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SETTEMBRE 2011 - RIvISTA N 3 - ANNo I - CoPIA A DISTRIBuzIoNE gRATuITA

DIABETE MELLITO: DEFINIZIONE, SINTOMATOLOGIA, CLASSIFICAZIONE E COMPLICANZE 6

NON PERDIAMOCI LA VISTA !

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NAPOLI, PRESENTATA LA CARTA DEI DIRITTI DEL BAMBINO NATO PREMATURO


21 1 IL MENSILE CHE PARLA DI SALUTE

Potrebbe essere un problema di postura?


CEFALEE DOLORI CERVICALI

DISCOPATIE

DOLORI LOMBARI

SCIATALGIE

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La Sanit delle tre E: economica, efficiente, efficace


Quando si analizzano le azioni e gli interventi di una Pubblica amministrazione si fa sempre riferimento, tra gli esperti, al concetto delle tre E: una buona istituzione pubblica, che si comporta come un buon padre di famiglia, dicono gli analisti, deve in estrema sintesi essere Economica nei costi che sostiene, Efficace nei servizi che eroga, Efficiente nellazione amministrativa che svolge. Proprio queste tre E, oggi pi che mai, sono la medicina necessaria per curare la malconcia sanit pubblica in Campania: ASL, ospedali, strutture di distretto, dipartimenti e reparti sono oggi i grandi malati ed il loro destino passa necessariamente da una rigorosa azione di risanamento e di rilancio che deve portare a fare delleconomicit, dellefficienza e dellefficacia la loro caratteristica principale e non certo un sogno irrealizzabile. Abbiamo come SANITALK puntato fin dalla nostra nascita sulla scoperta e la valorizzazione delle eccellenze che ci sono tra medici, operatori e strutture sanitarie del nostro territorio: ci per non significa perdere di vista i limiti e le inadeguatezze che cittadini e pazienti ogni giorno incontrano per curarsi ed avere assistenza. Oggi la sanit una competenza soprattutto delle regioni: il buon lavoro di unamministrazione regionale lo si giudica per gran parte dalla governance della sanit. La giunta guidata da Stefano Caldoro ha marcato alcune differenze rispetto ai propri predecessori, ma si ha la sensazione che manchi ancora un cambio sostanziale nella gestione complessiva del sistema sanitario. Rigore finanziario, trasparenza amministrativa, servizi adeguati agli standard europei sono tutte caratteristiche che la nostra Sanit deve assumere per ottenere le tre E. Per farlo occorre un significativo cambio di marcia che metta da parte problematiche e disservizi del comparto pi importante per la vita di tutti noi. SANITALK sar attenta nel segnalare ai propri lettori i tanti casi positivi che ci sono nella sanit campana, ma al tempo sar vigile ed inflessibile nellanalisi della gestione del sistema sanitario. Se non si cambia davvero lassistenza peggiorer ed a pagarne le conseguenze saranno pazienti, medici, operatori e cittadini. Tutti quindi hanno lobbligo morale ed istituzionale di fare in modo che ci non accada.

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IN QUATTRO ANNI 17MILA MEDICI LASCERANNO IL SERVIZIO Alcune proposte concrete per sopperire al gap negativo
Giuseppe Matarazzo
Direttore Sanitario Ospedale San Giovanni Bosco Il Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 elaborato dal Ministero della Salute calcola che circa 17mila medici lasceranno il servizio sanitario nazionale entro il 2015, determinando un saldo negativo tra pensionamenti e nuovi ingressi che creer una notevole carenza di figure professionali. La questione non nuova, perch gi a partire dai primi anni 90 con lintroduzione del numero chiuso per laccesso alla facolt di Medicina e Chirurgia e al corso di laurea in Scienze Infermieristiche, la riduzione delle figure professionali si fatta particolarmente evidente. Ma la sensazione che in Italia si sia passati da una esagerazione allaltra, senza finora trovare ancora un punto di equilibrio. Negli anni 80 si era assistito infatti alla cosiddetta pletora medica, quando i laureati in Medicina e i diplomati in Scienze Infermieristiche erano migliaia allanno. A quei tempi questi professionisti, prima di ambire ad un posto di lavoro stabile, si dovevano accontentare di periodi particolarmente lunghi di disoccupazione, di attivit precaria e di vera e propria sottoccupazione. Successivamente, con lintroduzione del numero chiuso per laccesso alle universit, la pletora si gradualmente riassorbita, permettendo ai laureati una pi facile occupazione, ma il processo si esteso fino a determinare, ai giorni nostri, una mancanza di specialisti in alcune discipline, come lanestesia, la radiologia, la pediatria. Adesso che ampiamente certificata la carenza dei medici e degli infermieri, anche per i prossimi anni, prima di auspicare che tali figure professionali possano essere introdotte da altri paesi nel nostro contesto lavorativo, si dovrebbe dare una risposta fattiva ai nostri giovani, che a migliaia chiedono ogni anno di potersi iscrivere alluniversit. Assorbita infatti la pletora medica, e accertato che in alcune discipline vi gi oggi carenza di specialisti, si deve ricorrere a dei correttivi nella programmazione ministeriale. Non bisogna far altro che proporre un aumento dei posti per liscrizione alla Facolt di Medicina e Chirurgia e conseguentemente alle scuole di specializzazione nelle discipline pi carenti, confidando nella certezza di un posto di lavoro sicuro nel settore della sanit, alla ricerca di un adeguato equilibrio fra chi esce dal mondo del lavoro (per raggiunti limiti di et), e chi chiede, avendone i requisiti, di entrarvi con un adeguato turn-over e ricambio generazionale. Questo semplice modello va immediatamente adottato, a meno che non si voglia pervenire ad una diversa organizzazione dellassistenza sanitaria, che definisca una diversa percentuale di impiego tra medici, infermieri ed operatori sociosanitari. Ma questo un altro discorso, che andr comunque affrontato nei prossimi anni, al fine di governare il cambiamento.

DIABETE MELLITO: DEFINIZIONE, SINTOMATOLOGIA, CLASSIFICAZIONE E COMPLICANZE Descrizione di una patologia sempre pi diffusa nellItalia del Sud
Dott. Gerardo Corigliano
Direttore Sanitario Centro Antidiabete AID Napoli e Presidente ANIAD

