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FUGA DALLASSASSINO Era una sera scura, il cielo era coperto dalle nuvole.

Max stava camminando insieme a suo fratello Erik, lungo lo stradellino che portava al teatro. Dovevano andare a vedere uno spettacolo, che parlava di un omicidio. Cominciarono a scorgere i cartelloni con le locandine dello spettacolo. Dopo qualche minuto, arrivarono al teatro. Avevano dei posti di terza fila, dove si vedeva abbastanza bene. Lo spettacolo dur unora e mezza e fu abbastanza interessante. Al termine, i due uscirono. Sentirono dei rumori provenire dai camerini, sul retro del teatro. Incuriositi, si avvicinarono per sapere cosa stesse succedendo. Si accostarono alla porta del camerino e sbirciarono. Il sangue si gel loro nelle vene, quando videro un uomo, avvolto in un mantello nero, che aveva impiccato con una corda dacciaio una giovane attrice. Spaventati, i due ragazzi indietreggiarono, ma Erik inciamp e cadde, facendo un piccolo rumore, che bast per far accorgere lassassino della presenza dei due. Infatti si volt di scatto, notando i due ragazzi, che intanto si stavano dando alla fuga. Quelluomo aveva un mantello nero e un vestito nero. Cerc di inseguire i due ragazzi, che erano ormai testimoni di un omicidio, dato anche il fatto che avevano visto il suo volto. I ragazzi erano abbastanza veloci, ma lo era anche lassassino. I due riuscirono per ad entrare in un autobus a due piani, prima che luomo li prendesse. Capirono per che non lavrebbero passata liscia. Erik fece per tirar fuori il cellulare dalla tasca, ma non cera. Cap che gli era caduto quando era inciampato. Intanto, lassassino stava tornando dove aveva ucciso la ragazza, per prendere gli attrezzi che aveva lasciato l, quando vide qualcosa di luminoso per terra. Era un cellulare. Un messaggio era visualizzato. Lassassino lesse quello che vi era scritto, e sulla sua faccia si stamp un sorriso maligno. Sul messaggio cera scritto infatti:
Ciao Erik, sono Samuel, il tuo nuovo compagno di classe1. Stavo pensando che luned potresti venire a fare i compiti da me. Abito in Oxford Street, numero 1317.

Max ed Erik arrivarono a casa in fretta, si barricarono e iniziarono a pensare a cosa fare. Cercarono delle immagini su Internet, e ne trovarono un sacco di quelluomo. Cerano anche dei testi, che dicevano che era un killer spietato e senza scrupoli, maestro del travestimento. Veniva chiamato Slab. I due iniziarono a tremare. Dopo unora di riflessioni, decisero che cera ununica soluzione: sparire per un po. Max chiam Samuel, il suo nuovo compagno di classe e migliore amico, per avvisarlo che si sarebbero trasferiti in Francia, per un periodo non ancora definito. A quel punto, fecero le valigie e poi andarono a dormire, decisi a partire il giorno dopo. Non dormirono un sonno tranquillo. La mattina dopo, alle cinque, partirono per laeroporto, che distava pochi chilometri da casa loro. Riuscirono ad arrivare senza complicazioni, salirono sullaereo diretto a Parigi. Fortunatamente non cerano molte persone, e il viaggio fu tranquillo. Arrivati a Parigi, iniziarono a cercare un hotel dove stare momentaneamente. Trovarono un hotel a tre stelle, abbastanza accogliente, dove presero una stanza. Era un periodo in cui gli hotel non costavano molto, poich lestate era gi finita. Presero lascensore e salirono fino al secondo piano. Erik tir fuori dalla tasca una chiave, che infil nella serratura della porta numero 17. Gir la chiave e la porta si apr. Cera una camera con due letti singoli e un bagno. I due sistemarono i loro vestiti negli armadi, poi Max prese il suo portatile. Inizi a navigare in Internet. Dopo un quarto dora disse che per svagarsi dovevano andare a visitare qualche monumento di Parigi, e cos fecero. Uscirono dalla stanza, scesero al pianterreno e diedero la chiave dellappartamento al proprietario dellalbergo alla reception. Andarono a vedere la Tour Eiffel e lArc de Triomphe Impiegarono tutto il resto della mattina e quasi tutto il pomeriggio, e alle cinque e trenta di sera tornarono allhotel. Arrivati allappartamento, iniziarono ad ascoltare musica. Verso le sette e trenta andarono al ristorante dellhotel, al primo piano. Mangiarono molto bene, conobbero due ragazze e, dopo cena, le invitarono a prendere un caff, nel bar al pianterreno. Quella sera andarono a letto a mezzanotte passata. Il giorno dopo fu molto noioso: pioveva, le due ragazze erano andate da una loro amica e Max ed Erik non sapevano come trascorrere il lungo
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Nuovoclasse: appena iniziato un nuovo anno scolastico e i compagni di classe sono cambiati . Max ed Erik hanno 19 anni.

