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Anarchismo, Femminismo e l'Individuo

di Colin Wright
traduzione a cura di: marvin@anarcotico.net

"Un anarchismo serio deve anche essere femminista, altrimenti diventa una questione di semi-anarchismo patriarcale, e non anarchismo vero e proprio". Federazione Anarchica Norvegese Come anarchisti sociali ereditiamo un tipo di teoria (basata sull'esperienza) che sembra oggi svilupparsi pi potentemente rispetto al passato. L'analisi delle relazioni di potere che inserisce l'oppressione nella gerarchia e nella dominazione ci porta a capire molti movimenti sociali contemporanei - attraverso una valutazione che proprio all'interno di molti di questi movimenti manca del tutto. Comunque, mentre abbiamo uno scheletro sovraccarico di teorie sociali, siamo obbligati a imparare dai nuovi movimenti sociali in modo da poter implementare queste stesse teorie. Cos ascoltiamo e apprendiamo attivamente dalle persone di colore temi come l'Eurocentrismo e altre forme di razzismo, dagli attivisti gay e dalle attiviste lesbiche l'eterosessismo e l'omofobia, dagli animalisti lo specismo, ecc. In questo articolo trattiamo propriamente il movimento femminista, sia per capire come un'analisi prettamente anarchista possa contribuire alla sua crescita, e viceversa per vedere - da anarchisti - cosa possiamo imparare dal femminismo. Anche se la partecipazione maschile al femminismo talvolta un aspetto controverso, voglio iniziare la sezione parlando del mio personale coinvolgimento con questa questione. E concluder con alcune speculazioni che riguardano l'ecologia come terreno futuro comune dell'anarchismo e del femminismo. Sarebbe incompleto affermare che il movimento anarchico - sia storico che contemporaneo - androcentrico o omocentrico. Un contributo teorico a un'astratta e generalizzata "equit" qualcosa di troppo vago - specialmente quando questa "equit" non viene estesa all'ambiente domestico. Molte analisi anarchiche continuano a ignorare la realt della dominazione maschile, dirigendo le proprie critiche verso le relazioni commerciali, il capitale e lo stato, o la civilizzazione. Qualsiasi siano i meriti di queste critiche, l'uguaglianza fra i generi ritenuta una priorit minore o da trattare successivamente allo sviluppo del "giusto" modo di pensare. Il fatto che l'abbattimento del sessismo possa richiedere sforzi notevoli raramente contemplato.

Gli uomini nel femminismo


"Gli uomini devono lottare per crearsi un tipo di esperienza che la supremazia maschile gli ha negato" Sandra Harding ( p.286) Come uomo, ho messo in secondo piano il mio interesse per il femminismo lasciando il primo posto all'assorbimento delle politiche della sinistra ecologista. Ho sempre creduto che la battaglia per la libert umana fosse quasi interamente realizzata all'interno delle arene maschili di pensiero (anche se con una certa sensibilit per le questioni delle donne). Fino ad allora ho supportato passivamente gli obiettivi dell'autonomia femminile. E' stato cos fino a quando (attraverso le mie letture) ho capito che tutti gli uomini traggono beneficio dal sessismo - e non parlo solo di chi abusa, stupra, maltratta o discrimina -, iniziando cos a guardare profondamente dentro il mio privilegio da uomo (bianco). Nella vita familiare, nella scuola, nel mercato del lavoro, ho quasi sempre avuto un vantaggio sulla mia controparte femminile (e non bianca). Il mio interesse per il femminismo, anche grazie alla letteratura e alle novelle femministe, mi ha portato a iniziare a capire che la mia stessa visione utopista del futuro stava sempre pi diventando centrata sulla donna e la sua affermazione. Mentre il mio orientamento anti-capitalista e

