Sei sulla pagina 1di 22

La matrice CKM (Cabibbo,Kobayashi,Maskawa)

I. MODELLO STANDARD
Una teoria di gauge delle interazioni forti, elettromagnetiche e deboli richiede un gruppo
SU(3)
c
SU(2)
L
U(1)
Y
con i fermioni left-handed in una ben denita rappresentazione fondamentale.
Il gruppo
SU(2)
L
U(1)
Y
corrisponde al modello di WeinbergSalamGlashow: SU(2) rappresenta il gruppo delle
trasformazioni dellisospin debole, e U(1) dellipercarica debole. I due gruppi sono fattorizzati
perche i generatori commutano tra loro.
A. Isospin debole e Ipercarica debole
Il susso L indica che solo gli stati fermionici lefthanded trasformano in maniera non
banale rispetto allisospin debole, gli stati righthanded sono invece singoletti:
l
L

_

e
_
L
=
_

L
e
L
_
e
R
q
L

_
u
d
_
L
=
_
u
L
d
L
_
u
R
, d
R
Si assegna isospin debole 1/2 ai doppietti e zero ai singoletti.
Una generazione fermionica `e cos` costituita da 15 spinori di Weyl (N
c
4 quarks + 3 leptoni),
essendo assente il neutrino righthanded.
Lipercarica non `e ssata a priori dallinvarianza di gauge (classica), quindi pu`o essere
dierente per ogni tipo di fermione. I fermioni si presentano infatti in 5 dierenti rappre-
sentazioni irriducibili del gruppo di simmetria, cui possono essere associati i dierenti valori
di ipercarica:
Y (l
L
) = Y
l
Y (q
L
) = Y
q
Y (u
R
) = Y
u
Y (d
R
) = Y
d
Y (e
R
) = Y
e
Una simmetria di gauge non deve per`o essere anomala, cio`e non si deve vericare che la
simmetria, esatta classicamente, sia rotta da eetti quantistici. Di conseguenza il prodotto
simmetrico di tre generatori del gruppo deve essere a traccia nulla:
Tr(T
a
T
b
T
c
)
S
= 0, (1)
la condizione si traduce in
Tr[(T
c3
)
2
Y
w
] = 0,
Tr[(T
w3
)
2
Y
w
] = 0,
Tr[Y
3
w
] = 0,
1
particella T
w
T
w3
Y
w
u
L
1/2 1/2 1/3
d
L
1/2 1/2 1/3
u
R
0 0 4/3
d
R
0 0 2/3

L
1/2 1/2 1
e
L
1/2 1/2 1
e
R
0 0 2
TABLE I: isospin debole e ipercarica debole
dove la traccia `e la somma sui fermioni lefthanded ( Y (f
C
R
) = Y (f
R
)). Esplicitando
2Y
q
Y
u
Y
d
= 0
Y
q
=
1
3
Y
l
6Y
3
q
3Y
3
u
3Y
3
d
+ 2Y
3
l
3Y
3
e
= 0
Se si impone che la carica Q = (T
w3
+ bY
w
) dei lefthanded sia uguale a quella dei right
handed (gli spinori di Weyl vanno a formare uno spinore di Dirac) si hanno le condizioni:
1
2
+bY
q
= bY
u

1
2
+bY
q
= bY
d

1
2
+bY
l
= bY
e
che combinate alle equazioni precedenti impongono
(
1
2b
+Y
l
)
3
= 0
determinando tutti i bY
i
.
Lipercarica segue una volta scelto un valore per b. Se si sceglie b = 1/2:
Q = (T
w3
+
1
2
Y
w
)
si realizza la relazione di Gell-MannNishijima. Si ottiene quindi la quantizzazione della
carica elettrica se si assegna lisospin debole e si impone la cancellazione delle anomalie.
La cancellazione delle anomalie nel Modello Standard corrisponde alla cancellazione
delle cariche tra quarks e leptoni.
I numeri quantici di una famiglia sono mostrati in tabella I.
2
B. La Lagrangiana
I termini ammessi nella lagrangiana del Modello Standard a una famiglia sono quelli
non vietati dalla simmetria:
L
SM
= L
gauge
+L
fermioni
+L
Higgs
+L
Y ukawa
L
gauge
=
1
4

a
F
a

F
a
L
fermioni
= i

L
Higgs
= D

+
2

)
2
L
Y ukawa
=
Y
(

) +h.c.
1. La Lagrangiana di gauge
Il termine cinetico di gauge prevede una somma su 12 generatori del gruppo: 8 per
SU(3), 3 per SU(2), 1 per U(1):
F
a

= F
a

A
a

A
a

gf
a
bc
A
b

A
c

Ci sono tre costanti di accoppiamento diverse e adimensionali g


3
, g
2
, g
1
, una per ogni fattore
del gruppo di gauge.
Nel settore elettrodebole
SU(2)
L
U(1)
Y
se chiamiamo (W
1
, W
2
, W
3
)

e B

i campi di gauge che si accoppiano allisospin debole e


allipercarica:
L
gauge2,1
=
1
4

a=1,3
W
a

W
a

1
4
B

W
a

= W
a

W
a

W
a

g
2

a
bc
W
b

W
c

= B

2. La Lagrangiana fermionica
Il termine cinetico dei fermioni prevede derivate covarianti che contengono in generale
la somma su tutti i 12 generatori del gruppo (in particolare la somma si estende solo ai
generatori del gruppo rispetto al quale la particella non `e neutra).
Per le interazioni elettrodeboli SU(2)
L
U(1)
Y
:
L
fermioni
= i

