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La Bce all'Italia: "Vendetevi tutto" ; da " Il Manifesto ", sono inseriti anche i commenti

pubblicata da SIGNORAGGIO BANCARIO il giorno mercoled 10 agosto 2011 alle ore 10.26 Guglielmo Ragozzino

Un mese fa, si svolse la grande manovra salva-tutto messa in scena, con tanto di voti di fiducia, dal governo italiano; e approvata in un batter di ciglia dal parlamento responsabile. In quell'occasione sono stati calcolati gli introiti che le privatizzazioni messe in calendario per il triennio finale della manovra stessa avrebbero apportato. Il conto, molto ottimistico, di qualche specialista si aggirava intorno ai 140 miliardi di euro, purch si mettessero naturalmente sul tavolo tutte le perle del reame. A questo si aggiungeva che l'ammontare del prezioso tesoretto era pari a circa il 7% del debito pubblico, vicino ai 1.900 miliardi in quegli stessi giorni. I pi ottimisti facevano inoltre notare che ne sarebbe cos derivato un significativo alleggerimento in termini di deficit. Nelle settimane seguenti il tema privatizzazioni stato lasciato cadere, ma non perch fosse sopravvenuta la preoccupazione di perdere taluni strumenti decisivi, in mano al governo, per muoversi tra i potenti, in Italia e nel mondo; il fatto era piuttosto che l'attenzione era ormai rivolta altrove. stato un bene, perch le eventuali privatizzazioni si sono assai ridotte di valore, sia quelle quotate in borsa: Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, sia le altre, a partire da Poste, Ferrovie, Cassa depositi e prestiti o Cdp. Se il pacchetto valeva 140 miliardi ora vale 120 o 100, ammesso che qualcuno comperi bislacchi gioielli nostrani, a questi chiari di luna. D'altro canto anche il deficit destinato a salire, per gli interessi raggiunti ultimamente da Bot e Btp. Per essere estremamente fiscali, nel novero delle possibili privatizzazioni sarebbero da aggiungere le Fondazioni bancarie, cui molti si accostano con pensiero reverente e in un caso di smobilizzo accelerato, proprio per quell'ossequio, sono dimenticate; infine le societ di servizi pubblici che comuni grandi e meno grandi hanno messo insieme in una serie di puzzle molto pericolosi. Tutte piuttosto fragili, spesso indebitate, queste imprese non hanno rappresentato mai occasioni di straordinaria attrattivit, ma hanno vivacchiato, pagando ai comuni di riferimento dividendi esagerati, come del resto hanno fatto per anni anche Eni e soprattutto Enel nei confronti del Ministero del Tesoro, loro maggiore azionista attraverso la Cdp. Le ex municipalizzate, fuse insieme, entrate nel mare della finanza, travestite in varie fogge, hanno dovuto affrontare il disastro del referendum; disastro dal loro punto di vista, naturalmente. Ma proviamo a immedesimarci nella situazione di una serie di gruppi finanziari, il cosiddetto sistema, cui faceva gola il business dell'acqua e ora per l'errore di quegli ignoranti del refendum, come li ha definiti in un pubblico dibattito a Cortina ascoltato a radio radicale - uno dei maggiorenti del sistema Cdp, ora va tutto a carte quarantotto. Chi vuole pi, senza la gestione dell'acqua, le societ un po' squilibrate che rispondono a tanti sindaci, oltre che alla domanda di valore della borsa e in una piccola