La malattia come primo impatto sociale determina linterruzione del lavoro, sia esso direttamente produttivo o domestico di sussistenza, ed a sua volta lospedalizzazione del paziente interrompe il lavoro e lintero ciclo ordinario di vita. Lospedale quindi va visto in rete e non avulso dalla vita quotidiana. Quindi la sua stessa struttura organizzativa, interumana, spaziale, deve consentire a chi vi lavora ed ai pazienti, di riprodurre al meglio abitudini e ritmi della vita di tutti i giorni. Questa sfida delluomo e della medicina presente fin dal 1964, quando il progetto-modello di Le Corbusier intrecciava saldamente lospedale con la citt, ed il paziente con ledificio sanitario, cercando di conservare una continuit spaziale, cos come il progetto ospedale-modello di Renzo Piano ha introdotto, nel 2000, il concetto di minimizzare la permanenza del paziente in ospedale e di introdurlo subito nella rete dei servizi territoriali. Rivolgendo la propria attenzione ai dipartimenti dellimaging, ai blocchi operatori, alle terapie intensive, da subito ci si rende conto che i settori ospedalieri presentano oggigiorno unelevata concentrazione di tecnologia e continua evoluzione; pertanto, le modalit di realizzazione devono contare su notevoli capacit organizzative e manageriali, su un alto livello professionale, nonch su un elevato numero di mezzi ed attrezzature di avanguardia. Il tutto va in stretta sinergia col pensiero architettonico ed ingegneristico delledificio, che pu permettere la realizzazione di un manufatto pi adatto alle effettive esigenze dei soggetti coinvolti, e col concetto di paziente al centro del sistema. Oggi, le fasi di realizzazione di un progetto, sia esso di edilizia ospedaliera o pi in generale di edilizia sanitaria, richiedono anche luso di impianti meccanici, elettrici e speciali, e capacit multidisciplinari per la loro gestione: dallo studio di fattibilit alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, allapprovvigionamento di tutti i materiali, alla costruzione delle opere civili, alla progettazione e dotazione delle componenti tecnologiche delledificio. Nello sviluppo di tali progetti

necessario porre attenzione al rispetto ed alla salvaguardia dellambiente, offrendo soluzioni che limitino limpatto ambientale delle opere e che ottimizzino i consumi energetici, anche attraverso proposte innovative quali la cogenerazione e luso delle energie rinnovabili. Sono necessarie competenze personalizzate per la definizione, progettazione, realizzazione e finanziamento di interventi complessi e vi bisogno di servizi di consulenza integrata. Inoltre necessaria ladozione di un sistema di gestione integrato tra qualit, ambiente e sicurezza, orientato al miglioramento continuo delle performance. Inoltre, per tutelare la salvaguardia e la tutela delle strutture sanitarie occorre: migliorare la sicurezza degli impianti con analisi e adeguamento dei loro aspetti strutturali definire il loro modo di impiego ottimale nelle normali condizioni desercizio e in quelle di pericolo e demergenza mettere a punto programmi di verifica periodica e di manutenzione programmata migliorare le capacit di gestire le situazioni di emergenza, a partire dalla loro analitica identificazione e con lelaborare di piani credibili per ogni tipo di contesto realizzare misure strutturali e organizzative capaci di assicurare, al bisogno, lefficacia di tali piani definire gli standard del sistema aziendale di sicurezza tarandolo sulle specifiche esigenze delle strutture di ricovero e cura La Regione Campania, fin dal dicembre 2001, nellottica dellattuazione del federalismo ha definito i requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi minimi per lautorizzazione alla realizzazione e dellesercizio delle attivit sanitarie e/o socio sanitarie delle strutture pubbliche e perivate. Daltra parte, laspetto legato alla qualit del servizio erogato dalle strutture sanitarie trattato frequentemente, motivo per cui anche laspetto strettamente gestionale ormai soggetto a continue riconsiderazioni e modifiche. La programmazione in tal senso condizione indispensabile per creare ed avere strutture efficienti e capaci di offrire migliore assistenza sanitaria. Ed in questottica le risorse finanziarie ed i fondi ex art. 20 Legge n67/88 (Edilizia Ospedaliera) possono essere il carburante per ladeguamento delle strutture sanitarie regionali, operazione gi avviata con le prime due fasi di questo programma contributivo.

FINANZIARIA, LO SBLOCCO DEL TURN OVER RENDE POSSIBILI NUOVE ASSUNZIONI Lemendamento stato inserito nella manovra approvata dal governo a settembre
La manovra finanziaria approvata nelle scorse settimane contiene unimportante novit per la sanit in Campania. Grazie ad un emendamento approvato in commissione e poi fatto proprio dal governo, ci sar la possibilit di autorizzare assunzioni di personale nel limite del 10% dei medici e degli infermieri che hanno terminato il lavoro nellanno precedente. Questo consente lo sblocco del turn over, rimasto finora fermo per le restrizioni causate dallo sforamento dei conti sanitari, oltre che a causa del Piano di rientro dal disavanzo a cui la Campania sottoposta. La nuova norma approvata dal governo prevede la deroga allo stop delle nuove assunzioni in relazione al personale (medici e infermieri) posto in quiescenza, o che ha lasciato lamministrazione. Lapplicabilit della deroga dovr ora essere verificata in virt di alcune condizioni che saranno oggetto della valutazione del Comitato permanente per la verifica dellerogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali. I tecnici sostengono che non sar facile dare concreta esecuzione allo sblocco.

Dal mondo politico ed istituzionale i commenti sono invece positivi, anche se improntati alla cautela. Nei prossimi mesi ci sar la possibilit di assumere personale giovane medico e non medico, ha detto subito il Governatore della Campania Stefano Caldoro, che anche Commissario alla Sanit. Lassunzione di nuovo personale ha poi aggiunto il Presidente - sar a parit di costi perch al momento lorganico talmente sottodimensionato che si paga di pi per straordinari e spese aggiuntive. Noi siamo in piano di rientro e la nostra performance stata della riduzione di quasi la met del deficit. Un merito, questo, che ci stato riconosciuto a livello nazionale.

NON PERDIAMOCI LA VISTA ! Rischi ed opportunit nelluso delle lenti a contatto

Francesca Mari
Pratiche, comode e totalmente invisibili. Una vera rivoluzione nel campo oculistico, le lenti a contatto ovviano a tutti i piccoli fastidi causati dai tradizionali occhiali. Per miopi, ipermetropi e astigmatici stanchi di portare sul naso il classico aggeggio a due lenti e stecchette, sebbene oggi se ne trovino in commercio di tutti i tipi e sempre pi a passo con la moda, le lenti a contatto rappresentano una grande soluzione. Giornaliere, settimanali o mensili, morbide o dure: i piccoli dispositivi medici in materiale plastico si adattano, generalmente, ad ogni tipo di occhio e di patologia. In pi, per chi ha voglia di cambiare colore delliride esistono anche quelle colorate, disponibili in decine di tonalit, ma adoperabili a scopo meramente estetico e non curativo o correttivo della vista. Trattandosi, per, comunque di protesi che si inseriscono nel tessuto lacrimale, turbando la lacrimazione, sono molti i rischi cui si pu andare incontro, perfino la perdita della vista. Per cui consigliabile principalmente essere seguiti da uno specialista, avere una cura maniacale nella manutenzione e pulizia delle lenti e rivolgersi immediatamente al proprio oculista al primo fastidio che si avverte indossando le lentine.
Ripercorriamo, insieme al dottor Vincenzo Sorrentino, oculista e chirurgo al Policlinico di Napoli, la storia e levoluzione di queste lenti, per poi esaminarne i vari tipi, i consigli per la manutenzione, i vantaggi e i rischi connessi al loro uso. La nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da Vinci, che nel 1508 verific che immergendo locchio in una sfera contenente acqua, esisteva un continuo ottico fra la superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della cornea. Quelle modernamente intese risalgono agli inizi del 900, grazie alle scoperte di A.E. Fick, E. Kalt, A.E. Muller, rispettivamente in Svizzera, Francia e Germania. Queste lenti erano in materiale vetroso, ad appoggio sulla sclera, di grande diametro e mal sopportate fisiologicamente. Le prime lenti in materiale plastico si devono a due ricercatori americani, Dallos e Fleinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati, diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto corneali rigide nascono nel 1950, aventi diametro inferiore a quello corneale, progettate da Bier. Agli inizi degli anni 60 due ricercatori cecoslovacchi, Lim e Wichterle progettarono le prime lenti a contatto in idrogel, le morbide. Alla fine degli anni 60 iniziarono anche ad essere utilizzate le prime lenti rigide ortocheratologiche e allo scopo di ridurre la miopia: dopo la loro rimozione venivano progettate e applicate durante il giorno con lo scopo di modificare il profilo corneale. Le lenti per ortocheratologia nel 2002 hanno ricevuto lapprovazione Food and Drug Administration per la correzione della miopia fino a 6 diottrie con massimo di 1.75 di astigmatismo. Lenti a contatto rigide o polimeri vetrosi Le lenti a contatto rigide vengono costruite sia con materiale non permeabile allossigeno che con materiali permeabili. Il materiale utilizzato il PMMA (polimetilmetacrilato) ed non permeabile. Si ottiene dallesterificazione dellacido metacrilico con lalcool metilico. Quelle rigide gas-permeabili sono conosciute commercialmente come semi-rigide.