antistatista rimaneva forte come sempre, ho notato una svolta delle mie valutazioni che sono sfociate in un sempre crescente riguardo per la consolidazione dei rapporti intimi. Ho cominciato a sviluppare una sensibilit femminista e ho trovato sempre pi facile riconoscere il comportamento patriarcale maschile che fino ad allora avevo ignorato. Alla fine ho capito come la lotta delle donne femministe potesse apportarmi dei grandi benefici. Mentre Emma Goldman sosteneva che solo le donne possono liberarsi dalla loro oppressione "interna", gli uomini possono giocare un ruolo importante nell'aiutare a smantellare l '"esternalit" del patriarcato. Abbattendo il proprio sessismo e quindi sfidando quello degli altri, possiamo contribuire a generare un clima che promuova la completa partecipazione di tutti in ogni campo della vita. Mentre esiste nella comunit femminista uno spettro di dubbio riguardo la partecipazione maschile, molte donne apprezzano il supporto. Sandra Harding in un suo recente libro afferma che gli uomini possono essere femministi cos come le donne bianche possono essere anti-razziste. Per lei, gli uomini dovrebbero adottare un' "identit proditoria" e sviluppare un "punto di vista femminista" (Harding, p.288). Tuttavia, la partecipazione maschile nel femminismo (compresa la mia) richiede cautela. "Gli uomini amano appropriarsi, dirigere, giudicare e gestire ogni cosa che gli passa per le mani", ha scritto Harding (p.280). Quindi, solo se siamo consapevoli dei pericoli che l'influenza femminista pu esercitare sulla nostra agenda maschile, possiamo contribuire al movimento femminista. Dopo tutto, il punto conferire potere alla donna. Comunque, detto questo, molti degli ostacoli che rendono gli uomini sessisti sono complessi, intersecati, e relativamente inseplorati. Possiamo parlare di impegno per la logica femminista, di uguaglianza fra i sessi, ecc. ma ancora non ci siamo accorti di quanto il nostro comportamento sia intimidatorio e arrogante. Anche verso i fattori istituzionali (famiglia, scuola, media, ecc), i sottili ( e anche non sottili) effetti della socializzazione dei generi rimangono. Comparativamente, sappiamo ancora poco dello sviluppo dell'infanzia e della costruzione della mascolinit e della femminilit. Ma, mentre l'eliminazione totale del comportamento patriarcale richiede molto tempo, dobbiamo capire che l'analisi finale del femminismo porta alla liberazione umana. Saremo tutti beneficiari di una societ basata sull'aiuto e la cooperazione senza ricorrere alle minacce di aggressione o all'intimidazione.

Il Femminismo e la Spaccatura Liberal-Radicale


"... il successo della piena libert delle donne (di tutte le donne, non di poche privilegiate) presuppone profondi cambiamenti economici, sociali e politici che, nel verificarsi di un tale sviluppo storico, non permetterebbero all'attuale status quo di sopravvivere" Hester Eisenstein (p. xvii). Come minimo, il femminismo un impegno per l'uguaglianza fra i generi, un riconoscimento che la dominazione maschile esiste ed sbagliata. Trova le sue radici nella tradizione liberale dell'autonomia e della libert di scelta. Questa tradizione ancora forte tutt'oggi ed ben rappresentata dalle femministe liberali. Queste femministe credono che l'uguaglianza pu essere raggiunta attraverso la modifica del presente sistema, attraverso la promozione di maggiori occasioni di equit (incremento degli accessi all'educazione e ai luoghi di lavoro, ecc.). Comunque, gli anni '60 e '70 hanno visto emergere un nuovo radicalismo femminista di diversi tipi - radicale, socialista, lesbico, nero, anarchico, ecc. Le femministe radicali, in contrapposizione alle femministe liberali, credono che l'intero sistema - liberalismo patriarcale - sia una struttura sbagliata, disegnata da e per gli interessi dei soli uomini. Quindi, per queste femministe, il femminismo poco meno che rivoluzionario. Purtroppo, visto che i media hanno dato accesso soltanto al femminismo tradizionale o liberale, il potenziale rivoluzionario del femminismo stato oscurato e degradato. Nel frattempo, il significato del femminismo liberale stato dibattuto, senza nessun consenso da parte della comunit femminista riguardo la sua reale definizione. La socialista femminista Zillah Eisenstein crede che le contraddizioni del femminismo liberale - possono le donne essere uguali nello stato liberale patriarcale? - porteranno finalmente a uno sbocco verso l'esterno e indicheranno la strada per una nuova societ radicale. Nelle sue parole, "la contraddizione tra liberalismo (patriarcale e individualista nella struttura e nell'ideologia) e femminismo ( come uguaglianza sessuale e collettiva) pone le basi per il movimento femminista che va oltre il liberalismo" (Zillah Eisenstein, p.3). Altre sono meno sicure. Bell Books scrive che il "processo con cui emerger questo radicalismo sar poco chiaro... L'impatto positivo delle riforme liberali sulla vita delle donne potrebbe non portare allo