forma anche agli utenti? A questo punto si innesta la presunta lettera dei capi della Banca centrale europea, Bce. Dopo il caso della Grecia anche per l'Italia privatizzare da subito o farlo dal 2013 non uguale, manda a dire la lettera della Bce a Berlusconi; cos scrive la mattina di ieri il Corriere.it e le smentite a sera non sono ancora arrivate. Prendendo il riassunto della lettera per buono (buono si fa per dire, naturalmente), occorre riflettere sulla smania della Bce per antieconomiche privatizzazioni in Italia. Il primo motivo quello di normalizzare cos il sistema italiano, ancora troppo poco liberalizzato. Le imprese del governo sono considerate troppo esposte alla cattiva politica degli intrighi e refrattarie alla buona politica della finanza universale. Le imprese del governo finiscono per diventare bastioni inavvicinabili in cui il lavoro prevale sul capitale, o almeno riesce a tenere le posizioni, diffondendo il cattivo esempio. La Bce - quanto meno quella che appare dalla pseudo lettera - richiede una soluzione di forza, con decreto, per evitare soverchie discussioni e perdita di tempo. C' poi un secondo motivo, forse ancora pi importante. Occorre mettere in riga, attraverso governo e parlamento, quel paese di ignoranti o di squilibrati, che pretende di gestire la propria acqua e gli altri beni comuni; tutto quel popolo che incantato da una magia, due mesi fa ha votato in maggioranza per mantenere il diritto di gestire la propria acqua. Il rischio, temono alla Bce e dintorni, che il referendum italiano faccia scuola e sia imitato nell'Europa e nel mondo. E questo, per dirla tutta, non si pu sopportarlo. I COMMENTI: Che la ricetta della BCE a favore di eventuali privatizzazioni pi o meno selvagge sia utile e/o possa servire realmente a migliorare la situazione italiana molto opinabile e del tutto aleatorio; con questi chiari di luna, oltre tutto, si tradurrebbe molto probabilmente in una svendita a prezzi di saldo, ovvero in un danno per il paese. Ci detto, la spiegazione ipotizzata dell autore di questo pezzo, circa i motivi che spingerebbero la BCE verso tale ricetta, in realt molto classica se non scontata, a me sembra addirittura involontariamente comica! Secondo costui, la BCE temerebbe una sorta d effetto contagio, causato dall esito dei recenti referendum sull acqua pubblica: insomma per (dis)"educare", per cos dire, i rari fautori dei "beni comuni", oppure i numerosi votanti al referendum pro acqua pubblica e scoraggiare altri a seguire un simile luminoso esempio (solo x l autore, sia chiaro!), la BCE s inventerebbe una sorta di ricetta ultra-liberista, affinch anche costoro si ravvedano rapidamente, ritornando all ovile e sulla retta via dell ortodossia economica: a me questa presunta spiegazione / ricostruzione sembra francamente assurda e ridicola! Prima di tutto, non c' il minimo rispetto per senso delle proporzioni: cosa volete che freghi ai "sommi sacerdoti" dell' economia "galattica" e mainstream di vicende del tutto secondarie, o meglio!, nei fatti assolutamente irrilevanti per l economia globale che costoro, si suppone, contribuiscono a governare ??? In secondo luogo, con l' economia mondiale e la turbo-finanza dei derivati tossici che

bruciano miliardi di dollari come noccioline, figuratevi se a qualcuno della BCE vengono in i recenti referendum italici per vicende periferiche e secondarie, che al limite interessano forse a qualcuno solo perch lo stesso s immagina cos d avere la propria personalissima e limitatissima rivincita contro l attuale governo!!! La BCE se ne fotte, nella sostanza, persino dell' irrilevante governo italiano e l' autore vorrebbe farci credere che preoccupata che l' esempio "para-democratico" ed anche dal basso dei referendum si estenda ed attecchisca a macchia d olio??? In realt la BCE, anch essa un po come un disco rotto, ripete (probabilmente a vanvera!) cose note, anzi persino ovvie, ovvero il solito mantra pro privatizzazioni che praticamente sempre ed immancabilmente viene proposto in simili occasioni. L autore mi ricorda un po quei giocatori e/o allenatori di terza o, al massimo!, di seconda categoria che s immaginano e parlano delle proprie (irrilevanti!) partite come se si trattasse della serie A, se non addirittura della Champions League! Insomma chi, come l autore di questo articolo, s inventa ragioni tanto recondite quanto cervellotiche, improbabili ed assolutamente inverosimili, fa solo sfoggio di un inutile, improbabile e molto creativa attitudine alla pi bieca ed ottusa dietrologia 09-08-2011 22:01 - Fabio Vivian s/vendere ai soliti noti i beni pubblici. Scopo ultimo delle crisi di solvibilita' degli Stati cosiddetti sovrani create dai soliti noti. Qui come in Grecia come in USA. Fermiamo gli sciacalli prima che sia troppo tardi. 09-08-2011 20:36 - Murmillus Penso anch'io che il risultato dei referendum abbia avuto un peso non indifferente in quanto sta succedendo e che mi ricorda il modo di fare dei truffatori: urla e strepiti per impedire alla vittima di pensare, il babau per spaventarla e poi, soprattutto, fare in fretta per poter grattare il fondo del barile, prima che la vittima si renda conto e si incazzi di brutto. Chi c' dietro alla speculazione mosso da una grande avidit e non ha un grande senso del futuro, visto che chi pensa solo ad arricchirsi non gliene pu fregare di meno se lascer solo macerie. Bisogna non farsi fregare, anche se tutt'altro che semplice. 09-08-2011 20:01 - fulvia Le indicazioni della bce assomigliano molto a quelle che l'FMI dava all'Argentina. Vendete dicevano.Liberalizzate.Deregolamentate..ecc e loro... ad eseguire.Poi sono falliti.I conti pubblici a posto, la popolazione alla fame. Prima ci sganciamo da questa schifezza di Europa e meglio . 09-08-2011 18:11 - Lequinio Perch privatizzare tutto se le partecipazioni pubbliche a grandi gruppi(Eni,Terna, ecc.) procura allo Stato imporati incassi? Nel 2010 i dividendi in conto del Tesoro sono stati 2,2 miliardi di euro. Per la manovra, e magari per la crescita, si pu attingere all'enorme ricchezza delle famiglie di 8600 mld: il 45% posseduto solo dal 10% delle famiglie; poi ci sarebbe l'altro enorme tesoro, ogni anno oramai abbiamo 270 mld di evasione con mancate entrate per il Tesoro per circa 110 mld. Insomma le risorse ci sono si per i conti pubblici che per la crescita. La linea imposta dall'Europa-BCE sempre la stessa, cio liberista, nonostante quello che successo con la crisi del 2008. Ecco i risultati della politica a servizio della finanza e non di chi la legittima. 09-08-2011 17:47 - Arsenio Stabile In quanto proprietario di 1/61.016.804 del patrimonio dello Stato Italiano, non d il

