusto per te. Ha 30
anni, tu hai 30 anni: perfetto! C solo un problema: cattolico e
repubblicano. Niente paura, tutto si aggiusta! Chiamami!
La solita mamma un po fissata nella ricerca del marito per la figlia? S ma.
In questo caso, la figlia una filmmaker single di San Francisco e il dialogo
tra il mondo della madre e quello della figlia assume risvolti comici di
incomprensione ed equivoco.
Kara Herold una regista che, nei suoi accurati e brillanti lavori, esamina
con intelligenza e intuito visivo l'intreccio tra il femminismo e la cultura
popolare. Ha scritto, diretto e prodotto ogni genere di film dal corto
d'animazione al documentario e collaborato con altri artisti tra cui Monica
Nolan e Andi Zeisler. Nel suo ultimo film Bachelorette 34, prende in giro
con umorismo, attraverso una relazione madre figlia, la strana ossessione
che la societ ha per il matrimonio. Il film stato premiato in Europa al
Festival del film documentario di Amsterdam e negli Stati Uniti al
Documentary Fortnight al MOMA di New York. Il suo lavoro precedente
Grrlyshow stato premiato al Sundance Festival nel 2001 e attualmente
Kara Herold
Wow! Dimenticate le 5 stelle, questo film ne merita 34. Bachelorette
34 uno squisito, prezioso esempio di documentazione. Gocce di
verit in parte personali, in parte universali. E sempre divertente: un
po' Harold Lloyd, un po' Joan Rivers "misti" a Woody Allen nella
giornata giusta. Ma sempre, indubbiamente e interamente Kara
Herold.
Peter Wintonick, Point of View Magazine, Canada
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38 38
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia e montaggio:
Pamela Beere Briggs
Fotografia: William
McDonald
Testi: Trina Robbins,
Pamela Beere Briggs,
Avis Lang
Musica: Steve Rashid
Produzione: Pamela
Beere Briggs, William
McDonald
Distribuzione: New
Day.
USA, 1991, col., 46'
Mi sono accorta di quante poche firme femminili compaiono nelle pagine
dedicate ai fumetti dei principali giornali. Mi sono chiesta: perch mai? E mi
sono chiesta anche come si muovono nel loro lavoro, le donne che
riescono a pubblicare? Ho deciso di rigirare la domande alle stesse autrici.
Ho individuato quattro intelligenti quanto brillanti tipologie di cartoonist
(Cathy Guisewite, Nicole Hollander, Lynda Barry e Brenda Starr's" Dale
Messick) che mi hanno mostrato nuovi modi di guardare i fumetti ed anche
il mondo. Le pi amate women cartoonist discutono e creano strisce su
temi politici, stereotipi di genere, autostima, ed invecchiamento.
Pamela Beere Briggs
Pamela Beere Briggs
Catalogo 2011
Pamela Beere Briggs nata a Kobe, Giappone dove ha vissuto fino allet di
nove anni. regista di documentari con i quali ha vinto numerosi premi.
Funny Ladies: a portrait of women cartoonists rivela il potere delle immagini
e delle parole per comunicare storie, affermazioni politiche e poesia. stato
definito splendido, delizioso, molto piacevole e un film che si vorrebbe non
finisse mai da molti giornali tra cui: Los Angeles Times, Ms., Boston Globe e
The San Francisco Examiner. Women of Mystery: Three Writers Who
Forever Changed Detective Fiction (Sue Grafton, Marcia Muller & Sara
Paretsky) ha ispirato un programma Film & Book molto popolare nelle
biblioteche pubbliche in tutti gli Stati Uniti. Mysterious California, che traccia il
profilo delle scrittrici Laurie R. King, Nadia Gordon, Nina Revoyr & Kirk
Russell, ha lanciato il California Center per il programma Film & Book del
2008.
Da quando ha conseguito il Master di Belle Arti in Produzione Filmica presso
la UCLA nel 1990, Pamela, oltre a lavorare come regista, ha anche
insegnato per corsi e workshop di cinema. Tra il 1994 e il 2000 ha insegnato
montaggio, produzione, regia e sceneggiatura per il film documentario
presso la Loyola Marymount University.
Fa parte della New Day Films da 20 anni. Attualmente sta scrivendo un
romanzo ambientato nel 1941 in California con una giovane fotografa come
protagonista.
Un bel film, ben costruito... Funny Ladies aiuta a colmare le lacune della storia di questo
intrigante settore della cultura popolare americana.
