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12 maggio ore 9.25: testa e spalle sul Dax?

Ricordate il paradosso di Zenone?

..... Achille, il piè veloce, non può mai superare la tartaruga: la distanza che li separa
è sempre divisibile per due, all'infinito; sicché la tartaruga sarà sempre davanti di
una metà distanza, per quanto piccola questa sia.

Nella vita pratica è un paradosso che fa sorridere, eppure ha tenuto impegnate


generazioni intere di matematici, che hanno tentato di dimostrarne l'infondatezza
scientifica.

Supponete adesso, che dopo il Big Bang iniziale, l'Universo abbia cominciato ad
espandersi in direzione radiale, a partire dal centro di quella esplosione, dove
massima era (ed è) la temperatura.

Sicché, spostandosi verso l'esterno, i corpi nati da quell'esplosione, si raffreddano:


massima temperatura all'inizio, e temperatura decrescente mano a mano che ci si
allontana nello spazio e nel tempo.

E' noto che i corpi esposti ad alte temperatura si espandono, mentre, quando la
temperatura diminuisce, gli stessi corpi si contraggono.

Cosa succede, dunque, ad uno qualunque dei corpi nati dal Big Bang (la Terra ed
esempio)?

Quando era vicino al centro dell'esplosione (lontana nello spazio-tempo) era molto
grande (l'alta temperatura lo aveva fatto espandere), ma, allontanandosene (nello
spazio-tempo) e raffreddandosi, è diventato progressivamente più piccolo.

Avete capito a quali conseguenze ci porta questo ragionamento?

Per cominciare: l'uguaglianza dello spazio ed il tempo (concetto poi ripreso da Albert
Einstein)......

E poi ...... che la distanza della Terra fino al "termine" dell'Universo, è ..... infinita.

Supponete che un "viaggiatore" terrestre, poco dopo l'esplosione iniziale, si metta a


misurare la distanza tra di lui ed il "termine" dell'Universo (ad esempio una Stella
fissa che lui ritiene la più lontana e, quindi, la "fine" dell'Universo). Dopo avere
percorso metà della distanza da quella Stella, cosa succede?

Quel corpo (la Terra nel nostro esempio), nel frattempo, s'è raffreddato e s'è
rimpicciolito e, di conseguenza, tutte le distanze sono aumentate (rispetto a prima).
Supponete, per spiegarmi meglio, che il sistema di misura usato da quel viaggiatore
terrestre sia un un multiplo dell'altezza media dell'uomo, oppure una frazione di
qualsiasi altra distanza rilevabile sulla Terra; ebbene tutte queste distanze si sono
rimpicciolite e, quindi, osservando quella Stella fissa di riferimento, il viaggiatore
terrestre rileva sempre la stessa distanza (il pover'omo non sa di certo che si sta
rimpicciolendo).

Dopo avere viaggiato nello spazio per un tempo lunghissimo (supponiamo un


miliardo dei nostri anni), la distanza dalla "fine" dell'Universo è ancora la stessa.

Che conclusione può raggiungere il nostro viaggiatore?


Una, e solo una: l'Universo è infinito.

Che conclusione ne possiamo derivare noi, viaggiatori "informati" di quella stessa


Terra?

Che l'Universo è finito (quella Stelle fissa ne segna effettivamente la frontiera


ultima) ed infinito allo stesso tempo.

E' finito per un osservatore che sta al centro, nel punto dove è esploso il Big Bang; ed
è infinito per tutti gli osservatori che stanno sui corpi viaggianti verso l'esterno
(perché non riescono mai a raggiungerne la fine).

Come vede quell'osservatore che sta al centro, la Terra nel suo viaggio nello spazio-
tempo?

Come un oggetto che progressivamente rallenta, senza mai arrivare alla "fine"
dell'Universo.

E come vede l'osservatore sulla Terra, la "fine" dell'Universo?

Come un ...... orizzonte, sempre li, impossibile da raggiungere.

Se ne deduce che, l'Universo molto probabilmente è una "sfera" (come la terra) i cui
confini non potranno mai essere raggiunti e, quindi, apparentemente, infinita.

Cosa c'entra la Borsa?

