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DAMS

Macadamia Nut Bittle


Anatomia dei sentimenti
Nahyeli Malingamba 2010/2011

Corso dInformazione e promozione teatrale tenuto dal professor Massimo Marino

Sommario

Introduzione .................................................................. 1 Lincontro di Ricci/Forte ............................................... 3 Il Teatro di Ricci/Forte ................................................... 4 Macadamia Nut Brittle ................................................. 6

Introduzione Anatomia dei sentimenti1


Che cos il dolore? Lo si pu sentire nei suoni e nella voce, lo si pu vedere nei visi, nelle mani e nei silenzi. Una condizione umana che si presenta, che si dilata, che persiste sgomitando tra le tante condizioni umane esistenti. Cresce con noi dai primi giorni di vita, in quel viaggio che il parto, in quella fatica di uscire dal ventre della madre cos protettivo, dai primi passi, per tutte le volte che si cade, e cos fino alladolescenza dove il dolore assume forme e caratteristiche ancora pi scheggianti. Il dolore larma letale dellio. Ladolescenza quella fascia vitale che ti da idea di baratro, che ti mette una sorta di cappio al collo, virtuale, ma non poi cos tanto. Ed un nuovo parto verso la vita adulta, quella vita adulta temuta; quella delle responsabilit, quella del cavarsela da soli. Cos alla fine si finisce per non crescere o per far finta di farlo, rimanendo attaccati a quellillusione di essere ancora un po bambini, protetti da quella mamma che ci ha fatto nascere. Scopriamo il nostro corpo che diventa unarma, una vittima o entrambe le cose: arma per far male ad altri, vittima perch martoriato da noi stessi e da altri. Corpo e sesso, in una corsa affannata, proprio per combatterlo questo dolore. E allora si parla anche di anima, lio che ladolescenza rifiuta come cancro, perch non si mai felici, perch di tende a distruggersi , a non volersi bene, a non sentirsi pi padroni del proprio essere e del proprio futuro. Allora si fugge, non importa dove, limportante essere lontani, si salvi chi pu! Questo dolore ci segue, ci accompagna come amico fidato, nelle nostre scelte e nella visione di un futuro di carta incerto. Cos la paura cresce, perch tutto pu essere fuoco, forbice acqua. E quando si cerca la mamma e non la si trova, allora finita, allora si comprende di

Macadamia Nut Brittle (primo gusto), Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, Teatrino di Fondi/Titivillus Mostre Editoria, 2010, pp. 48

essere adulti, che qualcosa cambiato, e il dolore esplode in tanti fuochi dartificio che cadono in testa bruciando ci che resta della tua carcassa.
[]il mio rumore dellamore quello della gioia registrata quello dei legami provvisori quel che resta fino al fade out titoli di coda2

Esseri soli che come pugili si scontrano con laltro, anche nella lotta, per non sentirsi insignificanti, per non sentirsi abbandonati in un mondo dove la propria identit pu essere scambiata con il valore che c nel tuo borsellino. Cos nellillusione, nel desiderio di essere qualcosa per qualcuno, per non essere solo un numero, ci si butta nel vortice delle relazioni sessuali o sentimentali compulsivamente e ci piace parlare di amore anche a costo di finire in un pianto solitario con in mano soltanto ricordi e frustrazioni. Oriana Fallaci scriveva:
Come un cane che annaspa nellacqua cerchi invano di raggiungere una riva che non esiste, la riva che ha nome Amare ed Essere Amato, e finisci neutralizzato deriso deluso. Nel caso migliore finisci col chiederti cosa ti spinse a buttarti nellacqua: lo scontento di te stesso, la speranza di trovare in un altro cosa non vedevi in te stesso? La paura della solitudine, della noia, del silenzio? Il bisogno di possedere ed essere posseduto? Secondo alcuni questo lamore. Ma io temo che sia molto meno: una fame che una volta saziata, ti lascia una specie di vomito.3

