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Fattorizzazione

I. INTRODUZIONE
Nel modello a partoni i quark sono liberi, e le funzioni di struttura mostrano la pro-
priet`a dello scaling. Tale propriet`a `e legata al fatto che limpulso trasverso dei partoni `e
piccolo nellinnitemomentum frame. In QCD la radiazione di gluoni duri viola questa
assunzione, e rende spiegazione delle violazioni di scaling.
Se calcoliamo le correzioni al next to leading order le funzioni di struttura sviluppano
una dipendenza da Q
2
. La dipendenza appare come divergenza logaritmica che deve essere
regolarizzata nellinfrarosso. Le singolarit`a sono parametrizzate come ln(Q
2
/m
2
) quando
si d`a massa ai quark e gluoni, oppure come 1/ se si usa la regolarizzazione dimensionale.
Queste divergenze possono essere riassorbite nella denizione delle funzioni di distribuzione
partonica, che diventano quindi parametri running della teoria.
Le predizioni della QCD perturbativa riguardo alle violazioni di scaling delle funzioni
di struttura costituiscono la verica pi` u accurata e stringente della teoria.
Le pdf q(x, Q
2
)dx rappresentano il numero dei quark di tipo q che portano frazione di
momento compresa tra x e x + dx quando il protone `e studiato alla scala Q
2
.
Sperimentare il protone a basso Q
2
signica osservarlo con bassa risoluzione spaziale, e
avere un risultato dominato dai quark di valenza. Quando Q
2
cresce, la risoluzione aumenta,
e si distingue una struttura pi` u ne, la presenza dei quark del mare e dei gluoni.
II. CORREZIONI RADIATIVE
Le correzioni al next to leading del diagramma di scattering eq eq sono costituite
dallemissione (virtuale e reale) di un gluone, e dal contributo eg eq q: questultimo non `e
presente nel modello a partoni (`e nullo al leading order), parte cio`e allordine
S
. In gura
(1) `e mostrato il tensore adronico con correzioni radiative allordine
S
.
Per il calcolo di uno dei diagrammi con emissione di un gluone usiamo la base di
Sudakov.
A. Decomposizione di Sudakov
Nella decomposizione di Sudakov ogni vettore pu`o essere espresso sulla base costituita
da due quadrivettori sul cono luce p ed n (uno dei quali qui rappresenta limpulso iniziale p
orientato lungo z), e due quadrivettori trasversi (

k
T
) nel piano ortogonale:
k

= p

+
k
2
+

k
T
2
2
n

+ k

T
1
FIG. 1: Correzioni dello scattering eq allordine
S
p

= p(1, 0, 0, 1) p
2
= 0
n

=
1
2p
(1, 0, 0, 1) n
2
= 0 p n = 1
k

T
= (0, k
Tx
, k
Ty
, 0)

k
T
= (k
Tx
, k
Ty
) k
T
p = k
T
n = 0 k
2
T
=

k
T
2
Il passaggio alle nuove coordinate
k
(0)
, k
(1)
, k
(2)
, k
(3)
, k
2
,

k
T
implica nel dierenziale uno jacobiano J =
1
2
d
4
k =
d
2
dk
2
d
2
k
T
che si calcola come determinante della trasformazione
k
(0)
= p +
k
2
+

k
T
2
4p
k
(1)
= k
1
T
k
(2)
= k
2
T
k
(3)
= p
k
2
+

k
T
2
4p
2
J =

det
_
_
_
_
_
_
dk
(0)
d
dk
(0)
dk
2
dk
(0)
dk
Tx
dk
(0)
dk
Ty
dk
(1)
d
dk
(1)
dk
2
dk
(1)
dk
Tx
dk
(1)
dk
Ty
dk
(2)
d
dk
(2)
dk
2
dk
(2)
dk
Tx
dk
(2)
dk
Ty
dk
(3)
d
dk
(3)
dk
2
dk
(3)
dk
Tx
dk
(3)
dk
Ty
_
_
_
_
_
_