sradicamento del sistema di dominazione" (Books, p.l9). Per Books, "gli impulsi rivoluzionari devono interagire liberamente con le nostre teorie e le nostre pratiche se realmente il movimento femminista vuole porre fine all'oppressione e progredire, se vogliamo seriamente trasformare la nostra realt attuale" (Books, p.l63). Infatti le radici del radicalismo femminista si estendono (alla fine) del diciannovesimo secolo, quando ha luogo una spaccatura tra liberalismo e radicalismo. Margaret Marsh in un recente studio fornisce la cronaca di un movimento femminista anarchico precedente (Marsh). Presagendo la seconda ondata del femminismo radicale, con la convinzione che "il personale politico", queste femministe anarchiche insistono su questo concetto: "la subordinazione femminile radicata in un sistema obsoleto di relazioni sessuali e familiari. Attaccando il matrimonio, spesso premendo sulla variet sessuale - insistendo sull'indipendenza economica e psicologica e a volte negando la responsabilit materna, si punta in realt all'autonomia personale come a una componente essenziale dell'uguaglianza sessuale, sottolineando che i diritti legali e politici non porterebbero allo stesso tipo di equit".(Marsh, p.5) Nel frattempo, le femministe liberali (caratterizzate da Elizabeth Cady Stanton) cercano l'uguaglianza con gli uomini spingendo per il diritto al voto. Solo con l'emersione delle femministe anarchiche e delle recenti femministe radicali si inizia a sfidare la dicotomia pubblico-domestica. Alla fine, le votanti hanno vinto il giorno (e il voto), e la sfera privata come la questione femminista vengono dimenticate. E mentre Emma Goldman e Margaret Sanger continuano a combattere per il controllo delle nascite, la sessualit diventa il regno di Freud e Reich. Come questione politica, la sessualit deve attendere l'avvento di Kate Millett o Shulamith Firestone nella nostra nuova era. La teoria anarchica femminista stata trascurata nel nostro tempo (e non solo dagli uomini anarchici). Di conseguenza, sia l'anarchismo che il femminismo ne soffrono. Ad esempio, poche delle nuove socialiste o delle femministe radicali sviluppano critiche sullo stato-nazione. Prevedibilmente, dopo poco, inziano ad emergere gli argomenti in favore dello "stato femminista" (MacKinnon). E mentre le tattiche anarchiche per l'azione diretta hanno giocato una parte importante all'interno del movimento anarchico, il numero di anarcofemministe dichiarate rimane inferiore rispetto a quello delle socialiste, delle radicali e delle liberali. Una prospettiva un po' differente dell'attuale spaccatura fra radicali e liberali ci viene offerta da Angela Miles. Riconoscendo che le tradizionali divisioni e le strutture - liberali, socialiste, anarchiste, nere, ecc. - rispecchiano una politica polarizzata e creata dagli uomini, preferibilmente spinge per un modello centrato sulla donna che chiama "femminismo integrativo". In questo modo cerca di unire le femministe "rivoluzionarie/evoluzionarie" per sfidare "i sistemi mondiali di dominazione" (Miles, p.l4). Afferma che "esiste un gran numero di femministe che, malgrado la diversit delle proprie analisi e dei propri argomenti, condivide il femminismo come embrione di nuove politiche di generale rilevanza e di significato universale" (Miles, p.20). Spesso, afferma Miles, queste femministe hanno molto pi in comune con chi non condivide le stesse medesime posizioni. Tuttavia, il femminismo utile quello che unisce, e penso che sia inevitabile il momento in cui queste contraddizioni troveranno sfogo. Ad esempio, mentre ci si oppone a "tutte" le forme di dominazione, bisogna chiarire la propria posizione rispetto allo stato. Qui non punto a rifiutare dogmaticamente lo stato ( e a dividere le femministe), ma piuttosto a trovare le implicazioni per la pratica. Le femministe "integrative" vogliono costruire una societ dal basso oppure desiderano solo che qualche loro richiesta venga supplita dalle istituzioni statiste, senza riconoscere la relativa natura dominante dello stato?