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Lenti a contatto morbide o polimeri gommosi Le lenti a contatto morbide sono costruite con polimeri aventi la caratteristica fisica della morbidezza. Sono distinti principalmente in materiali idrofili e non idrofili. Le prime, lenti al silicone, presentano un alto valore di permeabilit allossigeno, ma sono essenzialmente idrofobiche. Per ridurre questa caratteristica deleteria nellapplicazione corneale si arrivati ad aggiungere HEMA (Idrossimetilmetacrilato), con risultati non pienamente soddisfacenti. Le seconde, commercialmente le pi diffuse, sono costituite da polimeri ad alta idrofilia, legate con quantit variabili di acqua. La capacit di trasmettere ossigeno da questo tipo di lenti dipende fondamentalmente dal suo livello di idratazione. La trasmissibilit comunque modesta, poich lo spessore di queste lenti influisce negativamente verso lapporto di ossigeno allepitelio corneale. Pulizia e manutenzione Lazione di pulizia essenziale per la rimozione dalla superficie della lente di muco e cosmetici, e precede lazione disinfettante della stessa. La presenza di questi composti diminuisce leffetto di disinfezione effettuato posteriormente, diminuisce la bagnabilit del materiale ed il comfort dutilizzo. Lazione di disinfezione ha come scopo principale il prevenire uno stato patologico iniziale proveniente da un agente eziologico presente sulla superficie della lente a contatto. Le soluzioni utilizzate per la disinfezione sono composte da uno o pi antisettici, quali il benzalconio, il thimerosal e la clorexidina, e da un chelante, quale lEDTA. Lazione di risciacquo ha la funzione di eliminare gli scarti provenienti dallazione di disinfezione, mantenere la bagnabilit della superficie e svolgere ruolo di tampone, ovvero di mantenere il livello del PH su valori neutri o lievemente basici. Vanno utilizzati solamente i liquidi appositi: le lenti a contatto non vanno mai risciacquate sotto lacqua corrente, che pu invece provocare gravi infezioni oculari (causate, ad esempio, da una patologia come la cheratite). Lazione di lubrificazione necessaria per mantenere lidrofilia del materiale, essenzialmente idrofobo. Lazione di ricopertura del film lacrimale protegge inoltre la superficie della lente durante lapplicazione, prevenendo la trasmissione dalle dita di depositi sebacei. Rischi e consigli per luso Un uso sconsiderato delle lenti a contatto, una cattiva manutenzione, uninsufficiente pulizia possono arrecare alla vista gravi problemi, dalla congiuntivite alla cheratite fino alla perdita della vista. E in generale il cattivo uso che si fa delle lenti morbide a provocare disturbi visivi. A lanciare lallarme la Societ Italiana Trapianto di Cornea (Sitrac), riunitasi di recente a Roma per discutere riguardo allaumento di infezioni e lacerazioni della cornea che portano alla cecit. I dati sono pi che preoccupanti, sconcertanti: ogni giorno un italiano perde la vista a causa delle lenti a contatto, soprattutto tra gli adolescenti. Tra le cause pi comuni di infezioni da lenti a contatto c sicuramente la mancanza di igiene, luso improprio anche per chi non ha problemi di vista ma vuole gli occhi di un altro colore per seguire la moda, lo scambio di lenti usate. Per questo motivo sono le lenti morbide, mensili o settimanali, le principali indiziate. Per evitare problemi necessaria unaccurata e scrupolosa igiene quotidiana delle lenti, cos come riportato sulle istruzioni (spesso sottovalutate e ignorate); evitare di indossare lenti se non si hanno disturbi visivi da correggere; utilizzare liquidi per la pulizia non scaduti; cambiare il contenitore delle lenti ogni 3-6 mesi circa affinch non si tramuti in uno scrigno di batteri; non scambiarsi assolutamente lenti cosmetiche. Inoltre, al primo sintomo di fastidio e irritazione le lenti a contatto vanno tolte. Putroppo alcol e fumo contribuiscono ad attenuare la percezione fisica del fastidio, e cos nei locali notturni dove le lenti cosmetiche alla moda vengono pi indossate, il rischio di subire un danno permanente alla vista molto alto.

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DALLE FORME DI FINANZIAMENTO REGIONALE AL CAMBIAMENTO CULTURALE


Alfonso Longobardi
Economista Presidente del Consorzio Sanit - Manager Aziende Sanitarie
Ogni regione decide autonomamente quale modello adottare per la gestione della sanit, secondo le esigenze del proprio territorio, in funzione dellofferta di assistenza sanitaria da garantire ai propri residenti. I principali modelli adottati dalle regioni comprendono la centralit prevalente, lautonomia gestionale delle ASL, il sistema di committenza, o una combinazione tra essi. La Campania adotta un sistema a centralit regionale, con moderata autonomia delle aziende sanitarie locali dislocate sul territorio e con una forte partecipazione della Regione stessa in fase di programmazione e predisposizione delle principali attivit gestionali. Tutto ci dovrebbe avvenire nel rispetto delle risorse economiche provenienti dalle finanze regionali, o dagli stanziamenti aggiuntivi dello Stato che avvengono attraverso fondi ministeriali, tramite la Conferenza Stato-Regioni, o per mezzo del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Questi finanziamenti vengono generalmente assegnati per sostenere ledilizia sanitaria, per progetti legati allinnovazione tecnologica e ad attivit di prevenzione sul territorio, o semplicemente per aiutare le regioni a ripianare i deficit accumulati. In realt, in seguito alla modifica del titolo V della Costituzione, le regioni dovrebbero avere una propria autonomia finanziaria e gestionale nel controllo del sistema sanitario. Ma la riforma ancora lontana dallessere compiuta, se vero che ancora oggi il finanziamento regionale stabilito a livello centrale (finanziamento dello Stato), attraverso il sistema della assegnazione della cosiddetta quota capitaria. Questo modello prevede lerogazione, per ogni regione, di un somma di denaro per ogni cittadino residente, ponderata sulla base di alcuni indicatori specifici: let media della popolazione, la conformazione geomorfologia del territorio, i fattori epidemiologici, lindice di mortalit. Ad oggi, la quota capitaria assegnata alla Campania tra le minori dItalia, perch la nostra regione presenta unet media dei residenti particolarmente bassa, ed proprio questo parametro che determina livelli di finanziamento meno elevati rispetto alla media nazionale. Ma questo di certo non pu essere un alibi. Indipendentemente dallentit del finanziamento ricevuto, ogni regione deve predisporre la migliore assistenza possibile, e ci pu avvenire unicamente ponendo il paziente al centro della programmazione sanitaria. Solo attraverso un cambiamento culturale sar possibile raggiungere tale obiettivo, e tra i passi pi importanti in questa direzione c senza dubbio lintegrazione tra i diversi livelli di assistenza.

