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Campi Vettoriali - Alessandro Ruggeri 1

V Campi Vettoriali
V.1 Introduzione
Un campo vettoriale di R3 è una terna di funzioni F̄ : R3 → R3 , (x, y, z) 7→ (F1 (x, y, z); F2 (x, y, z); F3 (x, y, z)),
con F1 , F2 , F3 di classe C 1 in Df .

a) Esempo: il campo elettrico

!
Q x y z
Ē = p ; p ; p Df = R3 \{0} (1)
4πε0 ( x2 + y 2 + z 2 )3 ( x2 + y 2 + z 2 )3 ( x2 + y 2 + z 2 )3
Q (x2 + y 2 + z 2 )1/2 Q Q
|Ē| = = = (2)
4πε0 (x2 + y 2 + z 2 )3/2 4πε0 (x2 + y 2 + z 2 ) 4πε0 R2

V.2 Campi: Rappresentazione Geometrica


a) Introduzione
La rappresentazione con un grafico in R3 è poco efficace.

b) Linee di campo

 x = x(t)
Dato un campo F̄ , una curva γ : y = y(t) è detta linea di campo di F̄ se ∀(x, y, z) ∈ Df il vettore
z = z(t)

F̄ (x, y, z) è tangente a γ in P (x, y, z).

c) Linee di campo: formula


Le linee di campo sono quelle linee che soddisfano la seguente relazione di proporzionalità:

F1 : dx = F2 : dy = F3 : dz (3)

V.3 Campi: Definizioni


a) Introduzione
Funzione di una variabile Campi Vettoriali
Derivata Rotore Divergenza
Primitiva Potenziale scalare Potenziale vettoriale
Integrale definito Circuitazione Flusso
Th. Fondamentale del calcolo Th. Stokes Th. Gauss

b) Divergenza
Dato F̄ = (F1 ; F2 ; F3 ) di classe C1 , la divergenza è:

¯ · F̄ = ∂F1 + ∂F2 + ∂F3


div F̄ = ∇ (4)
∂x ∂y ∂z
 
¯ = ∂ ∂ ∂
Nota: ∇ ; ; .
∂x ∂y ∂z
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c) Rotore
Dato F̄ = (F1 ; F2 ; F3 ) di classe C1 , il rotore è:
 
rotF̄ = ∇¯ × F̄ = ∂F3 − ∂F2 ; ∂F1 − ∂F3 ; ∂F2 − ∂F1 (5)
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

Nota:

• la divergenza di un campo è una funzione

• il rotore di un campo è un campo

• il gradiente di una funzione è un campo

d) Circuitazione
Sia γ una curva di R3 :

• Si dice integrale del campo F̄ su una linea γ:


ˆ ˆ b
F̄ dγ = F̄ (x(t); y(t); z(t)) · T̄ · dt (6)
γ a

• In particolare, se γ è una curva chiusa, si chiama circuitazione di F̄ su γ:


˛
Cγ = F̄ dγ (7)
γ

e) Flusso
Sia S ∈ R3 una superficie e N̂ uno dei due versori normali ad S:

• Si dice integrale del campo F̄ sulla superficie S, orientata secondo N̂ :


¨ ¨
F̄ dS = F̄ (x(s, t); y(s, t); z(s, t)) · N̂ · dsdt (8)
S,N̂ D

• In particolare se S è una superficie chiusa e se è orientata nel verso uscente (N̂u ), si dice flusso di F
attraverso S: ‹
ΦS (F̄ ) = F̄ dS (9)
S,N̂u

f) Potenziale scalare
Sia F̄ un campo, e sia D ∈ R3 . Si dice che F̄ ammette potenziale scalare su D se ∃V (x, y, z) tale che
¯ · V = F̄ su D. Il potenziale scalare è l’operazione inversa del calcolo del gradiente.

g) Potenziale vettoriale
Sia F̄ un campo, e sia D ∈ R3 . Si dice che F̄ ammette potenziale vettoriale su D se ∃Ḡ = (G1 ; G2 ; G3 ) tale
che ∇¯ × Ḡ = F̄ . Il potenziale vettoriale è l’operazione inversa del calcolo del rotore.