=
1
2
III. CORREZIONI REALI
Consideriamo il diagramma q gq in cui un quark iniziale di impulso p emette
un gluone di impulso r (k = p r)e assorbe un fotone di impulso q (l = k + q). Se si
lavora nella gauge lightlike/lightcone (o anche assiale) per il gluone questo `e lunico dia-
gramma divergente, gli altri danno correzioni nite alla funzione di struttura. (Risultato
di GribovLipatov per emissione di un numero arbitrario di gluoni: nch`e si prendono in
considerazione solo i logaritmi leading, i diagrammi da considerare sono solo quelli a scaletta
ladder diagrams).
Nella base di Sudakov gli impulsi sono scritti come:
k

= p

+

k
T
2
|k
2
|
2
n

+ k

T
k
2
= |k
2
|
q

= n

+ q

T
p q = q
2
= q
T
2
= Q
2
e le condizioni di on-shell del gluone irraggiato e del quark nale come
0 = r
2
= (p k)
2
= ((1 )p

k
T
2
|k
2
|
2
n

T
)
2
=
(1 )

(

k
T
2
|k
2
|)

k
T
2
=
1

k
T
2
+
(1 )

|k
2
|
0 = l
2
= (k + q)
2
= (p

+

k
T
2
|k
2
| + 2
2
n

+ k

T
+ q

T
)
2
= (

k
T
2
|k
2
| + 2)

k
T
2
q
T
2
2

k
T
q
T
= 2 Q
2
|k
2
| 2

k
T
q
T
Lampiezza `e scritta come
M

= ige
q
u(l)

1
/ k
/ t
A
u(p)
e il modulo quadro dellampiezza mediato su spin/colore iniziali, sommato su quelli nali:

|M|
2

=
1
2
1
3

spin/colour
M

=
1
2
g
2
e
2
q
C
F

pol
Tr
_

( / k + / q)

/ k / / p /

/ k

1
(k
2
)
2
3
Dal momento che il gluone `e reale, la somma sulle polarizzazioni si estende solo a quelle
trasverse, e viene scelta una gauge lightlike
r = n = 0

pol

(r)

(r) = g

+
n

+ n

n r
Integrando sullo spazio delle fasi nale si ottiene una quantit`a proporzionale alla prob-
abilit` a del processo:
w

=
_
d
4
r
(2)
3
d
4
l
(2)
3

+
(r
2
)
+
(l
2
)(2)
4

4
(l + r (p + q))

|M|
2

=
1
4
2
_
d
4
k
+
((p k)
2
)
+
((k + q)
2
)

|M|
2

=
1
16
2

_
d dk
2
dk
2
T
d
+
(

k
T
2
(1 )|k
2
|)
+
( x
|k
2
| + 2

k
T
q
T
2
)

|M|
2

(con
+
(v
2
) = (v
2
)(v
0
), e d
2
k
T
= dk
2
T
d/2 (con 0 < < ) e x =
Q
2
2
).
Per isolare il contributo della funzione di struttura partonica

F
2
si possono saturare gli
indici con il proiettore n

.
Infatti il tensore generico di una corrente elettromagnetica conservata si pu`o scrivere come:
q

= q

= 0
W

(p, q) = (g

+
q

q
2
)W
1
(x, Q
2
) + (p

p q
q
2
q

)(p

p q
q
2
q

)W
2
(x, Q
2
)
con F
1
= W
1
, F
2
= W
2
e per estrarre le sue funzioni di struttura si possono usare i proiettori nn e pp:
n

= W2 = F
2
4x
2

= W
2
2xW
1
= F
2
2xF
1
= F
L
Si ottiene quindi il risultato:
1
4
n


|M|
2

=
8e
2
q

S
|k
2
|
P()
dove P `e chiamata funzione di splitting (non regolarizzata):