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LA SINCOPE NEUROMEDIATA VASOVAGALE


Alfonso Panella Specialista in Cardiologia ed elettrofisiologia, Consulente aritmologo Deta Medical

La sincope (dal greco syn koptein, che significa tagliare insieme o pi esattamente interrompere) definita come una transitoria perdita della coscienza a risoluzione spontanea, con incapacit di mantenere il tono posturale (svenimento), dovuta a un transitorio e reversibile ipoafflusso ematico cerebrale. La presincope, o lipotimia, la condizione nella quale il paziente avverte lincombenza di una perdita di coscienza. La sincope un problema comune nelle strutture sanitarie. Einfatti la causa del 3-5% delle visite in Pronto Soccorso e dell1-3% dei ricoveri ospedalieri, ed in 1 caso su 5 non si riesce a diagnosticare la sua causa. La sincope pu causare trauma al soggetto che ne viene colpito o ad altri, come ad esempio pu accadere quando il soggetto stesso alla guida. Morbilit maggiori, quali fratture e traumi da incidenti stradali, si verificano nel 6% dei casi, mentre traumi minori come ferite e contusioni, rappresentano il 29% della casistica. Non vi sono invece dati sul rischio di traumi verso terzi. La recidiva di sincope associata a fratture e traumi minori, alla comparsa di ansia e depressione, e ad un generale peggioramento della qualit di vita.
Le cause principali di sincope sono: Neuromediate (vasovagale, del seno carotideo, situazionale) Ortostatiche (insufficienza del sistema nervoso autonomo, deplezione di volume) Cardiache da disturbi del ritmo (disfunzione nodo del seno, malattie sistema di conduzione AV, tachicardie parossistiche sopraventricolari e tachicardia ventricolare, sindrome del QT lungo, malfunzionamento di pace maker) Patologia strutturale cardiaca e/o polmonare (valvulopatia, ischemia/infarto acuto, cardiomiopatia ostruttiva, mixoma atriale, dissezione aortica acuta, embolia/ipertensione polmonare) Cerebrovascolare (sindrome da furto della succlavia) La sindrome sincopale riflessa neuromediata causata dallinnescamento di un riflesso che d luogo a vasodilatazione e a bradicardia, sebbene il contributo rispettivo di queste due variabili allipotensione sistemica e allipoperfusione cerebrale possa essere molto variabile. Le sindromi sincopali riflesse neuromediate (sincopi neuromediate) comprendono i seguenti casi: Sincope vasovagale (svenimento comune) Sincope senocarotidea Sincope situazionale Emorragia acuta Tosse, starnuto Stimolazione gastrointestinale (deglutizione, defecazione, dolore viscerale)

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Minzione (postminzionale) Post-esercizio fisico Altre (suonatori di strumenti a fiato, sollevamento pesi, postprandiale) Nevralgia glosso-faringea e trigeminale Liter diagnostico della sincope prevede quattro fasi: valutazione cardiologica mediante una corretta raccolta anamnestica sullinsorgenza, la durata dellepisodio e attraverso lesecuzione di ECG, monitoraggio pressorio, ecocardiogramma ed ECG Holter delle 24 ore; valutazione neurologica attraverso lesecuzione di EEG, RMN e TC cerebrale; valutazione dei parametri metabolici; valutazione psichiatrica. In base ai risultati di questi esami, viene redatta una scala di rischio in termini di mortalit e morbidit del paziente (scala OESYL). Numerosi studi osservazionali, nei quali stata fatta la diagnosi di sincope neuromediata, hanno dimostrato che la mortalit dei pazienti con diagnosi di sincope neuromediata durante il follow-up vicina allo 0%. Nessuno di questi studi ha riportato casi di morte improvvisa. Le sincopi neuromediate vasovagali sono, di solito, associate ad assenza di cardiopatia o neuropatia strutturale in atto, o almeno ad un buon compenso cardio e cerebro-vascolare. Nei pazienti senza il sospetto di malattia cardiaca o neurologica, il tilt test, e nei pi anziani il massaggio senocarotideo, hanno un ruolo importante nel percorso diagnostico della valutazione. Il Tilt test indicato nei seguenti casi: singolo episodio sincopale ad eziologia indeterminata e ad alto rischio (motivi professionali o possibili traumi da caduta) episodi ricorrenti in assenza di cardiopatia cardiopatici con episodi sincopali di natura non cardiaca Il test che esamina la capacit di resistenza ortostatica consiste nel legare il paziente a un apposito lettino inclinabile, in ortostatismo passivo secondo vari protocolli, in genere a 70 per 40 minuti, con monitoraggio continuo della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Le risposte al test (secondo classificazione VASIS) si ordinano nelle seguenti categorie: Tipo 1, mista. La frequenza cardiaca scende al momento della sincope, ma la frequenza ventricolare non scende sotto i 40 bpm oppure scende a meno di 40 bpm per meno di 10 secondi con o senza asistolia di meno di 3 secondi. La pressione cala prima della diminuzione della frequenza cardiaca. Tipo 2A, cardioinibitoria senza asistolia. La frequenza cardiaca diminuisce fino a una frequenza ventricolare inferiore a 40 bpm per pi di 10 secondi, ma non si verifica asistolia maggiore di 3 secondi. La pressione cala prima della diminuzione della frequenza cardiaca. Tipo 2B, cardioinibitoria con asistolia. Si verifica asistolia maggiore di 3 secondi. Il calo pressorio coincide con la diminuzione della frequenza cardiaca o la precede. Tipo 3, vasodepressiva. Al momento della sincope, la frequenza cardiaca non scende pi del 10% rispetto al valore massimo raggiunto. Il massaggio del seno carotideo indicato in pazienti dai 40 anni in su, colpiti da sincope di origine non chiarita dopo anamnesi, EO, ed ECG. Deve essere eseguito in ambiente protetto da personale esperto. Lesame controindicato in pazienti ad alto rischio di ictus per patologia carotidea (in caso di dubbio va eseguito il Doppler dei tronchi sovraortici). Il test considerato positivo se vi riproduzione dei sintomi durante o immediatamente dopo il massaggio in presenza di asistolia >3 secondi e/o riduzione della PAS > 50mmHg. Il trattamento delle sincopi neuromediate tipo 2B o dei pazienti con MSC positivo rappresentato dallimpianto di un pacemaker bicamerale con funzione rate responsive. In caso di sincope neuromediata di tipo 2A sono richiesti per la scelta terapeutica la valutazione dellanamnesi clinica del paziente (numero di episodi e possibili conseguenze in termini di qualit di vita) e un approfondimento diagnostico mediante lesecuzione di uno studio elettrofisiologico endocavitario per verificare la funzionalit del nodo seno-atriale e atrio-ventricolare. In caso di risposta al tilt test VASIS tipo 1 o tipo 3 vengono consigliati manovre antivagali, metodiche di tilt training e monitoraggio cardiologico a 1, 3, 6, 12 mesi.