The San Francisco Examiner
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Catalogo 2011 Catalogo 2011
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Lacronimo ADA identifica le AUTRICI dellASSOCIAZIONE DOCUMENTARISTI ANONIMI.
Il nome dellassociazione sottolinea la condizione di anonimato, opposta alla condizione di
star o di relativa notoriet e riconoscimento, in cui lavorano altri operatori del cinema.
Sottolineiamo questa condizione per due ragioni:
ci piace chiamarci anonime, in senso un po provocatorio, controcorrente, in un mondo di
protagonistei del nulla, di cosiddetta informazione incoerente, parziale, spesso scorretta.
non ci piace restare anonime, ma sottolineiamo di esserlo, mentre cerchiamo di diffondere
uninformazione pi completa e pi articolata, con linguaggi artistici e sociali pi adeguati alla
complessit delle realt umane, documentando fatti e condizioni reali che spesso si perdono,
passano inosservati o vengono deliberatamente nascosti.
Tale anonimato ancora, indiscutibilmente, la condizione attuale dei delle documentariste, lo
si vede dai mercati e dalla scarsissima distribuzione. Ma abbiamo osservato una nuova
tendenza del pubblico, soprattutto giovane, che chiede di vedere documentari, assumendo
cos una posizione politicoculturale che si oppone allinformazionerappresentazione
comunicazione contraffatta, facile e disponibile in gran quantit sui nuovi media. Vogliamo
rispondere a queste richieste offrendo materiale da vedere e su cui riflettere.
Con questi intenti lassociazione si propone come cantiere per lo sviluppo di una CULTURA
DEL DOCUMENTARIO: sia come luogo di scambio di idee e di sostegno strutturale per chi
gi operatoreoperatrice del settore e per chi intende avvicinarsi, sia proponendo al pubblico
rassegne di documentari (Anonimi sotto le Stelle nellestate fiorentina), Laboratori di
Formazione (I CANTIERI DEL DOCUMENTARIO: settembre 2010febbraio 2012, presso la
Mediateca Toscana), organizzando annualmente gli STATI GENERALI DEL DOCUMENTARIO
IN TOSCANA 2 EDIZIONE, 26 novembre 2011, incontri che coinvolgono figure politiche
affinch si impegnino nella realizzazione concreta dei suddetti intenti. Informazioni su tali
iniziative sono sul sito: www.documentaristianonimi.it
Le ADA, le donne dellassociazione, per lo pi autriciregiste Maria Luisa Carretto, Matilde
Gagliardo, Livia Giunti, Maria Grech, Silvia Lelli presentano documentari di generi diversi,
rispettando la variet degli interessi e la creativit individuale: dalla cronaca allartistico
personale, dal backstage al culturale, allo psicologico, dal documentario etnografico nouvelle
vague al mockumentary, a flash di un minuto. Segno tangibile della diversificazione e quindi
di una evoluzione che il genere documentario sta vivendo attualmente.
Lassociazione nasce in uno spirito di condivisione di esperienze affinch tutte le potenzialit
del cinema documentario, del cinema del reale, delle visioni della realt, possano avere spazi
e vivere nella cultura in Toscana, in Italia e nel mondo, incontrare l'interesse che meritano,
creare circuiti per diffondersi sui territori, incontrare il pubblico e stimolare nuove potenzialit.
Nellincontro FOCUS lassociazione metter in evidenza la scarsit tuttora, sebbene la
tendenza sia quella della crescita di documentari realizzati da donne in Italia e la necessit di
costruire nuovi canali di distribuzione del documentario.
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia e montaggio:
Pamela Beere Briggs
Fotografia: William
McDonald
Testi: Trina Robbins,
Pamela Beere Briggs,
Avis Lang
Musica: Steve Rashid
Produzione: Pamela
Beere Briggs, William
McDonald
Distribuzione: New
Day.
USA, 1991, col., 46'
Un breve filmato, datato 1923, stato ritrovato dentro una cassa di
piombo insieme ad uno scritto di Adolf Hitler. Egli ha filmato la morte
spontanea di una delle sue amanti, una signora di alto lignaggio.
Costei, folle damore per il Furher, credeva di diventare la sua musa lui
la chiama il pipistrello mentre la filma anche a sua insaputa.
Restaurato nel 2010, restituisce nelle immagini macabre tutta la crudelt
e la follia di un uomo verso la donna, resa succube e manipolabile. Dal
linguaggio dei filmati di Hitler emerge che il suo odio rivolto prima di
tutto verso la donna.