P() = C
F
1 +
2
(1 )
.
Lintegrale in |k
2
| alla ne del calcolo appare divergente logaritmicamente a piccoli valori, e
pu`o essere regolarizzato introducendo un cut-o
2
(`e come dare una massa al quark).
I piccoli valori di |k
2
| corrispondono a piccoli valori di

k
T
2
e alla congurazione di
collinearit`a tra quark e gluone:
0 = r
2


k
T
2
= (1 )|k
2
|
4
k

= p

= (p k)

= (1 )p

Le linee interne del diagramma vanno on-shell causando divergenze (dette appunto
collineari). Ci sono anche divergenze = 1 dovute al fatto che il gluone `e soce, cio`e `e
emesso con energia nulla (singolarit`a infrarosse).
Se si sommano tutti i diagrammi di emissione reale le correzioni allordine
S
appaiono
come
d
2

dxdQ
2
=

F
2
= e
2
q
x
_
(1 x) +

S
2
_

P(x) ln
Q
2

2
+ C(x)
__
Il risultato ha una struttura del tipo logaritmi grandi + coecienti niti (C) e dimostra
come oltre lordine leading sia sviluppi la dipendenza da Q
2
nelle funzioni di struttura,
violando la propriet`a di scaling di Bjorken.
I logaritmi (o equivalentemente in regolarizzazione dimensionale i termini in 1/) incor-
porano la sica di lunga distanza (emissioni collineari).
Le funzioni

P che moltiplicano i logaritmi sono chiamate splitting functions non rego-
larizzate, sono universali e calcolabili. Rappresentano la distribuzione di probabilit`a che
un partone si divida in un gluone e un partone che porti una frazione x del momento del
partone iniziale.
IV. CORREZIONI VIRTUALI
Il contributo delle correzioni virtuali viene dalle correzioni di self energia e di vertice
(oneloop nellampiezza, che interferisce con il tree level) e va a regolarizzare la splitting
function:
P(x) =

P(x) + P
virtual
(x)
I diagrammi virtuali infatti divergono nella stessa regione cinematica delle singolarit`a dei
diagrammi reali, cio`e quando il gluone `e soce x = 1, o collineare con il quark k
2
= 0.
La divergenza a x = 1 (gluone emesso a energia nulla, divergenza soce) si cancella esat-
tamente tra diagrammi virtuali e reali, mentre nella somma ancora sopravvive la divergenza
a k
2
= 0.
Dal momento che il diagramma virtuale ha la stessa cinematica dellordine leading, il
termine P
virtual
(x) (1 x).
P(x) = C
F
_
1 + x
2
(1 x)
+
+
3
2
(1 x)
_
= C
F
_
1 + x
2
1 x
_
+
Il susso + indica la plusdistribution (o anche plusprescription), denita come:
f(x)
+
= f(x) (1 x)
_
1
0
dx

f(x

)
Le funzioni denite in 0 x < 1, divergenti in x = 1, generano delle distribuzioni plus
denite nellintervallo 0 x 1 per cui gli integrali con funzioni regolari g(x) sono niti:
_
1
0
dxf(x)
+
g(x) =
_
1
0
dxf(x)(g(x) g(1))
5
La modica di P dovuta alle correzioni virtuali pu`o essere anche ottenuta imponendo
la conservazione del numero barionico:
_
1
0
dxP(x) = 0
Infatti la splitting function rappresenta proprio la prima correzione alla distribuzione del
momento del quark nel quark
(1 x) +

S
2
P(x).
V. FATTORIZZAZIONE
Per ottenere una quantit`a sica facciamo la convoluzione del risultato partonico con le
densit` a partoniche (osservabile sico = pdf quantit`a partonica)
F
2
= q

F
2
x
quark
=
Q
2
2p
quark
q
=
Q
2
2p
proton
q
=
x

F
2
(x, Q
2
) =

q
_
1
0
d q()