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LE NUOVE FRONTIERE DELLA LOTTA AI TUMORI Grande successo per il convegno promosso da Sanitalk
Francesca Mari

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Una tavola rotonda dove si concentrata la milieu del panorama sanitario campano, in termini di Lotta ai tumori. Questo il convegno promosso da Sanitalk nel mese di luglio presso la sede del Consorzio Sanit in piazza Spartaco a Castellammare di Stabia. Il dibattito, moderato dal giornalista Nello de Martino, con lintervento di Alfonso Longobardi, Presidente del consorzio, e di Paolo Trapani, Direttore responsabile della rivista, ha visto confrontarsi sul tema luminari della medicina quali: Bruno Amato, professore associato di Chirurgia Generale (dipartimento di Chirurgia Generale, Geriatrica, Oncologica e Tecnologie Avanzate, Universit Federico II); Frank Romeo, genetista Istituto Pascale e ricercatore CROM; Pasquale Oliviero, medico-chirurgo e oncologo, Presidente Associazione Lotta ai Tumori al Seno; Pasquale Ragone, medico di famiglia e Presidente Cooperativa Ippocrate. Non rassicurante il quadro dellincidenza dei tumori in Campania, a causa dellemergenza rifiuti e della scarsit, in campo medico, di un sistema osservazionale e preventivo allavanguardia. Questo il concetto chiave su cui hanno concordato tutti gli specialisti. Il tasso di mortalit per tumori aumentato in Campania del 22% - afferma Bruno Amato - ed un dato legato al problema dei rifiuti. Tra le cause: la presenza di discariche non autorizzate o abusive, linquinamento delle falde acquifere, linquinamento delle coltivazioni e della catena alimentare. La problematica emergente, e un modo per contrastare questo fenomeno implementare gli studi osservazionali e epidemiologici. Scarsa possibilit di prevenzione, quindi, nei presidi ospedalieri della Campania e di conseguenza scoperta del cancro in fase gi avanzata. La ricerca si sta muovendo nel campo dello studio del DNA (attraverso gli studi epidemiologici) come nuova frontiera per contrastare il tumore in tempo, prima del suo insorgere incontrollabile. Il tumore non altro che lalterazione di mutazioni genetiche allinterno di una cellula - spiega Frank Romeo - anche se prodotto da circa 8 mutazioni. La scienza mira allosservazione attraverso la genetica, ma lesame del DNA ancora troppo costoso, anche se dai 316 milioni di dollari che occorrevano nel 2003, oggi il costo di mille dollari. Ci stiamo, perci, battendo, affinch la sanit possa erogare dei kit per fare esami di tipo genetico. Tuttavia, si parla di prospettive ancora lontane, mentre, attualmente soprattutto al Sud c un grande problema di ritardo diagnostico, specialmente per alcune tipologie di tumori. Se nel resto dellItalia su 100 tumori diagnosticati, 70 sono T1 (di primo livello e quindi guaribili) - spiega Pasquale Oliviero - in Campania la tipologia T1 solo il 43%. Una situazione preoccupante, che denota aumento dellincidenza del tumore al seno rispetto al resto del paese, in cui c una diminuzione, mancanza di informazione, di cultura e di innovazione tecnologica. C bisogno di lavorare in rete sul territorio, e di diffondere linformazione, come la cultura dellautopalpazione cominciando dalle scuole. Concordi gli specialisti sullimportanza del medico di base, colui che conosce bene il paziente, e che pu orientarlo verso un percorso diagnostico, eludendo con fiducia ogni timore e scetticismo. In questo si impegna il medico Pasquale Ragone, da anni in prima linea con la Cooperativa Ippocrate.

IL MIO CANCRO: DOPO IL BUIO,LA LUCE una storia di buona sanit raccontata dalla protagonista che ha sconfitto il male del secolo con la prevenzione
Irma Iannece

Quando mi diagnosticarono il cancro era il 1991, avevo appena 29 anni ed ero madre da pochi mesi. Il neo che avevo sulla coscia sinistra sin dalla nascita mutava rapidamente, e lo feci presente al mio medico. Ricordo ancora la sua faccia preoccupata e le parole che pronunci: Irma, questo neo deve essere asportato immediatamente. Allinizio non capii bene cosa intendesse, o forse non volevo capire. Tutti sentiamo parlare del cancro, ma mai nessuno immagina che una cosa del genere possa realmente accaderci. Mi recai quindi allospedale, ancora incosciente della gravit della situazione. Forse gi lo sentivo, ma non volevo pensarci, o forse ero semplicemente convinta che una persona a 29 anni troppo giovane per ammalarsi in modo cos grave. Mi fu asportato un bel pezzo di muscolo, arrivarono fin quasi allosso. Credevo fosse tutto finito, invece era solo linizio. Dopo 15 giorni mi fu comunicata la diagnosi. La mia dottoressa si present a casa mia in un afoso pomeriggio di luglio, intorno alle 14, un orario insolito. Quando aprii la porta e la vidi salire le scale di corsa compresi che cera qualcosa di preoccupante, che non era andato tutto come avevo sperato. Le sue prime parole furono: Irma bisogna partire per Milano. Il mondo mi croll addosso. Tutta la mia esistenza mi croll addosso. Non ero pi capace di pensare n di parlare. Grazie allaiuto dei dottori, dal medico di famiglia al primario del laboratorio di istologia (che mi consegn i vetrini per farli nuovamente analizzare a Milano), riuscii ad ottenere un appuntamento dopo una settimana. Mi recai cos allIstituto dei Tumori di Milano, dal professor Gennari, famoso oncologo. I miei vetrini furono analizzati nei loro laboratori e la diagnosi fu la stessa: melanoma, uno dei tumori pi aggressivi, ancora pi distruttivo a causa della mia giovane et. Da allora inizi il mio calvario, lo stesso di tutti gli ammalati. Bisogna ricordare che erano gli anni 90, e gli strumenti della medicina non erano evoluti come quelli odierni. Tanti furono i viaggi da Eboli a Milano, le file, le attese snervanti, i continui controlli, le analisi di ogni genere. Non potr mai dimenticare le parole del professore dopo aver nuovamente analizzato i vetrini: mi disse che se non avessi operato il neo, la situazione sarebbe subito precipitata. Dopo lintervento attesi cinque anni tra paure, pianti, angosce, nel terrore che il cancro si potesse ripresentare. Ma grazie alla prevenzione, alla velocit con la quale i medici analizzarono la situazione, alla diagnosi precoce, alla tempestivit dellintervento, io oggi sono viva. Dopo 10 anni, indipendentemente dal melanoma, mi sono trovata a combattere con un altro mostro, una cisti ovarica maligna. Anche questa lho scoperta grazie alla prevenzione, con una normale visita di controllo dal mio ginecologo. Ricoverata allIstituto Pascale, sono stata assistita da unequipe splendida, composta da medici disponibili, umani e competenti, e da infermiere straordinarie che si facevano in quattro, in situazioni molto difficili. Fui operata cos per la seconda volta. Anche in quel caso il chirurgo mi conferm che se non me ne fossi accorta in tempo, se avessi aspettato anche solo un altro mese, quella cisti sarebbe potuta diventare incurabile e letale. Questo mio contribuito vuole dimostrare la vitale importanza della prevenzione, e testimoniare quanto una semplice visita o unanalisi possano salvare la vita. Queste sono esperienze devastanti, ma mi hanno temprata. La sofferenza, il camminare ad un passo dalla morte mi ha permesso di migliorarmi, di comprendere meglio me stessa e gli altri, di amare la vita. Se oggi sono qui devo ringraziare la buona sanit, la ricerca, i medici straordinari, la prevenzione, la diagnosi precoce, e sopratutto, qualcuno che lass di certo mi ama.