Parole dure ma che esprimono il dubbio, gli interrogativi eterni dellesistenza, il dilemma delle relazioni che ci accompagna insistentemente. Oggi assistiamo a un vero e proprio sgretolamento della famiglia, che si sfalda di fronte alle difficolt, che seppur cellula portante della societ diventa individualista, mononucleare. I sentimenti possono diventare assassini, scorie, frammenti omicidi, virus, cancri che vanno in metastasi, sentimenti che in questautopsia, sono la causa della morte.
Lamore come una fuga di gas parte impercettibile
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Cfr. Ivi. Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci, Rizzoli Editore, 1975, Milano

poi stermina famiglie intere nel sonno lelaborazione del lutto che ne consegue secondo unindagine basata su campionatura internazionale ha durata approssimativa tra i sei e i dodici mesi [] la membrana esofagea vibra ancora del suo timbro la volont di sfrattare un sentimento da sola non basta frammenti scorie cancerose restano annidate tra gli organi individuabili solo attraverso unaccurata tomografia4

Lincontro di Ricci/forte
Stefano Ricci e Gianni Forte, formatisi allaccademia Nazionale dArte drammatica Silvio damico nel periodo Ronconi5, escono dalla formazione con una matrice classica. Sincontrano sul palco del teatro stabile a Palermo, allinizio della loro carriera, e rendendosi conto di avere interessi comuni decidono di cominciare a scrivere, a pensare, a creare dei progetti insieme. Frequentano per otto mesi la New York University, studiando con Edward Albee (famoso drammaturgo e scrittore Statunitense). Frequentano qui corsi di drammaturgia, ma apprendono anche la scrittura per il cinema e per la televisione.6 Cinque anni fa recuperano la loro formazione e lavorano insieme in modo da coinvolgere le proprie urgenze, le proprie necessit e i propri interrogativi. Creano cos il loro primo gruppo di lavoro da cui nasce Troias discount, una sorta di spartiacque tra luso del copione e limprovvisazione degli attori, 7 seguono tra i pi importanti, metamorpHotel/wunderkammer

Ivi. pp. 94 Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit, pp.39 Sceneggiatori della fortunata serie i Cesaroni

Cfr. Sabrina Feller, il teatro di Ricci/Forte uno sguardo violento per capire il presente, 15. 4.2011, retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/geronimospettacolo/2011/04/15/ricci-forte.html

soap nel 2007, 100% furioso nel 2008, Macadamia Nut Brittle , Pinters Anatomy nel 2009 e Grimmless. 8

Il Teatro di Ricci/Forte Provare a raccontare con una propria voce9


Dalle prime battute, dai primi movimenti sulla scena, si avvolti da quella sensazione partecipativa che crea quella consapevolezza dura e pura di essere entrati in una stanza dove, catturati dagli eventi, si uscir con iniettato nelle vene qualcosa che in un qualche modo ci far uscire dal guscio. Perch lintenzione, in tutti i lavori di Ricci/Forte, quella diniettare, inviare, espandere, contagiare interrogativi che rimangano nel sistema circolatorio, sotto pelle, che restano incastrati nellanimo durante e dopo luscita del teatro. Lintenzione, come testimoniato da loro stessi nellintervista rilasciata alla radio televisione svizzera, quella di provare a raccontare con una propria voce, e a chi pensa che il lavoro di Ricci/Forte sia puramente provocatorio, e a chi crede che il loro concetto chiave sia quello di ribellarsi, di distruggere la societ contemporanea, si risponde che non c una vera necessit, da parte loro, di andare contro qualcosa, ma c la voglia di reagire a una difficolt personale , affrontando il presente, un presente che ci ingloba; perch la realt, che nel contemporaneo, siamo immersi fino al midollo. Tutto questo attraverso il teatro, che allontanandosi dallintrattenimento, diventa pugno allo stomaco per tutti noi, perch Se per un attimo spegnessimo il telecomando e ci riconnettessimo con il nostro io, forse, sebbene senza strada, ci sarebbe un risveglio di coscienze che ci aiuterebbe ad affrontare le difficolt dei giorni10 Un teatro che diventa esperienza quindi, dove lo spettatore non si siede come una bambola passiva su una seggiola troppo stretta, ma vive e si riconosce in qualcosa di drammaticamente contemporaneo. Non fiction, dunque, non storie digestive ma esperienze fatte di movimenti, dialoghi con il passato, dolore e ironia, dove la parola pu deformarsi, allontanandosi spesso
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Cfr. www.ricciforte.com/