F
2
(
x

, Q
2
)
=

q
_
1
0
d q() e
2
q
x

_
(1
x

) +

S
2
_
P(
x

) ln
Q
2

2
+ C(
x

)
__
= e
2
q
x
_
q(x) +

S
2
_
1
x
d

q()
_
P(
x

)ln
Q
2

2
+ C(
x

)
__
Le singolarit`a collineari di lunga distanza possono essere riassorbite nella funzione di
distribuzione alla scala di fattorizzazione
f
. Le densit`a partoniche rinormalizzate q@
f
sono lanalogo delle costanti di accoppiamento running:
q(x,
2
f
) = q(x) +

S
2
_
1
x
d

q()
_
P(
x

)ln

2
f

2
+ C

(
x

)
_
`
E come dire che le q(x) non sono misurabili, sono quantit`a bare, densit`a innite che devono
essere ridenite per avere un signicato sico.
La sica al di sotto della scala di fattorizzazione
f
`e codicata nelle funzioni di dis-
tribuzione (che quindi dipendono da
f
), mentre sica sopra la scala
f
`e descritta dalla
sezione durto partonica. Le funzioni di struttura sono tuttavia indipendenti da
f
: la scelte
diverse di
f
fanno uno shift tra parti di corta e lunga distanza.
F
2
`e quindi espressa in forma fattorizzata:
F
2
(x, Q
2
) = q(x,
2
f
)

F
2
(x,
Q
2

2
f
)
6
C. HIGH ENERGY 533
smaller by such powers (including those from masses and renormalons), but incorpo-
rates logarithms through the renormalization group and other loop corrections to the
hard factor. Since available energy scales are much nearer to M
QCD
than to M
QED
in
QED, such an approximation scheme tends to break down around two loops, where
the corrections compete with the neglected terms, ambiguities in renormalization
schemes, and the relative size (convergence) of successive terms in the expansion. Al-
though the accuracy of the predictions of this approach cannot compare numerically
with those of QED, it is the only method to describe such processes that can lay
claim to being a theory, and provides direct experimental evidence of the validity of
QCD, both as a qualitative description of nature and as a valid perturbation scheme.
(As in the previous subsection, we also have processes where all the partons appear
only in intermediate states, or eectively so for nal states in total cross sections via
the optical theorem, so factorization is unnecessary.)
hard
soft
k
p
!p
k
!p
"
q
The most eective application of factorization is to Deep(ly) Inelastic Scattering
(DIS). (An equivalent method for this process is the operator product expansion,
but unlike factorization there is no useful generalization of it to general processes.)
In this process a high-energy photon (or intermediate vector boson) is exchanged
between a lepton (usually an electron) and a quark. (This is the leading-electroweak-
order interaction of a lepton with a hadron.) The quark and rest of the hadron
do not interact again: Color singlets are obtained by the creation of soft partons
from the vacuum, which split from their own singlets and eventually combine with
the separated quark and hadron. For this process one calculates only the total cross
section, at least as far as all the strongly interacting particles are concerned (inclusive
scattering) but again this can be generalized to the observation of jets (exclusive
scattering). Applying the optical theorem, and ignoring the leptons, the leading
contribution to this process is given by the tree graph for scattering of a vector
FIG. 2: Fattorizzazione
F
2
(x, Q
2
) =

q
e
2
q
x
_
1
x
d

q(,
2
f
)
_
(1
x

) +

S
2
_
P(
x

)ln
Q
2

2
f
+ (C(
x

) C

(
x

))
__
Nella funzione di struttura `e separata la parte adronica universale dalla parte partonica,
dipendente dal particolare processo.
La fattorizzazione appare come una generalizzazione del modello a partoni, con la comparsa
di una scala di massa
f
. Pu`o essere provata a tutti gli ordini della teoria delle perturbazioni.
Gli inniti dovuti alle emissioni soci e collineari vengono dalla sica di lunga distanza
e lunghi tempi. Queste singolarit`a si cancellano per osservabili che sono infrared safe
oppure possono essere assorbite nella denizione non perturbativa delle funzioni partoniche
o di frammentazione.
La fattorizzazione indica come sia possibile fattorizzare i contributi di sica di lunga
distanza in modo universale, indipendentemente cio`e dal processo sico.
VI. SCHEMI DI FATTORIZZAZIONE
C`e arbitrariet`a nella denizione delle parti nite (non log) C