L' Anarchismo e la Spaccatura Pubblico - Privato


"Care compagne, quando avevo raggiunto la vostra et, la questione sessuale non aveva grande importanza per me. Ma adesso s, e rappresenta un fattore tremendo per migliaia, addirittura milioni, di giovani. Emma Goldman, conversando con Peter Kropotkin (Goldman, p.253)

Mentre le donne nel diciannovesimo secolo erano impegnate nella spaccatura liberal-radicale, i libertari stavano discutendo "la questione femminile". In Inghilterra, il nuovo teorico anarchico William Godwin aveva formato un'alleanza con la pioniera femminista Mary Wollstonecraft. Nel frattempo in Francia, l'utopista Charles Fourier stava scrivendo che " il progresso sociale e i cambiamenti del periodo storico hanno luogo in proporzione all'avanzamento della donna in campi come la libert, e il declino sociale soggiunge come risultato della diminuzione della libert delle donne" (Beecher, p.l). Similarmente, il nuovo socialista Robert Owen, parlando delle sue comunit Utopiche, dice che "entrambi i sessi devono avere la stessa educazione, gli stessi diritti, privilegi, e la stessa libert personale" (Harsin, p.75). Purtroppo, la pratica ha insegnato che le buone intenzioni non sono sufficienti, visto che l'ostilit spesso opera proprio all'interno dell'ambiente Utopico. Dal suo studio sulle comunit Oweniane, Jill Harsin ha concluso che "l'attaccamento alla domesticit tradizionale della societ comune servita a incorporare le disuguaglianze del vecchio mondo in quello nuovo" (Harsin, p.82). Questa divisione continua a contagiare i movimenti sociali contemporanei. Mentre molti uomini riconoscono che le donne devono essere soci attivi della vita pubblica, questi stessi per non vogliono ammettere che ci comporti anche un uguale coinvolgimento nella vita domestica. Nel frattempo, Pierre-Joseph Proudhon (il primo ad adottare il modello "anarchista") si allontana sempre di pi dalle posizioni degli Utopisti per considerare la famiglia patriarcale come l'unit sociale fondamentale (Marsh). E mentre Bakunin incita la totale partecipazione delle donne nella vita pubblica, lui non differisce molto da Marx o da Engels a tal riguardo. Sia lo stato socialista che le societ anarco-sindacaliste materializzatisi nel ventesimo secolo, falliscono nello sfidare la dicotomia pubblico-privato che spesso si conclude nel raddoppiamento del caricod i lavoro femminile. Martha Ackelsberg ha scritto in uno studio sulla Rivoluzione Spagnola: " la corrente principale del movimento anarchico spagnolo rifiuta di riconoscere sia la specificit dell'oppressione delle donne sia la legittimit della separazione delle lotte per sormontarla" (Ackelsberg, p.ll8). Come conseguenza delle politiche liberali classiche - e la relativa enfasi sulla libert individuale - l'anarchismo ha ereditato dal liberalismo una consistente polarizzazione maschile. Non solo le donne vengono minimamente coinvolte nella creazione sia del liberalismo che dell'anarchismo, ma l'anarchismo trattiene dal liberalismo una serie di dualismi gerarchici, a volte in sordina, a volte no. Cos, ad esempio, le opposizioni pubblico-privato e ragione-emozione diventano parte sia dell'individualismo anarchico, con il suo orientamento capitalista, che dell'anarchismo sociale basato sulla comunit. Ci nonostante, il concetto di individuo che era emerso nell'anarchismo sociale rimane profondamente differente da quello liberale. Mentre l'anarchismo sociale cerca di mantenere e rafforzare i legami della Comunit, il liberalismo combacia perfettamente con il capitalismo emergente. La focalizzazione dell'anarchismo sociale sulla comunit punta alla promozione dell'aiuto mutuale, una focalizzazione che coincide con i concetti socialisti emergenti di coscienza di classe, solidariet e internazionalismo. L'immagine liberale della competizione, i diversi individui che lavorano per il loro stesso interesse hanno rappresentato la veri antitesi all'ala sinistra dell'anarchismo. Ma mentre gli anarchici sociali e i socialisti riconoscevano che il lavoro di classe non avrebbe mai ottenuto un'uguaglianza sostanziale all'interno del sistema politico liberale, le femministe iniziavano a capire che non sarebbero mai arrivate a un'uguaglianza fra i generi in un sistema patriarcale che aveva chiuso loro le porte della vita pubblica. Descrivendo l'apparente contraddizione fra "individui liberi e uguali" e le donne schiavizzate nella vita domestica, Anne Phillips scrive: " Trovando chiusa la porta principale, il patriarcato entrato da quella di servizio. Invece di rifiutare tutte le forme di autorit naturale, i nuovi liberali si sono limitati a sostenere che il governo e la famiglia sono due regni separati" (Phillips, p.l4). Cos, la dicotomia pubblico-privato, che istituzionalizza il controllo maschile sul potere decisionale comunitario, trova appoggio prima nelle politiche liberali e poi in quelle anarchiche.