Moltissimo: tutte le volte che pensiamo che "deve essere" così, ...... non può che
andare così, ..... è scritto che deve essere così....... ebbene, c'è sempre un'altra
possibile spiegazione, un altro punto di vista, che può spiegare tutto, in un'altra
maniera.

Io vi ho fornito (sopra) una possibile spiegazione "scientifica" dell'Universo (e sfido


chiunque a dimostrarne l'impossibilità), così come potrei proporvene un'altra,
usando le Teoria della relatività di Einstein, e volevo dimostrare che, nel nostro
mondo, ciò che ci "appare" scontato (ad esempio che un metro è ..... sempre un
metro) non è affatto così scontato.

Abitiamo un Universo dalle infinite possibilità che partono tutte dallo stesso
piccolissimo punto iniziale, da cui è scaturito il Big Bang.

Siamo tutti "PARTE" di quell' "UNO" iniziale (l'origine del Big Bang) che si è
trasformato in infinite singolarità (tutti i noi, i loro, gli altri dell'Universo), ma che è
..... sempre quello, sempre lo stesso UNO.

..... Non so so mi ho capito?.......

E quell'UNO, si è trasformato e continua a trasformarsi in "infinite possibilità".

Guai a pensare di averlo "catturato" nell'unica forma esistente o nell'unica verità


possibile. Ci sarà dimostrato subito dopo, che quella "verità" è illusoria come tutte le
altre.

Questo, consentimelo per l'ennesima volta, era un messaggio per tutti quelli che
pensano che basterebbe conoscere il futuro per arricchirsi; tutte le volte che io ho
pensato di "aver messo le mani sul futuro", me n'è apparso uno .... diverso (e mi
consentite di dire che, tra i ricercatori dei futuri di Borsa esistenti al mondo, sono
probabilmente tra i più "avanti"?).

Veniamo al trading.

Alle 12.03 di venerdì è iniziato il nuovo Taylor .....

..... esattamente sul minimo del ciclo a 4 ore (vedere report di venerdì) .......
.... ci troviamo, dunque, all'inizio del secondo tracy+2 del primo intermedio
(rappresentato in figura sotto) del semestrale in corso.
Una stranezza in corso, tuttavia, riguarda il Dax: sembrerebbe in stallo fino all'inizio
di Giugno .........
......... mbboohhh, chissà perché?

Forse sta completando un "testa e spalle" rialzista, una figura di accumulazione.

Ed il dollaro?

Sembra sempre li.....


..... dove l'avevamo lasciato.
Così come il Bund è ancora la, dov'era.
Notizie flash:
Saranno gli istituti di credito e le società petrolifere a sostenere i maggiori sacrifici richiesti da u
buona”. Queste almeno sono le intenzioni del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dichiarate
mezz’ora” di Lucia Annunziata andato in onda su RaiTre. Intenzioni che però dovranno essere di
dove potrebbero anche emergere posizioni diverse.

Tremonti ha però confermato le speculazioni che avevano seguito la vittoria elettorale della coa
erano circolate ipotesi di misure penalizzanti in particolare per gli istituti di credito. Su tutte era
esclusione degli istituti di credito dal taglio dell’Ires. “Questa volta toccherà alle banche e a chi
Pensiamo che qualche sacrificio debbano farlo le banche e i petrolieri”, ha detto ieri Tremonti. U
delle banche secondo alcuni analisti potrebbe però trovare un bilanciamento in un possibile stop
iniziato dall’ex ministro Bersani e da una ripresa del processo di riforma delle banche popolari. P
pagare più tasse se non ridurranno i costi dei mutui alle famiglie, mentre per le compagnie petro
frutto dei maggiori introiti determinati dall’aumento del prezzo del greggio.

Sui tempi c’è però ancora incertezza. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Tremonti, il primo
quello che il governo terrà a Napoli fra due settimane. E quella potrebbe essere l’occasione per l
Interventi che dovrebbero riguardare anche l’azzeramento dell’Ici, per cui Tremonti ha parlato d
“l'esenzione del pagamento dal 40% al 100%” con l’esclusione di “ville e castelli”. Sul tavolo an
Tremonti ha detto che il governo cercherà “una via italiana e fondamentalmente privata”, aggiu
vedremo”.

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