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Cap.

I Storia economica: Introduzione

Definizione e oggetto della storia economica: " lo studio dei fatti o avvenimenti economici e della politica economica dei diversi paesi nel breve e nel lungo periodo

Nel breve periodo, interpreta fatti, congiunture, fluttuazioni e tutto ci che non sia conseguenza del mutamento dei fatti fondamentali delleconomia Nel lungo periodo, esamina levoluzione dei sistemi economici, i problemi dello sviluppo, i trends o movimenti secolari e, in genere, tutto ci che riguarda i cambiamenti nella struttura delleconomia

La struttura economica la relazione esistente tra i tre settori principali delleconomia Primario Secondario Terziario http://unict.myblog.it Sistema economico lorganizzazione economica di un determinato territorio, volta a risolvere i problemi dellequilibrio economico.

Rappresentazione dei sistemi economici attraverso: Analisi statica d origine ad un sistema a riproduzione semplice Analisi dinamica d luogo ad un sistema a riproduzione allargata Nel sistema a riproduzione semplice non vi alcuna tendenza al cambiamento, perch le forze che operano allinterno del sistema si bilanciano.

Limpiego della stessa quantit di fattori permette costante la med. offerta, in grado di soddisfare la domanda anchessa stabile

Il sistema si riproduce sempre uguale a se stesso; manca qualsiasi forma di accumulazione o surplus Nel sistema a riproduzione allargata, il sistema produce laccumulazione necessaria per dare luogo a cambiamenti Lanalisi di lungo periodo ha trovato un nuovo campo di indagine nellesame delle problematiche dello sviluppo economico. Lo sviluppo economico si presenta oggi ineguale Poche nazioni ricche e una grande maggioranza di nazioni povere La differenza di reddito si allarga. Si tratta di un problema complesso per il quale non esiste teoria sul piano operativo.

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Lanalisi storico-economica Mira ad individuare le origini delle attuali disuguaglianze Cerca di avviare un processo di crescita autonoma Analizza i fattori che provocano un incremento della ricchezza nazionale Postulati dellanalisi storico-economica sono: 1) Conoscenza delle peculiarit mentali, sociali e culturali delluomo, a livello individuale e collettivo 2) Adozione di un paradigma interpretativo per la classificazione degli argomenti secondo un ordine logico. Politici e comitati di esperti ritengono che: La situazione contemporanea sia unica, diversa dalle precedenti La storia sia irrilevante per la loro attivit Questo atteggiamento doppiamente erroneo Perch lignoranza del passato non consente generalizzazioni Senza prospettiva storica facile confondere i sintomi con le cause del problema
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1- I principali termini economici usati dalla storia economica Crescita, sviluppo, progresso

Definizione di crescita economica: " laumento ed il miglioramento del volume totale dei beni e servizi prodotti Una crescita economica significativa deve comportare laumento del reddito nazionale insieme allaumento del reddito pro-capite La crescita demografica deve accompagnare, non ostacolare la crescita economica. Se il tasso di crescita demografica supera il tasso di crescita della produzione si ha: Crescita del prodotto totale, ma diminuzione del prodotto pro-capite La crescita del prodotto totale pu derivare da Impiego di maggior quantit di fattori produttivi Quantit equivalenti dei fattori produttivi impiegati con maggiore efficienza I fattori della produzione sono: Capitale Terra Lavoro (imprenditorialit) Prodotto nazionale lordo (PNL) = reddito nazionale lordo (compresi gli ammortamenti) Gli ammortamenti sono le spese necessarie per: riparazione e manutenzione periodica macchine http://unict.myblog.it manutenzione dei mezzi di trasporto ripartizione della quota "capitale" "

Il volume totale stato misurato

" "

"

Il prodotto nazionale lordo comprende anche la produzione di un'impresa italiana all'estero Il prodotto interno lordo (PIL) comprende anche la produzione di unimpresa straniera nel territorio nazionale Esistono 2 tipi di difficolt per gli storici economici Difficolt di confronti tra produzione e reddito nazionale tra diversi paesi difficolt di rilevare dati per il passato remoto Per sviluppo economico si intende Crescita economica accompagnata da mutamento strutturale o organizzativo dell'economia Esempi: passaggio da economia di sussistenza a economia di mercato crescita dell'industria e dei servizi a scapito dell'agricoltura La crescita economica pu dar luogo ad un processo reversibile ed essere seguita da una decadenza Lo sviluppo economico reversibile ma d luogo ad una forma di regressione economica, non ad un ritorno alle organizzazioni o strutture pre - esistenti
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"

Regressione economica Ritorno a forme pi semplici di organizzazione quasi mai identiche alle pre - esistenti Crescita e sviluppo economico sono frequentemente identificati con progresso economico In realt, eticamente ci non sempre vero si pu avere crescita senza progresso aumento reddito pro-capite senza equa distribuzione reddito

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Lo sviluppo economico nel lunghissimo periodo


Lanalisi dinamica sviluppo ha determinato la periodizzazione della storia secondo il livello di civilt della popolazione La teoria degli stadi di sviluppo (formulata da List nel 1840) classific la struttura professionale di ciascuna popolazione a seconda del livello di civilt raggiunto: Cacciatrice Pastorale Agricola manifatturiera Agricola - industriale commerciale Per migliaia di anni il regime economico stato basato su: Caccia Pesca Raccolta frutti selvatici L'uomo viveva in rifugi: caverne poi capanne o tende La vita media era di 25 - 30 anni
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La civilt era itinerante - in movimento (non stabile), senza accumulazione senza evoluzione per decine di migliaia di anni Le tradizioni venivano trasmesse oralmente

A partire dal 2000 a.c. si ha levoluzione verso la civilt agricolo - pastorale: Allevamento animali in transumanza; Allevamento stanziale; Coltivazione della terra I primi villaggi stanziali di cui si ha notizia si trovano a: Gerico In Palestina In Medio Oriente In tempi successivi, la "RIVOLUZIONE AGRICOLA si diffuse in molte parti d'Europa, d'Oriente, d'America La Civilt agricolo - pastorale:

possedeva notevole capacit accumulativa port al fiorire di citt e imperi permise l'espansione della popolazione e la diffusione della "cultura"
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La Civilt primitiva si ripeteva sempre uguale a se stessa La Civilt agricolo - pastorale era volta al cambiamento Dopo 9 millenni l'accumulazione della conoscenza portava allevoluzione da civilt agricolo-pastorale a civilt industriale

La civilt industriale ha portato:

ad una speranza di vita triplicata all'aumento della popolazione all'urbanizzazione al cambiamento di lavoro e di vita In termini comparativi la civilt industriale una civilt "molto giovane capace di notevoli trasformazioni in tempi relativamente brevi. Ultimo stadio di civilt secondo List, quello commerciale, che pu essere raggiunto solo da nazioni ricche di risorse naturali e di capitale umano
attraverso un intervento dello Stato volto a proteggere l'industria nascente

Hildebrand, (circa ventanni dopo) elabor una periodizzazione della crescita in rapporto alla tipologia degli scambi economici distinguendo tra:
a) Economia Naturale b) Economia Monetaria c) Economia Creditizia, che si andava affermando in quegli anni nel Paese pi avanzato dellepoca: lInghilterra. http://unict.myblog.it 9
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DETERMINANTI DELLO SVILUPPO ECONOMICO


Lanalisi economica di breve periodo considera variabili fondamentali

Quantit e prezzi dei fattori di produzione Mentre considera parametri (vale a dire costanti) fattori come : gusti, tecnologie, istituzioni sociali

Nello studio dello sviluppo economico I parametri diventano variabili fondamentali Costituiscono i fattori pi dinamici di cambiamento e le sorgenti pi profonde dello sviluppo Prodotto nazionale ( e velocit di cambiamento) sono in funzione di :

Popolazione Risorse Tecnologia Istituzioni sociali

Y= f (p,r,t,x)
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Popolazione, risorse e tecnologia sono interdipendenti e condizionati dalle istituzioni sociali Le istituzioni pi rilevanti sono: Struttura sociale Natura dello stato o regime politico Ideologie o inclinazioni religiose Numero, dimensione, base economica, fluidit delle classi sociali Le istituzioni minori sono: Libere associazioni Il sistema scolastico La struttura familiare Le istituzioni rappresentano un elemento di continuit e stabilit che impedisce la disgregazione della societ, Ma possono rappresentare anche una barriera allo sviluppo Linnovazione istituzionale possibile e produce risultati simili all'innovazione tecnologica
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Il mutamento tecnologico non sempre rapido (es.: la tecnologia dellet della pietra durata centinaia di migliaia di anni) Le risorse determinano il limite massimo dello sviluppo economico della societ Esempi di risorse sono:

La quantit di terra La fertilit del suolo La disponibilit d'acqua Il clima La posizione geografica Attraverso la scoperta di nuove risorse O attraverso un pi efficiente uso dei fattori di produzione

Il mutamento tecnologico consente il superamento di tali limiti


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2- Il metodo della Storia Economica

Definizione di metodo: Processo di razionalizzazione di una scienza o dottrina al1o scopo di determinare le uniformit o le leggi che ne regolano l'oggetto studiato Tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo in Inghilterra nasce l'economia come scienza organica I fondatori della scuola classica furono: Adam Smith David Ricardo Thomas R. Malthus Il metodo usato dai classici era di tipo logico-deduttivo. Significato del metodo deduttivo: Partendo da un postulato dato si individuano le uniformit di comportamento e le leggi Dal generale si scende al particolare
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La scuola classica

I classici si ispirarono alla dottrina Giusnaturalistica, secondo la quale: In natura esiste una generale armonia, le leggi dell'economia sono insite nella natura e non devono essere decretate, ma solo scoperte Il metodo deve essere logico deduttivo; la validit dei risultati dipende dalla correttezza delle premesse Lo Stato non deve intervenire nell'economia L'equilibrio economico garantito: Dal mercato Dal gioco della domanda e dell'offerta Le leggi economiche "attinenti alla natura umana" sono leggi "eterne" valide nel tempo e per ogni regione
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Il paese oggetto di analisi dei classici era l'Inghilterra durante la I Rivoluzione industriale, quindi in una fase di grande ottimismo. Gli economisti della scuola classica furono sostenitori del massimo liberismo La scuola classica ebbe una immediata diffusione in Francia per merito di Jean Baptiste Say.

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LA LEGGE DEGLI SBOCCHI (JEAN BAPTISTE SAY)


Say diede sistemazione organica all'opera di Adam Smith e la diffuse in Francia La legge degli sbocchi permette di sintetizzare gli automatismi dell'equilibrio tra domanda e offerta La legge di Say sostiene: "l'offerta crea sempre la propria domanda" Aumentando la produttivit e l'impiego dei fattori della produzione (capitale, terra, lavoro) aumenter in misura corrispondente l'offerta di beni sul mercato Poich ogni fattore ricever per il suo utilizzo un reddito monetario (profitto, interesse, rendita, salario) si generer una domanda sufficiente all'acquisto di tutti i beni prodotti Non ci sar capacit produttiva inutilizzata Non potranno verificarsi crisi generalizzate di sovrapproduzione La legge degli sbocchi presupponeva per che tutto il reddito percepito fosse speso Escludeva qualsiasi forma di tesaurizzazione Assegnava alla moneta un ruolo di semplice intermediaria nelle transazioni
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Nasce nel 1843 in Germania Contesta l'esistenza di un paradigma umano e rifiuta l'esistenza di leggi universali del divenire economico.

La scuola storica

La Germania era ancora divisa in una miriade di piccoli stati


Il frazionamento amministrativo e territoriale della Germania determin il ritardo del suo sviluppo e la tutela della propria identit nazionale I singoli Stati adottarono politiche finalizzate soprattutto: all' autosufficienza economica al recupero della tradizione La prima generazione scuola storica rappresentata da Roscher Hildebrand Knies privilegi il metodo induttivo Il metodo induttivo Parte dall' osservazione sistematica dei fatti, per pervenire ad una sintesi dell'attivit umana Va, cio,dal particolare al generale Secondo gli storici le leggi economiche sono temporalmente definite e spazialmente delimitate. Ci condusse ad una periodizzazione della storia economica (F. List) e allanalisi dinamica dello sviluppo http://unict.myblog.it 17

La "Nuova scuola storica"


La nuova scuola storica nasce nel 1870 - 80, fondata dalla seconda generazione di studiosi tedeschi rappresentata da G. Schmoller - K. Bcher ed altri. Meriti della nuova scuola storica furono quelli di: Imporre la loro dottrina in Germania e portare all'affermazione della storia economica come dottrina autonoma Il diffondersi dell'industrializzazione portava ad un maggior soddisfacimento dei bisogni individuali ed al miglioramento dello standard of life L industrializzazione accelerata portava per ad alcuni inconvenienti: lo sfruttamento delle masse; la radicalizzazione delle societ in classi : capitalisti, proprietari terrieri e lavoratori; luso crescente del lavoro femminile e minorile; la propagazione sempre pi frequente di crisi di sovrapproduzione. Il nascente capitalismo e la scuola classica inglese furono perci sottoposti a serrate e rigorose critiche, provenienti Dal Nazionalismo economico, propugnato dal movimento romantico tedesco e poi dalla stessa scuola storica; dalle diverse tendenze del Socialismo: da quella idealista, di origine francese, http://unict.myblog.it 18 a quella rivoluzionaria, di stampo marxiano.

La scuola Marginalista

A partire dal 1870 si ha il recupero dellideologia liberista e del sistema concorrenziale, ad opera della scuola marginalista I marginalisti (poi neoclassici) propugnarono Lanalisi preferenziale della domanda rispetto allofferta, con conseguente elaborazione teorica (modelli matematici) Partendo dalle motivazioni psicologiche che determinano la scelta dei beni da parte dei singoli soggetti, in rapporto allutilit ed alla rarit degli stessi, i marginalisti accentuarono la visione edonistica del comportamento umano. I marginalisti sostengono in maniera intransigente il metodo logico deduttivo Le leggi economiche sono assimilabili a quelle della fisica, leggi immutabili nel tempo e nello spazio. Gli Storici economici distinguono, invece, tra leggi morali proprie dell'economia e leggi naturali peculiari della fisica Le leggi morali sono variabili in rapporto al sistema di riferimento ed inerenti allo sviluppo storico delle istituzioni economiche I metodi adottati dalle due discipline (economia e storia economica) sono stati: A lungo contrapposti Poi sono diventati alternativi http://unict.myblog.it 19 Di recente sono diventati complementari

I dibattiti sul metodo (tra gli esponenti della scuola storica" ed i marginalisti) portarono ad alcuni risultati: a) migliore definizione dei campi di indagine dell'economia e della storia economica; b) riconoscimento, da parte della "scuola storica", della complementarit dei due metodi; c) ammissione, da parte dei marginalisti, della maggiore attinenza alla realt delle leggi fisiche rispetto alle leggi economiche. Agli inizi del 900: si ebbe laffermazione della dottrina "istituzionalista" americana, quale filiazione della "nuova scuola storica" tedesca Nascevano le prime riviste specialistiche di Storia economica e di Storia delle Dottrine economiche Dopo la I Guerra Mondiale la storia economica aveva ormai acquistato una completa autonomia scientifica e didattica con la diffusione di numerose cattedre universitarie. Negli anni '20 e '30 del '900, dalla collaborazione tra storici economici ed economisti nascevano le teorie sui cicli, basate sulle serie storiche dei dati sui prezzi e sulla produzione. Dopo la II guerra mondale la collaborazione sintensific e la storia economica divenne un supporto irrinunciabile allo studio dell'economia del sottosviluppo attraverso la riproposizione, in chiave moderna,della teoria degli stadi dello sviluppo al fine di conoscere il processo storico di formazione delle varie identit nazionali. Recentemente, la new economic history ha recuperato lapproccio neoclassico attraverso la costruzione di modelli matematici (studio delle http://unict.myblog.it 20 interrelazioni tra le diverse variabili storico-economiche, partendo, come i 20 marginalisti, da postulati universalmente validi).

3. L'interdisciplinarit

Storia economica ed economia politica sono oggi considerate complementari La Storia economica ha, inoltre, uno stretto legame con: Statistica Demografia Geografia Sociologia Per l'osservazione empirica dei fatti la storia economica utilizza la serie di dati qualitativamente e quantitativamente forniti dalla Statistica Legami pi stretti esistono con la Demografia: scienza sociale connaturata al metodo ed ai contenuti della Storia economica Lo studio dell'uomo (quale agente economico) non pu prescindere dall'ambiente, la storia si avvale quindi della Geografia La geografia esamina i rapporti tra: Il comportamento delle collettivit e l'ambiente (che la risultante di tali comportamenti) Importante anche l'ausilio della Sociologia nel determinare l'agire dei gruppi e delle classi all'interno del processo storico e nello studio dei mutamenti dinamici di tali gruppi o classi sociali. http://unict.myblog.it 21

La Geografia esamina i rapporti tra: Il comportamento delle collettivit passate e presenti e l'ambiente (che , in gran parte, la risultante di tali comportamenti) Importante anche l'ausilio della Sociologia nel determinare l' agire dei gruppi e delle classi all'interno del processo storico e nello studio dei mutamenti dinamici di tali gruppi o classi sociali Concludiamo con la definizione di storia economica data Witold Kula (1972): La storia economica la scienza che studia gli aspetti economici della vita sociale nelle differenti societ e culture Si occupa delle ricerche intese a fissare le uniformit che si manifestano nelle azioni socio-economiche e dei fattori sociali che le determinano Si occupa pure degli effetti economici, voluti o non voluti, di codeste regolarit sul tessuto economico.

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Cap II I SISTEMI ECONOMICI 1. LE ORIGINI

Sistema Economico linsieme delle forme istituzionali dei rapporti giuridici e consuetudinari, delle strutture sociali e delle modalit di organizzazione della produzione esistenti in un determinato territorio, in un certo periodo di tempo Il processo storico di sviluppo ha determinato il succedersi di vari sistemi Si passati dai sistemi originari: Formazioni comunitarie Formazioni tributarie e schiavistiche ai sistemi pi complessi: Sistema feudale Mercantile Capitalistico Collettivistico
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Nella realt non esistono sistemi puri, poich in ciascuno di essi sono presenti elementi caratteristici, sia di periodi precedenti, che di quelli successivi La formazione economica comunitaria si fondava: sulla propriet collettiva della terra sul lavoro, articolato su base individuale- familiare e su base comune: clan e villaggio. Laccesso alla terra non era egualitario, ma privilegiava alcuni gruppi nellassegnazione degli appezzamenti Anche la distribuzione del prodotto, allinterno della collettivit, avveniva nel rispetto delle consuetudini e dei vincoli parentali I rapporti mercantili di scambio erano inesistenti La produzione comunitaria dava luogo ad una produzione di sussistenza, senza surplus Il passaggio alle formazioni tributarie comport laffermazione di una gerarchia sociale divisa in classi: la casta dominante, detentrice della terra, che percepiva tributi dai contadini, organizzati in comunit
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Il sistema tributario consentiva la formazione di un surplus interno, pi consistente o modesto, a seconda della ricchezza o della povert della formazione stessa (es. Egitto, Incas). Una formazione periferica della formazione tributaria la formazione schiavistica (es. Citt-Stato Grecia-Impero Romano) fondata: sul lavoro coatto e sui beni e servizi prodotti e commerciati La formazione schiavistica produceva un surplus interno proveniente dal lavoro coatto ed uno esterno, derivante dallesportazione di parte dei beni oggetto di quel lavoro La formazione schiavistica si mostr particolarmente debole, a causa delleccessiva dipendenza dallesterno: per lacquisizione del fattore lavoro (schiavi) per la collocazione della produzione

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2. Il sistema feudale. Lo sviluppo economico nellEuropa medioevale

A causa dellinfluenza degli autori rinascimentali, che sminuirono i loro immediati predecessori, elogiando le glorie della civilt classica, il Medioevo stato considerato un periodo di stagnazione sia economica che culturale. Nei fatti lEuropa medievale registr: una fioritura di creativit tecnologica e di dinamismo economico che contrasta nettamente con la routine e con la mancanza di cambiamento dellantico mondo mediterraneo Le peculiari istituzioni create nel Medioevo servirono da contesto per lattivit economica fino allavvento delle civilt industriali.

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a) La base agraria delleconomia feudale


Lagricoltura stato per secoli il settore pi importante fino allavvento della civilt industriale. Nel mondo antico, le istituzioni urbane determinavano il carattere delleconomia e della societ NellEuropa medievale, nonostante la crescita popolare urbana, furono determinanti le istituzioni agrarie e rurali Le condizioni politiche e sociali che diedero origine alleconomia medievale furono: lonere crescente della tassazione linefficienza e la corruzione dellImpero Romano il crollo finale dellautorit centrale e la conseguente anarchia lespansione dei latifondi autosufficienti la decadenza delle citt e del commercio interregionale Il Regno franco, situato nella culla dellEuropa medievale, tra la Loira ed il Reno, resistette pi di altri regni privo di un sistema regolare di tassazione e senza una burocrazia permanente fin per dipendere, per mantenere lordine e lunit, dalla lealt dei nobili A partire dallVIII secolo nuove orde di invasori minacciarono i franchi ed altri popoli europei per oltre due secoli
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Per affrontare le minacce di questi popoli i re franchi idearono un sistema di relazioni politiche e militari chiamato FEUDALESIMO, che in seguito diede origine ad un sistema economico in via di evoluzione.

Le necessit di truppe a cavallo e limpossibilit di mantenere tali truppe senza un sistema efficace di tassazione e in assenza di una economia monetaria I militari erano necessari per il mantenimento dellordine interno, mentre per lamministrazione statale erano necessari funzionari locali, che non potevano essere pagati direttamente dallo Stato. La soluzione trovata: fu quella di concedere ai guerrieri il reddito di grandi propriet (beneficio) in cambio di servizio militare Signori e cavalieri avevano anche la responsabilit del mantenimento dellordine e dellamministrazione della giustizia nei loro possedimenti I grandi nobili possedevano latifondi con molti villaggi, alcuni furono concessi ai signori o cavalieri loro vassalli in cambio di un giuramento di omaggio e di fedelt, questa procedura fu chiamata in seguito sub infeudazione

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Allinterno del sistema feudale si and formando una organizzazione economica e sociale detta CURTIS Le origini della CURTIS risalgono al tardo impero romano quando I latifondi furono trasformati in propriet autosufficienti; I coltivatori furono legati alla terra in forza di legge e dietro pressioni economiche e sociali dirette (servi della gleba) Il sistema curtense si assest definitivamente nei secoli VIII e IX dopo le invasioni saracene, vichinghe e magiare Il sistema ricevette la sua impronta definitiva diventando il fondamento economico del sistema feudale

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b) Il sistema curtense

La CURTIS non assunse mai una forma tipica. Per comodit, ci riferiamo ad un modello ideale ed ipotetico:

Da un punto di vista funzionale, la terra era divisa in:

Arativo Prato o pascolo Bosco, foresta o terreni incolti.


Dal punto di vista legale, la terra era divisa in:

Pars dominicia (appartenente al signore) Pars massaricia (suddivisa in appezzamenti ai contadini o terre comuni) La terra coltivata dai contadini era costituita da larghi campi aperti, suddivisi in strisce. Lappezzamento di terra spettante ad una famiglia era chiamato MANSO Prati, pascoli, boschi e foreste erano terre comuni. Sulle foreste il signore manteneva particolari privilegi Il signore proprietario di pi curtis poteva cedere una curtis ad un signore minore o vassallo sotto forma di beneficio feudale Il vassallo acquisiva il dominio sulla curtis in cambio di aiuto militare http://unict.myblog.it 30

Anche i soggetti religiosi potevano possedere curtis che: potevano essere cedute a vassalli essere amministrate direttamente o affidate ad intendenti o amministratori laici La funzione del signore: era quella della difesa e amministrazione della giustizia Poteva interessarsi direttamente allo sfruttamento della terra dominicia, tuttavia spesso delegava questa attivit ad un dipendente, detto BALIVO I contadini-servi dovevano al signore canoni e tributi in denaro ed in natura, alcuni riscossi regolarmente, come laffitto annuo in denaro, altri canoni riscossi in occasioni speciali, come ad esempio nel caso del passaggio di un manso da un contadino defunto al suo erede. I contadini erano tenuti ad effettuare prestazioni dopera gratuite (le cosiddette corves) sui terreni del signore o allinterno del castello Le donne filavano e tessevano nel castello o nelle loro case I bambini venivano impiegati come servitori nella casa del signore Lapprovazione di una rendita originata dal lavoro non creava un surplus anzitutto perch il feudatario tendeva a far corrispondere la quantit di prodotti acquisiti alle esigenze proprie e della famiglia http://unict.myblog.it 31 e soprattutto per lassenza di un mercato, elemento questultimo che 31 impediva lo scambio e quindi la commercializzazione dei prodotti stessi.

Lesiguit delle eccedenze alimentari permetteva alla rendita il mantenimento di pochi soggetti improduttivi: il signore coloro che gerarchicamente vantavano diritti sulla terra ed in parte gli ecclesiastici, che pur essendo allinterno di questa organizzazione sociale, non partecipavano direttamente al relativo processo di produzione. Fino al secolo XI, il feudalesimo si configur come uneconomia chiusa, basata sullautoconsumo, sugli scambi in natura e sullassenza pressoch completa di rapporti mercantili monetarizzati. Si trattava di un sistema economico stazionario, che si ripeteva sempre uguale a se stesso, secondo lo schema della riproduzione semplice.

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c) Mutamenti nelleconomia feudale


A partire dal XII secolo iniziarono taluni mutamenti nelleconomia chiusa feudale Le cause del mutamento furono: la Crescita della popolazione e la Creazione di una eccedenza o surplus (dovuta allIntroduzione di Innovazioni) La cessazione delle invasioni barbariche originarono una fase di crescita demografica accelerata, che durer fino al 1300 Nel 1342 lo scoppio dellepidemia di peste (XIV secolo XV secolo) e di altre epidemie, carestie e guerre porteranno nuovamente una drastica riduzione della popolazione

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Le innovazioni in agricoltura

Il sistema feudale curtense mantenne a lungo la continuit e la stabilit sociale, sub unevoluzione con lintroduzione di cambiamenti tecnologici Le Innovazioni pi importanti nellagricoltura medievale furono: Ladozione della rotazione triennale collegata con altre due innovazioni: Lintroduzione dellaratro pesante e luso dei cavalli come animali da tiro, che dipese a sua volta da altre innovazioni nella bardatura e nei finimenti per cavalli Rotazione biennale: i campi venivano coltivati ad anni alterni, per preservare la fertilit del suolo e far accumulare lumidit Nella Rotazione triennale tipica invece: Il campo veniva diviso in tre parti: coltura primaverile (avena, orzo, piselli, fagioli) il cui raccolto avveniva in estate; semina autunnale: cereali (grano o segale), da raccogliere lestate seguente un anno di maggese (per ripristinare la fertilit del suolo) I Romani usavano laratro leggero in legno ma laratro pesante, in ferro risult pi idoneo per penetrare in profondit e rivoltare i suoli grassi ed argillosi dellEuropa del centro-nord Qualche tempo dopo fu introdotta la pratica di ferrare i cavalli per proteggere gli http://unict.myblog.it 34 zoccoli delicati

La terza innovazione fu il moderno collare da cavallo. I Greci ed i Romani usavano un finimento con collare alla gola che premeva la vena giugulare, soffocando lanimale. Nel Primo Medioevo fu inventata la fascia pettorale, nel Tardo Medioevo il collare di spalla Limpiego dei cavalli come animali da tiro risult vantaggioso solo in determinate circostanze ed in determinati paesi le Regioni pi produttive del Medioevo e dellepoca moderna:

Francia settentrionale Fiandre Germania Inghilterra nelle quali si ebbero: la rotazione triennale luso del cavallo laratro pesante

Non esiste una causa unica per spiegare le innovazioni tecnologiche e innovazioni nei prodotti Spesso lo scopo dellinventore era risparmiare la fatica o ridurre lonere, leffetto finale fu per quello di rendere il lavoro pi efficiente A differenza dellagricoltura antica, lagricoltura medievale rifletteva: lesistenza di incentivi

la capacit dei coltivatori di rispondere ad essi http://unict.myblog.it

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la prova pi evidente fu la:

crescita redditi, lo sviluppo economico e la crescita demografica La messa a coltura di nuove terre, lincremento di produttivit del lavoro sia nelle terre concesse ai contadini che su quelle dei feudatari portarono ad una accresciuta disponibilit di derrate e di manufatti ed alla creazione di eccedenze. Ci rese pi vantaggioso per il signore cedere tutta la terra ai contadini, sostituendo le corves con rendite in natura. La trasformazione della rendita da rendita in natura a rendita monetaria avvenne per effetto del comune interesse del signore e del contadino alla produzione di eccedenze da destinare agli scambi Laumento degli scambi fu funzionale alla crescita ed allo sviluppo delle economie urbane.

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e) La rivoluzione urbana

Il sorgere o il risorgere delle citt nellEuropa nei secoli XI XIII segn una svolta nella storia della civilt europea Le citt avevano prosperato nel mondo greco romano, la decadenza dellimpero e le invasioni germaniche ne decretarono la fine Dopo la caduta dellimpero romano lEuropa del Nord miglior lentamente, mentre nellVIII secolo il mondo mediterraneo si spacc in due: la parte europea, impoverita, si leg strettamente con la parte settentrionale del sub-continente sotto un comune credo religioso emerse in embrione lEuropa, povera e primitiva,fatta da tanti microcosmi rurali Tra il secolo XI ed il XIII il sorgere delle citt rappresent un fatto nuovo Alla base del fenomeno cittadino vi fu un massiccio movimento migratorio Le citt si formarono e crebbero perch crebbe la loro popolazione La popolazione cittadina non crebbe per movimento naturale, ma crebbe per le migrazioni dalle campagne La gente emigra per due ragioni: per ragioni di repulsioni PUSH http://unict.myblog.it 37 per ragioni di attrazione - PULL

Le condizioni economiche nelle campagne volgevano al meglio

per le innovazioni tecnologiche per i maggiori investimenti per una certa riorganizzazione della propriet

Sotto la pressione delle forze di mercato il sistema curtense cominciava a disintegrarsi Le condizioni economiche miglioravano, tuttavia al contadino era precluso ogni miglioramento nella condizione sociale. La citt rappresent lelemento di rottura Il luogo in cui tentare nuove fortune non solo per il servo (che diventava libero), ma anche per la nobilt minore e per il mercante o lartigiano Le citt erano esistite nel mondo antico, ma erano parte di un tutto circostante, organi di organismi pi vasti Centri di amministrazione politica Di raccolta di rendita fondiaria La citt medioevale non fa parte di un organismo pi vasto, ma un organismo autonomo, in netta contrapposizione al mondo circostante Circondata da un mondo ostile la citt avvert la necessit dellunione e della cooperazione reciproca Nel mondo feudale era prevalente unorganizzazione verticale della societ Nella citt trionf lorganizzazione orizzontale, la cooperazione tra uguali: La corporazione La confraternita Luniversit http://unict.myblog.it 38
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Col tempo queste associazioni volontarie, volte a difendere interessi comuni si trasformarono in governi cittadini I Comuni trattarono con i signori feudali per ottenere franchigie, oppure li combatterono con lo stesso obiettivo (nel 1035 Milano conquist lindipendenza con le armi) In Italia le citt si rivelarono abbastanza forti, tanto da espandere il loro potere sulla campagna circostante Nelle nazioni europee centrali, dove il mondo feudale circostante era troppo potente, la citt rest sulle difensive, chiusa allinterno delle sue mura In altre regioni dEuropa, si ebbe uno sviluppo urbano pi tardivo e meno intenso Unica regione europea paragonabile allItalia per lo sviluppo urbano fu quella dei Paesi Bassi meridionali Fiandre e Brabante, dove si ebbero un maggior numero di abitanti, maggiore densit di popolazione e unagricoltura pi avanzata e intensiva Lesistenza della citt e lo sviluppo commerciale stimolarono la maggiore produzione e produttivit o viceversa? E chiara lesistenza di reciproche influenze, tuttavia lagricoltura pi intensiva e produttiva in vicinanza delle citt conferma il ruolo importante della domanda e dei mercati urbani http://unict.myblog.it 39
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3. La transizione al capitalismo: Il mercantilismo e la fisiocrazia


1) 2) 3) 4) 5) 6)

Secondo la periodizzazione pi diffusa la fine del Medioevo e linizio dellet moderna si fanno risalire alla fine del secolo XV Una serie di cambiamenti e avvenimenti epocali danno credito a questa ripartizione LUmanesimo; Lascesa degli Stati nazionali La Riforma protestante Le grandi scoperte geografiche La colonizzazione e lo sfruttamento economico di nuove terre Il forte sviluppo del commercio internazionale Attraverso queste tappe fondamentali la civilt occidentale entr nella fase dellindustrializzazione

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a) Le grandi scoperte geografiche


Rappresentano il culmine di un lungo processo di arricchimento delle conoscenze geografiche e delle tecniche di navigazione Si viaggiava per la suggestione dei luoghi lontani carichi di ingenti ricchezze, ma soprattutto per raggiungere, per altre strade, i paesi orientali La strada inesplorata era lOceano Atlantico, per questa ragione le prime spedizioni oltre lo stretto di Gibilterra, partirono dal Portogallo Nel 1492 Cristoforo Colombo raggiunse lAmerica centrale credendo di toccare le estreme propaggini del continente asiatico Furono i Regni di Spagna e Portogallo a dividersi le nuove terre con il contratto di Cordesillas (1494) Alla scoperta delle nuove terre segu la conquista degli europei, con conseguenze notevoli per la vita economica e sociale Una gran quantit di piante e di animali furono portati dagli europei in America Dalle Americhe, oltre ai metalli preziosi, furono importati una serie di prodotti assolutamente nuovi:

Tabacco Cioccolata Patata Mais Chinino Pomodoro Fagiolini Noccioline tacchino

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Le altre nazioni parteciparono in misura minore al movimento espansionistico coloniale I francesi esplorarono il Canada, gli inglesi e gli olandesi il territorio dei futuri Stati Uniti, ma soltanto nel XVII secolo questi territori furono popolati. Per questo motivo tali nazioni allinizio cercarono di inserirsi nei percorsi commerciali di spagnoli e portoghesi Conseguenza epocale delle scoperte fu lo spostamento dei traffici dal Mediterraneo allAtlantico Sulle nuove rotte oceaniche si apr lepoca del capitalismo commerciale Questa fase caratterizzata dallemergere della figura del MERCANTE, che attraverso laccumulazione graduale del capitale preparava lavvento delleconomia industriale Dal punto di vista ideologico il successo del capitalismo commerciale port ad una serie di osservazioni, proposte, precetti, elaborati da: uomini daffari Statisti responsabili di compagnie commerciali, che diedero vita ad un sistema economico conosciuto col nome di MERCANTILISMO

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a) Il ruolo dei mercanti e le dottrine della chiesa

Si discusso molto sul ruolo che i mercanti ebbero nella costituzione degli Stati nazionali Se ne dedotto che il mercante godeva gi nel XV secolo di un crescente prestigio Nel XVI secolo grazie alla Riforma protestante il mercante riusc a superare lopposizione della Chiesa Le DOTTRINE dei primi CANONISTI divennero inadeguate alla realt economica, soprattutto quelle del giusto prezzo e dellusura Il divieto di prestito ad interesse fu superato con leccezione del danno emergente e del lucro cessante DANNO EMERGENTE: il danno subito dal mutuante per la mora intercorsa tra il momento del prestito e quello del rimborso Il LUCRO CESSANTE riguarda la perdita di opportunit di guadagno essendo il danaro impegnato nel prestito GIUSTO PREZZO del bene quello rapportato al costo di produzione, pi un tanto necessario al mantenimento del produttore e della sua famiglia La dottrina della Chiesa dapprima riabilit lattivit mercantile, poi giustific il profitto del mercante, in quanto la sua attivit recava beneficio allo Stato ed alla collettivit dei cittadini Il mercante non fu soltanto una presenza influente nel governo, ma fece parte del governo stesso Tuttavia, furono le scoperte geografiche ed i traffici notevoli a creare una vera e http://unict.myblog.it 43 propria osmosi tra Stato e commercio.

b) i fondamenti economici del mercantilismo

Il sistema economico mercantile si basava sul commercio su grandi distanze e sullacquisizione di profitti monopolistici Profitti derivanti dalla differenza di costi e dei valori duso dei diversi prodotti nelle diverse aree geografiche Esso si diffuse prevalentemente nellEuropa occidentale tra la fine del XV secolo e la II met del XVIII secolo I principali esponenti del mercantilismo svilupparono le loro argomentazioni su tre linee principali: LINTERVENTO DELLO STATO in tutti i settori delleconomia mediante controlli e privilegi Alla MONETA veniva attribuito un ruolo essenziale ai fini della ricchezza del paese La potenza dello Stato derivava da una politica volta a realizzare lobiettivo di una Bilancia Commerciale favorevole La politica mercantile ebbe connotazioni diverse nei singoli Stati: http://unict.myblog.it 44

Spagna: Il Bullionismo
La Spagna privilegi la TESAURIZZAZIONE dei metalli preziosi che importava direttamente dai suoi possedimenti oltre Oceano Attu una prima rudimentale forma di mercantilismo, chiamata Bullionismo I caratteri del BULLIONISMO erano: I beni venduti allestero dalla Spagna dovevano essere remunerati in moneta I beni acquistati venivano scambiati con altri prodotti Nonostante queste circostanze favorevoli leconomia spagnola non riusc a progredire, anzi sub un regresso, a partire della met del secolo XVI Cause del declino furono: le esorbitanti spese dei sovrani la perversit delle loro politiche economiche laumento della domanda di beni, senza corrispondente aumento della produzione.
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Francia: il Colbertismo

In Francia il mercantilismo legato al nome di COLBERT, che ne formul i principi e ne applic rigidamente i contenuti Favor lemanazione di circa 150 REGOLAMENTI di fabbrica per rendere la produzione francese la migliore dEuropa e la pi richiesta sui mercati esteri, si trattava in genere di manufatti di qualit e di lusso Fond e sovvenzion diverse Manufactures Royales, appartenti alla Corona La pi famosa fu quella fondata a Parigi dai Gobelins, rilevata da Colbert, che divenne la pi famosa dEuropa per la produzione di arazzi e stoffe per tappezzerie.

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Inghilterra: Il Colbertismo parlamentare


LInghilterra diede grande impulso alla marina mercantile per incrementare anche attraverso i noli le proprie riserve di metalli preziosi A tal fine eman i cosiddetti Atti di navigazione (Navigations acts), in tal modo cre un monopolio alle navi britanniche per il trasporto delle merci provenienti dalle colonie inglesi Dopo la Rivoluzione di Cromwell (1688-89), i rappresentanti dei mercanti e dei banchieri conquistarono il potere effettivo allinterno dello Stato. Nonostante ci, le leggi e i regolamenti promulgati nel settore economico continuarono a riflettere un equilibrio di interessi (Colbertismo parlamentare): Interessi fondiari e agricoli emanazione atti di chiusura (Enclosures) Interessi industriali (Calic acts) Interessi marittimi e commerciali (Navigations acts)

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LOlanda

Le scelte economiche olandesi furono molto diverse da quelle degli Stati Nazione Motivi di differenza: la struttura di governo diversa, si trattava infatti di una Repubblica, che riuniva sette province. Vivendo soprattutto di commercio non potevano permettersi le politiche restrittive e protezionistiche dei loro vicini LOlanda stabil al suo interno il LIBERO MERCATO, favor lingresso nei porti e mercati ai commercianti di tutte le nazioni LOlanda divenne il CENTRO FINANZIARIO del mondo nella BORSA di Amsterdam si negoziavano: azioni delle maggiori compagnie mercantili titoli del debito pubblico di numerosi altri stati Le monete commerciali olandesi godevano della fiducia degli operatori e avevano corso nelle altre nazioni La decadenza dellOlanda stata attribuita alla ricchezza dei suoi cittadini che vivevano di rendita, pi che di profitto Si parla di mancanza di investimenti, in realt la decadenza fu provocata dallaffermazione sulla scena economica mondiale dellInghilterra e della Francia, dove si svilupparono le prime forme moderne di capitalismo 48 http://unict.myblog.it

c) La fine del mercantilismo La rivoluzione dei prezzi

Lanalisi dei mercantilisti era stata assai carente, essi confusero la ricchezza con la moneta Non compresero che il costante attivo della bilancia commerciale, attraverso lafflusso di oro e di argento causava aumento della circolazione monetaria e conseguente aumento dei prezzi, rendendoli meno competitivi sui mercati internazionali Non tutti gli storici credono possibile stabilire un rapporto tra afflusso di metalli preziosi e inflazione Considerano importante la crescita demografica dellepoca, che fece aumentare la domanda di mercato Non potendo soddisfare le accresciute esigenze con le scarse risorse disponibili, fu inevitabile un rapido incremento dei prezzi
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La fisiocrazia

Come parziale reazione al mercantilismo nacque in Francia agli inizi del 700 la scuola fisiocratica FISIOCRAZIA un termine di origine greca, che significa dominio della natura La Fisiocrazia si ispirava alla DOTTRINA GIUSNATURALISTICA, incentrata sul principio dellordine naturale ed affermava: leconomia retta da leggi naturali immutabili. Il mondo governato da leggi che si possono scoprire, ma non modificare. Sono il portato dellopera di Dio, finalizzate alla felicit degli uomini Di conseguenza il diritto positivo deve uniformarsi al diritto naturale (le droit naturelle) Il diritto naturale garantisce la felicit di ciascuno e tutela larmonia della societ Lo Stato non deve intervenire nelleconomia, deve lasciare che lequilibrio economico sia raggiunto con le sole forze esistenti in natura (Laissez faire http://unict.myblog.it 50 laissez passez).

Compito proprio dello Stato quello di preservare la propriet e difendere lordine naturale. La fisiocrazia si soffermava sullanalisi della ricchezza nazionale e sulla sua distribuzione, individuando la fonte esclusiva della ricchezza di una nazione nella produzione agricola Quesnay e Turgot ritennero lagricoltura lunico settore in grado di creare un surplus. Questo settore era il solo che poteva essere soggetto ad unimposta. Il surplus, che essi chiamarono prodotto netto (produit net) era costituito dalla: Differenza tra produzione agricola totale e spese necessarie per ottenerla Le altre attivit non possono incrementare la ricchezza nazionale I manufatti sono somma di valori gi esistenti La fisiocrazia rappresentava un passo avanti rispetto allo statalismo mercantilista, che riteneva immodificabili lo stock di risorse esistenti

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4. Il sistema capitalistico

un sistema caratterizzato da: Formazione e impiego produttivo del capitale Divisione internazionale del lavoro fondato su: Impresa Propriet privata dei mezzi di produzione Economia di mercato Perch un sistema si possa definire capitalistico necessario che tutte le sue componenti coesistano e siano generalizzate Fino alla Rivoluzione Industriale non possibile configurare il capitalismo nel suo complesso, se ne possono individuare alcuni elementi costitutivi. La progressiva accumulazione di capitale e il diffondersi di strumenti che ne assicurassero la tutela, spinsero il mercante ad allargare la propria azione.
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I prodromi di questo processo risalgono al Basso Medioevo, anche se si presentarono in modo non sistematico. Nelle citt il dominio delle corporazioni dei mercanti su quelle degli artigiani port al decadimento del ruolo del maestro, che spesso disponeva solo in parte dei mezzi di produzione Contemporaneamente, nelle campagne la presenza di piccoli proprietari terrieri e di contadini, che detenevano telai per uso personale, permise alla borghesia mercantile di svolgere la sua nuova funzione nel mondo rurale, estendendo la propria azione alla sfera della produzione. La prima forma di inserimento del mercante nella produzione fu il putting out.

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a) Il Putting out

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Originariamente le famiglie contadine fabbricavano nelle loro abitazioni panni di lana per uso proprio Tali panni venivano indossati allo stato grezzo, senza operazioni di follatura, tintura e finitura. Questa attivit fu trasformata dai mercanti fiamminghi in una attivit fiorente e lucrosa. Col putting - out il mercante vendeva al tessitore la materia prima (lana) per poi acquistarla manufatta. Questo sistema avvantaggiava limprenditore, che realizzava gi un guadagno allatto della cessione della lana e non era tenuto a ricomprarla. La dipendenza dei tessitori dai capitalisti fu la causa di agitazioni e sommosse in Inghilterra e nelle Fiandre. Il Puttingout rappresent anche un primo esempio di divisione internazionale del lavoro Gli allevatori inglesi vendevano la lana ai mercanti fiamminghi che la davano fuori (Put it out) ai filatori ed ai tessitori inglesi o fiamminghi, che la trasformavano in panno Il panno veniva sottoposto alle fasi finali della lavorazione in loco, oppure veniva venduto ai mercanti italiani che ne affidavano la finitura a esperti maestri italiani (famosa era larte di Calimala di Firenze) http://unict.myblog.it 54 Il panno poi veniva smerciato nelle citt musulmane del Mediterraneo

b) Il domestic system
Fu nelle campagne inglesi che venne introdotto un ulteriore elemento peculiare del capitalismo: " Il salario anche se nella fattispecie di salario a cottimo, questo passaggio avvenne attraverso lorganizzazione domiciliare della produzione nota come: domestic system. A differenza del mercante fiammingo, limprenditore inglese era proprietario della materia prima e spesso anche dei mezzi di produzione, di conseguenza gli operai contadini potevano essere assimilati a dei salariati a contratto, remunerati in base alla quantit di prodotto trasformato (salario a cottimo)

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c) il factory system
I capitalisti tra il 500 ed il 600 ritennero pi redditizio accentrare i telai nelle loro abitazioni, prima in edifici appositamente adibiti, poi questi edifici presero il nome di manifatture Il factory system o sistema di manifattura si diffuse in diverse nazioni europee sorretto dalla politica mercantilistica Esempi: le ferriere inglesi; larsenale statale di Venezia; i cantieri navali olandesi Spesso il sistema della manifattura era gestito direttamente dallo Stato, come in Francia o in Russia " La manifattura, riunendo un gran numero di operai e introducendo una fattispecie di disciplina di fabbrica cre solo alcune delle condizioni del capitalismo industriale Il lavoro era svolto con metodi artigianali e non sempre era salariato (ad es. in Russia) Le manifatture il pi delle volte appartenevano ai governi, mancava la propriet privata Le attrezzature e gli strumenti di produzioni esistenti non consentivano una produzione finalizzata al consumo di massa Non si impiegavano macchine azionate da energia meccanica http://unict.myblog.it La transizione dalla proto fabbrica alla fabbrica pu dirsi conclusa solo con 56 la Rivoluzione Industriale

GLI ECONOMISTI CLASSICI 1.Adam Smith


Nel periodo compreso tra lultimo quarto del XVIII sec. e la met del XIX sec., parallelamente allaffermarsi del capitalismo industriale si assiste alla nascita e allo sviluppo del pensiero economico classico Lopera che pone le basi delleconomia classica (Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni) fu pubblicata da Smith nel 1776 ed espone la dottrina del Laissez Faire: La necessit di limitare al massimo il ruolo e quindi lintervento del potere pubblico lasciando ai privati la risoluzione dei problemi economici, grazie al sistema di mercato. Liniziativa del singolo individuo, pur se stimolata dalla ricerca del guadagno personale (tornaconto personale) tende a realizzare, nel contempo, linteresse della collettivit come se fosse sospinta da una mano invisibile Pertanto il fisco non deve turbare le condizioni di equilibrio determinatesi spontaneamente, cio deve essere neutrale " A differenza dei fisiocratici Smith indicava la fonte della ricchezza nel lavoro produttivo capace di generare un surplus ed impiegato nella fabbricazione di beni materiali (tangibili)

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Larricchimento di un paese dipende anche dallaccumulazione del capitale che permette di accrescere la produttivit del lavoro, ma anche di aumentare il numero dei lavoratori produttivi consentendo altres il progresso e la crescita della produzione nazionale. Laumento della produttivit del lavoro dipende dal maggior impiego di capitali i quali, attraverso la divisione del lavoro, aumentano la ricchezza nazionale (o reddito nazionale). Secondo Smith invece le attivit oggi definite terziarie o di servizio non erano in grado di generare un surplus La divisione del lavoro era la conseguenza della diffusione della meccanizzazione, (che causava la specializzazione dei compiti allinterno dellindustria) e del continuo ampliamento degli scambi Se il lavoro finalizzato alla creazione di merci destinate alla vendita necessario stabilire i criteri che determinano il valore di tali merci " Smith distingue per ogni bene un valore duso, che indica lutilit del bene, cio la capacit di soddisfare i bisogni soggettivi di un individuo e un valore di scambio che rappresenta la facolt, la capacit di un bene di acquistare altri beni sul mercato Esistono beni che hanno un elevato valore duso ed un basso valore di scambio (come lacqua) o viceversa beni che hanno un basso valore duso ed un alto valore di scambio (come i diamanti). Smith focalizz la sua attenzione sul valore di scambio Saranno i neo classici, dopo il 1870, a risolvere lapparente contraddizione, attribuendo il valore di un bene alla utilit ed alla rarit, spostando lanalisi economica sulla domanda, cio sulle scelte soggettive che determinano la domanda.
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Teoria del valore lavoro

Smith si pone successivamente il problema di come determinare il prezzo di un bene, introducendo quella che sar poi nota come teoria del valore lavoro " Smith afferma che il costo di un bene determinato dal lavoro impiegato per produrlo, di conseguenza il prezzo di un bene maggiore o minore a seconda del tempo e della fatica necessari per produrlo. Un bene per la cui produzione sono occorse tre ore di lavoro (lavoro contenuto) pu comprare (comandare) un altro bene che contiene ugualmente 3 ore di lavoro, oppure tre beni contenenti ciascuno 1 ora di lavoro. In una societ pre capitalistica nella quale il lavoratore proprietario dellintero bene (perch possiede il proprio lavoro ed anche gli strumenti di produzione) lavoro contenuto e lavoro comandato coincidono e lo scambio non crea forme di surplus In una societ capitalistica il valore non coincide pi con il lavoro contenuto nel bene, perch il valore di scambio deve remunerare anche gli altri fattori produttivi, perci Smith sostiene che il capitale ha il potere di disporre del lavoro, perch fornisce al lavoratore materie prime e strumenti di produzione
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" Il capitale comanda il maggior quantitativo possibile di lavoro, in modo da realizzare uneccedenza dalla vendita del prodotto, che gli consenta di poter remunerare anche il profitto e la rendita che si configurano quindi come due deduzioni dal prodotto del lavoro In conclusione in una societ capitalistica il lavoro comandato maggiore del lavoro contenuto. Attraverso il gioco della domanda e dellofferta il prezzo di mercato di una merce si adeguer al suo prezzo naturale o valore di scambio

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2. David Ricardo a) La teoria del valore


Anche per Ricardo il criterio del valore di un bene il lavoro Per valore sintende il criterio che consente di attribuire un certo prezzo ad un bene in considerazione della cause che lo determinano. " Ricardo per formula una teoria del valore lavoro diversa da Smith perch esclude la rendita quale componente del valore di scambio. Ricardo escludeva la rendita perch a suo parere non rappresentava un reddito originario ma derivato Secondo Ricardo lincremento della popolazione causava laumento di produzione delle derrate agricole era perci necessario mettere a coltura nuove terre la cui fertilit andava man mano diminuendo mentre il costo di produzione tendeva ad aumentare. Poich il prezzo di mercato del prodotto determinato dal costo del prodotto proveniente dal terreno meno fertile o marginale, solo gli appezzamenti pi fertili godono di una rendita (differenza tra prezzo e spese sostenute)

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b) Concetto di capitale
Ricardo assimil il capitale al lavoro accumulato nel tempo ed incorporato nei mezzi di produzione, negli impianti o nella costruzione degli opifici. " Ricardo distingueva tra: lavoro diretto il lavoro prestato dalloperaio nel processo di fabbricazione e lavoro indiretto che il lavoro accumulato nel tempo. Il valore di scambio di un bene determinato dalla somma tra lavoro indiretto e lavoro diretto, tra lavoro passato e lavoro presente. Due merci che contengono la stessa quantit di lavoro diretto possono avere prezzi diversi. Avr maggior valore la merce che ha richiesto un tempo pi lungo di utilizzo del capitale, cio la merce che contiene un maggior quantitativo di lavoro indiretto. " Il tempo, che nella teoria classica totalmente assente, nel pensiero di Ricardo un elemento di importanza rilevante.