V.4 Campi: Teoremi Fondamentali


a) Teorema di Gauss
Siano F̄ un campo di classe C 1 , S una superficie chiusa e T il solido delimitato da S; allora:
˚
ΦS (F̄ ) = ¯ · F̄ dxdydz
∇ (10)
T
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b) Teorema di Stokes
Siano F̄ un campo di classe C 1 , S una superficie orientata secondo Ŝ, γ = ∂S orientata coerentemente;
allora: ¨
Cγ (F̄ ) = ∇¯ × F̄ dS (11)
S,N̂

V.5 Campi Irrotazionali


a) Definizione
¯ × F̄ ≡ 0̄
F̄ si dice irrotazionale se ∇

b) Teorema: invarianza della circuitazione


Siano F̄ un campo irrotazionale su D, γ1 ∈ D una curva chiusa e γ2 una qualunque curva chiusa ottenuta
deformando con piacere γ1 senza uscire da D; allora:
Cγ1 (F̄ ) = Cγ2 (F̄ ) (12)
Inoltre se D è semplicemente connesso si ha che Cγ1 (F̄ ) = 0.

c) Teorema: condizione necessaria per l’esistenza di un potenziale scalare


F̄ ammette potenziale scalare su D ⇒ F̄ è irrotazionale su D

d) Teorema: condizione sufficiente per l’esistenza di un potenziale scalare



• F̄ è irrotazionale su D
⇒ F̄ ammette potenziale scalare in D
• D è semplicemente connesso

e) Teorema: condizione necessaria e sufficiente


I seguenti fatti sono equivalenti:
i. F̄ ammette potenziale scalare su D;
ii. Cγ (F̄ ) = 0 ∀γ chiusa;
ˆ ˆ
iii. F̄ dγ = F̄ dγ ∀γ1 , γ2 aventi gli stessi estremi.
γ1 γ1
Inoltre se D è semplicemente connesso i tre punti precedenti sono equivalenti a:
iv. F̄ è irrotazionale.

f) Formule per il calcolo di potenziali e integrali di linea


Se si verificano le condizioni in (e), allora:
i. Se V è un potenziale e γ è una curva tra A e B, allora:
ˆ
F̄ dγ = V (B) − V (A) (13)
γ

ii. Un potenziale si ottiene fissando un punto P0 (x0 ; y0 ; z0 ) ∈ D, se P (x, y, z) è il generico punto di R3


e γ è una qualunque curva chiusa che collega P0 e P :
ˆ
V (x, y, z) = F̄ dγ (14)
γ

iii. In particolare se D ≡ R3 un potenziale è:


ˆ x ˆ y ˆ z
V (x, y, z) = F1 (t, y0 , z0 )dt + F2 (x, t, z0 )dt + F3 (x, y, t)dt (15)
x0 y0 z0

iv. Se D è connesso ⇒ tutti i potenziali sono dati da V (x, y, z) + c


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g) Dimostrazione Invarianza della circuitazione (b)


Ipotesi: F̄ è irrotazionale, γ1 ⊂ D curva chiusa, γ2 ottenuta deformando γ1 restando in D;
Tesi: Cγ1 (F̄ ) = Cγ2 (F̄ ).

• Considero S, la superficie ottenuta durante la deformazione γ1 → γ2

• Considero N̂ , l’orientamento di S; è coerente con γ1 ma non con γ2 ; allora considero γ2− (uguale a γ2
ma con orientazione opposta)

• Si ha che ∂S = γ1 ∪ γ2−
¨
• Applico Stokes: C∂S (F̄ ) = ¯ × F̄ dS = 0 siccome ∇
∇ ¯ × F̄ , poichè F̄ è irrotazionale.
S,N̂

• Quindi C∂S (F̄ ) → Cγ1 ∪γ − (F̄ ) = 0 → Cγ1 (F̄ ) + Cγ − (F̄ ) = 0 → Cγ1 (F̄ ) − Cγ2 (F̄ ) = 0 →
2 2
Cγ1 (F̄ ) = Cγ2 (F̄ ) 

h) Dimostrazione condizione necessaria per l’esistenza di un potenziale (c)


Ipotesi: F̄ ammette potenziale scalare su D; Tesi: F̄ è irrotazionale.

