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ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA DI BOLOGNA FACOLTA DI LETTERE E FILOSOFIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE A. A.

2006-2007

World Press Photo 2007: la foto-informazione. Raccontare attraverso le immagini.

Laura Caressa 0000254969

INDICE

Introduzione

I 1. 1 1. 2

IL FOTOGIORNALISMO Cenni storici sul fotogiornalismo La figura del fotoreporter 5 6

II 2. 1 2. 2 2. 3 2. 4

WORLD PRESS PHOTO La fondazione del World Press Photo Il premio e la sua struttura La giuria ed i criteri di valutazione Foto premiate nelledizione 2007 7 7 7 8

III 3. 1 3. 2

LA NOTIZIA NELLIMMAGINE Raccontare attraverso le immagini Linformazione fotografica 11 11

Conclusioni

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Appendice Intervista a Massimo Berruti, Grazia Neri, Roma, vincitore del secondo premio della categoria Contemporary Issues, World Press Photo 2007.

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Riferimenti bibliografici

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LIMMAGINARIO DAL VERO La macchina fotografica per me un blocco di schizzi, lo strumento dellintuito e della spontaneit, il detentore dellattimo che, in termini visivi, interroga e decide nello stesso tempo. Per significare il mondo, bisogna sentirsi coinvolto in ci che si inquadra nel mirino. Questo atteggiamento esige concentrazione, sensibilit, senso geometrico. attraverso uneconomia di mezzi e soprattutto labnegazione di s che si raggiunge la semplicit espressiva. Fotografare trattenere il respiro quando tutte le nostre facolt convergono per captare la realt fugace; a questo punto limmagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. un modo di vivere. (Henri Cartier-Bresson)

INTRODUZIONE Perch le fotografie hanno il potere di suscitare una reazione molto forte nellopinione pubblica, spesso pi forte delle parole? La fotografia giornalistica rende tangibili gli avvenimenti storici e causa una reazione immediata, viscerale ( ) In un certo senso le immagini sono un linguaggio pi universale della scrittura. Lo spiega Michele McNally, presidente della giuria del World Press Photo 2007. Nonostante oggi si parli di crisi della professione, mai come in questi anni si vista unenorme produzione di immagini fotografiche ad uso giornalistico. Queste si rivelano, assieme alle altre forme di giornalismo scritto e televisivo, uno strumento essenziale per lopinione pubblica. Luso della fotografia spesso inteso solo come strumento per la riproduzione automatica della realt. Lintervento del fotografo nella selezione della porzione di realt da fotografare e nella scelta della modalit con cui farlo quasi sempre passata in secondo piano. Ma la fotografia soprattutto un sistema di editing visivo, in cui incorniciamo una porzione di ci che osserviamo. Essa scelta, selezione di un aspetto significativo del reale. Negli anni 50 del novecento inizia a diffondersi un nuovo modo di intendere il reportage fotografico: documentazione, indagine e racconto dellevento allo stesso tempo. Proprio in quel periodo, che molti hanno definito gli anni doro del fotogiornalismo, nasce il World Press Photo, premio internazionale delle migliori immagini prodotte annualmente a livello mondiale. La fondazione World Press Photo non bada solo alla notiziabilit dellevento raccontato attraverso le immagini, ma premia soprattutto quelle fotografie che hanno rappresentato tale evento con eleganza, stile e valore estetico. lestetica che sposa linformazione a colpire lo spettatore. Perch si possa ottenere un fotoreportage che abbia queste qualit, il fotografo deve essere onesto, umile e sincero: in questo modo la storia pu toccare la sensibilit e linteresse dello spettatore. E questo quanto hanno saputo fare i sessantadue fotogiornalisti premiati al World Press Photo 2007.