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c) La teoria dei costi comparati


Ricardo pone la sua attenzione soprattutto sul problema delle distribuzione delle risorse, formulando la sua teoria dei costi comparati, nella quale dimostr i benefici della divisione internazionale del lavoro. " Due nazioni con differente produttivit di lavoro potevano scambiare i loro prodotti con reciproco vantaggio se ciascuna si fosse specializzata nella produzione di quel bene il cui costo relativo fosse risultato inferiore. Il problema dei costi comparati si pose nellOttocento non solo tra nazioni (es. Inghilterra e Italia) che, per i medesimi prodotti potevano avere costi differenti, ma anche tra settori produttivi che risultavano pi facilitati in alcuni luoghi (es. agricoltura e industria). Ricardo sostiene che le merci e i beni si allocano nel miglior modo possibile in relazione allattitudine di una determinata area alla produzione. Il commercio internazionale si allinea al livello di prezzo minore proposto dalla competitivit del mercato internazionale.

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Per risolvere questa situazione quindi necessario comprendere qual il settore produttivo pi consono ad ogni singola regione, in relazione alle risorse disponibili per una migliore produzione ed una maggiore competitivit sul mercato nazionale ed internazionale. Un esempio di attuazione di questa visione economica si ebbe in Italia con Cavour. Egli non prevedeva attivit industriale nel Mezzogiorno, perch mancavano i presupposti economici per garantire una produttivit competitiva di tale settore Cavour ritenne pi opportuno per leconomia italiana mantenere il Sud come riserva di prodotti agricoli e lasciare che il Nord del Paese sviluppasse la vocazione industriale

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3. T. R. MALTHUS

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Nel 1798 Thomas R. Malthus, pastore protestante economista - appartenente alla scuola classica - pubblica il saggio sul principio di popolazione, nel quale esamina la relazione esistente tra popolazione e risorse alimentari nella fase della proto-industrializzazione II presupposto da cui parte Malthus che la popolazione cresce in " progressione geometrica" (2,4,8,16,32), mentre le risorse alimentari crescono in "progressione aritmetica" (2,4,6,8,10) L' incremento demografico,- tramite laumento della domanda causava linnalzamento dei prezzi delle derrate agricole, con conseguente diminuzione del gi precario livello di sussistenza delle classi meno abbienti Il rimedio proposto da Malthus era il ricorso alla restrizione morale: Celibato Matrimonio in tarda et, quando i lavoratori sarebbero stati in grado di mantenere se stessi e le proprie famiglie " Linnalzamento dellet avrebbe influito sulla potenziale riduzione delle nascite e ricondotto allequilibrio (tramite il pareggiamento della domanda e dellofferta di beni di consumo) Importanti le innovazioni per la teoria sulla popolazione di Malthus La mancata previsione di Malthus dovuta alla serie di innovazioni tecnologiche e istituzionali conseguenti alla Rivoluzione industriale, che hanno determinato 65 http://unict.myblog.it laccrescimento della produttivit e delle risorse disponibili.

5. Il Marxismo e le economie socialiste

Marx sub linfluenza del metodo dialettico di Hegel perci neg la immutabilit della natura umana, in quanto questa subisce le trasformazioni della storia, che, a sua volta, il portato dellattivit e della volont dellessere. " Marx trasform il metodo di Hegel ed in parte lo trasfer alleconomia, dando vita al materialismo dialettico Ogni forma di produzione comporta determinati rapporti sociali, che costituiscono la struttura economica di un sistema. La natura di tale struttura in funzione del livello raggiunto dalle forze produttive allinterno del sistema stesso. Su questa struttura economica (rapporti sociali) si crea una sovrastruttura politica, istituzionale, giuridica, ideologica che ne riflette le caratteristiche essenziali. La sovrastruttura muta ad ogni cambiamento della struttura. I rapporti sociali di produzione consentono il massimo utilizzo delle forze produttive fino al punto da diventare inadeguate allespansione del sistema.
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Questa contraddizione porter alla loro modificazione e perci al mutamento della sovrastruttura, attraverso una rivoluzione politica che integra levoluzione precedente creando un nuovo ordine economico. In tale contesto Marx ritenne il capitalismo solo una fase storica dellintero processo di sviluppo. Il capitalismo era caratterizzato da una contraddizione fondamentale: da un lato, era organizzato sulla propriet privata dei mezzi di produzione; dallaltro i suoi processi di produzione richiedevano rapporti sociali di tipo cooperativo. Questa dicotomia tra capitale e lavoro si sarebbe manifestata con la lotta di classe e con il passaggio, attraverso una crisi violenta del capitalismo, ad una societ socialista caratterizzata dalla propriet collettiva dei mezzi di produzione e dalla socializzazione dei rapporti di produzione Con lo studio della dicotomia tra capitale e lavoro Marx riprender i problemi lasciati insoluti dalla scuola classica nellanalisi del valore lavoro e su questa costruir la teoria del plus-valore

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Teoria del plus valore

Lidea cardine di Marx quella del valore lavoro mutuata dai classici ed in particolare da Ricardo La differenza tra Ricardo e Marx sta nella concezione di lavoro Ricardo utilizza il lavoro perch una merce che ci permette di attribuire un valore a tutte le altre essendo ununit di misura astratta e priva di contenuto effettivo Secondo Marx il lavoro non qualcosa di astratto, per cui lavori differenti devono essere retribuiti in modo diverso, in quanto uno dei due potrebbe richiedere una preparazione ed una conoscenza pratica che giustifica un maggior valore Il valore fisso e si sposta da settori meno avanzati tecnologicamente, a settori pi avanzati, poich quelli meno avanzati sottoutilizzano il capitale e sprecano risorse. " Marx non nega la concorrenza, ma solo il lavoro che determina ricchezza. Per Marx il surplus si presenta in tre forme: 1) Lavoro non pagato 2) Beni (corves, decime, ecc.); 3) Moneta = Profitti (surplus monetario) Ci che accomuna tali forme di manifestazioni di plus valore che si tratta di lavoro non pagato. http://unict.myblog.it 68

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" Il plusvalore dunque una sottrazione. E lo sfruttamento da parte delle classi dominanti dei redditi dei proletari. Il punto di partenza di tale teoria che i lavoratori non sono proprietari degli strumenti di produzione, ma posseggono esclusivamente la forza lavoro. Il lavoro senza mezzi solo lavoro potenziale. Il sistema capitalistico considera il lavoro come un qualunque altro bene. Il lavoro come bene di scambio assoggettato alla legge della domanda e dellofferta. Il capitalista non acquista lavoro, ma forza lavoro, cio la capacit di lavoro di un operaio. Questa remunerata al suo valore di scambio, che determinato dalla quantit di tempo di lavoro necessario a produrre i beni indispensabili alla sua sussistenza e riproduzione. Ma la forza lavoro pu essere usata per un tempo superiore rispetto al tempo di lavoro che essa costa, Il plus valore appunto la differenza tra: il valore duso e il valore di scambio della forza lavoro per esempio: il capitalista paga un salario giornaliero ad un operaio, corrispondente a 6 ore di lavoro: questo valore misura il valore di scambio della forza lavoro, ma il capitalista utilizza la forza lavoro per 8 ore. Le due ore di http://unict.myblog.it tra il valore duso e quello di scambio differenza 69 69 rappresentano il plus valore, di cui il profitto e la rendita sono lespressione monetaria.

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Il plus valore la conseguenza: della propriet privata dei mezzi di produzione del sistema del lavoro salariato, cio della divisione in classi della societ. " Questa contrapposizione tra capitale e lavoro la contraddizione fondamentale del capitalismo, che condurr il proletariato a ribellarsi e a conquistare il potere politico per creare una societ socialista senza classi incentrata sulla propriet collettiva dei mezzi di produzione. Per aumentare i loro profitti, gli imprenditori tendevano a pagare salari sempre pi bassi, favoriti dalla pressione della disoccupazione (esercito indipendente di riserva). Inoltre gli imprenditori tendevano ad aumentare nella composizione organica del capitale la quota dei macchinari (capitale fisso) diminuendo la quota di lavoro (capitale variabile) . Diminuendo il monte salari, i consumi erano bassi e creavano delle crisi di sovrapproduzione. Soprattutto la tendenza ad aumentare nella composizione organica del capitale la quota di capitale fisso dava luogo alla caduta tendenziale del saggio di profitto che avrebbe portato al crollo del sistema capitalistico. Infatti sostituendo sempre pi le macchine agli operai, gli imprenditori potevano sfruttare di meno la classe operaia e poich il profitto dipende dal plus valore, che dipende a sua volta dal lavoro operaio, la tendenza a diminuire la quota di lavoratori occupati si tradurr secondo Marx in 70 una http://unict.myblog.it 70 caduta dei profitti.

Il saggio di profitto viene indicato da Marx col rapporto tra il plusvalore e la somma tra il capitale fisso e capitale variabile

La teoria marxista prevedeva quindi: il crollo del capitalismo a causa delle sue logiche interne e la sua sostituzione con un sistema in cui la propriet privata era abolita. La critica pi ovvia alle previsioni deterministiche della teoria marxiana nasce proprio dalla storia, in quanto i regimi socialisti si instaurarono non in paesi dal capitalismo avanzato, ma in paesi quali la Russia e la Cina dove la struttura economica era ancora di tipo feudale. Nelle nazioni capitalistiche invece la nascita dei sindacati ha contrastato la tendenza allimpoverimento degli operai che difendono il potere dacquisto dei salari, inoltre la diffusione del Welfare State e di adeguate legislazioni sociali ha tutelato lo status e le condizioni di lavoro Infine i progressi teorici compiuti dalla scienza economica dopo Marx hanno contribuito alla sopravvivenza e allespansione del capitalismo. Tra i maggiori fautori di tale progresso un posto di rilievo spetta a John http://unict.myblog.it 71 71 Maynard Keynes (1883-1946)

Differenze tra sistema capitalistico e sistema collettivistico

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Le caratteristiche del sistema capitalistico sono: la formazione e limpiego produttivo del capitale la libert e la divisione internazionale del lavoro i fondamenti su cui si basa il sistema capitalistico sono: la propriet privata di mezzi di produzione leconomia del profitto (impresa) il mercato (libera concorrenza tra imprenditori) I fondamenti del sistema collettivistico sono: lappropriazione collettiva dei mezzi di produzione la scomparsa della propriet privata e del profitto leliminazione del mercato
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Teorie di Marx ed Engels

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Secondo Marx la presa del potere da parte del proletariato avrebbe comportato il passaggio della propriet dei mezzi di produzione alla collettivit Col termine proletariato, Marx ed Engels intendevano indicare la classe dei lavoratori salariati, i quali non detenevano pi i mezzi di produzione, ma solo la prole. I mezzi di produzione sono: fabbriche, terra, altri (macchinari, mezzi di trasporto banche, assicurazioni in un sistema collettivistico la produzione e la distribuzione dei beni vengono gestite direttamente dalla collettivit, cio dallo Stato La circolazione delle merci, cio il mercato scompare, sostituito dalla economia pianificata. Secondo Marx ed Engels sarebbe dovuta scomparire anche la moneta, ma ci non mai avvenuto nei sistemi collettivistici. Secondo Marx il I stadio da raggiungere per una societ collettivistica era quello del socialismo, in cui il prodotto sociale sarebbe stato distribuito in base al lavoro svolto da ciascuno. Questo stadio avrebbe portato ad una grande espansione della produzione. Il II stadio da raggiungere sarebbe stato quello del comunismo, in cui si sarebbe realizzata una economia di abbondanza, nella quale il prodotto sociale http://unict.myblog.it 73 sarebbe stato distribuito secondo i bisogni di ciascuno.

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La dottrina marxiana affermando lesistenza e la frequenza delle crisi di sovrapproduzione aveva posto in discussione uno dei capisaldi su cui si poggiava il regime di libera concorrenza e cio la legge degli sbocchi di J. Baptiste Say. Questa legge in verit era gi stata smentita un cinquantennio prima della pubblicazione delle opere di Marx. In Inghilterra allindomani delle guerre napoleoniche (1815-16) la sovrabbondanza di merci invendute e la diffusa disoccupazione assunsero caratteri drammatici. Leccedenza dellofferta era stata provocata dal calo della domanda di forniture militari e dalla riconversione dellindustria a scopi civili, che aveva portato ad una netta riduzione delle esportazioni. In verit lo stesso Say aveva gi previsto situazioni simili e a difesa della sua legge sostenne che le difficolt che gravavano sul commercio internazionale non dipendevano dalleccedenza dei prodotti inglesi, ma dalla povert delle altre nazioni. In altre parole, tali difficolt non erano causate dal fatto che lInghilterra produceva troppo, ma dal fatto che altre nazioni producevano troppo poco. In effetti i paesi importatori furono impossibilitati allo scambio dalla carestia del 1816 17 che imped loro lesportazione di derrate alimentari. " Nonostante queste spiegazioni la durata della recessione e la sua intensit spinsero http://unict.myblog.it 74 Thomas R. Malthus (1776 1834) ad indagare sulle cause che potevano condurre il capitalismo ad una crisi di sovrapproduzione e a proporne i rimedi

6. Crisi di sovrapproduzione e rinascita del capitalismo a) le crisi di sovrapproduzione

Le crisi di sovrapproduzione secondo Malthus


Malthus che fu uno dei fondatori della scuola classica per taluni aspetti pu essere considerato un critico della stessa in quanto anticip il lavoro di Keynes come ammesso da questultimo circa 115 anni pi tardi. Secondo Malthus se lofferta supera la domanda bisogna fare in modo di aumentare la domanda, ma da quale settore pu venire questa domanda suppletiva? " Malthus ritiene che tale domanda non pu venire dai lavoratori in quanto sono retribuiti con quanto necessario alla loro sussistenza e riproduzione. Il loro salario sar speso di conseguenza tutto in beni di consumo e non vi sar margine per il risparmio. Daltronde se le loro condizioni migliorassero secondo la stessa teoria malthusiana sulla popolazione aumenterebbe lofferta di mano dopera sul mercato, facendo ridiscendere il livello dei salari. " La domanda suppletiva non pu venire dagli imprenditori perch per accumulare i capitali per linvestimento tendono a diminuire la domanda di beni di consumo e, impiegando i capitali risparmiati e trasformandoli in capacit produttiva aumentano lofferta sul mercato. http://unict.myblog.it 75

" Malthus proponeva di superare lo squilibrio attraverso il consumo alimentato dai lavoratori improduttivi vale a dire: domestici impiegati militari tutti coloro che non partecipavano al processo produttivo ma offrivano soltanto dei servizi. Questi lavoratori ricevevano la remunerazione per le loro prestazioni dai ricchi cio dai proprietari terrieri " Perci Malthus individu nella rendita la fonte del consumo improduttivo, difendendo il ruolo sociale ed economico dei redditieri allinterno del sistema capitalistico. Pi in generale Malthus ritenne che la domanda effettiva (necessaria ad assorbire lofferta) poteva essere sostenuta anche da attivit quali: la riparazione delle strade, i lavori pubblici che potevano essere finanziati attraverso le imposte da parte dello Stato.

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b) la rinascita del capitalismo I neo - classici


Dopo il 1870 gli studiosi marginalisti cominciarono a studiare i problemi della distribuzione e dei cicli economici per confutare Marx La scuola neo - classica assumendo come chiave della condotta umana un calcolo razionale teso alla massimizzazione dellutilit faceva del comportamento dei singoli soggetti loggetto della ricerca economica. Lintroduzione di un soggettivismo port allabbandono della teoria del valore e dispens da ogni indagine sulle differenze sociali degli individui. " Il nuovo principio dellutilit marginale portava alla conclusione che il valore di un prodotto non era dovuto alla quantit di lavoro in esso contenuto, ma alla utilit attribuita dal consumatore allultima unit acquistata. In questo modo alla teoria oggettiva del valore lavoro, subentrava la teoria soggettiva delle scelte del consumatore e lattenzione degli studiosi si spostava dalla sfera della produzione a quella del consumo. Lutilit marginale decrescente, nel senso che quanto maggiore la disponibilit di un bene, tanto minore la soddisfazione che dal suo consumo si ricava e, quindi, tanto minore il prezzo che per esso si disposti a pagare. http://unict.myblog.it 77

Attraverso i mutamenti del proprio gusto e delle proprie scelte, il consumatore influenzava il mondo della produzione, determinando laggiustamento dei prezzi. Questa impostazione fu favorita dallaccentuato sviluppo delleconomia mondiale tra la fine dell800 e gli inizi del 900, ma la terribile depressione economica del 29 doveva spazzare via molte certezze acquisite dallanalisi neo classica La presenza di capacit produttiva inutilizzata, pur in presenza di milioni di disoccupati contraddiceva lassunto neo classico secondo il quale il sistema economico riusciva sempre e comunque a ritrovare un suo punto di equilibrio a condizione che non vi fossero interferenze esterne. Spetter allanalisi keynesiana il compito di rifondare su nuove basi la scienza economica

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J. M. KEYNES

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a) b)

La scuola neo classica aveva basato la sua visione ottimistica dei fenomeni economici sulla acritica accettazione della legge di Say. Gi altri autori avevano confutato la validit di questa legge, ma la critica pi radicale fu quella di Keynes. Con la pubblicazione del Trattato sulla moneta (1930) e soprattutto con la Teoria generale delloccupazione, dellinteresse e della moneta (1936) Keynes sostenne lintervento dello Stato per regolare il sistema capitalistico con efficaci misure di politica economica. Nel trattato Keynes forniva il primo motivato rifiuto della legge sugli sbocchi basandolo sulla distinzione fra: Decisioni di risparmio e Decisioni di investimento. Queste decisioni dipendono infatti da due gruppi sociali diversi: le famiglie e gli imprenditori Esiste quindi la possibilit che queste decisioni non siano compatibili fra di loro. Queste due grandezze dipendono da due variabili diverse: il reddito - per il risparmio http://unict.myblog.it 79 il saggio dinteresse per gli investimenti

Veniva cos a mancare lanello di congiunzione fra domanda e offerta di risparmio che i neo classici avevano individuato nel saggio di interesse " Condizione necessaria allequilibrio economico era luguaglianza tra risparmio ed investimento sia per i neo classici che per Keynes Tuttavia mentre per i neo classici questo equilibrio veniva determinandosi spontaneamente tramite il saggio dinteresse Per Keynes questo equilibrio si determina attraverso le variazioni del reddito Il volume degli investimenti sar determinato secondo Keynes dal saggio di rendimento che gli imprenditori prevedono di ottenere, ossia dallefficienza marginale del capitale in confronto al saggio dinteresse che devono pagare per acquisire la moneta necessaria per gli impieghi. " Le aspettative di ricavi futuri rappresentano, quindi, le motivazioni psicologiche della decisione di investire. Di conseguenza le attese soggettive degli uomini daffari hanno una influenza preponderante sullinvestimento rispetto a quella che ha il saggio dinteresse. Un abbassamento del saggio dinteresse favorisce, ma non necessariamente provoca un aumento dellinvestimento Anzi quando le aspettative sono negative gli imprenditori non prendono a prestito denaro, malgrado il basso costo preferiscono trattenere in forma liquida i loro fondi (preferenza per la liquidit) questo processo andr avanti fino a che luguaglianza fra risparmio e investimento sar ripristinata. http://unict.myblog.it 80

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" Per favorire la ripresa degli investimenti dovr intervenire lo Stato attraverso una politica di spesa pubblica che porter ad un aumento del reddito, avviando un circuito inverso al precedente. importante notare che nello schema keynesiano linvestimento ha un effetto moltiplicativo sul reddito nel senso che questultimo aumenta pi che proporzionalmente rispetto al primo; ad esempio, se una societ distribuisce il reddito per 1/3 al risparmio, per 2/3 al consumo, il moltiplicatore linverso della propensione al risparmio. Il reddito complessivo dovr crescere di un ammontare pari a 3 volte lincremento degli investimenti. " Lo Stato potr ottenere le risorse necessarie allinvestimento mediante un programmato disavanzo del bilancio (deficit spending). Disavanzo finanziato con il ricorso al prestito il cui onere e la cui restituzione saranno coperti dal maggior reddito prodotto, che accrescer il gettito delle imposte. " La ripresa potrebbe essere finanziata anche col ricorso allespansione monetaria in tal caso bisogner poi ritirare dalla circolazione il denaro eccedente. La spesa aggiuntiva dovr essere indirizzata a) allattuazione di lavori pubblici b) alla creazione di infrastrutture in settori cio che aumentano la domanda senza dare impulso allofferta e senza generare concorrenza con lindustria privata. http://unict.myblog.it " La teoria economica keynesiana trov una pronta, anche se non fedele, 81 81 applicazione nel New Deal Roosveltiano.

Unaltra crisi: La stagflazione degli anni 70


Gli aggiustamenti apportati al sistema capitalistico mediante politiche fiscali e monetarie restrittive o espansive della spesa e dellinvestimento avevano assorbito gli effetti negativi delle perturbazioni di breve periodo e reso pi stabile lo sviluppo, che si registr pressoch ininterrotto dalla II guerra mondiale fino agli inizi degli anni 70 quando una nuova crisi, con connotazioni diverse dalle precedenti, si abbatt sui paesi industrializzati. " La crisi fu originata dallaumento del costo delle materie prime ed in particolare del petrolio inoltre venne ad innestarsi su una progressiva inflazione gi in atto negli anni 60. Laumento del costo della vita spingeva i sindacati a chiedere salari pi elevati che, rientrando nelle spese di produzione, davano ulteriore impulso allincremento dei prezzi, inducendo i sindacati a reiterare le loro istanze. Ci si trov cos di fronte ad una situazione contraddittoria: in presenza di un accelerato accrescimento dei prezzi, gli imprenditori non trovavano conveniente http://unict.myblog.it 82 utilizzare appieno gli impianti per lalto costo dei fattori.

Questa situazione, assieme alle rigide politiche deflazionistiche attuate dai diversi stati, provocava un rallentamento dello sviluppo e lampliamento della disoccupazione " La presenza contemporanea di una stagnazione dei livelli di produttivit e di una continua inflazione venne definita col termine di stagflazione (stagnazione + inflazione). I paesi industrializzati reagirono con politiche che riflettevano la loro memoria storica. Germania ed Austria ricordando liperinflazione, che li aveva colpiti dopo la prima guerra mondiale, cercarono di frenare landamento dei salari. In Francia ed in Italia fu pi difficile superare la spirale inflazionistica, per la elevata conflittualit sindacale e per la presenza di partiti di opposizione. In tutte le nazioni ricche lo sviluppo del Welfare state ha funzionato da ammortizzatore delle tensioni sociali finch nella II met degli anni 80 la lotta allinflazione poteva considerarsi superata. " Mancano a tuttoggi soluzioni teoriche adeguate agli sviluppi pi recenti del capitalismo, nuovi strumenti di politica economica in grado di lenire la disoccupazione, che permane su livelli piuttosto elevati, rappresentando uno dei problemi insoluti della societ contemporanea. http://unict.myblog.it 83

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Cap III I CICLI ECONOMICI 1. Onde lunghe e onde brevi nellattivit economica

Lo sviluppo del capitalismo industriale stato caratterizzato da una grande instabilit A periodi di prosperit ed espansione della produzione sono seguiti periodi di depressione e di disoccupazione Nel lunghissimo periodo la tendenza della produzione (il trend secolare) rimasta all'aumento Mentre il trend dei prezzi ha toccato punti d'inversione di tendenza Nel breve e medio periodo le variabili prezzi-quantit hanno oscillato con ritmo ciclico attorno ai trends Queste variazioni del ritmo di sviluppo di carattere ciclico sono state oggetto di riflessione da parte degli studiosi Nel 1862 il medico parigino Clement Juglar not che in Francia Inghilterra e Stati Uniti si verificavano onde brevi dell'attivit economica Di durata oscillante tra i sei e i dieci anni contraddistinte da: Una fase di prosperit Una crisi 84 Una conseguente recessione http://unict.myblog.it

La crisi, solitamente, si manifestava con crolli finanziari, fallimenti, disoccupazione Le crisi si collocavano come punti di inversione di tendenza in una serie di onde successive di espansione e di depressione A differenza di altri autori che consideravano tali eventi casuali, Juglar ne evidenzi la elevata frequenza " e ne spieg le origini in fenomeni legati all'espansione e contrazione del credito e del livello del saggio d'interesse Nel 1923 Joseph Kitchin studiando le statistiche dei tassi d'interesse e dei prezzi all'ingrosso in Inghilterra e Stati Uniti " Rilev l'esistenza di un ciclo minore o ipociclo pi corto del ciclo di Juglar della durata di circa 40 mesi Tre anni pi tardi l'economista russo Kondrat'ev stabil l'esistenza di onde successive della durata compresa tra i 40 ed i 60 anni Caratterizzate da una fase di rialzo ed una di ribasso dei prezzi: la crisi come punto d'inversione di tendenza sopravveniva dopo un periodo di prosperit " Kondrat'ev osserv che l'origine di queste fluttuazioni corrispondeva con gli inizi del processo di industrializzazione
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Egli dimostr anche che le onde lunghe erano connotate dallo stesso processo dinamico complessivo di quelle brevi Per semplicit possiamo rappresentare i movimenti di Kondrat'ev come appoggiati sul trend secolare I cicli di Juglar si appoggiano sulle diverse fasi di rialzo o di ribasso (vedi grafico) dei prezzi dei movimenti di Kondrat'ev

Cicli brevi (Juglar)

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2. Teoria di Shumpeter

Ci permise all'economista austriaco Joseph Schumpeter di elaborare nel 1939 una teoria organica dei cicli di lunga e breve durata " Fondata sul ruolo dell'innovazione nel processo di sviluppo economico La diversa ampiezza dei periodi di gestazione e di assorbimento degli effetti delle nuove tecnologie determinano la lunghezza temporale delle fluttuazioni Si configurano come innovazioni: Nuovi prodotti o nuovi processi di produzione Nuove forme di organizzazione Nuove fonti di energia o di materie prime La conquista di nuovi mercati Le innovazioni si concretizzano in nuove occasioni d'investimento Le innovazioni si presentano in sciami o grappoli e sono il risultato della dinamicit di alcuni imprenditori L'introduzione dell'innovazione consente all'imprenditore di realizzare un profitto che supera la normale remunerazione dell'imprenditore Schumpeter chiama questo, tipo di remunerazione profitto netto derivante dall'introduzione nel processohttp://unict.myblog.it di una innovazione economico 87

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Questo tipo di reddito temporaneo perch all'inizio l'innovazione d origine ad una fase di espansione del ciclo, in seguito, a mano a mano che l'innovazione si estende all'intero sistema, i profitti netti si riducono e la domanda si satura fino a quando la conquista di nuovi mercati o lintroduzione di una nuova innovazione rimette in moto il processo Secondo Schumpeter i cicli lunghi corrispondono alle successive rivoluzioni industriali che hanno dominato il processo di sviluppo capitalistico e che hanno trovato nell'innovazione la loro spinta propulsiva Esse hanno, inoltre, comportato ampie trasformazioni nella societ La rivoluzione industriale inglese fu originata dalla diffusione della macchina a vapore La comparsa della fabbrica e l'affermazione del lavoro salariato costituirono il pi importante mutamento sociale dell'epoca La seconda rivoluzione industriale fu caratterizzata dall'uso mobile della macchina a vapore cio dalla rivoluzione dei trasporti Quando termin il secondo ciclo si ebbe l'ampliamento delle dimensioni dell'impresa dal punto di vista tecnico-finanziario ma anche i primi tentativi di internazionalizzazione del movimento operaio in conseguenza della diffusione delle dottrine di Marx http://unict.myblog.it 88
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La successiva rivoluzione industriale ha introdotto nuove fonti di energia Il petrolio e l'elettricit La pi importante trasformazione conseguente allintroduzione delle nuove fonti energetiche stata lespansione dellinteresse pubblico nelleconomia Le fluttuazioni di lungo periodo furono, studiate anche da Gaston Imbert egli rilev per G. B., Francia, Germania e USA una correlazione diretta tra produzione e prezzi Imbert constat un anticipo del movimento della produzione rispetto ai prezzi Di tale sfasatura temporale e delle fluttuazioni di lungo periodo in genere diede una spiegazione simile a quella di Schumpeter Al termine di ogni fase di recessione sono disponibili sul mercato fattori di produzione inutilizzati di cui si pu disporre Le imprese pi dinamiche che costituiscono le industrie trainanti possono prendere l'iniziativa e utilizzare le risorse disponibili per incrementare la produzione senza che ci determini una pressione sui prezzi e sui salari http://unict.myblog.it 89
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Il maggior reddito distribuito provoca Un aumento della domanda effettiva mettendo, cos, in moto effetti di trazione Via via che il sistema si avvicina al pieno impiego aumenta la rigidit dei meccanismi sul mercato, si sviluppano tensioni di scarsit i prezzi si orientano al rialzo Un altro autore Kuznets nel 1930 individu degli ipercicli o secondary movements questi si ponevano al centro tra le onde brevi di Juglar e quelle lunghe di Kondrat'ev Avevano una durata di18 - 20 anni e furono utilizzati per lo studio dell'edilizia residenziale negli USA e in G. B. In media tre cicli di Kitchin formano un ciclo Juglar e sei Juglar formano un Kondrat'ev Essi provocano recessioni meno gravi se cadono nel periodo ascendente, della fluttuazione lunga Pi gravi per i motivi opposti, cio se cadono in una fase di depressione
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3. MOVIMENTI DI LUNGO PERIODO DI KONDRAT'EV

Dalla fine del XVIII sec. le fasi principali dell'andamento dei prezzi o cicli di Kondrat'ev sono state le seguenti: Fasi di rialzo Dal 1789 al 1814 Dal 1850 al 1873 Dal 1896/97 al 1920/21 Fasi di ribasso Dal 1815 al 1849 Dal 1874 al 1896 Dal 1921 al conflitto mondiale Per gli Stati Uniti dal 1929 I punti di inversione di tendenza (crisi) 1814-1815 per Inghilterra e Francia, 1873 per Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti 1920-1921 per Francia e Gran Bretagna 1929 per Stati Uniti
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4. Gli effetti delle fasi di crescita e di depressione. Le crisi


Gli

effetti delle fasi di crescita, grazie alla introduzione di un grappolo d'innovazioni sono stati: Aumento degli investimenti Aumento del reddito Aumento della domanda globale Aumento dei prezzi Aumento della produzione Gli effetti delle fasi di depressione hanno registrato: Sovrapproduzione Rarefazione delle occasioni di investimento Abbassamento dei livelli dell'attivit economica Riduzione della produzione di oro Riduzione dei prezzi
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Le guerre infatti accompagnavano l'espansione accelerando lo sviluppo di industrie di base Ma erano generalmente seguite da crisi di sovrapproduzione che accentuavano la tendenza all'inversione del ciclo La prima fase di depressione (1815-49) fu successiva al blocco continentale e alla Restaurazione Fu provocata dalla continua discesa dei prezzi agricoli, che Nei lunghi anni di guerra e durante la carestia del 1816-17 raggiunsero livelli particolarmente elevati Questa discesa dei prezzi fu ulteriormente aggravata: Dalla messa a coltura di nuove terre Dalla riduzione della produzione di oro L'Inghilterra non trovando sbocchi ai propri prodotti, soffr gli effetti di una grave crisi di sovrapproduzione La seconda fase di depressione (1874-96) ebbe inizio dopo la guerra di secessione degli Stati Uniti, dopo la guerra franco-prussiana e altri conflitti minori Essa si innest sulla forte riduzione dei costi di trasporto che permise agli Stati Uniti di esportare i propri prodotti agricoli in Europa, dove questi prodotti risultarono competitivi
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"

La depressione non tocc tutti i paesi alla stessa maniera La depressione colp soprattutto l'Inghilterra ed ebbe come conseguenza l'estensione del dominio coloniale europeo per trovare nuovi mercati di sbocco Gli Stati Uniti e la Germania accelerarono, invece, il loro sviluppo La terza fase di depressione (1921-39) Si ebbe all'indomani del primo conflitto mondiale Fu il riflesso della riconversione all'economia di pace Dei tentativi di ristabilire ordine nei mercati monetari E soprattutto di una latente sovrapproduzione, che si manifest con la crisi del 1929 negli USA La progressiva espansione dellindustria ha posto, di volta in volta, una o pi nazioni come centro di propagazione della crisi La Gran Bretagna fino al 1837; La Francia nel ventennio successivo; Gli Stati Uniti dopo il 1870 Una delle cause pi frequenti di questi improvvisi mutamenti delle condizioni dell'economia fu lo sviluppo delle ferrovie Le ferrovie avevano necessit di forti investimenti di capitale

http://unict.myblog.it 95 E coinvolgevano perci nell'attuazione dei loro progetti il sistema bancario 95

Il settore ferroviario dava slancio all'economia la cui espansione si rifletteva sul buon andamento della borsa Bastava per una forte speculazione sui valori ferroviari o sul dissesto finanziario di qualche importante societ Per diffondere il panico La quotazione dei titoli crollava Le banche non concedevano pi credito o fallivano I livelli di attivit economica diminuivano Aumentava la disoccupazione Le crisi si ripeteranno con la stessa dinamica anche agli inizi di questo secolo Ma riguarderanno settori diversi: L'elettricit Le ferrovie urbane Le costruzioni navali E si diffonderanno con sempre maggiore velocit Immediatamente dopo il crollo di Wall Street, la recessione colp tutti i paesi industrializzati Ma colp anche i paesi ancora ad economia agricola, i quali subirono le conseguenze della caduta della domanda di materie prime e prodotti alimentari Il crollo di Wall street costituisce l'ultima grave crisi del capitalismo96 http://unict.myblog.it 96 liberale

5. Recenti interpretazioni delle fluttuazioni economiche.

Nel corso degli anni Settanta del Novecento, la crisi petrolifera, la stagflazione, il rallentamento del ritmo di sviluppo dei paesi industrializzati, hanno rinnovato linteresse degli studiosi per i cicli economici. " Il Mandel, per i cicli utilizza unanalisi simile a quella di Shumpeter ed individua una quarta onda lunga. Inizia a partire dal 1940, questonda sarebbe stata originata dalla rivoluzione
elettronica e dallo sfruttamento dellenergia nucleare.

La fase ascendente di questa fluttuazione sarebbe terminata, a suo parere, alla fine degli anni 60, quando erano gi latenti fenomeni di aumento dei prezzi di alcune
materie prime.

"

Un approccio diverso al problema stato elaborato da Angus Maddison Egli sostiene che non esistono elementi sufficienti per provare lesistenza di onde
lunghe nellattivit economica

A suo parere, esisterebbero invece dei fattori di disturbo, che hanno generato http://unict.myblog.it rallentamenti nella crescita del capitalismo a partire dal 1820.

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"

Inoltre bisogna tenere conto dei mutamenti avvenuti nella struttura delleconomia che possono riassumersi: nella progressiva riduzione delloccupazione nellagricoltura, a favore dallaumento nella occupazione industriale e nei servizi. Nel crescente intervento pubblico nelleconomia Nella maggiore dimensione delle aziende Nella diffusione dei sindacati Nei mutamenti del sistema monetario internazionale Questi profondi mutamenti strutturali hanno avuto un forte impatto sul tipo di strumenti politici utilizzati allinterno di ciascuna nazione. Ci premesso, Maddison esamina le variazioni percentuali del PIL aggregato di sedici paesi, individuando tre fasi nello sviluppo del capitalismo: Una I fase di crescita (dal 1871 al 1913) con due fasi di flessione del 1893 e del 1908, causate da crisi di breve periodo Una II fase di recessione (dal 1914 al 1949), dovuta alle due guerre mondiali, al crollo di Wall Street). Una III fase di espansione (dal 1950 al 1973), la cui interruzione avvenuta a causa della crisi petrolifera). Questo andamento trova conferma nella crescita della produttivit, che ha mostrato una sensibilit ciclica minore rispetto al prodotto. 98 A giudizio di Maddison,http://unict.myblog.it dopo il 1973, si aperta una fase nuova del 98 capitalismo e la politica economica dei diversi stati chiamata a nuovi

DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ALLA GLOBALIZZAZIONE

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LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
In Inghilterra tra il 1750 ed il 1850 Per tali mutamenti Oggi il termine appare a molti "inadeguato" Di quelli delle RIVOLUZIONI POLITICHE Mutamenti nelle strutture produttive portarono allo sviluppo stato coniato il termine CAMERON parla di "termine improprio" Il termine RIVOLUZIONE denota Dell'industria moderna

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Per i tempi di realizzazione incomparabilmente pi lenti Cambiamenti di regime Radicali e repentini

Anche il mito di PAESE oggi discusso perch Svolse un ruolo di "supporto" essenzialmente liberista lo Stato Britannico all' industrializzazione La civilt industriale Una capacit di In un tempo ha avuto "trasformazione assai radicale" "relativamente breve" Tanto da giustificare il termine
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RIVOLUZIONE

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Perch la rivoluzione industriale inizi in Gran Bretagna


La Gran Bretagna avvi per prima la rivoluzione industriale Clima mite Abbondanza d'acqua Perch riun pi rapidamente il maggior numero Di condizioni favorevoli alla crescita

Risorse (carbone)

Cultura

Sistema politico-istituzionale A partire dallapprovazione della Magna Charta (1215)

Dal punto di vista politico

La Monarchia Inglese divenne meno assoluta

Dal punto di vista commerciale


Creando compagnie commerciali Sostenuta dalla politica di appoggio dello Stato

Durante il periodo mercantile Accumul notevoli capitali Strappando primato del commercio marittimo ai Paesi Bassi Atti di navigazione ( 1651-1652)
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Superando le prime potenze coloniali Attraverso lemanazione


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Dal punto di vista del diritto Sulla base di consuetudini La Common Law

La Gran Bretagna svilupp la Common Law Casi gi esaminati diventavano Rafforz la protezione degli interessi privati

legiferava ed amministrava giustizia Modelli per applicazioni successive Contro altri privati Contro l'invadenza dello Stato

Esempi:
Processo di privatizzazione Un potente stimolo fu dato dallo Stato Le Enclosures (le recinzioni) Permisero l'accorpamento delle terre Lo sfruttamento pi razionale

Allaffermazione dell'industria cotoniera attraverso

I Calic Acts (1701-1721 )

I Calic Acts

Proibendo l'importazione di tessuti di cotone indiani http://unict.myblog.it

Stimolarono l'industria cotoniera inglese 102

Altri fattori favorevoli all'avvio e allo sviluppo della rivoluzione industriale

A Londra si svilupparono

Le Merchant Banks

Fornivano capitali per i commerci Per altre attivit internazionali

Le Banche locali

Country Banks

Finanziavano gli affari in tutto il paese

La diffusione della cultura La nascita della dottrina classica (economia politica) Infine la mentalit curiosa

Attraverso giornali, accademie, clubs Adam Smith " David Ricardo " Thomas Malthus
"

I cui maggiori esponenti furono

La capacit di imparare e di innovare a scopi produttivi


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PRESUPPOSTI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE


FOHLEN adduce la spiegazione delle origini ENDOGENI Quelli propri dell' industrializzazione A un duplice ordine di fattori ENDOGENI ESOGENI

LA TECNICA GLI INVESTIMENTI L'ACCUMULAZIONE DI CAPITALI LO SPIRITO DI INIZIATIVA LA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA LA RIVOLUZIONE AGRARIA LA RIVOLUZIONE DEI TRASPORTI IL RUOLO DELLO STATO L'ISTRUZIONE

ESOGENI Quelli appartenenti ad altri settori economici

Impossibile separare i due gruppi

Agirono in http://unict.myblog.it contemporaneit ed in un

Processo cumulativo

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2. LA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA
In INGHILTERRA a partire dal 1750 Si verific un incremento demografico irreversibile Aumento tassi di natalit Diminuzione tassi di mortalit Con una serie di buoni raccolti Minore importanza ai progressi della medicina A ritmi impressionanti Abbassamento et matrimoniale Migliore condizione economica Migliore andamento dei raccolti Diminuzione carestie Calo incidenza malattie infettive In INGHILTERRA tutto ebbe inizio Diminuzione tassi di mortalit Miglioramento condizioni di vita Abbassamento et matrimoniale Vaccino di JENNER(antivaiolo) scoperto solo agli inizi '800 Che non esige preliminarmente l'industrializzazione
105 Esige lo sviluppo delle sussistenze

Cause dell'incremento

Crescita demografica

Si accompagn a un Movimento di urbanizzazione http://unict.myblog.it

3. LA RIVOLUZIONE AGRARIA
Non vi sarebbe stata RIVOLUZIONE INDUSTRIALE in INGHILTERRA Fino all'inizio del XIX SEC. Senza la RIVOLUZIONE AGRICOLA che l'ha preceduta Quando apparve la grande industria, l'agricoltura moderna era gi nata

Esisteva una classe numerosa di piccoli Condizionati dalla parcellizzazione proprietari terrieri ed affittuari delle terre

Dal sistema degli OPEN FIELDS (campi aperti) Ogni particella apparteneva ad un solo proprietario

Estensioni di terreno sulle quali si trovavano dispersi promiscuamente

I fondi di molteplici proprietari

Ma ogni proprietario possedeva

Una propriet frazionata e sparpagliata

Come conseguenza di tale frazionamento si rendeva necessaria

L'adozione di una norma comune nella coltivazione


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"LE ENCLOSURES" (LE RECINZIONI)

Le leggi sulle "RECINZIONI" Le RECINZIONI Il fenomeno recinzioni Nel 1 caso era stato pi vantaggioso

Consentirono la chiusura dei Permisero la trasformazione fondiaria Non fu un fatto nuovo Estendere i pascoli

Campi aperti e delle terre comuni Previamente divise ed appoderate Con la formazione della grande propriet Due secoli prima si era verificato con obbiettivi opposti Per una maggiore produzione di lana Per accrescere la produzione
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Nel 2 caso le recinzioni furono incoraggiate dal Parlamento


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Due categorie furono vittime della introduzione delle recinzioni

E della conseguente ridistribuzione delle terre

I PICCOLI PROPRIETARI I COTTAGERS

I PICCOLI PROPRIETARI I COTTAGERS che godevano di alcuni diritti


di di di di

Impossibilitati a sostenere i costi di recinzione Furono costretti ad allontanarsi dalla campagna

Furono costretti a vendere le loro particelle Allargando la manodopera nelle industrie

pascolo far legna stendere le pezze dopo il candeggio o la tintura raccogliere erbe
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I PROGRESSI TECNICI DELL'AGRICOLTURA


La crescita di dimensione Il passaggio in altre mani dell'azienda agraria Abbandono del sistema dei tre campi LORD TOWNSHEND ne fu uno dei fautori Adozione rotazione continua Si ispir alle pratiche osservate in OLANDA

Consentirono nuovi metodi di coltura

Il c.d. "Metodo di NORFOLK" Dren il suolo Al posto del maggese introdusse la rapa Questa innovazione tecnica sconvolse i vecchi sistemi

Pianta a radici profonde

Che consentiva al terreno di riazotarsi

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Il sistema di NORFOLK

Facilitava l'alimentazione degli animali nei mesi invernali

Trasform l'allevamento del bestiame

Da allevamento BRADO a STABULARE consentendo anche la raccolta del letame

Altro fattore importante per il progresso dell'agricoltura

La nascita del GENTLEMAN FARMER Concorrendo ad aumentare la produttivit, specie nelle grandi aziende

GENTLEMAN FARMER Prese ad interessarsi attivamente (nobile imprenditore inglese) dello sviluppo dell'agricoltura

La piccola industria domestica diffusa nelle campagne

Fu a poco a poco abbandonata

La manodopera si rec in citt

Ancora una volta agirono

Due fenomeni contemporaneamente


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Il movimento delle Enclosures L'inizio della Industrializzazione

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4. LA RIVOLUZIONE DEI TRASPORTI


La rivoluzione dei trasporti Altre cause motrici Della trasformazione Assicurarono alle classi meno abbienti livelli di sostentamento sconosciuti Verso fine secolo il Governo vot le Turn Pike Bills Lo Stato and incontro ai privati L'espansione del consumo interno Con un maggior consumo di: pane, latte, carne

I buoni prezzi della prima met del '700

In Gran Bretagna la politica stradale affidata alle parrocchie Col diritto di esigere un pedaggio

Con la quali si permise ai privati la costruzione di strade

Con esenzioni fiscali e sovvenzioni

Seguirono la costruzione

Ed il miglioramento dei canali http://unict.myblog.it

E la manutenzione delle strade


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Le nuove vie di comunicazione permisero

Allagricoltura di trovare nuovi mercati in cui vendere i prodotti deperibili Alle citt di approvvigionarsi senza timore di carestie future Agli industriali di concentrare le loro imprese, dal momento che la fornitura di carbone e di materie prime divenne pi regolare e a buon mercato.

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INVENZIONI ED INNOVAZIONI
Non bisogna trascurare Il ruolo svolto a favore dellindustria Rivoluzione industriale hanno apportato modificazioni vantaggiose Il secondo termine "innovare" Dallo spirito scientifico Dall'assunzione dei rischi

Le invenzioni a catena caratteristiche della Si distingue tra i due termini invenzione e innovazione SHUMPETER ha sottolineato Sono innovazioni La creazione di nuovi prodotti

Nei metodi di produzione

Indica l'utilizzazione a fini produttivi di una tecnica di nuova invenzione Che conduce all'innovazione

Che l'invenzione non la sola strada

Oltre lo sfruttamento industriale delle invenzioni

La conquista di nuovi mercati


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La concentrazione aziendale
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5. IL RUOLO DELLE INVENZIONI Il settore tessile


Le invenzioni del XVIII secolo Ma non bastava inventare Esempio: la scoperta del telaio per la seta Nacquero dall'esigenza Di dare risposta a problemi concreti Prima con metodi empirici poi con metodi scientifici Ossia modificare una determinata combinazione dei fattori di produzione Perch la seta costosa Perch il mercato della seta pi ristretto di quello del cotone Materia prima la cui offerta era pi elastica della lana Pi adatta alla meccanizzazione Libero dalle limitazioni risalenti alle corporazioni medievali
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Occorreva INNOVARE non diventa innovazione

Per innescare il processo innovativo Tra i tessili il cotone aveva i requisiti Prodotto nuovo
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LE PRINCIPALI INNOVAZIONI TESSILI


L'accelerazione di una delle fasi di produzione Adottata su vasta scala Causava strozzature in altre fasi Nella tessitura La giannetta filatrice (SPINNING JENNY) Hargreaves 1765 Il telaio ad acqua (water-frame) Arkwright 1768 Portarono ad una nuova rottura dell'equilibrio Inventato da Cartwright nel 1785 e perfezionato da Roberts
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E' il caso della navetta automatica (JOHN RAY 1733) Caus strozzature nella filatura Segnarono il passaggio dal lavoro domestico alla fabbrica Dal lavoro manuale al macchinismo Stimolando l'invenzione di un nuovo telaio A cui venne applicata per la prima volta la macchina a vapore
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Le due invenzioni che rivoluzionarono la filatura

I successi nella filatura

Il Power Loom

La siderurgia
L'insufficienza delle riserve lignee Abraham Darby fabbricante di vasellame cinese Questo procedimento consent lo sviluppo L'invenzione del puddellaggio Nel 1784 Cort ebbe l'idea Costituiva una strozzatura Trov il modo di utilizzare il carbon-coke (1710) Della produzione di ghisa Della produzione di ferro Cio leliminazione delle scorie con percussioni Di terminare le operazioni di decarburazione Consiste nelloperazione di torchiatura
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Frenava la produzione di ferro Per produrre ghisa

Complet le tecniche metallurgiche

Con la laminazione Sostituisce la martellatura Consentendo di accelerare la produzione di ferro

La laminazione

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LA MACCHINA A VAPORE
Le invenzioni di Cort non avrebbero avuto successo Savery e Newcomen furono gli inventori delle pompe a vapore James Watt nel 1781 brevett una macchina motrice Senza l'apporto Di una nuova fonte di energia Furono usate nelle miniere

Che perfezionate da Watt

Che applicata all'industria consent di svincolarsi La scoperta del vapore

Dalla dipendenza dell'energia idraulica. Infatti prima le manifatture erano dislocate laddove esistevano fonti di energia

Modific la geografia del paese

Diede origine a nuove forme di organizzazione del lavoro

Consent l'avvio della 2 fase della rivoluzione industriale con lo sviluppo delle ferrovie http://unict.myblog.it

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CONCLUSIONI
Del reddito nazionale Dimostrano che la Fu un processo Stime in Gran Bretagna Rivoluzione industriale assai lento quantitative L'innovazione che segna La rottura con il passato Non si ebbe un "take-off

la macchina a vapore Dallo sfruttamento del suolo Si passava allo sfruttamento anche delle risorse del sottosuolo Rendendo possibili forti accelerazioni produttive

In seguito l'umanit cambiava integralmente

Le modalit di sfruttamento della terra Ebbe effetti di innalzamento della produttivit

L'uso intensivo del sottosuolo

L'Inghilterra divent

La prima societ
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Costituendo un incentivo a potenziare le macchine In grado di produrre con una tale abbondanza Da sconfiggere la povert cronica 118 che affliggeva l'umanit

I risultati ed i costi della Rivoluzione Industriale

Sotto laspetto economico, la Rivoluzione Industriale non pu non giudicarsi un fatto positivo Laumento della produttivit aveva messo a disposizione di una popolazione in crescita una grande quantit di beni; Allaccresciuto bisogno di generi alimentari, lInghilterra provvedeva con limportazione di prodotti agricoli dagli altri paesi, cedendo in cambio i propri manufatti. A fronte di questi benefici il prezzo da pagare fu notevolmente alto. Tra il 1769 ed il 1830 gli Enclosures Acts, privatizzando le terre comuni, eliminarono gli ultimi residui delleconomia di villaggio; Molti contadini inglesi furono costretti a trasformarsi in lavoratori salariati, impiegati come manodopera dagli imprenditori industriali; Si modific la struttura produttiva e lorganizzazione del lavoro: le nuove tecniche portarono alla concentrazione del lavoro in grandi opifici, attorno a pi macchinari.