consenso alla vendita di alcunch mi appartenga !! 09-08-2011 17:16 - GB Il paese allo sbando.Loro ci metteranno nei guai.Loro chi?Le teste duovo dEuropa, questa inpresentabile classe politica e coloro che da decenni lavorano nelle universit eccezion fatta per gli inascoltati-cassandre-hanno un alibi.Chi chiama a s la politica non chi studia la societ ma chi la sta trasformando e come.Come-vediamo-La vecchia idea del mercato che da solo si cava dinpaccio passando per la distruzione della rigidit salariale, quindi attaccando i sindacati e riversando su di loro la responsabilit della disoccupazione allo scopo di catturare investimenti stranieri.Rispetto allout-sorcing o delocalizzazione vogliamo diventare senza industria nazionale ceduta dal profit state, un bacino di lavoro senza diritti per investitori stranieri.Nemmeno confindustria che rappresenta limpresa nazionale ideologicamente sponda pu fare testo.Non ci devono essere contratti nazionali, vedi Marchionne.Terra per predoni e banditi, promettono di creare lavoro togliendo diritti elementari acquisiti.Lavoratori e poveri, sfruttati e senza la sicurezza di avere un lavoro, quindi ricattati ed in lotta tra di noi come lo sono i precari della scuola vistisi superare nel punteggio.Dallo stato arrivano i licenziamenti di massa proprio nella scuola.E spesa pubblica lEuropa divinit a cui tutto va sacrificato desertifica il paese di una sua industria ci eliminano come concorrenti e si prepara lo sfascio economico con effetti sociali che questa volta non hanno controparte politica.Perch questa ricette le perpetra la stessa sinistra candidata a governare che sentite luscente Chiamparino-no statolatria, no assistenzialismo, tagli, privatizzazioni- Come in Spagna gli indignados non hanno partito e vince la destra cos in questo paese visto cosa il diviso PD come pensare ad allenze, obiettivi di massima, il popolo ecco la parte politica ha perso loccasione il referendum abrogativo della legge 30.Un lavoro senza diritti un paese diviso tra nord e sud, nord satellite di Francia e Germania, non una vera realt sviluppata fabbrichetta che hanno commesse da questi paesi che ci vogliono far fuori come concorrenti, non produciamo merci ad alto valore aggiunto c un ritardo non c una politica industriale.Bisogna pensare alla legge del vantaggio comparato cosa produciamo meglio e ci tocca distinguerci nella divisione mondiale dei mercati, trovare una vocazione.Il Brasile negli anni novanta penso con dei dazi di produrre i computer-produsse scassoni-comprare il prodotto nazionale autarchicamente, non conviene.MaLo sviluppo dipende dalla cultura da come la scuola e dai brevetti e premi per gli avanzamenti nelle ricerca, servono investimenti e non tagli altrimenti non ci sar pi crescita.Cosa ci aspettiamo da questi capitali stranieri nelle divisione nazionale nella perdita dello spirito pubblico nella divisione Nord, Sud perpetrata con sciovinismo.Torneranno le gabbie salariali ecco il risultato che vogliono-divisione del mondo del lavoro ed impoverimento della popolazione- 09-08-2011 16:08 - tato Ma bene : vendete tutto cos coloro che non hanno nulla in tasca ( e non sono pochi), avranno meno di nulla, dato che fino ad oggi ognuno poteva dire di aver partecipato al possedimento di qualche bene comune, poich lo Stato Italiano possiede una certa quantit di beni mobili e immobili . Vendete tutto, pure la camicia e le mutande e coloro che non hanno pane da mangiare, vivano di puro spirito, se ci riescono e semprech sia loro concesso 09-08-2011 15:19 GB Questi economisti ossessionati dalla borsa ci porterebbero allo sfascio, non v vernduto nulla, anzi bisogna aspettare che crolli per comperare le propie azioni in modo da rientrare in possesso di tutto il propio bene. Se seguiamo le loro ossessioni siamo fritti veramente finiamo sul lastrico, loro speculano per prenderci tutto, teniamoci quel poco che abbiamo e quand' il momento riprendiamoci il ns che loro hanno scialacquato! L'Italia ha l'economia fatta sulle piccole imprese, quelle non esposte in borsa per cui alla fine

