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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.33/2011 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

di Francesco Toscano La Corte dAppello di Catania ha rigettato listanza di revisione del processo Borsellino presentata dal procuratore generale di Caltanissetta Scarpinato. Nel farlo, per, i giudici hanno rimesso in libert alcuni degli imputati condannati allergastolo in quel processo farsa, costruito allindomani della strage intorno alla figura di tale Scarantino, piccolo delinquentello del rione Guadagna, alloccasione elevato al rango di boss della cupola di Cosa nostra nonch noto frequentatore di Giusy la sdillabrata, transessuale sicula. Ma qui i gusti sessuali di Scarantino centrano poco e non ricordano affatto le soavi ed eleganti atmosfere dei bunga bunga arcoriani di inizio millennio. Qui c poco da ridere e da sghignazzare. Perch la storia di quel processo che, a sentire il giudice Scarpinato rappresenta nella migliore delle ipotesi un clamoroso errore se non un colossale depistaggio fa intravedere in controluce la vera natura di un potere che in Italia appare legittimo, ma somiglia tanto nelle dinamiche e nelle logiche a governi come quello della Siria di Assad. Rimasi stupito anni fa nellascoltare la lucida analisi del fratello del giudice ucciso, Salvatore Borsellino, il quale da solo, inascoltato e tacitato, presentava una chiave di lettura circa la morte del fratello. In tempi lontani, Salvatore durante un pubblico dibattito

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svoltosi a Pomigliano dArco, si disse convinto del fatto che suo fratello fosse stato ucciso perch di ostacolo alla malefica trattativa che alcuni uomini dello stato stavano conducendo con gli emissari di Cosa Nostra. Nel dettaglio, Salvatore avanzava sospetti sul ruolo del ministro dellinterno dellepoca Nicola Mancino, nome ritrovato nellagenda grigia (la rossa invece contenente notizie delicatissime venne fatta sparire da manine esperte, ndc) del giudice Borsellino con a fianco la data del 1 luglio 1992. Mancino non ricorda di aver incontrato Borsellino 18 giorni prima che questultimo morisse martoriato, mentre il pentito Mutolo afferma che quel giorno Borsellino torn sconvolto da un incontro al ministero dellinterno. Mancino anni dopo, da vicepresidente del Csm, si impegner a fondo per disarticolare le inchieste catanzaresi di Luigi De Magistris, nelle quali a sentire il perito informatico Gioacchino Genchi ritornavano pericolosamente nomi gi incontrati durante le indagini sulle stragi. Fantasmi ritornano dal passato. Ma non chiamateli misteri. Qui purtroppo le cose sono tristemente chiarissime. Sito consigliato: www.19luglio1992.com Libri consigliati: I misteri dellAgenda Rossa Viviano Francesco, Ziniti Alessandra Aliberti Editore, 2010 Il Patto. Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato Biondo Nicola, Ranucci Sigfrido Chiarelettere, 2010

IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 90 n. 33 / 2011 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04 . Stampa in proprio (30/10/2011). Giornale gratuito

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SarkozySarkozy-merkel, il linguaggio del corpo

di Ivano Maddalena Si ride per non piangere. Quante volte ci sar capitato di mostrare un sorriso sul volto invece di seguire la verit dellanimo e della mente? Ingannare se stessi, la propria interiorit e intelligenza a volte pu risultare letale. Meglio dire in toto come stanno le cose, evitando di cadere nella tentazione di non dire quale sia il vero problema di cui abbiamo consapevolezza noi e chi ci sta attorno. Quante volte abbiamo pensato di trasmettere un messaggio rassicurante e siamo riusciti a fare lesatto contrario? Accade. Non siamo stati credibili ancor prima che con le parole con il linguaggio del nostro corpo. Ci siamo traditi per cos dire. La verit della mente e dellanimo era palese ancor prima di proferir parola. La prova la troviamo nel linguaggio del nostro corpo appunto. Due potenti della terra ieri non volevano certo mostrare buon viso a cattiva sorte perch di fatto chiaro a tutti che, i protagonisti del sorriso ironico e degli sguardi complici, di cui vogliamo parlare, hanno la consapevolezza di quali siano le difficolt reali in cui si trova lItalia e certamente hanno altrettanto chiaro con chi si trovano a lavorare per il bene dellEuropa e dellItalia stessa: il non credibile Berlusconi. Stiamo parlando del sorriso ironico di Sarkozy e della cancelliera Angela Merkel. Diciamolo chiaramente. Il siparietto offerto dai due non fa piacere. Non abbiamo bisogno di sorrisi ironici.

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Vignetta dell'Economist

Quando stato chiesto loro se da Berlusconi avevano ricevuto rassicurazioni sulle misure che lItalia avrebbe preso, loro hanno fatto silenzio, stampando sul loro volto un sorriso ironico e guardandosi si sono detti con il linguaggio del corpo: vado io o parli te? Ha parlato Sarkozy, poco cavaliere, e poi la Merkel in modo pi diplomatico. Di fatto si vede bene che Francia e Germania non hanno motivi buoni per fidarsi dellItalia o meglio di Berlusconi perch di lui che non si ha fiducia e come non crederci? Il duce di Arcore ha la sua spiegazione per il spiacevole inconveniente accaduto ieri: Sarkozy si adontato per la questione Bini Smaghi, il membro italiano del board della Bce che ancora non ha lasciato il suo posto per far spazio a un francese, come promesso dallo stesso Berlusconi, in seguito allarrivo a Francoforte di Mario Draghi, che leva lunica poltrona di Parigi nel consesso. Bini Smaghi non pu essere il casus belli per il deterioramento dei rapporti tra Italia e Francia. Gli ho offerto incarichi prestigiosissimi e di responsabilit, che lui ha rifiutato. Che posso fare, lo uccido?, ha concluso con la solita battuta di basso profilo. Tesissimo di fatto il Berlusconi visto ieri e sar sempre peggio. Pure lEuropa gli ha dato lultimatum. Il tempo stringe, lUe vuole le misure sul tavolo entro mercoled. Berlusconi sapr mantenere le promesse di dare una risposta credibile e solida, affidabile che non susciti ironia? Alla storia lardua sentenza. Di fatto umiliante vedere che lItalia sia messa tra i Paesi a rischio fallimento, come la Grecia. Il primo a risentirsi proprio Berlusconi: Non c nessun rischio Italia. I nostri fondamentali sono solidi, siamo secondi solo alla Germania. Sar vero? Berlusconi, tanto per non farsi mancare nulla, ancora una volta accusa il complotto dellopposizione e della stampa di sinistra: che allestero leggono e copiano. Lanalisi e la verit di come stanno le cose dovrebbe essere pi fondata e credibile agli occhi di tutti i cittadini italiani e europei. Si sa bene infatti che la scelta di stare insieme nella casa comune europea comporta oneri e onori. Gli oneri se non corrisposti portano a cadere come nel gioco del domino tutti coloro che camminano insieme. Il comune sentire circa la situazione italiana che di lavoro da fare ve ne sia molto e sia ben chiaro che purtroppo la posizione dellItalia ad oggi non affidabile e certamente non solida come di fatto ci chiesto e uno dei motivi forse il pi evidente, Berlusconi e il suo governo. Vi sembra sia il caso di ridere e ironizzare? Un episodio gravissimo. Mai visto prima che io ricordi. Non si pu ridere cos del Capo di un Governo. Pu avere tutti i torti di questo mondo ma non si pu umiliare cos una Nazione, anche se poi Sarkozy ha detto di credere nellItalia. Perch Berlusconi non prende esempio da ci che accaduto in Spagna? Zapatero si defilato, consapevole che il suo treno era giunto al capolinea e per il bene della Spagna e non solo ha mandato il paese alle elezioni. Sarkozy, Merkel, Berlusconi Sappiate che ride bene chi ride ultimo e di certo gli italiani quando andranno al voto, lo faranno a muso duro, consapevoli che ingannati, umiliati e derisi lo sono stati gi abbastanza.