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IV SANIT e FEDERALISMo:
CoNgRESSo NAZIONALE

futuro delle aree tecniche e rinnovato impegno nelletica


Napoli 29-30 Settembre, 01 Ottobre 2011
Hotel Royal Continental

Il Congresso Nazionale S.I.A.I.S. Sanit e federalismo: futuro delle aree tecniche e rinnovato impegno nelletica si pone lobiettivo di fare il punto sullevoluzione delle principali figure professionali coinvolte nellapplicazione di modelli federali in un settore complesso come quello sanitario. Il federalismo fiscale e i costi standard possono essere uno strumento utile per la diminuzione di sprechi ed errori gestionali di A.S.L. e ospedali meno virtuosi; ed in questo senso risultano ancora pi necessarie una svolta innovativa e una politica di investimenti infrastrutturali efficaci, onde preservare le specificit territoriali e sanitarie da fallimenti e sperequazioni. oggi le dinamiche economiche dettate dalla globalizzazione e dalla crisi in atto hanno delineato nuovi scenari e nuovi problemi da affrontare e risolvere; in cima alle preoccupazioni c limpatto della crisi sulloccupazione, che richiede soluzioni urgenti ed efficaci. Il federalismo fiscale rappresenta unoccasione entro la quale confrontare levoluzione delle professioni e delle organizzazioni che operano in sanit. Lobiettivo centrale di questo Congresso Nazionale S.I.A.I.S. quello dunque di promuovere un confronto in tema di formazione dei Dirigenti Tecnici, formazione dei professionisti sanitari sia tecnici, sia amministrativi sulla base di nuovi strumenti di finanziamento, innovazione e ricerca nella progettazione e gestione delle strutture ospedaliere e sanitarie.

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Il Presidente Ing. Daniela Pedrini

LE EMERGENZE IN MEDICINA IPERBARICA Personale specializzato e strutture moderne per ottenere efficacia ed efficienza
Rosario Marco Infascelli
Le emergenze in medicina subacquea ed iperbarica sono fortunatamente rare, ma per un corretto approccio necessitano di una organizzazione del soccorso basata su precise linee guida e supportata da specialisti. Gli incidenti in mare possono provocare la sindrome da annegamento, mentre nella subacquea le emergenze possono essere ridotte alle patologie da decompressione. Sono inoltre da considerarsi emergenze iperbariche sia le intossicazioni acute da ossido di carbonio che la gangrena gassosa. Nellambito degli incidenti in mare, le sindromi da annegamento trovano una specifica collocazione tra le emergenze, per le quali il primo soccorso deve essere adeguato ed effettuato da personale formato. La rapidit di intervento in questi casi fondamentale, ed fortemente condizionata dallinterazione tra tutti i soggetti che concorrono nel sistema. Nelle aree disagiate, lontane dagli agglomerati urbani, il problema di un soccorso efficace molto sentito. Le strutture e la capacit professionale degli addetti al soccorso sono decisive per un esito positivo. Percorsi di aggiornamento e formazione, adozione di linee guida per lapproccio al paziente sono tra gli obiettivi a cui tendere a medio termine, ma senza le strutture e gli strumenti adatti il personale non potr mai garantire la qualit dellintervento. I dati epidemiologici indicano maggiore difficolt nelloffrire assistenza adeguata alle popolazioni residenti nelle aree disagiate e lontane dalle grandi citt, in particolare nelle isole, quindi le Istituzioni devono varare un piano regionale che con interventi mirati possa ridurre queste difficolt. La procedura di soccorso in caso di incidente in mare comporta tempi di azione ristretti, essendo lefficacia terapeutica proporzionale alla rapidit dellintervento stesso. Spesso le urgenze subacquee ed iperbariche seguono ancora percorsi non appropriati, per linadeguatezza delle strutture di pronto soccorso e il mancato aggiornamento del personale sanitario. Nella subacquea gli incidenti sono causa di sindromi che richiedono pronto intervento mirato con presidi terapeutici fondamentali, come la tempestiva ricompressione in camera iperbarica. In Italia si registrano ogni anno dai 2mila ai 3mila decessi per annegamento, sia accidentale che a scopo suicida, e le statistiche evidenziano come, rispetto ai tempi di permanenza, la presenza delluomo in acqua occupi il primo posto in termini di rischio, superiore addirittura agli incidenti stradali. Le patologie derivanti da incidenti in mare richiedono rapidit e appropriatezza dellintervento in emergenza: questo lunico fattore in grado di salvare il paziente. In tutti i casi, chi pratica il primo intervento deve conoscere le fondamenta della rianimazione cardiopolmonare e saperla applicare, avendo padronanza nelle manovre da compiere in attesa dellintervento. In subacquea, la ricompressione terapeutica (ossia il trattamento in camera iperbarica) resta lunico presidio capace di fornire un adeguato approccio medico. Ma la ricompressione deve essere effettuata da specialisti capaci di fare in primis una corretta diagnosi. In Italia la gestione delle urgenze subacquee , in alcune aree, ancora poco corretta dal primo soccorso fino allarrivo nei centri specializzati. Spesso diagnosi e terapia sono inappropriate per lerrato primo soccorso, linadeguatezza delle strutture, il mancato aggiornamento dei medici. Listituzione, quindi, di centri di coordinamento regionale per tutte le emergenze in mare e per le urgenze iperbariche, permetterebbe lo snellimento dei percorsi e la raccolta di dati con valenza epidemiologica.