meno esposte alla voracit dei "poca voglia di lavorare" ma di fare soldi a palate, per cui la crisi di borsa senz'altro investe il debito pubblico collocato in mani poco sicure grazie ai ns politici, ma probabilmente se non accettiamo l'imposizione dei mercati potremmo uscire meglio e prima degli altri. 09-08-2011 12:21 - Gromyko

Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Tedeschi e Francesi


pubblicata da SIGNORAGGIO BANCARIO il giorno luned 8 agosto 2011 alle ore 1.04 Sarkozy e Merkel hanno chiesto alla BCE di comprare debito spagnolo e italiano da Le Monde del 7-8-2011 Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno scelto di fare le loro dichiarazioni prima della fine della riunione della BCE che si prevede nella notte di domenica. I due leader hanno riaffermato il loro impegno ad attuare pienamente le decisioni prese al vertice dei capi di Stato e di governo della zona euro e le istituzioni dellUE 21 Luglio 2011. La dichiarazione tende soprattutto a mettere sotto pressione la BCE, che gioved si era detta indisponibile a comprare debito di italiano e spagnolo, a causa dellopposizione della Bundesbank, accentuando la sfiducia dei mercati finanziari. La Francia e la Germania sono convinte che lanalisi della BCE saranno la base per interventi appropriati sul mercato secondario in quanto aiuteranno a determinare se vi un rischio per la stabilit finanziaria nellarea delleuro nel suo insieme , hanno scritto Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Pi esplicitamente, le due capitali hanno chiamato la BCE, in riunione in questo momento, a una prova di responsabilit riprendendo ad acquistare debito italiano e spagnolo per frenare la speculazione. La pi grande incognita latteggiamento dei mercati finanziari domani mattina. In cambio, Parigi e Berlino hanno pongono condizioni sui futuri interventi di salvataggio europeo (EFSF). L intervento nel mercato secondario sar effettuata sulla base di unanalisi della BCE sullesistenza di una situazione eccezionale sui mercati finanziari, dei rischi per la stabilit finanziaria e sulla base di una decisione presa di comune accordo dagli Stati partecipanti, per evitare il contagio , hanno proseguito i leader francesi e tedeschi. Chiaramente, il parere della BCE sar decisivo per gli interventi futuri, mentre lEFSF in origine doveva essere sotto il controllo dei governi. Questo annuncio arriva dopo un G7 dei responsabili del tesoro, tenutosi sabato sera intorno alle 23, seguito da un G20 a mezzanotte e mezza. Traduzione dellarticolo Sarkozy et Merkel invitent la BCE acheter de la dette espagnole et italienne di Le Monde.fr