(nella pdf) e CC

(nella
funzione di struttura partonica):
C

+ c
C C

C C

c.
Come le parti nite sono divise tra pdf e funzione di struttura partoniche, cio`e la regola
che denisce una particolare scelta, costituisce lo schema di fattorizzazione (`e lanalogo
dello schema di rinormalizzazione). Allo stesso tempo determina una scelta per le pdf e le
funzioni di hard scattering.
7
I due schemi pi` u usati sono
lo schema MS in cui C

= cost , Q
2
=
f
=
r
e lo schema DIS in cui C

= C, e Q
2
=
f
=
r
cio`e in cui il modello a partoni `e esatto.
Lo schema MS(Curci,Petronzio,Bardeen,Buras,Duke,Muta,Collins...) `e lo shema pi` u
comunemente usato, `e semplice ed elegante. Usa la regolarizzazione dimensionale, dove la
dimensione dello spazio-tempo `e 4 2 (con < 0), la costante di accoppiamento diventa
dimensionale

S

S
(4
2
)

e le divergenze appaiono come poli in 1/ quando 0. La funzione di distribuzione assorbe


tutti i termini divergenti e i contributi ln(4)
E
.
Lo schema DIS (Altarelli,Ellis,Martinelli) `e meno usato, ma ha una pi` u stretta cor-
rispondenza con le misure sperimentali.
Nello schema viene richiesto che ordine per ordine in teoria delle perturbazioni tutte le cor-
rezioni ad una funzione di struttura siano assorbite nelle distribuzioni partoniche, cio`e `e
richiesto che a tutti gli ordini si possa scrivere F
2
come nel modello a partoni naive/libero:
F
2
(x, Q
2
) = x

q
e
2
q
q(x, Q
2
).
La richiesta pu`o essere soddisfatta solo per una particolare funzione di struttura, gli altri
osservabili in generale riceveranno correzioni in potenze di
S
.
Il teorema di fattorizzazione prova che per ogni osservabile sica la dipendenza da
f
si cancella e che la dipendenza dallo schema e dalla scala delle pdf `e universale, cio`e `e
indipendente dal processo sico. Luniversalit`a permette di estrarre le pdf in un processo
sico, e usarle per descrivere la parte non perturbativa di un altro processo.
Nelle quantit`a siche la dipendenza dallo schema e dalla scala si cancella, tuttavia
questo `e vero a tutti gli ordini della teoria delle perturbazioni. A ordine nito rimane una
dipendenza residua, quella degli ordini successivi trascurati. Quindi ci`o implica una scelta
pi` u o meno ecace per . Se `e molto lontano da Q, i logaritmi possono essere cos`
grandi da rallentare la convergenza della serie perturbativa. La variazione residua `e lerrore
sistematico introdotto dal troncamento della serie perturbativa. Per ridurre questo errore `e
necessario andare a stimare gli ordini superiori.
VII. FUNZIONE DI DISTRIBUZIONE DEL GLUONE
Come accennato inizialmente il contributo g q q non `e presente allordine zero del
modello a partoni, ma essendo di ordine
S
, deve essere aggiunto al risultato precedente.
Di seguito sono riportati entrambi i risultati per le funzioni di struttura partoniche g q q
(con susso g) ed q qg (con susso q):

F
q
2
= e
2
q
x[ (1 x)+

S
2
_
P
qq
(x) ln
Q
2

2
+ C
q
(x)
_
]

F
g
2
= e
2
q
x[

S
2
_
P
qg
(x) ln
Q
2

2
+ C
g
(x)
_
]
8
dove
P
qq
(x) = C
F
_
1 + x
2
(1 x)
+
+
3
2
(1 x)
_
,
P
qg
(x) = T
R
_
x
2
+ (1 x)
2