I IL FOTOGIORNALISMO

1. 1 Cenni storici sul fotogiornalismo

Dopo il riconoscimento al livello mondiale degli approfonditi studi sulla fotografia ad opera di Nipce, Daguerre, Talbot, Maxwell e Eastman, nei primi anni del 900 la fotografia commerciale si diffuse rapidamente; il pubblico inizi a disporre dei primi rudimentali materiali fotografici. Numerosi furono i progressi della fotomeccanica per la stampa, tanto che si aprirono nuovi orizzonti professionali ai fotografi, che vennero molto ricercati per illustrare i testi di giornali e riviste. Il grande consumo di illustrazioni fotografiche apr l'enorme mercato della pubblicit e della fotografia commerciale; infine i progressi tecnologici portarono alla produzione di apparecchi fotografici semplici ed economici, incoraggiando la diffusione della fotografia presso il grande pubblico. La stampa illustrata nasce quasi in contemporanea con linvenzione della fotografia. Fra il 1890 e il 1900 nasce il fotogiornalismo vero e proprio: grazie alluso della box-camera prodotta dalla Kodak vengono pubblicati i primi reportage di guerra nelle principali testate statunitensi come il New York Times e Chicago Tribune. Tuttavia let doro del fotogiornalismo tra le due guerre. La fotografia viene sfruttata tanto dal mondo comunista, con la denuncia sociale, quanto dallamministrazione americana dopo la crisi del 1929. Negli anni trenta, grazie alla rivoluzione della pellicola da 35 mm, vengono realizzati numerosi fotoreportage, anche nei periodici americani: Fortune, Look e Life sono i pi famosi e i primi ad intendere la fotografia come notizia. Con la fine della seconda guerra mondiale nascono le agenzie di fotoreporter, pi tardi si imporr la televisione, e negli anni settanta le famose riviste fotografiche chiudono i battenti. Si afferma la societ di massa e in un certo senso cambia anche linformazione. Ci non significa che la fotografia viene accantonata, anzi, al contrario, nella seconda met del novecento nascono numerose associazioni (World Press Photo, Premio Pulitzer) che anno dopo anno promuoveranno il lavoro dei fotoreporter di tutto il mondo.

1. 2 La figura del fotoreporter

La missione della fotografia quella di spiegare luomo alluomo e ogni uomo a se stesso. Edward Steichen

Edward Steichen nel 1955 diresse una mostra fotografica intitolata La famiglia delluomo al Museo darte moderna di New York. Le foto illustravano la vita degli abitanti del nostro pianeta,

mostrando la comunanza del nostro destino, delle vicende, dei sentimenti. Luomo uno dicevano gli autori della mostra e il mondo uno. Noi tutti siamo il mondo. Il fotoreporter deve ricercare ci che del mondo vuole mostrare e come. Il suo occhio sempre puntato sulle cose e opera automaticamente una selezione: Siamo circondati da uninfinit di immagini, ma quasi tutte inutili ai fini di ci che vogliamo dire. Bisogna concentrarsi su ci che vogliamo mostrare. Questo il pensiero di uno dei pi grandi reporter, Ryszard Kapuscinski, e questo pensiero si applica tanto al lavoro del reporter che scrive testi quanto ad un fotoreporter. Kapuscinski girava spesso con la sua macchina fotografica e prima di scattare cercava il dettaglio, rifletteva sulla composizione di quel dettaglio, nel tentativo di scoprirvi un simbolo, una metafora, un messaggio rivelatore del mondo. Allo stesso tempo bisogna mettersi in guardia dalla deformazione di queste immagini: Chi guarda dice il reporter convinto che quel mondo sia tutto cos. Come nel giornalismo scritto, anche la grandissima quantit di immagini che violentano ogni giorno i nostri occhi possono praticare una disinformazione totale. I grandi e potenti media detengono il monopolio dellinformazione, affianco a questi c il frutto della tecnologia pi evoluta, internet. Questo significa che oggi ognuno pu cercare informazioni da diverse fonti. Perch allora le fotografie suscitano ancora un certo interesse nello spettatore? Una fotografia pu sicuramente informare lopinione pubblica e influire indirettamente sulle decisioni. Ecco perch mai come ora il compito del fotogiornalista si fa importante e indispensabile a mio avviso. Sono sempre le immagini a suscitare una reazione pubblica. Semplicemente sembrano pi reali dichiara a proposito Michele McNally. Per far fronte al problema della disinformazione delle immagini cito il reporter Massimo Berruti in un suo intervento sul tema delle immagini violente: Bisogna far trasparire i messaggi, anche in tutta la loro crudezza, attraverso leleganza delle immagini. E per fare questo il fotografo deve avere un motivo proprio che non rientra nel commercio.