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Tutta la letteratura coeva e le inchieste sono daccordo nel descrivere condizioni di vita spaventose: La giornata lavorativa delloperaio andava dalle 12 alle 16 ore; I locali dove si svolgeva il lavoro erano spesso sovraffollati e malsani; Il salario era appena sufficiente per la sopravvivenza; Crebbero a dismisura i sobborghi, dove gli operai e le loro famiglie vivevano in alloggi-dormitorio, privi di servizi igienici. La fabbrica costringeva loperaio ad un ritmo di lavoro alienante, inserendolo in una catena produttiva, sulla quale egli non poteva esercitare alcun controllo di conseguenza, alle prime generazioni di operai, soprattutto quelli di origine artigiana e contadina, la macchina apparve come un nemico da combattere. Da qui un diffuso malcontento, che degener in manifestazioni violente di protesta, con la distruzione delle macchine e lastensione dal lavoro (Luddismo) Il movimento luddista era formato da operai dellindustria manufatturiera e da lavoratori a domicilio dellindustria tessile, che procedettero per molti anni a sistematiche distruzioni di opifici e telai. Il movimento venne duramente represso dalle autorit inglesi, con la condanna a morte dei suoi maggiori esponenti.
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Lo Stato contribu allo sfruttamento dei lavoratori, vietando loro di associarsi per rivendicare i propri diritti (Combination Acts, istituiti nel 1799-1800). Soltanto con labrogazione del divieto (1824-25) i sindacati operai (Trade Unions) poterono agire legalmente per ottenere migliori condizioni economiche e giuridiche. Ci non imped la nascita nel 1838 del movimento cartista, il quale partendo da rivendicazioni soprattutto di carattere politico (suffragio universale maschile, voto segreto, rinnovo annuale del Parlamento, remunerazione degli eletti), ebbe un notevole influsso sullemanazione di una legislazione sociale volta a tutelare il lavoro femminile e dei minori. Per le rivendicazioni politiche, invece, bisogner attendere fino al 1884 (adozione del suffragio universale, giornata lavorativa di otto ore).

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Dal protezionismo al libero scambio (1815-1846) La prosperit vittoriana (1850-1870)

Alla fine delle guerre napoleoniche, lInghilterra and incontro ad una crisi di riconversione: La caduta delle esportazioni inglesi provoc la caduta dei profitti, il ristagno della produzione, la riduzione dei salari e laumento della disoccupazione. La violenta caduta dei prezzi del grano, tra il 1812 ed il 1814, indusse lala conservatrice (i grandi proprietari terrieri) a far votare in Parlamento una legge protettiva (Corn-Law), in base alla quale se il prezzo scendeva al di sotto di 80 scellini il quarter, scattava il divieto di importazione. Di fronte alla crisi, si verific in Parlamento la contrapposizione tra conservatori e radicali. Nel 1822 si adott il sistema della scala mobile dellimposizione dei dazi protettivi sul grano: I dazi protettivi venivano applicati a mano a mano che il prezzo scendeva sotto gli 85 scellini, prezzo ritenuto remunerativo. I prezzi, tuttavia, continuavano a scendere, fino a toccare il record con una nuova crisi nel 1836-37 La crisi ed il dilagare della miseria innescarono una massiccia campagna di stampa http://unict.myblog.it 122 a favore dellabolizione delle leggi sul grano.

Nel 1838, si giunse alla costituzione dellanti-corn-law-league, presieduta dagli industriali cotonieri Riccardo Cobden e John Bright, che chiese la formale abolizione delle leggi sul grano. Dopo i cattivi raccolti del 1844-45 e la carestia di patate in Irlanda del biennio successivo, anche i pi accaniti conservatori, primo fra tutti il primo ministro sir Robert Peel, a schierarsi a favore dellabrogazione delle leggi sul grano. Alla met del secolo diciannovesimo si verific la ripresa delleconomia inglese e lavvento dellepoca vittoriana (1850-1870), durante la quale il prestigio della Gran Bretagna raggiunse il culmine. I fattori del successo sono da ricondurre:

Alla scoperta delle miniere doro della California (1848) e dellAustralia (1851), dove gli inglesi furono spinti ad investire Alla rivoluzione dei trasporti con lavvento delle ferrovie, la conseguente concentrazione delle imprese ferroviarie, con il trionfo del capitalismo anonimo; con lo sviluppo della navigazione, grazie alla diffusa applicazione della macchina a vapore, che dopo lapertura del canale di Suez e la sostituzione degli scafi in ferro, segn il tramonto definitivo della vela. Allintroduzione di innovazioni nella fabbricazione dellacciaio (Seconda Rivoluzione Industriale).
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La Seconda Rivoluzione Industriale


Fu soprattutto nel processo di conversione della ghisa in acciaio che si ottennero i maggiori successi della seconda rivoluzione industriale Il convertitore Bessemer, in uso fino al 1870, era adatto solo per ghise poco fosforose. I forni Martin-Siemens permettevano di superare tali inconvenienti consentendo di produrre maggiori quantit di acciaio ad un costo minore. Lacciaio cominci cos a soppiantare il ferro nelle rotaie ferroviarie, nellindustria cantieristica e in quella metallurgica. La produzione dellacciaio ebbe un incremento enorme, soprattutto in Germania e negli Stati Uniti, che divennero ben presto i maggiori produttori mondiali. Lincredibile sviluppo dellindustria siderurgica richiedeva quantit di energia sempre crescenti Al carbone, si affiancarono anche altre forme di energia, in particolare il petrolio e lenergia elettrica. A partire dal 1867, inoltre, il tedesco Von Siemens inventava la dinamo che rivoluzion le macchine motrici ed operatrici. Le prime centrali elettriche furono costruite agli inizi degli anni 80 dellOttocento, ma http://unict.myblog.it 124 ebbero uno sviluppo incredibile grazie alle diverse applicazioni della nuova forma di energia.

Nel 1882 New York conobbe lilluminazione elettrica. Nel 1879 veniva presentato il primo modello di ferrovia ad elettricit. Allinizio del XX secolo, limpiego della corrente alternata apriva nuove prospettive per la produzione industriale. Lo sviluppo dellindustria chimica consent di produrre nuove materie: Fibre artificiali, bachelite, celluloide. Linnovazione pi importante fu il metodo messo a punto dal belga Solvay per la produzione della soda. Sorsero nuove industrie, come quella della gomma, dovuta alla scoperta di Goodyear del metodo di vulcanizzazione attraverso lo zolfo. La chimica si rivel importante anche per lo sviluppo dellagricoltura, grazie ai nitrati e fosfati, largamente usati come fertilizzanti. Mentre le innovazioni della prima rivoluzione industriale e da piccoli imprenditori, spesso da semplici artigiani, che, con pochi capitali avevano sfruttato unidea ed avviato una piccola impresa, il modello della piccola e media impresa era inadeguato per le innovazioni della seconda rivoluzione industriale. Cantieri navali, acciaierie, centrali elettriche richiedevano capitali enormi. Si venne affermando sempre pi la societ per azioni e la grande impresa, che potendo contare sulle economie di scala, aveva maggiori possibilit di battere

la concorrenza e resistere ai periodi di crisi.


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Il declino della Gran Bretagna


" A partire dalla II met dellOttocento la G.B. perde la sua funzione di leadership, cos come avvenuto per altre potenze nel corso della storia (es. Impero Romano). Linteresse del declino inglese dato dal fatto che il primo a verificarsi in et industriale. Mostrando che il first mover, anche in et industriale ha s grandi vantaggi, ma non sufficienti da garantirgli di mantenere tale posizione automaticamente. Inoltre, il declino della potenza inglese ha motivazioni economico-socialiculturali e non politico-militare. A partire dalla Rivoluzione Industriale sul piano economico che si decide una leadership, piuttosto che su quello politico-militare La G.B. ha continuato a crescere economicamente e ad approfondire la sua trasformazione strutturale, ma i tassi di crescita del reddito sono stati complessivamente inferiori a quelli di molti altri paesi industriali. A partire dagli anni Settanta dellOttocento la G.B. ha permesso un catching up dei suoi livelli di reddito pro-capite, non solo da parte degli Stati Uniti, ma dopo la http://unict.myblog.it 126 seconda guerra mondiale, anche da parte dei paesi europei pi avanzati (compresa lItalia) e dal Giappone.

"

Le cause del declino


Per quanto riguarda le cause del declino si possono raggruppare in modo sintetico in tre guppi: 1. Linizio precoce Come larretratezza pu rivelare dei vantaggi, avere incominciato presto ha degli svantaggi. I modelli adottati di macchine e infrastrutture erano i primi, meno perfezionati e raggiunsero presto un elevato grado di obsolescenza economica, pur essendo ancora funzionanti. La G.B. continu a sfruttarli senza rinnovarli e fin per perdere di competitivit 2. Le rigidit istituzionali la G.B. non seppe innovare le sue istituzioni soprattutto in alcuni settori: a) la finanza La G.B. non riusc a rendere pi efficiente la sua borsa, attraverso una http://unict.myblog.it maggiore trasparenza informativa e prefer investire in titoli pi sicuri 127 piuttosto che in azioni di nuove industrie.

La G.B. lasci le sue industrie prive di un efficace sostegno finanziario, in quanto le merchant banks erano troppo legate al finanziamento di attivit internazionali Mentre le banche daffari alla francese o quelle miste tedesche non vennero mai prese in considerazione. b) listruzione la G.B. introdusse molto tardi un sistema pubblico di istruzione e nelle scuole private prevedeva listruzione classica o le discipline scientifiche pure. Quindi i tecnici erano autodidatti e non avevano uno status sociale elevato (come gli ingegneri tedeschi, francesi, italiani o giapponesi) d) la grande impresa levoluzione verso forme di organizzazione manageriale delle imprese in G.B. fu molto pi lenta che negli U.S.A. o in Germania. Il capitalismo inglese era di tipo personale. La fabbrica inglese invece di essere organizzata su principi tayloristici e con una gerarchia funzionale, era organizzata su rapporti maestroapprendista. Una simile organizzazione non scientifica del lavoro non poteva essere competitiva. f) Lassenza di un adeguato intervento dello Stato Anche lo stato non si adegu in G.B. al ruolo propulsivo dello sviluppo http://unict.myblog.it 128 interno assunto dagli altri paesi, preferendo mantenere la leadership internazionale e destinare larghe risorse al colonialismo.

3. Il peso della leadership

il ruolo di leader internazionale impose alla G.B. dei pesi, che riguardarono soprattutto: che comportarono costi militari ed amministrativi notevoli ed un eccessivo impegno in mercati poco sofisticati. la Bank of England amministrava le sue politiche monetarie pi con lobiettivo di mantenere la stabilit internazionale che con quello di sostenere la congiuntura interna Gli interessi della city, la pi grande piazza finanziaria dellepoca, erano ritenuti pi importanti di quelli delle industrie inglesi. Gli investitori venivano attratti pi verso gli investimenti esteri che verso quelli nazionali allo scopo di mantenere un bilanciamento dei poteri tra le potenze, la G.B. venne coinvolta in molte guerre con eccessivi investimenti militari e notevoli perdite.
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a) le colonie

c) il sostegno al Gold-standard

e) il predominio della city.

g) il ruolo di poliziotto del mondo

La nascita del neo-colonialismo

La perdita di certi mercati, per linnalzamento di barriere doganali o per la creazione di una propria industria da parte di Paesi nuovi, come Stati Uniti e Germania, spinse la Gran Bretagna alla ricerca di nuovi sbocchi e di materie prime. Si spiega cos la nascita di un neo-colonalismo, che vide un gran numero di Paesi, nominalmente indipendenti, entrare nellorbita politica e soprattutto economica delle grandi potenze. Lespansione coloniale britannica di concretizz in parte con investimenti allestero, in misura maggiore con scambi commerciali. Si istitu cos il principio della preferenza imperiale, tesa a creare tra la Gran Bretagna e le sue colonie un insieme economico in cui potenziare gli scambi reciproci. La Gran Bretagna port sotto la sua egida territori per quasi 13 milioni di kmq, con 90 milioni di abitanti. In questo quadro, la Gran Bretagna, con lAustralia, il Canada e la Nuova Zelanda, abbandon il libero scambio e stabil dazi doganali sui prodotti provenienti dallesterno dellimpero.
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La ripresa: alla vigilia del I conflitto mondiale

Anche la Gran Bretagna partecip alla ripresa che caratterizz leconomia mondiale a partire dalla fine del secolo XIX. Tuttavia la ripresa che and avanti fino al 1913 non tocc indistintamente tutti i settori:

In agricoltura, la produzione rimase stazionaria, tanto che il Paese poteva provvedere solo ad appena un quarto del suo fabbisogno alimentare. Pi netti i miglioramenti nellindustria, dove tra il 1905 ed il 1913 la produzione del carbone crebbe del 21%, quella dellacciaio del 34%, quella dei filati di cotone del 15%; il settore delle costruzioni navali rappresentava il 60% della produzione mondiale.

Battuta sul piano industriale, lInghilterra di difese su quello commerciale:


La flotta mercantile era ancora la prima del mondo, con 12 milioni di tonnellate Tra il 1905 ed il 1913, esportazioni ed importazioni aumentarono, consentendo la riduzione del saldo negativo della bilancia commerciale. Il Regno Unito era ancora il grande distributore di capitali e la sua moneta era ancora lo strumento indispensabile agli scambi internazionali.
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Alla vigilia del primo conflitto mondiale la Gran Bretagna deteneva ancora la leadership mondiale. Tuttavia la ripresa era una decadenza relativa; i progressi dellindustria erano meno rapidi di quelli dei paesi concorrenti: Germania e Stati Uniti. Il declino relativo della Gran Bretagna ebbe una battuta darresto negli anni Trenta e Quaranta, ma precipit inaspettatamente negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

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Guerra e Dopoguerra

Lo scoppio del I conflitto mondiale sar rivelatore delle debolezze del sistema capitalistico. Il sistema sopravviver, con la scomparsa del liberalismo della libera iniziativa privata a favore del dirigismo statale. Lo Stato, infatti, impose ovunque il suo intervento, quale correttore degli squilibri, regolatore della congiuntura e garante del benessere sociale. Ad un regime di economia ampiamente liberale, durato circa un secolo, succedeva una produzione organizzata dal pubblico potere. Fino a quel momento esisteva un equilibrio europeo, definito dal Congresso di Vienna, garantito dalla Gran Bretagna. Lequilibrio fu rotto dalla Germania, a suo vantaggio, ma la Gran Bretagna non poteva pi ristabilirlo da sola, come ai tempi di Napoleone. Sar lintervento della nuova grande potenza industriale, gli Stati Uniti, ad aprire la nuova e difficile ricerca di un nuovo equilibrio.

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Sul piano monetario, la guerra ebbe due conseguenze:

Allinterno, innesc un processo inflazionistico, che determin un forte aumento dei prezzi e mise in moto una redistribuzione dei redditi tra due estremi: lo schiacciamento dei redditi fissi e lapparizione di fortune scandalose. Sul fronte internazionale comport la fine del sistema del Gold-Standard e lavvento del Gold-Exchange-Standard.

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Il sistema monetario internazionale Il regime aureo il Gold Standard


Leconomia del XIX secolo fu caratterizzata dalla progressiva affermazione Il sistema aureo raggiunse il suo apogeo tra fine Ottocento e inizi Novecento. del sistema monetario basato sul monometallismo aureo Nel sistema ogni moneta aveva cio sul Gold Standard. una parit metallica fissa.

Il valore della moneta corrispondeva ad una quantit di oro stabilita dalle autorit. La moneta cartacea in circolazione era convertibile in qualsiasi momento in oro, di conseguenza si rendeva necessaria la corrispondenza tra la quantit di biglietti in circolazione e le riserve di oro detenute dalla Banca Centrale. Nessuna restrizione poteva essere imposta sullimportazione e lesportazione di oro.
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La Gran Bretagna fu la prima nazione

ad adottare il Gold Standard nel 1816

infatti struttur il proprio sistema monetario Soprattutto per le piccole transazioni si formarono due opposte scuole di pensiero non costituiva garanzia sufficiente per la stabilit monetaria

sulla base del anche se le monete dargento, monometallismo aureo restarono in circolazione Il sistema del pose il problema monometallismo aureo dellemissione di moneta La scuola metallica (currency school) sicch lemissione di biglietti che affermava che la convertibilit aurea della cartamoneta doveva essere rigidamente ancorata affermava che lofferta di moneta

alle disponibilit di riserve auree doveva tenere conto delle esigenze del sistema economico interno

Al contrario, la scuola bancaria (Banking School)

essendo la convertibilit una garanzia pi che valida per la stabilit monetaria.

Ladozione del Bank Charter Act (1844) che regolamentava in modo molto rigido lattivit
bancaria e limitava lofferta di moneta,costitu un importante successo per la scuola metallica.
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La progressiva diffusione del Gold Standard


al sistema bimetallico. Mentre la Gran Bretagna gli altri Stati sviluppati nel corso Per il buon funzionamento di adottava il sistema aureo dellOttocento rimasero ancorati questo sistema era necessario . che il rapporto tra i due metalli si mantenesse stabile Nel Settecento, le monete argentee erano state sottovalutate, ed il valore del metallo contenuto era superiore al loro valore nazionale. Il rapporto tra i due metalli era fisso e stabilito in ragione di 1 a 15, per questo motivo le monete dargento venivano tesaurizzate e si preferiva far circolare quelle doro. Nel corso dellOttocento, la situazione si capovolse, largento si svalut rispetto alloro, il mantenimento del rapporto di 1 a 15, port alla tesaurizzazione delloro e a tendenze speculative, nei paesi che adottavano il sistema bimetallico.

Per questo motivo, ladozione del Gold Standard divenne necessaria e si diffuse in tutti gli Stati sviluppati.

In Germania ladozione del

Negli Stati Uniti, il Gold sistema aureo, si verific con Standard fu adottato lunificazione nazionale (1871). ufficialmente nel 1900.
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La Francia aderendo allUnione Monetaria Latina, aveva progressivamente marginalizzato il ruolo dellargento. 137

Con la soppressione della coniazione delle monete dargento, nel 1878 anche la Francia si avvi al monometallissmo aureo.

In Italia dopo lunificazione fu adottato un sistema bimetallico, ma nel 1866 il Governo la coniazione dellargento (fortemente svalutato), avviandosi cos verso lingresso

fu costretto a decretare il corso forzoso (fino al 1883).

Nel 1878 lItalia aderendo allUnione Monetaria Latina, aveva gi deciso di sospendere

nel sistema del Gold Standard

Infine anche Russia e Giappone, nel 1897 adottarono il sistema aureo

che si afferm cos a livello internazionale

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I vantaggi del Gold Standard


I vantaggi concernevano soprattutto Il riferimento internazionale alloro rendeva semplici gli scambi commerciali evitando Le situazioni di disavanzo o di avanzo venivano sanate attraverso la facilitazione del commercio la stabilit delle valute il problema dei rapporti di cambio. I tassi di cambio erano permettesse lequilibrio fissi e determinati dal peso in oro automatico delle Bilance dei contenuto in ciascuna divisa. Pagamenti. Si riteneva inoltre che ladozione del sistema aureo i flussi delloro le variazioni dei prezzi da essi determinati.

Se un paese presentava una Bilancia dei Pagamenti in attivo (esportazioni superiori alle importazioni)

Esso avrebbe ricevuto un pagamento in oro. Un aumento della quantit doro in regime di Gold Standard
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portava ad un aumento della quantit di moneta in circolazione,

Aumento circolazione monetaria

Inflazione Aumento dei prezzi interni

La Banca Centrale diminuiva il tasso di sconto, facilitando le condizioni di accesso al credito, esercitando pressioni inflazionistiche con un aumento dei prezzi interni che frenava le esportazioni. una minore concorrenzialit delle merci di un paese sul mercato internazionale Gli effetti di tale aumento una riduzione delle esportazioni un aumento delle importazioni In definitiva il ritorno al pareggio della Bilancia dei pagamenti Lequilibrio interno dipendeva dallequilibrio con lestero. Le regole del gioco esigevano che la Banca Centrale: Aumentasse i tassi di sconto- nei periodi duscita doro-pressioni deflazionistiche Diminuisse i tassi di sconto-nei periodi di afflusso doro-pressioni inflazionistiche http://unict.myblog.it di cui faceva le spese leconomia nazionale

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Ladozione del Gold-Exchange-Standard


Prima del 1914 Dopo la prima guerra mondiale Londra era il primo mercato finanziario mondiale per lInghilterra come per la Francia e quindi la sterlina costituiva la moneta cardine del Gold Standard la situazione era cambiata

Sostanzialmente il dollaro scalzava La guerra aveva costretto quasi tutti i paesi coinvolti attraverso limposizione del corso forzoso. La fragilit valutaria delle monete

la sterlina e New York sostituiva Londra sospendendo la convertibilit aurea una forte inflazione si erano largamente indebitati con lestero
141

ad emettere cartamoneta in eccesso rispetto alle riserve Ci provoc alla fine del conflitto era acuita dal fatto che questi paesi
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contraendo prestiti con lestero Il disavanzo della Bilancia dei Pagamenti

ed effettuando massicce la loro Bilancia dei Pagamenti importazioni durante la guerra registrava forti passivi aveva causato per questi paesi un forte flusso di oro verso paesi non direttamente coinvolti nel conflitto in primo luogo gli Stati Uniti (neutrali fino al 1917) il sistema del Gold Standard era paralizzato fu per questo convocata a Bruxelles nel 1920 tenuta a Genova nel 1922

A causa della svalutazione e dellinconvertibilit aurea Bisognava organizzare su nuove basi

delle monete europee le relazioni monetarie internazionali

una Conferenza finanziaria internazionale che auspicava il ritorno graduale al Gold Standard fu delineato il sistema del Gold Exchange Standard

Con la successiva Conferenza monetaria internazionale

Nel nuovo sistema oltre alle riserve auree


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divenute ormai insufficienti rispetto alla massa monetaria le Banche Centrali avevano la possibilit di detenere riserve in valute chiave
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Valute chiave erano: in realt gli Stati detenevano riserve straniere non si basava dunque sul tallone aureo era gi quello che

Dollaro Sterlina soprattutto sterline, nelle Banche di Londra

Gi prima del 1914

Leconomia mondiale Il sistema monetario internazionale significativo a tal proposito il fatto sebbene nel 1922 allepoca della conferenza di Genova

ma sulla lira sterlina dopo il 1922 si chiamer Gold Exchange Standard venisse attribuito il ruolo di valuta chiave

che alla sterlina

la moneta inglese non fosse


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convertibile in oro
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SISTEMI MONETARI A BASE AUREA GOLD STANDARD GOLD BULLION STANDARD GOLD EXCHANGE STANDARD

DATA DI ADOZIONE

RISERVE

CONVERTIBILIT

Dal 1816 in Inghilterra dal 1870 circa a livello internazionale Subito dopo la prima guerra mondiale 1. 2. Dopo la prima guerra mondiale con gli accordi di Bretton Woods (1944)

ORO

Per qualunque importo Solo per grandi somme (in lingotti doro) Solo in divise estere (a loro volta convertibili in oro)

ORO

ORO E DIVISE ESTERE

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144

Gli anni difficili (1919-1930)

Il peggioramento della bilancia dei pagamenti e labbandono del tallone-oro imposero una politica di deflazione, che port il tasso di conto al 7% nellAprile del 1920. Le conseguenze furono pesanti:

Una riduzione del 30% della produzione industriale (1920-21). Una brusca impennata della disoccupazione, che nel giugno 1921 raggiunse i 2 milioni.

Mentre gli altri Paesi si risollevavano, in Gran Bretagna manc una vera ripresa:

Il tasso di crescita annuo rest inferiore agli altri Paesi. La produzione industriale, che nel 1913 rappresentava oltre il 14% di quella mondiale, nel 1929 si assest al 9,4%.

Responsabile della crisi fu ritenuta la politica monetaria del cancelliere W. Churchill, che ripristin la convertibilit in oro della sterlina (23 Maggio 1925). Loperazione, fortemente criticata dalleconomista J.M. Keynes, riportanto la sterlina al tasso di cambio antecedente alla guerra, ossia a 4,86 dollari per sterlina, fin per sopravvalutarla.
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La Gran Bretagna, per, per ragioni di prestigio e per recuperare almeno in parte il primato finanziario non poteva accettare il declino. Le conseguenze furono rilevanti per leconomia inglese: La rivalutazione della sterlina provoc la diminuzione delle esportazioni. La politica deflazionistica blocc la ripresa post-bellica e provoc gravi crisi sociali. Lequilibrio interno fin dunque per essere sacrificato allequilibrio con lestero. I sostenitori della rivalutazione ritengono, per, che lingresso di capitali stranieri nellindustria inglese (ad es. la creazione di filiali della Ford, della General Motors, della Singer, ecc..) e le pi favorevoli condizioni per limportazione di materie prime: Riequilibrarono la bilancia dei pagamenti. Favorirono lo sforzo di modernizzazione. Aumentarono il dinamismo del padronato. Stimolarono nuove concentrazioni di imprese.

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Dalla crisi del 29 allabbandono del Gold-Standard

Lo scoppio della crisi di Wall Street ebbe ripercussioni gravissime su uneconomia non ancora perfettamente ristabilita e ruotante attorno al commercio internazionale. Le esportazioni inglese furono le prime a subire le reazioni protezionistiche esterne e le conseguenze dellabbassamento del potere dacquisto dei Paesi industrializzati. Il rimedio sarebbe stata la svalutazione, ma lInghilterra si rassegner a tanto solo sotto la pressione della crisi mondiale (nel Settembre 1931). Il risultato fu una notevole disoccupazione strutturale: un milione e mezzo di disoccupati, di cui un terzo concentrato in alcune regioni con produzioni superate (ad es. le zone carbonifere). La profonda crisi finanziaria innesc una parallela crisi politica, che travolse il governo laburista, portando alle dimissioni del gabinetto McDonld. Lalternativa logica sarebbe stata una coalizione tra conservatori e liberali, ma si opt per la formazione di un governo di unione nazionale, che includeva le tre formazioni. Il primo atto del nuovo governo riguard il pareggio del bilancio, che fu presto http://unict.myblog.it 147 raggiunto, ma che non bast a risolvere il problema monetario.

"

Nonostante un cospicuo prestito da parte di banche americane e francesi, la congiuntura politica internazionale provoc una fuoriuscita di oro, che compromise seriamente la fiducia nella moneta inglese. Il governo fu costretto a sospendere la convertibilit della sterlina e ad abbandonare il Gold Standard. La crisi valutaria del 1931 e labbandono del Gold Standard da parte della sterlina costituirono il punto di svolta della crisi Dopo questi eventi leconomia inglese pot iniziare una fase di ripresa: una politica monetaria interna finalmente espansiva, con tassi dinteresse bassi, incentiv gli investimenti, specialmente nel settore delledilizia inoltre fu adottata una politica protezionistica e con gli accordi di Ottawa fu creato un mercato protetto tra la G.B. e i paesi del Commonwealth la disoccupazione scese, ma si mantenne a livelli alti, secondo alcuni autori a causa della mancanza di una politica Keynesiana (manc, infatti, fino al 1938, una espansione della spesa pubblica) Fu solo a partire dal 1938 che la G.B. intraprese una politica di riarmo, quando le preoccupazioni nei confronti del riarmo tedesco si fecero veramente serie. http://unict.myblog.it 148

La Gran Bretagna tra guerra e ricostruzione (1940-1960) Le conseguenze della ricostruzione

La Gran Bretagna alla fine del II conflitto mondiale benefici dei progressi della tecnica e delle nuove scoperte scientifiche, anche se in gran parte il capitale produttivo era rappresentato da impianti specializzati nella fabbricazione di munizioni. Si era sviluppata anche la strumentazione elettronica e le tecniche dei calcolatori, tecnologie facilmente utilizzabili in tempo di pace. Lesperienza francese mostr che con una spesa relativamente contenuta per le riparazioni fu possibile riportare in attivit gran parte del capitale produttivo. Nel timore di una sovrapproduzione e di una forte disoccupazione, come nel primo dopoguerra e dopo la crisi del 29, la Gran Bretagna piuttosto che preoccuparsi del ritorno alla libert, cerc di attuare una politica di piena occupazione, avviando contemporaneamente la nascita del Welfare State.

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Il Welfare State

In molti Paesi dellEuropa occidentale, distrutti dalla guerra, ai bisogni della ricostruzione economica si accompagn una diffusa aspirazione alle riforme sociali. Dopo la fine del primo conflitto mondiale lo Stato era intervenuto in maniera pi diretta ed intensa per fronteggiare i nuovi problemi sociali, ma con la II Guerra Mondiale lo Stato assumer un ruolo del tutto nuovo. Lespressione anglosassone Welfare State, tradotta come Stato del benessere, piuttosto che Stato sociale, esprime appunto questa nuova tendenza, che vuole essere la risposta politica ed ideologica delle democrazie al socialismo ed al corporativismo. Essa sta ad indicare una concezione interventista dello Stato, che garantisce ad ogni individuo il godimento dei diritti sociali riconosciuti dalla comunit a tutti i suoi membri:

Diritto alla vita, al lavoro, alla salute, alleducazione, alla casa. In sintesi diritto al benessere, tanto caro ai socialisti utopisti.

In Gran Bretagna il movimento di riforma prese avvio dallascesa del Labour Party.
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Nel II dopoguerra, lInghilterra rappresenta lesempio tipico di uneconomia mista, basata quasi completamente sullapplicazione dei principi keynesiani. Lidea di una politica di governo basata sul pieno impiego e sul benessere sociale era stata formulata dal rapporto Beveridge del 1942. Ricalcava le linee seguite dal governo liberale precedente alla Prima Guerra Mondiale. Infatti, il sistema di organizzazione delle assicurazioni sociali e dellassistenza sanitaria pubblica, creato nel 1946 ed entrato in vigore nel 1948, poteva dirsi erede del National Health Insurance Act del 1911. La differenza stava nel fatto che il vecchio Social Service State, gi riservato alle categorie meno abbienti, era ora esteso a tutti gli strati sociali e a tutti i rischi, come aveva detto Churchill nel 1943. Oltre alla politica di piena occupazione ed alla creazione del Welfare State, la Gran Bretagna post-bellica si propose un terzo obbiettivo: la nazionalizzazione di alcune industrie pi importanti, specie quelle a pi forte densit di capitali. Le motivazioni addotte furono molteplici; in realt era il risultato della vittoria del partito laburista.
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La prima nazionalizzazione riguard la Banca dInghilterra, ma non le principali banche di deposito. Segu lindustria del carbone, poi fu la volta di elettricit e gas; infine i trasporti con in testa le ferrovie. Il bilancio sul piano internazionale fu meno lusinghiero: la flotta inglese tornava ad essere la pi attiva del mondo, ma la Gran Bretagna perdeva la sua influenza degli equilibri internazionali. Negli anni successivi tender ad assumere un ruolo diplomatico nella frattura tra Stati uniti ed Unione Sovietica.

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Lalternativa francese al modello inglese


La Francia presenta Queste differenziazioni Una forte differenziazione In un periodo in cui si guardava Dal modello inglese Al modello inglese come l'unico possibile per lo sviluppo Lento e Considerato a lungo ritardato

Hanno prodotto una visione negativa dello sviluppo francese Alla fine degli anni '70 incominciata

Una revisione di questa tradizionale visione

Che ha inserito la Francia Nei casi di industrializzazione di successo sui generis

Gli storici-economici si sono domandati anzitutto perch

La Francia non fu la prima ad industrializzarsi ?


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Alcuni ritengono che la Francia aveva tutti i pre-requisiti per l'industrializzazione Nel '700 la Francia era un paese popolato Con un mercato interno grande e unificato fin dal Medioevo Aveva un'agricoltura prospera anche se non dinamica Una buona tradizione di manifatture pre-industriali Una crescita economica paragonabile a quella inglese I livelli di diffusione della cultura erano pi bassi dell'Inghilterra In realt non era esattamente cos perch: La distribuzione del reddito era pi accentrata L'aristocrazia era meno orientata verso gli affari E, soprattutto, la monarchia era ancora fortemente assolutista Gli inizi della Rivoluzione francese Sulla questione del diritto ad imporre le tasse Furono determinati proprio da un forte contrasto tra Questa questione era stata gi risolta in Inghilterra
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Monarchia e borghesia A favore del Parlamento gi un secolo prima


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Con i suoi estremismi La Rivoluzione francese E la salita al potere di Napoleone Certe industrie

Trascinarono la Francia in un continuo conflitto (1790-1815)

Le guerre stimolarono

Ma tagliarono fuori la Francia dalle innovazioni inglesi In conclusione: furono proprio i fattori istituzionali a rivelarsi meno favorevoli rispetto alla G.B. Lo sviluppo industriale Un andamento ciclico non lineare Per questi motivi in Francia ebbe

Senza periodi di particolare accelerazione Che possano essere identificati come un decollo A differenza dell'Inghilterra L'agricoltura non favor l'incremento -produttivo Tali da generare uno spostamento verso l'attivit industriale La frammentazione della propriet fondiaria http://unict.myblog.it La mancata Rivoluzione demografica Non si formarono eccedenze consistenti di manodopera E ci per due motivi:

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LA FRAMMENTAZIONE DELLA PROPRIET PRIVATA


Questa frammentazione era avvenuta dopo la Rivoluzione francese Quando furono spezzettati i grandi possedimenti appartenenti ai nobili e alla Chiesa Fu effettuata in appezzamenti cos piccoli che il reddito fu talmente modesto

La suddivisione di queste terre ai contadini

Da scoraggiare l'investimento di capitali in agricoltura Favor un assetto della piccola propriet

Inoltre il Codice napoleonico prevedendo Rafforzando l'attaccamento dei francesi alla terra
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La suddivisione ereditaria tra i figli Causando un lento sviluppo demografico


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LA MANCATA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA


La causa del lento sviluppo demografico della Francia da ricercare, probabilmente, nel tentativo Di contenere lo spezzettamento della terra Alla met del XIX secolo Nello stesso periodo Tale rimase fino al Novecento inoltrato L'incremento della natalit della popolazione Il tasso di natalit in Francia Anche il processo di urbanizzazione Delle famiglie contadine Facendo pochi figli In Inghilterra e nel Galles era dell'11 all'anno Era appena del 3 Fu meno pronunciato Nel 1851 la Francia aveva il 64% della popolazione attiva in agricoltura

Sia per la maggiore importanza dell'agricoltura Sia per la minore necessit di accentramento delle lavorazioni industriali francesi Nonostante questi fattori di freno
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L'industria

Continu a progredire 157 lentamente

IL SETTORE INDUSTRIALE
Si mantennero molto importanti Importante l'industria dellaera moda Si impiant la moderna siderurgia Le tradizionali industrie dei tessuti di seta Di cui la Francia rimase a lungo leader Il complesso pi famoso e moderno Con l'aiuto finanziario di Luigi XVI Localizzate particolarmente a Lione Crebbe la meccanizzazione nell'industria cotoniera Fu quello di Creusot aperto nel 1785

Veniva introdotta l'illuminazione a gas

E si modernizzava l'industria del vetro e della ceramica (la pi famosa era la Saint Gobain fondata come Manifacture Royale nel 1665 da Colbert) Dalla terra e dagli immobili verso settori pi redditizi E dell'assistenza158 finanziaria dello Stato

A partire dagli anni '40 dell'800

Gli investimenti cominciarono a spostarsi

Come le costruzioni ferroviarie

Che usufruirono dei vantaggi di http://unict.myblog.it un'organizzazione centralizzata

Le ferrovie incentivarono il progresso industriale Nonostante la Francia disponesse gi di

Ed il passaggio dall'industrializzazione leggera a quella pesante

Velocizzando i trasporti e Facilitando gli scambi commerciali

Un buon trasporto fluviale E soprattutto di un'ottima rete stradale Si ebbe solo a partire dalla fine dell'800 Perch la Francia scopr molto tardi le sue ricchezze di minerali di ferro

L'espansione dell'industria dell'acciaio

Adott tecniche arretrate di estrazione (i convertitori Bessemer) Inoltre fu danneggiata La Francia fu in prima linea

Poco adatte a minerali ricchi di fosforo Dall'annessione dell' Alsazia-Lorena alla Prussia dopo la guerra del 1871

Con l'industria automobilistica Panhard (1885)

Famose erano le case automobilistiche Peugeot (1895) Renault (1898)


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Tuttavia le case automobilistiche francesi

Non seppero volgersi http://unict.myblog.it alla produzione di massa

Se non pi tardi quando imitarono gli USA

In conclusione
L'industria francese fu:
" Molto pi diversificata di quella inglese, pi dispersa nelle campagne " Di dimensioni pi ridotte e a carattere artigianale " Ad alto valore aggiunto " Per consumatori dotati di elevato potere d'acquisto " Volta verso la produzione di beni di consumo di lusso " Largamente finanziata dagli stessi proprietari attraverso il reinvestimento dei profitti
Particolarmente

prospera fu la Belle poque, il periodo immediatamente precedente la I guerra mondiale, che vide la Francia proiettata su una dimensione internazionale

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IL SISTEMA FINANZIARIO
Protestanti In Francia operavano banchieri privati Ebrei Stranieri trasferitisi a Parigi durante il I impero Finanzi il commercio internazionale Essi costituivano la c.d. Haute Banque che nel XIX sec. Sottoscrisse titoli del debito pubblico Invest nelle ferrovie e nelle assicurazioni Si trattava di vere e proprie banche daffari Tra di esse si distingueva la banca dei Rothschild la cui sede principale era a Francoforte Ma che aveva filiali anche a Vienna, Londra e Napoli

Durante il II impero

Il sistema bancario francese


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Si consolid con la nascita di grandi Istituti di credito


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Quali il
" Crdit Foncier " Crdit Mobilier - fondato nel 1852 dai fratelli Pereire, ex dipendenti dei Rothschild " Credit Lyonnais - fondato nel 1863

Il Credit Mobilier

Avrebbe dovuto funzionare come i grandi istituti belgi

Ma il diverso contesto economico non lo permise

Fall nel 1867

In seguito (1872) fu fondata la Banque de Paris e des Pays Bas nota come Paribas

Ma l'importanza delle banche nel finanziamento dell'industria francese non fu mai rilevante

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IL RUOLO DELLO STATO


Non intervenne particolarmente nell'industrializzazione

Lo Stato francese dopo il periodo pre-rivoluzionario

Si limit ad estendere la costruzione di infrastrutture

E a mantenere un protezionismo

Che dopo il l periodo d'industrializzazione non pu essere considerato positivo

Lo Stato sostenne invece


Anche

Una serie di importanti scuole superiori e scuole tecnico-professionali

La capostipite fu lcole des ponts et chausss (1747)

il colonialismo francese fu meno significativo dal punto di vista economico di quello inglese
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Levoluzione della crescita francese (1871-1914) Le conseguenze della guerra prussiana

Linizio della grande depressione, nel 1873, coincide per la Francia con la sconfitta di Sedan, nella guerra contro la Prussia e con il travagliato periodo della caduta del Secondo Impero (Napoleone III) dellesperienza della Comune e della nascita della Terza Repubblica. Le conseguenze del conflitto franco-prussiano furono di duplice natura: Territoriali Finanziarie Quanto alle prime, la Francia fu amputata dellAlsazia, il centro pi progredito dellindustria tessile, e della Lorena, centro della siderurgia francese, proprio nel momento in cui si estendeva lutilizzazione del processo Thomas, che permetteva lutilizzo di minerali ricchi di fosforo, come quelli francesi. La Francia inoltre dovette pagare una forte indennit di guerra (5 miliardi di franchi-oro) pari a un quarto-un quinto del reddito nazionale. Limponente versamento avvenne, per, senza grandi difficolt. I francesi si affrettarono a sottoscrivere titoli del debito pubblico al 5% per 2 miliardi nel 1871, per tre miliardi di franchi nel 1872 ed in breve tempo furono rastrellati i fondi necessari. In verit, i risparmiatori francesi cedettero i loro crediti sullestero (in sterline, http://unict.myblog.it 164 marchi, franchi belgi,ecc.) al governo francese, effettuando unoperazione di transfert senza precedenti.

Il meccanismo fu ulteriormente facilitato da una bilancia commerciale in attivo, grazie al fatto che la Germania restitu alleconomia francese buona parte del denaro, in quanto, essendo in quel momento in fase recessiva, acquist pi del venduto. Quanto alle questioni interne, la nascita della Terza Repubblica fu tristemente contrassegnata dalla sanguinosa repressione della Comune rivoluzionaria di Parigi, il primo stato socialista della storia. I problemi del proletariato francese erano uguali a quelli degli operai degli altri paesi occidentali industrializzati (con leccezione di Spagna, Portogallo e Italia). Per dare unimpronta coerente ed unorganizzazione centrale ai vari partiti socialisti operanti nei singoli Stati venne fondata la Prima Internazionale (1864-1876), al cui interno, per, coesistevano varie correnti di pensiero (dai marxisti rivoluzionari ai riformisti, fino agli anarchici). Le contraddizioni interne portarono ad una situazione di neutralit ed anche di ostilit nei confronti della Comune parigina, insurrezione popolare, che pure era di stampo nettamente socialista. Bench pi organizzata e coordinata della prima, anche la Seconda Internazionale, fondata a Parigi nel 1889, fu lacerata dai contrasti tra marxisti rivoluzionari e riformisti. Repressa la Comune, con la nascita della Terza Repubblica Francese (1870-1940), il problema sociale fu posto in secondo piano dallaffermarsi di un nazionalismo esasperato, che si tradusse nel rilancio dellespansionismo coloniale.
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La Grande Depressione (1882-1896). Verso la Seconda Industrializzazione


La depressione in Francia si manifest soprattutto con un generale abbassamento dei prezzi e con una stagnazione dellattivit economica. In agricoltura, la crisi agricola fu aggravata in Francia dalla diffusione della fillossera, la malattia della vite.

Di fronte alla crisi, molti paesi trasformarono la loro agricoltura (Danimarca ed Olanda, ad esempio, abbandonarono la coltura dei cereali e preferirono dedicarsi allallevamento ed alla costituzione di cooperative di produzione di latte, burro, carne, ecc..a basso prezzo). La Francia, invece, in cui la popolazione rurale, rappresentava ancora il 65% di quella totale, prefer instaurare forme di protezionismo, per cui la breve parentesi liberista (1860-1870) rimase solo un ricordo.

Al riparo della protezione, sopravvissero i metodi tradizionali pi arretrati e la piccola propriet contadina caus un calo della natalit.

Mentre nel 1800 la sua popolazione rappresentava il 16% di quella mondiale, nel 1900 rappresenter il 10%, con tutto il peso dellinvecchiamento e della riduzione della popolazione attiva (la Francia sar la prima nazione europea ad importare manodopera per lindustria). Dopo un breve periodo di incertezza, per, nel quadro della fase ascendente del ciclo economico di primo secolo, il protezionismo favor una ripresa del dinamismo industriale. Furono soprattutto le industrie-chiave che segnarono il maggiore slancio. Tra il 1890 ed il http://unict.myblog.it 166 1914 la produzione di ghisa triplic e quella dellacciaio risult quasi sestuplicata.

Anche sul piano industriale la Francia segu la via del protezionismo.


Era il risultato: dellammodernamento dei metodi di produzione e di organizzazione del lavoro (Henri Fayol adatt il taylorismo alla particolare struttura socioeconomica francese, proponendo una maggiore flessibilit nellorganizzazione aziendale ed un maggior rilievo alla direzione dimpresa); del progressivo aumento della capacit degli altiforni; dellestensione dellapplicazione dellenergia elettrica a nuove industrie Anche nel settore risparmio-investimento, nonostante le difficolt legate alla congiuntura sfavorevole, la Francia riusc ad aumentare il risparmio ed a progredire lentamente. Rinunciando a creare le banche miste, continuer a contare sulle Banques dAffaires; Le banche locali e regionali cederanno il passo alle grandi banche, che creeranno filiali anche nelle zone pi lontane. Nascer un altro tipo di istituzione bancaria, la Cassa di risparmio, che convoglier il risparmio locale verso il debito pubblico e le operazioni a carattere nazionale. Alla vigilia del primo conflitto mondiale, le distanze tra la Francia e la Gran Bretagna risultavano accorciate ed il solco che alla fine del secolo separava la Francia dalla Germania si era appianato.
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Le conseguenze sociali ed economiche della I guerra mondiale e della pace di Versailles.


Nel 1914, lEuropa immaginava di dover combattere una guerra di movimento, di breve durata. Ben presto, per, si cap che lobiettivo di una rapida conclusione del conflitto sarebbe fallito. Dalla guerra di movimento si pass alla guerra di posizione, in cui i paesi belligeranti si fronteggiavano cercando di logorarsi a vicenda Apparve chiaro allora che una guerra lunga e costosa sarebbe stata vinta da quei paesi la cui economia avrebbe retto meglio lo sforzo bellico. La guerra mise in crisi i dogmi del liberalismo e dello Stato astensionista, si pass alleconomia di guerra, in cui il controllo dei pubblici poteri sulleconomia fu molto forte. Lo sforzo bellico e leconomia di guerra provocarono un sempre pi ampio coinvolgimento della popolazione civile nelle vicende del paese: si crearono cos le premesse per lodierna societ di massa, che si contrapponeva alla struttura individualistica della societ ottocentesca. Le finanze dei belligeranti vennero messe a dura prova perch le spese militari furono molto pesanti. In alcuni paesi, poi, come la Francia e lItalia, si dovette procedere ad allargare linsufficiente base produttiva nellindustria dellacciaio, degli armamenti e degli http://unict.myblog.it 168 esplosivi, con ulteriori impegni finanziari da parte degli stati.

Poich risult spesso impossibile far fronte a questi impegni solo con laumento delle imposte e lallargamento del debito pubblico. I governi fecero ampio ricorso allimposizione del corso forzoso, alla stampa di cartamoneta, con conseguente processo di inflazione. Linflazione, durante la guerra, fu piuttosto contenuta anche perch in molti casi gli stati ricorsero ad un calmiere dei prezzi, ma esplose nel primo dopoguerra, provocando forti instabilit monetarie. Lindebitamento con lestero raggiunse, soprattutto per gli alleati, cifre astronomiche. Inizialmente fu la G. Bretagna a concedere prestiti agli alleati, ma, a causa delle crescenti difficolt finanziarie dovute alla guerra, gli Stati Uniti divennero i principali creditori internazionali. La prima guerra mondiale determin cos un trasferimento di potenza economica e politica dallEuropa agli stati extra-europei, in particolare Stati Uniti e Giappone

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Francia: una stabilizzazione monetaria realistica.

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Contrariamente allInghilterra, la Francia non pose freni allinflazione post-bellica. Per rispondere alle esigenze della ricostruzione, il governo francese attu una politica inflazionistica La guerra aveva causato un forte deprezzamento del franco il governo francese non cerc di stabilizzarlo, n di riportarlo alla convertibilit aurea. Attu una politica di spesa pubblica espansiva, finanziandola con anticipazioni della Banca di Francia e con lemissione di titoli pubblici. La svalutazione, linflazione e la politica espansiva giovarono molto alla Francia: le sue esportazioni aumentarono, cos come i consumi e gli investimenti interni. Tutto ci favor la ripresa delleconomia e la modernizzazione della struttura industriale del paese. Tra il 1926 ed il 1928, quando ormai leconomia francese era in piena prosperit, il governo Poincar realizz una politica di stabilizzazione monetaria La stabilizzazione avvenne al tasso corrente (25,53 franchi per dollaro) senza tentare recuperi dei livelli pre-bellici, prendendo atto della svalutazione del franco verificatasi nel periodo tra guerra e dopoguerra. Tutto ci favor la ripresa delleconomia e la modernizzazione della struttura industriale del paese, anche se per la produzione industriale venne superata dallItalia La sottovalutazione della moneta francese favor per manovre speculative, che provocarono un afflusso di riserve auree in Francia, mettendo ulteriormente in difficolt http://unict.myblog.it 170 lInghilterra.

la Francia: dalla crisi degli anni Trenta alla disfatta

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La struttura produttiva francese, basata su un sistema di piccole e medie imprese, fu un fattore che permise a questo paese di risentire in misura minore del crollo di Wall Street. La recessione vera e propria si verific dopo la crisi della sterlina, nel 1931, a causa della paralisi del commercio estero e del crollo dei prezzi sui mercati internazionali. Le esportazioni francesi furono ridotte drasticamente, la bilancia dei pagamenti ne risent, rivelando un forte passivo, aggravato dalla cessazione delle riparazioni tedesche il debito pubblico aument fortemente la recessione, causando forti tensioni sociali che favorirono la popolarit della destra le sinistre formarono un cartello che, nel 1935, port alla creazione del Fronte popolare che port al governo Lon Blum Blum var un programma di riforme sociali. Aumentando i salari e diminuendo le ore di lavoro con gli accordi di Matignon.
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Gli imprenditori, temendo il peggio, iniziarono ad esportare capitali, rendendo inevitabile la svalutazione del franco, che comunque non riusc a stimolare la ripresa economica. Infine, nel 1938, il governo pass nelle mani di un personaggio di polso, Edouard Daladier, che chiam Paul Reynaud a governare leconomia. Venne eliminata la settimana di 40 ore, vennero varati incentivi agli investimenti, promossa la ricerca ed iniziato un massiccio programma di riarmo. La produzione industriale risal, ma troppo tardi per poter efficacemente contrastare lattacco tedesco del 1939 La Francia si trov impreparata ad affrontare i tedeschi, venendo schiacciata in 40 giorni di massiccia campagna.

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La Francia dal Secondo Dopoguerra alla V Repubblica Nazionalizzazioni e pianificazioni

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La storia economica della Francia dopo la seconda Guerra Mondiale coincide con la storia del suo sviluppo e del suo progresso economico. La Francia al 31 Dicembre 1946 risultava la nazione europea maggiormente indebitata, dopo la Gran Bretagna, verso gli Stati Uniti (1.210 milioni di dollari) e verso il Canada (240 milioni di dollari). Inoltre, linflazione si presentava particolarmente violenta:

il governo, nellimmediato dopoguerra, aveva cercato di riordinare i prezzi ed i salari, bloccati dal 1939; in un primo momento, le imprese poterono sopportare facilmente lincremento dei costi, grazie al risparmio forzato accumulato negli anni di guerra;

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quando salari e prezzi presero la rincorsa, le imprese si trovarono in difficolt ed i sindacati proclamarono una serie di scioperi, di cui il pi grave e pi lungo fu quello dei minatori di carbone (Ottobre 1948). Fra il 1945 ed il 49 i prezzi si moltiplicarono per 20 ed il governo fu costretto a svalutare il franco a pi riprese (nel 1945, 48 e 49).