L
+i

R
D

R
= (

+
i
2
g
1
Y
w
B

)
R
D

L
= (

+
i
2
g
1
Y
w
B

+
i
2
g
2

a
W
a

)
L
3
Tramite la derivata covariante sono generati termini di interazione fermione-antifermione-
gauge.
3. La Lagrangiana di Higgs
La teoria non contiene termini di massa per i bosoni di gauge e i fermioni.
Il fenomeno della rottura spontanea di una simmetria (SSB) `e il modo per spiegare la
generazione delle masse.
Vengono quindi introdotti dei campi scalari.
Il campo di Higgs deve essere un singoletto di colore, per mantenere SU(3)
c
esatta,
mentre deve trasformare in modo non banale sotto il resto del gruppo SU(2)
L
U(1)
Y
.
Sono necessari due doppietti reali o equivalentemente un doppietto complesso. Infatti
per dare massa ai bosoni di gauge devono essere presenti almeno 3 campi scalari di carica
0, 1, che vanno a ridenire i W
3
, W

.
Ci devono essere delle interazioni alla Yukawa per la generazione delle masse dei fermioni
(quark e leptoni carichi). Per costruire un termine di Yukawa nella lagrangiana che sia un
singoletto (=gauge invariante), la soluzione pi` u semplice `e che gli scalari trasformino come
doppietti (come i fermioni left-handed):
=
_

+

0
_

_

1
+i
2

3
+i
4
_
,
Il campo ha spin zero, isospin debole 1/2, ipercarica 1, carica elettrica (+1,0). La la-
grangiana del campo consiste di due termini, uno contenente le interazioni Higgs-gauge,
laltro Higgs-fermione:
L
Higgs
= D

+
2

)
2
L
Y ukawa
=
Y
(

) +h.c.
Per quanto riguarda il termine cinetico dei bosoni di Higgs, prevede derivate covarianti
che contengono la somma su i 4 generatori del gruppo elettrodebole:
D

= (

+
i
2
g
1
Y
w
B

+
i
2
g
2

a
W
a

)
questi termini generano accoppiamenti trilineari bosone-bosone-gauge e termini quartici
bosone-bosone-gauge-gauge.
Il potenziale gauge invariante e hermitiano consiste di interazioni quadratiche (di massa)
e quartiche (bosone-bosone-bosone-bosone):
V
Higgs
=
2

+(

)
2

2
> 0, > 0
con parametri arbitrari positivi:
2
di dimensione massa
2
e adimensionale. Essendo
funzione solo di

il potenziale ha una simmetria SO(4):

=
2
1
+
2
2
+
2
3
+
2
4
4
I termini gaugeinvarianti di interazione Higgs-fermione sono esplicitamente:
L
Y ukawa
quarks
=
u
q
L

c
u
R

d
q
L
d
R
+h.c. =
=
u
( u
0
u
R
+

d

u
R
)
d
( u
+
d
R
+

d
0
d
R
) +h.c.
L
Y ukawa
leptoni
=
e

l
L
e
R
=
e
(
+
e
R
+ e
0
e
R
)
dove

c
= i
2

=
_

0

_
Tale interazione appare asimmetrica tra quark e leptoni a causa dellassenza del neutrino
destrogiro
R
. Se aggiungiamo termini del tipo:

l
L

R
allora si ripristina la simmetria quarkleptone. Al tutto si deve aggiungere il termine cinetico
e di massa:
i
R

T
R
M
R
+h.c.
4. SSB rottura spontanea della simmetria
La teoria non contiene termini di massa per i bosoni di gauge e i fermioni. Il fenomeno
della rottura spontanea della simmetria SU(2)
L
U(1)
Y
`e il modo utilizzato per la gener-
azione dei termini di massa nel Modello Standard.
Il potenziale di Higgs induce un valore di aspettazione sul vuoto (vev) non nullo per il
campo . Il minimo del potenziale si realizza infatti in

) = v
2
/2,
v =
_

,
dove la scala di energia v non `e predetta dal Modello Standard. Una possibile scelta non
banale per la congurazione di vuoto che rispetti tale condizione e la conservazione della
carica `e
) =
__

+

0
__
=
_
0
v/

2
_

c
) =
__

0

__
=
_
v/

2
0
_
il campo diventa dunque il parametro dordine del Modello Standard.
Il gruppo di simmetria originale si deve rompere conseguentemente in
SU(2)
L
U(1)
Y
U(1)
em
,
5
cio`e U(1)
em
deve rimanere una simmetria esatta della congurazione di vuoto:
e
iQ
< > (1 +i Q) < > = < > ,
La carica del vuoto deve essere conservata e quindi deve rimanere nulla: tale congurazione
verica questa condizione:
Q < > =
_
T
w3
+
1
2
Y
w
_
< >
=
1
2
__
1 0
0 1
_
+
_
1 0
0 1
___
0
v/

2
_
= 0 .
Il fotone che `e associato a tale simmetria rimarr`a a massa nulla. Gli altri bosoni di gauge,
correspondenti ai generatori rotti T
w1
, T
w2
, and (T
w3
Y
w
/2) = 2T
w3
Q acquisteranno
massa.
Quando si considera un vev non nullo per , allora i termini quartici nella lagrangiana
del tipo bosone-bosone-gauge-gauge (nel termine cinetico dei bosoni di Higgs con derivata
covariante) danno origine a termini di massa per i bosoni di gauge.
I bosoni di gauge sici sono gli autostati di questo termine della lagrangiana.
`
E possibile parametrizzare il doppietto nel seguente modo:
exp
_
i

i
2

i
v
_
_
0
(v +H)/

2
_
e fare una trasformazione di gauge di SU(2)
L
tale che il campo appaia (in gauge unitaria):

= exp
_
i

i
2

i
v
_
=
(v +H)