II WORLD PRESS PHOTO

2. 1 La fondazione del World Press Photo

World Press Photo unorganizzazione indipendente senza fini di lucro, fondata nel 1955 in Olanda allo scopo di promuovere e sostenere il fotogiornalismo professionale nel mondo. World Press Photo organizza il pi grande e prestigioso concorso annuale di fotogiornalismo. Le immagini premiate sono raccolte in una mostra itinerante che gira ogni anno in 40 paesi. In occasione di questo evento viene pubblicato da Contrasto un volume che contiene tutte le fotografie premiate. Oltre a fungere da catalogo della mostra itinerante, documenta il meglio di un intero anno di fotoreportage. World Press Photo organizza inoltre dei seminari aperti a singoli fotografi, agenzie fotografiche e photoeditor. La Masterclass intitolata a Joop Swart, che si tiene in Olanda con cadenza annuale, riservata a fotografi esordienti che abbiano dimostrato un particolare talento. Si tratta di un corso di formazione pratica e teorica tenuto da professionisti del fotogiornalismo.

2. 2 Il premio e la sua struttura

La giuria del World Press Photo premia gli scatti secondo la suddivisione in dieci categorie: Spot News, People in the news, General news, Storie dattualit, Vita quotidiana, Ritratti, Arte e spettacolo, Natura, Sport in azione e Sport in primo piano. Per ogni categoria vengono assegnati il primo, il secondo e il terzo premio a foto singole e ai reportage. In tutto i fotografi premiati sono circa sessanta comprese alcune menzioni donore. Solo nel 2007 hanno partecipato al concorso 4.460 fotografi provenienti da 124 paesi del mondo. Sono state inviate alla fondazione 78,083 domande. Il bando di concorso viene pubblicato allinizio dellanno. Il fotografo vi pu partecipare anche con un servizio o una foto singola non necessariamente inedite.

2. 3 La giuria ed i criteri di valutazione

La giuria composta da membri provenienti da ogni parte del mondo. Nelledizione 2007 vi hanno partecipato tredici professionisti della fotografia, tra photoeditor, direttori di agenzie e direttori della fotografia e di testate giornalistiche. Allinterno della giuria vengono nominati un presidente ed un segretario. Dopo varie selezioni si procede alleliminazione di alcune e ad una preselezione di 7

quelle che poi entrano in finale, fino allassegnazione dei primi tre posti per ogni categoria. Generalmente, spiega Roberto Koch, direttore della Contrasto e pi volte membro di giuria, non c pressione nazionalistica poich le foto giungono in anonimato. Anonime ma non inedite, comunque. E continua Koch Se poi tra i giurati qualcuno ha avuto un ruolo nella foto stessa, resta in posizione defilata per una sorta di gentlemens agreement. Il riconoscimento al fotografo vincitore frutta diecimila euro circa e una macchina fotografica offerta dalla Canon, sponsor ufficiale del premio. Ma per un fotogiornalista soprattutto un riconoscimento importante in termini di carriera futura.

2. 4 Le foto premiate nelledizione 2007

Una cabriolet rosso fuoco. A bordo delle giovani ragazze libanesi con vestiti firmati e occhiali da sole attraversano le strade di Beirut in libano. Attorno a loro, le macerie al seguito dei bombardamenti. questa la contraddizione Spencer Platt della (USA, guerra. Getty

Images) ha catturato questo momento il 15 agosto del 2006, vincendo il primo premio Vita quotidiana delle foto singole (Figura 1). Per me semplicemente sono libanesi.