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I governi francesi cercarono di arginare questa situazione di grave crisi attraverso una politica di nazionalizzazione e di articolata pianificazione economica. I primi settori ad essere nazionalizzati furono le principali fonti di energia: carbone, gas ed elettricit.

La Banca di Francia, gi nazionalizzata nel 1936 fu posta sotto lo stretto controllo dello Stato; furono nazionalizzate quattro fra le pi grandi banche di deposito; mentre le Banques daffaires rimasero in mano ad i privati; furono nazionalizzate anche 34 compagnie di assicurazione.

"

Lopportunit di una pianificazione si manifest fin dal 1946, alla luce dei bisogni della ricostruzione. Fu creato un Commissariato generale del piano con il compito di coordinare la pianificazione e con i seguenti obbiettivi:

correggere le strozzature che impedivano lo sviluppo economico, nel breve periodo; evitare pericolose crisi dopo lespansione nel lungo periodo.

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" Con il primo piano (1947-1950, prolungato fino al 1953) noto come Piano
Monnet, definito anche piano di ammodernamento e di attrezzature:

si dava precedenza alla ricostruzione dellapparato produttivo di base ed al ripristino delle infrastrutture,

attraverso linvestimento di ingenti capitali provenienti dagli Stati Uniti e limpiego massiccio di manodopera immigrata. I risultati ottenuti furono: si riusc a portare in pareggio il bilancio; si elimin il disavanzo della bilancia dei pagamenti;

"

si realizz un aumento di produzione del 50%. Il secondo piano (1954-57) concentr lattenzione sullo sviluppo dellagricoltura e delle industrie produttrici di beni di consumo. I principali obbiettivi erano: riprendere la crescita, rilanciare la modernizzazione, estirpare il Malthusianesimo. Le previsioni furono superate per quanto riguarda la produzione industriale (che crebbe del 46% in due anni), mentre lagricoltura crebbe del 7% contro il 20% previsto.

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Le prospettive economiche della V Repubblica


" Durante la V Repubblica la Francia acceler il suo ammodernamento:

le imprese si mostrarono generose nella distribuzione del reddito in quanto laumento di produttivit consentiva loro aumenti regolari dei salari.

la crescita dei profitti delle imprese spiega la disponibilit di denaro per finanziare la modernit, alimentare la societ di consumo, creare posti di lavoro ed assicurare i grandi equilibri del Paese. La crescita delle capacit produttive delleconomia nazionale determinava, per, uno svantaggio negli scambi con il resto del mondo.

" Ci portava la Francia verso un processo inflazionistico, che frenava lo


sviluppo.

Le spese pubbliche dovevano essere ridotte, veniva aumentato il prelievo fiscale e posta in essere una politica monetaria fortemente restrittiva.

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"

Per evitare la recessione manifestatasi nel 1958, la Francia decideva di avviare un terzo piano (1958-1961), con il quale tentava la ripresa anche del settore privato. I problemi da risolvere riguardavano:

ladattamento della Francia alla Comunit europea; lagricoltura, bisognosa di soluzioni urgenti per colmare il ritardo che si trascinava dietro; il decentramento industriale, per sanare il contrasto tra Parigi, con la regione parigina, e le regioni periferiche,vittime di un crescente spopolamento.

Anche in questo caso i risultati furono soddisfacenti. Solo agli inizi degli anni 70 leconomia francese sub un rallentamento dovuto ai disordini del sistema monetario internazionale ed allaumento dei prezzi del petrolio.

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LITALIA: CRESCITA E DECOLLO DELL'ECONOMIA ITALIANA (1860-1918)


La politica liberista ed i suoi effetti L'Italia risolse il problema L'Unificazione avvenne nel Con l'annessione del Veneto nel '66 periodo 1856-60 e si complet della Unit nazionale e l'occupazione di Roma nel '70 nel decennio successivo piuttosto tardi Nel periodo compreso tra la Restaurazione (1815) e l'Unit (1860) L'arretratezza aumentava scendendo da Nord verso Sud La penisola era divisa in sette stati Tanto da evidenziare un dualismo economico Il cui grado di sviluppo economico era diseguale Che si perpetu ben oltre Il primo decennio del XX secolo

Questa diseguaglianza ebbe conseguenze negative sullo sviluppo Del mercato interno Del mercato del lavoro
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Dei costi industriali


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Anzitutto esisteva una differenza di sviluppo nell'agricoltura

Al Nord coesistevano

La grande fattoria della pianura padana condotta con criteri di gestione policulturale ed intensiva L'impresa colonica dell'altipiano che praticava la coltura industriale del baco da seta Il latifondo che esisteva a partire dall'agro-romano lavorato con sistemi di coltivazione arretrati, monoculturale ed estensivo

Al Sud dominava

Era spesso adibito a pascolo La rotazione a maggese era ancora diffusa Mancava qualsiasi incentivo per le migliorie

L'altra differenza tra Nord e Sud Nel Nord oltre alla diffusa lavorazione della seta nelle valli prealpine Sviluppate erano le attivit cantieristiche in Liguria

Riguardava le attivit extra-agricole Erano sorte filature di cotone e di lana

Nel Piemonte e nel Lombardo-Veneto E la lavorazione del ferro nel bresciano http://unict.myblog.it

E in Val D'Aosta
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Nel Mezzogiorno esistevano attivit Ad eccezione delle industrie manifatturiere di poco rilievo tessili del salernitano Nelle campagne dominava la lavorazione a domicilio Nel campo della politica doganale e monetaria l'intervento dello Stato dopo l'Unificazione

E le cartiere della Valle del Liri

Ma produceva per l'autoconsumo e non per il mercato Era particolarmente urgente perch essa costituiva la premessa, per l'allargamento del mercato Al momento dell'Unificazione vi erano sette sistemi monetari diversi

Alcuni sistemi bimetallici (Regno di Sardegna, Stato Pontificio, Lombardo-Veneto, Ducato di Parma) In alcuni stati vigevano sistemi decimali (Regno sardo, Parma) La differenza esistente tra le tariffe doganali

Altri monometallici a base argentea Ed in altri sistemi non decimali Molto basse nell'Italia del Nord

Era enorme Particolarmente esose nel Meridione


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Si realizz immediatamente

L'unificazione delle tariffe e delle discipline doganali Il corpus giuridico piemontese fu esteso a tutta la penisola, prescindendo dalle diverse condizioni economiche, storiche delle regioni italiane Ispirata ai principi libero-scambisti fu motivata con la necessit di dare uno sviluppo omogeneo I quali vedevano nel libero scambio la possibilit di ampliare i mercati di sbocco A tutto il territorio nazionale e con il successo della politica Cavouriana negli Stati sardi Dei prodotti agricoli, in cambio dell'apertura ai prodotti industriali esteri

La decisione di adottare per la nuova unit politica la tariffa doganale del Regno di Piemonte e Sardegna Questa politica veniva incontro agli interessi dei proprietari fondiari

Ma non tenevano conto della possibilit di avviare uno sviluppo industriale

Nell'Italia unificata Rinviando ad un successivo momento lavvio del processo 181 di sviluppo industriale

La classe dirigente italiana

Ritenne dunque preminente l' Unificazione politica http://unict.myblog.it ed economica

Inoltre si dovette favorire il rafforzamento dei legami politici e commerciali con Francia e Gran Bretagna che in vario modo

Avevano favorito

Il processo di unificazione nazionale

Francia Inghilterra Belgio Danimarca Olanda

Infatti a partire dal1863 vennero stipulati accordi commerciali con

Un effetto negativo dell'adozione della tariffa doganale liberista

Si ebbe nel settore secondario

Delle aree pi protette della penisola

Nell'ex Regno delle Due Sicilie e nell'ex Stato Pontificio

L'abbattimento delle barriere doganali fece scomparire quelle attivit manifatturiere


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che erano cresciute all'ombra del protezionismo pre-unitario


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Tuttavia anche per le attivit manifatturiere dell Italia settentrionale La politica ad indirizzo liberista favor alcune attivit manifatturiere dell'Italia del Nord legate all'ambiente rurale I risultati della politica liberista furono Tuttavia alcune produzioni agricole di nell'Europa Centro-Settentrionale

L'impatto con la nuova Di incentivazione industriale tariffa doganale e ebbero effetti di stagnazione soprattutto l'inesistenza di e di regresso una politica economica Come l'industria serica, del lino, della carta, e della canapa anche le Pi favorevoli per il Nord che per il Mezzogiorno Tipo intensivo di alcune ristrette aree costiere del Sud Occorre evidenziare per che
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industrie laniera, cotoniera di Piemonte, Lombardia e Veneto reagirono positivamente alla liberalizzazione delle tariffe che aveva una struttura ancora debole ed inefficiente Trovarono buoni mercati di sbocco Il carattere dualistico dello Sviluppo economico Italiano
183

E' da considerare un dato di partenza

E non effetto della

Politica economica condotta dai governi post-unitari

Nel complesso l'incremento della produzione agricola

Non raggiunse livelli tali da dare origine

Alla cosiddetta "Accumulazione originaria"

Considerata indispensabile in quel periodo In realt durante il primo ventennio post-unitario Anche se qualche prodotto (es. Il frumento) cominci ad avere Gli scambi interregionali rimasero quasi stazionari

Per l'avvio dello sviluppo industriale Unificazione economica del paese Si accrebbero le precedenti correnti di scambio nazionali ed estere Nonch del potere di acquisto troppo modesto della massa della popolazione
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Non si realizz una vera e propria un mercato unico nazionale A causa della carenza delle vie e dei mezzi di comunicazione
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Le vie di comunicazione

Sia stradali Che ferroviarie

Avevano uno sviluppo cos limitato che il trasporto via mare rappresentava Raggiungeva all'incirca i 2000 Km. Inoltre era concentrata per il 90% al Nord ed al Centro

La spina dorsale del commercio interno ed esterno Mentre quelle inglesi e francesi raggiungevano Solo il 10% rimanente era collocato nel Mezzogiorno La rete ferroviaria italiana mancava inoltre dei collegamenti Alla carenza dei collegamenti ferroviari si aggiungeva

L'estensione della rete ferroviaria del nuovo Stato Rispettivamente i 17.000 Km ed i 9.000 km.

In Sicilia e Sardegna non erano ancora costruite le strade ferrate Longitudinali indispensabili Quella della rete stradale che versava in condizioni disastrose
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alla forma allungata della penisola italiana Soprattutto nel Mezzogiorno


185

Nel 1860 su 1648 comuni 1621 non avevano strade di collegamento

L'inefficienza delle vie di comunicazione fu un problema fortemente sentito Dalla scarsa disponibilit di risorse finanziarie in considerazione Il governo fu costretto a raddoppiare il debito pubblico emettendo

Dai governanti italiani che approntarono un intenso programma

Di costruzioni ferroviarie ma i programmi furono fortemente limitati

Del fatto che il debito pubblico complessivo accumulato al momento titoli al 70 % del loro valore nominale per rendere pi contenuto l'acquisto Di Parigi Di Londra venne a dipendere dalle oscillazioni e dalle speculazioni della finanza internazionale
186

Dell' Unificazione aveva raggiunto livelli elevati (2178 milioni nel 1 quinquennio) Nonostante ci la richiesta risult inferiore all'offerta ed il Governo

Fu costretto a collocare buona parte del prestito all'estero soprattutto sui mercati tuttavia i riflessi positivi vennero ad essere offuscati dal fatto che il valore dei titoli del debito pubblico Italiano
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La collocazione all'estero dei


titoli del debito pubblico stimol un certo afflusso di capitale straniero in Italia

Durante la crisi che colp i mercati di Londra e Parigi nel 1865-66 Riassorbimento della rendita da parte del mercato italiano fece usci re A ci si aggiunsero le imponenti spese militari che il Governo Di fronte a queste difficolt e per evitare il fallimento delle banche di emissione

le quotazioni della rendita italiana precipitarono da 60 a 36 cio ad un Dall'Italia forti quantitativi di metalli preziosi tanto da mettere in difficolt

livello inferiore al valore delle quotazioni in Italia. Il conseguente

La circolazione monetaria interna garantita dalle riserve auree

Dovette affrontare per la guerra contro l'Austria per la conquista del Veneto Che avevano visto assottigliarsi le loro riserve auree il Ministro delle finanze L'emissione di carta moneta a corso forzoso fungendo http://unict.myblog.it da svalutazione dei

Ad aumentare le difficolt finanziarie del nuovo Stato.

Scialoja fu costretto a sospendere la convertibilit dei biglietti di banca

Introducendo il corso forzoso nel maggio del 1866

Biglietti di banca rispetto all'oro ebbe riflessi immediatamente 187

Positivi sulla bilancia commerciale perch stimol le esportazioni Della perdita di credibilit dell Italia che rese impossibile l'ottenimento di nuovi prestiti dall'estero

E nel contempo fren le importazioni che avrebbero dovute essere pagate in costringendo i Governi Italiani ad avviare un programma di politica economica

Moneta metallica, tuttavia il corso forzoso ebbe l'effetto negativo

Che puntasse al pareggio fra entrate e spese

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188

CONCLUSIONI

L'ambiente economico Italiano

Nel 1 ventennio post-unitario

non possedeva ancora

"I pre-requisiti necessari

Per avviare un decollo industriale Non si era formato un surplus del settore agricolo tale da rendere possibile la disponibilit di capitali da investire in attrezzature tecniche e servizi La politica fiscale non era riuscita a fornire allo Stato le risorse finanziarie quantitativamente significative per avviare una politica di industrializzazione La politica di costruzione delle ferrovie non riusc: n ad allargare il mercato nazionale n a potenziare la produzione industriale producendo scarsi effetti sul movimento commerciale fra il Nord ed il Sud del paese.
http://unict.myblog.it 189

La rivoluzione parlamentare del 1876 e la svolta protezionistica


A partire dagli anni 70 La mutata congiuntura internazionale Le pressioni esercitate dagli agrari e dagli imprenditori Che culmin con lavvento al potere Della sinistra (1876) Concedeva il diritto di voto In seguito alla grande Depressione (1873) Portarono ad un cambiamento di rotta E con ladozione di una politica protezionistica (1878) Introducendo nuovi settori sociali

La riforma elettorale (1882) Nella vita politica italiana

Tutti i maschi di 21 anni con unimposta annua di 19 lire Anche lItalia adott il protezionismo

Per reagire alla grande depressione

I dazi ad valorem

Furono sostituiti Che colpivano le http://unict.myblog.it dai dazi specifici merci in misura fissa

190

Cio indipendentemente dalle

Variazioni dei prezzi Nellagricoltura Il settore cerealitico Il settore tessile Nellindustria Il settore siderurgico Fallimentare perch in mancanza di materie prime
" Di

I nuovi dazi favorirono

In particolare la decisione di proteggere Si fin per dare un grosso impulso Inoltre i dazi doganali Fecero salire i prezzi

Il settore siderurgico si rivel

Alle importazioni

" "

ferro (rottame) Carbone Altri minerali

Dei prodotti siderurgici

Danneggiando lindustria meccanica che costituiva un settore dinamico e promettente

Anche il settore chimico

Fuhttp://unict.myblog.it dalla scelta protezionistica danneggiato

191

Cos come furono danneggiate

In agricoltura le produzioni di tipo intensivo (vino, olio, agrumi, ecc..) Nuove tariffe doganali Per proteggere la nascente industria del Nord e del centro Che ebbe conseguenze disastrose per lagricoltura del Mezzogiorno Stipulando trattati commerciali con

Nel 1887 furono approvate Le nuove tariffe

Provocarono la guerra doganale

Con la Francia

La classe politica italiana

Si leg ai gruppi finanziari e industriali

Interessati allo sviluppo dellindustria pesante

LAustria

La Svizzera

La Germania

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192

Gli anni 80 Dal boom edilizio allo scandalo della banca romana
Nel corso degli anni 80 LItalia attravers Una breve fase di crescita Dal crescente intervento statale nelleconomia E dallo sviluppo di alcuni settori industriali Di poter abolire il corso forzoso Ritornando alla libera convertibilit della lira

La crescita fu favorita Nel 1881 il governo ritenne

Il ripristino della convertibilit rivalutando la nostra moneta Sicch la crescita degli anni 80 I francesi fondarono le banche di affari

Danneggi temporaneamente le nostre esportazioni Contribu per alla ripresa della fiducia da parte degli operatori stranieri

Fu sostenuta anche da capitali stranieri (inglesi e francesi) Su modello del Crdit Mobilier dei fratelli Perire
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Furono fondate

La Banca generale E il Credito mobiliare Incoraggi lo sviluppo di tendenze speculative Terreno fertile nella Soprattutto nel settore edilizio Politica del denaro facile adottata dalle banche Esplose nel 1890 con lo scandalo della Banca Romana Il diritto di emissione

La congiuntura favorevole per La speculazione edilizia trov La crisi cominci sul finire degli anni 80

Con evidenti difficolt finanziarie E mancanza di liquidit Rivel che la banca che conservava

Nel 1889 uninchiesta del ministero

Aveva stampato due serie di biglietti con lo stesso numero In quanto risult che le serie duplicate erano servite DellInchiesta http://unict.myblog.it ma poi travolto Per finanziare le campagne elettorali Dallo scandalo fu costretto a dimettersi

Lo scandalo coinvolse il primo governo Giolitti

Giolitti cerc di evitare la divulgazione

194

Lo scandalo della Banca Romana Port ad una ristrutturazione Gli Istituti di emissione

Seguito dal fallimento della Del sistema creditizio Furono ridotti da sei a tre (nel 1893)

Banca generale E del Credito mobiliare

" Banca

dItalia " Banco di Napoli " Banco di Sicilia


" Banca

Furono create

Le banche miste

Commerciale " Credito Italiano " Banca di Roma " Societ Bancaria Italiana Capitali tedeschi e svizzeri Con capitali degli industriali milanesi

Le prime due La Banca di Roma La banca mista negli anni 80

Furono create con laiuto di Con capitali romani

La Societ Bancaria Italiana

Si era andata diffondendo soprattutto in Germania


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Si trattava di una banca di deposito


195

Che esercitava anche il credito a medio e lungo termine

Questo consent il decollo dellindustria italiana Ma port anche ad intrecci sempre pi complessi Fino ad una completa subordinazione delle prime alle seconde Frutto dellunione tra capitale bancario e capitale industriale Del periodo considerato

Tra aziende finanziate

E banche finanziatrici

Contemporaneamente nasceva
Che secondo molti autori

Il capitale finanziario Costituisce uno dei punti pi significativi

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LEt Giolittiana ed il take-off dellindustria italiana


A partire dal 1894 inizi La III fase ascendente del ciclo Kondratev Che raggiunger il suo culmine nel 1929 In Europa I prezzi crescenti diedero Un forte impulso agli scambi internazionali Ed allaumento della produzione e del reddito In Giappone Negli Stati Uniti

La siderurgia Lutilizzazione Nei campi dellelettricit delle nuove scoperte e del motore a scoppio A cogliere loccasione di inserirsi Riusc a trainare La chimica La meccanica LItalia riusc finalmente Fra i paesi industrializzati Sfruttando il nuovo ciclo espansivo delleconomia Del quindicennio precedente furono importanti 197

Se la fase di ascesa delleconomia internazionale

Accompagnata dalla politica protezionistica http://unict.myblog.it

Per il decollo industriale italiano

Determinanti furono anche

Lazione svolta dalle banche miste E lintervento statale (attraverso le commesse, gli anticipi, le sovvenzioni) Lindustria tessile Lindustria alimentare Lindustria siderurgica, chimica e meccanica Lo sviluppo pi consistente si ebbe nellindustria del cotone Nella fabbricazione dello zucchero da barbabietola Nella birra E nei tabacchi Utilizzando il rottame
198

Le industrie che mostrarono i maggiori

Segni di crescita furono

Nellindustria tessile

Oltre allo sviluppo industriale della tessitura della seta La crescita si verific soprattutto

Nellindustria alimentare

Nel ramo siderurgico

La Terni nata nel 1884

Cominci a produrre acciaio di II lavorazione

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Del Credito Mobiliare Con il sostegno finanziario Quando le due grandi banche divennero insolventi La Terni venne aiutata E della Banca generale di Credito Mobiliare Per gli errati investimenti speculativi Messi a nudo dalla crisi economica degli anni 90

Finanziariamente dalla Banca Commerciale Appoggiarono anche i due grandi centri produttivi Grazie alle banche ed al sostegno statale Di Bagnoli E di Piombino Riuscirono ad allargare la produzione e ad ottenere rilevanti profitti

Le due grandi banche miste

Le imprese siderurgiche nonostante la loro fragilit Determinante risult lappoggio statale

Dopo la crisi del 1907

Quando le imprese siderurgiche furono colpite da una crisi di sovrapproduzione dovuta ad un


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Calo della domanda di beni industriali Un piano dintervento per il loro Per sostenere il Consorzio formato E limpegno che le aziende consorziate In complesso dunque

Ed alla politica di dumping del cartello tedesco dellacciaio salvataggio chiedendo lappoggio Dalle principali imprese siderurgiche nel 1911 Non realizzassero nuovi impianti per i successivi Con laiuto di una forte protezione doganale E persino della Banca dItalia

Il governo si impegn a presentare

Della Banca Commerciale del Credito Italiano e della societ bancaria Gli istituti di credito ottennero la garanzia della Banca dItalia Cinque anni Delle commesse statali di carattere politico-militare Il settore industriale italiano trasform e modernizz

Dei finanziamenti e degli investimenti delle banche miste La sua struttura

Rendendola simile a quella

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Dei pi avanzati paesi europei

200

Il decollo dellindustria italiana


E il sistema bancario Aveva fornito al paese

Fu per contraddistinto fin dallinizio Dopo la crisi creditizia dei primi anni 90 I capitali necessari allindustrializzazione Crescente coinvolgimento Stato-banche e industria

Dallo stretto legame tra il mondo imprenditoriale La ristrutturazione del sistema finanziario Inoltre la politica giolittiana

Fu caratterizzata da un Si creava cos quel nesso tra

Dello Stato nelleconomia Tipico del sistema economico italiano

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201

Italia: dallavvento del fascismo alla quota 90

Sebbene vittoriosa, l'Italia usc molto provata dalla guerra, il conflitto aveva messo a nudo tutta la fragilit di un sistema economico dualistico

di recente industrializzazione attraversato da numerose contraddizioni

La maggior parte delle imprese industriali si trovarono all'indomani della guerra in grosse difficolt:

a causa della penuria di materie prime: degli scarsi mercati di sbocco del fluttuante regime dei cambi

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I tentativi di scalata alle banche, da un lato e dall' altro, l'impossibilit di liberare alcune banche dalle immobilizzazioni finanziarie in grandi complessi industriali in difficolt furono gli effetti negativi dalla crisi del rapporto fra banche e industrie. La tregua alla scalata alle banche stabilita nel 1918 dur fino al 1920.
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"

Nel 1920 il gruppo Perrone tent di conquistare la maggioranza azionaria della Banca Commerciale. Il gruppo Agnelli - Gualino si ciment nella scalata al Credito Italiano, entrambi i tentativi fallirono per lopposizione ei dirigenti delle due banche miste, ma rivelarono la fragilit economica delle grandi industrie che si erano eccessivamente allargate. Le continue emissioni di cartamoneta durante la guerra avevano prodotto una forte e crescente inflazione, che nel dopoguerra venne alimentata dai continui interventi governativi:

per sostenere i prezzi per erogare pensioni militari per il risarcimento dei danni di guerra per salvare dal fallimento banche e industrie

"

Nel biennio successivo, alla guerra continuando a ricorrere all'indebitamento pubblico, i governi liberal- democratici di Orlando e di Nitti riuscirono ad evitare temporaneamente la crisi economica, ma non ad evitare la crisi sociale. Il movimento operaio attraverso la Confederazione Generale del Lavoro (C.G.I.L.), con lappoggio politico del partito socialista, ottenne gli aumenti salariali e la giornata lavorativa di otto ore, in cambio dell' accettazione dei nuovi sistemi tayloristici, ma ci non port ad una duratura pace sociale. http://unict.myblog.it 203
173

Infatti quando l'inflazione riassorb gli aumenti salariali ripresero le rivendicazioni e gli scioperi da parte di alcuni movimenti di base autonomi, mettendo in evidenza le scarse capacit di mediare fra capitale e lavoro da parte del governo Nitti, il quale, avversato dai socialisti e combattuto da una parte dei liberali, fu costretto a dimettersi, sostituito da Giolitti. Il vecchio statista mise a punto un programma economico, che prevedeva il risanamento delle finanze statali attraverso provvedimenti fiscali, destinati a colpire i redditi pi elevati; la nominativit obbligatoria dei titoli azionari; l'imposta patrimoniale progressiva. Al programma si opposero. banchieri, industriali e agrari i quali riuscirono a bloccare l'attivazione di alcuni dei suddetti provvedimenti con il conseguente aggravamento del debito pubblico e la crescita dell' inflazione. La sconfitta del movimento operaio nel c. d. "biennio rosso" e la scissione del partito socialista provocarono un indebolimento della rappresentanza parlamentare socialista nelle elezioni del maggio 1921, sicch Giolitti pass la mano a Bonomi, che form un governo con i popolari ed i socialisti riformisti. Dopo la caduta del governo Bonomi sostituito da Facta, nel febbraio del 1922, il movimento fascista che si era trasformato in partito nel novembre del 1921, organizz il 28 ottobre 1922 la "Marcia su Roma" . Fu un vero e proprio colpo di Stato, ma il Re si rifiut di decretare lo Stato di assedio, anzi Mussolini fu incaricato di formare un nuovo governo.
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La politica economica del fascismo pu essere divisa in due fasi: una prima fase liberista, in cui il ministro De Stefani smantell il sistema dell'economia di guerra e dello . Stato interventivista, attraverso una politica di privatizzazioni e di sgravi fiscali; una seconda fase, a partire dal luglio 1925 in cui De Stefani fu sostituito dal Conte Volpi di Misurata, il quale cre le basi di uno Stato fortemente interventista e corporativo. La fase liberista fu assecondata da una fase di ripresa degli scambi internazionali, avviata alla fine del 1922, fondata sulla trasmissione dell'energia elettrica a distanza e sull'industria chimica e delle fibre artificiali. Il periodo liberista fece registrare un forte sviluppo dell'economia attraverso il sostegno dei profitti e dell'iniziativa privata. Venne attuato il passaggio ai privati delle assicurazioni sulla vita, dei servizi postali e telefonici fino ad allora gestiti dallo Stato. Per compensare la flessione del gettito fiscale fu istituita l'Imposta Generale sull'Entrata (I.G.E.), tuttavia il Governo intervenne nella vita economica, caricando sul bilancio, statale le operazioni di salvataggio dell'Ansaldo e del Banco di Roma, mentre il Consorzio per Sovvenzioni sul Valore Industriale (C.S.V.I.) finanzi alcune societ quali l'Alfa Romeo, la Motomeccanica, la Navigazione Generale Italiana. In questo modo il regime si sdebitava con l'alta borghesia industriale, che aveva favorito la sua ascesa al potere.
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Nello stesso periodo, Mussolini avvi la riforma elettorale, che elimin il sistema proporzionale con l'approvazione della legge elettorale maggioritaria. Nell'aprile del 1924, Mussolini indisse le elezioni ed ottenne la maggioranza in un clima di violenze ed intimidazioni. L'uccisione dell'onorevole Matteotti e l'emanazione delle leggi "fascistissime" con l'introduzione della pena di morte, l'istituzione del confino di polizia e la creazione del tribunale speciale per la difesa dello Stato affiancato dall'OVRA (Organo per la vigilanza e la repressione dell' antifascismo), segnarono l'esordio di un regime sempre pi totalitario a partito unico e dittatoriale. Consolidato il potere, il governo fascista cominci a preoccuparsi del processo inflazionistico. Dal 1925 la gestione Volpi attu una rigorosa politica di risanamento monetario mantenendo il pareggio del bilancio statale ed attuando la riforma degli istituti di emissione. Il pagamento dei debiti di guerra agli USA ed alla Gran Bretagna ebbe lo scopo di alimentare un'immagine di sicurezza e solvibilit dell'Italia. La ristrutturazione del sistema di emissione attraverso la concentrazione del potere di emissione di cartamoneta nelle mani della Banca d'Italia e l'attribuzione alla stessa di tutti i poteri di controllo

sull'offerta di moneta sulla liquidit bancaria sul saggio di sconto


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costituirono ulteriori misure volte alla stabilizzazione della lira.

Era poi necessario rivalutare la lira, per acquisire quella fiducia internazionale ed ottenere dall'estero i prestiti utili alla crescita economica del Paese. Nel famoso "Discorso di Pesaro" lo stesso Mussolini annunci di voler realizzare un rapida rivalutazione della lira ripristinandone la parit aurea. All'inizio del 1927, sembrava possibile una stabilizzazione ad una quota intorno alle 110 lire per ogni sterlina che era un livello sopportabile da parte del settore industriale. A determinare la "quota 90" sicuramente furono sia laspirazione di dare una dimostrazione di prestigio del regime sia la necessit di rientrare nel Gold Exchange Standard. divise estere sulla base di 19 lire per un dollaro e di 92,42 lire per una sterlina.

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"

Il 27 dicembre 1927 formalmente attuata la stabilizzazione della lira al cambio con le

Le reazioni del mondo industriale alla stabilizzazione ad una quota cos alta furono contrastanti alcuni rami industriali e finanziari avrebbero voluto la rivalutazione ad una quota pi bassa. La Banca Commerciale Italiana, la FIAT, la SNIA, alcuni consorzi industriali di Milano e Genova avrebbero voluto una stabilizzazione della lira ad una quota di circa 120. Si contestava da parte di costoro l'eccessiva rivalutazione della lira per le difficolt che essa avrebbe arrecato alle produzioni destinate alle esportazioni
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La deflazione e la rivalutazione della lira colpirono in particolar modo l'edilizia e le piccole imprese, a causa della contrazione della domanda interna. Anche le grandi imprese subirono dei contraccolpi negativi, che tuttavia furono compensati da sgravi fiscali e dalla preferenza nelle commesse statali. La stabilizzazione della lira, attirando capitali stranieri in Italia, avvi un vasto processo di concentrazione oligopolistica in alcuni settori come la siderurgia, la meccanica e la chimica. Si svilupp in tal modo l'industria pesante, anche grazie al ribasso dei prezzi delle materie prime importate. Secondo la storiografia liberista, quota 90 avrebbe portato ad una "stagnazione" dell' economia e sarebbe stata in contrasto con gli interessi economici. del mondo industriale. Dunque quota 90 sarebbe stata una misura "anticapitalistica". Una posizione storiografica pi recente ritiene invece che quota '90 costitu una tappa essenziale nel processo, di razionalizzazione e di concentrazione del capitale italiano. ed altri finanziamenti ed investimenti internazionali, che consentirono anche un miglioramento tecnologico dell' industria italiana.

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In effetti, bisogna sottolineare che l'Italia ottenne a queste condizioni il prestito Morgan,

Inoltre la stabilizzazione monetaria incoraggi il risparmio interno e restitu fiducia alle classi medie.
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Furono invece molto pesanti i riflessi sociali della deflazione, sia per quanto riguarda la disoccupazione, che per le condizioni di lavoro. Per quanto riguarda il settore agricolo Mussolini avvi nel 1925 la Battaglia del Grano volta a promuovere l'autosufficienza . alimentare e a diminuire la dipendenza dalle importazioni Nella stessa prospettiva fu concepito il programma di "Bonifica Integrale", realizzato nel 1928. Queste iniziative non ebbero effetti particolarmente positivi per il Paese, in quanto non conseguirono una reale modernizzazione del settore agricolo. Al contrario, la promozione di colture povere come il grano, impover la nostra agricoltura, nella quale invece dovevano essere sviluppate colture intensive, pi adatte alle condizioni geo-morfologiche del Paese. La bonifica integrale fu realizzata solo nell'ambito delle paludi Pontine e non interess che marginalmente le aree meridionali. Anche la politica demografica, perseguita dal regime, ebbe l'effetto di accrescere la popolazione e di impoverire il Paese.

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LA CRISI DEL '29 1. DALLA RICONVERSIONE ALLA CRISI


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Nell'ottobre del 1929 il crollo dei valori azionari sulla piazza di New York segn l'inizio di una gravissima crisi economica, universalmente considerata un evento epocale. La crisi del '29 fu un avvenimento complesso, in cui si intrecciarono diversi fattori scatenanti, tra "cause remote" e prossime" del momento. La principale causa remota fu l'eccesso di produzione, che si determin sul mercato mondiale in seguito ai mutamenti strutturali indotti dalla I guerra mondiale. Le politiche economiche e monetarie adottate dalle diverse potenze avevano creato in molti casi le premesse per una maggiore instabilit. L' incapacit di creare un nuovo ordine economico mondiale, dopo il ciclone della grande guerra, costitu un fattore importante nella genesi della crisi del 29.

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Il rifiuto delle potenze europee, quali la Gran Bretagna e la Francia, di accettare il loro declino economico e politico ebbe conseguenze disastrose sulla riorganizzazione del mondo post - bellico. D'altro canto gli Stati Uniti declinavano le loro responsabilit di potenza emergente, rifugiandosi nell' isolazionismo. http://unict.myblog.it 210

Il ruolo della Germania, ascesa ormai a seconda potenza industriale, veniva marginalizzato dalla sconfitta bellica e dalla questione delle riparazioni di guerra.

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Il mondo negli anni '20 si trov privo di una efficace leadership economica, che potesse affrontare i complessi mutamenti strutturali in atto nel sistema capitalistico e nelle relazioni economiche internazionali.

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2. Il crollo di WALL STREET


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Il segnale di avvio della crisi fu il crollo della Borsa di New York, nell'ottobre del 1929. Gli anni precedenti la crisi avevano visto una enorme espansione dell'economia statunitense, un vero e proprio boom: in cui la produzione ed i profitti erano aumentati considerevolmente; i salari rimanevano stabili; tuttavia il sistema creditizio, nonostante la creazione nel 1913 della Federal Reserve Bank, era disorganizzato e inadeguato. Il boom statunitense tra il 1923 ed il 1929 interess soprattutto il settore dei beni di consumo durevoli. La produzione crebbe pi della capacit di assorbimento del mercato, determinando una situazione di saturazione. Il boom economico fu sostenuto da una politica di basso costo del denaro, a causa di un sistema creditizio incontrollabile e di una amministrazione repubblicana, fedele ai dogmi liberisti che intendeva incoraggiare gli investimenti. I bassi saggi di interesse avevano anche lo scopo di sostenere il ruolo della sterlina 212 http://unict.myblog.it nell'ambito del Gold - Exchange - Standard.

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Il boom economico e la politica del denaro facile innescarono, a partire dal 1926, un boom borsistico., che degener presto in una vera e propria tendenza speculativa. Nel crescente gioco al rialzo, le quotazioni dei titoli azionari salirono vertiginosamente superando di gran lunga il loro valore reale. Questa situazione innesc un circolo vizioso, in cui il rialzo delle quotazioni azionarie incoraggiava gli aumenti di capitale da parte delle aziende, cosa che a sua volta attirava nuovi risparmiatori verso la speculazione borsistica. Le prospettive di guadagno offerte dalla Borsa di Wall Street determinarono una vera e propria fuga di capitali dall'Europa, che danneggi soprattutto l'economia della Germania. Il crollo economico tedesco alla fine del 1928 fu uno dei segni premonitori della crisi. Nell'estate del 1929 si rese evidente una contrazione della produzione industriale statunitense. Il boom speculativo continu a crescere nonostante il rialzo del tasso di sconto, deciso dal Governo allo scopo di limitare la liquidit.

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213

Il 18 ottobre, le quotazioni azionarie di Wall Street rivelarono una tendenza al ribasso, il 24 ottobre una improvvisa corsa alla vendita dei titoli determin il "Black Thursday" (Gioved Nero), i prezzi dei titoli crollarono. Le Banche di New York acquistarono i titoli allo scopo di evitare il crollo, ma non si riusc ad evitare il successivo 29 ottobre, il "Marted Nero", in cui il volume degli scambi raggiungeva la cifra record di 12 milioni di azioni ed il valore dei titoli scendeva vertiginosamente. Il crack borsistico negli Stati Uniti aggrav le difficolt del sistema industriale, paralizzando:

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Investimenti Produzione Profitti il ribasso dei prezzi il dilagare della disoccupazione il diffondersi della recessione

Le conseguenze pi evidenti furono:


La recessione statunitense fu aggravata dalla crisi del settore agricolo, determinata dal costante ribasso dei prezzi dei prodotti agricoli.
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La disoccupazione e la caduta dei redditi agricoli causarono un'ulteriore contrazione dei consumi, deprimendo ancor pi l'economia. Le conseguenze sociali della crisi furono enormi:

moltissimi risparmiatori furono gettati sul lastrico; le fortune accumulate dagli speculatori si polverizzarono; i disoccupati arrivarono a 13 milioni nel 1933; per sfuggire alla disoccupazione i lavoratori accettarono forti riduzioni salariali.

Le gravi tensioni sociali portarono nel 1932 alla sconfitta del Partito Repubblicano, a causa dell' evidente incapacit dell' Amministrazione Hoover di fronteggiare la crisi. L'elezione del democratico F.D. Roosevelt inaugur una nuova era per l'economia statunitense. In conclusione abbiamo cinque elementi fondamentali esplicativi della crisi:

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1) I mutamenti strutturali degli anni 20 che avevano reso il mercato dei prodotti e quello dei fattori (soprattutto del lavoro) molto meno flessibile di prima, il che rendeva pi difficile ristabilire automaticamente l'equilibrio.
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2)

Il sistema monetario internazionale aveva reintrodotto il Gold Standard nella forma del Gold-exchange-standard, ma a condizioni molto squilibrate. Inoltre gli Stati Uniti erano divenuti creditori del mondo senza seguire "Le Regole del Gioco", per il buon funzionamento del Gold Standard. Il sistema a cambi fissi fra le varie monete in confronto alloro evitava qualunque perdita sul cambio, ma legava la politica monetaria e fiscale a quella del suo leader. La stabilit dei cambi era in definitiva legata alle decisioni di politica economica del paese leader. 3) I1 ruolo della caduta della Borsa di New York stato eccessivamente enfatizzato, sia come causa principale, sia come motivo scatenante. 4) Ci che rese la crisi cos seria fu la politica monetaria statunitense molto restrittiva, che produsse panico finanziario, fallimenti a catena, deflazione, in mancanza di un prestatore di ultima istanza (PUI), a livello internazionale, come avvenne in alcuni Paesi a livello nazionale. 5) La trasmissione della crisi dai Paesi che la generarono agli altri Paesi avvenne attraverso i meccanismi: del Gold Standard; della mancanza di coordinamento; della caduta dei prezzi; di una ortodossia fiscale mal interpretata; di un crescente protezionismo.
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Fu soprattutto la recessione statunitense ad influenzare negativamente le economie dei Paesi Europei. La contrazione dei commerci ed il ritiro dei capitali americani, furono i mezzi di trasmissione internazionale della crisi. I maggiori danni ricaddero su quei paesi che negli anni precedenti avevano ottenuto prestiti dagli Stati Uniti e che furono costretti a restituirli. La reazione quasi immediata degli Stati coinvolti fu il ricorso al protezionismo. Gli anni della grande crisi furono dunque contrassegnati da: aumento generalizzato dei dazi doganali; dal ricorso a misure quali: i contingentamenti gli accordi di clearing; le pratiche di dumping. I contingentamenti sono una forma di ostacoli non tariffari, basata sull' imposizione di limiti quantitativi ai commerci con l'estero. una misura volta ad impedire un eccessiva importazione di prodotti e a proteggere l'industria nazionale. Attraverso l'accordo di clearing due o pi Stati si impegnano a compensare reciprocamente i propri scambi commerciali, allo scopo di evitare movimenti di valuta. Il dumping una pratica in base alla quale un Paese effettua all'estero delle vendite sotto costo, allo scopo di aumentare le sue esportazioni. http://unict.myblog.it 217 oggi vietata dal moderno diritto internazionale dell'economia.

3. IL NEW DEAL E LA NUOVA CONCEZIONE DEL CAPITALISMO.

Negli Stati Uniti, la vittoria del democratico Roosevelt alle presidenziali del novembre 1932 decret l'inizio di una nuova fase della politica economica americana. Servendosi della consulenza di un comitato di esperti detto Brain Trust (Trust dei cervelli), il presidente Roosevelt affront la depressione modificando i rapporti tra Stato ed economia. La politica di Roosevelt fu chiamata New Deal ("Nuovo Corso"). Non si tratt di un vero e proprio programma politico chiaro e coerente, ma di una serie di provvedimenti volti ad affrontare situazioni contingenti ispirati dal principio base della necessit di un intervento regolatore dello Stato nelleconomia.

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218

La depressione economica

non fu affrontata con la tradizionale politica di austerit

ma con una politica di deficit spending (spesa in disavanzo)

Allo scopo di rilanciare leconomia del paese La connessione tra la politica del New-Deal e le teorie economiche Roosvelt per il New-Deal si ispir

favorendone la ripresa

elaborate in quegli anni dalleconomista J.M. Keynes

evidente anche se non si pu con sicurezza affermare che

alle idee Quello che accomun Keynesiane Keynes e Roosvelt

fu una nuova concezione del rapporto

tra Stato ed economia

che attribuiva allo Stato un potere di regolamentazione


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delle attivit economiche e di correzione degli squilibri


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LItalia Le conseguenze della crisi del 29

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Inoltre la caduta delle esportazioni e la crisi valutaria del 1931 provocarono un forte deficit della bilancia dei pagamenti Ad ogni modo anche a causa del precedente rallentamento dello sviluppo, dovuto alla rivalutazione della lira, gli effetti della crisi del 29 in Italia furono meno gravi che nel resto dEuropa; lo stesso corso dei titoli azionari sub un calo meno accentuato di quello delle borse europee, non paragonabile a quello degli Stati Uniti soprattutto per il fatto che la borsa italiana quotava quasi esclusivamente titoli nazionali La conseguenza principale della crisi in Italia fu il crollo delle banche miste Nel corso degli anni 20 le banche miste avevano accresciuto il loro ruolo di finanziatori delle grandi imprese industriali fino ad assumerne il controllo trasformandosi in vere e proprie holding La caduta del livello dei prezzi e della produzione provoc un forte squilibrio fra costi e ricavi delle grandi industrie diminuendone la produttivit. Le banche che erano diventate proprietarie delle suddette imprese ritennero opportuno intervenire, cercando di sostenere i loro titoli sul mercato con ingenti acquisti e creando societ finanziarie o utilizzando quelle esistenti, alle quali trasferire le proprie partecipazioni azionarie

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Il Credito italiano fu la prima banca mista ad entrare in crisi essendo esposto per circa un miliardo e 600 milioni nei confronti della Societ Finanziaria Italiana (S.F.I.), incaricata di gestire il suo pacchetto azionario. La notizia di questa operazione divenne di pubblico dominio e indusse molti risparmiatori a ritirare i loro depositi costringendo il Credito italiano a rivolgersi al governo Listituto di liquidazioni nato nel 1928 dalla trasformazione del C.S.V.I. concesse un mutuo infruttifero di 330 milioni alla S.F.I. ottenendo limpegno del Credito italiano a non svolgere pi operazioni di credito mobiliare Anche la Banca Commerciale Italiana cominci ad incontrare difficolt finanziarie. Dopo aver incaricato la sua finanziaria COMOFIN di acquistare le azioni di sua propriet e dopo aver tentato invano di trovare sul mercato i capitali necessari alla riconversione delle imprese controllate, la banca chiese laiuto finanziario dello Stato stipulando un accordo che stabiliva il passaggio alla SOFINDIT (Societ Finanziaria Industriale Italiana) del portafoglio titoli mobiliari e industriali della banca

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La Commerciale si impegnava anche a non effettuare operazioni di credito mobiliare In entrambi i casi la crisi del 29 mise in rilievo il ruolo della Banca dItalia quale Prestatore di Ultima Istanza (P.U.I.) A conclusione di quelle che vennero chiamate le due settimane di salvataggio il 13 nov. 1931 venne emanato un decreto-legge che istitu lIMI LIMI aveva la possibilit di concedere mutui decennali alle imprese private e di assumere partecipazioni azionarie Gli interventi dellIMI riguardarono due mutui uno di 120 e laltro di 420 milioni

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allItalgas e alla Terni

entrambe Societ Debitrici della Banca Commerciale

Le condizioni delleconomia italiana continuarono a peggiorare, costringendo la Banca dItalia ad intervenire direttamente o tramite lIstituto di liquidazioni sugli immobili bancari Di fronte a questa grave e pericolosa situazione, che lazione dellIMI non era riuscita a migliorare, il governo decise il 23 gennaio del 1933 di costituire lIRI- lIstituto per la Ricostruzione Industriale- allo scopo di eliminare la commistione fra imprese industriali e banche miste che era diventata nefasta per il sistema bancario italiano

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LIRI presieduta da Alberto Beneduce e diretta da Donato Menichella venne articolata in due distinte sezioni

La sezione finanziamenti La sezione smobilizzi

La prima poteva concedere prestiti alle imprese industriali meritevoli di essere salvate La sezione smobilizzi assorb lIstituto di liquidazioni con tutto il suo patrimonio e fu autorizzata a rilevare le partecipazioni azionarie delle banche e ad assumere in proprio i debiti delle banche miste verso la Banca dItalia. Lattivit dellIRI fu complessivamente positiva, poich riusc a salvare le banche miste ad aiutare molte imprese industriali, finanziandole o assumendone la gestione diretta Il risanamento del sistema bancario venne attuato con la Riforma bancaria del 1936. Con questa riforma il controllo del sistema bancario venne affidato allIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, organo dello Stato guidato dal governatore della Banca dItalia
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La Banca dItalia venne dichiarata Istituto di Diritto Pubblico, vennero altres dichiarati Istituti di Diritto Pubblico:

il Banco di Napoli Il Banco di Sicilia La Banca Nazionale del lavoro LIstituto Bancario S. Paolo di Torino Il Monte dei Paschi di Siena la Banca Commerciale Italiana Il Credito Italiano Il Banco di Roma

Furono riconosciute Banche di interesse nazionale


Per quanto riguarda la specializzazione del credito, la legge separ nettamente la disciplina delle banche che raccoglievano risparmio a breve, da quelle che lo raccoglievano a medio e lungo termine e riconobbe fra gli istituti di credito speciale le banche che esercitavano il Credito fondiario, edilizio ed agrario

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La svolta autarchica

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La ripresa economica che si era verificata in Italia a partire dal 1934 non consent al governo di ridurre lintervento pubblico sullapparato economico a causa del mancato sviluppo del commercio estero e della notevole diminuzione dellemigrazione, che assommata alla politica demografica governativa, fece crescere il numero dei disoccupati Ragioni di prestigio politico indussero il regime a cercare la soluzione nellespansione coloniale con linvasione dellEtiopia nellottobre del 1935 La conseguente reazione della Societ delle Nazioni concretatasi nelle sanzioni, in realt pi formali che sostanziali, venne sfruttata da Mussolini per avviare una politica economica tendente a rendere lItalia autonoma dalle importazioni cio una politica autarchica. A provocare questa svolta contribu anche la nuova alleanza politica: Il Patto dAcciaio concluso con la Germania e il Giappone La Riforma bancaria del 36 e la trasformazione dellIRI da ente provvisorio in ente a carattere permanente nel 1937, furono i due provvedimenti legislativi che consentirono al governo di indirizzare e controllare leconomia del paese, trasformando il sistema della banca mista A partire da allora i settori portanti dellindustria Italiana vennero a dipendere, tramite http://unict.myblog.it 226 lIRI, dallo Stato che inoltre accentr nelle sue mani il credito dinvestimento

Anche negli Stati Uniti in Germania in Francia ed in Gran Bretagna erano state introdotte forme di economia controllata dallo Stato attraverso la regolamentazione degli scambi, dei prezzi, della produzione e del mercato finanziario, tuttavia in tempi pi o meno brevi erano ritornati alla iniziativa privata In Italia il mancato ritorno di molte attivit imprenditoriali e del sistema creditizio nelle mani dei privati non fu motivato soltanto dalla scelta politica di controllare leconomia allo scopo di rendersi indipendenti, poich questi obiettivi avrebbero potuto essere raggiunti attraverso una politica di incentivi finanziari e fiscali In realt alle suddette motivazioni si aggiunse limpossibilit di un rilancio delle industrie legate alle esportazioni, sia per la scarsit delle riserve monetarie e la difficolt di procurarsi crediti dallestero in una fase recessiva internazionali, sia per linasprimento dei rapporti diplomatici con le grandi potenze economiche occidentali Soprattutto a partire dal 1937 LIRI non intervenne pi soltanto per risanare le imprese in crisi ma assunse funzioni di gestione aziendale. Fece cos la sua apparizione sul mercato lo Stato industriale e banchiere

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Il regime fascista che nei fatti aveva eliminato anche lautonomia sindacale attu questo tipo di politica riducendo i salari reali e abbassando il livello dei consumi Fra i costi sociali prodotti dalla struttura autoritaria del regime si possono annoverare:

Il degrado delle aree rurali Lemarginazione della cultura La carenza nella qualificazione professionale e nellistruzione pubblica Linesistenza o la mediocrit dei servizi sociali Lo scarso sviluppo del sistema assistenziale e del corporativismo

Il regime cerc di bilanciare lindebitamento sindacale con alcuni provvedimenti di legislazione sociale come:

Il salario minimo Gli assegni familiari Lassistenza contro le malattie La creazione di una magistratura del lavoro

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Le tendenze alla concentrazione monopolistica dellindustria assecondata dal regime crearono nei fatti un blocco sociale fra la grande industria e la burocrazia statale, accentuando le tendenze burocratiche del capitalismo italiano
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Leconomia italiana durante la Seconda Guerra Mondiale


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Lo scoppio della guerra trov lItalia con una preparazione militare insufficiente; gli armamenti, oltre che insufficienti, erano anche tecnologicamente arretrati Nonostante quattro anni di politica economica autarchica, le attivit industriali dipendevano in larga misura dallestero per le importazioni di carbone, materie prime e semilavorati, controllati in gran parte dai potenziali nemici, anche attraverso il dominio delle vie di comunicazione marittime Allo scoppio della guerra, Mussolini, in accordo con lalleato tedesco, dichiar la non belligeranza, cercando di procurarsi le materie prime, incrementando le esportazioni, vendendo anche materiale bellico alla Francia ed alla Gran Bretagna Nel giugno 1940, Mussolini decise di entrare in guerra a fianco della Germania sullonda dello strepitoso successo nazista in Francia e nella convinzione che si trattasse di una guerra di breve durata Purtroppo, la guerra durer parecchi anni, mettendo in evidenza la debolezza economica e limpreparazione militare italiana Il rifornimento delle materie prime, utili alla produzione bellica, sarebbe dovuto provenire dalla Germania che, per, avendo disponibilit via via minori, fu costretta a ridurre drasticamente le esportazioni, mettendo in difficolt molte fabbriche di armamenti Nel 1941, ben 729 fabbriche di armi italiane dovettero sospendere lattivit http://unict.myblog.it 229

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A causa degli avvenimenti bellici, la produzione agricola si ridusse notevolmente, sia per la scarsa disponibilit di fertilizzanti, che per il richiamo alle armi dei lavoratori agricoli La produzione industriale, che aveva registrato un andamento verso lalto fino al 1940, cominci a diminuire, a partire dal 1941, in tutti i settori (tessile, meccanico, metallurgico, chimico, delle fibre artificiali e dellenergia elettrica) Il debito pubblico raggiunse cifre astronomiche e, per frenare linflazione, il governo cerc di controllare i prezzi ed i consumi imponendo un calmiere ed istituendo forme di razionamento Dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio del 1943 e la firma dellarmistizio dell8 settembre, linflazione raggiunse livelli elevatissimi:

Nel Sud, occupato dagli Alleati, lemissione delle AM Lire, da parte dellamministrazione militare anglo-americana, al cambio eccessivamente elevato di 100 lire per dollaro, rafforz il potere dacquisto degli occupanti; Nel Nord, rimasto sotto loccupazione tedesca, le notevoli emissioni monetarie della Repubblica Sociale , costituita dai fascisti a Sal (170 miliardi, pi 184 miliardi versati alle forze tedesche) aggravarono il processo inflazionistico.

