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UNIONE DEI COMUNI, UNOCCASIONE DI CRESCITA

Una metodologia per un percorso semplice, condiviso ed attuabile Nella teoria degli insiemi, l'unione di due insiemi un altro insieme pi grande. Dovrebbe essere questo il punto di partenza per visualizzare lobiettivo finale, in un opportuno percorso formativo per Amministratori locali e Responsabili di servizio di piccoli comuni. La costruzione di un Comune pi grande, del nuovo Comune. Unione, il diffondersi di questa semplice enunciazione negli ambienti comunali, ultimamente diventata un vero e proprio incubo, un dramma senza fine, un qualcosa di maledettamente complicato e irrealizzabile, che deve necessariamente essere rinviato, nella speranza che le norme siano modificate. In pochi ne vedono i vantaggi, se non addirittura lunico metodo di gestione dei servizi comunali in grado di mantenere inalterato il livello occupazionale allinterno dei Comuni e garantire lerogazione dei servizi ai cittadini senza aumentare le imposte locali. Unione o povert, questo il futuro per i piccoli e poveri Comuni italiani, che non avendo grandi attivit imprenditoriali o industriali sul proprio territorio, per effetto del federalismo comunale, dovranno aumentare la pressione tributaria sui propri cittadini per finanziare i costi del personale e dei servizi. Le modifiche normative sono effettivamente intervenute, ma hanno dato una potente accelerazione verso il sistema di aggregazione dei servizi, modificando i tempi di attuazione dettati dal D.L.n78/2010. Lart.16 della Legge n 148 del 14.9.2011 stabilisce che i Comuni fino a 5.000 abitanti, entro il 31.12.2012 dovranno esercitare in forma associata tutte le funzioni fondamentali o attraverso listituto della Convenzione o attraverso le Unioni. Non solo per la tempistica non si dovr pi attendere il DPCM attuativo del D.L.n78/2010, ma a questo si sono aggiunti i risparmi effettivi che occorre dimostrare di aver ottenuto attraverso la forma associativa scelta per la gestione associata dei servizi. Guardando a quanto succeder nei Comuni inferiori a 1.000 abitanti, dove di fatto spariranno le Giunte e le attivit amministrative, infatti in atto la predisposizione di un Regolamento Ministeriale per la successione dei rapporti giuridici fra Comune ed Unione perch i Comuni non avranno pi un Bilancio proprio, si pu facilmente prevedere che da qui a qualche anno, massimo due, stessa sorte toccher ai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. Le dimensioni minime delle forme associative sono cos determinate: per i Comuni fino a 1.000 abitanti in almeno 5.000, ridotti a 3.000 per i Comuni appartenuti ad una Comunit Montana, in almeno 10.000 abitanti per i Comuni fino a 5.000 abitanti. Entro il 7 novembre 2011, le regioni possono determinare ambiti territoriali inferiori regolamentando la materia. Speriamo che la Regione Calabria legiferi al pi presto, sgombrando il campo da dubbi e tentennamenti gi endemicamente insiti negli amministratori e funzionari degli enti locali, lasciando cos un lasso di tempo maggiore per la risoluzione delle altre e numerose questioni che si profilano allorizzonte. Questo, sommariamente e con riferimento a questa materia, il contesto in cui sono stati gettati la maggior parte degli Enti Locali italiani, dopo lultima proluvie di norme e relative modifiche. Ovviamente, a parte le esperienze gi in atto in alcuni territori, facilmente e direttamente acquisibili dagli interessati, nel merito delle forme associative tutto il resto stato lasciato al caso. Cosa deve fare lamministratore comunale.