Nessuno di loro era immune alle bombe che piovevano dal cielo
Figura 1

racconta Platt a proposito della

sua foto. Penso che in Libano alcune persone si sentano a disagio di fronte a questa foto perch in un certo senso agisce come uno specchio continua. un ritratto fedele di Beirut in un Medio Oriente in cui i mezzi di comunicazione sono utilizzati con astuzia: secondo Platt i libanesi sono consapevoli del potere delle immagini pi di chiunque altro al mondo. Sempre in Libano si concentra lattenzione di Jeroen Oerlemans (Paesi Bassi, Panos Pictures) che ha ottenuto la menzione donore delle foto singole. Nel suo scatto alcuni paramedici sollevano il cadavere di un bambino per mostrarlo ai rappresentanti della stampa. una foto shock, di quelle che difficilmente svaniscono dalla memoria. Ed anche una foto contraddittoria: secondo le accuse, mosse 8

Figura 2

soprattutto internet, sarebbero

dai alcuni stati

bloggers

su

avvenimenti inscenati

appositamente per la stampa, con scopi propagandistici. Ancora in Libano. Questa volta il fotografo un italiano, Davide Monteleone (Contrasto, Roma)

che si aggiudica il primo premio reportage Spot News con un servizio che mostra in tutta la sua crudezza le macerie e le vittime di guerra, in un bianco e nero di forti contrasti ed eleganti sfumature di grigi. (Figura 2) Per la categoria People in news, particolare rilievo ha lo scatto di Oded Bality (Israele, The associated Press), primo premio foto singole. La foto di Bality costruita tecnicamente in modo perfetto e allo stesso momento mostra una cruda realt di una colona ebrea che resiste alla polizia israeliana. Davvero rischioso invece stato lo scatto dellitaliano Paolo Pellegrin (Magnum Photos per Newsweek/The New York Times Magazine) vincitore del primo premio foto singole della categoria General News. (Figura 3) In un solo e breve istante Pellegrin ha impresso con maestria nelle nostre menti una vittima di un razzo israeliano era in

Libano.

Pellegrin

stato

avvertito del pericolo da un altro uomo che urlando gli aveva detto di andarsene, di non fare foto. Ma il fotografo resta, ferito e sanguinate a causa delle schegge del missile. E scatta.

Figura 3

Figura 4

Le immagini cruente si susseguono: Daniel Aguilar, messicano (Reuters), terzo premio foto singole General News, ci mostra un uomo catturato e legato ad un palo ad Oaxaca con addosso attaccato un cartello sono un topo (Figura 4). Walter Astrada (Argentina, World Picture Network), primo premio foto singole Storie dattualit, ha vinto con una cruenta immagine dellassassinio di una donna in Guatemala; Massimo Berruti (Grazia Neri, Roma) ci mostra la dura vita e lo sgombero di immigrati e zingari al Residence Roma. (Vedi Appendice) Berruti fa riflettere sulla situazione degli immigrati in Italia. E racconta come sono nati i suoi scatti: Non stato facile catturare la drammaticit di quella storia, mi sono trovato di fronte a situazioni particolarmente difficili. Ho cercato di riuscire a cogliere le cose che mi sono pi vicine come posto fisico e tematica. Ho tentato di far emergere la tragedia delle persone. Questo, attraverso luso del bianco e nero, che ti da la libert di focalizzare a fondo il soggetto o levento. (Figura 5). Attualit, notizia e ritratti; il ritratto come documentazione di una particolare situazione drammatica ha vinto il primo premio della categoria foto singole. Lautrice Nina Berman (USA, Redux Pictures per People) che ritrae un marine americano, gravemente sfregiato in volto, con la sua sposa a Washington. Per la categoria Natura si distinguono le immagini del National Geographic. Gli autori sono Paul Nicklen (Canada, primo premio reportage) e Maria Stenzel (USA, terzo premio reportage). Spazio anche allo sport: due categorie, Sport in action e Sport in primo piano, due italiani, Lorenzo Cicconi Massi (Contrasto, terzo premio foto singole) e Max Rossi (Reuters, primo premio foto singole).
Figura 5