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La paralisi del sistema produttivo e la rarefazione dei generi di prima necessit, accompagnate dal razionamento e dal controllo dei prezzi, alimentarono un fiorente mercato nero, nel quale entrarono anche i prodotti alimentari in dotazione delle truppe di occupazione Nel 1945, alla cessazione delle ostilit le condizioni economiche e sociali dellItalia erano disastrose
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Leconomia italiana nel secondo dopoguerra


La ricostruzione economica

Allindomani della guerra dopo la caduta del regime fascista, i nuovi governanti dovettero affrontare i problemi relativi: alla riforma istituzionale; al ritorno alla democrazia parlamentare; alla scelta della via da seguire per avviare la ripresa economica. Il problema istituzionale ossia: mantenimento della monarchia, compromessa con il regime fascista o passaggio alla repubblica, provoc un forte scontro fra le nuove aggregazioni politiche e si risolse con la vittoria della Repubblica. Il ritorno alla democrazia parlamentare e lelaborazione di una Carta Costituzionale avvenne senza provocare aspre contrapposizioni fra i partiti nati dalla Resistenza.

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Sui principi ispiratori e sugli indirizzi da seguire per la ricostruzione economica del Paese, i contrasti fra i partiti furono molto forti.. Le forze di sinistra avevano scartato lipotesi dellinstaurazione di un sistema ad economia collettivistica, puntando su forme di integrazione fra democrazia politica e democrazia sociale, da attuare mediante la programmazione pubblica degli investimenti ed il rafforzamento del movimento operaio. Anche il Partito dazione sulla scia delle teorie Keynesiane e del New Deal prospettava una politica fondata sullintervento dello Stato nelleconomia e sulla programmazione. I contrasti programmatici tra le forze politiche costrinsero le coalizioni di unit nazionale (comprendenti tutti i partiti antifascisti) a rinviare le scelte di fondo e a prendere provvedimenti contingenti, legati alle esigenze pi immediate. I problemi economici che richiedevano urgente soluzione erano: 1. La caduta della produzione e la crescente disoccupazione 2. Leccessiva emissione monetaria.
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La disoccupazione era di circa 2 milioni di unit, che rappresentavano l11% della popolazione attiva nazionale. La circolazione monetaria aveva raggiunto un livello 19 volte superiore a quello del 1928. Lindice dei prezzi era salito di circa 20 volte.

Esisteva un eccesso di liquidit rispetto alle risorse disponibili,

aggravato dallintroduzione di unindennit di carovita nelle province meridionali, trasformata nel giugno del 1945 in indennit di contingenza, e, quale meccanismo permanente di perequazione sociale, estesa anche alle regioni settentrionali.

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Di fronte al drammatico problema del contenimento dellinflazione non si volle seguire la via del cambio della moneta come in altri Paesi europei, anche a causa dellopposizione dei liberali. Linsuccesso delle proposte avanzate dalla sinistra (cambio della moneta, imposta patrimoniale ed altri inasprimenti fiscali) diede lavvio ad una politica temporeggiatrice, in attesa della costituzione del Parlamento.

A prevalere dunque fu un indirizzo di politica economica fondato


sulla dottrina liberista.

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La formazione di un sindacato unitario (CGIL) consent di realizzare laccordo con la Confindustria per una tregua salariale, al fine di garantire le condizioni per una ripresa dellattivit produttiva (ottobre 1946). In cambio della tregua salariale furono riconosciute agli operai alcune compensazioni: riconoscimento delle commissioni interne, scala mobile ed assegni familiari, minimi salariali, limitazioni nei licenziamenti e blocco degli affitti.

Le divisioni interne ai partiti della sinistra impedirono di

raggiungere un accordo su un programma di risanamento economico, sicch si fin per adottare la linea sostenuta dai partiti di centrodestra, che port alla riduzione della spesa statale, per consentire un maggiore flusso di liquidit verso il settore privato.
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LIRI non venne liquidato solo per la decisa opposizione delle sinistre, appoggiate anche dai democristiani Pasquale Saraceno ed Ezio Vanoni. fine alla tregua sindacale.

Nei primi mesi del 47 una nuova ondata inflazionistica pose

La fine della collaborazione governativa con i partiti della sinistra diede la possibilit a De Gasperi di formare un nuovo governo democristiano con linserimento di esponenti dei partiti: Liberale, Repubblicano, Socialista scissionista lindirizzo liberista ortodosso, avviando una politica deflazionistica, che prese il nome da Luigi Einaudi, passato dalla carica di Governatore della Banca dItalia a Ministro del Bilancio.
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Il nuovo Governo fu cos libero di seguire fino in fondo

I provvedimenti di Einaudi riguardarono:

Il blocco della concessione di crediti. Lintroduzione di un sistema pi severo di riserve obbligatorie per le Banche (obbligo di versare il 25% dei depositi esistenti e il 40% di quelli futuri alla Banca dItalia). Laumento del saggio ufficiale di sconto (al 5,5%). Lavvio di una graduale politica di stabilizzazione della lira. La proibizione al Tesoro di chiedere anticipazioni alla Banca dItalia.

La linea Einaudi inizialmente ebbe ripercussioni negative sulleconomia,


la stretta creditizia scoraggi gli investimenti, tuttavia la stessa stimol le industrie a rivedere i propri organici e ad aggiornarsi.
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Le grandi imprese, che fino a quel momento avevano cercato soprattutto di garantire la governabilit delle fabbriche fecero leva sulla svolta deflazionistica per imporre il blocco dei salari e liberarsi dalla manodopera in eccedenza, inoltre vennero indotte dalla politica governativa a riportare in Patria parte dei capitali tenuti illegalmente allestero. Ciononostante, senza lapporto finanziario del Piano Marshall, la politica deflazionistica avrebbe penalizzato le possibilit di ripresa dellindustria nazionale.

In complesso, gli stanziamenti di cui lItalia benefici, tra il 1948 ed il 1952, ammontarono a 1470 miliardi di dollari, pari all11% del totale dei fondi ERP (European Recovery Program), peraltro non tutti gli aiuti destinati a rimettere in sesto il nostro potenziale industriale e finanziare investimenti agricoli e opere pubbliche, furono utilizzati a questo scopo: rimase infatti inutilizzata una consistente riserva in capitali.

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Mentre una quota non indifferente del Fondo di Contropartita ottenuta dalla vendita delle merci donate allItalia, fu convertita al rafforzamento oltre misura delle riserve valutarie. Gli aiuti del Piano Marshall servirono quindi per ricostituire le riserve valutarie e per il saldo della Bilancia dei Pagamenti, invece che per finanziare la ricostruzione, suscitando le rimostranze degli americani (critiche del Country Study). In compenso, il Tesoro si trov in grado di prestare aiuto ad un certo numero di imprese, minacciate dalla crisi, soprattutto nel settore dellindustria pesante e di anticipare considerevoli somme allI.R.I., mentre non mancarono sussidi e finanziamenti speciali, sia pure in minor misura, a favore degli esercizi artigianali e delle piccole imprese. Nel frattempo, la caduta pressoch completa della concorrenza tedesca ed il basso costo della manodopera aprivano grandi prospettive allindustria italiana.
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Il riformismo democristiano

La disponibilit delle risorse acquisite attraverso gli aiuti del Piano Marshall influ notevolmente sulla decisione governativa di attuare una politica riformista, che si concretizz verso le seguenti direttrici:
1) 2) 3) 4)

La riforma agraria; La riforma tributaria; La costituzione dellENI; La costituzione della Cassa per il Mezzogiorno.

La riforma agraria port alla costituzione della FEDERCONSORZI. Il movimento contadino sviluppatosi nel biennio 1949 50 lott per obiettivi diversi nel Centro Nord e nel Mezzogiorno. Mentre al Sud esso rivendic la distribuzione individuale della terra dei latifondi, il Centro Nord richiese con forza miglioramenti normativi e salariali e la riforma dei Patti Agrari. La D.C. rispose con la riforma fondiaria che consistette nellesproprio dei terreni posseduti in eccedenza al valore imponibile di 30.000 lire, e nella distribuzione delle terre ai contadini. Con lavvio del Piano Verde furono concessi finanziamenti ai proprietari terrieri per il miglioramento delle tecniche agricole e per costruire impianti di lavorazione dei prodotti agricoli. http://unict.myblog.it 240

La riforma tributaria voluta da Ezio Vanoni stabil lobbligatoriet della dichiarazione dei redditi. Limposizione veniva divisa in due tributi:

LImposta di ricchezza mobile La complementare sul reddito

Nella politica edilizia si seguirono orientamenti in linea con gli altri, dando luogo ad una forma di statalismo burocratizzato. Si fece perno sugli organismi pubblici dintervento, in primo luogo sugli Istituti Autonomi per le Case Popolari, che erano stati creati dal fascismo; a questi lo Stato diede contributi sui mutui contratti a carico del proprio bilancio. La costituzione dellINA CASA riusc a mobilitare somme di un certo rilievo in programmi di edilizia popolare e a dare sollievo alla disoccupazione. Listituzione della Cassa per il Mezzogiorno nel 1950 per lo sviluppo delle regioni meridionali doveva consentire lerogazione di un intervento straordinario aggiuntivo rispetto alla spesa ordinaria dello Stato nel Mezzogiorno, per la costruzione di strade, acquedotti e altre infrastrutture. Altro campo in cui si manifest il riformismo democristiano fu la politica dellenergia. Lidea motrice della costituzione dellENI fu la volont dimpedire che le riserve di gas naturale della Valle Padana cadessero sotto il controllo delle societ petrolifere estere, che volevano interferire.
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Si pose allora in primo luogo il problema del monopolio delle ricerche per lo Stato e successivamente quello di costituire un ente: lENI, che avesse la dimensione e le possibilit adeguate per un compito che si rivel immediatamente di vasta portata. Nei primi anni 50, la ricostruzione poteva considerarsi conclusa, con notevoli ripercussioni sui tre settori economici tradizionali: - Si ridusse notevolmente il settore agricolo, mentre crebbero gli altri due settori, particolarmente il settore terziario.

Lestensione degli incentivi della Cassa per il Mezzogiorno alle iniziative industriali ed artigianali non ebbe i risultati sperati, pur incrementando nel breve periodo il reddito ed i consumi del Meridione.

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Il miracolo economico in Italia


Nel periodo che va dal 1953 al 1963 leconomia italiana svilupp i livelli di

crescita pi elevati della sua storia; non solo leconomia, ma anche la societ italiana cambiarono volto. Limpulso di gran lunga pi importante per lo sviluppo economico e soprattutto industriale italiano, secondo leconomista Paolo Sylos Labini, fu dato dalla domanda estera e quindi dal rapidissimo aumento delle esportazioni. Tale aumento va attribuito:

a motivi di ordine internazionale a motivi di ordine interno la sostenuta espansione produttiva degli Stati Uniti; la crescente domanda di merci prodotte nei paesi capitalistici progrediti da parte dei paesi collettivistici(Russia, Paesi dellEuropa Orientale, Cina) e di alcuni Paesi arretrati, che cercavano di avviare un processo di sviluppo. il processo di formazione del Mercato Comune Europeo (che ha condotto ad una progressiva liberalizzazione nel commercio inter europeo dei prodotti http://unict.myblog.it 243 industriali).

I fondamentali motivi di ordine internazionale furono tre:


I principali motivi di ordine interno furono due:

Lampia disponibilit di manodopera (a causa dellincremento della popolazione, dellurbanizzazione, della forte emigrazione dal Sud, la debolezza della forza contrattuale dei sindacati). Il rapido aumento della produttivit, soprattutto nellindustria, determinato:
dalla rimessa in opera dei macchinari nascosti durante la guerra; lintroduzione di nuove tecnologie importate dai paesi capitalistici pi avanzati; lutilizzazione di fonti energetiche meno costose (metano) e la sostituzione del carbone con prodotti petroliferi lampliamento del mercato interno grazie alla diffusione di nuovi prodotti di largo consumo.

a) b) c) d)

I connotati pi originali dello sviluppo economico italiano, rispetto


a quello degli altri paesi europei furono:

i profitti crescenti; lassenza di inflazione; la bilancia dei pagamenti in attivo.


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La crescita contenuta dei salari, in contrapposizione ad una crescita molto rapida della produttivit, consent allindustria italiana di presentarsi sul mercato internazionale con prezzi competitivi. Gli elevati profitti attirarono gli investimenti privati e consentirono un autofinanziamento, che al lordo si aggir intorno alla quota ragguardevole del 42%. I forti investimenti favorirono la ristrutturazione dei comparti siderurgico, chimico e metalmeccanico e la nascita di nuove imprese nel comparto petrolchimico e in settori innovativi. La notevole crescita degli investimenti, accompagnata da un forte incremento delle esportazioni e da una debole domanda interna, favor il mantenimento in attivo della bilancia commerciale e dei pagamenti. A partire dal 1958, tale tendenza si accentu per lo sviluppo degli scambi commerciali nellambito del MEC, con vantaggi soprattutto a favore dellindustria automobilistica, della meccanica di precisione, della metallurgia, delle fibre tessili artificiali e sintetiche, dei derivati del petrolio.
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Leconomia italiana negli anni 60-80

Il miracolo economico si arrest bruscamente nel 1964, quando le revisioni salariali, il rafforzamento dei sindacati, lazione incalzante dei partiti di massa, fecero rallentare la produzione e la produttivit, e lespansione delloccupazione croll. Gi nel 62 tutti i paesi europei avevano subito un lieve rallentamento, ma ne uscirono pi rapidamente dellItalia. La responsabilit dellaumento dei prezzi e delle importazioni fu attribuita agli aumenti salariali, in realt i salari italiani erano ancora nettamente inferiori a quelli di tutti gli altri paesi europei. Gli aumenti furono concentrati in un periodo assai ristretto di tempo, quello dei rinnovi contrattuali del 6263, anni di ripresa della lotta sindacale. Il fatto che in quegli anni, la dinamica salariale super quella della produttivit, effetto anche della crisi congiunturale, che diminu la produzione, appesantendo ulteriormente landamento congiunturale. Lo shock salariale fu trasferito integralmente sui costi, per mantenere gli alti margini di profitto, cui erano abituati gli imprenditori. Questo provoc una diminuzione di competitivit e un conseguente aumento delle importazioni, che mand in passivo la Bilancia dei Pagamenti; ci esercitava una pressione sui tassi di cambio e a sua volta il deprezzamento della lira, accentuava linflazione. http://unict.myblog.it 246

Era la prima manifestazione di un ciclo, che continu negli anni 60. La spiegazione pu essere trovata nel fatto che cominciarono ad esaurirsi i margini di utilizzazione dellapparato produttivo. LItalia non aveva ancora una struttura produttiva adeguata a far fronte alla domanda interna, provocata dagli aumenti di occupazione e di salario. ancora per un lungo periodo, invece lo sviluppo insufficiente delle forze produttive port alla crisi nella Bilancia dei pagamenti, per mancanza di offerta interna. I provvedimenti di politica economica adottati dal Governo di centro sinistra nel febbraio 1964, ricalcarono la manovra Einaudiana del 48: forte stretta del credito e misure per contenere i consumi. Il tasso dinflazione si ridusse considerevolmente ma diversamente dal 47 alla deflazione non segu la ripresa.

Avrebbe avuto bisogno di continuare ad accumulare a tassi accelerati

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Inizialmente, il Governo era orientato verso una politica diversa, una politica di programmazione, ispirata alla nota aggiuntiva, che Ugo La Malfa, ministro del Bilancio del governo Fanfani, aveva presentato in Parlamento nel 1962. Nella nota si prospettavano:

una politica di piano, volta al superamento degli squilibri settoriali e territoriali; una politica dei redditi, attraverso la quale il fisco avrebbe dovuto prelevare dai redditi pi alti e dai consumi di lusso i capitali necessari per stimolare gli investimenti produttivi privati e per accrescere gli investimenti pubblici; Il passaggio alla mano pubblica di particolari settori.

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A partire dal 1965, in verit, vennero presentati i piani quinquennali ispirati alla nota aggiuntiva. I risultati della programmazione furono, purtroppo fallimentari, per vari motivi:

per i contrasti tra le stesse forze governative; per il mancato coordinamento degli enti locali e linefficienza della burocrazia per la resistenza opposta dagli interessi precostituiti
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Non appena apparvero i primi segni di ripresa, si abbandonarono i processi di programmazione, con la restaurazione degli equilibri preesistenti. Gli imprenditori ed i ceti abbienti, preoccupati per linflazione, misero al sicuro i propri risparmi, portandoli allestero. Le pi grandi imprese industriali riorganizzarono il lavoro di fabbrica, aumentando i ritmi lavorativi, ricorrendo a doppi turni ed al lavoro straordinario. Si realizzarono numerosi processi di concentrazione aziendale, attraverso lassorbimento di imprese minori, in difficolt per la stretta creditizia. Il settore pubblico, nonostante il consolidamento di IRI, ENI, ENEL, fini per essere sempre pi gravato da oneri impropri, derivanti dalle distorsioni clientelari ed assistenziali, con la lottizzazione dei posti chiave. In conclusione, approfittando degli effetti negativi della stretta creditizia sulla produzione e sulloccupazione, le grandi imprese, piuttosto che incrementare gli investimenti in impianti e macchinari, intensificarono lo sfruttamento della manodopera ed esportarono valuta. Leconomia italiana fu sostenuta ancora dalle esportazioni di alcuni settori dove i prezzi continuarono ad essere competitivi.

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L Autunno caldo (1969)

A causa della diminuzione dei ritmi di sviluppo della domanda, la crescita economica fondata su una produttivit in aumento per effetto di alti profitti, che consentivano forti investimenti e notevoli economie di scala, fin con larrestarsi. Daltra parte, dopo quasi un ventennio di livelli salariali nettamente pi bassi, il costo del lavoro in Italia si alline a quello dei maggiori Paesi europei. La presenza di un forte movimento sindacale sfoci nelle lotte operaie condotte per il rinnovo contrattuale dellautunno del 1969 (denominato Autunno caldo), che provocarono aumenti salariali, tra il 1969 ed il 1970, di circa il 16%. Nel 1970, fu approvato lo statuto dei lavoratori, che cre ulteriori tensioni allinterno del sistema industriale italiano, in quanto:

ridusse la possibilit degli imprenditori di utilizzare la manodopera marginale; Imped di attuare discriminazioni nei confronti di dipendenti sindacalizzati.

La soluzione per mantenere alti i profitti delle imprese fu laumento dei prezzi.

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Lo shock petrolifero

La crescita degli anni 50 e 60 era stata favorita dalla stabilit dei prezzi delle materie prime, in particolare il prezzo del petrolio, la principale fonte di approvvigionamento energetico si era addirittura ridotto rispetto ai prezzi dei prodotti industriali. nel 1973 il prezzo del greggio sub una violentissima impennata quadruplicandosi nel giro di pochi giorni (da 3,01a 11,65 dollari per barile). La causa immediata fu la guerra del Kippur tra gli arabi e gli israeliani ed il conseguente embargo petrolifero, che i paesi arabi decretarono nei confronti degli Stati occidentali sostenitori di Israele. Laumento del prezzo del petrolio era dovuto anche al nuovo ruolo che lOPEC andava assumendo nelle relazioni economiche mondiali.
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Dopo un modesto aumento tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70,

Le conseguenze furono rilevantissime, soprattutto per paesi come lItalia e il Giappone che dipendevano totalmente dallestero per il loro approvvigionamento energetico. produttiva con un deciso crollo della produzione industriale che dur fino al 1976; al calo della produzione si aggiunse un incremento dei prezzi. Le spinte inflazionistiche gi presenti nelle economie degli ultimi anni 60 trovarono nella crisi petrolifera un micidiale moltiplicatore, inoltre anche i prezzi di altre materie prime subirono forti aumenti a partire dal 1973. Le reazioni degli stati industriali furono immediatamente improntate a politiche di risparmio energetico (limitazione della circolazione automobilistica, diminuzione consumi di elettricit, incentivazione ricerca fonti alternative). Un secondo shock si verific nel 1978 79 in seguito alla rivoluzione iraniana, per lItalia anche la crisi del 79 fu molto grave sia per la perdurante dipendenza energetica, sia per il crescente deprezzamento della lira rispetto al dollaro, http://unict.myblog.it con cui veniva pagato il petrolio. 252

Tutti i paesi industrializzati furono colpiti da una forte recessione

Leconomia italiana negli anni Settanta

Tra la fine del 1969 e linizio del 1970, ladozione di misure restrittive del credito e dei consumi produsse effetti negativi:

sulle piccole e medie imprese, che occupavano il 70% dei lavoratori dellindustria (soprattutto nel Veneto e nellEmilia); sugli investimenti e sulloccupazione in tutti i settori economici

Per far fronte alla recessione, il governo increment la spesa pubblica. Di conseguenza tra il 1968 ed il 1972, si verific:

un forte indebitamento pubblico la crescita della circolazione monetaria un elevato tasso dinflazione

Per combattere linflazione, si cerc di mantenere bassi i tassi dinteresse, nella speranza di rendere convenienti gli investimenti produttivi. In effetti, il volume degli investimenti cominci a salire, agli inizi del 1973, ma laumento della domanda interna anticip lo sviluppo della produzione, costringendo ad aumentare le importazioni. Le autorit monetarie decisero allora di far uscire la Lira dallo SME (Serpente Monetario Europeo) e farla fluttuare liberamente, per svalutarla e rendere competitive le http://unict.myblog.it 253 nostre esportazioni.

Gli effetti positivi di questa manovra cominciarono ad avvertirsi, con laumento del P.I.L. (al 7% nel 1973) e laumento delle esportazioni, quando lo shock petrolifero (Ottobre 1973)dando il via ad una rilevante crescita dei prezzi, annull gli effetti della svalutazione della Lira. La stagflazione degli anni Settanta, spinse il sindacato unitario ad adottare una politica di difesa del livello salariale. Il sindacato riusc ad ottenere: Lindicizzazione dei salari e degli stipendi, attraverso il punto unico di contingenza che, a causa dellelevata inflazione, provoc il livellamento delle retribuzioni. Il costo del danaro era divenuto cos elevato da provocare la crisi delle grandi imprese ad alta intensit di capitali. Venne istituita la cassa integrazione, che addoss allo Stato il mantenimento dei lavoratori licenziati dalle grandi imprese in difficolt. Le imprese in dissesto vennero poste a carico del bilancio statale, attraverso la creazione di appositi enti pubblici. Nello stesso periodo, le piccole e medie imprese dellItalia centro-settentrionale, soprattutto emiliane e venete, aumentarono la loro competitivit internazionale, grazie ai salari pi bassi ed al minor bisogno di capitali.
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La domanda interna continu ad aumentare, a causa dellincremento della spesa pubblica dello stato sociale dovuta a:

Distribuzione delle pensioni sociali; Aggancio delle pensioni ordinarie allultimo periodo lavorativo; Introduzione dellordinamento regionale.

Lunico freno alla lievitazione della domanda fu laumento della pressione fiscale, dovuto al meccanismo della progressivit delle aliquote delle imposte dirette, in combinazione con la crescita dellinflazione. al sistema monetario europeo (SME), linflazione si mantenne molto elevata, a causa dellespansione incontrollata del debito pubblico.

Nonostante laggancio della Lira al Marco tedesco, con ladesione nel 1975

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Leconomia italiana negli anni Ottanta


A partire dal 1981 il prezzo del petrolio greggio si abbass, avviando una graduale diminuzione dellinflazione. In Italia, linflazione colp soprattutto i percettori di redditi fissi e le imprese ad alta intensit di capitali. Il finanziamento del debito pubblico trov una importante risorsa nella elevata propensione al risparmio degli italiani Dopo il 1983, anche lItalia cominci ad uscire dallinflazione; si avvi un nuovo ciclo economico nel quale il reddito riprese a crescere. La produttivit globale media crebbe ad un ritmo inferiore alla crescita dellindustria, a causa dellespansione del settore terziario, a basso livello di crescita produttiva. A partire dal 1984 prese avvio un profondo processo di ristrutturazione della grande impresa attraverso:

Il taglio di alcune attivit; Il miglioramento delle tecniche di gestione; Lespansione dellautomazione; Una pi rigorosa disciplina di fabbrica; Progressivo indebolimento della contrapposizione tra datori di lavoro e lavoratori; Smantellamento della scala mobile.

http://unict.myblog.it La struttura delloccupazione sub un profondo cambiamento. Si espanse il lavoro autonomo e crebbe loccupazione femminile.

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Il numero degli occupati del settore industriale cominci a diminuire, mentre continu a crescere quello dei lavoratori del settore terziario e si ridussero ulteriormente i lavoratori agricoli. Lindebolimento della politica meridionalista, soprattutto a causa degli insuccessi degli anni 70, accrebbe sempre pi il divario fra il Nord ed il Sud. La disoccupazione si concentr nel Mezzogiorno, larea del paese ove la caduta del tasso di natalit fu pi contenuta. La ripresa economica, nonostante il continuo aumento del debito pubblico fu resa possibile dalla politica monetaria della Banca dItalia, che riusc a ridurre linflazione e mantenere stabili i cambi: Sotto la guida del governatore Carli (dalla met del 1960 alla met del 1975) si era verificata unalternanza di politiche restrittive ed espansive (politica dello stop and go); Sotto la guida di Baffi (dal 1975 al 1979) lItalia ader al sistema monetario europeo (SME) con laggancio della lira al marco (1979); Con Baffi e Ciampi, subentrato ala guida della Banca dItalia nel 1979 (fino al 1993) si ebbe la correzione degli squilibri pi pericolosi; lintensificazione degli scambi, grazie alla stabilit dei cambi; lo stimolo degli investimenti attraverso unidonea politica creditizia.
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La ripresa della crescita economica avvenne ad un tasso medio del 3% (met di quello degli anni del miracolo economico) tra i pi elevati a livello internazionale. Questa crescita consent allItalia di diventare la quarta potenza industriale, dopo Stati Uniti, Giappone e Germania. La ripresa dei consumi, non accompagnata come negli anni 50 da un aumento del tasso di accumulazione dei capitali, e la produttivit, in crescita soltanto nel settore industriale, non consentirono per un solido sviluppo economico. Senza considerare che era ormai apparso allorizzonte il limite allo sviluppo economico posto dallindispensabile tutela dellambiente.

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STORIA ECONOMICA DEL TURISMO

II Modulo: LEVOLUZIONE DEL TURISMO EUROPEO


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Introduzione:

Il problema di una definizione univoca del turismo


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Derivazione etimologica del termine dal vocabolo francese Tour che significa: girare intorno, circolare viaggiare. In inglese abbiamo il verbo To Tour che significa:

viaggiare, girare, fare un giro, attraversare.

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Se si vuol fare del turismo loggetto di una ricerca scientifica, necessaria una chiara e precisa definizione. Il problema non si presentato n semplice, n facile.

Nel 1889 il Littr definiva i turisti viaggiatori che percorrono i paesi esteri per curiosit e per ozio. La definizione di turismo che ha aperto la strada alle trattazioni di tipo economico del fenomeno, quella di Hunzinger e Krapf (1945), padri fondatori della scienza del turismo.

Secondo Hunzinger e Krapf il turismo il complesso di relazioni e manifestazioni che sorgono dal soggiorno dei forestieri purch il soggiorno non sia determinato da alcuna occupazione duratura e a scopo di lucro. http://unict.myblog.it 260

Un economista italiano, Bertolino definisce il turismo: il trasferimento personale da un territorio allaltro di reddito monetario a fini di consumo. La I definizione incentra il fenomeno nellattivit di produzione di beni e servizi (offerta).

La II definizione accentua lattivit di consumo degli stessi beni e servizi (domanda). Si pu quindi assimilare il turismo ad un attivit di scambio al fronteggiarsi di una domanda e di un offerta che possono essere studiate attraverso i modelli della teoria economica, accrescendo la nostra conoscenza del fenomeno e contribuendo a rendere pi razionali le decisioni in merito.

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La domanda turistica

La domanda turistica domanda di territorio:


come sede di beni e servizi strumentali; come teatro di avvenimenti; come ambiente salutare e di riposo; come immagine attraente e diversa.

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I soggetti che pongono in essere la domanda turistica sono i turisti. Per individuare il turista si fa riferimento a due criteri: uno fenomenico e uno comportamentale. Il turista deve spostarsi dalla sua residenza:

per un periodo abbastanza lungo da produrre un cambiamento esistenziale, ma non tanto lungo da trasformare le sue abitudini di vita; il suo atteggiamento mentale deve essere improntato al piacere; la sua motivazione principale deve essere il suo bisogno di innovazione ambientale.
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Per quanto riguarda i contenuti della domanda, si distinguono quattro gruppi di beni e servizi: 1) I trasporti 2) Le attrezzature ricettive 3) Lorganizzazione dei servizi di accesso alle risorse 4) Beni di consumo e servizi generici.

Altri caratteri della domanda riguardano il fattore tempo: la stagionalit e la durata. La stagionalit la concentrazione di domanda turistica in determinate stagioni dellanno. In base alla durata si distingue:

il turismo vero e proprio, di breve durata o di media o lunga durata, dallescursionismo, cio dallo spostamento senza pernottamento.

Lanalisi della domanda turistica essenziale per lorganizzazione e la gestione dellofferta nei paesi darrivo dei flussi turistici. Lanalisi della domanda turistica comporta, dunque, lo studio dei soggetti, dei fattori che determinano il loro spostamento, delle motivazioni e dei beni e servizi richiesti
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"

Lofferta turistica

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1.

2.

Lofferta turistica lattivit di produzione e vendita di beni e servizi tanto nelle aree di partenza quanto in quelle di destinazione. I soggetti dellofferta, tutti coloro che vendono beni e servizi ai turisti, tutti coloro che operano nel settore, sia operatori pubblici che privati. Per quanto riguarda i contenuti, possiamo distinguere tre gruppi: infrastrutture; strutture turistiche; risorse turistiche. Le infrastrutture. Pur non essendo predisposte per uso esclusivamente turistico hanno grande rilevanza, in quanto permettono e favoriscono il movimento turistico. Le strutture turistiche. Tutte le attrezzature e servizi destinati a soddisfare la domanda turistica:
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Strutture ricettive; Servizi relativi alla ristorazione e attivit collegate; Strutture strumentali collegate a determinati servizi; Le agenzie e gli operatori del settore.

Negli ultimi anni i tour operator hanno visto accrescere il loro ruolo, tanto da diventare determinanti, non solo nellorganizzazione dellofferta, ma anche nella formazione della domanda.

3.

Le risorse turistiche rappresentano le attrazioni di unarea che costituiscono le motivazioni di spostamento dei turisti. Le risorse turistiche vanno dalle pi consuete (come le spiagge marine o lacustri) alle pi rare (come i geysers o i vulcani attivi). Rispetto a questi tre gruppi esistono una serie di vincoli di complementariet e di simultaneit. La gamma di beni e servizi offerti insieme al grado di simultaneit e di complementariet definiscono la qualit turistica di una localit.
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Cap.I Turismo e sviluppo economico:

Un problema aperto
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I fattori dello sviluppo del settore turistico: 1. Il reddito e la curva di Engel

Levoluzione dellindustria turistica ha posto in evidenza linfluenza di una pluralit di fattori, nello sviluppo del settore, che vengono distinti in economici ed extra economici. Tra i fattori economici, il pi importante il reddito. La spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia. Lindustrializzazione e laumento progressivo del reddito nazionale hanno ampliato le fasce sociali in grado di raggiungere tale soglia, permettendo la crescita del settore. La comparsa di nuovi consumatori di turismo ha permesso lo sviluppo progressivo delle localit di vacanza. Importante anche la distribuzione del reddito. Il turismo di massa infatti nel mondo contemporaneo reso possibile dallaumento delle remunerazioni del lavoro dipendente. http://unict.myblog.it 267

La crescita del consumo dei servizi turistici stata spiegata collegandola alla curva di Engel. Teoria di Engel: man mano che cresce il reddito diminuisce la percentuale di reddito destinata allacquisto di generi alimentari. Lanalisi marginalista ha applicato la legge di Engel per spiegare i cambiamenti di struttura delleconomia. Cambiamenti di struttura: passaggio dalla prevalenza del settore agricolo alla prevalenza dellindustria, e successivamente dalla prevalenza del settore industriale a quello dei servizi, contemporaneamente diminuita proporzionalmente la spesa di prodotti agricoli sostituiti da quelli industriali e poi dallaumento della spesa in servizi. Il cambiamento nella composizione della spesa derivato dalla diversa elasticit della domanda rispetto al reddito, in particolare i servizi turistici presenterebbero un elasticit elevata; aumenterebbero in misura pi che proporzionale rispetto allincremento del reddito. Questo approccio non condiviso da tutti gli studiosi, tuttavia resta il fatto che nel lungo periodo, il turismo moderno nato come bene di lusso si trasformato in un bisogno normale sentito da tutte le classi sociali.
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Il reddito non lunico fattore determinante dello sviluppo turistico, si intrecciato con altri fattori di tipo sociale, un esempio costituito dal fenomeno dellurbanizzazione che di per s genera il desiderio di vacanza. Un altro fattore di tipo economico importante stato quello dei prezzi relativi.

Nel caso di domanda di turismo internazionale, sono da comprendere anche gli effetti legati alle svalutazioni o rivalutazioni della moneta. LItalia ha risentito pi volte della competizione di prezzo di paesi come lex Jugoslavia , la Grecia, la Spagna, meno dotati di infrastrutture ma con un costo del lavoro pi basso. Daltro canto la debolezza della lira che si manifestata con frequenti svalutazioni ha spesso ridotto il costo per uno straniero di una vacanza in Italia. Storicamente i prezzi relativi non sono stati sempre importanti Prima del turismo di massa, i prezzi pi che essere competitivi rappresentavano un segnale del livello sociale, di coloro che consumavano i
servizi. Di conseguenza, la scelta dei luoghi in cui villeggiare aveva implicazioni solo in termini di status sociale.

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2. La conquista del tempo libero: una pre-condizione


" La nascita e laffermarsi del turismo sono strettamente collegati al tempo libero, il processo che ha portato al turismo di massa pu essere considerato come una lenta conquista del diritto al tempo libero da parte del ceto medio, prima; della classe operaia, poi.

Presso gli antichi romani, il tempo libero era dato da uno status - da una condizione sociale, solo al cittadino nobile era riconosciuto il diritto allotium cio ad un riposo che gli consentisse di ritrovare s stesso. NellAlto Medioevo lozio venne percepito come il ricettacolo di tutti i vizi, era il lavoro a conferire dignit alluomo. Questo cambiamento sar uno dei presupposti della Rivoluzione industriale, ma porter al progressivo abbandono delle attivit ricreative sociali, ad eccezione delle attivit religiose, tanto che di tutte le forme di turismo praticate dagli antichi sopravvisse solo il pellegrinaggio.
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Nel Basso Medioevo si cominci a distinguere tra pratiche lecite e non lecite; oneste e disoneste, ritornarono di moda le attivit ludiche, anche forme turistiche antiche come i soggiorni termali. " Rimase la convinzione che i poveri non fossero in condizione di gestire il loro tempo libero. Ancora nel XVIII secolo gli industriali inglesi cercarono di contrastare le riduzioni dellorario di lavoro continuando a sostenere limmoralit dei divertimenti dei poveri. La conquista del tempo libero da parte del ceto operaio fu anche una lotta per loro riconoscimento morale. " Sino alla Rivoluzione industriale non vi fu una netta separazione tra tempo libero e tempo dedicato al lavoro. Agli inizi della Rivoluzione industriale il tempo libero era molto poco, si lavorava 3500 ore lanno, rimaneva solo il 18% del tempo libero, oggi il monte ore lavorative annuale di 1800 ore, per il tempo libero resta il 38%. Nel corso dellultimo secolo il tempo libero complessivo notevolmente aumentato grazie allopera dei sindacati ed alle rivendicazioni sindacali: riduzione dellorario di lavoro; introduzione del sabato non lavorativo; introduzione ferie retribuite. In alcune zone dEuropa alcune categorie privilegiate godevano gi agli inizi dell800 di congedi temporanei retribuiti. (es. gli ufficiali francesi, gli impiegati http://unict.myblog.it 271 tedeschi, gli operai tessili inglesi).

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Tra la I e la II guerra mondiale, le ferie pagate furono introdotte nella maggior parte dei paesi europei. Nel II dopoguerra il diritto alle ferie venne generalizzato e se ne aument progressivamente la durata. Nel corso del Novecento si posto il problema del tempo libero di massa e della sua utilizzazione e organizzazione. Spesso la scelta tra varie soluzioni dipende dallorganizzazione prevalente nel territorio. Lo Stato e gli Enti locali possono attuare politiche per il tempo libero, quali ad esempio la concessione di sussidi ai vecchi, la concessione di finanziamenti a gruppi culturali, la realizzazione di centri civici. Molto importante per lorganizzazione e lutilizzazione del tempo libero anche la diffusione dellassociazionismo e la diffusione di una cultura del fare e dellorganizzare per s e per gli altri Il tempo libero pone problemi legati allorganizzazione di tipo etico e politico. Oggi uno dei casi pi eclatanti legato alla diffusione del turismo sessuale nei paesi del terzo mondo. Nel II dopoguerra la necessit di trasformazione delleconomia tradizionale port alcuni stati a puntare sul turismo sessuale per ottenere valuta pregiata Oggi alcuni obiettivi di sviluppo sono stati raggiunti e si potrebbe allentare la dipendenza da questo tipo di turismo, ma non semplice smantellare un apparato politico, economico e ideologico. Bisogna ricostruire limmagine internazionale di http://unict.myblog.it 272 questi paesi cercando di valorizzare altri elementi di richiamo, come ad esempio le risorse ambientali.

3. La moda e il ciclo di vita delle localit turistiche


Lanalisi storica ha messo in evidenza come levolversi delle mode relative alle vacanze abbia segnato una parallela evoluzione dello sviluppo economico delle localit turistiche. " Questo aspetto ciclico dello sviluppo dei centri turistici stato colto attraverso il cosiddetto modello del ciclo di vita proposto da Butler nel 1980. Il modello creato per i beni di consumo adattato alle localit turistiche individua sei fasi: scoperta coinvolgimento sviluppo consolidamento stagnazione con due possibili alternative: declino o rinnovamento. Nella fase di scoperta: La localit non dispone di attrezzature turistiche; non ben servita da vie di comunicazione; i primi turisti hanno molti contatti con la popolazione locale.

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Nella II fase di coinvolgimento, la pressione dei primi turisti spinge: il settore pubblico a realizzare le infrastrutture turistiche; il settore privato stimolato dalla domanda di servizi sposter parte dei suoi capitali dallagricoltura al turismo. La III fase dello sviluppo cos avviata: la localit entra nel circuito turistico; Il numero dei turisti aumenta fino a superare spesso quello della popolazione residente; si possono avere interventi di capitale estero; Tuttavia, se non interviene un controllo da parte degli organi statali o locali si pu avere il deterioramento delle risorse naturali. La localit entra nella fase di consolidamento: larea cessa di attirare turisti; bisogna cercare di conservare la clientela abituale. Inizia la fase di stagnazione, durante la quale sono possibili due soluzioni: il declino o il rinnovamento completo. Nel caso del declino larea cessa di attirare turisti, al massimo conserva una dimensione locale, progressivamente gli impianti turistici vengono trasformati e destinati ad altri usi
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Il rinnovamento di una localit pu assumere forme del tutto originali: pu essere costruito un casin; oppure realizzare impianti per gli sport invernali; o realizzare centri congressuali. Questo modello individua anche diversi momenti in cui utile la collaborazione tra autorit pubbliche e operatori privati. " Quando questo processo di interazione viene a mancare si creano delle enclaves, in cui lo sviluppo dipende dalle strategie di crescita dei tour operator.

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4. Il ruolo delle istituzioni: Stato e non profit

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Il turismo, pi di altri settori, ha sempre richiesto una stretta collaborazione tra pubblico e privato. Il motivo molto semplice, dipende dal fatto che la scelta di un luogo come meta correlata alle risorse ed al modo in cui le risorse vengono proposte, non solamente ad un buon rapporto prezzo qualit. E molto importante per lo sviluppo turistico il contesto istituzionale. Gli economisti, hanno sottolineato come un contesto istituzionale non efficiente aumenti i costi duso del mercato, e renda meno conveniente linsediamento di attivit economiche. Anche per il turismo sono importanti i tradizionali investimenti pubblici: relativi alla viabilit; allarredo urbano; al buon funzionamento delle strutture legate alligiene. Sin dal primo periodo di avvio del settore turistico, le amministrazioni locali hanno svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo. Al contrario non si avuta una presenza attiva da parte dei governi nazionali.
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Per tutto l800 lunica promozione involontaria si avuta grazie alla presenza delle famiglie reali in alcune citt di villeggiatura. " Lintervento pi importante sono state le ferrovie. Esse pur essendo nate per unificare i mercati nazionali, finirono per produrre effetti rilevanti anche sullo sviluppo delle attivit turistiche. Nel periodo tra le due guerre, laumento della domanda turistica e la maggiore competizione fra le localit turistiche spinse diversi stati europei a propagandare allestero lindustria turistica nazionale Nel II dopoguerra si delineava un nuovo modo di contribuire allo sviluppo turistico da parte dei governi nazionali, in Francia ad esempio si utilizzavano i Master Plan. Gli obiettivi del piano erano quelli di assicurare: lo sviluppo di nuove localit; il rinnovo dellimmagine di quelle gi esistenti; assicurare lo sviluppo sostenibile cercando un equilibrio tra aree edificabili e aree da proteggere. La pianificazione che rientrava nella tradizione dirigista francese, venne applicata per raramente nel resto dEuropa. " Mentre i governi nazionali si sono quasi sempre disinteressati del turismo, le amministrazioni locali spesso sono intervenute attivamente. Anche nellInghilterra liberista le amministrazioni locali hanno investito denaro http://unict.myblog.it 277 e progettualit sia nelle citt termali che in quelle balneari.

Dopo la II met dell800 fino alla I guerra mondiale la creazione di nuove attrattive si manifest attraverso una elevata spesa pubblica municipale. Allepoca molti parlarono del fenomeno come di una specie di socialismo municipale, ma si potrebbe parlare meglio di un vero e proprio capitalismo. Se guardiamo alle localit balneari italiane, abbiamo unimmagine piuttosto simile a quella inglese. Le amministrazioni comunali di Sanremo, Venezia, Viareggio, Rimini emanarono diversi tipi di provvedimenti, tuttavia in Italia gli enti locali non svolsero mai funzioni di coordinamento. Un contributo notevole allo sviluppo turistico stato dato anche da associazioni non profit come il T.C.I. o il C.A.I. per far conoscere le bellezze del nostro paese agli italiani e per creare unabitudine al viaggio. La scoperta della montagna si deve allopera di promozione dei club alpini; la diffusione della vacanza nei parchi nazionali dovuta, invece, allopera di promozione e di sensibilizzazione svolta dalle Associazioni dei Verdi.

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Ci sono stati anche dei contrasti tra gli ambientalisti ed i turisti spesso poco rispettosi del patrimonio ambientale, in definitiva per la difesa del territorio consente una migliore fruizione dello stesso.
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In alcuni casi si sono proposte valorizzazioni turistiche poco adatte a migliorare la competitivit di una localit, un esempio tipico quello della costruzione delle seconde case, che rappresenta un modello di turismo a bassissimo valore aggiunto. La lottizzazione di molte aree montane o litoranee andata a discapito di altri interventi in strutture ricreative o ricettive in grado di migliorare la competitivit. Infine le associazioni hanno stimolato la nascita di imprese for profit. Molti tour operator hanno militato a lungo in associazioni no profit. Il passaggio dallassociazionismo allimpresa stato molto frequente. Molti tour operator hanno militato a lungo in associazioni no profit. Lo stesso Thomas Cook inizi organizzando meeting dellAssociazione contro lalcolismo di cui era membro.

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5. Il turismo e gli svantaggi dellarretratezza: tra Gerschenkron ed il moltiplicatore del reddito


La teoria di Gerschenkron cerca di identificare i meccanismi che consentono di iniziare il processo di sviluppo da parte dei paesi ritardatari (late comers) e vede una possibilit di recupero nella capacit di questi paesi di inventarsi un percorso autonomo, attivando quei fattori sostitutivi in grado di avvicinarli progressivamente ai paesi pi avanzati. Ci si chiesti negli ultimi anni se il turismo pu costituire un fattore sostitutivo o se pu contribuire alla formazione di fattori sostitutivi nei paesi in via di sviluppo. " Inizialmente, i servizi turistici vennero individuati come una delle voci in grado di riequilibrare la bilancia commerciale dei paesi del III mondo, nel corso degli anni 80 sono emersi alcuni limiti che possono impedire al settore di agire come generatore di sviluppo. In primo luogo in molti paesi in via di sviluppo lunica forma di turismo quella internazionale, manca quasi completamente il turismo locale, molto limitato anche quello proveniente da paesi limitrofi. Il turismo locale si sviluppa allinterno di barriere protezionistiche non tariffarie quali ad esempio i costi di trasporto, che invece incidono notevolmente nei paesi in via di sviluppo "
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In secondo luogo il turismo locale meno sensibile alle perturbazioni dellordine pubblico (ad esempio i fenomeni terroristici, mafiosi, le rivoluzioni politiche ecc..). " C poi un altro aspetto legato al turismo internazionale e riguarda il tipo di offerta che viene proposta. Molto spesso i paesi ricevono turisti provenienti dai paesi ricchi e si specializzano nel segmento alto dellofferta: grandi alberghi e strutture ricreative molto costose, questa tipologia dellofferta impedisce lo sviluppo di un turismo intermedio, lunico in grado di garantire elevati flussi di domanda inoltre le strutture nate per le lites difficilmente possono essere riconvertite per offrire servizi a prezzi pi contenuti nel caso di contrazione della domanda internazionale. " Laltra caratteristica nello sviluppo di tali paesi data dal ruolo svolto dal capitale straniero e in generale da tour operator e societ voli charter. I turisti stranieri in genere si rivolgono a intermediari del loro paese i quali a volte investono direttamente nei paesi di destinazione, altre volte si assicurano i servizi firmando contratti con le imprese locali sicch i costi e i benefici che questi paesi ottengono dipendono dalle caratteristiche di tali contratti. " Per capire meglio il legame tra i servizi turistici ed il resto delleconomia si pu utilizzare il moltiplicatore del reddito (salari, profitti, ecc..) che misura lincremento del reddito che si verifica nellintera economia nel caso di un cambiamento nel livello o nellahttp://unict.myblog.it della spesa turistica. distribuzione 281

Ci sono due forme di modelli di moltiplicatori utilizzati dagli economisti:


i modelli ad hoc (che derivano dal moltiplicatore Keynesiano ) i moltiplicatori ottenuti dallanalisi imput out put (modello di Leontief), questi ultimi offrono risultati molto pi ricchi, ma richiedono la disponibilit di una notevole quantit di informazioni.

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In generale, pi un economia in grado di offrire beni e servizi richiesti dai turisti maggiore sar limpatto della spesa iniziale sul reddito, al contrario le regioni che dipendono molto dalle importazioni avranno coefficienti pi bassi e una maggiore fuoriuscita di reddito.

Se ne deduce che un valore maggiore del moltiplicatore turistico pu essere indicativo da una struttura economica pi solida e diversificata, tuttavia lanalisi basata sul confronto dei moltiplicatori di diversi Stati o Regioni non sempre soddisfacente, pi interessante sembra il confronto tra moltiplicatori di diversi settori allinterno dello stesso Stato, in quanto ci consente di capire il ruolo di generatore di sviluppo che ciascun settore in grado di esercitare. Lanalisi input output evidenzia che limpatto nelle piccole isole minore che negli stati di media o di grande dimensione perch leconomia delle prime pi dipendente dalle importazioni.

In secondo luogo tutte le attivit collegabili ai servizi turistici rivelano rapporti piuttosto intensi con il resto delleconomia http://unict.myblog.it 282

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In genere i paesi ritardatari mostrano una maggiore debolezza in quanto dipendono dalle importazioni per tutte le attivit produttive. Un altro parametro usato per valutare limportanza del settore sullo sviluppo economico dei paesi ritardatari quello del rilievo delle entrate turistiche per la bilancia dei pagamenti. Anche questa una misurazione imperfetta in quanto non tiene conto delle importazioni necessarie a monte per sviluppare i servizi turistici. In realt quello che importante capire se il turismo pu rappresentare un fattore sostitutivo come lo intende Gerschenkron La risposta negativa, perch il ruolo di fattore sostitutivo pu essere svolto solo da una innovazione istituzionale (la Banca mista, la grande impresa, lintervento dello Stato, ecc..). Piuttosto il problema quello di capire se la domanda turistica nei paesi in via di sviluppo pu contribuire a creare quelle istituzioni necessarie per passare da uneconomia di sussistenza ad uneconomia di mercato. In conclusione: 1. Il turismo, al pari dei settori industrali, pu suscitare quel processo di modernizzazione delle istituzioni, indispensabile per la crescita economica; 2. Nessuna economia pu reggere nel lungo periodo se fondata su un unico settore. La monocultura, ad esempio rallenta sempre lo sviluppo economico, perch http://unict.myblog.it 283 riduce le interdipendenze settoriali e quindi limpatto moltiplicativo della spesa.