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Eurofollia

di Francesco Toscano E curiosa la parabola di Berlusconi. Quando dice palesi cazzate su ridicole presunte parentele dellex Presidente egiziano Mubarak, trova una pletora di leccaculo pronti a fare finta di credergli. Quando invece trova il coraggio di dire una cosa forte e importante sullinarrestabile fallimento delleuro che scalfisce la retorica dominante, tutti a saltargli addosso. Cosa ha detto Berlusconi di cos blasfemo da aver indotto i sepolcri imbiancati a uscire dalle catacombe per protestare? Ha detto delle ovviet che per in un mondo dominato dalla faziosit violenta di chi comanda con linganno creano scandalo. Leuro, dice il Premier, non ha convinto nessuno. Emb? Dov la notizia? Forse per completezza di informazione avrebbe dovuto aggiungere: Nessuno, tranne i tanti speculatori su scala internazionale che si sono arricchiti a dismisura sulle spalle di poveracci e salariati e hanno consolidato il sistema tenendo a libro paga tanti finti liberi opinionisti pronti per denaro a difendere lindifendibile. Questo avrebbe dovuto aggiungere se avesse avuto un minimo di rispetto per il ruolo che ricopre e di dignit personale. Siccome tali qualit evidentemente scarseggiano, Berlusconi si rifugiato in corner precisando il suo pensiero con una frasetta da liceale brufoloso sullimportanza della moneta unica. Lo hanno capito anche gli idioti, categoria ben rappresentata tra laltro nei Parlamenti di mezzo mondo, che aver unificato la moneta europea senza aver armonizzato per davvero le politiche economiche e sociali dei Paesi che compongono lUnione stata una follia. Per non far crollare definitivamente la traballante architettura europea bisogna istituire gli eurobond e lavorare nella direzione della nascita degli Stati Uniti dEuropa, governati da un unico Presidente eletto direttamente dal popolo europeo. Se non si ha il coraggio di fare questo tanto vale tornare al punto di partenza, alla lira e agli stati nazionali. Se poi riuscissimo pure a rendere inoffensivi i tanti pappagalli prezzolati che avvelenano i pozzi della conoscenza sarebbe fantastico.

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Senza vergogna

C qualcosa di malsano nellidea del terzo polo. I vari Fini, Casini, Rutelli e Lombardo non sembrano avere in realt nulla in comune se non il legittimo desiderio di sopravvivere. Nulla pi di questa accozzaglia improvvisata mi fa venire in mente lo spesso abusato termine di antipolitica. Se lantipolitica esiste sono certamente loro. E poi insopportabile lipocrisia di chi cos debole politicamente da non avere altro orizzonte se quello di gestire il potere con chiunque. Fini e Casini hanno trascorso quasi un ventennio spalleggiando Berlusconi e difendendolo spesso con argomenti pretestuosi. Solo ora, guarda caso, che la stella di Silvio si appanna, i nostri eroi trovano il coraggio di denunciare la pochezza di questa stagione politica nella quale per sguazzano ancora benissimo. Parafrasando Churchill verrebbe da dire Berlusconi il peggiore, eccetto Fini e Casini. La doppia morale del bel Pier non conosce confini. Da sempre giustifica in maniera acritica chiunque venga indagato dalla magistratura. Ha solidarizzato sempre con tutti, da DellUtri a Cuffaro si coerentemente sempre speso per garantire limmunit dei potenti. Adesso per si riscopre legalitario e punta il dito contro quel Saverio Romano, ministro dellagricoltura, che difendeva energicamente quando ancora militava nellUdc, ribattezzata da Grillo unione dei carcerati. Su Cesa infine, arrestato ai tempi di Mani pulite per una storiaccia di tangenti, stendiamo un velo pietoso. Ma se il terzo polo a Roma non decolla, in periferia letteralmente ridicolo. In Calabria per esempio, gli udiccini governano con il centrodestra di Scopelliti perch tra Scopelliti e Loiero, dicono, non potevamo che stare con il primo. Ora per che Loiero diventato coordinatore nazionale di uno dei partiti del terzo polo (Mpa di Lombardo, ndc) sono curioso di capire come si caveranno di impaccio. Ma forse, in realt, questi improvvisati dirigenti non sentono neppure il minimo imbarazzo per le loro spericolate capriole. C un vantaggio nel non credere in nulla: poter fare di tutto.

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Kennedy, Kerry Kennedy, la paladina dei diritti umani

Lattivista per i diritti umani Kerry Kennedy, figlia del Senatore democratico Robert e nipote del Presidente John F. Kennedy, venerd pomeriggio (28 ottobre 2011) ha fatto tappa a Rovigo presso il Centro Congressi Cen.Ser. per un incontro pubblico promosso dalla Fondazione Cariparo nellambito della rassegna culturale Segnavie. Kerry Kennedy intervistata da Pietro Veronese, giornalista de La Repubblica, ha testimoniato il suo impegno per la difesa e la promozione dei diritti umani. Una causa abbracciata sin da giovanissima. I lutti familiari, luccisione dello zio e del padre, lassassinio di Martin Luther King, le piccole e grandi ingiustizie quotidiane, le discriminazioni contro i cosiddetti diversi, hanno alimentato in Kerry Kennedy il desiderio di proteggere le persone pi care. Una sensibilit maturata con ladesione ad Amnesty International e culminata con la fondazione nel 1998 del Robert F. Kennedy Center for Human Rights, la cui sezione europea ha sede a Roma. Sul tema del rispetto dei diritti umani, dopo il crollo dei regimi totalitari nellest Europa, la fine dellapartheid in SudAfrica e il ritorno alla democrazia di molti paesi dellAmerica Latina, Kerry Kennedy ha detto che possiamo essere ottimisti per il futuro. Limportante non abbassare la guardia.