2
_
0
1
_
. (2)
Il termine cinetico della lagrangiana degli scalari:
L
HiggsCinet
= D

+ig
2

i
2
W
i

+i
g
1
2
Y
w
B

_
(v +H)

2
_
0
1
_

2
risulta diagonale in termini dei campi sici A,Z e W

:
W

=
1

2
(W
1

W
2

) ,
A

= sin
W
W
3

+ cos
W
B

,
Z

= cos
W
W
3

sin
W
B

,
dove
tan
W
=
g
1
g
2
sin
W
=
g
1
_
g
2
2
+g
1
2
cos
W
=
g
1
_
g
2
2
+g
1
2
6
si scrive come

_
0

H/

2
_
+i
g
2
2
(v +H)
_
W
+

(1/

2 cos
W
)Z

2
=
1
2

H +
g
2
2
4
(v +H)
2
_
W
+

W

+
1
2 cos
2

W
Z

_
,
Confrontando
g
2
2
v
2
4
W
+

W

+
g
2
2
v
2
8 cos
2

W
Z

,
con
M
2
W
W
+

W

+
1
2
M
2
Z
Z

+
1
2
M
2

,
identichiamo
M

= 0
M
W
=
v
2
g
2
M
Z
=
v
2
g
2
cos
W
=
v
2
_
g
2
1
+g
2
2
Non appare nessun termine quadratico in A, quindi il fotone rimane a massa nulla. Nel
limite g
1
0 i bosoni di gauge W e Z (carichi e neutro) diventano degeneri, e il parametro
diventa uguale a 1:
M
2
W
M
2
Z
cos
2

W
= 1. (3)
La simmetria responsabile di tale identit`a `e chiamata custodial symmetry.
`
E la simmetria
SO(4) del potenziale di Higgs, isomorfa a SU(2)
L
SU(2)
R
. La congurazione di vuoto `e
invariante sotto trasformazioni SU(2)
V
.
Anche i fermioni sici sono gli autostati che diagonalizzano i termini di massa che
nascono dallesplicitare il vev di nellinterazione alla Yukawa.
m
u
=
u
v/

2
m
d
=
d
v/

2
m
e
=
e
v/

2
Le costanti di accoppiamento del fermione al campo di Higgs sono proporzionali alla massa
del fermione.
`
E una predizione molto interessante del Modello, che potr`a essere vericata
una volta che sia prodotto lHiggs.
Tutte le masse nel Modello Standard dunque dipendono da v anche se tramite coecienti
dierenti.
7
5. Campo di Higgs
Dopo il fenomeno della rottura spontanea della simmetria rimane un campo scalare
neutro come unico superstite di un doppietto complesso. I gradi di libert`a prima e dopo
rimangono gli stessi tra bosoni di gauge (che diventano massivi) e scalari, c`e un trasferimento
dei gradi di libert`a nei modi longitudinali dei bosoni di gauge. Lespressione
exp
_
i

i
2

i
v
_
_
0
(v +H)/

2
_
che esprime il doppietto in termini di campi reali H,
i
, una volta che sia accompagnata da
una trasformazione di gauge, perde la fase exp
_
i

i
2

i
v
_
.
6. Correnti elettrodeboli
Gli accoppiamenti dei fermioni ai bosoni di gauge nascono dalle derivate covarianti
L : D

= (

+
i
2
g
1
Y
w
B

+
i
2
g
2

a
W
a

)
R : D

= (

+
i
2
g
1
Y
w
B

)
Consideriamo i leptoni:
Y
l
= 1 , Y
e
= 2 .
La lagrangiana di interazione
L
leptInt
= +

l i

_
i
g
2
2

a
W
a

+i
g
1
2
Y
w
B

_
l
+ e
R
i

_
i
g
1
2
Y
w
B

_
e
R
.
Per linterazione left-left vale
L
leptIntLL
= g

l

1
2
W
1

+

2
2
W
2

_
l g
2

l

3
2
l W
3


g
1
2
Y
w

l B

.
Il primo termine:

g
2
2

_
0 W
1

iW
2

W
1

+iW
2

0
_
l .
coinvolge i bosoni carichhi
W

=
1

2
(W
1

W
2

)
8
in modo tale che si possono denire le correnti cariche (V A):

g
2

2
_

L

(1
5
)e
L
W
+

+ e
L

(1
5
)
L
W

ch
=
L

(1
5
)e
L
+. . .
Viene identicato di qui
g
2

2
=
_
M
2
W
G
F

2
_
1/2
Inserendo G
1/2
F
293GeV si trova v 174GeV .
La parte neutra contiene termini left e right:
g
2

l
_

3
2
_
l W
3


g
1
2
_

Y
w
l + e
R

Y
w
e
R
_
B

= g
2
J

3
W
3


g
1
2
J

Y
B

,
dove le correnti J
3
e J
Y
J

3
=
1
2
(
L

L
e
L

e
L
) =

l

3
2
l
J

Y
= (
L

L
+ e
L

e
L
+ 2 e
R

e
R
)
Le cariche rispettano la formula di Gell-MannNishijima
J
em
= J
3
+
1
2
J
Y
.
Sostituendo i campi in termini di quelli sici
W
3

= sin
W
A

+ cos
W
Z

,
B

= cos
W
A

sin
W
Z

,
la parte neutra diventa
(g
2
sin
W
J

3
+
1
2
g
1
cos
W
J

Y
)A

+(g
2
cos
W
J

3
+
1
2
g
1
sin
W
J

Y
)Z

= g
2
sin
W
(

l) A

g
2
2 cos
W

i
=,l

(g
i
V
g
i
A

5
)
i
Z

,
identichiamo allora la carica elettrica:
e = g
2
sin
W
= g
1
cos
W
Gli accoppiamenti vettoriale (V ) e assiale (A) dello Z con i fermioni sono predetti essere:
g
i
V
T
i
w3
2Q
i
sin
2