• Per ipotesi ∃V : R3 → R tale che ∇ ¯ · V = F̄ , cioè F1 = ∂V , F2 = ∂V , F3 = ∂V .


∂x ∂y ∂z

ı̂ ̂ k̂      
¯
∂ ∂ ∂ ∂F3 ∂F2 ∂F1 ∂F3 ∂F2 ∂F1
• Calcolo ∇ × F̄ = ∂x ∂y ∂z =
− ı̂ − − ̂ + − k̂ =
F F F ∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y
 1 2 3   
∂ ∂V ∂ ∂V ∂ ∂V ∂ ∂V ∂ ∂V ∂ ∂V
= − ı̂ + − ̂ + − k̂
∂y ∂z ∂z ∂y ∂x ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y ∂y ∂x

00 = f 00 , quindi ∂ ∂V ∂ ∂V
• Per il teorema di Schwartz fxy yx =
∂y ∂z ∂z ∂y
¯ × F̄ ≡ 0̄, cioè
• Applicando Schwartz e semplificando si ottiene che 0ı̂ + 0̂ + 0k̂ → (0, 0, 0). Quindi ∇
F̄ è irrotazionale. 

i) Dimostrazione condizione sufficiente per l’esistenza di un potenziale


Ipotesi: F̄ irrotazionale e D semplicemente connesso; Tesi:F̄ ammette potenziale scalare.

• Sia γ ⊂ D una qualunque curva chiusa; siccome D è semplicemente connesso posso costruire una
superficie S il cui bordo è γ.
¨
• Per Stokes: Cγ (F̄ ) = ¯ × F̄ dS = 0 ∀γ ⊂ D siccome ∇
∇ ¯ × F̄ = 0̂.
S,N̂

• Cγ (F̄ ) = 0 quindi, per il teorema (e), F̄ ammette potenziale scalare su D 

j) Dimostrazione delle formule per il calcolo dei potenziali e degli integrali su linee
ˆ
i. F̄ dγ = V (B) − V (A)
γ
ˆ ˆ b
• Per la definizione: F̄ dγ = F̄ (x(t); y(t); z(t)) · T̄ · dt
γ a
 
∂x ∂y ∂z
• Il vettore tangente è definito come: T̄ = (x0t ; yt0 ; zt0 ) = ; ;
∂t ∂t ∂t
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ˆ b  
∂x ∂y ∂z
• Quindi: (F1 ; F2 ; F3 ) · ; ; dt =
∂t ∂t ∂t
ˆ b  a  ˆ b
∂V ∂x ∂V ∂y ∂V ∂z ∂
= + + dt = V (x(t); y(t); z(t))dt
a ∂x ∂t ∂y ∂t ∂z ∂t a ∂t
• Usando il teorema fondamentale del calcolo si ottiene:
V (x(b); y(b); z(b)) − V (x(a); y(a); z(a)) = V (B) − V (A) 
ˆ
ii. V (x, y, z) = F̄ dγ, dove γ è la curva che collega P0 fissato al generico punto P (x, y, z).
γ
ˆ ˆ
• Per (f)i F̄ dγ = V (P ) − V (P0 ) ⇒ V (x, y, z) = V (P0 ) + F̄ dγ;
γ γ
• Siccome D è connesso, tutti i potenziali sono definiti a meno di una costante arbitraria, teorema
(f)iv;
ˆ
• Sottraggo quindi V (P0 ) e ottengo V (x, y, z) = F̄ dγ. 
γ
ˆ x ˆ y ˆ z
iii. V (x, y, z) = F1 (t, y0 , z0 )dt + F2 (x, t, z0 )dt + F3 (x, y, t)dt γ ⊂ R3
x0 y0 z0

• (f)ii permette di calcolare un potenziale attraverso un integrale su una linea γ ⊂ D. Lavorando


in R3 γ può essere scelta a piacere, in particolare la si può sempre scegliere in modo che:
P0 (x0 ; y0 ; z0 ) 
 x=t
⇓ // asse x γ0→1 y = y0 t ∈ [x0 , x]
z = z0

