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Gli indicatori

DEFINIZIONE Gli indicatori hanno lo scopo di misurare fenomeni complessi e molto astratti (per es. benessere) attraverso una semplificazione e una riduzione della scala di astrazione (per es. benessere economico o benessere ambientale), semplificando ulteriormente in alcuni casi con delle sottodimensioni (per es. reddito). Per fenomeni molto complessi, avvolte, bisogna ricorrere a pi Indicatori. Il passaggio dal concetto generale allindicatore specifico sempre incompleto e parziale e comporta la perdita di una parte di informazione (rapporto di indicazione). PAROLE CHIAVE Scala di astrazione o di generalit ( rapporto tra concetto generale e dimensione) Rapporto di indicazione ( rapporto tra concetto e indicatore) Definizione operativa (rapporto tra indicatore e variabile) DEFINIZIONE OPERATIVA La definizione operativa quel complesso di regole che guidano le operazioni con cui lo stato di ciascun caso viene:

Rilevato Assegnato ad una delle categorie Registrato nel modo necessario a permettere analisi con le tecniche che si intendono usare

La funzione della definizione operativa di trasformare un indicatore in variabile COSTRUZIONE DEGLI INDICATORI
1. Definizione astratta del fenomeno sociale (o concetto) 2. Scomposizione in dimensioni ed, eventualmente, in sub-dimensioni del concetto

(specificazione del concetto)


3. Scelta degli indicatori osservabili corrispondenti a ciascuna dimensione o sub-dimensione

4. Eventuale sintesi degli indicatori sociali in indici sintetici aggregati

DEFINIZIONE DEL CONCETTO Questa fase viene denominata della rappresentazione immaginata del concetto. Il ricercatore partendo dallanalisi dei dettagli di un problema teorico trae un abbozzo di costruzione astratta del concetto considerato. una fase molto articolata che prevede a monte una conoscenza e determinazione di ci che si vuole misurare, verificare, considerare. SPECIFICAZIONE DEL CONCETTO Questa fase caratterizzata dalla scomposizione del concetto(definito nella precedente fase) in dimensioni o sub-dimensioni. Il passaggio dal concetto astratto agli aspetti costitutivi (dimensioni) pu essere dedotto analiticamente dal concetto generale che le ingloba o empiricamente dalla struttura delle loro intercorrelazioni. Non esistono regole fisse o criteri unici per la scelta degli aspetti costitutivi, limportante rispettare le caratteristiche essenziali degli indicatori, in genere la scelta si basa su:

Su esperienze precedenti e sul livello di conoscenze gi acquisito del fenomeno Sugli scopi di misurazione (conoscitiva, di controllo, di intervento, ecc) Sullarco di tempo e sul livello di disaggregazione territoriale cui la misurazione dovr riferirsi

Sulla quantit e qualit dei dati statistici gi disponibili

In sintesi, occorre specificare come misurare il concetto (cosa misurare? Come misurare?) LA SCELTA DEGLI INDICATORI Questa fase consiste nel trovare gli indicatori corrispondenti a ciascuno degli aspetti costitutivi il fenomeno complesso. Nessun indicatore sta in rapporto di assolta certezza con il concetto generale, ma questa relazione pu essere definita in termini di probabilit. Ci implica che partendo da un concetto generale possibile che indicatori diversi portano allo stesso risultato. Quindi, dato un vasto numero di indicatori possibili, non fa molta differenza quale gruppo di essi venga scelto; ci permette luso di indicatori facili nella loro determinazione e costruzione. SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI
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Lultima tappa della costruzione degli indicatori rappresentata dalla formazione di indicatori finali, ottenuti dalla aggregazione degli indicatori elementari. Questa fase molto dibattuta in letteratura in quanto alcuni autori non sono daccordo circa lopportunit e la validit di compiere operazioni di sintesi sugli indicatori, operazioni che comportano scelte legate al discusso tema della ponderazione. MISURAZIONE DEGLI INDICATORI Per misurare gli indicatori possono essere usate tulle le scale di misura:
a) Scale nominali b) Scale ordinali c) Scale di intervalli d) Scale di rapporti

REQUISITI DI UN BUON INDICATORE Un buon indicatore deve possedere le seguenti caratteristiche:


La costruibilit: possibilit di generarlo a basso costo e secondo dati gi disponibili Laffidabilit: capacit di rilevare le variazioni del fenomeno La comprensibilit: nei confronti degli operatori Lassenza di ambiguit

ESEMPIO: INDICATORE DELLA QUALIT DELLA VITA NELLE PROVINCIE ITALIANE I DIVERSI IMPIEGNI DEGLI INDICATORI SOCIALI Possiamo distinguere tre scuole che suggeriscono limpiego:

La scuola normativa La scuola oggettivistica La scuola soggettivistica

LA SCUOLA NORMATIVA
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Trova la sua ispirazione nella necessit di fondare una conoscenza votata allazione. I pubblici amministratori hanno lesigenza di penetrare conoscitivamente il sistema sociale allo scopo di ravvisare i modi di operare su di esso per indirizzarlo nella direzione desiderata. Gli indicatori hanno lo scopo di:

Fissare scopi e priorit della politica sociale Costruire una contabilit sociale Valutare lefficacia dei programmi pubblici Razionalizzare la politica sociale

LA SCUOLA OGGETTIVISTICA In contrapposizione con la scuola normativa. Sollecita uno sforzo degli scienziati sociali non solo rivolto alla pure costruzione di statistiche ed indicatori sociali ma pure, esteso alladattamento di tali statistiche in modelli di istituzioni e processi sociali e allo sviluppo di uno schema logico di riferimento per collegare le scelte politiche delle agenzie pubbliche e gli indicatori sociali. LA SCUOLA SOGGETTIVISTICA una posizione intermedia tra le prime due scuole. Emerge il bisogno di valutare la condizione delluomo non solo rappresentata da circostanze oggettive quali la salute, labitazione, listruzione,ecc.. ma soprattutto, dalle esperienze che lindividuo fa durante la sua esistenza. Oggetto delle ricerca non considerato pi il sociale in generale, ma lindividuo. Indicatori sociali divengono i sentimenti, le emozioni, i desideri, le aspirazioni FINALIT DEGLI INDICATORI Gli indicatori sociali prefiggono essenzialmente due finalit:
1. Essere di supporto alla programmazione degli interventi in campo sociale 2. Consentire il controllo del sistema sociale tramite segnali rapidi di allarme

La realizzazione di queste finalit si esplica attraverso:


a) La misure dei mutamenti sociali b) La conoscenza delle relazioni esistenti nel sistema sociale 4

c) La messa in evidenza dei problemi pi importanti in modo che i decisori politici, sociali,

ecc.. possano scegliere gli obiettivi di politica sociale LE VARIE TIPOLOGIE DI INDICATORI
1) Indicatori in base allorigine dellinformazione (indicatori oggettivi, indicatori soggettivi) 2) Indicatori in base agli scopi di utilizzo (indicatori descrittivi, indicatori esplicativi,

indicatori normativi, indicatori predittivi)


3) Indicatori semplici e composti 4) Indicatori costitutivi e indicatori concomitanti

INDICATORI IN BASE ALLORIGINE DELLINFORMAZIONE Indicatori oggettivi: quelli costruiti con dati statici relativi ad eventi direttamente rilevabili, che hanno esistenza reale e concreta e sono, perci, suscettibili di un controllo diretto di veridicit Indicatori soggettivi: quelli costruiti tramite le esternazioni di opinioni, giudizi, credenze, sentimenti,ecc.. che costituiscono linsieme in relazione a se stessi, al gruppo, alle istituzioni. INDICATORI IN BASE AGLI SCOPI DI UTILIZZO Indicatori descrittivi: sono quelli costituiti per rendere esplicito lo stato dei fenomeni sociali. Essi non presuppongono un quadro teorico di concettuale a cui fare riferimento, perch la loro unica finalit di natura ricognitiva Indicatori esplicativi: sono quelli utilizzati per interpretare la realt sociale in conformit ad uno schema concettuale di riferimento che consente di stabilire delle concatenazioni di tipo associativo o causale Indicatori normativi: sono orientati sui problemi da risolvere e sono utili come guida ad interventi programmati. Sono costituiti da rapporti di frequenza ai quali si assegna valore di norma rispetto ai quali si potrebbe valutare se una determinata situazione da considerarsi positiva o negativa Indicatori predittivi: forniscono lindicazione della tendenza evolutiva del fenomeno in esame. Sono molto sensibili ai mutamenti sociali, possono essere usati come segnali rapidi di allarme aventi per scopo un controllo permanente del sistema sociale

INDICATORI SEMPLICI E COMPOSTI Semplici: se riferiti a fenomeni singoli ovvero alle dimensioni immediatamente quantificabili in cui si scomposto il fenomeno sociale complesso Composti: se ottenuti a seguito di aggregazione e ponderazione di quelli semplici che sono alla base della misura dei fenomeni complessi

INDICATORI COSTITUTIVI E CONCOMITANTI Costitutivo: quando un fenomeno complesso scindibile nelle dimensioni che lo costituiscono, gli indicatori di tali fenomeni elementari vengono definiti costitutivi Concomitante: quando esiste una relazione di dipendenza fra due indicatori oppure quando due indicatori misurano fenomeni conseguenti ad una causa comune

