Sei sulla pagina 1di 40

Andrea Saba

Guida allarmonizzazione del corale figurato nello stile di J. S. Bach


appunti per il corso di armonia e analisi del Liceo Musicale

Prefazione
I corali luterani comprendono un materiale melodico molto vasto e articolato, cui difficilmente possiamo attribuire un denominatore comune di tipo musicale. Scritti per facilitare la partecipazione attiva dei fedeli alla messa, queste composizioni, come gi gli inni ambrosiani, trovano il loro punto di forza nel legame tra testo e melodia, nella loro cantabilit e nella facilit ad essere associati ai momenti diversi dellanno liturgico. In base allorigine del materiale melodico possiamo distinguere quattro tipi di corali: corali derivanti da inni latini della chiesa ufficiale corali derivanti da inni popolari medievali corali derivanti da canti profani, non solo di area tedesca, ma anche italiana, francese e olandese. corali originali (i principali compositori di corali, oltre allo stesso Lutero, furono il musicista Johann Walter (contemporaneo e amico di Lutero), e, nel 1600, i musicisti Johann Schop e Johann Crger).

Nella raccolta pubblicata nel 1787 dalleditore Breitkopf, curata prima dallallievo di J. S. Bach, J. Ph. Kirnberger, poi dal figlio Carl Philip Emanuel, sono raccolti 371 corali derivati dallopera vocale sacra di Bach, dalle Cantate alle Passioni, dai Mottetti agli Oratori. I corali sono presentati su doppio rigo per rendere pi facile lesecuzione su strumenti a tastiera, e sono privi delle indicazioni eventualmente presenti nellopera originale, ad es. segni di articolazione e di dinamica, nonch del testo. Lintento di questa raccolta era principalmente quello di dimostrare la maestria di Bach nellarmonizzazione del corale. Questa guida raccoglie alcuni appunti relativi allarmonizzazione del corale, secondo lo stile del corale figurato di J. S. Bach. Limpostazione che suggeriamo in questa guida di subordinare linterpretazione armonica allanalisi delle cadenze delle singole frasi. Lo studio delle finali melodiche e delle possibili interpretazioni armoniche ci d solide basi per affrontare linterpretazione armonica e la stesura del basso nelle parti restanti. Alla fine di ogni capitolo sono sintetizzate, in una tabella, le principali soluzioni adottate da Bach in relazione alle diverse finali melodiche. Si consiglia di suonare le armonizzazioni indicate nella tabella in tutte le tonalit principali. Per ogni argomento viene allegata una lista di corali da usare nelle esercitazioni.

Numerica
Gli accordi maggiori sono scritti in maiuscolo (I) Gli accordi minori sono scritti in minuscolo (i) Gli accordi diminuiti sono scritti con un trattino centrale (vii) Gli accordi con il segno + a fianco del numero romano indicano le dominanti secondarie (II+ 56) Le settime diminuite con funzione di dominante secondaria sono indicate come none senza la fondamentale (VI+90)

Metodo di lavoro per larmonizzazione dei corali


1 analisi della melodia 1. fare uno schema formale della melodia, individuando eventuali riprese 2. definire la tonalit dimpianto, facendo attenzione a eventuali derivazioni modali (verificare la corrispondenza fra nota finale e armatura di chiave) 3. fare uno schema delle finali melodiche 4. verificare la presenza di note caratteristiche di tonalit vicine 5. verificare la presenza di note estranee allarmonia in battere nella cadenze finali 6. scrivere le diverse ipotesi di armonizzazione della cadenze finali 2 stesura del basso 1. dividere la stesura del basso in due fasi: cadenza (ultime tre note), prima parte. 2. Individuare un riferimento armonico iniziale e finale per la prima parte, le armonie interne vanno considerate come secondarie (armonie di volta e di passaggio) 3. Individuare collegamenti che si prestino allinserimento di dominanti secondarie 4. Completare la linea melodica della prima parte 3 armonizzazione 1. 2. 3. 4. scrittura delle parti interne inserimento di note di passaggio e di volta sul tempo debole inserimento di ritardi (ipotizzare la possibilit di un contrappunto sincopato al contralto) verifica del movimento delle parti

Prendiamo ad esempio il semplice corale Machs mit mir, Gott nach deiner Gut, e seguiamo le prime due fasi del lavoro, dallanalisi della melodia alla stesura del basso:

analisi della melodia

stesura del basso

Corali nel modo maggiore

Finale melodica sul I


1. cadenza perfetta nel tono dimpianto 2. cadenza o modulazione al vi

Esempi: Caso 1 cadenza perfetta

Caso 2 cadenza o modulazione al vi La cadenza al vi pu essere una semplice cadenza dinganno, una tonicizzazione del vi oppure una vera e propria modulazione al relativo minore.