,
con C
F
= 4/3, T
R
= 1/2. Nello schema MS le parti divergenti sono assorbite nelle funzioni
di distribuzione partoniche (quark,antiquark,gluoni):
F
2
(x, Q
2
) = e
2
q
x

q, q
_
1
x
d

q(, Q
2
) [ (1
x

) +

S
2
+ C
MS
q
(
x

) + ... ]
+e
2
q
x
_
1
x
d

g(, Q
2
) [ +

S
2
+ C
MS
g
(
x

) + ... ]
C
MS
q
, C
MS
g
sono chiamate coecient functions dipendono dallo schema di fattorizzazione
e rinormalizzazione e dalla funzione di sruttura in esame.
Nello schema DIS il contributo del gluone `e invece assorbito nella distribuzione del
quark
q(x,
2
) = q(x) +

S
2
_
1
x
d

q() [ P
qq
(
x

) ln

2
+C
q
(
x

) + ... ]
+

S
2
_
1
x
d

g() [ P
qg
(
x

) ln

2
+C
g
(
x

) + ... ]
e le coecient functions per F
2
risultano nulle
F
2
(x, Q
2
) = x

q, q
e
2
q
q(x, Q
2
).
VIII. FATTORIZZAZIONE E RINORMALIZZAZIONE
La fattorizzazione e la rinormalizzazione giocano dei ruoli molto simili, in regioni op-
poste di scale di energia.
Pdfs e
S
assorbono rispettivamente le divergenze IR e UV. Nella fattorizzazione delle
divergenze infrarosse le densit`a partoniche assorbono la sica di lunga distanza e acquistano
una dipendenza da una scala di fattorizzazione
f
. Nella rinormalizzazione delle divergenze
ultraviolette la costante di accoppiamento bare assorbe tutta la sica di corta distanza e
acquista una dipendenza dalla scala di rinormalizzazione
r
.
Le scale
f
e
r
non sono intrinseche di QCD ma indicano a quale scala abbiamo denito
i parametri della teoria.
Una quantit`a misurabile `e dunque indipendente dalle scale di fattorizzazione e rinor-
malizzazione
f
e
r
:

f
dO
d
f
= 0

r
dO
d
r
= 0
Come dire che la separazione tra sica di lunga e corta distanza non `e unica.
In realt`a la cancellazione/lindipendenza avviene solo a tutti gli ordini. Se facciamo i calcoli
9
allordine
S
, la relazione rimane vera a meno di termini di ordine
2
S
:

f
dO
d
f
= O(
2
S
)

r
dO
d
r
= O(
2
S
)
La seconda equazione `e nota come Callan-Symanzik. Se nella prima equazione sostituisco
O = F
2
ottengo lequazione DGLAP (DokshitzerGribovLipatovAltarelliParisi) oppure
GLAP o AltarelliParisi o equazione di evoluzione:

2
q(x,
2
)

2
=

S
2
_
1
x
d

q(,
2
) P
qq
(
x

) +O(
2
S
)
`
E unequazione integrodierenziale del primo ordine, quindi appena sia nota la distribuzione
partonica ad una certa scala (=la condizione iniziale per lequazione), `e possibile calcolare
il risultato ad ogni altra scala, purche nellintervallo di scale in considerazione sia valida la
QCD perturbativa.
Non si possono predire i valori di
S
e delle pdf in QCD perturbativa ma si pu`o predire
la loro variazione con la scala (levoluzione). Le pdf sono quantit`a intrinsecamente non
perturbative, tuttavia, una volta conosciuto il loro valore ad una scala di riferimento
0
da
misure sperimentali, `e possibile calcolare perturbativamente il valore a scale pi` u elevate.
[1] C. Amsler et al. (Particle Data Group), Physics Letters B667, 1 (2008)
[2] K.Ellis, J.Stirling and B.Webber, QCD and Collider Physics Cambridge Monographs on Par-
ticle Physics, Nuclear Physics and Cosmology, volume 8, Cambridge University Press, (1996)
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