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NAPOLI, PRESENTATA LA CARTA DEI DIRITTI DEL BAMBINO NATO PREMATURO Parti precoci: in campania una nuova iniziativa per fronteggiare la problematica
Ogni anno, in Campania, circa 3800 bambini nascono prematuri. Rappresentano il 6,4% circa di tutte le nascite che si registrano sul territorio regionale. un fenomeno, quello della prematurit, che rappresenta la principale causa di mortalit infantile a livello nazionale e non solo. Da qui ne scaturisce un grave allarme sociale, che va gestito con decisione ed urgenza. In Italia, secondo le statistiche ufficiali, ogni anno sono circa 40mila i neonati prematuri, che rappresentano circa il 7% della totalit. Questi numeri esprimono uno scenario complesso, che richiede limpegno costante delle istituzioni e degli operatori sanitari. Per questo motivo a settembre, presso lospedale Monaldi a Napoli, stata presentata la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, un documento che indica proposte specifiche per fronteggiare la prematurit neonatale. Al suo interno si specificano alcune azioni mirate che prevedono la definizione di nuovi strumenti legislativi. Liniziativa ancora pi importante in considerazione di quanto avvenuto nel dicembre del 2010, quando la carta fu presentata presso il Senato della Repubblica con lobiettivo di sostenerne la diffusione a livello territoriale. Il testo frutto del lavoro di un Advisory Board composto da neonatologi, ginecologi, genitori e rappresentanti di organismi internazionali come lOrganizzazione Mondiale della Sanit. LItalia stata la prima nazione europea a recepire le indicazioni della OMS e dellONU, e la Campania oggi la prima regione italiana ad aver avviato il nuovo percorso. Per poter affrontare in maniera adeguata questo problema sociale e sanitario, c bisogno di centri specializzati nellelaborare e predisporre un corretto percorso clinico per i neonati, ha dichiarato Paolo Giliberti, Presidente della Societ Italiana di Neonatologia. Pi in generale, secondo gli esperti, il fenomeno dei bimbi nati prematuri dovuto allinterazione di molteplici fattori, come la familiarit per i parti gemellari, le condizioni di rischio sociale (povert, denutrizione o condizioni igieniche precarie), la gravidanza in et adolescenziale o dopo i 40 anni, le eventuali malattie della madre, o le patologie collegate alla gravidanza (gestosi, distacco di placenta, rottura prematura delle membrane amniotiche). necessario tenere conto delle multifattorialit del fenomeno della nascita pretermine per offrire alle gestanti un valido supporto in termini di assistenza continuativa, controlli adeguati post-parto, ha sottolineato Pasquale Martinelli, ordinario di Ginecologia e Ostetricia della Facolt di Medicina della Federico II.

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LA SANITA DELLE ECCELLENZE: LESEMPIO DELLOSPEDALE CAPILUPI Record a capri: la quasi totalit delle donne partorisce sullisola

Il servizio di Ostetricia e Ginecologia dellOspedale Giuseppe Capilupi di Capri rappresenta oggi un punto di riferimento pi che valido per la popolazione dellisola azzurra. Grazie infatti allorganizzazione impartita nel tempo dallattuale direttore sanitario del presidio ospedaliero, il Dottor Alfredo Irollo, in sinergia con il responsabile del reparto di Ginecologia, il Dottor Catello De Micco, si riuscito a centrare lambizioso obiettivo di far partorire sullisola la quasi totalit delle mamme capresi e anacapresi. In questo modo si ridotto al minimo storico il fenomeno della migrazione sanitaria in terra ferma, che era molto pi presente in passato e determinava aggravi di costi per il sistema sanitario e lASL territoriale di appartenenza. Inoltre, si incrementata notevolmente lattivit ambulatoriale, grazie allampliamento dellofferta di ulteriori servizi quali lambulatorio di ecografia ostetrico-ginecologica, lambulatorio di uroginecologia e lambulatorio per la prevenzione delle malattie neoplastiche della sfera urogenitale (paptest e colposcopia). Il servizio di Ostetricia e Ginecologia rappresenta quindi il fiore allocchiello dellospedale caprese. Il fenomeno della migrazione sanitaria, pi in generale, una piaga del sistema sanitario campano. Ogni anno centinaia di migliaia di cittadini si recano fuori regione o addirittura allestero per farsi curare. Questo determina costi aggiuntivi enormi per le ASL di competenza del paziente che si reca fuori regione ed il tutto pesa in maniera significativa sullequilibrio economico finanziario della sanit regionale. Il caso di Capri con lOspedale Capilupi costituisce quindi un esempio positivo di buona assistenza sanitaria, uneccellenza di cui la sanit napoletana pu andare fiera, che va valorizzata e portata allattenzione di cittadini e pazienti, che spesso proprio per la scarsit di notizie sulle strutture di prossimit, finiscono per percorrere migliaia e migliaia di chilometri per avere le stesse cure che invece potrebbero ottenere nel proprio territorio di residenza.

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Centro Polidiagnostico
Dr.i Ascione e Panella s.r.l.
Direttore Sanitario:

DR. CABIANCA FRANCESCo

Medico - Chirurgo - Specialista in Radiologia Medica e Medicina Nucleare

Analisi Cliniche: Direttore Laboratorio generale di Base Dr. Ascione Michele Biologo Direttore Sett. Spec. di Microbiologia e Sieroimm. Dr.ssa Mazza Caterina Biologo Spec. in Microbiologia Direttore Sett. Spec. di Chimica Clinica con settore R.I.A. Dr.ssa Parrella Patrizia Chimico Direttore branca Cardiologia Dr. Panella Alfonso Cardiologo Direttore branca Radiologia Dr. Paoletta Salvatore Radiologo

Analisi Cliniche Batteriologica Immunometria Tossicologia R.I.A. - Cardiologia Elettrocardiografia Ecocardiografia Tilt Test Controllo elettronico Pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantabili Ecocolordopplergrafia Cardiaca e Vascolare E.C.G. dinamico secondo Holter E.C.G. da sforzo Holter pressorio Esami Intolleranze Alimentari

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Deta Medical

Quando penso ad una malattia, non per trovarvi rimedio, ma, invece, per prevenirla. (L. Pasteur)

Deta Medical una societ specializzata nel fornire prodotti e servizi per la cardiologia. Le principali linee dazione dellazienda sono: distribuzione di prodotti medicali ed elettromedicali, telecardiologia, interventistica cardiologica.
Interventistica cardiologica Nellambito dellinterventistica cardiologica, obiettivo della societ la creazione sul territorio campano di centri di riferimento per il trattamento e le cure di tutte le patologie correlate alle problematiche aritmologiche. A tal fine la Deta Medical ha stipulato collaborazioni con diverse Case di Cura accreditate con il SSN allinterno delle quali sono state create sale operatorie dedicate allelettrofisiologia/ elettrostimolazione. Lesperienza maturata da Deta Medical e dai propri professionisti, consente di svolgere tutte le procedure elettrofisiologiche, dallo studio elettrofisiologico e/o impianto di pacemaker o defibrillatori mono e bicamerali, fino a quelle di maggiore complessit come le ablazioni trans catetere delle aritmie, compresa la fibrillazione atriale, e gli impianti di pacemaker e defibrillatori per la terapia elettrica dello scompenso cardiaco. Distribuzione Deta Medical in grado di garantire la distribuzione di tutti i presidi sanitari occorrenti in cardiologia, interventistica e cardiochirurgia. Deta Medical distribuisce inoltre apparecchiature elettromedicali quali Holter ECG, elettrocardiografi, ecografi portatili, attrezzature per prove da sforzo, kit procedurali personalizzabili.

