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Casa di Karl Lemke, Berlino (1932-33)

Ludwig Mies van der Rohe


Testo e disegni Vincenzo Riso
La casa che Mies van der Rohe progetta per il collezionista di opere darte Karl Lemke e sua moglie Martha lultima opera della cosiddetta fase europea della sua carriera (1925-1938) che, dopo la chiusura definitiva della Bauhaus, si conclude con lemigrazione negli Stati Uniti. Nel 1930 i coniugi Lemke acquisiscono, lungo la Oberseestrasse, un piccolo lotto di viene requisita, al pari degli edifici dellintorno, dalle truppe sovietiche, che la utilizzano come magazzino. Il governo tedesco-orientale rientra in possesso delledificio nel 1962; nel 1977 questo viene riconosciuto e catalogato di valore storicoartistico e cos vengono almeno parzialmente recuperati i danni subiti. Dal 1990 la casa Lemke aperta al pubblico e, in consonanza con il carattere originale della sua realizzazione, ospita mostre di arte moderna. Se paragonata con altre opere di Mies, questa costruzione, a tetto piano e distribuita su un unico livello, ha unorganizzazione spaziale piuttosto semplice, concentrando gli ambienti di soggiorno (una sala da pranzo ed una sala per esposizioni) sui due lati costruiti del patio ed orientando lunica camera verso la sponda del lago, nella cui direzione rimane aperto pure lo stesso patio. Sul fronte stradale attestata la cucina e, in posizione arretrata rispetto a questa, il garage, che integralmente inserito nel volume delledificio. La semplicit della distribuzione trova sostanziale arricchimento spaziale nelle connessioni visuali che si stabiliscono tra i vari ambienti, includendo lo spazio aperto del patio, attraverso la trasparenza determinata dalla pressoch totale apertura degli ambienti prospicienti il patio medesimo con superfici vetrate a tutta altezza; anche la cucina e la camera con la sua vista panoramica sono contraddistinte dalla trasparenza interno-esterno con finestre estese in lunghezza. Comunque le pareti, sullinfluenza delle concezioni architettoniche delle avanguardie, sembrano funzionare come schermi di delimitazione spaziale, generando un contrasto fra superfici esterne pi chiuse e superfici interne pi aperte; in tal modo, pur essendo materialmente costituito solo per poco pi della met del suo perimetro, il patio assunto a fulcro compositivo della casa, tanto da rappresentarla integralmente, offrendo immagini di sovrapposizione tra una quotidianit domestica a forte contenuto

Grandi Maestri

un terreno in posizione paesaggistica, digradante verso il lago Weissensee Obersee, nel distretto di Hohenschnhausen. Mies riceve lincarico del progetto della casa agli inizi del 1932 e nellagosto dello stesso anno cominciano i lavori per sua costruzione, che viene completata nel 1933. I mobili sono disegnati da Lilly Reich, che gi aveva lavorato con Mies nel 1927 in occasione della mostra dellindustria vetraria allestita presso la Werkbund Austellung a Stoccarda, come pure per la Exposition de la Mode presentata a Berlino nello stesso anno. I Lemke abitano la casa fino al 1945, quando

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Sezione assonometrica dove si evidenzia limpiego della muratura portante in mattoni, come pure, per coprire le ampie luci delle vetrate, linnesto di piattabande metalliche (part. A) nascoste in un getto di calcestruzzo.

50 cm Nella pagina a fianco: particolare di uno dei punti di giustapposizione tra le pareti in muratura portante di mattoni faccia a vista e le ampie superfici vetrate.

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Vista dinsieme con al centro il patio.

Le grandi vetrate delle sale che si affacciano sul patio.

La finestra della camera che guarda verso il lago.