Corali nel modo maggiore

Finale melodica sul II


1. cadenza sospesa nel tono dimpianto 2. modulazione al secondo grado minore

Le frasi che terminano al secondo grado sono molto frequenti e seguono le linee melodiche pi diverse. Dal punto di vista armonico sono possibili due interpretazioni: si pu considerare il secondo grado finale come una cadenza sospesa oppure come una cadenza perfetta nel tono del secondo grado minore. La prima soluzione ha un carattere pi sospensivo, ed particolarmente frequente nei casi in cui la frase successiva del corale termina alla tonica: si realizza in questo caso una sorta di periodo con lantecedente di frase che termina alla dominante e il conseguente che termina alla tonica.

La scelta tra queste due possibilit armoniche dipende dalla condotta melodica della frase: se il secondo grado viene preceduto dal I escludiamo la modulazione, ovviamente, per lassenza della nota caratteristica (sensibile) del nuovo tono:

mentre se si arriva al II scendendo di grado linterpretazione nel nuovo tono possibile.

Ecco due esempi di armonizzazione con la cadenza sospesa:

Nei due esempi che seguono sono riportate due armonizzazioni con la modulazione al secondo grado minore; nel primo caso la frase si pu interpretare per intero nel nuovo tono, mentre nel secondo esempio la modulazione avviene al termine della prima misura:

Ecco infine, sintetizzate nella tabella, alcune delle soluzioni armoniche per le finali melodiche sul secondo grado:

vii6-I6-V IV6-I-V vii7-I-V V34-I-V Modulazione al ii

I6-I-V I-I6-V Modulazione al ii

V6-I-V Modulazione al ii Modulazione al ii

I-I6-V

VII6-I6-V

IV-II+56-V

10

11

12

Corali nel modo maggiore

Finale melodica sul III


1. cadenza alla tonica (I) 2. cadenza sospesa nel tono della sopratonica (VI+) 3. cadenza frigia nel tono del relativo minore (III+)

Il secondo caso si verifica, in alternativa alla prima soluzione, quando la melodia scende dal IV al III, mentre il terzo si verifica quando la melodia sale dal II al III.

Ecco di seguito alcuni esempi relativi ai casi due e tre: Caso 2:

13

Caso 3:

n.b. nella cadenza frigia il IV6 raddoppia la quinta !

In questa tabella sono riportate alcune delle principali armonizzazioni scelte da Bach in funzione delle tre note finali della melodia; i tre casi sono differenziati graficamente modificando lo sfondo:

ii7-V7-I IV6-V56-I ii-ii6-VI+

VI+90-ii-VI+

I6-V-I

ii56-V-I ii+56-V-I

I-V-I I6-V-I vi-ii6-III+

14

15

16

17

18

Corali nel modo maggiore

Finale melodica sul V

La finale melodica sulla dominante si verifica molto spesso e seguendo le linee melodiche pi diverse. Consideriamo qui i due casi di condotta melodica pi frequenti: 1. La dominante che conclude la frase preceduta dal quarto grado alterato 2. La dominante viene raggiunta scendendo di grado Caso 1 - La dominante preceduta dal quarto grado alterato Come mostrano i numerosi esempi nella lista dei corali alla fine di questo capitolo, il quarto grado alterato in senso ascendente pu apparire pi o meno anticipatamente, condizionando cos la scelta tra tonicizzazione e modulazione e, in questultimo caso, permettendoci di determinare quanto anticipare la modulazione alla dominante. Negli esempi seguenti la melodia non consente di anticipare la modulazione, nel primo esempio perch il quarto grado appare inizialmente non alterato, nel secondo, perch la struttura melodica, col terzo grado costantemente ripetuto, ci suggerisce di mantenere il tono di sol maggiore fino al si iniziale della terza battuta. Interpreteremo quindi le cadenze finali come cadenze sospese, con la tonicizzazione della dominante, cio con la dominante preceduta da una dominante secondaria (II+ V)

Nellesempio seguente, invece, il quarto grado alterato appare due volte, consentendoci di armonizzare la frase con una modulazione alla dominante. Tale formula melodica rappresenta una convenzione, non solo nei corali, ma nella musica barocca in genere, e rappresenta un modo chiaro e rapido per modulare alla dominante.