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III LA NOTIZIA NELLIMMAGINE

3.1 Raccontare attraverso le immagini

Al centro della questione fotogiornalistica c un problema di fondo che riguarda loggettivit e lobiettivit. Sebbene il fotogiornalista debba essere il pi possibile obiettivo, il suo occhio inevitabilmente compie una selezione sui fatti da documentare; Di ci che gli si presenta allo sguardo, il fotografo non deve a priori privilegiare nulla, delle cause e degli effetti del mondo visibile, lasciare la libera concatenazione, mettere tra parentesi il suo gusto personale, il suo giudizio, non mettere a fuoco nulla. Solo allora potr attingere dalla realt senza averlo alterato quello che apparentemente insignificante e che si riveler denso di significato. quanto dichiara Jean Clair a proposito dellopera di Cartier-Bresson. Per cui il fotoreporter, sotto la pressione dellagenzia di stampa o della testata giornalistica, deve in qualche modo orientarsi allinterno di un avvenimento non mettere a fuoco nulla, e allo stesso tempo non cadere nei modelli prestabiliti dai criteri standard della notiziabilit. un compito estremamente difficile, tanto che i criteri di notiziabilit, di estetica e di oggettivit non sono sempre seguiti dai fotoreporter. Consideriamo in particolare laffermazione di Sebastiao Salgado, quando dice che in ogni fotografia il frutto di unideologia particolare e di una storia personale, che si combina differentemente a contatto con i fatti e le persone messe a fuoco dallobbiettivo. Questi differenti modi di selezionare la realt da ritrarre tuttavia non escludono che lo stile, il tipo di soggetto, linquadratura e la densit simbolica, possano avere un forte potere informativo autonomo e capace di influire sullopinione pubblica.

3. 2 Linformazione fotografica

Secondo Roland Barthes c una relazione fra messaggio e referente, fra ci che la fotografia rappresenta e come ci viene rappresentato. Il soggetto peraltro, non esiste in s, ma esiste in quanto immagine. La fotografia dunque falsa a livello di percezione, vera al livello del tempo. E se il reporter italiano Giacomelli sottolineava limportanza del racconto fotografico, per Henri Cartier-Bresson la photo unique era quella che invece riusciva a esprimere una situazione. Queste definizioni in parte esprimono il tipo di rapporto c in realt tra levento e il soggetto fotografico. Secondo quanto ha affermato il fotoreporter intervistato, Massimo Berruti, La storia 11

che si racconta in un reportage deve essere digerita prima di essere raccontata. La storia si pu raccontare attraverso un ordine proprio, soggettivo. Il fotogiornalista incastra i soggetti o le situazioni, cio li ripropone in base a come levento si sedimentato in lui. Vi una certa narrativa al di l dello scritto. La narrativa di cui parla Berruti scaturisce dal dettaglio: il soggetto fotografico sempre un particolare che acquista il carattere dellunicit. Ed quel particolare che diventa notizia. La notizia fotografica quindi contiene valori notizia soggettivi, inerenti pi allo stile che allevento.

CONCLUSIONI

Come si voluto delineare, la fotografia non un semplice riflesso della realt, ma piuttosto uno specchio di fronte al quale siamo posti, attraverso il quale possibile ricostruire la nostra immagine di osservatori. Pi che dellavvenimento o del soggetto, la fotografia ci parla del nostro modo di guardare ad essi. Il fotogiornalista incornicia una porzione di realt che rappresenta levento secondo il proprio modo di sentirlo e di viverlo, dichiara Massimo Berruti. un mezzo di comunicazione molto potente, capace di coinvolgere linteresse di molte persone, e in grado di suscitare forte emozioni nello spettatore. Oltretutto una forma darte di larga diffusione. Nel contesto sociale e culturale odierno, dove i pi potenti media hanno lambizione di creare la realt, essa continua a raccontare il mondo e a riflettere su di esso. Ci che la fotografia riproduce allinfinito ha avuto luogo solo una volta: essa ripete meccanicamente ci che non potr mai ripetersi esistenzialmente (Roland Barthes). Il World Press Photo da cinquantanni non solo conferisce un prestigioso riconoscimento ai fotoreporter di tutto il mondo, ma colleziona le immagini pi belle che accompagnano la nostra vita, la nostra storia, e le riproduce allinfinito.

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APPENDICE

Massimo Berruti nato a Roma il 17 settembre 1979. Ha iniziato nel 2003 la carriera fotografica, durante gli studi in biologia. Dopo molti viaggi ha lavorato ad alcuni progetti sulla crisi dellindustria e limmigrazione. Dal 2005 lavora per lagenzia Grazia Neri. Nel marzo del 2006 ha pubblicato, insieme ad altri fotografi, CGIL. Made In Italy. Ha vinto il Yann Geffroy edizione 2006 con un reportage sullimmigrazione in Italia. Attualmente lavora con le pi importanti riviste italiane come LEspresso, D la Repubblica delle Donne, IO Donna e Amica. Ha vinto il secondo premio Reportage Contemporary Issues al World Press Photo 2007.