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I cambiamenti sono avvenuti - ha ricordato Kerry Kennedy - non perch i governi o le multinazionali li volessero, ma grazie a piccoli gruppi di persone che hanno nutrito la speranza del cambiamento. Infatti anche il singolo individuo pu fare la differenza. Adesso i nemici della libert e dei diritti umani sono facilmente individuabili nei centri finanziari, nel sistema dilagante della corruzione, in chi non rispetta lambiente. Il consiglio di Kerry Kennedy quello di indignarsi e reagire di fronte alle ingiustizie: La lotta per i diritti umani deve coinvolgere tutti. Laudacia individuale deve trasformarsi in coraggio, ovvero capacit di abbattere le paure per il bene della comunit. In questo percorso le donne hanno un ruolo di primo piano: Se si vuole rivoluzionare la societ il primo passo da fare dare il potere alle donne. Un altro capitolo fondamentale nella formazione culturale di Kerry Kennedy ladesione alla religione cattolica. Negli Usa, a differenza dellItalia, diventare cattolici una scelta, meditata e per nulla scontata: Ho una fede solida. La considero un dono. Il cattolicesimo sempre stato importante nella mia vita. La fede mi ha consentito di superare molte difficolt. Scrivendo il libro Being Catholic Now, bestseller tradotto in diverse lingue: Ho incontrato donne e uomini di fede straordinari. La fede ha dato loro la forza per resistere a qualsiasi tipo di repressione. Quella di Kerry per una fede scevra da dogmatismi, intesa come costante ricerca della verit. Per questo brucia ancora la ferita dello scandalo pedofilia che ha travolto la chiesa cattolica statunitense. Il commento di condanna sui tristi fatti netto: La Chiesa non ha fatto quello che ci insegna a fare. Bisognava riconoscere gli abusi, chiedere perdono e creare un sistema di tutela per evitare il perpetuarsi di tali crimini. Sollecitata dal pubblico Kerry Kennedy ha parlato di aborto, definito un argomento terribilmente difficile da affrontare, riguardante la sfera personale e comunque da sottrarre allintervento della politica; della pena di morte negli Stati Uniti, dove le cose stanno cambiando ma c ancora tanta strada da fare perch i Repubblicani continuano ad essere strenui difensori della pena capitale.

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Poi la questione cinese. Kerry Kennedy ha auspicato un rafforzamento del potere delle Nazioni Unite per garantire il rispetto dei diritti umani ed abbattere il muro dellimpenetrabilit di alcuni stati. Altra urgenza individuata la difesa dei beni pubblici, primo fra tutti lacqua. Passa il tempo e sulla scena mondiale si affacciano nuovi diritti. Dopo l11 settembre del 2001 ha assunto preminenza il diritto alla sicurezza, spesso in contrasto con il diritto alla libert. Su questo punto Kerry Kennedy stata molto critica verso lex inquilino della Casa Bianca: Lamministrazione Bush ha cercato di sfruttare questa cosa (gli attentati nda) per aumentare il controllo governativo e il potere politico. Infine Kerry Kennedy ha presentato il libro Speak Truth To Power - Coraggio senza Confini, un vero e proprio programma educativo per professori e studenti delle scuole Superiori, per mettere in rete tutti coloro che, con le loro storie, le loro passioni, le loro vite, hanno voluto e vogliono impegnarsi nella difesa e nella promozione dei diritti umani. Il volume si fregia della prefazione di Giorgio Napolitano. La Kennedy ha manifestato la sua ammirazione e simpatia per il presidente della Repubblica Italiana ed ha invitato il pubblico ad omaggiarlo con un caloroso applauso. Quasi a ricordare lincitamento di Roosevelt a muoversi, Kerry Kennedy ha salutato Rovigo invitando la platea a fare qualcosa di positivo dopo luscita dalla sala, un piccolo gesto, unazione per arricchire il mondo di tre valori: pace, amore e compassione. Le tre parole pronunciate da Bob prima che uno sparo spezzasse per sempre il suo sogno.

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Elezioni universita di padova: fateci votare


Riceviamo dal Sindaco degli Studenti di Padova e pubblichiamo: Le previsioni del Sindacato degli Studenti sembrano purtroppo vicine a realizzarsi: gli organi d'ateneo rischiano di restare sguarniti dei rappresentanti degli studenti, che invece sarebbero dovuti restare in carica solo due anni; la maggior parte infatti si laureata o sta per farlo. Le elezioni della componente studentesca continuano a essere rimandate dalla primavera del 2011, quando in una riunione consultiva le altre liste concordarono con gli uffici dell'Ateneo di aspettare a indirle nel momento in cui ci sarebbe stato il nuovo Statuto riscritto secondo la legge Gelmini. Dopo questa prima grave deroga alla democrazia, nell'attesa dei regolamenti attuativi dello Statuto, e nell'incognita della riprogrammazione del sistema informatico relativo alle votazioni, gli organi gi decimati saranno sempre pi vuoti. C' inoltre il rischio che Senato e Consiglio di Amministrazione nei primi mesi del 2012 vengano instaurati senza la componente studentesca, con la scusa di aspettare di fare le elezioni contestualmente all'istituzione delle Scuole. Questo significa Senato e CDA per mesi senza studenti: qualcosa di inaccettabile afferma il senatore Giovanni Zamponi Nessun organo pu essere considerato legittimo se non sono presenti tutte le sue componenti. Per la seconda volta in un solo anno si negherebbe il diritto degli studenti di avere dei propri rappresentanti nei luoghi decisionali, e nessun alibi tecnico ci pu far distogliere l'attenzione da quello che un effettivo problema di democrazia. Addirittura, l'Ateneo dimostra di non avere assolutamente idea della situazione, dato che non esistono conteggi e dati ufficiali. Il Sindacato degli Studenti pu per portare alcuni esempi: a Matematica nel CCS, organo importantissimo per la didattica, il numero degli studenti ridotto a un quarto. Lo stesso Presidente del Consiglio degli Studenti, Gianluca Pozza, si laureato, e riflette sulla situazione: Adesso anche quest'organo non rispetter pi il voto degli studenti del 2008, perch le proporzioni tra le diverse liste sono stravolte. Chiederemo al pi presto un incontro per discutere di questo problema: le scadenze vanno rispettate e il funzionamento corretto degli organi garantito, dichiara Marco Maggioni Siamo stati gli unici a prevedere quanto sta succedendo: siamo forse gli unici ad avere a cuore la democrazia in Ateneo? Il Sindacato degli Studenti

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Sms solidale per levante ligure e lunigiana

"Un aiuto subito", la sottoscrizione promossa dal Corriere della Sera e da La7 Da gioved 27 ottobre, oltre che su c/c bancario (sul sito corriere.it le coordinate per i versamenti) possibile aiutare concretamente le popolazioni del Levante ligure e della Lunigiana colpite dal maltempo e dallalluvione del 25 ottobre, tramite un sms al numero solidale 45500. Si possono inviare Sms da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobile e Tiscali oppure chiamando da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e Tiscali e Teletu, Coopvoce e Noverca. Il valore della donazione per ciascun messaggio di 2 euro. Il numero rester attivo fino al 28 novembre.