W
g
i
A
T
i
w3
`
E una struttura non banale delle correnti neutre.
9
7. Predizioni al tree level
Finora ci siamo limitati ad avere una famiglia di fermioni. 4 parametri e 5 osservabili:
e = g
2
sin
W
= g
1
cos
W
M

= 0
M
W
=
v
2
g
2
M
Z
= M
W
cos
W
M
H
=
_
2
2
g
2

2
=
_
M
2
W
G
F

2
_
1/2
G
1
F

2v
2
8. Bounds on the Higgs Boson Mass
La massa dellHiggs non `e predetta dal modello, ma `e limitata da vincoli sperimentali
e teorici. La collaborazione LEP vincola
M
H
> 95.2 GeV 95%C.L..
`
E anche possibile vincolare dal basso (lower bounds) la massa del bosone di Higgs richiedendo
che il potenziale sia stabile rispetto alle correzioni quantistiche. Si richiede che il vuoto sia
un minimo assoluto no alla scala di Planck = 10
19
GeV,
M
H
(in GeV) > 133 + 1.92(m
t
175) 4.28
_

s
0.12
0.006
_
.
M
H
allora ha un minimo valore in funzione di . in gura per valori m
t
= 175 GeV
and
s
= 0.118. Se scopriamo lHiggs a M
H
100 GeV, signicherebbe che il vuoto
elettrodebole `e instabile a 10
5
GeV I vincoli superiori (upper bounds) possono essere
ottenuti richiedendo lunitariet`a nella diusione dei bosoni vettoriali (WW scattering).
Se escludiamo lHiggs, mandando per esempio M
H
, ci aspettiamo che la teoria
violi lunitariet`a, perche la teoria non `e rinormalizzabile senza Higgs. LHiggs `e quindi molto
importante nelle collisioni ad alta enegia. Lunitariet`a richiede
M
H

_
8

2
3G
F
_
1/2
1 TeV .
Un altro vincolo alla massa dellHiggs viene dallanalisi della trivialit`a del potenziale di
Higgs. Lequazione di gruppo di rinormalizzazione a 1 loop per laccoppiamento quartico :
d
dt
=
1
16
2
_
12
2
_
+ (termini che coinvolgono g
2
, g
1
, Yukawa) ,
dove t = log(Q
2
/
2
). Per un potenziale
4
puro, quando viene trascurato laccoppiamento
di gauge e di Yukawa si ha la soluzione
1
()

1
(Q)
=
3
4
2
log
_
Q
2

2
_
.
10
FIG. 1: Limiti perturbativi e di stabilit` a su M
H
come funzione della scala
La stabilit`a del potenziale di Higgs richiede (Q) 0 di conseguenza:
()
4
2
3 log(Q
2
/
2
)
, (4)
per grandi Q
2
, () 0 e la teoria diventa triviale, cio`e non interagente. La relazione pu`o
essere scritta come
Q
2

2
exp
_
4
2
3()
_
.
Questo d`a origine a un limite per la massa del bosone di Higgs, se si pone
2
= M
2
H
e
si considera M
H
=
_
2
2
=

2v:
Q
2
M
2
H
exp
_
8
2
v
2
3M
2
H
_
.
Ce una scala di energia massima Q
2
=
2
no a cui il Modello Standard `e valido, data una
massa dellHiggs.
I limiti di stabilit`a (curva in basso) e i limiti di trivialit`a (curva in alto) come funzione
della scala . Se ci aspettiamo che il Modello Standard sia valido no ad una certa scala, per
esempio
GUT
10
16
GeV allora la massa dellHiggs `e vincolata tra due curve, in questo
caso tra due valori 140 GeV M
H
180 GeV.
11
Matthias Neubert Benasque Summer School, July 2008 4
Flavor physics
Hierarchies in fermion mass spectrum:
Likewise, hierarchies in quark mixings
Masses of quarks and leptons
FIG. 2: Masse di quark e leptoni
II.
Dalle misure della larghezza invisibile dello Z
0
c`e evidenza che le famiglie di neutrini
attivi siano tre. Per qualche ragione esistono tre famiglie di leptoni e quark. Le ulteriori
due famiglie sembrano essere repliche pi` u pesanti della prima famiglia (vedi g. 2)
Quando si aggiungono famiglie, la dierenza sostanziale nel Modello Standard `e nel
termine di Yukawa (appare una somma in i, j):
L
Y ukawa
quarks
=
3

i,j=1

u
ij
q
Li

c
u
Rj

d
ij
q
Li
d
Rj
+h.c.
L
Y ukawa
leptoni
=
e
ij

l
Li
e
Rj
Si possono diagonalizzare le matrici di Yukawa usando trasformazioni biunitarie:
(m
u
)
ij
=
u
ij
v/

2 = (V
u
L
m
udiag
V
u
R
)
ij
(m
d
)
ij
=
d
ij
v/

2 = (V
d
L
m
d diag
V
d
R
)
ij
(m
e
)
ij
=
e
ij
v/

2 = (V
e
L
m
e diag
V
e
R
)
ij
dove V
L
e V
R
sono matrici unitarie e m
diag
matrici diagonali, reali e positive.
I fermioni sici sono gli autostati della matrice di massa
u
phys
i
= (V
u
L
)
ij
u
j
u
c,phys
i
= (V
u
R
)
ij
u
c
j
dove sintende che le masse dei quark sono misurate indirettamente.
12
Adesso riscrivendo nella lagrangiana i campi fermionici in termini di quelli sici
u
i
= (V
u
L
)
ij
u
phys
j
d
i
= (V
d
L
)
ij
d
phys
j
V
L
V