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RIDUZIONE SPESA FARMACEUTICA, CAMPANIA PRIMA IN ITALIA Secondo i dati Agenas nei primi sei mesi del 2011 riduzione del 13,3%

Nei primi sei mesi del 2011 la spesa farmaceutica convenzionata in Campania si ridotta del 13,3%. La percentuale la pi alta dItalia, e fa della nostra regione la pi virtuosa in assoluto in termini di risparmio, davanti alla Calabria e alla Puglia. La media italiana della riduzione della spesa pari al 6,4%, meno della met di quanto si riusciti a fare in Campania. I dati sono contenuti in un rapporto dellAgenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). In dettaglio, nel primo semestre del 2011 la spesa stata pari a 588 milioni di euro, contro i circa 511 dello stesso periodo del 2010, con un risparmio netto di circa 80 milioni di euro. I dati relativi ai soli mesi di giugno 2010 e 2011 sono ancora pi rilevanti, e confermano il consolidamento del trend, con la Campania che risparmia ben 14 milioni (94 a giugno 2010, poco pi di 80 a giugno 2011). La spesa farmaceutica complessiva in Italia nei semestri presi in esame scesa da 5 miliardi e 786 milioni di euro a 5 miliardi e 416 milioni, con un risparmio totale di 370 milioni. Ci dimostra che in termini assoluti, la Campania concorre per il 20% alla riduzione della spesa totale.

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POST-ABBRONZATURA, CHE FARE? LA PAROLA ALLO SPECIALISTA Intervista al dermatologo catello Savarese sulle conseguenze dellesposizione solare.
Carmen Onorato
Il sole un elemento indispensabile per la vita delluomo e del nostro pianeta, riscalda, stimola la produzione di melanina nella pelle, partecipa alla sintesi della vitamina D nella pelle stessa ed fondamentale per la maggior parte delle attivit biologiche. Al tempo stesso per lo scorretto comportamento che lindividuo pu avere col sole rischia di generare gravi ripercussioni sul suo stato di salute. Per approfondire la problematica abbiamo incontrato Catello Savarese, specialista in dermatologia e venereologia al fine di illustrarci quali possono essere le conseguenze e le complicanze dellabbronzatura.
Quali sono gli effetti biologici delle radiazioni solari sulla pelle? Sono quegli effetti derivanti dalla interazione tra il sole e la cute, e possono essere divisi in effetti precoci, tardivi e a lunga scadenza. I primi, che compaiono gi alcuni minuti dopo lesposizione solare, sono lazione calorifica dovuta agli infrarossi, lazione antirachitica legata alla produzione del precursore della vitamina D, lazione pigmentogena legata allattivit dei precursori della melanina ed infine lazione antidepressiva legata alla produzione di melatonina. I fenomeni tardivi compaiono da alcune ore ad alcuni giorni dopo lesposizione ai raggi solari, e sono leritema attinico (pi comunemente conosciuto come eritema solare) che si caratterizza per la comparsa di rossore fino alla possibile formazione di bolle; poi c la pigmentazione tardiva che compare due giorni dopo lesposizione solare ed quella che d labbronzatura pi duratura, ed infine c liperplasia epidermica, che per intenderci un ispessimento della parte pi superficiale della pelle. Infine ci sono gli effetti a lungo termine che compaiono dopo anni di esposizione solare e che sono il fotoinvecchiamento, cio un invecchiamento precoce della pelle rispetto a quello cronologico, e la fotocarcinogenesi, che lincremento della probabilit di sviluppare carcinomi cutanei nelle persone pi esposte alle radiazioni solari. Quali sono i parametri per stabilire se c stata una corretta esposizione solare? I parametri sono sostanzialmente riconducibili allassenza di fotodermatosi (dermopatie indotte dallesposizione solare come lustione). Questi fenomeni sono prevenibili con lutilizzo di filtri solari, ed evitando lesposizione solare nelle ore critiche, che vanno dalle 11 alle 15.

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Chi ci garantisce che i prodotti solari utilizzati come protezione durante lesposizione sono sicuri? La sicurezza dei prodotti solari, come per tutti i cosmetici in commercio, garantita dalla valutazione di esperti prima dellimmissione in commercio. I filtri UV sono inoltre valutati da un organismo scientifico indipendente (Comitato scientifico per la sicurezza del consumatore dellUnione Europea), e una volta approvati vengono inseriti in uno specifico allegato della Direttiva UE sui prodotti cosmetici. In linea di massima si pu dire che i filtri solari in commercio sono validi. Bisogna usare prodotti solari solo destate? Se si intendono filtri solari la risposta s, anche se alcune persone che hanno dermopatie fotoindotte (cio aggravate dallesposizione solare), devono utilizzare i filtri solari anche in caso di occasionali esposizioni solari nei periodi non estivi. Terminata lestate, per mantenere labbronzatura si ricorre alluso delle lampade. Quali sono i rischi in cui si pu incorrere e i consigli utili? I rischi sono uguali a quelli in cui si pu incorrere con una esposizione solare scorretta, brevemente riassumibili in precoci (ad esempio lustione), a lungo termine (come il fotoinvecchiamento, che linvecchiamento precoce della pelle rispetto a quello cronologico), e lo sviluppo di tumori della pelle. Quindi consigliabile ridurre al minimo indispensabile il ricorso alle lampade abbronzanti, e di farlo comunque solo in maniera occasionale e sempre con lausilio di creme contenenti filtri solari. Importante anche rivolgersi a centri dotati di apparecchiature moderne dotate di certificazioni di conformit e utilizzate da personale esperto. Per mantenere la durata dellabbronzatura comunque consigliabile idratare molto la pelle con apposite creme e seguire una corretta alimentazione. Una corretta alimentazione pu migliorare quindi il rapporto tra sole e pelle? Sicuramente si. Unalimentazione ricca soprattutto di frutta colorata come carote, pesche, albicocche, melone, aumenta lintroito di beta carotene e quindi favorisce la proliferazione di pigmenti nella pelle che migliorano la fotoprotezione. Inoltre, questo tipo di alimentazione consente una pi duratura abbronzatura. Dopo lestate possibile ridurre gli eventuali danni cutanei provocati dallesposizione solare? In linea di massima ci sono dei rimedi in grado di contrastare tali danni. Innanzitutto possono essere utilizzati presidi a base di sostanze antiossidanti come la vitamina C e il coenzima Q10, che andrebbero a contrastare i danni biologici e cellulari indotti dal sole. Queste sostanze sono presenti sotto forma di capsule da ingerire per via orale e di crema da applicare direttamente dove c stato il contatto tra le radiazioni solari e la cute. Inoltre non va mai tralasciata una corretta idratazione della pelle con lutilizzo di appositi prodotti. Esistono infine delle creme a base di alfa e beta idrossiacidi (acido glicolico) e trattamenti specialistici (peeling, laser) che mirano soprattutto a migliorare i danni estetici riportati dallesposizione solare, ma agiscono poco sullaspetto biologico del danno stesso.

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SANITALK n 3 - ANNo I - settembre 2011


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CoNSoRzIo SANIT
DIRETTORE EDITORIALE

Alfonso Longobardi
DIRETTORE RESPONSABILE

Paolo Trapani
REDAZIONE

Nello de Martino, Francesca Mari, Carmen onorato, Antonino Spano


HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Roberto Aiello, gianluca Ciccone, Cinzia DAmbrosio, gerardo Aprea, Luisa Del Sorbo, Monica DAmbrosio, Lucia Pavone, Ciro verdoliva, Pasquale Ragone.
REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE

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AUTORIZZAZIONE: Tribunale di Torre Annunziata, aut. n5 del 10/06/2011

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