Cfr. Intervista audio di Saprina Feller, il teatro di Ricci/Forte uno sguardo violento per capire il presente, 15. 4.2011, retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/geronimospettacolo/2011/04/15/ricci-forte.html#Audio
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Ivi.

dalla lingua italiana. La caratteristica di Ricci/Forte di assumere una linea comune in tutti i lavori, un linguaggio base che come cera si modella di volta in volta: un teatro che si nutre di slang, di neologismi e che riprende espressioni inglesi abusate specialmente dai giovani. Un teatro fatto di un linguaggio che, nel contemporaneo, si de frammenta in espressioni gergali e diventa parte di un discorso poetico spesso duro, che scheggia, scuote e ferisce.11 Una scena attraversata dallincertezza e una parola secca, aspra, dura, lunare, lama tagliente che deve produrre dolore ma sussurrandoti nellorecchio12. Lavori fatti a mash up dove tutto quello che contemporaneo si mescola creando colori diversi, non scontati. E allora attraverso un continuo lavoro di cutting, sintrecciano i media, il cinema, la moda, i fumetti, larte e il teatro stesso.13 Un melange che mette lo spettatore a suo agio prima che gli venga tolto il salvagente per renderlo vigile14, attento e partecipe. Per Ricci/Forte importante difendere un valore etico e politico del teatro che assume metafora di piazza, palestra; una zona dove palleggiare i dubbi provenienti dallinterno e contagiarli poi di conseguenza alla platea. E allora respirando tutto questo, tra batticuori e pelle doca si assiste a una vera e propria visione del mondo, dove gli attori diventano parte del disegno, del linguaggio drammaturgo, mettendosi in gioco, costruendosi insieme alla scena, attraverso le loro percezioni, i loro sentimenti, le loro fatiche ed esperienze personali. E in un calderone dinput si dirige lo sguardo di Ricci/ Forte che filtra, che interroga, che sistema. Spettacoli che, allontanandosi dalla presenza del classico copione, si fanno improvvisazione, laboratorio, che nascono con un lavoro su se stessi, attraverso un training attoriale psicofisico che prepara lattore a ogni evenienza. 15

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Cfr. Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit. Cfr. Intervista audio di Saprina Feller, cit., 15.4.2011 Ivi. ivi Cfr. Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit.

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Macadamia Nut Brittle


Macadamia Nut Brittle nasce dietro un invito del critico Rodolfo Giammarco che li invit nel 2009 a presentare un lavoro basato su un romanzo contemporaneo in occasione rassegna garofano verde scenari di teatro Omosessuale.
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della

Ricevuta carta bianca inizia un lavoro intenso, e in soli venti giorni 17 nasce uno spettacolo di grande spessore, dove le emozioni, le paure, le solitudini, la morte, condite da un dolore quasi visibile in scena, si danno la mano in una danza musicata dallo scontro sessuale di vite alla spasmodica ricerca damore. Macadamia secondo il mio punto di vista la base da cui partire per levarsi da sotto la pelle quellillusione di essere un personaggio inventato, un robot sociale, un perfetto prototipo di esistenza perfetta che ci inculcato nel cervello attraverso i canali dinformazione. Immagini che ci sono innescati direttamente dentro ad intermittenza regolare. La scossa per decidersi a spogliarsi di quella vera e propria ipnosi sociale che rende la nostra esistenza materia identica di uno schermo al plasma, di Nutella spalmabile, messaggio pubblicitario, sconto in un supermercato. Una finestra sul mondo che ci fa vedere la realt per quella che , che ci fa riflettere su noi stessi o perlomeno ci scatena interrogativi da cui partire in una riflessione profonda che deve scavare nelle nostre radici. Entrare in sala significa iniziare un viaggio violento nelle proprie esperienze perch Macadamia parla anche e soprattutto di noi, delle nostre vite, delle nostre paure, delle nostre delusioni. Si tratta di una visione dura e pura del nostro tempo, del grande calderone della contemporaneit, dove tutto diventa universale, dove tutto si uniforma in una cultura di massa tecnologica, riproducibile allinfinito, dove lindividualit diventa solitudine. Siamo soli anche se continuamente sollecitati da sguardi filtrati da telecamere e zoom, perch la realt diventa reality show. Assumiamo maschere e ci buttiamo nel vortice della globalizzazione, del consumismo, e diventiamo merce noi stessi e schiavi della macchina dellacquisto, della corsa a tutto ci che non finito ancora nel nostro sacchetto della spesa.