L
= 1
si vede che la sostituzione `e banale (uninvarianza) per le interazioni che non mischiano la
componente alta e bassa del doppietto di isospin debole: non c`e mixing di avour tra le
interazioni elettromagnetiche, forti e deboli neutre.
A. Correnti cariche
Nelle correnti cariche la sostituzione invece non `e banale

g
2
2

2
_
u
L
phys
V
u
L

(1
5
)V
d
L
d
phys
L
W
+

+

d
L
phys
V
d
L

(1
5
)V
u
L
u
phys
L
W

_
V = V
u
L
V
d
L
, V V

= 1
La matrice unitaria V CabibboKobayashiMaskawa (CKM) connette gli autostati di massa
dei quark d
phys
, s
phys
, b
phys
agli autostati di quark delle interazioni deboli (d

, s

, b

), ed `e
dovuta al non allineamento delle matrici che diagonalizzano m
u
, m
d
.
Per convenzione la si attribuisce alle componenti basse del doppietto di isospin debole.
Analogamente accade per linterazione dei fermioni con le componenti non siche degli
Higgs carichi: nella gauge unitaria tuttavia i gradi di libert`a degli Higgs carichi sono con-
vertiti nelle componenti longitudinali dei bosoni di gauge.
La matrice quindi descrive la sica del avour, cio`e le interazioni tra generazioni diverse.
B. Meccanismo GIM = Glashow, Iliopoulos,Maiani (1969)
Storicamente langolo di Cabibbo
c
fu introdotto da Cabibbo per spiegare la soppres-
sione dei decadimenti accompagnati da cambiamento di stranezza s = 1.
Nello schema con i avour u, d, s la corrente adronica poteva essere scritta:
J

=

d

(1
5
)u + s

(1
5
)u
dove il primo termine corrisponde a transizioni s = 0 e il secondo a s = 1. Per rendere le
correnti adroniche universali, cio`e per associare ad esse ununica costante di accoppiamento
G
F
, fu introdotto un angolo di mixing che pesasse diversamente le transizioni con dierente
s:
J

=

d

(1
5
)u
= cos
c

d

(1
5
)u + sin
c
s

(1
5
)u
La relazione
cos
2

c
+ sin
2

c
= 1
13
`e detta di universalit`a di Cabibbo.
In questo modo ii potevano spiegare tre costanti di accoppiamento dierenti:
G
F
processi leptonici
G
F
cos
c
processi adronici S = 0
G
F
sin
c
processi adronici S = 1
e dal momento che
c
13
o
`e piccolo, cos
c
0, 974, sin
c
0, 22 i processi S = 0
vennero chiamati Cabibbofavoriti e quelli S = 1 Cabibbosoppressi.
La corrente debole neutra J
3
e quella elettromagnetica e forte sono diagonali nel avour,
quindi assicurano che non ci siano FCNC Flavour Changing Neutral Currents al livello tree
nel Modello Standard.
Lassenza di FCNC necessita per`o di doppietti di isospin debole completi. Quando i
quark conosciuti erano lu, d, s venne predetto il quark c (scoperto successivamente nel 1974):
_
u
d

= cos
c
d + sin
c
s
_
L
,
_
c
s

= cos
c
s sin
c
d
_
L
.
si generalizza
J
CC

=

d

(1
5
)u + s

(1
5
)c
J
NC

= u

(1
5
)u +

d

(1
5
)d

+ c

(1
5
)c + s

(1
5
)s

Il meccanismo GIM spiega la soppressione del decadimento K


L

+

(fattore 10
8
tra i due decadimenti):
BR(K
+

+
) = 63.5%
BR(K
L

+

) 10
8
e completava la simmetria quark-leptone a due famiglie.
Infatti lintroduzione di un nuovo diagramma a box (vedi g. 3) per K
L

+

con-
tenente il quark c come particella virtuale, cancellava parte del diagramma a box originario
con il quark u, fornendo un risultato in accordo con levidenza sperimentale. Nel limite di
simmetria esatta di avour i due diagrammi si cancellerebbero esattamente.
I processi FCNC assenti al tree level possono essere presenti al livello one loop (con
diagrammi a pinguino e box). In questo caso il meccanismo GIM `e incompleto:

q=u,c,t
V
qb
V

qs
f(
m
2
q
M
2
W
)
cio`e la relazione di unitariet`a

q=u,c,t
V
qb
V

qs
= 1 `e violata per termini proporzionali alle
dierenze delle masse, quindi si parla comunque di soppressione GIM. La somma dei due
diagrammi box `e infatti di ordine g
4
(m
2
c
m
2
u
)/M
2
W
.
14
FIG. 3: GIM
Il meccanismo GIM elimina il cambiamento di avour nelle correnti neutre al tree level,
e lo sopprime al next to leading.
La teoria ha simmetria di avour globale (horizontal) G = [SU(3) U(1)]
5
, un SU(3)
U(1) per ogni (q
L
, u
R
, d
R
, l
L
, e
R
). La simmetria G `e rotta da termini proportionali alle
masse. Il cambiamento di avour che viene indotto solo dalle correnti cariche `e proporzionale
al non allineamento delle matrici di tipo up e down.
C. Parametri indipendenti di avour
In assenza delle interazioni di Yukawa, c`e una simmetria globale (nel settore dei quark)
U(n)
q
U(n)
u
U(n)
d
che ruota i tripletti di famiglia. Ci sono n n n = n
3
generatori.
le matrici
ij
(2 2 n
2
parametri) rompono completamente la simmetria a meno del numero
barionico. (Nel settore dei leptoni si conservano L
e
, L