CAP. II I PRIMORDI DEL TURISMO

1. EVOLUZIONE STORICA DEL TURISMO IL TURISMO NELLE CIVILT DEL MONDO ANTICO
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EVOLUZIONE STORICA DEL FENOMENO TURISTICO

La nascita e laffermazione del turismo sono collegate: Al tempo libero Ad un intimo e profondo bisogno dell'uomo di: Realizzare nuove conoscenze Fare esperienze diverse Esplorare e conquistare nuove terre Scambiare merci (rotte commerciali) Aspirare alla salvezza (pellegrinaggi) Queste aspirazioni hanno caratterizzato l'intera storia dell'umanit. In tal senso l' origine del turismo si perde nella notte dei tempi ed storicamente non databile.
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LA CIVILT EGIZIA
Nell'antico Egitto troviamo praticate diverse forme di turismo caratterizzate dai seguenti elementi: Pellegrinaggi Arrivo di popoli visitatori Turismo interno Il pellegrinaggio una forma di turismo esistente anche ai nostri giorni e di cui rimangono documentazioni risalenti al IV millennio A.C. Nei ritrovamenti archeologici si trova conferma dellesistenza di citt sante, che richiamavano folle di pellegrini per partecipare a solenni e grandiose manifestazioni (testimonianze anche di Erodoto) Dalla II dinastia in poi, la supremazia politica ed economica dellEgitto richiamava folle di visitatori dallAssiria, dalla Babilonia, dalla Fenicia, dallArabia, dalla Palestina In epoche successive, ebbe inizio lo sviluppo del turismo interno, grazie al forte richiamo esercitato per gli stessi egiziani dalle grandi realizzazioni dellepoca faraonica

Le Piramidi di Cheope e di Chefren La valle dei re Le tombe delle varie dinastie

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I turisti di quellepoca appartenevano a classi sociali elevate intellettualmente ed economicamente. I papiri dell'epoca contengono anche raccomandazioni delle autorit civili e religiose. http://unict.myblog.it 286 Nel periodo egiziano e per tutta l'antichit non esiste traccia di albergo per pernottamento o sosta. diffusa, invece, l'ospitalit presso famiglie conosciute o raccomandate.

LA CIVILT FENICIA
I fenici erano un popolo di navigatori. Spinti soprattutto da interesse economico e commerciale e dal gusto della scoperta e dell' esperienza, raggiunsero: tutte le sponde del Mediterraneo oltrepassarono le colonne d'Ercole conquistarono terre fino ad allora sconosciute. Sostituirono i geroglifici con l'alfabeto Ci pervenuto un importante documento scritto in alfabeto fenicio, il Periplo di Annone, che rappresenta la cronaca di uno spericolato viaggio effettuato da un gruppo di fenici nel V secolo A.C. Il periplo di Annone rappresenta una delle pi antiche documentazioni di viaggi dellantichit Tradotto in greco veniva considerato ed impiegato dai navigatori e commercianti dellepoca come guida per la navigazione nel mediterraneo Periplo dal greco periplos significa navigare intorno, circumnavigare I peripli costituirono le prime guide turistiche, i primi manuali di viaggio dei navigatori del tempo e furono abbondanti nella letteratura greca " Limportanza dei Fenici per la storia del turismo quella di aver aperto nuove vie e diffuso nuove conoscenze (artistiche, religiose, spirituali) in http://unict.myblog.it 287 tutto il Mediterraneo

LA CIVILT PERSIANA
L'importanza dei Persiani per la storia del turismo quella di avere costruito vie di comunicazione, studiate e progettate per raggiungere i punti principali e strategici dellimpero. I Persiani precorsero di diversi secoli i Romani. Limpero era percorso interamente da vie ampie, comode e agevoli sia nel tracciato che nella pavimentazione. Erodoto descrive la famosa strada reale, perorso di oltre 3.000 Kilometri (collegando Sardi ad Efeso e Susa, raggiungeva le valli del Tigri e dellEufrate) Il 1oro sistema di comunicazione permetteva al viaggiatore di sostare e pernottare in apposite stazioni di tappa, distanti tra di loro 30 miglia, costituite da un posto per il rifornimento, da un presidio militare e un albergo. Gli alberghi erano costituiti da locali pubblici, aperti a tutti, a tariffa uguale, sia per i ricchi che per i poveri. " Nella civilt persiana troviamo la prima notizia di albergo nell'antichit e la prima idea di industria del forestiero. "
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TURISMO E OSPITALIT PRESSO I GRECI Il concetto sacro di ospitalit


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L'idea "industria" del forestiero totalmente assente e ignorata dai Greci. Durante lepoca omerica (VIII-IX sec. a.C.), lo straniero o il viandante venivano considerati persone care e protetti dagli dei. Zeus - Xenios, Giove protettore degli ospiti, accompagnava e proteggeva il viandante. L'ospitalit era una legge divina. La tradizione dell'ospitalit si diffuse in seguito nelle colonie della Magna Grecia, tanto che a questo atavico e radicato concetto forse da ascrivere la fama di gente molto ospitale della popolazione residente nell'Italia meridionale. Il concetto di ospitalit in Grecia si manifestava anche nella vita pubblica, in due tipi di iniziative: La costruzione di una organizzazione ricettiva pubblica L'emanazione di norme giuridiche relative ai viaggiatori rappresentanti di Stato. L'organizzazione ricettiva pubblica serviva per ospitare gli esiliati politici ed i partecipanti a feste religiose e Giochi olimpici. Le norme per l'ospitalit pubblica precorrevano il sistema realizzato dai romani, regolando i rapporti di ospitalit e di accoglienza per cittadini che si recavano all'estero per esigenze di stato. Queste leggi faranno parte dello jus gentium romano cio del diritto internazionale. http://unict.myblog.it 289 Regolamenti applicati da apposite magistrature stabilivano a quali cittadini spettasse il trattamento di ospitalit e di accoglienza da parte dello Stato

Le direttrici del turismo dei Greci

Tradizioni e testimonianze dimostrano che il turismo seguiva due direttrici e due momenti storici diversi: Inizialmente i Greci si spostarono: Nel Mediterraneo: per ampliare ed estendere le loro colonie; In Oriente per studiare le grandi civilt precedenti, per elaborare le conoscenze acquisite ed esprimerle in forma originale. In un secondo momento, la Grecia impose la sua supremazia artistica, morale e spirituale sugli altri popoli. Anche i popoli conquistatori (Romani), restarono affascinati dalla cultura e dalle tradizioni dei Greci

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FONDAZIONE COLONIE MAGNA GRECIA (VIII IX SEC. A.C.)

Le prime colonie fondate dai Greci nel Mediterraneo furono: Nasso, Catania, Zancle, Siracusa Successivamente fondarono: Metaponto, Sibari, Crotone, Reggio Quindi i Greci risalirono le coste del Tirreno fondando: Paestum, Neapolis, Cuma, Pompei Fermati dagli Etruschi, ripiegarono in Sicilia e fondarono: Panormo, Selinunte, Agrigento, Gela Le colonie della Magna Grecia riflettevano la cultura greca del tempo. In tal modo trasformarono il Sud d'Italia da paese arretrato ed informe in paese ricco di opere e di pensiero. La colonizzazione greca prosegu anche in Oriente, sulle coste della Macedonia e della Tracia. Lungo queste direttrici si instaur un fiorente turismo, non solo http://unict.myblog.it 291 commerciale, ma con forti connotazioni culturali.

Le Periegesi: le prime guide turistiche della storia


" Periegesi - dal greco peri - egeomoi significa condurre attorno, si tratta di opere scritte che raccontano di viaggi effettuati dai Greci dal VI sec. a.C. Ricordiamo come esempi, oltre il Periplo di Annone, il Periplo di Eutimene, che percorse lo stesso itinerario di Annone partendo da Marsiglia. Le Periegesi di Ecateo e Mileto (VI e V sec. a.C.) riservano poco spazio all'Italia. La periegesi della Grecia di Pausania rappresenta la prima vera e propria guida dell'antichit. In essa il visitatore viene accompagnato lungo due itinerari, uno che da Atene va verso il Peloponneso, l'altro verso la Grecia centrale. Le periegesi divennero manuali pratici e utili per i http://unict.myblog.it 292 naviganti, per i commercianti e per orientare i flussi turistici.

2. TURISMO ED OSPITALIT PRESSO I ROMANI

I fattori determinanti il turismo presso i Romani


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Presso i romani erano praticate vere e proprie forme di turismo e si ebbe una espansione del medesimo inesistente in altri periodi storici. Gli elementi che concorsero ad incrementare il turismo nel periodo dell'impero furono: La Pax Augusta; II consistente aumento di ricchezza; La curiosit, il fascino, il richiamo esercitato dai paesi orientali; La scoperta del gusto, del piacere di viaggiare, di conoscere; La grande rete viaria che congiungeva Roma con i confini dell'impero; La scoperta e l'esigenza di trascorrere le vacanze in localit diverse dal luogo di residenza. In generale, le classi pi agiate dellimpero pi che manifestare uninclinazione al viaggio, che presupponeva difficolt, pericoli e fatica, desideravano dedicarsi ad una vita di ozi, preferendo al viaggio gli agi della villeggiatura, del dolce far http://unict.myblog.it 293 niente.

La vacanza in campagna era in perfetta sintonia con entrambe le filosofie dominanti: lEpicureo e lo Stoicismo Secondo lEpicureismo poich il mondo senza scopo ed affidato al caso, luomo non pu avere altro scopo che quello di fuggire il dolore e cercare il piacere Per Epicuro il piacere quello dellanima, il solo che luomo pu possedere stabilmente (piacere dello studio, dellamicizia, della conversazione) Ancora di pi la vicinanza in campagna corrispondeva allideale stoico, che faceva della virt la fonte della libert delluomo: si pu godere di una libert perfetta solo se ci si emancipa dai desideri mondani e quindi una vita appartata diventa un ideale stoico. La campagna rappresentava il rifugio per persone mature, non molto apprezzata dai giovani La vacanza al mare, invece, piaceva ai giovani per il divertimento sfrenato. La meta preferita dai romani era la costa campana: (Baia, Pozzuoli, Bauli, Miseno). I luoghi di divertimento erano rigidamente privati, alle ville costruite in riva al mare si accedeva su invito: vi si organizzavano banchetti, ma anche intrighi, culminati spesso in gravi delitti politici La villeggiatura costitu unabitudine romana fino al III sec. d.C. Con il declino dell'impero e le invasioni barbariche, le ville vennero trasformate in fortezze, in luoghi di difesa. http://unict.myblog.it Sopravvisse il turismo itinerante, spinto dal sentimento religioso diffusosi 294 il con 36 Cristianesimo. "

Il turismo termale
" I romani appresero l'uso del bagno dai Greci, e inizialmente si diffuse nelle case dei ricchi. A partire dal II sec. a. C. divenne diffusa la moda dei bagni pubblici. Nel 33 a.C. a Roma ne esistevano circa 180, dati in appalto ad impresari, che riscuotevano un biglietto d'ingresso. " Le terme erano affiancate da palestre attrezzate per ginnastica, giochi con la palla, la lotta libera. Terminata l'attivit sportiva, si passava alla sauna e poi al bagno prima in acqua calda poi in acqua fredda. Le terme erano anche luoghi di ritrovo e di divertimento, in quanto erano dotate di giardini, biblioteche e musei. Particolarmente conosciute e frequentate dai romani erano le Terme della Campania, dell'Etruria e della zona da Lucrino a Napoli. Nei bagni pubblici e nelle fonti termali non esisteva separazione fra uomini e donne n negli spogliatoi n nelle vasche. Con la diffusione del Cristianesimo si chiuse l'epoca dei bagni, la nuova visione del rapporto tra spirito e corpo port alla condanna delle pratiche http://unict.myblog.it 295 termali.

L' organizzazione ricettiva


Con i Romani, l'ospite perde parte della sacralit di cui godeva presso i Greci, l'ospite viene accolto in nome di un diritto umano e di convenzioni giuridiche. Presso i Romani esistevano due forme di ospitalit: 1) Hospitium Publicum, nel quale trovavano ospitalit gli ambasciatori ed era regolato da patti e norme giuridiche fra Roma e i vari Stati; 2) Il Patronatus, che era un provvedimento imposto da Roma alle citt conquistate di ospitare i cittadini romani (Civis Romanus). La citt conquistata doveva affidare ad alcuni suoi cittadini, chiamati patroni, l'obbligo di ospitare i cittadini romani.

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Gli alberghi

Gli alberghi sorgevano nelle grandi citt di traffico, nelle localit termali o nei luoghi di soggiorno di lusso (es. Ostia, Pompei, Ercolano). Esistevano inoltre un numero considerevole di alberghi per la povera gente che viaggiava si distinguevano in: Deversoria ( Alberghi) Tabemae (Locande) Popinae (Osteria) Orazio, nella V satira, ricorda il suo viaggio a Brindisi e parla di questi alberghi, gestiti dai caupones (albergatori), sottolineando il fatto che spesso non godevano di buona fama. Virgilio ricorda i caupones maligni e le unctae popinae. Apollinare descrive le madidae tabernae.
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3. TURISMO ED OSPITALIT NEL MEDIOEVO


LALTO MEDIO EVO: La caduta dellImpero e la crisi del turismo

Nel periodo della decadenza dell' Impero, cessa quasi del tutto ogni forma di turismo. Le invasioni barbariche portano guerre e distruzioni non vi alcuna unit politica non vi pace duratura il commercio viene gradualmente a cessare. Le vie di comunicazione, prive di manutenzione, andarono completamente in rovina. I mezzi di trasporto erano quasi inesistenti. Infine la nascita del feudalesimo comport una immobilit sociale, che contrastava con la possibilit di viaggiare. Si affermava, infatti un tipo di economia essenzialmente agricola, per cui luomo veniva legato alla coltivazione della terra (servit della gleba), senza poterla pi abbandonare Si diffondeva sempre pi il banditismo, che scoraggiava ogni forma di viaggio o comunque lo rendeva molto rischioso Solo i pi coraggiosi continuarono a viaggiare, ma il turismo come fatto diffuso generalizzato finiva per scomparire. http://unict.myblog.it 298 Il banditismo scoraggiava ogni forma di viaggio o comunque lo rendeva molto rischioso.

Le mete tradizionali dei pellegrinaggi

Legioni di pellegrini e missionari, spinti dalle ragioni della fede e della scoperta di luoghi sacri, presero a viaggiare in Italia, non curanti dei gravi pericoli Del resto la Chiesa, nel clima di disfacimento generale, era rimasta una delle poche istituzioni diffuse sul territorio italiano ed europeo

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Aveva assunto un vero e proprio monopolio in fatto di assistenza ai viandanti e di gestione delle pratiche necessit dei viaggiatori Le foresterie dei monasteri e dei conventi prendevano ben presto il posto delle antiche locande Il viaggio era per il pellegrino fonte di grande nutrimento spirituale, perch attraverso un lungo cammino, pieno di ostacoli e di difficolt, egli trovava il castigo dei suoi peccati e nel frattempo poteva purificare la sua anima.
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Il pellegrinaggio trovava nel viaggio la ragione della sua esistenza

Il viaggio era dunque vissuto al tempo stesso come sofferenza ed espiazione, assumendo un carattere eminentemente penitenziale " Questi clerici vagantes seguivano percorsi abituali ed in genere le loro mete tradizionali erano: Gerusalemme per la presenza del Santo Sepolcro Roma la citt del martirio degli apostoli Pietro e Paolo, citt santa per la presenza del Papa e dei suoi mirabilia urbis; Santiago di Compostela che ospitava la tomba di S. Giacomo Apostolo Per molti secoli il ritrovamento di reliquie ebbe un ruolo di primo piano nel determinare le mete del pellegrinaggio. " Con lUmanesimo, il Rinascimento e la Riforma, il Cinquecento inaugura un nuovo tipo di viaggio, che d origine alla nascita del turismo moderno.

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Il pellegrinaggio verso Gerusalemme conobbe una grande diffusione nel VI secolo, quando cessarono le persecuzioni ed il cristianesimo divenne la religione degli imperatori Questi primi pellegrini erano uomini di grande spiritualit, che ripercorrendo le vie di Ges e nella pace dei luoghi solitari ricercavano un contratto diretto con il loro Dio. Molti di questi pellegrini si fermarono lungo il cammino per fondere un loro monastero, guidati da un fervore religioso ed una ricerca interiore che spesso ne fece dei santi. Nei secoli successivi, il cammino per Gerusalemme inizi ad essere intrapreso anche da aristocratici e semplici fedeli, che univano alla scopo penitenziale lo spirito d'avventura. NellXI secolo, con linizio delle Crociate, la tipologia del pellegrino cambi radicalmente, i crociati erano uomini di guerra che non disdegnavano n saccheggi n furti. Dopo il 1244, quando i crociati persero Gerusalemme raggiungere la Terrasanta divenne sempre pi pericoloso, sia per lostilit delle popolazioni, che per la crescente instabilit politica di quella zona. Per raggiungere la Palestina bisognava potrsi permettere la traversata per mare e una scorta numerosa. Intorno al IV secolo si possono datare i primi pellegrinaggi verso Roma.
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Si trattava di un flusso notevole di pellegrini chiamati anche "Romei", che intraprendevano il viaggio verso Roma ad limina Apostolorum, per vedere ed ossequiare il Papa, per visitare le basiliche e i "loca martirium", cio le numerosissime tombe dei martiri cristiani, intorno alle quali vennero anche costruite piccole basiliche ed oratori. Nella fase iniziale il pellegrinaggio mobilit soprattutto i residenti di Roma, tuttavia furono molti anche gli ecclesiastici. Tra i pellegrini vi erano inoltre i grandi. peccatori che si recavano a Roma per espiare le loro colpe, seguendo un penitenziario ben preciso. La terza meta importante del pellegrinaggio cristiano era Santiago di Compostela che inizi ad attrarre fedeli a partire dal sec. X. Il successo di questa meta era legato al culto del primo degli Apostoli,. protettore della., Spagna dall'anno 1000 e simbolo della lotta contro i mori. Compostela era il luogo dove venne ritrovato il sepolcro di S. Giacomo, di cui non si conosce l'origine. I primi pellegrini arrivarono soprattutto dalla Francia e dalla Catalogna. Nell'XI secolo si raggiunsero Valloni, Tedeschi e Fiamminghi, poi Inglesi ed Italiani. Nel corso del XVII sec., Santiago cominci a perdere d'importanza per la presenza di tanti altri corpi di Santi, ma soprattutto per la perdita, delle reliquie. Le reliquie nascoste nel 1589, allo scopo di proteggerle dalla guerra, non vennero pi ritrovate. http://unict.myblog.it 302

Oltre questi tre fondamentali luoghi di culto, il mondo cristiano ha sviluppato nel corso della sua storia centinaia di mete di pellegrinaggio. Di solito si trattava di santuari locali, che oltre a divenire luoghi di devozione popolare, attirarono regnanti o Papi, che ne fecero un simbolo de1loro potere. il caso di San Martino a Tours, in Francia, e della tomba di San Michele Arcangelo nel Gargano. Si affermarono anche luoghi minori, ad es. i pellegrini inglesi nel XII sec. Prediligevano Canterbury, dove si venerava S. Tommaso Becket, gli italiani del XIII sec. si recavano a Padova sulla tomba di Sant'Antonio. In genere, la scoperta di una nuova meta di pellegrinaggio era legata al verificarsi di un evento straordinario e in parte casuale, eventi accompagnati spesso da episodi miracolosi come: il ritrovamento di reliquie; il verificarsi di apparizioni; la sepoltura di un religioso di grande prestigio. Per molti secoli il ritrovamento di reliquie ebbe un ruolo di primo piano fra questi eventi straordinari. Nel tardo Medioevo il pellegrinaggio alle tombe dei santi pass lentamente di moda, sostituito dalle visite ai santuari mariani.
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Il Pellegrinaggio Penitenziale
" Lepoca tra il XII ed il XIII sec. rappresent lapogeo del pellegrinaggio cristiano, sia perch coinvolse una massa crescente di fedeli, sia perch questa pratica conquist un forte prestigio sociale. Il pellegrino intraprendeva il suo viaggio con lapprovazione di tutta la societ e la tutela delle leggi dellepoca. Prima di partire poteva (o doveva) redigere il suo testamento, nel quale sceglieva gli eredi e gli amministratori dei suoi beni, e indicava la durata della sua assenza, superata la quale sarebbe stato considerato morto. La Chiesa stessa si occupava di far rispettare il testamento, in alcuni casi conservava direttamente i beni, e poich in ogni caso le propriet del pellegrino non potevano essere toccate nemmeno a seguito di una sentenza giudiziaria, nel caso in cui non fossero stati nominati eredi, la Chiesa incamerava i beni del pellegrino.
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Il pellegrinaggio era anche una delle pene che venivano inflitte dai tribunali civili contro chi aveva commesso peccati contro la Chiesa. Questa pena comportava molti vantaggi, teneva lontano il condannato dalla citt e non costava nulla alla comunit. Anche le corporazioni, le universit o le gilde, potevano condannare uno dei membri al pellegrinaggio. Il primo caso di pellegrinaggio penitenziale si trova narrato nella genesi, quando Abramo viene invitato a lasciare il suo paese. La manifestazione pi particolare legata alle Crociate, Innocenzo II, nel Concilio Lateranense del 1215, afferm che le spedizioni contro i vili infedeli divenivano una fonte di indulgenza. Eccetto che per le pene inflitte dallInquisizione, in tutti gli altri casi era spesso possibile sostituire al pellegrinaggio il pagamento, secondo i prezzi dei tariffari.
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" Il pellegrinaggio basato su un sistema di tariffe nacque in Irlanda e nelle isole anglo-sassoni, e successivamente, arriv sul continente portato dai missionari irlandesi. Essi predisposero delle vere e proprie tavole penitenziali, dove ad ogni peccato corrispondeva una penitenza. Il sistema venne riordinato in epoca carolingia, con la distinzione fra peccato privato e peccato pubblico, cui corrispondevano modalit penitenziali differenti. I tribunali dellInquisizione, dal XIII sec. impegnati nella persecuzione giudiziaria delleresia, ricorsero frequentemente al pellegrinaggio, soprattutto in Terrasanta, come pena accessoria o come commutazione della pena della croce.
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La grande epoca dei pellegrinaggi medievali si concluse nel XIV sec., quando essi non vennero pi imposti per sentenza e quando i viaggi unirono ai motivi religiosi anche ragioni culturali e di puro piacere. " Nel 500 i maggiori nemici del pellegrinaggio furono i protestanti, secondo i quali con questa pratica si sottraeva tempo al lavoro e si incentivava il mercato delle indulgenze. Nel Sei Settecento fu la stessa Chiesa cattolica a porre un freno alle indulgenze e a ridimensionare il fenomeno, che non si conciliava pi con lIlluminismo e con la Rivoluzione industriale. Laffermarsi di nuove modalit di organizzazione della societ e del tempo di lavoro risultavano incompatibili con i lunghi percorsi della fede medievale ed il pellegrinaggio divenne un viaggio di pochi giorni verso i santuari pi vicini.

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I Giubilei e la riduzione delle pene

Nel corso del XII e XIII sec. i Papi avevano aumentato il numero di indulgenze concesse ai pellegrini che visitavano le chiese di Roma, inoltre a coloro che partecipavano alle Crociate veniva concessa lindulgenza plenaria, cio il perdono per tutti i peccati. Con la fine delle Crociate, nel 1291, si fece strada lidea di legare lindulgenza plenaria ad un evento straordinario, creato dalla Chiesa stessa. Fu Papa Bonifacio VIII a proclamare il primo Giubileo, nel 1300. Il Giubileo venne preceduto da numerosi lavori per la sistemazione delle strade di accesso a Roma, richiam in Italia circa 200.000 fedeli, ebbe un forte significato politico, poich venne proclamato in una fase di grandi tensioni fra la Chiesa, che voleva affermare il proprio potere spirituale universale sullautorit temporale dei sovrani e dei nascenti Stati nazionali. http://unict.myblog.it 308

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Un altro giubileo importante fu quello del 1450, perch venne proclamato in un momento di debolezza della Chiesa cattolica, uscita allora da oltre un secolo di lotte interne, che ne avevano indebolito lautorit nei confronti dei sovrani europei. Durante il papato di Nicola V si fiss in 25 anni lintervallo fra un Giubileo e laltro e si concesse il potere di rilasciare lindulgenza ad alcune chiese di altri Stati, in cambio di una ripartizione dei proventi raccolti. Ad esempio Santiago di Campostela ottenne tale privilegio per due volte. I Giubilei della I met del 500 risentirono della riforma protestante, che attacc alcune tradizioni consolidate della Chiesa cattolica, prima fra tutte le indulgenze, considerate una sorta di compravendita dellespiazione dei peccati, attraverso la quale la Chiesa romana si arricchiva.
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" I giubilei della controriforma (1575 1650 ) assunsero il significato di riconferma della supremazia della Chiesa di Roma. Furono anche molto curati sul piano organizzativo e pubblicitario. La macchina organizzativa si muoveva su tre livelli: pubblicazioni; cura del cerimoniale; predisposizione degli alloggi necessari. " LAnno Santo era scandito da due cerimonie principali: lapertura e la chiusura della Porta Santa. Fra questi due momenti principali si collocavano decine di riti ordinari, che in occasione dellAnno Santo venivano celebrati con scenografie e intensit particolari. Le cadenze degli arrivi confermavano che le grandi cerimonie 310 costituivano una dellehttp://unict.myblog.it attrattive del viaggio. maggiori

Laspetto organizzativo pi impegnativo era sicuramente la predisposizione di vitto e alloggio per le migliaia di persone in citt. La ricezione veniva affidata alla rete di enti assistenziali che durante il 500 conobbe un particolare sviluppo. Confraternite, ospedali, ospizi per sacerdoti, vescovi etc., svolsero un ruolo importantissimo. Dalla fine del Seicento alla met del Settecento il fascino dei Giubilei diminu, vi fu un forte calo numerico dei pellegrini, numerose critiche furono rivolte dagli stessi cattolici alleccessiva fastosit delle cerimonie, per cui la Chiesa cerc di curare di pi gli aspetti spirituali, attraverso lorganizzazione di cicli di conferenze, di prediche, di esercizi spirituali nelle principali citt italiane.

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Nel corso dellOttocento si tenne solamente il Giubileo del 1820, lultimo Anno Santo proclamato dalla Roma dei Papi. La sua organizzazione fu molto facilitata dalla rete stradale realizzata nel periodo napoleonico e dallapertura di due nuovi valichi alpini: il Moncenisio e il Sempione. Il Giubileo successivo fu proclamato nel 1900, quando gi Roma faceva parte del Regno dItalia. Per il Papa rappresent loccasione per riaffermare la cristianit di Roma rispetto al nuovo governo laico italiano, per il Governo fu loccasione per dimostrare al mondo il grande livello di autonomia concessa al Papa.

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I Giubilei del Novecento appartengono gi ad una nuova epoca turistica, i viaggi sono organizzati da agenzie di viaggio, la durata del pellegrinaggio molto breve e conciliabile con lattivit lavorativa.
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Per quanto riguarda lalloggio le confraternite (ormai quasi scomparse) vengono sostituite da appositi comitati e dagli istituti religiosi. Laspetto pi importante dei Giubilei del Novecento il progressivo coinvolgimento dei fedeli di tutti i continenti e la maggiore spiritualit dellevento. " Per il Giubileo del 2000 bisogna sottolineare che nella bolla che indice lAnno Santo il Pontefice a chiedere perdono a Dio per tutti i peccati presenti e passati della Chiesa, inoltre il Pontefice ha chiesto che vengano rimessi i debiti dei Paesi poveri, riprendendo uno dei significati del Giubileo ebraico: lannullamento di tutti i debiti.

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AMORE PER LANTICHIT E DISPREZZO PER IL MEDIOEVO


Tra il XVI ed il XVIII sec. lo studio approfondito dei testi latini e greci porta alla riscoperta del pensiero classico. Al contrario, tutto ci che ha prodotto il Medioevo viene definito gotico, indegno di essere visto o di essere descritto. " L'Italia certamente lo Stato che pi di ogni altro offre testimonianze tangibili di tali culture e pertanto comprensibile che il flusso turistico del nostro paese sia in questo particolare periodo storico estremamente importante. Il viaggio umanistico o viaggio filosofico o intellettuale fonde il pellegrinaggio classico e il viaggio innovatore allinsegna dei nuovi interessi e di una conoscenza colta. Si laicizza lospitalit attraverso strutture alberghiere nuove, la nascita di nuove figure come quella delloste, il miglioramento della 314 rete viaria e dei trasporti sia http://unict.myblog.itche via mare. via terra

LINVENZIONE DELLA STAMPA E LA DIFFUSIONE DEGLI ITINERARI DEL GRAND TOUR


" Linteresse suscitato dalle conoscenze del nostro patrimonio culturale, archeologico, paesaggistico e climatico, si propagher ben presto, grazie allinvenzione ed alla rapida diffusione della stampa. Nel 1552 vennero stampate le prime guide. la parola guida deriva dal termine provenzale GUIS e definisce uno scritto o manoscritto che indica il percorso utilizzato in origine dai pellegrini di Santiago di Campostela o di Roma. " Il primo ad avere lidea di stamparne una, nel 1552 fu Carlo tienne, membro di una grande famiglia di tipografi. I nuovi libri portatili che presto verranno chiamati manuali riscuotono un vivo successo presso i viaggiatori.
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La guida elencava le citt, i borghi, i castelli, le distanze, le specialit gastronomiche e le attivit economiche. Anche in Italia, a met del 500, furono pubblicati alcuni testi guida. Pubblicazioni di autori germanici o inglesi, intitolate itinerarium, deliciae, diary o journal, testimoniano il nuovo interesse per lItalia. LItalia attraverso i viaggiatori e le loro rappresentazioni, comincia ad avere un osservatorio esterno assai qualificato. I suoi tesori, il suo territorio, la sua realt prendono ad incuriosire un vasto pubblico colto, aristocratico e borghese " Il viaggio in Italia diventa un vero e proprio fenomeno di costume, assumendo al tempo stesso il valore di una sorta di viaggio iniziatico attraverso cui i membri dellaristocrazia e della piccola nobilt europea si educavano ed entravano nel http://unict.myblog.it 316 gran mondo con una formazione cosmopolita.

IL GRAND TOUR

Tra il 1500 ed il 1800 viaggiare diventa unarte elitaria, lantica parola normanna TOUR acquista un senso nuovo. La moda del Grand tour si diffonde progressivamente: dalla Gran Bretagna alle classi aristocratiche dellEuropa continentale, soprattutto francesi e tedesche, poi raggiunge lalta borghesia, infine anche artisti e scrittori.

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Comunque il Grand tour rimase soprattutto un costume inglese. Un giovane rampollo della Upper Class non poteva sottrarsi a questo lungo viaggio che dalla Gran Bretagna lo avrebbe portato in Francia e in Italia, e, sulla via del ritorno, in Germania e in Olanda.

Il giovane studente veniva affiancato durante il viaggio da uno o pi tutori che dovevano guidarne lapprendimento culturale. Anche la servit costituiva parte integrante del viaggio.
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Per un giovane compiere il tour motivo di prestigio perch esso, come affermava Locke, forma il complete gentleman. Il Grand Tour la perfetta simbiosi delle esperienze di viaggio precedenti In esso si fondano la tradizione gotica del vers sacrum, intesa come un viaggio a tappe, necessario al giovane per raggiungere let adulta, dopo una esperienza nobiliare e religiosa e la tradizione laica della peregrinatio accademica, intesa come necessario studio del giovane nei pi importanti centri di cultura europea In Italia i viaggiatori andavano via mare, da Marsiglia o da Nizza: da qui, con una nave (veliero, bastimento, feluca) arrivavano a Genova o a Livorno per fermarsi a Firenze e girare per la Toscana. Altri sbarcavano a Civitavecchia, porto dello stato pontificio, per visitare Roma e spingersi fino a Napoli Altri ancora venivano dal continente, attraversando le Alpi, anche se questo itinerario, a causa delle sue evidenti difficolt, verr battuto solo nella II met del Settecento. " Nel corso dei secoli il Grand tour modifica parte delle sue caratteristiche Allinizio, aveva in genere una durata piuttosto lunga, che andava dai tre ai quattro anni; Era concepito come una sorta di scuola itinerante; In genere, rappresentava il momento conclusivo del percorso di studi http://unict.myblog.it 318

Nel corso del Settecento, il Grand tour assume una nuova dimensione: Alla funzione formativa si affiancano motivazioni di tipo paesaggisticoricreativo; Il viaggio si diversifica: giocoso, cio di puro divertimento; pittoresco, se risponde al bisogno di ritrarre le cose viste; sentimentale o romantico, esotico, se ricerca luoghi lontani e misteriosi

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Montesquieu, Buffon, Diderot, Rousseau nelle relazioni di viaggio indicano una delle fonti pi preziose per lo studio delluomo, sicch spesso, se i viaggiatori sono personaggi stimati, le loro relazioni godono di grande fama. Accanto a questa evoluzione culturale si andava profilando un importante mutamento sociale: il predominio dellaristocrazia si ridimensionava a vantaggio delle professioni liberali e delle nuove lites dellindustria e del commercio La durata si riduceva a due - tre mesi. Sempre pi si partiva nei mesi estivi per rientrare in autunno. Cambiava anche l'et dei viaggiatori, non pi ragazzi di 20-30 anni, ma uomini sui 30 40 anni. Nel corso dellOttocento il Grand Tour attraverso lEuropa passava di moda, sostituito da altri modi di trascorrere le vacanze e di fare turismo, ma anche soppiantato da itinerari che toccano nuove mete.
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Una delle mete preferite diventava lIndia con i suoi panorami naturali e le ricchezze architettoniche, ma soprattutto con i safari (caccia alla tigre).

" La moda dellesotico talvolta assumeva un aspetto pi culturale, con la comparse di una nuova figura di viaggiatore, quella dellerudito eclettico, geografo, archeologo dilettante.
Per il viaggiatore-archeologo lEgitto rappresentava il paese di principale richiamo. Il Grand tour europeo sopravviver ancora a fine Ottocento grazie agli americani benestanti, che inizieranno a viaggiare verso i centri europei, alla ricerca di testimonianze architettoniche ed artistiche.

La lunga storia del Grand tour a scopo educativo assume oggi una nuova tipologia: si tratta soggiorni presso le universit straniere dei giovani europei, cui partecipano anche studenti italiani. Anche laspetto del Grand tour come viaggio culturale e di svago ha lasciato uneredit: si tratta di quello che oggi chiamiamo turismo culturale.
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IL VIAGGIO IN SICILIA
" La Sicilia verr scoperta tardi rispetto allavvio del Grand-Tour.
LEuropa per i Gran Touristi finiva a Napoli dopo era lAfrica. Le notizie che giungevano dallisola erano scarse e tali da scoraggiare un viaggio nella terra dei briganti, dei terremoti, delle colate laviche. A met del settecento due eventi inserirono prepotentemente la Sicilia nellitinerario del Grand Tour:

Lapertura degli scavi di Pompei ed Ercolano Lopera e lattivit di Joachim Winckelman, che era stato prefetto delle antichit di Roma, che a met del 700, pubblic la storia dellarte dellantichitQuesti due eventi suscitarono nei giovani europei la passione per la grecit e linfatuazione per la Sicilia http://unict.myblog.it 321

La schiera dei viaggiatori in Sicilia ricca e testimoniata da resoconti, relazioni, testimonianze, dipinti, ecc.., che rispecchiano il gusto e la cultura dellepoca. Lisola stata lapprodo felice per scrittori, poeti, pittori, studiosi che vi sono giunti e che hanno dedicato pagine di eccezionale suggestione al mito classico, allarcheologia, ai monumenti, alle citt, alla natura " Lo studio di questo grande patrimonio letterario e scientifico costituito dai resoconti di viaggio ci permette: Da un lato, di approfondire la conoscenza dei rapporti fra la Sicilia, lEuropa e il mondo Di scoprire linfluenza che lisola ha avuto nella formazione di correnti di pensiero dei ceti abbienti Dallaltro, di comprendere i rapporti che questi viaggiatori hanno stabilito con lisola e con i suoi abitanti http://unict.myblog.it 322 Come si siano accostati alla natura ed al paesaggio siciliano

Un paesaggio culturale a tre dimensioni


I viaggiatori del Grand tour ci raffigurano la Sicilia sotto molteplici aspetti Anzitutto questi artisti e letterati, nel loro incontro con la Sicilia subirono il fascino della sua storia, per larte, per la grande e stratificata cultura " Un viaggio in Sicilia era ed unimmersione nella storia delluomo: Che ha inizio nel paleolitico e nel neolitico Prosegue con le testimonianze della colonizzazione dei Greci e con i capolavori darte lasciati dai Romani N meno importanti risultano agli occhi dei viaggiatori le testimonianze architettoniche ed artistiche dellepoca dei Bizantini, degli Arabi e dei Normanni Per finire con il Seicento e larte barocca, che in Sicilia fu esplosione di esuberanza architettonica di scalpellini che usarono la pietra come un merletto. " Non solo la Sicilia della storia e dellarte colp i viaggiatori, ma anche gli ambienti naturali;

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La Sicilia dellEtna, delle zagare e dei giardini Delle coste, ora sabbiose ora rupestri, delle miniere di zolfo, delle acque e dei boschi. " La dimensione meno indagata e pi trascurata risultava quella economica-sociale ed etno-antropologica Il paese reale appariva vinto da una crisi stagnante e bloccato da un

mancato progresso

La tesi di campi incolti e lavorati con metodi antiquati, di una agricoltura arretrata, appesantita dal latifondo, sostenuta un po da tutti i visitatori Salta spesso agli occhi del viaggiatore la condizione del nobile, privo di una qualche occupazione, spesso visto nel suo declino, nella sua indolenza, dotato di scarsa cultura, anche se cortese, affabile, cerimonioso Una qualche attenzione viene rivolta al contadino siciliano, al suo caratteristico abbigliamento, alla sua superstizione ed alla sua ignoranza.

Un popolo povero, spesso osservato in condizioni di miseria estrema e di sofferenza, ma ricco di risorse spirituali, a cui non mancano vivacit, cordialit, cortesia, intelligenza
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Una particolare attenzione viene rivolta alla condizione femminile: stupisce il fatto che le giovani vengano affidate alle cure ed alleducazione del convento fino allet da marito Alcune volte la donna siciliana viene descritta come sciatta ed incolta, altre volte viene apprezzata per la sua riservatezza e discrezione La descrizione del mondo femminile viene arricchita dalla usanza di andare in sposa per un matrimonio combinato dalle famiglie, o per interessi o in seguito a rapimento Una realt che crea molta curiosit rappresentata dallalimentazione siciliana, fatta di tante pietanze, che mescola tanti ingredienti con la sua ricca pasticceria Questa attrazione per larte, per il paesaggio e le bellezze naturalistiche, le tradizioni e le condizioni sociali della Sicilia, si mischia e si confonde con un sentimento quasi di paura, perch si ha la consapevolezza di avventurarsi in un mondo a parte, chiuso in se stesso, isolato Proprio da queste contraddizioni deriva il fascino che la Sicilia ha esercitato su tutti coloro i quali lhanno visitata.
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LA NASCITA DEL TURISMO MODERNO I luoghi di villeggiatura

Il Grand tour rappresentava una tappa nel percorso di vita degli aristocratici inglesi, non costituiva una modalit dimpiego del tempo libero. Il tempo libero nel 500 e fino al XIX sec. si trascorreva in campagna, nelle propriet private degli aristocratici. In queste propriet si accedeva solo su invito. Ricevimenti, caccia e giochi di societ erano i divertimenti preferiti. Nel settecento costruire una casa di campagna diventava unarte. Gli architetti si ispiravano allItalia e alle sue ville rinascimentali. La parola per definire questo soggiorno italiana: la villeggiatura, narrata in teatro da Goldoni. Nella II met del 600 inizier in Gran Bretagna la separazione 326 http://unict.myblog.it spaziale tra tempo di lavoro e tempo libero.

Nasce cos linvenzione delle citt dellozio, che diverranno le citt delle vacanze. Questo passaggio tra le ville private di campagna e lo spazio urbano pu essere indicato come il momento in cui collocare la nascita del turismo moderno. In altre parole, il momento in cui limpiego del tempo libero richiede lo scambio di servizi sul mercato. Le cittadine turistiche diventarono famose e alla moda non in virt di particolarit naturalistiche o culturali, ma grazie: alla loro capacit di proporsi come sede di soggiorni piacevoli; di creare le necessarie infrastrutture; con una frequentazione di un certo livello sociale. Il primo esempio di turismo moderno quello termale.
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La stazione termale: invenzione inglese


Luso delle terme risaliva agli antichi romani. Nel corso del Medioevo tale pratica era caduta in disuso, eccezion fatta per alcune localit ungheresi, dove rimasero in funzione almeno fino al 1400. Linvenzione degli inglesi fu quella di trasformare la sede di una pratica curativa in un luogo di svago. Il modesto borgo di Bath, in Cornovaglia, fu trasformato nel giro di pochi decenni in un Healthy place (luogo salutare), che in seguito diverr un luogo di divertimento. Grazie agli architetti Wood, Bath divenne una bella citt, le cui case sinserivano in un pi ampio progetto urbanistico. Le scelte architettoniche saranno riprese in tutte le altre stazioni termali. Nei grandi giardini, allinterno dei quali si trovavano gli stabilimenti http://unict.myblog.it 328 termali, sorsero teatri, caff concerto, ristoranti, punti di ritrovo.

Lattrattiva delle citt termali dipendeva molto: sia dalla capacit di divertire i villeggianti; sia dalla presenza di negozi che mostravano le ultime novit della moda. Non a caso in Gran Bretagna la fortuna di molti centri termali dipese dallazione dei proprietari terrieri locali, che mostrarono un certo spirito imprenditoriale, attuando i necessari investimenti. In alcune localit risult determinante liniziativa delle autorit locali. Nel caso della citt di Bath va ad alcuni lungimiranti proprietari terrieri il merito di aver inserito Bath nel circuito internazionale.

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Il fascino dei mari freddi: una nuova moda inglese


Il declino dei centri termali si affianc al rapido sviluppo di un nuovo modo di fare turismo, quello balneare,( 1755 1780). Nato anchesso in Gran Bretagna, segu il modello di Bath, cos se la vita nei centri termali si svolgeva intorno agli stabilimenti terapeutici, nelle citt balneari la principale attrazione era il Kursaal. Il Kursaal era una costruzione concepita con gli stessi criteri degli stabilimenti. Sorgeva sulla spiaggia a ridosso della marina. Oppure sul mare, sorretta da piloni, collegata alla terraferma da un molo. Linvenzione del mare come meta turistica appartiene sempre allaristocrazia. Anche in questo caso se il mare fu allorigine dellattivit turistica, lo sviluppo ed il successo del centro balneare dipesero dagli investimenti realizzati e dalla capacit di organizzare il tempo libero. La prima localit di mare frequentata per i bagni fin dal 1627 fu Scarborough, dove lacqua a causa delle infiltrazioni marine aveva un gusto salato.
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La citt balneare inglese destinata al maggior successo fu per Brighton, che nel corso dell800 costitu lesempio illuminante di come si possa inventare una stazione balneare alla moda. I turisti si recavano al mare destate ma cercavano un mare nordico, dalle basse temperature e dalle acque gelide. Secondo i dettami medici del tempo, il bagno salutare era quello nellacqua fredda, che lasciava senza respiro e che durava pochi minuti. Al sole non era riconosciuta alcuna dote terapeutica. Fu in queste nuove aree che la domanda turistica delle classi lavoratrici divenne effettivamente importante. Si trattava di citt o villaggi balneari che orbitavano attorno alle regioni cotoniere della prima Rivoluzione industriale, dove i redditi delle famiglie erano in media relativamente elevati e sicuri. La pi famosa localit di vacanza frequentata dalle classi lavoratrici divenne Blackpool, la prima citt balneare al mondo ad avere una clientela popolare. Decisivo fu lavvento delle ferrovie La prima guerra mondiale interruppe la moltiplicazione e lo sviluppo delle localit balneari inglesi. http://unict.myblog.it 331 Nel secondo dopoguerra le localit di villeggiatura del Mediterraneo divennero il centro di gravit del turismo.

Perch proprio gli inglesi inventarono il turismo?

innegabile il primato inglese nella creazione del turismo: sia che si consideri il Grand tour; sia che si guardi alle citt di villeggiatura. Viene spontaneo chiedersi: cosa pu avere generato negli inglesi il desiderio del viaggio, prima e della villeggiatura poi; quali trasformazioni culturali e sociali hanno stimolato la domanda di servizi turistici. Se pensiamo al Grand tour ovvio che le ragioni economiche da sole siano insufficienti, listituzione del Grand tour trovava quindi la sua forza in una precisa istanza culturale. Nel 700 la Gran Bretagna conquist rapidamente il primato economico e questo modific limmagine dellEuropa, spostando http://unict.myblog.it 332 linteresse culturale verso il proprio paese.

Il Grand tour cominci lentamente ad assumere i connotati di un viaggio di piacere o alla scoperta dellarte. In questo periodo si ebbe anche un altro importante cambiamento nelle abitudini sociali con linvenzione delle citt delle vacanze. Furono gli aristocratici a decretarne la nascita, poi arrivarono lalta borghesia ed il ceto medio, in cerca non solo di svago, ma anche di riconoscimento sociale. opportuno chiedersi perch questo fenomeno nacque in Gran Bretagna. Qui le spiegazioni sono pi complesse, possono essere catalogate in due gruppi distinti: il primo imperniato sul precoce sviluppo industriale ed economico; il secondo sulle trasformazioni di tipo culturali e sociali. Fra le cause legate alla pi rapida crescita economica risultarono pi importanti per la nascita e lo sviluppo delle citt turistiche: 1) Lurbanizzazione 2) La formazione di un ceto borghese numeroso e ricco. Cos come il motore delleconomia si spost dalla campagna alla http://unict.myblog.it 333 citt, allo stesso modo i luoghi dellozio divennero urbani.

In tutta Europa cerano degli aristocratici, ma solo in Gran Bretagna esisteva gi la classe media. Fu larrivo del ceto medio a creare un mercato sufficientemente ampio e a garantire la prosperit del turismo moderno. Da questo punto di vista lo sviluppo delle citt delle vacanze non fu che unaltra manifestazione del processo di industrializzazione. Il secondo gruppo di fenomeni legato alla trasformazione dei costumi, delle conoscenze dellimmaginario collettivo, che portava i vacanzieri inglesi a privilegiare il soggiorno in certi luoghi. Occorre spiegare perch i turisti inglesi scelsero le localit termali, poi quelle balneari, infine quelle montane. Ancora una volta entrano in gioco fattori culturali, tra i quali il fatto che la villeggiatura doveva trovare una giustificazione morale. La Giustificazione venne fornita dalla scienza medica sia per il turismo termale sia per quello balneare. Le esaltazioni delle virt del bagno nelle stazioni termali e http://unict.myblog.it 334 lattribuzione di una funzione terapeutica al bagno in acqua fredda determinarono lo sviluppo delle localit termali e balneari

Allinizio dellottocento, dallacqua si passa allaria di mare, che secondo i trattati dellepoca, poteva guarire le malattie respiratorie e soprattutto la tubercolosi. In conclusione, i cambiamenti culturali e lurbanizzazione avvennero in Gran Bretagna prima che nel continente europeo, generando in anticipo una domanda di servizi turistici. La Gran Bretagna fu anche il paese in cui tale domanda trov la sua offerta, con la nascita e lo sviluppo dei primi grandi centri turistici, che si svilupparono nelle vicinanze dei primi centri industriali e finanziari dellepoca. Tali opportunit vennero inoltre stimolate dalla nascita di nuovi investimenti, prima fra tutti la costruzione delle ferrovie. Altrettanto importanti furono gli sforzi finanziari dei proprietari terrieri, degli imprenditori locali e delle pubbliche amministrazioni per dotare i centri turistici di tutte le strutture http://unict.myblog.it 335 ricreative e ricettive necessarie.

Il mare dinverno e la scoperta del Mediterraneo

Sino alla prima met dellottocento tutti i centri balneari pi esclusivi e pi frequentati si trovavano sul Mare del Nord, sul Baltico o lungo le coste dellAtlantico. Si andava al mare in estate, ma si cercava un mare freddo e molto urbanizzato. Solamente nel Novecento mentre la fama delle citt balneari inglesi scemava, numerose localit del Mediterraneo acquisivano un grande prestigio internazionale. La prima grande stazione balneare del Mediterraneo ad inserirsi nel circuito internazionale fu la francese Ste, si offr per un turismo invernale. La stagione invernale durava sette mesi, da ottobre ad aprile, poi gli aristocratici inglesi, le rondini, gli hivernants, come li chiamavano, ripartivano per le coste fredde dei Mari del Nord. Nel frattempo il bagno freddo passava di moda, quando si ricominciava a rimarcare non pi leffetto dellacqua, quanto quello dellaria di mare. http://unict.myblog.it 336

La Riviera e la Costa Azzurra

Nel giro di pochi anni il litorale che si estende da Rapallo fino a Marsiglia inizi ed attirare villeggianti sempre pi numerosi, alla ricerca di inverni pi miti. Le mete pi famose degli aristocratici europei erano: Cannes, Nizza, Mentone, Montecarlo, Sanremo. Si trattava di un turismo dlite, fatto di grandi alberghi e ville isolate sulle colline, di personaggi famosi: artisti, scrittori, sovrani. Il pi ambito dei promontori isolati fu forse Portofino, ma piaceva anche Cap Martin dove si rifuger limperatrice Eugenia. Pur offrendo un mare invernale, i centri della riviera e della Costa Azzurra si distaccano dai modelli dellEuropa centro settentrionale per la clientela cosmopolita che furono in grado di attirare. Il turismo balneare invernale rappresent una svolta significativa http://unict.myblog.it anche per le modalit dinvestimento e per le caratteristiche 337 economico sociali delle localit coinvolte

infatti esso si svilupp in aree economicamente arretrate, che vivevano di pesca e di pochi prodotti agricoli e quindi non disponevano di capitali necessari per far prosperare un turismo di carattere internazionale. Le aree interessate erano economicamente arretrate e non disponevano di capitali necessari per lo sviluppo di un turismo internazionale. Gran parte di tali strutture turistiche fu quindi costruito grazie allapporto di capitali stranieri, soprattutto inglesi o provenienti dai grandi centri urbani francesi. Sulla costa francese, il capitale locale non fu estromesso dagli investimenti turistici cittadini, grazie alle banche locali, spesso create proprio per volont degli imprenditori pi lungimiranti del luogo. Tra la prima e la seconda guerra mondiale, mutata la realt sociale, si ebbe il successo di altre forme di vacanza, quali il 338 turismo balneare estivohttp://unict.myblog.it e la montagna in inverno.

Il turismo balneare estivo

La moda del soggiorno balneare invernale, oltre a creare un nuovo segmento di mercato, ebbe anche il pregio di avvicinare ulteriormente i turisti europei alle coste del Mediterraneo. Fino a quel momento il turismo balneare era stato inesistente sulle coste mediterranee considerate ineleganti e troppo calde dalle lites europee. Era famosa solo una localit turistica: San Sebastian, la quale accoglieva i sovrani, il governo e la nobilt spagnola. Alcuni viaggiatori avevano per osservato il diverso rapporto che le classi popolari locali avevano con lacqua di mare. La gente del sud simmergeva nelle acque calde delle coste per trovare sollievo alla calura o per puro divertimento. Qualcuno si lasci tentare dalle usanze del luogo, ma in genere la paura di malattie o il disagio nei confronti di una pratica estranea alla propria cultura prevalsero sul desiderio di imitazione. A giustificazione dellatteggiamento dei turisti stranieri c da dire che le coste meridionali non sempre erano accoglienti: http://unict.myblog.it 339 in alcune zone il rischio di malaria era elevato in alcuni litorali non mancavano le incursioni di pirati e banditi.