In via primaria occorre scegliere la forma associativa, a parte quei Comuni per cui ormai divenuto obbligatoria lUnione, stante levolversi delle cose, la scelta migliore quella della costituzione dellUnione anche per i Comuni fra i 1.000 e 5.000 abitanti. I tempi sono ristretti, ma con un po di buona volont si pu tranquillamente costituire lUnione e conferire ad essa almeno 2 servizi entro il 31.12.2011, procedendo entro i 12 mesi successivi al conferimento delle restanti dettate dallart. 14, comma 31, lettera a, del D.L. n78/2010. Il primo mattone uno statuto, con relativo atto costitutivo, che dia pari dignit ai Comuni aderenti, garantendo che la Giunta si composta esclusivamente dai Sindaci, con Presidente a rotazione periodica, in modo da avere una elezione quasi diretta degli organi dellUnione da parte dei cittadini, ed una piena governabilit. Nello statuto vanno elencate tutte le funzioni che si intendono gestire attraverso lunione, ed a questo punto si ha lo scatolone vuoto, il contenitore delle funzioni, pronto per essere riempito con le dovute priorit. Si pu certamente costruire una Unione anche senza esperienze nel merito, ma pi comodo avere davanti un percorso chiaro, uno scadenziario di adempimenti e di procedimenti amministrativi da porre in atto con immediatezza, potendo cos dedicare la maggior parte del tempo alla fase aggregativa dei servizi, del personale, degli impianti tecnologici, che quella che richiede il maggiore impegno. Occorre infatti una sia pur breve e sommaria rilevazione delle risorse umane e strumentali esistenti nei Comuni, oltre che uno studio del sistema gestionale della funzione per dare vita al nuovo servizio nella forma associativa scelta. Cosa fa e cosa dovrebbe fare la Regione. In Calabria, la Regione ha attivato, attraverso la Fondazione Field, un progetto titolato Unioni di Comuni, che sta realizzando un enorme e pregevole lavoro culturale di promozione e diffusione di questa particolare forma associativa. Unottima iniziativa che sta accompagnando nel percorso costitutivo dellUnione molti Sindaci, altrimenti costretti a navigare a vista, o quasi sicuramente a trovarsi inadempienti rispetto alle scadenze normative, con riferimento allaggregazione delle funzioni fondamentali di cui al D.L. n78/2010.
(per i riferimenti cercare sul sito www.fieldfondazione.org)

Certamente questa azione, attualmente di grande aiuto, non baster a risolvere i problemi che si riscontrano nellaggregare dei servizi o nel costruire tecnologicamente una Unione funzionale e moderna, considerato il contesto amministrativo, socio politico e geo morfologico dei piccoli Comuni calabresi. Sarebbe auspicabile, quindi, che la Regione, anche attraverso la Field, apporti il suo sostegno istituzionale nella fase successiva a quella della costituzione delle forme associative, sostenendo i processi amministrativi, giuridici e tecnologici nel momento pi importante, che quello di aggregazione e messa in opera dei servizi, che di fatto costituiranno il nuovo e pi grande Comune che i cittadini si troveranno dal 2012. Sono diverse le difficolt oggettive per costruire questo processo aggregativo che ci porter al nuovo Comune, ve ne sono alcune endogene allente ed altre esogene e variano da quelle di carattere culturale a quelle di carattere tecnico giuridico, dalla conformazione geo morfologica del territorio a quelle prettamente finanziarie, per non dire poi di quelle afferenti le cos dette esigenze politiche. Servono delle modifiche normative urgenti alla Legge Regionale sulla Polizia Locale e relativi finanziamenti per garantire e favorire leffettivo svolgimento nel nuovo contesto di questa importante funzione che rientra fra quelle da trasferire alle Unione.

Ed anche qui la Regione potrebbe soccorrere i Comuni, facendo tesoro delle consolidate e concrete esperienze di buone prassi, che pur esistono nella nostra regione, diffondendole con metodo e raziocinio. Altra azione importante che la Regione potrebbe mettere in atto sarebbe quella di una sperimentazione avanzata su quelle Unioni che gi gestiscono servizi, in modo tale da aprire la strada a nuove buone pratiche da disseminare sul territorio. Importantissimo ed auspicabile sarebbe anche il finanziamento della Legge Regionale n15/2006, attraverso un regolamento dettagliato che basi le erogazioni sui seguenti criteri di graduazione:
1) Spese per la costituzione dellunione; 2) Numero delle funzioni effettivamente e totalmente trasferite; 3) Dotazione Organica Unica di tutti i Comuni presso lUnione; 4) Parametri di popolazione e territorio.

I prossimi 14 mesi sono di una importanza fondamentale per il futuro della nuova entit amministrativa che si andr a costruire. Le Unioni potranno svolgere servizi anche per i Comuni che non riusciranno a costituirle e che con esse dovranno poi obbligatoriamente convenzionarsi per garantire lo svolgimento di servizi di qualit a costi minori. Loccasione di quelle da non perdere, perch a ben vedere, essendo le Unioni fuori dal Patto di Stabilit fino al 2014 ai sensi del comma 5 art. 16 della Legge n 148 del 14.9.2011, si posso avere ampi margini di manovra anche sul lato del personale da assegnare ai servizi, nel contesto dellUnione, realizzando cos strutture capaci di dare risposte positive alle esigenze del territorio. Scegliere lUnione quale forma associativa serve a realizzare un centro territoriale di servizi ai cittadini, garantendo cos il permanere delle identit culturali Comunali e nuove maggiori entrate da destinare ai servizi per i propri cittadini, in una visione positiva e costruttiva del contesto particolare in cui sono oggi relegati i Comuni di piccole dimensioni.

Vincenzo Larocca Resp.Serv. Finanziario e Direttore Operativo Unione dei Comuni del Versante Ionico