Particolare del corso ininterrotto della tessitura muraria al di sopra delle aperture.

estetico ed il paesaggio. Mentre lideazione figurativa della casa di avanguardia, la sua realizzazione materiale affidata ad una tradizionale muratura portante di mattoni faccia a vista. Nondimeno, anche dalla costruzione emana un senso di plasticit moderna, derivante dal fatto che i muri si dispiegano come se la loro forma complessiva fosse costituita da un materiale omogeneo, in cui sia possibile ritagliare liberamente tutte le vaste aperture che ne caratterizzano lorganizzazione degli spazi. Consiste, dunque, nella giustapposizione della trama muraria con le

superfici in vetro e acciaio degli infissi la composita materialit delledificio. Cos come composita risulta la stessa costruzione delle pareti di muratura, nelle quali sono innestate piattabande metalliche per coprire le ampie luci delle diverse aperture orizzontali. Questa realt strutturale non viene per espressa, dal momento che i profili metallici rimangono nascosti dietro corsi di mattoni disposti di piano, preferendosi mantenere inalterato lo sviluppo della tessitura a cortina gotica, nella cui continuit vengono appunto ricavate le aperture. Nel suo periodo europeo (1925-38) Mies mette a punto questo modo di costruire

attraverso un gruppo di sei progetti di case in muratura di mattoni faccia a vista stabilendo, come commenta Kenneth Frampton, un distacco tuttaltro che secondario dalla pratica abituale, tant che il suo ingegnere Ernst Walther ebbe molto a lamentarsi a proposito dei problemi economici e tecnici insiti nella realizzazione di queste grandi luci delle aperture nella muratura di mattoni faccia a vista. Sebbene lonest tettonica non sia rispettata alla lettera, fuori di dubbio il rilievo che Mies attribuiva alla costruzione, nonch allimportanza poetica di questa; come in tale

Pianta di studio con arredi (da Bargdoll B., Riley T.).

Vista depoca (da Bargdoll B., Riley T.).

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Spaccato assonometrico aperto sul piano della copertura.

gruppo di opere, ad esempio, testimoniato da un atteggiamento assai meticoloso nella scelta dei mattoni, che egli ordinava principalmente in Olanda, recandosi personalmente in fabbrica per verificare ogni cottura e scegliere, confrontare, armonizzare i colori da lui richiesti; fino al punto di separare poi in cantiere quelli lunghi poco cotti da quelli corti molto cotti, usando quelli lunghi in una direzione e quelli corti nellaltra(1). Queste abitazioni progettate negli anni Trenta sono rimaste assai poco conosciute fino allinterpretazione sviluppata da Kenneth

Frampton nel capitolo del suo Studies in Tectonic Culture, specificamente dedicato allopera di Mies van Rohe, come pure fino al successivo allestimento della mostra Mies in Berlin, nel 2001, presso il MOMA di New York che, attraverso il relativo catalogo, ha reso disponibili i materiali per potere spingere la loro analisi fino al dettaglio. La loro importanza e quella della casa Lemke in particolare, dove tutti i temi coinvolti appaiono con limmediatezza dimostrativa delle opere di dimensione ridotta, risiede nella testimonianza del raggiungimento da parte dellautore di uno splendido e dinamico

equilibrio tra innovazione e tradizione: laddove una spazialit di avanguardia messa in forma attraverso lantica arte del costruire con pareti portanti in laterizio faccia a vista, a sua volta contaminata e adattata allo scopo mediante linnesto delle capacit di resistenza a trazione dellacciaio.
Note 1. Frampton K. (1999) riporta testimonianze desunte da: Johonson P.C. (1947), Mies van der Rohe, MOMA, New York, p. 183 e da: Honey S. a cura di (1986), Mies van der Rohe: European Works, numero speciale di Architectural Design-Architectural Monographs, n. 11, Academy Editions, Saint Martinss Press, London, p. 56. Bibliografia Bargdoll B., Riley T., a cura di (2001), Mies in Berlin, catalogo della omonima mostra allestita al Museum of Modern Art di New York, pp. 272-275. Frampton K. (1999), Mies van der Rohe: avanguardia e continuit, capitolo 6 di Tettonica e architettura. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo, Skira, Milano, 1999, pp. 189-197. Edizione italiana con traduzione di M. Benedetti delloriginale Studies in Tectonic Culture. The poetics of Construction in Nineteenth and Twentieth Century Architecture, MIT Press, 1995, Cambridge (Massachusetts) and London. Redazionale (2002), Restaurierung Haus Lemke, Berlin-Hohenschnhausen, in Bauwelt, vol. 93, n. 23, 2002 giugno 14, p. 8.

Disegni di studio dei prospetti (da Bargdoll B., Riley T.).

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