La Redazione del giornale online Il Popolo Veneto invita tutti i lettori a partecipare alla gara di solidariet, come hanno fatto lo scorso anno tante persone di tutta Italia quando stata la nostra regione ad essere colpita dallalluvione.

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del 60anniversario dellalluvione del polesine


Ferrara - Ricordare una catastrofe avvenuta 60 anni fa per interrogarsi sui mutamenti naturali che potrebbero condizionare il nostro futuro. E con questo intento che nelle prossime settimane tre spazi storici della citt di Ferrara ospiteranno un fitto programma di iniziative dedicate al 60 anniversario dellalluvione del Polesine (1951-2011) e al cambiamento climatico globale. Fino al 20 novembre prossimo la Porta degli Angeli, il chiostro di San Paolo e la Sala della Musica faranno infatti da cornice a una serie di esposizioni, video, incontri e conferenze organizzate dalla Rta Progetto Porta degli Angeli. Un ricco calendario di appuntamenti - ha sottolineato in conferenza stampa la portavoce della Rta Silvia Casotti - frutto di un lavoro di equipe che stato condotto dalle sei associazioni della Rta in collaborazione con la Circoscrizione 1 e lAssessorato allAmbiente del Comune di Ferrara, con il patrocinio del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, e il prezioso aiuto di una serie di altri soggetti e sponsor Le iniziative sono partite sabato 22 con linaugurazione alla Porta degli Angeli di Tempesta di videoarte, selezione di opere video realizzate dagli studenti dellUniversit di Ferrara sui temi delliniziativa, e la presentazione della mostra fotografica di scatti storici dellalluvione che il 3 novembre sar poi inaugurata al Chiostro di San Paolo, dove rimarr fino al 20 novembre. Il 5 novembre sar la volta di un secondo progetto espositivo alla Porta degli Angeli, dove il gruppo artistico Basmati presenter Transitcity3AEmilia riflessione sulle modificazioni urbane e sui cambiamenti climatici che interessano gli spazi abitati. Lesposizione rimarr aperta al pubblico fino al 14 novembre quando in occasione del finissage, Paolo Sorcinelli e Mihran Tchaprassian presenteranno il loro volume Lalluvione. lItalia e il Polesine nel 1951. I tragici eventi del 51 saranno protagonisti infine di unulteriore esposizione, quella in programma nella Sala della Musica di via Boccaleone, che dal 3 al 20 novembre prossimi ospiter gli scatti fotografici realizzati allepoca da Vittorino Vicentini. La stessa sala far poi da cornice anche a una serie di conferenze, tra il 4 e il 18 novembre, dedicate agli effetti dei cambiamenti climatici nel pianeta e nel nostro territorio. Temi che - come sottolineato dallassessore comunale Zadro - saranno portati allattenzione dei cittadini attraverso interventi di esperti che contribuiranno in tal modo a diffondere la cultura della conservazione delle nostre risorse.

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Soddisfazione per lorganizzazione delliniziativa stata espressa anche dal presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara Franco Dalle Vacche che ne ha rimarcato il valore non solo come occasione di recupero della memoria, ma anche come momento di diffusione di informazioni su temi di grande attualit e sullopera dello stesso Consorzio. Ringraziamenti ai partner del progetto sono stati infine pronunciati dal presidente della Circoscrizione 1 Girolamo Cal che ha ribadito la necessit di continuare, come in questo caso, a unire le forze e gli intenti delle tante associazioni e soggetti presenti sul territorio per proseguire a fare cultura facendo fruttare al meglio le poche risorse a disposizione. LA SCHEDA a cura di RTA Progetto Porta degli Angeli Il 14 Novembre 2011 cade il 60 Anniversario dellA lluvione del Polesine. Nel 1951, in piena ricostruzione post-bellica, le acque del fiume Po sconvolgono duramente il territorio Polesano, facendo ripiombare unintera popolazione nel terrore e nello sconforto, nella povert e nella miseria. I Comuni colpiti da questa nuova tragedia sono moltissimi. Lintera provincia di Rovigo completamente sommersa dallacqua; le successive rotte del Po, nei giorni a seguire, avvenute nei Comuni di Canaro e Occhiobello, cos vicini alla citt di Ferrara, riversano sul territorio circa otto miliardi di metri cubi dacqua. Alla dura lotta per la sopravvivenza segue lesilio di migliaia di persone. Il territorio irriconoscibile e improvvisamente tutto scompare. Cosa c stato e come, chi cera e non c pi, affidato allo stretto ricordo di chi fortunatamente sopravvissuto e alle immagini di chi ha immortalato quei momenti. Grazie a chi ha documentato quei fatti, oggi possibile

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realizzare quellesercizio di memoria, fondamentale e mai banale, necessario alla collettivit per non dimenticare e poter scrivere la storia. Allo stesso tempo, ricordare oggi lAlluvione offre anche lo spunto per affrontare argomenti di grandissima attualit, in un mondo sempre pi globalizzato, in cui sensibili cambiamenti climatici interessano numerosi e disparati territori del pianeta. Richiamare alla mente come il territorio che ci circonda abbia subito importanti modificazioni a seguito di uno dei pi rilevanti eventi naturali del Novecento si configura, dunque, come causa e pretesto per aprire una riflessione ulteriore verso il futuro. Tutte le iniziative saranno svolte sotto il patrocinio e con la collaborazione del Comune di Ferrara e del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, particolarmente in collaborazione con la Circoscrizione 1 e lAssessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Ferrara, ma anche con il prezioso aiuto di: Centro di Documentazione Storica Centro Etnografico Ferrarese, Stamperia Comunale, Centro di Studi Etnografici Vittorino Vicentini, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ferrara, Comune di Cavarzere, Comune di Adria e di alcuni importanti partner commerciali.