P1 (x; y0 ; z0 ) 
 x=x
⇓ // asse y γ1→2 y = t t ∈ [y0 , y]
z = z0

P2 (x; y; z0 ) 
 x=x
⇓ // asse z γ2→3 y = y t ∈ [z0 , z]
z=t

P (x; y; z)
ˆ ˆ ˆ
• V (x, y, z) = F̄ dγ + F̄ dγ + F̄ dγ
γ0→1 γ1→2 γ2→3
• ˆ
Usando la definizione si calcolano ˆ y gli integrali sulle linee: ˆ z
x
F̄ (t; y0 ; z0 ) · (1; 0; 0)dt + F̄ (x; t; z0 ) · (0; 1; 0)dt + F̄ (x, y, t) · (0; 0; 1)dt =
ˆx0x ˆ y y0 ˆ z z0

F1 (t, y0 , z0 )dt + F2 (x, t, z0 )dt + F3 (x, y, t)dt 


x0 y0 z0

V.6 Campi Solenoidali


a) Definizione
¯ · F̄ = 0
F̄ è solenoidale se ∇

b) Teorema: Invarianza del flusso


Siano F̄ un campo definito su D, S1 ⊂ D una superficie chiusa, S2 una superficie ottenuta deformando S1
restando in D; allora:
ΦS1 (F̄ ) = ΦS2 (F̄ ) (16)
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c) Teorema: condizione necessaria per l’esistenza di un potenziale vettoriale


F̄ ammette potenziale vettoriale su D ⇒ F̄ è solenoidale in D

d) Teorema: condizione sufficiente per l’esistenza di un potenziale vettoriale



• F̄ è solenoidale su D
⇒ F̄ ammette potenziale vettoriale in D
• D è fortemente connesso

e) Teorema: condizione sufficiente e necessaria


I seguenti fatti sono equivalenti:

i. F̄ ammette potenziale vettoriale su D;

ii. ΦS (F̄ ) = 0 ∀S, superficie chiusa;


¨ ¨
iii. F̄ dS = F̄ dS ogni volta che S1 e S2 sono due superfici con lo stesso bordo e con
S1 ,N̂1 S2 ,N̂2
orientamento N̂1 e N̂2 dello stesso verso. Inoltre, se D è fortemente connesso, i tre punti precedenti
sono equivalenti a:

(a) F̄ è solenoidale

f) Formule per il calcolo del potenziale vettoriale e degli integrali di superficie


Se si verificano tutte le condizioni di (e), allora:

i. Se D ≡ R3 e F̄ ammette potenziale vettoriale, allora un potenziale vettoriale è Ḡ = (G1 ; G2 ; G3 ),


dove:
ˆ z
G1 = F2 (x; y; z)dz
ˆz0x ˆ z
G2 = F3 (x, y, z0 )dx − F1 (x, y, z)dz (17)
x0 z0
G3 = 0

e P0 (x0 ; y0 ; z0 ) è un punto scelto a piacere

ii. Se Ḡ è un potenziale vettoriale di F̄ su D, tutti i suoi potenziali vettoriali sono dati da:
¯
Ḡ + ∇K(x, ¯ : R3 → R3 .
y, z), dove ∇K

iii. Se F̄ è un campo che ammette potenziale vettoriale Ḡ su D e se S ⊂ D è una superficie con bordo
∂S; allora: ¨ ˆ
F̄ ds = Ḡdγ (18)
S,N̂ ∂S

g) Dimostrazione: condizione necessaria per l’esistenza di un potenziale vettoriale


Ipotesi: F̄ ammette potenziale vettoriale su D; Tesi: F̄ è solenoidale su D.
¯ × Ḡ = F̄ ;
• Per ipotesi ∃Ḡ : R3 → R3 tale che ∇
∂G3 ∂G2 ∂G1 ∂G3 ∂G2 ∂G1
• Quindi: F1 = − ; F2 = − ; F3 = − ;
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

¯ · F̄ = ∂F1 + ∂F2 + ∂F3 =


• Calcolo ∇
∂x ∂y ∂z
∂ ∂G3 ∂ ∂G2 ∂ ∂G1 ∂ ∂G3 ∂ ∂G2 ∂ ∂G1
− + − + − =0 
∂x ∂y ∂x ∂z ∂y ∂z ∂y ∂x ∂z ∂x ∂z ∂y