, L

Nel caso n = 3 36-27+1=10


parametri sono sici, nella base degli autostati di massa corrispondono alle 6 masse dei
quark e ai 4 parametri della matrice CKM.
Una matrice unitaria contiene infatti n n elementi complessi ( 2n
2
reali), legati tra
loro dai vincoli di unitariet`a, quindi contiene n
2
parametri. Di questi parametri non tutti
sono sici, cio`e osservabili. Ogni campo u, d, c, s, t, b pu`o essere infatti ridenito a meno
di una fase (di cui una fase globale non cambia V ): quindi ci sono in tutto n
2
2n + 1
parametri nella matrice CKM. Di questi parametri si possono distinguere
n(n 1)/2 angoli di eulero/rotazioni in n dimensioni
(n 1)(n 2)/2 fasi complesse.
Nel caso di due famiglie c`e solo un angolo, il famoso angolo di Cabibbo (1967)
c
che ruota
gli autostati delle interazioni deboli (vedi g. 4)
Nel caso reale di tre famiglie fermioniche, V ha 4 parametri, di cui 3 angoli e 1 fase.
15
c
c
FIG. 4: Rotazione degli assi di avour
Gli angoli possono essere pensati come una generalizzazione dellangolo di Cabibbo:
infatti una matrice V con fase nulla `e una matrice di rotazione: ruota gli assi d, s, b.
Una fase non nulla distingue invece una matrice unitaria da una ortogonale (di ro-
tazione), introduce un parametro puramente complesso, e quindi rende conto di termini con
accoppiamenti complessi, che violano la simmetria CP. La simmetria CP `e esatta solo se
esiste una base in cui tutti gli accoppiamenti e le masse sono reali. I termini che violano CP
nel Modello Standard sono presenti solo attraverso questa fase, e quindi anche solo attraverso
lesistenza di almeno tre famiglie di avour. Nel 1973 Kobayashi e Maskawa osservarono ap-
punto che le violazioni di CP potevano essere spiegate con una terza generazione fermionica,
quando non cera evidenza sperimentale del top e del bottom.
La fase introduce una distinzione assoluta tra particella e antiparticella.
Per avere una violazione di CP in realt`a `e necessario che quark della stessa carica
abbiano masse dierenti:
(m
2
t
m
2
c
)(m
2
t
m
2
u
)(m
2
c
m
2
u
)(m
2
b
m
2
s
)(m
2
b
m
2
d
)(m
2
s
m
2
d
) J
CP
,= 0
dove
J
CP
= [Im(V
i
V
j
V

i
V

j
[
con i ,= j, ,= . Il parametro J
CP
di Jarlskog `e una misura della rottura di CP, ed `e
invariante sotto trasformazioni di fase.
Il fattore di massa mette in evidenza come la fase possa essere eliminata da una
trasformazione unitaria non appena due quark con la stessa carica abbiano la stessa massa.
Lorigine della violazione di CP `e quindi connessa anche con la gerarchia delle masse e con
il numero di generazioni.
Per violare CP: in ogni settore di carica dei quark non ci deve essere degenerazione di
massa.
Gli angoli di mixing non devono essere pari a 0 oppure /2.
La fase non deve essere pari a 0 oppure .
16
BNL, January 20, 2005 Soeren Prell 4
Wolfenstein Parameterization
! "
! ! #
" !
$ $ $ $ $ $
$ $ $ $ $ $
$ $ $ $ $ $
% & ! ' (
% & ! ' (
'% ( %
!" !#
$%& '" '# '(
)# )(
*
*
+ +
+ + +
+ +
,
-
,
.
,
,
.
!
"
# # # $
# # # #
# $ #
%
%
& '
( )
* %
( )
( )
%
+ ,
& ' % %
( )
* % % -
( )
( )
% % %
+ ,
V
ub
td
V
V
!!!!!!
"!
"!
! = 0.220 0.002
A = 0.85 0.05
! = 0.22 0.09
" = 0.33 0.05
relative
magnitudes
Complex matrix elements
V
td
and V
ub
result in large
CP-asymmetries in B decays
*
FIG. 5: Modulo degli elementi di matrice CKM
III. MATRICE CKM E TRIANGOLO DI UNITARIET
`
A
La matrice unitaria CKM connette gli autostati di massa dei quark d, s, b agli autostati
di quark delle interazioni deboli (d

, s

, b

).
_
_
_
d

_
_
_ =
_
_
_
V
ud
V
us
V
ub
V
cd
V
cs
V
cb
V
td
V
ts
V
tb
_
_
_
_
_
_
d
s
b
_
_
_

V
CKM
_
_
_
d
s
b
_
_
_.
La determinazione dei moduli degli elementi della matrice CKM `e attualmente:
_
_
_
[V
ud
[ [V
us
[ [V
ub
[
[V
cd
[ [V
cs
[ [V
cb
[
[V
td
[ [V
ts
[ [V
tb
[
_
_
_ =
_
_
_
0.97419 0.00022 0.2257 0.0010 0.00359 0.00016
0.2256 0.0010 0.97334 0.00023 0.0415
+0.0010
0.0011
0.00874
+0.00026
0.00037
0.0407 0.0010 0.999133
+0.000044
0.000043
_
_
_
La matrice compare solamente nelle correnti cariche deboli.
La matrice CKM origina il cambiamento di avour e le violazione di CP nel Modello
Standard.
La gerarchia che si osserva per le masse dei quark e gli angoli di mixing rappresenta il
problema del avour.
La teoria non predice nessuno dei 4 parametri della matrice.
A. Dierenti parametrizzazioni
La forma della matrice non `e unica, ci sono delle convenzioni sulle fasi. Nella letteratura
esistono diverse parametrizzazioni della matrice CKM, tra le pi` u comuni la parametriz-
zazione standard e la parametrizzazione di Wolfenstein.
17
1. Parametrizzazione standard
La parametrizzazione standard (utilizzata dal Particle Data Book) `e data da