IL PROGRAMMA : .: PORTA DEGLI ANGELI :. Rampari di Belfiore 1 orari di apertura gio. ven. 16.00 > 19.00 sab. dom. 10.00 > 12.30 15.00 > 18.00 60 anniversario dellalluvione del Polesine e Cam biamento Climatico Globale TEMPESTA DI VIDEOARTE selezione video fino a domenica 30 ottobre Partendo dallanniversario dei 60 anni dellalluvione del Polesine e pensando alle catastrofi attuali provocate dal cambiamento climatico globale e dalluso dissennato delle risorse naturali, gli studenti dellUniversit di Ferrara hanno realizzato durante il corso di Realizzazione audiovisiva del prof. Paolo Frignani e supervisionato da Vitaliano Teti, una serie di opere di videoarte nelle

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quali si ritrovano anche elementi dellestetica del documentario di creazione. Con anteprima della mostra fotografica: 1951, SESSANTA ANNI FA. UNALLUVIONE CATASTROFICA SOMMERSE IL POLESINE Bioaperitivo offerto da TerravivaBio - Biopastoreria INAUGURAZIONE sabato 5 novembre h. 17.30 TRANSITCITY3AEMILIA cosmografie urbane e climatiche progetto espositivo di BASMATI a.c. fino a luned 14 novembre Le citt emiliano-romagnole sono immaginate e raccontate attraverso il progetto Transitcity3AEmilia come fossero ununica metropoli estesa; allo scopo di avviare una riflessione sulle modificazioni urbane ed extraurbane, sulla loro percezione, sulla loro sostenibilit e sui conseguenti cambiamenti climatici che interessano gli spazi abitati. Un unico impatto architettonico che annulla le distanze fisiche tra citt e citt, e racconta le varie realt urbane come fossero quartieri di una possibile metropoli del futuro. Un futuro, forse, non cos poi tanto improbabile nemmeno per la nostra regione. FINISSAGE luned 14 novembre h. 17.30 Presentazione del volume LALLUVIONE. LITALIA E IL POLESINE NEL 1951 di Paolo Sorcinelli e Mihran Tchaprassian, Torino, UTET, 2011 Gli autori ne parlano con Roberto Roda, Centro di Documentazione Storica - Centro Etnografico Ferrarese .: CHIOSTRINO DI SAN PAOLO :. via Boccaleone 19 INAUGURAZIONE gioved 3 novembre h. 17.30 1951, SESSANTA ANNI FA. UNALLUVIONE CATASTROFICA SOMMERSE IL POLESINE mostra storico-fotografica fino a domenica 20 novembre orari di apertura gio. ven. sab. dom. 16.00 > 19.00 .: SALA DELLA MUSICA :. via Boccaleone 19 INAUGURAZIONE gioved 3 novembre h. 17.30 14 NOVEMBRE 1951 - LA ROTTA DEL PO fotografie di Vittorino Vicentini (1919-1996) a cura di Chiara e David Vicentini fino a domenica 20 novembre Attratto da una forza irresistibile a vedere, a toccar con mano, a fotografare. [] Campagne e case mostravano i segni di una devastazione, di una desolazione apocalittica. [] Il paesaggio appariva ora statico, fissato come in un quadro, ora scombinato, da ricomporre. Senza numero le cose, gli animali, gli uomini fuori dal loro posto abituale. [] Lungo quel percorso non cera da scegliere. Bisognava scattare e fermare, per gli increduli di domani, bestie annegate - case stalle fienili sventrati - strade sconvolte da voragini inaccessibili - binari contorti e sollevati sulla loro pista sconvolta come da un terremoto. (V. Vicentini, Diario 1952) a seguire concerto con La Musica delle Piante a cura dellAss. Damanhur orari di apertura: gio. ven. sab. dom. 16.00 > 19.00

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.: CONFERENZE c/o Sala della Musica :. via Boccaleone 19 - Venerd 4 novembre h. 17.15 Limiti biologici e rischio sopravvivenza per la specie Anguilla anguilla interviene Fernando Gelli (ittiologo, collaboratore tecnico ARPA Emilia-Romagna) - Marted 8 novembre h. 17.15 Il Po nel clima che cambia interviene Stefano Tibaldi (direttore generale ARPA Emilia-Romagna) h. 18.30 Effetti del cambiamento climatico su alcuni aspetti gestionali del Consorzio di Bonifica interviene Aldo Bignami (responsabile del Settore Meteo Irriguo del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara) - Venerd 11 novembre h. 17.15 Variabilit del Clima: cosa ci pu insegnare lAntartide interviene Andrea Bergamasco (CNR - ISMAR, Venezia) - Marted 15 novembre h. 17.15 Allagamenti ed alluvioni: la gestione dellemergenza interviene Cristiano Cusin (comandante provinciale VV.FF. di Ferrara) - Venerd 18 novembre h. 17.15 La ricaduta dei cambiamenti climatici sulla qualit delle risorse idriche del Delta del Po interviene Carmela Vaccaro (Universit di Ferrara, Dipartimento di Scienze della Terra) Info: RTA Progetto Porta degli Angeli- www.portadegliangeli.org - info@portadegliangeli.org 338.8627075

L' alluvione. Il Polesine e l'Italia nel 1951 di Sorcinelli Paolo; Tchaprassian Mihran, 18.00, 2011, 271 p., ill., brossura UTET Scheda: Sessant'anni fa, nel 1951, l'Italia andava sott'acqua in un susseguirsi di frane e di nubifragi. Dopo il Ferrarese e la Valtellina, il Comasco e il Trentino, il Piemonte e l'Umbria, agli inizi di ottobre un afflusso d'aria fredda di origine atlantica si scontr con un fronte caldo proveniente dalla Tunisia. Una forte perturbazione interess la Sardegna, la Sicilia e la Calabria, provocando 110 morti, 10 mila senzatetto e l'abbandono di quattro paesi. Infine, a novembre, la piena del Po, le rotte di Occhiobello e la "grande alluvione" del Polesine, un territorio che qualcuno definiva un angolo d'Africa a pochi chilometri da Bologna e da Venezia. Nei primi affannosi e caotici tentativi di soccorso, un camion carico di fuggiaschi fu travolto dalle acque e divenne il simbolo della prima tragedia dell'Italia repubblicana alle prese con i problemi della ricostruzione, delle contrapposizioni ideologiche della guerra fredda, del patto atlantico e della riforma agraria. 100 mila ettari di terra allagati, 200 mila persone in fuga, 700 case distrutte, migliaia di animali annegati e un numero imprecisato di vittime. Un bilancio che sconvolse il Paese e che emozion l'opinione pubblica di tutto il mondo.