La progressiva eliminazione di questi problemi giov molto al miglioramento dellimmagine dei mari del Sud. La svolta decisiva si ebbe col diffondersi della cultura del sole, ancora una volta fu la scienza medica a riscattare le calde acque meridionali. Alla fine del secolo XIX, la diffusione delle sabbiature, cio dei bagni di sabbia calda, fece da battistrada ad un rapporto pi stretto con la spiaggia che solamente nel secolo successivo cominci a riempirsi di vita. Questa svolta si complet quando negli anni venti e trenta nacque il mito dellabbronzatura e la spiaggia assunse un ruolo centrale nella vita balneare. Le stazioni balneari del Nord vennero relegate al turismo locale, quando non si trasformarono in citt residenziali, mentre le coste del Mediterraneo iniziarono ad ospitare un numero crescente di villeggianti nei mesi caldi dellanno. Il periodo tra le due guerre fu testimone della nascita del turismo di massa. La classe media e il ceto impiegatizio divennero le nuove protagoniste del turismo in tutta Europa. Purtroppo lo scoppio di una nuova guerra blocc per oltre un decennio http://unict.myblog.it 340 questi sviluppi.

Linvenzione della montagna

Allinizio linteresse per la montagna assunse la forma dellamore per le scalate alle vette. Gi nel 1492, Carlo VIII, precursore delle spedizioni dItalia passando da Grenoble ordinava ad Antoine Deville, signore del posto di verificare se fosse possibile salire sul monte Aiguille. Gli scalatori del re riuscirono nellimpresa e Carlo VIII ordin a Antoine Deville di rimanere sulla cima lintera settimana affinch potessero giungere dei testimoni da Grenoble. Le altre cime alpine continuavano ad essere ignorate fino alla fine del Settecento quando gli scienziati spinti dal desiderio di osservare i fenomeni naturali si decisero ad affrontare i primi disagi ed i pericoli della montagna. Le vette pi ambite e ammirate erano quelle svizzere, sino alla met dellottocento, le Alpi francesi e italiane vennero quasi http://unict.myblog.it 341 completamente trascurate.

Lo sviluppo del turismo montano estivo venne suggerito dai medici inglesi tra il 1840 e il 1860 per superare le calde estati e reso possibile dallintraprendenza degli albergatori svizzeri. Ancora una volta furono gli inglesi, il ceto alto borghese a ricercare e a portare al successo queste nuove mete dei viaggi curativi o di piacere. Alla fine del XIX sec. per la tubercolosi i medici potevano solo consigliare di cambiare aria, dapprima lungo le coste del Mediterraneo poi, dopo il 1890, nelle stazioni climatiche alpine. Queste stazioni climatiche venivano per evitate dai turisti per paura del contagio. Ma solo con la diffusione degli sports invernali che questa forma di turismo si afferm. I pionieri di questa nuova forma di turismo furono ancora una volta gli inglesi. Sar lo sci a rendere tali soggiorni il nuovo imperativo internazionale. Linvenzione dello sci da far risalire alla Norvegia, da dove si diffuse in Europa con i grandi viaggi legati al Grand tour. Nel 1826 lo sci diventa una disciplina sportiva, nel 1850 nascono le prime associazioni di sciatori e nei paesi nordici si svolgono le prime http://unict.myblog.it 342 gare.

Ma alla fine dellOttocento che lo sci e gli altri sports invernali cominciarono a stimolare i soggiorni turistici. Una notevole ricaduta pubblicitaria si ebbe con linvenzione dei giochi olimpici invernali nel 1924. Negli anni trenta nacquero le stazioni di sport invernali di prima generazione, che si svilupparono attorno ad un nucleo originario, un villaggio montano, che in tal modo pass direttamente da uneconomia rurale ad uneconomia turistica. Nel secondo dopoguerra i nuovi insediamenti vennero realizzati a quote pi alte (1600 1800 metri) con al centro gli impianti di risalita, mancanti per di servizi e di vita sociale. Negli anni sessanta prese avvio la terza generazione degli insediamenti, si creava un nucleo centrale abitativo di carattere turistico dove in precedenza non esisteva nulla. Negli anni settanta si torn verso quote pi basse (1400 metri), che sorgevano attorno ad un centro commerciale personalizzato. Le stazioni alte erano collegate con telecabine a quelle basse. Con percorsi pedonali, oggi complessivamente si cerca un impatto pi dolce con lambiente. http://unict.myblog.it 343

I parchi naturali e la vacanza naturalistica: Uninvenzione americana

Come gli inglesi erano stati i precursori delle villeggiature al mare e in montagna, gli americani furono gli inventori di un altro tipo i vacanza: quella dei parchi naturali. Allinizio dell800 allamore per i paesaggi urbanizzati si sostitu il desiderio di scoprire luoghi selvaggi, non contaminati dalla presenza delluomo. In Gran Bretagna questa nuova sensibilit stimol la riscoperta dei propri laghi e del proprio ambiente naturale. Negli Stati Uniti lamore per la natura incontaminata si arricch presto della unicit dellambiente naturale americano. In un paese giovane, privo di testimonianze artistiche di alto valore, attorno alle quali rivendicare unidentit culturale e storica.
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Lambiente naturale e soprattutto la sua modificazione allinterno di un parco, assunse lo stesso significato che per un europeo aveva larte rinascimentale o limpressionismo. I grandi parchi americani nella loro prima fase di vita non ebbero come obiettivo quello di preservare la Wilderness, ma di creare luoghi per il tempo libero. Furono motivati da istanze estetiche e paesaggistiche pi che ecologiche. Lo Yosemite National Park, nel 1864 voluto dal naturalista californiano John Muir, allo scopo di creare un luogo in cui venire a contatto con la natura selvaggia del continente americano e in cui allargare i propri orizzonti conosciuti. Lo Yellowstone che vide la luce nel 1872 per il beneficio e il godimento della gente. Nel 1865 la riserva delle Cascate del Niagara. In Europa, lamore per il paesaggio assunse forme diverse e non port alla costituzione di aree protette e quando questo avvenne, fu per imitazione del modello americano. http://unict.myblog.it 345

I primi parchi nazionali europei vennero istituiti in Svezia nel 1909, in Svizzera nel 1914 e nellex- Unione Sovietica nel 1919. Dal punto di vista pratico, molti parchi naturali europei nacquero da ex riserve di caccia dei sovrani che, in quanto tali riuscirono a sottrarsi al disboscamento a fini agricoli o per la produzione di legname. I rapporti tra turisti e parchi non sono stati sempre buoni soprattutto in Europa. Un tentativo di mediazione tra la finalit ricreativa da una parte e quella conservativa dallaltra, rappresentato dalla zonizzazione cio della divisione dellintero territorio del parco in zone. Alcune di riserva vera e propria, alla quale i turisti non possono accedere, perch finalizzate alla tutela ed alla conservazione di flora e fauna. Altre pi antropizzate in cui le attivit sia turistiche che agricole sono permesse sotto particolari condizioni. http://unict.myblog.it 346

Il turismo dalla prima alla seconda guerra mondiale

Alla vigilia della prima guerra mondiale tutte le principali forme del turismo attuale erano state introdotte e si erano inoltre gi radicate gran parte delle consuetudini sociali che stimoleranno la crescita del settore nel secondo dopoguerra: a) la conquista del tempo libero da parte delle classi lavoratrici; b) l'ingresso delle vacanze nelle preferenze di una percentuale crescente di popolazione; c) la nuova moda dell'abbronzatura. Lo sviluppo del settore turistico sub un arresto nel periodo tra le due guerre, per ragioni che vanno ricercate al di fuori delle vicende del settore, che risent di un clima politico ed economico internazionale generalmente poco favorevole.
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Per motivi politici i governi dei vari Stati Europei introdussero gradualmente notevoli restrizioni tendenti a limitare luscita dei propri cittadini allestero, lasciando maggiore spazio allespansione del turismo nazionale, favorito anche da particolari misure di ordine sociale: ferie retribuite, estensione delle assicurazioni sociali, ecc. Anche la cessazione del regime aureo degli scambi e ladozione del Gold-Exchange-Standard, con cambi monetari fissati con valori politici, non corrispondenti quindi alla realt del mercato, contribu notevolmente a frenare il turismo internazionale. Il graduale deterioramento della politica internazionale e del commercio che si basava sempre pi su scambi bilaterali e su forme di contingentamento, con la preoccupazione di limitare le importazioni alle materie prime essenziali per le industrie di vitale importanza, determin una contrazione dei beni di consumo e dei generi chiamati di lusso. In sostanza, si avvertivano gi i sintomi che avrebbero portato http://unict.myblog.it alla crisi economica mondiale del 1929, con la quale si 348 arrester ogni sviluppo del turismo.

Infine per quanto concerne i mezzi di trasporto, nonostante le ferrovie e le navi detenessero sempre il primato, avanzava lautomobile, mentre la presenza dellaeroplano era ancora abbastanza insignificante in questo periodo almeno dal punto di vista turistico. Nonostante queste cause, che certamente impedirono lespansione del turismo in base al ritmo del periodo precedente, ben 900.000 inglesi nel 1931 visitarono il continente e 472.000 americani vennero in Europa, circa la met di quelli arrivati nel 1908. In questo periodo si possono rilevare inoltre alcuni segnali positivi per il turismo: si assiste ad un forte sviluppo dellindustria alberghiera in quasi tutti gli Stati Europei, con un forte incremento del numero dei posti letto. Si verifica la nascita delle prime organizzazioni turistiche a carattere pubblico, sia in Italia, che a livello internazionale. Meritano di essere ricordate: LUnion Internationale des Organismes http://unict.myblog.it 349 Officiels de Tourisme e il Comitato per il Turismo dellOece.

Cap. IV Il secondo dopoguerra e l'esplosione del turismo di massa

Il contesto cambi radicalmente nel secondo dopoguerra e fece da base ad uno sviluppo senza precedenti dei flussi turistici. In primo luogo venne riorganizzata una forma di convivenza fra stati nazionali europei, che permise una generale stabilit internazionale: le guerre, che pure scoppiarono in varie parti del mondo, rimasero sempre confinate ad una dimensione locale. Secondariamente questo fu il cosiddetto periodo d'oro della crescita economica dei maggiori paesi industrializzati: Europa, USA e Giappone. Infine, almeno una parte dei paesi arretrati riusc in qualche modo ad avviare un processo di catching up nei confronti dei paesi ricchi e di conseguenza si cre un terreno favorevole allo sviluppo turistico, sia in termini di industria ricettiva ( offerta turistica), sia in termini di turismo attivo e quindi di domanda di servizi turistici.
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Il grande aumento dei flussi turistici alla base di quel fenomeno che stato chiamato turismo di massa e che ha portato con s anche profonde trasformazioni qualitative. Secondo alcuni autori, il termine turismo di massa da intendersi nella duplice accezione di un turismo che si apre a tutte le classi sociali e di un turismo che si propone come un prodotto sempre pi standardizzato, attraverso il dominio del mercato da parte dei tour operator. Secondo Burkart e MedliK, invece, turismo di massa una nozione essenzialmente quantitativa, nel senso che si riferisce alla partecipazione al turismo di un numero elevato di persone, un fenomeno che ha caratterizzato i paesi sviluppati nel XX secolo, in contrasto alla partecipazione limitata dei decenni precedenti. Alla diffusione del turismo di massa ha contribuito la trasformazione del settore dei trasporti, poich se il costo dei viaggi non fosse sceso in modo cos marcato e la velocit non fosse aumentata repentinamente,http://unict.myblog.it diffusione internazionale del la grande 351 turismo non si sarebbe verificata.

Come il treno era stato il simbolo del turismo ottocentesco e della prima met del Novecento, cos gli emblemi del turismo di massa sono: l'automobile e l'aereo. In meno di cinquanta anni i voli aerei si sono trasformati da coraggioso ed aristocratico modo di viaggiare, alla soluzione pi economica per coprire grandi distanze. La diffusione del trasporto aereo e dei voli charter ha reso possibile la scoperta delle coste del nord - Africa e delle isole tropicali da parte del turismo di massa. Finch a viaggiare erano in pochi, i servizi d'intermediazione non avevano motivo di svilupparsi, con l'epoca del turismo di massa, si creato un mercato ampio a sufficienza da sostenere la presenza di imprese specializzate nell' organizzazione delle vacanze.

Sono nati cos i tour operator ed cambiato il ruolo delle agenzie di viaggio.
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Dalla II guerra mondiale ai nostri giorni


La ricostruzione ed il nuovo volto del turismo

Lultima guerra mondiale, per limpiego delle nuove armi e particolarmente a causa dei bombardamenti, lasci ovunque in Europa i segni della distruzione. Per quanto concerne il settore turistico alberghiero risult cos danneggiato: in Lussemburgo l80% di alberghi distrutti o danneggiati, il 33% in Belgio, il 25% in Inghilterra, il 10% in Norvegia, mentre in Francia erano state distrutte 25.000 stanze dalbergo e 140.000 gravemente danneggiate. Altrettanto si pu dire delle vie di comunicazione: ferrovie, strade, ponti, viadotti ecc. Al termine della guerra, i vari Stati dovettero intraprendere la ricostruzione, che si rivel rapida e sorprendente, cancellando in pochi anni i segni della distruzione e avviando una ripresa economica tale da portare lattuale societ al pi ampio benessere generalizzato e diffuso, cos da essere definito appunto la societ dei consumi. In questo nuovo contesto anche lindustria turistica ha conosciuto una ripresa e uno sviluppo mai visto in precedenza sia in termini di industria http://unict.myblog.it ricettiva(offerta turistica), sia in termini di turismo attivo e quindi di 353 movimento di persone.

Cause e aspetti dello sviluppo

Sommariamente le cause dello sviluppo del turismo nel dopoguerra possono essere cos riassunte: 1) La relativa e duratura pace in un clima di dialogo e di distensione tra i vari Stati e, sebbene con andamenti alterni, anche tra le due super potenze uscite dalla guerra, gli U.SA. e lU.R.S.S. 2) Il progresso scientifico e tecnologico con il conseguente espandersi delleconomia e di un alto tenore di vita nei paesi industrializzati. 3) Un costante progresso della legislazione sociale, con conseguente aumento del tempo libero (settimana corta, aumento periodo ferie pagate, ecc.) e numerose misure di ordine sociale, ormai generalizzate e diffuse presso tutti gli strati della popolazione (pensioni, assicurazioni sociali, ecc.) 354 4) Diminuzione dei costi deihttp://unict.myblog.it viaggi.

Per quanto concerne alcuni nuovi aspetti del turismo, i due fenomeni di maggior rilievo del secondo dopoguerra sono proprio lo sviluppo del turismo di massa e la crescente internazionalizzazione dei flussi grazie anche alla diffusione dei nuovi mezzi di trasporto, quali lautomobile e laereo. Anche se il turismo non era pi un fenomeno litario negli anni trenta, il significato di tale affermazione diventa chiaro solo dopo gli anni sessanta, quando i turisti nel mondo si contano a decine di milioni. Basti pensare che negli anni dal 1950 al 1966 il movimento turistico internazionale passa da 25 milioni a 130 milioni, con una grande diffusione del turismo a livello nazionale, tanto da costituire ormai il 75% rispetto a quello internazionale. In questa fase, la nuova moda salutista, quella del bagno di sole assumer particolare importanza tanto che la vacanza al mare diventa il vero simbolo del turismo di massa; sulla spinta di queste trasformazioni, si definiscono nuove mete delle vacanze e giunge a compimento il lungo processo di meridionalizzazione dei bagni, 355 avviatosi nellOttocento nelhttp://unict.myblog.it Mezzogiorno italiano e francese.

Il turismo marino tocca adesso le coste dellAfrica settentrionale fino a raggiungere gli arcipelaghi dellOceano Indiano ed Atlantico. La corsa verso il Sud e larruolamento di fasce sociali meno ricche nellesercito dei vacanzieri sono resi possibili dallenorme progresso nel settore dei trasporti. lautomobile la vera regina delle vacanze di massa, la protagonista assoluta dello sviluppo del turismo nazionale nei paesi europei. Ai turisti degli anni cinquanta e sessanta che percorrono lEuropa in lungo e in largo sulle loro vetture non verrebbe mai in mente che, nellOttocento, per coprire le 142 miglia fra Bath e Londra occorrevano ben 10 ore. Questi cambiamenti culturali e tecnologici si accompagnano alla grande crescita economica dellEuropa e di tutto il mondo occidentale, che rende possibile a fasce sempre pi ampie popolazione lacquisto di servizi turistici. Una domanda diversificata rende redditizi e quindi permette la diffusione di tipologie di servizi di cui il turismo aristocratico non aveva bisogno, come ad esempio strutture poco ricettive e costose, servizi http://unict.myblog.it 356 ricreativi pi popolari, pensioni, alberghetti, campeggi, juke- box.

Finch a viaggiare erano in pochi, i servizi dintermediazione non avevano motivo di svilupparsi, con lepoca del turismo di massa, si crea un mercato ampio a sufficienza da sostenere la presenza di imprese specializzate nellorganizzazione delle vacanze, nascono i tour operator e cambia il ruolo delle agenzie di viaggio. La comparsa dei tour operator incide sullo sviluppo del settore, perch cambia le modalit attraverso le quali le localit turistiche possono raggiungere il successo. Infatti lafflusso di turisti non dipende pi solamente dalle capacit dei singoli luoghi di farsi pubblicit o di organizzare il tempo libero dei villeggianti, ma anche dal tipo di contratti che riescono a concludere con i tour operator e dal fatto di essere inseriti negli itinerari proposti dalle agenzie di viaggio.

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2. Gli Stati Uniti e la nascita del turismo di massa

Nel corso del settecento e della I met dell'Ottocento lo sviluppo turistico americano fu guidato dai modelli europei. Le diverse forme di turismo si diffusero seguendo lo stesso schema temporale: Dapprima, le localit termali; Poi, quelle balneari; Infine, la vacanza a contatto con la natura (l'american outdoor e i parchi naturali) Nell'America coloniale le citt termali si svilupparono piuttosto lentamente, per via della morigeratezza dei costumi puritani. Nella II met del Settecento un gruppo di stazioni termali urbane era presente attorno a Philadelfia; nel New-England diverse localit termali rurali divennero meta dei cittadini pi ricchi di Boston; pi a sud si poteva trovare qualche centro in Virginia Il turismo balneare ebbe inizio nella regione nord-orientale, dove si svilupparono diversi centri costieri la cui attrazione fu rappresentata dal fresco clima estivo. Determinante fu la vicinanza conhttp://unict.myblog.it cittif manifatturiere e commerciali le principali 358

Il collegamento ferroviario con Philadelfia fu all' origine del successo di Atlantic City come centro di soggiorno del ceto medio, mentre Coney lsland e in generale tutto il Long Island, leg il suo successo alla vicinanza con New York Verso la fine dell' Ottocento anche in Florida ed in California comparvero diversi centri balneari, in genere frequentati nei mesi invernali. Secondo alcuni autori, la differenza tra il turismo europeo e quello americano sta in una connotazione pi democratica di quest'ultimo, tanto che molte localit turistiche americane, gi nella II met del1' Ottocento si vantavano di accogliere tutte le classi sociali. In realt, una distinzione di censo tra le diverse spiagge era comunque presente, inoltre piuttosto forte era la segregazione razziale, inesistente in
Europa.

Si trattava, invece, dei primi segnali dell'imminente avvento del turismo di massa, che infatti nacque proprio negli Stati Uniti

La vera grande differenza con l'Europa fu la velocit con la quale gli americani introdussero gi nell' Ottocento divertimenti meccanizzati di grande dimensione, che solo successivamente furono copiati dall'Europa Il luna park di di Conev Island, inaugurato nel 1903, divenne presto la maggior attrazione dell'isolahttp://unict.myblog.it 359

Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche comuni che hanno accompagnato lo sviluppo delle localit turistiche americane sono da considerare : In primo luogo, il ruolo giocato dalle grandi societ private nel promuovere l'immagine complessiva delle singole localit; Secondariamente il forte impatto dei mezzi di trasporto nel passaggio dal turismo di lite a quello di massa. La storia dello sviluppo turistico delle regioni occidentali degli Stati Uniti ci permette di evidenziare bene queste due caratteristiche In questa parte del paese il turismo si svilupp dopo la guerra civile (1865) quando la quantit dei viaggi in treno miglior significativamente (vagoni letto, scompartimenti pi ampi e lussuosi) Un numero crescente di ricchi americani si lasci affascinare dall 'idea di visitare il lontano West e raggiunse il Grand Canyon o Santa F. La svolta nella storia turistica del Grand Canyon fu rappresentata, per, dall'arrivo della ferrovia o meglio dei capitali di una grande societ ferroviaria, la AT & SF e della sua filiale, la Fred Harvey Company, che gestiva in tutto il paese i punti di ristoro nelle zone attraversate dalla societ madre
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Nel 1898, la At & Sf camper la rete ferroviaria locale ormai disn1essa, costru una stazione ed avvi un servizio giornaliero verso il Grand Canyon Divenne la protagonista assoluta dello sviluppo dell'area

Trasformando un luogo lontano dalle vie di passaggio in una delle mete pi amate dalle lite americane

Nel 1908 l'area fu sottoposta a protezione divenendo parco nazionale Le due societ confermarono la loro posizione di supremazia,
ottenendo l'incarico di realizzare il centro visite e le strutture ad esso connesse

Per Santa F l'apporto dall'esterno fu ancora pi importante che per il Grand Canyon

All'inizio del Novecento Santa F non era pi il ricco centro commerciale ed amministrativo del passato e si confrontava con i problemi di una agricoltura povera e di una crescente emigrazione

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La trasformazione di Santa F in meta turistica fu dovuta all'inventiva di un promotore culturale anglo-americano dellIllinois, Egar Hewett appassionato di archeologia. Nel 1907 fond nella cittadina la scuola di archeologia americana, avviando diversi scavi. Fu il punto d'avvio per un centro di ricerca di cultura:
1) Inaugur il museum ofNew-Mexico ed il museum offine arts 2) Rivitalizz l'lndian market 3) Partecip alla creazione della Santa F Fiesta

Questa miscela fra cultura e spettacolo, fra l'organizzazione di una scuola e l'aria spagnoleggiante della citt trasform la localit in uno dei luoghi pi amati da artisti ed intellettuali americani I capitali e le capacit manageriali furono invece portati da John Wagner che nel 1909 apr un lussuoso albergo e permise di'inserire Santa F tra le mete proposte dai tour operator dell'est Negli anni '20 Santa F: grazie al turismo ed alla cultura aveva superato la crisi economica di fine secolo, ma tutti gli alberghi appartenevano a societ o imprenditori trapiantati come Wagner. Alla fine degli anni '20, si pass dal treno all'automobile ed il turismo si 362 estese ad intere regioni edhttp://unict.myblog.it medie. alla classi

Alle mete del turismo intellettuale delle lite si affianc un turismo orientato al divertimel1to che non cercava giustificazioni. L'automobile rese i parchi naturali e i parchi storici o archeologici una meta del turismo di massa, perch erano facili itinerari dei tour automobilistici La comparsa del turismo di massa e dell'automobile non cancellarono il turismo di lite che prese altre forme, come i soggiorni nelle localit sciistiche Sino alla fine dell' Ottocento lo sviluppo turistico delle localit delle Montagne Rocciose era quasi inesistente: All'inizio del Novecento, diverse localit cominciarono a vivacizzare i lunghi inverni organizzando feste sulla neve proponendo attrazioni di un certo rilievo e cominciando a diffondere la moda dello sci. Lo sci come attivit sportivo-ricreativa venne introdotta negli Stati Uniti dagli immigrati di origine nordeuropea Ben presto furono fondati i primi sci club, come il Norge Ski Club Chicago nel 1905

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Nei primi trent'anni del Novecento, lo sci divenne uno sport alla moda fra i ceti medio-alti di diversi stati americani, come nel Colorado anche se le localit balneari della Florida restavano la meta invernale preferita delle lite americane La svolta, nella storia delle localit sciistiche delle Montagne Rocciose arriv negli anni trenta e fu guidata da una grande societ: l'Union Pacific rail road che invent dal nulla la Sun Valley e la trasform in una delle mete pi prestigiose degli Stati Uniti I creatori della Sun Valley furono Averell Harriman, proprietario dellaUniol1 Pacific, che intravide una nuova fonte di profitto nella creazione di una stazione sciistica lungo la propria rete ferroviaria e il Conte Felix Schaffgotsc, l'esperto austriaco che fu incaricato di trovare lungo le Montagne Rocciose dellIdaho un luogo simile alle vallate europee. Venne assunto un esperto di pubbliche relazioni (lo stesso che aveva contribuito al lancio di Miami Beach) il quale invent il nome della valle; si costru un lussuoso albergo di 250 stanze, si organizz la sua inaugurazione in occasione del Capodanno 1936, invitando le celebrit del cinema, dello spettacolo, della cultura dell' epoca.
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Bisogner attendere il secondo dopoguerra perch lo sci diventi uno sport di massa nell'ovest degli Stati Uniti, quando la possibilit di raggiungere queste localit in automobile rese meno costoso questo tipo di vacanza. Del tutto particolare fu la storia di Las Vegas, che costru la sua fortuna sul gioco d'azzardo non essendovi i presupposti per sviluppare altri settori. Fino agli anni '30, la citt dipese dai finanziamenti del governo federale, che costru la diga Boulder, favorendo la crescita demografica Nel 1931 lo stato del Nevada legalizz il gioco d'azzardo e i giocatori cominciarono ad affluire dagli stati limitrofi. La consapevolezza di un 'assoluta povert di risorse guid il disegno strategico dello stato del Nevada, che dopo il gioco d'azzardo legalizz la prostituzione e rese facili e rapidi matrimoni e divorzi, cercando cos un'alternativa ai finanziamenti federali Nel 1941 venne costruito il primo albergo-casin, con piscina, ristorante ed un grande giardino, per opera di un californiano proprietario di numerosi alberghi

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Fu comunque solamente nel II dopoguerra che le potenzialit di Las Vegas si manifestarono pienamente. Tuttavia la scarsit di capitali locali finirono per far confluire in citt il denaro sporco della mafia di Chicago. I protagonisti di questa trasformazione di Las Vegas in citt del divertimento furono Bugsv Siegel ed il fondo pensione Treamsters Central States, entrambi in odore di mafia Nella II met degli anni sessanta, Las Vegas inizi la sua trasformazione da citt dominata dalla mafia a moderna citt turistica di propriet di grandi societ. Ci avvenne grazie alla legge del 1967 che modificava le regole relative alla propriet del casin, permettendo alle grandi societ per azioni di investire in tali attivit. Gli uomini in odore di mafia vennero in tal modo progressivamente sostituiti dalle grandi catene alberghiere Las Vegas era dunque nata e cresciuta come meta del turismo di massa ed i visitatori vi giunsero in auto o in aereo.

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3. Let doro del Mediterraneo Il successo di Italia, Spagna e Grecia

Nel II dopoguerra un po' tutti i paesi europei hanno registrato un aumento dei flussi turistici, tuttavia i veri grandi protagonisti di questa nuova epoca sono stati i Paesi del Mediterraneo: Italia, Spagna, Grecia Il flusso turistico pi importante del nostro secolo quello dei soggiorni al mare e al sole. I pacchetti vacanze nei centri costieri del Mediterraneo sono diventati il vero simbolo del turismo di massa. Lo sviluppo di tali localit deve molto alla diffusione dei voli charter e della motorizzazione privata, visto che le modalit prevalenti del turismo di massa sono state, da un lato, il pacchetti a basso costo, tutto compreso, volo charter e albergo, dall'altro: gli spostamenti in macchina dei turisti "fai da te". Sono cos sorte localit profondamente diverse da quelle che la storia del turismo aveva conosciuto. Mare, sole e cibo a poco prezzo era tutto ci che offrivano con poche strutture ricreative, almeno nella prima fase del loro sviluppo.
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In anni pi recenti, i1 modello classico di stazione balneare cambiato tanto che i villaggi turistici cercano oggi di offrire una quantit crescente di attivit ricreative. C' tuttavia una profonda differenza tra le storie turistiche dell'Italia da una parte e di Spagna e soprattutto Grecia dal1' altra. Mentre in Italia la crescita del turismo nazionale ha accompagnato lo sviluppo del settore, negli altri due paesi del Mediterraneo la dipendenza dal turismo internazionale stata molto pi forte. LItalia pur avendo una posizione leader nel settore si caratterizza proprio per la diffusione del turismo nazionale. Assieme alla Germania il paese europeo in cui si consuma pi turismo, ma mentre i tedeschi sono dei grandi consumatori di vacanze, sia nel loro paese che all'estero, sino a pochi anni fa solo un bassissima percentuale di italiani trascorreva le ferie oltre confine. In Spagna il turismo internazionale non rivestiva alcuna importanza all'epoca della guerra civile, nonostante alcune localit del Mediterraneo, come Malaga e Palma de Maiorca, fossero gi conosciute agli inizi del Novecento come mete per il turismo invernale.
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Anche in Spagna la grande crescita turistica cominci negli anni cinquanta con la diffusione del turismo balneare estivo. Lo sviluppo del turismo locale fu pi lento e si avvi solo a partire degli anni Settanta, quindi la presenza degli stranieri fu molto pi importante e guid le modalit dello sviluppo del settore. In particolare lo sviluppo delle Isole Canarie e delle Baleari fu strettamente legato alla presenza straniera, sia in termini di domanda, che di finanziamenti. Gli investitori della Germania Federale sono stati gli artefici della nascita delle pi rinomate citt di villeggiatura delle Canarie ed hanno investito un po' in tutto l'arcipelago. Lo stimolo a tale tipo di investimenti veniva da una legge tedesca del 1968, che concedeva vantaggi fiscali agli investimenti nei paesi sottosviluppati. A partire degli anni '60 il regime spagnolo si convinse dell'importanza del turismo sulla costa e dei notevoli vantaggi economici che ne potevano derivare.

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Avvi diversi interventi settoriali, vennero migliorate le comunicazioni per assicurare l'accessibilit alle zone turistiche, molto meno si fece per le infrastrutture urbane, come per gli acquedotti e le fognature. proprio questo uno dei problemi che il turismo spagnolo oggi si trova ad affrontare: una riqualificazione delle localit turistiche per il loro miglioramento ambientale e della qualit della vita dei vacanzieri. Molti dei centri turistici soffrono del degrado ambientale e della mancanza di strutture sportive e per il tempo libero, che i turisti richiedono sempre pi spesso, tanto pi che oggi il turismo a basso prezzo dei paesi dell' altra sponda del Mediterraneo, Tunisia, Marocco, Turchia, Egitto rappresenta una notevole sfida per il mercato spagnolo. In Grecia, divenuta meta del turismo internazionale, in ritardo rispetto a Spagna e Italia, le caratteristiche del modello spagnolo risultano pi accentuate.

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La Grecia inizia il suo sviluppo turistico negli anni Settanta, quando ormai i tour operator controllano gran parte del turismo internazionale. La Grecia rientra cos in due flussi turistici internazionali: uno verso la grande Atene, l'altro verso le tre isole Corf, Rodi e Creta. Il fatto che lo sviluppo turistico della Grecia sia guidato dai tour operator emerge anche dalla distribuzione per nazionalit dei turisti. Il turismo locale non frequenta le stesse localit di quello internazionale, sia perch i prezzi di alcuni alberghi risultano inaccessibili, sia perch il turismo locale preferisce soluzioni alternative, quali le camere in affitto o le seconde case. Con la costituzione del governo dittatoriale nel 1967 la promozione del turismo aveva acquisito una maggiore importanza, in quanto costituiva un modo per costruirsi una rispettabilit internazionale. La strategia si basava su un aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture e sull'incentivazione dell'iniziativa privata, anche straniera, attraverso agevolazioni fiscali, non a caso gli investimenti stranieri ebbero in quegli anni un vero e proprio boom.
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Si tratt soprattutto di capitale americano, ma parteciparono anche tedeschi, svizzeri e francesi, per la costruzione di Hotels nelle localit costiere. Caduta la dittatura, vennero lanciati i piani quinquennali per lo sviluppo turistico, mentre si scoraggiava l'investimento straniero. Questa politica ha effettivamente accompagnato la crescita del turismo internazionale in Grecia, che si proposta come la nuova meta delle vacanze al sole e a basso costo. Questa politica ha anche favorito lo sviluppo del turismo interno, ma ha posto diversi problemi, sia di tipo ambientale, che di natura economica, poich ha favorito l'afflusso di vacanzieri che consumano pochi servizi e non lasciano molta valuta straniera. Oggi quindi si sottolinea l'esigenza di una riqualificazione delle strutture, per favorire un turismo intermedio pi disposto a spendere e consumare servizi.

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4. Il Lento affermarsi del turismo nei paesi in via di sviluppo

Oltre alla grande crescita del turismo in Europa l'altra caratteristica del II dopoguerra stata il lento emergere di nuove mete nei paesi cosiddetti in via di sviluppo. Si tratta di realt in cui l'unica forma di turismo quella internazionale, manca quasi completamente il turismo locale. Si potrebbe pensare che la nazionalit dei turisti sia ininfluente ai fini dello sviluppo del settore, ma non cos, intanto perch lo sviluppo del turismo locale avviene all'interno di barriere protezionisti, quali sono i costi di trasporto. Questa specie di protezione non tariffaria consente al settore di fare i primi passi, di maturare le prime professionalit al riparo dalla concorrenza straniera. Nei paesi in via di sviluppo i costi incidono di pi che per i paesi ricchi, sia per la minore dotazione di infrastrutture, sia per la diversa incidenza che essi hanno sulla remunerazione dei ceti medi o delle classi lavoratrici.
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In secondo luogo, il turismo locale meno sensibile alle perturbazioni di ordine pubblico che possono colpire questi paesi: ad esempio, la presenza di fenomeni terroristici scoraggia sicuramente i turisti stranieri ma non ha alcuna influenza sul turismo locale. C un terzo aspetto probabilmente pi importante legato al turismo internazionale e riguarda il tipo di offerta che viene proposta. Spesso i paesi che ricevono esclusivamente turisti stranieri, provenienti dai paesi ricchi, si specializzano nell' offerta di servizi turistici, grandi alberghi e strutture ricreative molto costose. Questo tipo di offerta impedisce lo sviluppo di un turismo di livello qualitativo intermedio, l'unico che pu garantire elevati flussi di domanda Inoltre, le strutture nate per il turismo d' lite difficilmente possono essere riconvertite per offrire servizi a prezzi pi contenuti, nel caso in cui la domanda internazionale si contragga (es. Sri Lanka, Isole Fiji). http://unict.myblog.it 374

Altra caratteristica delle localit turistiche dei paesi in via di sviluppo un impatto della spesa turistica sul reddito in genere pi basso rispetto a quello dei paesi ricchi, il motivo che nei paesi arretrati, dove leconomia poco diversificata una parte considerevole della spesa turistica se ne va per beni e servizi importati dallestero. Lultima caratteristica data dal ruolo di primo piano svolto dal capitale straniero e in generale dai tour operator e da societ di voli charter. Tali operatori a volte investono direttamente in strutture ricettive nei paesi di destinazione, altre volte si assicurano i servizi, firmando contratti con le imprese locali, sicch i costi e i benefici che i paesi in via di sviluppo ottengono, dipendono dalle caratteristiche di tali contratti. Nei confronti degli investimenti stranieri i singoli paesi in via di sviluppo hanno scelto strategie molto differenti. Il Kenva, ad esempio, nel corso degli anni Ottanta ha conosciuto un notevole incremento nel flusso di turisti stranieri basato su due proposte: mare a pocohttp://unict.myblog.itsafari nelle riserve a prezzi pi prezzo e 375 elevati.

La politica adottata dalle autorit Keniote si mossa su due livelli, da una parte sono state aperte le porte al capitale straniero, sono stati anche stipulati una miriade di contratti fra operatori locali e imprese estere, essenzialmente tour operator di vario tipo e convenienza. L' altro livello di intervento della politica turistica del paese stato di incentivare l'occupazione di personale dipendente e di avviare imprese nazionali nei settori ritenuti strategici, ad esempio il Kenia non solo dispone di una compagnia aerea, ma anche di una propria societ di voli charter. Complessivamente, questa strategia ha permesso l'ingresso di capitali necessari in un paese in cui il capitale scarso, grazie ai quali stata rappresentata un' offerta di strutture ricettive di buona qualit. Nello stesso tempo, l'aver incentivato l'occupazione di personale locale ha permesso il trasferimento in loco di conoscenze e competenze nella gestione dei servizi turistici, ma ci sono stati anche aspetti negativi sul piano sociale.
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Il turismo soprattutto costiero si caratterizzato per la realizzazione di enclves protette, in cui si svolge la vita dei turisti, ma dove ben pochi sono i contatti con le popolazioni e la cultura del luogo. Questo ha portato spesso al sorgere di conflitti etnici all'interno del paese. Non poi da trascurare un altro effetto deleterio del turismo in tali realt e cio l'aumento dell'uso di droghe, alcol,prostituzione. Per quanto riguarda i motivi della lentezza della crescita del turismo in tali aree. Un motivo sicuramente legato alla povert, non tanto dai singoli paesi, quanto dell' area a cui appartengono, che impedisce la formazione di flussi turistici provenienti dai paesi limitrofi e fa dipendere la crescita della domanda proveniente da paesi molto lontani. Vi sono poi dei limiti che dipendono dalle caratteristiche di questi paesi, quanto dallarea a cui appartengono spesso problemi di ordine pubblico e di instabilit politica, che sono causa non solo della lenta crescita, ma anche dell' andamento ciclico che il settore turistico manifesta in questi paesi (es.: Sri http://unict.myblog.it 377 Lanka negli anni Settanta - Ottanta).

In terzo luogo non vanno sottovalutati i problemi igienico - sanitari. La presenza in queste aree di malattie ormai scomparse nei paesi occidentali. Le caratteristiche di cui abbiamo parlato sono all'origine dell'esistenza di una fascia di strutture di elevata qualit e ad alto prezzo e una fascia di servizi di livello qualitativo molto basso, non solo per i turisti occidentali, ma anche per il ceto medio locale. In altre parole mancano spesso strutture ricettive o ricreative di livello intermedio, che hanno in genere un impatto economico maggiore sull'economia dei singoli paesi. Infine, dobbiamo considerare che lo sviluppo turistico esige dei tempi piuttosto lunghi, in Europa ha impiegato quasi due secoli per affermarsi e per diffondere professionalit e competenze. Forse i trent'anni che sono passati dall'esportazione del turismo nei paesi in via di sviluppo sono troppo pochi per poter dare risultati superiori a quelli registrati.
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5. Lestremo oriente: una regione turistica?


Fra le nuove mete turistiche, l'unica area ad avviare un processo di catching up nei confronti dell' Europa e del nord america stato l'estremo oriente Possiamo indicare tre caratteristiche che ci possono aiutare a capire le ragioni della forte crescita del settore in Asia, rispetto all'insuccesso africano: a) durante il secondo dopoguerra, l'intera area dell'estremo oriente ha conosciuto un fortissimo sviluppo Che ha consentito di ridurre la distanza dagli Stati Uniti in termini di PIL, creando anche i presupposti per un forte aumento della domanda turistica. stato quindi lo sviluppo economico di alcuni stati, il Giappone e le cosiddette tigri asiatiche (Taiwan, Corea del Sud, Hong Kong e Giappone) a stimolare la crescita del settore Le politiche di promozione del turismo avviate dagli Stati Asiatici in via di sviluppo si sono incrociate con il forte aumento della domanda turistica dei paesi limitrofi http://unict.myblog.it pi ricchi. 379

In secondo luogo i paesi pi importanti come la Cina e lo stesso Giappone, vantavano proprie tradizioni in campo turistico. Solo in alcune realt come Bali o la Malesia, il turismo nacque a seguito dell'occupazione coloniale Infine, i paesi dell' Asia orientale potevano contare su un tessuto istituzionale decisamente migliore di quello africano, e quindi creare un contesto pi favorevole, sia agli investimenti, sia ai consumi turistici molte sono le ragioni alla base del dominio Giapponese come centro generatore di domanda nell'Estremo Oriente e nel Pacifico Principalmente ag la politica di incentivo delle importazioni intrapresa dal governo Nakasone nel 1986, in risposta alle forti preoccupazioni che il continuo rialzo dello yen aveva generato tra i paesi industrializzati Per dissipare i timori di un predominio giapponese sui mercati internazionali il governo avvi una politica che mirava a ridurre l'avanzo della bilancia dei pagamenti, stimolando la domanda interna ed avviando la trasformazione della struttura industriale Contemporaneamente, numerose aree rurali, toccate da forti http://unict.myblog.it fenomeni migratori e da una generale decadenza della vita 380 economica, iniziarono a cercare nuovi percorsi di sviluppo

Queste due esigenze, una nazionale ed una internazionale, guidarono lo spostamento degli investimenti dell'industria pesante a nuovi comparti, come l'high -tech e la attivit turistico-ricreative Per quanto riguarda il turismo nazionale il governo si mosse in pi direzioni Nel 1987 approv una legge sulla base della quale vennero definite le aree turistico-ricreative del paese (circa il 20% del territorio) alle quali vennero destinati contributi pubblici per la realizzazione di infrastrutture di vario tipo Un secondo tipo di interventi riguard la riduzione della settimana lavorativa (da 48 a 40 ore) e la riorganizzazione delle ferie Allo scopo di aumentare il tempo libero ed incoraggiare i viaggi; In particolare il governo cerc di incoraggiare i Giapponesi a trascorrere le vacanze all'estero Il paese, infatti, a causa del suo lungo volontario isolamento non aveva alcuna tradizione di soggiorni all'estero Nel contesto di un interesse crescente dei giapponesi per il turismo internazionale e di forti avanzi della bilancia commerciale, il governo http://unict.myblog.it 381 var nel 1987 il "progetto dei 10 milioni".

Che prevedeva campagne pubblicitarie per incoraggiare le vacanze allestero E un aumento del tetto dell'esenzione fiscale per lacquisto di souvenir e altro Le partenze internazionali, che nel 1985 ammontavano a circa 5-6 milioni. Nel l990, raggiunsero quota 11 milioni Questa forte crescita fu sostenuta da uno sviluppo parallelo delle strutture aereo-portuali, dei voli charter e dei tour-operator. Un ultimo aspetto da prendere in considerazione relativamente al ruolo svolto dal Giappone per lo sviluppo turistico di tutto lEstremo Oriente ed il Pacifico quello relativo agli aiuti ai paesi poveri Nel 1987 il fondo di cooperazione economica con l'estero e lassociazione giapponese per la cooperazione internazionale si impegnarono in progetti per la creazione di localit turistiche internazionali nei paesi in via di sviluppo Negli anni 90 il Giappone divenne il principale fornitore di assistenza ufficiale allo sviluppo, superando gli Stati Uniti Dalla fine degli anni ottanta una quota crescente di questi aiuti stata destinata a progetti in qualche modo collegati alle attivit turistiche Infine il Giappone invi propri esperti di turismo in Thailandia,Indonesia, ed altri paesi in via di sviluppo. Organizz per tali paesi interventi specifici, seminari e corsi di formazione.

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In sintesi, negli ultimi 20 anni del novecento il Giappone ha svolto un ruolo di primo piano per lo sviluppo del turismo in tutta l'area dell' Asia Orientale: Agendo sia da centro generatore della domanda, sia da principale Investitore In molti paesi asiatici, cos come era avvenuto in Africa, il turismo si svilupp in un primo tempo come un sottoprodotto della colonizzazione europea questo il caso di Bali, l'isola indonesiana che vide arrivare i primi viaggiatori europei nel periodo fra le due guerre, attraverso la campagna di navigazione del governo olandese oppure della Malesia, che accolse i primi visitatori inglesi alla fine dell'ottocento, portati dai battelli della posta, assieme a missionari e mercanti Ben diversa la storia della Cina, che pu vantare una tradizione di viaggi e viaggiatori che risale almeno a 4000 anni fa. Si trattava essenzialmente di un turismo religioso, che coinvolgeva le classi alte della societ (l'imperatore, al vertice della gerarchia religiosa e la sua corte) Si esprimeva in pellegrinaggi verso i fiumi, i laghi, i monti, dove 383 risiedevano gli spiriti e lehttp://unict.myblog.it divinit

Con la diffusione del buddismo si crearono nuovi luoghi sacri e nuove mete di pellegrinaggio, che si interruppero solo con la fine dell'impero e la proclamazione della repubblica nel 1912. Quando nel VII secolo a.c. si diffuse il confucianesimo, un secondo tipo di viaggiatore si diffuse nella tradizione cinese: l'artista, che cercava attraverso lo studio dei paesaggi di raggiungere la verit filosofica. Secondo l'etica confuciana la classe che poteva accedere alla conoscenza era soltanto quella dei mandarini E poteva raggiungere la verit ultima soltanto attraverso il paesaggio Si diffusero cos poeti e pittori viaggiatori, che resero celebri luoghi e scenari Molto pi rara era sempre stata la presenza di viaggiatori stranieri Perch il concetto cinese dell'universo aveva posto la Cina al centro del mondo, generando una chiusura verso gli altri paesi Uno dei pochi legami con l'esterno e con l'occidente fu per molti secoli la via della seta, cio il cammino attraverso il quale la seta prodotta in Cina, attraverso numerosi scambi, raggiungeva i mercati dell' Asia Occidentale e dell'Europa Nel I sec. d.c. comparve quella che possiamo considerare la prima guida della via della seta, che descriveva un viaggio dall'impero Han (Cina nordoccidentale) fino alla valle del Kabul.
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Questa lunghissima storia di prototurismo non port tuttavia ad un precoce avvio del turismo moderno e del turismo di massa, per motivi sia politici che economici Dopo aver detenuto la leadership economica e tecnologica nel mondo, a partire dal XV secolo la Cina non seppe rispondere alla sfida europea, Invece di avviare lo sviluppo capitalistico (o protocapitalismo) inizi un lungo declino economico che fren anche lo sviluppo del turismo moderno Nel 1949 si costitu la repubblica popolare, guidata da Mao-Tse-Tung, la quale, oltre a perseguire l'obiettivo di creare un'economia comunista, negli anni 1965-67 avvi la cosiddetta rivoluzione culturale Con lo scopo di modificare alle radici il sistema educativo e le tradizioni sociali e culturali cinesi Il turismo nazionale venne considerato espressione dei vecchi valori e fu ostacolato Il turismo internazionale fu ritenuto un' occasione per propagandare i valori e i risultati della societ comunista e fu strettamente controllato dallo stato Furono regolamentati l'ingresso nel paese e gli itinerari allo scopo di selezionare gli itinerari e le mete privilegiando fabbriche e comuni rispetto al patrimonio archeologico ed artistico.
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Nel 1978, alla morte di Mao, la Cina sub un radicale cambiamento grazie al progetto di modernizzazione dell'economia guidato da Deng-Xiaoping. Si inizi a passare da un sistema di produzione amministrativo a livello centrale ad un'economia di mercato. La conseguenza fu un'apertura verso l'occidente e soprattutto verso i suoi capitali La nuova politica prese il nome di "politica della porta aperta" Tutto questo ebbe ripercussioni enormi sul turismo, che tra l'altro fu oggetto di particolari attenzioni Il governo cerc infatti di potenziare quello internazionale, concedendo incentivi per la realizzazione di alberghi adeguati agli standard europei Gli investimenti del governo cinese e i capitali stranieri hanno permesso di dotare la Cina di una rete di alberghi di lusso e di realizzare diversi complessi turistici Anche il turismo nazionale ha conosciuto un certo sviluppo grazie all'aumento del livello li vita ed all'introduzione negli anni novanta di un sistema nazionale di ferie (dai 7 ai 15 giorni l'anno). Sono nate infine, grazie alla liberalizzazione dell'economia, societ locali http://unict.myblog.it 386 per la produzione e la liberalizzazione dell' economia.

Cap. V L'Italia: un paese a turismo diffuso

Lo sviluppo del turismo in Italia si presta a due tipi di considerazioni: La prima relativa al primato che il nostro paese ha saputo conquistare nel settore turistico Primato che ha preceduto 1' industrializzazione e la capacit di esportare manufatti industriali L'Italia un paese con un'antichissima tradizione turistica Nel corso dei secoli stata attraversata da ogni tipo di viaggiatori: i pellegrini, i grantouristi, gli aristocratici inglesi e poi il ceto medio tedesco Questo le ha permesso di costruire nel tempo un'offerta molto diversificata che ha potuto e pu tuttora rivolgersi d ogni tipologia di viaggiatore http://unict.myblog.it 387

Il turismo non soltanto ha preceduto l'industrializzazione, ma ha contribuito al riequilibrio della bilancia dei pagamenti durante il decollo economico Consentendo cos di importare quelle materie prime e semilavorati necessari per la crescita dell'industria Si potrebbe forse ipotizzare che in Italia il ruolo svolto altrove dall'agricoltura e stato svolto anche dal settore turistico (oltre che dalle rimesse degli emigrati). La seconda considerazione riguarda il rapporto fra l'Italia e la modernizzazione del settore turistico Come nel settore manifatturiero e nel settore creditizio l'Italia aveva anticipato mode e trasformazioni economiche fino al cinquecento, anche nel settore turistico L'Italia divenne prima un paese arretrato, poi un paese inseguitore Il turismo termale e quello culturale conobbero una rinascita ed un primo sviluppo tra Medioevo e Rinascimento, in anticipo o in contemporanea ai paesi pi ricchi http://unict.myblog.it 388 Il turismo moderno, invece, venne importato solamente nell'ottocento imitando il modello inglese

L'Italia aveva giocato d'anticipo senza per riuscire a portare tale trasformazione alle conseguenze estreme Vi per da sottolineare una differenza sostanziale col settore, industriale: qui la crisi si misur anche nell'incapacit del nostro paese di continuare ad esportare quei manufatti che ne avevano segnato la supremazia nel settore turistico il ritardo si manifest soprattutto nel mancato sviluppo di nuove tipologie turistiche nelle forme gi consolidate, come il turismo culturale, l'Italia conserv il suo primato anche nel periodo di crisi, tra Sei e Settecento Da questo punto di vista, il turismo riusc, come e meglio di altre attivit economiche a proporsi come settore di cerniera tra la passata prosperit e l'inizio dello sviluppo economico moderno sull'esempio dei paesi pi ricchi anzi possibile che i contatti con i turisti stranieri ed il conseguente stimolo allo sviluppo di vari tipi di servizi abbia consentito un accumulo di conoscenze, che si sarebbero rivelate utili in seguito per la modernizzazione di altri settori. http://unict.myblog.it 389

1. L'Italia dal Grand Tour al turismo culturale

L'Italia sempre stata una tradizionale meta turistica: All'epoca dei pellegrinaggi non solo Roma, ma anche localit come San Michele sul Gargano e Loreto seppero attrarre flussi internazionali di viaggiatori Il Grand tour non sarebbe stato concepibile senza un lungo soggiorno nel nostro paese, anche se quella di cui i grandtouristi vanno a ricerca un'Italia che per lungo tempo ha in Napoli il suo confine meridionale solamente dalla II met del Settecento che inizia la rivalutazione e l'inserimento dell'Italia meridionale negli itinerari abituali del Grand tour La scoperta del Sud guidata dall'emergere di tre nuove motivazioni di viaggio che si diffondono nel periodo romantico: L'amore per il paesaggio, L'interesse antropologico per un popolo considerato primitivo La passione per l'archeologia e le citt morte
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I diari dei viaggiatori sono testimoni fedeli di questo nuovo modo di guardare ai paesi visitati L'inserimento nel circuito culturale ellenico permise una prima valorizzazione dell'Italia meridionale, non sempre apprezzata fino alla scoperta settecentesca di Ercolano e Pompei Negli anni settanta del XVIII secolo, la Sicilia dei templi greci era divenuta una meta importante nel Mezzogiorno, tanto che Goethe scriveva: "Senza la Sicilia non ci si pu fare un'idea dell'Italia: qui la chiave di tutto".