Anarchismo, Femminismo ed Ecologia: Oltre il Dualismo


"Una societ futura basata sull'amicizia con la natura produrr ci che migliaia di anni di tentativi artificiali non sono riusciti a creare, un'organizzazione spontanea, libera, solida e forte neglia ffetti personali" Voltairine de Cleyre Abbiamo visto che l'anarchismo ha approfondito la critica liberale all'autorit; mentre il femminismo ha esteso la definizione di individuo. Comunque, la relazione tra anarchismo e femminismo rimane irrisolta, talvolta paradossale. Cos per L. Susan Brown, "l'anarchismo trascende e contiene femminismo nella sua critica al

potere" (Brown, p.209). Nel frattempo, per l'English Zero Collective, "il femminismo oltrepassa l'anarchismo perche il femminismo mostra autorit, gerarchia e leadership per ci che realmente sono, strutture di potere maschile" (Zero Collective, p.7). L'anarchismo e il femminismo parlano entrambi alla totalit della societ, ma nessuno dei due pu dichiarare una completa dominanza egemonica sull'altro. La teoria anarco-femminista rimane poco sviluppata, malgrado un rinnovato interesse durante gli anni '70, e gli eloquenti scritti di Carol Ehrlich, Peggy Kornegger e altre. Eppure, una sintesi di queste due differenti filosofie politiche, sarebbe possibile e anche desiderabile, mentre invece rimane da completare. Attualmente, ognuno offre una struttura utile per osservare l'altro, mentre si aggiungono sostanza e ragionamenti. Tuttavia, piuttosto che provare ad unire anarchismo e femminismo, possibile suggerire un metodo alternativo. L'anarchismo sociale e il radicalismo femminista rappresnetano entrambi tentativi per andare oltre le radici individualiste del liberalismo classico, dove l'individuo messo contro la Comunit. Noi possiamo superare questo pensiero dualista concentrandoci sul campo emergente dell'ecologia, dove i diversi individui diventano parte di una Comunit dell'unit-in-diversit (Bookchin). In un saggio recente, Thomas S. Martin propone che un "intreccio" di femminismo, anarchismo e ecologia sta iniziando a prendere forma (Martin). Il femminismo l'ordito, l'anarchismo la trama e l'ecologia la fibra. Unire questi movimenti in una convergenza, sostiene, consiste in un'analisi della dominazione. Mentre una critica alla dominazione certamente un punto cruciale di contatto per l'anarchismo, il femminismo e l'ecologia, la dominazione stessa rimane solo un aspetto del comportamento umano. E' con l'avanzamento del femminismo che stato rilevato il limite con cui il pensiero patriarcale ha svalutato la vita delle donne. Cos non solo pensieri ed emozioni, pubblico e privato, sono rimasti separati, ma anche il comportamento fondamentale al mantenimento della specie stato sottovalutato. La questione dell'educazione dei figli, assieme a quella degli infermi, degli anziani e spesso degli uomini