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Giornate di studio sul paesaggio

La processione di Gannariente, a Roseto, Val Bavona, Svizzera (fotografia di Giuseppe Martini)

Luogo e comunit. Dalla mobilitazione per proteggere un luogo alla responsabilit per governarlo. Il governo dei paesaggi e la costruzione delle comunit: esperienze e ricerche. Treviso - Gioved 3, venerd 4 e sabato 5 novembre 2011 gli spazi Bomben di Treviso ospiteranno lottava edizione, dedicata a Carmen An, delle giornate di studio sul paesaggio, appuntamento annuale cruciale del lavoro scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, organizzato per ragionare collettivamente su qualche aspetto della questione generale della forma-vita dei luoghi. Lottava edizione pone al centro le relazioni tra luogo e comunit, relazioni che presentano, nella storia e nella geografia, caratteri universali ma si manifestano nei modi e con i toni pi diversi. Spiega Domenico Luciani, curatore delle giornate e coordinatore del Comitato scientifico consultivo studi e ricerche per il governo del paesaggio e del giardino della Fondazione Benetton: in ogni luogo troviamo individui che esprimono un legame di forte tradizione e altri che avvertono un legame di vago attaccamento o affinit o vicinanza, persone che lo abitano con lo spessore della memoria e altre che vi si sono trasferite e vanno costruendo dal nulla lindispensabile rete di referenze, qualcuno che lo studia e qualcun altro che

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semplicemente lo visita. Ognuno di questi individui esprime soggettivamente desideri e preferenze. Ma affinch questo insieme di individui divenga comunit necessaria la metamorfosi dalla somma dei desideri alla volont coesa, alla responsabilit collettiva, alla deliberazione di finalit unitarie da perseguire, per il bene di tutti, nei confronti dellassetto del luogo e della condizione umana che vi si svolge. Nel mondo contemporaneo questa metamorfosi ha inizio spesso da azioni oppositive. Un primo obiettivo di base perci contribuire a delineare un catalogo ragionato delle iniziative di mobilitazione e di lotta (comitati, presidi, reti) per la protezione di luoghi. Si tratta ormai di un catalogo europeo diffuso e multiforme, nel quale si agitano nuove sensibilit, al quale connessa la presenza ormai decennale della Convenzione Europea del Paesaggio e delle pertinenti attenzioni che ne sono derivate e, per lItalia, la rinnovata attualit del riferimento costituzionale (art. 9 e non solo). Allobiettivo di base si lega il tentativo, ben pi arduo, di contribuire a indagare dentro al processo che spinge una esperienza collettiva, nata come mobilitazione contro, a lavorare per la costruzione di una comunit, attraverso il coinvolgimento, in una comune tensione, di saperi esperti e di poteri politici. Saranno esposti e discussi alcuni casi, non solo italiani, nei quali, a partire dalluniversale bisogno di protezione del proprio spazio vitale, un insieme di individui cerca lenergia per elaborare una idea di s che, proprio perch fondata sui caratteri costitutivi di lunga durata, aperta a una prospettiva di nuova comunit. E per questa via, in casi ancora assai rari, a una responsabilit di governo e disegno del luogo che abita. Comitato scientifico La progettazione delle giornate di studio sul paesaggio a cura di Domenico Luciani con la collaborazione di Simonetta Zanon e del comitato scientifico consultivo: Margherita Azzi Visentini, Patrizia Boschiero, Herv Brunon, Luigi Latini, Domenico Luciani, Monique Mosser, Lionello Puppi, Massimo Rossi, Tom Simons, Marco Tamaro, Jos Tito Rojo, Massimo Venturi Ferriolo, Simonetta Zanon. Informazioni La partecipazione alle giornate di studio libera, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per ragioni organizzative comunicare la propria adesione allindirizzo email fbsr@fbsr.it, oppure tel. 0422.5121 (luned-venerd ore 9-13, 14-18), fax 0422.579483. Programma Il programma dei lavori, che coinvolger esperti, studiosi e testimoni della vita dei luoghi, si articoler in tre momenti distinti, corrispondenti alle tre giornate. Il primo cerca di dar conto dei contesti concettuali e degli interrogativi posti dal rapporto della persona e della comunit con il proprio luogo. Le giornate di studio sono infatti una nuova tappa della pluridecennale ricerca sulla forma e la vita dei luoghi, la loro individualit, il loro governo e disegno, le responsabilit insite in questi compiti. Ci aiutano i pi ampi contesti concettuali, giunti fino a noi muovendo dal mondo classico attraverso una lunga storia delle idee, e le esperienze fondative della cultura comunitaria a noi vicina,

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in particolare nelle condizioni sociali pi aspre come quelle del nostro meridione alla met del XX secolo. Il secondo costituito dallindagine sopra una dozzina di casi concreti (luogo/comitato/comunit), scelti per le loro accentuate diversit geografiche e antropologiche, nei quali sia leggibile e discutibile la metamorfosi da una fase oppositiva (comitato) a una fase propositiva (comunit). Il terzo intende aprire una sede congressuale alle diverse esperienze e idee, con lobiettivo di costruire un quadro meno incerto delle tendenze in atto.
gioved 3 novembre 2011 ore 17.30-19.30 Ragioni e obiettivi dellottava edizione delle giornate di studio Domenico Luciani (Fondazione Benetton Studi Ricerche) Relazioni comunit-luogo nella storia delle idee Massimo Venturi Ferriolo (Politecnico di Milano) Il senso della comunit nellesperienza di Danilo Dolci nella Sicilia degli anni 50 Vincenzo Schirripa (Universit di Messina) venerd 4 novembre 2011 ore 9.30-11 Dal comitato alla comunit. Esperienze vicine Simonetta Zanon (Fondazione Benetton Studi Ricerche) con Alessandro Casellato e Claudio Naccarati (Universit Ca Foscari di Venezia), Mauro Varotto (osservatorio dei Comitati, Universit di Padova). ore 11.30-13 Comitati, comunit, proposte Luigi Latini (Universit IUAV) con Moreno Baccichet (Legambiente), Salvatore Cherchi (presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias). ore 14.30-16 Regole di comunit e statuti di luoghi Marco Tamaro (Fondazione Benetton Studi Ricerche) con Nunzio Marcelli (azienda pastoralecasearia, Anversa degli Abruzzi), Stefano Occhipinti (Regione Veneto), Massimo Rossi (Fondazione Benetton Studi Ricerche), Francesco Velo (Universit di Pavia). ore 16.30-18 Forze costitutive delle relazioni comunit-luogo Patrizia Boschiero (Fondazione Benetton Studi Ricerche) con Sabrina Ciancone (sindaco di Fontecchio, LAquila), Carla Mattioli (sindaco di Avigliana, Val di Susa). ore 18.30-19.30 Con e per Carmen An Studiosa e paesaggista di fama internazionale, membro onorario della Giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino della Fondazione Benetton Studi Ricerche e di altre prestigiose istituzioni. sabato 5 novembre 2011 ore 9.30-13 Discussione aperta a tutti i presenti. Introduce e coordina Domenico Luciani. Partecipano i relatori e i membri del Comitato scientifico della Fondazione. Sono previsti interventi di Silvio Barbero (vicepresidente Slow Food Italia) e Joan Nogu (direttore dellOsservatorio del Paesaggio della Catalogna).