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Cfr. garofanoverde.info/pagine/GV2009pagine/00locandina.html Cfr. Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit.

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Non si tratta di semplici discorsi da bar funzionali unicamente ad attaccare il sistema globalizzato, ma si tratta di riflettere sul piccolo, sui riflessi esterni che penetrano la nostra piccola esistenza. In Macadamia assistiamo alleterna condizione adolescenziale, il camminare sul posto, il non voler crescere, ladolescenza come condizione persistente della vita.18

Non voglio crescere Voglio andarmene prima Prima che io smetta di cambiare forma Prima di spacciare illusioni a qualcun altro Prima di sentire questo buco di cui son fatto []19

Una giovinezza (non anagraficamente parlando) bruciata, frustrata, disillusa, impantanata in un presente mortificante, annullante, in una continua ricerca di quellaffetto negato che ci da miraggio di stabilit. E mentre gli attori di Ricci/Forte (Andrea Pizzalis,Giuseppe Sartori,Mario Toccafondi ) sono gi in scena quando entriamo, in fila, uno dietro laltro, che mimano assistenti di volo nelle classiche dimostrazioni su come comportarsi in caso demergenza, eccoci fermi su questo aereo che non parte ancora, non parte perch dobbiamo aspettare, dobbiamo vedere e ascoltare, trovare luscita di sicurezza, prepararci allemergenza. Poi eccola, come un tornado, una wonder woman interpretata da Anna Guardo, che da inizio al viaggio illusorio e deridente di questa adolescenza sballottata tra sogni desistere, realt di non essere, speranza di futuri sognati e affetti negati. Uomini perenni adolescenti che per uscire dallincubo della propria persona, dalle proprie sconosciute coscienze si reinventano e si tuffano nel meraviglioso mondo dellimmaginario per diventare medici zoppicanti e cinici, donne dai super poteri eroine del nostro tempo, ragazzi ricchi che vanno a scuola in limousine e dottoresse e infermiere in prima linea: personaggi di un mondo a lieto fine. Noi platea, spettatori, pubblico, prendiamo questo pugno allo stomaco20 e stiamo al gioco di questo salvagente negato. E ci sentiamo spinti, buttati, reclutati, in un mondo dove non ci
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Cfr. Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit. Ivi. Pp. 98 Cfr. Ivi

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sono certezze, dove tutto un roteare tra finte realt, tra immagini virtuali dove vite inventate diventano vie duscita, per fuggire da questo precipizio, e allora ci sbattiamo il mondo, perch cos non pensiamo.

Questi siamo noi tutti noi non ci sono panche non ci sono giochi non ci sono sconti non pi il tempo dei quattro cantoni soli senza lieto fine ad affrontare le piogge a riscaldarci nel sesso scopando il maggior numero di corpi possibili a farci male cambiando continuamente per piacere agli altri come un Macadamia nut brittle ci confezioniamo il nostro teatrino umano per una scadente imitazione della tenerezza bisogna imparare a vivere soli non serve a niente unidentit se manca il coraggio per saperla difendere []21

Ingoiati dal consumo che crediamo ci renda migliori, e non accorgendosi di perdere qualcosa in questa affannosa corsa al superficiale, perdiamo noi stessi, annaspiamo nel vuoto, cerchiamo dolcezza, amore e ci accontentiamo dincontri violenti, dove sesso vuol dire disprezzo, dove sesso vuol dire paura, vuol dire oblio. I corpi si muovono crudeli su e gi in performance che uniscono illusioni damore, ricerca spasmodica daffetto e unioni carnali di scopate solitarie. E cos che tra comicit provocante, stizzita, isterica, e la desolazione pi reale, cruda, e disperata si conforma Macadamia Nut Brittle, testo di Ricci/Forte andato in scena l11 febbraio ai teatri di vita di Bologna. Omaggio alluniverso letterario di Dennis Cooper, autore maledetto poco conosciuto in Italia, autore tra gli altri di tuttorecchi e i miei pensieri perduti. Un immaginario quello di Cooper che si snoda in un lait motive di vite adolescenziali frammentate in un ambiente tragico dove