Roma, 4 maggio 2007

Quando e come ha iniziato la carriera da fotogiornalista? Ho partecipato ad un corso di fotografia per la Regione Lazio, abbandonando gli studi di biologia alluniversit. Della biologia mi interessava osservare la vita in micro, della fotografia mi interessa osservare la vita in macro. Dopo alcuni mesi di gavetta ho iniziato con i reportage sulla frontiera greco-turca di Nicosia. Dal 2005 lavoro per lagenzia Grazia Neri. Lanno scorso ho lavorato insieme ad alcuni professionisti ad un progetto per il centenario della CGIL, Made in Italy, che racconta lItalia in modo trasversale attraverso la fotografia.

Qual il rapporto tra il fotografo e lagenzia fotografica? In realt c una rapporto di estrema dipendenza. Il giornale commissiona il lavoro allagenzia e lagenzia commissiona il lavoro al fotografo. Il servizio viene pagato a giornata e viene rilasciato allagenzia il 30% dei lavori commissionati e il 35% dei lavori prodotti. Bisogna perci adeguarsi ai tempi giornalistici molto ristretti, cosa difficile, perch per un reportage il fotografo ha bisogno di pi tempo.

Qual la differenza, secondo lei, tra giornalista, fotogiornalista e fotografo? Il fotografo di reportage solitamente un fotografo di viaggi, fornisce la testimonianza dellevento. Levento poi pu rappresentare uninchiesta giornalistica, il compito del fotografo cruciale. Il giornalista racconta quello che vede e quello che sente, un opinionista in un cero senso. Il fotogiornalista incornicia una porzione di realt che rappresenta levento secondo il proprio modo di sentirlo e di viverlo. 13

Sono consapevole della crisi attuale del fotogiornalismo. Spesso le immagini vengono dimenticate ancor prima delle parole. Per questo si tenta la via delle fotografie shock, che colpiscono lemotivit dello spettatore. Ma ci deve essere un certo equilibrio in tale effetto, bisogna tendere ad una fotografia educata.

la prima volta che partecipa al WPP e ha vinto il secondo premio reportage della categoria Contemporary Issues. Come si partecipa al concorso? Allinizio dellanno esce il bando di concorso. A segnalare i concorsi in generale lagenzia oppure i giornali specifici di concorsi fotografici. Si mandano le foto su cd, divise per categoria e ordine. Si compilano i moduli di partecipazione e le didascalie delle foto. Il servizio non deve essere necessariamente inedito, pu gi essere stato pubblicato anche solo in parte. La fondazione del World Press Photo poi organizza un Masterclass di sei mesi di perfezionamento per dodici persone tra photoeditor, agenzie fotografiche e singoli fotografi. un corso di formazione pratica e teorica tenuto da professionisti del fotogiornalismo internazionale.

Quali criteri deve avere una fotografia perch possa diventare foto dellanno? Una foto viene giudicata principalmente secondo la notizia. La notizia deve essere un icona dellannualit giornalistica, deve contenere un messaggio molto potente. Infatti questa edizione del premio ha conferito la vittoria ad una foto scattata durante la guerra in Libano, un evento che ha coinvolto linteresse di tutto il mondo giornalistico. E molte altre foto premiate trattavano i diversi aspetti di quella guerra, le contraddizioni, ad esempio.

Come nato il suo reportage del World Press Photo? Ho scattato tra marzo e settembre del 2006, al Residence Roma, a solo un chilometro di distanza dal Vaticano. Il Residence era stato concepito come complesso di case popolari, ma col passare degli anni sono peggiorate le condizioni di vita l dentro. Le persone che ci abitavano, circa 124 famiglie di immigrati e zingari, sono state sgomberate senza il riconoscimento al diritto di un nuovo alloggio. Non stato facile catturare la drammaticit di quella storia, mi sono trovato di fronte a situazioni particolarmente difficili. Ho cercato di riuscire a cogliere le cose che mi sono pi vicine come posto fisico e tematica. Ho tentato di far emergere la tragedia delle persone. Questo, attraverso luso del bianco e nero, che ti da la libert di focalizzare a fondo il soggetto o levento.