stessi sono cadute inevitabilmente sulla spalle delle donne. I valori come la preoccupazione e l'empatia che rendono l'aiuto mutuale possibile, provengono dalla nostra lunga permanenza come bambini all'internod ella cultura delle donne. L'anarchismo realmente un teoria che riguarda il potere e l'autorit, e il potere e l'autorit tendono ad agire nel loro stesso interesse. Come teoria, l'anarchismo comprende la spiegazione dei comportamenti umani che promuovono l'interdipendenza e il sacrificio personale. D'altro canto, il movimento delle donne, che ha puntato la'ttenzione sulla relazione tra l'autonomia e l'interdipendenza, non ha parlato uniformemente nelle sue analisi del potere. L'ecologia stata capace di offrirci una pi vasta struttura concettuale in cui convergono le valutazioni di ognuno. In un modello ecologico ( e qui ne intendo realmente uno sociale ecologico), n l'anarchismo n il femminismo sarebebro costretti ad inserire nella struttura altrui. Invece, ciascuno pu svilupparsi indipendentemente, o piuttosto, interdipendentemente. Il pensiero ecologico si trova alla base del recente lavoro della filosofa femminista Lorraine Code. Mentre critica l'ecofemminismo con la sua identificazione problematica donna-natura, Code riconosce il valore del modello ecologico come veicolo per il femminismo: "Una societ orientata sulla comunit ed ecologicamente responsabile creerebbe preoccupazione e partecipazione comune alle questioni fondamentali e sarebbe in grado di ritrutturare il dibattito fra i membri della comunit come conversazione, non come confronto. Il suo scopo quello di promuovere l'appoggio reciproco e un ambiente non oppressivo" (Code, p.278) [Inoltre, l'ecologia pu fornire mezzi al femminismo per "creare spazi per sviluppare resaponsabilmente prospettive che rendano esplicite le interconnessioni tra le forme e i sistemi di dominazione, sfruttamento, e oppressione, in tutte le loro differenti manifestazioni" (Code, p.27l). Il pensiero ecologico stesso deve molto alla tradizione libertaria. Dal geografo del 19 secolo Peter Kropotkin all'ecologista sociale dei giorni nostri Murray Bookchin, la visione anarchica delle comunit a democrazia diretta che non cerca di dominare la natura offre alternative alla minaccia industriale capitalista che grava sull'integrit della biosfera. Quello di cui non si tenuto conto che queste visioni ecologiste possono

comprendere una negoziazione mediata e femminista tra pubblico-privato. Cos possibile aprire la strada a un dialogo produttivo tra donne e uomini, tra femminismo e anarchismo. Una nuova forma politica pu ancora emergere: deve muoversi necessariamente oltre il patriarcalismo liberale e la sua enfasi all'individualismo isolato per dirigersi verso l'ugualitarismo tra individui, verso la comunit e la Terra, in modo che fioriscano assieme in armonia.