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Ivi. Pp. 99

omicidi, aids, droghe e in particolare il sesso, si mescolano nella quotidianit intrisa di dolore, quello che cosparge anche le scene di Macadamia. 22 Mi sento di azzardare un altro possibile collegamento, a uno dei tanti immaginari che tornano indietro nei fatidici anta , un parallelismo tutto italiano se si pensa ad Altri libertini opera prima di Pier Vittorio Tondelli, tanto che in un passaggio come questo, impossibile non pensare a Macadamia.

Noi siamo i vinti. Noi che non sappiamo amare E viviamo i sogni E il tempo dellillusione svanisce Lasciandoci tentennanti nel nostro dolore []23

Altri libertini si costruisce sul concetto base del viaggio fisico ma anche spirituale e introspettivo. Il viaggio come esigenza di un mondo giovanile che protagonista, un mondo adolescente sospeso nellonirico della realt. Un ricerca, insomma, che permette lindividuazione dellaltro e del personale, ricerca che passa dalla fisicit del trasporto alla conoscenza interiore dellaltro, attraverso lesperienza sessuale anche qui preponderante: il sesso che diventa unione carnale e violenta di corpi. Tutto questo mentre si assiste alla perdita dellidentit affogata nella droga, nella solitudine, nellalcool. Anche qui come in Macadamia, il non voler crescere, la dimensione quasi onirica, la perdita dellidentit, la disillusione, la solitudine. E in Macadamia la scena svela, butta in piazza e deride la dimensione in cui viviamo, quella che crediamo parallela e che fingiamo di non vedere. I movimenti degli attori si dividono in piccoli stralci di storie disperate di ricerca del proprio essere, daffetto puro che poi si tramuta in un puro sfogo rabbioso e nel dolore pi reale

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Cfr. www.giugenna.com/2011/03/01/dennis-cooper-da-all-ears/, www.culturagay.it/cg/intervista.php?id=160, Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit.


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Per Vittorio Tondelli, Altri libertini, Feltrinelli, 1980, pp.

dellesistenza. Alla fine si finisce per odiare tutto e tutti, perch troppo stanchi di correre per ottenere i penultimi ranghi 24e diventare scarti della nostra stessa vita.
Anna [] nut i tuoi sogni finiscono qui Giuseppe Mi appello al televoto da casa Anna Non ce lhai pi una casa mi dispiace sei fuori dal gioco devi crescere.25

Si creano coreografie grottesche, che rimandano al sogno che diventa movimento dei corpi, dove il concetto chiave lincontro-scontro. Ma questi stessi corpi, usando una connessione con Pasolini (contemplata da Andrea Porcheddu nella sua recensione) che nella lettera a Franco Farolfi raccontava di essersi fermato sul Piave del Pino ad osservare le lucciole spogliato daglabiti, sono lumi, vita vibrante, energia, perch come dice bene Didi-Huberman (storico dellarte e filosofo francese) lanimata danza delle lucciole ha luogo proprio nel cuore delle tenebre. E non altro che una danza del desiderio che da vita ad una comunit. Si ritorna bambini, si scatenano le danze, ci si butta in faccia i sogni, quelli del domani, perch si voleva fare, diventare, perch si voleva essere. La vita entra dalla quarta parete tra monologhi di cinismo e disperazione, scene di sesso simulate, coreografie energiche, comiche e grottesche, perdita e privazione dellidentit che si strappa via come pelle di coniglio, e crudelt che si leva in un grido contemporaneo che fa riflettere, che fa pensare a quegli infinti modi di approcciarsi con gli altri, con laltro sesso, con se stessi, che si riducono a uno, due o tre parole, gesti e pensieri privi di contenuto, privi di dialogo. Lannientamento della comunicazione, lavvento dei social network, che fanno anche dei sentimenti delle abbreviazioni , che rendono il dialogo un avvicinamento di lettere furibonde e perse nel caos.