Nel 1991, come sceneggiatrice, vince una borsa di studio per giovani
artisti europei del progetto Ppinire che la porta a Lisbona alla
Televisione Portoghese. Collabora con Ugo Chiti ad una sceneggiatura
finalista al Premio Solinas. Autrice di cortometraggi e documentari,
alcuni premiati. Lavora dal 2001 per Fondazione Sistema Mediateca
Toscana.
Maria Luisa Carretto
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia, fotografia e
montaggio: Matilde
Gagliardo e
Francesco Milo
Musica: Enzo
Mancuso Interpreti:
R. Alajmo, R. And,
N. Buttitta, M.
Cuticchio, G. Lanza
Tomasi, F. Orlando, J.
Vibaek Produzione:
MiMa.
Italia, 2007, 60'
Antonio Pasqualino (19311995) ha fondato il Museo Internazionale delle Marionette a
Palermo nel 1975. Proveniente da una famiglia di medici e artisti, accolto giovanissimo
tra gli allievi di Lampedusa, chirurgo e antropologo, stato definito da Umberto Eco
luomo dei pupi. In questo documentario si ripercorrono le vicende del suo profondo
amore per lOpera dei pupi, maturato nella Palermo di prima della guerra, e sbocciato
nella dedizione del grande studioso, collezionista e promotore della conservazione delle
tradizioni popolari. Dalla met dellOttocento, in Sicilia, un pubblico vasto e devoto
stato conquistato sera dopo sera dal genio dei grandi pupari. Pasqualino ha indagato
questo straordinario incontro tra lepica cavalleresca e le rappresentazioni popolari. Allo
stesso tempo si adoperato, con il determinante contributo della moglie danese Janne
Vibaek, per la sopravvivenza dellOpera dei pupi, messa in crisi dallavvento della
televisione alla fine degli anni 50.
Catalogo 2011
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia, fotografia e
montaggio: Matilde
Gagliardo
Interprete: Irne Ben
Kalifa
Produzione: MatiGa.
Italia, 2007, 111
Irne Ben Kalifa, una donna francese nata in Algeria, spiega come
cucinare un tajine, piatto tradizionale marocchino.
Matilde Gagliardo
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Regia, fotografia e
montaggio: Matilde
Gagliardo
Musica: Bobo
Rondelli e Ottavo
Padiglione
Interpreti: Paolo Virz,
Bobo Rondelli, i
ragazzi dello
spettacolo Io clown te
down
Produzione: Motorino
Amaranto.
Italia, 2009, 19'
Paolo Virz con la sua troupe, due giovanissimi attori, alcuni dei personaggi intervistati e
Bobo Rondelli, durante le riprese del film del regista sul cantautore livornese: Luomo
che aveva picchiato la testa. A differenza di un vero e proprio dietro le quinte, qui un
diverso, forte filo conduttore mette laccento su aspetti della personalit di Rondelli meno
toccati dal film, nel loro intrecciarsi con il lavoro dellamico Virz.
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Nata a Palermo, vive e lavora a Firenze. Storica dell'Arte del
Rinascimento, autrice indipendente di interviste, documentari, video.
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38 Catalogo 2011
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| cC |.s|c.cs ccc
Regia: Livia Giunti
Montaggio: Sylvie
Renaud
Produzione: Ateliers
Varan.
Italia, 2004, 11'
Corto realizzato per il diploma di formazione al cinema documentario
presso gli Ateliers Varan di Parigi. Un racconto in prima persona lungo i
tanti sentieri e volti dell'acqua parigina che percorre storie di vita,
sentimenti, emozioni.
Ha una formazione linguistica, teatrale e cinematografica. Nel 2002 si
laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l'Universit di Pisa con
una tesi su Harold Pinter sceneggiatore nel 2004 si forma come
documentarista presso gli Ateliers Varan di Parigi. Collabora con a
progetti multimediali e insegna in corsi di formazione alla video
documentazione sociale.
Livia Giunti
Cc|c||c
Regia: Maria Grech
Interpreti: Loretta
Barbieri, Sandra De
Maria, Salvatore
Maugeri
Italia, 2006, 830
Il contatto dei nonvedenti con il mondo esterno avviene attraverso parametri
completamente diversi da quelli dei vedenti. Questo film tenta, attraverso il mezzo
audiovisivo, di far percepire questa differenza, e allo stesso tempo di stabilire un punto
di contatto tra i due mondi, tra le due percezioni, dei vedenti e dei nonvedenti.