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Soldati di francia a difesa della terra vicentina


La pubblicazione esce nel 90 anniversario della concessione della Croix de Guerre francese alla Citt di Vicenza (14 settembre 1921). Presentazione il 4 novembre in Sala degli Stucchi - Palazzo Trissino Vicenza - Giunge al quinto capitolo la collana di pubblicazioni memorialistiche sulla Grande Guerra promossa da Confartigianato Vicenza e Fondazione Monte di Piet con il patrocinio dellAmministrazione Provinciale. Si tratta di Soldati di Francia a difesa della terra vicentina, volume a cura di Mauro Passarin e Paolo Pozzato che verr presentato venerd 4 novembre, dalle ore 18.00, alla Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, residenza municipale. Il luogo della presentazione, nella sede di rappresentanza del Comune di Vicenza, non casuale. Nata infatti per raccontare alcuni tra gli aspetti meno conosciuti - spesso attraverso esperienze individuali e private - della Grande Guerra, la collana incrocia questanno una importante ricorrenza pubblica: il novantesimo anniversario dalla concessione della Croix de Guerre alla Citt di Vicenza da parte della Francia. Accadde il 14 settembre 1921 e ancora oggi quella onorificenza - accompagnata da una motivazione che elogiava la valorosa citt e la definiva particolarmente cara ai cuori francesi per laccoglienza riservata alle loro truppe durante il conflitto - decora la bandiera comunale. Saranno gli stessi curatori Passarin e Pozzato a illustrare lopera, preceduti dal saluto del sindaco Achille Variati, del rappresentante della delegazione francese invitata per loccasione, e dei presidenti dei due enti promotori delledizione, Agostino Bonomo per Confartigianato e Mario Nicoli per la Fondazione Monte di Piet. Lingresso libero.

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In libreria: Piu in alto del sole


Testi scelti del Beato Clemente Vismara, missionario del Pime in Birmania. A cura di Gerolamo Fazzini Padre Clemente Vismara stato missionario del Pime in Birmania per 65 anni e la sua vicenda si intreccia con la convulsa, e a tratti drammatica, storia del Paese asiatico, oggi Myanmar. Padre Clemente si distinto per lintensa attivit educativa: per tutta la vita ha raccolto orfani, bambini abbandonati, disabili e rifiutati dalle famiglie, con i quali ha condiviso uno stile di povert, fraternit e gioia. Ha vissuto come tanti missionari del suo tempo, con uno spirito eccezionale di amore e fiducia nella Provvidenza. Una testimonianza contagiosa: pochi anni dopo la sua morte, su iniziativa di un gruppo di laici del paese natale e della diocesi birmana di Kengtung, viene avviata dal cardinale Carlo Maria Martini la causa di beatificazione. Padre Vismara stato proclamato Beato il 26 giugno 2011. Gerolamo Fazzini (Verona, 1962) direttore del sito MissiOnLine.org e di Mondo e Missione, testate del PIME. Dal 1985 scrive per il quotidiano Avvenire; vi ha lavorato dal 1997 al 2001 come responsabile dellinformazione religiosa. Ha diretto un settimanale locale, Il Resegone, a lungo voce di Lecco, la citt dove abita, insieme con la moglie e due figli. Viaggia volentieri per raccontare altri popoli, altre Chiese e altre fedi. Ha scritto alcuni libri; lultimo, curato insieme a p. Angelo Lazzarotto, Cattolici in Cina (San Paolo 2008). Vivere senza altro ideale che menar la gamba, per qualsiasi uomo credo che sia la pena maggiore, vorrebbe dire un tramonto molto scialbo. Noi dobbiamo lasciare un'impronta di esseri vissuti. Io nella mia possibilit e vocazione di prete, tu nella tua vocazione di donna. La sola cosa che valga al mondo il poter portare un po' di felicit nella vita degli altri. Io son pi felice di te perch la mia vita pi sacrificata della tua. Che piacere raccogliere un povero uccellino caduto fuori del nido, nutrirlo, insegnargli a volare, e quando ben sviluppato dirgli: "Ora vola, vola, pi in alto del sole ed ancora di pi. Non voglio da te nessuna riconoscenza, a me basta che tu, da onesto, ti formi il tuo nido e ringrazi il buon Dio. (p. Clemente alla nipote Stellina da Mongping, 16 giugno 1968) Pi in alto del sole. Testi scelti del Beato Clemente Vismara, missionario del Pime in Birmania A cura di Gerolamo Fazzini. pp. 144 - 11, 00 euro

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I martedi al cinema a 2 euro. 4^edizione


Tutti i marted di novembre cinema dautore a 2 euro nelle maggiori sale del Veneto. Torna il prossimo 8 novembre liniziativa La Regione del Veneto per il Cinema di Qualit - Cinema a 2 euro 2011 in collaborazione con Fice - Federazione Italiana Cinema dEssai delle Tre Venezie. Dopo i positivi risultati ottenuti lo scorso marzo torna con una nuova programmazione il Cinema a 2 euro nelle principali sale del Veneto. Giunto questanno alla sua quarta edizione, il progetto mira a promuovere la diffusione della cultura cinematografica di qualit e offrire agli appassionati cinefili di accedere, al prezzo di due euro, alla visione di opere cinematografiche dautore. Liniziativa coinvolge tutte le province venete e prevede un calendario di proiezioni nei mesi di novembre 2011 (marted 8, 15, 22 e 29) e di marzo 2012 (marted 6, 13, 20, 27)presso 14 sale dessai che formano il Circuito del Cinema di qualit del Veneto e punta a coinvolgere un sempre pi vasto pubblico interessato a scoprire registi di opere, molto spesso alternative ai circuiti commerciali e film con produzioni indipendenti, spesso distribuiti con difficolt ma di grande qualit artistica. Il costo del biglietto sar di 2 euro: un costo contenuto per promuovere il cinema dautore e valorizzare le sale cinematografiche dessai come veri e propri presidi culturali. Queste le sale cinematografiche che aderiscono al progetto: Cinema Italia a Belluno; Cinema Rex e Multisala PIO X - MPX a Padova; Multisala Cinergia a Rovigo e Multisala Politeama a Badia Polesine; Multisala Italia a Montebelluna, Multisala Corso a Treviso e Cinema Cristallo a Oderzo; Cinema Dante a Mestre e Cinema Teatro Mirano a Mirano; Multisala Rivoli a Verona; Multisala Roma a Vicenza, Sala Martinovich a Bassano del Grappa e Cinema Teatro Montegrappa a Ros. Per informazioni: Fice Tre Venezie Tel. 049 8750851 fice3ve@agistriveneto.it