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Ricci/Forte, a cura di Andrea Porcheddu, cit. Ivi, pp.88

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Cos in Macadamia c chi scopa duro per illudersi di non credere davvero nellamore, per credersi immuni alla sofferenza, c chi rimane deluso di un appuntamento andato male, c chi cerca il dolore, il suicidio, c chi si annienta.
[] cosa fa pi male Il desiderio di qualcuno? uno che torner ancora a cercarti una specie di relazione provate a vederli due o tre cinque cazzi che mi annullano folla di bocche che mi insalivano ogni atomo mi gonfiano di botte []26 una cicatrice natale ti ricorda che sei stato qualcosa per qualcun altro anche quel dolore al culo[]27 ho un culo stupido lo so si lascia infilare qualunque cosa senza gusto che male c se la considero la mia manovra di heimlich antisoffocamento vorrei che mi uccidessi[] mentre ti scopo vorrei solo spaccarti a calci la faccia testa di cazzo io lo trovo romantico. non sarete mica di quelli che considerano lamore come qualcosa per tutta la vita? 28

C una donna che prende la macchina e va in campagna per un appuntamento ma riamane sola, abbandonata di nuovo, sola con il suo pianto, quel pianto che non voleva uscire, e che alla fine sgorga nel modo pi disilluso, perch violentata e derubata. E ancora c chi non vuole pi crescere che si vede portar via tutte le certezze, quella figura fissa che la madre, limmagine della protezione, del guscio, dellamore, in un dolore che esce in versi echeggiando la supplica alla madre di Pasolini.29
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Ivi, pp. 81/82 Ibidem. Ivi, pp. 83 Cfr. ivi, pp. 21

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[...] sar morto anche io sar morto come figlio non so vivere con altri ruoli non ne ho [] C una donna che sta morendo Sono i suoi ultimi giorni di una vita per me eterna impossibile senza di lei c questa donna questa donna mia madre [...]30

[]Sei insostituibile. Per quanto dannata Alla solitudine la vita che mi hai data. E non voglio essere solo. Ho uninfinita fame Damore, dellamore di corpi senza anima. Perch lanima in te, sei tu, ma tu Sei mia madre e il tuo amore la mia schiavit.31

E sul palco si sentono ancora i lamenti della vita, dellesistenza a volte condita da ironia, dal grottesco, che esaltano maggiormente i contorni di questo scenario lancinante. Uno scenario perlopi notturno32, un notturno solitario fatto di attese interminabili, attese non soddisfatte o deluse, fatto di scopate in ascensore, sogni insoddisfatti e attese di comunicazioni che si riducono in silenzio. Una notte quella che si conforma nei lavori di Ricci/forte che non altro che il fondino di qualche bicchiere dimenticato al bar. E qui non posso non citare Porcheddu che ci riporta indietro allimmagine delle lucciole nata dalla penna di Pasolini. La notte quando si resta soli, quando non bastano gli abbracci. Ecco, allora le solitudini notturne. Ecco le lucciole33 E sono proprio lucciole quei corpi che alla fine si nascondono in piccole capanne strette munite solo di una piccola torcia, mascherati da

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Ivi, pp. 97/98 Ivi, pp. 20/21 Cfr. Ivi. Ivi, pp.14

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Simpson che rientrano in solitudine nel proprio piccolo rifugio, soli, nella notte a caccia di vita34 Una critica sociale raccontata, costruita, attraverso un intreccio di vicende, di movimenti, di scontro e incontro tra corpi anche imbrattati di sangue, anche torturati, scopati, violentati, derubati, uccisi, spellati, frustrati, ammassati e soli. Alla fine tutto questo che traspare dalle scene di Macadamia Nut Brittle, un disperato lamento, la ricerca della dolcezza, alla fine sbriciolata in tanti pezzettini sul pavimento, perch anche i muffins sono diventati scarti, confusione, briciole schiacciate e dolcezza annientata.

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Ivi, pp.25

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