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Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia, fotografia e
montaggio: Silvia Lelli
Interpreti: Johanna
Knauf, Coro e
Orchestra Desiderio
da Settignano
(Firenze), Polifonica
S. Cecilia (Sassari),
Dacorum Symphony
Orchestra (Hemel
Hempstead)
Produzione: S. Lelli,
AntropoLogiche
Italia, 2010, 37'
Ascoltare i gesti di una direttrice dorchestra: esperienza visiva del
Requiem di G. Verdi diretto da Johanna Knauf. La performance
rovesciata, non consiste pi nel concerto, ma limmergersi nei dettagli
di una direzione femminile. Unantropologia visiva mostra lintreccio inter
sensoriale visivouditivo, attraverso il quale la direttrice comunica i propri
stati interiori agli esecutori, affinch vengano restituiti nel suono collettivo.
Un duro lavoro fisicotecnicoemozionale.
cc cvc|c
Regia e montaggio:
Silvia Lelli
Fotografia: Silvia
Lelli, Jorge Carrillo
Guadalupe
Interprete: Jorge
Carrillo Guadalupe
Produzione: S. Lelli,
AntropoLogiche
Italia, 2005, 40
Lidea di documentare la vita di quello che in Italia stigmatizzato nella riduttiva
categoria di immigrato portapizze comporta qualche sorpresa. Tra storia di vita e street
ethnography si rivela la ricchezza culturale nascosta dietro una categoria stereotipata
costruita dalloccidente: il soggetto nel suo paese un videogiornalista e nel suo
lavoro migrante filma la citt per riportare al suo paese unimmagine non mitizzata
dellOccidente un soggetto attivo che d indicazioni alletnografa su come girare la
propria attivit, secondo le politiche del diritto allautorappresentazione.
Il documentario mostra come la migrazione deformi il ruolo sociale di una
persona, sviluppandosi tra Italia e Ecuador l che Jorge ci porta, dopo
aver consegnato, con qualche difficolt, alcune pizze in un Occidente un
po triste. Rigorosamente documentario, presa diretta, senza effetti
speciali. Unetnografia visiva collaborativa.
Regia: Maria Grech
Interpreti: Loretta
Barbieri, Sandra De
Maria, Salvatore
Maugeri
Italia, 2006, 830
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38 38
Silvia Lelli
cc cvc|c
Vitacibomorte sono strettamente legati, anzi impastati assieme. La
circolarit vitasanguemortecibovita estremizzata in un minuto della
preparazione tradizionale delle salsicce in un paese della Calabria.
Manifesto flash per diventare vegetariani.
Sc|s.cc.c |c,cc|
Catalogo 2011 38 Catalogo 2011 38
Regia, fotografia e
montaggio: Silvia Lelli
Produzione: S. Lelli,
AntropoLogiche
Italia, 2007, 1
Catalogo 2011
cccc|.v. c|ccc-|.c c.c|c
nata a Firenze, dove vive e lavora. Docente e ricercatrice di
Antropologia Socioculturale e Antropologia del Linguaggio allUniversit
di Firenze, autrice indipendente di documentari e di etnografie.
Regia: Livia Giunti
Montaggio e
fotografia: Livia Giunti
e Francesco Andreotti
Interpreti: Matteo
Giunti, Hlne Koehl
Produzione: Photo
Agora Socrates e
Centro Artistico Il
Grattacielo.
Italia, 2006, 29'
Un documentario sull'identit livornese realizzato in occasione del
quattrocentenario della fondazione della citt. Partendo dalla ricerca
genealogica, iniziata sette anni fa da Matteo Giunti (fratello della regista),
si arriva a raccontare la storia non di una sola famiglia ma di tutte le
famiglie straniere livornesi tra il settecento e i giorni nostri. L'ambito
quello delle famiglie mercantili protestanti provenienti da tutta Europa e
persino dall'Africa, dalla Turchia e dagli Stati Uniti. Una storia familiare ed
europea, i cui cammini s'incrociano prefigurando uno scenario molto
simile a quello che viviamo oggi, quando pensiamo alla globalizzazione
dei mercati e delle culture. Livorno appare dunque come terra di libert,
come citt all'avanguardia in cui le identit sono molteplici e possono
esprimersi in quanto tali.
|.vcc cc c |c ccsc c|c sc c. |c.
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Fresh Garden
|.|||cc|cc'.s|ccs.c.|cc
Fresh Garden
New Day films of
This Year
New Day films of
This Year