pomeriggio, dato che la mattina lavevano passata dormendo. Dopo pranzo prenotarono una gita fuori citt per il giorno seguente. Era mattina. Cera il sole. I due scesero al bar per fare colazione, poi uscirono, consegnando le chiavi alla reception. Presero la metropolitana per arrivare appena fuori citt, dove dovevano prendere il pullman per lescursione. Un po di gente era gi arrivata, altre dovevano arrivare. Partirono col pullman, verso un paesino, molto pittoresco. Trascorsero l il pomeriggio. Cerano piccoli pittori e le case avevano un che di strano, di fiabesco. Furono di ritorno allhotel per le otto di sera. Esausti, presero le chiavi, andarono al loro appartamento. Max apr la porta, e immaginate il suo stupore nel vedere che la camera era stata messa a soqquadro. Ma la cosa che pi li impaur fu il cavo metallico sul letto di Erik. Questa non poteva essere una coincidenza. Il cavo metallico che stavano osservando era uguale a quello usato dallassassino per impiccare lattrice a Londra. I due sentirono un rumore. Proveniva da dietro di loro. Max si gir. Sapeva che non era finita. Pensava che sparendo da Londra si sarebbero perse le loro tracce, ma, evidentemente, non era cos. Aveva davanti una bestia. Un mostro. La stessa persona che aveva ucciso una ragazza pochi giorni prima. Aveva davanti Slab, lassassino spietato! Not nei suoi occhi la stessa disumanit che aveva visto quella sera a Londra. Luomo cerc di prenderli, ma loro riuscirono a sfuggirgli, quindi a chiuderlo nella stanza. Chiamarono la polizia, che accorse in fretta. I poliziotti raggiunsero la stanza, ansiosi di catturare il killer, siccome erano anni che riusciva sempre a scappare. In questo caso sarebbe stato meglio dire sparire, poich appena aprirono la stanza, questa era vuota. Max ed Erik non si stupirono, visto che li aveva raggiunti a Parigi. Guardarono fuori dalla finestra e videro che di fianco avevano una grondaia. Si era calato per forza da l. La finestra dellappartamento delle due ragazze (al piano di sotto) era aperta. Scesero in fretta e notarono la porta socchiusa. Entrarono e rimasero con gli occhi sgranati nel vedere le loro amiche stese a terra in una pozza di sangue, con diverse ferite sul corpo. In quel momento arriv una chiamata allagente di fianco a Max ed Erik. Il criminale era stato preso poco lontano dallhotel. I due fratelli avevano una domanda da porre al criminale. Furono accompagnati dagli agenti. Arrivarono al carcere dove era stato portato il killer. Gli chiesero allora come aveva fatto a raggiungerli in Francia. Slab rispose che aveva letto il messaggio arrivato sul cellulare di Erik, dove era scritto lindirizzo dellamico. Poi era andato a casa del ragazzo e gli aveva chiesto dove fossero Max ed Erik, minacciandolo di morte. Max ed Erik tornarono poi a Londra, ormai tranquilli. Mesi dopo, al carcere di Parigi, una guardia stava portando il pasto a Slab. Arrivato alla sua cella, si accorse che nella cella non cera nessuno