V
CKM
=
_
_
_
c
12
c
13
s
12
c
13
s
13
e
i
s
12
c
23
c
12
s
23
s
13
e
i
c
12
c
23
s
12
s
23
s
13
e
i
s
23
c
13
s
12
s
23
c
12
c
23
s
13
e
i
s
23
c
12
s
12
c
23
s
13
e
i
c
23
c
13
_
_
_ ,
dove c
ij
= cos
ij
s
ij
= sin
ij
(i, j = 1, 2, 3) e `e la fase che determina la violazione di
CP. c
ij
ed s
ij
possono essere presi positivi (cio`e 0
ij
/2) e pu`o variare in generale
0 2.
Le misure della violazione di CP nei decadimenti del K vincolano nellintervallo 0 <
< .
Sperimentalmente viene che s
13
e s
23
sono piccoli, dellordine di O(10
3
) e O(10
2
).
Quindi con buona approssimazione i quattro parametri indipendenti possono essere presi:
s
12
[V
us
[, s
13
[V
ub
[, s
23
[V
cb
[, .
I parametri possono essere estratti da decadimenti che coinvolgono le transizioni s u,
b u and b c. La fase , pu` o essere estratta da transizioni che violano CP, oppure
da transizioni che conservano CP, ma assumendo lunitariet`a della matrice CKM con tre
generazioni.
2. Parametrizzazione di Wolfenstein
I valori assoluti degli elementi della matrice CKM mostrano una struttura gerarchica:
quelli diagonali sono vicini ad 1, V
us
e [V
cd
[ sono circa 0.2, V
cb
e V
ts
sono di ordine 4 10
2
,
e [V
ub
[ e V
td
sono di ordine 5 10
3
. La parametrizzazione di Wolfenstein vuole rendere
esplicita a vista tale gerarchia, al costo di essere una parametrizzazione approssimata. Gli
elementi della matrice CKM sono espansi in serie del parametro [V
us
[ 0.22,

V =
_
_
_
1

2
2
A
3
( i)
1

2
2
A
2
A
3
(1 i) A
2
1
_
_
_+O(
4
) ,
linsieme dei parameri `e adesso
, A, , ed .
Se si richiede una grande precisione la parametrizzazione di Wolfenstein deve includere anche
gli ordini superiori in O(
4
). La maniera di denire i parametri (, A, , ) non `e in questo
caso univoca. Molti autori scelgono di denire a tutti gli ordini in
s
12
, A
2
s
23
, A
3
( i) s
13
e
i
.
In questo caso
=
s
13
s
12
s
23
cos , =
s
13
s
12
s
23
sin .
18
la parametrizzazione `e solo un cambiamento di variabili rispetto alla parametrizzazione
standard e lunitariet`a `e preservata. Allordine O(
5
) la matrice diventa:

V =
_
_
_
1
1
2

1
8

4
+O(
7
) A
3
( i)
+
1
2
A
2

5
[1 2( +i)] 1
1
2

1
8

4
(1 + 4A
2
) A
2
+O(
8
)
A
3
(1 i) A
2
+
1
2
A
4
[1 2( +i)] 1
1
2
A
2

4
_
_
_
dove
(1

2
2
) +O(
4
), = (1

2
2
) +O(
4
).
B. Triangolo di unitariet`a
La propriet`a di unitariet`a della matrice CKM implica delle relazioni tra gli elementi di
matrice:
V
1k
V

1j
+V
2k
V

2j
+V
3k
V

3j
=
jk
,
V
1k
V

j1
+V
2k
V

j2
+V
3k
V

j3
=
jk
.
Per j ,= k queste relazioni possono essere rappresentate come triangoli nel piano complesso:
i tre vertici del triangolo sono in 0, V
1k
V

1j
, V
2k
V

2j
. I tre numeri complessi si sommano a
zero come la somma vettoriale dei lati del triangolo.
Le relazioni di unitariet`a si traducono in 6 triangoli.
Le aree (A

) dei triangoli sono tutte uguali e danno una misura della violazione di CP:
J
CP
: [ J
CP
[= 2 A

.
J
CP
`e linvariante di Jarlskog
J
CP
Im[V

td
V
tb
V

ub
V
ud
] = c
12
c
23
c
2
13
s
12
s
23
s
13
sin A
6

`e invariante rispetto alla scelta delle fasi. Linvarianza sotto CP `e rotta se J


CP
,= 0. Il
parametro `e piccolo, dellordine di J
CP
10
5
, quindi i fenomeni che violano CP sono
dicili da osservare.
Gli angoli e i lati dei triangoli sono osservabili siche, indipendenti da trasformazioni
di fase, e possono essere misurati sperimentalmente.
4 triangoli in realt`a sono molto chiusi, piatti (squashed): solo con la scelta j, k = 3, 1
si hanno lati di simile lunghezza. Fissando uguale a zero lelemento d, b del prodotto V V