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Bellotto, il canaletto delle corti europee

Dall11 novembre 2011 al 15 aprile 2012, le sale di palazzo Sarcinelli a Conegliano Veneto si apriranno alle opere di Bernardo Bellotto (1722-1780) e dei maggiori vedutisti del Settecento. Curata da Dario Succi, promossa dal Comune di Conegliano e Unascom Confcommercio della Provincia di Treviso, prodotta e organizzata da Artematica, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, liniziativa sar realizzata grazie alla partnership con PromoTreviso. Lesposizione ripercorrer, attraverso 70 opere, lintera avventura artistica di uno dei massimi esponenti del vedutismo veneziano, capace di sfruttare genialmente le scoperte e le conquiste tecniche dello zio Antonio Canal detto Canaletto, nella cui bottega Bellotto entr come apprendista nel 1736. Tra le importanti istituzioni pubbliche e private, italiane ed estere, che hanno concesso in prestito i loro capolavori, spiccano la Gemldegalerie Alte Meister di Dresda, il Liechtenstein Museum di Vienna, il Castello Reale di Varsavia, la Pinacoteca di Brera di Milano, lAccademia Carrara di Bergamo, Palazzo Barberini di Roma, le Gallerie dellAccademia di Venezia, la Galleria Nazionale di Parma, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano.

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Litinerario artistico di Bernardo Bellotto sar scandito attraverso le tappe fondamentali della sua carriera, dalle vedute di Venezia e delle citt italiane - Firenze, Roma, Milano, Torino - a quelle delle capitali europee: Dresda, Vienna, Varsavia. Il percorso espositivo si aprir con i dipinti giovanili dedicati alla citt di Venezia, nei quali si rivelano le peculiari qualit stilistiche del maestro, mentre al primo soggiorno a Dresda, durato dal 1747 al 1758, appartengono tre spettacolari tele di grandi dimensioni (135 x 240 cm), provenienti dalla prestigiosa Gemldegalerie di Dresda, raffiguranti la citt di Pirna, sul fiume Elba, a pochi chilometri dalla capitale della Sassonia. In questi quadri, veri paesaggi pastorali, Bellotto pone in risalto il carattere idilliaco della zona rurale attraversata dal grande corso dacqua. Il capolavoro del Liechtenstein Museum di Vienna, Il palazzo in villa Liechtenstein a Vienna visto da est, rappresentativo del periodo viennese. La tela, realizzata tra il 1759 e il 1760, un esempio di come Bellotto, figlio della tradizione vedutistica veneziana, superi la rappresentazione puramente documentaria dei palazzi e dei giardini viennesi, tipica della pittura austriaca dellepoca. Bellotto costruisce la veduta come una prospettiva teatrale barocca, ponendo in primo piano le figure destinate a diventare protagoniste della scena - in questo caso, il principe Josef Wenzel, la consorte e unaltra dama - i giardini, in tutta la loro profondit e, sullo sfondo, il belvedere e il palazzo. Al periodo polacco (1767-1780), lultimo dellevoluzione stilistica, verr riservata unattenzione particolare con lesposizione di opere particolarmente significative dipinte in quegli anni. Una delle caratteristiche delle vedute di Bellotto del periodo polacco il realismo delle scene di genere inserite nelle vedute, esemplificato in alcuni capolavori eccezionalmente presenti a Conegliano, tra cui la Chiesa di S. Croce e la Veduta del Sobborgo Cracovia dalla Colonna di Sigismondo, provenienti dal Castello Reale di Varsavia. Bellotto riprodusse con cura i dettagli delle architetture cittadine e i ritratti di alcuni personaggi, conferendo alle sue opere una grande attendibilit documentaria. Nel Palazzo di Wilanw visto dal parco - pure presente a Palazzo Sarcinelli - lartista ritrasse lallora ottantenne August Czartoryski, zio di Stanislao Augusto, con la moglie Maria Zofia,

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la figlia Izabella Lubomirska e la nipote Julia, su richiesta del sovrano che intendeva rendere omaggio alla famiglia di sua madre Konstancja. Una particolare attenzione sar rivolta alla sezione dedicata allattivit incisoria, ponendo a confronto i dipinti e le straordinarie acqueforti di cui Bellotto fu uno dei massimi maestri del tempo. Ricche di gustose scene tratte dalla vita quotidiana popolare, le incisioni, quasi tutte di grandi dimensioni, hanno il merito di restituirci le immagini settecentesche di Dresda e di Varsavia. In una di esse Bellotto si autoritratto mentre sta dipingendo, accanto al re Stanislao Augusto, una veduta della capitale polacca. Il percorso espositivo verr completato da una ristretta, ma qualitativamente superba, selezione di opere dei grandi maestri del vedutismo - Canaletto, Carlevarijs, Marieschi, Francesco Guardi, Bernardo Canal - che con le loro innovazioni stilistiche hanno contribuito a diffondere universalmente il fenomeno del vedutismo e limmagine di Venezia. La selezione mirer a far comprendere lambiente culturale e artistico in cui si svilupp la pittura di Bellotto e il suo modo di costruire equivalenze pittoriche della realt, consentendo contemporaneamente al visitatore di cogliere levolversi della produzione vedutistica lungo larco del Settecento.
Bernardo Bellotto. Il canaletto delle Corti Europee: Conegliano, Palazzo Sarcinelli (via XX settembre, 132). 11 novembre 2011 - 15 aprile 2012. Orari: luned - gioved: 9.00 - 19.00; venerd - sabato: 9.00 - 21.00; domenica: 9.00 - 20.00 (Ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura). La mostra rester chiusa nei giorni 24, 25 e 31 dicembre. Domenica 1 gennaio 2012 sar aperta dalle 13 alle 21. Apertura speciale 9 aprile (luned di Pasqua): 9.00 - 21.00. Info, biglietti e prenotazioni: Numero verde gratuito 800 775083. Luned - venerd, 9.00-13.00; 14.00-18.00 www.bellottoconegliano.it - info@bellottoconegliano.it