Cosa significa per te aver vinto questo premio?

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In termini di carriera, tantissimo. dopo aver ottenuto questo riconoscimento che il fotografo deve impegnarsi di pi in questo bellissimo e privilegiato mestiere. Sono convinto che nel fotografo c tanta umilt: il problema nasce quando egli crede di essere arrivato.

Lei nato e lavora a Roma, che cosa cerca di cogliere da questa citt quando scatta una fotografia? Roma un grosso contenitore di storia. un serbatoio di tante nicchie. C un forte tasso di immigrazione e questo mi interessa. Roma una citt bella, storicamente bella. Anche se oggi non c pi un certo tipo di realt tipica romana. Ci che accade qui ora ripetibile altrove. Di questa citt mi attrae laspetto dellemarginazione della gente. Mi attraggono le situazioni di difficolt, e ce ne sono molte. Roma in un certo senso un meltinpot di realt.

Qual il rapporto tra il soggetto della fotografia giornalistica e levento? La storia che si racconta in un reportage deve essere digerita prima di essere raccontata. Al momento dello scatto, per quanto mi riguarda, ero in una situazione tranquilla. Certo per il fotoreporter di guerra la situazione diversa, ci sono pi difficolt ed molto rischioso. Molto importante poi la sequenza delle foto. Non ci deve essere in un reportage necessariamente un ordine cronologico. La storia si pu raccontare attraverso un ordine proprio, soggettivo. Il fotogiornalista incastra i soggetti o le situazioni, cio li ripropone in base a come levento si sedimentato in lui. Vi una certa narrativa al di l dello scritto.

Alcuni studiosi sostengono che il paradosso della fotografia giornalistica sia nel fatto che essa autentichi il reale attraverso la soggettivit. Che importanza ha la soggettivit di uno scatto? La fotografia spesso non si basa solo sui fatti ma sul modo di sentire del fotografo. Essa racconta attraverso gli occhi del fotografo. E limmagine scattata condizionata dalla scelta dellistante e da come viene ripreso. La composizione, il bilanciamento e la circolarit sono qualit necessarie dellestetica di una buona fotografia giornalistica. Il fotoreporter bada allestetica e ai momenti significativi nello stesso istante. Bisogna far trasparire i messaggi, anche in tutta la loro crudezza, attraverso leleganza delle immagini. E per fare questo il fotografo deve avere un motivo proprio che non rientra nel commercio. La fotografia unarte popolare, di larga diffusione. Il compito del fotoreporter deve essere quindi quello di ridistribuire lopportunit di questo lavoro privilegiato.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

- AA. VV., World Press Photo 04, Contrasto, Roma 2004 - AA. VV., World Press Photo 05, Contrasto, Roma 2005 - AA. VV., World Press Photo 06, Contrasto, Roma 2006 - AA. VV., World Press Photo 07, Contrasto, Roma 2007 - Roland Barthes, La camera chiara, Einaudi, Torino 1980 - Robert Capa, Leggermente fuori fuoco, Contrasto, Roma 2002 - Jean Clair, Introduzione a una piccola metafisica della foto a proposito dellopera di Henri Cartier-Bresson, Contrasto, Actes Sud, Francia, 2006 - Ryszard Kapuscinski, Autoritratto di un reporter, Feltrinelli, Milano 2007 - Jean-A. Keim, Breve storia della fotografia, Einaudi, Torino 1976 - John G. Morris, Sguardi sul 900 Cinquantanni di fotogiornalismo, Le Vespe, Milano 2000 - Alberto Papuzzi, Professione giornalista, Manuali Donzelli, Roma 1998 - Carlo Sorrentino, Il giornalismo, Carocci, Roma, 2006

Riviste: - Il venerd di repubblica, 23 febbraio 2007 n. 988

Siti internet: www.grazianeri.com www.worldpressphoto.com www.contrasto.it www.magnumphoto.com www.repubblica.it www.museodiromaintrastevere.it www.fotoinfo.com

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