LA SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI Il problema della sintesi di indicatori sociali si compone di due aspetti:
1. Lindividuazione del procedimento di sintesi che utile adottare per ridurre la molteplicit

degli indicatori
2. La scelta del possibile criterio di ponderazione da attribuirsi ai singoli indicatori elementari

cos da tener conto della loro diversa importanza nel descrivere il fenomeno Una prima decisione nellambito della scelta del procedimento di sintesi da adottare, riguarda la scelta fra un unico indicatore sintetico quale unitaria valutazione del fenomeno o pi indicatori a causa della multidimensionalit del fenomeno considerato. Una seconda decisione riguarda la scelta della funzione tramite la quale si totalizzano gli indicatori elementari. Si possono utilizzare funzioni lineari (pi semplici) oppure funzioni non lineari o funzioni lineari segmentate. Il secondo ordine di problemi, limpiego o meno di un procedimento di ponderazione, molto complesso, in quanto leventuale selezione di un sistema di pesi con cui ponderare i singoli

indicatori elementari in funzione della loro diversa importanza nellesprimere il fenomeno considerato, implica necessariamente lintroduzione di una ulteriore componente soggettiva che pu incidere sensibilmente a condizionare i risultati finali dellindagine. Per queste ragioni molti sono stati i tentativi di sintesi di indicatori sociali privi di qualsiasi criterio di ponderazione. La sintesi degli indicatori elementari si suddivide in due approcci:
1. Approccio ordinale 2. Approccio cardinale

LA SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI CON LAPPROCCIO ORDINALE Questi metodi di sintesi consistono nellordinare dapprima le unit statistiche in graduatorie rispetto ai singoli indicatori e nel sostituire il valore assunto dallindicatore con il numero dordine o rango con cui lunit si colloca nella corrispondente graduatoria, tenendo presente che laddove due o pi unit assumono lo stesso valore rispetto ad un dato indicatore ad esse si attribuir il rango medio (ad esempio se dopo la sesta unit ve ne sono due uguali che occupano il settimo e ottavo posto in graduatoria, ad entrambe sar attribuito rango 7.5). Prima di graduare le singole unit statistiche che si dovr accertare la direzione verso cui si muovono gli indicatori rispetto al fenomeno che essi misurano. conveniente che le graduatorie relative a ciascun indicatore siano tutte crescenti o tutte decrescenti, occorrer, dunque, stabilire se lindicatore debba considerarsi di tipo crescente o positivo oppure di tipo decrescente o negativo. Allo scopo di attribuire a tutti gli indicatori elementari il medesimo verso occorrer ribaltare quelli relativi ad indicatori di segno diverso facendone il complemento rispetto allunit di riferimento (ad. Esempio essendo 8.2 il tasso di mortalit rispetto ad un campione di 1000 osservazioni, per trasformare questo indice in positivo occorre fare 1000-8.2=991.8). Per effettuare la sintesi degli indicatori sociali con lapproccio ordinale ci si serve solitamente di due tecniche:
1. Il metodo della somma dei ranghi 2. Il metodo del calcolo della media

Il 1 prevede che per effettuare una sintesi delle graduatorie relative ai diversi indicatori elementari si sommino, per ogni unit statistica, i valori corrispondenti al rango ottenuto da ciascun indicatore:
1 si = g ij per ogni i = 1, 2, , n j=1 m

Tale indicatore varia tra m ed m x n, cio: m1 s mn Per ottenere un indicatore che vari tra 0 e 1 si pu ricorrere alla seguente formula: s= s im s imin s i = mnm max s imin s i

1 i

Il secondo metodo il calcolo della media aritmetica degli stessi ranghi associati a ciascuna unit statistica. In questo caso il valore dellindicatore si ottiene dividendo per m quello fornito dalla formula 3.

LA SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI CON LAPPROCCIO CARDINALE Operando secondo lapproccio ordinale si ottiene ununica graduatoria delle unit statistiche, espressa mediante una scala di tipo ordinale, che non consente di valutare in alcun modo le distanze che separano ogni unit dallaltra. Se si vuole studiare se il fenomeno in esame aumentato o diminuito, ma anche di quanto esso sia aumentato o diminuito dovremmo passare ad adottare metodi di sintesi effettuati con lapproccio cardinale. Esistono due problemi che vanno preventivamente risolti prima di utilizzare i metodi cardinali:
1. Trasformare gli indicatori elementari in modo che si muovano tutti nella stessa direzione 2. Trasformare i diversi indicatori elementari in modo che gli indicatori trasformati si possano

comparare Il primo problema stato discusso precedentemente. Per quanto riguarda il secondo, una possibile soluzione consiste nelleliminazione dellunit di misura mediante la riduzione degli indicatori

elementari a numeri puri. La trasformazione in numeri puri degli indicatori elementari avviene secondo uno dei seguenti criteri:

Trasformazioni in numeri indici Trasformazioni mediante relativizzazione col campo di variazione Trasformazione mediante standardizzazione degli indicatori Trasformazione degli indicatori elementari in percentuali

SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI MEDIANTE MEDIA ARITMETICA DEI VALORI TRASFORMATI IN NUMERI INDICI Questo metodo consiste nel calcolare il rapporto tra il dato empirico registrato ed un valore fisso appartenente alla stessa distribuzione, in genere rappresentato dalla media dei valori assunti dallo stesso indicatore: I ij = xij x 0j

con i = 1, 2, , n; j = 1, 2, , m;

Dove

x0j rappresenta la

media aritmetica dei valori relativi allindicatore j-mo registrati fra le n

unit statistiche. Trasformati gli indicatori elementari in numeri indici si potr operare la loro media aritmetica semplice ed ottenere cos lindicatore sintetico:

I ij
2 i

s=

per ogni i = 1, 2, , n

Una variante del processo consiste nellapplicazione della media geometrica, soprattutto in virt delle numerose propriet di cui essa gode, in particolare per la sua propriet di reversibilit. La trasformazione in numeri indici consente di liberare gli indicatori dal vincolo dellunit di misura, ma non dalla loro variabilit.

SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI MEDIANTE MEDIA ARITMETICA DEI VALORI RELATIVIZZATI COL CAMPO DI VARIAZIONE Per applicazione di questo metodo di trasformazione, si procede dapprima con il riproporzionare lindicatore elementare lindicatore elementare in modo che oscilli tra il valore pi basso assunto dallindicatore posto uguale a 0, e quello pi alto che si pone uguale a 100. In formule tale trasformazione pu essere cos espressa: x ij = x ij min x ij 100 Max x ij min x ij

Per mezzo di tale trasformazione gli indicatori vengono svincolati dalla unit di misura e dalla variabilit, visto che vengono relativizzati con il campo di variazione. Ci consentir di far variare gli indicatori trasformati tutti entro la medesima scala da 0 a 100 facilitandone le valutazioni comparabili. Con questo metodo non sar necessario loperazione di riduzione allo stesso segno delle serie di indicatori elementari. Ciascuna componente del vettore degli indicatori sintetici si otterr come media aritmetica semplice, in assenza di un alternativo sistema di pesi di ponderazione dei valori proporzionati xij:

4 i

s = j=1 m

xij

I limiti allutilizzo di questo metodo sono legati alluso del campo di variazione, come misura della variabilit della distribuzione degli indicatori elementari che dipendendo dai soli valori estremi della distribuzione risente di eventuali situazioni abnormi.

SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI MEDIANTE MEDIA ARITMETICA DEI VALORI TRASFORMATI IN SCARTI STANDARDIZZATI Usando la trasformazione: z ij = x ij x 0j j

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Gli indicatori vengono espressi in scarti standardizzati, cio, in scarti dalla loro media relativizzati allo scostamento quadratico medio:

xoj

j=

x ij x 0j
i =1

Cos facendo si passer a considerare anzich la matrice degli indicatori, la matrice dei valori standardizzati Z ancora di dimensioni n x m. z 11 z 12 ... z 1j ... z 1m z nm= z 21 z 22 ... z 2j ... z 2m ... ...... ...... ...... z n1 z n2 ... z nj ... z nm

Lindicatore sintetico associato alla unit statistica i-ma fornito dalla media degli elementi posti nella riga i-ma della matrice degli scarti standardizzati Znm:

5 i

s = j=1 m

z ij

Questo metodo il pi utilizzato nei casi di sintesi di indicatori sociali. opportuno ricordare che la trasformazione in numeri puri non garantisce la comparabilit logica fra gli indicatori.

SINTESI DEGLI INDICATORI ELEMENTARI MEDIANTE SOMMA DEI VALORI TRASFORMATI IN PERCENTUALI Per eliminare le differenze dimensionali tra gli indicatori elementari e ridurli ad entit adimensionali, appare ugualmente efficace la trasformazione dei valori relativi a ciascun indicatore in valori percentuali. Calcolate, per ogni indicatore, le percentuali che competono a ciascuna unit, si potr procedere alla determinazione dellindicatore sintetico, sommando le percentuali relative ad s = pij
j=1 m

ogni unit statistica:

6 i

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