Ecco come gli esempi appena citati vengono armonizzati da Bach: 19

Tonicizzazione della dominante

Modulazione al V

Altre interpretazioni armoniche - pi raramente la dominante raggiunta dal quarto grado alterato viene armonizzata con una modulazione al iii.

Caso 2 - La dominante viene raggiunta scendendo di grado 20

Quando la dominante viene raggiunta con una linea melodica discendente (vedi gli esempi qui sotto) possiamo interpretare la frase come modulante alla dominante o, in casi particolari, interamente nel tono della dominante.

Daltra parte ci si verifica anche per le linee melodiche che discendono con le stesse figurazioni (discendenti per grado) alla sopradominante (VI) e alla sopratonica (II). Anche in questi casi, come vedremo nei capitoli dedicati alle finali melodiche su questi gradi, la discesa melodica va armonizzata con una cadenza finale perfetta nel nuovo tono. Ecco alcuni esempi da Bach:

21

Altre interpretazioni armoniche Fra le altre interpretazioni armoniche del movimento discendente alla dominante troviamo altri due casi, che si verificano sulla finale melodica VIVI-V, la cadenza plagale e la modulazione al iii: Ecco alcuni esempi:

22

23

24

Corali nel modo maggiore

Finale melodica sul VI


1. cadenza alla sottodominante (IV) 2. modulazione al relativo minore

Il movimento melodico discendente al VI, nelle sue varie forme, va sempre interpretato nel tono del relativo minore. La modulazione pu avvenire pi o meno anticipatamente a seconda della melodia; in alcuni casi lintera frase pu essere considerata nel tono del relativo minore. Il primo caso, molto pi raro, si verifica quando il VI grado viene raggiunto in senso ascendente, di salto o di grado.

Ecco alcuni esempi: Caso 1 cadenza al IV

25

Caso 2 modulazione al vi come mostrano gli esempi la cadenza finale pu essere interpretata come cadenza perfetta o come cadenza dinganno

In questa tabella sono riportate alcune delle principali armonizzazioni scelte da Bach in funzione delle note finali della melodia, quelle scritte su sfondo grigio sono da intendere nel tono del relativo minore;

I 6-IV

I -IV

ii56-V-i ii56-V-VI

i-V-i i-V-VI

iv-V-i iv-V-VI

26

27

28

Corali nel modo maggiore Finale melodica sul VII


1. cadenza sospesa con tonicizzazione della dominante (V) 2. cadenza sospesa nel tono del relativo minore (III+)

Caso 1 tonicizzazione del V Come mostrano gli esempi ci sono molti modi di raggiungere la dominante, in quasi tutti i casi la dominante al basso viene raggiunta per grado (salendo dal quarto grado alterato o scendendo dal sesto grado), attraverso la dominante secondaria (II+):

29

Caso 2 cadenza sospesa nel tono del relativo minore Negli esempi vengono mostrati casi con diversi livelli di tonicizzazione del vi: nel primo la dominante del relativo minore viene presentata solo sullaccordo conclusivo, nel secondo viene anticipata nel terzultimo accordo; il terzo esempio riporta invece una frase da considerare per intero nel tono del relativo minore:

In questa tabella sono riportate alcune delle principali armonizzazioni scelte da Bach in funzione delle tre note finali della melodia, su sfondo grigio sono riportati gli esempi appartenenti al caso 2:

I6-II+56-V I-II+90-V vi-II+340-V vi7-II+90-V vi2-II+56-V vi-vi6-III+

vi6-vi5-III+

III+90-vi-III+ III+56-vi-III+

II+-II+6-V

ii56-II+56-V (nel tono del relativo minore)

30

31

32

Corali nel modo minore

Finale melodica sul VII (sottotonica)


1. tonicizzazione della triade minore sul v 2. modulazione al tono della sottotonica

esempi:

33

34

Corali nel modo minore

Finale melodica sul II


1. cadenza sospesa 2. modulazione al tono della sottotonica

esempi: Molto spesso la finale melodica sul II fa parte di un tetracordo discendente V-II. Larmonizzazione di questa linea segue i quattro modelli indicati qui sotto, i primi tre presenti anche nel modo maggiore:

35

36

37

38

Corali nel modo minore

Finale melodica sul III


3. modulazione al relativo maggiore (III) 4. cadenza autentica

Esempi: nel corale Gott hat das Evangelium, le prime due frasi, sulla stessa melodia, sono armonizzate secondo i due modelli indicati sopra:

39

40