:
V
ud
V

ub
+V
cd
V

cb
+V
td
V

tb
= 0.
viene la relazione del triangolo standard rappresentata in g. 6. Ci`o signica che i decadi-
menti del mesone B sono i pi` u indicati per studiare le violazioni di CP.
In realt`a quando si parla di triangolo di unitariet`a si intende un triangolo riscalato, cio`e
si pensa di dividere la relazione per V
cd
V

cb
, che ssa la base del triangolo a lunghezza 1.
Inoltre uno dei vertici (C) della base `e posto allorigine delle coordinate del piano complesso,
in modo che la base coincida con il segmento [0,1] dellasse reale. I parametri e sono
19
!+i " 1#!#i "
$
%
&
C=(0,0) B=(1,0)
A=(!,")
Figure 3: The (standard) unitarity triangle.
When people speak of the unitarity triangle they refer to the rescaled triangle dened by
Eq. (69). Since its baseline coincides with the interval [0, 1] of the real axis, the unitarity
triangle is completely determined by the location of its apex (, ), where
+ i
V

ub
V
ud
V

cb
V
cd
. (70)
Inserting Eq. (65) into Eq. (70) one realises that (, ) = (, ) within the Wolfenstein approx-
imation, which here is good to an accuracy of 3%. The unitarity triangle is depicted in Fig. 3.
The two non-trivial sides of the triangle are
R
u

2
+
2
, R
t

(1 )
2
+
2
. (71)
CP-violating quantities are associated with the triangles three angles
= arg

V
td
V

tb
V
ud
V

ub

, = arg

V
cd
V

cb
V
td
V

tb

, = arg

V
ud
V

ub
V
cd
V

cb

. (72)
The angle coincides with
13
of Eq. (64) at the sub-permille level. With Eqs. (7072) one
obtains
+ i = R
u
e
i
, 1 i = R
t
e
i
. (73)
The unitarity relation of Eq. (69) now simply reads
R
u
e
i
+ R
t
e
i
= 1 (74)
Taking real and imaginary parts of Eq. (74) reproduces formulae which you know from high-
school geometry, allowing us to express any two of the four quantities R
u
, R
t
, , in terms of
the remaining two ones. By multiplying Eq. (74) with either exp(i) or exp(i) one nds
analogous relations involving = .
Sometimes one needs to rene the Wolfenstein approximation to higher orders in . It is
prudent to dene [17]
s
12
, A
2
s
23
(75)
HQ2008 17
FIG. 6: Triangolo di unitariet` a standard
quindi le coordinate del vertice non banale del triangolo, le informazioni non banali:

CA =
V

ub
V
ud
V

cb
V
cd
= +i

AB =
V

tb
V
td
V

cb
V
cd
= 1 i ,

CB = 1 .
Lanalisi dei dati sperimentali vincola appunto il vertice del triangolo, e di conseguenza gli
elementi della matrice

V
CKM
.
I parametri e sono uguali a e nellapprossimazione di Wolfenstein (entro in 3%),
e sono legati a loro secondo
+i =
_
1 A
2

4
1
2
+i
1 A
2

4
( +i)

_
1 +

2
2
_
( +i) +O(
4
) .
Gli angoli , , del triangolo possono essere messi in relazione con con (, ) mediante:
sin(2) =
2(
2
+
2
)
(
2
+
2
)((1 )
2
+
2
)
,
sin(2) =
2(1 )
(1 )
2
+
2
,
sin(2) =
2

2
+
2
.
Tra gli angoli c`e ovviamente la relazione:
+ + = .
20
Le lunghezze dei lati AC e AB, indicate con R
b
e R
t
sono date da
R
b

[V

ub
V
ud
[
[V

cb
V
cd
[
=
_

2
+
2
(1

2
2
)
1

V
ub
V
cb

,
R
t

[V

tb
V
td
[
[V

cb
V
cd
[
=
_
(1 )
2
+
2

V
td
V
cb

.
La relazione di unitariet`a pu`o quindi anche essere scritta come
R
b
e
i
+R
t
e
i
= 1 .
cio`e
R
b
cos +R
t
cos = 1,
R
b
sin R
t
sin = 0.
Gli angoli e del triangolo unitario sono approssimativamente e rispettivamente le
fasi complesse degli elementi V
td
e V
ub
della matrice CKM nella parametrizzazione standard:
V
td
[V
td
[e
i
, V
ub
[V
ub
[e
i
.
C. alcuni commenti
Uno degli scopi della sica sperimentale delle particelle elementari `e la determinazione
dei 4 parametri indipendenti della matrice CKM.
Chiaramente la ricerca sperimentale punta non solo alla misura degli elementi della
matrice CKM, ma anche ad avere un insieme ridondante di misure, che permetta di vericare
la correttezza della descrizione della sica del avour nel settore dei quark tramite la matrice
CKM.
La chiusura del triangolo `e una verica sperimentale!
Quanto `e accurata questa descrizione?, ci sono delle correzioni? La matrice `e in fondo
solo una parametrizzazione del mixing dei quark e delle violazioni di CP e non d`a sp-
iegazione dei due fenomeni. Una sica oltre il Modello Standard potrebbe spiegare per
esempio lorigine della matrice dinamicamente.
Quasi tutte le estensioni del Modello Standard inoltre prevedono nuove sorgenti di
violazioni di CP. Le estensioni supersimmetriche hanno innumerevoli fasi in accoppiamenti
avor changing. Se esiste una nuova sica alla scala attorno al TeV la fase nella matrice
CKM non dovrebbe essere lunica sorgente di CP.
I parametri della matrice CKM possono essere determinati da
misure dirette legate a processi a livello tree.
lunitariet`a per legare i vari elementi di matrice.
misure indirette legate a processi a 1 loop.
[1] C. Amsler et al. (Particle Data Group), Physics Letters B667, 1 (2008)
21
[2] K.Ellis, J.Stirling and B.Webber, QCD and Collider Physics Cambridge Monographs on Par-
ticle Physics, Nuclear Physics and Cosmology, volume 8, Cambridge University Press, (1996)
22

Potrebbero piacerti anche