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2. La falsa partenza del Trecento

In Italia oltre al turismo culturale e religioso si era sviluppato il turismo termale Tra il Trecento ed il Quattrocento si verific una generale ripresa del turismo termale, praticato dagli stessi italiani Alcuni storici del Medioevo parlano di vera e propria moda: personaggi famosi, artisti ed uomini di potere ripresero a frequentare le citt termali essenzialmente per motivi terapeutici, ma anche per diletto. Gi nel XIII sec. papa Bonifacio VIII speriment le acque di Fiuggi per curare i propri mali e lo stesso fece nel `500 Michelangelo Buonarroti. A conferma dell'interesse per le terme si pu sottolineare il diffondersi del trasporto a distanza dell' acqua termale da bere, come ci rivelano le cronache del trecento di Porretta e i Montecatini. http://unict.myblog.it 392

La rinascita ben documentata per l'Italia centrale, grazie alle numerose descrizioni tramandateci dag1i uomini di lettere e dai medici dell'epoca In Toscana avevano raggiunto un certo splendore le terme di Montecatini, di Bagni di Pisa e di Petriolo in Emilia Romagna. Porretta era fra le pi rinomate mete del tempo. Nelle Marche i trattati dell'epoca ricordavano i bagni di Ascoli, mentre nel Lazio erano rinomati soprattutto i bagni di Viterbo Anche la tradizione della zona flegrea cos importante all'epoca romana, si rivitalizz in epoca medievale Molti cambiamenti sociali e culturali contribuirono alla rinascita di un' abitudine che non era mai e tutto scomparsa, ma si era trasformata da divertimento urbano alla moda a consuetudine dei soli ceti popolari Si trattava quindi di una pratica da valorizzare e soprattutto da conciliare con i canoni morali dei ceti sociali pi elevati Questo compito fu svolto dalla nuova cultura del tempo, quando tra il Quattrocento ed il Cinquecento la rivisitazione della cultura classica e la centralit che lUmanesimo ed il Rinascimento riconobbero 393 http://unict.myblog.it all'uomo portarono alla rivalutazione della cura del corpo

Questa seconda giovinezza delle localit termali riconferm la caratteristica urbana, del soggiorno termale poich la nuova moda si diffuse parallelamente al rifiorire dei Comuni e delle citt Protagonisti furono proprio le amministrazioni comunali che si impegnarono: Sia nella regolamentazione dei canoni di affitto dei singoli alberghi; Sia nella ricerca di nuove vene; Sia nell'ampliamento degli stabilimenti balneari. Fu l'intero contesto delle cure termali a ritornare di tipo urbano Intorno alle terme di Petriolo si svilupp un intero villaggio con un palazzo comunale, la chiesa, alberghi e abitazioni Porretta, situata a met strada tra Bologna e Firenze nella II met del Quattrocento conobbe un grande sviluppo: a) Iniziarono l'attivit diversi alberghi (almeno 11) e numerose taverne e botteghe b) Il numero dei bagnanti aument e si annoverarono tra questi esponenti delle pi importanti famiglie dell'epoca (i Bentivoglio, i Gonzaga di Mantova, gli Este di Ferrara) Lo sviluppo della cittadina venne facilitato da una serie di privilegi fiscali http://unict.myblog.it 394 concessi a partire dal 1394 a chi edificava case e alberghi presso i bagni

Anche se predominavano le motivazioni di tipo terapeutico, il divertimento divenne presto importante: basti pensare che gli tessi trattati medici consigliavano di trascorrere in modo piacevole la giornata, passeggiando e conversando con gli amici, per favorire la guarigione dai veri malanni Nonostante queste premesse, non si pu parlare nel caso delle cittadine medievali italiane di una fioritura anticipata di quelle citt del Loisir che a partire dal Leicent diverranno famose in Inghilterra Esistono infatti differenze notevoli fra i centri termali delle due diverse epoche 1) Queste cittadine e si proposero soprattutto come centri di cura, dove i tempi della giornata erano scanditi dai dettami medici 2) Si faceva vita piuttosto ritirata e poche e erano le strutture dedicate ai divertimenti 3) I divertimenti erano di tipo agreste, resi possibili dal contesto naturale di queste localit piuttosto che dagli investimenti realizzati. In conclusione, possiamo dire che i centri termali italiani del Trecento Quattrocento anticiparono le citt d'acqua inglesi del Seicento, senza per farsi portatrici di quel modello di citt dei divertimenti, di specializzazione turistica, che si affermer solamente dopo la Rivoluzione industriale.
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La rinascita urbana delle terme italiane dur circa due secoli: infatti nel 1580-81. lo scrittore francese Montagne, visitando tutte le pi importanti stazioni termali osservava che: Solo Bagni di Lucca conservava ancora l'aspetto di una cittadina di villeggiatura. Sui motivi della crisi che colpi il termalismo italiano a partire dalla fine del Cinquecento manca una valutazione complessiva del fenomeno, cercheremo una risposta analizzando le vicende di Porretta. Dal 1447 Porretta, che fino ad allora era stata governata da due comunit locali (Camugnano e ranag ione), divenne una contea e passo sotto il controllo dei conti Ranuzzi In questo modo anche le attivit economiche legate allo sfruttamento termale dipesero dalle decisioni e dagli investimenti di quella famiglia Sicuramente questo cambiamento istituzionale non favor gli investimenti perch: Sia la presenza di un'adeguata struttura ricettiva e ricreativa Sia la manutenzione delle sorgenti Sia la creazione di stabilimenti termali Dipese dalla volont dei conti di dirottare verso questa attivit una quota del http://unict.myblog.it 396 loro patrimonio

certo che nel corso del Cinquecento e Seicento non furono davvero molti gli investimenti in questa direzione Da alcune testimonianze sembra anche di intravedere un cambiamento nei gusti e nelle modalit di gestione del tempo libero da parte delle classi medio-alte: A met Seicento si afferma l'immagine di una localit quieta e silenziosa, poco interessata ai divertimenti Una localit che ormai pi importante per la selvaggina che per le terme Non dobbiamo infine dimenticare le epidemie di peste che caratterizzarono il seicento (Porretta ne fu colpita nel 1630 e nel 1645) che pur non essendo l'origine della crisi del termalismo, sicuramente non ne facilitarono il rilancio Complessivamente alla base di questa crisi termale del tardo Cinquecento e del Seicento sembra esserci una radicale trasformazione della struttura sociale ed economica del nostro paese che Da un lato contrasse gli investimenti verso le attivit urbane Dall'altro modific i modelli del tempo libero e quindi dell'attivit turistica Comunque, sulle cause della crisi termale del Seicento siamo ben lontani dall'avere una valutazione storica soddisfacente.

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1. Lo sviluppo del turismo moderno in un paese ritardatario Il turismo termale

Anche in Italia la prima forma di turismo moderno fu quella termale, che conobbe il suo massimo sviluppo con un secolo di ritardo rispetto alle principali localit inglesi. Solamente tra la fine del1' 800 e la prima guerra mondiale la villeggiatura alle terme divenne un fenomeno socialmente ed economicamente importante. Questo ritardo, pu risultare sorprendente se si considera non solo la lunga tradizione italiana, ma anche la grandissima ricchezza e variet di acque minerali del nostro paese. Esaminando in particolare la situazione del termalismo italiano, a met Ottocento, si possono cogliere due caratteristiche fondamentali: da un lato, emerge l'importanza della tradizione, dall'altro, che in Italia si afferma un modello termale del tutto analogo a quello sviluppatosi in Gran Bretagna e poi nell'Europa continentale.
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L'importanza della tradizione si rileva dalla circostanza che, nell'elenco delle principali localit termali nel 1868 solo una, Salsomaggiore non vantava una tradizione turistica. In realt non tanto il passato quanto la localizzazione delle sorgenti avrebbe dovuto essere all'origine dello sviluppo di una citt termale, ma purtroppo il nostro Paese a met Ottocento era ben lontano da un consapevole sfruttamento delle risorse termali, appena l'8% delle nostre sorgenti erano state valorizzate con la creazione di appositi stabilimenti (l'Italia era un paese a "termalismo diffuso"). Quanto alla seconda caratteristica, l'Italia nonostante la lunga tradizione, non contribu a produrre un modello originale. La triade composta da: Grand Hotel, strutture per divertimenti, stabilimento termale monumentale, divenne il tratto distintivo delle localit di successo. Occorre per sottolineare che l'Italia riusc a creare pochissimi centri termali di risonanza internazionale e che in genere rimase prevalente la dimensione regionale anche perch quando le cittadine italiane raggiunsero la loro maturit urbanistica, proponendosi non solo come centro di cura, ma come meta di vera e propria villeggiatura, ormai le lite internazionali stavano gi volgendosi a nuovi tipi di turismi, quali quello balneare e quello montano. http://unict.myblog.it 399

La storia delle localit termali che per prime riuscirono a riproporsi come mete di villeggiatura presenta dei tratti comuni: un 'amministrazione locale, disposta a far investimenti per dotare la citt di un assetto urbanistico, adatto al consumo di tempo libero (piazze, giardini, passeggiate, parchi pubblici). un ceto imprenditoriale locale o straniero disposto a investire (alberghi, teatri, sale da gioco). Il consolidamento di uno stretto legame con l'Universit, in grado di garantire un elevato standard qualitativo, nonch un adeguato prestigio alle cure mediche Anche il capitale umano doveva presentare una pluralit di competenze; conoscenze mediche; architettoniche; urbanistiche; vivacit imprenditoriale. Questo rendeva necessaria una sinergia fra: intervento pubblico, imprenditoria locale, imprenditoria straniera perch si costruissero stabilimenti termali in grado di effettuare le terapie pi moderne e nello stesso tempo creare spazi per la gestione del tempo libero. Queste sinergie si svilupparono molto lentamente tra http://unict.myblog.it 400 Sette e Ottocento.

Una delle prime cittadine italiane a raggiungere una certa consapevolezza sull'importanza del turismo e a diventare meta di attrazione per i turisti stranieri fu Bagni di Pisa, la quale conobbe uno sviluppo leggermente anticipato, gi nella I met del Settecento, grazie alla bonifica del territorio realizzata ai tempi del Granduca Francesco Stefano di Lorena (1766) ed all'opera del suo successore Pietro Leopoldo, che nella II met del '700 l'abbell con uno stabilimento termale e con alloggi ed appartamenti per i villeggianti. L'impegno profuso nel Settecento, pur non ponendola in condizione di competere con i nuovi centri del Losir, che si stavano affermando in Europa sul modello di Bath, permise alla localit toscana di proporsi nel secolo successivo Come la "pi bella villeggiatura d'Italia". L'aspetto pi interessante della vicenda di Bagni di Pisa e che essa fu un vero e proprio laboratorio sul ruolo svolto dallo Stato nello sviluppo turistico, nonch sull'importanza del turismo per l'economia locale e nazionale. Anche Montecatini inizi con un certo anticipo rispetto alle altre citt italiane il suo sviluppo termale, tra il 1765 ed il 1784, fu dovuto sempre alla volont di Pietro Leopoldo, che realizz gli investimenti essenziali, quali il risanamento delle acque, per eliminare la malaria e la creazione di nuove e pi moderne strutture termali come le Terme Leopoldine.
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In questo caso per la mancanza di fiducia da parte dello Stato port il governo a cedere le strutture ai Monaci Cassinesi e lo sviluppo termale a Montecatini riprese solo nella II met dell'Ottocento. Del tutto analoga fu la rinascita d Bagni di Lucca che nel corso del Settecento cerc di riproporsi come centro di villeggiatura dopo la crisi del Seicento. Anche in questo caso per la svolta vera e propria si ebbe all'inizio dell' 800, quando la cittadina pass al principato, napoleonico dei Baciocchi e, a seguito delle trasformazioni e degli investimenti, inizi a proporsi come centro del Loisir, abbandonando la vecchia immagine di centro di cura. Leggermente diversa la vicenda di Porretta, rimasta fino al 1797 un feudo dei Conti Ranuzzi di Bologna, i quali non sostennero un piano di rinascita termale, ma una strategia di lenta e progressiva rivitalizzazione delle acque. L'investimento pi importante fu la realizzazione del teatro (1770), la cui stagione di prosa e le numerose feste divennero uno dei motivi di massimo richiamo presso il pubblico bolognese. Di minore importanza, furono gli interventi sul complesso termale, le cui strutture di base non furono mai modificate nonostante l'aumento di http://unict.myblog.it 402 capacita.

La localit che pi delle altre pu incarnare l'inventiva turistica nel settore termale per Salsomaggiore. Priva di tradizioni, inizi ad utilizzare le acque a fini terapeutici solamente dal 1839, per merito del medico condotto Berzieri. Nel breve volgere di 70 anni, si trasform da povero villaggio, centro di estrazione del sale i in centro termale di grande fascino. Questo rapido successo fu il frutto di una convergenza di molteplici fattori favorevoli: la vicinanza geografica a Milano il legame con l'Universit di Parma. Salsomaggiore un esempio di sviluppo di un centro turistico a Rivoluzione industriale gi avviata, non c' il patronage di alcun Sovrano, ma l'attivo impejno di imprenditori, di diversa estrazione sociale e geografica. L'amministrazione comunale accompagn lo sviluppo termale con numerosi interventi pubblici, dai viali, ai giardini, ai problemi dello sviluppo termale. Cos, nel volgere di mezzo secolo, il vecchio borgo di Salsomaggiore si trasform in una localit di Grandi alberghi, fra i quali primeggiava il Grand Hotel des Thermes (1901), dotato di ben 300 camere http://unict.myblog.it 403

L'altra area, in forte crescita era quella di Napoli. In particolare l'isola di Ischia, (Castellammare, Pozzuoli, Agnano ecc.) dove nella I meta del XIX sec. erano fiorite molteplici iniziative di valorizzazione delle risorse termali. Ischia, gi meta del Grand Tour, riusc a conservare un carattere internazionale, come confermato dalla presenza nelle sale di lettura delle terme di numerosi Riornali stranieri e la presenza di stranieri illustri, tra i quali lo scrittore Ibsen. Questa fiorente stagione dei turismo ischitano venne travolta dal terremoto del 1883, che distrusse gran parte di Casamicciola. La ripresa successiva fu volenterosa, ma lenta perch le nuove esigenze turistico - alberghiere richiedevano un grande esborso di capitali, che sembrava veramente poco prudente investire in un'area sismica. Durante la Belle Epoque, i centri termali italiani avevano ormai completamente colmato il divario che li separava dai centri europei pi famosi e si proponevano fra le pi importanti localit turistiche del nostro paese
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Il turismo balneare

Negli anni Trenta emergono tre diverse caratterizzazioni dell' offerta turistica italiana: 1) Le mete del turismo internazionale: la costa ligure; la costa amalfitana; alcune localit come Taormina e Lido di Venezia. 3) Le mete del turismo estivo italiano: la costa tirrenica la costa adriatica 5) Le localit del turismo domenicale (pendolare) dove si recavano i residenti nelle citt limitrofe. Il turismo internazionale anche negli anni Venti era soprattutto un turismo invernale (quello degli inglesi e dei nordamericani) o primaverile (quello dei tedeschi). Il fenomeno del turismo invernale riguardava solamente due zone costiere: quella ligure e quella Sorrentino - Amalfitana, quest'ultima aveva fra le localit di maggior prestigio Amalfi e poi lehttp://unict.myblog.it isole di Capri, Anacapri, Ischia (18 alberghi), 405 meta di inglesi e tedeschi (nel 1931, contavano ben 34 alberghi).

La riviera ligure era particolarmente attenta al turismo inglese, anche per quanto riguarda l'organizzazione delle attivit sportive e ricreative. Sanremo ad esempio, aveva predisposto un campo da golf di 500.000 mq. con palazzina per il pub (la golf house); ad Alassio, dove viveva una numerosa comunit inglese, esisteva il British Club con sale per il bridge, sale di letture i e saloni per feste e concerti che era l'abituale ritrovo della colonia inglese ; l'English Library disponeva di una biblioteca con 10.000 volumi prevalentemente in inglese, dotata di un English Tea room. Vi erano poi altre importanti localit soprattutto Taormina e il Lido di Venezia, che attiravano anche grazie al fascino esercitato o al patrimonio artistico presente nelle zone limitrofo; si trattava dunque di mete di villeggiatura e contemporaneamente di turismo culturale.
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Tutte queste localit turistiche erano dotate di Grand Hotel prestigiosi e costosi, che tra la primavera e l'inverno accoglievano i turisti stranieri, in estate si aprivano al turismo locale. Negli anni Venti il turismo locale cominci ad essere piuttosto fiorente, tanto che in queste localit sorgevano alberghi e pensioni a prezzi decisamente pi contenuti. Le zone che negli anni tenta si specializzarono nel turismo balneare italiano furono soprattutto la Costa Toscana Tirrenica e la Costa centro settentrionale Adriatica. Le marine toscane ed in particolare Viareggio erano tra i luoghi di mare pi ricercati dagli italiani villeggianti. La clientela era costituita soprattutto da appartenenti alla fascia medio-alta, anche se non mancavano pensioni per una clientela con minori possibilit economiche.

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Le pensioni pi economiche d'Italia negli anni Trenta si trovavano per sulla costiera adriatica. La parte settentrionale, che andava da Trieste a Comacchio, non contava moltissimi centri turistici. Oltre il Lido di Venezia, l'unica localit veramente attrezzata era Grado, con ben, 42 alberghi, ma questa parte dell'Adriatico si trovava svantaggiata dalla presenza di focolai malarici, nei tratti paludosi del delta del Po. La costa dell'Emilia Romagna era la zona a maggiore concentrazione alberghiera, con almeno 22 alberghi. Cervia e Cattolica, Riccione e Rimini erano le localit di maggior richiamo, ma l'attivit turistica era diffusa su quasi tutto il litorale dove esistevano numerosi centri balneari organizzati puramente per il turismo locale. La costa romagnola gi in questa fase del suo sviluppo storico mostrava chiaramente una vocazione per il turismo della classi medio basse. Interessante il confronto tra Viareggio, dove nel 1929 il 62% delle presenze era registrato in strutture di 1 e 2 categoria e Cesenatico dove queste strutture raccoglievano appena il 9% delle presenze.
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Il Sud dei paese offriva un panorama molto meno variegato; fatta eccezione per la costa amalfitana, per Taormina e per il lido della citt di Palermo, tutte le altre aree non presentavano alcun insediamento turistico. Sul versante tirrenico oltre la costiera amalfitana esistevano solo localit frequentate durante la stagione estiva da residenti della zona. Lungo l'Adriatico, a sud di Cattollica, dalle Marche alla Puglia c si contavano solamente 5 centri balneari con appena 36 alberghi e pensioni: Fano, Senigallia, San Benedetto del Tronto, Roseto degli Abruzzi e Francavilla al Mare. Ancora pi desolante era la situazione sulla costa ionica dove l'attrezzatura rimaneva strettamente sufficiente ai bisogni della popolazione del luogo e difficilmente si incontravano localit con pi di un albergo. Simile era la situazione nelle zone dove esisteva solamente un turismo locale domenicale, che utilizzava i piccoli stabilimenti di bagni disseminati in quasi tutti i centri marittimi. Il litorale sardo, infine, dal punto di vista turistico era in gran parte ignorato e non sfruttato.
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Turismo montano e lacuale

Importante era anche il turismo montano localizzato soprattutto nelle Alpi Tridentine e Venete: nelle altre catene alpine il turismo ricettivo era scarsamente sviluppato. Anche la zona del Piemonte e della Valle d'Aosta, che sar destinata ad un notevole sviluppo nel secondo dopoguerra, in quell'epoca accoglieva un turismo che trovava ospitalit soprattutto nelle case private. La localit pi importante era Courmayeur frequentata anche da molti turisti stranieri. Molto pi sviluppato era il turismo nelle Alpi Tridentine e Venete, che potevano contare anche su una numerosissima presenza di tedeschi e austriaci. Una delle localit pi frequentate della zona era Merano. Si trattava in genere di un turismo estivo, anche se alcune localit, tra le quali Cortina si stavano proponendo gi negli anni Trenta come centri per gli sport invernali. Irrilevante era il flusso turistico nelle localit montane dell'Appennino, che raccoglievano pi un turismo termale, che montano. http://unict.myblog.it 410

Per quanto riguarda il turismo lacuale, esso era concentrato soprattutto ne114 regione dei Laghi del Nord Lago Maggiore; Lago di Varese; Lago d'Iseo; Lago di Como; Lago di Garda. Il flusso turistico non era molto consistente, infatti, nel 1929, rappresentava appena il 4% delle presenze, tuttavia diverse localit erano molto famose e con una clientela prevalentemente straniera, soprattutto inglese o tedesca (sul Lago ili Garda). Il comparto o aveva registrato un certo calo delle presenze straniere dopo il 1925, a causa della concorrenza di alcune localit lacuali svizzere, come Lugano, Locarno o Ginevra, molto meglio attrezzate dal punto di vista degli impianti.
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Il fenomeno turistico italiano alla vigilia della prima guerra mondiale

Abbiamo visto come l'Italia era un paese in ritardo sullo sviluppo industriale che si verific solo alla fine dell' 800. In ritardo anche sui fenomeni di urbanizzazione e quindi anche nella composizione d' un ceto medio sufficientemente ricco da spendere in servizi turistici una parte del proprio reddito. Di conseguenza fino alla I guerra mondiale il turismo italiano era ancora fortemente aristocratico o alto borghese, sia per quanto riguarda i flussi internazionali, che coinvolgevano all'epoca solamente i pi ricchi, sia per il turismo locale. Nel 1903, l'albergo pi economico di Sanremo, comprendendo anche pranzo e cena, non costava meno di 8 lire al giorno, mentre a Viareggio non era possibile spendere meno di 7 lire.

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vero che il ceto medio e la nascente borghesia guadagnavano sicuramente di pi, ma la villeggiatura restava comunque alla portata di pochi. Non a caso le prime localit a raggiungere una dimensione turistica furono quelle che si insediarono nei circuiti internazionali, come Sanremo, il Lido di Venezia. Le citt culturali probabilmente erano ancora le preferite dai turisti stranieri. Il turismo delle lite italiane che si stava manifestando nelle citt termali, Montecatini, Salsomaggiore, Ischia, e in alcuni centri balneari o montani come Viareggio o Cortina, era un fenomeno ancora di piccole dimensioni. Nello stesso tempo, per, il fenomeno turistico era gi presente in tutte le sue forme soprattutto nella parte settentrionale del paese, e forse attendeva solamente che gli standard di vita, almeno del ceto medio, si alzassero in modo da inserire la villeggiatura fra i beni di consumo abituali,

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Il turismo italiano nel periodo fra le due guerre

Nel periodo fra le due guerre inizi a maturare una maggiore consapevolezza del ruolo che il turismo poteva svolgere nell'economia nazionale. L'esigenza di un organismo pubblico era sentita da molti, anche se esistevano forti divergenze sulle caratteristiche e le funzioni che esso doveva avere. Anche se il paese accoglieva un flusso considerevole di turisti stranieri le cui spese erano tra l'altro importantissimo per il saldo della bilancia commerciale, ci si rendeva conto che il settore necessitava di interventi volti ad una riconversione e modernizzazione. Vaste aree del paese erano assolutamente prive di alberghi dotati di un minimo comfort, soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sicilia e mancavano scuole in grado di preparare professionalmente gli operatori turistici. Occorreva anche rimuovere l'immagine del paese all'estero e rendere di moda una vacanza nelle localit balneari o montane italiane.
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La percezione di un'arretratezza unita alle potenzialit di sviluppo che si riuscivano ad intravedere fecero maturare la convinzione della necessit di un intervento da parte dello Stato nella promozione del prodotto turistico italiano all'estero. Nel 1919 venne costituito lENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) che rappresent il primo intervento dello Stato in questo settore. Per quanto riguarda il turismo nazionale era ancora quasi inesistente, gran parte del ceto medio non era mai andato in vacanza: poco diffusi erano anche i viaggi interregionali; non esisteva ancora un mercato nazionale dei servizi turistici e chi frequentava le localit balneari o montane non si allontanava molto dalla citt di origine. Da questo punto di vista bisogner attendere gli anni Venti o Trenta perch si delinei un vero cambiamento. Nel primo decennio di vita, l'ENIT fu piuttosto attivo anche se non si in grado di stabilire il ruolo da esso svolto per la modernizzazione e lo sviluppo del settore turistica. Fra le tante iniziative l'ente promosse la creazione di scuole pratiche per il turismo, tanto che nel 1928 diverse citt italiane potevano vantarne almeno m i come Torino, Rapallo, Venezia (che di l a poco venne chiusa), Bagni di Montecatini, Roma, Palermo e Bolzano. http://unict.myblog.it 415

Il primato per l'apertura d una scuola alberghiera spettava per al Touring Club, l'associazione non a scopo di lucro, fondata nel 1894, alla quale si dovranno poi altre belle iniziative. Il T.C.I. avvi nel 1914 a Milano una scuola alberghiera, che poi venne chiusa con lo scoppio della guerra. Nonostante queste iniziative, il ritardo nei confronti degli altri paesi europei era evidente, se si pensa che in Svizzera la prima scuola alberghiera risaliva al 1893. L'altro importante intervento dell'ENIT fu la formazione di un Consorzia italiano per gli Uffici di viaggi e turismo con il compito di associare e coordinare le iniziative di enti, societ e ditte coinvolte nelle attivit turistiche attraverso la gestione di Uffici viaggi sia in Italia che all'estero. In un primo tempo, furono create agenzie apposite: nel 1924, ve ne erano 17 in Italia e 28 all'estero, che svolsero sia le normali funzioni di un'agenzia di viaggi, che l'attivit di propaganda e promozione.

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Nel 1927, si decise di affidare le attivit di agenzia ad una societ autonoma: lai CIT, che fu per alcuni anni la massima organizzazione di viaggi in Italia. Il terzo importante intervento dell'ENIT riguard l'avvio delle statistiche sul turismo, grazie alle quali divenne possibile perla prima volta tracciare un quadra generale del fenomeno nel nostro paese e soprattutto valutare la consistenza della presenza italiana. L'arrivo di turisti dall'estero era stato ricostruibile anche in precedenza, mala dimensione della domanda interna era assolutamente sconosciuta, se non per singole localit. Le rilevazioni dell'ENIT mostrarono alla fine degli anni Venti un flusso considerevole di turisti italiani distribuiti in varie localit, che diede origine ad un numero di presenze alberghiere superiore ai 12 milioni, considerando le localit montane balneari e termali ed escludendo le citt storiche. La domanda intera di servizi turistici si rivelava superiore al previsto e pari a circa un quarto di quella complessiva.

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L'interruzione dei flussi turistici temuta dopo la prima guerra mondiale non ci fu e, dopo i primi anni, i turisti tedeschi e dell'ex impero Asburgico ritornarono a costituire il flusso principale verso l'Italia, seguiti a distanza da inglesi e nordamericani La paura riguardava soprattutto le zone del Trentino, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, ma la guerra non spezz i flussi, che si erano consolidati in precedenza e gi nel 1923 la tradizionale clientela proveniente dalle regioni tedesche e austriache era tornata nelle rinomatissime stazioni balneari, termali o montane del nord est italiano. Tra l'altro, la presenza dei vacanzieri tedeschi aument in termini percentuali per tutti gli anni Venti. Anche gli inglesi avevano ripreso a frequentare la Liguria in inverno, le localit alpine in estate e le localit ricche di arte, anche se, in percentuali, essi rappresentavano una componente declinante del turismo italiano. Levoluzione dellattivit tristica nel corso degli anni Venti e Trenta mostrava un andamento molto ciclico, in sintonia con quanto avveniva per l'economia nel suo complesso.
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Vi fu un rapidissimo progresso tra Il 1923 ed il 1925, in parte collegato ad un evento straordinario come l'Anno Santo, che venne appunto proclamato nel 1925 e che attir in Italia una grande massa di pellegrini. Dopo la caduta durata fino al 1928 ed in gran parte dovuta alla rivalutazione della lira ed alla recessione, nel 1929 vi fu una seconda ripresa. Il fatto che nel periodo tra le due guerre il turismo balneare e climatico avesse acquisito una certa importanza nel nostro paesi e, trova una conferma indiretta nella decisione, presa dal T.C.I., di stampare per la prima volta nel 1932, una guida esclusivamente dedicata alle stazioni di mare ed alle stazioni climatiche.

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Il turismo nel secondo dopoguerra

L'Italia riuscita a sfruttare l'aumento della domanda turistica a livello internazionale che ha caratterizzato il secondo dopoguerra ed il parallelo sviluppo di numerose localit appartenenti ad altri paesi del Mediterraneo non ha arrestato l'andamento positivo di lungo periodo del turismo italiano. I motivi della capacit co1petitiva italiana sono stati 1) Grande diversificazione turistica; 2) Esistenza di diversi segmenti di domanda. Di conseguenza: se il turismo balneare (pi sensibile alla concorrenza estera) ha registrato una diminuzione nelle preferenze, il turismo legato alle citt d'arte ha in parte permesso di compensare tali perdite soprattutto dagli anni 80 in poi.
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Le tappe dello sviluppo (dal I dopoguerra ad oggi),

Alla fine della guerra, la situazione si presentava simile a quella del 1918, si temeva un blocco negli arrivi dei tedeschi, s speravo in un rapido afflusso di turisti americani, ma il conflitto ed i nuovi equilibri internazionali non incisero sulla direzione dei flussi turistici. La Germania, gi nel 1951, era ritornata il paese dal quale giungeva il numero maggiore di turisti. Altri afflussi importanti venivano da: Austriaci; Francesi; Svizzeri (in diminuzione costante) Distanziati erano: Inglesi e Statunitensi. Di conseguenza, ancora ulna volta, non ci fu l'auspicato boom delle presenze americane. Le diverse provenienze corrispondevano a differenti tipi di domanda: I tedeschi si sistemavano presso campeggi, ostelli per la giovent, case per le ferie, istituti religiosi. Gli americani si collocavano in una fascia di reddito superiore (in genere alloggiavano negli alberghi di I categoria). Diverse erano anche le mete: Tedeschi: localit alpine o dei a costa; Americani: la capitale e centri turistici gi affermati.
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Neghi anni '50 e '60 le vacanze entravano progressivamente nelle abitudini delle famiglie italiane, anche gli operai andavano in vacanza (negli anni '60 gli italiani che in vacanza erano di pi degli anni '30 ). Dal turismo coinvolgente salo le fasce medio ,alte della borghesia si passava al turismo di massa. La crescita dei consumi turistici va ricollegata in primo luogo alle trasformazioni economiche che coinvolgono il paese. Il forte aumento del reddito nazionale si accompagna ad una rapida urbanizzazione (la percentuale di persone andate in vacanza decisamente maggiore nelle grandi citt, che nei piccole comuni). Il secondo aspetto da considerare la stabilit della domanda interna, che non sembra risentire molto dell'andamento congiunturale dell'economia nazionale. Il terzo elemento di novit che ha caratterizzato la domanda interna di turismo la tendenza ad uscire dalle regioni di provenienza. In Italia la domanda interna ora stata sempre di tipo locale. solo a partire dagli anni '60, che aumenta l'interscambio tra regioni, favorendo lo sviluppo di mete non tradizionali delle localit del Mezzogiorno. Le aree che hanno beneficato della I fase dello sviluppo del turismo di massa sono state quelle gi affermate o che avevano mostrato capacit di attrazione nel periodo tra le due guerre: le Dolomiti, la Riviera Ligure, la Versilia, lAlto http://unict.myblog.it 422 Adriatico, qualche enclaves maridionale (Sorrento, Capri, Taormina).

Nei primi decenni del dopoguerra gli stranieri subirono il fascino delle localit costiere italiane e dei loro prezzi contenuti, soprattutto in virt del basso costo della manodopera. La forza dellItalia in quegli anni fu dovuta soprattutto alla sua capacit di creare prima degli altri un livello minimo di strutture turistiche e di presentarsi sul mercato con unofferta ricettiva molto diversificata, in grado di soddisfare le tante fasce di reddito che stavano scoprendo il turismo. LItalia nel segmento del turismo balneare estivo fu cos un precursore (assieme alla Francia, che per aveva gran parte delle coste sullOceano Atlantico), anticipando tutti gli altri paesi del Mediterraneo, conquistando una leadership che rimase indiscussa sino agli anni settanta. Il rilancio delle attivit turistiche stato concomitante alla celebrazione dell' Anno Santo, che nel 1950 port in Italia moltissimi pellegrini, molti dei quali tornarono negli anni successivi. La crescita continu per tutti gli anni '50 e fu trainata dai soggiorni marini. Nel 1963 - 64 il settore registr la prima contrazione, soprattutto. nelle correnti tedesche e svizzere, nuove coste si stavano affacciando sulla soglia del mercato turistico, occupando il segmento medio - basso, fino ad allora appannaggio quasi esclusivo delle localit italiane. http://unict.myblog.it 423

Spagna, Yugoslavia, Grecia e Libano intrapresero massicce campagne propagandistiche su tutte le aree in grado di generare domanda. La rapida affermazione dei tour operators stava cambiando le modalit attraverso le quali domanda e offerta si erano fino ad allora incontrate sul mercato. Le nuove modalit di scelta dei luoghi di villeggiatura favorivano i nuovi paesi, meno dotati di infrastrutture, ma pi penetrabili agli investimenti dei tour operators inoltre la diffusione dell'aereo permetteva di superare gli svantaggi legati alla minore accessibilit delle nuove localit. La situazione divenne particolarmente critica negli anni Settanta, quando per effetto della crisi petrolifera si verific un forte rallentamento nella crescita degli arrivi di stranieri in tutto il mediterraneo, che in Italia assunse la connotazione di una vera e propria stagnazione. Fu solamente in questa fase che gli operatori turistici e gli amministratori pubblici si resero conto che lItalia non riusciva pi a contenere la competizione degli altri paesi del Mediterraneo ed avviarono un lavoro di ristrutturazione dellofferta alberghiera con un significativo aumento dei livelli qualitativi. Negli anni ottanta, lo sviluppo riprese ininterrotto fino al 1989, quando subentr una nuova crisi alla quale segu una fase marcatamente ciclica In conclusione, la componente estera della domanda turistica in Italia nel II dopoguerra ha manifestato un andamento di lungo periodo in continua crescita, ma con una certa ciclicit, spesso in corrispondenza con le variazioni di valore http://unict.myblog.it 424 della nostra moneta

Permaneva, inoltre, in Italia un altro elemento di debolezza dellorganizzazione turistica, vale a dire il fatto di basarsi su imprese di piccole e medie dimensioni, in genere proprietarie di un solo albergo, con un uso intensivo del fattore lavoro Questa caratteristica comportava essenzialmente due svantaggi: a) da una parte una scarsa forza contrattuale, a fronte di tour operator sempre pi grandi; b) dallaltro, limpossibilit si sostenere elevate spese per il marketing si cerc, quindi, di trovare delle risposte. In particolare a partire dagli anni ottanta si intensific lassociazionismo, cio lo sviluppo di aggregazioni volontarie, con varie configurazioni e funzioni. Si cos diffuso un modello che potremmo definire di a) Collaborazione su obiettivi di breve periodo (ad es. una politica commerciale comune) b) Attuazione di strategie di marchio nel lungo periodo Se tutto questo ha consentito allItalia di mantenere una posizione di primo piano fra i paesi del mediterraneo, dallaltro non ha potuto evitare una capacit decrescente di attirare turisti stranieri da parte del segmento balneare, pi esposto alla concorrenza internazionale Il totale delle presenze nelle localit di mare passato dal 50 60% degli anni sessanta al 36% del 1995. http://unict.myblog.it 425

Il turismo culturale

Tra le varie forme di turismo, quello che sorprendentemente si caratterizzato per la crescita pi lenta stato il turismo culturale, che ha mostrato un andamento simmetrico a quello delle localit balneari, anche per quanto riguarda la capacit di attirare stranieri. Infatti nell'epoca d'oro della vacanza sole - mare - spiaggia, le presenze nelle pi importanti citt d'arte italiane rimasero piuttosto contenute (7 8% del totale) e soprattutto risult decrescente la quota di stranieri anche se parallelamente il numero degli ingressi nei musei conobbe una notevole crescita. Negli ultimi due decenni, quindi si manifestata una vera e propria stagnazione. Fra le possibili spiegazioni del fenomeno va sicuramente annoverata una gestione dei beni culturali non orientata al soddisfacimento della domanda e la mancanza di una politica integrata capace di raccogliere tutti i vari aspetti dell'offerta turistica culturale: accessibilit ai musei; dotazione di servizi orientati alla fruizione dei beni; standard qualitativi e quantitativi dell' ospitalit alberghiera, delle infrastrutture, dei trasporti. Ancora una volta si conferma che il successo del turismo richiede investimenti ed un'organizzazione adeguata delle risorse. http://unict.myblog.it 426

Da Thomas S. Cook alle grandi societ integrate

Nellepoca del turismo moderno le prime agenzie di viaggio comparvero in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, offrendo vari servizi, che andavano dalla prenotazione di treni, autobus e alberghi, alla semplice vendita di biglietti di viaggio. La prima impresa a fornire servizi legati ai viaggi turistici fu negli anni quaranta dellOttocento la Thomas S. Cook. Cook, fervente battista e membro della Temperance Society, organizz il primo viaggio di gruppo in treno, nel Luglio del 1841, allo scopo di portare 600 persone al meeting antialcolista dellassociazione a costo contenuto. Cook intu limportanza delle ferrovie per la diffusione dei viaggi turistici. Era consapevole che per rendere redditizia la gestione delle ferrovie era necessario riempire tutti i posti. Per questo motivo negozi i prezzi con i gestori delle linee ferroviarie, rendendo possibile il viaggio a persone con limitate possibilit economiche: donne, coppie di operai, scolaresche, ecc... Lagenzia forniva molti tipi di servizi ai viaggiatori:

i collegamenti; i biglietti; gli orari.

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Per i viaggi allestero si preoccupava del cambio della moneta. Inoltre, pubblic guide turistiche e programmi di viaggi. Cook invent il biglietto circolare, nel quale venivano raggruppati tutti i biglietti necessari per coprire un certo itinerario. Nel 1867 introdusse il Cook coupon, che veniva utilizzato dai turisti per i pasti e lalloggio presso gli alberghi aderenti alliniziativa. Nel 1873 adott le banconote circolari, una prima forma di travellers cheque. Lattivit di Thomas Cook poteva essere considerata, quindi, una via di mezzo tra quella del tour operator e quella dellagenzia di viaggi. NellEuropa continentale questo tipo di imprese si svilupp con qualche decennio di ritardo. Le prime furono:

lagenzia Bennet in Norvegia (1850); la Stangen in germania (1863); la Lubin in francia (1864); la Chiari in Italia (1868),ecc..

Come nel caso della Cook, si trattava di imprese la cui attivit spaziava dallorganizzazione dei viaggi alla semplice vendita dei biglietti. Spesso per la clientela era assai diversa (la Stangen, ad es., serviva soltanto lalta societ berlinese).
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La svolta nellorganizzazione dei viaggi si verific nel secondo dopoguerra e fu generata dalla concomitanza di due fattori:

un radicale cambiamento dellorganizzazione dei trasporti, che port alla comparsa e alla rapida diffusione dei voli charter; lesplosione del turismo di massa.

Quello charter un volo organizzato da una societ, che noleggia un aereo cercando di farlo partire pieno, cio con quasi tutti i posti occupati.

In questo modo pu realizzare profitti, pur vendendo biglietti ad un prezzo inferiore a quello praticato dagli aerei di linea.

La comparsa dei charter ebbe inizio nellimmediato dopoguerra, quando in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi alcune societ avviarono lattivit, utilizzando velivoli di origine militare e impiegando gli ex-piloti di guerra disoccupati. Gi alla fine degli anni Sessanta i pacchetti turistici, comprensivi di trasferimenti in aereo, divennero il nuovo fattore di espansione della domanda turistica ed i voli charter avevano superato i voli di linea nel traffico intra-europeo. La principale linea direttrice dei voli charter divenne quella Nord-Sud, cio dalla Gran Bretagna e dallEuropa continentale verso i paesi del http://unict.myblog.it 429 Mediterraneo: Spagna, Italia e Francia.

Non a caso il primo viaggio aereo con questa formula venne organizzato nel 1950 da un operatore inglese, la Horizon Holidays, per portare un gruppo di turisti a Calvi (Corsica). Lo stretto legame esistente fra il settore dei trasporti aerei e quello dellorganizzazione dei viaggi confermato anche dal fatto che agli inizi degli anni Ottanta numerose linee aeree risultavano proprietarie o possedute da tour operator. Grazie a queste profonde trasformazioni nellorganizzazione dei trasporti, che fino al secondo dopoguerra spesso non si distingueva da quella delle agenzie di viaggio, lorganizzazione dei viaggi assunse una propria fisionomia e avvi un lungo processo di concentrazione aziendale, che port alla nascita di grandi colossi. Soprattutto in Germania e in Gran Bretagna le imprese riuscirono a diventare grandi, seppure attraverso percorsi di crescita molto differenti. Dalla loro origine fino ai nostri giorni le imprese e i tour operator hanno potuto crescere allombra di una forte protezione di tipo culturale, legata al fatto che i turisti dei singoli stati preferiscono acquistare i loro pacchetti vacanze da imprese nazionali.
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Questa fortissima tendenza alla concentrazione ha sollevato il dubbio che le singole societ utilizzassero il loro acquisito potere di mercato per mantenere artificialmente alti i loro profitti. In presenza di un mercato cos concentrato molto facile che si crei un qualche tipo di barriera allentrata e si passi ad un oligopolio. Gli studi effettuati su paesi diversi e su differenti intervalli temporali, hanno prodotto risultati contrastanti.

In Germania, ad es., sino al 1994, esistevano accordi di esclusiva sulla base dei quali le agenzie potevano vendere i prodotti di un solo tour operator. Si trattava di una barriera allentrata piuttosto forte, tale da scoraggiare anche imprese straniere di notevoli dimensioni.

Di fronte allulteriore concentrazione, che presumibilmente si verificher nei prossimi anni, a seguito della progressiva integrazione economica e culturale del mercato europeo, la vigilanza sulleffettiva concorrenzialit dei mercati sar un problema da considerare con attenzione.

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I tour operator italiani


Nel nostro paese i tour operator si sono sviluppati con un certo ritardo e sono rimasti a lungo limitati. Anche nel nostro paese negli ultimi anni dellOttocento si erano diffuse le agenzie di viaggi: una parte di queste viveva essenzialmente di biglietti ferroviari, ma alcune si dedicarono anche allorganizzazione di viaggi. Fra queste si deve sicuramente ricordare lattuale Chiariva, che con il nome di Chiari fu la prima in Italia ad occuparsi di intermediazione turistica. La nascita della Chiari risale al 1878, quando in pieno centro a Milano venne aperta unagenzia specializzata nelle gite ai vicini laghi Maggiore, di Como e dIseo, nonch in soggiorni in Brianza. Il primo impegno di una certa importanza fu sempre nel 1868, lorganizzazione di comitive dirette allEsposizione Internazionale di Parigi.

Tuttavia, il fenomeno dei viaggi organizzati fino alla Prima Guerra Mondiale, non raggiunse mai dimensioni quantitative cospicue, n in termini di capitali investiti, n per il movimento dei viaggiatori.

La stessa agenzia Chiari altern spesso a periodi fortunati, come il 1900, in occasione della nuova Esposizione Internazionale di Parigi, temporanee chiusure.

Molte delle speranze create da eventi eccezionali come lEsposizione Internazionale erano infatti destinate a spegnersi di l a poco. http://unict.myblog.it 432

Diversi erano i motivi che rendevano cos incerti gli investimenti in questo settore: sicuramente il ritardo economico del nostro paese, che restrinse la clientela delle nostre agenzie alle sole classi aristocratiche, fu il principale. Anche un altro aspetto non va trascurato: la scarsa abitudine degli italiani a viaggiare allestero, mancando nelle classi elevate italiane quella tradizione del viaggio culturale che tanto aveva segnato la Gran Bretagna. In questo contesto lagenzia Chiari cerc di consolidare la propria attivit, offrendo tutti quei servizi che avevano reso famose le agenzie straniere.

Cos nel 1901 introdusse i coupon dalbergo (comprensivi di vitto e alloggio); propose viaggi in comitiva e itinerari modificabili sulla base delle esigenze dei clienti; cerc di puntare su nicchie di mercato, che mostravano un andamento stabile nel tempo, come i viaggi di nozze.

Nel periodo fra le due guerre lorganizzazione dei viaggi prese nuovo slancio e questo favor la comparsa di nuove agenzie.

Nel 1924 vennero costituite a Milano due nuove importanti agenzie: la Teorema e lIstituto Italiano di Turismo e Propaganda. Questultimo, che poi prender il nome di Turisanda, nato per volere del conte Enzo Ferretti, nel 1925 realizz la prima crociera fino a Costantinopoli e, nel 1928, realizz il primo grande viaggio, portando 125 viaggiatori in India e Ceylon. Sempre a Milano nel 1931 nacque anche la societ I Grandi Viaggi, che si specializz nellattivit a medio raggio e a costi contenuti.
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Una nota a parte merita in questi anni la creazione della CIT nel 1927, che nacque dallENIT quando si decise di separare lattivit di promozione da quella commerciale vera e propria.

La CIT nacque sotto forma di societ anonima, il cui capitale azionario venne sottoscritto oltre che dalle ferrovie, dal Banco di Sicilia e dal Banco di Napoli. Nasceva cos attraverso una societ a partecipazione pubblica, la prima catena di agenzie di viaggio italiane.

A guerra terminata, nel 1947, nascevano due societ destinate a diventare tra i maggiori tour operator del nostro paese: la Hotelplan Italia a Milano e la Alpitour a Cuneo.

La prima era la consociata italiana di una grande impresa svizzera, il cui compito era di occuparsi degli svizzeri in vacanza in Italia. La seconda, era una piccola societ creata da Lorenzo Isoardi per organizzare viaggi in treno ed in pullman poco oltre il confine italiano in occasione di eventi particolari.

Limmediato dopoguerra portava novit di rilievo anche in due antiche imprese armatoriali, la Gastaldi e la Andrea Costa.

Entrambe erano nate nella seonda met dellOttocento come societ di navigazione e solamente nel secondo dopoguerra avviarono attivit in qualche modo collegate o collegabili al turismo.
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La Gastaldi era unagenzia marittima fondata nel 1863 da Paolo Gastaldi a Genova, rilevata a fine Ottocento da Alessandro Cerruti.

Nel secondo dopoguerra la famiglia Cerruti ampli il suo raggio dazione verso il settore del trasporto aereo divenendo agente generale per lItalia di importanti compagnie internazionali, come la TWA e la Canadian Pacific. La Andrea Costa era stata costituita nel 1854, sempre a Genova, per sviluppare il commercio e il trasporto via mare di olio doliva e tessuti tra la Liguria e la Sardegna. Negli anni Cinquanta invest nellacquisizione di navi passeggeri per le traversate atlantiche. Si trattava di un servizio di linea che apriva la strada alle prime crociere della Costa nel Mediterraneo.

Agli inizi degli anni Cinquanta vi fu un altro importante ingresso, quello della Francorosso, una modesta agenzia di viaggio di Milano specializzata nella vendita di biglietti ferroviari, destinata per ad una grande fortuna. Nel 1964, nasceva per iniziativa pubblica, in particolare della Cassa del Mezzogiorno, la Valtour per gestire villaggi turistici nelle regioni meridionali. Se il mercato non presentava particolari barriere allentrata in paesi come Germania e Gran Bretagna, dominati da grandi imprese, tanto meno lo era in una realt polverizzata come quella italiana.
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Infatti, negli anni Settanta e Ottanta continuarono a nascere nuove realt imprenditoriali, alcune delle quali riuscirono ad entrare fra i primi dieci tour operator italiani.

Ricordiamo tre casi di successo: Orizzonti (1973) e I Viaggi del Ventaglio (1976) a Milano; Eurotravel ad Aosta (1983).

Non tutte le esperienze degli anni Sessanta diedero per risultati positivi, infatti, nel 1990, fall la Ventana, societ costituita nel 1976 a Torino dalla Wagon Lits e dalla famiglia Agnelli. Negli anni Ottanta iniziarono a delinearsi le societ leader (Alpitour e i principali competitori). La dimensione del mercato restava comunque molto contenuta. Negli anni Novanta il quadro cominci a modificarsi ed il mercato divenne pi instabile, come conferma luscita di scena di alcune importanti societ come Aviatour e Ventana e lavvio di un vero e proprio processo di fusioni e acquisizioni. Dalle turbolenze degli anni Novanta sono cos emersi:

un leader nazionale, Alpitour-Francorosso, di dimensioni europee; tre competitori, il gruppo Gastaldi-Kuoni, lalleanza Hotelplan-Turisanda e lHit del gruppo Tanzi (Parmalat); un importante outsider, la Costa Crociere.
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Le vicende del mercato italiano ci consentono di fare alcune considerazioni pi generali.

In primo luogo colpisce la localizzazione dei principali tour operator italiani; sono tutti nati a Milano od in citt del Nord Italia (Genova, Aosta, Trieste, Cuneo) ed quindi evidente il ruolo giocato dai bacini di origine della domanda. In secondo luogo il processo di formazione delle nuove realt imprenditoriali ha seguito il percorso tipico delle piccole imprese italiane, che crescono in gran parte grazie allautofinanziamento. Infine va osservato che londata di fusioni che ha caratterizzato il settore negli anni Novanta ha portato al notevole salto dimensionale dei tour operator italiani, fra i quali per solamente Alpitour-Francorosso ha acquisito dimensioni europee.

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Appendice

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